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BMW, investimenti da 10 miliardi per la produzione di batterie

di Valentina Acri
BMW continua a scommettere sull’elettrico, investendo sugli attuali rapporti commerciali con CATL e Samsung SDI, entrambi produttori di celle per batterie, per un totale di 10 miliardi di euro di investimenti. Non è una novità che BMW si stia sempre più spostando verso la mobilità sostenibile implementando sui veicoli le nuove tecnologie. Entro il 2023 infatti […]

BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

di redazione

La BMW 320d coupé elaborata con 190 CV dall’Officina Maizza è frutto di un gran lavoro, è stata ritoccata esteticamente per sentirla, prima ancora di mettere mano alla meccanica, senza stravolgerla con LED sottoscocca o grafiche particolari, ma cercando di renderla ancora più accattivante di quanto non lo sia già.

BMW 320d E46 coupé elaborata

Il tuner Officina Maizza risiede a Nardò e nel 2017 ha acquistato una BMW Serie 3 coupé della generazione E46. Da buon patito del Marchio con l’elica aveva già avuto esperienze con un’altra E46, anch’essa 320d ma con carrozzeria Touring. Tuttavia c’è stato un problema di fondo iniziale: la ricerca è stata difficile, perché le inserzioni di vendita per questo modello erano poche.

BMW 320d E46 coupé modificata

Sulla BMW 320d E46 coupé la preparazione è iniziata con una vera e propria ristrutturazione o rigenerazione, portandola da un livello sottozero ad uno almeno accettabile. Da lì la smania per la personalizzazione ha preso il sopravvento. L’idea di fondo comunque non era quella di stravolgerla, ma di ritoccarla nei punti giusti per rendere la E46 ancora più bella, senza sfociare però in un qualcosa che sarebbe potuto risultare eccessivo.

BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza
BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

Subito dopo è iniziato il montaggio di paraurti, minigonne, calotte specchietti e tutta la parte della fanaleria. Ma tra i particolari più fighi ci sono senza dubbio quelli in carbonio. Dopo aver lasciato la sua firma anche all’interno della coupé è arrivato il momento di ritoccare la meccanica. Alla fine la BMW 320 ha comunque ottenuto circa 40 CV con la mappatura, il filtro, il finale dello scarico e l’eliminazione del filtro particolato.

Scheda tuning BMW 320d Coupé E46 by Officina Maizza
ESTETICA
Paraurti anteriore M3 look
Paraurti posteriore M-Tech2
Calandre anteriori (reni) nere opache
Fanali anteriori con angel eyes a led a fondo nero
Fanali posteriori con frecce fumé
Specchietti con cubicatura a cura della carrozzeria Stefancar Surbo
Minigonne BMW M
Split anteriori in carbonio
Spoiler posteriore modello CSL in carbonio
Cerchi modello BBS CH-R
Verniciatura a cura della carrozzeria Calignano Nardò

INTERNI
Sedili msport
Cuffia cambio e cuffia freno a mano con logo M
Modanature rivestite con tessuto alcantara
Sterzo rivestito con pelle e alcantara con logo M
Pedaliera con logo M
Stereo due din con lettore video
Contachilometri con fondo in carbonio

MOTORE
Filtro K&N
Mappatura centralina a cura dell’officina Maizza di Brindisi
Scarico con eliminazione catalizzatore e finale Simons

SOSPENSIONI
Ammortizzatori sportivi Bilsten b6
Molle Eibach pro kit
Barra duomi anteriore
Barra duomi posteriore

Costo totale intervento tuning 3.000 Euro

BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza
BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

Cerca la BMW 320 nell’usato su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della BMW 320d E46 coupé by Officina Maizza è su Elaborare 254.

BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza
BMW 320d E46 coupé elaborata 190 CV con preparazione Officina Maizza

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Jaguar Land Rover, presto un accordo con BMW e Geely?

di Tommaso Marcoli
Tata, la società indiana che possiede i marchi Jaguar-Land Rover, avrebbe preso contatti con marchi quali BMW e Geely in modo da creare sinergie per risollevare l’industria dell’auto britannica, messa sotto assedio nell’ultimo periodo dalla brexit. Secondo Bloomberg che ha rilanciato l’indiscrezione, la strategia di Tata prevede l’apertura a collaborazioni per risparmiare sull’enorme peso che […]

Elaborare Novembre n° 254 2019

di redazione

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Test Drive – Porsche 911-991 GT3 RS 500 CV,  Opel Insignia 2.0 Turbo 4×4 263 CV | Adda, BMW 320d E46 190 CV | Officina Maizza, Fiat 126 Plus 175 CV | Cataldo Prototipi, Punto Sporting 105 CV|DCGarage

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Elaborare Novembre n° 254 2019

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BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina

di redazione

BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina è un biturbo che vanta un motore 6 cilindri in linea, che come i suoi omologhi è fra i più interessanti mai prodotti.

Il test drive di questa BMW 335i M Sport è illuminante per capire le scelte del tuner Maizza Autofficina che ha lavorato sodo e portato a casa un buon risultato dal punto di vista delle prestazioni come valore assoluto, completando il tutto con un assetto dedicato e un potenziamento dell’impianto frenante, cosa non sempre scontata.

Quest’ultimo è stato “preso in prestito” direttamente da un’Audi RS6, la wagon dei Quattro Anelli nota in tutto il mondo per le sue performance e poi è… Brembo! Tornando al motore della BMW 335i M Sport tutto si è incentrato sulla maggiorazione delle turbine e dell’intercooler, abbinate a nuovi downpipe e ad un’accurata rimappatura della centralina. Poi sono stati eseguiti altri ovvi interventi su questa BMW 335i M Sport by Maizza Autofficina come filtro aria e impianto di scarico, ma nulla di eccessivamente visibile.

BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina
BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina

Scheda tuning BMW 335i M Sport by Maizza Autofficina
Turbine maggiorate
Intercooler alluminio Mishimoto da 17 litri
Downpipe, centrale e terminale in acciaio inox
Filtro a pannello BMC
Mappatura dedicata
Dischi e pinze ad 8 pistoni Brembo derivazione Audi RS6 e pastiglie EBC ialle
Assetto a ghiera regolabile Kw
Manometro turbo e voltmetro
Volante sportivo tagliato

Costo totale intervento tuning: 8.500 Euro

Motore BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina
Motore BMW 335i M Sport elaborata 410 CV con preparazione Maizza Autofficina

Cerca la BMW 335 nell’usato su newsauto.it

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Elaborare Ottobre n° 253 2019

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Test Drive – BMW 335i M Sport 410 CV | Maizza Autofficina, Abarth Punto Evo 268 CV | Elaborazioni Taglienti, Abarth Grande Punto 240 CV|Autech

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4 motivi del perché Daimler e BMW possono eclissare Tesla in Europa

di Donato D'Ambrosi

Tesla è in testa alla classifica delle auto elettriche più vendute in Europa: la Tesla Model 3 è l’auto con la crescita più importante nei primi 6 mesi del 2019 (dati Jato per l’Europa). Ci sono tanti motivi che spingono all’acquisto di una Tesla, primo tra tutti è l’effetto “wow” di chi ci sale almeno una volta e la prova su strada. D’accordo, ma quanto durerà l’effetto Tesla? Ecco i 4 motivi principali per cui tra qualche anno Tesla potrebbe guardare le spalle di altri Costruttori come Daimler e BMW.

PERCHE’ COMPREREMO UNA TESLA O FORSE NO

Se provate a chiedere a un proprietario di una Tesla “perché hai comprato una Tesla?” Probabilmente vi risponderà “Perché fa cose che altre auto non fanno”. Allora si può dedurre che la tecnologia innovativa di Tesla fa scattare la scintilla. Forse però non tutti sanno che Daimler (da anni sta lavorando alla guida autonoma di livello 4) e BMW (vende auto elettriche più o meno da quando la prima Model S ha esordito) hanno stretto un accordo. Entro il 2024 venderanno le prime auto a guida autonoma, intanto creeranno una piattaforma elettrica condivisibile e lanceranno i parcheggi automatizzati. Intanto per chi volesse la Mercedes EQC è già pronta a sfidare la Tesla Model X, che arranca negli ordini. E attenzione, poiché abbiamo volutamente escluso Volkswagen, meno attiva sulla guida autonoma di Daimler ma agguerrita sul fronte elettrico.

QUESTIONE DI COSTI

Sia chiaro, nessuno della redazione è a favore o contrario a Tesla, ma si tratta di mera convenienza economica. Finché Tesla continuerà a produrre le auto elettriche in California, una Tesla Model 3 che negli USA costa 39 mila dollari (senza contare gli incentivi), in Italia ne costa l’equivalente di almeno 15 mila in più. Ecco perché si vocifera da tempo che Musk voglia impiantare la sua Gigafactory europea proprio in Germania. Probabilmente ci riuscirà, ma intanto BMW produce già la i3 a Lipsia e Daimler ha in programma di estendere la produzione della Mercedes EQC dalla Germania, in USA, Francia e Cina.

CAMBIA IL MODO DI COMPRARE L’AUTO, MA L’ASSISTENZA?

Va bene, chi si apre all’acquisto di una Tesla ha un’immaginazione spiccata e magari gli basta anche visitare il sito web. Ma c’è anche chi si approccia alla vecchia maniera e vuole toccare con mano. Per l’esattezza in Italia, ad oggi, ci sono 5 store Tesla: 2 su Milano, 1 Roma, 1 Padova e 1 Bologna. E’ vero che magari si può scendere a qualche compromesso, ma non bisogna sottolineare il valore di una rete capillare di vendita e assistenza. Basta buttare giù uno specchio retrovisore e accorgersi che il fermo auto in attesa del ricambio non è una cosa molto piacevole.

L’IDENTITA’ DEL BRAND E’ UNA LEVA FORTE

Abbiamo detto all’inizio che le quattro ipotesi per cui Daimler e BMW potrebbero surclassare Tesla in Europa entro il 2024 non si basa sulle batterie. Chiaramente se si volesse una semplice auto elettrica si comprerebbe una Nissan Leaf, una Volkswagen e-Golf, una Hyundai Ioniq Electric o le altre elettriche più vendute della nostra analisi costi. No, la Tesla oggi si compra soprattutto perché, quando sarà legale, potrà guidarsi da sola. Non prendiamoci in giro, quando le auto potranno guidare da sole legalmente forse non avranno più le ruote e neppure i finestrini trasparenti. Ma fino ad allora nel settore delle auto premium (già di per se una nicchia) la fetta grossa è coperta da autonoleggi e società di leasing. Per lo più orientate a marche tedesche. Magari non sarà così e Tesla continuerà ad essere quel fenomeno dirompente che non si può ridurre banalmente a semplice Costruttore di auto.

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BMW: il tribunale europeo nega gli incentivi per le auto elettriche

di Donato D'Ambrosi

Quella degli incentivi per l’ampliamento delle attività industriali di BMW in Germania è diventato un caso comunitario. Ma nonostante l’appello del Costruttore al Tribunale europeo, l’assegnazione dei fondi per l’ampliamento della produzione di auto elettriche e ibride a Lipsia sfuma. Va a segno la stoccata della Commissione europea che si era opposta con una limitazione agli aiuti di Stato per BMW su un progetto che in Germania orientale avrebbe apportato 800 nuovi posti di lavori.

LA CORTE EUROPEA BOCCIA IL RICORSO BMW

La vicenda di BMW sulla concessione degli aiuti statali non è nuova ma con la pronuncia della Corte di giustizia europea aggiunge un nuovo capitolo. Come riporta Reuters, il più alto grado di giustizia del Tribunale europeo ha confermato il niet della Commissione europea. Se non per BMW si consolida l’incompatibilità del piano con le regole del mercato interno. Sarebbero queste infatti le primordiali motivazioni con cui la Commissione europea ha negato il finanziamento statale a BMW per un importo superiore a 17 milioni di euro. E’ curioso ricordare come proprio di recente BMW si sia espressa senza mezze parole sulle criticità dell’elettrico in Europa.

UE: 45 MILIONI DI EURO SONO TROPPI

La Germania aveva previsto un piano di incentivi per la crescita industriale da corrispondere a BMW per 45 milioni di euro. Ma nel 2017 si era già opposta la Commissione europea stabilendo che “qualsiasi importo superiore a 17 milioni di euro era incompatibile con le regole del mercato interno”. BMW ovviamente non ha ceduto, sostenendo che fossero stati commessi degli errori nelle valutazioni del costo del progetto, ricorrendo al Tribunale dell’Unione europea e poi alla Corte di giustizia. Ma in entrambi i casi il ricorso è stato bocciato.

IL PIANO BMW A LIPSIA

Il piano di sviluppo BMW prevedeva in origine l’ampliamento di 2 linee produttive per altrettanti modelli ibridi ed elettrici. Un progetto che avrebbe portato 800 nuovi posti di lavoro in uno degli stabilimenti del Gruppo più avanzati al mondo. Lo stabilimento BMW di Lipsia è uno dei più moderni e sostenibili al mondo. Ogni giorno vengono prodotte fino a 860 auto tra Serie 1 e 2. E’ qui che BMW assembla le auto con telaio in fibra di carbonio e alimentazioni alternative: la BMW i3 (da settembre 2013) e la BMW i8 (da maggio 2014). L’energia verde per la produzione di queste auto è fornita da quattro turbine eoliche sul posto. Ma queste credenziali non sono bastate a ribaltare il parere della Commissione UE.

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Taxi Drift all’Autoshow Elaborare Day a Modena

di redazione

Il 22 settembre all’Autodromo di Modena si svolgerà il Taxi Drift! Sarà la Gallo Drifting School, che è partner dell’Autoshow di Elaborare, a occuparsi della gestione del Taxi Drift. A disposizione del pubblico ci saranno due BMW M3 e due Nissan (Silvia e 350Z), appositamente preparate per le esibizioni in pista con traversi e fumate.

Chi vorrà provare l’ebbrezza del drifting potrà prenotarsi via mail – corsidrift@gmail.com – oppure direttamente al Box della scuola. Il costo è di 30 Euro (2 giri di pista) – 40 Euro (tre giri) e 50 Euro (4 giri). Sono necessari il casco e lo scarico di responsabilità.

Il 22 settembre tutti all’Autodromo di Modena dove si svolgerà l’AutoShow di Elaborare! Oltre alla consueta attività di TrackDay in pista e alle numerose aziende del settore presenti, all’Autoshow di Elaborare si svolgeranno numerose iniziative per una full immersion totale nel mondo del motorsport. L’ingresso è gratuito per auto e visitatori!
www.elaborare.comwww.auto-show.it/

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Autodromo di Modena
Autodrmo di Modena AUTOSHOW



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Amazon vuole Alexa anche sulle vostre auto, a partire da Audi e BMW

di Giuseppe
Amazon Alexa Auto

Amazon, il colosso delle vendite online che tutti conosciamo, sta letteralmente conquistando ogni angolo della nostra smart home grazie ad Alexa: il prossimo obiettivo dell’azienda è estendere la presenza del suo assistente digitale all’interno di ogni singola auto. Non è una sorpresa che il successo di Amazon Alexa sia dovuto alla sua capacità di penetrazione […]

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Apple CarPlay: BMW fa dietro front sull'abbonamento annuale

di HDblog.it

Aggiornamento 04/12

Autocar e Autoblog riportano che l'ufficio stampa BMW, rispettivamente britannico e statunitense, ha confermato che l'abbonamento per CarPlay verrà eliminato. Tutti coloro che montano l'ultima versione delle unità di infotainment ConnectedDrive potranno usufruire del servizio completamente gratis (questo naturalmente vale anche per le auto che saranno annunciate in futuro), mentre chi monta versioni precedenti dovrà pagare una quota una tantum come accadeva prima. Entrambe le testate dicono che l'annuncio ufficiale di BMW dovrebbe arrivare a breve, ma al momento della stesura dell'aggiornamento tutto tace.

BMW cita come motivazione il desiderio di "fornire ai suoi clienti l'esperienza di possesso migliore possibile", che potremmo tradurre in: le critiche sono piovute abbondanti e a Monaco hanno preferito fare dietro front.


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Swap motore CX Racing per Supra A90: via il BMW, dentro il Toyota 2JZ GTE!

di redazione

Sembra che alla CX Racing non sia andata proprio giù la storia della Supra motorizzata BMW. Per questo motivo il team di tecnici californiani sta già approntando il kit di conversione per eliminare il pur dignitoso BMW B58 3 litri tedesco e montare il leggendario 6 cilindri in linea Toyota, da sempre punto di forza delle vecchie Supra. Il plus di questa preparazione è che lo swap motore avviene senza alcuna alterazione estetica, risultando invisibile a cofano chiuso.

Ovviamente si tratta di un’elaborazione estrema e costosa, ma ideale per chi vuole una vettura unica nel suo genere e in grado di superare abbondantemente quota 1.000 CV, un traguardo ormai considerato “entry level” da molti preparatori più interessati ai numeri che all’handling. Per chi si accontenta di un livello prestazionale inferiore, il B58 BMW è un’unità robusta e affidabile, sicuramente in grado di spingersi oltre i 500 CV senza particolari sforzi.

www.cxracing.com

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Daimler e BMW se le suonano a suon di tweet sulla guida autonoma

di Donato D'Ambrosi

Gli sfottò tra Costruttori di auto non sono una novità, ma stavolta il battibecco tra Daimler e BMW la mette sulle capacità di sviluppare un’auto a guida autonoma. Il tweet provocatorio arriva dopo l’evento NextGEN in cui BMW ha mostrato al mondo il futuro delle auto connesse, elettriche e autonome. E Daimler ne ha approfittato per stuzzicare il diretto rivale su ciò che riesce realmente a fare un’auto BMW a guida autonoma. Ecco il botta e risposta tra Daimler e BMW che si conclude con una proposta inaspettata.

QUANDO NON E’ LA FIAT A SFOTTERE GLI ALTRI

Stavolta non è Fiat a prendere in giro Daimler, quando la Smart ha compiuto 18 anni. Oppure quando con il video della Fiat Panda ha fatto arrabbiare Audi. E non è neppure paragonabile al post in cui la Fiat 500 si faceva beffa della Renault Twingo (non a caso per linee molto simili alla rievocazione della classica). Il tweet in cui Daimler chiama in causa BMW parla da solo: “Ehi, BMWGroup abbiamo sentito del tuo evento #NEXTGen la settimana scorsa. Abbastanza figo. Le vostre auto sono già in grado di guidare completamente da sole? Provate a immaginare: un giorno, potrebbero portarvi a casa dall’Oktoberfest in modo sicuro”. Un messaggio dal tono palesemente ironico da un Costruttore che non ha bisogno di presentazioni sullo sviluppo della guida autonoma.

BMW REGGE IL GIOCO E SI FA AVANTI

Ma la risposta di BMW arriva nel giro di qualche ora. “Grazie per il complimento 😉 #NextGen è andato alla grande! Guida autonoma? Di’ al tuo amico che ci stiamo lavorando. E tu?”. E a questo punto della conversazione si tocca un tasto che per molti Costruttori è rovente. C’è chi è più indietro e si nasconde dietro l’affidabilità e chi invece come Daimler la pensa diversamente. “Beh, la sicurezza è uno dei nostri valori fondamentali del marchio. E come ingegneri tedeschi, ne siamo orgogliosi. Quindi non lanceremo la guida autonoma completa prima di essere convinti che sia perfettamente sicura.” BMW non può fare a meno di alzare il tiro: “Assolutamente, anche noi! Sai, dicono che due teste sono meglio di una! Che ne dici di creare insieme una tecnologia di guida autonoma?

LA PARTNERSHIP TRA BMW E DAIMLER

E viene fuori la simpatica gag chiaramente organizzata a tavolino per creare rumors attorno alla nuova partnership tra BMW e Daimler. La partnership a lungo termine ha proprio lo scopo di mettere sul mercato le prime auto a guida totalmente autonoma entro il 2024. La sinergia che coinvolgerà 1200 specialisti metterà sul tavolo congiunto le conoscenze di entrambi i Costruttori per sviluppare insieme i sistemi di guida autonoma livello SAE4 (quello in cui il conducente può distrarsi o leggere, in quelli inferiori non è permesso).

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BMW: le auto elettriche le vuole l’Europa, non gli automobilisti europei

di Donato D'Ambrosi

Da un lato BMW dice che le vendite di auto elettriche sono insignificanti, con costi ancora poco appetibili per allargare la gamma in listino. Dall’altro Transport&Environment accusa i Costruttori di pilotare la diffusione delle auto elettriche per massimizzare i profitti sulle auto a benzina e diesel più richieste. Al centro del dibattito è finita BMW che entro il 2025 avrà 25 modelli Plug-in Hybrid in gamma. Ecco  – secondo Klaus Frölich capo del reparto sviluppo BMW – perché in Europa le vendite di auto elettriche non decollano rispetto a quanto invece accade negli USA.

I SUV FANNO GUADAGNARE DI PIU’

Le auto elettriche pure, cioè quelle a batteria sono al centro di un concorso di accuse. I consumatori si lamentano del prezzo e della rete di ricarica, i Costruttori del pressing dei regolatori europei mentre il mercato non è pronto e gli enti indipendenti che da osservatori puntano il dito sul gioco di potere delle Case. La posizione di Transport&Environment riportata da Forbes, si schiera contro i Costruttori di auto, accusandoli di rinviare le vendite di auto elettriche deliberatamente. Secondo T&E le Case auto non mettono in listino auto elettriche praticamente pronte per non perdere vendite dei segmenti più richiesti. I SUV sono cresciuti in Europa dal 7% al 33% tra il 2007 e il 2018 e sono le auto attualmente più vendute, assieme alle utilitarie (in base al mercato).

IBRIDE ED ELETTRICHE MODULARI FANNO SPENDERE MENO

Per Frölich, intervenuto all’evento NEXTGen a Monaco per rispondere agli interrogativi sul futuro elettrico di BMW Group, il problema è sostanzialmente un altro. Trasformare un mercato di nicchia in un mercato di volume, quello che invece è florido in Cine e USA. “I clienti in Europa non acquistano BEV Ha esclamato Frölich – Abbiamo spinto queste auto sul mercato e non sono richieste”. E questa dichiarazione combacia con la strategia BMW di puntare alle auto ibride piuttosto che alle elettriche. “Pensiamo che i clienti in Europa siano riluttanti ad acquistare BEV (Battery Electric Vehicle) e che i plug-in siano l’opzione migliore. I PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) sono costruiti sulla stessa architettura dei BEV. La batteria “Eagle Wing” va nel pavimento e possiamo dare loro una gamma extra aggiungendo moduli batteria.

TUTTI VOGLIONI PIU’ AUTONOMIA, MA COSTA CARA

I punti critici sono i costi di sviluppo e di acquisto, maggiori per auto Plug-in Hybrid rispetto alle auto elettriche. La carenza di incentivi in Germania, Italia, Francia e Regno Unito   “Non siamo in ritardo con gli EV, penso che stiamo arrivando al momento giusto perché non abbiamo abbastanza consumatori che comprano queste macchine. Servono da 70.000 a 100.000 euro (per un’auto elettrica, ndr) e questo non è il segmento di mercato in cui è possibile fare volumi.” A questa dichiarazione si arriva considerando che, come fa notare Frölich, oggi la differenza di costo tra una BMW diesel e una versione M a combustione interna la fanno le prestazioni.

LA SCELTA DI AUTO ELETTRICHE IN USA ED EUROPA

Come già accade per le auto elettriche invece la differenza di costo la definisce l’autonomia della batteria. L’autonomia infatti è un altro punto su cui il confronto con le auto tradizionali spesso vede le elettriche svantaggiate. “La differenza (di autonomia, ndr) tra 350 km e 600 km della gamma BEV sarà di 10.000 euro (sapevi che il costo delle batterie include anche quello di smaltimento?, ndr). Li metti entrambi là fuori e vedi quante persone compreranno l’auto da 600 km.” Afferma Frölich. Allora perché negli USA Tesla fa incetta di ordini e in Europa le auto elettriche sono ancora al palo?Gli europei hanno meno macchine nel garage di un cliente BMW negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti possono avere auto diverse per scopi diversi, come pickup e SUV e auto più piccole. Ma spesso le famiglie europee hanno solo un’auto, quindi sono riluttanti a fare affidamento esclusivamente su un’auto elettrica” .

I PIANI IBRIDI BMW

Nicolas Peter, Direttore finanziario di BMW Group ha dichiarato al Financial Times che i profitti delle auto elettriche arriveranno dal 2025 o forse anche prima. Ma riconoscendo che è complicato fare previsioni vista l’incertezza dei consumatori. “Entro il 2021 vorremmo vendere il doppio del volume di veicoli elettrificati dal 2019 – ha dichiarato Harald Krüger, CEO BMW – e poi ogni anno il 30% in più rispetto all’anno precedente. Abbiamo due obiettivi chiari, la quinta generazione di propulsori elettrici sviluppata senza rare terre minerali e dal prossimo anno tutti i nostri siti di produzione saranno alimentati al 100% da energia rinnovabile” ha concluso Krüger.

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Bmw e Jaguar Land Rover insieme per l’elettrico di domani

di Redazione

BMW e Jaguar Land Rover hanno annunciato che collaboreranno per sviluppare e produrre i motori elettrici del futuro. L’accordo porterà i nuovi propulsori di origine BMW sulla prossima generazione di veicoli 100% elettrici di Jaguar Land Rover. La Casa inglese sembra quindi aver cambiato strategia dopo che, in passato, ha mostrato alcuni prototipi a zero emissioni.

UNA CONDIVISIONE DI TECNOLOGIE

La Joint Venture tra il marchio tedesco e quello britannico (controllato dal gruppo indiano Tata) ha come obiettivo quello di unire le forze per sviluppare unità di propulsione elettrica di nuova generazione. Questa collaborazione prevede uno scambio di conoscenze tecnologiche e industriali. Non cambia nulla a livello societario per le due entità. La decisione è stata presa per concentrare gli investimenti (e quindi dividere la spesa) e accelerare il processo di sviluppo. Il punto di partenza sarà il propulsore elettrico Gen 5 di BMW. Le due Case si propongono di migliorarlo insieme. Uno dei fini è quello di creare un motore che non necessiti di terre rare (proprio come il Gen 5) per il suo funzionamento. In questo modo si ridurrà la dipendenza dei produttori da questi elementi poco disponibili. La stessa strategia è stata avviata da Mercedes.

DEBUTTO NEL 2020 SU iX3

La sede operativa per la riuscita del progetto sarà Monaco, dove un gruppo di esperti BMW e Jaguar Land Rover lavorerà per sviluppare ulteriormente il Gen 5. L’obiettivo è quello di applicare il frutto di questa ricerca già sul nuovo modello di iX3, che uscirà nel 2020. Il team di sviluppo si occuperà anche della messa a punto dei nuovi gruppi elettrici, che saranno prodotti da ciascuna casa nelle proprie strutture produttive. BMW ha ribadito che queste tecnologie innovative sono necessarie e urgenti da una parte per soddisfare le richieste dei clienti, dall’altra per centrare gli obiettivi fissati dalle diverse normative antinquinamento.

LA COLLABORAZIONE CHIAVE DEL SUCCESSO

“L’industria automobilistica sta subendo una forte trasformazione” ha detto Klaus Froehlich, membro del consiglio di amministrazione di BMW con responsabilità per il dipartimento di Ricerca e Sviluppo. “Consideriamo la collaborazione una chiave di successo, anche nel campo dell’elettrificazione” ha aggiunto. “Con Jaguar Land Rover, abbiamo trovato un partner i cui requisiti per la futura generazione di unità elettriche corrispondono in modo significativo alla nostra visione. Insieme potremo soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti abbreviando i tempi di sviluppo e portando più rapidamente veicoli e tecnologie all’avanguardia sul mercato”. Fra le intenzioni di BMW, comunque, non c’è al momento quella di abbandonare i combustibili fossili tradizionali. Piuttosto, di lanciare la strategia di mobilità elettrica in parallelo con lo sviluppo di tecnologie e motori a combustione migliori.

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Mytaxi diventa FREE NOW: l’app dei taxy più discussa d’Europa cambia nome

di Donato D'Ambrosi

Cambia nome e anche una parte dell’App mytaxi che tra qualche giorno sarà riconosciuta solo come FREE NOW. Un nuovo marchio per l’applicazione che prenota taxi in tutta Europa della joint ventures tra BMW e Daimler. La novità arriva dopo un periodo di forti scontri tra il servizio di prenotazione mytaxi e i tassisti italiani, tanto Daimler e BMW hanno chiesto l’intervento dell’Antitrust.

LA MOBILITA’ SMART IN TUTTE LE SUE FORME

Questo è un momento molto importante per la nostra azienda, che presenta allo stesso tempo un’enorme opportunità e nuove sfide“, ha dichiarato Eckart Diepenhorst, CEO di mytaxi. “FREE NOW è legato all’idea di libertà di movimento e ciò si traduce nel permettere ai nostri utenti di liberare la mente dallo stress della vita quotidiana”. Chi conosce bene le ultime vicissitudini dello scontro tra mytaxi e i tassisti potrebbe interpretare il significato di FREE NOW anche diversamente. Diepenhorst chiarisce che “per i tassisti significa: <<rilassati: siamo qui per assicurarci di avere abbastanza domanda e business. E lavoreremo sodo per aumentarlo>>”.

PER ORA TAXI E MONOPATTINI ELETTRICI IN 100 PAESI

FREE NOW sarà un host di servizi di mobilità ad ampio raggio, slegandosi dall’unicità del servizio taxi e includerà anche i monopattini elettrici in sharing, in base alla disponibilità e alle leggi dei vari Paesi. In questo modo – spiega l’azienda – i passeggeri avranno possibilità di scegliere tra più opzioni di spostamento attraverso un’unica app. FREE NOW è anche il simbolo dell’ufficialità della fusione dei servizi di mobilità di BMW e Daimler che proviene da una strategia avviata da diverso tempo

FREE NOW IN ITALIA

Il rebranding completo da mytaxi a FREE NOW avverrà entro l’estate e includerà un nuovo look dell’ app e della flotta di auto. Sia i passeggeri che i tassisti (quelli che riescono a superare gli sgambetti delle cooperative) non dovranno installare una nuova app e saranno in grado di utilizzare i servizi offerti da FREE NOW con l’app e l’account già esistenti. In Italia FREE NOW si concentrerà sul servizio taxi e, una volta regolamentato il settore, anche sul servizio di monopattini elettrici in condivisione.

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BMW presenta la nuova Serie 1: la prima a trazione anteriore

di Redazione

Annunciata più volte ma rimasta sotto il velo dei “camouflage” per lungo tempo, la nuova BMW Serie 1 è finalmente pronta. L’anteprima mondiale, che si attendeva per il Salone di Ginevra, è invece fissata per il 25 giugno a Monaco di Baviera. In Italia si dovrà attendere fino ad ottobre per poterla ammirare in concessionaria. Forme e proporzioni sono totalmente riviste in funzione della vera grande rivoluzione, peraltro annunciata da tempo. Parliamo del passaggio dal motore longitudinale con trazione posteriore al motore trasversale e trazione anteriore. Si tratta del secondo modello dopo X1 a “convertirsi” a questa architettura inaugurata dalle Serie 2 Active Tourer sfruttando la piattaforma condivisa con i modelli Mini.

NOVITÀ NELLE FORME

Coerente ma totalmente rivoluzionata, la linea vede sparire il cofano lungo della precedente per un anteriore molto spiovente. La nuova BMW Serie 1 è invariata nella lunghezza, 4,32 metri, ma più alta e con passo accorciato di 2 cm. Malgrado questo, le nuove proporzioni e l’abitacolo più avanzato regalano spazi maggiori. Aumentano infatti quelli per le ginocchia e per le spalle mentre il bagagliaio passa da 360 a 380 litri. Il frontale presenta un doppio rene più grande mentre la coda è meno tronca e più avvolgente, senza spigoli e dallo sbalzo ridotto.

CRESCONO I COMFORT

Anche gli interni sfoggiano un design di nuova impronta e sono ancora caratterizzati dalla presenza del sistema iDrive con manopola centrale ma dotati di sistema multimediale di 7.0. Per la prima volta poi, sulla Serie 1, fanno il loro esordio il tetto panoramico e il portellone ad azionamento elettrico. I gruppi ottici sia anteriori sia posteriori, a seconda della versione, sono con fari alogeni e luci diurne a Led oppure “full Led”.

MOTORI E CAMBI

La gamma della nuova BMW Serie 1 al lancio comprenderà motori a tre e quattro cilindri per ora senza ibridi. A benzina saranno disponibili il 1.5 da 140 CV e 220 Nm per la 118i e il 2.0 da 306 CV per la 135i xDrive. Tre i Diesel: 116d 1.5 con 116 CV, 118d da 2.0 da 150 CV e 120d Xdrive da 190 CV. I cambi sono manuali a 6 marce sulle versioni, 118i, 116d e 118d, con l’opzione di un automatico doppia frizione a 7 rapporti per i primi due. Per la 118d si può invece avere lo Steptronic a 8 rapporti di serie con la 120d xDrive e sulla M135i xDrive. I modelli a trazione anteriore dispongono di un un sofisticato controllo di trazione che interviene sui freni e sulla gestione del motore.

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Auto connesse: BMW e Deutsche Telekom sostengono il 5G contro l’ITS-G5

di Antonio Elia Migliozzi

L’auto connessa è sempre più vicina ma i brand litigano. Mentre l’Unione europea sta per decidere lo standard di comunicazione per le auto connesse scoppia la guerra tra le case auto. E’ noto che i lobbisti dei gruppi industriali si sono divisi in due gruppi. Da un lato Volkswagen e Renault che sostengono lo standard ITS-G5 basato sul Wifi e dall’altro BMW, Daimler, Ford e Psa con il 5G-V2X. Notizia di oggi è la presa di posizione di BMW e Deutsche Telekom che hanno deciso di sollecitare il governo tedesco. Secondo le due aziende la Commissione europea appoggiando l’ITS-5G danneggia gli interessi europei. In questo caso, proseguono BMW e Telekom, l’Europa sarebbe indietro rispetto alla Cina e ci vorrebbero anni per arrivare alle auto connesse.

POSIZIONI DIVERGENTI

Il Ceo di BMW e quello di Deutsche Telekom hanno sollecitato il governo tedesco a prendere provvedimenti in campo europeo. Le aziende chiedono che Berlino agisca per bloccare la proposta della Commissione europea favorevole allo standard basato su Wi-Fi per le auto connesse. In una lettera dai toni diretti, l’amministratore delegato di BMW Harald Krueger e Tim Hoettges di Telekom hanno chiesto di escludere la tecnologia ITS-G5 dalla corsa per l’auto connessa. Secondo i manager questo standard lascerebbe l’Europa in ritardo rispetto a rivali come la Cina e gli Usa a causa delle differenze tecnologiche tra i due standard. Stando a quanto riporta Reuters la missiva specifica che le connessioni tra veicoli (V2V) e tra veicoli ed infrastrutture stradali (V2I) sono una priorità. In questa dinamica, proseguono BMW e Deutsche Telekom, l’ITS-G5 ha problemi di latenza e sicurezza irrisolti. Spingere sul 5G-V2X avrebbe vantaggi in termini di ricezione e velocità nello scambio dei dati.

LA COMMISSIONE EUROPEA

Come noto la Commissione europea, tra molte difficoltà, sta cercando di fissare i parametri di riferimento per le automobili connesse a Internet. Si tratta di un tema molto delicato. Parliamo infatti di un mercato che per i costruttori di automobili, gli operatori delle telecomunicazioni e i fornitori vale miliardi di euro l’anno. Secondo alcuni la decisione della Commissione a favore dello standard ITS-G5, basato su Wi-Fi, avvantaggerebbe Volkswagen e Renault. Dal canto loro, infatti, BMW, Daimler, Ford e PSA Group appoggiano lo standard avversario 5G-V2X. I sostenitori del V2X, affermano che questa tecnologia rappresenta il futuro perché utilizza il 5G di prossima generazione. Mentre i sostenitori dell’ITS-5G sottolineano che ci vorranno anni per introdurre a pieno il 5G in UE ed è meglio sfruttare l’infrastruttura esistente.

LOTTA DI POTERE

Va detto che l’appoggio della Commissione europea all’ITS-G5 deve trovare il sostengo del Parlamento europeo. Quest’ultimo voterà il 17 aprile in sessione plenaria. In questo caso sarà necessaria una maggioranza semplice per bloccare il testo approvato dalla Commissione. La lettera di BMW e Deutsche Telekom mira ad aprire un’altra strada. Mobilitare il governo tedesco significa cercare di fare pressione sul Consiglio europeo. I sostenitori del 5G-V2X vogliono allineare i prossimi standard Ue a quelli già decisi da Cina e Usa. In questo modo si definirebbe una modalità “globale” per il trasferimento di dati ed informazioni capace di far dialogare tra loro auto ed infrastrutture. In caso di voto sfavorevole del Parlamento europeo, le speranze di BMW, Daimler, Ford e Psa sono nel Consiglio. Il Consiglio europeo ha infatti voce in capitolo e potrebbe, a maggioranza, bloccare l’ITS-G5.

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BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

di redazione

La BMW 328 Ci elaborata con 245 CV dal preparatore AlbaMotorSport appartiene al campione di drift Marco Stellino, colui che ha portato la disciplina del drifting in Sicilia e che, grazie alla sua scuola, sta formando nuovi e validi piloti in terra sicula. Guidata di traverso sul circuito di Racalmuto, la è ora in attesa dello swap di motore con il 2JZ della Toyota Supra.

BMW 328 Ci elaborata

Questa BMW 328 Ci elaborata per essere un’auto da drifting pronta per le gare ha subìto un lavoro minuzioso su ogni componente e senza lasciare nulla al caso. Spesso infatti nel mondo del drifting si utilizzano le BMW per il loro ottimo bilanciamento, la buona dose di cavalli e il differenziale autobloccante originale. Sono numerose le Serie 3 impiegate nei Campionati, ma anche dai privati: si va dalle prime E30 degli anni ‘80 alle E92 V8. Quella di Marco Stellino è una E46 328 Ci di inizio 2000 che nasceva come normale auto stradale.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

BMW 328 Ci modificata

La carrozzeria della BMW 328 Ci modificata presenta nuovi componenti in vetroresina come cofano motore, cofano posteriore e paraurti. I parafanghi, maggiorati di 10 cm, sono in carbonio della BMW Motorsport e realizzati per la M3 E46 GTR. Al posteriore, invece, sono stati allargati a mano di 4 cm per lato. Poi si è provveduto a sostituire i fari anteriori con elementi leggeri che inglobano luci a led. La scocca ha abbandonato l’iniziale grigio metallizzato di serie a favore di un bel bianco, alternato dagli adesivi degli sponsor e della livrea.

BMW 328 Ci tuning

L’abitacolo di questa BMW 328 Ci ha subìto con l’intervento tuning una trasformazione radicale. È stato completamente svuotato e alleggerito in ogni angolo per abbassare il peso e consentire l’installazione dello scenografico rollbar progettato, secondo le normative CSAI, dallo stesso proprietario e poi realizzato dai tecnici di AlbaMotorsport. È presente anche un rack posteriore che aggancia il retrotreno direttamente al rollbar. Questo permetterà di realizzare in futuro l’intera parte posteriore della carrozzeria in vetroresina, risparmiando così ulteriore peso.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

Scheda tuning BMW 328 Ci by AlbaMotorSport

MOTORE
Scarico completo artigianale in acciaio con “X Pipe” e terminale HKS da 80 mm
Aspirazione diretta BMC
Centralina riprogrammata
Farfalla di aspirazione da 80 mm
Pompa benzina alta pressione AEM 380 lph + iniettori RC
Radiatore acqua in alluminio RCS con elettroventola e fan controller
Radiatore olio 19 vie in alluminio Mishimoto
Sostituzione radiatori: idroguida e differenziale

TRASMISSIONE
Differenziale autobloccante M3

TELAIO E SOSPENSIONI
Alleggerimento totale della scocca, rinforzo telaio con parti saldate sui punti più importanti dello chassis
Assetto pluriregolabile Yellow Speed, con regolazione altezza e idraulica, camber plate all’anteriore e braccetti camber regolabili al posteriore
Barre antirollio, duomi e rinforzo telaio Ultra Racing (Kit completo)
Kit sterzo MG Solution 83° Full Lock kit
Cerchi anteriori OZ 9jx17”

ESTERNI
Utilizzo di parti in vetroresina super leggere come cofano motore, cofano posteriore e paraurti
Parafanghi allargati di 10 cm in carbonio BMW Motorsport
Parafanghi posteriori allargati a mano di 4 cm per lato
Fari anteriori sostituiti con elementi leggeri e luci a led
Carrozzeria riverniciata di bianco
Adesivi degli sponsor e wrapping livrea

INTERNI
Coppia sedili Sparco Drifting
Coppia cinture Sparco 5 punti
Dashboard digitale Defi con controllo g/m e velocità
Strumentazione Greddy (pressione olio, pressione benzina, temperatura olio, temperatura acqua)
Strumentazione AEM (AFR Stechiometrico, EGT)
Volante Sparco con mozzo sgancio rapido

FRENI
Impianto frenante anteriore di provenienza BMW 530d E60
Modifica per impianto frenante separato tra ant. e post.
Freno a mano idraulico con impianto dedicato
Tubi freno in treccia metallica
Abolizione sistema ABS

Costo totale intervento tuning oltre 15.000 Euro

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