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Ieri — 27 Febbraio 2020RSS feeds

NetApp, il contributo dell’IA in campo medico

di Antonino Caffo
Sono tre i principali casi di utilizzo dell’intelligenza artificiale in campo sanitario riguardano: imaging medico, patologia digitale e genomica. Ognuno di questi vede come protagonista NetApp, le cui soluzioni sono state scelte da numerose aziende che sfruttano l’intelligenza artificiale per produrre innovazione nell’healthcare. L’utilizzo dell’IA in questi casi non solo ha portato a migliorare la […]
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10 errori da non fare quando si porta l’auto in officina

di Redazione

Prima o poi qualunque automobilista sarà obbligato a portare l’auto in in officina per effettuare un tagliando di manutenzione ordinaria,o straordinaria che sia, alla propria vettura. Spesso ci si rivolge ad un meccanico di fiducia, paragonabile al medico curante, al quale si affida storicamente la manutenzione delle auto di tutta la famiglia. Magari si tratta davvero di una persona fidata, ma i tempi sono cambiati, il mercato dei ricambi è sempre più assortito e la possibilità di risparmiare sulla manutenzione auto può spingere a clamorosi errori di valutazione. Vediamo quali sono gli errori da non commettere quando si porta l’auto in officina e come far valere i propri diritti qualora questi venissero messi in discussione.

1.AUTO IN OFFICINA E GARANZIA

Se la nostra auto gode ancora della garanzia ufficiale non siamo più “costretti” a rivolgerci presso la rete della Casa costruttrice per effettuare manutenzione ordinaria. Grazie al regolamento europeo 1400/2002 e alla successiva revisione con il regolamento 461/2010, è possibile rivolgersi a officine indipendenti senza perdere la garanzia ufficiale a patto, ovviamente, che vengano rispettate precise condizioni. Questo agevola ad esempio chi vive in zone non servite da una determinata marca e chi vuole risparmiare, dato che spesso i prezzi praticati dalla rete ufficiale sono sensibilmente più alti rispetto a quelli praticati dai riparatori indipendenti (Leggi manutenzione presso officine private per le auto nuove).

 

2.L’IMPORTANZA DI FARE PIU’ PREVENTIVI

Se l’auto ci ha lasciati in panne e magari siamo in una situazione di necessità può capitare di essere costretti a rivolgersi a un’officina auto qualsiasi e, nel bene e nel male, accettare prezzi e condizioni. Ma se l’intervento che necessitiamo lo permette è sempre opportuno valutare più preventivi di autoriparatori, facendosi specificare tipologia e marchi dei ricambi che intendono utilizzare. Un preventivo vago e sommario, al quale magari corrisponde comunque un intervento effettuato a regola d’arte, potrebbe lasciare intendere l’impiego di ricambi non originali; pertanto è bene accertarsene per potere valutare correttamente la cifra richiesta.

3.INTERVENTI APPROVATI SULL’AUTO IN OFFICINA

Qualora lasciaste l’auto in officina in attesa del preventivo per la riparazione, sappiate che è un vostro diritto poter rifiutare l’intervento, magari se il preventivo non vi convince o avete semplicemente cambiato idea. L’intervento deve essere sempre autorizzato dal cliente con l’accettazione del preventivo. Ovviamente se per redigere il preventivo il riparatore ha dovuto smontare parti dell’auto è possibile che questi vi richieda il pagamento della manodopera impiegata.

4. LA FATTURA PER LE RIPARAZIONI AUTO IN OFFICINA

Al momento di pagare il conto in officina, la tentazione di rinunciare alla fattura a fronte di uno sconto finale, può essere forte. Sorvolando sugli ovvi motivi fiscali, per i quali è necessario emettere la fattura, essa rappresenta uno strumento per far valere i diritti del consumatore. Con la fattura in mano possiamo far valere la garanzia sui ricambi, qualora questi vengano forniti dal riparatore, e sull’intervento qualora questo dovesse rivelarsi eseguito in maniera non corretta. In fattura devono essere specificati i singoli ricambi impiegati e il loro prezzo unitario, come spiega il video qui sotto.

5.I RICAMBI AUTO COMPRATI ONLINE

Internet offre una scelta impressionante di pezzi di ricambio a prezzi spesso vantaggiosi e non è un mistero che molti autoriparatori si rivolgano al web per i propri approvvigionamenti. Anche i privati possono acquistare da sé i ricambi godendo di sconti consistenti, ma bisogna essere davvero certi di cosa si sta acquistando. Giungere in officina con un ricambio errato è una perdita di tempo e denaro sia per l’automobilista che per l’autoriparatore. Molti rivenditori online richiedono una copia del libretto di circolazione per verificare la compatibilità del ricambio ed è bene approfittare di questo servizio.

6.PORTARE I RICAMBI AUTO IN OFFICINA

Nel caso in cui si decidesse a comprare i ricambi necessari all’intervento da soliè opportuno sapere qualcosa in merito alla garanzia. In questo caso il riparatore sarà responsabile soltanto della qualità della prestazione d’opera e non dei ricambi installati. Quindi qualora i ricambi dovessero rivelarsi difettosi non è possibile addebitare alcunché al meccanico.

7.RICAMBI USATI, MA CON LA GARANZIA DEL MECCANICO

A volte, in baso al costo dei ricambi nuovi, l’autoriparatore propone ricambi rigenerati, si tratta di pezzi usati che dovrebbero essere stati sottoposti a revisione e ripristino. Qualora i ricambi rigenerati venissero forniti dal meccanico è opportuno sapere che anche questi godono della garanzia prevista per i ricambi nuovi. Con il consenso del proprietario dell’auto è eventualmente possibile ridurre a 1 anno la garanzia, ma, secondo il Codice di Consumo, non vi si può rinunciare (Leggi la garanzia negli interventi meccanici).

8.LA PROVA IN OFFICINA PRIMA DI PAGARE LE RIPARAZIONI

Quando si ritira l’auto in officina dopo una riparazione è sempre consigliato provare su strada l’auto e sincerarsi che tutto sia a posto, specie se la riparazione ha riguardato organi meccanici. La prova, magari con il meccanico a fianco, permette eventualmente di contestare subito l’intervento e non avere magari spiacevoli sorprese dopo aver lasciato l’officina.

9.I VECCHI RICAMBI PER LE RIPARAZIONI AUTO COSTOSE

Quando un intervento meccanico richiede la sostituzione di pezzi di ricambio è buona norma far vedere al cliente i vecchi pezzi smontati dall’auto. Solitamente i riparatori mettono da parte i vecchi ricambi proprio per mostrarli al cliente, ma se questo non dovesse avvenire è opportuno richiederlo al meccanico che deve provvedere.

10.FAR VALERE I PROPRI DIRITTI ANCHE IN OFFICINA

Se nonostante le precauzioni avete comunque vissuto una brutta avventura in officina e non siete soddisfatti dell’intervento è possibile far valere i propri diritti. Ci si può rivolgere alle associazioni dei consumatori, richiedendo eventualmente anche l’assistenza di un legale o rivolgersi direttamente ad un avvocato di fiducia per trovare una soluzione o richiedere un risarcimento. In questi casi è indispensabile avere in mano preventivi e fatture degli interventi effettuati (Leggi come contestare un intervento non sodddisfacente).

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Il Coronavirus spaventa ancora l’industria tech cinese

di Leonardo Dominici
Il Coronavirus continua la sua cavalcata anche se pare in modo più attenuato, almeno secondo gli ultimi aggiornamenti. Siamo ancora qui a parlare di Coronavirus in quanto oggi vi presenteremo un resoconto (stilato da TrendForce) degli effetti e dei possibili effetti del Coronavirus sulla produzione di materiale tech, che come tutti sappiamo avviene principalmente in Cina. Semiconduttori […]

Marvel Comics annuncia The Marvels, una nuova serie con il cast di supereroi al completo

di Imma Antonella Marzovilli
Al via a The Marvels, la nuova serie targata Marvel Comics che vedrà come protagonisti tutti i supereroi più amati della casa delle meraviglie. La serie farà il suo debutto il prossimo maggio e sarà sviluppata dallo scrittore Kurt Busiek e dal disegnatore Yildiray Cinar. Design dei personaggi e copertine, invece, saranno affidate ad una delle firme […]

Cina: bloccata la produzione Apple

di Alessandro Matthia Celli

Foxconn aveva pianificato di riaprire gli stabilimenti lunedì 10 febbraio per riprendere la produzione di dispositivi Apple dopo le vacanze del Capodanno, ma i piani dell’azienda sono stati bloccati dalle autorità cinesi a causa del focolaio del coronavirus in corso.

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Coronavirus: le Case auto che rischiano il tracollo in Cina

di Donato D'Ambrosi

Il Coronavirus in Cina sta diventando un’emergenza finanziaria per le Case auto che hanno investito miliardi negli stabilimenti produttivi. L’emergenza sanitaria Coronavirus ha influenzato sia il mercato locale che estero e anche in Europa i Costruttori auto si trovano a fronteggiare i rischi di un blocco totale della produzione di veicoli. Ecco quali sono i rischi reali del Coronavirus oltre i confini europei e le Case auto che, secondo le stime, bruceranno miliardi di dollari a causa dell’emergenza sanitaria in Cina.

1 AUTO SU 10 NEL 2019 E’ STATA PRODOTTA NELL’EPICENTRO DEL CORONAVIRUS

Secondo quanto riportano i media internazionali, il Coronavirus avrà effetti importanti anche sulla stabilità del mercato auto, lo riporta la CNN, sulle dichiarazioni delle maggiori Case auto con stabilimenti produttivi in Cina. Circa il 9% della produzione di veicoli in Cina (2,2 milioni di veicoli nel 2019) è collocata nella provincia di Hubei, dove è stato localizzato (a Wuhan) l’epicentro della manifestazione del Coronavirus. I rischi di un tracollo finanziario in Cina sono ancora più allarmanti se si considera il calo delle vendite di auto elettriche e ibride dopo la scadenza degli incentivi statali in Cina. La Cina è infatti il più grande produttore mondiale di auto dove i Costruttori hanno piantato le tende da oltre 10 anni. È chiaro che a rimetterci di più saranno i Costruttori auto che hanno accordi con produttori locali e su ordine del Governo cinese hanno fermato le linee di assemblaggio.

PERCHE’ LE CASE AUTO RISCHIANO A CAUSA DEL CORONAVIRUS

Con il passare dei giorni lo stop alla produzione in Cina inizia ad allarmare anche le Case auto che hanno solo accordi di fornitura di componenti dalla Cina. Tra i Costruttori auto che fanno i conti con il Coronavirus il rischio è maggiore per Honda, Daimler, Volkswagen, General Motors, Hyundai, PSA e Renault. Secondo Standard &Poor’s l’emergenza si protrarrà ben oltre l’allerta Coronavirus, poiché – come sta accadendo in Italia – i consumatori saranno tutt’altro che invogliati a recarsi nelle concessionarie e comprare un’auto nuova. L’industria auto cinese dovrà mettere in conto tagli alla produzione del 15% nel primo trimestre 2020. Tutte o quasi le Case auto che producono in Cina potrebbero pagare gli effetti del Coronavirus in dipendenza dei precedenti bilanci non esaltanti in Cina, dello stop alle numerose fabbriche o della carenza di parti per altri impianti.

VOLKSWAGEN IN CINA, FCA IN EUROPA ALLE PRESE CON IL CORONAVIRUS

Una proiezione di S&P dice che Volkswagen potrebbe vedere volatilizzarsi 3,3 miliardi di dollari in dividendi dalle controllate cinesi. In Cina Volkswagen ha oltre 20 stabilimenti e produce il 40% delle auto vendute, oltre alla produzione di parti destinate ad altri stabilimenti. La strategia attuale delle Case auto fuori dalla Cina è osservare l’evoluzione e il contenimento del Coronavirus. Mike Manley, AD FCA ha dichiarato che “Se la situazione continua a peggiorare ci potrebbe essere il rischio di dovere fermare uno stabilimento in Europa nelle prossime due-quattro settimane“.

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Il 6G potrebbe essere 8.000 volte più veloce rispetto al 5G: potremo controllare i dispositivi con il cervello?

di Biagio Petronaci
Un team avrebbe appena iniziato gli studi dedicati al 6G. Il Chinese Ministry of Science and Technology, stando a quanto dichiarato dai colleghi di PhoneArena.com, ha formato due team che dovranno ora capire quali potrebbero essere gli effettivi vantaggi prodotti da questa tecnologia. Il 5G è ancora in fase di assestamento: sono ancora pochi gli smartphone compatibili […]

TIM 5G, realtà immersiva e teleconsulto in tempo reale durante un’operazione chirurgica

di Dario D'Elia
Ieri, il Professor Giorgio Palazzini della III Clinica Chirurgica Sapienza Università di Roma, uno dei chirurghi italiani più esperti nell’impiego di tecnologie laparoscopiche avanzate, ha eseguito il primo teleconsulto immersivo 4K a distanza sulla rete 5G di TIM. In pratica, in occasione del 30° Congresso di Chirurgia dell’Apparato Digerente tenutosi a Roma, il dottor Palazzini […]

Porsche: il 40% dei proprietari passano da iOS ad Android

di Alessandro Matthia Celli

All’Automobility LA 2019, il presidente e CEO di Porsche North America, Klaus Zellmer, ha affermato che il 40% dei proprietari di auto Porsche sono intenzionati a lasciare iOS per Android.

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BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

di redazione

La BMW 320d coupé elaborata con 190 CV dall’Officina Maizza è frutto di un gran lavoro, è stata ritoccata esteticamente per sentirla, prima ancora di mettere mano alla meccanica, senza stravolgerla con LED sottoscocca o grafiche particolari, ma cercando di renderla ancora più accattivante di quanto non lo sia già.

BMW 320d E46 coupé elaborata

Il tuner Officina Maizza risiede a Nardò e nel 2017 ha acquistato una BMW Serie 3 coupé della generazione E46. Da buon patito del Marchio con l’elica aveva già avuto esperienze con un’altra E46, anch’essa 320d ma con carrozzeria Touring. Tuttavia c’è stato un problema di fondo iniziale: la ricerca è stata difficile, perché le inserzioni di vendita per questo modello erano poche.

BMW 320d E46 coupé modificata

Sulla BMW 320d E46 coupé la preparazione è iniziata con una vera e propria ristrutturazione o rigenerazione, portandola da un livello sottozero ad uno almeno accettabile. Da lì la smania per la personalizzazione ha preso il sopravvento. L’idea di fondo comunque non era quella di stravolgerla, ma di ritoccarla nei punti giusti per rendere la E46 ancora più bella, senza sfociare però in un qualcosa che sarebbe potuto risultare eccessivo.

BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza
BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

Subito dopo è iniziato il montaggio di paraurti, minigonne, calotte specchietti e tutta la parte della fanaleria. Ma tra i particolari più fighi ci sono senza dubbio quelli in carbonio. Dopo aver lasciato la sua firma anche all’interno della coupé è arrivato il momento di ritoccare la meccanica. Alla fine la BMW 320 ha comunque ottenuto circa 40 CV con la mappatura, il filtro, il finale dello scarico e l’eliminazione del filtro particolato.

Scheda tuning BMW 320d Coupé E46 by Officina Maizza
ESTETICA
Paraurti anteriore M3 look
Paraurti posteriore M-Tech2
Calandre anteriori (reni) nere opache
Fanali anteriori con angel eyes a led a fondo nero
Fanali posteriori con frecce fumé
Specchietti con cubicatura a cura della carrozzeria Stefancar Surbo
Minigonne BMW M
Split anteriori in carbonio
Spoiler posteriore modello CSL in carbonio
Cerchi modello BBS CH-R
Verniciatura a cura della carrozzeria Calignano Nardò

INTERNI
Sedili msport
Cuffia cambio e cuffia freno a mano con logo M
Modanature rivestite con tessuto alcantara
Sterzo rivestito con pelle e alcantara con logo M
Pedaliera con logo M
Stereo due din con lettore video
Contachilometri con fondo in carbonio

MOTORE
Filtro K&N
Mappatura centralina a cura dell’officina Maizza di Brindisi
Scarico con eliminazione catalizzatore e finale Simons

SOSPENSIONI
Ammortizzatori sportivi Bilsten b6
Molle Eibach pro kit
Barra duomi anteriore
Barra duomi posteriore

Costo totale intervento tuning 3.000 Euro

BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza
BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

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BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza
BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

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BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina

di redazione

BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina è un biturbo che vanta un motore 6 cilindri in linea, che come i suoi omologhi è fra i più interessanti mai prodotti.

Il test drive di questa BMW 335i M Sport è illuminante per capire le scelte del tuner Maizza Autofficina che ha lavorato sodo e portato a casa un buon risultato dal punto di vista delle prestazioni come valore assoluto, completando il tutto con un assetto dedicato e un potenziamento dell’impianto frenante, cosa non sempre scontata.

Quest’ultimo è stato “preso in prestito” direttamente da un’Audi RS6, la wagon dei Quattro Anelli nota in tutto il mondo per le sue performance e poi è… Brembo! Tornando al motore della BMW 335i M Sport tutto si è incentrato sulla maggiorazione delle turbine e dell’intercooler, abbinate a nuovi downpipe e ad un’accurata rimappatura della centralina. Poi sono stati eseguiti altri ovvi interventi su questa BMW 335i M Sport by Maizza Autofficina come filtro aria e impianto di scarico, ma nulla di eccessivamente visibile.

BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina
BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina

Scheda tuning BMW 335i M Sport by Maizza Autofficina
Turbine maggiorate
Intercooler alluminio Mishimoto da 17 litri
Downpipe, centrale e terminale in acciaio inox
Filtro a pannello BMC
Mappatura dedicata
Dischi e pinze ad 8 pistoni Brembo derivazione Audi RS6 e pastiglie EBC ialle
Assetto a ghiera regolabile Kw
Manometro turbo e voltmetro
Volante sportivo tagliato

Costo totale intervento tuning: 8.500 Euro

Motore BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina
Motore BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina

Cerca la BMW 335 nell’usato su newsauto.it

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Samsung lascia la Cina: chiuso l’ultimo impianto di produzione nel Paese

di Alessandro Matthia Celli

Samsung Electronics Co Ltd, ha annunciato mercoledì scorso, la fine della produzione dei suoi telefoni cellulari in Cina a causa dell’intensificazione della concorrenza dei produttori locali.

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VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica con preparazione Officina Labò

di redazione

Il VW Maggiolone 1303 Cabrio con preparazione Officina Labò è un’auto storica elaborata sportiva German style! Questa Cabrio è stata trasformata in un esemplare unico prendendo spunto dalle elaborazioni classiche degli anni ’70, utilizzando componenti di derivazione Porsche per triplicare la potenza e renderla più esclusiva. Ecco il perché della scritta “RS” sul cofano motore.

VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica preparata

Il VW in esame è un 1303 Cabrio Kharmann, il cosiddetto Maggiolone che si differenziava dal Maggiolino principalmente per la diversa configurazione con sistema McPherson dell’avantreno, costruito nel 1975 e trasformato secondo la filosofia “German Style” a fine anni ’90. Il Cabrio bianco del nostro servizio coniuga perfettamente soluzioni abbastanza spinte con la sobrietà del progetto nel suo complesso, diventando piacevole nell’aspetto senza mai essere provocatorio.

VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica elaborata

La base del 1303 Cabrio del 1975 era di per sé buona, cosicché non sono stati necessari interventi sostanziali di restauro né per la carrozzeria né per il tetto. Solo la moquette interna è rifatta integralmente ex novo. I sedili anteriori originali sono sostituiti con due Recaro recuperati da una Golf GTI, che hanno gli stessi attacchi a 3 guide come sul Maggiolone, e poi ritappezzati, insieme alla panchetta posteriore, in similpelle nera.

VW Maggiolone 1303 Cabrio  auto storica elaborata sportiva con preparazione Officina Labò
VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica elaborata sportiva con preparazione Officina Labò

VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica tuning

Gli interventi tuning sul motore del VW Maggiolone 1303 Cabrio sono stati radicali. “Buttato” integralmente il propulsore originale da 1.192 cc e 34 cavalli di potenza, al suo posto troviamo un monoblocco derivato dal 1600 boxer con pistoni Mahle da 94 mm mantenendo le bielle originali, alleggerite, in abbinamento ad un albero motore equilibrato Bugpack da 69 mm, con bronzine di biella e di banco KS, per arrivare alla cilindrata di 1.915 cc. Le teste sono delle Magnum speciali 044 S lavorate, con sedi valvole da 40/36 e valvole di aspirazione Manley.

Scheda tuning VW Maggiolone 1303 Cabrio by Officina Labò

Di serie c’è rimasto ben poco: la carrozzeria, il tettuccio, i freni posteriori e i semiassi.
Tutto il resto è stato oggetto di trasformazione, adattamento o elaborazione.
Carrozzeria e abitacolo:
2 parafanghi ant. in vetroresina allargati di 4 cm € 260,00
2 parafanghi post. in vetroresina allargati di 4 cm € 260,00
Bocchettone carburante racing OMP € 150,00
2 sottomaniglie porta € 30,00
1 sottomaniglia baule € 10,00
2 pomelli sicure portiera cromate € 20,00
4 alzacristalli cromati € 120,00
2 sedili usati Recaro € 300,00
Tappezzeria sedili e pannelli porta € 700,00
Moquette abitacolo e vano bagagli € 400,00
Volante anatomico Antera in pelle € 200,00
Sistema SNAP-OFF volante Simoni Racing € 180,00
Cruscotto artigianale in fibra tipo Porsche 911. € 400,00
5 strumenti Porsche 911 revisionati e modificati € 700.00
Interruttori cruscotto originali Porsche 911 € 350,00
Consolle centrale copri-tunnel € 80,00
1 leva cambio Bug Trigger € 60,00
Quik shift leva cambio € 10,00
1 leva freno a mano cromata € 40,00
Pedaliera in alluminio € 50,00
Interruttore generale impianto elettrico € 50,00
2 fari profondità Cibiè Oscar € 200,00
2 indicatori direzione trasparenti Opel Tigra € 40,00
2 plastiche fari posteriori trasparenti € 40,00
Scritta RS cofano posteriore € 70,00

Ruote e freni:
Serie distanziali ruota in alluminio con attacchi centraruote € 200,00
Serie colonnette ruota con dadi € 160,00
4 cerchi in lega OZ Volcano 7,5Jx17” ET 35 € 1.200,00
4 pneumatici Continental 215/40 ZR17 € 1.000,00
1 cerchio in lamiera per ruotino soccorso 4Jx15” € 70,00
1 pneumatico di soccorso Michelin 125/80 R15 € 110,00

Impianto frenante Tar Ox costituito da: 2 dischi freno Viper autoventilanti, forati e baffati; 2 pinze in titanio a 4 pompanti; 1 pompa freno Porsche 944 a doppio circuito € 2.500,00
Serie raccordi e tubi freno in aeroquip € 230,00

Assetto
Testine sterzo rinforzate € 80,00
Bracci avantreno modificati e rinforzati € 180,00
2 perni fuso anteriori revisionati e modificati per freni a disco € 100,00
4 ammortizzatori Giraldi a doppio effetto modificati
€ 700,00
2 molle rinforzate e abbassate di 6 cm € 150,00
Barra antirollio posteriore con serie attacchi € 150,00

Motore:
Blocco motore 1.915 cc completo di: 4 pistoni compressi Mahle da 92 mm; 4 spinotti; 8 ferma spinotti in teflon; serie fasce elastiche; 4 cilindri incamiciati; 2 testate Magnum 044S con sedi valvole maggiorate; 4 valvole di aspirazione Manley da 40 mm; 4 valvole di scarico da 36 mm; molle valvola CB Performance; aste bilancieri e bicchierini CB Performance; tubi scorrimento aste bilancieri; albero a camme W 120 Engle 294° alzata 11 mm; albero motore bilanciato Bugpack da 69 mm; bronzine di banco e di biella KS; 4 bielle originali equilibrate; volano originale equilibrato;
pignoncini volano maggiorati
Totale € 5.500,00
Pompa olio maggiorata € 170,00
Coppa olio supplementare in alluminio € 130,00
Radiatore olio anteriore revisionato in alluminio spazzolato € 130,00
Termostato per radiatore olio € 40,00
Filtro olio esterno con adattatore € 70,00
Raccordi in treccia d’acciaio e tubi radiatore olio in aeroquip € 230,00
Kit 2 carburatori Weber 40 mm con collettori e tiranteria € 1.200,00
Pompa elettrica benzina € 170,00
Filtro benzina cromato € 20,00
Impianto scarico 4 in 1 CSP Super Competition € 1.338,00
Spinterogeno Bosch 009 cromato € 148,00
Bobina blu Bosch 12 V € 35,00
Puleggia millimetrata € 40,00
Convogliatore Porsche con ventola € 1.220,00
Frangifiamma “Firewall” cromato e alettato € 60,00

Trasmissione:
Kit frizione in rame € 350,00
Coppia conica 8:33 € 300,00

Manodopera:
h 400 X € 40,00=€ 16.000,00

Costo totale intervento tuning € 38.701,00

Motore VW Maggiolone 1303 Cabrio  auto storica elaborata sportiva con preparazione Officina Labò
Motore VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica elaborata sportiva con preparazione Officina Labò

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VW Maggiolone 1303 Cabrio  auto storica
VW Maggiolone 1303 Cabrio auto storica

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Huawei e Gooogle: presunta teoria sulla collaborazione contro il divieto imposto

di Alessandro Matthia Celli

Come ormai molti di voi sanno, con la guerra dei dazi tra gli Stati Uniti e la Cina, ad alcune aziende statunitense, specialmente quelle tecnologiche, è stato vietato di fare affari con le omologhe cinesi. Non possono più vendere, acquistare o licenziare tecnologia ai produttori tecnologici della Repubblica Popolare Cinese.

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Toyota: le auto elettriche in arrivo ma con il supporto della Cina

di Antonio Elia Migliozzi

I grandi marchi dell’auto si preparano ad accelerare i tempi della produzione di auto elettriche. In questo senso è fondamentale assicurarsi, in breve e a prezzi contenuti, tutte le componenti necessarie all’assemblaggio prima che lo facciano i rivali. Toyota sceglie di affidarsi al colosso cinese dell’auto elettrica BYD non solo per la fornitura di componenti, ma anche per impiantare in Cina la produzione di auto a zero emissioni. Toyota e BYD lavoreranno insieme allo sviluppo di una serie di modelli che copriranno vari segmenti dalle berline ai SUV. Del resto se guardiamo al mercato Toyota è da sempre sostenitrice delle motorizzazioni ibride e per questo si trova indietro nello sviluppo della sua offerta 100% elettrica. Il piano prevede di fare le cose in grande e per questo il brand giapponese ha scelto di guardare oltre lo storico alleato Panasonic. Vediamo dettagli e risvolti dell’accordo tra Toyota e BYD.

CINA E GIAPPONE

Toyota ha annunciato che svilupperà batterie e veicoli elettrici con il colosso cinese BYD. Le alleanze con i marchi cinesi si confermano la scelta giusta per quanti vogliono costruire veicoli elettrici a prezzi accessibili. Ad oggi la Cina non è solo il più grande mercato automobilistico al mondo ma anche il primo nel settore degli EV. Toyota e BYD comunicano che lavoreranno ad una vasta gamma di modelli che vanno dalle berline ai SUV. Va detto che tutti questi mezzi saranno venduti con il marchio Toyota in Cina già a partire dalla prima metà del 2020. La notizia arriva dopo che nei giorni scorsi Toyota ha fatto sapere di collaborare con la cinese Amerex Technology per la fornitura e lo sviluppo di batterie per veicoli a basse emissioni. A giugno Toyota ha detto di voler ottenere la metà delle sue vendite globali dai veicoli elettrificati entro il 2025.

PRESSIONI DI MERCATO

Toyota ha scelto di anticipare di 5 anni l’obiettivo di vendite fissato al 2030 e, per non mancare all’appuntamento, ha bisogno di più batterie. Il marchio ha deciso allora di guardare oltre Panasonic suo partner di vecchia data. Queste notizie arrivano nel momento cresce il mercato dei veicoli a emissioni zero viste le norme sempre più severe sulle emissioni che strangolano i motori a combustione. In Cina, Toyota ha in programma di lanciare la sua prima vettura 100% elettrica che sarà una versione speciale del crossover compatto C-HR. Il quotidiano finanziario Economic Observer, già nell’aprile dello scorso anno, tracciava un quadro delle case automobilistiche cinesi al lavoro nel settore delle vetture a zero emissioni. In pochi anni il paese è diventato il primo hub mondiale nello sviluppo e realizzazione di veicoli elettrici. Non è un caso se marchi come Volkswagen e Tesla abbiano scelto di fare base proprio in Cina.

NUOVI MONOPOLI

CATL è il più grande produttore di batterie al mondo e, guarda caso, ha sede in Cina. L’azienda fornisce le sue componenti alle case automobilistiche cinesi e straniere tra cui Volkswagen, Daimler, BMW, Honda e NIO. Dal canto suo BYD è il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo ed è anche il secondo più grande fornitore di batterie con sede in Cina. L’anno scorso ne ha vendute circa 100.000. Al terzo posto c’è Guoxuan High Tech, uno dei principali fornitori della casa automobilistica statale BAIC Motor. BYD sta attualmente investendo 1,49 miliardi di dollari in una nuova fabbrica di batterie che avrà una capacità produttiva annuale di 20 Gwh. Si tratterebbe di uno dei maggiori siti produttivi al mondo secondo solo alla Gigafactory 1 di Tesla in Nevada. La fabbrica dei record ha attualmente un output stimato di circa 35 GWh all’anno.

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I 4 Paesi dove si investe di più per produrre auto migliori

di Donato D'Ambrosi

Per comprendere quanto sia importante il settore automotive in Europa basta guardare agli investimenti che i Paesi fanno in diversi settori. Quello delle auto è tra gli ingranaggi più grandi che in Europa muovono l’economia. La Cina che begli ultimi anni ha imposto accordi con le Case costruttrici per poter produrre in Cina è molto lontana dai 57,4 miliardi che investe l’Europa. Ma ha un ritmo di crescita che supera Giappone e USA. Ecco quali sono i Paesi che fanno più ricerca e sviluppo nel settore automotive e dove invece investono più soldi per l’innovazione industriale.

QUANTO SI SPENDE NEL MONDO PER L’R&D AUTOMOTIVE

Dal più recente report dell’ACEA (Associazione Europea Costruttori di Auto) le case automobilistiche e i fornitori europei hanno aumentato gli investimenti in R&D del +6,7%, raggiungendo il massimo storico di 57,4 miliardi nel 2017. Questo rende il settore automobilistico responsabile del 28% della spesa totale dell’UE per la ricerca e lo sviluppo. Gli investimenti nell’innovazione automotive è più lenta in Giappone (-1,1% rispetto al 2016) e negli USA (-9,2% rispetto al 2016). Poi c’è la Cina che seppur al di sotto dei 10 miliardi di euro, 5,7 per l’esattezza, ha messo in atto quasi la stessa crescita dell’Europa (+5,9%). Bisogna anche dire però che negli USA ci sono tantissime Startup, molte più che in Italia, che si concentrano sull’IT e l’IoT, oltre che lo sviluppo hardware e software per la guida autonoma.

I PAESI CHE INVESTONO DI PIU’ E IN COSA

I diversi Paesi di riferimento però differenziano gli investimenti in settori strategici che per l’Europa e il Giappone sono sicuramente l’Automotive. Lo si intuisce anche dal numero di brevetti depositati. Mentre gli USA investono molto su Biotecnologie e Industrie farmaceutiche; Hardware; Software. C’è un segnale che tra le righe non va sottovalutato, oltre alla crescita degli investimenti nel settore automotive della Cina, che riguarda la quota generica “Altre industrie” come si vede nel grafico qui sopra. L’Europa dal suo canto ha i tecnici, progettisti e inventori più brillanti di tutti: oltre la metà dei brevetti automotive sono in Europa!

LA GERMANIA IN TESTA PER NUMERO DI BREVETTI

Il 53% dei brevetti depositati in ambito automotive nel 2018 sono europei, circa il doppio rispetto al Giappone (27,6%) e circa 5 volte quelli USA (11,9%). La Cina che negli ultimi anni ha dato ampie dimostrazioni di saper prendere spunti dalla concorrenza occidentale si ferma ad appena 1,8%. Secondo l’Ufficio Europeo dei Brevetti, la Germania è in assoluto il Paese europeo più attivo (2988 brevetti depositati), seguita da Francia (980), Svezia (444), Italia (403) e Regno Unito (340).

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Il 29% della produzione mondiale di auto del 2018 è in Cina

di Donato D'Ambrosi

Nel 2018 sono stati prodotti 98,1 milioni di veicoli a motore in tutto il mondo. L’Europa negli ultimi anni ha ceduto il primato all’avanzata inesorabile della Cina. E’ della Repubblica Popolare Cinese la quota maggiore di veicoli prodotti nel 2018. Un primato conquistato scalfendo la solidità industriale europea che oggi può contare su oltre 300 impianti di produzione e assemblaggio. Ecco quali Paesi producono più veicoli e quante fabbriche di auto, moto, motori e camion sono operative in Europa e in Italia al 2018.

IN QUALI PAESI SI PRODUCONO PIU’ AUTO

Nel 2018, secondo i dati dell’ACEA (Associazione Europea dei Produttori di Automobili), la quota maggiore dei veicoli prodotti è della Cina (29%). La più alta che supera l’Europa (23%), Nord America (18%), Giappone e Corea (14%), India (10%), Messico (4%) e Africa (3%). Ma a parte variazioni marginali, non sempre è stato così. Nel 2003 infatti la Cina (8%) produceva quasi gli stessi volumi di veicoli dell’India (5%) e in seguito alla crisi finanziaria USA si è avvicinata alla produzione di veicoli americana che nel frattempo si contraeva. Nel 2013 la Cina scalza ufficialmente l’Europa dal primo post per produzione di veicoli e a distanza di 5 anni, nel 2018, le quote restano pressocché invariate. Tranne per la Cina che sale dal 26 al 29%.

LA CRESCITA DELLA PRODUZIONE AUTO IN CINA

C’è da sottolineare che, mentre la Cina ha progettato la sua crescita del parco auto, negli ultimi due anni la produzione di veicoli in Europa ha incassato diversi colpi. Il dieselgate più pesante di tutti, che ha generato incertezza di acquisto nei consumatori e per riflesso allo scandalo la Commissione UE ha avviato una vera e propria crociata sulle emissioni. Mettiamoci poi anche il diminuito potere di acquisto delle famiglie e si capisce perché il mercato delle auto usate ha preso il sopravvento. Guardando però al numero di stabilimenti presenti in Europa si capisce quale potenziale rischia di essere eclissato sempre più dalla Cina. In Europa, al 2018, si contano 309 impianti di assemblaggio e produzione di veicoli. 137 di questi impianti producono autovetture, 37 producono veicoli commerciali leggeri, 59 producono veicoli pesanti, 47 producono autobus e 72 producono motori.

LE FABBRICHE DI AUTO IN ITALIA AL NORD

L’Italia nel suo piccolo custodisce un inestimabile patrimonio tecnologico e storico dell’industria dell’automobile, chiaramente legato alla Fiat poi diventata Fiat-Chrysler. A Mirafiori ci sono gli stabilimenti delle Maserati, Fiat e Alfa Romeo. A Grugliasco le Officine Maserati. A Torino Fiat Powertrain Technologies produce motori per Iveco. A Bairo (Torino) c’è la Bluecar (Pininfarina). A Pregnana Milanese si producono motori per FPT. A Brescia si producono mezzi pesanti Magirus destinati ai vigili del fuoco negli stabilimenti Iveco. A Bolzano Iveco produce mezzi speciali per il trasporto leggero destinati ai reparti della Difesa. A Suzzara, sempre Iveco, produce veicoli commerciali leggeri. A Pontedera Piaggio produce veicoli commerciali leggeri. Nella terra dei motori poi sono localizzate le fabbriche FCA a Modena (produzione Alfa e Maserati), Lamborghini (Volkswagen) a Sant’Aganta Bolognese, VM Motori (FCA) a Cento, Pagani a San Cesario sul Panaro, Ferrari a Maranello e Bredamenarinibus a Bologna.

LE FABBRICHE DI AUTO IN ITALIA AL CENTRO-SUD

A Val di Sangro FCA e PSA producono i veicoli commerciali leggeri dei vari brand. A Cassino FCA produce Fiat, Alfa Romeo e Lancia. A Macchia d’Isernia ci sono le fabbriche DR. A Termoli c’è il reparto FPT per Fiat e Alfa Romeo. A Pomigliano d’Arco si produce la Fiat Panda. A Pratola Serra c’è un altro reparto FPT Per Fiat Alfa Romeo e Lancia. A Foggia c’è un’altra sede FPT di FCA e infine Melfi, dove vengono prodotte le Fiat 500X e Jeep Renegade.

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Auto elettriche a rischio incendio: la Cina impone test e controlli alle Case

di Donato D'Ambrosi

La Cina punta tutto sulla crescita del parco auto circolante a zero emissioni, ma non per questo è disposta a mettere in strada auto elettriche che prendono fuoco. L’annuncio viene direttamente dal Ministero dell’Industria che ha imposto controlli ai Costruttori di auto elettriche. Dopo i casi Tesla e Nio con le auto elettriche incendiate e il pericolo di incendio sulle Audi e-tron che saranno vendute in Cina solo dal prossimo autunno la Cina corre ai ripari.

IL MINISTERO AVVIA UN’INDAGINE SULLE AUTO ELETRICHE

Troppi casi di auto elettriche andate a fuoco in poco tempo, anche se numericamente la statistica è bassa, hanno allertato le autorità cinesi che ora pretendono risposte dai Costruttori. Le aziende più direttamente interessate sono Tesla, Nio e Volkswagen, e hanno tempo fino ad ottobre per presentare un rapporto dettagliato. La richiesta del Ministero cinese riguarda rassicurazioni e evidenze sulla sicurezza delle batterie al litio, ma soprattutto dell’adeguata protezione a cablaggi HV e sistema di ricarica. Non a caso proprio i componenti interessati dagli incidenti-incendi alle auto elettriche nel mondo.

LE AUTO ELETTRICHE A FUOCO IN CINA

Nio è sicuramente l’azienda a rimetterci di più dopo gli incendi del SUV elettrico ES8. La startup cinese infatti quotata in borsa ha tutte le carte in regola per contrastare l’avanzata Tesla in Oriente. Il solo Nio ES8 avrebbe preso fuoco 3 volte in 2 mesi in episodi diversi. Ma anche Tesla non è lontana dalla luce dei riflettori: una Tesla Model S parcheggiata a Shanghai qualche mese fa è stata all’improvviso avvolta da una coltre di fumo bianco, subito l’esplosione della batteria e le fiamme che hanno avvolto l’auto. Dopo il video circolato sul web, l’episodio Tesla non è rimasto isolato con altre segnalazioni di Tesla fumanti anche ad Hong Kong.

40 INCIDENTI IN CINA CON LE AUTO ELETTRICHE INCENDIARIE

Secondo quanto riporta Autonews, nel 2018 in Cina sono avvenuti almeno 40 incidenti legati al fuoco e alle auto elettrificate. Tra queste sono inclusi quindi veicoli elettrici a batteria, plug-in hybrid e celle a combustibile (idrogeno). Le autorità cinesi hanno quindi avviato un’inchiesta della qualità sui New Energy Vehicle e hanno richiamato oltre 130.000 automobili nel 2018.

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Audi S3 TSI elaborata 300 CV con preparazione Daniele Negrente

di redazione

L’Audi S3 TSI elaborata con 300 CV è una recente preparazione del tuner Daniele Negrente. Infatti presso l’Officina Daniele Negrente è stata realizzata questa Audi S3 TSI modificata con un intervento di tuning che ha riguardato: un impianto di scarico artigianale, intercooler maggiorato, riprogrammazione centralina motore e cambio.

L’obiettivo finale di Daniele Negrente è quello di far raggiungere a questa grintosa Audi S3 TSI i 420 CV, un risultato già ottenuto su altre vetture analoghe e in grado di assicurare prestazioni eccezionali abbinate ad una perfetta fruibilità e ad un’affidabilità in linea con quella dell’auto di serie.

Successivamente sull’Audi S3 TSI elaborata verrà ottimizzato l’assetto, settore in cui Daniele Negrente può vantare una grandissima esperienza maturata in anni di gare.
Officina Daniele Negrente – Tel. 045/980100

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La guida autonoma debutta in Cina sui distributori automatici di bevande

di Antonio Elia Migliozzi

Parte dalla Cina la missione dei van a guida autonoma. I veicoli della Neolix si preparano alle sfide dell’era digitale. L’azienda ha avviato la produzione del suo furgone a guida autonoma con il listino che parte da 30.000 dollari. La linea di produzione di Neolix è Changzhou ed ha una capacità annua di oltre 30.000 veicoli. L’azienda prevede l’apertura di fabbriche all’estero per seguire l’aumento delle vendite. L’obiettivo è quello di arrivare a oltre 100.000 unità l’anno in cinque anni. Neolix vuole aiutare i colossi dell’ecommerce a consegnare pacchi e generi alimentari ai clienti. Il van a guida autonoma ha un solo limite. Al momento del ritiro delle merci in consegna è assolutamente necessaria la presenza di una persona in carne ed ossa. Inutile dire che nel tempo anche quest’ultimo step è destinato a scomparire. Vediamo i dettagli del progetto.

VAN ROBOT

La startup cinese Neolix ha avviato la produzione di serie dei propri van a guida autonoma. Si tratta della prima azienda a livello globale a fare il grande passo. Neolix vuole consegnare un migliaio di veicoli entro questo suo primo anno di attività. “Le auto senza conducente cambieranno il mondo, proprio come il passaggio dalla carrozza all’automobile”, ha detto il fondatore Yu Enyuan. “Ho cercato qualcosa che valesse la pena combattere con tutto quello che ho e quello che sto facendo ora è questo.” Prima della catena di montaggio Neolix ha testato più di un centinaio di veicoli in aree chiuse al traffico. Il van driveless ha un prezzo listino che parte da circa 30.000 dollari. Secondo Jack Ma, fondatore del colosso cinese Alibaba, ci saranno 1 miliardo di consegne al giorno in Cina entro 10 anni. Per questo l’arrivo della tecnologia autonoma fornirà strumenti nuovi per raggiungere i clienti.

IL PROGETTO

Neilix immagina che in futuro ci saranno in strada flotte di van a guida autonoma che svolgeranno varie funzioni dai compresi i distributori automatici di cibo e bevande 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’idea è che questo mezzi saranno destinati a tagliare i costi di consegna e anche il rischio di incidenti. Va detto che in questa prima fase un essere umano deve essere presente per accettare il pacco in arrivo. Sotto questo punto di vista Ford ha presentato un robot capace di eliminare la presenza dell’uomo in fase di consegna. Insomma mentre le auto a guida autonoma per il trasporto passeggeri devono ancora affrontare significativi ostacoli normativi, l’azienda cinese afferma che le merci possono fare da apripista. Attualmente i furgoni Neolix operano nell’area di Xiongan a circa 100 chilometri a sud-ovest di Pechino ma anche nei pressi di Pechino e di Changzhou.

MERCATO EMERGENTE

La Cina non è l’unico mercato in cui i van a guida autonoma stanno emergendo. Negli Stati Uniti Nuro ha raccolto investimenti per oltre 1 miliardo di dollari. Nell’ambito delle sue ricerche ha iniziato a dicembre un servizio di consegna merci in Arizona. La linea di produzione di Neolix si trova nella città orientale di Changzhou ed ha una capacità annua di oltre 30.000 veicoli. L’azienda prevede di aprire anche fabbriche all’estero in vista dell’aumento delle vendite. Neolix ha avviato trattative con potenziali clienti in paesi come la Svizzera, il Giappone e gli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di raggiungere vendite annuali sopra le 100.000 unità in cinque anni. Insomma la Cina non vuole perdere l’occasione di giocare d’attacco nel settore della logistica driveless avendo le carte in regola per essere davanti a tutti.

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