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Sciopero benzinai: distributori chiusi dal 25 marzo, si inizia dalle autostrade

di Raffaele Dambra

Sciopero benzinai

Annunciato lo sciopero dei benzinai: distributori chiusi dal 25 marzo 2020 a cominciare dai distributori della rete autostradale. Servizi essenziali a rischio

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Rifornimento carburante: in autostrada solo self service fino al 20 marzo

di Raffaele Dambra

Rifornimento carburante in autostrada

Il Coronavirus porta novità anche riguardo il rifornimento carburante: in autostrada solo con modalità self service fino al 20 marzo 2020

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10 errori da non fare con il rifornimento fai da te

di Redazione

Sulle nostre strade sono sempre più gli impianti di rifornimento fai da te; le compagnie petrolifere sembrano voler utilizzare sempre più questo modello e il costo dei carburanti alla pompa è sensibilmente ridotto rispetto agli impianti tradizionali. Il prezzo basso e la disponibilità 24 ore su 24 spingono sempre più automobilisti a fare rifornimento presso le stazioni Self, ma in tanti ancora non hanno familiarizzato con questi sistemi e per timore di non sapere usare a dovere il distributore automatico per il rifornimento fai da te, lo evitano. Vediamo quali sono i comportamenti corretti e gli errori da non fare al rifornimento fai date.

1.BANCONOTE ROVINATE E RIFORNIMENTO FAI DA TE

Una delle situazioni che può generare confusione e problemi al rifornimento fai da te è il pagamento prepagato. I distributori accettano pagamenti in banconote e a differenza di quelli di qualche decennio fa, adesso non è necessario far collimare astri e satelliti per inserire il denaro, ma è sufficiente che si utilizzino banconote in buone condizioni, non troppo stropicciate e senza nastro adesivo.

2.PAGARE CON LA CARTA IL RIFORNIMENTO SELF SERVICE 

Una felice soluzione, finalmente diffusa quasi ovunque, è la possibilità di pagare con bancomat e carte di credito. Il funzionamento è semplice, si inserisce la carta e quando richiesto si digita il PIN. La banca pre-autorizza un credito (solitamente massimo 100 euro) e si passa a fare rifornimento; l’addebito avviene al termine del rifornimento e il distributore automatico rilascia la ricevuta con i litri erogati e l’importo pagato. Attenzione! Ricordatevi di togliere e conservare la vostra carta di pagamento dopo la pre-autorizzazione.

3.SCEGLIERE IL CARBURANTE GIUSTO ALLA COLONNINA SELF SERVICE 

Le moderne multipompe offrono alla stessa colonnina sia il rifornimento di gasolio che di benzina, quindi una vale l’altra; in alcuni impianti di carburanti più datati può verificarsi che la pompa del diesel sia separata da quella che eroga benzina. Quindi per evitare di trovarsi in mano l’erogatore sbagliato è opportuno dare un’occhiata prima di parcheggiare (Leggi quanto costa il carburante sbagliato alla Polizia britannica).

4.IL LATO CORRETTO PER FARE BENZINA DA SOLI

Può sembrare un problema banale o di poco conto, ma capita spesso di vedere automobilisti che parcheggiano affiancandosi alla pompa dalla parte sbagliata e quindi con il tappo del rifornimento nel lato opposto a quello dell’erogatore. I tubi degli erogatori self di solito non sono particolarmente lunghi e, soprattutto se l’auto è una grossa berlina, non è possibile far arrivare l’erogatore al tappo.

5.RIFORNIMENTO SELF SERVICE: IL TAPPO PRIMA DI TUTTO

Altro siparietto al quale si assiste ai distributori automatici è quello di chi dimentica di togliere il tappo dal serbatoio e si ritrova già con l’erogatore in mano. In questa situazione, se si rimette al proprio posto l’erogatore dopo alcuni secondi il distributore considera conclusa l’operazione. E’ sempre meglio quindi togliere il tappo prima di tutto e collocarlo, se la nostra auto non dispone di uno sportellino del rifornimento con l’apposito gancio, in un posto stabile e in vista per non dimenticarlo.

6.NORME BASILARI DI SICUREZZA NEL RIFORNIMENTO FAI DA TE

Con i carburanti non si scherza vista l’elevata infiammabilità, quindi quando ci si accinge a fare rifornimento non bisogna né fumare né impiegare apparecchi elettronici, come telefoni e smartphone. È inoltre buona norma scaricare la propria energia elettrostatica per evitare scintille, basta toccare, una volta scesi dall’auto, del metallo e anche la carrozzeria della nostra auto va bene (Leggi le avvertenze quando si rifornisce l’auto da taniche e bottiglie di plastica).

7.SCEGLIERE LA QUANTITÀ’ DESIDERATA DI CARBURANTE

Se abbiamo usato del contante per il pagamento prepagato, la pompa, salvo che il nostro serbatoio non abbia la capienza sufficiente, magari perché quasi pieno, erogherà carburante per l’importo versato. Ma se abbiamo pagato con una carta e non siamo interessati a fare il pieno è opportuno selezionare sulla colonnina l’importo che vogliamo erogato. Solitamente si trovano i tasti con su indicato 5.00 e 10.00 euro, quindi pigiarli fino a raggiungere la cifra desiderata. Si può anche tenere d’occhio l’indicatore dei litri e dell’ammontare in euro, ma può capitare di distrarsi (Leggi le truffe ai distributori di carburante).

8.GLI IMPREVISTI NEL RIFORNIMENTO DI BENZINA FAI DA TE

Se non si inserisce correttamente e a fondo la pistola erogatrice nel nostro bocchettone non è raro che del carburante schizzi verso di noi, rischiando di sporcarci gli abiti e lasciarci addosso l’intenso odore del carburante. È buona norma non mettersi perfettamente di fronte al bocchettone ma rimanere di fianco, così da non essere in traiettoria degli eventuali schizzi.

9.L’EROGATORE PRIMA DI RIPARTIRE AL SELF SERVICE

Potrà sembrare una situazione da gag televisiva, ma non è raro che qualche automobilista, specie se ha bloccato la pistola sull’erogazione automatica, finito il rifornimento risalga in macchina e riparta con ancora attaccato l’erogatore. In molti impianti il blocco è stato disabilitato proprio per evitare “distrazioni”. Quando finisce l’erogazione bisogna togliere la pistola e fare attenzione a far finire le ultime gocce di carburante nel bocchettone, in modo da non sporcare la carrozzeria o se stessi, e riporla nel proprio vano.

10.IL TAPPO, IL PASSAGGIO PIU’ DIMENTICATO NEL RIFORNIMENTO FAI DA TE

Dimenticare di mettere il tappo e ripartire con lo sportellino del rifornimento aperto non è raro. Quindi dopo aver riposto l’erogatore bisogna serrare correttamente il tappo sul bocchettone e richiudere lo sportello. Se abbiamo pagato con bancomat o carta di credito dovremo ritirare la ricevuta, idem se abbiamo pagato in contanti e non è stato erogato tutto il carburante, ci servirà per il rimborso. Non sempre però il pagamento avviene alla colonnina, infatti sono sempre più frequenti i casi in cui la cassa sia all’interno dell’area shopping. In tal caso ricordate di chiudere porte e finestrini se all’interno non c’è alcun passeggero adulto per scongiurare il rischio di ritrovare l’auto ripulita dagli oggetti di valore in bella mostra e di non lasciare incustoditi i bambini. Prima di andare alla cassa ricordate di comunicare la targa dell’auto e il numero della colonnina esatta dove avete fatto rifornimento.

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Spesa per Benzina e Gasolio in calo: solo 58 miliardi di euro nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Nel 2019 la spesa per benzina e gasolio degli italiani è diminuita del 2% rispetto all’anno precedente. Sono calati i consumi di carburante sia da parte di provati che di aziende. Gli italiani nel 2019 hanno mantenuto stabile l’uso dell’auto e di conseguenza i costi del carburante sul bilancio familiare, ma c’è un fattore più incidente che riguarda l’andamento dei prezzi di benzina e gasolio.

QUANTO HANNO SPESO GLI ITALIANI IN BENZINA E GASOLIO NEL 2019

Nel 2019 gli automobilisti e le imprese italiane hanno speso per l’acquisto di benzina e gasolio auto 58 miliardi. Il dato deriva da un’elaborazione del Centro Studi Promotor sui consumi e la spesa per carburanti auto in Italia comunicati dal Ministero dello Sviluppo Economico. La spesa del 2019, che come si è detto è di assoluto rilievo (58 miliardi), è inferiore del 2% a quella del 2018. Questa contrazione deriva da due fattori. Il primo è il calo del prezzo medio ponderato alla pompa che per la benzina è stato dell’1,9% e per il gasolio dello 0,8%.

CONSUMI E COSTO CARBURANTE NEL 2019

Il secondo elemento che ha inciso favorevolmente sulla spesa è un calo dei consumi dell’1%, che non è dovuto ad una contrazione del traffico, che anzi è in leggero aumento. Piuttosto al fatto che la sostituzione di veicoli rottamati con veicoli nuovi di fabbrica ha comportato una apprezzabile diminuzione dei consumi medi unitari del parco e conseguentemente anche delle emissioni inquinanti o nocive che sono strettamente legate ai livelli di consumo.

AUTO PIU’ ECOLOGICHE, MENO CONSUMI DI CARBURANTE

I dati sui consumi e la spesa per l’acquisto di benzina e gasolio auto sono importanti per la loro rilevanza economica, ha spiegato Gian Primo Quagliano, presidente CSP, ma sono anche molto significativi perché indicano che il rinnovo del parco circolante comporta notevoli vantaggi.” In Italia l’età media del parco auto circolante è 11,5 anni “il livello più alto tra quello dei paesi con cui il nostro si confronta”.

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Consumo carburanti in Italia: nel 2019 benzina batte diesel

di Raffaele Dambra

IRBA Italia procedura d'infrazione

La cosiddetta ‘guerra al diesel’, giusta o sbagliata che sia, inizia a dare i suoi frutti. Per la prima volta dopo molti anni (in pratica dall’abolizione del superbollo) nel 2019 il consumo dei carburanti in Italia, nell’ambito dell’autotrazione, ha visto prevalere la benzina sul gasolio. Un’inversione di tendenza figlia delle politiche di opposizione al diesel, che puntano nel volgere di pochi anni alla totale cancellazione dalle strade dei veicoli alimentati a gasolio (per esempio a Milano sarà inibita la circolazione dal 2030). Del resto hanno fatto piuttosto scalpore gli ultimi dati di Transport & Environment sui diesel Euro 6, che supererebbero di ben 1.000 volte i valori considerati a norma. Anche se non tutti sono d’accordo sul demonizzare i motori a gasolio.

CONSUMO CARBURANTE IN ITALIA 2019: DIESEL IN CALO

Dunque nel 2019, secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico elaborati dall’Unione Petrolifera, gli automobilisti italiani hanno consumato meno gasolio a vantaggio della benzina. Nel dettaglio, la benzina ha mostrato un lievissimo incremento del +0,1% (+ 4.000 tonnellate), mentre il diesel ha evidenziato una diminuzione del -1,3% (- 20.000 tonnellate). In totale i consumi di carburante in Italia per l’autotrazione, nell’aggregato benzina + gasolio, sono risultati pari a 31,1 milioni di tonnellate. Con un decremento del -1% (-308.000 tonnellate) rispetto al 2018. Più in generale, i consumi petroliferi italiani sono ammontati lo scorso anno a 60,4 milioni di tonnellate, in calo del -0,9% (- 552.000 tonnellate).

CARBURANTI IN ITALIA: IL TREND DEI CONSUMI

Come giustamente ha rilevato Il Sole 24 Ore, il fenomeno di ‘fuga dal diesel’ si è visto soprattutto negli ultimi mesi del 2019, quando l’allarme smog tipico di ogni autunno e inverno ha prodotto un innalzamento delle misure restrittive sulla circolazione delle auto a gasolio. Per esempio nel solo mese di dicembre la benzina ha mostrato una crescita del +1% (+ 6.000 tonnellate) su dicembre 2018. Viceversa, nello stesso periodo, il consumo di gasolio per motori è sceso del -0,6% (- 11.000 tonnellate). Se questo trend proseguirà, e al momento non ci sono segnali che dimostrino il contrario, è facile prevedere che anche nel 2020 la benzina preverrà sul diesel, segnando una sorta di definitivo ritorno al passato (anni ‘80 e ‘90), quando l’alimentazione a gasolio era quasi di nicchia.

CONSUMO CARBURANTE IN ITALIA 2019: PERCHÉ LA BENZINA HA SUPERATO IL GASOLIO

Nella nota di commento ai dati sui consumi di carburante in Italia nel 2019, l’Unione Petrolifera ha spiegato che la sostanziale stabilità della benzina (in realtà una leggerissima crescita del +0,1%) risulta quale saldo dell’aumento delle immatricolazioni (44,5% del totale contro il 35,5% del 2018) e dell’efficienza dei motori. Dall’altra parte sulla contrazione del gasolio hanno inciso la debolezza della produzione industriale (per il gasolio pesante) e la perdita della leadership di mercato delle auto diesel, conquistata nel 2004, a favore della benzina. Nei 12 mesi le immatricolazioni auto diesel si sono infatti attestate attorno a una quota del 39,8% rispetto al 51,2% del 2018. Ciò a causa della penalizzazione, con blocchi del traffico, di questo tipo di alimentazione, che sembrerebbe aver disorientato gli automobilisti nelle loro scelte.

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Quanto costa mantenere l’auto: i costi auto per regione 2019

di Donato D'Ambrosi

I costi auto fissi sono la spesa maggiore per mantenere un’auto in Italia che nel 2019 sono aumentati di circa il 6%. Vale a dire che in media ogni automobilista ha speso 99 euro in più per mantenere la sua auto. Il report dei costi auto per regione conferma l’assicurazione e il carburante tra i costi auto più pesanti. La Campania in questo è la regione più costosa dove mantenere un’auto, mentre il Molise è in testa con i costi auto più bassi nel 2019.

LE VOCI DI COSTO AUTO PIU’ INFLUENTI IN ITALIA

L’altalena dei costi auto in Italia nel 2019 vede nuovamente la Campania il luogo dove mantenere un’auto richiede oltre 2 mila euro ogni anno. L’indagine condotta da un noto comparatore di preventivi online ha pesato il costo di assicurazione, carburante, il bollo e la revisione auto (biennale). Se si considerano singolarmente le voci di conto auto più influenti, nel 2019 il carburante pesa di più sulla spesa degli italiani (oltre 891 euro/anno). Al secondo posto c’è l’assicurazione RCA obbligatoria, che ha un costo medio di 573 euro /anno. Al terzo posto invece ci sono bollo e revisione auto, che complice anche il superbollo, si limita in media a 149 euro/anno.

DOVE MANTENERE L’AUTO COSTA MENO NEL 2019  

Il cumulo della spesa annuale per mantenere un’auto richiede almeno 1600 euro, necessari a coprire tutti i costi fissi e variabili. Dall’indagine emerge però che la spesa auto è aumentata rispetto al 2018 in quasi tutte le regioni tranne che in Molise, Umbria, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige. Pure essendo la regione più cara, in Campania i costi auto sono diminuiti del 2% (da 2155 a 2112 euro). La Campania è l’unica regione dove il costo dell’assicurazione supera mille euro ed è anche il costo maggiore del carburante.

LE REGIONI CON I COSTI AUTO IN AUMENTO

Tra le regioni dove invece i costi auto sono aumentati tra il 2018 e il 2019, il Friuli Venezia Giulia è in testa (+35% e spesa media di oltre 1500 euro). Aumenti massicci anche al sud, dove in Puglia si è passati da una spesa di 1500 euro ad oltre 1800 euro, smentendo così il mito che le regioni meridionali sono quelle più care. L’assicurazione infatti è aumentata anche in Valle d’Aosta e costa quasi quanto in Friuli (414 euro/anno). Clicca sull’immagine in alto per vedere in dettaglio e a tutta larghezza i costi auto 2019.

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Sciopero benzinai novembre 2019: dove, quando e perché

di Donato D'Ambrosi

Gli automobilisti resteranno senza benzina o quasi a novembre 2019 per lo sciopero benzinai annunciato dalle sigle sindacali. La protesta dei distributori di carburante in sciopero è stata organizzata per manifestare contro il traffico illecito di benzina, gasolio e lubrificanti “in nero”. Provvedimenti sempre più onerosi per i gestori da un lato e condizioni contrattuali con margini sempre più magri dall’altro. Al centro i benzinai che hanno deciso lo stop a novembre 2019 per protesta.

BENZINAI IN SCIOPERO PER 2 GIORNI

Lo sciopero dei distributori di benzina è stato indetto dalle organizzazioni sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio per protesta contro la vendita sottobanco di carburante nelle mani della criminalità organizzata. Le pompe dei distributori di carburante su strade urbane e autostrade resteranno chiuse per 48 ore esortando il Governo a un intervento risolutivo per i benzinai messi alle strette da più fronti.

I MOTIVI DELLO SCIOPERO DEI BENZINAI

I motivi dello sciopero dei benzinai del 6 e 7 novembre 2019 risiedono sono vari ma tutti convergono sulle criticità finanziarie che il 60% dei gestori sarebbe costretto ad affrontare. Da un lato – sostengono le sigle sindacali – l’onerosità operativa dei distributori di carburante è aumentata con l’ingresso dei pagamenti elettronici e del Registratore Fiscale Telematico. Dall’altra le Compagnie stralciano contratti con margini sempre più magri, fino al 30% meno di quelli del 2011. E se non bastasse c’è un altro fronte da cui i benzinai devono proteggersi: il mercato nero dei carburanti venduti illegalmente evadendo IVA e Accise.

SCIOPERO DISTRIBUTORI DI BENZINA CONTRO MERCATO NERO

Secondo una stima recente dell’Unione petrolifera, ogni 10 litri di carburante consumato, oltre 1 litro è stato venduto sottobanco. Un fenomeno in continua ascesa in mano alla criminalità organizzata che allarga il buco dell’evasione fiscale. Motivazioni che però negli USA hanno spinto un gestore a convertire la pompa di benzina in colonnine di ricarica per auto elettriche. Sarà mai il passo decisivo che innescherà un cambiamento anche in Italia? Difficile prevederlo sui numeri di vendite delle auto elettriche. Intanto però lo sciopero dei distributori di carburante manifesterà disapprovazione con un sit in davanti al Parlamento. A meno di revoche quindi sappiate di dover fare benzina in anticipo o cercare le pompe fai da te aperte per lo sciopero dei distributori del 6 e 7 novembre 2019 che si preannuncia movimentato.

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Colonnine elettriche al distributore: la conversione costa 800 mila dollari

di Donato D'Ambrosi

Ricaricare l’auto elettrica al distributore di benzina sembra un paradosso. E invece è l’esperimento ad alto rischio che sta tentando il gestore di una pompa di benzina negli USA. Al posto degli erogatori di benzina e gasolio ha montato delle colonnine per caricare veicoli elettrici. Quanto guadagna per ricaricare le auto anziché fare il pieno di benzina è ancora un’incognita. Per ora il primo Petrol-Switch Off di un distributore USA passato dalle pompe di benzina alle colonnine elettriche è costato quasi 800 mila dollari. E fin da subito l’impresa non è priva di incognite se si pensa che il maggiore competitor è “in casa” seppure dall’altro capo del continente.

LA CONVERSIONE DI UNA POMPA STORICA CON LE COLONNINE 

Gli Stati Uniti d’America sono all’11^ posto della classifica mondiale dei maggiori giacimenti di petrolio. Ma secondo il rapporto Eni, World Oil Review 2019 gli USA hanno avuto un ruolo trainante nella crescita dell’estrazione del petrolio al 2018. Se uno dei gestori storici decide di porre fine alle condizioni delle Compagnie petrolifere e rivoluzionare la sua gestione in favore dell’ambiente, vuol dire che qualcosa sta cambiando anche oltre la vendita di auto nuove. E’ la storia di Depeswar Doley, proprietario e gestore di un distributore di benzina dal 1956 che ha convertito le sue pompe in colonnine di ricarica.

COSTI E GUADAGNI DALLA BENZINA ALLA RICARICA ELETTRICA

L’incertezza sui guadagni con le ricariche di auto elettriche è alta, come lui stesso avrebbe dichiarato, tuttavia è roba di poco conto se si pensa all’investimento necessario per convertire una pompa di benzina con colonnine di ricarica auto. Il progetto è stato possibile grazie al supporto finanziario dell’Electric Vehicle Institute e della Maryland Energy Administration. Sono serviti quasi 800 mila dollari per convertire l’impianto di distribuzione tradizionale in 4 colonnine di ricarica da 200 kW.  “A convincermi è stata mia figlia 17enne dopo un colloquio con i tecnici dell’Electric Vehicle Institute” ha spiegato Depeswar.

TESLA E I SUPERCHARGER FINO A 250 kW

A giudicare però dal numero di auto elettriche circolanti nello Stato del Maryland dove si potrà ricaricare l’auto al posto di fare benzina, il progetto non sembra così folle. Ci sarebbero infatti oltre 20 mila auto elettriche circolanti oltre a servizi di taxi. Tuttavia il territorio è marcato stretto da Tesla che può contare per ora solo su Punti di ricarica affiliati e pochi Supercharger in zona. La lotta si baserà tutta sui tempi di ricarica e di attesa: per questo Tesla sta diffondendo l’architettura di ricarica V3s che permette fino a 250 kW di picco ma senza distribuzione della potenza se più di un’auto è collegata alla stessa colonnina di ricarica.

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Accise carburante in Europa: dove si pagano meno tasse nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Dove costa meno la benzina in Italia

Le accise sui carburanti sono uno degli impegni che il precedente Governo Conte ha lasciato in sospeso e con il nuovo esecutivo Conte-Bis si prospetta anche l’aumento dell’IVA. Le accise sul carburante in Europa sono molto variabili e influenzano il prezzo della benzina al rialzo o al ribasso. Ecco i Paesi d’Europa in cui è più conveniente fare benzina e quelli in cui le tasse sono più alte al 2019.

TASSE E INCENTIVI IN EUROPA NON SONO PROPORZIONALI

Che crede ancora che il bollo auto sarà eliminato rischia di inseguire una chimera. Le auto infatti rappresentano una fonte vitale di sostentamento per i Governi di tutti i Paesi europei. Ecco perché le accise sui carburanti sono la parte più pesante sulla bilancia dei prezzi di benzina e gasolio. Guardando la classifica dei Paesi dove le accise su benzina e gasolio sono maggiori si nota subito il primato dell’Italia. In Italia le accise (0,728 euro/litro gasolio e 0,617 euro/litro benzina) sono molto vicine solo ai Paesi del Nord Europa, se si esclude la Grecia. A pensarci bene però si tratta di Paesi che hanno fatto una scelta politica al di là dei semplici incentivi statali. Oslo (Norvegia) ad esempio è la capitale delle auto elettriche (no IVA, parcheggio, traghetto e autostrada gratis, ecc.). Non si può certo dire che nell’entroterra ci siano solo auto elettriche, ma almeno si può controbilanciare il peso delle tasse sul carburante. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza la tabella.

LE ACCISE 2019 SULLA BENZINA IN EUROPA

I 5 Paesi in cui ci sono meno tasse sulla benzina sono Bulgaria (0,363 euro/litro), Ungheria (0,380 euro/litro), Polonia (0,391 euro/litro), Cipro (0,429 euro/litro) e Lituania 0,434 euro/litro. All’estremo opposto invece le tasse sulla benzina sono più alte per Norvegia (0,778 euro/litro), Italia, Finlandia (0,703 euro/litro), Francia (0,683 euro/litro) e Germania (0,655 euro/litro). Bisogna considerare che le accise minime in Europa nel 2019 sono pari a (0,359 euro/litro).

LE ACCISE 2019 SUL GASOLIO IN EUROPA

Non sempre le accise diesel 2019 in Europa sono proporzionali alle accise sulla benzina. Basta guardare subito come la classifica ACEA (Associazione Costruttori Autoveicoli) qui sopra abbia molte posizioni invertite. I 5 Paesi con meno tasse sul gasolio del 2019 sono Bulgaria (0,330 euro/litro), Lussemburgo (0,338 euro/litro), Polonia (0,343 euro/litro), Lituania (0,347 euro/litro) e Ungheria (0,349 euro/litro). Tra i Paesi in cui le accise sul gasolio son più alte sono il Regno Unito (0,651 euro/litro), Italia, Belgio (0,6 euro/litro), Francia (0,594 euro/litro) e Finlandia (0,530 euro/litro).

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I Paesi nel mondo dove le auto consumano di più, l’Italia è quasi ultima

di Donato D'Ambrosi

L’Italia è sicuramente tra i Paesi d’Europa in cui l’auto è più afflitta da ecotasse e i Costruttori si adeguano per produrre veicoli sempre più ecologici. Ma è così anche in altre parti del mondo? Quali sono i Paesi dove le auto consumano più benzina e con il più alto livello di emissioni medie? L’agenzia internazionale dell’energia pone al primo posto il Canada, seguito dagli stati Uniti ma sorprendentemente l’Italia e l’Europa sono nelle retrovie.

DOVE LE AUTO CONSUMANO PIU’ CARBURANTE NEL MONDO

Perché in alcuni Paesi il consumo medio delle auto vendute è molto alto? Sicuramente il fattore chiave è il costo del carburante, ma ci sono anche vari altri fattori, tra cui i limiti normativi. L’agenzia internazionale dell’energia isola la classifica dei 50 Paesi con le auto più grandi, pesanti e poco efficienti. In testa a tutte c’è il Canada, dove le auto emettono in media oltre 200 g/km di CO2. Anche più degli Stati Uniti, dove i SUV e Pickup sono le auto più diffuse. E infatti nella classifica per Paesi con i veicoli più pesanti gli USA passano in testa ma il Canada resta sul podio. Il rapporto dell’agenzia internazionale dell’energia aiuta quindi a sfatare i miti per cui guidare un veicolo grosso e poco efficiente è legato alle caratteristiche del Paese. Clicca sulla foto per vederla a tutta larghezza.

PERCHE’ SONO PIU’ DIFFUSE LE AUTO CHE CONSUMANO DI PIU’

Acquistare un’auto grande e performante come un SUV o un pickup in alcuni Paesi con terra battuta e fango al posto dell’asfalto è una scelta indiscutibile. In Canada invece pare che il motivo per cui si sceglie un’imponente auto è legato al freddo e alle lunghe distanze tra una città e la successiva. Peccato che sulla neve e sul ghiaccio un’auto più leggera è anche più agile, in condizioni di guida normali e con le giuste gomme. Forse le condizioni impervie da una città all’altra potrebbero essere un buon motivo per acquistare un’auto poco parsimoniosa, ma se l’80% della popolazione vive nei centri metropolitani forse il motivo va cercato altrove.

TASSE E COSTO CARBURANTE CONDIZIONANO LA SCELTA DELLE AUTO

Guardando la classifica dei Paesi nel mondo con più emissioni medie di CO2, si riesce già a dare un peso maggiore al costo dell’auto, inteso come costo carburante e imposte. In testa alla classifica infatti si trovano tutti quei Paesi in cui il prezzo del carburante è minore del consumo medio in l/100 km delle auto. Nel grafico qui sopra infatti si può vedere come a destra ci siano tutti i Paesi d’Europa, dove invece il consumo medio in l/100 km è minore del costo alla pompa. Ed è proprio in questi Paesi con l’ecotassa sulla CO2 e i piani di incentivi sulle auto a basse emissioni che stanno definendo quali auto guideremo domani. Magari non tutte elettriche ma sicuramente più efficienti e risparmiose sul carburante.

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Dove costa meno la benzina in Italia: siti e app per verificare i prezzi

di Redazione

Dove costa meno la benzina in Italia

Una volta per sapere dove costa meno la benzina in Italia c’era il passaparola tra gli automobilisti. Chi avvistava un distributore che applicava prezzi più ‘umani’, faceva in modo di comunicarlo a più gente possibile, iniziando naturalmente da amici e parenti. Oggi le cose sono ‘leggermente’ cambiate e il web consente di sapere in tempo reale dove costa meno il carburante. Anche a centinaia di km di distanza. Questo grazie a numerosi siti e app che monitorano i prezzi di benzina, gasolio, gpl e metano. Scopriamo i più interessanti.

I SITI PER SCOPRIRE DOVE COSTA MENO LA BENZINA IN ITALIA

Prezzibenzina.it è probabilmente il sito (ma anche app per iOS, Android, Windows Phone e Blackberry 10) più famoso e cliccato tra quelli che segnalano agli automobilisti dove trovare i distributori più economici. I prezzi sono inseriti dagli stessi utenti registrati al sito. Per trovare il distributore o l’area d’interesse basta fare una semplice ricerca inserendo il nome della città, la via o il cap. Le schede dei distributori di carburante contengono, oltre ai prezzi aggiornati, anche l’indirizzo (compresi web ed email, se disponibili), il numero di telefono, gli orari di apertura e le modalità di pagamento. Un portale analogo è infobenzina.com, piattaforma web disponibile per PC, smartphone e tablet che permette di ottenere rapidamente prezzi benzina, prezzi gasolio, prezzi gpl e prezzi metano su tutto il territorio nazionale, e di scegliere quelli più vantaggiosi.

PREZZI CARBURANTE IN ITALIA: L’OSSERVATORIO DEL MISE

Per scoprire dove costa meno la benzina in Italia c’è anche una risorsa istituzionale ed è l’Osservaprezzi Carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico. Raggiungibile all’indirizzo web carburanti.mise.gov.it, consente di verificare in real time i prezzi di vendita dei carburanti effettivamente praticati presso gli impianti di distribuzione situati in tutta Italia, così come comunicati dai gestori dei punti di vendita settimanalmente o nei casi di aumenti infrasettimanali. La ricerca può essere effettuata per area geografica, per zona, su percorso, per tratta autostradale e per nome del distributore.

DOVE COSTA MENO LA BENZINA IN AUTOSTRADA

Anche il sito di Autostrade per l’Italia propone una piattaforma per conoscere i prezzi più convenienti sulla rete autostradale. L’url è autostrade.it/it/web/aree-di-servizio e per ottenere il costo dei carburanti nei vari distributori è necessario inserire il proprio percorso (per esempio da Milano a Genova) oppure scegliere una tratta specifica (A1, A4, A16, ecc.). Nei risultati, oltre al prezzo di benzina, gasolio e gpl, spesso aggiornato all’istante, anche tutti i servizi offerti dalle singole stazioni di rifornimento.

APP GRATUITE PER I PREZZI DEI CARBURANTI

Abbiamo già anticipato che il servizio di Prezzi Benzina dispone pure di un’applicazione gratuita per smartphone e altri dispositivi mobili. Certamente più utile della versione desktop se si vogliono sapere i prezzi di benzina, gasolio, gpl e metano quando già si è in viaggio! Attualmente l’app, che è molto intuitiva e facile da usare, ha un buon punteggio di 4,4/5 su Google Play e di 4,1/5 sull’App Store della Apple. Anche l’Osservaprezzi del MISE ha un app per dispositivi Android e Apple (ma la maggior parte delle recensioni sono negative). Al contrario sembra godere di ottimi riscontri da parte degli utenti (4,4/5 su Google Play) l’app Carburante Più Economico. Pesante poco più di 2 mb, quindi pochissimo, questa applicazione mostra i prezzi aggiornati del carburante in Germania, Austria, Francia, Italia e Spagna. Altre app da provare per avere sotto mano i prezzi benzina più bassi sono la notissima Waze (che serve a tante altre cose, dalle mappe agli avvisi sul traffico); Fuel Flash (mostra i prezzi carburante di oltre 60 mila stazioni di rifornimento in Italia, Francia, Austria, Germania, Portogallo e Spagna, comunicati dalle autorità competenti e sempre aggiornati); Benzina Vicina (solo per iOS); Benzina Comparatore di Prezzi; Prezzi Carburanti.

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Spesa carburante in aumento nel 2019: 24 miliardi di euro in 5 mesi

di Donato D'Ambrosi

Rispetto all’anno scorso l’estate 2019 si prospetta più magra di benzina e gasolio per le auto italiane: è quanto emerge dal report del Centro Studi Promotor che ha elaborato i dati del Ministero dello Sviluppo Economico. La spesa degli italiani alla pompa da gennaio a maggio 2019 è stata di 23,6 miliardi di euro. Il rialzo però non è affatto legato ai consumi che invece diminuiscono, ma alle componenti fiscali e industriali. Vediamo nel dettaglio quanto hanno speso gli italiani per i carburanti e perché.

PREZZO DELLA BENZINA E DEL GASOLIO NEL 2019

Gli italiani spendono più in carburante che nell’acquisto di auto nuove, e non è una novità considerando che il parco auto circolante invecchia sempre di più. Quello che stupisce, come riposta CSP, è che la spesa per il carburante è la principale voce di costo per l’automobile. Nei primi 5 mesi del 2019 si è verificata un’altalena del prezzo tra benzina (-0,8%) e il gasolio (+2,6%) che ha portato un aumento della spesa alla pompa.

15,7 MILIARDI DI LITRI DI CARBURANTE ACQUISTATI

Tra gennaio e maggio 2019 sono stati acquistati 15,719 miliardi di litri di carburanti per autotrazione con un consumo in lieve flessione (-0,3%) rispetto ai 15,770 miliardi di litri dello stesso periodo del 2018. A conti fatti però la spesa è passata da 23,298 (nel 2018) a 23,620 (nel 2019) miliardi di euro. Scorporando le componenti che concorrono a definire il costo per il carburante a carico degli automobilisti sono 14,4 miliardi di euro il solo gettito fiscale derivante dalla spesa per il carburante. Il che non deve stupire viste le accise che paghiamo su benzina e gasolio.

IL 61% DEL COSTO CARBURANTE IN TASSE

Il prelievo fiscale dalla spesa dei carburanti equivale al 61%: il carico fiscale sui carburanti però è aumentato tra il 2018 e il 2019 di +0,2% passando da 14,376 miliardi a 14,399 miliardi di euro. Tra gli aumenti percentuali maggiori la componente industriale invece pesa di più tra gennaio e maggio 2019: +3,3%. In termini economici significa che c’è stata una variazione positiva di +298 milioni di euro. “L’incidenza del Fisco sulla spesa per benzina e gasolio auto – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – è tra le più alte del mondo e penalizza fortemente non solo gli automobilisti ma anche le imprese e l’economia italiana perché grava pesantemente sul costo dei trasporti su gomma”. Un’incidenza che sarà messa in discussione – forse – dallo sviluppo dell’infrastruttura elettrica e dall’impiego di mezzi commerciali ibridi elettrici a metano o idrogeno.

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La stretta di New York sui taxi migliora la qualità dell’aria

di Antonio Elia Migliozzi

New York migliora la qualità dell’aria cacciando i taxi inquinanti. Uno studio della della Columbia University conferma il trend positivo e registra un calo di tutti gli inquinanti. Nel dettaglio scendono dell’82% le concentrazioni di ossido di azoto e il particolato registra un -49%. Si tratta di ottime notizie per i cittadini di New York perché elevate concentrazioni di queste sostanze portano a malattie respiratorie anche gravi. La stretta sui taxi inquinanti del 2009 ha portato molti driver ad optare per veicoli ibridi o elettrici. La ricerca conferma anche il taglio dei consumi di carburante, il consumo medio dei 13.500 taxi attivi è passato da circa 6km/l a oltre 14km/l. Nei fatti lo studio su New York conferma che una legislazione ambientale ben studiata può avere effetti molto positivi. Vediamo tutti i dettagli.

TAXI PULITI

New York ci ha messo un decennio per abbassare i livelli di inquinamento dell’aria. La metropoli Usa ha deciso di allontanare i vecchi modelli di taxi dalle strade premiando efficienza e nuove tecnologie. Il trend positivo viene confermato da uno studio condotto da ricercatori della Columbia University e della Drexel University. La ricerca è apparsa sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology e mette nero su bianco i progressi fatti. Nel dettaglio New York ha ridotto le emissioni di ossidi di azoto dell’82% e quelle di particolato del 49%. Nello specifico a partire dal 2009 l’allora sindaco Michael Bloomberg, ha imposto rigidi standard di consumi per i taxi cittadini. Queste politiche hanno favorito i taxi ibridi ed elettrici imponendo agli altri il tetto massimo dei tre anni di servizio. In particolare nel 2009 i taxi dovevano fare almeno 10,5km/l e dopo l’ottobre 2009 12,5km/l.

GENERAZIONI A CONFRONTO

Le nuove norme di New York hanno costretto migliaia di tassisti a cambiare la propria auto. Addio alle mitiche Ford Crown Victoria, basate su una piattaforma risalente al lontano 1979. Nel dettaglio la Crown non riusciva a fare più di 6km con 1 litro di carburante. Ecco al loro posto Toyota Prius e Camry ibride, i SUV Ford Escape e Fusion ibridi ed i van elettrici Nissan NV200. Lo studio conferma che a New York il consumo medio di carburante degli oltre 13.500 taxi è calato in modo deciso. Si è passati dai 6km/l della Crown Victoria agli oltre 14km/l con corrispondenti riduzioni dell’inquinamento dell’aria. I ricercatori hanno utilizzato i dati di viaggio in taxi per mappare l’intensità del traffico e quindi approssimare emissioni e consumi. Per calcolare gli inquinanti il team dello studio ha incrociato i calcoli con le misurazioni della qualità dell’aria da oltre 100 siti di monitoraggio.

I PROGRESSI

Lo studio ha rilevato che i miglioramenti nella qualità dell’aria si sono concentrati a Manhattan. Qui la concentrazione di taxi è più alta, mentre nei distretti esterni a basso reddito l’incidenza delle malattie respiratorie resta alta. New York permette di tracciare un percorso virtuoso. Frederica Perera, professore di scienze della salute ambientale presso la Columbia ne è assolutamente convinta. Dice Perera: “Questo studio dimostra che la legislazione sull’inquinamento atmosferico può avere un impatto reale, norme simili su altri veicoli potrebbero fare una differenza ancora più grande”. Necessario chiarire che la città di New York ha imposto le restrizioni ai consumi solo sui taxi “gialli” cioè quelli che circolano nel centro città. Al contrario i taxi “verdi”, in servizio nelle aree periferiche di New York, non sono soggetti ad alcuna norma ambientale.

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Strumenti aggiuntivi by Simoni Racing

di redazione

Simoni Racing propone la sua linea di strumenti aggiuntivi per tenere sotto controllo i parametri fondamentali del veicolo. La scelta degli strumenti aggiuntivi, proposti a partire da 21,84 Euro IVA inclusa, è molto ampia: indicatori temperatura acqua o olio, manometri pressione olio o sovralimentazione, voltmetri, amperometri, rapporto stechiometrico, contagiri e da oggi anche l’indicatore livello carburante. Tutti offrono la massima affidabilità.
Gli indicatori della linea White sono elettrici (eccetto lo strumento pressione turbo+vac) e retroilluminati, con sfondo bianco e bordo nero; la linea Black invece aggiunge il manometro meccanico pressione turbo+vac specifico per motori diesel e il nuovissimo indicatore elettrico livello carburante, sempre retroilluminati con luce a led bianca ma con sfondo nero. La linea Digital invece è caratterizzata da strumenti digitali retroilluminati a Led con luce blu, sfondo nero, bordo in alluminio e led rosso per il warning, discreti da spenti, ma molto evidenti e precisi quando accesi. I dispositivi della linea Carbon Look sono elettrici (ad eccezione dello strumento pressione turbo+vac), retroilluminati con lampadine alogene e dallo sportivissimo fondo carbon look con bordo in alluminio.
I modelli della linea Silver, i più economici, hanno fondo e bordo grigio argento e sono retroilluminati con lampadine alogene. La novità di quest’anno è la linea Avantgarde che comprende gli indicatori analogici per temperatura acqua, voltmetro, pressione olio, temperatura olio, contagiri e indicatore meccanico pressione turbo+vac. Sono contraddistinti da fondo nero, bordo alluminio e retroilluminazione a Led bianca e rossa per un aspetto da accesi che si abbina facilmente alle strumentazioni delle vetture di serie, mentre sono invisibili da spenti.
Sono contraddistinti da fondo nero, bordo alluminio e retroilluminazione a Led bianca e rossa per un aspetto da accesi che si abbina facilmente alle strumentazioni delle vetture di serie, mentre sono invisibili da spenti. Tutti gli indicatori hanno diametro pari a 2” (circa 53 mm). Per poter alloggiare facilmente gli strumenti aggiuntivi su tutte le auto, Simoni Racing fornisce anche una serie di portastrumenti universali (da 15,74 Euro). I prezzi degli i strumenti aggiuntivi s’intendono IVA inclusa e il ricco catalogo è consultabile on line sul sito web www.simoniracing.com
Info: Simoni Racing –  Tel. 0532/849850

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Additivi Nanomoto by Tec Star

di redazione

Nanomoto è una famiglia di prodotti a base di nanoparticelle ad elevato contenuto tecnologico, creata nei laboratori di Tec Star S.r.l. Nel tempo sono stati sviluppati additivi per olio motore e carburante, sia per applicazione Automotive, sia per il Motorsport.
Tra gli additivi racing per carburanti troviamo l’Octaboost Racing per la benzina, e Cetaboost Racing per il gasolio; entrambi gli additivi garantiscono una maggiore potenza, minimizzando le perdite per attrito; detergono i dispositivi meccanici e consentono una migliore conducibilità termica. Il flacone da 250 ml è offerto a 39,50 Euro, mentre la confezione da 1 litro a 105,00 Euro.
OFR Racing, invece, è l’additivo per olio motore e cambio, capace di ridurre l’usura meccanica e aumentare l’efficienza del lubrificante nelle condizioni di massimo sforzo. Il formato da 250 ml viene proposto a 46,50 Euro e quello da 1 litro a 128,00 Euro. Il CF Cooling Fluid, infine (40,00 Euro 2l), è un nanofluido refrigerante, in grado di migliorare la conducibilità termica senza presentare gli svantaggi dei comuni refrigeranti. I prezzi sono IVA inclusa e il ricco catalogo è consultabile on line www.nanomoto.it
Info: Tel. 059/526845 – www.tec-star.it

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Trattamento carburante

di redazione

Sintoflon-Evo-DIESEL

Grazie ai componenti ossigenanti, il trattamento carburante Evo Diesel by Sintoflon apporta in camera di scoppio una maggiore quantità di comburente per incrementare sensibilmente la qualità e la velocità di combustione del diesel e migliorare i normali risultati. Diminuisce i consumi poiché permette di sfruttare il carburante in modo più efficiente e completo, garantendo minori incombusti, abbassando la fumosità e le emissioni inquinanti. Inoltre mantiene in efficienza l’apparato d’iniezione; incrementa avvertibilmente la drivability e la potenza, assicurando una superiore erogazione di coppia motrice sin dai regimi più bassi. Per una nuova esperienza di guida: più fluida, piacevole ed ecologica! Compatibile con tutti i tipi di gasolio e su tutti i motori diesel per auto, camion, quad e navi. 250 ml trattano 50-60 litri di carburante. Il costo a listino di Sintoflon Evo Diesel è 10 Euro + IVA.

Additivo per benzine

di redazione

Additivo Evo by Sintoflon

Nel settore additivi il nuovo Evo by Sintoflon si distingue per la sua qualità di ossigenante per benzine che permette una combustione più efficiente e omogenea in tutte le situazioni, specialmente nei motori da competizione, garantendo una maggiore erogazione di coppia motrice sin dai regimi più bassi. Sfruttare il carburante in modo migliore assicura una combustione più pulita, minori incombusti nonché una diminuzione delle emissioni inquinanti e dei consumi. Al contempo si incrementano la guidabilità e le prestazioni. Evo innalza la qualità del carburante tramite componenti petroliferi pregiati senza incrementare il Numero d’Ottano. Utile su tutti i propulsori 2 e 4 tempi, stradali e racing. Se abbinato a Sintoflon Octane Booster ne esalta le performance, un’accoppiata ideale per i motori utilizzati nelle competizioni. Il dosaggio suggerito parte da circa 5-6 ml per ogni litro di benzina, a salire in base al tipo di preparazione nonché dell’incremento prestazionale desiderato. Evo viene proposto in flacone da 300 ml (per un pieno di 40-50 litri di benzina su propulsori stradali) al prezzo di lancio di 9,80 Euro. Info: Tel. 0438/470354 - www.sintoflon.com

Acceleratore combustione

di redazione

Magigas Hyper Flame

Magigas propone Hyper Flame, l’acceleratore di combustione per motori 2 e 4 Tempi. Prodotto dal dal Reparto R&D Magigas Hyper Flame è l’additivo ideale per le competizioni, capace di esaltare le prestazioni dei motori 2T e 4T, grazie alla sua specifica formulazione che prevede l’utilizzo di particolari componenti ossigenanti in grado di favorire il riempimento volumetrico ed aumentare la velocità di fiamma nella camera di combustione. Hyper Flame apporta ottano Ron in funzione della percentuale di prodotto impiegata, così aumentando il numero di ottano della benzina consente di incrementare sia i valori di coppia che di potenza massima, permettendo al motore di esprimersi a regimi di rotazione superiori. L’additivo fornisce un vero “effetto sovralimentazione” ed è particolarmente indicato per tutte le competizioni motoristiche. Modo d’uso - Utilizzare al 4-5% con i carburanti Magigas e al 2-3% se miscelato nei carburanti tradizionali. Per l’utilizzo nei carburanti tradizionali in un dosaggio più elevato, si consiglia di utilizzare pari percentuale di Superformula GT o di Superformula New Age. Oltre il 5% si consiglia un aumento della portata della benzina o un adeguamento dell’anticipo dell’accensione per compensare la notevole velocità di combustione indotta dai particolari idrocarburi utilizzati. Hyperflame è in vendita in flaconi da ½ litro ad un prezzo per il pubblico di € 21,23 (IVA compresa).
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