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Come mettere blog personale su Instagram

di Alessio Salome
Navigando sui profili Instagram di altri utenti, avete notato la voce Blog personale in corrispondenza del nome utente, seguita magari da un link che riporta al loro sito Internet. Se non sapete come aggiungerla, sicuramente leggi di più...

Toyota: le auto elettriche in arrivo ma con il supporto della Cina

di Antonio Elia Migliozzi

I grandi marchi dell’auto si preparano ad accelerare i tempi della produzione di auto elettriche. In questo senso è fondamentale assicurarsi, in breve e a prezzi contenuti, tutte le componenti necessarie all’assemblaggio prima che lo facciano i rivali. Toyota sceglie di affidarsi al colosso cinese dell’auto elettrica BYD non solo per la fornitura di componenti, ma anche per impiantare in Cina la produzione di auto a zero emissioni. Toyota e BYD lavoreranno insieme allo sviluppo di una serie di modelli che copriranno vari segmenti dalle berline ai SUV. Del resto se guardiamo al mercato Toyota è da sempre sostenitrice delle motorizzazioni ibride e per questo si trova indietro nello sviluppo della sua offerta 100% elettrica. Il piano prevede di fare le cose in grande e per questo il brand giapponese ha scelto di guardare oltre lo storico alleato Panasonic. Vediamo dettagli e risvolti dell’accordo tra Toyota e BYD.

CINA E GIAPPONE

Toyota ha annunciato che svilupperà batterie e veicoli elettrici con il colosso cinese BYD. Le alleanze con i marchi cinesi si confermano la scelta giusta per quanti vogliono costruire veicoli elettrici a prezzi accessibili. Ad oggi la Cina non è solo il più grande mercato automobilistico al mondo ma anche il primo nel settore degli EV. Toyota e BYD comunicano che lavoreranno ad una vasta gamma di modelli che vanno dalle berline ai SUV. Va detto che tutti questi mezzi saranno venduti con il marchio Toyota in Cina già a partire dalla prima metà del 2020. La notizia arriva dopo che nei giorni scorsi Toyota ha fatto sapere di collaborare con la cinese Amerex Technology per la fornitura e lo sviluppo di batterie per veicoli a basse emissioni. A giugno Toyota ha detto di voler ottenere la metà delle sue vendite globali dai veicoli elettrificati entro il 2025.

PRESSIONI DI MERCATO

Toyota ha scelto di anticipare di 5 anni l’obiettivo di vendite fissato al 2030 e, per non mancare all’appuntamento, ha bisogno di più batterie. Il marchio ha deciso allora di guardare oltre Panasonic suo partner di vecchia data. Queste notizie arrivano nel momento cresce il mercato dei veicoli a emissioni zero viste le norme sempre più severe sulle emissioni che strangolano i motori a combustione. In Cina, Toyota ha in programma di lanciare la sua prima vettura 100% elettrica che sarà una versione speciale del crossover compatto C-HR. Il quotidiano finanziario Economic Observer, già nell’aprile dello scorso anno, tracciava un quadro delle case automobilistiche cinesi al lavoro nel settore delle vetture a zero emissioni. In pochi anni il paese è diventato il primo hub mondiale nello sviluppo e realizzazione di veicoli elettrici. Non è un caso se marchi come Volkswagen e Tesla abbiano scelto di fare base proprio in Cina.

NUOVI MONOPOLI

CATL è il più grande produttore di batterie al mondo e, guarda caso, ha sede in Cina. L’azienda fornisce le sue componenti alle case automobilistiche cinesi e straniere tra cui Volkswagen, Daimler, BMW, Honda e NIO. Dal canto suo BYD è il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo ed è anche il secondo più grande fornitore di batterie con sede in Cina. L’anno scorso ne ha vendute circa 100.000. Al terzo posto c’è Guoxuan High Tech, uno dei principali fornitori della casa automobilistica statale BAIC Motor. BYD sta attualmente investendo 1,49 miliardi di dollari in una nuova fabbrica di batterie che avrà una capacità produttiva annuale di 20 Gwh. Si tratterebbe di uno dei maggiori siti produttivi al mondo secondo solo alla Gigafactory 1 di Tesla in Nevada. La fabbrica dei record ha attualmente un output stimato di circa 35 GWh all’anno.

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[Inspire 2019] Replay evento Microsoft

di Alexandre Milli

Questa settimana è in corso a Las Vegas, Nevada, Microsoft Inspire 2019, l’annuale conferenza dedicata al mondo dei partner (in precedenza nota come Microsoft Worlwide Partner Conference). Microsoft Inspire 2019 L’evento è stata l’occasione per fare il punto sulla strategia di Microsoft a supporto dell’ecosistema dei partner e per annunciare alcune novità sulle soluzioni Microsoft […]

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Come aggiungere più di un link nella biografia di Instagram

di Roberto Cocciolo
Per molte persone Instagram è ormai diventato essenziale, non solo per quanto riguarda l’ambito sociale, ma anche lavorativo. Tantissimi sono infatti i brand e i blogger che sfruttano lo stesso servizio per pubblicizzare i propri leggi di più...

Revisione bombole Metano: una procedura di 70 anni da rinnovare

di Redazione

La revisione delle bombole delle auto a metano sta stretta agli automobilisti che reclamano una semplificazione della procedura così come avviene fuori dall’Italia. A dirlo è il CEM (Consorzio Energia Metano) che ha raccolto il malcontento degli utenti che vanno a metano e fanno i conti con la revisione delle bombole a metano ogni 4 anni. Indubbiamente pensare che in Germania ad esempio è sufficiente una più frequente ma solo controllo visivo, fa pensare al solito balzello italiano per spillare soldi ai contribuenti. Ma non bisogna dimenticare che la prevenzione, forse eccessiva, sulla revisione delle bombole a metano ha evitato gli incidenti che si sono verificati in Europa.

L’INNOVAZIONE DELLE CNG-4 DECLASSATA IN ITALIA

Continuando a mantenere tali procedure, riporta il CEM, si rischia di annullare tutti gli sforzi che ogni attore della filiera del metano per auto compie quotidianamente al fine di rendere il gas naturale un carburante oltre che economico ed ecologico, anche di semplice utilizzo per l’utenza. La diffusione dei veicoli CNG, alimentati a gas naturale, rischia così di essere compromessa da un sistema di revisione dei serbatoi che, dal 1950 praticamente non subisce alcun adeguamento.” In effetti l’ammodernamento tecnologico delle bombole in fibra (CNG4) non ha cambiato le cose, e anzi sembra aver creato ancora più disagio a chi ha comprato un’auto a metano di una delle marche tedesche più note.

QUANTI TIPI DI BOMBOLE METANO E COSA CAMBIA

Del resto fuori dall’Italia tutti i Paesi si attengono al regolamento europeo EN R110 di omologazione delle bombole a metano mentre le modalità di revisione e riqualificazione sono definite dal Costruttore delle bombole stesse. Regolamento che l’Italia ha assimilato con le stesse procedure in maniera indistinta per tutti i tipi di bombole, nonostante quelle in fibra siano più resistenti di quelle in acciaio. Ogni 4 anni le bombole per il metano da autotrazione devono essere smontate, revisionate e collaudate. A prescindere che siano di tipo CNG-2, CNG-3 o CNG-4. Per maggiore chiarezza riportiamo sotto le differenze come spiega il Ministero nella circolare:

– CNG-2    bombole  con  corpo  metallico  rinforzato  da  una  guaina  composta  da  un  filamento  continuo impregnato con resina (avvolte in maniera circonferenziale),

– CNG-3    bombole  con  corpo  metallico  rinforzato  da  una  guaina  composta  da  un  filamento  continuo impregnato con resina (completamente avvolte),

– CNG-4   bombole  con  corpo  non  metallico  e  rinforzato  da  una  guaina  composta  da  un  filamento continuo impregnato con resina (tutto composito).

I COSTI DEI CONTROLLI CONTRO I RISCHI DELLE ISPEZIONI

Rispetto a ciò che è previsto in Italia per la revisione delle bombole a metano (smontaggio, revisione e collaudo), in Germania ci si limita solo a un’ispezione visiva. Due pesi e due procedure diverse all’interno dello stesso spazio comunitario. Se è vero  che la revisione delle bombole di metano in Italia rosicchia il risparmio economico e ambientale bisogna  tenere conto del rischio di un’ispezione alla buona. Chi ha le bombole CNG-4 scadute è costretto a circolare a benzina in attesa dell’ispezione . Non è un caso se in Italia non si sente parlare di auto a metano che esplodono come è accaduto in Germania. Ma secondo quanto scriveva già Quattroruote sul numero 11/2016, gli stessi incidenti si sarebbero verificati anche in Svezia e Repubblica Ceca nello stesso periodo. Tanto da costringere Volkswagen a richiamare i modelli a metano prodotti tra il 2004 e il 2014 per l’elevato rischio di corrosione delle bombole. Sicuramente l’Italia ha un grande bisogno di snellire la burocrazia e alleggerire le pratiche che ruotano attorno all’auto. Ma siamo sicuri che allargare le maglie dei controlli non apra la porta a rischi ben più grossi e costosi per la sicurezza pubblica? A voi ogni plausibile deduzione.

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[E3 2019] Replay evento Xbox e resoconto delle novità annunciate

di Alexandre Milli

Il 9 giugno, alla fiera mondiale dei videogiochi E3 2019, è andato in scena il consueto evento Xbox. Quest’anno il focus è stato sulla next-gen, xCloud, oltre che sulla presentazione di nuovi giochi. Replay e resoconto Durante la settimana della fiera, tutte le più importanti case produttrici di videogiochi hanno mostrato al grande pubblico le […]

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200 navi da crociera inquinano 20 volte più di tutte le auto d’Europa

di Redazione

Mentre in Europa si decide il futuro delle auto sempre meno inquinanti, le navi da crociera stazionano indisturbate nei porti emettendo in navigazione anche 20 volte la quantità delle auto circolanti (10 volte relativamente ai soli ossidi di zolfo). Lo rivela il rapporto di Transport&Environment sull’inquinamento nei porti europei confrontando le auto circolanti con le emissioni dei giganti del mare attraccati nelle città portuali. La classifica italiana vede Venezia, davanti a Civitavecchia e Napoli tra i porti in cui le emissioni di ossidi di zolfo sono arrivati a 28 tonnellate nel 2017.

203 NAVI EMETTONO PIU’ DI 260 MILIONI DI AUTO

Tra le 50 città più inquinate d’Europa per le emissioni delle ciminiere da turismo marittimo, quelle più afflitte dalle emissioni delle navi da crociera sono Barcellona, Palma de Majorca e Venezia. Dal bilancio di T&E viene fuori che nel 2017 203 navi da crociera che hanno solcato le acque d’Europa hanno emesso in totale 62 mila tonnellate di ossidi di zolfo, 155 mila tonnellate di ossidi di azoto, 10 mila tonnellate di polveri sottili e più di 10 tonnellate di CO2. L’equivalente –  per quanto riguarda gli ossidi di zolfo – di quanto emetterebbero i 260 milioni di auto circolanti in Europa, ma moltiplicato per 20.

IL BILANCIO DI SOx IN ITALIA

Dall’immagine qui sopra ripresa dal rapporto di T&E, Spagna, Italia e Norvegia sono anche i Paesi con il più alto livello di ossidi di azoto. Riguardo all’Italia in particolare è Venezia la città con il cielo più denso di ossidi di zolfo proveniente da navi da crociera. I dati che riportiamo di seguito provengono dall’analisi di T&E che ha seguito le rotte delle imbarcazioni ciclopiche tramite il tracciamento satellitare e quindi hanno fatto una stima delle emissioni in ogni punto delle tratte, porti compresi. A Venezia (prima in Italia e terza in Europa), ad esempio, 68 grandi navi da crociera emettono 27,5 tonnellate di ossidi di zolfo durante 8.000 ore in porto a motori accesi.  A Civitavecchia stazionano 76 imbarcazioni per 5.466 ore l’anno, che emettono quasi 22,3 tonnellate di ossidi di zolfo. L’equivalente di 55 volte la quantità di SOx emessa dalle 33.591 auto circolanti in città. Qui sotto il grafico mostra quali solo le città portuali italiane più inquinate.

L’EUROPA È DIVISA IN DUE SULLE POLITICHE AMBIENTALISTE

Ampliando invece il focus sull’Europa, il confronto tra le emissioni delle navi da crociera e quelle delle auto circolanti in città è impietoso per Spagna e Italia, mentre la Norvegia è presumibilmente influenzata dal parco circolante tendenzialmente elettrico nelle città. Dallo studio di T&E consultabile nel dettaglio qui, emerge, come abbiamo spiegato anche su SicurAUTO.it che in Europa esiste una legislazione in poco ferrea in fatto di emissioni marittime. Lo testimonia ancora una volta il fatto che – come riporta T&M – 4 delle 5 città portuali più inquinate sono nel Mediterraneo. Questo perché l’Europa settentrionale ha implementato la Sulphur Emission control area, che prevede limiti al tenore di zolfo nei carburanti, e predisporrà un controllo più restrittivo alle navi in transito per i mari del Nord. Tutto questo chiaramente non porterebbe a niente altro che sensibilizzare e incentivare i Governi e le Autorità portuali all’installazione di colonnine di alimentazione elettrica nei porti ma anche a sgravi per l’adozione di sistemi di alimentazione a gas che possano evitare l’utilizzo dei motori accesi in banchina per molte ore. Altrimenti il sacrificio di chi lascia l’auto a casa nei giorni dei blocchi del traffico servirà a poco senza una politica eco compatibile più integrata.

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Manutenzione auto elettrica e ibrida: l’editoriale

di Claudio Cangialosi

Lo scandalo Dieselgate e l’ulteriore lotta alle emissioni di CO₂ imposta lo scorso 27 marzo dal Parlamento europeo – che ha portato il target di gr/km di CO₂ dai 95 (del 2021) ai 56 gr/km del 2030 – hanno tracciato in modo inequivocabile la strada del futuro mercato automotive. Entro il 2030, secondo GiPA, le auto con motore a combustione interna (ICE) saranno probabilmente ancora la parte predominante delle immatricolazioni e ancor di più del circolante: 4,6% di elettriche pure (EV); 11,4% di ibride (HEV); 84% di auto tradizionali (ICE). Ma questo è solo uno dei tanti outlook che permettono di avere delle previsioni sulle vendite delle auto elettriche ed ibride, ne diamo una completa panoramica qui. Se è vero che le auto elettrificate rappresentano ancora una percentuale bassissima del parco circolante (almeno in Italia, in altri Paesi va diversamente) grazie agli incentivi c’è stato un recente boom di vendite di auto elettriche e plug-in ad Aprile 2019. Sempre “bruscolini” qualcuno potrà dire, verissimo.

Un cambiamento inesorabile con alcuni miti da sfatare

Tuttavia i vari blocchi della circolazione (in Italia ed in Europa) e le drastiche riduzioni della CO₂ hanno ormai tracciato un percorso chiaro: la mobilità del futuro sarà sempre più elettrica (e connessa). Questo non significa che noi di SicurAUTO.it siamo a favore della morte del Diesel o dell’auto elettrica, abbiamo semplicemente registrato un trend (anche di marketing) e abbiamo notato come attorno alle auto elettriche ed ibride iniziassero a girare già tanti miti e domande. Per questo ci è sembrato giusto indagare e chiarire, focalizzandoci innanzitutto sui costi di manutenzione ordinaria delle auto elettriche ed ibride. Non solo per informare gli automobilisti, ma per aiutare anche gli addetti ai lavori dell’aftermarket (meccatronici, ricambisti, officine, distributori, etc.) a capire come cambierà il mondo automotive nel momento in cui l’elettrificazione di massa diventerà realtà.

Tanta confusione in giro, anche tra gli esperti

Leggendo alcune dichiarazioni di importanti Associazioni di categoria, secondo le quali le auto elettriche sarebbero praticamente esenti da manutenzione (“primo tagliando dopo 240.000 km”, si legge in una presentazione di ANFIA sull’elettrificazione), ci siamo accorti di quanto poco si conosca ancora sulla manutenzione ordinaria delle auto elettriche. Persino importanti società di noleggio a lungo termine, interpellate durante la nostra indagine, ignorano i futuri costi di manutenzione ordinaria delle auto elettriche già presenti nella loro offerta, un paradosso considerato che dovrebbero conoscere perfettamente il reale TCO delle auto in portfolio. Nemmeno le Associazioni automotive europee, da noi contattate all’inizio della nostra indagine, sono state in grado di chiarirci le idee sul tema costi di manutenzione.

Claudio Cangialosi durante la presentazione dell’indagine in anteprima ad Autopromotec 2019.

Intuizione giusta: nasce il metodo di lavoro

Tutto questo ci ha fatto capire che avevamo avuto l’intuizione giusta e, grazie al suggerimento di Rhiag Group (main sponsor dell’inchiesta) abbiamo deciso di realizzare questa indagine allargandola anche alle auto ibride, poiché anche sulla manutenzione di queste vetture c’è ancora confusione. Da qui il titolo dell’indagine: “Manutenzione auto elettrica e ibrida”. È vero che se acquisto un’auto elettrica potrò dimenticarmi del “tagliando”? Si risparmia davvero tanto nella manutenzione ordinaria di un’auto elettrica e ogni quanti anni dovrò incontrare il mio meccanico? Quali ricambi si dovranno sostituire e che ripercussioni avranno le auto elettriche su tutta la filiera aftermarket (OE e IAM)? Partendo da queste e altre domande, ci siamo inventati un metodo di lavoro e abbiamo realizzato la prima indagine sul tema manutenzione auto elettrica ed ibrida. Potrete leggere tutti i risultati nelle infografiche e negli approfondimenti presenti in questa home page.

Lavoro lungo, complesso e pieno di ostacoli

Non è stato facile realizzare questa indagine, lo confessiamo. Non tutti i Costruttori sono stati aperti e veloci nel fornirci tutti i dati richiesti (BMW si è rifiutata di collaborare, forse per timore di svelare costi molto alti?…). Sono state infatti necessarie, in alcuni casi, decine e decine di chiamate ai vari (sfuggenti) PR, quasi a dover desegretare costi e piani di manutenzione che di diritto dovrebbero essere messi a disposizione dei consumatori e degli addetti ai lavori. La disomogeneità dei dati (per formato e completezza) ha poi creato ulteriori problemi che, ci auguriamo, di aver tradotto nella più completa e trasparente indagine sui costi di manutenzione delle auto elettriche ed ibride sino adesso mai realizzata in Italia, e probabilmente in Europa.

Alcuni miti che abbiamo sfatato

Una cosa che salta subito all’occhio, scorrendo le varie infografiche emerse dall’inchiesta, è che la manutenzione delle auto elettriche sarà praticamente sempre annuale (fa eccezione solo la Jaguar I-Pace) e che quindi automobilisti ed officine si incontreranno spesso, avendo una doppia ripercussione positiva sulla sicurezza stradale e la filiera aftermarket. I costi di manutenzione di queste auto sono di norma minori, ma le differenze non sono così eclatanti come si poteva immaginare ascoltando le classiche “chiacchiere da bar” già circolanti. Anche sulle auto ibride emerge un dato importante: l’equazione “doppio motore = doppi costi” è quasi sempre falsa. I costi sono spesso molto simili e solo in un caso (restando nello stesso marchio) i costi si differenziano di molto. Per tutti i risultati nel dettaglio vi rimando alla lettura di questo articolo.

Claudio Cangialosi durante la presentazione dell’indagine in anteprima ad Autopromotec 2019.

Le elettriche sono sicuramente diverse, ma non così tanto

Ma perché i tagliandi sono frequenti anche nelle auto elettriche? Spulciando i piani di manutenzione ordinaria ufficiali “ci si ricorda” che anche queste auto hanno tante parti in comune con le auto tradizionali (sospensioni, braccetti, freni, pneumatici, filtri aria, cuscinetti, etc) le quali richiedono un controllo costante per essere certi che tutto funzioni in sicurezza. Per esempio: il liquido freni diventa ancora più importante nella manutenzione delle auto elettriche, poiché potenzialmente soggetto ad accumuli di umidità considerato queste vetture, per via del recupero di energia, sollecitano poco l’impianto frenante.

La Garanzia sulla batteria legata ai tagliandi, uno degli scoop emersi

Un aspetto importante, che in alcuni casi forzerà i clienti a fare manutenzione regolare, è la Garanzia sulla batteria. Ricordiamoci, infatti, che le auto elettriche sono coperte da una Garanzia fino a 8 anni sulla batteria (con km variabili a seconda del marchio). Una condizione che richiederà una maggiore attenzione alla regolarità dei tagliandi come abbiamo scoperto nella nostra inchiesta (ben oltre la durata della classica garanzia legale). In questo contesto, si prevede, che le auto connesse potranno aiutare con la manutenzione predittiva: sarà il veicolo, in futuro, a consigliare al conducente quando e dove fare il tagliando. Un boom atteso entro il 2030, quando il 70% dei veicoli circolanti in Europa sarà in grado di inviare dati telematici (fonte CARUSO). Una prospettiva tutta nuova per autoriparatori e consumatori che richiede chiarimenti su proprietà dei dati, privacy e libertà di scegliere liberamente a chi rivolgersi per riparare la propria auto connessa (ne abbiamo parlato con il neutral server CARUSO e con l’avvocato Beccari di ADIRA).

Tanti approfondimenti utili per automobilisti e operatori dell’aftermarket

Per completare l’indagine sulla Manutenzione auto elettrica e ibrida anche con i cambiamenti già in atto o in discussione presso la Commissione EU, abbiamo contattato diverse Associazioni di categoria ed Enti internazionali che ci hanno dato interessanti spunti di riflessione. Sono tanti, infatti, gli approfondimenti che abbiamo aggiunto attorno all’inchiesta. Ad esempio: costi di smaltimento batterie, abilitazione PES/PAV/PEI, mito del deficit energetico nazionale, interviste esclusive, etc. Letture interessanti, mi auguro, sia per gli automobilisti più informati che gli operatori del settore della riparazione auto e dell’aftermarket. Potete leggere tutto nel nostro speciale presente qui: lo speciale verrà arricchito nel tempo di nuovi contributi su cui stiamo già lavorando. Vorrei chiudere questo editoriale con un ringraziamento speciale al mio caporedattore Donato D’Ambrosi fulcro centrale di tutta l’indagine e a Rhiag Group per aver creduto nel valore della nostra inchiesta.

L'articolo Manutenzione auto elettrica e ibrida: l’editoriale proviene da SicurAUTO.it.

SicurAUTO.it svela ad Autopromotec l’inchiesta “Manutenzione auto Elettrica e Ibrida”

di Donato D'Ambrosi

SicurAUTO.it svelerà in anteprima ad Autopromotec l’indagine Manutenzione Auto Elettrica e Ibrida, realizzata in collaborazione con Rhiag Group, main sponsor dell’iniziativa.

COSA ANALIZZA L’INCHIESTA

L’inchiesta analizza e mette a confronto i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di circa 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). Un focus specifico è stato posto sulle ore di manodopera previste dai tempari, in modo che gli operatori del settore possano farsi un’idea di come potrebbe cambiare il loro business con la futura, e ormai inevitabile, crescita delle auto elettriche ed ibride.

MITI DA SFATARE

L’indagine rivela tante novità e smentisce molti miti sui costi reali della manutenzione ordinaria richiesta dalle auto elettriche e ibride. Nell’inchiesta si scopre, ad esempio, che non è affatto vero che le auto elettriche non andranno mai in officina, ma anzi avranno bisogno di interventi frequenti, secondo quanto prescritto dai piani di manutenzione delle Case auto oggetto dell’indagine (sono state analizzate vetture prevalentemente “top seller”).

DOVE E QUANDO

SicurAUTO.it presenterà i dati dell’indagine commentando i risultati più eclatanti fino ad oggi sconosciuti a molti attori del mondo aftermarket, durante il convegno “Il futuro dell’autoriparazione: i cambiamenti dello scenario, della mobilità e della manutenzione” organizzato da Confartigianato. Appuntamento quindi a sabato 25 maggio 2019 alle ore 14, presso la Link Room. L’evento è inserito nel calendario di AutopromotecEDU organizzato all’interno di Autopromotec, la più ampia rassegna internazionale di attrezzature per officine che si terrà alla Fiera di Bologna dal 22 al 26 maggio 2019.

L'articolo SicurAUTO.it svela ad Autopromotec l’inchiesta “Manutenzione auto Elettrica e Ibrida” proviene da SicurAUTO.it.

Tutte le novità di Windows 10 May 2019 Update per PC e tablet

di Biagio Catalano

È iniziato il rilascio del settimo grande aggiornamento per Windows 10, installabile da tutti tramite Windows Update. Il pacchetto cumulativo, che arriva con il nome di May 2019 Update (nome in codice 19H1), porta diverse migliorie, correzioni di bug, ma soprattutto nuove funzioni, che si aggiungono a quelle introdotte da Windows 10 November Update, Anniversary […]

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[BUILD 2019] Replay e resoconto delle novità annunciate

di WindowsBlogItalia

Il Build è, per sviluppatori e tutti noi appassionati del mondo Microsoft, senza dubbio l’evento più atteso dell’anno; quest’anno, nei tre giorni dell’evento, dal 6 all’8 maggio, sono state annunciate e presentate tante novità per l’ecosistema Microsoft. Replay e resoconto novità Si è tenuta Seattle l’annuale conferenza Microsoft dedicata al mondo degli sviluppatori e alle […]

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L’app di WindowsBlogItalia ora disponibile anche per Windows 98

di Pasquale Pignataro "Pasqui industry"

Come ben sapete, il nostro sito è affiancato da diverse applicazioni che coprono una vasta gamma di dispositivi e sistemi operativi, così da permettervi di portare le nostre notizie sempre con voi, qualunque dispositivo voi abbiate, che sia Windows, Android, iOS, Teletext o Commodore 64. Oggi vi annunciamo la disponibilità della nostra app ufficiale su […]

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SicurAUTO.it e SicurMOTO.it iniziano un grande e nuovo progetto con Gazzetta.it

di Redazione

SicurAUTO.it e SicurMOTO.it si rifanno totalmente il look e annunciano ufficialmente la partnership con il progetto digitale Motori de “La Gazzetta dello Sport”. I due noti portali, riconosciuti non solo per l’informazione a 360 gradi su sicurezza, attualità, tecnica, manutenzione, crash test e tanto altro, sono adesso più moderni, facili da navigare e ricchi di contenuti.

LA PARTNERSHIP CON GAZZETTA.IT

Con notizie quotidiane sempre nuove, particolarmente orientate agli automobilisti, ai motociclisti e agli autoriparatori dell’aftermarket, SicurAUTO.it e SicurMOTO.it sono stati scelti dal gruppo RCS grazie alla loro verticalità e riconosciuta qualità. Risultati che permettono, in particolar modo a SicurAUTO.it, di raggiungere mensilmente oltre 500.000 utenti unici (fonte Google Analytics).

NUOVI PROGETTI SPECIALI E CONTENUTI WEB

Nei prossimi mesi altre novità verranno lanciate e nuovi progetti saranno svelati al grande pubblico. Progetti che si andranno ad affiancare al famoso #SicurEDU – progetto video unico in Italia – che permette ad automobilisti e autoriparatori di informarsi e conoscere più da vicino tutti i componenti più importanti per la manutenzione auto. Il progetto speciale #SicurEDU ha infatti già raggiunto oltre 3.000.000 di visualizzazioni sul canale Youtube di SicurAUTO.it (canale con 70.000 iscritti e più di 57 Mio di views).

IMPEGNO SFIDANTE E APPASIONATO CON I LETTORI

Siamo molto felici ed orgogliosi di far parte di questo nuovo e ambizioso progetto editoriale del Gruppo RCS – ha dichiarato Claudio Cangialosi, CEO e Direttore di SA & SMessere stati scelti per la nostra unicità conferma che la strada intrapresa, ormai quasi 20 anni fa, era quella giusta. Oggi siamo leader del nostro settore e siamo certi che questa nuova partnership rafforzerà il nostro posizionamento e arricchirà il nostro progetto editoriale“.

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Aerei sempre più inquinanti delle auto: +42% di voli entro il 2040

Il numero di aerei in Europa continua a crescere, e anche le emissioni: entro il 2040 +21% di CO2 e +16% di NOx

[Connect 2018] Replay evento Microsoft del 4 dicembre

di Marco Fiore

 Microsoft Connect è l’evento ideale per chi sta sviluppando app native per il cloud, per chi vuole approfondire il settore Azure e Visual Studio o semplicemente per chi sta iniziando a creare codice. Microsoft Connect 2018 | 4 dicembre dalle 17:30 L’edizione di quest’anno di Microsoft Connect è prevista per il 4 dicembre. All’evento […]

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Ottimizzazione contenuti: quanto deve essere lungo un post?

di Marco Grigis

Alcuni consigli per comprendere quanto debba essere lungo un post sul web, a seconda dell'argomento, del target e della tipologia di traffico.

Leggi Ottimizzazione contenuti: quanto deve essere lungo un post?

Tutte le novità di Windows 10 October 2018 Update per PC e tablet

di Biagio Catalano

A ottobre 2018 inizia il rilascio del sesto grande aggiornamento per Windows 10, installabile da tutti tramite Windows Update. Il pacchetto cumulativo, che arriva con il nome di October 2018 Update (nome in codice Redstone 5), porta diverse migliorie, correzioni di bug, ma soprattutto nuove funzioni, che si aggiungono a quelle introdotte da Windows 10 November […]

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Tasse auto in Germania a confronto con l’Italia

di Giovanni Mancini

Siamo stati in Germania, in occasione della festa organizzata da Mercedes-AMG, per provare la famiglia dei modelli GT sulla pista di Bilster Berg. Auto da sogno, tanti cavalli e fascino a non finire e ci ritroviamo a parlare di tasse auto in Germania…
Durante la prova della Mercedes-AMG GT R ti ritrovi con gli ingegneri che l’hanno progettata e costruita, i quali ti illustrano per filo e per segno tante curiosità tecniche e le sue prestazioni. Si parla del più e del meno fino ad arrivare alla nota dolente “tasse auto in germania” ed a fare confronti con la tassa di possesso dovuta in Italia per questa vettura.
È stata una “pugnalata” sapere quanto paga in Germania la GT R motorizzata con il 4 mila biturbo da 585 CV: meno di 500 Euro da pagare come “tassa di circolazione”! Una cifra onesta contro i 7.000 Euro imposti in Italia (oltre 5.000 Euro di solo superbollo al quale aggiungere anche il bollo di € 1.694) che paghi comunque, anche se decidi di tenere la vettura in garage ferma.
Il nostro è un vero “primato” visto che nessuna altra nazione tassa le macchine con potenza superiore a 185 Kw con 20 Euro per ogni Kw eccedente.
È proprio vero, nel nostro Paese gli automobilisti sono una sorta di bancomat usato dal Governo per rimpinguare le casse sempre più in difficoltà. Ma la “spremitura” non riguarda solo il superbollo per le auto con oltre 185 kW. Sono senza mezza misura anche i costi dei passaggi di proprietà (oscillano da 400 a 1.000 Euro e oltre) contro un decimo di quelli sostenuti dai tedeschi: per una vettura su cui sborsiamo 450 Euro, lì ne pagano solo 45!
Ma c’è anche la differenza sull’IVA per l’acquisto di una nuova auto (Italia 22% contro il 19% della Germania), per la quale tra l’altro lì non si paga la tassa di registrazione così come nella Repubblica Ceca, Bulgaria, Estonia, Lituania, Svezia (dove però qui l’IVA è al 25%) e Regno Unito.
Per non parlare dei carburanti: noi abbiamo le accise tra le più care di tutta Europa che incidono per 728 Euro per 1.000 litri di benzina e 617 Euro per 1.000 litri di gasolio.
Aggiungi anche che in Germania da trent’anni è possibile omologare tutte le “elaborazioni” sulle automobili, che in Italia sono per la maggior parte sono vietate. Ci sono tratti autostradali senza limiti di velocità dove si può andare anche oltre i 300 km/h; in più non si è mai pagato un bollo e fino al 2012 la patente tedesca non aveva scadenza, mentre dal 2013 si rinnova ogni 15 anni.
E per finire… le donnine non sono per strada, ma in case chiuse regolamentate dallo Stato. Vi pare poco?
Insomma non solo le tasse auto in Germania sono un decimo di quelle italiane ma l’automobile non si tocca grazie ad una lobby molto forte che la tutela e la protegge in ogni momento.

L’editoriale completo è su Elaborare ottobre 2017
Elaborare ottobre 2017 editoriale con tasse auto in germania

L'articolo Tasse auto in Germania a confronto con l’Italia proviene da ELABORARE Tuning.

Rivista, forum, eventi punti di incontro per scambio di esperienze

di Giovanni Mancini

Elaborare Day

E' proprio vero, la passione si alimenta quando ci si incontra. La nostra “mission”, infatti, è sempre stata quella di riunire le persone accomunate dallo stesso interesse per il mondo delle auto. Così da 21 anni, oltre a veicolare attraverso la rivista tanti contenuti su vetture sportive, elaborazioni, aziende e preparatori specializzati, da molto tempo segnaliamo gli eventi più importanti anche tramite il nostro forum un importante punto d'incontro, uno dei primi social del mondo motoristico. Sono passati più di 16 anni dal giorno in cui è nato (forum.elaborare.com): era il lontano 1° febbraio 2001, quando i primi timidi post comparivano sui thread appena nati nelle diverse discussioni. Si stava formando una delle prime comunità a tema motori. “Motocarro” era l’avatar del “principiante”; una smart quello dello “smanettone” (superati i 30 post); BMW quello del “Capo Officina” (superati i 300 post); Porsche quello del “preparatore” (superati i 600 post); una Ferrari quello del “millennium member” (superati gli 800 post); in tal modo si scandivano i gradi di una gerarchia fatta di “pischelli” e anziani. Per alcuni anni il nostro forum ha rappresentato la preistoria del “social”, che ha visto poi proliferare (ma ci sono voluti altri 4/5 anni) altri forum di marca e di club, fino ad arrivare alla nascita di Facebook avvenuta in Italia il 14 maggio del 2008. All’inizio era utilizzato anche come “chat” ed effettivamente con Facebook e l’arrivo di altri social come Instagram e Twitter questo fenomeno si è praticamente esaurito: ora è un ambiente più pacato e tranquillo con discussioni ragionate e approfondite, interventi mirati da parte di chi scrive o richiede informazioni e tantissime consultazioni (oltre 1.500.000 visualizzazioni/mese e 300.000 utenti unici). Poi ci sono gli ElaborarE Day, eventi organizzati negli autodromi che negli anni hanno sempre portato in pista moltissimi appassionati, protagonisti in expo o in circuito nei turni di prove libere con le proprie vetture speciali, sempre tiratissime. Gli ultimi appuntamenti di Modena e Battipaglia ne sono stata una conferma: un grande successo di partecipanti, Club, Scuderie, Aziende e Preparatori! Un fine settimana “caldo” nel quale si sono svolti diversi eventi importanti e numerosi raduni “locali” (molti dei quali regolarmente patrocinati da Elaborare), che hanno fatto registrare quasi tutti una massiccia presenza. È sicuramente un segnale positivo di un risveglio della passione per le auto, i motori e la guida sportiva in pista che quando viene condivisa aumenta di intensità! L’invito è di dedicare più tempo ai noi stessi e alle persone con cui abbiamo in comune gli stessi interessi. E questo è il posto giusto! https://www.youtube.com/watch?v=z3bmbEttnTs

Dal Tuning al Racing il passo è breve

di Giovanni Mancini

Pilota on board Mancini

I più attenti si sono già accorti di un cambiamento avvenuto sulla testata della rivista ELABORARE dove dal mese di gennaio nel sottotitolo la parola “magazine” ha lasciato spazio a quella “racing”. La modifica del sottotitolo da “GT Tuning & Sport Magazine” a “GT Tuning Sport Racing” sancisce un parziale cambiamento di rotta con maggiori attenzioni rivolte al mondo delle competizioni, ai piloti “licenziati”, alle vetture con “passaporto tecnico”, ad alcune realtà agonistiche come il Time Attack, il Drifing, il Campionato Italiano Turismo (TCR, TCS, TCT), alle gare dell’Italiano Formula Challenge e alle competizioni di altri circuiti come Gruppo Peroni o Supercup. State tranquilli, con questo cambiamento non trascureremo lo zoccolo duro del tuning, dei club e di tutti gli appassionati con i quali continueremo a condividere sempre la stessa passione per la personalizzazione estetica e meccanica: lo facciamo da 20 anni sulle pagine della rivista, sul forum storico, in occasione degli “ElaborarE Track Day (4 appuntamenti quest’anno) nonché attraverso i social, il canale YouTube e la TV, dove siamo in onda all’interno di AutomotoTV, Sky 148. La nascita di ElaborarE Classic ha portato ad uno spostamento di contenuti riguardati le vetture storiche sportive degli anni ‘70/’80/’90 sul nuovo bimestrale in edicola con successo dal mese dello scorso luglio. Così il format di ElaborarE si modifica leggermente per ospitare più tecnica, prove di vetture da gara e tutto ciò che ruota intorno al mondo delle competizioni, dove il livello e la qualità delle preparazioni analizzate saranno sicuramente un ottimo spunto per il nostro lettore ed applicabili, in parte, sulle vetture di tutti i giorni per renderle più performanti e fare bella figura nelle giornate di Track Day. ElaborarE vuole rappresentare un nuovo punto di riferimento anche per il motorsport italiano, fino ad oggi orfano di un magazine “tecnico” dedicato. Contiamo di non deludere nessuno, vista l’esperienza consolidata del nostro Test Team, la partecipazione con successo a numerose competizioni a livello italiano, un Titolo portato a casa nella Categoria Turismo e la familiarità con dipartimenti di Ingegneria Meccanica. Alfa Romeo Giulietta 278 CV by Leone Motorsport Annunciamo anche l’arrivo all’interno della Elaborare Driving School di una bella Giulietta 1.750 preparata con regolamento del Campionato Italiano Turismo TCS (test completo a pagina 24) che si affianca alle altre vetture stradali sportive Peugeot 308 Gti, 208 Gti e Focus RS (quest’ultima guest star) provate il 12 marzo a Modena: una grande occasione per una guida allargata al “racing”, la possibilità di fare esperienza e familiarizzare con pneumatici slick, assetti ultra-rigidi, dall’interno di un abitacolo protetto dal roll-bar ancorati ad un sedile con cinture a 4 punti. Attraverso la supervisione ed il coordinamento dei piloti/istruttori professionisti della nostra scuola Elaborare Driving School sarà possibile effettuare un graduale avvicinamento verso il mondo delle competizioni, acquisendo quella padronanza ed esperienza necessaria per “staccare” una licenza e cimentarsi nelle prime gare. Con 3 pubblicazioni mirate, la passione per i motori trova contenuti da divorare a 360°, dall’off road con ElaborarE 4x4, alle auto storiche e youngtimer su ElaborarE Classic per arrivare alle pagine di questo magazine Elaborare GT Tuning Sport Racing, bibbia da anni del tuning e, da quest’anno si candida per esserlo anche del racing. Indipendentemente da terra o asfalto, vi forniamo ogni mese la ricetta giusta per vivere dense emozioni di guida. L’importante è non stare fermi ma seguire i nostri consigli. Allacciate il casco e Buona Lettura con ELABORARE!Rivista Elaborare
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