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Tesla: nel mondo circolano 2,9 GWh di auto elettriche vendute a marzo 2019

di Antonio Elia Migliozzi

Tesla mette in tasca un nuovo record a dispetto dei detrattori. Il marchio Usa fondato da Elon Musk è in vetta alla classifica dei costruttori che hanno venduto auto elettriche per GWh complessivi. Si tratta di un risultato di assoluto rilievo se consideriamo che Tesla stacca di misura anche l’agguerrita concorrenza cinese. Con i suoi 2,889 MWh totali Tesla supera i costruttori automotive europei del calibro di Renault e BMW ma anche i 486 produttori attivi nella sola Cina. Se guardiamo la classifica di Mining.com la distanza che separa la prima dalla seconda è abbissale. La cinese BYD a si ferma infatti a 1.387 MWh. La performance di Tesla arriva nonostante i MWh combinati delle batterie di Model X e S distribuiti a marzo sia diminuiti di oltre il 40%. Vediamo i numeri.

NUOVO RECORD

Marzo di vendite record per Tesla. Il marchio americano di auto elettriche avrebbe distribuito veicoli per complessivi 2.9 GWh. Come mostra un’interessante infografica realizzata da Mining.com e basata sui dati del mese di marzo 2019 come elaborati da Adamas Intelligence. Nello specifico Tesla ha distribuito veicoli per circa 2,889 MWh (2,9 GWh) di batterie. Questo conferma che Tesla è sia il più grande produttore al mondo di auto elettriche al mondo ma anche il più grande utilizzatore di batterie EV. A conti fatti rappresenta quasi il 30% della flotta complessiva di EV. A conferma dell’enormità dei numeri Tesla si deve pensare che ammontano al 43% dell’importo totale di Mwh dei primi 10 migliori produttori mondiali di BEV / PHEV / HEV. La ragione di questo primato di Tesla non è solo nel numero degli esemplari venduti ma anche nell’elevata capacità media delle loro batterie.

CRESCITA DEL MERCATO

Dalla classifica si nota il grande distacco tra Tesla e il resto dei marchi. Secondo per la cinese BYD che si ferma a 1.387 MWh, seguita da BJEV, azienda controllata da BAIC, a 706 MWh. BYD vende anche molte vetture ibride plug-in e il numero delle PHEV conferma che la capacità media delle loro batterie è decisamente inferiore rispetto a quella delle Tesla. Molto staccata Nissan al quarto posto che ha venduto auto elettriche per 416 MWh, Renault a 238 MWh e BMW penultima a 210 MWh. Come anticipato i 2.889 MWh di Tesla la avvicinano al totale dei principali costruttori di auto mondiali tra cui Ford, Mercedes-Benz e Volkswagen. Sono infatti tutti e tre siano fuori dalla classifica dei primi 10. Dato interessante è la crescita della potenza delle batterie a marzo 2019. L’aumento è stato di 9,76 GWh con una impennata del 94% su base annua.

IL TREND

Insomma un’altra conferma del fatto che Elon Musk è più forte dei suoi detrattori. In particolare la classifica dei MWh permette di approfondire il fatto che Tesla è più forte di tutti i concorrenti. Stracciata anche il plotone dei 486 produttori di EV operativi in Cina. Va detto che Tesla ha sempre avuto batterie più grandi della concorrenza per ridurre l’ansia da autonomia dei suoi clienti. In generale le dimensioni delle batterie delle auto elettriche sono cresciute con una capacità media salita del 55% rispetto al 2018. Anche la Cina sta incoraggiando questa trend eliminando gli incentivi per veicoli elettrici con un’autonomia inferiore a 250 km. I numeri raccolti da Adamas Intelligence ci fanno capire che le auto elettrice vendute in circa 80 paesi al mondo, rappresentando oltre il 90% del mercato EV globale.

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L’Audi TT uscirà dal listino, al suo posto un’auto elettrica

di Antonio Elia Migliozzi

L’Audi TT non avrà un futuro o perlomeno sarà diverso da come ce lo aspettiamo. Audi ha comunicato che dopo il restyling che la ha di recente interessata la sua coupé TT uscirà dal listino. Si tratta di una scelta che spalanca le porte ad un nuovo modello elettrico ad alte prestazioni ma dalle dimensioni compatte. Audi vuole competere nel mercato delle auto elettriche e per questo ha preparato un piano ambizioso. Via dal commercio i modelli meno remunerativi e spazio, entro il 2025, a ben 30 elettrificati. Per concretizzare questa strategia Audi ha messo in campo 14 miliardi di euro da spendere entro il 2023. Le priorità per il futuro sono due; elettrificazione e digitalizzazione. Ecco allora che la transizione elettrica non risparmia neanche un modello come la TT in commercio da oltre 20 anni. Vediamo i dettagli.

FINISCE UN’ERA

Audi ha fatto sapere che non ha in programma un futuro per l’iconica sportiva TT. L’azienda ha detto che la sostituirà con un veicolo 100% elettrico. Si tratta di una mossa che vuole consolidare la sua presenza nel settore degli EV sottraendo il primato del segmento premium a Tesla. Insomma la corsa all’auto elettrificata, elettrica o ibrida che sia, miete una vittima illustre. L’Audi TT, sin dal suo lancio nel 1998, ha conquistato gli appassionati mettendo a segno anni di primati nelle vendite. Audi ha delineato la sua strategia per farsi largo nel settore prevedendo 20 modelli 100% elettrici. Entro il 2025, il suo listino comprenderà in totale più di 30 modelli elettrificati. Il Ceo di Audi, Bram Schot, ha detto chiaramente che una strategia incentrata sulla sostenibilità implica sacrifici. Questo significava che il marchio ha scelto di tagliare tutti i modelli caratterizzati da scarsi volumi di vendita.

FUTURO ELETTRICO

La promessa di Audi è quella di sostituire la sportiva compatta TT entro pochi anni con un modello elettrico ma “emotivo” così come lo è stata la versione a motore termico. Il progetto prevede anche il posizionamento all’interno della stessa fascia di prezzo. La TT non sarà però l’unica a conoscere cambiamenti radicali. Audi pensa anche alla prossima generazione dell’ammiraglia A8 che potrebbe essere completamente elettrica e basata su un “concetto completamente nuovo”. Sempre il Ceo di Audi Schot ha messo in dubbio anche la supersportiva R8. Anche per lei si starebbe delineando un domani elettrificato. Per dare concretezza a questi e a molti altri progetti Audi investirà 14 miliardi di euro entro il 2023. Le parole d’ordine sono mobilità elettrica, digitalizzazione e guida autonoma. In questa dinamica il nuovo crossover elettrico e-tron lanciato a marzo è solo la prima pedina a scendere in strada.

LA PROSPETTIVA

Per compensare gli enormi investimenti per i modelli elettrici Audi conta di vendere in mercati come la California e la Cina, i suoi crediti CO2. I marchi indietro nello sviluppo di prodotti elettrificati potrebbero essere interessati a fare accordi con il brand tedesco. Audi vuole anche ridurre e riutilizzare quante più risorse possibile per rendere la produzione ecocompatibile. La promessa è che gli impianti di produzione del marchio in Germania, Ungheria e Messico avranno zero emissioni di CO2 entro il 2025. Per Audi tutta la catena del valore dovrà essere più green per questo si lavora già a partire dagli accordi con i fornitori. Non si tratta di un novità assoluta visto che anche Mercedes e BMW hanno recentemente dichiarato di aver fatto della sostenibilità un principio determinante per il loro futuro.

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Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata con preparazione Pole Position Garage

di redazione

La Opel Manta GTE 1976 è un’auto storica elaborata con preparazione Pole Position Garage e una potenza di 158 CV a 6.200 g/m. Si tratta di una vera talebana dei traversi della vittoriosa famiglia rally delle Opel a trazione posteriore. La caratteristica di tutti i modelli della Opel dei fortunati anni ’70 del ‘900 era un’estrema facilità di guida che spingeva ogni pilota ad esibirsi in “numeri” di alta acrobazia con controsterzi da manuale.

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

Questa Opel Manta 1.9 GTE del 1976 è una vettura elaborata che ai tempi disputò vari rally e che ora, restaurata da Pole Position Garage, è utilizzata prevalentemente nelle gare regolarità sport e a media. La Opel Manta GTE 1976 nasce con un motore di cilindrata 1.897 cc, ma il regolamento del Gruppo A permette di incrementare la cilindrata per portarla fino al limite massimo ammesso per la classe di appartenenza, cioè 2 litri. Con un’accurata operazione di rialesaggio e l’adozione di pistoni stampati, il propulsore oggi dichiara una cilindrata ufficiale di 1.995 cc che assicura già di per sé un piccolo aumento delle prestazioni.

Opel Manta GTE 1976 auto storica modificata

Sulla Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata la frizione è del tipo in rame con parastrappi. Per ragioni regolamentari restano originali i freni a disco sulle 4 ruote, mentre il materiale di attrito sono pastiglie Ferodo 3000. Fermo restando il sistema di schema delle sospensioni, col McPherson anteriore e il ponte rigido posteriore con barra Panhard, gli ammortizzatori da corsa sono dei Corte e Cosso by Conrero con molle più dure. Un notevole lavoro è stato effettuato sui trapezi e sui bracci anteriori, costruiti artigianalmente in acciaio e dotati di rinforzi. Anche la scocca è stata tutta rivisitata, con il ripasso delle saldature e l’apporto di fazzoletti in lamiera nei punti di maggiore sollecitazione. Le ruote sono in lega nella misura 7JX13” e montano pneumatici Toyo di misura 195/50 R13.

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

Opel Manta GTE 1976 auto storica tuning

Su questa Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata a livello estetico, al di là della bella colorazione azzurra della carrozzeria, spicca la batteria di fari Hella nel cassonetto fissato sul frontale. Le luci rettangolari di serie sono sostituite da due coppie di fari circolari abbagliante-anabbagliante, alloggiati dietro a retine artigianali di protezione dai sassi. Una robusta piastra in avional fissata sotto la scocca protegge la meccanica da urti accidentali sul terreno.

Scheda tuning Opel Manta GTE 1976
Motore
Cilindrata aumentata a 1.995 cc
Pistoni stampati
Bielle lucidate
Albero motore bilanciato
Lavorazione testa e lucidatura condotti
Asse a camme racing
Molle valvola più dure
Volano alleggerito
Aspirazione modificata
Centralina iniezione rivista
Terminale di scarico libero
Trasmissione
Cambio ZF a 5 rapporti ravvicinati
Coppia conica corta (velocità 155 km/h)
Differenziale autobloccante al 75%
Sospensioni
Trapezi e bracci artigianali in acciaio rinforzati
Ammortizzatori Corte & Cosso by Conrero
Molle dure
Ruote in lega 7JX13” con pneumatici Toyo 195/50 R13
Pastiglie freno Ferodo 3000
Impianto elettrico
4 fari tondi negli alloggiamenti dei due fari rettangolari d’origine
4 fari profondità Hella con cassonetto in vetroresina
Interruttore staccabatteria
Griglie protezione antisasso
Abitacolo e scocca
Roll-bar a gabbia OMP
2 cinture Sabelt a 4 punti
2 sedili Sabelt racing
Portacaschi
Impianto estinzione a fluobrene
Estintore a polvere da 2,5 kg
Ripasso saldature
Rinforzi scocca
Piastra protezione motore in duralluminio

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

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L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Opel Manta GTE 1976 by Pole Position Garage è su Elaborare 249.

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

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Opel Corsa full-electric ufficiale con motore da 136 CV e autonomia di 330 KM

di Lorenzo Spada
Opel Corsa full-electric

Nel valzer delle auto elettriche è appena entrata la nuova Opel Corsa full-electric, primo veicolo del segmento B del colosso tedesco che permette di avere un motore dalla potenza discreta (fino a 136 CV e 260 Nm di coppia) e un’autonomia di tutto rispetto che arriva a 330 KM. Pur non essendo un’auto sportiva, assomiglia […]

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Bollo auto: l’esenzione compete solo alle Regioni

di Redazione

bollo auto esenzione

Con la sentenza 122/2019 la Corte Costituzionale ha forse cambiato il destino del bollo auto: sull’esenzione della tassa automobilistica le Regioni possono decidere in piena autonomia. L’unico limite imposto è quello di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dallo Stato, che può essere invece diminuita a piacere. Il che, tradotto in soldoni, significa che ogni Regione, se riesce a rispettare gli equilibri di bilancio, ha in teoria la possibilità di eliminare l’odiata tassa sul possesso del veicolo. O quanto meno di ridimensionarla nei costi.

LA PRONUNCIA DELLA CONSULTA SUL BOLLO AUTO

La nuova pronuncia della Corte Costituzionale è derivata da un contenzioso tra la commissione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia-Romagna riguardo il pagamento del bollo auto per autoveicoli e motoveicoli con anzianità tra i 20 e i 30 anni, classificati d’interesse storico o collezionistico. Ma la sentenza ha una valenza più ampia e può riguardare potenzialmente tutti i veicoli. Nel caso specifico, infatti, la Regione sosteneva che l’esenzione del bollo spettasse solo ai veicoli iscritti ai registri storici riconosciuti dal Codice della Strada, come l’ASI. Tuttavia la Consulta ha ribadito l’incostituzionalità dell’obbligo di iscrizione nei registri. E soprattutto ha precisato che le Regioni, che hanno la competenza sul bollo auto, possono anche stabilirne le eventuali esenzioni. Con la sola accortezza di mantenere la pressione fiscale sotto i limiti fissati dallo Stato.

BOLLO AUTO ED ESENZIONE: GLI EFFETTI SULLE REGIONI

Questa sentenza segna davvero l’inizio della fine del bollo auto? L’esenzione totale, per il momento concessa soltanto ai soggetti con disabilità e a certe categorie di veicoli, sarebbe di sicuro una conquista storica. E alcune Regioni particolarmente virtuose (mettiamoci dentro anche le province autonome di Trento e Bolzano) potrebbero seriamente pensarci. Non dimentichiamo però che il bollo auto rappresenta una fonte di entrate molto redditizia per le amministrazioni regionali (l’11,7% sul totale di imposte e tributi). E che in caso di rinuncia sarebbero costrette a rivolgersi altrove per recuperare i mancati incassi, magari aumentando l’accise sui carburanti. Ipotesi, quest’ultima, che si potrebbe valutare in ogni caso. Significherebbe, infatti, far pagare a ogni automobilista un tributo in base ai km effettivamente percorsi, e non per il sol fatto di possedere una vettura. Incentivando così l’uso dei mezzi pubblici o di veicoli a emissioni sottozero come la bicicletta.

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Tenetevi pronti, il nuovo Android Auto sta per arrivare

di Gerardo Orlandin

Nel corso del Google I/O 2019 abbiamo appreso che Android Auto avrebbe ricevuto un'importante revisione del suo design e nell'ultimo aggiornamento dell'app si vede come Google stia gettando le basi per questa riprogettazione denominata "Boardwalk" in vista del suo rilascio previsto per questa estate.

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Tesla Autopilot: il cambio di corsia diventa pericoloso con l’aggiornamento

di Antonio Elia Migliozzi

Nuovi problemi di sicurezza per Tesla Autopilot. La funzione di assistenza alla guida finisce nel mirino di una indagine svolta dalla rivista Consumer Reports. Il test su strada dell’ultima versione del sistema a bordo di una Tesla Model 3 evidenzia lacune tecniche. Si tratta di grossolani errori che potrebbero causare situazioni di serio pericolo. In particolare la funzione “Lane change” presente all’interno del Navigate di Autopilot ha mostrato di essere potenzialmente più pericolosa di un driver umano. Il sistema cambia corsia senza preoccuparsi delle altre vetture presenti in strada. La Tesla Model 3 ha sorpassato a destra e tagliato la strada alle altre auto. Tesla ha rilasciato questo aggiornamento del suo Autopilot lo scorso aprile. Vediamo l’indagine.

NUOVE GRANE

Dallo scorso aprile Tesla ha inserito una nuova funzione per il cambio automatico di corsia nel suo sistema Autopilot. Sembra però che ci siano delle evidenti sbavature che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza dei conducenti. La rivista americana Consumer Reports ha messo alla prova il nuovo “Navigate on Autopilot” che si è dimostrato meno competente dei driver umani. In alcuni casi l’auto elettrica ha letteralmente tagliato la strada alle altre macchine. Jake Fisher di Consumer Report ha precisato che il sistema Tesla non sembra capace di riconoscere le auto in frenata o quelle che stanno cambiando corsia. Secondo la rivista le case automobilistiche dovrebbero essere obbligate a pubblicare i risultati dei test di sicurezza di questo tipo di tecnologie. Insomma nuove polemiche in arrivo proprio quando Elon Musk ha annunciato per l’anno prossimo la guida completamente autonoma in casa Tesla.

INDAGINI IN CORSO

La scorsa settimana l’Autorità dei trasporti americana NHTSA ha affermato che il pilota automatico era attivo durante l’incidente costato la vita ad un uomo a marzo. In quel caso una Tesla Model 3 si era schiantata contro un rimorchio senza aver in nessun modo frenato. Si tratta di in un incidente simile a un’altro del 2016 accaduto sempre in Florida. Da parte sua Tesla ha dichiarato che la nuova funzionalità Navigate prima del rilascio ha percorso milioni di chilometri di test. Tesla chiede infatti ai consumatori di usare la nuova funzione che prevede il cambio automatico di corsia. Il sistema sostituisce l’impostazione predefinita che richiede l’ok del driver. Con l’ultima versione di Autopilot il conducente non deve più confermare un cambio di corsia attivando gli indicatori di direzione. L’azienda ha comunque sottolineato che l’aggiornamento non esclude la responsabilità del conducente.

IL TEST

Consumer Reports ha detto di aver provato l’ultima versione dell’Autopilot sulle autostrade del Connecticut. I tester hanno riferito che il sistema, oltre a tagliare la strada alle altre auto, ha addirittura sorpassato sulla destra. Insomma un comportamento anomalo e pericoloso che, oltre alle multe certe, potrebbe causare incidenti. Addirittura la Tesla non è più tornata sulla corsia di destra dopo i sorpassi continuando a viaggiare sulla corsia di sinistra. Da oltre un anno Consumer Reports è impegnata nei test delle varie tecnologie di assistenza alla guida presenti sul mercato. Sotto la lente il Super Cruise di Cadillac CT6, l’Autopilot delle Tesla Model S, X e 3, il ProPilot Assist di Infiniti QX50 e Nissan Leaf. Attenzione anche al Pilot Assist presente sui SUV Volvo XC40 e XC60.

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Fiat Coupé T20 elaborazione 300 CV con preparazione Max Racing

di redazione

La Fiat Coupé T20 elaborata con 300 CV dal tuner leccese Max Racing vanta una coppia di 400 Nm ed è stata preparata in versione integrale su base 2.0 20V Turbo.

Fiat Coupé T20 elaborata

La Fiat Coupé T20 elaborata da Max Racing in origine era di colore grigio metallizzato, ma dopo un paio d’anni dall’acquisto è stata riverniciata di bianco perla (come la Turbo Plus del 1999) con un tocco di italianità dato dalla sottile striscia bianca, rossa e verde che percorre tutta la lunghezza della vettura, mentre la firma di Pininfarina è in bella mostra sugli sportelli con un grande adesivo nero. Altri accorgimenti estetici sono visibili sul frontale, dotato di una mascherina nera Cadamuro Design e di un nuovo paraurti F360 Style, che rendono il muso più aggressivo e aumentano la ventilazione per intercooler e propulsore.

Fiat Coupé T20 modificata

Su questa Fiat Coupé T20 modificata sono stati pochi, ma mirati gli interventi proposti per l’abitacolo. A trattenere al meglio pilota e passeggero, rispetto alla versione di serie, ci pensano due sedili sportivi Sparco Pro2000 con cinture rosse e cuscinetti neri della stessa marca. Il volante è di tipo a calice a tre razze della OMP in pelle scamosciata. Pedaliera e leva freno a mano sono sempre della Sparco. Infine troviamo un turbo timer e manometri aggiuntivi che riportano pressione di sovralimentazione, temperatura acqua e voltmetro, inseriti in un supporto sul montante sinistro. Immancabili i fondini bianchi Birba Racing.

Fiat Coupé T20 tuning

Il tuning per trasformare la Fiat Coupé T20 in una vettura integrale 4×4 ha visto la sostituzione della coppa motore e del serbatoio incluso il comparto per la ruota di scorta, per alloggiare i nuovi organi meccanici. Il sottocoppa è modificato artigianalmente con un elemento della Delta tagliato e allungato, mentre la culla e la barra stabilizzatrice anteriore sono della 155 Q4. Il propulsore 5 cilindri turbo del Coupé è accoppiato al cambio e al differenziale della Delta EVO. Al posteriore, invece, è presente il retrotreno dell’Alfa Romeo 155 Q4 collegato all’albero di trasmissione di quest’ultima.

Fiat Coupé T20 elaborazione 300 CV con preparazione Max Racing

Scheda tuning Fiat Coupé T20
Motore
Turbina Garrett GT2871R su cuscinetti 1.200 Euro
Kit intercooler maggiorato front. 250
Valvola pop-off Bonalune 115
Regolatore benzina Malpassi 118
Frizione rinforzata 350
Volano alleggerito 512
Pompa benzina Bosch Motorsport
Filtro aria Sparco 115
Centralina originale rimappata 500
Eliminazione dell’impianto di aria condizionata
Scarico diretto artigianale da 65 mm con terminale libero 280

Trasformazione 4×4
Ponte posteriore Alfa 155 Q4
Albero di trasmissione Alfa 155 Q4
Culla più barra stabilizzatrice Alfa 155 Q4
Cambio più differenziale centrale Delta Evo
Sottocoppa Delta modificata
Serbatoio FIAT 600
Costo totale per la conversione 3.500

Assetto
Ammortizzatori ant. originali (accorciati e rinforzati) 450
Ammortizzatori post. 250
Molle ribassate 150
Impianto frenante ant. Brembo 4 pompanti
Rinforzi scocca
Cerchi in lega OZ Ultraleggera 17” 1.500
Pneumatici Dunlop Sport Maxx 215/40 R17 800

Estetica
Verniciatura completa bianco perla 2.500
Paraurti posteriore originale ma lisciato (tolti i catadiottri)
Paraurti anteriore F360 style
Cofano anteriore lisciato
Verniciatura in tinta delle parabole dei fari anteriori
Fanalini posteriori a Led della Hella 250
Spoiler lunotto Cadamuro Design 200
Oscuramento vetri 350
Realizzazione artigianale delle prese d’aria sui parafanghi ant. e post.
Mascherina anteriore Cadamuro Design
Minigonne originali della versione Plus

Interni
Sedili monoscocca Sparco più staffe e cinture 4 punti 850
Pomello universale JDM 45
Pedaliera e freno a mano Sparco 100
Turbo timer 120
Sterzo a calice in pelle scamosciata OMP 155
Fondini contachilometri Birba Racing 230
Manometri (pressione turbina, temperatura acqua, voltometro) più supporto montante sx 160

Costo totale intervento tuning 15.000 Euro

Fiat Coupé T20 elaborazione 300 CV con preparazione Max Racing

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Aerotaxi, dal 2025 i primi voli sperimentali

di Redazione

Secondo uno studio effettuato da Bosch Consulting, nel 2030 saranno 1 miliardo i voli in aerotaxi compiuti da persone di tutto il mondo. Il 2030, infatti, è l’anno in cui, sempre secondo lo studio, i servizi di sharing saranno presenti anche sulle rotte aeree.

TECNOLOGIA DERIVATA DALL’AUTO

Realizzare degli aerotaxi è tutt’altro che facile ed economico. Ma un modo per risparmiare sulla progettazione e sulle componenti esiste. Secondo Bosh, infatti, sarebbe possibile utilizzare molte delle componenti oggi impiegate sulle vetture a guida autonoma. Oltre a questi, i vari sensori presenti sui veicoli per il controllo e il funzionamento dell’ESP. In questo modo sarebbe possibile evitare di utilizzare la più costosa tecnologia aerospaziale. I sensori di accelerazione installati in una centralina di comando permettono di monitorare la direzione della bussola, pressione barometrica, altitudine, velocità e tutte le attività di volo del velivolo.

TEST VICINI

Si stima che il battesimo del volo degli aerotaxi avverrà già il prossimo anno. Le città nelle quali si effettueranno i primissimi test saranno Dubai, Dallas e Singapore. Queste città rappresentano infatti i principali centri di applicazione di questa nuova tecnologia. Per i voli di carattere commerciali bisognerà aspettare il 2023, mentre per i primi veri voli senza pilota sarà necessario attendere il 2025. Nella prima fase di sviluppo, infatti, tutti i test sugli aerotaxi saranno svolti con personale di sicurezza a bordo.

MENO TRAFFICO, MAGGIORE VELOCITÀ

Alleggerire il traffico delle grandi città è ormai una necessità. Così come garantire spostamenti sempre più rapidi. E proprio questo è lo scopo degli aerotaxi. Grazie alle loro caratteristiche saranno in grado di spostare il traffico lontano dalle tradizionali strade. Abbattendo drasticamente i tempi di spostamento soprattutto nelle grandi città. Inoltre, il costo di un aerotaxi è molto più basso rispetto a quello di un elicottero tradizionale. Tutto dipenderà dal tipo di allestimento oltre che dal numero di passeggeri che potranno trasportare, ma il costo sarà di circa 500.000 euro.

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Volkswagen Golf GTE elaborata 246 CV con preparazione Abbasciano

di redazione

La Volkswagen Golf GTE elaborata 246 CV con preparazione del tuner romano Abbasciano è un’auto ibrida con un buon handling, anche se i 16 quintali di peso si fanno sentire.

Volkswagen Golf GTE elaborata

La Volkswagen Golf GTE elaborata da Abbasciano è una ibrida che abbina un propulsore 1.400 4 cilindri TFSI da 150 CV ad un motore elettrico da 102 CV, secondo la filosofia plug-in. In sostanza, l’unità elettrica è alimentata da una batteria agli ioni di litio che si ricarica in parte durante le decelerazioni e le frenate, ma principalmente collegandosi a una presa di corrente (servono circa tre ore a 220 V per fare il pieno alle batterie, ottenendo un’autonomia dichiarata di 50 km nella marcia solo elettrica).

Volkswagen Golf GTE modificata

La preparazione della Volkswagen Golf GTE modificata da Abbasciano ha riguardato soprattutto la centralina elettronica dell’endotermico, sulla quale si è lavorato per incrementare la pressione di sovralimentazione e adeguare i tempi di iniezione/anticipo di accensione, oltre all’innalzamento dei limitatori di coppia. Considerando che l’unità elettrica funziona in simbiosi con la termica, in questo primo stage si è cercato di non esagerare, utilizzando la vettura come banco di prova per futuri sviluppi.

Volkswagen Golf GTE elaborata 246 CV con preparazione Abbasciano

Scheda tuning VW Golf GTE by Abbasciano
Terminale di scarico artigianale 500 Euro
Riprogrammazione centralina elettronica Stage 1 plus 500 Euro
Filtro aria sportivo a pannello BMC 70 Euro
Molle ribassate Eibach -30 mm 300 Euro
Cerchi in lega Alcar 8Jx18” 750 Euro
Montaggio pneumatici, regolazione angoli ruote 400 Euro
Manometro pressione turbo con adattatore cruscotto 85 Euro

Costo totale intervento tuning 2.605 Euro

Volkswagen Golf GTE elaborata 246 CV con preparazione Abbasciano

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Studenti di Pisa realizzano il gadget per usare lo smartphone senza consumare batteria

di Alessandro Crea
Utilizzare lo smartphone, almeno per le funzioni di base, senza intaccarne l’autonomia consumando la batteria: è il sogno proibito di tutti noi, che da oggi però è un po’ più reale grazie a un gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Ferraris – Filippo Brunelleschi” di Empoli. I ragazzi infatti, dopo sei mesi di lavoro, […]

Ford, robot e auto a guida autonoma per la consegna pacchi del futuro

di Alessandro Crea
In un futuro più o meno prossimo le consegne di merci di qualsiasi tipo, da quelle del supermercato locale a quelle dei grandi store online, potrebbero essere effettuate da auto a guida autonoma e da robot bipedi pieghevoli, alloggiati nel retro del furgone, che si incaricherebbero dell’ultima fase di trasporto, la consegna del pacco a […]

Posta USA, test su camion a guida autonoma

di Alessandro Crea
Come riferisce il Wall Street Journal, lo US Postal Service, il servizio postale nazionale statunitense, ha avviato oggi la sperimentazione che porterà all’impiego di camion a guida autonoma per il trasferimento di posta e pacchi da una città all’altra, con l’obiettivo di abbatterne costi e tempi. La tratta individuata per la sperimentazione è quella che […]

SicurAUTO.it svela ad Autopromotec l’inchiesta “Manutenzione auto Elettrica e Ibrida”

di Donato D'Ambrosi

SicurAUTO.it svelerà in anteprima ad Autopromotec l’indagine Manutenzione Auto Elettrica e Ibrida, realizzata in collaborazione con Rhiag Group, main sponsor dell’iniziativa.

COSA ANALIZZA L’INCHIESTA

L’inchiesta analizza e mette a confronto i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di circa 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). Un focus specifico è stato posto sulle ore di manodopera previste dai tempari, in modo che gli operatori del settore possano farsi un’idea di come potrebbe cambiare il loro business con la futura, e ormai inevitabile, crescita delle auto elettriche ed ibride.

MITI DA SFATARE

L’indagine rivela tante novità e smentisce molti miti sui costi reali della manutenzione ordinaria richiesta dalle auto elettriche e ibride. Nell’inchiesta si scopre, ad esempio, che non è affatto vero che le auto elettriche non andranno mai in officina, ma anzi avranno bisogno di interventi frequenti, secondo quanto prescritto dai piani di manutenzione delle Case auto oggetto dell’indagine (sono state analizzate vetture prevalentemente “top seller”).

DOVE E QUANDO

SicurAUTO.it presenterà i dati dell’indagine commentando i risultati più eclatanti fino ad oggi sconosciuti a molti attori del mondo aftermarket, durante il convegno “Il futuro dell’autoriparazione: i cambiamenti dello scenario, della mobilità e della manutenzione” organizzato da Confartigianato. Appuntamento quindi a sabato 25 maggio 2019 alle ore 14, presso la Link Room. L’evento è inserito nel calendario di AutopromotecEDU organizzato all’interno di Autopromotec, la più ampia rassegna internazionale di attrezzature per officine che si terrà alla Fiera di Bologna dal 22 al 26 maggio 2019.

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Consiglio acquisto utilitaria con frenata automatica d’emergenza: budget 15.000 euro

di Redazione

Nuova guida di SicurAUTO.it, stavolta dedicata alle auto equipaggiate, di serie od optional, con l’AEB (Autonomus Emergency Brake). In questa particolare occasione vi offriamo i consigli per l’acquisto di un’utilitaria con frenata automatica d’emergenza che preveda un budget di 15.000 euro circa. Scelta dettata non dal caso, perché la diffusione, specie dal basso, di questo dispositivo di sicurezza, può contribuire in maniera sensibile alla riduzione delle frequentissime collisioni in ambito cittadino. Tra l’altro è utile prendere confidenza già da adesso con la frenata automatico d’emergenza, visto che dal 2022 sarà obbligatoria su tutte le nuove automobili. Guida aggiornata il 21 maggio 2019.

COME FUNZIONA LA FRENATA AUTOMATICA D’EMERGENZA

Per grandi linee la frenata automatica d’emergenza o AEB coadiuva il guidatore nell’evitare collisioni, dovute magari a distrazioni durante la guida, con ostacoli quali automobili, ciclisti e pedoni. I sensori, posti solitamente sul parabrezza, ‘leggono’ un tratto di strada di fronte alla vettura e interpretano i potenziali pericoli. Il funzionamento varia da sistema a sistema, ma solitamente si attiva un allarme per avvisare il conducente. Se dopo un breve lasso di tempo l’auto non viene arrestata, il dispositivo di sicurezza provvede a rallentare e fermare, se necessario, in maniera autonoma l’automobile.

AEB CITTADINI E SISTEMI EXTRAURBANI

Attualmente è possibile fare un distinguo tra i sistemi AEB che sono in commercio. Una prima categoria è quella definita City, il cui funzionamento è adeguato a garantire la sicurezza nel traffico urbano; questi dispositivi sono infatti efficaci a bassa velocità e controllano una distanza tra gli 8 e i 10 metri. Altra categoria degli impianti di frenata automatica d’emergenza sono invece i cosiddetti Inter-Urban. Questi si caratterizzano per un più profondo raggio d’azione e sono operativi anche a velocità sostenute. Tali caratteristiche li rendono idonei all’uso extraurbano e lungo i tragitti autostradali. Fatta questa doverosa premessa, passiamo ai nostri consigli per l’acquisto di un’utilitaria con frenata automatica d’emergenza che preveda un budget di 15.000 euro circa, non prima di avervi segnalato i 10 costruttori che hanno prodotto più auto con AEB nel 2018.

CITROEN C3

La Citroen C3 model year 2016 ha dimensioni più compatte rispetto al passato e caratteristiche da agile cittadina (ora misura 399 cm, mentre il bagagliaio parte da 300 litri). Per strada è subito riconoscibile grazie agli originali airbump, i paracolpi laterali. Con il nostro budget si può comprare la versione PureTech 82 S&S Shine che costa 16.350 euro, a cui vanno aggiunti 300 euro per dotarla di frenata automatica di emergenza. Questa C3 monta un propulsore 1.2 benzina da 83 CV/61 kW, consuma 4,8 l/100 km ed emette 110 g/km. Nel 2017 il crash test Euro NCAP di Citroen C3 ha ottenuto 4/5.

FIAT PANDA

A 39 anni dal debutto e giunta ormai alla terza generazione, l’utilitaria Fiat Panda non vuole proprio saperne di farsi da parte. E del resto perché dovrebbe, dato che in Italia continua a guidare le classifiche di vendita con ampio margine sulla concorrenza? La Panda misura 365 cm di lunghezza, ha 5 porte, 4 posti e un bagagliaio da 200 litri. È disponibile ad alimentazione benzina, gpl e metano, con motori 0.9 e 1.2 da 69 CV/51 kW. Gli allestimenti Easy e Lounge, in vendita da 12.550 a 17.150 euro, sono equipaggiabili anche con frenata automatica di emergenza (per aggiungerla ci vogliono altri 260 euro). Nel 2018 il crash test di Fiat Panda eseguito da Euro NCAP ha dato come risultato 0/5.

FORD FIESTA

La settima generazione di Ford Fiesta è stata lanciata 2017, a ben nove anni dal debutto del precedente modello. Rispetto a prima è più lunga di 7 cm (ora si attesta sui 404 cm), ha 5 porte, 5 posti e un bagagliaio da 292 litri. Nella nostra forbice di spesa rientra la versione 1.1 70CV Plus da 15.250 euro, più 900 per dotarla di frenata automatica di emergenza. Equipaggiata con un motore benzina da 1.100 cm3 e 70 CV/51 kW, consuma 5,2 l/100 km ed emette 117 g/km di CO2. Fiesta è disponibile anche nella versione a 3 porte. Il crash test di Ford Fiesta effettuato da Euro NCAP nel 2017 ha ottenuto il massimo punteggio di 5/5.

HONDA JAZZ

La compatta Honda Jazz è lunga 402 cm, dispone di 5 posti e con l’ultimo restyling è migliorata soprattutto esteticamente, mantenendo la generosa abitabilità e la facilità di guida. Il modello a nostra disposizione monta un 4 cilindri da 1.3 litri e 102 cavalli, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,8 l/100 km e 117 g/km di emissioni di CO2. La Honda Jazz offre di serie fin dal più basico allestimento Trend il dispositivo di frenata automatica d’emergenza City Brake Assist (CTBA), attivo fino a 30 chilometri orari. Il prezzo di listino parte da 16.150 euro. Punteggio pieno (5 stelle) per il crash test Euro NCAP di Honda Jazz fatto nel 2015.

KIA PICANTO

Come la Panda anche Kia Picanto è giunta alla terza generazione, e allo stesso modo dell’utilitaria italiana ha fatto un passo in avanti dal punto di vista dello spazio di bordo (i 359 cm di lunghezza permettono ai passeggeri posteriori di allungare un po’ le gambe), della versatilità e della capacità di carico (255 litri). La frenata automatica di emergenza è disponibile facoltativamente (con un esborso di 600 euro) su tutti gli allestimenti di Picanto: City, Active, Cool, GT Line e X Line. I prezzi di listino variano da 11.150 a 15.350 euro, mentre per quanto riguarda i motori troviamo un 1.0 benzina da 66 CV/49 kW o da 100 CV/74 kW, e un 1.0 gpl da 65 CV/48 kW. Solo 3 stelle su 5 nel crash test di Kia Picanto del 2017 by Euro NCAP.

NISSAN MICRA

L’utilitaria giapponese Nissan Micra viene prodotta da oltre trentacinque anni ed è arrivata alla quinta generazione, certamente non l’ultima. È lunga 399 cm con 5 porte, 5 posti e un volume di carico del bagagliaio di 300 litri. La frenata automatica di emergenza si trova di serie su tutti gli allestimenti della Micra. Per le nostre tasche sono disponibili versioni benzina o gpl tutte con cambio manuale e prezzi che oscillano tra 12.950 e 16.450 euro. Nel 2017 il crash test Euro NCAP di Nissan Micra è stato valutato 4/5.

PEUGEOT 208

La compatta Peugeot 208 ha conservato la sua personalità anche dopo l’ultimo restyling, che ha riguardato soprattutto la meccanica. Leggermente accorciata, oggi misura 397 cm con una capacità di carico del bagagliaio di 311 litri. Limitatamente al nostro budget, la frenata automatica di emergenza è proposta come optional a 250 euro sulla 208 Active PureTech 68cv, sulla 208 Active PureTech 82cv S/S e sulla 208 Signature PureTech 82cv S/S, che costano da 14.930 a 16.980 euro. Le ultime due sono spinte da un motore 1.2 benzina da 83 CV/61 kW, con 4,8 l/100 km di consumi dichiarati e 109 g/km di emissioni di CO2. Il crash test di Peugeot 208 by Euro NCAP è stato valutato 5/5 nel 2012.

SEAT IBIZA

La nuova Seat Ibiza rispetto alla serie precedente si presenta con passo allungato (405 cm) e carreggiate allargate, elementi che hanno consentito di guadagnare spazio nell’abitacolo, specie a livello del sedile posteriore. Gli interni ora sono più curati. Il bagagliaio parte da una capacità di 355 litri, non male. La frenata automatica di emergenza è di serie su tutti gli allestimenti di Seat Ibiza e nel nostro range di spesa rientrano numerose versioni dell’utilitaria spagnola, tra cui una con alimentazione a metano. Si tratta della 1.0 TGI 90cv Reference da 16.530 euro, con motore 1.000 cm3 da 90 CV/66 kW e consumi ed emissioni limitati rispettivamente a 4,1 kg/100 km e 92 g/km. Seat Ibiza ha ricevuto 5 stelle nel crash test Euro NCAP del 2017.

SEAT MII

Nonostante le numerose e agguerrite rivali nel segmento delle utilitarie, la Seat Mii ha conquistato una piccola nicchia di fedelissimi grazie all’avanzata tecnologia di bordo e ai consumi ridotti. Le misure sono molto contenute (è lunga 355 cm, bagagliaio da 251 litri) e il numero massimo di passeggeri non supera le 4 unità. Capitolo motori: la Seat Mii è spinta da un propulsore 1.0 benzina da 60 CV/44 kW, o in alternativa da un 1.0 a metano da 68 CV/50 kW. Prezzo di listino da 11.280 a 15.980 euro, e con 650 euro in più si può avere pure la frenata automatica di emergenza. Euro NCAP ha testato la Seat Mii nel 2011 assegnandole nel crash test il punteggio massimo di 5/5.

SKODA CITIGO

Nell’affollatissimo panorama delle utilitarie dal 2017 fa la sua discreta figura la nuova versione di Skoda Citigo, nella configurazione a 3 o a 5 porte. In entrambi i casi la lunghezza non cambia ed è di 359 cm, così come il bagagliaio che parte sempre da 25 litri. Disponibile in numerosissime versioni con prezzi da 10.290 a 15.350 euro, propone motori 1.0 benzina da 75 CV/55 kW con cambio manuale o automatico, oppure 1.0 metano da 68 CV/50 kW con cambio solo manuale. La frenata automatica di emergenza è offerta su tutti gli allestimenti con un surplus di spesa di 310 euro. 5/5 il punteggio di Skoda Citigo nel crash test Euro NCAP del 2011.

SUZUKI SWIFT

Nei nostri consigli per l’acquisto di utilitaria con frenata automatica di emergenza dal costo di 15.000 euro circa, c’è pure la Suzuki Swift, che di recente è stata rivista sia nel look che nelle motorizzazioni. Lo spazio interno adesso è ben sfruttato e sul sedile posteriore si sta bene anche in tre. Nonostante la lunghezza della vettura, con 384 cm, non sia proprio da top di gamma. Anche la capacità del bagagliaio è aumentata a 265 litri. Sulla Swift l’AEB è d’optional (a 500 euro) sugli allestimenti Easy e Cool, e di serie su quelli Top ed S, che però sono fuori dal nostro budget. Noi possiamo infatti accedere solo alle tre versioni benzina, tutte con cambio manuale, 1.2 DualJet Easy 2WD da 13.990 euro, 1.2 DualJet Cool 2WD da 14.990 euro e 1.0 BoosterJet Cool 2WD da 16.190 euro. Soltanto 3/5 il punteggio di Suzuki Swift nel crash test di Euro NCAP del 2017.

TOYOTA AYGO

Toyota Aygo ha fatto un bel salto di qualità rispetto alla prima generazione, migliorando negli interni, nelle dotazioni, nei materiali e nella sicurezza. Utilitaria mignon, misura 346 cm di lunghezza con un bagagliaio da 168 litri. Disponibile in ben otto allestimenti, tutti dotati di frenata automatica d’emergenza di serie. Le varie versioni a nostra disposizione, in vendita da 12.450 a 16.900 euro, montano propulsori 1.0 benzina da 72 CV/53 kW con cambio manuale o automatico. Modesto risultato (3/5) di Toyota Aygo nel crash test Euro NCAP del 2017.

TOYOTA YARIS

Con l’ultimo aggiornamento l’abitabilità di Toyota Yaris è migliorata e consente adesso di viaggiare bene in quattro, stendendo sufficientemente le gambe. La lunghezza dell’auto è stata portata a 394 cm, anche nella configurazione a 3 porte. Il bagagliaio da 286 litri non è invece gigantesco, ma comunque in linea con quello della concorrenza. Cosa più importante, però, la Yaris è amica della sicurezza stradale, visto che offre la frenata automatica d’emergenza di serie su tutti gli allestimenti. Il nostro portafoglio ci permette di accedere alle versioni a benzina 1.0 Cool MY18+ (15.200 euro) e 1.0 Active MY18 (16.500 euro), entrambe dotate di motore 1.0 da 72 CV/53 kW, con consumo di 4,8 litri ogni 100 km e 107 g/km di emissioni dichiarate. Nel 2017 il crash test di Toyota Yaris ha conquistato le 5 stelle.

VOLKSWAGEN POLO

L’utilitaria tedesca Volkswagen Polo è stata rinnovata nel 2017 e offre oggi migliori finiture, maggior sicurezza e uno spazio a bordo a prova di viaggio in cinque. Merito forse della lunghezza portata a 405 cm, e anche il bagagliaio da 351 litri fa il suo dovere. Con il nostro budget fino a 15.000 euro o poco oltre sono disponibili versioni a benzina e a metano della nuova Polo. Tutte con frenata automatica d’emergenza di serie. Molto interessante l’ecologica 1.0 TGI Trendline BMT da 16.950 euro (motore da 90 CV/66 kW con soli 88 g/km di emissioni di CO2). VW Polo ha ricevuto 5 stelle nel crash test Euro NCAP del 2017.

VOLKSWAGEN UP!

3 o 5 porte non fa differenza, la piccola utilitaria Volkswagen Up! misura sempre 360 cm di lunghezza e nonostante questo regala una buona abitabilità a bordo, anche ai passeggeri sui sedili posteriori (ecco, magari evitate di farci accomodare degli spilungoni). Il bagagliaio da 251 litri si difende, in relazione al segmento. Di serie la frenata automatica di emergenza, disponibile su tutti gli allestimenti. Le motorizzazioni che possiamo permetterci con il nostro portafoglio prevedono tre benzina 1.0 con cambio manuale o automatico e la 1.0 68cv eco up! move up! BMT con alimentazione a metano. Prezzo di quest’ultima: 15.950 euro. Il crash test Euro NCAP del 2011 di Volkswagen Up! Ha totalizzato 5/5.

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Imbottigliarsi nel traffico fa perdere in media 2 mila dollari l’anno

di Antonio Elia Migliozzi

Uno studio americano rivela il costo annuale del traffico. Restare incolonnati in auto comporta conseguenze economiche molto serie. Maglia nera alle grandi città Usa dove gli abitanti arrivano a trascorrere oltre 10 giorni l’anno fermi in coda. Questo si traduce in una minore produttività in ufficio e in denaro perso. Facendo una media la ricerca parla di costi per circa 1.068 dollari all’anno. Primato negativo alla città di New York dove si passano ben 11,2 giorni l’anno incolonnati. Questo significa che nella grande mela si bruciano nel traffico ben 2.054,65 dollari. Anche se riguardano gli Usa si tratta di cifre che fanno riflettere. Lo studio snocciola poi, Stato per Stato, i dati relativi ai giorni e al denaro andato in fumo nel traffico. Vediamo i dettagli.

TRAFFICO SOTTO ACCUSA

Uno studio svolto negli Usa ha esaminato quanto tempo trascorrono in media i cittadini americani bloccati nel traffico. Rapportando questo tempo con quello passato a lavoro si arriva a capire quanti soldi ci sono in ballo. Per la stragrande maggioranza di chi è occupato, il tragitto giornaliero verso il luogo di lavoro è una componente inevitabile della propria vita quotidiana. Per molti poi si trasforma, inevitabilmente, in una delle parti peggiori della giornata. Restare intrappolati nel traffico è piuttosto costoso. Secondo una ricerca di Sky Blue Credit le cose cambiano molto tra le varie città Usa e tra i vari Stati. Maglia nera per New York dove ogni pendolare passa negli ingorghi in media 11,9 giorni all’anno. Il Maryland si piazza al secondo posto con i suoi poco allegri 11,8 giorni, terzo sul podio il New Jersey con 11,4 giorni.

CONTI ALLA MANO

Facendo un calcolo a partire dal salario minimo americano di 7,25 dollari l’ora lo studio arriva a cifre significative. Rapportando il tempo nel traffico con quello passato a lavoro un newyorkese perderebbe 2.073,50 dollari all’anno. Un cittadino del Maryland, invece, sopporta un costo di 2,054,65 dollari, mentre uno del New Jarsey perderebbe 1,979,25$. Necessario ricordare che lo studio di Sky Blue Credit calcola la perdita di denaro nel senso di mancate opportunità di introito per i residenti negli Usa. Si tratta quindi di un ragionamento basato solo ciò che i lavoratori sarebbero stati in grado di fare avendo più a tempo a disposizione. A guardare nel dettaglio i numeri coloro che vivono nel centro degli Usa pagano il conto meno salato. I cittadini del Sud Dakota, ad esempio, spendono 6,1 giorni all’anno per raggiungere il posto di lavoro. In Nord Dakota, invece, salgono a 6,2 mentre in Montana sono 6,4.

LA PROSPETTIVA

Come abbiamo visto chi vive nelle aree meno urbanizzate degli Usa passa meno tempo fermo nel traffico. Tornando al capitolo mancati guadagni questo significa che il costo annuo per un cittadino del Sud Dakota è di 1.068,17 $, per uno del Nord Dakota 1,074,45 $ mentre nel Montana si sale a 1,118.43 dollari. Per molti pendolai, il tragitto giornaliero verso il lavoro è una realtà inevitabile. Questo indipendentemente dal fatto che si stia utilizzando un’auto, un treno o un altro mezzo di trasporto. In tutti i casi infatti, nono solo si sta trascorrendo del tempo fuori dall’ufficio, ma si stanno anche spendendo dei soldi per potersi spostare. Insomma in attesa che smart city e guida autonoma diano i frutti sperati ci toccherà trascorre ancora parecchio tempo nel traffico. Speriamo allora che ricerche come questa non contribuiscano soltanto ad aumentare la nostra frustrazione.

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Seggiolini anti abbandono: l’obbligo 2019 slitta a data da destinarsi

di Redazione

Seggiolini anti abbandono obbligo 2019

Dovremo attendere ancora per i seggiolini anti abbandono. L’obbligo che sarebbe dovuto scattare il 1° luglio 2019 è slittato infatti a data da destinarsi, forse al prossimo novembre. E quindi anche quest’estate correremo il rischio che qualche bambino molto piccolo venga dimenticato in auto con conseguenze pericolosissime per la sua salute.

L’ITER DELLA LEGGE SUI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

Come mai c’è stato questo rinvio? Dopo il sì definitivo del Senato, giunto lo scorso mese di settembre, all’obbligo di utilizzare un “apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino”, il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei dispositivi anti abbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio di quest’anno, con scadenza prevista il 23 aprile. Termine poi ulteriormente prorogato al 22 luglio 2019 per l’alto numero di osservazioni ricevute. Ciò significa che se tutto andrà bene l’obbligo dei seggiolini anti abbandono partirà non prima di novembre 2019. Prima servirà infatti il parere positivo del Consiglio di Stato, seguito dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

COSA FARE IN ATTESA DELL’OBBLIGO

Ovviamente i genitori che vogliano mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per proteggere i propri figli senza aspettare l’obbligo della legge, possono farlo fin da subito procurandosi i sistemi anti abbandono già in commercio. Si tratta per lo più di dispositivi integrati di allarme per alcuni tipi di seggiolini auto; oppure di sensori da montare sugli stessi seggiolini che emettono un segnale prima che il papà o la mamma scendano dall’auto. In ogni caso è consigliabile che tutti sappiano quali sono i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

COSA PREVEDE LA LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

La Legge 117/2018 ha modificato in parte l’art. 172 del Codice della Strada introducendo tra gli altri il comma 1 bis, secondo cui il conducente dei veicoli delle categorie M1 (autovetture fino a 9 posti), N1, N2 e N3, quando trasporta un bambino di età inferiore ai 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, ha l’obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del MIT. In mancanza si applicano le sanzioni previste dal comma 10 del medesimo articolo: multa da 80 euro a 323 euro e, in caso di recidiva entro due anni dalla prima infrazione, sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Ma, ripetiamo: queste sanzioni saranno valide solo quando la legge entrerà in vigore, quindi da novembre 2019 (forse). Al momento non c’è nessuna multa.

CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

La bozza del decreto attuativo del MIT, attualmente sottoposto a consultazione pubblica e perciò (fino al prossimo 22 luglio, come abbiamo visto) ancora sensibile di modifiche, contiene le principali caratteristiche che dovranno avere i dispositivi anti abbandono. È previsto per esempio che tali dispositivi possano essere integrati all’origine nel seggiolino auto per bambini; oppure compresi nelle dotazioni di serie e optional dei veicoli; o del tutto indipendenti sia dai seggiolini che dai veicoli. I dispositivi antiabbandono dovranno poi essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo dovrà attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo.

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Google Assistant: come funziona la nuova modalità guida

di Redazione

Google Assistant modalità guida

Molti automobilisti che già utilizzano Android Auto avranno presto a disposizione un’intrigante alternativa: la modalità guida di Google Assistant, l’assistente virtuale dell’azienda di Mountain View che permette di interagire tramite la propria voce con i servizi offerti da Google su smartphone e tablet. L’annuncio è stato dato al recente Google I/O 2019, l’evento annuale in cui vengono presentate le ultime novità di Big G.

LA MODALITÀ GUIDA DI GOOGLE ASSISTANT ARRIVERÀ IN ESTATE

La modalità guida di Google Assistant sarà rilasciata quest’estate, probabilmente prima in inglese e poi anche in altre lingue tra cui l’italiano. La nuova funzione farà parte di un restyling più massiccio dell’assistente digitale, i cui maggiori beneficiari saranno proprio i guidatori. Vediamo in che modo. L’interfaccia della modalità guida, piuttosto semplice e intuitiva, mostrerà in alto a destra un’iconcina raffigurante le condizioni meteo e, più al centro, un avviso testuale sullo stato del traffico. Appena sotto, tre pulsanti relativi alle principali sezioni: Navigazione, Effettua una chiamata e Play. Google ha postato su YouTube un’anteprima della nuova interfaccia grafica, potete scoprirla nel seguente video.

CARATTERISTICHE DELLA MODALITÀ GUIDA DI GOOGLE ASSISTANT

Aprendo la sezione Navigazione, ovviamente con comando vocale per non cadere in… distrazione, si potrà interagire con Google Maps per ricevere in pochi istanti tutte le informazioni possibili sulla destinazione da raggiungere e non solo; Effettua Una Chiamata, com’è facilmente intuibile, consentirà non solo di effettuare o ricevere chiamate ma anche di leggere o inviare messaggi senza togliere mai le mani dal volante; con Play, infine, si gestiranno facilmente i contenuti multimediali per ascoltare la musica alla guida dell’auto. Sotto i pulsanti delle tre sezioni appariranno poi una serie di suggerimenti basati sulla routine e sugli appuntamenti presenti in calendario.

GOOGLE ASSISTANT O ANDROID AUTO?

Solo quando la modalità guida di Google Assistant sarà pienamente operativa capiremo se potrà realmente ambire a diventare una valida alternativa ad Android Auto. Il fatto che l’assistente di Google sia già installato di default sui nuovi device gioca sicuramente a suo favore (Android Auto si deve invece scaricare e occupa molto spazio sul dispositivo). Tuttavia tanti automobilisti si sono già abituati ad Android Auto e potrebbero essere poco propensi a cambiare, senza contare che quest’applicazione è ormai integrata su numerosissimi modelli di automobili. Insomma, si prevede una bella lotta.

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Apple vs il Mago di Oz, accuse di pirateria da parte degli eredi del compositore di Over The Rainbow

di Alessandro Crea
Il Mago di Oz è arrabbiato con Apple, Google, Microsoft, Amazon e Pandora. O meglio, ad essere arrabbiati sono i legali della fondazione che cura i diritti di Harold Arlen, celebre compositore di Over The Rainbow colonna sonora del famoso film di Victor Fleming. Stando alla causa intentata ai cinque colossi infatti questi ultimi sarebbero […]

Buone notizie per il bollo auto: esenzioni fiscali da parte delle regioni

di Valentina Acri
Secondo la decisione della corte costituzionale, sta alle regioni decidere se introdurre o meno le esenzioni fiscali sul bollo auto, ovvero la tassa di possesso che si paga annualmente per il solo fatto di avere un’auto propria.  Viene imposto solamente, da parte della corte costituzionale, alle Regioni di non aumentare la pressione fiscale oltre i […]
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