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RC auto familiare: nuovo slittamento e si valutano delle modifiche

di Raffaele Dambra

Assicurazione auto con scatola nera

Contrordine compagni: il 16 febbraio 2020 non partirà la tanto attesa RC auto familiare, ‘vittima’ di un nuovo rinvio (c’era già stato uno slittamento dal 1° gennaio) voluto stavolta da tutte le forze politiche, governo e opposizione, compreso il Movimento 5 Stelle di cui fa parte il firmatario dell’emendamento al Dl Fiscale che aveva introdotto la nuova misura, l’on. Andrea Caso. Del resto sono cose che succedono quando si realizza una norma, magari anche valida nelle intenzioni, senza però valutarne i tempi tecnici di attuazione e soprattutto le conseguenze a cascata sull’intero comparto assicurativo. Col serio rischio di produrre un effetto contrario all’obiettivo reale, che era e resta quello di far risparmiare le famiglie.

RC AUTO FAMILIARE: COME FUNZIONA

Breve riassunto delle puntate precedenti. La RC auto familiare estende i benefici della Legge Bersani, permettendo di usufruire della classe di merito più vantaggiosa tra quelle disponibili all’interno di un nucleo familiare, non solo per assicurare un veicolo appena acquistato ma anche nel caso di rinnovo di una polizza già esistente. E pure tra diverse tipologie di veicoli (per esempio un’auto e una moto). A condizione però di non aver provocato alcun incidente con colpa negli ultimi 5 anni. Per esempio in una famiglia con uno o entrambi i genitori in 1^ classe di merito, i figli ancora conviventi possono assicurare il proprio veicolo, ex novo o al rinnovo della polizza, anch’essi in 1^ classe, a prescindere dal fatto di essere neopatentati o che il veicolo in questione sia un’altra auto o un motorino. Basta solo non aver causato incidenti nell’ultimo quinquennio.

LE CONTRADDIZIONI DELLA RC AUTO FAMILIARE

All’annuncio della nuova Rc auto familiare i firmatari del provvedimento avevano gridato tutta la loro soddisfazione, stimando per le famiglie un risparmio fra il 30 e il 40% sulle polizze RC auto e moto. Le compagnie assicurative avevano invece giudicato molto negativamente la misura, prevedendo conseguenze distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo, a danno ovviamente della maggior parte dei clienti. Sta di fatto che dopo l’approvazione definitiva del Dl Fiscale la RC auto familiare sarebbe dovuta entrare in vigore lo scorso 1° gennaio, termine spostato poi col Milleproroghe al 16 febbraio per permettere alle compagnie di organizzarsi. Ora però sembra che siano le stesse forze politiche a chiedere un ulteriore rinvio di qualche mese per risolvere alcune contraddizioni che di fatto rischiano di rendere inutile, se non dannosa, l’intera riforma. Questo mentre milioni di potenziali beneficiari neanche sanno come funziona la Rc auto familiare

RC AUTO FAMILIARE: I MOTIVI DEL NUOVO RINVIO

L’idea del nuovo rinvio è spuntata fuori nelle ultime ore in commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera, che sta esaminando il testo del decreto Milleproroghe in vista della conversione in legge. E, come abbiamo anticipato, la proposta è giunta bipartisan. Forza Italia e Italia Viva, sempre a braccetto, hanno richiesto uno slittamento della RC auto familiare al 16 aprile, il Partito Democratico al 16 giugno e il Movimento 5 Stelle addirittura al 30 giugno. Vanno infatti sistemati aspetti tecnici non secondari per rendere davvero applicabile un provvedimento che, di fatto, mette a serio rischio l’intero meccanismo bonus-malus. Bisogna per esempio riprogrammare la banca dati degli attestati di rischio gestita dall’ANIA. E manca ancora il regolamento di attuazione della norma che l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, ha messo in pubblica consultazione sul suo sito soltanto lo scorso 27 gennaio.

RC AUTO FAMILIARE: I POSSIBILI RISCHI

Inoltre vanno prese tutte le possibile cautele affinché, quando la RC auto familiare sarà finalmente in vigore, ci sia davvero un’effettiva riduzione dei costi. Come sottolinea giustamente Il Sole 24 Ore, sussistono infatti ben due grossi rischi. In primis le compagnie assicurative potrebbero rifarsi dei mancati incassi (vista la ‘transumanza’ di migliaia e migliaia di assicurati dalle classi di merito più alte e costose a quelle più basse ed economiche) rivalendosi sulle categorie meno avvantaggiate dalla riforma, ovvero i single o i possessori di un solo veicolo, con aumenti stimati fino al 30%. Oppure optare per una più democratica condivisione degli ammanchi, spalmando i rincari su ogni assicurato. Il che porterebbe incrementi molto limitati per tutti (2 o 3%), compresi però… coloro che dovrebbero in teoria beneficiare della RC familiare! Insomma, qualcosa va sicuramente rivisto. Prendendosi tutto il tempo necessario.

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RC auto familiare: parte il 16 febbraio ma 5,5 milioni di famiglie non lo sanno

di Raffaele Dambra

Conto alla rovescia per l’avvio della RC auto familiare, che parte ufficialmente il 16 febbraio 2020 dopo il breve rinvio deciso dal Governo per dare il tempo alle compagnie assicurative di organizzarsi. Introdotta con l’ultimo Decreto fiscale su spinta soprattutto del M5S, la RC auto familiare estende i vantaggi della Legge Bersani consentendo di beneficiare della classe di merito più bassa e favorevole fra tutti i veicoli appartenenti al medesimo nucleo familiare, anche in caso di semplice rinnovo di contratti RC auto già stipulati e pure tra diverse tipologie (per esempio un’auto e una moto). Purché in assenza di sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi 5 anni, come da attestato di rischio. Per i promotori questa norma comporterà un risparmio fino a 1.000 euro all’anno per famiglia.

RC AUTO FAMILIARE: ITALIANI POCO INFORMATI?

Insomma il quadro è abbastanza chiaro, così come sono chiare le perplessità delle compagnie di assicurazione, secondo cui questa novità non porterà invece alcun vero risparmio, favorendo invece un generale aumento dei prezzi oltre a minare nelle sue fondamenta l’equo criterio meritocratico del bonus/malus. Vedremo chi avrà ragione (ci vorrà almeno un anno, se non di più, per valutare l’effettiva portata della nuova misura), intanto a poco più di una settimana dall’entrata in vigore della RC auto familiare gli italiani non sembrano troppo informati o interessati alla novità, almeno a leggere i risultati di un’indagine dell’istituto mUp Research, in collaborazione con Norstat, per Facile.it.

COME FUNZIONA LA RC AUTO FAMILIARE? 5,5 MILIONI DI FAMIGLIE NON SANNO

Il 14,1% degli intervistati (scelti da un campione di persone dotate di assicurazione auto e quindi potenzialmente interessate al provvedimento), per circa 5,5 milioni di individui, ha dichiarato infatti di non aver neppure capito come funzioni la RC familiare. E il 46,9% ha affermato di non poter aderire al nuovo sistema assicurativo, essendo sprovvisti dei necessari requisiti (o perché i componenti della famiglia sono già tutti in 1^ classe di merito, o perché nel nucleo familiare c’è un solo veicolo, oppure perché nei 5 anni precedenti un componente ha causato un sinistro con colpa). Emerge però un dato interessante: il 5,6% delle famiglie intervistate ha dichiarato che, alla luce del possibile calo del costo dell’assicurazione, ha intenzione di acquistare un veicolo a due o quattro ruote da aggiungere al parco mezzi familiare.

RC AUTO FAMILIARE: QUANTE FAMIGLIE POTENZIALMENTE INTERESSATE?

Alla fine dei conti, quindi, i cambiamenti portati dalla RC auto familiare riguarderanno una percentuale comunque alta ma non maggioritaria degli assicurati italiani. In particolare il 18% delle famiglie che hanno un parco mezzi composto da almeno un’auto e una moto, ne potranno approfittare per assicurare il mezzo a due ruote, o viceversa, utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle maturate da chiunque nel nucleo familiare. E il 15,5% assicureranno con la classe di merito più vantaggiosa i veicoli già di proprietà del nucleo familiare.

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Assicurazione auto: quanto aumenta in caso di incidente?

di Redazione

Nell’assicurazione Rc auto, se causi un incidente, puoi subire un aumento stangata di 462 euro. Pertanto, se l’anno prima pagavi 1.000 euro di Rca, l’anno dopo pagherai 1.462 euro. È il risultato di una recente ricerca, che evidenzia il meccanismo del bonus malus. Cominciamo dal malus: se provochi un sinistro, hai un aumento fortissimo di polizza, con un peggioramento di due classi di merito in un colpo solo. Se invece non causi incidenti, hai un bonus. Occhio: non significa affatto che la Rca scenderà l’anno dopo. La compagnia è pur sempre libera di applicare aumenti. Vuole solo dire che non ci sarà un rincaro notevole. Un sistema che da sempre avvantaggia le compagnie, in un regime di libero mercato: possono praticare i prezzi che vogliono.

I NUMERI DELL’INDAGINE SU INCIDENTI E RINCARI RCA

Per ottenere i dati, Facile.it ha analizzato un campione di 14.000 preventivi raccolti nel primo trimestre del 2019. C’è quasi parità di profilo: classe di merito, età, auto. Ma con una differenza pesantissima: la Provincia di residenza. Chi vive in zone dove gli incidenti e le frodi Rca sono pochi, subirà un rincaro forte; chi vive in zone dove i sinistri e le truffe sono parecchie, subirà un aumento notevolissimo. Comunque sia, nessuno si salva. Per esempio, a Salerno per un automobilista in prima classe di merito (molto prudente) responsabile di un incidente, la media del miglior prezzo disponibile una volta scivolato in terza classe aumenta del 98,6%: sono 462 euro in più. A Firenze (la virtuosa, con il rincaro meno forte) l’aumento medio è del 18,8%: 69 euro in più.

AUMENTI AL SUD DOPO UN SINISTRO: DISASTRO

Tremenda la batosta per chi vive al Sud. Non solo Salerno. A Napoli, il passaggio dalla prima alla terza classe di merito comporta un rincaro del 76,1%, con un aggravio “monstre” di 442 euro. A Prato (altissima la frequenza di incidenti causati da cinesi residenti), aumento medio del 75,8%: 454 euro in più. Situazione infernale anche a Caserta: rincaro medio del 70,3% (corrispondente a 419 euro). A Palermo, l’aumento medio è pari al 63,6%: maggiorazione di 241 euro.

RCA: ALTRE PROVINCE SFORTUNATE

La sesta posizione delle Province peggiori è occupata da Pistoia: qui, in media, gli automobilisti devono fare i conti con un aumento del 62,3%, ossia 244 euro in più. Seguono le province di Pavia e Pisa, dove l’aumento medio è pari, rispettivamente, a 60,2% e 58,4%. Al nono posto Frosinone: aumento medio del 56,6%, pari a 173 euro. Decima di questa triste top ten è Ancona dove, a seguito di un incidente con colpa, il rincaro è del 51,5%, vale a dire 167 euro in più. Il fatto è che gli automobilisti virtuosi pagano per gli incidenti e le frodi di pochi: lo prevede il meccanismo Rca con bonus malus. Fra i vari tentativi per risparmiare, c’è la Rca con scatola nera: più si è prudenti, meno la Rca è costosa al rinnovo. In alternativa, se conviene, si paga il danno direttamente, senza far scattare il malus: l’assicuratore consiglierà il cliente sull’eventuale opportunità di una simile operazione.

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Costo assicurazione giù: il 50% paga meno di 362 euro nel Q2 2019

di Redazione

Costo assicurazione Rc auto obbligatoria: stando ai dati ufficiali, è in discesa. Lo dice l’Ivass, ossia l’Istituto che vigila sulle assicurazioni. Un ente imparziale: né le compagnie né un’associazione dei consumatori in guerra contro le assicurazioni. Il 50% degli assicurati paga meno di 362 euro, nel secondo trimestre 2019, cioè da inizio aprile a tutto giugno. In media, la Rca è di 405 euro.

COSTO RC AUTO IN DISCESA

Su base annua, il trend della Rca è sempre in discesa: -1,5%. Voi che leggete questi numeri probabilmente reagirete in due modi: o siete d’accordo con le statistiche Ivass che parlano di costi dell’assicurazione auto giù, oppure le ritenere fuori dalla realtà, perché pagate molto più della media nonostante non abbiate causato incidenti nel recente passato. Il fatto è che l’Ivass parla di medie, tanto che specifica come  il 90% degli assicurati sborsi meno di 628 euro e solo il 10% degli automobilisti meno di 226 euro.

RCA: DIPENDE DALLA ZONA

A influire sul prezzo è anche la zona di residenza. Più alte le probabilità che in quell’area si verifichino incidenti e frodi Rca, più cara la polizza. E viceversa. Pertanto, in Province come Caserta, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, le tariffe sono tuttora costose come il fuoco, anche per il guidatore prudente che non ha mai causato incidenti in vita sua. Invece ad Aosta e Bolzano le Rca sono più abbordabili (seppure non così basse).

RCA CON SCATOLA NERA PER ABBASSARE IL COSTO

Fra le numerose soluzioni per risparmiare c’è la Rca con scatola nera. Il guidatore accetta di far montare la black box: in cambio, la compagnia propone uno sconto rispetto alla Rca normale. La riduzione è grosso modo fra il 10% e il 15%. Comunque, la Rca con scatola nera non è un obbligo per le imprese. Né tantomeno lo sconto da associare a quella garanzia. In regime di libero mercato, le società assicuratrici praticano gli sconti che credono, selezionando anche gli automobilisti. Non è un caso che la popolarità delle polizze telematiche sia maggiore al Sud con valori superiori al 40% a Reggio Calabria, Crotone, e Napoli. A Caserta, dove c’è il record per il costo dell’assicurazione auto, è boom assoluto di scatole nere: ogni 100 polizze nuove, 63 sono con black box. La legge che impone la Rca con scatola nera c’è ormai da anni, ma perché diventi effettiva si attende un decreto attuativo. Di cui non si vede neppure l’ombra: la burocrazia ministeriale italiana ha colpito ancora.

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Auto elettriche e SUV: perché il costo dell’assicurazione è più alto

di Antonio Elia Migliozzi

Le auto elettriche ed i SUV sono chiamati a rappresentare un trend emergente nelle vendite auto. Se da parte loro i SUV sono già in vetta alle classifiche, le elettriche arrancano ma per gli analisti siamo vicini ad una svolta. Una compagnia assicurativa ha svolto una ricerca per capire come queste tipologie di veicoli sono chiamati ad influenzare la sicurezza sulle nostre strade. Dai numeri si capisce che le elettriche e i SUV avrebbero il 40% di probabilità in più di provocare incidenti rispetto alle altre auto. Questo probabilmente perché i loro conducenti si stanno ancora abituando ad un nuovo stile di guida. Nel caso delle elettriche la loro rapida accelerazione potrebbe mettere nei guai gli automobilisti chiamati a gestire una coppia praticamente istantanea. Vediamo come cambiano le assicurazioni con l’arrivo di crossover e auto green.

RISCHI A CONFRONTO

I numeri raccolti dalla compagnia di assicurazioni AXA aiutano a tracciare un quadro della sicurezza su strada. Nei fatti i tassi complessivi di incidenti che riguardano i veicoli elettrici sono pressoché identici a quelli delle auto alimentate a motore a combustione. Secondo i dati provenienti dalle richieste di risarcimento in Svizzera i veicoli compatti alimentati a batteria presentano tassi di incidentalità inferiori a tutti gli altri. Va detto che le cose cambiano, ed in peggio, se si volge lo sguardo al segmento delle auto elettriche di lusso e dei SUV. In entrambi i casi il numero dei sinistri cresce del 40% con possibili conseguenze a cascata per tutti gli automobilisti. Va detto che i ricercatori escluso per ora rincari delle polizze delle auto elettriche perché è ancora dubbio il fatto che presentino una maggiore pericolosità. Serviranno quindi ulteriori verifiche per capirne di più.

STILE DI GUIDA

Le auto elettriche accelerano molto più rapidamente delle altre, il che significa che i conducenti possono facilmente ritrovarsi ad andare più veloci del previsto. Dal sondaggio di AXA la metà degli automobilisti che guidano un EV ha dichiarato di aver dovuto adeguare la propria guida alle nuove caratteristiche di accelerazione e frenata. Mentre per i motori a combustione interna, anche con una potenza elevata, sono necessari diversi secondi per raggiungere la massima accelerazione le elettriche tagliano i tempi offrendo tutta la coppia subito. Le vendite di auto elettriche sono in aumento grazie all’espansione dell’infrastruttura di ricarica e alla riduzione dei prezzi di acquisto. A guardare bene se lo scorso anno i veicoli a batteria rappresentavano meno dell’1% delle auto su strada in Svizzera e Germania, oggi sono l’1,8% delle vendite in Svizzera. In Svizzera oggi si arriva al 6,6% del mercato se  si considerano nel calcolo anche i motori ibridi.

QUESTIONE DI ABITUDINE

Le auto a batteria sono soggette agli stessi crash test e hanno le stesse caratteristiche di sicurezza attiva e passiva che abbiamo sino ad oggi imparato a conoscere. Bisogna però ricordare che quando si ha a che fare con un incidente che coinvolge una elettrica servono attenzioni particolari. Preoccupa che molti, anche tra i soccorritori, non sappiano come intervenire. Importante assicurarsi che il motore elettrico sia spento. Questa operazione potrebbe essere complessa perché, a differenza di un motore a combustione interna, il motore elettrico non fa rumore. Va detto che nel caso di gravi incidenti, le powetrain elettriche che gestiscono la corrente ad alta tensione si spengono automaticamente. Eppure le batterie danneggiate possono prendere fuoco fino a 48 ore dopo un incidente, rendendo più difficile gestire le conseguenze di un sinistro. AXA ha comunque smentito gli studi americani secondo cui le elettriche causerebbero più incidenti con pedoni o ciclisti.

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Gli ADAS riducono gli incidenti? Le Assicurazioni contro i Costruttori

di Antonio Elia Migliozzi

Sempre più automobilisti scelgono di dotare la propria auto dei sistemi di assistenza alla guida ADAS. Si tratta di dispositivi tecnologici anche costosi che prevedono telecamere, radar e sensori a controllare il perimetro dell’auto. Gli ADAS rientrano tra i sistemi di assistenza attiva perché, in determinate situazioni, possono fare la differenza attivando i freni in caso di ostacoli o evitando collisioni multiple. Queste tecnologie aprono però un dibattito sul fronte assicurativo. I colossi del settore si dicono infatti perplessi perché non hanno dati certi per stimare i benefici degli assistenti alla guida. Se quindi i prezzi delle polizze non possono scendere è più facile che saliranno. Il problema è nel fatto che buona parte di tutti questi dispositivi hardware è posizionato all’interno dei paraurti delle auto. Si tratta di un punto molto a rischio in caso di incidente con i prezzi di riparazione che schizzano alle stelle. Andiamo a vedere tutti i motivi di discussione e le voci in campo.

MERCATO DEGLI ADAS

Le case automobilistiche stanno accelerando il lancio di tecnologie di assistenza alla guida sempre più avanzate. Gli ADAS sono progettati per evitare incidenti, ma le compagnie assicurative continuano ad essere perplesse. Il mercato globale dei sistemi avanzati di assistenza alla guida dovrebbe superare i 67 miliardi di dollari entro il 2025, crescendo di oltre il 10% all’anno. Negli Usa un gruppo di 20 case automobilistiche si è impegnato, entro il 2020, ad equipaggiare quasi ogni nuovo veicolo della frenata anteriore di emergenza e dell’avviso di collisione. “Chiunque sia stato in un’auto con sistemi di sicurezza avanzati non tornerà indietro, ha detto a Reuters Kevin Clark, amministratore delegato di Aptiv. La riflessione è che il costo degli ADAS è spesso relativamente basso e i clienti sono pronti a fare uno sforzo economico se compensato da vantaggi in termini di comfort e sicurezza.

PROBLEMI ASSICURATIVI

Come detto le compagnie di assicurazione sono divise sulle effettive capacità degli ADAS. Secondo Swiss Re AG, il più grande assicuratore automotive al mondo, gli ADAS hanno il potenziale per ridurre gli incidenti automobilistici fino al 25%. Ecco allora che si potranno tagliare i premi assicurativi globali per le auto equipaggiate di ADAS di 20 miliardi di dollari entro il 2020. Eppure molti assicuratori statunitensi hanno dichiarato di non disporre attualmente di dati sufficienti per verificare se alle promesse dei costruttori auto corrispondano vantaggi concreti in tema di sicurezza. L’associazione degli assicuratori Usa cita la riluttanza delle case automobilistiche a fornire informazioni dettagliate sulle caratteristiche tecniche dei dispositivi in commercio. Altro problema sarebbe la mancanza di standard uniformi di valutazione a livello internazionale e l’uso errato da parte dei conducenti. Salgono anche i costi di riparazione delle auto perché i sensori, le telecamere e i radar sono installati principalmente nel paraurti o nel parabrezza.

LUCI E OMBRE

Un recente studio AAA ha dimostrato che i costi di riparazione anche per collisioni minori possono raddoppiare se l’auto è dotata di sensori ADAS. Insomma non ci sono più paraurti da poche centinaia di euro ma i prezzi oggi raggiungono facilmente i 1.000 euro. Da parte sua Sebastiaan Bongers, responsabile di Swiss Re, ritiene che il calo della frequenza e della gravità degli incidenti compenserà i costi di riparazione più elevati. Secondo Bongers, però, una riduzione dei premi assicurativi potrebbe comportare problemi di liquidità nel settore per circa dieci anni. La maggior parte delle funzionalità ADAS sono ancora vendute come optional rendendo impossibile per le compagnie assicurative capire quali dotazioni gli acquirenti hanno acquistato. Del resto gli assicuratori sono riluttanti a fidarsi degli automobilisti per identificare correttamente la tecnologia presente a bordo del loro veicolo.

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Assicurare l’auto all’ufficio postale: sarà possibile in tempi brevi

di Raffaele Dambra

Assicurare l'auto all'ufficio postale

Presto sarà possibile assicurare l’auto direttamente all’ufficio postale, tra l’invio di un pacco e il pagamento di un bollettino. È questa l’ultima novità a cui sta lavorando Poste Italiane, così come previsto dal business plan al 2022 che prevede la crescita nel settore danni. Attualmente l’azienda fornisce già prodotti assicurativi per la protezione di persone (infortuni, viaggi, salute), animali, finanziamenti e imprese.

RC AUTO DI POSTE ITALIANE ENTRO LA FINE DELL’ANNO

Poste Italiane conta di entrare nel mercato della RC auto entro la fine dell’anno, così come ha riferito l’amministratore delegato Matteo Del Fante in un’intervista rilasciata a Repubblica. “Allo stesso modo di ciò che abbiamo fatto per i prodotti finanziari”, ha spiegato il manager, “Proporremo ai nostri clienti le polizze assicurazione auto di varie compagnie, comprese di sicuro le maggiori italiane”. Poste Italiane, quindi, non opererà in prima persona e non avrà i suoi periti e i suoi liquidatori, ma farà da semplice intermediario.

ASSICURARE L’AUTO IN 12.000 UFFICI POSTALI

Si tratta comunque di un progetto molto interessante, la cui vera forza consiste nella vastità delle proporzioni. Poste Italiane conta infatti oltre 12.000 uffici postali disseminati in ogni parte d’Italia, anche nei paesini più sperduti. E dunque ci saranno 12.000 nuovi sportelli in cui si potrà assicurare l’auto. E se è vero che molti consumatori preferiscono ormai affidarsi esclusivamente al web, è anche vero che il contatto diretto e personale con un agente o un intermediario assicurativo riesce ancora a trasmettere una maggiore fiducia. Soprattutto visto il proliferare di siti truffa che provano a turlupinare i clienti con offerte che in realtà non esistono.

POSTE ITALIANE E L’ASSICURAZIONE AUTO

Secondo le prime indiscrezioni, per lo sbarco sul mercato assicurativo della RC auto Poste Italiane avrebbe già costituito la società Poste Insurance Broker, avviata con un capitale sociale di 600 mila euro e guidata dall’amministratore unico Loris Marzini, ex dirigente in Allianz, Genialloyd e Winterthur. Si dice anche che la neonata società aprirà una fase sperimentale, durante la quale si rivolgerà esclusivamente ai propri dipendenti, prima di iniziare ufficialmente il business. Quindi, riassumendo: Poste Italiane svolgerà l’esercizio della attività di consulenza, distribuzione e intermediazione assicurativa e riassicurativa presso i suoi 12.000 sportelli con prodotti di altri operatori del comparto assicurazione auto. L’obiettivo è raggiungere una clientela (i frequentatori abituali di uffici postali, immaginiamo un target non giovanissimo) altrimenti difficile da intercettare sia per gli operatori tradizionali che per quelli online.

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RC auto: dal 2020 un arbitro dell’IVASS per le liti assicurative

di Redazione

rc auto 2020 arbitro ivass

Sarà pienamente attivo dal 2020 (data da confermare, forse lievemente ottimistica) l’arbitro assicurativo per dirimere le controversie in materia di RC auto e altri rami. Il nuovo organismo, istituito presso l’IVASS recependo l’art. 15 della Direttiva UE 2016/97, si occuperà di contestazioni in merito alle prestazioni e ai servizi offerti in ambito assicurativo. Attenzione però: l’arbitro dell’IVASS non sostituirà il giudice ordinario, presso cui sarà sempre possibile rivolgersi, ma rappresenterà un sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale delle liti. Nelle intenzioni più snello, veloce ed economico.

ARBITRO ASSICURATIVO PER RIDURRE I RECLAMI IN AMBITO GIUDIZIARIO

Già presente sia in ambito bancario che finanziario, la figura dell’arbitro assicurativo è stata introdotta proprio per ridurre il numero dei contenziosi in sede ordinaria, ormai difficilmente gestibili (si parla di circa 245 mila cause pendenti a fine 2017, nel solo ramo Rc auto, e un tempo medio di risoluzione stimato in 8 anni). Le parti in causa, in genere clienti assicurati vs. compagnie o intermediari assicurativi, potranno partecipare alla nuova procedura davanti all’arbitro senza obbligo di assistenza legale e potranno depositare gli atti difensivi e la documentazione di supporto anche in via telematica. L’organismo arbitrale, i cui membri saranno nominati in maniera che ne risulti assicurata l’imparzialità, deciderà esclusivamente sulla base della documentazione presentata dalle parti.

IL COLLEGIO ARBITRALE SARÀ COMPOSTO DA CINQUE MEMBRI

Come detto, il ricorso all’arbitro assicurativo sarà alternativo rispetto al giudice ordinario. Di conseguenza non sarà possibile presentare ricorsi relativi a controversie già sottoposte all’autorità giudiziaria o per le quali sia ancora pendente un tentativo di mediazione. Il collegio arbitrale sarà presumibilmente composto da cinque membri in possesso di predefiniti requisiti di professionalità, onorabilità, esperienza. Inoltre l’arbitro assicurativo, come quello finanziario, non avrà un’articolazione territoriale.

ARBITRO ASSICURATIVO IVASS: SI ATTENDE IL DECRETO DEL MISE

Dopo l’inserimento dal 2018 nel Codice delle Assicurazioni Private con l’articolo 187-ter, che impone alle imprese assicurative e agli intermediari di aderire a “sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela relative alle prestazioni e ai servizi assicurativi derivanti da tutti i contratti di assicurazione senza alcuna esclusione”, per la piena attuazione dell’arbitro assicurativo si attende adesso il decreto del MISE, di concerto con il Ministero della Giustizia, e il conseguente regolamento IVASS che ne disciplinerà l’organizzazione e il funzionamento. Fino ad allora i reclami alla propria compagnia assicuratrice si faranno seguendo ancora l’attuale iter.

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RC auto: tariffe scese del 20% in cinque anni, l’annuncio dell’IVASS

di Redazione

Rc auto tariffe

In Italia si paga sempre tanto di RC auto ma le tariffe sono comunque scese di quasi il 20% in cinque anni, anche se non tutti sono d’accordo (ne parleremo alla fine). Trend positivo anche per quanto riguarda le differenze territoriali: dal 2013 al 2018 sembra essersi infatti ridotto il differenziale dei premi sul territorio tra la provincia più cara e quella più economica. Resta però il margine a favore dei maggiori competitor europei, dove l’assicurazione auto continua a costare decisamente meno.

RC AUTO, TARIFFE IN RIBASSO GRAZIE A NUOVE NORME E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

I numeri sono stati snocciolati dal nuovo presidente dell’IVASS, Fabio Panetta, nel corso della relazione annuale sull’attività svolta dall’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Soffermandosi in particolare sul mercato della RC auto in Italia, Panetta ha ricordato che le coperture della responsabilità civile auto rappresentano, vista la loro obbligatorietà, il settore a più diffuso impatto sui cittadini e un impegno costante per l’IVASS. “Le misure intraprese a livello normativo”, ha spiegato il neo presidente, “unitamente al diffuso utilizzo dell’innovazione tecnologica, hanno reso possibile un progressivo contenimento dei costi del sistema e il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, con effetti positivi sui prezzi per gli assicurati”.

TARIFFE RC AUTO IN ITALIA: DA 515 A 415 EURO IN 5 ANNI

Più dettagliatamente, secondo i dati IVASS il premio medio delle tariffe RC auto è diminuito del 19,5% in cinque anni, passando dai 515 euro di fine 2013 ai 415 euro di dicembre 2018. Come anticipavamo, si è ridotta anche la distanza dei prezzi tra la provincia a più alto costo (Napoli) e quella storicamente a costo più basso (Aosta): la differenza è scesa da 380 a 237 euro, un miglioramento che a nostro parere non è ancora sufficiente. Così come risulta inaccettabile il divario a livello internazionale: nel 2018 il premio medio netto in Italia è risultato di nuovo superiore a quello di Francia, Germania e Spagna, seppur con un‘evidente riduzione del gap, da 202 euro nel 2012 a 97 euro nel 2018.

RC AUTO: LA SCATOLA NERA FA DIMINUIRE LE TARIFFE MA FRENA LA CONCORRENZA

La scatola nera continua a piacere agli assicurati italiani. A fine 2018 era presente nel 22,2 % dei contratti, con valori significativamente più elevati nelle province più esposte al rischio di frode. Il suo utilizzo ha certamente contribuito alla riduzione dei prezzi delle polizze RC auto, tuttavia sta emergendo che i clienti con scatola nera sono meno propensi a cambiare compagnia. Conseguenza non troppo positiva, come ha ricordato lo stesso presidente Panetta: “È essenziale il completamento della disciplina sulla portabilità delle scatole nere per evitare che la loro diffusione porti con sé effetti indesiderati sul grado di concorrenza del mercato”.

PREZZI RC AUTO SCESI? LA FEDERCONSUMATORI NON È CONVINTA

Ma tutto questo diminuire di tariffe, forbici e differenze è davvero reale? È la domanda che si è posta Federconsumatori, secondo il cui Osservatorio, che da oltre 10 anni rileva annualmente i costi delle polizze RC auto nelle principali città italiane, dal 2013 al 2018 l’importo annuale sarebbe in realtà aumentato di 132,75 euro (+23,3%), con una differenza tra province del nord e province del sud del 53%. Insomma, la solita ‘guerra di cifre’ che vede vincere tutti tranne i cittadini.

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Assicurazione auto: a maggio 2019 tariffe in calo del -6,08%

di Redazione

Maggio 2019 ancora un buon mese per le tariffe dell’assicurazione auto: il premio medio calcolato in Italia è stato di 546,86 euro, in calo sia rispetto a sei mesi fa (568,81 euro, -3,86%) che rispetto allo stesso mese del 2018 (582,28 euro, -6,08%). Dall’inizio dell’anno il premio è rimasto praticamente stabile, facendo segnare oscillazioni di pochi euro.

RC AUTO: DOVE SI PAGA DI PIÙ IN ITALIA

Secondo i dai forniti dall’Osservatorio di Facile.it, anche a maggio 2019 si sono registrate (e ci saremmo sorpresi del contrario) forti disparità nelle tariffe tra una regione e l’altra. E in qualche caso persino tra diverse province della stessa regione. Il premio RC auto più alto è stato pagato a Caserta, dove si è toccata la cifra record di 1.036,53 euro, quasi il doppio (+89,54%) della media nazionale. Numeri da far rabbrividire, a maggior ragione se pensiamo che la tariffa è comunque scesa del -10,32% nel giro di 12 mesi. I prezzi dell’assicurazione auto sono risultati altissimi quasi ovunque in Campania (a Napoli 979,42 euro); eppure in provincia di Benevento, che pure confina con quella casertana, gli automobilisti hanno pagato ‘solo’ 615,35 euro. A conferma che i costi possono variare di centinaia di euro anche a pochi km di distanza.

TARIFFE ASSICURAZIONE AUTO ALTE ANCHE IN TOSCANA

E non è neppure un problema circoscritto al solo Meridione. A Prato, Toscana, il premio medio RC auto di maggio 2019 è stato di 918,05 euro, uno dei più alti in Italia. Notevoli, in senso negativo, anche i 742,99 euro di Massa-Carrara e i 703,18 di Pistoia. Tornando al sud prezzi shock a Foggia (843,42 euro), Crotone (801,67), Vibo Valentia (725,93) e Barletta-Andria-Trani (672,17).

LE FRODI ASSICURATIVE FANNO AUMENTARE IL PREMIO

Ovviamente c’è poi il rovescio della medaglia rappresentato da quelle province virtuose in cui si pagano tariffe dell’assicurazione auto quasi ‘umane’. A questo proposito è inutile ricordare che le profonde discrepanze sui costi delle polizze sono dovute al diverso grado di sinistrosità di un territorio rispetto a un altro. E dall’alto numero di frodi assicurative che, diciamola tutta, coinvolgono spesso le stesse zone geografiche, danneggiando gli automobilisti onesti. A maggio 2019 le province con il premio più basso sono state Aosta (290,46 euro), Pordenone (361,88), Oristano (362,82), Belluno (372,93), Enna (379,54) e Sondrio (382,42). Tra le grandi città meglio Milano (439,22 euro) di Torino (538,41), Roma (548,18), Palermo (575,69) e Genova (585,44). Come detto, Napoli è fuori concorso. E tra Aosta e Caserta ballano 746,07 euro di differenza…

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RC auto: si può pagare con la card del Reddito di cittadinanza?

di Redazione

RC auto reddito di cittadinanza

A fine maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha stabilito, in via definitiva, quali acquisti si possono fare (e quali non si possono fare) con la card del Reddito di cittadinanza. In questo modo si è fatta finalmente chiarezza su alcuni aspetti poco chiari della misura. Per esempio nei giorni precedenti erano circolate notizie contraddittorie a proposito dell’eventuale inserimento, tra le spese ammissibili, di servizi finanziari e prodotti assicurativi come la RC auto. ‘Si può pagare l’assicurazione dell’auto con la card del Reddito di cittadinanza?’, avevano iniziato a chiedersi in molti? Il decreto del Ministero ha dissipato tutti i dubbi.

COSA SI PUÒ ACQUISTARE CON IL REDDITO DI CITTADINANZA

Come tanti già sanno, sulla tessera prepagata del RdC ogni mese viene accreditato l’importo che spetta a ciascun percettore del reddito. I soldi devono essere spesi tutti entro il mese successivo, mentre il tetto al prelievo di contante è pari a 100 euro mensili (che salgono fino a 210 euro con l’ampliarsi della famiglia). È possibile fare un bonifico al mese per pagare la rata dell’affitto o del mutuo. La card consente inoltre l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi ad eccezione di alcune specifiche categorie. Il decreto attuativo è servito appunto a specificare meglio le categorie vietate. Tra cui, per dirne una, non compaiono più elettrodomestici e prodotti elettronici, che sono quindi regolarmente acquistabili con i soldi del Reddito di cittadinanza, essendogli stata riconosciuta la natura di ‘beni essenziali’.

REDDITO DI CITTADINANZA: COSA NON SI PUÒ ACQUISTARE

Altre categorie merceologiche o di servizi hanno avuto invece minore fortuna e sono state escluse dalle spese consentite. In particolare il decreto attuativo ha stabilito che con la card del Reddito di cittadinanza non si possono fare acquisti che riguardano: gioco d’azzardo; superalcolici; acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto; servizi portuali; armi; materiale pornografico e beni e servizi per adulti; club privati; articoli di gioielleria e pellicceria; gallerie d’arte e affini. La card è inibita anche per l’utilizzo all’estero e per gli acquisti online o mediante servizi di direct-marketing.

REDDITO DI CITTADINANZA E ASSICURAZIONI

E la RC auto? Si può pagare o no con la card del Reddito di cittadinanza? Purtroppo se qualcuno si era illuso di poter pagare il premio dell’assicurazione RCA con i soldi del sussidio, alleggerendosi di una spesa importante, resterà deluso. Tra gli acquisti non ammessi rientrano infatti anche quelli relativi a servizi finanziari e creditizi; servizi di trasferimento di denaro; servizi assicurativi. Quindi niente RC auto con il RdC. Una decisione che ha fatto e sta facendo tuttora discutere, dato che l’assicurazione auto è un costo che grava obbligatoriamente su tante famiglie per le quali possedere una macchina non è un’alternativa ma una necessità. Speriamo che in futuro ci sia l’occasione di rivedere questa scelta.

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