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Oggi — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Nuovo video del super razzo New Glenn di Blue Origin, molti dettagli simili ai Falcon di SpaceX

di Elena Re Garbagnati

Blue Origin, l’azienda aerospaziale di Jeff Bezos, ha pubblicato l’animazione aggiornata in cui si vedono dettagli del design del super razzo New Glenn, che dovrebbe volare per la prima volta nel 2021. L’animazione – che riportiamo in questa pagina – dura quasi due minuti e mostra i punti salienti di una missione tipo di questo razzo a due stadi, di cui il primo dovrebbe atterrare su una nave in mare. Insomma,q ualcosa di simile a quello che fanno da tempo i Falcon 9 di SpaceX.

Fra il video mostrato da Blue Origina nel 2017 e quello recente ci sono alcune differenze notevoli. La prima è che la versione precedente presentava una carenatura del carico utile che aveva una forma di proiettile ed era larga 5,4 metri. Nella versione attuale la carenatura è larga 7 metri e ha un aspetto più tradizionale.  Inoltre le sei “zampe” di atterraggio del primo stadio ora si aprono dal basso verso l’esterno, esattamente come quelle del Falcon 9. Nella versione precedente scivolavano verso il basso. Esteticamente, la verniciatura ha meno riflessi azzurri e una preferenza per il bianco e il nero, con il simbolo di New Origin più piccolo.

New Glenn, che prende il nome dall’astronauta della NASA John Glenn, che nel febbraio 1962 divenne il primo americano ad orbitare attorno alla Terra, sarà alto 95 metri e stando ai dati ufficiali dovrebbe essere in grado di straportare carichi fino a 45 tonnellate in bassa orbita terrestre (LEO). Il primo stadio è progettato per volare almeno 25 volte. A titolo di raffronto, il Falcon Heavy di SpaceX da 70 mentri, sempre a due stadi, può trasportare 63,8 tonnellate di carico utile in orbita LEO.

Per dovere di cronaca, in origine era prevista anche una versione del New Glenn a tre stadi, ma non fa più parte dei piani di Blue Origin.

Intanto oggi si terrà il decimo volo di test del razzo New Shepard. Il decollo avverrà dal Texas e a bordo ci saranno numerosi esperimenti scientifici per conto della NASA.

Se il turismo spaziale è il vostro sogno dovrete aspettare ancora prima che i prezzi dei lanci diventino accessibili. Nel frattempo non smettete di sognare: costruite con i Lego il mitico Saturn V dell’Apollo 11!

Ieri — 22 Gennaio 2019RSS feeds

Recensione Master&Dynamic MW07, True Wireless di lusso dall’ottimo sound

di Vittorio Pipia

Quando si pensa a Master&Dynamic non vengono di certo in mente prodotti economici. Non è così neanche per questi auricolari True Wireless MW07, che costano ben 300 euro, ovvero circa il doppio rispetto a tante altre alternative e alle stesse AirPods che hanno a tutti gli effetti lanciato questa categoria di prodotto.

Un prezzo che però è lo stesso delle Bang&Olufsen BeoPlay E8 e delle Sennheiser Momentum True Wireless, da poco arrivate in redazione, un trittico del lusso che si sfida a colpi di qualità audio ed eleganza. Le MW07 sono tra gli auricolari TrueWireless col migliore sound, ma non sono prive di compromessi, tra cui una custodia in metallo tanto bella quanto facile da graffiare.

Design e materiali

Come si esige da un prodotto concepito per il mondo del lusso, a partire dalla confezione tutto è curato nei minimi dettagli, oltre che con una dotazione completa. All’interno troviamo infatti cinque paia di gommini per adattare gli auricolari alle nostre orecchie, due paia di alette che garantiscono una maggiore tenuta, un cavo USB-C per la ricarica, un adattatore da USB-C a USB-A, una pochette in velluto per il trasporto. Ovviamente sono presenti anche i due auricolari e la custodia in acciaio inox che permette anche di caricare gli auricolari per un’autonomia totale di 12 ore.

La parte esterna è costruita interamente in acciaio inox, con una cromatura dal sicuro effetto e un assemblaggio certosino. È curato anche il clic di chiusura, particolari che si apprezzano tenendola in mano e osservandola. Nella parte posteriore c’è la USB-C per la ricarica, mentre davanti tre led indicano l’autonomia residua. Purtroppo chi adotta una cura maniacale dei propri oggetti rimarrà spaventato dalla facilità con cui tale custodia non solo si sporca, catturando detriti e impronte con estrema facilità, ma si graffia. Sono stati sufficienti un paio di giorni per rovinare tutta la superficie semplicemente inserendo ed estraendo gli auricolari dal taschino del giubbotto e la situazione peggiora con il passare del tempo.

Aprendola ci sono gli alloggi dei due auricolari con i due contatti per la ricarica e un magnete che le assicura in posizione. Gli auricolari hanno un design particolare, con una forma a D che non mi è piaciuta, ma che potrà suscitare opinioni differenti: fatecelo sapere nei commenti. Sicuramente è un design originale che rende questo prodotto quasi unico tra gli altri.

L’azienda tiene in particolar modo a sottolineare che la parte esterna è fatta in maniera artigianale usando dell’acetato e che per questo motivo non esistono due MW07 esattamente uguali in tutto il mondo. L’esclusività si paga. Sull’auricolare sinistro c’è il bilanciere del volume, mentre sul destro il tasto di controllo della riproduzione che permette di avere accesso agli assistenti vocali se premuto per qualche secondo.

Funzioni ed ergonomia

Le MW07 non hanno pulsante di attivazione, perché si accendono e si abbinano in automatico all’ultimo dispositivo connesso non appena si estraggono dalla custodia. Una cosa molto comoda se usate un solo dispositivo, mentre se ne usate diversi dovrete di volta in volta fare l’abbinamento, tenendo premuto il tasto multifunzione e recandovi poi nelle impostazioni Bluetooth del vostro cellulare.

Sulla parte interna c’è un sensore ottico su entrambi gli auricolari che permette di mettere immediatamente in pausa la riproduzione nel momento in cui ne togliete uno. Una funzione decisamente più comoda rispetto alle varie modalità “transparency” integrate per esempio nelle Bang&Olufsen E8. Se dovete parlare con qualcuno, o ascoltare un’avvertenza mentre siete in viaggio, sarà sufficiente togliere uno dei due auricolari per poter sentire l’annuncio e rimetterlo per continuare ad ascoltare musica.

Per quanto riguarda l’ergonomia, nonostante un design che ci aveva un po’ intimorito, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di un paio di auricolari molto confortevoli. Come le Bose SoundSport Free, anche in questo caso si notano parecchio quando indossate e l’effetto non è bellissimo. Però sono comode e anche per qualche ora non creano alcun fastidio. Non le consiglieremmo a chi vuole fare sport: nonostante la protezione IPX4, è molto semplice rovinare la custodia e gli auricolari con sudore o se usati sotto la pioggia.

Autonomia e ricezione

Il Bluetooth è di tipo 4.2 e supporta il codec Apt-X. Rispetto ad altre soluzioni provate, grazie all’uso di una particolare antenna che permette un raggio di copertura di 20 metri tra gli auricolari e la sorgente audio. Effettivamente non abbiamo mai avuto problemi di audio interrotto, neanche in luoghi affollati come una stazione all’ora di punta, scenario che mette spesso in difficoltà dispositivi di questo tipo.

Master&Dynamic dichiara un’autonomia di 3,5 ore per una singola ricarica e di una capacità della custodia di caricare le cuffie per altre tre volte, per un totale di 14 ore. In realtà ci si ferma un po’ prima, a poco meno di tre ore. Un’autonomia lontana da altre concorrenti, come le Bose SoundSport Free, le Jaybird Run o le Zolo Liberty+, ma che risulta sufficiente nell’uso quotidiano.

Difficilmente infatti ascolterete musica per tre ore consecutive, e tra un utilizzo e l’altro le porrete dentro la custodia ritrovandole di nuovo cariche. A tal proposito, 15 minuti di ricarica restituiscono il 40% di autonomia, una sorta di ricarica rapida.

Qualità audio

Inutile girarci attorno: siamo di fronte a uno dei migliori auricolari True Wireless sotto il punto di vista audio. Dopo averne provato più di una decina su svariate fasce di prezzo, possiamo tranquillamente affermare che l’azienda newyorkese ha fatto un ottimo lavoro su queste MW07. I driver al berillio restituiscono un’ottima fedeltà per quanto riguarda le frequenze basse e alte, permettendo un ascolto di livello nella maggior parte degli stili musicali. Restano impercettibilmente indietro le frequenze medie, che risultano un po’ più arretrate e che potrebbero portare a qualche mancanza durante qualche ensemble strumentale di un certo tipo.

Nulla di grave comunque. Da segnalare anche l’assenza di lag tra riproduzione audio e video, almeno utilizzando le app ufficiali di Amazon Prime Video e Youtube.

Deludente invece il microfono che restituisce una voce metallica e con qualche disturbo di troppo. Le chiamate invece si sentono in stereo.

Verdetto

Difficile valutare queste Master&Dynamic in maniera completamente oggettiva. Tra i pregi sicuramente la raffinatezza del dispositivo e la qualità audio di assoluto livello, ma che si scontrano con una custodia che si graffia nello stesso istante in cui la rimuovete dalla confezione, un’autonomia nella media e un design particolare. Infine il prezzo: 300 euro vi permettono di acquistare cuffie come le Sony WH-1000XM2, ben più indicate per chi viaggia oppure auricolari come le Bose SoundSport Free, perfette per chi fa sport e con un buon audio, le 1More DualDriver BT ANC che abbiamo recensito qui, risparmiando parecchio.

L’altra faccia della medaglia è il lusso: si tratta di un prodotto unico, assemblato in maniera quasi artigianale e con materiali assolutamente non comuni. A questo punto dovrete essere voi a capire se siete disposti a spendere tale cifra per avere questa esclusività, oppure se puntare su altro. Sappiate che per lo stesso auricolare potete spendere fino a 700 euro, acquistando la versione creata in collaborazione con Luis Vuitton di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa.

Se stai cercando degli auricolari True Wireless economici ma che suonino bene e con una buona autonomia, le Anker Soundcore Liberty Lite sono la scelta giusta.

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Recensione 1More Dual-Driver BT ANC, auricolari Bluetooth con cancellazione attiva del rumore

di Vittorio Pipia

1More ha finalmente presentato il suo primo paio di auricolari Bluetooth dotato di cancellazione attiva del rumore. Si chiamano Dual Driver BT ANC, sono degli auricolari con collare che vanno molto bene in tutti i campi, con buona qualità audio e soprattutto un’ottima autonomia.

Costano 150 dollari, ovvero circa 130 euro al cambio attuale e riescono a dare un’esperienza d’uso molto vicina ad altri auricolari simili e ben più costosi, come per esempio le Bose QuietControl 30 che hanno però un prezzo vicino ai 300 euro. Sono dunque destinati a chi usa gli auricolari per lavoro, durante i viaggi e in generale non vuole rinunciare a un audio di qualità e alla riduzione attiva dei rumori.

Materiali e design

Come tradizione 1More, la confezione è molto ben curata, di stampo quasi artigianale. All’interno ci sono tantissimi accessori, tra cui 8 paia di gommini per adattare gli auricolari a ogni esigenza, una pochette morbida per il trasporto, un adattatore per poter usare gli auricolari in aereo e il cavo di ricarica. Gli auricolari sono di tipo in-ear, anche se i gommini in silicone sono leggermente più ovali rispetto ad altre soluzioni provate, e così sono più comodi e provocano meno stress all’orecchio.

L’archetto che va attorno al collo è realizzato con plastica di color grigio per quanto riguarda le estremità, in silicone per la parte centrale, flessibile, mentre le capsule sono in alluminio con un design molto piacevole e che riprende quello già visto su altri auricolari dell’azienda. Pregevoli i dettagli rossi, che donano carattere senza risultare eccessivi.

Pulsanti e funzioni

Tutti i comandi sono posizionati sull’estremità sinistra. Troviamo nella parte alta il pulsante di accensione e lo switch per impostare il livello di riduzione del rumore, sulla parte interna invece il pulsante di controllo della riproduzione – play/pausa con un singolo click, brano successivo con un doppio click, brano precedente con tre click, rifiuto chiamate con pressione prolungata. Purtroppo, non è possibile richiamare alcun assistente vocale tramite tali pulsanti, anche se l’azienda sta lavorando per abilitare tale possibilità con futuri aggiornamenti firmware.

Sulla parte esterna, un piccolo sportellino protegge la USB-C per la ricarica, scelta che abbiamo apprezzato molto in quanto agevola molto l’uso in mobilità, potendo caricare lo smartphone e gli auricolari con un singolo cavo.

Le capsule auricolari presentano nella parte esterna un magnete, che consente dunque di agganciarle tra di esse quando non indossate. Caratteristica assente per esempio nelle 1More Triple Driver BT che avevamo precedentemente recensito e che reputiamo essenziale in un paio di auricolari di questo tipo. Questo perché quando lasciate libere, agganciarle evita che gli auricolari oscillino mentre ci muoviamo, oltre a rappresentare una maggiore sicurezza contro cadute accidentali. È ancora assente un motorino per la vibrazione sul collare, in grado per esempio di avvertirci per la ricezione delle chiamate.

Per quanto riguarda l’uso in viaggio, torna particolarmente utile l’adattatore per l’uso in aereo. Certo, verrebbe da chiedersi a cosa possa servire un adattatore su un paio di auricolari wireless.

Entra qui in gioco la versatilità della USB-C: grazie ad essa e all’apposito cavo USB-C – Aux fornito dal produttore, potrete usare l’adattatore con doppio jack per l’uso in aereo, e dunque gli auricolari, anche in modalità cablata. Si tratta di uno dei pochissimi auricolari wireless, se non l’unico, a poter permettere l’uso anche in modalità cablata, cosa che può tornare utile per i lunghi viaggi in aereo. Innanzitutto perché si riduce il consumo della batteria, in secondo luogo perché in alcuni casi potrebbe essere vietato l’uso di dispositivi con connettività wireless. Insomma, una chicca che abbiamo apprezzato non poco e di cui siamo rimasti piacevolmente stupiti.

Cancellazione attiva del rumore

La riduzione attiva del rumore si può regolare su tre modalità diverse tramite l’apposito switch. Posto in posizione neutra, dunque al centro, l’ANC è disattivato. C’è da dire che come tutti gli auricolari di tipo in-ear, anche in questo caso l’isolamento acustico passivo è già di buon livello. È un’opzione che consigliamo di usare durante l’uso in città, in luoghi pubblici, mentre si passeggia o al lavoro, in quanto consente comunque di avere una minima percezione di ciò che ci circonda. Spostando invece il pulsante verso di sé, si abilita l’enfasi vocale. Così facendo il microfono catturerà l’audio ambientale e lo farà sentire nell’auricolare. Tale funzione è fondamentale durante le chiamate, perché permette di sentirsi e non alzare eccessivamente la propria voce, oppure mentre si viaggia in quanto consente di sentire eventuali annunci o parlare con altri interlocutori senza dover necessariamente togliere gli auricolari.

Infine, spostando per qualche secondo il pulsante verso l’esterno, si abilita l’ANC – una voce ci avviserà per ognuna di queste tre opzioni. Avendo già provato in passato diversi auricolari con riduzione attiva del rumore, non avevamo grosse aspettative per quanto riguarda le 1More Dual Driver BT ANC. Siamo però rimasti piacevolmente stupiti usandoli durante alcune delle nostre trasferte, in metro, in treno, in luoghi molto affollati.

Possiamo affermare che la differenza tra le tre modalità dell’ANC è significativamente percepibile. La riduzione dei rumori poi isola molto bene, avvicinandosi molto all’esperienza offerta da un paio di cuffie over-ear, con i dovuti limiti.

Le Dual Driver riescono a isolare in maniera praticamente perfetta con i rumori costanti, come quello di un treno o di un aereo, e presentano solo qualche lieve criticità solo con rumori decisamente forti, che riescono comunque ad essere attutiti in modo tale da non renderli fastidiosi.

Per chi non vuole avere l’ingombro di un paio di cuffie over-ear e preferisce la versatilità di un paio di auricolari, si tratta di una delle migliori soluzioni testate.

Qualità audio

Da 1More non ci si poteva aspettare altro che un’ottima prestazione dal punto di vista della riproduzione. Anche in questo caso non siamo rimasti delusi. Il doppio driver interno è composto da un’armatura a bassa distorsione che gestisce le frequenze più alte, mentre il driver con diaframma in titanio si occupa delle frequenze medie e basse. Tutto ciò si traduce con una riproduzione precisa e sempre piacevole, con dei bassi corposi ma non invasivi.

Un audio che ben si adatta a qualsiasi genere musicale, dal Metal alla musica classica, passando per il progressive rock. Anche durante l’uso con film e serie TV, soddisfano in pieno.

Il volume è molto alto: al massimo è quasi inutilizzabile in quanto troppo forte per le nostre esigenze. Già al 40-50% si ottiene una pressione sonora che, combinata con la riduzione attiva del rumore, permette di avere un’esperienza di ascolto ottimale. Chi cerca però un paio di auricolari in grado di “spaccare i timpani” non rimarrà deluso.

Gli auricolari con archetto si prestano in particolar modo all’uso in chiamata. Questo perché il microfono è posto direttamente sull’estremità dell’archetto, dunque molto vicino alla nostra bocca, catturando in maniera migliore la nostra voce. Durante le chiamate di test, i nostri interlocutori ci hanno sempre confermato di sentirci in maniera forte e chiara, senza disturbi e con un’ottima qualità.

Autonomia

Abbiamo svolto più test sull’autonomia di questi auricolari. Alcuni in riproduzione continua, spegnendo le cuffie quando non utilizzate, altre con un uso più lavorativo, dunque con auricolari sempre accesi e connessi per un’intera giornata, con circa 2 ore di chiamate e un po’ di riproduzione musicale. Nel primo caso siamo arrivati a superare le 8 ore di riproduzione continua, con ANC sempre attivo e volume al 50%, Un risultato che potremmo definire eccellente considerando che il produttore indica 7 ore come autonomia massima.

Nel secondo caso siamo partiti alle 9 del mattino, arrivando a mezzanotte con ancora il 50% di autonomia residua. Praticamente gli auricolari se accessi e connessi, ma non usati per l’ascolto, hanno un consumo di batteria pari a zero.

Autonomia che si è rivelata costante durante tutto il periodo di test e che rappresenta uno dei motivi per cui scegliere questi auricolari.

Integrano inoltre la tecnologia di ricarica rapida, che permette di avere ben 3 ore di autonomia con 10 minuti di ricarica.

Verdetto

Buona la prima! 1More ci ha sinceramente stupiti con questo paio di auricolari. Un’esperienza di ascolto ottima, una riduzione attiva del rumore che funziona egregiamente, merito anche del chip dedicato TiinLab A2 e un’autonomia decisamente soddisfacente che permette di effettuare viaggi lunghi o di arrivare a due o tre giorni di uso medio.

Certo il prezzo non è bassissimo, ma rispetto ad altre alternative con caratteristiche simili è circa la metà, permettendo a queste Dual Driver BT ANC di essere una delle migliori proposte di questa categoria attualmente disponibili. Peccato per l’attuale mancanza di compatibilità con gli assistenti vocali, che verrà comunque aggiunta in futuro con un aggiornamento software e per l’assenza del motorino per la vibrazione, che avrebbe reso questi auricolari perfetti.

Tronsmart Element Force: la recensione

di Pasquale Marzocchella

Tronsmart è un marchio cinese che si sta facendo lentamente strada nel marasma di prodotti (e produttori) di accessori e, in questo caso, speaker bluetooth. Ottima qualità audio e costruttiva ad un buon prezzo contraddistinguono lo speaker Tronsmart Element Force: vediamo insieme come si comporta.

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© pasqualemarzocchella for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Bluetooth IoT, rivoluzionario chip senza batteria

di Candido Romano

L’Internet delle cose promette di connettere miliardi di dispositivi tra loro e al web, ma chiaramente ognuno di essi ha bisogno di una batteria per funzionare. La startup israeliana Wiliot ha invece mostrato i primi chip Bluetooth senza batteria alla fiera NRF 2019, un sensore “tag” che potrebbe risolvere questo problema e far comunicare i dispositivi in maniera più efficiente. Sottile e piccolo come un francobollo, prende l’energia dalle frequenze radio diffuse nell’ambiente esterno come il Wi-Fi, Bluetooth e segnale cellulare.

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Bluetooth senza batteria, un cerotto per connettere tutto e tutti

di Valerio Porcu

Amazon, Samsung e altri partner hanno finanziato lo sviluppo di un chip Bluetooth che funziona senza batterie. Progettato dalla società Wiliot per gli oggetti connessi dell’Internet of Things, ha l’aspetto di un classico “cerotto” RFID, ma integra componenti elettronici più avanzati.

L’idea, si deduce dal comunicato stampa, è di usare questo nuovo chip per rendere ubique le comunicazioni tra oggetti, e allo stesso di renderle più utili: oltre alla radio Bluetooth, infatti, è possibile inserire diversi sensori per rilevare ad esempio pressione e temperatura.

Il chip assorbe l’energia necessaria direttamente dalle onde elettromagnetiche circostanti: Wi-Fi, Bluetooth e onde radio in generale vengono convertite in energia elettrica, probabilmente con un sistema a induzione. Il tutto è gestito da un processore con architettura ARM.

È il comunicato stesso a fornire alcuni esempi di utilizzo pratico. Le etichette si possono applicare a beni di consumo in fase di produzione, rendendone più semplice il tracciamento dalla fabbrica al negozio. Si potrebbero usare per integrare il manuale di istruzioni, che così sarebbe accessibile anche anni dopo che abbiamo comprato un oggetto – andando così a risolvere un problema piuttosto comune.

Ci sono ovviamente le applicazioni pubblicitarie: collegandosi a un paio di pantaloni o un giocattolo, in negozio, potremmo ottenere maggiori informazioni direttamente sul nostro smartphone. In casa, poi, rende possibile la comunicazione tra oggetti: la bottiglia del latte potrebbe avvisare il frigorifero, che a sua volta potrebbe ordinare di nuovo il prodotto o aggiungerlo alla lista della spesa. Gli abiti potrebbero informare la lavatrice riguardo ai colori, ed evitare una volta per tutte la maledizione dei calzini bianchi che diventano rosa. Un chip senza batteria, in grado di funzionare sempre, potrebbe inoltre rivelarsi utile per tracciare oggetti perduti o smarriti – mentre le soluzioni attuali funzionano solo finché dura la batteria.

Siamo quindi di fronte a un salto evolutivo del tradizionale chip RFID, e a una trovata che potrebbe effettivamente dare una notevole spinta allo sviluppo e alla diffusione della cosiddetta Internet of Things.  E la sicurezza informatica? Nel comunicato stampa non ci sono informazioni su questo delicato e importante aspetto.

Wiliot ha raccolto circa 50 milioni di dollari in finanziamenti, a cui hanno partecipato anche Amazon e Samsung. L’azienda israeliana spera di poter avviare la distribuzione già quest’anno, per poi entrare a regime nel corso del 2020.

RECENSIONE BLUE YETI NANO: audio al top anche per il “piccolo” della famiglia

di Giuseppe Spera
Quando ho ricevuto il microfono USB Blue Yeti Nano ero piuttosto scettico circa la sua resa, soprattutto quando, appena scartato dalla confezione, l’ho comparato al Blue Yeti (il fratello più grande). La differenza di dimensioni leggi di più...

Bang & Olufsen BeoPlay E8 2.0, in arrivo gli auricolari senza fili con ricarica wireless

di Vittorio Pipia

Bang&Olufsen ha annunciato l’arrivo della seconda generazione di auricolari True Wireless E8, che si contraddistinguono per una maggiore autonomia e una custodia compatibile con la ricarica wireless e più curata dal punto di vista estetico.

Abbiamo provato la prima generazione dei BeoPlay E8, qui la nostra recensione, e a distanza di un anno possiamo confermare che si tratta di uno degli auricolari True Wireless più vicini alle AirPods per facilità d’uso. La seconda generazione non cambia sostanzialmente il design degli auricolari, ma principalmente la custodia. Il primo modello era infatti dotato di una custodia con una batteria in grado di restituire un’autonomia di 12 ore, passate invece a 16 ore nella seconda versione.

Sparisce inoltre l’ingresso micro-USB, in favore di una più moderna USB-C. La custodia vede inoltre un significativo rinnovamento del design, con un bordo in alluminio con singola o doppia anodizzazione sulla chiusura, che dona maggiore eleganza, e il classico rivestimento in pelle vera. All’interno c’è un modulo per la ricarica wireless, compatibile sia con i caricatori wireless da 5W che da 10W. La stessa Bang&Olufsen venderà separatamente una base di ricarica wireless compatibile con entrambi gli output.

Buone notizie invece per chi già possiede un paio di auricolari True Wireless E8. Infatti gli auricolari non hanno subito variazioni, e chi vuole può effettuare l’upgrade acquistando la semplice custodia separatamente. Gli auricolari hanno al loro interno un diffusore dinamico da 5,7 mm, un piccolo trasduttore magnetico e Bluetooth 4.2 e sono tra i pochi a permettere le chiamate in stereo, oltre a offrire un audio molto buono.

Si possono anche controllare da applicazione, compatibile sia con dispositivi iOS che Android, e l’azienda permetterà di acquistare anche un singolo auricolare destro, o sinistro, nel caso nel abbiate smarrito uno. C’è infine anche la modalità “Transparency” che permetterà di attivare i microfoni in modo da poter udire i suoni ambientali o la voce dei nostri interlocutori senza obbligarci a togliere gli auricolari.

Saranno disponibili a partire dal 14 febbraio in quattro colorazioni: Black, Indigo Blue, Natural e Limestone, con un prezzo di listino di 350 euro presso tutti i venditori autorizzati. Il prezzo dei singoli auricolari sarà di 125 euro, mentre il prezzo della singola custodia sarà di 200 euro ed entrambi saranno disponibili a partire dal mese di aprile.

Se volete un paio di auricolari True Wireless adatti sia all’uso quotidiano che allo sport, con una buona autonomia, facili da usare e che costino poco, le Anker Soundcore Liberty Lite sono una delle migliori opzioni attualmente disponibili. Le trovate su Amazon a 54,99 euro

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Tile trova la svolta: accordo con i produttori dei chip Bluetooth per non perdere più nulla

di Giuseppe Biondo

I tracker di Tile sono tra i più conosciuti in circolazione e rientrano tra gli oggetti "salvavita" che uno smemorato impiega poco a ritenere indispensabile

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Creative SXFI AIR e SXFI AIR C, cuffie surround che promettono un suono “olografico”

di Dario D'Elia

Creative SXFI AIR e SXFI AIR C sono le prime cuffie dotate di tecnologia Super X-Fi – una soluzione che emula l’esperienza dei sistemi multi-speaker – a sbarcare sul mercato. Dopo l’avvento del SXFI AMP, un piccolo amplificatore esterno portatile capace di migliorare la qualità audio e appunto offrire un suono surround, ecco la decisione di integrare il medesimo chip audio in una linea di cuffie.

L’annuncio è avvenuto a settembre, ma oggi ne è stata confermata la disponibilità anche sul mercato italiano. Nello specifico SXFI AIR C (USB) può essere prenotata al prezzo di 129.99 euro su Creative.com. SXFI AIR invece costa 159,99 euro su Creative.com e verrà distribuita a fine gennaio 2019.

La peculiarità di questa tecnologia è di sfruttare un’IA basata su un algoritmo in grado di analizzare la conformazione cranica e del padiglione auricolare dell’ascoltatore, e di elaborare il suono di conseguenza, in modo da offrire l’illusione di una maggior tridimensionalità. Non a caso Creative lo definisce suono “olografico”.

Le cuffie SXFI AIR si affidano a drive al neodimio da 50 mm, che dovrebbero assicurare un’ottima riproduzione audio, e a un microfono. I comandi invece sono di tipo touch: basta eseguire delle gesture sulla superficie del padiglione sinistro per alzare o abbassare il volume e passare alla traccia successiva. Le cuffie si connettono via Bluetooth 4.2 (10 ore di autonomia) o USB-C e possono essere utilizzate tanto con sistemi operativi iOS e Android quanto su Windows, MacOS, PS4 e Nintendo Switch. Se connesse via USB, SXFI AIR offrono un audio 7.1 a bassa latenza, ideale per film e giochi, in particolare su PC e Mac.

“SXFI AIR funziona anche come lettore musicale stand alone tramite scheda microSD per vari formati tra cui MP3, WMA, WAV e FLAC”, ricorda Creative. “SXFI AIR è inoltre dotato di anelli luminosi RGB personalizzabili, che consentono agli utenti di scegliere tra 16 milioni di colori per rendere le cuffie davvero uniche”.

Le cuffie SXFI AIR C sono un modello USB più essenziale con Super X-Fi, quindi prive di Bluetooth, touch-control e scheda SD.

“Progettato per migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco, SXFI AIR C è dotato di un microfono ClearComms rimovibile appositamente sintonizzato per riprodurre voci straordinariamente naturali, consentendo comunicazioni perfette tra compagni di squadra o amici. Il microfono ClearComms è anche un’opzione accessoria per SXFI AIR”, prosegue la nota di Creative.

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Recensione NoMad e NoMad+, auricolari True Wireless con autonomia da record

di Tom's Hardware

Gli auricolari True Wireless rappresentano la moda degli ultimi mesi, con praticamente tutte le firme storiche dell’audio che offrono almeno un modello, ora affiancate da nuovi marchi in grado di colmare tutte le fasce di prezzo del mercato.

Molte di queste offrono modelli creati dallo stesso OEM, cioè aziende che letteralmente producono prodotti che verranno poi personalizzati e venduti da differenti marche. E anche la componentistica interna dei differenti auricolari è la stessa, soprattutto quella dei modelli più economici, al punto tale che alcune applicazioni rilevano indifferentemente vari modelli come se fossero gli stessi.

Ci si può quindi aspettare prestazioni simili tra alcuni set di auricolari, almeno per quanto riguarda la connettività e la qualità audio. Ma non per questo dovreste scegliere ad occhi chiusi, infatti le caratteristiche aggiuntive, design ed ergonomia sono spesso tali da soddisfare utenti da gusti e preferenze differenti.

Le NoMad e NoMad+ che abbiamo provato sono indicate principalmente per chi ricerca un paio di auricolari piccoli e leggeri, che preferisce i modelli in-ear da indossare bene all’interno dell’orecchio, che vuole usarli anche mentre fa sport e, soprattutto per il modello “plus”, che offrano un’autonomia da record.

Come sono fatte

Le dimensioni sono contenute, più di altri modelli, e una volta indossati sporgono poco dall’orecchio. Non hanno una forma particolarmente ergonomica, sono semplicemente ovali. Un pulsante, posto sul dorso di entrambi gli auricolari, permette di accenderli o interagire con i soliti comandi per mettere in pausa o riproduzione la musica, o cambiare traccia.

Il LED di stato è all’interno del pulsante, ed è usato per indicarne lo stato di funzionamento o di ricarica della batteria.

Divacore, il produttore, ha intelligentemente realizzato una custodia con un inserto in plastica trasparente che permette di intravedere le cuffie e usare il LED per comunicare lo stato di ricarica anche quando inseriti nella custodia.

Quest’ultima è piccola e arrotondata per il modello NoMad, mentre è più grande e squadrata per il modello NoMad+. La differenza tra i due modelli è essenzialmente la custodia, che nel modello “plus” integra una batteria più grande, da ben 5000 mAh, e una porta USB standard che permette di ricaricare uno smartphone. In pratica la custodia delle cuffie funziona anche da powerbank.

Prova d’uso e caratteristiche speciali

La forma ovalizzata, non sagomata, ci ha lasciato con una sensazione mista: da una parte si adatta certamente a qualsiasi tipo d’orecchio, in termini di grandezza e forma, ma dall’altra si ha la sensazione che non calzi mai perfettamente. Dovrete inserirli nell’orecchio e poi ruotarli leggermente, fino a una posizione leggermente inclinata rispetto all’orecchio.

Trattandosi poi di un modello in-ear, che appunto non usa la forma dell’orecchio per ancorarsi saldamente, dovrete inserirlo per bene all’interno del canale uditivo. Nella confezione sono presenti tre cuffiette di differenti dimensioni per migliorare la vestibilità.

Questa scelta di design non è particolarmente vincente quando vorrete interagire con il pulsante degli auricolari. La pressione necessaria per inviare l’input porterà a un’ulteriore e assolutamente non piacevole pressione sull’orecchio, e vi ritroverete ben presto a usare lo smartphone, o cercare di alleviare la pressione cercando di afferrare l’auricolare con due dita prima di premere il pulsante con un terzo dito.

La connettività avviene tramite Bluetooth 5.0, l’ultima versione dello standard di comunicazione senza fili nel momento in cui scriviamo, che assicura un consumo energetico minimo, tra le altre caratteristiche. Per ricaricarli sarà sufficiente riporli nella custodia, che si apre con una leggera pressione, mentre quando li toglierete per indossarli non si accenderanno automaticamente, comportamento che invece accade con altri modelli. Da una parte la mancanza di questo automatismo influenza negativamente l’esperienza d’uso, dall’altra abilita un’ulteriore caratteristica difficile da trovare in prodotti simili, cioè la possibilità di utilizzare i due auricolari in maniera indipendente. In pratica li toglierete dalla custodia, terrete premuto il pulsante di accensione per alcuni istanti, e gli auricolari si accenderanno e collegheranno allo smartphone (ovviamente dopo averli abbinati almeno una volta). Funzioneranno normalmente in modalità stereo. Potrete però anche tenere premuto il pulsante di ogni auricolare per alcuni secondi per attivare la modalità di abbinamento singola, e abbinare ogni auricolare a un differente dispositivo.

Si tratta di una modalità utile per chi volesse usare le cuffiette in modalità mono-auricolare. Per esempio mentre si guida, o si è in ufficio, o mentre si fa qualche attività e si vuole o ascoltare un po’ di musica, o effettuare una chiamata, senza però isolarsi completamente dall’ambiente circostante, data la natura in-ear del prodotto.

Infine, citiamo la modalità “sport all’aperto”: con tre pressioni veloci del pulsante si attiverà il microfono che invierà all’auricolare i suoni percepiti attorno a noi. Essendo necessario tappare bene l’orecchio per una buona qualità d’ascolto, l’isolamento acustico che ne deriva potrebbe essere pericoloso durante una corsa all’aperto, e appunto questa modalità ci permette di sentire i rumori attorni a noi ed evitare potenziale pericoli. La qualità d’ascolto in questo caso sarà ridotta, ma è certamente meglio prediligere la sicurezza.

Qualità audio

Ancora una volta ci troviamo in quella situazione dove la qualità audio non si può definire eccelsa, ma è certamente buona per la maggior parte degli utilizzatori. Soprattutto se riuscirete a indossarli correttamente, tappando l’orecchio al punto giusto per una buona resa dei bassi.

Qualche dubbio rimane invece sulla resa qualitativa del microfono. Il giudizio passa dal molto buono, nel momento in cui vi trovate in un ambiente silenzioso o, comunque, non particolarmente rumoroso, a pessimo in condizioni di rumorosità sopra alla media. Per fare qualche esempio, abbiamo effettuato alcune chiamate (in stereo) mentre passeggiavamo per un centro città trafficato o in una stazione metro, e il nostro interlocutore faceva fatica a sentirci, poiché percepiva una rumorosità di fondo troppo accentuata.

Così come la sensibilità dei microfoni incide negativamente sulla qualità della conversione in un ambiente rumoroso, permettono invece di dialogare molto bene quando è solo, o quasi, la nostra voce ad essere catturata.

La mancanza di un filtro in grado di ridurre la rumorosità di fondo non permette prestazioni adeguate in tutte le situazioni.

Autonomia

Gli auricolari NoMad offrono un’autonomia di circa 3 ore per singola carica con volume mediamente alto, mentre la custodia permette di ricaricarli circa 5 volte completamente. Potrete puntare a un’autonomia totale tra le 13 e le 15 ore. Dovrete però ricordarvi che la ricarica completa dei singoli auricolari, tramite custodia, impiega poco meno di un’ora, quindi le 15 ore ottimistiche indicate sono totali, ma non continuative.

I NoMad+ offrono la stessa autonomia per singoli auricolari, mentre la batteria da 5000 mAh della custodia estende il totale a 180 ore. Questo è il dato dichiarato da Divacore. Non abbiamo e non crediamo sia necessario verificare questo dato considerando l’enormità dello stesso, oltre al fatto che la custodia delle NoMad+ è pensata per ricaricare altri dispositivi, e quindi immaginiamo che l’uso eterogeneo porterà a dati di autonomia differenti in base a persona e situazione.

Verdetto

Le NoMad costano 99 euro, mentre le NoMad+ 119 euro. Iniziamo con il dire che si tratta di prezzi in linea con quelli di altri auricolari True Wireless dalle caratteristiche e qualità audio simile. L’ergonomia non ci ha particolarmente entusiasmato, anche se riconosciamo che nell’indossabilità c’è sempre un fattore soggettivo che cambia in base alla forma dell’orecchio.

La modalità Sport è utile, non solo nel caso di corsa all’aperto, ma anche quando vorrete ad esempio parlare con una persona senza togliere l’auricolare. La possibilità di abbinare i due auricolari a dispositivi differenti non fa la differenza in termini di praticità, ma può tornare utile in alcuni casi specifici.

La qualità audio nelle chiamate invece è buona in ambienti con rumorosità contenuta, sia per quanto riguarda il microfono che la voce del nostro interlocutore, trasmessa su entrambi gli auricolari. Non li consigliamo invece se volete fare molte chiamate in ambienti rumorosi.

Scegliete il modello NoMad se vi piace l’indossabilità classica degli auricolari in-ear e se preferite una forma simmetrica e poco ingombrante, anziché una cassa sagomata che sfrutta l’intero orecchio per fissarsi in maniera salda. Tra i due ci ha comunque convinto maggiormente il modello Nomad+, che per circa 20 euro in più permette anche di ricaricare lo smartphone in caso di emergenza, o che estende l’autonomia degli auricolari a moltissime ore, al punto tale che se li userete per qualche ora al giorno tra chiamate e un po’ di musica durante gli spostamenti, non dovrete ricordarvi di metterli sotto carica per intere settimane.

Se volete un paio di auricolari True Wireless comodi, resistenti e con Bluetooth 5.0, le Anker Soundcore Liberty Lite sono tra i migliori per rapporto qualità prezzo.

L'articolo Recensione NoMad e NoMad+, auricolari True Wireless con autonomia da record proviene da Tom's Hardware.

Smart Speaker: i migliori da acquistare

di Manuel Baldassarre
Con i tantissimi dispositivi che, grazie alla Domotica, entrano nelle nostre case e nella nostra quotidianità, non c’è più limite a quello che possiamo fare perché tutto è connesso ed interconnesso! In questo articolo stavolta vi leggi di più...

Recensione Pamu Scroll, auricolari true wireless che vogliono sfidare le Airpods

di Vittorio Pipia

Le Pamu Scroll di Padmate sono auricolari true wireless, dunque senza alcun cavo di collegamento, come per esempio le Apple Airpods, presentate tramite campagna di crowdfunding su Indiegogo. In pochi mesi hanno riscosso tanto successo fino a raccogliere oltre 3 milioni di dollari, una cifra importante se pensiamo alla tipologia di prodotto. Ma cosa le rende speciali?

Le stiamo provando da circa un mese sia a casa, che in viaggio che durante l’attività sportiva. Sono all’altezza o addirittura meglio delle Airpods?

Materiali e design

Il primo colpo d’occhio è sicuramente d’effetto. Al contrario di tante altre alternative, che abbiamo anche recensito qui su Tom’s Hardware, le Pamu Scroll si contraddistinguono per una custodia di forma cilindrica con rivestimento in pelle. Sono disponibili in quattro colori diversi, Rock ‘n Roll, Glory Edition, Graphene e Sakura, come il nostro sample, che corrispondono rispettivamente a bronzo, marrone, grigio e rosa. Ogni versione peraltro presenta un trattamento diverso della pelle, con finiture molto particolari e dal sicuro impatto estetico.

La custodia si apre semplicemente sollevando il lembo di pelle, agganciato tramite un magnete di discreta potenza che rivela gli auricolari veri e propri. Sono molto piccoli, pesano solo 5 grammi e sono tra i più leggeri al momento disponibili. Non ci sono pulsanti, in quanto i controlli sono di tipo touch e la scocca riprende i colori della custodia. Nella confezione sono inoltre presenti tre set di gommini in silicone che permettono di adattare gli auricolari a qualsiasi orecchio.

Funzioni

Rispetto ad altri auricolari true wireless, le Pamu Scroll sono dotate di Bluetooth 5.0. Si tratta di una novità importante in questo settore, in quanto il nuovo standard permette una connessione più stabile e affidabile. Hanno anche certificazione IPX6, che le rende resistenti a sudore e schizzi: si possono dunque utilizzare sotto la pioggia o mentre si fa sport anche se in quest’ultimo caso si sente la mancanza di un archetto di tenuta, come succede per esempio in auricolari sportivi come le Bose Soundsport Free.

L’autonomia dichiarata per ogni singola ricarica è di 3.5 ore, anche se realisticamente a volume medio siamo arrivati a raggiungere le tre ore. La batteria integrata nella custodia invece permette di ricaricare completamente le cuffie per altre tre volte, per un totale di 12 ore teoriche di autonomia. Possiamo tranquillamente affermare che con un uso medio si riescono ad ottenere due o tre giorni di autonomia senza dover ricaricare il case.

Case che si ricarica tramite la micro-USB sul lato destro e la cui ricarica impiega circa due ore. Sul lato sinistro quattro LED blu indicano l’autonomia residua. Padmate non ha però aggiunto nessuna gesture o pulsante che permetta di verificare l’autonomia accendendo i LED, i quali si attivano solamente durante la ricarica. Con un sovrapprezzo di circa 10 dollari, si può aggiungere un particolare accessorio che permetterà di ricaricare il case con i pad di ricarica wireless con standard QI, che però non abbiamo avuto modo di provare. I Pamu Scroll si inseriscono nelle apposite sedi della custodia e si ricaricano tramite i due contatti posti nella parte interna. Un magnete dovrebbe assicurarle al case evitando spostamenti non voluti, ma non è molto potente e di tanto in tanto può capitare di trovare gli auricolari collegati allo smartphone anche se dentro la dock.

Gli auricolari si accendono e si collegano all’ultimo dispositivo collegato non appena vengono estratti dalla custodia, particolare sì comodo ma presente anche in prodotti come Jaybird RUN e Zolo Liberty. Le Pamu Scroll permettono però di effettuare chiamate in stereo, potendo udire la voce del nostro interlocutore da entrambi gli auricolari.

Tramite i controlli touch si possono selezionare play o pausa o rispondere alle chiamate con un singolo tap, su entrambe le cuffie. Con un doppio tap sulla cuffia destra si passa al brano successivo, mentre un doppio tap sulla cuffia sinistra attiva l’assistente vocale del nostro smartphone, Android o Apple.

Rispondono bene nella maggior parte dei casi, ma nell’uso quotidiano si fa sentire l’impossibilità di controllare il volume. Peccato, perché in questo modo si finisce per controllare tutto direttamente dallo smartphone per comodità e brevità.

Ergonomia

Si tratta di auricolari di tipo in-ear, dunque è essenziale scegliere il gommino della giusta taglia per avere non solo un comfort corretto, ma soprattutto una buona riproduzione audio. A tal proposito torna utile la dotazione di gommini di diverse taglie presente nella confezione.

Per inserirli all’interno dell’orecchio vanno posizionati in orizzontale, appoggiati e dopodiché ruotati in senso orario. È più lungo a dirsi che a farsi e ci si fa presto l’abitudine. Sono molto stabili, non danno fastidio, a patto di apprezzare gli auricolari in ear.

Durante lo sport non abbiamo notato grosse criticità, né per correre né durante qualche sessione di pesi in palestra. Tuttavia danno la sensazione che debbano scivolare da un momento all’altro, soprattutto durante movimenti o sforzi più intensi. Come detto, si sente la mancanza di un archetto di tenuta in questo particolare ambito.

Qualità audio

Tra le caratteristiche pubblicate dall’azienda si nota un “Deep Bass”, ovvero bassi profondi, che fa intendere che Padmate abbia creato questi auricolari per andare incontro a un pubblico che in qualche modo apprezzi un’enfasi particolare delle frequenze basse.

La qualità audio è nella media. I bassi ci sono ma non sono pieni e rotondi, le frequenze medie e alte vengono prodotte in maniera piuttosto precisa, ma si arriva facilmente a distorsione ai volumi più alti. Insomma, suonano come suonerebbe un paio di auricolari su questa fascia di prezzo e non fanno miracoli.

È comunque un audio piacevole che non stanca e si apprezza anche l’isolamento acustico passivo, che durante il viaggio o in ufficio permette di non sentire i rumori di fondo.

Molto buona invece la qualità telefonica. Poter sentire l’interlocutore da entrambi gli auricolari è sicuramente un grande pregio rispetto alla maggior parte dei concorrenti attualmente disponibili e anche il microfono cattura la nostra voce in maniera chiara anche in situazioni con un discreto rumore di fondo.

Verdetto

Dare un giudizio senza considerare il prezzo, o meglio i prezzi, di vendita è molto difficile. Le Pamu Scroll sono un affare se li avete acquistati durante la fase iniziale di lancio a 39 dollari. Al prezzo attuale di 79 dollari sono comunque un buon acquisto. Al di là delle comunque buone prestazioni, sicuramente sono un bel dispositivo da regalare e da portare con sé, grazie ad un’estetica originale e che si differenzia rispetto alla pletora di auricolari True Wireless disponibili.

Se dovesse essere confermato il prezzo annunciato di 149 dollari, sarebbe molto più difficile consigliarli a cuor leggero. A questo prezzo potrete acquistare modelli migliori sotto diversi punti di vista come le Jabird RUN oppure le stesse Apple Airpods, mentre esistono vari modelli molto simili, come le Anker Soundcore Liberty Lite al prezzo di 54,99 euro. La speranza è che Padmate mantenga un prezzo concorrenziale che eviti il confronto con i marchi più blasonati ed affermati del mercato.

Se stai cercando un paio di auricolari True Wireless con Bluetooth 5.0, chiamate in stereo, buon audio che arrivino in tempo per Natale, ti suggeriamo le Anker Soundcore Liberty Lite, disponibili su Amazon a 54,99 euro.

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Skullcandy Push, auricolari wireless che puntano a 12 ore di autonomia. Perfette per il quotidiano?

di Dario D'Elia

Le Skullcandy Push sono i primi auricolari totalmente wireless del noto marchio statunitense. In Italia le sue linee non sono molto famose, ma in ambiente sportivo oltreoceano il “teschietto” che le contraddistingue è sinonimo di fitness e street fashion.

Le Push, che costano attualmente 129,99 dollari, come design ricordano le JayBird Run e le Bose Soundsport Free. Sono molto compatte e sono state progettare per essere inserite comodamente nell’orecchio. Grazie una piccola mezzaluna e il rivestimento degli altoparlanti in silicone dovrebbero essere facilmente posizionabili, ma l’azienda comunque le sconsiglia per l’attività sportiva poiché non sono impermeabili. Insomma, si tratta di un prodotto per il quotidiano, quindi ascoltare musica e rispondere alle telefonate – non manca infatti il microfono integrato. Il tutto ovviamente sfruttando il supporto Bluetooth 4.2.

La peculiarità delle Push rispetto alle alternative presenti sul mercato dovrebbe essere la grande autonomia. Skullcandy dichiara ben 6 ore di autonomia e grazie alla scatoletta di ricarica, per riporle quando non si usano, dovrebbero essere assicurate ulteriori 6 ore. Ovviamente solo in sede di recensione si potrà scoprire se gli auricolari manterranno ogni promessa, ma sulla carta il potenziale è più che soddisfacente, quasi record.

Per la gestione del volume, le tracce e le chiamate è sufficiente il tocco sugli auricolari; per altre opzioni si può richiamare l’interfaccia vocale del proprio smartphone con un tocco prolungato. Sono supportati Siri, Google Assistant e Amazon Alexa.

Da rilevare infine che tradizionalmente le linee Skullcandy tendono a privilegiare le basse frequenze, un po’ come molti prodotti dedicati all’attività sportiva. Le Push potrebbero seguire la stessa filosofia.

La distribuzione inizierà negli Stati Uniti a partire dal 15 gennaio 2019, dopodiché non resterà che attenderne l’avvento in Europa.

Il design delle Push ricorda molto le Jaybird Run e le Bose Soundsport Free.

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Google promette un accoppiamento Bluetooth più veloce: le AirPods in salsa Android grazie a Fast Pair

di Lucia Massaro

Google sta aggiornando Fast Pair, la funzione in grado di velocizzare l’accoppiamento dei dispositivi tramite Bluetooth attraverso un solo click evitando quindi di eseguire tutta una serie di passaggi. L’update cerca di semplificare e accelerare ancor di più il pairing. In che modo?

In maniera simile alle AirPods di Apple. In pratica, sarà possibile abbinare contemporaneamente dispositivi Bluetooth compatibili che condividono lo stesso account Google. Per esempio, se volessimo configurare le nostre cuffie wireless, quest’ultime saranno collegate al nostro account e di conseguenza saranno automaticamente accoppiate a tutti i terminali (smartphone, tablet e laptop) che sono stati configurati con il nostro account.

La funzione è disponibile su tutti i dispositivi che hanno almeno la versione 6.0 o successive di Android. Mentre il supporto per Chromebook arriverà nel corso del 2019. Si tratta di un importante passo in avanti dato che le cuffie Bluetooth sembrano riscuotere sempre più successo ma presentano ancora il problema relativo alla condivisione con più dispositivi.

Tuttavia, gli accessori che hanno implementato il protocollo Fast Pair sono ancora rari ma il colosso di Mountain View sta lavorando con aziende come Jaybird, Anker e Bose per una maggiore diffusione. Chissà se le cuffie senza filo rappresentano davvero il futuro in questo campo. Staremo a vedere.

Google Pixel 2 XL con 128GB di memoria interna è disponibile su Amazon a 680 euro. Lo trovate a questo link. 

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iPad Pro 2018: migliori tastiere Bluetooth

di Fabrizio De Santis
Il nuovo iPad Pro 2018 ha rivoluzionato il mondo degli iPad di Apple. Rispetto al passato, cambia il design, l’Apple Pencil e anche gli accessori dedicati. Lo Smart Connector supporta momentaneamente solo la Smart Keyboard leggi di più...

Xiaomi lancia Mi Compact Bluetooth Speaker 2 in Cina

di Giovanni Pardo

Dopo un primo lancio sul mercato indiano, Xiaomi rilascia anche la versione cinese di Mi Compact Bluetooth Speaker 2, che va ad aggiungersi […]

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Belle le prime cuffie a marchio Dolby, ma varranno 600 dollari?

di Valerio Porcu

Dolby ha annunciato le Dolby Dimension, un paio di cuffie che segna il debutto di quest’azienda nel mondo dell’hardware – è infatti il primo prodotto che progettano e mettono in vendita. Si tratta di cuffie indirizzate al pubblico più esigente, che promettono una grande qualità audio, con un prezzo sostenuto.

Le Dolby Dimension sono cuffie Bluetooth 4.2, con driver da 40 mm e 15 ore di autonomia dichiarata. Integrano un DAC (Digita to Analogue Converter) e un processore Qualcomm Snapdragon, quindi tutto il sistema di elaborazione è all’interno delle cuffie stesse, senza un elemento esterno. Non manca la riduzione del rumore con modalità Trasparenza. Il sistema di ricarica è di quelli senza fili, e la relativa basetta è inclusa nella confezione.

La potenza dell’hardware e il software servono per generare un effetto spaziale, con una tecnica che Dolby (come altri) chiama Virtualizzazione. Serve per creare un effetto surround; lo abbiamo già visto su altre cuffie in commercio ma se viene da Dolby, che il surround l’ha inventato, è lecito aspettarsi qualcosa di più.

Sui padiglioni ci sono comandi touch e tasti fisici, ma le Dolby Dimension integrano anche accelerometro e giroscopio per tracciare i movimenti della testa. I sensori servono a migliorare l’effetto spaziale: se state guardando un film o giocando su un grande schermo e girate il capo, diciamo per guardare verso un angolo, le Dolby Dimension fanno sì che la percezione audio non ne risulti modificata – mantenendo l’origine del suono nello stesso “posto”. Si tratta quindi di generare un’esperienza multimediale più coinvolgente.

Purtroppo non è presente il formato Dolby Atmos. Secondo l’azienda però la virtualizzazione delle Dolby Dimension, insieme al machine learning fornito dal processore Qualcomm, ci si avvicinano molto. Sono quindi in grado di simulare un suono 5.1.2, regolandosi automaticamente in base al rumore esterno e il tipo di audio che state ascoltando.

Chi le ha già provate afferma che sono “tra le migliori cuffie che ho mai provato. E sono davvero eccezionali quando si guarda un contenuto con Dolby Atmos, come Daredevil su Netflix. Certo, non offrono il pieno suono 3D che si avrebbe da altoparlanti Atmos, ma ci si avvicina”. Un giudizio senz’altro generoso, ma dovremo aspettare ancora un po’ prima che le Dolby Dimension arrivino agli audiofili più esigenti, e che questi esprimano la propria valutazione.

Proveremo queste Dolby Dimension quanto prima, anche perché siamo davvero molto curiosi di scoprire le loro qualità. Dovremo attendere almeno un po’, visto che per ora le Dolby Dimension sono distribuite solo negli Stati Uniti. Il prezzo indicato è 600 dollari (più tasse), una cifra molto sostenuta in confronto ad altre cuffie in circolazione. Le Dimension d’altra parte promettono alcune caratteristiche uniche, e forse si avvicinano almeno un po’ ai modelli (più costosi) amati dagli audiofili più esigenti.

Se cercate un buon paio di cuffie wireless che non costino un occhio della testa, potete prendere in considerazione Sennheiser HD 4.50 Special Edition, che si trovano a circa 180 euro.

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I migliori speaker Bluetooth per la casa

di Andrea Rossi
Gli speaker Bluetooth sono ormai entrati da anni nella nostra vita quotidiana. Ne esistono davvero di tutti i tipi, da quelli più economici e compatti a modelli studiati per ottenere il massimo del suono e leggi di più...

1More Triple Driver BT, le cuffie wireless definitive? | Recensione

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Le 1More Triple Driver BT sono i nuovi auricolari bluetooth della società cinese. Oggi le vediamo nel dettaglio analizzandone pregi e difetti nella nostra recensione.

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