Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Incentivi Valle d’Aosta: altri 7 milioni per auto e bici elettriche

di Raffaele Dambra

Incentivi Valle d'Aosta

In arrivo nuovi incentivi in Valle d’Aosta a sostegno della mobilità ecosostenibile. Il governo regionale ha dato infatti il via libera al contributo di 7 milioni di euro per tre anni a favore dei residenti e delle imprese valdostane che vogliono sostituire una vecchia auto inquinante con un veicolo a zero o a basse emissioni (max 70 g/km di CO2), oppure con una bici o un monopattino elettrico. Il provvedimento, già approvato dalle commissioni competenti a inizio novembre 2019, sarà pienamente in vigore dopo la delibera attuativa della giunta, attesa a breve.

INCENTIVI VALLE D’AOSTA: FINO A 6 MILA EURO PER UN’AUTO ELETTRICA

I nuovi incentivi auto 2019 della Valle d’Aosta prevedono un contributo che non può superare il 25% della spesa ammissibile, così suddiviso: fino a 6 mila euro a veicolo per i privati (costo massimo di acquisto: 60 mila euro); fino a 10 mila euro a veicolo per le aziende che non effettuano trasporto passeggeri; fino a 15 mila euro per le imprese specializzate nel trasporto persone. Le agevolazioni valgono sia per i veicoli nuovi che per quelli usati (ma solo se acquistati in concessionaria), nonché per le auto in leasing e a noleggio a lungo termine. In questi ultimi due casi il contributo può salire fino al 35% del valore contrattuale riferito ai primi tre anni del contratto, per un importo comunque non superiore a 6 mila euro per vettura.

INCENTIVI AUTO VALLE D’AOSTA: MAGGIORI CONTRIBUTI CON LA ROTTAMAZIONE

Gli incentivi auto in Valle d’Aosta saranno validi per le vetture acquistate a partire dal 1° gennaio 2019. E si potranno cumulare con altre agevolazioni di questo tipo, statali o europee, come ad esempio l’Ecobonus 2019-2021, portando così l’importo potenziale del contributo a ben 12 mila euro per veicolo. Inoltre, rottamando una vecchia auto si potrà ottenere un incentivo extra variabile dal 5% (per chi rottama una Euro 4) al 20% (per una Euro 0). I veicoli elettrici nuovi, immatricolati da quest’anno, godranno pure dell’esenzione del bollo auto per un ulteriore triennio.

INCENTIVI IN VALLE D’AOSTA: AGEVOLAZIONI ANCHE PER BICI ELETTRICHE

La regione Valle d’Aosta ha pensato anche a coloro che vogliono dire definitivamente addio alle automobili scegliendo altri mezzi ancor più ecosostenibili. Ci sono infatti incentivi per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita (fino al 50% della spesa ammissibile per un massimo di 700 euro) e di mezzi della micromobilità elettrica come monopattini, hoverboard, segway e dispositivi simili (anche in questo caso fino al 50% della spesa ammissibile ma per un massimo di 300 euro). Per bici e monopattini elettrici i contributi saranno validi solo per i mezzi acquistati dopo l’entrata in vigore del provvedimento. E, dulcis in fundo, c’è anche una quota a fondo perduto fino a 1000 euro per l’acquisto e l’installazione di stazioni di ricarica domestiche per veicoli elettrici, oltre a contributi fino a 15 mila euro per rinnovare il parco veicoli di proprietà pubblica.

The post Incentivi Valle d’Aosta: altri 7 milioni per auto e bici elettriche appeared first on SicurAUTO.it.

Pedalare in città: 5 soluzioni per piste ciclabili sicure

di Donato D'Ambrosi

Piste ciclabili ciclisti

Le piste ciclabili in città sono spesso oggetto di polemiche quando sono poco estese o poco sicure. Ma anche quando coprono chilometri di strade urbane non sempre i ciclisti possono pedalare in sicurezza. I Comuni fanno abbastanza per permettere i cittadini di andare in bici senza rischiare la vita? A questa domanda spesso si risponde semplicemente contando quante piste ciclabili o percorsi protetti per biciclette ci sono in città. Poi se una buona parte di questi è in preda di erbacce, parcheggi selvaggi e immondizia è un fattore che passa in secondo piano. Dalla Danimarca (Cycling Embassy Of Denmark) però arriva un chiaro monito sulla sicurezza delle piste ciclabili e dei 5 fattori più pericolosi per i ciclisti in città.

1.PISTE CICLABILI E LARGHEZZA CARREGGIATA

Il primo dei 5 fattori di rischio per i ciclisti è la larghezza delle strade. Secondo uno studio USA citato dal CED, in città la larghezza non influenza in modo significativo la sicurezza dei ciclisti come sulle strade extraurbane. Tuttavia al di sotto di 6,5 metri di larghezza, il limite di velocità non dovrebbe superare 30 o 40 km/h. Al di sopra di questa velocità diventa rischioso mescolare ciclisti e altri veicoli sulla stessa carreggiata: o si allarga la carreggiata o si delimita la corsia per le bici da quella delle auto.

2.LA DISTRAZIONE DEGLI AUTOMOBILISTI SI SCONTRA CON I CICLISTI

Un altro dei maggiori rischi per chi va in bici viene dalle auto parcheggiate sul margine della strada, quando si apre lo sportello senza guardare i ciclisti possono riportare serie lesioni nell’incidente. Il parcheggio a spina di pesce o perpendicolare alla carreggiata riduce il rischio di essere scaraventati da una sportellata. La scarsa visibilità posteriore mette ugualmente a rischio i bambini in bici che non possono essere visti se l’auto non ha retrocamera o sensori di parcheggio. Statisticamente, secondo la CED, se il parcheggio è su un solo lato aumenta il rischio di incidenti per manovre pericolose. Tuttavia, se la carreggiata non è abbastanza ampia il parcheggio su un solo lato è necessario per fare spazio a una pista ciclabile.

3.I CICLISTI CHE SUPERANO I BUS FERMI

La fermata dell’autobus spesso è un altro importante fattore di rischio per i ciclisti che vengono travolti dalle auto per scartare l’autobus fermo. Una manovra che richiederebbe particolare attenzione da tutti gli utenti coinvolti (es. il ciclista dovrebbe assicurarsi che non sopraggiungono auto). Una possibile soluzione dove le strade sono abbastanza ampie potrebbe essere realizzare delle isole di traffico che non interrompono le piste ciclabili.

4.I LIMITI DI VELOCITÀ’ E LA SICUREZZA DI CICLISTI E PEDONI

I limiti di velocità a 30 km/h sono sempre oggetto di dibattiti, soprattutto quando non hanno effetti concreti sulla sicurezza stradale. E’ chiaro che più si abbassa il limite di velocità e meno rischi corrono i ciclisti e i pedoni in strada. Tuttavia un limite più basso di 10 km/h, secondo studi citati dal CED porta a un’effettiva riduzione della velocità del traffico di 2,5 km/h.

5.LA SICUREZZA DEI CICLISTI AGLI INCROCI

Le aree a traffico limitato riducono il rischio di incidenti (secondo uno studio inglese del 60% su 72 aree). Il fattore di rischio però resta più alto per i ciclisti rispetto ai pedoni poiché il maggior numero di incidenti avviene in corrispondenza degli incroci.

The post Pedalare in città: 5 soluzioni per piste ciclabili sicure appeared first on SicurAUTO.it.

Amsterdam elimina i parcheggi auto: più spazio a pedoni e bici

di Donato D'Ambrosi

Oltre 1 cittadino su 2 ad Amsterdam si muove in bici e parcheggiarla è diventato un vero problema, al punto che le autorità hanno preso una decisione drastica. Dal 1 luglio i parcheggi per le auto dovranno fare spazio a pedoni e ciclisti.

PIU’ SPAZIO PER BICI, ALBERI E PEDONI AD AMSTERDAM

Saranno oltre 10 mila i posti auto cui Amsterdam dovrà rinunciare per dare più spazio al verde in centro ma soprattutto al buon nome che si è costruita da anni: la città per eccellenza delle biciclette. Il problema è arginare un fenomeno sfociato nel parcheggio indiscriminato soprattutto in centro. E’ qui infatti che i posteggi per le auto saranno eliminati e si costruiranno stalli per bicilette. Il 65% dei cittadini olandesi infatti si sposta in bicicletta ad Amsterdam e per fare loro spazio il numero dei permessi per le auto diminuirà, alzando anche il costo orario della sosta.

IL PIANO VERDE 2019-2015

Il piano di rivalutazione delle aree verdi e pedonali non sarà imminente, ma a partire dal 1 luglio 2019 vedrà la sostituzione progressiva di 1.500 posti auto l’anno. Il tutto dovrebbe concludersi entro il 2025 con circa 10.500 posti auto in meno. Proporzionalmente anche al numero di permessi auto per parcheggiare che saranno ridotti all’osso. Una situazione molto simile al Giappone dove la densità del parco circolante viene controllata assegnando targhe solo a chi può dimostrare anche di avere un posto auto dove custodirla.

IL COSTO DEL PARCHEGGIO AUMENTA DEL 50%

La notizia che farà ancora meno piacere ai pochi automobilisti è il costo del parcheggio. Si prevede infatti che il prezzo della sosta oraria aumenterà del 50% a 7,5 euro/ora ad Amsterdam. E’ chiaro che in una città dove i marciapiedi si estendono accanto alle piste ciclabili, preoccupa meno il fatto che Amsterdam è seconda solo a Londra come costo del parcheggio. Probabilmente un annuncio del genere farebbe saltare dalla sedia gli italiani, vedi le regioni più virtuose sulle piste ciclabili. Ma chi è stato almeno una volta all’estero, si rende conto quanto gli spazi verdi e per pedoni siano un valore insostituibile nelle grandi città.

The post Amsterdam elimina i parcheggi auto: più spazio a pedoni e bici appeared first on SicurAUTO.it.

Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento

di Redazione

Doppio senso ciclabile Codice della Strada

C’è anche la norma sul doppio senso ciclabile nella riforma del Codice della Strada. Inizialmente esclusa dal testo base, la proposta di modifica è stata reinserita come emendamento proprio in extremis. E sarà poi discussa nelle prossime settimane insieme all’intero provvedimento per l’eventuale trasformazione in legge. Quindi non c’è ancora nulla di definitivo ma i proponenti sono fiduciosi.

COSA SIGNIFICA DOPPIO SENSO CICLABILE

Il doppio senso ciclabile, definito allo stesso modo ‘senso unico eccetto bici’, prevede che una strada a senso unico per i veicoli a motore possa essere percorsa in entrambi i sensi dalle bici, in una corsia a loro dedicata. In caso di approvazione definitiva non tutte le strade a senso unico saranno interessate dal provvedimento. Il doppio senso ciclabile sarà infatti applicato solo alle strade con velocità moderata, a prescindere dalla larghezza della carreggiata, con corsia ciclabile o senza e all’interno di zone 30 e zone residenziali, dove il traffico dev’essere il più possibile ridotto e disincentivato. Saranno invece escluse le principali arterie di traffico e le strade con limite di velocità a 50 km/h. Per questo motivo è fuorviante parlare di norma che regolarizza la ‘circolazione delle bici contromano’, non è affatto così.

I FIRMATARI DELL’EMENDAMENTO

Il reinserimento dell’emendamento sul doppio senso ciclabile è avvenuto grazie all’efficace lavoro del deputato Diego De Lorenzis del M5S, vicepresidente della XI Commissione Trasporti della Camera e relatore della riforma del Codice della Strada. La prima firmataria è invece l’altra deputata pentastellata Valentina Barzotti. Quest’ultima ha ripreso nei contenuti il testo già presentato dal collega Emanuele Scagliusi e inizialmente escluso dal testo base.

COSA PREVEDE LA NORMA SUL DOPPIO SENSO CICLABILE

L’emendamento è stato ripresentato con una nuova formulazione nell’articolo 182, comma 9-quater del CdS. “All’interno dei centri abitati, ove il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h e contemporaneamente la strada sia classificata di tipo E (strada urbana di quartiere) o F (strada locale) ovvero sia parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possono circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia per tutti gli altri veicoli, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. […] È in ogni caso esclusa la possibilità di consentire la circolazione dei velocipedi in contromano”.

UN IMPORTANTE PASSO VERSO UNA MOBILITÀ SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE

L’iter legislativo è ancora un po’ lungo (bisogna attendere prima la votazione in Commissione e poi in Aula, sia alla Camera che al Senato, sperando che nel frattempo non cada il Governo…) ma un importante passo verso una mobilità più sostenibile si è comunque compiuto, come ha confermato a bikeitalia.it il relatore De Lorenzis. “Sono fiducioso che i tempi siano maturi per approvare questa importante misura che ha già dimostrato di funzionare in tutta Europa”, le sue parole.

L'articolo Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento proviene da SicurAUTO.it.

Le bici fanno più vittime delle auto: 206 morti in Olanda nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

In Olanda la bicicletta diventa più mortale dell’auto. Secondo i dati dell’Istituto di statistica olandese le morti in bici hanno superato, per la prima volta, quelle in auto. Tra il 2017 e il 2018 sono ben 206 i ciclisti deceduti contro i 201 automobilisti. Si tratta di una inversione di tendenza che sotto alcuni punti di vista era considerata inevitabile. Sempre più persone scelgono infatti di muoversi utilizzando esclusivamente la bicicletta. Maglia nera agli uomini i cui decessi sono in crescita mentre calano le donne uccise in sella. A ben guardare i dati sono gli uomini sopra i 65 anni di età quelli maggiormente a rischio e segnali negativi arrivano anche dalle due ruote elettriche. Le biciclette elettriche si rivelano molto più pericolose di quelle convenzionali complici le velocità quasi da scooter che riescono a raggiungere. Vediamo perché nonostante le piste ciclabili la bici rimane pericolosa.

CICLISTI IN PERICOLO

La bicicletta è ufficialmente il mezzo di locomozione più pericoloso d’Olanda. Per la prima volta nella storia della nazione le morti in sella superano quelle per incidenti in auto. Tra il 2017 e il 2018 ben 206 persone sono morte in in bicicletta rispetto ai 201 decessi registrati in auto. Il numero di morti in bicicletta è salito rispetto alle 189 dell’anno precedente. Si tratta di dati preoccupanti che riaprono il dibattito sulla sicurezza stradale. A scorrere i numeri si nota una notevole crescita dei decessi tra gli uomini. Le morti maschili sono passate dalle 125 nel 2016-2017 alle 148 dell’ultimo censimento. Leggera controtendenza per le donne il cui totale dei decessi diminuisce leggermente e passa dalle 64 vittime del 2016-2017 alle 58 del 2017-2018. Ben due terzi dei morti in bicicletta sono di età superiore ai 65 anni con un preoccupante aumento delle vittime a bordo di biciclette elettriche.

MENO AUTO

Le cifre sull’aumento della mortalità in bicicletta coincidono con una diminuzione del numero di olandesi che usano l’auto. Negli ultimi anni in Olanda molti hanno dismesso l’auto in favore delle due ruote e sono sempre di più anche le biciclette a pedalata assistita ed elettriche. E’ vero che il motore elettrico e la batteria aumentano il peso ma rendono la pedalata leggera. Ecco spiegato perché, in un solo anno, le vittime a bordo delle veloci ebike sono raddoppiate e rappresentano un quarto delle vittime totali. Dal canto suo l’Istituto per la ricerca sulla sicurezza stradale olandese ha provato a stemperare i toni del report sottolineando i passi avanti sul fronte della sicurezza. Nel dettaglio si mette in relazione la maggiore distanza coperta in bici con il crescente numero di morti e feriti. In questa ottica ne deriva una capovolgimento di prospettiva con la bici che cresce in sicurezza.

OCCHIO ALLE BICI ELETTRICHE

L’Unione dei ciclisti olandesi continua la sua campagna per incoraggiare quante più persone ad usare la bicicletta rinunciando all’auto. Il portavoce Jaap Kamminga ha commentato i numeri del rapporto affermando che: “Ogni morte per strada è una troppa. Se consideriamo quanto siamo stati in bicicletta, soprattutto gli anziani, dobbiamo congratularci con noi stessi. Il ciclismo è sano, dobbiamo continuare a stimolarlo”. Importante riflettere sul tema sicurezza e sulla differenza tra bici a pedalata assistita ed ebike. Le prime hanno 0,25 kW di potenza massima con l’azione del motore elettrico fino a 25 km/h. L’intervento della trazione elettrica si interrompe quando il ciclista smette di pedalare. Altra cosa sono le biciclette elettriche o ebike. Queste hanno una potenza ben superiore a 0,25 kW e possono raggiungere i 45 km/h. Ecco allora che in molti Stati europei, compresa Olanda e Italia, questi mezzi fanno parte della categoria dei ciclomotori.

L'articolo Le bici fanno più vittime delle auto: 206 morti in Olanda nel 2018 proviene da SicurAUTO.it.

❌