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Allarme antiabbandono: come trasportare più di due bambini in auto

di Donato D'Ambrosi

L’allarme antiabbandono in auto è obbligatorio, ma a pochi giorni dalla partenza dei controlli su strada e delle multe, c’è ancora poca chiarezza su come trasportare più di due bambini con un sistema antiabbandono. Quali sono gli allarmi antiabbandono per trasportare più bambini contemporaneamente in auto? Con gli allarmi antiabbandono in commercio si possono trasportare 3 o anche quattro bambini? Vediamo come fare per trasportare più di due bambini in auto con gli allarmi antiabbandono e cosa bisogna sapere.

TRASPORTARE PIU’ DI DUE BAMBINI CON GLI ALLARMI ANTIABBANDONO

A distanza di pochi giorni dalla partenza delle multe (segnatevi la data del 6 marzo 2020), quasi tutti i dubbi sono stati chiariti sull’obbligo dell’allarme antiabbandono in auto e sulla pericolosità del Bluetooth. Tranne il trasporto di più bambini. Una situazione meno frequente in auto è il trasporto di più di due bambini nei seggiolini, ma anche se con qualche limitazione, alcune auto permettono di trasportare più di 2 seggiolini insieme. Ma come bisogna organizzarsi con i dispositivi antiabbandono e più bambini in auto? Dopo aver testato 4 allarmi antiabbandono nel video in basso, oggi vogliamo rispondere anche a una domanda più frequente di quanto sembri. Trasportare più di due bambini in auto con un solo dispositivo è possibile? Ovviamente no, ma vi spieghiamo come fare e cosa cambia tra gli allarmi senza smartphone, con e senza App.

ALLARME ANTIABBANDONO E APP: QUANTI DISPOSITIVI SI POSSONO COLLEGARE

La possibilità di trasportare più di due bambini in auto con i sistemi di allarme è un’eventualità già considerata dai produttori di allarmi che si collegano esclusivamente all’App. Normalmente tramite l’App si possono controllare più dispositivi, anche 4 in media (nel caso di Tippy SpartPad), 3 per l’App di Chicco Easytech nella versione attuale. Ma è sempre meglio sincerarsi di quanti dispositivi può controllare l’App da un solo smartpohone. Una delle recenti novità sono i dispositivi con tracker portachiavi, forse i più versatili. Ne parliamo qui con la recensione dell’allarme antiabbandono MyMi.

TRASPORTARE PIU’ DI DUE BAMBINI CON L’ALLARME REMMY

Un caso a se riguarda poi gli allarmi antiabbandono con filo, una tipologia che punta tutto sulla semplicità di funzionamento, come il Remmy. Trasportare più di due bambini con Remmy richiede una valutazione preventiva. Nel caso dei dispositivi con App infatti basta acquistare semplicemente un nuovo allarme e associarlo all’App. L’allarme Remmy per 3 o 4 bambini invece va ordinata all’azienda. La differenza rispetto al Remmy singolo o doppio sta nel numero di sensori controllabili (3 o 4) e nei maggiori tempi d’attesa. L’azienda però ci ha assicurato che dalla prenotazione all’evasione dell’ordine passano circa 10 giorni. Rispetto al Remmy singolo, il costo dell’allarme antiabbandono per trasportare più bambini è di circa 129 euro (Triplo) e 159 euro (Quadruplo).

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Questa smartband porterà Alexa sul vostro polso

di Gerardo Orlandin

Wyze sta lavorando alla smartband Wyze Band con Alexa che permetterà di controllare i dispositivi Wyze e Alexa direttamente dal polso.

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Bonus dispositivi anti abbandono: come registrarsi al portale

di Raffaele Dambra

Bonus dispositivi anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online la piattaforma bonuseggiolino.it su cui richiedere il bonus per i dispositivi anti abbandono introdotto dal MIT per agevolare l’acquisto dei congegni obbligatori. Il primo giorno, contrassegnato da enormi problemi di sovraccarico del server (non che oggi vada molto meglio), l’accesso al portale è stato riservato ai soli esercenti per accreditarsi ed essere inseriti in un apposito elenco consultabile sul sito. Mentre da venerdì 21 può accedervi anche chi deve acquistare il dispositivo anti abbandono e richiedere il bonus elettronico di 30 euro. Che va poi utilizzato esclusivamente presso uno dei negozianti registrati sulla piattaforma. Ricordiamo che il contributo è previsto anche per chi ha già fatto l’acquisto presso qualsiasi negoziante, facendone richiesta mediante apposita procedura.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: LE COSE DA SAPERE

Ci stiamo occupando da mesi dei dispositivi anti abbandono, visto che l’argomento riguarda milioni di famiglie. Abbiamo spiegato nel dettaglio le caratteristiche dei dispositivi in base alle direttive del Ministero, ci siamo posti il problema dell’omologazione dei seggiolini, abbiamo realizzato una guida all’acquisto con dettagli e prezzi e, successivamente, testato personalmente alcuni modelli. Ma non solo: abbiamo anche rassicurato i genitori sull’allarme Bluetooth e annunciato l’approvazione del bonus di 30 euro per alleggerire la spesa. E adesso siamo pronti a guidarvi nei meandri del portale per la richiesta del contributo. Non prima di aver ricordato che l’obbligo di montare un dispositivo anti abbandono quando si trasportano in auto bambini sotto i 4 anni è in vigore dallo scorso novembre. Con sanzioni sospese fino al 6 marzo 2020, quindi ci siamo quasi. Sanzioni che prevedono multe da 83 e 333 euro e -5 punti sulla patente.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: ACCESSO AL PORTALE

Come detto, l’indirizzo della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro sull’acquisto dei dispositivi anti abbandono è www.bonuseggiolino.it. Poiché le risorse messe a disposizione non coprono tutte le richieste e l’erogazione del contributo avviene in base all’ordine temporale fino a esaurimento dei fondi, è previsto un boom di domande nei primissimi giorni. Con inevitabili ricadute sul funzionamento del portale. In questa fase bisognerà armarsi di tanta pazienza. Premessa: per registrarsi alla piattaforma, e quindi per richiedere il bonus, è necessario avere le credenziali SPID (Sistema pubblico di identità digitale) che si possono ottenere collegandosi qui. Non è una procedura difficile: servono un indirizzo e-mail; il numero di cellulare; un documento di identità valido; la tessera sanitaria con il codice fiscale. Una volta ottenute le credenziali SPID si può tornare al portale per la richiesta del bonus.

PIATTAFORMA BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME REGISTRARSI

Nel sito bonuseggiolino.it c’è una sezione riservata agli esercenti (‘Area esercente’) per accreditarsi usando le credenziali di Fisconline/Entratel. È un passaggio importante perché dal 20 febbraio 2020 in poi il bonus può essere richiesto solo presso i negozianti (fisici e online) accreditati. Il cui elenco è consultabile sulla piattaforma (‘Dove usare i buoni‘). Mentre chi ha già acquistato il dispositivo prima del 20 febbraio può chiedere il rimborso di 30 euro anche se l’ha effettuato presso un esercente non presente nell’elenco. La sezione ‘Valida buono‘ è riservata sempre agli esercenti. E serve per inserire il codice del buono elettronico ricevuto da ciascun cliente, oltre al suo valore nominale, al fine di riscuotere il credito maturato.
La sezione specifica per i richiedenti si trova invece al centro dell’homepage ed è denominata ‘Richiedi bonus‘: una volta dentro bisogna inserire le credenziali SPID ottenute in precedenza e seguire la procedura guidata per completare la richiesta. Sulla piattaforma è presente un indirizzo email a cui chiedere eventualmente assistenza.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE

Le modalità di attribuzione del bonus per l’acquisto del dispositivo anti abbandono sono contenute nel Decreto 28/1/2020 del MIT. Che potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso Scarica PDF in fondo all’articolo. Vi riassumiamo qui i punti salienti:
– Il contributo è erogato mediante il rilascio di un buono di spesa elettronico, dotato di un codice identificativo, del valore nominale di 30 euro per l’acquisto del dispositivo anti abbandono associato al codice fiscale di un minore. Ciò significa che per ogni bambino sotto i 4 anni si può ottenere al massimo un bonus; ma p.es. una famiglia con tre bambini sotto i 4 anni può ottenerne tre. Il buono generato e non utilizzato entro trenta giorni dall’emissione è annullato e, nel caso, dev’essere richiesto nuovamente. Qualora il costo del dispositivo sia inferiore a 30 euro, il contributo è pari al costo sostenuto.
– La richiesta deve presentare, oltre ai dati identificativi del richiedente (uno dei genitori o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale), anche quelli del minore (nome, cognome e codice fiscale). Saranno effettuati rigidi controlli, soprattutto per accertare l’età del minore, mediante collegamento con l’anagrafe tributaria.
– Ribadiamo che per gli acquisti dei dispositivi anti abbandono effettuati in data antecedente al 20 febbraio 2020 è previsto un rimborso pari a 30 euro per ogni dispositivo acquistato. L’istanza di rimborso va richiesta entro 60 giorni dall’avvio della piattaforma. Allegando copia dei giustificativi di spesa, scontrino fiscale o fattura, attestanti l’acquisto del dispositivo anti abbandono. Se il giustificativo di spesa non riporta la specifica di acquisto ‘dispositivo anti abbandono’ (o simili), il richiedente deve produrre un’autocertificazione secondo il modello disponibile sulla piattaforma. I rimborsi avvengono mediante accredito della somma sul conto corrente intestato al richiedente.

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Dispositivi anti abbandono: MyMi funziona anche senza smartphone

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono

La startup milanese Bluon, che in passato ha già creato altri prodotti legati alla sicurezza dei bambini, ha incontrato la stampa specializzata, tra cui noi di SicurAUTO.it, per presentare il suo dispositivo anti abbandono MyMi. La presentazione è avvenuta proprio alla vigilia della messa online della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro, fissata il 20 febbraio 2020, e in previsione dell’avvio delle sanzioni (dal 6 marzo) per coloro che non hanno ancora provveduto a mettersi in regola. Gli utenti abituali del nostro portale sanno già con quanta attenzione abbiamo affrontato l’argomento ‘dispositivi anti abbandono’. Seguendo passo dopo passo il travagliato iter legislativo, segnato da non poche incertezze e contraddizioni. E soprattutto testando direttamente alcuni prodotti per capire se ce ne fosse qualcuno migliore o più affidabile degli altri. Per questo ci siamo avvicinati con molta curiosità al nuovo dispositivo antiabbandono MyMi, annunciato come ‘rivoluzionario’ e ‘con tripla sicurezza’. Come sarà andata?

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COSA PREVEDE LA NORMATIVA

Prima di spiegare come funziona MyMi riepiloghiamo velocemente la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono, già in vigore dallo scorso novembre (ma, come detto, le sanzioni saranno irrogate solo dal 6 marzo 2020). La normativa riguarda quei dispositivi di allarme predisposti a prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai 4 anni a bordo delle auto. Tali dispositivi possono essere integrati all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (senza alterarne le caratteristiche di omologazione), inseriti nel veicolo come dotazione di base o accessoria, oppure totalmente indipendenti. I dispositivi devono essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E soprattutto, qualora se ne presenti la necessità, devono dare un segnale di allarme. Attirando in modo tempestivo l’attenzione del conducente mediante alert visivi, acustici o aptici percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Infine, non meno importante, i dispositivi anti abbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico. Che serve ad allertare urgentemente altre persone se per un motivo qualsiasi il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

COME FUNZIONA IL DISPOSITIVO ANTI ABBANDONO MYMI

Inutile dire che MyMi rispetta tutti questi parametri, altrimenti non potrebbe neanche essere commercializzato. E a differenza della quasi totalità dei prodotti oggi sul mercato, non ha per forza bisogno della app per smartphone (comunque presente) per inviare l’allarme in caso di allontanamento dal veicolo con bimbo a bordo. Una caratteristica decisamente interessante! Il dispositivo, oltre al piccolo cuscinetto sfoderabile e lavabile da disporre sul seggiolino auto (come nella foto in basso), che rileva la presenza del bimbo, è dotato infatti di un piccolo tracker-portachiavi (da attaccare al mazzo di chiavi dell’auto per essere sicuri di averlo sempre con sé) che in pratica ‘fa le veci’ dello smartphone. Emettendo anch’esso un segnale d’allarme. La ‘tripla sicurezza’ è data appunto dalla presenza di tre elementi – cuscinetto, app per smartphone e tracker-portachiavi – ognuno dei quali concorre a segnalare un potenziale pericolo. Il cuscinetto attiva una segnalazione acustica ricorrente se non rileva la presenza del tracker-portachiavi o se il bluetooth dello smartphone risulta spento; la app invia un segnale d’allarme tramite smartphone non solo al conducente ma anche alle altre persone associate; il tracker entra in funzione se per qualche ragione l’app non è in grado di inviare l’allarme (smartphone spento, scarico o con bluetooth disattivato). È importante sottolineare questo aspetto: i due sistemi (app e tracker) non sono pensati per operare in contemporanea e l’app ha sempre la precedenza. Di conseguenza chi vuole, per motivi di praticità, utilizzare solo il tracker al posto dello smartphone, deve escludere quest’ultimo. Disattivando il bluetooth oppure non installando neppure l’app.

PECULIARITÀ DEL DISPOSITIVO ANTI ABBANDONO MYMI

La app di MyMi (disponibile sia per Android che per iOS) è comunque più completa del tracker. In quanto, appunto, può avvisare non solo il conducente, ma anche un numero pressoché infinito di persone associate, aggiungendo pure la posizione geolocalizzata. Per ricevere il segnale d’allarme l’app ha bisogno soltanto dell’attivazione del bluetooth, mentre per inviarlo ad altre persone necessita anche della connessione dati. Significa che il conducente riceve il segnale sullo smartphone anche se impegnato in una conversazione telefonica o se ha il cellulare fuori campo o in modalità aerea (ma con bluetooth sempre attivato).
Il cuscinetto e il tracker-portachiavi funzionano con comunissime pile a bottone CR2450 e CR2032 entrambe sostituibili utilizzando un piccolo cacciavite (la durata media di una pila è di circa 2 anni, il livello delle batterie è monitorabile dall’app, in ogni caso entrambe le unità emettono uno specifico segnale acustico quando le pile sono quasi scariche) e che con un solo smartphone si possono gestire fino a 20 dispositivi. Chi vuole può acquistare altri tracker separatamente (per esempio in una famiglia potrebbero servirne due, uno per il papà e uno per la mamma). Importante: più tracker possono essere abbinati allo stesso cuscinetto e un tracker può essere associato a più cuscini. Pertanto se nell’auto ci sono due seggiolini (con due bambini) non è necessario portarsi dietro due tracker, ne basta uno solo. Da notare, poi, che l’app non è legata ad alcun account personale; per cui al termine dell’obbligo di utilizzo (quando il bimbo compie 4 anni) il dispositivo può essere tranquillamente ceduto ad altre persone.

GIUDIZIO DI SICURAUTO.IT SU MYMI

Di sicuro la possibilità di avere un’alternativa all’app eludendo quindi possibili problemi di natura ‘tecnologica’ dello smartphone, nonché di sostituire le pile quando si esauriscono, pongono MyMi in una posizione di fascia alta tra tutti i dispositivi anti abbandono presenti sul mercato. Forse il prezzo di 69,90 euro non è tra i più economici, ma con il bonus di 30 euro la spesa diventa più sostenibile. Il tracker-portachiavi aggiuntivo (facoltativo) costa 19,90 euro. Per quanto riguarda infine la delicata questione dell’omologazione, ricordiamo che la normativa non impone che i dispositivi anti abbandono risultino ‘omologati’. Ma richiede che, oltre a rispondere a determinate specifiche tecnico-costruttive e funzionali (per cui il produttore rilascia un’autocertificazione di conformità), non alterino in nessun modo le caratteristiche di omologazione dei seggiolini auto. A questo proposito Bluon ha genericamente dichiarato che il cuscinetto del dispositivo MyMi, in seguito a crash test (distruttivi) effettuati, non interferisce con l’omologazione di alcun seggiolino od ovetto per auto. Senza fornire però indicazioni più precise riguardo i modelli di seggiolini su cui sono stati fatti i crash test con il dispositivo installato; e l’ente/società che li ha realizzati. Restiamo ovviamente a disposizione qualora Bluon voglia indicarci anche questi dati.

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La mia banda suona il Pop: per Christian De Sica è più divertente di Tolo Tolo e Odio l’Estate

di Giovanni Arestia
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Bluetooth allarme antiabbandono: quanto è davvero pericoloso per i bimbi

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Con l’obbligo degli allarmi antiabbandono per bambini è esplosa la psicosi da pericoli del Bluetooth sui bambini. Quanto è pericoloso realmente il Bluetooth per la salute umana? Esiste il rischio di radiazioni per i bambini e i neonati seduti sopra i cuscini con allarme antiabbandono? La risposta sorprenderà sicuramente i genitori apprensivi e va cercata nei limiti delle radiazioni stabiliti dall’Unione europea.

BLUETOOTH E RADIAZIONI PERICOLOSE: DIPENDE DALLA POTENZA

Con l’obbligo di trasportare in auto bambini fino a 4 anni solo con un allarme antiabbandono, il parere dei genitori è diviso tra chi trova un investimento utile e chi invece no. Lo si può vedere anche dai commenti al nostro video test qui sotto, che mette a confronto 4 dispositivi antiabbandono diversi. Al di là dei punti di vista però in molti si chiedono ancora se il Bluetooth degli smartphone fa male alla salute. Un comprensibile timore che possiamo chiarire con l’aiuto di Tata, che dichiara quante radiazioni emette il Bluetooth di un allarme antiabbandono per bambini. Intanto cerchiamo di capire quanto è potente il Bluetooth di un dispositivo di allarme antiabbandono. In generale, come si vede dalla tabella delle Classi del Bluetooth, più è potente il segnale, più lungo è il raggio d’azione della comunicazione.

QUANTO E’ PERICOLOSO IL BLUETOOTH PER LA SALUTE UMANA

Poiché sappiamo che gli allarmi antiabbandono funzionano entro una distanza di 10 metri dallo smartphone, sono associati a potenze più basse (Classe 2, 3,4,). Che sono molto al di sotto di quanto il Wi-Fi di casa, cui è esposto quotidianamente ogni bambino in ogni famiglia che usa una connessione a internet. Vi starete chiedendo allora, ma se il bambino è seduto proprio sopra l’allarme con il Bluetooth, non è più pericoloso? La risposta è no. Il perché lo spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sull’uso degli smartphone consiglia proprio l’utilizzo di auricolari Bluetooth per ridurre al minimo l’esposizione della testa a radiazioni elettromagnetiche. Radiazioni che per costituire un rischio alla salute devono superare il valore SAR (Specific Absorption Rate) nell’uso normale di 2 W/kg. Rispetto al valore del Tasso di Assorbimento stabilito dall’Unione europea per l’intero corpo, gli smartphone super-connessi sono al di sotto di 0,5 W/kg.

Classi e portata delle connessioni Bluetooth

LE RADIAZIONI EMESSE DALL’ALLARME ANTIABBANDONO

Il pericolo reale del Bluetooth sul corpo umano ci porta a rispondere alla domanda iniziale. Il Bluetooth è pericoloso per un bambino seduto sull’allarme antiabbandono? Ora che sappiamo qual è il limite di assorbimento “sicuro” possiamo comprendere meglio quante radiazioni elettromagnetiche emette un allarme antiabbandono. Nel caso del dispositivo Tata Pad, l’azienda dichiara un valore di SAR di 0,0099 W/kg, 200 volte inferiore alla soglia dell’Ue. Piuttosto, e cogliamo l’occasione per ripeterlo ancora una volta, quando i bambini viaggiano in auto bisognerebbe proteggerli da altri rischi ricordando ad esempio di:

Montare correttamente il seggiolino e controllarlo periodicamente;
– Allacciare e stringere adeguatamente le cinturine come si vede nel video in alto;
– Far viaggiare il bambino contro il senso di marcia almeno fino a 15 mesi di età;
– Accertarsi che l’airbag passeggero sia disattivato se il bambino viaggia davanti;
– Dare il buon esempio fin da piccoli, con una guida prudente, indossando e facendo indossare a tutti i passeggeri la cintura di sicurezza.

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Dispositivi anti abbandono: bonus 30 euro, come fare richiesta

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

In vista del 6 marzo 2020, data in cui scatteranno le sanzioni, per chi trasporta in auto bambini al di sotto dei 4 anni, in caso di mancato utilizzo dei dispositivi anti abbandono, il MIT ha finalmente comunicato come fare richiesta del bonus di 30 euro. Ovvero l’importo messo a disposizione dei soggetti interessati come contributo o rimborso per l’acquisto di un dispositivo. Per coprire la spesa il Governo ha stanziato 15,1 milioni di euro per il 2019 e 5 milioni di euro per il 2020, ma i fondi assegnati per l’anno passato sono rimasti pressoché inutilizzati (solo il 10% dei genitori ha già acquistato il seggiolino salva-bebè) e saranno presumibilmente ‘scalati’ al 2020. Non è detto però che basteranno per tutti i bambini di età fino a 4 anni residenti in Italia, che sono circa 1.860.000.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME CHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

Attraverso una nota del 28/1/2020, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito che per ottenere il bonus per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono sarà necessario registrarsi – a partire del 20 febbraio 2020 – sulla piattaforma informatica Sogei o sul portale dello stesso MIT. Il contributo sarà erogato mediante il rilascio di un buono spesa elettronico del valore di 30 euro, valido per comprare un seggiolino antiabbandono per ogni bambino di età inferiore ai 4 anni. Quindi le famiglie che hanno più di un figlio in quella fascia di età potranno accedere a più contributi. Il bonus sarà erogato anche a chi ha già acquistato il dispositivo: in questo caso per ottenerlo bisognerà farne richiesta registrandosi sulla piattaforma Sogei entro 60 giorni dal 20 febbraio 2020, allegando copia del giustificativo di spesa.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: NORMATIVA

Con le specifiche per la richiesta del bonus di 30 euro e avvicinandosi la data in cui i trasgressori potranno essere sanzionati, la fase di transizione verso l’obbligo di montare i dispositivi anti abbandono è da ritenersi ormai agli sgoccioli. Da questo momento in poi, quindi, genitori e famiglie con bambini piccoli hanno solo da mettersi in regola. Ricordiamo che la normativa prevede l’installazione obbligatoria a bordo dei veicoli di un dispositivo di allarme per prevenire l’abbandono in auto di bambini sotto i 4 anni. L’allarme si attiva quando il conducente si allontana dal veicolo e può essere integrato nel seggiolino del bambino o indipendente dal sistema di ritenuta. Per chi viola l’obbligo sono previste multe da 83 a 333 euro e meno 5 punti dalla patente. In caso di recidiva nel biennio scatta pure la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

DISPOSITIVI ANTIABBANDONO: IL VIDEO TEST DI SICURAUTO.IT

Per aiutare i genitori nella scelta del miglior prodotto, noi di SicurAUTO.it abbiamo messo a confronto 4 dispositivi anti abbandono: Remmy, Baby Bell, Tippy Smart Pad e Chicco BebèCare Easy-Tech. Ponendo in risalto le differenze tra i dispositivi in commercio, i relativi pro e contro e soprattutto valutando quali sono le caratteristiche realmente utili che ogni dispositivo deve avere. Scoprite tutto nel nostro video test qui sotto, mentre cliccando sul tasto rosso Scarica PDF è possibile prendere visione del decreto attuativo n. 122/2019 del MIT che definisce nel dettaglio le caratteristiche funzionali dei dispositivi.

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PS Plus: Crash Bandicoot è uno dei giochi di febbraio 2020?

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