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Libra, Vodafone dice addio alla criptovaluta di Facebook

di Lucia Massaro
Vodafone abbandona Libra ed esce dall’ambizioso progetto di Mark Zuckerberg di creare una nuova criptovaluta. È l’ennesimo passo indietro da parte delle società che avevano inizialmente aderito al progetto. A precedere l’operatore telefonico infatti sono state Booking, PayPal, eBay, Visa, Mastercard, Stripe e Mercado Pago. Tuttavia, l’uscita di scena di alcuni membri fondatori non sembra […]

Calibrazione errata ADAS: 1 solo grado manda l’auto fuori carreggiata

di Donato D'Ambrosi

I parabrezza delle auto con telecamere per sistemi ADAS richiedono una calibrazione specifica ad ogni intervento di riparazione ai vetri o all’elettronica. Anche il semplice scollegamento della batteria può prevedere che la telecamera sia ricalibrata. Eseguirla frettolosamente può essere tanto pericoloso quanto non farla proprio. A rivelarlo è un test dell’IIHS (Istituto assicurativo per la sicurezza stradale USA) che ha voluto verificare cosa succede con una calibrazione errata della telecamera montata sul parabrezza. Gli effetti di una piccola rotazione dell’obbiettivo (inferiore a 1°) mandano letteralmente in tilt i sistemi AEB (Autonomous Emergency Breaking), LDW (Lane Departure Warning) e FCW (Forward Collision Warning).

PERCHE’ LA CALIBRAZIONE E’ IMPORTANTE?

Montare un parabrezza originale del Costruttore o equivalente di qualità può fare poca differenza, come abbiamo spiegato nel video qui sotto. Ma l’IIHS ha verificato che con i vetri più innovativi che prevedono la sede di installazione per la telecamera diventa ancora più importante effettuare la calibrazione dei sistemi ADAS. La staffa infatti potrebbe essere in una posizione impercettibilmente diversa, quanto basta per provocare la rotazione dell’obbiettivo della telecamera ADAS. Cosa succede ai sistemi di assistenza alla guida se il parabrezza (o la staffa della telecamera) è montato più a destra o a sinistra e non si procede alla calibrazione della telecamera? L’IIHS lo ha sperimentato ruotando la telecamera all’interno della sua sede per il gioco equivalente a circa 1° sull’asse longitudinale dell’auto. Ruotare la telecamera a destra o a sinistra equivale a orientare anche l’asse del campo visivo dell’auto in una direzione o in un’altra e infatti gli effetti sul funzionamento del sistema FCW e dell’AEB sono pericolosi. Nel video qui sotto mostriamo come si effettua la calibrazione degli ADAS.

OSTACOLO CENTRATO IN PIENO A 18 KM/H

La Honda Civic 2016 su cui è stato montato un parabrezza aftermarket ha mostrato un funzionamento alterato dei sistemi FCW e AEB dalla rotazione della telecamera rispetto ai test effettuati dopo la calibrazione. Nei test di riferimento con telecamera correttamente installata e calibrata a 25 mph (40 km/h), l’AEB della Honda Civic si è attivato in un time-to-collision (TTC) di 1,5 secondi e il veicolo ha evitato il bersaglio. Dopo la sostituzione del parabrezza aftermarket, l’AEB si è attivato a TTC di 0,9 secondi e il veicolo ha colpito il bersaglio a 11 mph (18 km/h). In pratica la differenza tra evitare un’auto o colpirla abbastanza forte da creare abbastanza danni, nei casi migliori.

L’AUTO NON RICONOSCE IL CENTRO CARREGGIATA

Restare al centro della carreggiata correttamente è l’unica funzione affidata al sistema LDW, che diventa fondamentale in caso di distrazione o colpo di sonno del conducente. Funziona attraverso il tracciamento delle linee di demarcazione della carreggiata attraverso la telecamera montata sul parabrezza. Ma se questa è tarata male è facile immaginare cosa può succedere. Nei test effettuati dall’IIHS una rotazione a destra o a sinistra della telecamera spinge il sistema LDW o a mantenere l’auto nei casi più estremi molto distante dal margine (fino a 27 pollici, cioè 69 centimetri) oppure invadere la corsia accanto (fino a 19 pollici, cioè 48 centimetri), come mostra la tabella qui sopra. Il consiglio quindi è di rivolgervi solo ad autoriparatori che sappiano darvi le giuste garanzie di un lavoro a regola d’arte, rispondendo a tutte le vostre domande e rassicurandovi sulla corretta calibrazione dei sistemi ADAS dopo la riparazione dei vetri.

L'articolo Calibrazione errata ADAS: 1 solo grado manda l’auto fuori carreggiata proviene da SicurAUTO.it.

Come ricalibrare la batteria sui dispositivi Android

di Aggregator

Con il passare del tempo il device ci darà l’illusione di durare di meno, di avere meno autonomia (effetto fake lazy battery) poiché la batteria raggiunge prima il limite minimo di tensione che identifica una batteria come scarica, causando un dislivello tra la carica reale residua e quella indicata dal sistema, stimabile intorno al 5-10% di carica residua non sfruttata (tale valore cresce con i passare del tempo).

In questi casi diventa fondamentale ricalibrare la batteria: il processo di calibrazione non farà altro che ripristinare i giusti valori di carica memorizzati nel dispositivo, rendendoli i più fedeli possibili a quelli della batteria, e riallineando i valori di tensione della batteria. La calibrazione è altamente consigliata ogni 30-40 cicli di carica/scarica, indicativamente ogni mese. Se lo smartphone non mantiene più la carica come una volta o avete raggiunto i cicli di carica/scarica mensili eseguite questi passaggi:

1- Scaricate completamente lo smartphone, portando la carica a 0% e attendendo che il device si spenga automaticamente
(può essere questo un buon momento per giocare o utilizzare applicazioni pesanti, utili per velocizzare lo scaricamento);
2- una volta spento provate a riaccenderlo: se non dà segni di vita, procedete al successivo punto; se si riavvia e arriva alla schermata Home fate di tutto per farlo spegnere per mancanza di carica; ripetete il passaggio finché il telefono non darà più segni di vita (tranquilli, è solo scarico completamente!);
3- Inserire il caricabatterie e lasciatelo caricare (da spento) per almeno 4 ore o comunque 2 ore in più del normale processo di carica; indicativamente deve restare almeno 2 ore in più dopo che il display visualizza il 100% di carica;
4- Al termine riaccendete il telefono con il caricabatterie ancora inserito nel dispositivo; una volta arrivati alla Home attendete 2 minuti prima di rimuovere il caricabatterie.
5- Ripetere l’intera procedura per altre 2 volte (scarica completa e successiva carica lunga), per un totale di 3 cicli di calibrazione.

Al termine avremo la batteria e lo smartphone completamente calibrati.

Accendere il device con il caricatore ancora inserito permetterà ad Android di notare l’errore di lettura della carica. I cicli di calibrazione sono utili per allineare le tensioni delle singole celle della batteria, mentre il trucco della presa inserita all’avvio permetterà di aggiornare i file di configurazione per adattarli al nuovo livello di carica. Se raggiungiamo la piena carica e stacchiamo subito il caricabatterie prima di accendere lo smartphone l’aggiornamento dei file di configurazione potrebbe non avvenire e il device utilizzerebbe i valori di carica vecchi, non conformi alla reale tensione presente nella batteria quando completamente carica. L’aggiornamento dei file andrebbe fatto quando la batteria è al massimo della carica e della tensione: tale scenario è ottenibile solo con il dispositivo ancora attaccato alla presa di corrente.

Effettuare troppi cicli di calibrazione consecutivi danneggia la batteria, vista la sensibilità degli accumulatori al litio all’essere scaricati completamente.

Il trucco del caricabatterie inserito al primo avvio invece è applicabile in ogni scenario, visto che migliora la precisione del sistema operativo nel mostrare il giusto valore di carica.

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Come effettuo la ricarica normale, quei cicli di carica/scarica non calibranti? Non appena il device raggiunge il 15/10% di carica residua, spegnetelo e ponetelo sotto carica per 2 ore (indicative).

Nei cicli normali è importante non scaricare completamente il dispositivo, visto che (se ben calibrata) la batteria manterrà più facilmente gli stessi livelli di tensione per ogni cella con tali valori di carica residua rispetto ad una scarica completa (dove i sistemi di sicurezza entrano in funzione in maniera separata per ogni cella, sfasando la tensione totale).

I cicli di carica è preferibile farli sempre a telefono spento: ricaricare lo smartphone con quest’ultimo ancora accesso richiederà più tempo, maggiore energia e calore (l’eccessivo calore danneggia la batteria) e potrebbe portare ad una scalibrazione peggiore visto la differente corrente di ricarica utilizzata.

Fonte

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