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Oppo Reno3 Pro 5G: rivelato il design e la batteria

di Biagio Petronaci
Brian Shen, il vicepresidente di Oppo, ha recentemente rivelato le dimensioni della batteria e anticipato il design di Oppo Reno3 Pro 5G. Il dispositivo arriverà durane il prossimo mese e le aspettative sono molto alte, specialmente dopo il successo del suo predecessore. La società è infatti pronta a lanciare il primo device 5G dual-mode, compatibile […]

Smartphone batteria lunga durata: i migliori da comprare

di Leonardo Zannini
In questa guida costantemente aggiornata vi parleremo dei migliori smartphone batteria lunga durata, cioè quei device che vi permettono un utilizzo a tutto tondo senza avere costantemente l’ansia dell’autonomia, riuscendo a portarvi a sera anche leggi di più...

Batterie per auto 4 volte più capienti: cosa (forse) cambierà dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Le batterie per auto elettriche sono al centro si un equilibrio di costi, capacità e dimensioni. Un’equazione che Nikola Motor ha promesso di stravolgere nel 2020. Le anticipazioni sono tutte su una batteria rivoluzionaria al catodo libero, con maggiore autonomia, meno peso e anche più sicura di quelle agli ioni di litio. Ecco le anticipazioni sulla tecnologia che sarà presentata all’evento Nikola World 2020, ma a quanto pare già accessibile ai Costruttori auto.

LE AUTO ELETTRICHE E I LIMITI DI AUTONOMIA

Con ogni probabilità la tecnologia Nikola di celle a catodo indipendente sarà destinata ai mezzi pesanti, quelli che necessitano di maggiore densità energetica e autonomia. Secondo le prime dichiarazioni ufficiali da Nikola Motor, le nuove batterie hanno una densità di 1100 Wh per kg. Un rapporto di 1:4 rispetto alle batteria tradizionali agli ioni di litio che porterebbero l’autonomia delle auto elettriche da 300 a 600 miglia con una carica. “La cella Nikola è la prima batteria che rimuove il materiale legante e i collettori di corrente, consentendo un maggiore accumulo di energia all’interno della cella” dice un comunicato ufficiale.

LA BATTERIA NIKOLA E QUELLA AGLI IONI DI LITIO

Riducendo i materiali necessari alla produzione della batteria, Nikola Motor afferma che i costi industriali dovrebbero diminuire del 50% rispetto alle celle agli ioni di litio. Lo smaltimento delle batterie per auto elettriche sarà più eco-compatibile; un annuncio che se sarà confermato stravolgerà le dinamiche commerciali a livello mondiale. Meno peso (-40%), meno materiale e più ecologico rispetto alle batterie al litio per auto elettriche. La tecnologia rivoluzionaria propagandata da Nikola dovrebbe essere compatibile con l’infrastruttura attuale ma più resistente e sicura in caso di incidente.

IL DEBUTTO NEL 2020, INTANTO SI CERCANO ALLEATI  

La nuova batteria è in fase di pre-produzione, ma sarà rivelata solo in occasione del Nikola World 2020, evento che si terrà ad autunno del prossimo anno. “Questo è il più grande progresso che abbiamo visto nel mondo delle batterie“, ha dichiarato Trevor Milton, CEO di Nikola Motor Company. “Non stiamo parlando di piccoli miglioramenti; stiamo parlando di raddoppiare la capacità della batteria”. La tecnologia sarà condivisa con tutti i produttori OEM che decideranno di acquisire la proprietà intellettuale. In fondo Nikola Motor è ben lantana dalle dimensioni di Tesla, sebbene non sia nuova alla realizzazione di prototipi pesanti alimentati a idrogeno.

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Come migliorare la durata della batteria su Ubuntu

di Alessio Salome
Da un po’ di tempo vi siete accorti che il vostro PC Linux consuma parecchia batteria, quindi state cercando una soluzione per provare ad estendere l’autonomia. All’interno di questo tutorial di oggi, vi spiegheremo come leggi di più...

WhatsApp, consumo anomalo di batteria su alcuni smartphone Android

di Lucia Massaro
Alcuni possessori di smartphone OnePlus hanno cominciato a segnalare in rete un consumo anomalo ed eccessivo di batteria da parte di WhatsApp. Le segnalazioni da parte degli utenti stanno popolando Reddit, il forum del produttore cinese e persino il Play Store. A quanto pare nessuno sembra capire da cosa sia provocato questo consumo che sembrerebbe […]

Batteria gonfia: perché succede e cosa fare

di Santjago Burini
Piuttosto frequentemente capita che le batterie degli smartphone si gonfino per vari motivi. Può capitare di prendere il telefono e rendersi conto di avere la batteria gonfia, inoltre spesso l’anomalia risulta parecchio evidente e potrebbe leggi di più...

Auto elettriche: come funziona lo stacca-batteria in caso di incidente

di Donato D'Ambrosi

Il pericolo d’incendio di prendere la scossa dopo un incidente sono i timori più grandi con un’auto elettrica. Senza contare poi che, oltre alla preparazione e all’abilitazione CEI 11-27, chi interviene su un’auto elettrica o ibrida deve mettere in sicurezza il veicolo prima di operare. Per evitare inutili ritardi le auto elettriche più recenti hanno uno stacca-batteria automatico. Vediamo come funziona in caso di incidente e cosa cambia rispetto alla procedura tradizionale per la messa in sicurezza di un’auto elettrica.

METTERE IN SICUREZZA UN’AUTO ELETTRICA DOPO UN INCIDENTE

Normalmente in caso d’incidente con un’auto elettrica, il soccorso meccanico e i vigili del fuoco devono essere in grado di mettere in sicurezza l’impianto ad alta tensione. Staccare la batteria in pratica è obbligatorio prima di poter soccorrere eventuali feriti o rimuovere l’auto dalla strada. Ma tutte le auto sono diverse e anche se esiste un database a disposizione dei soccorritori con le schede di soccorso, il più delle volte accedere ai connettori di emergenza è difficoltoso. Ecco perché appena intervengono i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza un’auto elettrica incidentata tranciano i cavi ad alta e bassa tensione o scollegando il connettore principale come nell’immagine sotto.

QUANDO CHI SOCCORRE UN’AUTO ELETTRICA NON E’ UN PROFESSIONISTA

Bosch però ha realizzato dei sensori automatici stacca-batteria che in modo simile all’airbag si attivano in caso d’incidente. Si tratta di microchip dotati di piccole cariche esplosive che interrompono l’impianto elettrico dalla batteria agli altri componenti dell’auto. Per convenzione i cavi ad alta tensione delle auto sono contrassegnati dal colore arancione ma individuarli non è facile su un’auto che potrebbe essere fortemente danneggiata. In questi casi la corrente della batteria potrebbe arrivare alla carrozzeria e provocare shock elettrici anche ai primi soccorritori, che possono essere anche automobilisti di passaggio.

LO STACCA-BATTERIA AUTOMATICO SU UN’AUTO ELETTRICA

Lo stacca-batteria automatico si basa su un semiconduttore che attiva quello che nel gergo viene definito “pirofusibile”, cioè un fusibile che si brucia. Se l’auto elettrica è coinvolta in un incidente e si attivano gli airbag, si attivano anche i pirofusibili sui cavi ad alta tensione. Si attivano così tante piccole micro-esplosioni che interrompono il collegamento tra l’elettronica di potenza e la batteria dell’auto elettrica.

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Caricabatteria ricarica rapida iPhone: i migliori da comprare

di Dionisio Ciccarese
In questa guida sempre aggiornata raccogliamo i migliori caricabatteria ricarica rapida iPhone. I modelli di melafonino che vanno da iPhone 8 in poi sono compatibili non solo con la ricarica wireless, ma anche con la leggi di più...

Caricabatteria auto USB: i migliori da comprare

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In questa guida sempre aggiornata raccogliamo i migliori caricabatteria per auto disponibili attualmente sul mercato. Che sia per una lunga giornata fuori, per affrontare un viaggio on the road o semplicemente per le necessità improvvise leggi di più...

Assicurazione RC per batterie auto elettriche: quando è necessaria

di Raffaele Dambra

Assicurazione RC batterie auto elettriche

La diffusione in Italia delle auto elettriche è graduale ma lenta. Nell’ultimo anno la quota di mercato dei modelli EV è passata infatti dallo 0,3% allo 0,8%, con una leggera impennata negli ultimi mesi sfruttando i benefici dell’Ecobonus 2019. Sono soprattutto due i fattori che limitano una massiccia espansione delle vetture elettriche: la distribuzione ancora poco omogenea delle colonnine di ricarica e il prezzo di listino generalmente più alto delle auto a combustibile, dovuto in gran parte al costo della batteria. E proprio per ovviare a quest’ultimo problema, alcune case propongono la vendita della vettura senza batteria, dandola invece a noleggio mediante una società terza. Uno stratagemma che consente di ridurre fino a un terzo il prezzo di partenza dell’auto, a fronte ovviamente di un canone mensile per l’usufrutto della batteria. E, attenzione, della stipula pressoché obbligatoria di un’assicurazione RC per batterie auto elettriche.

ASSICURAZIONE RC BATTERIE AUTO ELETTRICHE: COSE DA SAPERE

Proprio così: con la batteria a noleggio è necessario chiedere alla propria compagnia assicurativa una specifica garanzia che preveda, in caso di danneggiamento, furto o incendio dell’accumulatore, un risarcimento a nome della società noleggiante. Per esempio la Renault, che con la compatta Renault Zoe è stata forse la prima casa a noleggiare la batteria tramite la sua controllata ES Mobility (poi si sono accodate le varie Smart EQ, Nissan Leaf, Nissan E-NV200 e altre), invita i clienti a segnalare all’assicurazione il contratto di noleggio, sottoscrivendo con la stessa le coperture necessarie per garantire quanto meno la responsabilità civile; i danni causati al veicolo elettrico e alla batteria; il furto e l’incendio; le conseguenze di eventi climatici e catastrofi naturali. Solitamente il valore della batteria da assicurare è indicato sul contratto e corrisponde al valore che sarà preso in considerazione per l’indennizzo in caso di sinistro.

DOVE ASSICURARE LE BATTERIE DELLE AUTO ELETTRICHE

Posto quindi che le batterie a noleggio delle auto elettriche vanno assicurate, bisogna capire dove farlo. In effetti poche compagnie di assicurazione offrono questo servizio, anche se gradualmente si stanno attrezzando. In ogni caso è sempre possibile assicurare la batteria con un’assicurazione diversa da quella del veicolo. Tra le imprese disponibili c’è RCI Banque, controllata al 100% da Renault, ma chi acquista una Zoe o una Leaf con noleggio batteria non è obbligato a rivolgersi alla banca del gruppo. Molti preferiscono infatti rivolgersi alla Cooperativa Insieme (passando magari prima per CLASS Onlus), specializzata in polizze etiche, microassicurazioni e microcredito, che in partnership con Itas Mutua propone anche il servizio di assicurazione auto elettriche con batterie a noleggio. In linea di massima la polizza per un anno può costare da 100 a 200 euro, dipende da vari fattori tra cui il valore della batteria stessa.

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5 curiosità su come funziona un’auto elettrica

di Donato D'Ambrosi

Auto ecologiche vendite

Auto elettriche, ibride e tradizionali hanno più di quanto si crede in comune. Molte componenti elettriche sono chiaramente tutte nuove, ma altre spingeranno le auto a batterie a tornare in officina con molta frequenza come per le auto “normali”. Lo abbiamo scoperto nell’indagine sui costi reali di manutenzione di un’auto elettrica e ibrida. Ma ci sono poi tante differenze che caratterizzano un’auto elettrica e distinguono diverse tecnologie che si possono trovare su auto elettriche e ibride. Ecco le 5 domande e le 5 curiosità che devi sapere sulla batteria, il motore e le prestazioni di un’auto elettrica.

1.MOTORE ELETTRICO E MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA, COSA CAMBIA?

Tra un’auto elettrica (EV) e una con motore a combustione interna (ICE) cambia il principio di conversione dell’energia in moto. Un motore a combustione interna si basa sulla termodinamica per bruciare carburante, i motori elettrici fanno questa conversione sfruttando le forze elettromagnetiche generate dalla corrente elettrica che attraversa un campo magnetico. Un motore a combustione interna ha un meccanismo a manovella (cilindri, pistoni, valvole, albero motore ecc.), mentre quello elettrico ha solo uno statore e un rotore. Inoltre, un motore elettrico può funzionare da generatore, quindi quando si frena, l’energia può essere reimmessa nella batteria.

2.COME VIENE EROGATA LA COPPIA?

Le curve di potenza e coppia dei motori EV e ICE a confronto sono completamente diverse. La potenza e la coppia di un motore a combustione interna crescono (fino a un certo punto) progressivamente con i giri. In un motore elettrico la coppia massima viene erogata subito e diminuisce quando raggiunge il regime massimo. I giri del motore di una EV sono molto più alti di una ICE e quindi non ha bisogno di una trasmissione a più velocità con una frizione. L’auto elettrica in genere ha una sola marcia o una riduzione per tutte le velocità di guida.

3.COME VIENE MISURATO IL CONSUMO?

Nelle auto elettriche, il consumo indica l’energia consumata in kilowattora per 100 chilometri di guida (kWh/100 km). Nelle auto a combustione interna, il consumo medio o istantaneo può essere indicato in l/100 km oppure in km percorsi con ogni litro di carburante.

4.TUTTE LE AUTO ELETTRICHE HANNO LO STESSO MOTORE?

Così come si sono evoluti diversi tipi di motori a combustione interna, ci sono diverse opzioni e varianti di motori elettrici. I motori sincroni trifase, spesso con magneti permanenti, sono i più diffusi, insieme ai motori asincroni o alle loro varianti. Una parte integrante di questi motori è solitamente un’unità elettronica di potenza, che può essere direttamente integrata nel motore o montata separatamente e quindi accoppiata al motore.

5.AUTO ELETTRICE, IBRIDE E PLUG-IN: COSA CAMBIA SOTTOPELLE?

La progettazione di un’auto elettrica richiede spesso soluzioni diverse rispetto a un’auto tradizionale, ibrida (HEV) o ibrida plug-in (PHEV). Tuttavia la strada che molti Costruttori stanno percorrendo è quella di realizzare architetture modulari (telaio e componentistica) da adattare e “comporre” ad hoc per modelli elettrificati diversi, in modo da tagliare i costi.

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RAVPower FileHub 2019: molto più di un semplice router |Recensione

di Pasquale Marzocchella

RAVPower ha da poco rilasciato il suo FileHub in versione 2019, un router portatile con powerbank e funzioni di backup automatico incluse. Vediamo come si comporta questo piccolo gadget dalle mille funzionalità nella nostra recensione!

(...)
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© pasqualemarzocchella for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Auto elettrica con batteria 12V scarica: come cambiarla quando esausta

di Donato D'Ambrosi

Cambiare la batteria scarica da 12V è una delle operazioni preferite dagli appassionati del fai da te. Ma cosa succede se l’auto in questione è ibrida o elettrica? Sarà ancora possibile prendersi cura della propria auto nei piccoli lavori di manutenzione? Ecco alcuni pareri dei Costruttori che spiegano, cosa bisogna sapere se è necessario cambiare la batteria di servizio a 12V di un’auto elettrica.

LE INDICAZIONI DI JAGUAR SULLA I-PACE

Come abbiamo già visto di recente, anche un’auto elettrica può rimanere con la batteria 12V scarica e si può avviare con i cavi di emergenza. Poiché però le due batterie sono collegate tra loro, anche gli interventi di manutenzione più semplici all’auto richiedono competenze e attrezzature specifiche. Sulle auto più nuove e recenti sempre più spesso si è costretti a rivolgersi a un’autofficina autorizzata per resettare spie e azzerare sistemi per il confort o la sicurezza. Con le auto elettriche cambiare la batteria a 12V esausta richiede ulteriori attenzioni. Il perché – nel caso della I-Pace lo spiega Jaguar Land Rover: “Il cavo della batteria 12 V rimane in tensione, anche quando la batteria 12 V viene scollegata. È necessario che il personale qualificato adotti le dovute precauzioni. Il mancato rispetto di questa precauzione può comportare lesioni gravi.

COSA DICE CITROEN DELLA C-ZERO

Pur essendo una comune batteria AGM che si può montare anche sulle auto tradizionali, come spiega il video qui sotto, per alcune auto elettriche la batteria comporta un rischio di shock elettrico. Manutenzione ridotta all’osso quindi, tranne per la C-Zero, un caso più unico che raro se si pensa che la maggior parte delle batterie sono ormai sigillate e “senza manutenzione”. Per la C-Zero Citroen si consiglia stranamente di controllare il livello di elettrolita. “Se necessario, rabboccare con acqua distillata rimuovendo i tappi dai vani pertinenti della batteria.” Ma cosa si fa se la batteria 12V si scarica? “Staccare la batteria non è consigliabile. Tuttavia, nel caso in cui il veicolo non venisse utilizzato per un periodo superiore ad un mese, potrebbe essere necessario scollegare la batteria per evitare il congelamento”.

LE ISTRUZIONI DI RENAULT PER LA ZOE

Renault invece la pensa diversamente sul controllo del liquido della batteria 12V sulla ZOE: “Non deve essere aperta o non si deve aggiungere un liquido.”. Riguardo invece alla possibilità di cambiare una batteria è categorica: è vietato scollegare la batteria secondaria da 12 volt. “Ogni intervento sulla batteria secondaria da 12 V (smontaggio, scollegamento…) deve obbligatoriamente essere effettuato da un professionista specializzato.” Insomma le auto elettriche richiederanno sempre meno manutenzione, ma a sentire quanto ne sanno gli italiani sulla batteria in questa divertente intervista, i prossimi automobilisti non avranno nostalgia di sporcarsi le mani. Inoltre le normali operazioni di manutenzione fai da te potrebbero diventare sempre più complesse.

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La Formula E a Roma, anticipo dell’automotive che verrà?

di Nicodemo Angì

Il Weekend della Formula E a Roma è stato all’insegna dello sport e di un’innovazione che è più vicina alle vetture di serie di quanto non appaia. Il lato sportivo è stato intenso, grazie a delle monoposto che, anche se non rombanti, sono dinamicissime! Il weekend romano, dove SicurAUTO.it è stato presente, ha posto in evidenza le auto elettriche e anche le ibride, messe dalle Case lungo le strade dell’EUR usate come showroom. Le ibride sono già diverse, come costituzione e “abitudini”, dalle automobili classiche, ma i cambiamenti veri deriveranno dall’arrivo delle elettriche a batteria.

DIVERSITÀ E PARALLELISMI

Il Roma ePrix 2019 è stato una svolta nella svolta: se la premiére per la Capitale (guarda il video del circuito) c’è stata nel 2018, quest’anno Roma ha visto in gara le Generation 2. Si tratta di automobili più carenate, appariscenti e, soprattutto, più potenti delle Gen 1 che hanno corso i primi 4 campionati. I kW di potenza non sono moltissimi: 200 in gara, con 25 kW temporanei in più durante l’attack mode, e 250 in prova, circa 340 CV. L’Audi SQ5 TDI Mild Hybrid, per esempio, ha 347 Cv ma la purissima anima racing delle Formula E viene fuori nello scatto breve. Le Gen 2 accelerano da 0 a 100 km/h in circa 2,8 secondi, un valore sovrapponibile a quello delle Formula 1. La prontezza dell’elettrico e l’assetto danno questa dinamicità, che troviamo, “in miniatura”, anche nella Smart EQ fortwo che abbiamo potuto provare per le strade dell’EUR.

COMPONENTI “QUASI” NORMALI

Le analogie fra le Formula E e le stradali riguardano anche gli pneumatici su cerchi da 18”, un diametro usato sulle auto di serie. Le gomme monotipo Michelin hanno il battistrada scolpito e una mescola non estrema che le rende usabili anche in caso di pioggia. I piloti non le hanno cambiate, quindi, durante il piovoso Gran Premio di Roma, come non l’avrebbero fatto gli automobilisti “normali”. Ricordiamo che per contenere i costi, e rendere anche più dinamica la battaglia tra i team, i telai sono tutti uguali, fatti da Dallara. L’hardware dell’impianto frenante è Brembo, integrabile eventualmente con un sistema By-Wire al posteriore per armonizzare la frenata rigenerativa e quella classica, e le batterie sono McLaren. Piuttosto “terrestri” anche le batterie, che erogano al massimo 54 kWh di “carburante” anche se hanno una capacità superiore. Niente di eccezionale, quindi, se pensiamo che la Nissan Leaf 2018 ha 40 kWh e la versione e+ 3.zero arriva a 62 kWh. L’efficienza delle Formula E viste a Roma è comunque tipicamente elettrica, e quindi alta, come dimostrato da un semplice calcolo.

EFFICIENZA RACING

La gara è durata 26 giri di un circuito lungo 2,84 km, per un totale di 73,84 km. Il vincitore ha tagliato il traguardo con meno del 2% di energia rimanente e ha quindi usato 53 kWh. Secondo l’EPA un gallone di benzina contiene 33,7 kWh e quindi in gara è stata consumata l’energia contenuta in 1,57 galloni. La monoposto del vincitore ha “bruciato” l’equivalente energetico di 5,94 litri di benzina per fare 73,84 km: la media è quindi 12,42 km/litro. Niente male per una gara corsa ad una media di 47 km/h nonostante le 21 curve di un impegnativo circuito cittadino. Un altro elemento che ci prefigura un futuro diverso è la semplicità dei box, ricchi di computer più che di utensili vista la meccanica molto semplice.

Foto di DanieleSpata (@cinicodippiu)

INFRASTRUTTURE ESSENZIALI

La vicinanza alla serie attraversa anche la trasmissione: l’anno scorso qualcuno usava un cambio a 2/3 marce ma quest’anno sembrano esserci solo monomarcia. Un aspetto che ha destato qualche polemica sui social è stata poi la presenza di gruppi elettrogeni per la ricarica delle Formula E. In realtà i gruppi diesel servivano per gli stand degli espositori, come si sarebbe fatto in qualsiasi fiera. Le monoposto venivano invece caricate con gruppi speciali prodotti dall’inglese Aquafuel e alimentati con glicerina ricavata da biomasse e quindi non fossile. La scelta dei gruppi elettrogeni era quasi obbligata perché un’eventuale default della rete (quella di Roma non è modenissima) avrebbe mandato a monte la gara. La riflessione però c’è e tiene conto che le monoposto sono soltanto 22 ma quando le elettriche saranno migliaia le reti dovranno essere intelligenti. Questo servirà anche a gestire le batterie delle elettriche per alimentare la casa e poi, quando esse saranno molte, anche le città. Nota finale: a parte lo stridore delle gomme la corsa è stata silenziosa, un anticipo di come potrebbero essere le città quando le elettriche saranno la maggioranza.

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Auto elettrica con batteria scarica: come si avvia in emergenza?

di Donato D'Ambrosi

Forse vi sembrerà strano ma anche le auto elettriche possono ritrovarsi in panne con la batteria di avviamento scarica. In caso di emergenza, come si fa ad avviare un’auto elettrica con la batteria scarica? Sebbene è una situazione piuttosto remota, ritrovarsi con la batteria di avviamento scarica è uno dei pochi problemi che le auto elettriche ereditano dalle auto normali. E proprio come i veicoli con motore a combustione si possono riattivare con l’aiuto di un’altra auto con i cavi di emergenza. Vediamo allora quali sono i consigli dei Costruttori per soccorrere e avviare con i cavi di emergenza un’auto elettrica con la batteria scarica.

QUANTE BATTERIE HA UN’AUTO ELETTRICA

Elettrica o no tutte le auto non possono fare a meno di una batteria di avviamento, che nei casi più comuni ha una tensione nominale di 12V. Chiaramente con le auto a combustione è l’alternatore, tramite il motore termico, a ricaricare la batteria di avviamento a 12V. Con le auto elettriche invece il discorso è un po’ diverso, ma sostanzialmente la batteria a 12V viene caricata dalle batterie ad alta tensione. Tra tutte queste batterie il rischio di confondersi è alto, facciamo un po’ di chiarezza. Nell’auto elettrica ci sono quasi sempre due batterie: quella di trazione HV che alimenta il motore elettrico e la batteria di servizio a 12V.

A CHE SERVE LA BATTERIA DI SERVIZIO

Pur essendo una normale batteria AGM – guarda nel video qui sopra cosa cambia con quelle normali – la batteria 12V è necessaria all’attivazione del motore elettrico. La batteria HV ai polimeri di litio ricarica la batteria a 12V (assieme al recupero di energia in frenata). Se però la batteria a 12 V è scarica, il sistema che gestisce la ricarica della batteria ad alta tensione non funzionerebbe. Insomma è un po’ come il cane che si morde la coda, ecco perché le auto elettriche non dovrebbero mai restare a lungo ferme senza ricaricarsi, proprio come quelle normali. Nel caso però dovesse scaricarsi la batteria di avviamento a 12V non bisogna perdersi d’animo. Vediamo come avviare un’auto elettrica con l’uso dei cavi di emergenza.

COME SI AVVIA UN’AUTO ELETTRICA CON BATTERIA SCARICA

La procedura standard per l’avviamento di un’auto elettrica con la batteria di servizio scarica è praticamente la stessa delle auto tradizionali. Ma è opportuno consultare il manuale di istruzioni per sapere se la batteria che soccorre va collegata esattamente in parallelo a quella scarica. Il costruttore, infatti, potrebbe consigliare di collegare il polo negativo di soccorso a un punto di massa dell’auto soccorsa, anziché al polo negativo della batteria scarica. Il video qui sotto spiega come si fa l’avviamento di emergenza senza danneggiare i sensori dell’auto.

COSA CAMBIA

Una volta collegati i cavi, le differenze sostanziali riguardano il fatto che con l’auto elettrica non sentirete il motore termico darvi conferma che l’operazione è riuscita. Piuttosto bisogna verificare che tutte le spie di check siano spente e ci sia il “Ready” con la disponibilità del motore elettrico sull’auto soccorsa. Nel caso non dovesse funzionare, vale la regola di lasciare collegate le due batterie per un po’ e poi riprovare ad attivare l’auto elettrica in panne. Trattandosi di una comune batteria, qualsiasi altra auto con una batteria con la stessa tensione e capacità può soccorrere un’auto elettrica. Non credete che dopo la riattivazione sia finita qui poiché l’auto elettrica, proprio come quella tradizionale va guidata per un po’ (in media circa mezzora). In questo modo la batteria HV e il recupero dell’energia in frenata potranno ricaricare la batteria di servizio a 12 V proprio come accade per le auto con motore tradizionale.

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Come attivare e disattivare Tempo di utilizzo su iPhone e iPad

di Jader Liberatore
Un delle novità più interessanti introdotte da iOS 12 è il widget Tempo di utilizzo che compare nella schermata di iPhone e iPad che compare a sinistra della schermata Home, semplicemente facendo uno swipe verso destra. Nonostante questa funzione sia molto utile per comprendere per quali attività utilizziamo maggiormente il dispositivo e quali processi stanno […]

Come caricare batteria smartphone

di Gaetano Abatemarco
Gli iPhone o smartphone Android soffrono quasi tutti di un difetto che a volte ci fa rimpiangere i vecchi telefonini cellulari: la durata scarsa della batteria. Sono ben pochi gli smartphone capaci di portarci fino a leggi di più...

Batteria supplementare e file server wifi portatile insieme

di Aggregator

Kingston MobileLite Wireless G2 espande la memoria interna di smartphone e tablet e consente lo streaming e la condivisione di contenuti tra più utenti in contemporanea. Questa nuova release è dotata di una batteria 4640 mAh da 3.8V per ricaricare i dispositivi mobili e di una porta Ethernet diretta per connettersi a internet e collegare due reti (Wi-Fi bridging), il tutto via wireless. Inoltre, la porta USB supporta dongle 3G.

Kingston MobileLite Lettore Flash Wireless G2, Nero

Il nuovo MobileLite Wireless G2 di Kingston è la soluzione ideale per chi desidera ampliare la memoria dei propri dispositivi mobili. Per liberare spazio da tablet o smartphone, non è più necessario dover eliminare i propri file, ma è sufficiente trasferire in modalità wireless foto, film o musica ad un drive USB o a una scheda Flash. Questo gadget è un perfetto compagno per i momenti di svago o durante i viaggi; foto, video, canzoni o documenti possono essere condivisi, anche in streaming, con più utenti. Inoltre, foto e video possono essere direttamente postati sui social network senza collegarsi al PC. La ricarica di emergenza della batteria dei propri device e la connessione Ethernet rendono il MobileLite Wireless G2 perfetto per chi è sempre in movimento.

Kingston MobileLite Lettore Flash Wireless G2, Nero

La batteria interna, se completamente carica, è in grado di ricaricare per ben due volte la maggior parte degli smartphone. Il dispositivo supporta una connessione wireless a Internet tramite dongle 3G e dispone di una connessione diretta Ethernet, permettendo così al MobileLite Wireless G2 di essere utilizzato sia come router portatile che come rete condivisa (NAS).

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Unload di contenuti su drive USB o memory card
Invio foto alla piattaforma social preferita
Streaming di contenuti in contemporanea su diversi dispositivi
Ricarica smartphone fino a 2 volte da una batteria G21 completamente carica
Supporto SD/SDHC/SDXC e microSD/SDHC/SDXC
Supporto drive USB standard
Include supporto dongle 3G per connessioni dirette
Porta Ethernet per Internet a banda larga
Ingressi Storage: USB e SD – legge SD, SDHC, SDXC e microSD/microSDHC/microSDXC (con adattatore incluso)
File supportati: FAT, FAT32, NTFS, exFAT
Dimensioni: 129,14 mm x 79,09 mm x 19,28 mm
Peso: 171g
Interfaccia di rete wireless: Wi-Fi 802.11g/n con protezione wireless (WPA2)
Porta Ethernet WLAN che funziona come un router portatile
Batteria ricaricabile: fino a 13 ore di uso continuo; batteria built-in Li-ion 4640 mAh 3.8V
Storage locale: trasferire file da e verso l’app MobileLite Wireless e l’hardware MobileLite Wireless in modalità Wi-Fi
Supporto Camera Roll: consente agli utenti di trasferire le foto dal proprio dispositivo mobile al MobileLite Wireless in modo da liberare spazio
Cavo: cavo USB e micro USB in dotazione
Temperatura di funzionamento: 0-40°C
Temperatura di stoccaggio: -10-45°C
Garanzia: due anni di garanzia, supporto tecnico gratuito
Nome del dispositivo personalizzabile: (SSID) Gli utenti possono selezionare il Wi-Fi prioritario quando ci sono molteplici APN/Key disponibili
Supporto file: in grado di memorizzare qualsiasi tipo di file. La riproduzione e la visualizzazione sono basati su file supportati dal dispositivo mobile.
Formato file supportati:
Audio: MP3, WAV
Video5: m4v, mp4 (H. 264 video codec)
Immagini: jpg, tif

Fonte

Batteria supplementare per smartphone tablet e altri dispositivi

di Aggregator

Spesso sopratutto quando si è in viaggio la carica del proprio smartphone non basta mai e se non c’è una presa della corrente a disposizione risulta impossibile ricaricarlo. Certo è possibile portarsi dietro una batteria di scorta, ma comprare una batteria aggiuntiva per ogni dispositivo che si possiede non è per niente una buona idea, sia perchè quando si comprerà un nuovo telefono sicuramente quella precedente non sarà più compatibile, sia perchè cambiare batteria di continuo vuol dire dover smontare ogni volta il dispositivo e ricalibrare la nuova batteria con relativa perdita di tempo.

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La soluzione universale è sicuramente una batteria supplementare che è in grado di ricaricare qualsiasi dispositivo: basta caricarla prima di uscire e ogni volta si hanno a disposizione 2 o 3 ricariche a seconda della capacità della propria batteria. TeckNet iEP380 contiene al suo interno una batteria da ben 6600mAh in grado di caricare diverse volte qualsiasi smartphone, tablet, lettore mp3, fotocamera e altri dispositivi dotati di una presa microUSB o altre connessioni tramite adattatori forniti. Per esempio un Samsung Galaxy Note con una batteria da 2500 mAh si ricaricherà circa 3 volte, mentre un iPhone che ha la batteria con meno capacità avrà ancora più cariche a disposizione.

Inoltre avendo due connessioni USB è possibile caricare due dispositivi contemporaneamente. In questo modo si ha la comodità di ricaricare il proprio smartphone lasciandolo collegato alla batteria supplementare dentro un marsupio o una borsa mentre si è in giro: una riserva di energia sempre a portata di mano che al giorno d’oggi è essenziale vista l’innovazione tecnologica che ormai è parte integrante della nostra vita quotidiana.

Fonte

Come ricalibrare la batteria sui dispositivi Android

di Aggregator

Con il passare del tempo il device ci darà l’illusione di durare di meno, di avere meno autonomia (effetto fake lazy battery) poiché la batteria raggiunge prima il limite minimo di tensione che identifica una batteria come scarica, causando un dislivello tra la carica reale residua e quella indicata dal sistema, stimabile intorno al 5-10% di carica residua non sfruttata (tale valore cresce con i passare del tempo).

In questi casi diventa fondamentale ricalibrare la batteria: il processo di calibrazione non farà altro che ripristinare i giusti valori di carica memorizzati nel dispositivo, rendendoli i più fedeli possibili a quelli della batteria, e riallineando i valori di tensione della batteria. La calibrazione è altamente consigliata ogni 30-40 cicli di carica/scarica, indicativamente ogni mese. Se lo smartphone non mantiene più la carica come una volta o avete raggiunto i cicli di carica/scarica mensili eseguite questi passaggi:

1- Scaricate completamente lo smartphone, portando la carica a 0% e attendendo che il device si spenga automaticamente
(può essere questo un buon momento per giocare o utilizzare applicazioni pesanti, utili per velocizzare lo scaricamento);
2- una volta spento provate a riaccenderlo: se non dà segni di vita, procedete al successivo punto; se si riavvia e arriva alla schermata Home fate di tutto per farlo spegnere per mancanza di carica; ripetete il passaggio finché il telefono non darà più segni di vita (tranquilli, è solo scarico completamente!);
3- Inserire il caricabatterie e lasciatelo caricare (da spento) per almeno 4 ore o comunque 2 ore in più del normale processo di carica; indicativamente deve restare almeno 2 ore in più dopo che il display visualizza il 100% di carica;
4- Al termine riaccendete il telefono con il caricabatterie ancora inserito nel dispositivo; una volta arrivati alla Home attendete 2 minuti prima di rimuovere il caricabatterie.
5- Ripetere l’intera procedura per altre 2 volte (scarica completa e successiva carica lunga), per un totale di 3 cicli di calibrazione.

Al termine avremo la batteria e lo smartphone completamente calibrati.

Accendere il device con il caricatore ancora inserito permetterà ad Android di notare l’errore di lettura della carica. I cicli di calibrazione sono utili per allineare le tensioni delle singole celle della batteria, mentre il trucco della presa inserita all’avvio permetterà di aggiornare i file di configurazione per adattarli al nuovo livello di carica. Se raggiungiamo la piena carica e stacchiamo subito il caricabatterie prima di accendere lo smartphone l’aggiornamento dei file di configurazione potrebbe non avvenire e il device utilizzerebbe i valori di carica vecchi, non conformi alla reale tensione presente nella batteria quando completamente carica. L’aggiornamento dei file andrebbe fatto quando la batteria è al massimo della carica e della tensione: tale scenario è ottenibile solo con il dispositivo ancora attaccato alla presa di corrente.

Effettuare troppi cicli di calibrazione consecutivi danneggia la batteria, vista la sensibilità degli accumulatori al litio all’essere scaricati completamente.

Il trucco del caricabatterie inserito al primo avvio invece è applicabile in ogni scenario, visto che migliora la precisione del sistema operativo nel mostrare il giusto valore di carica.

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Come effettuo la ricarica normale, quei cicli di carica/scarica non calibranti? Non appena il device raggiunge il 15/10% di carica residua, spegnetelo e ponetelo sotto carica per 2 ore (indicative).

Nei cicli normali è importante non scaricare completamente il dispositivo, visto che (se ben calibrata) la batteria manterrà più facilmente gli stessi livelli di tensione per ogni cella con tali valori di carica residua rispetto ad una scarica completa (dove i sistemi di sicurezza entrano in funzione in maniera separata per ogni cella, sfasando la tensione totale).

I cicli di carica è preferibile farli sempre a telefono spento: ricaricare lo smartphone con quest’ultimo ancora accesso richiederà più tempo, maggiore energia e calore (l’eccessivo calore danneggia la batteria) e potrebbe portare ad una scalibrazione peggiore visto la differente corrente di ricarica utilizzata.

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