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Auto per 3 seggiolini bimbi sul sedile posteriore: la lista dei modelli 2020

di Donato D'Ambrosi

Trasportare più di 2 bambini in auto è possibile solo con alcuni modelli: ecco la lista delle auto 2020 per 3 seggiolini bimbi sul sedile posteriore

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Bonus dispositivi anti abbandono: come registrarsi al portale

di Raffaele Dambra

Bonus dispositivi anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online la piattaforma bonuseggiolino.it su cui richiedere il bonus per i dispositivi anti abbandono introdotto dal MIT per agevolare l’acquisto dei congegni obbligatori. Il primo giorno, contrassegnato da enormi problemi di sovraccarico del server (non che oggi vada molto meglio), l’accesso al portale è stato riservato ai soli esercenti per accreditarsi ed essere inseriti in un apposito elenco consultabile sul sito. Mentre da venerdì 21 può accedervi anche chi deve acquistare il dispositivo anti abbandono e richiedere il bonus elettronico di 30 euro. Che va poi utilizzato esclusivamente presso uno dei negozianti registrati sulla piattaforma. Ricordiamo che il contributo è previsto anche per chi ha già fatto l’acquisto presso qualsiasi negoziante, facendone richiesta mediante apposita procedura.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: LE COSE DA SAPERE

Ci stiamo occupando da mesi dei dispositivi anti abbandono, visto che l’argomento riguarda milioni di famiglie. Abbiamo spiegato nel dettaglio le caratteristiche dei dispositivi in base alle direttive del Ministero, ci siamo posti il problema dell’omologazione dei seggiolini, abbiamo realizzato una guida all’acquisto con dettagli e prezzi e, successivamente, testato personalmente alcuni modelli. Ma non solo: abbiamo anche rassicurato i genitori sull’allarme Bluetooth e annunciato l’approvazione del bonus di 30 euro per alleggerire la spesa. E adesso siamo pronti a guidarvi nei meandri del portale per la richiesta del contributo. Non prima di aver ricordato che l’obbligo di montare un dispositivo anti abbandono quando si trasportano in auto bambini sotto i 4 anni è in vigore dallo scorso novembre. Con sanzioni sospese fino al 6 marzo 2020, quindi ci siamo quasi. Sanzioni che prevedono multe da 83 e 333 euro e -5 punti sulla patente.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: ACCESSO AL PORTALE

Come detto, l’indirizzo della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro sull’acquisto dei dispositivi anti abbandono è www.bonuseggiolino.it. Poiché le risorse messe a disposizione non coprono tutte le richieste e l’erogazione del contributo avviene in base all’ordine temporale fino a esaurimento dei fondi, è previsto un boom di domande nei primissimi giorni. Con inevitabili ricadute sul funzionamento del portale. In questa fase bisognerà armarsi di tanta pazienza. Premessa: per registrarsi alla piattaforma, e quindi per richiedere il bonus, è necessario avere le credenziali SPID (Sistema pubblico di identità digitale) che si possono ottenere collegandosi qui. Non è una procedura difficile: servono un indirizzo e-mail; il numero di cellulare; un documento di identità valido; la tessera sanitaria con il codice fiscale. Una volta ottenute le credenziali SPID si può tornare al portale per la richiesta del bonus.

PIATTAFORMA BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME REGISTRARSI

Nel sito bonuseggiolino.it c’è una sezione riservata agli esercenti (‘Area esercente’) per accreditarsi usando le credenziali di Fisconline/Entratel. È un passaggio importante perché dal 20 febbraio 2020 in poi il bonus può essere richiesto solo presso i negozianti (fisici e online) accreditati. Il cui elenco è consultabile sulla piattaforma (‘Dove usare i buoni‘). Mentre chi ha già acquistato il dispositivo prima del 20 febbraio può chiedere il rimborso di 30 euro anche se l’ha effettuato presso un esercente non presente nell’elenco. La sezione ‘Valida buono‘ è riservata sempre agli esercenti. E serve per inserire il codice del buono elettronico ricevuto da ciascun cliente, oltre al suo valore nominale, al fine di riscuotere il credito maturato.
La sezione specifica per i richiedenti si trova invece al centro dell’homepage ed è denominata ‘Richiedi bonus‘: una volta dentro bisogna inserire le credenziali SPID ottenute in precedenza e seguire la procedura guidata per completare la richiesta. Sulla piattaforma è presente un indirizzo email a cui chiedere eventualmente assistenza.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE

Le modalità di attribuzione del bonus per l’acquisto del dispositivo anti abbandono sono contenute nel Decreto 28/1/2020 del MIT. Che potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso Scarica PDF in fondo all’articolo. Vi riassumiamo qui i punti salienti:
– Il contributo è erogato mediante il rilascio di un buono di spesa elettronico, dotato di un codice identificativo, del valore nominale di 30 euro per l’acquisto del dispositivo anti abbandono associato al codice fiscale di un minore. Ciò significa che per ogni bambino sotto i 4 anni si può ottenere al massimo un bonus; ma p.es. una famiglia con tre bambini sotto i 4 anni può ottenerne tre. Il buono generato e non utilizzato entro trenta giorni dall’emissione è annullato e, nel caso, dev’essere richiesto nuovamente. Qualora il costo del dispositivo sia inferiore a 30 euro, il contributo è pari al costo sostenuto.
– La richiesta deve presentare, oltre ai dati identificativi del richiedente (uno dei genitori o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale), anche quelli del minore (nome, cognome e codice fiscale). Saranno effettuati rigidi controlli, soprattutto per accertare l’età del minore, mediante collegamento con l’anagrafe tributaria.
– Ribadiamo che per gli acquisti dei dispositivi anti abbandono effettuati in data antecedente al 20 febbraio 2020 è previsto un rimborso pari a 30 euro per ogni dispositivo acquistato. L’istanza di rimborso va richiesta entro 60 giorni dall’avvio della piattaforma. Allegando copia dei giustificativi di spesa, scontrino fiscale o fattura, attestanti l’acquisto del dispositivo anti abbandono. Se il giustificativo di spesa non riporta la specifica di acquisto ‘dispositivo anti abbandono’ (o simili), il richiedente deve produrre un’autocertificazione secondo il modello disponibile sulla piattaforma. I rimborsi avvengono mediante accredito della somma sul conto corrente intestato al richiedente.

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Dispositivi anti abbandono: MyMi funziona anche senza smartphone

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono

La startup milanese Bluon, che in passato ha già creato altri prodotti legati alla sicurezza dei bambini, ha incontrato la stampa specializzata, tra cui noi di SicurAUTO.it, per presentare il suo dispositivo anti abbandono MyMi. La presentazione è avvenuta proprio alla vigilia della messa online della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro, fissata il 20 febbraio 2020, e in previsione dell’avvio delle sanzioni (dal 6 marzo) per coloro che non hanno ancora provveduto a mettersi in regola. Gli utenti abituali del nostro portale sanno già con quanta attenzione abbiamo affrontato l’argomento ‘dispositivi anti abbandono’. Seguendo passo dopo passo il travagliato iter legislativo, segnato da non poche incertezze e contraddizioni. E soprattutto testando direttamente alcuni prodotti per capire se ce ne fosse qualcuno migliore o più affidabile degli altri. Per questo ci siamo avvicinati con molta curiosità al nuovo dispositivo antiabbandono MyMi, annunciato come ‘rivoluzionario’ e ‘con tripla sicurezza’. Come sarà andata?

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COSA PREVEDE LA NORMATIVA

Prima di spiegare come funziona MyMi riepiloghiamo velocemente la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono, già in vigore dallo scorso novembre (ma, come detto, le sanzioni saranno irrogate solo dal 6 marzo 2020). La normativa riguarda quei dispositivi di allarme predisposti a prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai 4 anni a bordo delle auto. Tali dispositivi possono essere integrati all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (senza alterarne le caratteristiche di omologazione), inseriti nel veicolo come dotazione di base o accessoria, oppure totalmente indipendenti. I dispositivi devono essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E soprattutto, qualora se ne presenti la necessità, devono dare un segnale di allarme. Attirando in modo tempestivo l’attenzione del conducente mediante alert visivi, acustici o aptici percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Infine, non meno importante, i dispositivi anti abbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico. Che serve ad allertare urgentemente altre persone se per un motivo qualsiasi il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

COME FUNZIONA IL DISPOSITIVO ANTI ABBANDONO MYMI

Inutile dire che MyMi rispetta tutti questi parametri, altrimenti non potrebbe neanche essere commercializzato. E a differenza della quasi totalità dei prodotti oggi sul mercato, non ha per forza bisogno della app per smartphone (comunque presente) per inviare l’allarme in caso di allontanamento dal veicolo con bimbo a bordo. Una caratteristica decisamente interessante! Il dispositivo, oltre al piccolo cuscinetto sfoderabile e lavabile da disporre sul seggiolino auto (come nella foto in basso), che rileva la presenza del bimbo, è dotato infatti di un piccolo tracker-portachiavi (da attaccare al mazzo di chiavi dell’auto per essere sicuri di averlo sempre con sé) che in pratica ‘fa le veci’ dello smartphone. Emettendo anch’esso un segnale d’allarme. La ‘tripla sicurezza’ è data appunto dalla presenza di tre elementi – cuscinetto, app per smartphone e tracker-portachiavi – ognuno dei quali concorre a segnalare un potenziale pericolo. Il cuscinetto attiva una segnalazione acustica ricorrente se non rileva la presenza del tracker-portachiavi o se il bluetooth dello smartphone risulta spento; la app invia un segnale d’allarme tramite smartphone non solo al conducente ma anche alle altre persone associate; il tracker entra in funzione se per qualche ragione l’app non è in grado di inviare l’allarme (smartphone spento, scarico o con bluetooth disattivato). È importante sottolineare questo aspetto: i due sistemi (app e tracker) non sono pensati per operare in contemporanea e l’app ha sempre la precedenza. Di conseguenza chi vuole, per motivi di praticità, utilizzare solo il tracker al posto dello smartphone, deve escludere quest’ultimo. Disattivando il bluetooth oppure non installando neppure l’app.

PECULIARITÀ DEL DISPOSITIVO ANTI ABBANDONO MYMI

La app di MyMi (disponibile sia per Android che per iOS) è comunque più completa del tracker. In quanto, appunto, può avvisare non solo il conducente, ma anche un numero pressoché infinito di persone associate, aggiungendo pure la posizione geolocalizzata. Per ricevere il segnale d’allarme l’app ha bisogno soltanto dell’attivazione del bluetooth, mentre per inviarlo ad altre persone necessita anche della connessione dati. Significa che il conducente riceve il segnale sullo smartphone anche se impegnato in una conversazione telefonica o se ha il cellulare fuori campo o in modalità aerea (ma con bluetooth sempre attivato).
Il cuscinetto e il tracker-portachiavi funzionano con comunissime pile a bottone CR2450 e CR2032 entrambe sostituibili utilizzando un piccolo cacciavite (la durata media di una pila è di circa 2 anni, il livello delle batterie è monitorabile dall’app, in ogni caso entrambe le unità emettono uno specifico segnale acustico quando le pile sono quasi scariche) e che con un solo smartphone si possono gestire fino a 20 dispositivi. Chi vuole può acquistare altri tracker separatamente (per esempio in una famiglia potrebbero servirne due, uno per il papà e uno per la mamma). Importante: più tracker possono essere abbinati allo stesso cuscinetto e un tracker può essere associato a più cuscini. Pertanto se nell’auto ci sono due seggiolini (con due bambini) non è necessario portarsi dietro due tracker, ne basta uno solo. Da notare, poi, che l’app non è legata ad alcun account personale; per cui al termine dell’obbligo di utilizzo (quando il bimbo compie 4 anni) il dispositivo può essere tranquillamente ceduto ad altre persone.

GIUDIZIO DI SICURAUTO.IT SU MYMI

Di sicuro la possibilità di avere un’alternativa all’app eludendo quindi possibili problemi di natura ‘tecnologica’ dello smartphone, nonché di sostituire le pile quando si esauriscono, pongono MyMi in una posizione di fascia alta tra tutti i dispositivi anti abbandono presenti sul mercato. Forse il prezzo di 69,90 euro non è tra i più economici, ma con il bonus di 30 euro la spesa diventa più sostenibile. Il tracker-portachiavi aggiuntivo (facoltativo) costa 19,90 euro. Per quanto riguarda infine la delicata questione dell’omologazione, ricordiamo che la normativa non impone che i dispositivi anti abbandono risultino ‘omologati’. Ma richiede che, oltre a rispondere a determinate specifiche tecnico-costruttive e funzionali (per cui il produttore rilascia un’autocertificazione di conformità), non alterino in nessun modo le caratteristiche di omologazione dei seggiolini auto. A questo proposito Bluon ha genericamente dichiarato che il cuscinetto del dispositivo MyMi, in seguito a crash test (distruttivi) effettuati, non interferisce con l’omologazione di alcun seggiolino od ovetto per auto. Senza fornire però indicazioni più precise riguardo i modelli di seggiolini su cui sono stati fatti i crash test con il dispositivo installato; e l’ente/società che li ha realizzati. Restiamo ovviamente a disposizione qualora Bluon voglia indicarci anche questi dati.

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Bluetooth allarme antiabbandono: quanto è davvero pericoloso per i bimbi

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Con l’obbligo degli allarmi antiabbandono per bambini è esplosa la psicosi da pericoli del Bluetooth sui bambini. Quanto è pericoloso realmente il Bluetooth per la salute umana? Esiste il rischio di radiazioni per i bambini e i neonati seduti sopra i cuscini con allarme antiabbandono? La risposta sorprenderà sicuramente i genitori apprensivi e va cercata nei limiti delle radiazioni stabiliti dall’Unione europea.

BLUETOOTH E RADIAZIONI PERICOLOSE: DIPENDE DALLA POTENZA

Con l’obbligo di trasportare in auto bambini fino a 4 anni solo con un allarme antiabbandono, il parere dei genitori è diviso tra chi trova un investimento utile e chi invece no. Lo si può vedere anche dai commenti al nostro video test qui sotto, che mette a confronto 4 dispositivi antiabbandono diversi. Al di là dei punti di vista però in molti si chiedono ancora se il Bluetooth degli smartphone fa male alla salute. Un comprensibile timore che possiamo chiarire con l’aiuto di Tata, che dichiara quante radiazioni emette il Bluetooth di un allarme antiabbandono per bambini. Intanto cerchiamo di capire quanto è potente il Bluetooth di un dispositivo di allarme antiabbandono. In generale, come si vede dalla tabella delle Classi del Bluetooth, più è potente il segnale, più lungo è il raggio d’azione della comunicazione.

QUANTO E’ PERICOLOSO IL BLUETOOTH PER LA SALUTE UMANA

Poiché sappiamo che gli allarmi antiabbandono funzionano entro una distanza di 10 metri dallo smartphone, sono associati a potenze più basse (Classe 2, 3,4,). Che sono molto al di sotto di quanto il Wi-Fi di casa, cui è esposto quotidianamente ogni bambino in ogni famiglia che usa una connessione a internet. Vi starete chiedendo allora, ma se il bambino è seduto proprio sopra l’allarme con il Bluetooth, non è più pericoloso? La risposta è no. Il perché lo spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sull’uso degli smartphone consiglia proprio l’utilizzo di auricolari Bluetooth per ridurre al minimo l’esposizione della testa a radiazioni elettromagnetiche. Radiazioni che per costituire un rischio alla salute devono superare il valore SAR (Specific Absorption Rate) nell’uso normale di 2 W/kg. Rispetto al valore del Tasso di Assorbimento stabilito dall’Unione europea per l’intero corpo, gli smartphone super-connessi sono al di sotto di 0,5 W/kg.

Classi e portata delle connessioni Bluetooth

LE RADIAZIONI EMESSE DALL’ALLARME ANTIABBANDONO

Il pericolo reale del Bluetooth sul corpo umano ci porta a rispondere alla domanda iniziale. Il Bluetooth è pericoloso per un bambino seduto sull’allarme antiabbandono? Ora che sappiamo qual è il limite di assorbimento “sicuro” possiamo comprendere meglio quante radiazioni elettromagnetiche emette un allarme antiabbandono. Nel caso del dispositivo Tata Pad, l’azienda dichiara un valore di SAR di 0,0099 W/kg, 200 volte inferiore alla soglia dell’Ue. Piuttosto, e cogliamo l’occasione per ripeterlo ancora una volta, quando i bambini viaggiano in auto bisognerebbe proteggerli da altri rischi ricordando ad esempio di:

Montare correttamente il seggiolino e controllarlo periodicamente;
– Allacciare e stringere adeguatamente le cinturine come si vede nel video in alto;
– Far viaggiare il bambino contro il senso di marcia almeno fino a 15 mesi di età;
– Accertarsi che l’airbag passeggero sia disattivato se il bambino viaggia davanti;
– Dare il buon esempio fin da piccoli, con una guida prudente, indossando e facendo indossare a tutti i passeggeri la cintura di sicurezza.

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Dispositivi antiabbandono e omologazione: come stanno le cose?

di Donato D'Ambrosi

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

L’allarme seggiolini auto è obbligatorio dal 7 novembre, quindi per il timore di prendere una multa è partita la corsa all’acquisto di un dispositivo antiabbandono. Una partenza non priva di intoppi visto che i produttori di allarmi per seggiolini lavorano a pieno regime per poter rispondere alle richieste dei consumatori. Al punto che almeno il rischio di multe fino al 1 marzo 2020 sarà scongiurato da un emendamento che dovrà comunque essere approvato. Ma in tutto questo caos non si è ancora capito se montando un allarme antiabbandono universale si perde l’omologazione del seggiolino? Sembrerebbe di si secondo Altroconsumo. Abbiamo contatto i principali produttori di seggiolini e di dispositivi antiabbandono in commercio per fare chiarezza sull’omologazione del seggiolino e la compatibilità con i sistemi antiabbandono universali. E’ sufficiente la sola Certificazione di conformità? Ecco come stanno le cose.

I DISPOSITIVI ANTIABBANDONO MODIFICANO I SEGGIOLINI?

I genitori più informati sull’obbligo dell’allarme seggiolini si sono precipitati ad acquistare un dispositivo per essere in regola con la legge. Ma basta fare qualche ricerca sul web per accorgersi che per molti prodotti non c’è disponibilità a causa dell’elevata domanda. Inoltre la produzione ha dovuto adeguarsi alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal Ministero (vedi allegato in “Scarica PDF”). Una situazione che restringe la scelta dei dispositivi antiabbadnono per seggiolini. A lanciare l’allarme sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino montando un dispositivo antiabbandono non a norma è Altroconsumo. Secondo l’associazione dei consumatori circolano poche informazioni e non precise che potrebbero costringere gli automobilisti a un acquisto frettoloso. Un rischio che il Ministero dei Trasporti ha congelato rinviando le multe al 1 marzo 2020. Ma chi oggi acquista un dispositivo antiabbandono certificato quali rischi corre? In caso d’incidente l’allarme seggiolino può essere pericoloso per il bambino? Ecco cosa hanno risposto i principali produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono universali che abbiamo interpellato.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI A RISCHIO? IL PARERE DI REMMY SRL

Se monto un dispositivo antiabbandono su un seggiolino omologato, perdo l’omologazione? E’ la domanda che si farebbe qualsiasi genitore. Ma Michele Servalli, ideatore del dispositivo Remmy stempera i timori. “Oltre alla certificazione di Conformità, Remmy è stato sottoposto a test e validato anche dal CSI, il laboratorio dove sono stati effettuati i crash test con i seggiolini più diffusi”, spiega il CEO di Remmy SRL. Altroconsumo dal canto suo sostiene che “non è possibile provare con un crash test (facoltativi e con costi esorbitanti per le aziende, ndr) la compatibilità assoluta con tutti i seggiolini”. Motivo per cui sarebbe  consigliabile rivolgersi preferibilmente ai produttori di seggiolini in grado di garantire la perfetta compatibilità con gli allarmi della stessa marca.

I CRASH TEST FACOLTATIVI CON DISPOSITIVI ANTIABBANDONO

La stessa domanda l’abbiamo fatta all’azienda Digicom che dal 2017 commercializza l’allarme antiabbandono Tippy Smart Pad. Un sistema che viene fornito anche ad alcuni dei principali produttori di seggiolini omologati. Riguardo ai crash test effettuati nuovamente presso il laboratorio CSI, la Digicom SRL ci spiega che: “Tippy è stato sottoposto a crash test su circa 20 seggiolini del Gruppo 0-1-2 (fino ai 4 anni di età imposti dal DM, ndr)”. “I test sono stati ripetuti finché l’esito delle prove ha dimostrato che con o senza dispositivo la curva dinamica (che misura le sollecitazioni in caso di impatto) era al di sotto di quanto prevedono le norme ECE R44 ed ECE R129”. Una quantità di prove sufficiente, secondo l’azienda, da poter garantire la sicurezza del dispositivo abbinato ai seggiolini più diffusi in commercio.

L’INCERTEZZA SULLA COMPATIBILITA’ DEI SEGGIOLINI PIU’ VECCHI

D’altro canto la stessa azienda ammette che “sarebbe impossibile testare i circa 3 milioni di seggiolini diversi in commercio”. Tuttavia chiedere che un dispositivo di allarme sia compatibile con tutti i seggiolini in circolazione è forse una condizione estrema. “E’ improbabile che le aziende produttrici di seggiolini che vendono anche dispositivi antiabbandono, li abbiano testati su prodotti della stessa azienda in commercio 15 anni fa e ormai non più in vendita”. Spiega il reparto tecnico della Digicom “questi prodotti sono in circolazione non avendo una scadenza, ma sarebbe impensabile sottoporre a test anche dei seggiolini così vecchi”. Bisogna considerare infatti che i crashtest effettuati sui dispositivi antiabbandono universali non sono imposti (come invece lo sono per le aziende sui nuovi seggiolini) e i costi sono a carico dei produttori.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI CON ALLARME: COSA DICONO I PRODUTTORI

Ci sono molti produttori di seggiolini che commercializzano dispositivi antiabbandono ad uso esclusivo come il  tappetino Inglesina Ally PadChicco, invece, garantisce la compatibilità con tutti i seggiolini in commercio del dispositivo Chicco Bebécare EasyTech “oggetto di valutazione anche da parte del laboratorio CSI, che ha certificato il prodotto sulla conformità”. Ma sui suoi seggiolini Chicco sconsiglia di usare dispositivi di altre marche se non approvati, perché “i seggiolini in quanto omologati non possono subire modifiche non preventivamente approvate dall’ente che ha omologato il prodotto”Cybex, ad esempio commercializza alcuni seggiolini con allarme SensorSafe integrato e a breve sarà disponibile un kit retrofit per i seggiolini che ne sono sprovvisti. Se però si volesse montare un dispositivo universale diverso su un seggiolino Cybex, Sandro Pietrogrande, Country Manager Cybex Italia ci ha spiegato che è presto per stabilire se si perde l’omologazione. “Il tempo (di entrata in vigore dell’obbligo, ndr) è risultato insufficiente ad effettuare test e controlli adeguati su dispositivi esterni abbinati ai nostri seggiolini” dice Pietrogrande.

SEGGIOLINI CON ALLARME ANTIABBANDONO PERICOLOSI? RISPONDE ALTROCONSUMO

Sembrerebbe infatti che i produttori di dispositivi antiabbandono che abbiamo interpellato non abbiano tralasciato la sicurezza dei dispositivi in caso di incidente. Abbiamo quindi chiesto ulteriori chiarimenti ad Altroconsumo sulla sua posizione, giungendo a una conclusione più rassicurante per i genitori che hanno già fatto l’acquisto.“Dalla discussione che Altroconsumo ha avuto con diversi laboratori che certificano seggiolini e prodotti, siamo convinti che i prodotti “indipendenti” non alterino la protezione offerta dal seggiolino”, ha chiarito Altroconsumo. Tuttavia il decreto lascia insoluti alcuni dubbi sull’interpretabilità dell’uso del Bluetooth e la validità delle norme ECE R44 ed ECE R129. Secondo le norme di omologazione dei seggiolini infatti non dovrebbero esserci cuscini ausiliari ad alterarne le caratteristiche. Una osservazione che sicuramente richiederà un ulteriore chiarimento del Ministero dei Trasporti.

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L’allarme seggiolini slitta al 1 marzo 2020: cosa fare in caso di multa

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

L’obbligo dell’allarme seggiolini bimbi è tecnicamente in vigore non senza punti in sospeso da chiarire su incentivi, controlli e le multe. Proprio per questo il Governo è al lavoro su un emendamento che farebbe slittare al 1 marzo 2020 l’allarme antiabbandono obbligatorio e le multe per chi non ha un dispositivo conforme in auto. Intanto però, come già abbiamo spiegato l’obbligo è sulla carta partito e finché non sarà approvato l’emendamento alla Manovra 2020, le multe sono tutt’altro che esorcizzate. Ecco cosa succederà con lo stop e cosa fare in caso di multa anticipata per l’obbligo dell’allarme antiabbandono.

I PUNTI DA CHIARIRE SULL’ALLARME SEGGIOLINI OBBLIGATORIO

I punti che dovrà chiarire l’emendamento alla legge finanziaria sono molti, ma finché non sarà approvata tutto resta com’è sull’obbligo dell’allarme seggiolino. Il motivo semplice è che non si sa ancora in che forma l’emendamento congelerà le multe e farà chiarezza sui nodi legati a incentivi e controlli. Da un lato gli incentivi di 30 euro sono stati varati ma non si sa con quali modalità di erogazione perché manca un decreto attuativo. Dall’altro l’obbligo è diventato vigente (ancora prima degli incentivi) ma né gli automobilisti né i produttori sono pronti a questa partenza anticipata. E’ bastato qualche giorno e l’insurrezione delle associazioni dei consumatori per mettere un freno all’exploit del Ministero dell’Interno sull’obbligo dell’allarme antiabbandono. Intanto leggi qui come stanno realmente le cose sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino se si monta un dispositivo antiabbandono universale.

DA QUANDO E’ VALIDA LA MULTA PER L’ALLARME ANTIABBANDONO

Bisogna fare bene attenzione a non lasciarsi illudere dagli annunci dell’ultima ora: nonostante l’emendamento in arrivo le multe sull’allarme seggiolino bimbi sono per ora valide. A chi si chiede da quando partono le multe se non si ha l’allarme seggiolino in auto? Il MIT risponde: “Dal 7 novembre.” E poi precisa “Il governo sta lavorando per posticipare al primo marzo 2020 l’avvio delle multe per i non provvisti del dispositivo”. Perché finché non ci sarà una legge che annulla il precedente provvedimento, gli accertatori devono attenersi a quanto è in vigore. E qui si apre un’altra voragine normativa che speriamo l’emendamento potrà chiarire: quella dei controlli su strada. Con la circolare del Ministero dell’Interno si dava formalmente avvio ai controlli e alle multe sull’obbligo del seggiolino con allarme antiabbandono.

I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO E IL RICORSO IN CASO DI MULTA

Ma con ogni probabilità gli stessi organi di polizia demandati ai controlli si troveranno a dover far finta di nulla. In primis perché gli allarmi seggiolino auto non devono essere omologati, ma conformi alla legge. Questo significa che l’agente non dovrà limitarsi a verificare la presenza di una marcatura di omologazione, come ad esempio avviene per il seggiolino stesso o il casco da moto. A un posto di controllo, gli agenti dovranno controllare che il dispositivo funzioni secondo le specifiche tecnico-costruttive che il Produttore dichiara di rispettare, se non si accontentano del Certificato di Conformità (un pezzo di carta). Questo groviglio però lascia arbitrarietà nei controlli e il rischio di multa finché non sarà approvato l’emendamento che fa slittare l’obbligo dell’allarme seggiolino. Ecco perché in caso di multa per allarme seggiolini antiabbandono, è probabile che il ricorso al Giudice di pace sarà accettato, almeno finché non sarà tutto più chiaro, presumibilmente entro la fine dell’anno.

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Seggiolini anti abbandono: caratteristiche definitive, obbligo da marzo 2020

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Abbiamo finalmente le caratteristiche definitive dei seggiolini anti abbandono che saranno obbligatori per trasportare in auto bambini al di sotto dei 4 anni di età. Al termine di un lungo e tortuoso iter parlamentare e burocratico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 23 ottobre 2019 è apparso il decreto n. 122 del MIT con il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di ‘dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni’. Come da prassi, il regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U., quindi il 7 novembre 2019. Ma per permettere alle aziende produttrici e ai consumatori di adeguarsi alle nuove norme, l’obbligo di dotarsi dei seggiolini antiabbandono scatterà dopo ulteriori 120 giorni, e cioè il 6 marzo 2020.

CHE COSA SONO I SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Il decreto attuativo che definisce le caratteristiche funzionali dei seggiolini anti abbandono è composto da 7 articoli e 2 allegati. Lo potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso in fondo all’articolo Scarica PDF. I primi due articoli specificano cosa sono i dispositivi antiabbandono e il loro ambito di applicazione. In particolare l’art. 1 comma 1 lettera b del decreto qualifica il congegno come un “dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo”. Nelle categorie di veicoli di cui sopra rientrano le autovetture fino a nove posti a sedere e i veicoli commerciali.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO CONSENTITI

Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali dei seggiolini anti abbandono sono invece esposte negli articoli 3 e 4 del decreto e nei due allegati A e B. Per esempio l’art. 3 spiega che il dispositivo antiabbandono può essere di tre tipi:
– 1) integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (ovvero i seggiolini auto, senza ovviamente alterarne le caratteristiche di omologazione);
– 2) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
– 3) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CARATTERISTICHE DEFINITIVE

Più specificatamente, come illustrato nell’allegato A, il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, e deve dare un segnale di conferma nel momento dell’avvenuta attivazione. Ma soprattutto, qualora si presenti la necessità di dare un segnale di allarme, il congegno deve essere sempre in grado di attirare in modo tempestivo l’attenzione del conducente, attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè attraverso il tatto), percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Inoltre, non meno importante, i seggiolini antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate. Così da avvisare urgentemente altre persone se, per un motivo qualsiasi, il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

ALTRE COSE DA SAPERE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Per il resto, gli articoli 5, 6 e 7 definiscono rispettivamente gli obblighi per le aziende fabbricanti (cui spetta naturalmente accertarsi che i prodotti immessi sul mercato rispettino fedelmente i requisiti contenuti nel decreto), la vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi, e infine il riconoscimento dei dispositivi prodotti negli altri stati dell’UE. A questo proposito si presumono conformi alle disposizioni valide per l’Italia i seggiolini antiabbandono legalmente commercializzati negli altri Paesi membri, in Turchia, oppure originari e legalmente commercializzati in uno stato appartenente all’EFTA. Chiudiamo ricordando che sarà messo a disposizione un bonus presumibilmente di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi, con modalità d’accesso ancora in via di definizione. Chi, dal 6 marzo 2020, non rispetterà l’obbligo di montare il congegno pagherà una multa da 80 euro a 323 euro più la decurtazione di 5 punti dalla patente (sanzioni aggravate in caso di recidiva).

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Allarme seggiolini bimbi: il 70% degli italiani favorevole all’obbligo

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi obbligatorio divide i genitori, tra chi è pro e contro la nuova norma che entrerà in vigore dal 2020. Ci sono genitori convinti che dimenticare un bambino in auto sia un evento impossibile e chi trova giusto fare qualsiasi cosa per migliorare la sicurezza dei bambini in auto. E infatti un sondaggio di ConTe.it ha rilevato che quando ci sono bambini a bordo il comportamento del guidatore sarebbe più prudente. Ecco cosa pensano gli italiani dell’allarme seggiolini bimbi obbligatorio e quanto si lasciano alle distrazioni del cellulare al volante con i bambini in auto.

GLI ITALIANI E L’OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINI

Chi è d’accordo ad acquistare e usare obbligatoriamente un allarme seggiolino per non rischiare di dimenticare bambini in auto? Secondo il rapporto dell’indagine il 69% degli italiani è favorevole all’allarme antiabbandono, un dato importante rispetto al 78% di quelli che affermano di conoscere la nuova legge. La maggior parte del campione di 1000 residenti nelle Province di Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino d’accordo con l’obbligo dell’allarme sono donne. Il 75% secondo l’indagine si concentra al Centro-Sud, paradossalmente però le zone in cui secondo le statistiche l’uso del seggiolino è meno diffuso.

COSA FANNO I GENITORI CON I BAMBINI IN AUTO

Quando c’è un bambino in auto non si fanno distinzioni: da nord a sud in media tutti affermano di essere più prudenti. Il 42% degli intervistati fa più attenzione al codice della strada, il 38% dichiara di ridurre la velocità ma solo il 24% allaccia sempre le cinture. Quando si passa alle distrazioni al volante si tocca un tasto caldo, anzi rovente. Solo il 10% degli intervistati confessa di evitare le distrazioni del cellulare al volante quando ci sono bambini in auto. Stime che se analizzate in modo oggettivo trasudano anche una confusione generalizzata. Rispettare il codice della strada ed essere prudenti non equivale forse anche ad allacciare sempre e comunque le cinture di sicurezza e usare i seggiolini (art. 172 CdS)? E vogliamo parlare del vizio di buttare l’occhio al display o chattare con lo smartphone in preda all’“astinenza da social” (art. 173 CdS)?

SI ALL’ALLARME SEGGIOLINI, MA LA SICUREZZA NON E’ PRIORITARIA

I bambini in auto dettano legge nella scelta dell’auto nuova: secondo l’indagine gli intervistati scelgono un modello in base alle esigenze della famiglia. Il 75% degli intervistati ammette che la scelta dell’auto è influenzata dalla presenza di figli. Il 47% dei genitori (soprattutto maschi) sceglie con un bagagliaio più spazioso; il 46% con interni più ampi e almeno 5 sedute (in prevalenza le donne). Il dato più preoccupante è che solo il 24% sceglie auto con più dispositivi avanzati di sicurezza o gli ADAS, come la frenata d’emergenza, il controllo di velocità o i rilevatori di stanchezza del conducente. Tra le città che si sono dichiarate più attente al fattore sicurezza di un’auto ci sono Bologna (34%), seguita da Roma (32%) e Torino (27%).

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