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Recensione Awei T5: Cuffie True Wireless Impermeabili BT 5.0

di Manuel Baldassarre
L’ultimo anno – dobbiamo ammetterlo – è stato senza dubbio l’anno delle cuffie True Wireless, ovvero auricolari completamente sprovvisti di cavo, che si collegano tra loro e con altri dispositivi tramite il Bluetooth. Per intenderci, leggi di più...

AirDots: AirPods by Xiaomi a meno di 20 euro

di Francesco Ciannamea

Xiaomi ha lanciato i suoi primi auricolari true wireless AirDots pochi mesi fa. Il sub-brand dell’azienda, Redmi, ha presentato un nuovo modello che costa circa la metà: 13 € (CNY 99). Scoprite i dettagli nel nostro articolo.

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Jaybird Run XT, recensione degli auricolari true wireless per gli sportivi

di Vittorio Pipia
Jaybird RUN XT è l’ultimo modello di auricolari True Wireless dell’azienda controllata da Logitech. Un dispositivo molto atteso, in seguito alle Jaybird RUN, ma che purtroppo non soddisfa appieno le aspettative, trattandosi di un semplice re-brand con alcune piccole novità che non vanno a cambiare l’esperienza d’uso, comunque buona, già avuta con la prima versione. […]

Verve Buds 500, gli auricolari wireless di Motorola arrivano in Italia a 99 euro

di Christian Mazza
Verve Buds 500, i nuovi auricolari True-Wireless di Motorola, sbarcano in Italia al prezzo consigliato di 99 euro (li trovate su Amazon a questo link). Il prodotto proposto dall’azienda americana punta su un design elegante molto vicino a quello proposto da Apple con le sue Airpods e Xioami con Mi AirDots Pro. Gli auricolari assicurano un’autonomia […]

Samsung Blue Days: S9 340 euro, S9+ 469 euro e Note 9 620 euro tramite rimborso

di Andrea Genovese

Samsung Blue Days è la promozione che vi permette di ottenere 200 euro di rimborso acquistando uno degli ultimi smartphone, presso i negozi convenzionati, online e fisici.

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Samsung Blue Days rimborsa fino a 200 euro per l’acquisto di un nuovo Galaxy

di Andrea Genovese

Ritorna l’iniziativa Samsung Blue Days, che permette un rimborso fino a 200 euro a tutti gli utenti che hanno recentemente acquistato uno degli ultimi Galaxy, inclusi smartphone e tablet.

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Samsung Blue Days: rimborso fino a 200 euro per l’acquisto di un nuovo Galaxy

di Lucia Massaro
Ritorna Samsung Blue Days, l’iniziativa che permette a chi ha acquistato uno degli ultimi prodotti Galaxy di avere un rimborso fino a 200 euro. I dispositivi in questione sono: Galaxy Note 9, Galaxy S9+ e S9 e Galaxy A9 e i tablet Galaxy Tab S4, S3 e S2 VE. Chiunque acquisterà uno dei prodotti appena […]

Xiaomi, ecco lo smart speaker che racconta le favole ai bambini

di Lucia Massaro
Xiaomi ha lanciato la nuova versione di Mi Bunny Story Machine Mini. Il primo cantastorie smart è stato presentato lo scorso anno, ma l’azienda lo ripropone con un’importante novità: il supporto Bluetooth. Mi Bunny è l’iconico coniglietto, mascotte del marchio, e sono tanti i gadget e prodotti che lo riportano. La nuova edizione è praticamente […]

I nuovi speaker Bluetooth di Sharp

di Antonino Caffo

Gli speaker audio non hanno vita semplice. Circondati dai nuovi modelli dotati di Intelligenza Artificiale, i tradizionali altoparlanti Bluetooth devono farsi strada in una vera e propria giungla merceologica.

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Bluetooth 5.1, in arrivo la localizzazione precisa al centimetro per i servizi indoor del futuro

di Alessandro Crea

Il Bluetooth Special Interest Group (SIG), il consorzio che si occupa dello sviluppo del protocollo Bluetooth, ha annunciato un’importante novità per la versione 5.1 del protocollo di trasmissione wireless, il Direction Finding, che consentirà la localizzazione indoor con precisione al centimetro e la determinazione della direzione del segnale, rendendo possibile lo sviluppo di soluzioni di prossimità da utilizzare in diversi settori, da quello commerciale al consumer, con possibilità di offrire servizi e vantaggi fino ad oggi impossibili.

I servizi di localizzazione Bluetooth già attualmente si situano in due categorie, soluzioni di prossimità e sistemi di posizionamento. I primi attualmente consentono a diversi dispositivi di “capire” quando si trovano nelle vicinanze l’uno dell’altro, funzione utile per lo scambio dati o per il funzionamento dei cosiddetti POI (Points Of Interest). I sistemi di posizionamento invece utilizzano la connessione Bluetooth per determinare la posizione fisica dei dispositivi in uno spazio, utile soprattutto al chiuso.

Quest’ultima evoluzione, consentendo una precisione assai maggiore e la possibilità di conoscere la direzione da cui proviene un segnale consentirà diversi usi innovativi. Ad esempio nei magazzini, ma anche nei negozi aperti al pubblico, sarà possibile rintracciare la posizione precisa di ogni singolo prodotto e non solo quella generica, come ad esempio il corridoio o lo scaffale.

A casa invece potremo finalmente trovare lo smartphone o qualsiasi oggetto dotato di un tag Bluetooth, rintracciandone la posizione precisa, ad esempio sotto al letto o sopra al mobile, mentre ora possiamo solo genericamente sapere che è in casa e non al bar. Ma ovviamente questa funzione potrà essere sfruttata in molti modi differenti, l’unico limite sarà la fantasia degli sviluppatori.

Proprio questi ultimi potranno iniziare a lavorare fin da subito sulle nuove specifiche, che sono già ora disponibili ‎nella versione 5.1 delle specifiche Bluetooth Core, che potete trovare qui‎‎. Inoltre il Bluetooth SIG ha aggiornato anche il Launch Studio, la piattaforma di certificazione dedicata a produttori e sviluppatori.‎

Il Bluetooth 5.1 è ufficiale: enormi i passi avanti sulla precisione di localizzazione

di Giuseppe Biondo

Bluetooth SIG (Special Interest Group), che dal 1998 supervisiona lo sviluppo dello standard, ha annunciato oggi la nascita del Bluetooth 5.1

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Recensione auricolari Sennheiser Momentum True Wireless, qualità audio al top, ma non perfetti

di Vittorio Pipia

Le Sennheiser Momentum True Wireless sono i primi auricolari completamente senza fili dell’azienda tedesca. Toccati con mano a IFA di Berlino 2018, abbiamo finalmente potuto provarli, in parte confermando le prime ottime sensazioni, ma lasciando anche qualche dubbio in merito all’uso quotidiano.

Intendiamoci, rimane un ottimo audio, meglio anche delle Master&Dynamic MW07 che abbiamo recensito qualche giorno fa, una buona autonomia e un case che a nostro parere è tra i più eleganti e al contempo discreti dell’intero settore di auricolari True Wireless. Nessuna cromatura o dettaglio esuberante, ma discrezione e qualità, in pieno stile Sennheiser.

Materiali e design

Nonostante il prezzo così alto – 299 euro – la confezione è molto semplice. Al suo interno ci sono la custodia per la ricarica, gli auricolari, quattro set di gommini di diverse dimensioni per adattare gli auricolari a tutte le orecchie. In questo caso il consiglio è sempre quello di prestare attenzione a scegliere la dimensione giusta, tenendo conto che potrebbe anche essere necessario scegliere due gommini di dimensione diversa per ciascun orecchio, data l’asimmetricità del nostro corpo.

La custodia è costruita in plastica e rivestita in un tessuto grigio chiaro che riporta il logo dell’azienda sulla parte superiore. Dietro c’è l’ingresso USB di tipo C per la ricarica e un piccolo pulsante che permette di accendere un LED che segnala l’autonomia residua. Se verde è superiore al 50%, se arancione inferiore al 50%, se rosso la batteria del case è completamente scarica.

Gli auricolari sono realizzati in plastica, con un design piuttosto semplice e linee pulite. La parte esterna è in alluminio e nasconde superfici touch per ciascun auricolare, oltre a riportare il logo dell’azienda. Nella parte interna invece ci sono i contatti per la ricarica e i magneti che servono per agganciare gli auricolari in maniera salda all’interno della custodia. Pesano ciascuno 6,2 grammi, un peso piuma, mentre la custodia pesa solo 56,6 grammi. In quanto a leggerezza e trasportabilità sono davvero comodi.

Funzioni e ergonomia

I Momentum True Wireless sono dotati di Bluetooth 5.0, con il classico funzionamento di buona parte di questa tipologia di auricolari. L’auricolare destro fa da ponte tra la connessione con lo smartphone e l’auricolare sinistro. Ciò significa che se volete usare un solo auricolare, siete limitati a usare il destro, che funziona comunque in maniera singola sia con riproduzione musicale che con le chiamate. Supportano anche il codec aptX Low Latency, che consente di avere uno streaming audio di maggiore qualità e bassa latenza, con i dispositivi compatibili.

Sono inoltre dotati di certificazione IPX4, il che non le rende ideali per l’uso sportivo.  La parte esterna di ciascun auricolare è dotata di una superficie sensibile al tocco. Tramite l’auricolare sinistro si può controllare la riproduzione con un singolo tap, passare al brano successivo o precedente con due o tre tap, o diminuire il volume tenendo premuto per qualche secondo.

Con l’auricolare destro invece si gestiscono le chiamate: un tap per accettare o terminare, due tap per rifiutarla mentre tenendo premuto si aumenta il volume. Con due tocchi si abilita la modalità di trasparenza, che permette di sentire meglio i rumori che ci circondano e di parlare con altre persone senza dover togliere gli auricolari, mentre con un singolo tocco durante il normale uso, si accede all’assistente vocale del nostro smartphone. Secondo la nostra esperienza, confermata anche in questo caso, i comandi touch su questa tipologia di auricolari si rivelano scomodi. In primo luogo, perché sono davvero tanti da ricordare e poi perché una superficie touch così piccola si rivela spesso imprecisa, come nel caso di queste Sennheiser. Dopo i primi giorni di sperimentazione, ci siamo ritrovati a gestire tutto dallo smartphone. La modalità di trasparenza funziona bene, ma anche in quel caso è più immediato togliere un auricolare, sfruttando la funzione di pausa automatica della riproduzione, anziché fare un doppio tap sull’auricolare destro.

Grazie alla leggerezza e alle dimensioni compatte, sono comode da indossare. Le abbiamo usate anche per quattro ore di fila senza grossi problemi né fastidi. Non rischiano di cadere anche mentre ci si muove o si cammina. Certamente, essendo in-ear, entreranno all’interno dell’orecchio e se tale particolare vi crea fastidio, meglio puntare su altro.

Applicazione

Sennheiser mette a disposizione anche l’applicazione Smart Control per usare appieno le potenzialità di questi auricolari. Una volta installata, ci verrà mostrato un tutorial passo passo per poter usare tutti i controlli touch, per poi arrivare alla pagina iniziale. Qui si può controllare l’autonomia residua di ciascun auricolare, ma non della custodia, entrare nelle impostazioni, gestire la modalità di trasparenza e l’equalizzazione. Quest’ultima opzione è molto interessante, perché permette di variare il tono degli auricolari per poterlo adattare alla nostra musica preferita. Potremo quindi andare a enfatizzare la gamma media, alta o bassa in totale libertà.

Si possono poi attivare o disattivare gli input vocali, solo in inglese. Un’applicazione semplice e pulita, ma comunque non essenziale.

Autonomia

Abbiamo usato gli auricolari sia in uso ufficio che durante qualche viaggio, come da prassi. Durante le attività di lavoro, dunque, estraendoli e togliendoli dalla custodia quando servono, l’abbinamento con il cellulare avviene all’istante, senza dover premere alcun comando, proprio come succede con le AirPods. Attenzione per chi usa più dispositivi Bluetooth. Ogni volta che userete un paio di cuffie o magari un altoparlante, le Momentum True Wireless necessitano infatti di rifare il pairing. Un bug strano e fastidioso. Una volta inserite nella custodia invece si spengono automaticamente andando in ricarica. Abbiamo notato che l’auricolare destro, che ricordiamo gestisce la connessione con lo smartphone, si scarica più velocemente del sinistro, ma soprattutto che anche quando completamente cariche, continuano a consumare energia dalla custodia.

Dopo averle scaricate parzialmente, ma non completamente e con la custodia ancora parzialmente carica, ci siamo ritrovati dopo una giornata di non utilizzo con la custodia completamente scarica. Un consumo anomalo forse dovuto a qualche instabilità del firmware. Altro comportamento non ordinario è che quando la custodia è completamente scarica, gli auricolari si collegano al bluetooth dello smartphone a cui sono stati associati. Anche in questo caso si tratta probabilmente di un bug del software, in quanto si comportano come se fossero state estratte dalla custodia, perché non c’è più carica.

Quanto all’autonomia effettiva, siamo arrivati a fare con una singola carica poco più di quattro ore tra ascolto musicale e chiamate. Dunque, un tempo di ascolto e uso effettivo superiore alle Bang&Olufsen BeoPlay E8 e alle Master&Dynamic MW07, anche se inferiore rispetto alle Bose SoundSport Free, che raggiungono le cinque ore di autonomia ma dedicate ad un utilizzo prettamente sportivo e molto più ingombranti.

Qualità audio e microfono

Per Sennheiser le aspettative erano molto alte, considerando sia il marchio che il prezzo di listino. 299 euro sono tanti e considerato qualche limite nell’uso quotidiano, giustificare tale cifra è possibile solo con un audio di alto livello. Fortunatamente l’azienda non delude. È necessaria qualche ora di ascolto prima di trarre il massimo della resa dai piccoli driver posti all’interno degli auricolari, che riescono poi a garantire un audio di ottimo livello. Molto buona la resa dei bassi e delle frequenze medie, così come gli alti sempre precisi e squillanti in tutte le situazioni.

Dopo aver provato buona parte degli auricolari True Wireless sul mercato, possiamo dirlo con certezza. I Momentum True Wireless sono i migliori dal punto di vista della riproduzione, anche meglio delle Master&Dynamic che abbiamo recensito la settimana scorsa.

Le sorprese non finiscono qui perché anche il microfono garantisce un’ottima qualità per le chiamate. Chiamate che si sentono su entrambi gli auricolari, senza alcun disturbo. Vari interlocutori ci hanno confermato che il microfono degli auricolari riesce a superare in chiarezza quella del nostro smartphone, anche in ambienti rumorosi. Se usate spesso gli auricolari per effettuare chiamate di lavoro, con questi non sbagliate di certo.

Verdetto

Sennheiser si è fatta attendere, arrivando con leggero ritardo in un mercato di giorno in giorno sempre più affollato. Le Momentum True Wireless non sono perfette. Qualche problemino lato connettività se si usano più dispositivi, comandi touch a tratti poco immediati, qualche bug qui e là. Ma hanno dalla loro ciò che in realtà serve in un auricolare True Wireless: un’ottima trasportabilità grazie alla custodia bella e di qualità, ma comunque molto compatta, una buona autonomia, quattro ore per singola carica e soprattutto la qualità audio migliore attualmente disponibile per la categoria degli auricolari True Wireless.

Certo costano tanto, 299 euro sono due volte il costo delle AirPods e di tante altre alternative valide, ma è comunque in linea con i principali avversari, ovvero le Master&Dynamic MW07 e le Bang&Olufsen BeoPlay E8, di cui a febbraio arriverà la versione rinnovata.

Sonos al lavoro su cuffie over-ear secondo le indiscrezioni

di Vittorio Pipia

Sonos, azienda leader nel settore audio grazie alle sue soundbar, altoparlanti smart e sistemi multiroom, sarebbe al lavoro su nuovi prodotti dedicati all’ascolto musicale, in particolare delle cuffie over-ear. L’azienda di Santa Barbara si contraddistingue da sempre per l’estrema cura non solo nella realizzazione ma nella qualità audio dei suoi prodotti.

Caratteristiche che non mancheranno di certo nelle nuove cuffie, che si posizioneranno dunque sulla fascia alta del mercato, presumibilmente con un prezzo compreso tra i 300 euro, come le Bose QuietComfort 35, e i 500 euro, come le Bang&Olufsen Beoplay H9i.

Come detto, per adesso si tratta solo di indiscrezioni, per cui non si sa nulla in merito a eventuali specifiche tecniche, o se le eventuali cuffie saranno disponibili con o senza cancellazione attiva del rumore. Ciò che si può presupporre, essendo l’azienda una delle poche ad avere accordi con Apple, Google e Amazon, è che con molta probabilità saranno compatibili con i più recenti assistenti vocali e permetteranno dunque di interagire con diverse funzioni smart, con la propria voce.

Tale decisione è stata presa da Sonos considerando il fatto che più della metà degli ascolti musicali viene effettuato fuori casa. Si tratta dunque di un mercato molto ricco e in forte crescita negli ultimi mesi, grazie alla diffusione di un sempre maggiore numero di cuffie e auricolari dotati di connettività wireless.

Da questo dato la volontà dell’azienda di voler spingere nel settore delle cuffie, investendo parte delle risorse per rendere possibile l’esperienza Sonos anche al di fuori delle mura domestiche. Secondo le previsioni, i primi prodotti dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno.

Se stai cercando un paio di cuffie con riduzione attiva del rumore che non costi troppo, le Fresh ‘n Rebel Clam ANC sono una valida alternativa.

Recensione Ultimate Ears Megaboom 3 e Boom 3, altoparlanti Bluetooth che galleggiano

di Vittorio Pipia

Ultimate Ears Megaboom 3 e Boom 3 sono gli ultimi prodotti della famiglia di altoparlanti Bluetooth dell’azienda sotto il controllo di Logitech. Si contraddistinguono per una forma cilindrica e linee più pulite, un ottimo audio, impermeabilità con certificazione IP67 e tanti colori.

Tra i punti di forza anche un’autonomia sopra la media per entrambi i modelli e la possibilità di poterli abbinare ad altri altoparlanti UE Boom per avere un effetto stereo. Costano rispettivamente 199 e 149 euro, e sono disponibili anche in uno speciale bundle insieme all’Amazon Echo Input, dispositivo che permette di usare Alexa su tutti gli altoparlanti. Nel momento in cui scriviamo l’Echo Input viene praticamente regalato insieme ai due speaker, in quanto i prezzi del bundle, in promozione, sono uguali a quelli dei singoli speaker, ovvero 149,90 euro per Boom 3 e Echo Input, e 199,90 euro per MegaBoom 3 e Echo Input.

Materiali e design

Il design non è molto cambiato rispetto alla precedente generazione, ma si è evoluto con linee più pulite e omogenee. Il rivestimento esterno è interamente in tessuto con una trama molto fitta e a contrasto disponibile nella colorazione blu, rossa, nera e viola per entrambi i modelli. Le dimensioni sono rimaste pressoché identiche, ovvero un diametro di 87mm e un’altezza di 225mm per il Megaboom 3 e di 73mm per 184 mm per il Boom 3. Il peso è rispettivamente di 925 e 615 grammi, cosa che rende il Boom 3 più semplice da trasportare.

Sulla parte frontale ci sono i grossi pulsanti più e meno, che servono per la regolazione del volume, mentre la parte inferiore e la parte superiore sono in gomma con finitura soft touch. In alto si trovano i tre pulsanti che permettono di accendere lo speaker, controllare la riproduzione e far partire l’abbinamento, in basso invece c’è un piccolo incavo in metallo, che permette di caricare entrambi gli altoparlanti grazie al dock  Power UP, venduta a parte al prezzo di 39,90 euro.

La parte posteriore è attraversata da una banda in silicone, mentre in basso uno sportellino protegge la micro-USB per la ricarica e un led che ne segnala la carica. Strana la scelta di posizionare il LED di ricarica in maniera così poco visibile, sarebbe stato meglio metterlo nella parte alta, oppure frontalmente magari tra i controlli del volume. Manca purtroppo un jack che permetta di utilizzare gli altoparlanti con dispositivi non dotati di Bluetooth, oltre a un microfono per le chiamate.

Entrambe le confezioni sono molto colorate e includono un manuale rapido di istruzioni, un cavo piatto USB-microUSB per la ricarica e, solo per il Megaboom 3, anche un caricatore rapido con adattatori per presa inglese e italiana. Un’inclusione molto apprezzata.

Funzioni e applicazione

Quando si accendono la prima volta con il tasto appropriato, gli altoparlanti vanno in modalità di abbinamento. A segnalarlo non una voce, ma un rullo di bongo molto simpatico. Fatto ciò si è subito pronti a riprodurre la propria musica preferita. Il pulsante centrale permette di controllare la riproduzione e passare al brano successivo.

Gli altoparlanti sono inoltre dotati di certificazione IP67 e resistenza dalle cadute: il Megaboom 3 resiste a cadute da un metro di altezza, il più compatto e resistente Boom 3, fino a 1,5 metri. Abbiamo provato a lanciarli simulando qualche caduta accidentale ed effettivamente funzionano ancora senza problemi. Sono ideali per l’uso all’aperto e in piscina, in quanto se dovessero cadere in acqua, galleggiano e possono resistere così per mezz’ora senza riportare alcuna problematica.

Per sfruttare appieno le funzioni degli altoparlanti, è consigliato scaricare l’apposita applicazione disponibile su Play Store e App Store. L’applicazione ha un’interfaccia molto basilare e permette di avere a portata di touch tutti i controlli multimediali, l’equalizzazione e la modalità Party UP.

Quest’ultima consente di abbinare tra di loro fino a un totale di 150 altoparlanti Bluetooth che fanno parte della linea Boom, compresi quelli di vecchia generazione. Una modalità semplicissima da usare, che consente di bilanciare l’audio in maniera automatica a seconda della posizione dei vari speaker usati. Difficilmente si arriverà a usarne 150, ma già con tre o quattro altoparlanti il volume è sufficientemente alto per poter fare una festa.

Autonomia

UE dichiara una durata di 15 ore di autonomia per il Boom 3 e di ben 20 ore per il MegaBoom 3. In questi mesi di utilizzo, abbiamo potuto constatare come il Boom 3 è in grado di assicurare all’incirca 12 ore di autonomia, mentre il fratello maggiore arriva a circa 15 ore. Risultati comunque molto buoni in questa fascia di prezzo. Abbiamo inoltre notato che il Megaboom è molto più veloce a caricarsi completamente, circa un’ora e mezzo, mentre il Boom 3 impiega 30-40 minuti in più.

Qualità audio

Qui si colgono le maggiori differenze tra i due altoparlanti. Non in termini di volume massimo, molto buono in entrambi, quasi esagerato se usato al massimo in un appartamento il rischio di creare qualche fastidio ai vostri vicini è molto alto, quanto nella qualità.

Il Boom 3 non suona affatto male, ma ha un audio che enfatizza maggiormente le frequenze medie e alte, mancando leggermente sulla parte dei bassi, che sì ci sono ma meno profondi di quanto ci si potrebbe aspettare. Su tutt’altro livello invece il Megaboom 3. In questo caso i bassi, seppur non preponderanti come quelli della Sony SRS-XB41 o del JBL Charge 4, sono presenti e ben bilanciati. Piacevoli da ascoltare ma non opprimenti, riescono a dare una buona profondità all’ascolto musicale, rendendo l’audio del Megaboom 3 più piacevole, soprattutto per certi generi musicali che prediligono le frequenze basse.

Verdetto

Il passo avanti rispetto alla precedente generazione è notevole. Un design più pulito, possibilità di connessione più avanzate, applicazione più snella e facilmente usabile e audio migliorato. Se non avete problemi di budget e desiderate bassi più pronunciati, il suggerimento è quello di puntare al MegaBoom 3, che però presenta qualche limite per quanto riguarda la portabilità, soprattutto per il peso che sfiora il chilogrammo. Se questo fattore è importante per voi, meglio puntare al fratellino Boom 3, più discreto e comunque dalle buone prestazioni.

Da valutare l’acquisto con i possibili bundle. Nel momento in cui scriviamo, il Boom 3 e il Megaboom 3 si possono acquistare o con il dock di ricarica, o con l’Amazon Echo Input, senza variazioni sul prezzo di listino di 149,90 euro o di 199,90 euro.

Se hai già un altoparlante Bluetooth, ma non è dotato di un assistente vocale, puoi semplicemente acquistare l’Amazon Echo Input in versione standalone al prezzo di 39,99 euro.

Bose Soundsport Free, aggiornate il firmware per correre con il freddo

di Vittorio Pipia

L’inverno è ormai arrivato in maniera decisa e le nevicate degli scorsi giorni non fanno altro che confermarlo. Se siete sportivi e utilizzate gli auricolari true wireless di Bose, il modello Bose Soundsport Free, che abbiamo recensito in questo articolo circa un anno fa, potreste avere notato qualche malfunzionamento.

In particolare, un curioso bug faceva spegnere uno o entrambi gli auricolari per la temperatura troppo bassa. Il malfunzionamento potrebbe far pensare a un difetto hardware degli auricolari, ma è invece è risolvibile con un semplice aggiornamento del firmware.

In particolare il numero versione 2.6.0 riporta: “Includes a fix to an issur that was causing product to shut down in extreme cold or hot temperatures”, ovvero un fix che evita che gli auricolari si spengano all’improvviso con freddo o caldo eccessivo.

Non che siano necessarie temperature artiche. Nel nostro caso il bug è avvenuto durante una corsa con 0°C la mattina presto, e altri malfunzionamenti durante qualche uscita con 5°C. Confermiamo che effettivamente, dopo aver effettuato l’aggiornamento tramite la pagina di supporto sul sito ufficiale di Bose, gli auricolari funzionano correttamente.

Un ulteriore esempio di come i prodotti si evolvano col tempo, migliorando le prestazioni o addirittura aggiungendo nuove capacità, un aggiornamento dopo l’altro. In generale è sempre il caso di  verificare che non siano presenti nuovi aggiornamenti prima di pensare che il dispositivo sia difettoso. Dunque, correte ad aggiornare le vostre Bose SoundSport Free!

Ami ascoltare musica mentre corri? Una valida alternativa alle Bose sono le Jaybird RUN, piccole e leggere.

Nuovo video del super razzo New Glenn di Blue Origin, molti dettagli simili ai Falcon di SpaceX

di Elena Re Garbagnati

Blue Origin, l’azienda aerospaziale di Jeff Bezos, ha pubblicato l’animazione aggiornata in cui si vedono dettagli del design del super razzo New Glenn, che dovrebbe volare per la prima volta nel 2021. L’animazione – che riportiamo in questa pagina – dura quasi due minuti e mostra i punti salienti di una missione tipo di questo razzo a due stadi, di cui il primo dovrebbe atterrare su una nave in mare. Insomma,q ualcosa di simile a quello che fanno da tempo i Falcon 9 di SpaceX.

Fra il video mostrato da Blue Origina nel 2017 e quello recente ci sono alcune differenze notevoli. La prima è che la versione precedente presentava una carenatura del carico utile che aveva una forma di proiettile ed era larga 5,4 metri. Nella versione attuale la carenatura è larga 7 metri e ha un aspetto più tradizionale.  Inoltre le sei “zampe” di atterraggio del primo stadio ora si aprono dal basso verso l’esterno, esattamente come quelle del Falcon 9. Nella versione precedente scivolavano verso il basso. Esteticamente, la verniciatura ha meno riflessi azzurri e una preferenza per il bianco e il nero, con il simbolo di New Origin più piccolo.

New Glenn, che prende il nome dall’astronauta della NASA John Glenn, che nel febbraio 1962 divenne il primo americano ad orbitare attorno alla Terra, sarà alto 95 metri e stando ai dati ufficiali dovrebbe essere in grado di straportare carichi fino a 45 tonnellate in bassa orbita terrestre (LEO). Il primo stadio è progettato per volare almeno 25 volte. A titolo di raffronto, il Falcon Heavy di SpaceX da 70 mentri, sempre a due stadi, può trasportare 63,8 tonnellate di carico utile in orbita LEO.

Per dovere di cronaca, in origine era prevista anche una versione del New Glenn a tre stadi, ma non fa più parte dei piani di Blue Origin.

Intanto oggi si terrà il decimo volo di test del razzo New Shepard. Il decollo avverrà dal Texas e a bordo ci saranno numerosi esperimenti scientifici per conto della NASA.

Se il turismo spaziale è il vostro sogno dovrete aspettare ancora prima che i prezzi dei lanci diventino accessibili. Nel frattempo non smettete di sognare: costruite con i Lego il mitico Saturn V dell’Apollo 11!

Recensione Master&Dynamic MW07, True Wireless di lusso dall’ottimo sound

di Vittorio Pipia

Quando si pensa a Master&Dynamic non vengono di certo in mente prodotti economici. Non è così neanche per questi auricolari True Wireless MW07, che costano ben 300 euro, ovvero circa il doppio rispetto a tante altre alternative e alle stesse AirPods che hanno a tutti gli effetti lanciato questa categoria di prodotto.

Un prezzo che però è lo stesso delle Bang&Olufsen BeoPlay E8 e delle Sennheiser Momentum True Wireless, da poco arrivate in redazione, un trittico del lusso che si sfida a colpi di qualità audio ed eleganza. Le MW07 sono tra gli auricolari TrueWireless col migliore sound, ma non sono prive di compromessi, tra cui una custodia in metallo tanto bella quanto facile da graffiare.

Design e materiali

Come si esige da un prodotto concepito per il mondo del lusso, a partire dalla confezione tutto è curato nei minimi dettagli, oltre che con una dotazione completa. All’interno troviamo infatti cinque paia di gommini per adattare gli auricolari alle nostre orecchie, due paia di alette che garantiscono una maggiore tenuta, un cavo USB-C per la ricarica, un adattatore da USB-C a USB-A, una pochette in velluto per il trasporto. Ovviamente sono presenti anche i due auricolari e la custodia in acciaio inox che permette anche di caricare gli auricolari per un’autonomia totale di 12 ore.

La parte esterna è costruita interamente in acciaio inox, con una cromatura dal sicuro effetto e un assemblaggio certosino. È curato anche il clic di chiusura, particolari che si apprezzano tenendola in mano e osservandola. Nella parte posteriore c’è la USB-C per la ricarica, mentre davanti tre led indicano l’autonomia residua. Purtroppo chi adotta una cura maniacale dei propri oggetti rimarrà spaventato dalla facilità con cui tale custodia non solo si sporca, catturando detriti e impronte con estrema facilità, ma si graffia. Sono stati sufficienti un paio di giorni per rovinare tutta la superficie semplicemente inserendo ed estraendo gli auricolari dal taschino del giubbotto e la situazione peggiora con il passare del tempo.

Aprendola ci sono gli alloggi dei due auricolari con i due contatti per la ricarica e un magnete che le assicura in posizione. Gli auricolari hanno un design particolare, con una forma a D che non mi è piaciuta, ma che potrà suscitare opinioni differenti: fatecelo sapere nei commenti. Sicuramente è un design originale che rende questo prodotto quasi unico tra gli altri.

L’azienda tiene in particolar modo a sottolineare che la parte esterna è fatta in maniera artigianale usando dell’acetato e che per questo motivo non esistono due MW07 esattamente uguali in tutto il mondo. L’esclusività si paga. Sull’auricolare sinistro c’è il bilanciere del volume, mentre sul destro il tasto di controllo della riproduzione che permette di avere accesso agli assistenti vocali se premuto per qualche secondo.

Funzioni ed ergonomia

Le MW07 non hanno pulsante di attivazione, perché si accendono e si abbinano in automatico all’ultimo dispositivo connesso non appena si estraggono dalla custodia. Una cosa molto comoda se usate un solo dispositivo, mentre se ne usate diversi dovrete di volta in volta fare l’abbinamento, tenendo premuto il tasto multifunzione e recandovi poi nelle impostazioni Bluetooth del vostro cellulare.

Sulla parte interna c’è un sensore ottico su entrambi gli auricolari che permette di mettere immediatamente in pausa la riproduzione nel momento in cui ne togliete uno. Una funzione decisamente più comoda rispetto alle varie modalità “transparency” integrate per esempio nelle Bang&Olufsen E8. Se dovete parlare con qualcuno, o ascoltare un’avvertenza mentre siete in viaggio, sarà sufficiente togliere uno dei due auricolari per poter sentire l’annuncio e rimetterlo per continuare ad ascoltare musica.

Per quanto riguarda l’ergonomia, nonostante un design che ci aveva un po’ intimorito, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di un paio di auricolari molto confortevoli. Come le Bose SoundSport Free, anche in questo caso si notano parecchio quando indossate e l’effetto non è bellissimo. Però sono comode e anche per qualche ora non creano alcun fastidio. Non le consiglieremmo a chi vuole fare sport: nonostante la protezione IPX4, è molto semplice rovinare la custodia e gli auricolari con sudore o se usati sotto la pioggia.

Autonomia e ricezione

Il Bluetooth è di tipo 4.2 e supporta il codec Apt-X. Rispetto ad altre soluzioni provate, grazie all’uso di una particolare antenna che permette un raggio di copertura di 20 metri tra gli auricolari e la sorgente audio. Effettivamente non abbiamo mai avuto problemi di audio interrotto, neanche in luoghi affollati come una stazione all’ora di punta, scenario che mette spesso in difficoltà dispositivi di questo tipo.

Master&Dynamic dichiara un’autonomia di 3,5 ore per una singola ricarica e di una capacità della custodia di caricare le cuffie per altre tre volte, per un totale di 14 ore. In realtà ci si ferma un po’ prima, a poco meno di tre ore. Un’autonomia lontana da altre concorrenti, come le Bose SoundSport Free, le Jaybird Run o le Zolo Liberty+, ma che risulta sufficiente nell’uso quotidiano.

Difficilmente infatti ascolterete musica per tre ore consecutive, e tra un utilizzo e l’altro le porrete dentro la custodia ritrovandole di nuovo cariche. A tal proposito, 15 minuti di ricarica restituiscono il 40% di autonomia, una sorta di ricarica rapida.

Qualità audio

Inutile girarci attorno: siamo di fronte a uno dei migliori auricolari True Wireless sotto il punto di vista audio. Dopo averne provato più di una decina su svariate fasce di prezzo, possiamo tranquillamente affermare che l’azienda newyorkese ha fatto un ottimo lavoro su queste MW07. I driver al berillio restituiscono un’ottima fedeltà per quanto riguarda le frequenze basse e alte, permettendo un ascolto di livello nella maggior parte degli stili musicali. Restano impercettibilmente indietro le frequenze medie, che risultano un po’ più arretrate e che potrebbero portare a qualche mancanza durante qualche ensemble strumentale di un certo tipo.

Nulla di grave comunque. Da segnalare anche l’assenza di lag tra riproduzione audio e video, almeno utilizzando le app ufficiali di Amazon Prime Video e Youtube.

Deludente invece il microfono che restituisce una voce metallica e con qualche disturbo di troppo. Le chiamate invece si sentono in stereo.

Verdetto

Difficile valutare queste Master&Dynamic in maniera completamente oggettiva. Tra i pregi sicuramente la raffinatezza del dispositivo e la qualità audio di assoluto livello, ma che si scontrano con una custodia che si graffia nello stesso istante in cui la rimuovete dalla confezione, un’autonomia nella media e un design particolare. Infine il prezzo: 300 euro vi permettono di acquistare cuffie come le Sony WH-1000XM2, ben più indicate per chi viaggia oppure auricolari come le Bose SoundSport Free, perfette per chi fa sport e con un buon audio, le 1More DualDriver BT ANC che abbiamo recensito qui, risparmiando parecchio.

L’altra faccia della medaglia è il lusso: si tratta di un prodotto unico, assemblato in maniera quasi artigianale e con materiali assolutamente non comuni. A questo punto dovrete essere voi a capire se siete disposti a spendere tale cifra per avere questa esclusività, oppure se puntare su altro. Sappiate che per lo stesso auricolare potete spendere fino a 700 euro, acquistando la versione creata in collaborazione con Luis Vuitton di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa.

Se stai cercando degli auricolari True Wireless economici ma che suonino bene e con una buona autonomia, le Anker Soundcore Liberty Lite sono la scelta giusta.

Recensione 1More Dual-Driver BT ANC, auricolari Bluetooth con cancellazione attiva del rumore

di Vittorio Pipia

1More ha finalmente presentato il suo primo paio di auricolari Bluetooth dotato di cancellazione attiva del rumore. Si chiamano Dual Driver BT ANC, sono degli auricolari con collare che vanno molto bene in tutti i campi, con buona qualità audio e soprattutto un’ottima autonomia.

Costano 150 dollari, ovvero circa 130 euro al cambio attuale e riescono a dare un’esperienza d’uso molto vicina ad altri auricolari simili e ben più costosi, come per esempio le Bose QuietControl 30 che hanno però un prezzo vicino ai 300 euro. Sono dunque destinati a chi usa gli auricolari per lavoro, durante i viaggi e in generale non vuole rinunciare a un audio di qualità e alla riduzione attiva dei rumori.

Materiali e design

Come tradizione 1More, la confezione è molto ben curata, di stampo quasi artigianale. All’interno ci sono tantissimi accessori, tra cui 8 paia di gommini per adattare gli auricolari a ogni esigenza, una pochette morbida per il trasporto, un adattatore per poter usare gli auricolari in aereo e il cavo di ricarica. Gli auricolari sono di tipo in-ear, anche se i gommini in silicone sono leggermente più ovali rispetto ad altre soluzioni provate, e così sono più comodi e provocano meno stress all’orecchio.

L’archetto che va attorno al collo è realizzato con plastica di color grigio per quanto riguarda le estremità, in silicone per la parte centrale, flessibile, mentre le capsule sono in alluminio con un design molto piacevole e che riprende quello già visto su altri auricolari dell’azienda. Pregevoli i dettagli rossi, che donano carattere senza risultare eccessivi.

Pulsanti e funzioni

Tutti i comandi sono posizionati sull’estremità sinistra. Troviamo nella parte alta il pulsante di accensione e lo switch per impostare il livello di riduzione del rumore, sulla parte interna invece il pulsante di controllo della riproduzione – play/pausa con un singolo click, brano successivo con un doppio click, brano precedente con tre click, rifiuto chiamate con pressione prolungata. Purtroppo, non è possibile richiamare alcun assistente vocale tramite tali pulsanti, anche se l’azienda sta lavorando per abilitare tale possibilità con futuri aggiornamenti firmware.

Sulla parte esterna, un piccolo sportellino protegge la USB-C per la ricarica, scelta che abbiamo apprezzato molto in quanto agevola molto l’uso in mobilità, potendo caricare lo smartphone e gli auricolari con un singolo cavo.

Le capsule auricolari presentano nella parte esterna un magnete, che consente dunque di agganciarle tra di esse quando non indossate. Caratteristica assente per esempio nelle 1More Triple Driver BT che avevamo precedentemente recensito e che reputiamo essenziale in un paio di auricolari di questo tipo. Questo perché quando lasciate libere, agganciarle evita che gli auricolari oscillino mentre ci muoviamo, oltre a rappresentare una maggiore sicurezza contro cadute accidentali. È ancora assente un motorino per la vibrazione sul collare, in grado per esempio di avvertirci per la ricezione delle chiamate.

Per quanto riguarda l’uso in viaggio, torna particolarmente utile l’adattatore per l’uso in aereo. Certo, verrebbe da chiedersi a cosa possa servire un adattatore su un paio di auricolari wireless.

Entra qui in gioco la versatilità della USB-C: grazie ad essa e all’apposito cavo USB-C – Aux fornito dal produttore, potrete usare l’adattatore con doppio jack per l’uso in aereo, e dunque gli auricolari, anche in modalità cablata. Si tratta di uno dei pochissimi auricolari wireless, se non l’unico, a poter permettere l’uso anche in modalità cablata, cosa che può tornare utile per i lunghi viaggi in aereo. Innanzitutto perché si riduce il consumo della batteria, in secondo luogo perché in alcuni casi potrebbe essere vietato l’uso di dispositivi con connettività wireless. Insomma, una chicca che abbiamo apprezzato non poco e di cui siamo rimasti piacevolmente stupiti.

Cancellazione attiva del rumore

La riduzione attiva del rumore si può regolare su tre modalità diverse tramite l’apposito switch. Posto in posizione neutra, dunque al centro, l’ANC è disattivato. C’è da dire che come tutti gli auricolari di tipo in-ear, anche in questo caso l’isolamento acustico passivo è già di buon livello. È un’opzione che consigliamo di usare durante l’uso in città, in luoghi pubblici, mentre si passeggia o al lavoro, in quanto consente comunque di avere una minima percezione di ciò che ci circonda. Spostando invece il pulsante verso di sé, si abilita l’enfasi vocale. Così facendo il microfono catturerà l’audio ambientale e lo farà sentire nell’auricolare. Tale funzione è fondamentale durante le chiamate, perché permette di sentirsi e non alzare eccessivamente la propria voce, oppure mentre si viaggia in quanto consente di sentire eventuali annunci o parlare con altri interlocutori senza dover necessariamente togliere gli auricolari.

Infine, spostando per qualche secondo il pulsante verso l’esterno, si abilita l’ANC – una voce ci avviserà per ognuna di queste tre opzioni. Avendo già provato in passato diversi auricolari con riduzione attiva del rumore, non avevamo grosse aspettative per quanto riguarda le 1More Dual Driver BT ANC. Siamo però rimasti piacevolmente stupiti usandoli durante alcune delle nostre trasferte, in metro, in treno, in luoghi molto affollati.

Possiamo affermare che la differenza tra le tre modalità dell’ANC è significativamente percepibile. La riduzione dei rumori poi isola molto bene, avvicinandosi molto all’esperienza offerta da un paio di cuffie over-ear, con i dovuti limiti.

Le Dual Driver riescono a isolare in maniera praticamente perfetta con i rumori costanti, come quello di un treno o di un aereo, e presentano solo qualche lieve criticità solo con rumori decisamente forti, che riescono comunque ad essere attutiti in modo tale da non renderli fastidiosi.

Per chi non vuole avere l’ingombro di un paio di cuffie over-ear e preferisce la versatilità di un paio di auricolari, si tratta di una delle migliori soluzioni testate.

Qualità audio

Da 1More non ci si poteva aspettare altro che un’ottima prestazione dal punto di vista della riproduzione. Anche in questo caso non siamo rimasti delusi. Il doppio driver interno è composto da un’armatura a bassa distorsione che gestisce le frequenze più alte, mentre il driver con diaframma in titanio si occupa delle frequenze medie e basse. Tutto ciò si traduce con una riproduzione precisa e sempre piacevole, con dei bassi corposi ma non invasivi.

Un audio che ben si adatta a qualsiasi genere musicale, dal Metal alla musica classica, passando per il progressive rock. Anche durante l’uso con film e serie TV, soddisfano in pieno.

Il volume è molto alto: al massimo è quasi inutilizzabile in quanto troppo forte per le nostre esigenze. Già al 40-50% si ottiene una pressione sonora che, combinata con la riduzione attiva del rumore, permette di avere un’esperienza di ascolto ottimale. Chi cerca però un paio di auricolari in grado di “spaccare i timpani” non rimarrà deluso.

Gli auricolari con archetto si prestano in particolar modo all’uso in chiamata. Questo perché il microfono è posto direttamente sull’estremità dell’archetto, dunque molto vicino alla nostra bocca, catturando in maniera migliore la nostra voce. Durante le chiamate di test, i nostri interlocutori ci hanno sempre confermato di sentirci in maniera forte e chiara, senza disturbi e con un’ottima qualità.

Autonomia

Abbiamo svolto più test sull’autonomia di questi auricolari. Alcuni in riproduzione continua, spegnendo le cuffie quando non utilizzate, altre con un uso più lavorativo, dunque con auricolari sempre accesi e connessi per un’intera giornata, con circa 2 ore di chiamate e un po’ di riproduzione musicale. Nel primo caso siamo arrivati a superare le 8 ore di riproduzione continua, con ANC sempre attivo e volume al 50%, Un risultato che potremmo definire eccellente considerando che il produttore indica 7 ore come autonomia massima.

Nel secondo caso siamo partiti alle 9 del mattino, arrivando a mezzanotte con ancora il 50% di autonomia residua. Praticamente gli auricolari se accessi e connessi, ma non usati per l’ascolto, hanno un consumo di batteria pari a zero.

Autonomia che si è rivelata costante durante tutto il periodo di test e che rappresenta uno dei motivi per cui scegliere questi auricolari.

Integrano inoltre la tecnologia di ricarica rapida, che permette di avere ben 3 ore di autonomia con 10 minuti di ricarica.

Verdetto

Buona la prima! 1More ci ha sinceramente stupiti con questo paio di auricolari. Un’esperienza di ascolto ottima, una riduzione attiva del rumore che funziona egregiamente, merito anche del chip dedicato TiinLab A2 e un’autonomia decisamente soddisfacente che permette di effettuare viaggi lunghi o di arrivare a due o tre giorni di uso medio.

Certo il prezzo non è bassissimo, ma rispetto ad altre alternative con caratteristiche simili è circa la metà, permettendo a queste Dual Driver BT ANC di essere una delle migliori proposte di questa categoria attualmente disponibili. Peccato per l’attuale mancanza di compatibilità con gli assistenti vocali, che verrà comunque aggiunta in futuro con un aggiornamento software e per l’assenza del motorino per la vibrazione, che avrebbe reso questi auricolari perfetti.

Tronsmart Element Force: la recensione

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Tronsmart è un marchio cinese che si sta facendo lentamente strada nel marasma di prodotti (e produttori) di accessori e, in questo caso, speaker bluetooth. Ottima qualità audio e costruttiva ad un buon prezzo contraddistinguono lo speaker Tronsmart Element Force: vediamo insieme come si comporta.

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Bluetooth IoT, rivoluzionario chip senza batteria

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L’Internet delle cose promette di connettere miliardi di dispositivi tra loro e al web, ma chiaramente ognuno di essi ha bisogno di una batteria per funzionare. La startup israeliana Wiliot ha invece mostrato i primi chip Bluetooth senza batteria alla fiera NRF 2019, un sensore “tag” che potrebbe risolvere questo problema e far comunicare i dispositivi in maniera più efficiente. Sottile e piccolo come un francobollo, prende l’energia dalle frequenze radio diffuse nell’ambiente esterno come il Wi-Fi, Bluetooth e segnale cellulare.

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