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Si può vendere un’auto con bollo scaduto?

di Raffaele Dambra

Si può vendere un'auto con bollo scaduto

La legge consente di vendere un’auto con bollo scaduto, tuttavia l'onere di saldare il debito resta sempre a carico del vecchio proprietario

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Sospensione bollo auto per Coronavirus: le Regioni coinvolte

di Raffaele Dambra

Sospensione bollo auto

Alcune regioni hanno disposto la sospensione del bollo auto a causa dell'emergenza Coronavirus. Il pagamento è differito di tre o quattro mesi

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Auto in leasing: il bollo è solo a carico dell’utilizzatore

di Raffaele Dambra

Importante specifica della Consulta sulle auto in leasing: il bollo è solo a carico dell'utilizzatore, con responsabilità esclusiva confermata anche prima del 2016

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Quali documenti occorre portare con se in auto quando si guida?

di Donato D'Ambrosi

Cosa serve e cosa no in auto? Facciamo chiarezza sui documenti da tenere in auto e da esibire ai controlli su strada

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Bollo auto noleggio a lungo termine: lo pagheranno i clienti?

di Raffaele Dambra

Assicurazione auto a noleggio come funziona

Uno dei vantaggi del noleggio a lungo termine consiste(va) nel non doversi occupare di persona delle formalità burocratiche relative al veicolo, dato che la gestione di assicurazione, bollo, immatricolazione e quant’altro è (era?) tutta a carico della società di noleggio e i relativi costi compresi nel contratto. Le cose però sono cambiate (in peggio) dallo scorso 1° gennaio, quando è entrata in vigore una norma del Decreto Fiscale che rischia di spostare dai noleggiatori ai clienti l’onere di pagare il bollo di un’auto a noleggio a lungo termine. Questo perché dal 2020 l’incasso della tassa automobilistica deve andare alla Regione di residenza dell’utilizzatore e non più a quella in cui si trova la sede del noleggiatore.

BOLLO AUTO NOLEGGIO A LUNGO TERMINE: DALLE SOCIETÀ AI CLIENTI?

Una modifica che in realtà era nata con buone intenzioni: eliminare i discutibili effetti della concorrenza fiscale tra le Regioni. Infatti, visto che la riscossione del bollo auto NLT finiva nelle casse della Regione in cui si trovava la sede del noleggiatore, quasi tutte si erano ‘casualmente’ concentrate nelle Province autonome di Trento e Bolzano, che dal 2011 concedono regimi fiscali molto favorevoli alle società di noleggio, fagocitando di conseguenza gli incassi e sottraendo risorse importanti alle altre amministrazioni. Adesso però, di fronte alla prospettiva di pagare il bollo nelle Regioni di residenza dei clienti, con inevitabili e forse irrisolvibili problemi di gestione, gli operatori del noleggio a lungo termine potrebbero fare un passo indietro, lasciando l’incombenza del bollo sulle spalle dei clienti. Per la serie: ‘ognuno se lo paghi per conto suo nella sua Regione’.

‘NORMA BOLLO AUTO NLT, COINVOLTI 150 MILA UTENTI CHE UTILIZZANO 1 MILIONE DI VEICOLI’

L’eventualità ha messo in allarme tutto il settore, rappresentato dall’ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici), che ha spiegato i possibili se non probabili effetti nefasti della norma. Effetti che, secondo l’associazione, rischiano di ricadere pesantemente non solo sulle società di noleggio a lungo termine e sui clienti, ma anche sull’Erario sotto forma di minori introiti. “Ne andranno di mezzo i 150 mila utenti che utilizzano oltre 1 milione di veicoli a noleggio, oltre al rischio concreto di una forte crescita dell’evasione della tassa automobilistica e di un boom di contenziosi connessi al mancato o non corretto pagamento del bollo”, si legge nella lettera aperta dell’ANIASA ai ministri dell’Economia e dei Trasporti. “Chiediamo al Governo di intervenire urgentemente, posticipando l’entrata in vigore della norma fino a quando non saranno operative procedure che consentano a tutti di adempiere all’obbligo”.

ANIASA: ‘BOLLO AUTO NLT, PROVVEDIMENTO NATO MALE E GESTITO PEGGIO’

Pare infatti che a poche ore dalla scadenza del primo pagamento del bollo auto, fissata il 31 gennaio 2020, risulti impossibile anche per i proprietari dei veicoli effettuare in via informatica i pagamenti per le quasi 700 mila vetture le cui targhe risultano all’Archivio Nazionale dei Veicoli. Bisogna quindi procedere con i vecchi metodi, recandosi cioè di persona presso gli uffici preposti muniti di carta di circolazione e copia del contratto per ogni singola targa. “Un provvedimento nato male e gestito peggio, in totale antitesi con la tanto declamata semplificazione amministrativa, che complica la vita del contribuente

I PUNTI CONTROVERSI DELLA RIFORMA

Questi, per l’ANIASA, i punti maggiormente critici della norma:
– farà nascere un forte contenzioso tributario a livello locale e nazionale, dovuto al mancato o al non corretto pagamento del bollo;
– porrà inattesi problemi di gestione e di bilancio per 3.200 P.A., che utilizzano i servizi delle flotte a noleggio lungo termine, in relazione agli importi complessivi e ai maggiori costi amministrativi;
– annullerà il positivo ruolo di correttezza fiscale del settore del noleggio per puntualità e completezza nei pagamenti, con prevedibile incremento dei ritardi, dell’evasione e dei costi per il recupero delle somme non pagate;
– genererà minor gettito di IVA in considerazione del fatto che, con la precedente normativa, il pagamento del bollo era conteggiato nella formulazione del canone di noleggio;
– graverà le imprese di noleggio di nuovi oneri operativi, stravolgendone l’offerta;
– complicherà le attività inerenti il pagamento del superbollo.

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Bollo auto: in Campania 10% di sconto con la domiciliazione bancaria

di Raffaele Dambra

Bollo auto 2020 novità esenzioni

Chi paga il bollo auto in Campania può ottenere il 10% di sconto sull’importo se opta per la domiciliazione bancaria (ovvero l’addebito diretto sul proprio conto corrente). Lo ha deciso la Giunta Regionale con la delibera dello scorso 15 gennaio che ha definito le modalità di attuazione della nuova misura. La riduzione del 10% sull’importo della tassa automobilistica è a favore di tutti i contribuenti che aderiranno a tale modalità di pagamento a far data dal 1° gennaio 2020.

BOLLO AUTO IN CAMPANIA: COME OTTENERE LO SCONTO DEL 10%

Una nota pubblicata sul portale istituzionale della Regione Campania ha precisato infatti che i contribuenti che attiveranno la domiciliazione bancaria beneficeranno della riduzione del 10% per i periodi tributari decorrenti già dal 1° gennaio 2020, e solo se la richiesta perverrà entro il termine ultimo del 31 maggio 2020. Un successivo comunicato di prossima diffusione, nell’attesa che si definiscano gli aspetti tecnici e procedurali insieme agli altri soggetti istituzionali coinvolti, conterrà invece le informazioni sulla modulistica di adesione e le istruzioni per la compilazione e l’invio della richiesta.

RIDUZIONE BOLLO AUTO CON LA DOMICILIAZIONE BANCARIA: LA CAMPANIA COME LA LOMBARDIA

La Campania non è la prima regione italiana ad attuare questa misura. La Lombardia già da qualche anno consente di ottenere una riduzione sull’importo del bollo auto per chi sceglie la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento. Anzi, nel 2020 lo sconto è stato portato dal 10% al 15%, pari a circa due mensilità. Quindi è come se si pagassero 10 mesi di bollo e non 12. Tra l’altro con la domiciliazione del pagamento del bollo auto si evitano di pagare eventuali commissioni, e c’è anche la sicurezza di rispettare sempre la scadenza evitando sicure (e pesanti) sanzioni.

BOLLO AUTO: NOVITÀ 2020

Ricordiamo che dall’inizio di quest’anno, in tutte le regioni italiane, il pagamento del bollo auto si può fare solo tramite il circuito PagoPA, il sistema dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi in Italia. Per i cittadini dal punto di vista pratico in realtà cambia ben poco, dato che tutti i luoghi e le modalità attraverso cui era ed è ancora ammesso effettuare il versamento del bollo (uffici postali, agenzie di pratiche automobilistiche convenzionate, uffici dell’Aci, tabaccherie e alcuni istituti bancari) dopo un periodo di rodaggio sono entrati pienamente del sistema e sbrigano le formalità del pagamento connettendosi automaticamente al circuito PagoPA, assolvendo così all’obbligo di legge.

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Quanto costa mantenere l’auto: i costi auto per regione 2019

di Donato D'Ambrosi

I costi auto fissi sono la spesa maggiore per mantenere un’auto in Italia che nel 2019 sono aumentati di circa il 6%. Vale a dire che in media ogni automobilista ha speso 99 euro in più per mantenere la sua auto. Il report dei costi auto per regione conferma l’assicurazione e il carburante tra i costi auto più pesanti. La Campania in questo è la regione più costosa dove mantenere un’auto, mentre il Molise è in testa con i costi auto più bassi nel 2019.

LE VOCI DI COSTO AUTO PIU’ INFLUENTI IN ITALIA

L’altalena dei costi auto in Italia nel 2019 vede nuovamente la Campania il luogo dove mantenere un’auto richiede oltre 2 mila euro ogni anno. L’indagine condotta da un noto comparatore di preventivi online ha pesato il costo di assicurazione, carburante, il bollo e la revisione auto (biennale). Se si considerano singolarmente le voci di conto auto più influenti, nel 2019 il carburante pesa di più sulla spesa degli italiani (oltre 891 euro/anno). Al secondo posto c’è l’assicurazione RCA obbligatoria, che ha un costo medio di 573 euro /anno. Al terzo posto invece ci sono bollo e revisione auto, che complice anche il superbollo, si limita in media a 149 euro/anno.

DOVE MANTENERE L’AUTO COSTA MENO NEL 2019  

Il cumulo della spesa annuale per mantenere un’auto richiede almeno 1600 euro, necessari a coprire tutti i costi fissi e variabili. Dall’indagine emerge però che la spesa auto è aumentata rispetto al 2018 in quasi tutte le regioni tranne che in Molise, Umbria, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige. Pure essendo la regione più cara, in Campania i costi auto sono diminuiti del 2% (da 2155 a 2112 euro). La Campania è l’unica regione dove il costo dell’assicurazione supera mille euro ed è anche il costo maggiore del carburante.

LE REGIONI CON I COSTI AUTO IN AUMENTO

Tra le regioni dove invece i costi auto sono aumentati tra il 2018 e il 2019, il Friuli Venezia Giulia è in testa (+35% e spesa media di oltre 1500 euro). Aumenti massicci anche al sud, dove in Puglia si è passati da una spesa di 1500 euro ad oltre 1800 euro, smentendo così il mito che le regioni meridionali sono quelle più care. L’assicurazione infatti è aumentata anche in Valle d’Aosta e costa quasi quanto in Friuli (414 euro/anno). Clicca sull’immagine in alto per vedere in dettaglio e a tutta larghezza i costi auto 2019.

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Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto: la proposta di PSA

di Raffaele Dambra

Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto

In Italia il parco auto è indubbiamente vecchio e sarebbe da ‘ringiovanire’ incentivando gli automobilisti a disfarsi delle vetture più datate sostituendole con altre più nuove e meno inquinanti. Cosa che in effetti si sta già cercando di fare con l’Ecobonus 2019-2021 e con i vari contributi regionali per la rottamazione. Ma per Gaetano Thorel, direttore generale di PSA Groupe Italia (il gruppo a cui appartengono Peugeot, Citroen, DS, Opel e Vauxhall), si potrebbe tentare una via alternativa aumentando l’importo del bollo auto per i mezzi fino a Euro 3, in modo da reperire ulteriori fondi necessari per l’acquisto di auto elettriche nuove oppure Euro 5 ed Euro 6 usate. “Così da agevolare quei consumatori con minore capacità d’acquisto”, ha specificato il manager.

NO A NUOVI INCENTIVI AUTO MA MIGLIORARE QUELLI GIÀ ESISTENTI

La proposta è partita nel corso del No Smog Mobility 2019 di Palermo, che ha premiato il Gruppo PSA con il Green Prix per le soluzioni proposte a favore della mobilità sostenibile. “Non è il caso di pensare a nuovi incentivi auto, ma bisogna far funzionare meglio quelli che già ci sono”, ha detto Thorel, “L’Ecobonus per esempio esiste già e tutto sommato va bene. Andrebbe però aumentato il budget, per me insufficiente, e ampliata la platea di beneficiari”.

AUMENTO BOLLO EURO 3 PER INCENTIVARE L’ACQUISTO DI AUTO ECOLOGICHE

E come? Ecco l’idea: “Se c’è un problema di risorse, si potrebbe risolvere aumentando il bollo per le auto da Euro 3 in giù. Le maggiori entrate si utilizzerebbero in due modi: 1) per incentivare ancor di più l’acquisto di vetture elettriche o ibride plug-in nuove; 2) per favorire l’acquisto di auto Euro 5 o Euro 6 usate. Quest’ultima misura faciliterebbe i consumatori meno abbienti, che magari non possono permettersi un’auto elettrica anche con gli incentivi. Ma passare da una Euro 0, 1, 2 o 3 a una Euro 5 o 6, anche se usata, segnerebbe già un bel passo avanti sul piano ambientale. Tra le prime e le altre la differenza di emissioni è di circa il 95%”. Sono senza dubbio proposte interessanti, resta ovviamente da valutarne la fattibilità.

ELIMINARE LA CONFUSIONE TRA INCENTIVI STATALI E CONTRIBUTI REGIONALI

Gaetano Thorel di PSA ha infine puntato l’indice sulla, secondo lui, confusionaria differenza di programmi fra il Governo e le amministrazioni locali in materia di modalità ed erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. “È una situazione che genera grande confusione fra la visione governativa e quella degli enti locali, visto che ogni Regione e ogni Comune fa i suoi bandi per gli incentivi, con parametri diversi. Inoltre il Governo dovrebbe fornire la scala di riferimento per l’ibridizzazione, con delle etichette chiare per i consumatori sulle emissioni e sui consumi, sul modello degli elettrodomestici”.

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Bollo auto non pagato: le cartelle si possono annullare fino a 1000 euro

di Donato D'Ambrosi

Bollo auto condono

Si possono condonare cartelle esattoriali per bollo auto non pagato o addirittura annullarle? La risposta è si ma solo in base all’anno di accertamento del mancato pagamento del bollo e della notifica. Lo stabilisce una sentenza della Commissione tributaria allargando la cosiddetta Pace fiscale, cioè il condono delle cartelle esattoriali fino a 1000 euro, anche al bollo auto non pagato. Ecco cosa fare o non fare per annullare i debiti per bollo auto non pagato.

LA TASSA AUTO COME TUTTI I DEBITI FINO A 1000 EURO

Il debito del bollo auto non pagato per diversi anni, poi richiesto dal creditore (la Regione) con una cartella esattoriale, si può annullare. Il caso nasce da un contenzioso tra la Regione Marche e un automobilista che ha portato alla pronunciata sentenza della Commissione tributaria. La decisione della Corte si fonda sulla natura del debito e del creditore che non esclude le cartelle esattoriali sulla tassa automobilistica non pagata. In prima battuta la Regione aveva anche fatto ricorso basato sull’illegittimità del decreto legge 119/2018.

ANNULLAMENTO MANCATO PAGAMENTO DEL BOLLO

La sentenza n.692 del 16 settembre della Commissione tributaria regionale delle Marche sull’ esazione del bollo auto non pagato è molto simile a quanto stabilito dalla Cassazione su una cartella esattoriale per Canone TV. Si basa sull’articolo 4 della cosiddetta Pace fiscale per debiti fino a 1000 euro affidati agli agenti di riscossione da gennaio 2000 a dicembre 2010. L’estinzione dei singoli carichi debitori va estesa quindi in generale anche ai debiti per bollo auto non pagato iscritti a ruolo fino all’importo previsto dalla legge, come riporta Il Sole 24 Ore.

COSA DEVE FARE L’AUTOMOBILISTA PER ESTINGUERE IL DEBITO BOLLO

Un ulteriore dettaglio che costituisce un precedente deriva dall’estinzione automatica del credito vantato dalla Regione sul bollo auto non pagato. Il fatto che l’automobilista non si sia costituito in giudizio contro il ricorso, non esclude l’applicazione dell’estinzione del debito per mancato pagamento della tassa auto. Quindi l’estinzione del debito avviene d’ufficio. Bisogna anche considerare che, essendo il bollo auto una tassa regionale, il conflitto tra Stato e Regione prospetta contenziosi a macchia di leopardo.

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Superbollo per le auto fino a euro 3? Il Governo ci sta(va) pensando

di Raffaele Dambra

Superbollo auto fino a euro 3

Ci penseranno i proprietari delle vetture più vecchie a dare i soldi che servono per evitare l’aumento dell’IVA? Scritta così è un po’ troppo semplicistica, ma non è un mistero che l’ex ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria stesse pensando (anche) a una misura del genere in vista dei gravosi impegni di fine anno, prima che il Governo giallo-verde implodesse con la crisi di Ferragosto. E adesso che la patata bollente dell’IVA è passata nelle mani del nuovo inquilino di via XX settembre, Roberto Gualtieri, vedremo che fine farà la proposta di istituire un superbollo per le auto fino a euro 3. Proposta che, inutile negarlo, metterebbe in difficoltà moltissimi cittadini.

PER EVITARE L’AUMENTO DELL’IVA SI PENSA A UN SUPERBOLLO PER LE VETTURE PIÙ VECCHIE

Com’è noto, entro dicembre il Governo italiano deve trovare 23 miliardi di euro necessari a evitare l’aumento delle aliquote Iva, più altri 4 miliardi per le spese indifferibili. A questi dovrebbero aggiungersi ulteriori 7 o 8 miliardi per i provvedimenti che il nuovo esecutivo M5S-PD vorrà mettere in atto, per una Legge di Bilancio 2020 che potrebbe quindi costare circa 35 miliardi di euro. Inutile dire che non sarà affatto semplice trovare le coperture, e non a caso Tria aveva già pronto un corposo dossier con proposte e suggerimenti su come (e dove) recuperare le risorse per la prossima manovra finanziaria. Per esempio c’erano al vaglio una nuova sovrattassa sui biglietti aerei, una razionalizzazione di molte detrazioni e deduzioni fiscali e, appunto, il superbollo per le auto fino a euro 3. Poi Salvini ha fatto saltare il banco e questa misure sono finite in stand-by. Almeno per ora.

SUPERBOLLO PER LE AUTO EURO 3: MISURA GIUSTA?

Non sappiamo infatti come procederà il nuovo ministro Gualtieri e con lui l’intero Governo Conte 2. Questo lo scopriremo soltanto nelle prossime settimane (l’unica certezza è che ‘sti 23 miliardi bisogna trovarli in qualche modo). Ma da più parti si sono già levate forti critiche sulle misure pensate da Tria, e in particolar modo su quella sul superbollo per le auto più vecchie e inquinanti che molto probabilmente colpirebbe i consumatori meno abbienti. Statistiche alla mano il parco auto in Italia ha un’età media di 14 anni e 4 mesi per le vetture a benzina e di 9 anni e 8 mesi per le diesel. Ciò significa che circolano ancora molte auto con motore euro 1, euro 2 ed euro 3, nella maggior parte dei casi perché i proprietari non possono permettersi di sostituirle con modelli più nuovi. Sarebbe quindi beffardo destinare una sovrattassa proprio ai cittadini più in difficoltà!

LE AUTO EURO 3 SONO GIÀ SOTTOPOSTE AD ALCUNI LIMITI

È anche vero che le auto fino a euro 3 hanno il destino segnato e in alcune città, come Milano e Roma, sono già soggette a severi limiti legati alla circolazione (in particolare i veicoli diesel, ma presto toccherà pure ai benzina). Il problema del parco auto molto vecchio andrà dunque prima o poi risolto, ma si spera con misure intelligenti e non ‘punitive’.

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