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Autostrada A26 chiusa al traffico: i percorsi alternativi per Genova Porto

di Donato D'Ambrosi

La procura di Genova ha ordinato la chiusura dell’Autostrada A26 tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone. Una misura adottata nella tarda serata di ieri per fare luce sulle situazioni di sicurezza dei viadotti dopo lo scandalo deli report edulcorati sui controlli dei ponti. Genova almeno fino alla riapertura su unica carreggiata annunciata entro oggi martedì 26 novembre resta spaccata a metà, con la principale arteria che collega il porto di Genova al resto d’Italia. Intanto ecco i percorsi alternativi all’Autostrada A26 per raggiungere il porto di Genova.

IN ITALIA L’80% DELLE FRANE EUROPEE

La frana nella foto sotto che ha abbattuto il viadotto della Madonna del Monte sull’A6 ha fatto scattare la chiusura del tratto di Autostrada sull’A26. La procura ha infatti evidenziato “gravi ammaloramenti” delle condizioni dei viadotti Fado in direzione Alessandria e Pecetti direzione Ventimiglia e per consentire le verifiche tecniche la circolazione è stata interdetta. Secondo Francesco Peduto, presidente Consiglio nazionale dei geologi, intervistato da Il Sole 24 Ore, “in Italia si verificano l’80% delle frane in Europa”. Ecco perché rivestono un ruolo cruciale i controlli e le verifiche tecniche per prevenire le conseguenze di smottamenti idrogeologici. Verifiche finite al centro dell’inchiesta sui rapporti alterati delle verifiche dei viadotti. Tant’è che ASPI ha annunciato che la manutenzione e il controllo dell’infrastruttura sarà affidato a una società di rilievo internazionale al posto della Spea Engineering “di famiglia”.

I PERCORSI ALTERNATIVI ALL’A26 CHIUSA AL TRAFFICO

I percorsi alternativi per i veicoli leggeri e fino a 7,5 tonnellate (esclusi gli autobus) sono:
– dalla A10 verso l’A26, uscire a Prà e proseguire fino a Masone tramite la SP 456 del Turchino;
– dalla A26 all’A10 effettuare il percorso inverso.

Per i veicoli pesanti oltre 7,5 tonnellate  e gli autobus sono previsti questi percorsi alternativi:

– dalla A10 verso l’A26 percorrere la A7 Milano-Genova;
– dalla A26 all’A10, obbligo di deviazione sulla Diramazione Predosa Bettole, dalla quale, con fermo temporaneo e progressivo deflusso, sarà possibile procedere verso Genova lungo la A7.

Potranno proseguire fino a Masone i soli mezzi pesanti con destinazione di scarico o carico nella zona collegata a tale svincolo.

RIAPERTURA A META’ E TRAFFICO CONGESTIONATO

Autostrade per l’Italia ha fatto sapere che “Entro le ore 12 di oggi, martedì 26 novembre 2019, riprenderà in entrambe le direzioni di marcia la circolazione. Nel corso della notte, la Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia ha realizzato uno scambio di carreggiata per garantire una corsia di scorrimento per senso di marcia.” In questo modo il gestore punta a limitare i danni all’economia di una Genova paralizzata denunciati dal governatore della Liguria Giovanni Toti. Una sola corsia per senso di marcia dovrebbe permettere le verifiche d’urgenza e ripristinare i collegamenti tra Piemonte e Liguria verso il porto di Genova.

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Crollo viadotto A6: i percorsi alternativi

di Raffaele Dambra

Crollo viadotto A6 percorsi alternativi

In seguito al crollo del viadotto A6 ‘Madonna del Monte’ poco dopo Savona in direzione Torino, la circolazione autostradale è stata ovviamente interrotta sia sulla tratta interessata dal sinistro (da Savona, bivio A6/A10, ad Altare) che sulla carreggiata opposta, in direzione sud, tra Millesimo e il medesimo bivio A6/A10. Quest’ultima, infatti, pur essendo stata solo sfiorata dalla frana che ha causato il crollo del viadotto, potrebbe aver subito comunque dei danni. E sarà dunque riaperta solo dopo averne constatato la perfetta staticità. Ne consegue che al momento il collegamento in autostrada tra il Ponente ligure e il Piemonte risulta interrotto con rischio isolamento per parecchi Comuni. Vediamo quindi se ci sono dei percorsi alternativi per ovviare al crollo del viadotto A6. Articolo aggiornato alle 23:00 del 24 novembre con le informazioni diramate da Viabilità Italia.

VIADOTTO A6 CROLLATO: COME RAGGIUNGERE LA VAL BORMIDA E IL PIEMONTE DA SAVONA E VICEVERSA?

Purtroppo anche gran parte delle strade provinciali della Val Bormida (ricordiamo che la A6 collega Savona a Torino, e viceversa, attraversando proprio la Val Bormida il cui centro più importante è Cairo Montenotte) sono chiuse a causa delle piogge torrenziali di questi ultimi giorni. Per cui riuscire ad attraversare la valle per raggiungere i due capoluoghi e i Comuni lungo il tracciato non è affatto semplice. Non a caso il governatore della Liguria Giovanni Toti, intervenuto in prefettura a Savona per fare il punto della situazione, ha dichiarato che, viste le numerose frane, la Val Bormida risulta accessibile solo con piccole strade locali di difficile raggiungibilità, raccomandando i cittadini di non mettersi in viaggio.

CROLLO VIADOTTO A6: PERCORSO ALTERNATIVO CON LA A26

Chi invece, nonostante il crollo del viadotto sulla A6, deve raggiungere necessariamente la Val Bormida e/o il Piemonte da Savona e viceversa può provare i seguenti percorsi alternativi, i primi due suggeriti dal portale locale ivg.it.
1) da Savona alla Val Bormida #1: tramite la A10 in direzione Genova giungere all’allacciamento con la A26 Genova-Gravellona Toce; prendere quest’ultima, uscire ad Alessandria sud e percorrere poi il tratto che da Acqui Terme scende verso il territorio valbormidese.
2) da Savona alla Val Bormida #2: da Albenga prendere la provinciale 453 per Pieve di Teco; proseguire fino ad Ormea; rientrare infine nel tratto di A6 all’altezza di Cuneo. Questo percorso è decisamente più lungo del  precedente.
3) da Savona/Ventimiglia a Torino e viceversa: percorrere la A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e immettersi sulla A21 Torino-Piacenza verso Torino. Percorso inverso da Torino in direzione Savona e Ventimiglia.
Vista però la tortuosità di tali alternative, se non ci sono grandi urgenze è meglio attendere il miglioramento del tempo (previsto già nelle prossime ore) e la riapertura di buona parte delle strade provinciali e statali.

PERCORSI ALTERNATIVI PER LE LUNGHE PERCORRENZE

Per coloro che sono in viaggio lungo la A10, da Imperia, diretti verso le regioni del Piemonte e della Lombardia: prendere la A26 Genova – Gravellona Toce a Genova a Voltri direzione Alessandria;

Per coloro che sono in viaggio lungo la A12 provenendo da La Spezia: prendere la A7 a Genova, o eventualmente la A26 a Genova Voltri e poi la A21 in direzione Torino;

E per coloro che da Torino sono diretti verso Savona: prendere la A21 in direzione Alessandria e poi la A26 in direzione Savona A10. Si segnala che l’uscita obbligatoria istituita sula A6 a Millesimo, non consente di arrivare a Savona attraverso la viabilità ordinaria a causa della chiusura della SP29;

Per chi proviene dalla dorsale tirrenica del centro-sud italia verso il Piemonte: prendere la A11 direzione Firenze, la A1 verso nord e successivamente la A21 verso Alessandria. Alternativamente si può prendere a La Spezia la A15 in direzione Parma, poi la A1 verso nord e successivamente la A21 sempre in direzione Alessandria. Percorso inverso (A21-A1-A11, ovvero A21-A1-A15-A12) per chi dal Piemonte deve raggiungere la dorsale tirrenica.

Per il traffico locale non si consiglia di percorrere le autostrade e di fruire, invece, della viabilità ordinaria, secondo le indicazioni delle Autorità locali. Si consiglia infine di evitare le aree limitrofe al crollo per non essere d’intralcio alle operazioni di soccorso.

ALTRA VIABILITÀ AUTOSTRADALE NELLA ZONA INTERESSATA DAL CROLLO

Sulla A10 si segnala la presenza di cantieri per il pieno ripristino della sede stradale interessata dagli smottamenti del 23 novembre. Tra gli interventi attualmente in corso da parte dei tecnici si segnala quello nel tratto compreso tra Varazze e Arenzano in direzione di Genova dove, a causa di due distinti smottamenti con detriti in carreggiata, si circola su una corsia in deviazione sulla opposta direzione per circa 8 km. Con previsione di ripristinare la circolazione su due delle tre corsie disponibili entro la giornata di lunedì 25 in cui si prevedono accodamenti.

Fino ad allora resteranno chiusi anche l’ingresso da Varazze per Genova, per cui si consiglia in alternativa l’entrata ad Arenzano; e l’uscita ad Arenzano provenendo da Savona con consiglio di uscire a Varazze e raggiungere Arenzano tramite la SS 1 Aurelia.

VIABILITÀ ORDINARIA NELLA ZONA INTERESSATA DAL CROLLO

La SS 1 Aurelia è chiusa in località Vado Ligure (GE) e in località Arenzano. È inoltre chiusa la SS 334 del Sassello in località Stella, il tutto a causa di frane. Anche la SP 29 è chiusa in località Montemoro (SV) dal km 147 al Km 149 causa frana.

NUMERI DA CHIAMARE PER INFORMARSI SU VIABILITÀ E POSSIBILI PERCORSI ALTERNATIVI

Call center viabilità Autostrada A6 Torino-Savona: tel. 011.97.13.182.
CCiSS – Viaggiare informati: tel. 1518
ANAS – Info viabilità: tel. 800.841.148.

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Viadotto su autostrada A6 Torino-Savona crolla per una frana

di Raffaele Dambra

Viadotto autostrada A6 Torino-Savona crolla

Tragedia sfiorata su un viadotto dell’autostrada A6 Torino-Savona crollato parzialmente a causa di una frana provocata dalle forti piogge. Il viadotto si trova nel tratto savonese dell’autostrada, in direzione Torino, all’altezza del km 122 in prossimità del comune di Altare, poco dopo l’innesto con la A10. Dalle prime ricostruzioni sembra che sia venuto giù un tratto di circa 30 metri. Sul posto stanno sono già intervenuti i vigili del fuoco per accertare l’eventuale coinvolgimento di veicoli e persone, ma per fortuna non si ha per il momento notizia di feriti o vittime. Ricordiamo che la società concessionaria della A6 Torino-Savona è l’Autostrada dei Fiori, controllata da SIAS del gruppo Gavio (N.B. foto in apertura di savonanews.it).

CROLLO VIADOTTO AUTOSTRADA A6 TORINO-SAVONA NEI PRESSI DI ALTARE

Per la seconda volta nel giro di un anno e tre mesi la Liguria è di nuovo suo malgrado protagonista di un evento drammatico che mette a nudo tutti i problemi infrastrutturali della regione. Ma a differenza della tragedia del Ponte Morandi a Genova, stavolta per lo meno non si devono contare dei morti (restiamo comunque in attesa di conferme ufficiali). Il crollo di una parte del viadotto sulla A6 in direzione Torino si è verificato precisamente nel tratto tra Savona e Altare, prima della galleria. Il cedimento ha interessato circa 30 metri di corsia ed è ben visibile a occhio nudo fin dalla collina della Madonna del Monte.

UNA FRANA RESPONSABILE DEL CROLLO DI UNA PARTE DEL VIADOTTO A SAVONA

Secondo una prima ricostruzione, come riferisce il quotidiano Repubblica, una frana si sarebbe staccata dal monte sovrastante l’autostrada e avrebbe travolto i piloni del viadotto, provocandone il crollo. Del resto negli ultimi giorni l’autostrada Savona-Torino e tutto il territorio circostante sono stati letteralmente flagellati da movimenti franosi legati alle forti piogge, che avevano già portato alla chiusura di alcuni punti della A6. Ovviamente dopo il crollo di parte del viadotto si è provveduto a interrompere la circolazione sia in direzione Torino nel tratto tra il bivio A6/A10 Savona e Altare; ma anche, a scopo precauzionale, sulla carreggiata opposta, in direzione Savona, tra Millesimo e il bivio A6/A10.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL CROLLO DEL VIADOTTO DELLA A6

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si è recato in Prefettura per ricevere tutte le informazioni sul crollo del viadotto della A6 a Savona, e ha postato pochi minuti dopo un video su Facebook con il punto della situazione. “Dai primi accertamenti“, ha confermato il governatore, “Sembra che il crollo sia stato causato da una grandissima frana che si è staccata dal monte che fiancheggia il viadotto, partendo molte centinaia di metri più in alto. La frana ha travolto i pilastri del viadotto portando via 30 metri di campata di una carreggiata e si è fermata sotto i piloni dell’altra“. Dopo un successivo sopralluogo Toti ha dichiarato che sono giunte segnalazioni di un’auto in transito al momento del cedimento. Ma non è detto che siano segnalazioni certe. Comunque si stanno effettuando tutte le verifiche del caso scavando sotto una coltre di oltre due metri di fango.

[IN AGGIORNAMENTO]

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Autostrada: i limiti di velocità in assenza di segnaletica

di Raffaele Dambra

Autostrada limiti di velocità

Quando si guida in autostrada i limiti di velocità si devono sempre rispettare, anche in assenza di apposita segnaletica. Ma quali sono questi limiti? Secondo l’orientamento dettato da una non troppo lontana sentenza della Corte di Cassazione (la 26393/2017), se l’ente proprietario dell’autostrada non ha provveduto a specificare la soglia consentita in un determinato tratto, si applicano i limiti minimi e massimi previsti dalla legge. Una precisazione apparentemente superflua (è ovvio che la mancanza dei segnali non autorizza di certo a sfrecciare a 200 km/h) ma in realtà necessaria per determinare l’effettivo limite massimo.

AUTOSTRADE E LIMITI DI VELOCITÀ: IL CODICE DELLA STRADA

Ai sensi dell’articolo 142 comma 1 del Codice della Stradala velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade”. Tuttavia sempre il medesimo comma stabilisce che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia […] gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato”. Basandosi su questa doppia lettura, un automobilista che aveva spinto il piede sull’acceleratore fino a raggiungere la velocità di 159 km/h, e per questo multato di una somma compresa da 168 a 674 euro per aver superato di oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h il limite massimo (art. 142 CdS comma 8), si era rivolto alla Suprema Corte chiedendo la riduzione della sanzione.

LIMITE MASSIMO IN AUTOSTRADA: 130 O 150 KM/H?

A suo parere, infatti, nella fattispecie si sarebbe dovuto applicare il comma 7 dell’art. 142, secondo cui chi supera il limite di velocità di non oltre 10 km/h paga solo la sanzione ridotta da 41 a 168 euro. La sua tesi era ben chiara: poiché il CdS contempla, a certe condizioni, la possibilità di viaggiare in autostrada a 150 km/h, e dato che sul tratto interessato non erano stati segnalati i limiti minimi e massimi di velocità, e che comunque quel tratto rientrava come caratteristiche tra quelli percorribili a 150 km/h, sarebbe stato più giusto multarlo con la sanzione ridotta per aver superato di soli 9 km/h (159 vs 150) il limite massimo virtualmente consentito.

LIMITI IN AUTOSTRADA: SENZA SEGNALETICA LA VELOCITÀ MASSIMA È SEMPRE 130 KM/H

La Corte di Cassazione ha però rigettato la tesi dell’automobilista ricorrente, precisando che gli enti proprietari di strade e autostrade hanno sì facoltà discrezionale di fissare limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli stabiliti con carattere generale dall’art. 142 del CdS, ma solo provvedendo alla relativa segnalazione. E che l’eventuale aumento del limite massimo da 130 a 150 km/h in autostrada non può mai essere lasciato alla ‘libera interpretazione’ dei conducenti, essendo in gioco la sicurezza della circolazione e la tutela della vita umana. In definitiva, quindi, il limite massimo di velocità in autostrada in assenza di specifica segnaletica è sempre quello previsto per legge, ovvero 130 km/h.

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Autostrade USA più sicure grazie all’IA europea di Indra

di Alessandro Crea
Indra, una delle principali società di tecnologia e consulenza in tutto il mondo, si è aggiudicata un contratto per 75 milioni di euro con il concessionario I-66 Express Mobility Partners, partecipato al 50% da Cintra, per implementare la tecnologia di gestione dell’autostrada I-66 con l’innovativo sistema di pedaggio dinamico Mova Collect gestito da IA. Il […]

Autostrade e Ponti: i nuovi controlli passano a una società internazionale

di Donato D'Ambrosi

Viadotti autostrade

Autostrade per l’Italia annuncia un nuovo modello di monitoraggio delle infrastrutture che sarà nelle mani di una società di risalto internazionale. Ad annunciarlo è il nuovo amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi succeduto a Giovanni Castellucci. L’AD di Autostrade ha informato il Consiglio di Amministrazione della Società che le attività di monitoraggio e sorveglianza sulle opere d’arte saranno affidate “a una primaria società del settore di livello internazionale, la cui selezione è già stata avviata”. La rilevanza della notizia è ancora maggiore se si pensa che la SPEA Engineering, cui erano affidati i controlli sulle infrastrutture e i viadotti, è una controllata della stessa famiglia Benetton che ha in mano le concessioni autostradali.

I CONTROLLI AI PONTI NON SI FARANNO PIU’ “IN FAMIGLIA“

Si prospetta una svolta epocale entro la fine dell’anno, quando sarà conclusa l’attività di verifica e su tutte le 1943 opere d’arte della rete di Autostrade per l’Italia. L’attività di ispezione iniziata a ottobre 2018 e svolta da società di ingegneria esterne al Gruppo. La notizia dell’affidamento dei controlli a una società diversa da SPEA Engineering sembrerebbe legata alle accuse di insabbiamento delle verifiche sulla sicurezza dei ponti e dei viadotti, come riporta il Fatto Quotidiano.

CONTROLLI A PONTI E VIADOTTI PIU’ EFFICIENTI

L’attività di monitoraggio affidata alla nuova società sarà effettuata con un nuovo modello che permetta controlli più efficienti. L’AD ha informato il CdA che Autostrade per l’Italia sta sviluppando operativamente dal mese di maggio 2019 un innovativo sistema digitale. La nota ufficiale ASPI promette di  “consentire la più efficiente gestione del patrimonio infrastrutturale, dalla fase di ispezione fisica fino al completamento delle attività di manutenzione”.

I COSTI DEL PIANO DI CONTROLLI SULLE AUTOSTRADE

L’AD ha inoltre illustrato al Consiglio di Amministrazione il piano, avviato già a inizio 2019, finalizzato a dare un significativo impulso ai lavori su ponti e viadotti della rete autostradale, dimezzando i tempi di intervento. Il piano prevede risorse per oltre 360 milioni di euro e più di 350 interventi sulle opere d’arte di tutta la rete gestita da Autostrade per l’Italia. Tale importo si va ad aggiungere al programma di manutenzione e investimenti in corso sulla rete di ASPI.

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Telepass: cosa fare se la sbarra non si alza

di Raffaele Dambra

Telepass cosa fare se la sbarra non si alza

Il sistema con Telepass è stato creato con l’obiettivo di rendere più fluido il transito ai caselli autostradali, evitando code e fastidi. E dopo circa trent’anni possiamo senza dubbio affermare che tale obiettivo sia stato raggiunto. Gli abbonati Telepass, a fronte di una spesa tutto sommato sostenibile, perdono assai meno tempo rispetto agli altri automobilisti non dovendo espletare alcuna incombenza riguardante il pedaggio (la differenza si nota soprattutto nelle giornate di traffico intenso). Tuttavia non sono da escludere disagi anche per chi utilizza il Telepass. Per esempio la sbarra al casello potrebbe non alzarsi, stoppando la marcia dell’auto (e di tutte quelle dietro). Oppure potrebbe chiudersi troppo velocemente colpendo la vettura. Che fare in questi casi, per fortuna rari ma comunque possibili (e infatti già accaduti)? Proviamo a dare delle risposte.

COME FUNZIONA IL PASSAGGIO AL VARCO DEL TELEPASS

Normalmente quando un veicolo dotato di Telepass transita lungo l’apposita corsia riservata al casello, un impianto ottico lo riconosce e attiva l’emissione del segnale da parte dell’apposito apparato trasmettitore. L’impianto di bordo risponde alla ‘chiamata’ del dispositivo a terra, ritrasmettendo un codice identificativo univoco. La centralina a terra registra il passaggio del veicolo identificato e dà ordine di sollevare la sbarra. Il tutto avviene in una frazione di secondo e solitamente non si registrano problemi di sorta. Anche perché il conducente della vettura con Telepass ha comunque l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza e di rallentare la velocità durante il passaggio nella corsia riservata fino a 30 km/h. Questo, appunto, per prevenire qualsiasi imprevisto.

COSA FARE SE LA SBARRA DEL TELEPASS NON SI ALZA

Se per un’improvvisa avaria la sbarra del casello riservato al Telepass non dovesse alzarsi, bisogna arrestare la vettura (se al momento del transito si stavano rispettando distanze e limiti la brusca frenata non dovrebbe avere particolari conseguenze) ed evitare in ogni caso di fare retromarcia. Manovra scorrettissima e pericolosissima che l’articolo 176 del Codice della Strada punisce con una multa da 419 a 1.682 euro, più la decurtazione di 10 punti dalla patente. È vietato pure immettersi nella via di fuga laterale, che può essere usata solo in caso di emergenza. Quindi se la sbarra del Telepass non si alza si deve procedere così. Una volta fermata la macchina dinanzi alla sbarra chiusa, bisogna chiamare l’assistenza premendo il tasto rosso presente sulla colonnina installata. Se il disguido dipende dal segnale del varco, che per qualche motivo non ha ‘riconosciuto’ la vettura, un operatore provvede ad aprire da remoto la sbarra. Se invece a essere difettoso è l’apparecchio Telepass dell’automobilista (batteria scarica; posizione non consona; dispositivo spento per distrazione, ecc.) , l’operatore ‘legge’ il numero di targa e addebita l’importo del pedaggio, consentendo quindi il transito.

COSA FARE LE LA SBARRA DEL TELEPASS COLPISCE LA VETTURA

È successo qualche volta che la sbarra del Telepass, dopo essersi regolarmente alzata, si sia chiusa prima del previsto colpendo la vettura in transito. Che si fa in questi casi e, soprattutto, chi paga i danni all’auto danneggiata? Tre anni fa ha risposto al quesito direttamente la Corte di Cassazione con l’ordinanza 15394/2016. La Suprema Corte ha condannato Autostrade per l’Italia a risarcire un automobilista che, imboccata la corsia riservata al Telepass, non si era visto alzare a sufficienza la sbarra. Finendo per urtarla violentemente! Per ottenere il risarcimento il conducente deve però dimostrare di essere effettivamente abbonato al servizio Telepass (e quindi di aver diritto al passaggio nella corsia riservata), fornendo tutta la documentazione necessaria. Ovviamente se un automobilista urta la sbarra del Telepass con dolo o per cattiva condotta (eccesso di velocità, distrazione, ecc.), spetta a lui risarcire la società Autostrade per l’eventuale danneggiamento dell’infrastruttura.

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Viadotti autostrade: 5 nuovi casi di falsi report sulla sicurezza

di Raffaele Dambra

Viadotti autostrade

La tragedia del Ponte Morandi di Genova evidentemente non ha insegnato nulla se continuano a spuntare gravi anomalie nei controlli sullo stato di salute dei viadotti delle autostrade italiane. E così, dopo le 9 misure cautelari emesse lo scorso mese di settembre nei confronti di dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e Spea, rei secondo l’accusa di aver falsificato le relazioni concernenti le condizioni e le criticità di alcuni viadotti autostradali tra cui il Pecetti (A26) e il Paolillo (A16), gli investigatori avrebbero individuato altri 5 falsi report che riguardano altrettanti viadotti.

I NUOVI VIADOTTI AUTOSTRADALI SOTTO INDAGINE

Si tratterrebbe, secondo quanto anticipato dal quotidiano genovese Il Secolo XIX, dei viadotti Carlo Alberto, Baudassina e Ferrato, posti nell’alessandrino (il primo nei pressi del casello di Alessandria sud, gli altri due vicino Ovada); e del Gorsexio e Stura III, situati tra Voltri e Masone, tutti lungo l’autostrada A26 Genova Voltri-Gravellona Toce. Le presunte irregolarità sarebbero emerse proprio durante l’accurata analisi di email e documenti sequestrati ai 9 soggetti sottoposti da settembre a misure cautelari. Di cui 3 agli arresti domiciliari e gli altri 6 interdetti dal pubblico servizio.

VIADOTTI AUTOSTRADE CON “APPOGGI CORROSI E INEFFICACI” PROMOSSI A PIENI VOTI

Pare che a insospettire i pm siano stati i voti troppo alti dati nelle relazioni sui viadotti. Che presentano invece “appoggi molto corrosi e inefficaci” e “ammaloramento diffuso sui bulbi inferiori”. Visto che con queste cose non si scherza, la Procura di Genova vuole vederci chiaro e ha nominato propri consulenti per approfondire la questione. E anche Spea e Autostrade per l’Italia stanno provvedendo a rimappare lo stato di salute dei viadotti finiti sotto inchiesta, affidandosi anche a società esterne.

LA RISPOSTA DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA: “I VIADOTTI SONO SICURI”

Chiamata per l’ennesima volta in causa, Autostrade per l’Italia ha diramato un comunicato stampa poche ore dopo la notizia delle indagini sui 5 viadotti. Un comunicato volto a tranquillizzare sulla sicurezza dei manufatti. “[…] Su 4 di tali infrastrutture”, si legge nella nota della società concessionaria, “già oggetto di normale attività di sorveglianza, è stata effettuata una serie di verifiche ulteriori da parte di società esterne specializzate, che non hanno rilevato criticità di ordine statico. Sul quinto, il viadotto Baudassina, le verifiche si concluderanno entro il mese corrente. La Direzione di Tronco di Genova è disponibile a fornire qualsiasi approfondimento necessario sulle analisi svolte. E, più in generale, sugli interventi di manutenzione realizzati e in programma”.

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Sciopero autostrade: nuovo stop il 13 e 14 ottobre

di Redazione

Multa casello autostradale

Dovete viaggiare in auto? Attenzione: sciopero autostrade il 13 e 14 ottobre. Che fa seguito allo sciopero del 25 e 26 agosto. E a quello del 4 e del 5 agosto. Infatti, per il rinnovo del contratto di settore, incrociano le braccia gli addetti ai caselli autostradali della rete italiana. Il contatto nazionale è scaduto da nove mesi, e i casellanti cercano di dare un’accelerata alla trattativa.

SCIOPERO: TRATTATIVA INTERROTTA

Le sigle sindacali che hanno partecipato al tavolo (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl) sono sul piede di guerra. Le trattative fra le sigle e i gestori autostradali si sono interrotte per un motivo semplice: alcune associazioni che rappresentano le concessionarie della rete autostradale non intendono inserire la clausola sociale nel nuovo contratto. Invece, la clausola sociale è fondamentale secondo le sigle: garantisce ai lavoratori sia livello occupazionale sia il livello di retribuzione in caso di cambio di concessionaria. Significa che, se un casellante lavora prima per un gestore e poi per un altro, comunque il suo stipendio resta identico, non scende. Di qui, lo sciopero autostrade il 13 e 14 ottobre.

PROBLEMA DI FONDO

Di base c’è una questione delicata: le concessioni. Ossia i contratti (le convenzioni) che legano gestori a Stato, proprietario della rete. A spingere forte per rivedere le concessioni c’è il M5S, forza di governo, sia dello scorso esecutivo sia di questo. In particolare, è il grillino Luigi Di Maio a pressare. Ha nel mirino soprattutto Autostrade per l’Italia, dopo il crollo del ponte Morandi e lo scandalo dei viadotti non controllati, che hanno portato alle dimissioni Giovanni Castellucci, ora ex amministratore delegato di Aspi. Molte convenzioni sono scadute e in via di rinnovo, col coinvolgimento di 4.000 dipendenti. Altre convenzioni rischiano di essere annullate per inadempienze: secondo il M5S, molti gestori investono poco in sicurezza stradale e manutenzione, ottenendo in cambio profitti stellari non giustificati, tramite continui aumenti di pedaggi.

SCIOPERO: QUALI CONSEGUENZE

Con lo sciopero delle autostrade il 13 e 14 ottobre, cosa cambia per l’automobilista? Primo: chiuderanno i caselli gestiti dal personale e con pagamenti in contanti. Chi vuole saldare il debito, deve farlo ai i caselli automatizzati: con carta di credito o con Telepass. Secondo: occhio alle code. Meno caselli significa attese più lunghe, è bene saperlo. Comunque, presso le stazioni interessate dai principali flussi di traffico, verrà rafforzata la disponibilità di personale dedicato ai servizi di viabilità.

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I 10 viadotti sequestrati in autostrada con barriere poco sicure

di Redazione

Sono 10 i viadotti sequestrati in autostrada perché avrebbero barriere poco sicure: la decisione arriva dalla Procura di Avellino. Tutti i ponti sono sull’A14, detta anche Autostrada dell’Adriatico, gestita da Autostrade per l’Italia. Parliamo del secondo asse meridiano nel Belpaese, e va dall’Emilia-Romagna alla Puglia. Per la precisione, i viadotti nel mirino dei giudici sono fra la zona sud delle Marche e Abruzzo.

TUTTO NASCE DAL VIADOTTO DI ACQUALONGA

Attenzione però: il sequestro non nasce per il crollo del ponte Morandi del 2018, ma per il cedimento del guardrail del luglio 2013 ad Acqualonga (Avellino). È la strage del bus con 40 morti (foto in basso). In particolare, il Giudice delle indagini preliminari di Avellino vuole capire se le new jersey siano sufficientemente sicuro o no. E se quindi le barriere possano svolgere la loro funzione di contenimento dei veicoli in uscita di strada.

VIADOTTI SEQUESTRATI: ECCO DOVE

I viadotti con barriere sequestrate sono: Fosso San Biagio, Campofilone, Santa Giuliana, Santa Maria, Cerrano, Marinelli, Vallescura, Petronilla, Fosso Calvano, Vallelunga. Col rischio di paralisi per la circolazione. L’obiettivo è sincerarsi che i ponti siano sicuri, sotto tutti i punti di vista, anche in fatto di guardrail. Si fa prevenzione. Se si scopre che in realtà i viadotti sono sicuri, si dà il via alla riapertura. In caso contrario, l’esito della vicenda è incerta.

COME PER IL VIADOTTO DELL’A16

Il guaio per questi 10 viadotti sarebbe lo stesso di quello che, lo scorso inverno, indusse i giudici di Avellino a operare in maniera analoga sull’A16. Lo stesso problema potrebbe anche esserci altrove (300 opere sulla rete italiana), ma sono solo illazioni. Basate sul fatto che i tirafondi  per ancorare al suolo le barriere non sarebbero stati testati a dovere. Per ora, Autostrade per l’Italia fa solo sapere di aver speso più degli impegni inseriti nel piano finanziario: il consuntivo in manutenzione nel periodo 2000-2018 è di 5,430 miliardi di euro, pari a 196 milioni in più rispetto agli impegni di spesa previsti in Convenzione. Inoltre, il gestore ha deciso di adottare un principio di “trasparenza totale”: ogni documento aziendale riguardante la gestione dell’infrastruttura di rete potrà essere consultato ai cittadini che ne faranno richiesta. La società attiverà due “sportelli”, uno digitale sul sito autostrade.it, e uno fisico presso la sede a Roma.

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Autostrade crolla in Borsa e scarica l’AD Castellucci?

di Redazione

Almeno per ora, l’eterno Giovanni Castellucci è l’amministratore delegato di Atlantia, che controlla Autostrade per l’Italia. Perché per ora? E perché lo definiamo eterno? La risposta è unica: Castellucci è entrato in Autostrade nel 2001 come direttore generale, e la sua carriera all’interno del primo gestore autostradale italiano è stata costellata da vicende turbolenti. Il fatto è che Autostrade crolla in Borsa e forse adesso scarica l’AD Castellucci: la nuova ondata di scandali che si abbatte sul gestore per i documenti falsificati stavolta potrebbe non salvare il dirigente dalle dimissioni.

ACQUALONGA E MORANDI: CHE DISASTRI

La più recente vicenda è il sequestro di 10 viadotti sull’A14. Che segue la disgrazia stradale di Acqualonga (Avellino) del luglio 2013 sull’autostrada Bari-Napoli, in cui morirono 40 pellegrini, quando un bus sfondò il guardrail e cadde nella scarpata (bus che era senza revisione e coi freni rotti). A settembre 2018, dopo crollo del Ponte Morandi di Genova del 14 agosto, Castellucci ha ricevuto un avviso di garanzia, con altri 20 indagati di Autostrade per l’Italia. Un’altra strage stradale (43 morti), con gravissimi danni a livello d’immagine per il gestore e per la proprietà di Atlantia: la famiglia Benetton. Cui sono seguite polemiche pesantissime. È soprattutto con il M5S che mira alla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Senza contare la questione del brevetto del Tutor: vicenda più aperta che mai, con una causa di centinaia di milioni di euro dal potenziale esplosivo.

DOCUMENTI FALSI SUI VIADOTTI, UN GUAIO

In più, negli scorsi giorni, è esplosa la bomba dei documenti falsi. Ci sono stati report “ammorbiditi” sui viadotti perfino dopo il crollo del Ponte Morandi. Così, la sicurezza degli automobilisti pare sia stata sacrificata in nome del dio denaro. Sì al profitto, no alla sicurezza stradale. Come? Forse barando: modificare, cancellare, nascondere i dati reali dei controlli sui viadotti gestiti da Autostrade. È il quadro drammatico dell’inchiesta bis che riguarda i report sulle infrastrutture: nata dopo l’inchiesta madre sul ponte Morandi. Giusto per essere corretti: né l’inchiesta madre né l’inchiesta bis sono arrivate a sentenza. Castellucci è del tutto innocente. Si proclama tale per tutte le vicende: Acqualonga, ponte Morandi, Tutor (e altre).

IMMAGINE E TITOLO A PICCO

Il problema è anche d’immagine, come detto all’inizio. Ci sono stati tre arresti domiciliari e sei misure interdittive di persone responsabili di aver continuato a barare sui report dei viadotti: emergeva che erano sicuri, mentre non lo erano del tutto. Sarebbe stata la Spea (società che si occupa di controlli), in mano ad Autostrade per l’Italia a raccontare il falso. Il titolo di Autostrade è andato a fondo in Borsa: -8%. Ed è stato sospeso per eccesso di ribasso. Intanto, il Consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia ha confermato la sospensione, decisa lo scorso 14 settembre, da ogni ruolo e mansione dei due dipendenti interessati da provvedimenti cautelari: è la conseguenza dell’indagine sui viadotti svolta dalla magistratura di Genova. Adesso, l’ultimo passo: Castellucci parrebbe pronto a lasciare il timone di Atlantia. In questo caso, chi sceglie il successore? Il Consiglio di amministrazione straordinario di oggi a Roma. Anche l’eterno Castellucci potrebbe non essere eterno. Seppure non ci sia nessuna causa finita in giudicato che lo veda colpevole.

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Pedaggi autostrade: se i casellanti scioperano si viaggia gratis?

di Raffaele Dambra

Pedaggi autostrade se i casellanti scioperano si viaggia gratis

I recenti scioperi dei casellanti autostradali hanno riportato alla ribalta una vecchia questione che riguarda il pagamento dei pedaggi. Ovvero: se i casellanti scioperano si viaggia gratis in autostrada? In effetti una protesta (in questo caso del personale addetto al pedaggio ai caselli verso i gestori delle autostrade) ha senso solo se causa un concreto disagio. Traducibile, nella fattispecie, in un danno economico per le società concessionarie causa mancato incasso dei pedaggi. Ma la realtà è ben diversa e le possibilità di viaggiare gratuitamente sui tratti autostradali durante uno sciopero sono davvero scarse.

SCIOPERO CASELLANTI: QUANDO SI PUÒ VIAGGIARE GRATIS

Premesso che le società autostradali non possono sostituire i casellanti in sciopero rimpiazzandoli con altro personale, perché si tratterebbe di condotta antisindacale sanzionata dalla legge e che infatti i gestori si guardano bene dal metterla in atto, attualmente, nell’eventualità di un’astensione dal lavoro degli operatori dei caselli, le opzioni sono essenzialmente due: 1) si chiudono i caselli destinati al pedaggio manuale, con barra abbassata e semaforo rosso, veicolando tutto il traffico verso i varchi automatici (che consentono di pagare regolarmente il pedaggio anche in caso di sciopero); 2) si aprono i caselli manuali anche se non c’è il casellante, ma solo se non è possibile pagare con carte o alle casse automatiche.

PEDAGGI AUTOSTRADE: I VARCHI CON PAGAMENTO AUTOMATICO SONO IN NETTA MAGGIORANZA

La seconda ipotesi, che confermerebbe la teoria secondo cui se i casellanti scioperano si viaggia gratis, è però piuttosto rara. I caselli autostradali che permettono il solo pagamento manuale sono infatti sempre meno, anzi la netta minoranza, mentre la maggior parte sono predisposti per il pagamento con casse automatiche e con carte di credito, bancomat o Viacard, ed è proprio su questi che viene dirottata tutta la circolazione nelle giornate di protesta dei casellanti. Inutile inoltre aggiungere che i varchi gialli del Telepass sono sempre aperti, e che quindi non vengono minimamente influenzati da uno sciopero eventuale.

PEDAGGI AUTOSTRADE: GLI EFFETTI DELLO SCIOPERO AI CASELLI

In definitiva possiamo ben dire che lo sciopero dei casellanti provoca effetti davvero minimi alle casse delle società che gestiscono le autostrade, visto che di riffa o di raffa il pedaggio riescono comunque a farlo pagare. Al massimo si crea maggior disagio alla circolazione, dato il minor numero di varchi disponibili. Si può dire quindi l’astensione dal lavoro dei dipendenti dei concessionari delle autostrade non danneggia tanto le aziende quanto gli automobilisti…

SCIOPERO AUTOSTRADE: ASSISTENZA AGLI AUTOMOBILISTI

Ricordiamo infine che in caso di lunghe code e rallentamento ai caselli, a causa della parziale chiusura degli stessi, i Prefetti o la Polstrada potrebbero imporre l’apertura in via eccezionale dei varchi (con conseguente transito gratis), ma si tratta di un’opzione messa in pratica molto raramente. E che in caso di sciopero le autostrade devono sempre garantire il servizio di assistenza agli automobilisti che per un qualunque motivo non riescono o non sono in grado di pagare con i sistemi automatici. Se invece vi venisse la cattiva idea di non pagare l’autostrada, scoprite cosa rischia chi non paga il pedaggio.

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Sciopero Autostrade 25 e 26 agosto: solo gli automobilisti ci rimettono

di Donato D'Ambrosi

Autostrade ha confermato un nuovo sciopero dei casellanti il 25 e 26 agosto. Se un tempo “sciopero” equivaleva a “pedaggio gratis”, oggi a rimetterci più di tutti sono gli automobilisti in viaggio. Il secondo sciopero autostradale dell’estate 2019, è la previsione più grigia per i viaggiatori al rientro dalle ferie proprio nei giorni del controesodo. A cosa servono questi scioperi se quasi tutto è ormai automatizzato?

LE DATE DELLO SCIOPERO, MA TRANQUILLI SI PAGA LO STESSO

Il nodo della questione è sempre lo stesso e riguarda il rinnovo del contratto per i dipendenti rappresentati dalle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica. E se te lo stai chiedendo, si, lo sciopero del 25 e 26 agosto 2019 è il culmine delle trattative naufragate dopo il precedente sciopero autostrade del 5-6 agosto 2019. A fermarsi sarà sia il personale tecnico che quello amministrativo a scaglioni. Gli esattori del pedaggio ai caselli e i turnisti incrociano le braccia dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 di domenica 25 agosto e dalle 22 di domenica 25 alle 2 di lunedì 26. Mentre il personale tecnico-amministrativo si fermerà il 26 agosto per le prime 4 ore di ogni turno. L’annunciato sciopero avrebbe reso felici tanti vacanzieri in partenza e rientro, qualche anno fa: sbarre alzate e niente pedaggio. Ma oggi rischia di essere solo una grande beffa per gli utenti delle autostrade, lo afferma Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori.

 

I MOTIVI DELLO SCIOPERO SULLE AUTOSTRADE

Ma in sostanza, perché scioperano i dipendenti dei gestori autostradali?Concessioni scadute o in scadenza – gridano congiuntamente le sigle sindacali – Clausole di salvaguardia sociale e una congrua risposta economica in linea con l’elevata redditività degli azionisti e della produttività raggiunta dagli addetti ai lavori”. Il numero di addetti si è pressoché dimezzato, pare, ma non è mai venuto meno l’impegno a garantire sicurezza e servizi agli utenti, anche a rischio della propria vita, spiegano i sindacalisti. Senza entrare nel merito del sacrosanto diritto allo sciopero, vi siete chiesti quali effetti concreti ha questo sciopero sui viaggiatori? Fuori dagli uffici amministrativi ben pochi che possano realmente intaccare le casse dei gestori.

UN’APP COME IN EUROPA EVITEREBBE TANTI PROBLEMI

Ci saranno disservizi, vero, ma il commento del Presidente UNC fa riflettere sulla vulnerabilità del meccanismo che penalizza solo e soltanto i consumatori.   Dona definisce “Inaccettabile e vergognoso uno sciopero del personale delle autostrade proprio durante il controesodo” e richiama l’intervento del Ministro Toninelli per il differimento dello sciopero. Dona spiega “ora, con i nuovi mezzi tecnologici, si formano solo code estenuanti ai caselli. Nessun danno economico per le società concessionarie”. Allora perché non estendere a tutta la rete (dove possibile) i caselli senza barriere con pagamento del pedaggio freeflow come sulla Pedemontana? In Polonia, ad esempio, basta un’app sullo smartphone per pagare il pedaggio tramite la targa e si risparmierebbero tonnellate di carta e code ai caselli. Forse è proprio con i biglietti di carta e gli aggeggi elettronici per il tele-pagamento che si fanno più soldi in Italia, a prescindere dalla qualità dei servizi e dalla sicurezza delle autostrade?

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Previsioni traffico agosto 2019: i giorni da bollino rosso e nero

di Raffaele Dambra

Previsioni traffico agosto 2019

Milioni di automobilisti stanno per mettersi in marcia per raggiungere le località turistiche e quindi ci sembra opportuno riportare le previsioni del traffico ad agosto 2019. Si tratta delle stime sulla circolazione diffuse da Autostrade per l’Italia con l’indicazione dei giorni e degli orari da evitare (contrassegnati di classici bollini rossi o neri) per non restare imbottigliati tra un casello e l’altro, sottraendo ore preziose alla vacanza.

PREVISIONI TRAFFICO AGOSTO 2019: I WEEKEND PIÙ CALDI

I fine settimana più difficili dal punto di vista della circolazione sulle autostrade, in direzione delle località di vacanza, sono quelli del 2-3-4 agosto e del 9-10-11 agosto. Prevista addirittura la massima concentrazione di traffico (bollino nero) nella mattina di sabato 3 agosto e nella mattina di sabato 10 agosto. E il bollino rosso (traffico critico) già nel pomeriggio di venerdì 2 agosto 2019 e poi sempre nelle ore pomeridiane di sabato 3 e al mattino di domenica 4; poi, nel weekend successivo, al mattino di venerdì 9 agosto, al pomeriggio di sabato 10 e al mattino di domenica 11. Situazione viceversa tranquilla, almeno nelle previsioni, durante i giorni a cavallo di Ferragosto. Attenzione: il 4 e il 5 agosto i disagi alla circolazione potrebbero aumentare a causa di uno sciopero dei casellanti che rischia di rallentare il passaggio ai varchi.

PREVISIONI TRAFFICO AGOSTO 2019: IL CONTROESODO

Per quanto riguarda invece la direzione inversa, cioè le previsioni del traffico ad agosto 2019 in direzione delle grandi città, succederà qualcosa già al mattino di sabato 10 (bollino rosso) per poi aumentare fragorosamente nel fine settimana del 16-17-18 agosto quando ci sarà il primo controesodo. Traffico intenso (bollino giallo) al mattino e al pomeriggio già da venerdì 16 e traffico critico (bollino rosso) sempre al mattino e al pomeriggio di sabato 17 e domenica 19, e solo al mattino di lunedì 19. Il secondo controesodo si avrà dal 23 al 26 agosto con numerosi bollini rossi sparsi durante le ore mattutine e pomeridiane e, successivamente, anche sabato 31 agosto e domenica 1 settembre. Per una panoramica completa sulle previsioni del traffico dell’estate 2019 cliccate sul tasto Scarica PDF a fondo pagina e consultate il depliant di Autostrade per l’Italia.

TRAFFICO AGOSTO 2019: DIVIETO DI CIRCOLAZIONE DEI MEZZI PESANTI

La scelta del giorno giusto per partire evitando il traffico dipende anche dall’eventuale circolazione di camion e tir. Senza mezzi pesanti le arterie sono più libere e la circolazione scorre meglio. Ecco perciò quali sono i giorni di agosto 2019 in cui vige il divieto di transito sulle autostrade per i veicoli adibiti al trasporto di cose con massa complessiva oltre 7,5 tonnellate, anche se scarichi. Venerdì 2 e 9 agosto: dalle 16 alle 22; sabato 3 e 10 agosto: dalle 8 alle 22; sabato 17, 24 e 31 agosto: dalle 8 alle 16; tutte le domeniche di agosto: dalle 7 alle 22; giovedì 15 agosto: dalle 7 alle 22.

PREVISIONI TRAFFICO AGOSTO 2019 IN TEMPO REALE

Per monitorare in tempo reale le previsioni del traffico ad agosto 2019 (basta un incidente per mandare in tilt la circolazione su qualsiasi tratta) ci sono gli ottimi Waze e Google Maps, che adesso segnala anche gli autovelox fissi. Sono inoltre disponibili altre numerosissime app (per esempio VAI di Anas) oppure si può chiamare il call center di Autostrade al numero 840.04.21.21 (con addebito di un solo scatto alla risposta, senza limiti di tempo), sempre attivo 24 ore su 24, o il CCISS al numero 1518 (gratuito e 24/7). Detto questo vi auguriamo buon viaggio ricordandovi le 10 cose da NON fare quando si guida in autostrada!

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Sciopero casellanti autostradali 2019: dove e quando

di Raffaele Dambra

Sciopero casellanti autostradali 2019

Il primo weekend di agosto potrebbe risultare particolarmente critico per il traffico sulla autostrade italiane non solo per l’esodo dei vacanzieri, ma anche per lo sciopero dei casellanti autostradali proclamato per i giorni 4 e 5 agosto 2019. Cerchiamo di capirne di più e soprattutto di scoprire se l’agitazione avrà effetti peggiorativi sulla già precaria circolazione.

SCIOPERO AUTOSTRADE 4-5 AGOSTO 2019: I MOTIVI DELLA PROTESTA

Lo sciopero dei casellanti autostradali è stato indetto dalle sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Trasporti “a seguito dello stato di agitazione, proclamato per la fase critica che sta caratterizzando la trattativa, che riprenderà martedì 30 luglio, per il rinnovo del contratto nazionale di settore”. I casellanti, che, ricordiamolo, non rientrano tra i lavoratori sottoposti alla regolamentazione dello sciopero e non sono quindi precettabili, incroceranno le braccia domenica 4 e lunedì 5 agosto.

SCIOPERO CASELLANTI AUTOSTRADALI 2019: GLI ORARI DELL’AGITAZIONE

I sindacati hanno già comunicato come sarà strutturato lo sciopero dei casellanti e gli orari della protesta. Dalle ore 10 alle ore 14, dalle ore 18 alle ore 22 di domenica 4 e dalle ore 22 di domenica 4 alle ore 2 di lunedì 5 agosto, si fermeranno gli addetti all’esazione ai caselli e il personale turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero. Stop, nelle ultime quattro ore della prestazione, anche al personale impiegato con turni sfalsati e spezzati; mentre il personale tecnico e amministrativo si fermerà le prime quattro ore del proprio turno di lunedì 5. Dall’agitazione rimarrà escluso il personale sottoposto alla legge sullo sciopero e alla regolamentazione provvisoria del settore.

SCIOPERO AUTOSTRADE AGOSTO 2019: GLI EFFETTI SUGLI AUTOMOBILISTI

Come anticipavamo, il weekend (in realtà solo mezzo weekend, perché fortunatamente il sabato è escluso dalla protesta) scelto per lo sciopero dei casellanti si preannuncia particolarmente difficile per la circolazione autostradale. Infatti le previsioni sul traffico danno bollino rosso (traffico critico) alla mattina del 4 agosto verso le località turistiche e bollino giallo (traffico intenso) al pomeriggio del 4 e alla mattina del 5 sempre verso i luoghi di villeggiatura, e bollino giallo al pomeriggio del 4 in direzione delle grandi città. Ai problemi derivanti dall’esodo si aggiungeranno i disagi dello sciopero che si verificheranno soprattutto ai pedaggi. Per ovviare alla serrata dei casellanti, infatti, i gestori delle autostrade terranno aperti solo i varchi delle carte prepagate, creando probabilissimi ‘imbuti’ alle barriere. Insomma, se la caveranno senza eccessivi danni solo i fruitori del Telepass.

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Autostrada: limite a 150 km/h, proposta la sperimentazione per un anno

di Raffaele Dambra

Autostrada limite 150 km/h

Si è discusso a lungo nei mesi scorsi sull’opportunità di portare il limite di velocità in autostrada a 150 km/h. La proposta, partita da sponda leghista, non ha poi trovato posto nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, soprattutto per l’opposizione degli alleati di Governo del Movimento 5 Stelle e in particolare del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Finita qui? Neanche per sogno: la Lega sta infatti per tornare alla carica con una nuova mozione per innalzare i limiti di velocità sulle autostrade in Italia a 150 km/h.

LIMITI IN AUTOSTRADA A 150 KM/H: NUOVA PROPOSTA

Ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Il Tempo l’On. Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. La stessa che ha dato l’ok alle modifiche al Codice della Strada, su cui adesso devono pronunciarsi le due aule del Parlamento. Pur ritenendosi molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua commissione, il deputato leghista ha dichiarato che l’idea di alzare in autostrada il limite a 150 km/h non è affatto tramontata. Anzi, l’esclusione dal pacchetto di modifiche al CdS potrebbe favorire un iter persino più veloce.

AUTOSTRADA, LIMITE A 150 KM/H: SPERIMENTAZIONE DI UN ANNO

“La norma sui limiti in autostrada a 150 km/h non è stata inserita per una diversità di vedute col M5S”, ha confermato Morelli, “su alcuni argomenti abbiamo dovuto fare un passo indietro noi e su altri l’hanno fatto loro. Ma intendo presentare al più presto un ordine del giorno alla Camera per avviare una sperimentazione della durata di un anno su alcune tratte autostradali. Per poi alla fine vedere su quali arterie sia possibile applicare l’innalzamento dei limiti a 150 km/h”. Insomma, l’On. Morelli non si è ancora arreso sulla questione dei 150 in autostrada, chissà cosa ne pensano gli alleati pentastellati…

LIMITI DI VELOCITÀ A 150 KM/H: COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA

Ricordiamo che la proposta originaria di Morelli, bocciata in Commissione Trasporti, prevedeva l’aumento dei limiti di velocità non su tutta la rete ma solo sulle autostrade a tre corsie più quella di emergenza, con asfalto drenante e monitorate dai tutor. Il fatto curioso è che il limite di 150 km/h è già contemplato Codice della Strada. L’art. 142 dispone infatti che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali. Sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio”.

IL PARADOSSO DELL’ATTUALE NORMA SUI 150 KM/H IN AUTOSTRADA

Solo che, per ironia della sorte, nessuna concessionaria autostradale italiana ha mai applicato in pieno questa parte dell’articolo. Questo perché nessun tratto della rete possiede tutti i requisiti richiesti dal Codice.

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Traffico Autostrade: i weekend da bollino rosso a luglio 2019

di Donato D'Ambrosi

Il traffico autostradale a luglio 2019 sarà molto intenso per le partenze dei tanti che andranno in vacanza. Non ci saranno bollini neri, ma nei weekend bisognerà programmare con attenzione il viaggio per non trovarsi imbottigliati nel traffico. Il piano Viabilità estate 2019 rivela quali sono i giorni più critici di luglio 2019, quelli con traffico meno intenso e quali sono i limiti in vigore sulle autostrade.

I WEEKEND DI LUGLIO 2019 DA BOLLINO ROSSO

E’ stato approvato il Piano Viabilità Italia 2019 e reso noto il calendario dei bollini con le previsioni sul traffico. Per il mese di luglio non sono previsti bollini neri, ma sarà più frequente il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o per qualche altro imprevisto. I giorni in cui le partenze intelligenti rischiano di essere un buco nell’acqua sono soprattutto i weekend (sabato-domenica) del 13-14 luglio e 20-21 luglio. Sarà a traffico intenso da bollino rosso anche il venerdì del weekend 27-28 luglio 2019.

I GIORNI DI LUGLIO CON MENO TRAFFICO

Man mano che ci si avvicina al mese di agosto le partenze più sicure con rischio di traffico intenso minore sono i giorni dal martedì al giovedì. E’ in questa finestra settimanale che il calendario di Viabilità Italia 2019 prevede meno zone “calde”. Fa eccezione solo il giovedì 26 luglio in cui è previsto traffico intenso ma senza criticità. In questi giorni partire nelle ore meno calde è consigliabile soprattutto a chi viaggia con bambini, anziani e animali a bordo. In tutti i weekend di luglio, come mostra l’infografica sopra sarà limitata la circolazione ai mezzi pesanti in alcune fasce orarie.

I CONSIGLI PER UN VIAGGIO SERENO

Ricordate soprattutto che le loro esigenze con soste più frequenti tenendo a bordo acqua fresca in caso di necessità e i medicinali nel modo corretto. Anche il guidatore non deve sottrarsi dal bere acqua per avere la giusta idratazione poiché guidare disidratati è come farlo dopo aver assunto alcolici. Ricordate inoltre che una vacanza intelligente e sicura inizia prima della partenza: disponete i bagagli nel modo corretto senza esagerare col carico, usate il seggiolino per bambini e allacciate le cinture davanti e dietro.

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Revoca concessione Autostrade: il nuovo ponte non cambia le cose

di Donato D'Ambrosi

La prima colata di cemento del nuovo Ponte di Genova ha riportato a galla una promessa-impegno del M5S: la revoca della concessione ad Autostrade. Un annuncio di pancia seguito al crollo del viadotto Polcevera noto anche come Ponte Morandi. La proposta è tornata sul tavolo del Governo che però ha ben altro cui pensare in questo periodo piuttosto che risollevare un polverone fine a sé stesso.

SULLA CONCESSIONE LA LEGA DISERTA

La revoca della concessione ad Autostrade è un percorso così tortuoso e incerto che sembra più una presa di posizione che un impegno di Governo. Lo si capisce da diversi segnali. Il primo, come riporta AdnKronos, è che al vertice a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, il vice Luigi Di Maio e il ministro Danilo Toninelli, non ha preso parte l’altro vicepremier Matteo Salvini. Il Ministro dell’Interno avrebbe partecipato solo alla prima parte del consiglio inerente alle Autonomie. Tant’è che i lavori si sarebbero conclusi con un nulla di fatto sull’argomento revoca concessione.

NUOVO COMPROMESSO DI GOVERNO

Bisogna considerare poi che oltre ad ASPI (Autostrade per l’Italia che sta dentro Atlantia) gli imprenditori noti per la linea di abbigliamento Benetton sarebbero tra i principali interessati ad entrare in Alitalia. E su questo fronte il M5S fa un altro passo indietro. A riportarlo è l’Huffingtonpost che rivela il crollo ufficiale del veto del M5S sulla partecipazione della famiglia Benetton al salvataggio di Alitalia. Il passo indietro – si spiega – è un altro compromesso per il bene della stabilità del Governo.

CHIODO SCACCIA CHIODO: LA POSSIBILE TRATTATIVA

Le stranezze sono tutte nelle posizioni prese in questi ultimi mesi e fin dal giorno seguente il crollo del ponte Morandi. Si sa che gli annunci pubblici piacciono molto ai politici, ma il M5S rischia di dover mandare giù un altro boccone amaro. Dal voler punire i colpevoli, da cui il Ministro Toninelli per primo ha preso le distanze e ritrovarsi in un colpo solo le stesse persone come possibili alleati dello Stato nell’operazione Alitalia. E molti non escludono che possa essere proprio questa la moneta di scambio per ottenere quello che il M5S reclama da 1 anno: la revoca alla concessione di Autostrade.

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Tutor autostrade 2019: solo 37 tratte controllate a 1 anno dalla sentenza

di Donato D'Ambrosi

L’estate 2019 sta per entrare nel vivo dei grandi esodi per le vacanze e mentre si programmano gli ultimi dettagli è giusto anche essere preparati sulle tratte dell’autostrada controllate da Tutor. Ecco dove sono attivi i portali del SICVe-PM, il nuovo Tutor che controlla la velocità sulle tratte autostradali.

ARRIVA IL SICVe-PM, MA PIANO

L’attenzione tra qualche giorno sarà tutta sulle previsioni del traffico estivo, che abbiamo anticipato qui. E’ passato un anno dalla disattivazione del Tutor con la sentenza della Corte d’Appello che ha imposto la rimozione ad Autostrade, ma il nuovo sistema SICVe-PM che lo sostituisce è già attivo. Sicuramente non con il dispiegamento di portali annunciato in pompa magna e proprio per questo non bisogna lasciarsi andare sull’acceleratore. Vediamo allora dove e quante tratte sono controllate dai rilevatori del nuovo Tutor, anch’esso sotto indagine. Fin da prima che entrasse in servizio per gli stessi motivi che hanno portato alla rimozione del precedente sistema, il SICVe-PM è al centro di una lotta giuridica per la paternità del brevetto.

LE TRATTE CON NUOVO TUTOR AL 14 MAGGIO 2019

A1

– SAN VITTORE – CASSINO
– CASSINO – PONTECORVO
– COLLEFERRO – VALMONTONE
– ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 – PONZANO ROMANO
– PONZANO ROMANO – MAGLIANO SABINA
– MAGLIANO SABINA – ORTE
– FIRENZUOLA – BADIA
– REGGIO EMILIA – CAMPEGINE
– CAMPEGINE – PARMA
– BADIA – FIRENZUOLA
– ALL. A1 PER ROMA SUD – COLLEFFERRO
– SAN VITTORE – CAIANELLO

A7

– BUSALLA – RONCO SCRIVIA
– RONCO SCRIVIA – ISOLA DEL CANTONE

A10

– CELLE LIGURE – ALBISOLA
– ALBISOLA – CELLE LIGURE

A13

– BOLOGNA INTERPORTO – ALTEDO
– ALTEDO – FERRARA SUD

A14

– FORLI – FAENZA
– FAENZA – ALL. RAVENNA SUD
– VALLE DEL RUBICONE – CESENA
– FAENZA – FORLI
– CESENA – VALLE DEL RUBICONE
– VALLE DEL RUBICONE – RIMINI

A16

– MONTEFORTE – BAIANO
– MONTEFORTE – AVELLINO OVEST

A26

– MASONE – BROGLIO
– MASONE – MASSIMORISSO

A30

– SARNO – PALMA CAMPANIA
– ALLACCIAMENTO A1 PER A30 – NOLA
– SARNO – NOCERA PAGANI

A5

– TRAFORO MONTEBIANCO SUD – TRAFORO MONTEBIANCO NORD
– TRAFORO MONTEBIANCO NORD – TRAFORO MONTEBIANCO SUD

A56

– CAMALDOLI DIR OVEST – VOMERO DIR OVEST
– FUORIGROTTA DIR OVEST – AGNANO DIR OVEST
– AGNANO DIR EST – FUORIGROTTA DIR EST
– ARENELLA DIR EST – CAPODIMONTE DIR EST

1/10 DELLE TRATTE PRECEDENTI  

Rispetto alle circa 20 tratte autostradali dove il SICVe PM ha sostituito il vecchio Tutor oggi si è passati a 37 tratte con i rilevatori di velocità attiva. E’ quanto leggiamo sul portale della Polizia che riporta questi numeri aggiornati al 14 maggio 2019. Facendo due calcolisi può dire che il numero di SICVe-PM attivi è ben lontano dall’essere il grande fratello annunciato a 1 anno di distanza dal rinnovamento del sistema di telecamere. Se si considera che prima della sentenza il vecchio Tutor (nome in codice SICVe) controllava circa 300 tratte contigue, si capisce pure come prima era diventato quasi naturale un diffuso virtuosismo al volante. Mentre col fatto che il SICVe-PM sorveglia un numero di tratte fino a 30 km di lunghezza e più distanziate, il rischio di farsi prendere la mano (o meglio il piede) è alto. Occhio quindi quando vi mettete al volante, siate prudenti e date uno sguardo ai 10 consigli per organizzare un viaggio senza rischi.

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Previsioni traffico Pasqua 2019 e ponte 25 aprile: i giorni da bollino rosso

di Redazione

Previsioni traffico Pasqua 2019

Secondo le stime 14 milioni di vacanzieri stanno per mettersi in viaggio sulle strade e autostrade italiane. Riteniamo quindi che sia un’ottima idea informarsi a dovere sulle previsioni di traffico per Pasqua 2019, il ponte del 25 aprile e, giacché ci siamo, anche per quello del 1° maggio. In modo da organizzare una partenza intelligente e non trascorrere buona parte dei giorni di festa incolonnati sull’asfalto (qui i nostri consigli per guidare in sicurezza).

TRAFFICO ELEVATO GIÀ DAL 19 APRILE

Per quanto riguarda la prima fase dell’esodo di Pasqua 2019, Autostrade per l’Italia prevede picchi di traffico elevati nella fascia oraria pomeridiana di venerdì 19 aprile e nella prima parte di sabato 20 aprile. In queste due giornate le partenze coinvolgeranno specialmente le tratte dell’area ligure, lombarda, emiliana e toscana, la dorsale appenninica, tirrenica e adriatica, le arterie che si snodano dalla Capitale e le vie che collegano al litorale amalfitano. Inutile ricordare che tra le mete preferite per le festività di Pasqua, del 25 aprile e del Primo maggio 2019 ci sono anche le città d’arte, i borghi antichi e le località collinari. Perciò occhio al traffico se stare per recarvi in questi luoghi. E attenti a non commettere questi 10 errori al casello autostradale.

IL TRAFFICO DI PASQUA E PASQUETTA 2019

Le previsioni del traffico di Pasqua 2019 si aspettano, proprio per domenica 21 aprile, brevi spostamenti del mattino specialmente sui tracciati autostradali a ridosso delle aree metropolitane, oppure in direzione delle vicine località di villeggiatura, soprattutto al sud. Il lunedì di Pasquetta, 22 aprile, oltre che dal canonico tempo incerto sarà caratterizzato da traffico intenso a ridosso delle principali città e dei borghi limitrofi. E naturalmente verso la campagna, i laghi e il mare. Il picco è stimato tra le ore 15 e le 21, con i primi rientri.

PREVISIONE PER I PONTI DEL 25 APRILE E DEL 1° MAGGIO

Archiviate Pasqua e Pasquetta il traffico caratterizzerà la circolazione su strade e autostrade italiane per le successive due settimane. È previsto infatti un incremento della circolazione tra martedì 23 e sabato 27 aprile e tra il pomeriggio di martedì 30 aprile e la mattina di mercoledì 1° maggio. Brevi spostamenti sono attesi anche venerdì 3 e sabato 4 maggio, mentre la maggiore ondata di rientri avverrà domenica 28 aprile e domenica 5 maggio.

STOP AI MEZZI PESANTI NEI GIORNI PIÙ CRITICI

Per agevolare la viabilità saranno rimossi i cantieri di lavoro lungo le direttrici autostradali in cui è previsto un aumento dei flussi di traffico, ad eccezione di quelli inamovibili. Gli spostamenti di Pasqua, del 25 aprile e del Primo maggio 2019 saranno inoltre favoriti dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti con peso superiore a 7,5 tonnellate nei giorni e negli orari più caldi. Precisamente:

venerdì 19 aprile dalle 14:00 alle 22:00;
sabato 20 aprile dalle 09:00 alle 16:00;
domenica 21 aprile e lunedì 22 dalle 09:00 alle 22:00;
giovedì 25 e domenica 28 aprile dalle 09:00 alle 22:00;
mercoledì 1 e domenica 5 maggio dalle 09:00 alle 22:00.

Ricordiamo infine che per controllare il traffico in tempo reale sono disponibili numerosissime app (per esempio VAI di Anas) e altri servizi gratuiti come Google Maps. Inoltre si può chiamare il call center di Autostrade al numero 840.04.21.21, sempre attivo 24 ore su 24. E visto che ci siamo, facciamo un utile ripasso sulle 10 cose da NON fare in autostrada.

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