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Aerotaxi, dal 2025 i primi voli sperimentali

di Redazione

Secondo uno studio effettuato da Bosch Consulting, nel 2030 saranno 1 miliardo i voli in aerotaxi compiuti da persone di tutto il mondo. Il 2030, infatti, è l’anno in cui, sempre secondo lo studio, i servizi di sharing saranno presenti anche sulle rotte aeree.

TECNOLOGIA DERIVATA DALL’AUTO

Realizzare degli aerotaxi è tutt’altro che facile ed economico. Ma un modo per risparmiare sulla progettazione e sulle componenti esiste. Secondo Bosh, infatti, sarebbe possibile utilizzare molte delle componenti oggi impiegate sulle vetture a guida autonoma. Oltre a questi, i vari sensori presenti sui veicoli per il controllo e il funzionamento dell’ESP. In questo modo sarebbe possibile evitare di utilizzare la più costosa tecnologia aerospaziale. I sensori di accelerazione installati in una centralina di comando permettono di monitorare la direzione della bussola, pressione barometrica, altitudine, velocità e tutte le attività di volo del velivolo.

TEST VICINI

Si stima che il battesimo del volo degli aerotaxi avverrà già il prossimo anno. Le città nelle quali si effettueranno i primissimi test saranno Dubai, Dallas e Singapore. Queste città rappresentano infatti i principali centri di applicazione di questa nuova tecnologia. Per i voli di carattere commerciali bisognerà aspettare il 2023, mentre per i primi veri voli senza pilota sarà necessario attendere il 2025. Nella prima fase di sviluppo, infatti, tutti i test sugli aerotaxi saranno svolti con personale di sicurezza a bordo.

MENO TRAFFICO, MAGGIORE VELOCITÀ

Alleggerire il traffico delle grandi città è ormai una necessità. Così come garantire spostamenti sempre più rapidi. E proprio questo è lo scopo degli aerotaxi. Grazie alle loro caratteristiche saranno in grado di spostare il traffico lontano dalle tradizionali strade. Abbattendo drasticamente i tempi di spostamento soprattutto nelle grandi città. Inoltre, il costo di un aerotaxi è molto più basso rispetto a quello di un elicottero tradizionale. Tutto dipenderà dal tipo di allestimento oltre che dal numero di passeggeri che potranno trasportare, ma il costo sarà di circa 500.000 euro.

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Bosch: il 50% degli automobilisti vorrebbe la chiave nello smartphone

di Redazione

Il futuro delle autovetture è senza chiavi. Tante sono le tecnologie allo studio. Sempre più persone sembrano propense ad abbandonare la chiave fisica dell’auto per sostituirla con un’applicazione per smartphone. Questo è considerato un modo più comodo di quello che conosciamo. Un recente sondaggio di Bosch sottolinea che quasi il 50% degli intervistati sarebbe a favore di questo cambiamento.

UNA QUESTIONE DI COMODITÀ

L’indagine condotta in Germania da Puls per conto di Bosch sottolinea come le chiavi tradizionali abbiano dato problemi al 76% degli intervistati. Almeno una volta nella vita. Le difficoltà aumentano soprattutto tra chi viaggia spesso e tra gli automobilisti al di sotto dei 40 anni. Gli affezionati al vecchio sistema di apertura e avviamento rappresentano solo il 6% degli intervistati. Questi non rinuncerebbero al portachiavi per un sistema digitale. Il 45% degli intervistati ha riferito che non sa dove mettere le chiavi in particolari occasioni. Il 44% ha difficoltà nel ricordarsi il posto dove le ha lasciate e a ritrovarle. E il 38% le ha perse almeno una volta.

UN’APP PER APERTURA E AVVIO

Sulla base di queste tendenze, Bosch sta sviluppando l’app Perfectly Keyless. Installabile sul proprio dispositivo, è in grado di aprire ed avviare l’auto senza la necessità di avere chiavi fisiche. Addirittura, non serve neanche attivare o accendere lo smartphone. Questo cambiamento sarebbe auspicato dal 38% degli intervistati, che riterrebbero questa tecnologia più comoda e semplice delle precedenti. Il giudizio è conseguenza del fatto che il 40% delle persone ha dichiarato di aver sempre con sé il cellulare. Il 28% infine, troverebbe conveniente poter aprire e avviare il proprio veicolo anche da remoto.

PERFECTLY KEYLESS

L’applicazione di Bosch dovrebbe consentire di aprire ed avviare la propria vettura semplicemente avvicinandosi ad essa. Senza necessità di usare il proprio smartphone. Il sistema utilizza la tecnologia NFC, che funziona quando il proprietario arriva in un raggio di due metri dal veicolo. Grazie a questo metodo di comunicazione wireless a corto raggio sarebbe praticamente impossibile intercettare il segnale e “plagiare” la chiave. Con l’arrivo di nuove tecnologie, infatti, gli hacker hanno numerose porte di accesso. Il livello di sicurezza secondo Bosch è paragonabile a quello delle impronte digitali. Oltre a queste semplici funzioni, l’applicazione dovrebbe poter permettere l’utilizzo dell’auto da parte di terzi da remoto. Permetterà di autorizzare temporaneamente i loro telefoni per aprire e avviare il veicolo.

 

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Un frigorifero Bosch con blockchain? Sì, ma non per incatenarlo

di Dario D'Elia
Un frigorifero Bosch con tecnologia blockchain. Detta così potrebbe sembrare un “Tarapìa tapiòco! Prematurata la blockchain, o scherziamo?”, ma in verità il progetto del colosso tedesco non è una zingarata. Grazie alla collaborazione con il fornitore austriaco Wien Energie sta sviluppando un frigo smart che con la tecnologia blockchain sarà in grado di rivelare non […]

Emissioni auto: i sensori per il parcheggio riducono traffico e smog?

di Antonio Elia Migliozzi

Bosch procede il lavoro di sviluppo sul fronte della mobilità urbana. Per aumentare la sicurezza in città il brand lancia una soluzione smart per agevolare la vita dei conducenti di auto elettriche. Il nuovo strumento permette di controllare dal proprio smartphone quali sono gli stalli di ricarica liberi e consente, allo stesso tempo, di effettuare il pagamento del pieno green direttamente dall’interno dell’auto. Si tratta soltanto di una delle funzioni del nuovo Parking Lot Sensor che promette anche di ridurre del 35% i tempi di ricerca di un nuovo posto auto libero. Insomma mentre cresce la capillarità dei dispositivi di sicurezza a bordo delle auto, anche compatte, gli ausili “infrastrutturali” promettono di coprire l’ultimo miglio per la sicurezza globale.

TECNOLOGIA GREEN

Mediamente un guidatore impiega circa 20 minuti per cercare parcheggio. Ciò, oltre allo stress di rito, comporta anche un conseguente rallentamento del traffico. Del resto capita anche che gli automobilisti alla guida di veicoli elettrici abbiano difficoltà a ricaricare l’auto perché gli stalli sono spesso occupati dalle altre auto. Il nuovo Parking Lot Sensor (PLS) di Bosch potrebbe rivelarsi fondamentale per risolvere questi ed altri problemi. Il sensore, infatti, è in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’app dedicata, il tempo necessario per raggiungerlo. Quanto alle auto elettriche in futuro sarà possibile effettuare il pagamento del pieno green direttamente dallo smartphone. La soluzione Bosch è “retrofit” e può essere facilmente installata non solo nei parcheggi, ma anche sulle colonnine di ricarica elettrica per segnalarne la disponibilità.

CITTA’ SMART

Conti alla mano grazie al Parking Lot Sensor, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si ridurrà del 35%. Si tratta di un beneficio interessante per la qualità dell’aria viste le conseguenti minori emissioni di CO2. Vantaggi anche per i taxi, i veicoli commerciali, gli autobus e tutti i veicoli impegnati in soste brevi (Leggi Bosch sperimenta il diesel pulito). Le città diventano smart grazie all’incontro virtuoso tra hardware, software e sensori che si combinano per offrire una connettività intelligente tra veicoli, edifici e dispositivi. Le soluzioni e i servizi offerti da Bosch vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di costruire le città del futuro aumentando la qualità della vita dei cittadini. Insomma mentre le auto diventano sempre più sicure tocca alle infrastrutture coprire l’ultimo miglio verso la sicurezza totale.

RETE DI SICUREZZA

Secondo una recente ricerca condotta da Bosch il 55% delle nuove auto di piccola e media taglia immatricolate in Germania sono dotate di serie di almeno un sistema di assistenza alla guida. Si tratta di un risultato storico perché sulle auto premium sono presenti solo nel 25% dei casi. Nel complesso il 45% delle nuove auto immatricolate hanno almeno un sistema di parcheggio assistito di serie. Se solo nel 2016 la frenata automatica di emergenza equipaggiava il 38% delle auto nuove, nel 2017 l’AEB è di serie sul 54% dei modelli venduti. Ecco allora che se non esiste il rischio zero i sistemi di sicurezza, attiva e passiva, di bordo e le infrastrutture urbane possono davvero fare la differenza. L’ecosistema urbano sicuro prende sempre più forma (Leggi cresce la diffusione dei sistemi di sicurezza anche tra le auto piccole).

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Turbocompressore Garrett by Saito

di redazione

Saito fornisce in Italia i turbocompressori nuovi e rigenerati prodotti dalla Garrett. L’azienda marchigiana di Osimo, specializzata nella distribuzione dei turbocompressori prodotti dalla Mitsubishi e recentemente anche quelli della Mahle/Bosch,vanta una competitività nel prezzo del turbocompressore e una ampia disponibilità dei prodotti, unita alla velocità nelle consegne e al prezioso supporto tecnico, oltre alla possibilità di fornire gli accessori di montaggio ritenuti indispensabili per ogni singola applicazione del turbocompressore, come si può leggere e approfondire cliccando sul sito web www.saito.it
Inoltre vengono offerti due possibili sistemi di assicurazione: VIP Service (incide sul prezzo d’acquisto) e Ripara e Vai (incide solo in caso di reale rottura).
La distribuzione dei marchi ad oggi prevede: Mitsubishi, importatore diretto e distributore esclusivo per l’Italia; Mahle/Bosch e Garrett, importatore diretto e distributore non esclusivo per l’Italia; KKK, IHI, Holset e Toyota, importatore indiretto con servizio di revisione interna.
Da circa un anno è disponibile il servizio e-commerce al quale ci si può registrare previa richiesta specifica a commerciale@saito.it. Novità, notizie tecniche, informazioni specifiche, attività commerciali o ludiche nel campo dei motori vengono comunicate tramite Facebook e le più importanti riportate sul sito Saito.
Info: Tel. 071/715693

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Audi A3 TDI elaborazione elettronica

di redazione

A3-Audi-elaborazi

Con questa elaborazione elettronica l’Audi A3 TDI guadagna ben 40 CV! Va.Ma. Preparazioni, distributore ufficiale in Italia dei prodotti Revo per il tuning elettronico, ha infatti riprogrammato la centralina elettronica di un’Audi A3 TDI 1.6. Grazie alla nuova mappa Revo, il 4 cilindri sovralimentato ha ottenuto un incremento di potenza di 40 CV e 7 kgm di coppia, senza mettere a repentaglio l’affidabilità e la fruibilità del motore. I consumi, ad andature normali, restano pressoché invariati. Il software Revo è disponibile sia per le A3 TDI con centralina Bosch sia Delfi.

Audi A3 TDI elaborazione elettronica

di redazione

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Con questa elaborazione elettronica l'Audi A3 TDI guadagna ben 40 CV! Va.Ma. Preparazioni, distributore ufficiale in Italia dei prodotti Revo per il tuning elettronico, ha infatti riprogrammato la centralina elettronica di un'Audi A3 TDI 1.6. Grazie alla nuova mappa Revo, il 4 cilindri sovralimentato ha ottenuto un incremento di potenza di 40 CV e 7 kgm di coppia, senza mettere a repentaglio l’affidabilità e la fruibilità del motore. I consumi, ad andature normali, restano pressoché invariati. Il software Revo è disponibile sia per le A3 TDI con centralina Bosch sia Delfi.
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