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Milano, dal 2023 le caldaie a gasolio saranno bandite

di Emanuela Acri
Ormai è risaputo che le caldaie a gasolio, molto probabilmente, rappresentano la causa principale di livelli eccessivi relativi al particolato nell’aria, soprattutto durante l’inverno. Proprio per questo motivo la città di Milano ha deciso di porre un rimedio definitivo. Dunque il sindaco della città, Giuseppe Sala, ha recentemente comunicato in via ufficiosa che a partire […]

Blocchi Auto Diesel Euro 5 in Germania: città, multe ed eccezioni

di Donato D'Ambrosi

Blocco traffico per smog

I blocchi auto diesel euro 5 in Germania non hanno trovato facile approvazione tra gli automobilisti che hanno ignorato i divieti in molte città. Nel 2019 sono state irrogate 15 mila multe per divieti alla circolazione di auto diesel in Germania. In molti casi gli automobilisti erano impreparati sui Blocchi alle auto diesel attivi in molte città e zone extraurbane. Ecco le città in Germania dove le auto diesel Euro 5 non possono circolare e le eccezioni.

BLOCCHI AUTO DIESEL IN GERMANIA

Secondo i dati dell’ADAC (l’Automobile Club Tedesco), nel 2019 i blocchi alle auto diesel sono costati 1,6 milioni di euro agli automobilisti. Le multe per i divieti alla circolazione delle auto diesel da Euro 0 a Euro 5 sono scattate in molte città: Amburgo, Berlino, Darmstadt e Stoccarda per prime. Altrove invece sono in corso di definizione divieti alla circolazione per le auto diesel da Euro 0 a Euro 5 con eccezioni in diverse città della Germania. Ecco la mappa delle principali città in Germania dove le auto diesel non possono circolare in base alla Classe antinquinamento.

BLOCCHI AUTO DIESEL A STOCCARDA: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Da aprile 2019 a Stoccarda è scattato il divieto alla circolazione delle auto diesel fino a Euro 4: una novità che ha comportato 650 mila controlli. Di questi – secondo l’ufficio di regolamentazione del traffico – circa 6700 non avrebbero dovuto circolare nelle ZTL, ma oltre la metà rientravano nelle eccezioni ai blocchi. A Stoccarda chi viene sorpreso da una telecamera del traffico è sottoposto alle verifiche ambientali che hanno accertato già oltre 2800 multe agli automobilisti. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Stoccarda.

– Quando: dal 1 gennaio 2019 per gli stranieri, dal 1 aprile 2019 per residenti a Stoccarda;
– Quali auto: Auto e camion diesel fino a Euro 4;
– Dove: nell’intera area della città;
– Multa: 108,5 euro;
– Esenzioni: consegna, servizi di emergenza, assistenza a persone con disabilità.

BLOCCHI AUTO DIESEL A DARMSTADT: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Dall’inizio di giugno 2019 al 15 dicembre 2019, 12.137 conducenti di auto e camion hanno violato i blocchi auto diesel a Darmstadt. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Darmstadt.

– Quando: dal 1 giugno 2019;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5 e benzina Euro 1-2;
– Dove: Hügelstrasse e Heinrichstrasse;
– Multa: 108,5 euro;
– Esenzioni: Ambulanza, raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade, artigiani locali.

BLOCCHI AUTO DIESEL AD AMBURGO: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Già dal 2018 i blocchi al traffico per le auto diesel ad Amburgo hanno penalizzato 151 automobilisti. Un numero relativamente maggiore nel 2019 con 246 multe per i Blocchi alle auto diesel ad Amburgo. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel ad Amburgo.

– Quando: dal 1 giugno 2018;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5
– Dove: Max-Brauer-Allee per autoveicoli, camion e altri veicoli – Julius-Leber-Straße e Holstenstraße) e Stresemannstraße per autoveicoli oltre 3,5 t;
– Multa: 25 euro (auto) o 75 euro (camion);
– Esenzioni: residenti, servizi di emergenza, commercianti.

BLOCCHI AUTO DIESEL A BERLINO: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

I blocchi alle auto diesel a Berlino non sono verificati automaticamente tramite le telecamere del traffico, come in altre città della Germania. Da quando sono scattati i divieti alla circolazione di auto diesel a Berlino infatti i controlli sono affidati alle pattuglie in strada, al momento quindi non è possibile tracciare un numero più precisato di multe irrogate. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Berlino.

– Quando: da ottobre 2019;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5;
– Dove: Leipziger Strasse, Brückenstrasse, Reinhardtstrasse, Alt-Moabit, Friedrichstrasse, Stromstrasse, Hermannstrasse, Silbersteinstrasse;
– Multa: 20 euro (auto), 25 euro (veicoli con rimorchi o autobus) o 75 euro (camion);
– Esenzioni: Residenti, impiegati, artigiani, assistenza medica.

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Blocco diesel in Emilia Romagna: le Euro 4 tornano a circolare dal 21 gennaio

di Donato D'Ambrosi

Il Blocco diesel in Emilia Romagna rientra dall’ultimo allarme sulle auto diesel Euro 4. Una buona notizia per gli automobilisti che da alcuni giorni si erano imbattuti nel divieto alla circolazione esteso alle auto diesel Euro 4 in Emilia Romagna. Secondo l’ultimo bollettino di oggi dell’Arpa i livelli di particolato PM10 sono rientrati nei limiti (50 ug/m3) dopo le ordinanze precedenti sul blocco ai diesel Euro 4.

REVOCA BLOCCO DIESEL EURO 4, IN QUALI CITTA’

Dopo Roma che ha indetto il criticato blocco ai diesel Euro 6 in fascia verde, è comprensibile il timore di restare a piedi in tutta Italia. Il bollettino dell’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) dell’Emilia Romagna, l’allarme del 17 gennaio 2020 potrà rientrare. Dal 21 gennaio 2020 possono circolare le auto Euro 4 diesel che erano state bloccate in molti comuni tranne che a Forlì e Cesena. Il 17 gennaio 2020 infatti erano stati rilevati superamenti delle soglie di particolato PM10. Rispetto alla soglia di 50 ug/m3 di PM10, era scattata l’allerta smog a Modena (125 ug/m3), Bologna (118ug/m3), Rimini (110ug/m3), Reggio Emilia (107ug/m3), Forlì-Cesena (106ug/m3), Ferrara (106ug/m3) e Ravenna (102ug/m3).

PERCHE’ IL BLOCCO DIESEL EURO 4 IN EMILIA ROMAGNA

Il superamento della soglia di 50 ug/m3 per 3 giorni consecutivi rispetto al precedente bollettino ha fatto scattare l’estensione del blocco diesel Euro 4 in Emilia Romagna, tranne a Forlì-Cesena (13 gennaio 50 ug/m3). Come spiega l’Arpae, fenomeni di inversione termica e assenza di condensazione o di brinamento, aumentano gli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera e l’aerosol secondario. La perturbazione regionale del weekend 18-19 gennaio ha portato ad una drastica riduzione della concentrazione delle polveri, facendo rientrare i valori registrati dalle stazioni di monitoraggio. Clicca sull’immagine per vederla a tutta larghezza.

LIMITAZIONI E ORARI STANDARD SUL BLOCCO AUTO IN EMILIA ROMAGNA

Con i livelli di PM10 entro la soglia limite in tutte le province, non è più quindi in vigore il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 dal 21 gennaio 2020. Almeno fino al prossimo bollettino dell’Arpae del 23 gennaio 2020 non ci saranno limitazioni all’uso domestico di biomasse e alle temperature dei riscaldamenti domestici. Restano invece invariate le limitazioni alla circolazione nei Comuni aderenti al PAIR dell’Emilia Romagna. Non possono circolare in Emilia Romagna dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e nelle domeniche ecologiche dalle 8.30 alle 18.30:

– veicoli benzina Pre Euro e Euro 1;
– veicoli diesel Pre Euro, Euro 1, Euro 2 e Euro 3;
– ciclomotori e motocicli Pre Euro.

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Misure anti smog 2020: Barcellona bandisce 50 mila veicoli

di Raffaele Dambra

Misure anti smog 2020 Barcellona

Lotta senza quartiere alle emissioni di CO2 anche in Spagna (o forse dovremmo dire Catalogna) con le nuove e più rigide misure anti smog in vigore dal 2020 nella città di Barcellona, che hanno in pratica bandito da quasi tutta l’area metropolitana ben 50 mila vetture inquinanti. Creando di fatto la zona a basse emissioni più grande di tutto il sud Europa che, nelle intenzioni dell’amministrazione locale, dovrebbe ridurre del 15% il livello di inquinamento prodotto dal traffico veicolare.

MISURE ANTI SMOG 2020 A BARCELLONA: I VEICOLI COINVOLTI

In vigore dallo scorso 2 gennaio 2020, le misure anti smog di Barcellona sono valide dal lunedì al sabato, dalle 7 del mattino alle 20. Come detto, il provvedimento riguarda quasi l’intera area metropolitana della città catalana, per un totale di 95 kmq. Le vetture che non possono più circolare nei giorni e negli orari indicati sono le seguenti: auto benzina Euro 3 immatricolate prima di gennaio 2000; auto diesel pre Euro 4 immatricolate prima di gennaio 2006; motocicli, ciclomotori e quad tutti pre Euro 2 e immatricolati prima del 2003. Il blocco del traffico a Barcellona contempla anche i furgoni Euro 1 immatricolati prima dell’1 ottobre 1994, mentre dal 2021 scatteranno divieti anche per camion e autobus. Fermati anche dei taxi. Le multe per i trasgressori, che partiranno solo dal prossimo 1 aprile, variano da 100 a 500 euro.

BLOCCO TRAFFICO BARCELLONA 2020: SPAZIO AL CAR SHARING

Come riporta la testata L’Automobile edita dall’ACI, il blocco del traffico a Barcellona per le vetture più inquinanti, oltre a favorire l’abbattimento delle emissioni di CO2, è pensato per ‘spingere’ i tanti servizi messi a disposizione dalle compagnie di car sharing elettrico e tutte le altre soluzioni di trasporto green presenti nella metropoli catalana. A cominciare ovviamente dal noleggio in condivisione dei dispositivi della micromobilità elettrica, come gli ormai ‘trendissimi’ monopattini.

MISURE ANTI SMOG A BARCELLONA: DOPO LE AUTO TOCCA AGLI… AEREI?

Ma la battaglia della sindaca Ada Colau per rendere più ecosostenibile la sua città non si ferma alle nuove misure anti smog contro auto e moto. La prima cittadina ha messo infatti nel mirino anche gli aerei, chiedendo ufficialmente la cancellazione della tratta aerea tra Barcellona e Madrid, e proponendo al suo posto l’uso esclusivo dei treni ad alta velocità. Certo, si perderebbe un po’ più di tempo (poco meno di tre ore per il tragitto in treno contro l’ora e mezza dell’aereo, a cui però vanno aggiunti i tempi necessari per check-in, imbarco, recupero bagagli e percorso aeroporto-centro città) ma ne guadagnerebbe la salute dell’ambiente. Si stima infatti che un TAV da Barcellona a Madrid produca in media un inquinamento non superiore ai 4,9-7,25 kg di Co2 a passeggero, rispetto ai 60-80 kg emessi da un aereo.

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Come bloccare siti che si aprono da soli su Android

di Alessio Salome
Da un po’ di giorni, durante il normale utilizzo del vostro dispositivo Android, vengono aperte delle pagine Internet senza che voi facciate nulla. Le cause di questo problema potrebbero essere tante come l’installazione di applicazioni leggi di più...

Blocco diesel Euro 3 a Roma: al via il divieto permanente

di Raffaele Dambra

Blocco diesel Euro 3 a Roma

Dopo Milano, Torino, Bologna e altre città italiane, anche la Capitale estende il divieto di circolazione permanente delle automobili più inquinanti tramite il blocco dei diesel Euro 3. Roma compie dunque un altro decisivo passo verso l’obiettivo finale, che è quello di eliminare completamente i diesel dal centro storico entro l’anno 2024. Entrato in vigore formalmente venerdì 1° novembre 2019 ma sostanzialmente lunedì 4 novembre, il blocco è limitato alla Ztl ‘Anello ferroviario’ che include gran parte delle aree centrali e semi-centrali.

BLOCCO DIESEL EURO 3 A ROMA: STOP DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ

Il blocco dei diesel Euro 3 a Roma è valido dal lunedì al venerdì per l’intera giornata, con esclusione dei festivi infrasettimanali (per questo non è scattato il 1° novembre, giorno festivo, ma il 4). Insieme ai diesel Euro 3 sono interessate dal divieto di circolazione anche le autovetture a benzina Euro 2; e i ciclomotori e motoveicoli Euro 1 a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi. Inoltre, in via transitoria fino al 31 marzo 2020, non potranno circolare nella Ztl Anello Ferroviario (dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi, nelle fasce orarie 7:30-10:30 e 16:30-20:30) pure i veicoli commerciali diesel Euro 3 e benzina Euro 2 che il Codice della Strada identifica con le categorie N1, N2 e N3.

MISURE ANTISMOG ROMA 2019: ESENZIONI

Le nuove misure antismog che mettono al bando dal centro di Roma i diesel Euro 3 interessano all’incirca 230 mila veicoli, anche se non mancano le esclusioni. Sono infatti esentate dal divieto di circolazione le seguenti categorie: 1) veicoli muniti del contrassegno per persone invalide; 2) veicoli adibiti a servizi di polizia, sicurezza, emergenza, soccorso stradale, pronto intervento, trasporto salme; 3) veicoli adibiti al trasporto collettivo pubblico; 4) veicoli adibiti ai rifiuti, alla gestione emergenziale del verde, alla Protezione civile e agli interventi per il decoro urbano; 6) veicoli adibiti al trasporto di partecipanti a cortei funebri; 7) veicoli con targa C.D., S.C.V. e C.V.; 8) veicoli adibiti al trasporto dei medici in servizio di emergenza; 9) veicoli bifuel (benzina + gpl o metano), anche trasformati, purché marcianti con alimentazione gpl o metano.

ROMA: MISURE ANTISMOG GIÀ IN VIGORE

Già dallo scorso anno all’interno della cosiddetta Ztl ‘Fascia verde’ (ben più ampia dell’Anello ferroviario, come si vede dall’immagine in alto), dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi infrasettimanali, non possono accedere gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0 ed Euro 1 e i diesel Euro 2. Ovviamente questa tipologia di vetture è interessata pure dalle nuove misure contro l’inquinamento a Roma del 2019. Nella Fascia Verde, in caso di superamento dei limiti delle polveri sottili nell’aria, a partire dal terzo giorno le restrizioni si estendono alle auto benzina Euro 2, dal quinto giorno alle diesel Euro 3 e dall’ottavo alle diesel Euro 4, 5 e 6.

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Posto di blocco: le conseguenze per chi non si ferma

di Raffaele Dambra

Posto di blocco conseguenze

Non è una buona idea ignorare un posto di blocco. Le conseguenze per chi non si ferma possono infatti essere pesanti. Sia a livello economico (a causa delle severe sanzioni) che, nei casi più estremi, a livello penale. Senza dimenticare che non ottemperando all’ordine di fermarsi di un operatore di Polizia o Carabinieri, si potrebbero generare situazioni di pericolo anche sotto il profilo dell’incolumità personale, propria e degli altri.

DIFFERENZA TRA POSTO DI BLOCCO E POSTO DI CONTROLLO

Spesso si fa confusione tra posto di blocco e posto di controllo, ma si tratta di due misure che richiedono modalità operative diverse. Il posto di controllo è la classica pattuglia composta di solito da due o tre agenti e chiamata a svolgere prevalentemente opere di prevenzione. Verificando per esempio i documenti di guida, lo stato della vettura o le condizioni psicofisiche del conducente. In genere il posto di controllo interessa un solo senso di marcia e le vetture da controllare sono scelte a discrezione degli agenti. Il posto di blocco, invece, viene istituito in situazioni eccezionali e prevede il blocco di entrambi i sensi di circolazione della strada interessata. Possono essere usate corsie di canalizzazione, bande chiodate antifuga e altri strumenti analoghi per assicurarsi il rallentamento e la fermata di tutti i veicoli. A differenza del posto di controllo, infatti, il posto di blocco è tenuto a controllare tutte le vetture di passaggio.

POSTO DI BLOCCO: LE CONSEGUENZE PER CHI NON RISPETTA L’ALT

Vista la differenza tra posto di controllo e posto di blocco, sono diverse anche le sanzioni in caso di mancato alt. Chi non rispetta un semplice posto di controllo, è soggetto al pagamento di una multa da 84 a 335 euro (articolo 192 del Codice della Strada) e la decurtazione di tre punti sulla patente. Chi non si ferma a un posto di blocco, invece, non solo vede aumentarsi la sanzione pecuniaria, che in questo caso va da un minimo di 1.324 a un massimo di 5.302 euro (più 10 punti persi sulla patente). Se per evitare il blocco un conducente mette a rischio l’incolumità degli agenti e la sicurezza generale, incorre anche nel reato di ‘resistenza a un pubblico ufficiale’ (art. 337 del Codice Penale), punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Non sono poi da escludere situazioni di ulteriore rischio se le Forze dell’ordine dovessero riscontrare l’estrema pericolosità dell’automobilista che intende forzare o ha già forzato il blocco.

COSA FARE A UN POSTO DI BLOCCO

Il posto di blocco è delimitato dal segnale stradale ‘Alt Polizia’, sistemato a distanza opportuna e avvistabile con sicurezza e in tempo utile affinché il conducente possa rallentare e fermarsi senza creare alcun pericolo alla circolazione. Il segnale deve essere poi ripetuto all’altezza del punto di arresto. Ovviamente chi non ha nulla da nascondere ha il compito di attenersi alle disposizioni degli agenti presenti al posto di blocco, offrendo la massima collaborazione. Lo stesso comportamento è ovviamente richiesto anche da chi sa di aver commesso qualche ‘peccatuccio’ (patente lasciata a casa, un paio di bicchieri di troppo, ecc.). Inutile peggiorare la propria posizione, meglio mostrarsi collaborativi.

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App anti-distrazioni al volante: solo il 20% dei conducenti le usa

di Donato D'Ambrosi

La distrazione al volante è la prima causa di incidenti stradali, e lo smartphone è tra i fattori scatenanti di un fenomeno in crescita. Negli anni sono state sviluppate funzioni e app dedicate per limitare la connettività quando il conducente è alla guida. Una soluzione molto apprezzata dagli utenti, ma poco usata in auto, almeno secondo un’indagine dell’IIHS. L’Insurance Institute for Highway Safety ha infatti scoperto che solo 1 proprietario su 5 di smartphone si impegna ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare distrazioni alla guida.

UNA FUNZIONE UTILE PER 3 SU 4

L’IIHS ha condotto un sondaggio telefonico su un campione di 800 intervistati dai 18 anni in su, tutti frequenti utilizzatori di smarthpone. Almeno la metà degli intervistati utilizza un iPhone in grado di silenziare automaticamente le telefonate durante la guida. Mentre l’altra metà ha dichiarato di usare uno smartphone Android o un iPhone antecedente alla versione 6. La maggior parte delle persone (3 su 4) ha riconosciuto che la possibilità di non distrarsi alla guida con il blocco automatico delle telefonate è molto utile, ma poi solo 1 su 5 attiva la funzione anti-distrazione al volante intenzionalmente.

NOT DISTURB DALL’IPHONE 6 E iOS11

Prima di addentrarci nei risultati dell’indagine dell’IIHS facciamo chiarezza sulla funzione anti-distrazione dei più recenti iPhone. Lo stesso vale per i più moderni Android o comunque per la possibilità di connettere il cellulare con il kit vivavoce integrato o il sistema d’infotainment dell’auto. Per quanto riguarda Apple, dall’iPhone 6 in poi e comunque dal rilascio dell’aggiornamento iOS11, gli iPhone possono limitare le distrazioni del conducente durante la guida. Tutto risolto? Proprio no, poiché chiaramente, quando si scarica l’aggiornamento l’utente ha la facoltà di accettare l’attivazione automatico del blocco quando è alla guida o “non ora”. Spuntando “non ora” dovrà poi abilitare manualmente la funzione ogni volta che sale in auto. 1 intervistato su 4 ha dichiarato di non aver attivato il blocco automatico delle chiamate perché “preoccupati di perdere importanti notifiche o perché non consapevoli che l’app fosse in modalità manuale”.

QUANTI LA USANO SU SMARTPHONE MENO RECENTI

Il 19% dei conducenti con smartphone Androidi o iPhone più vecchi che hanno un blocco di sicurezza si riduce della metà di quelli che lo usano davvero in auto. Solo circa la metà di questo gruppo lo attiva per tutto il tempo di guida o per la maggior parte del tragitto. “Anche se i proprietari di smartphone non si affrettano a utilizzare le app di blocco, sembrano aperti ai promemoria che li invitano a farlo.” Afferma Ian Reagan, coautore dello studio e ricercatore presso l’IIHS. “Le richieste periodiche di Apple potrebbero aumentare l’uso della modalità automatica ‘Not disturb’ durante la guida e contribuire a frenare almeno una delle cause di distrazione del conducente.”

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