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Pneumatici Fuori Uso: firmato il Decreto sul riciclo della gomma

di Donato D'Ambrosi

Il Decreto sul riciclo della gomma da Pneumatici Fuori Uso introduce condizioni e standard di qualità con la denominazione di “gomma vulcanizzata granulare”

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Monopattini elettrici non sono ciclomotori: no multe da migliaia di euro

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici ciclomotori

Recentemente hanno fatto scalpore le multe comminate ad alcuni malcapitati utilizzatori di monopattini elettrici. Multe da migliaia di euro perché nei casi in questione, in mancanza di indicazioni più specifiche, gli agenti della Polizia locale hanno equiparato i monopattini ai ciclomotori. Ravvisando quindi numerose infrazioni tra cui alcune molto gravi come il mancato utilizzo del casco e l’assenza di targa, carta di circolazione e assicurazione obbligatoria. Si tratta però di un’interpretazione molto severa e probabilmente neppure del tutto corretta, frutto comunque della gran confusione creatasi dopo l’entrata in vigore del DM sulla micromobilità elettrica. Confusione a cui l’attuale Esecutivo sembrerebbe (finalmente) voler porre rimedio con un’apposita circolare che, a quanto si apprende, escluderebbe l’equiparazione dei monopattini elettrici ai ciclomotori. Considerandoli invece dei semplici ‘acceleratori di andatura’.

MONOPATTINI ELETTRICI: REGOLE CHIARE NEI COMUNI DOVE È GIÀ PARTITA LA SPERIMENTAZIONE

Le prime anticipazioni sulla circolare che MIT e Interno stanno definendo congiuntamente sono apparsi sul Sole 24 Ore. Che ha riportato alcuni stralci dell’audizione in commissione Trasporti alla Camera del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Traversi, in risposta alle interrogazioni presentate dai deputati Maccanti e Rosso dopo le polemiche per le maxi multe inflitte ai conducenti dei monopattini elettrici. L’On. Traversi ha spiegato (ma chi ha letto bene il decreto, pochi a nostro avviso, lo sapeva già) che chi circola sui monopattini e sugli altri micromezzi elettrici nelle aree predisposte dai Comuni che hanno ufficialmente avviato la sperimentazione, non ha nulla da temere. A patto ovviamente di rispettare le norme di comportamento previste dal decreto stesso. Tra cui, per esempio, il divieto di trasportare passeggeri e l’obbligo di dotarsi di luci di posizione anteriore e posteriore nelle ore di oscurità. Chi infrange le norme del DM è soggetto alle stesse sanzioni previste dal CdS per pedoni e ciclisti: da 26 a 102 euro.

MONOPATTINI ELETTRICI: NO CICLOMOTORI, SARANNO ACCELERATORI DI ANDATURA?

I problemi sorgono quando si utilizza il monopattino elettrico nei Comuni dove non è ancora partita la sperimentazione (la stragrande maggioranza). O fuori dalle aree predisposte nei Comuni che l’hanno avviata. In entrambi i casi l’uso del monopattino e degli altri micromezzi non è praticamente mai permesso, quindi chi viene beccato è punibile con una multa. Sì, ma che tipo di multa? Nell’audizione in commissione Trasporti il sottosegretario Traversi ha confermato che con la circolare di prossima pubblicazione si provvederà a escludere l’equiparazione dei monopattini con i ciclomotori. Evitando quindi l’applicazione di altre sanzioni da migliaia di euro. Viceversa al MIT stanno verificando se in base alle vigenti disposizioni i micromezzi elettrici possono essere assimilati ai veicoli con caratteristiche atipiche o agli acceleratori di andatura, regolati entrambi dal Codice della Strada.

MONOPATTINI ELETTRICI: LE PROBABILI NUOVE SANZIONI

Una decisione in merito pare che non sia stata ancora presa. Per il collega Maurizio Caprino del Sole 24 Ore è più probabile però che si vada in direzione degli acceleratori di andatura. Che comprendono per lo più pattini, monopattini a spinta e skateboard. Risulterebbe infatti difficile inserire i micromezzi elettrici nella categoria dei veicoli con caratteristiche atipiche, visto che per il DM monopattini elettrici e mezzi simili non sono neanche classificati come veicoli ma solo come ‘dispositivi’. Se questa ipotesi sarà confermata dalla circolare ministeriale, a tutti i mezzi della micromobilità elettrica che circolano dove non è consentito si applicheranno dunque le medesime sanzioni già previste per gli acceleratori di andatura, da 26 a 102 euro.

MONOPATTINI ELETTRICI: COMUNI DOVE È PARTITA LA SPERIMENTAZIONE

Chiudiamo riportando la ancora esigua lista dei Comuni che hanno già dato ufficialmente il via alla sperimentazione dei monopattini e degli altri micromezzi elettrici. Ribadiamo per l’ennesima volta che in questi Comuni la circolazione di tali mezzi è consentita solo nelle aree predisposte, indicate dalla specifica segnaletica stradale (monopattini e segway: aree pedonali, piste ciclabili, piste ciclopedonali, zone 30 e strade con limite di velocità 30 km/h; hoverboard e monowheel solo aree pedonali. I Comuni sono comunque liberi di escludere le strade ritenute non idonee). Ad oggi la sperimentazione è già partita a Rimini, Cattolica (RN), Pesaro, Casalpusterlengo (LO), Verona e Torino. A breve (già deliberata, si attende solo l’installazione della segnaletica) sarà avviata pure a Milano, Monza e Mogliano Veneto (TV). E anche a Imola (BO), Formigine (MO), Pisa, Bari, Palermo e Alcamo (TP). Dati a cura del Club Italiano del Monopattino Elettrico.

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5 cose da non fare in auto durante una tromba d’aria

di Donato D'Ambrosi

Il clima mediterraneo non ci espone a trombe d’aria e tornado con la stessa frequenza cui sono abituati gli americani. E forse è proprio che ci espone al rischio di farsi trovare impreparati, soprattutto se si è fuori casa, magari in auto. Quando il vortice d’aria è dirompente l’improvvisazione non è una buona strategia e ci sono poche cose da poter fare per mettersi in salvo. Ecco gli errori da non fare e i consigli degli esperti del National Oceanic and Atmospheric Administration Storm Prediction Center.

1 AVVICINARSI PER SCATTARE FOTO

A meno che non ambite al premio Pulitzer per la fotografia più pericolosa dell’anno, improvvisarsi fotoreporter non è per niente consigliabile. Quindi qualsiasi tentativo di seguire la tromba d’aria credendo che sia a distanza di sicurezza è da evitare. Il motivo molto semplice è che la traiettoria con cui si muove il vortice d’aria non è prevedibile senza le giuste conoscenze in materia, così come la velocità e la forza possono cambiare in pochi attimi in base ciò che la tromba d’aria trova davanti. Meglio provare ad allontanarsi il più possibile nella direzione opposta, possibilmente in auto.

2 ABBANDONARE L’AUTO

Oltre a perdere la possibilità di spostarsi più velocemente che a piedi, abbandonare l’auto è sicuramente l’ultima cosa da fare quando si è in prossimità di una tromba d’aria. Il motivo più semplice è che a meno di avere a disposizione un riparo migliore, l’auto può proteggere da piccoli oggetti volanti. Poi lasciare l’auto per strada la trasformerà in un oggetto in preda al ciclone che potrà anche sollevarla e scagliarla ovunque. Meglio abbandonare l’auto solo in casi di estrema necessità per mettersi in salvo.

3 PROTEGGERSI NEI SOTTOPASSAGGI

Sostare con l’auto o a piedi in un sottopasso è tra le cose più pericolose da fare, anche se apparentemente sembra la scelta più sensata per ripararsi dalla furia del ciclone. I luoghi posti al di sotto del livello stradale sono statisticamente quelli che in caso di uragano e tempesta si allagano prima, meglio quindi cercare di allontanarsi il più possibile dalla zona della tromba d’aria.

4 SOSTARE SOTTO PONTI E CAVALCAVIA

Un cavalcavia è quanto di più simile al tetto di una casa e rassicurante, ma a prescindere dalla sua solidità gli esperti sconsigliano di cercare riparo sotto ai ponti. Il motivo è che quando il vortice d’aria incontra uno spazio “forzato” si ha un effetto accelerante. Anche in questo caso quindi è consigliabile continuare a guidare fino a trovare un riparo più sicuro.

5 CAMMINARE IN STRADA A LUNGO

Il rischio di venire colpiti da oggetti volanti è alto, anche se il ciclone d’aria non è vicino, quando ci si muove fuori dall’auto. Se è vero che un albero cadente può fare danni a un pedone quanto a un’auto, se si scende dall’auto per impossibilità a proseguire in sicurezza meglio rifugiarsi prima possibile. Evitare luoghi che possono sembrare già fragili e preferire strutture robuste e più grandi, stando lontani dalle finestre e proteggendosi il volto in caso di rottura dei vetri.

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