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Assicurazioni auto online: il Coronavirus fa crollare i prezzi sino a -23%

di Donato D'Ambrosi

L’emergenza Coronavirus fa crollare i prezzi dell’assicurazione auto: a marzo cresce il numero di preventivi auto online e calano quelli moto

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Assicurazioni online: +25% dei preventivi per effetto Coronavirus

di Donato D'Ambrosi

Restare chiusi in casa e limitare gli spostamenti ha effetti anche sulle assicurazioni online: a febbraio +25% dei preventivi associati all’effetto Coronavirus

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Brexit: assicurazione e documenti per guidare e viaggiare in UK dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Autoscuole sciopero

Con la Brexit non sono solo sparite le bandiere dell’Unione europea dai palazzi del potere nel Regno Unito, si apre una nuova fase in cui viaggiare in Inghilterra e guidare in UK sarà diverso. Ecco come cambierà e quali documenti saranno necessari nel Regno Unito per viaggiatori e automobilisti con patente europea.

LA PATENTE PER GUIDARE L’AUTO IN UK DOPO LA BREXIT

Gli inglesi aspettavano questo momento da un pezzo, la Brexit però richiederà una fase di transizione in cui i grandi cambiamenti seguiranno agli accordi che il Regno Unito stringerà con i vari Paesi. Chi si trova a guidare l’auto in Inghilterra dal 1 febbraio 2020 quali documenti deve avere con se? Rispetto ai documenti necessari per guidare l’auto all’estero cambia poco e niente. Chiunque sia in possesso di una patente europea potrà guidare nel Regno Unito senza la necessità di avere una licenza di guida internazionale. Come ricorda Facile.it, solo dal 2021 potranno essere introdotte delle restrizioni frammentate in base ai rapporti con la Gran Bretagna.

L’ASSICURAZIONE AUTO OBBLIGATORIA IN UK DOPO LA BREXIT

Cosa cambia per l’assicurazione auto se si guida nel territorio inglese? E’ forse la domanda che la maggior parte degli automobilisti si farà. Dopo la Brexit, è sufficiente che l’auto sia coperta da RC auto obbligatoria e poterlo dimostrare in caso di controlli. E’ fondamentale portare con se la Carta Verde (o Carta Internazionale di assicurazione). E’ quel documento che accompagna il Contratto di assicurazione in cui sono riportati i dati dell’auto, del contraente e il periodo di validità. La Carta Verde riporta anche i Paesi in cui è valida la copertura assicurativa ed eventuali esclusioni.

DOCUMENTI E ASSICURAZIONE SANITARIA, COSA CAMBIA CON LA BREXIT

E se invece viaggio come passeggero in auto o con altro mezzo nel Regno Unito è necessario il passaporto dopo la Brexit? Secondo le autorità britanniche non ci saranno variazioni sui documenti necessari per entrare in UK entro il 2020. Chi possiede una carta di identità in corso di validità (sia cartacea che in formato tessera elettronica) o un passaporto. La sola carta d’identità potrebbe non essere più valida dal 2021, ma per ora non è ancora stata presa in esame questa eventualità dal governo inglese. Con la Brexit, diventerà argomento di trattative anche l’assistenza sanitaria per i viaggiatori che si spostano all’interno degli Stati dell’Unione Europea, di cui chiaramente il Regno Unito non fa più parte. Almeno per il 2020, i cittadini italiani in viaggio in Gran Bretagna che dovessero necessitare di cure mediche possono esibire la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).

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Quanto costa mantenere l’auto: i costi auto per regione 2019

di Donato D'Ambrosi

I costi auto fissi sono la spesa maggiore per mantenere un’auto in Italia che nel 2019 sono aumentati di circa il 6%. Vale a dire che in media ogni automobilista ha speso 99 euro in più per mantenere la sua auto. Il report dei costi auto per regione conferma l’assicurazione e il carburante tra i costi auto più pesanti. La Campania in questo è la regione più costosa dove mantenere un’auto, mentre il Molise è in testa con i costi auto più bassi nel 2019.

LE VOCI DI COSTO AUTO PIU’ INFLUENTI IN ITALIA

L’altalena dei costi auto in Italia nel 2019 vede nuovamente la Campania il luogo dove mantenere un’auto richiede oltre 2 mila euro ogni anno. L’indagine condotta da un noto comparatore di preventivi online ha pesato il costo di assicurazione, carburante, il bollo e la revisione auto (biennale). Se si considerano singolarmente le voci di conto auto più influenti, nel 2019 il carburante pesa di più sulla spesa degli italiani (oltre 891 euro/anno). Al secondo posto c’è l’assicurazione RCA obbligatoria, che ha un costo medio di 573 euro /anno. Al terzo posto invece ci sono bollo e revisione auto, che complice anche il superbollo, si limita in media a 149 euro/anno.

DOVE MANTENERE L’AUTO COSTA MENO NEL 2019  

Il cumulo della spesa annuale per mantenere un’auto richiede almeno 1600 euro, necessari a coprire tutti i costi fissi e variabili. Dall’indagine emerge però che la spesa auto è aumentata rispetto al 2018 in quasi tutte le regioni tranne che in Molise, Umbria, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige. Pure essendo la regione più cara, in Campania i costi auto sono diminuiti del 2% (da 2155 a 2112 euro). La Campania è l’unica regione dove il costo dell’assicurazione supera mille euro ed è anche il costo maggiore del carburante.

LE REGIONI CON I COSTI AUTO IN AUMENTO

Tra le regioni dove invece i costi auto sono aumentati tra il 2018 e il 2019, il Friuli Venezia Giulia è in testa (+35% e spesa media di oltre 1500 euro). Aumenti massicci anche al sud, dove in Puglia si è passati da una spesa di 1500 euro ad oltre 1800 euro, smentendo così il mito che le regioni meridionali sono quelle più care. L’assicurazione infatti è aumentata anche in Valle d’Aosta e costa quasi quanto in Friuli (414 euro/anno). Clicca sull’immagine in alto per vedere in dettaglio e a tutta larghezza i costi auto 2019.

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Assicurazione furto e incendio: le auto più a rischio del 2019

di Donato D'Ambrosi

L’assicurazione furto e incendio sulle auto è quasi sempre inclusa nei pacchetti finanziari delle concessionarie. Per questo all’estinzione del finanziamento non sempre viene rinnovata con un’altra compagnia. Perché è importante stipulare una polizza furto e incendio? Se è vero che più un’auto invecchia e meno è appetibile ai ladri, non vale lo stesso per il rischio di incendio. A dirlo sono le statistiche USA dell’HLDI (Hyghway Loss Data Institute): più invecchia un’auto e più è esposta al rischio di incendio. Dal report HLDI viene fuori anche quali sono i modelli di auto dal 2016 al 2018 più a rischio incendio con le maggiori richieste di risarcimento.

I MODELLI DI AUTO PIU’ A RISCHIO INCENDIO

Con le auto elettriche e i primi incendi è diventato un problema di grosso conto per le Compagnie assicurare un’auto a batterie contro il furto e l’incendio. A distanza di anni si può dire che solo Tesla è interessata da richieste di risarcimento per incendio. Ma dall’indagine HLDI non solo le auto elettriche che vanno a fuoco più spesso negli USA. Il rapporto HLDI si basa su 39 milioni di veicoli assicurati e di questi sono stati isolati i casi di incendio di auto non coinvolte in incidenti.  Le auto più a rischio incendio in assoluto nella classifica HLDI sono il RAM 3500 LWB 4WD e lo Chevrolet Silverado 3500, due pick-up non venduti in Europa. Ma altre auto si.

I SEGMENTI DI VEICOLI CHE SI INCENDIANO DI PIU’

Tra i segmenti di auto con il maggior numero di richieste di risarcimento per incendio spontaneo i Pickup (263) con poco più di 1000 domande su 4,9 milioni di veicoli. Per leggere meglio il rapporto HLDI con la lista completa delle auto in fondo alla pagina (Scarica PDF) che si incendiano più spesso, bisogna tenere conto di alcuni dettagli.  Il punteggio associato come “Relative Claim Frequency” equivale al numero di auto per cui è stato richiesto un risarcimento. Più è basso minore è il numero di reclami. Ad esempio un RCF di 0,1, cioè una domanda di risarcimento per incendio ogni 7 mila veicoli assicurati equivale a un punteggio di 100.

LE AUTO CON LE RICHIESTE DI RISARCIMENTO PIU’ ALTE

Chiaramente il costo dell’assicurazione furto e incendio dipende proporzionalmente dal valore del veicolo assicurato. Ed è curioso scoprire anche quali sono i risarcimenti medi emessi per le auto a rischio incendio negli USA. La stima non è immediata, ma si può considerare l’indicatore di gravità associato ad ogni auto. Per un punteggio di 100 equivale a una richiesta di 20.710 dollari di risarcimento. Tra le auto con un punteggio “RCS – Relative Claim Severity” ci sono la Tesla Model S 4WD (277), la Mercedes Classe E 4WD (254), la Chevrolet Corvette (233), il Ram 2500 mega cab 4WD (213), il Nissan Titan XD (199). Clicca su Scarica PDF per conoscere quali sono le auto più esposte al rischio incendio e i relativi costi.

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Assicurazione auto Tesla: perché arriva e quali vantaggi offre

di Donato D'Ambrosi

Quanto si risparmia con l’assicurazione di una Tesla? Evidentemente non quanto si sperava all’inizio se Elon Musk ha annunciato l’offerta di un’assicurazione dedicata ai clienti Tesla. I vantaggi di avere una Tesla capace di evitare gli incidenti avrebbero dovuto includere anche forti sconti sull’assicurazione RCA ma così non è stato. Solo dopo 7 anni dal lancio della Model S ci si è resi conto quanto si paga realmente di assicurazione su una Tesla con le compagnie tradizionali che vedono nell’auto nuovi fattori di rischio. L’assicurazione auto Tesla sarà diversa da quelle tradizionali – promette Musk. Ecco quali vantaggi (e rischi) comporta per i clienti.

LA TECNOLOGIA TESLA COSTA TROPPO PER LE ASSICURAZIONI

Se Musk ha capito che è arrivato il momento di lanciare un’assicurazione dedicata è perché alle Compagnie di assicurazione non basta che la Tesla Model 3 è l’elettrica più sicura nei crash test. Un’indagine dell’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha infatti evidenziato che Tesla Model S e Tesla Model X sono tra le auto più costose da riparare. Troppi sensori, tecnologie all’avanguardia e ricambi specifici sono i rischi principali che alzano il costo dell’assicurazione di una Tesla. La strategia quindi di pescare clienti enfatizzando solo l’aspetto della sicurezza è stato come uno specchietto per le allodole secondo l’NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) che di recente ha avvertito Tesla di cessare l’attività promozionale perché potenzialmente fuorviante.

L’ASSICURAZIONE TESLA, PRIMA IN CALIFORNIA

Tesla però ha dalla sua la possibilità di delineare un rischio su misura per ogni cliente che saprà quanto paga di assicurazione sulla sua Tesla in base al suo stile di guida. Ad oggi assicurare una Tesla ha portato in media un risparmio dal 3 al 5% in meno rispetto a un’auto equivalente. Ma la tecnologia che per molte compagnie è un fattore di rischio è alla base della richiesta avanzata alla State National Insurance Company. Il programma di Tesla è sfruttare i dati provenienti dalle auto per delineare un costo assicurazione della Tesla più equo. A spanne lo sconto assicurazione Tesla dovrebbe essere di circa il 20-30% con “un’assicurazione totale”, di cui però non si conoscono ancora i dettagli

LO SCONTO DELL’ASSICURAZIONE SOLO CON AUTOPILOT?

Quando le auto funzionano in modalità di guida autonoma il rischio di incidente e l’entità dei risarcimenti si riduce” avrebbe dichiarato la SNIC. Questo quindi lascia intendere che le auto equipaggiate con Autopilot avranno un costo di assicurazione diverso di quelle con Autopilot disabilitato. Ma bisogna considerare anche quanto Tesla abbia necessità di raggiungere una redditività sostenibile. E il settore assicurativo potrebbe rivelarsi un boomerang nel caso di risarcimenti insostenibili dall’azienda a meno di coinvolgere direttamente un’impresa di assicurazione ad hoc. Ma è legale che Tesla controlla i clienti mentre guidano? Visto che il caso Mercedes esploso in UK ha creato un precedente con le auto in leasing, Tesla ha chiarito che nessun dato del GPS o delle videocamere sarà utilizzato per definire il costo dell’assicurazione Tesla.

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Assicurazione RC per batterie auto elettriche: quando è necessaria

di Raffaele Dambra

Assicurazione RC batterie auto elettriche

La diffusione in Italia delle auto elettriche è graduale ma lenta. Nell’ultimo anno la quota di mercato dei modelli EV è passata infatti dallo 0,3% allo 0,8%, con una leggera impennata negli ultimi mesi sfruttando i benefici dell’Ecobonus 2019. Sono soprattutto due i fattori che limitano una massiccia espansione delle vetture elettriche: la distribuzione ancora poco omogenea delle colonnine di ricarica e il prezzo di listino generalmente più alto delle auto a combustibile, dovuto in gran parte al costo della batteria. E proprio per ovviare a quest’ultimo problema, alcune case propongono la vendita della vettura senza batteria, dandola invece a noleggio mediante una società terza. Uno stratagemma che consente di ridurre fino a un terzo il prezzo di partenza dell’auto, a fronte ovviamente di un canone mensile per l’usufrutto della batteria. E, attenzione, della stipula pressoché obbligatoria di un’assicurazione RC per batterie auto elettriche.

ASSICURAZIONE RC BATTERIE AUTO ELETTRICHE: COSE DA SAPERE

Proprio così: con la batteria a noleggio è necessario chiedere alla propria compagnia assicurativa una specifica garanzia che preveda, in caso di danneggiamento, furto o incendio dell’accumulatore, un risarcimento a nome della società noleggiante. Per esempio la Renault, che con la compatta Renault Zoe è stata forse la prima casa a noleggiare la batteria tramite la sua controllata ES Mobility (poi si sono accodate le varie Smart EQ, Nissan Leaf, Nissan E-NV200 e altre), invita i clienti a segnalare all’assicurazione il contratto di noleggio, sottoscrivendo con la stessa le coperture necessarie per garantire quanto meno la responsabilità civile; i danni causati al veicolo elettrico e alla batteria; il furto e l’incendio; le conseguenze di eventi climatici e catastrofi naturali. Solitamente il valore della batteria da assicurare è indicato sul contratto e corrisponde al valore che sarà preso in considerazione per l’indennizzo in caso di sinistro.

DOVE ASSICURARE LE BATTERIE DELLE AUTO ELETTRICHE

Posto quindi che le batterie a noleggio delle auto elettriche vanno assicurate, bisogna capire dove farlo. In effetti poche compagnie di assicurazione offrono questo servizio, anche se gradualmente si stanno attrezzando. In ogni caso è sempre possibile assicurare la batteria con un’assicurazione diversa da quella del veicolo. Tra le imprese disponibili c’è RCI Banque, controllata al 100% da Renault, ma chi acquista una Zoe o una Leaf con noleggio batteria non è obbligato a rivolgersi alla banca del gruppo. Molti preferiscono infatti rivolgersi alla Cooperativa Insieme (passando magari prima per CLASS Onlus), specializzata in polizze etiche, microassicurazioni e microcredito, che in partnership con Itas Mutua propone anche il servizio di assicurazione auto elettriche con batterie a noleggio. In linea di massima la polizza per un anno può costare da 100 a 200 euro, dipende da vari fattori tra cui il valore della batteria stessa.

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Assicurazione auto a 18 anni: quanto costa a Milano, Roma e Napoli

di Donato D'Ambrosi

Quanto si paga di assicurazione a 18 anni con il Decreto Bersani? E’ una domanda che molti si fanno visto che il regalo più gettonato al compimento dei 18 anni e al conseguimento del diploma è l’auto acquistata da mamma e papà. Una scorciatoia ben nota da tempo per non partire dall’ultima classe è il Decreto Bersani, ma il costo dell’assicurazione varia molto in base alle città. Un’indagine rivela che nonostante i benefici fiscali a Napoli l’assicurazione costa a 18enne sempre più di Roma e Milano, con o senza il Decreto Bersani.

IL DECRETO BERSANI

Un’indagine di SOSTariffe.it rivela quanto nel 2019 a un neopatentato, che spesso è anche 18enne, assicurare l’auto per la prima volta con o senza decreto Bersani. Dall’indagine viene fuori che a prescindere dai benefici a influenzare notevolmente il costo dell’assicurazione è sempre la città. Bisogna però ricordare che il Decreto Bersani permette di sfruttare la stessa classe di merito di un familiare convivente, ma con il bonus-malus maturato non si trasferisce anche la tariffa. La tariffa e la classe di merito sono infatti distinte e il più delle volte quando si sfrutta il Decreto Bersani viene applicata la tariffa meno vantaggiosa equivalente a una specifica classe di merito. Che comunque dovrebbe essere più economica rispetto a una 14esima classe. Ma questo – secondo l’indagine – non succede a Napoli.

ASSICURAZIONE 18ENNE SENZA DECRETO BERSANI

Un 18enne che a Roma vuole assicurare per la prima volta un’auto deve fare bene i conti e cercare di sfruttare la classe di merito di un familiare. E’ qui infatti che la differenza maggiore pesa di più senza l’agevolazione: il costo medio parte da 956 euro e arriva anche a 3500 euro. Un costo più alto di Milano dove invece le tariffe medie partono da 653 euro e si fermano a 3150 euro, ma con un risparmio lievemente minore applicando Bersani. Se si confronta il costo medio massimo dell’assicurazione auto a Napoli per un 18enne (3527 euro) ci si rende conto che in fin dei conti non è poi così distante da Roma e Milano. Il discorso cambia se invece si mettono a confronto le tariffe medie minime (2200 euro).

ASSICURAZIONE 18ENNE CON DECRETO BERSANI

Usufruendo del Decreto Bersani l’assicurazione auto di un 18enne di Milano invece costa in media da 172 a 2647 euro in meno: il costo può variare da 481 a 1549 euro. A Roma le tariffe aumentano proporzionalmente ma con un risparmio medio stimato da 184 a 2748 euro. Assicurare a Roma un’auto con il Decreto Bersani, in base alla classe di merito può costare infatti da 752 a 1964 euro. A Napoli assicurare un’auto con il Decreto Bersani può costare quanto sottoscrivere il contratto a Milano senza agevolazione. Il prezzo medio più basso preventivato dall’indagine a Napoli è di 1532 euro, con un vantaggio che può variare da 669 a 1995 euro in base alla classe di merito e all’applicazione del Decreto Bersani.

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Quali auto pagano meno di assicurazione? I fattori che fanno risparmiare

di Redazione

Quali auto pagano meno di assicurazione

Esistono davvero delle auto che pagano meno di assicurazione? Se intendiamo un modello specifico la risposta è ovviamente no. Ciò però non toglie che si possa risparmiare, e anche tanto, sul costo della RC auto optando per vetture in possesso di determinati requisiti. Ricordando sempre che sul prezzo dell’assicurazione auto incidono numerosi fattori che dipendono in gran parte dal curriculum alla guida del conducente e dalla zona in cui vive.

COME VIENE CALCOLATO IL PREMIO DELLA RC AUTO

Proprio per questo ci sembra opportuno riepilogare brevemente come viene calcolato il premio della RC auto. I fattori da prendere in considerazione sono essenzialmente tre e riguardano, appunto, il conducente, il veicolo da assicurare e le caratteristiche della polizza. Nel primo caso gli elementi che influiscono sul prezzo finale dell’assicurazione sono l’età dell’assicurato (per giovani e neopatentati le tariffe sono più alte), lo storico dei sinistri riportati sull’attestato di rischio (che determina la classe universale d’appartenenza) e la provincia di residenza. Per quanto riguarda invece le caratteristiche della polizza RC auto, i fattori che incidono sul premio riguardano soprattutto il numero di garanzie accessorie, l’eventuale presenza di massimali e franchigie e la formula di guida scelta (libera, esperta, esclusiva). Detto questo vediamo nei prossimi paragrafi gli elementi che determinano il costo della RC auto legati invece al veicolo da assicurare, per scoprire quali auto pagano meno di assicurazione.

AUTO CHE COSTANO MENO DI ASSICURAZIONE: IL FATTORE SICUREZZA

Come spiegavamo all’inizio, non ci sono modelli che costano meno di assicurazione ma vetture dalle determinate caratteristiche che, se presenti, diminuiscono il rischio di incidente, consentendo alle compagnie di attuare tariffe RC auto più vantaggiose. È indubbio per esempio che le auto dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della corsia, siano ritenute più sicure e quindi meno rischiose per le assicurazioni, con relativo abbattimento del premio. Già installati di serie su buona parte delle automobili nuove, gli ADAS diventeranno obbligatori nell’UE a partire dal 2022.

AUTO CHE PAGANO MENO DI ASSICURAZIONE: LA SCATOLA NERA

L’Italia è il Paese leader nell’Unione Europea a livello di diffusione della scatola nera auto. A fine 2018 oltre il 20% dei contratti RC auto prevedeva l’installazione del dispositivo elettronico con localizzatore Gps, che monitora la posizione e la velocità di una vettura in modo da stabilire l’esatta dinamica di un sinistro. Il motivo è presto detto: le compagnie assicurative propongono robusti sconti ai clienti che fanno installare la scatola nera. Insomma, si perde un po’ di privacy ma si risparmia sul costo annuale dell’assicurazione auto.

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PAGANO MENO DI RC AUTO

Ricapitolando. Pagano poco di assicurazione le auto con ADAS, con scatola nera e, un po’ a sorpresa, anche quelle con un tipo di alimentazione più ecologica. Sembra infatti, statistiche alla mano, che assicurare un’auto ibrida possa costare anche il 5-10% in meno rispetto alle vetture benzina o diesel. E un’auto elettrica addirittura il 20-30% in meno. Come mai? I motivi sarebbero essenzialmente tre. Caratteristiche socio-demografiche della clientela (chi acquista auto ibride ed elettriche è ritenuto un conducente maturo e consapevole, e rappresenta quindi un profilo poco rischioso); maggiore sicurezza (queste vetture sono considerate meno pericolose per l’assenza, o la minor presenza, di carburante); bassa autonomia di percorrenza che si traduce in minor rischio di incappare in sinistri stradali.

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Assicurazioni false online: chiusi altri 220 siti web irregolari

di Donato D'Ambrosi

Chiunque sarebbe tentato a cercare un’assicurazione più conveniente ed economica a un prezzo vantaggioso. In generale non è sbagliato a patto di seguire poche e semplici regole per non farsi fregare. E proprio questa necessità ha fertilizzato la proliferazione di siti web irregolari di finte Compagnie con nomi molto simili ai veri operatori. L’attività di sorveglianza dell’IVASS e l’intervento della Guardia di Finanza hanno portato alla chiusura dei portali e all’identificazione di 74 persone che operavano alle spalle di ignari clienti.

ASSICURAZIONI SCONTATE MA FALSE SU AUTO, CASA E BARCA

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni sia presso i domicili sia informatiche identificando i responsabili delle truffe online. Secondo quanto riporta l’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sono stati raggirati centinaia di utenti che hanno acquistato a loro insaputa false polizze assicurative a prezzi scontati. L’azzardo dei truffatori si è spinto anche oltre il ramo della Responsabilità Civile per autoveicoli. Convinti di sottoscrivere assicurazioni vantaggiose per le proprie autovetture, le proprie case o la barca, si sono in realtà ritrovati senza alcuna copertura assicurativa.

IL TRUCCO PER VENDERE POLIZZE FALSE ONLINE

L’IVASS spiega che il modus operandi, comune a gran parte dei portali individuati consisteva nell’associare la propria credibilità a quella delle imprese di Assicurazione. Per raggirare gli utenti a caccia di sconti sul web utilizzavano illegalmente i loghi delle più note compagnie di assicurazione operanti in Italia e l’indicazione di un numero RUI (Registro Unico degli Intermediari assicurativi) contraffatto, per rendere ancora più credibile la truffa ai clienti.

COME CONTROLLARE SE UN’IMPRESA E’ REGISTRATA

Le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Milano si sono concluse con l’individuazione di 222 siti Web che proponevano assicurazioni online, sebbene non ne avessero l’autorità come prevede il Codice delle assicurazioni private. Per 74 persone fisiche è scattata la denuncia di truffa aggravata ed esercizio abusivo dell’attività di intermediazione assicurativa. Occhio quindi quando vi avventurate sul web, è sempre meglio verificare se l’impresa italiana o estera è realmente abilitata ad operare in Italia direttamente sul sito dell’IVASS.

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Mettiamoci in sicurezza: Street Control gratis contro le auto fuorilegge

di Antonio Elia Migliozzi

In Italia continua a viaggiare troppi veicoli senza assicurazione o revisione. I dati sono davvero preoccupanti perché si parla di circa 3 milioni di mezzi senza assicurazione che corrispondono al 6,3% dell’intero parco circolante. A lanciare l’allarme è l’ANIA, l’associazione che raggruppa le imprese attive nel settore delle assicurazioni. Per contrastare il fenomeno in estate verranno distribuiti gratuitamente alle polizie locali 10 Street Control Viasat che permettono la lettura delle targhe auto. Questa tecnologia è particolarmente precisa e affidabile e verifica il pagamento dell’assicurazione scannerizzando 100 targhe al secondo. Le immagini scattate dall’apparecchiatura sono confrontate con le banche dati ad oggi operative. Quello delle auto non assicurate è un problema molto serio perché in caso di incidente a rimetterci sono i soliti cittadini onesti. Vediamo i dettagli della campagna.

SENZA ASSICURAZIONE

Numeri alla mano sono circa 3 milioni i veicoli che viaggiano per l’Italia senza assicurazione. Si tratta di un esercito che corrisponde al 6,3% del parco auto nazionale con punte di oltre il 10% al sud. Addirittura le auto non revisionate sono almeno il 16% a cui si aggiungono quelle rubate, circa 147 mila l’anno. A lanciare l’allarme è l’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative. Per frenare le irregolarità parte la campagna “Mettiamoci in Sicurezza” che prevede un aiuto concreto per le polizie locali. Ci sarà la distribuzione gratuita di 10 kit di Street Control Viasat. Per due mesi gli uomini delle polizie locali dei Comuni che ne faranno richiesta avranno un nuovo alleato. Il sistema usa una telecamera ad alta sensibilità in grado di leggere fino a 100 targhe al secondo. Le immagini elaborate permettono di rilevare le irregolarità consultando le apposite banche dati.

CONTROLLO A TAPPETO

Grazie a Street Control si potranno individuare i veicoli sprovvisti di assicurazione o soggetti ad altre irregolarità e quindi pericolosi per i cittadini. Come sappiamo ci sono province maggiormente a rischio di incidenti stradali che possono coinvolgere veicoli senza copertura assicurativa o non revisionati. Ecco che la campagna “Mettiamoci in Sicurezza” si affianca ad eventi formativi e informativi gratuiti riservati agli operatori di Polizia Locale e agli Amministratori locali. La collaborazione istituzionale aumenta la sicurezza dei territori accrescendo anche la sicurezza percepita. In questa dinamica si inserisce il “Premio per la Prevenzione e l’Educazione alla Sicurezza Stradale” che verrà assegnato alle Amministrazioni Comunali e Comandi di Polizia. In questo modo si premierà l’impegno nella lotta alle auto non in regola con assicurazione e revisione a favore di una cultura della legalità.

I RISCHI

Inutile ribadire che i veicoli senza assicurazione o revisione contribuiscono al triste fenomeno della pirateria stradale. Chi causa un incidente spesso fugge per evitare di pagarne le conseguenze e anche qui i numeri sono preoccupanti. Le stime parlano di oltre 1.000 incidenti all’anno che hanno visto scappare il responsabile. Le auto irregolari sono autentiche mine vaganti che possono provocare seri danni ai cittadini onesti. A seguito di un incidente stradale con un mezzo “fantasma” è difficile ottenere un risarcimento. Questo si traduce in un costo sociale estremamente elevato. Va detto che la dotazione del fondo per il risarcimento delle vittime della strada pesa sulle tasche di tutti gli automobilisti onesti. La campagna “Mettiamoci in sicurezza” avrà una durata biennale e al termine verranno esposti risultati e trend, si spera positivi.

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Piccoli incidenti: 1 automobilista su 6 scappa se non c’è il proprietario

di Donato D'Ambrosi

A chi non è mai capitato di tamponare un’auto parcheggiata abbastanza da fare un piccolo danno e poi guardarsi intorno? Il più delle volte ci si ferma a vedere il misfatto, molte altre per lasciare al proprietario i dati ed essere ricontattati. Ma secondo un’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it una schiera di 1,3 milioni di automobilisti scappa senza lasciare traccia. Gli uomini sono statisticamente 3 volte più portati a dileguarsi rispetto alle donne.

SOLO L’8,5% DELLE DONNE SCAPPA DOPO UN DANNO

Il malcostume – si legge nell’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione adulta con età compresa tra i 18 ed i 74 anni – sembra essere un comportamento prevalentemente maschile. A “scappare” cercando di farla franca sono soprattutto gli uomini (tra di loro lo ha fatto il 21,3%), mentre le donne si dimostrano notevolmente più oneste e, nel campione femminile, appena l’8,5% di chi ha fatto un danno se ne va senza lasciare al danneggiato i dati per essere ricontattata.

L’ETA’ RENDE GLI AUTOMOBILISTI PIU’ ONESTI

Considerando invece le fasce d’età, la maggior percentuale di “furbetti” (31%) si incontra in quella fra i 25 ed i 34 anni. Di contro, gli automobilisti più corretti sembrano essere coloro che hanno tra i 65 ed i 74 anni; fra loro si dà alla fuga solo l’8,8% degli intervistati che dichiarano di avere danneggiato un veicolo in assenza del proprietario.

AL SUD SI SCAPPA VIA FACILMENTE

A livello geografico, le aree dove si sono registrate le percentuali maggiori di automobilisti che, in questa situazione, hanno ingranato la prima e se ne sono andati via di corsa sono il Centro ed il Meridione. In Centro Italia hanno dichiarato di averlo fatto il 18,8% del campione; appena meno (18,5%) al Sud e nelle Isole.

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Incidenti stradali, risarcimenti più bassi: la pronuncia della Cassazione

di Redazione

Incidenti stradali risarcimenti più bassi

Una nuovissima pronuncia della Corte di Cassazione, precisamente la n. 16580/19 del 20 giugno 2019, farà poco felici gli automobilisti. Nella malaugurata ipotesi di restare vittime di incidenti stradali, i risarcimenti dell’assicurazione in caso di invalidità permanente saranno più bassi. Questo perché dall’ammontare dell’indennizzo si dovrà detrarre l’importo che il danneggiato percepirà dall’INPS a titolo di pensione di invalidità.

INCIDENTI STRADALI: DAI RISARCIMENTI DELL’ASSICURAZIONE SI DEVE DETRARRE LA QUOTA INPS

Ne ha parlato il portale giuridico laleggepertutti.it, spiegando che la sentenza della Cassazione conferma in realtà la linea adottata pochi mesi fa dalla stessa Corte a Sezioni Unite. E cioè che dal risarcimento dovuto dalla compagnia assicurativa alla vittima dell’incidente stradale bisogna detrarre quanto l’INPS ha liquidato e liquiderà per l’invalidità permanente (totale o parziale non fa differenza), ossia la pensione civile. Se così non fosse, ha motivato la Suprema Corte, il danneggiato ricaverebbe un doppio risarcimento, perfino superiore rispetto al danno, finendo addirittura per guadagnarci (ma i soldi, ci chiediamo noi, qualora fossero anche tanti possono compensare un’invalidità fisica permanente e totale? Bella domanda…).

INCIDENTI STRADALI: IL DANNEGGIATO NON PUÒ CHIEDERE UN INDENNIZZO ‘DOPPIO’

Inutile dire che saranno particolarmente contente le assicurazioni, che d’ora in poi potranno ridurre i risarcimenti da incidenti stradali gravi. In ogni caso la Corte di Cassazione non poteva decidere diversamente perché la logica applicazione del diritto prevede che al danneggiato spetti l’indennizzo soltanto del danno effettivamente subito. In altre parole la vittima del sinistro non può chiedere un risarcimento ‘doppio’ solo perché i soggetti preposti all’indennizzo sono per legge due, l’INPS e la compagnia assicurativa. Il danno resta comunque uno e il risarcimento deve essere perciò ‘spartito’ tra l’ente previdenziale e la compagnia. Quest’ultima può inoltre sempre rivalersi verso la terza parte, colui che ha causato il sinistro, chiedendogli la restituzione delle somme versate all’infortunato.

NON CUMULABILITÀ DEI RISARCIMENTI PER INCIDENTE STRADALE: IL PRECEDENTE

Come abbiamo già scritto, la pronuncia della Cassazione sugli incidenti stradali e risarcimenti in caso di invalidità permanente ha solo ribadito un principio già espresso tempo addietro dalle Sezioni Unite della medesima Corte, che avevano così risolto la questione delle conseguenze risarcitorie della strage di Ustica del 1980. I ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, spiega ancora laleggepertutti.it, dovranno infatti risarcire la compagnia aerea Itavia (poi fallita) con 265 milioni di euro per “omesso controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica”. Ma la compagnia aerea non potrà cumulare l’indennizzo già ricevuto dalla propria assicurazione per la perdita dell’aeromobile, e riscuoterà solo la differenza. Quindi l’indirizzo giuridico è chiaro: non può esserci cumulabilità tra risarcimento dell’assicurazione e indennizzo statale, “non essendovi spazio per una doppia liquidazione a fronte di un pregiudizio identico”.

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In Italia la prima auto si possiede a 22 anni e per il 66% è usata

di Donato D'Ambrosi

Il rapporto tra gli italiani e la loro prima auto di proprietà inizia a 22 anni, nonostante la crescente disponibilità del car sharing non lo renda una priorità. Infatti nella maggior parte dei casi possedere un’auto per i più giovani è un traguardo che si concretizza con il regalo dei genitori. Il sesso è ancora fortemente legato alla tradizione che vuole i maschi in vantaggio di qualche anno rispetto alle femmine. Ecco tutti i dati curiosi di un’indagine di Facile.it.

L’AUTO COME REGALO MA PRIMA AI MASCHI

I genitori sono gli iniziatori dei giovani al possesso di un’auto personale che per la maggior parte dei casi (65,8%) dei casi le nostre prime auto sono comprate usate. A farlo, secondo l’indagine, sono quasi sempre i genitori che la regalano al proprio figlio o figlia nel 41,7% dei casi. Questo dato scende nel Nord Est (36,9%) e sale sia al Sud (42,6%) sia al Nord Ovest (45,6%). Le donne ricevono l’auto in regalo in percentuale maggiore rispetto agli uomini (43,7% contro 39,7%).

AL SUD SI ASPETTA DI PIU’ PER L’AUTO

L’età alla quale si possiede la prima auto è in media poco meno di 22 anni ma cambia per sesso e area geografica di residenza. Gli uomini ottengono prima delle donne un’auto propria. Nel caso del campione femminile l’età media rilevata è di poco inferiore ai 23 anni, in quello maschile scende al di sotto dei 21. Se non sono i genitori a regalare l’auto, i primi ad acquistarla sono i residenti nel Nord Ovest e nel Centro Italia. In media, l’età è 21 anni e 6 mesi. Ultimi i patentati che vivono al Sud o nelle Isole che la comprano a 22 anni e 2 mesi.

ALL’ASSICURAZIONE CI PENSA PAPA’ LA META’ DELLE VOLTE

Una volta comprata l’auto, chi la mantiene? Secondo l’indagine nel 75,7% dei casi sono i proprietari giovani a pagare benzina, bollo, riparazioni e tutte le altre spese. Al Sud e nelle Isole, i giovani hanno più difficoltà a raggiungere una propria indipendenza economica, nel 50,1% dei casi infatti i genitori continuano a sostenere i costi di mantenimento dell’auto. Ma non sempre pagano tutto: l’assicurazione infatti è la voce più influente di cui si fanno carico i genitori 4 volte su 10; al Sud la percentuale sale al 45,7%. Mentre la spesa per il carburante è quella più indipendente: sale fino al 71,4% dei casi la quota dei giovani proprietari che paga da sé il conto alla pompa di benzina.

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Reclami Assicurazione: -8% per l’RC Auto nel 2018

di Donato D'Ambrosi

I reclami dei contratti di assicurazione sono mediamente in calo in tutti i rami nel 2019. Lo rivela l’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che conta nel 2018 complessivamente 97.279 reclami ricevuti dalle imprese di assicurazione italiane ed estere operanti in Italia. Il calo maggiore dei reclami riguarda il ramo vita che in proporzione corrisponde anche a un numero nettamente minore di reclami rispetto a RC auto, Furto e Incendio e Altri rischi.

TREND DI DISCESA, MA I NUMERI SONO ANCORA ALTI

Nel 2018 il maggior numero di reclami è stato ricevuto dalle imprese di assicurazione sui rami RC auto. La responsabilità civile infatti ha portato più lamentele di tutti gli altri settori: 45.896 corrispondenti al 47% del totale. Poco meno invece è il totale dei reclami per i danni legati all’auto ma diversi dalla Responsabilità Civile: 35.561 (37% del totale). Sono solo il 16% (15.822) del totale invece i reclami per il rischio sulla vita. Tra i vari rami assicurativi solo i Danni auto (esclusa l’RCA) riporta un aumento medio del +2,5% nel cumulativo tra imprese estere e italiane.

CRESCONO I RECLAMI PER I RISCHI DIVERSI DELLE IMPRESE ESTERE

L’aumento più consistente (+1.035 reclami), interessa le imprese estere per i rami danni diversi dall’ RC auto. L’IVASS evidenzia come questo trend coinvolge in particolare gli operatori Cardif Assurance Risques Divers, AmTrust Underwriters DAC e Chubb International. Alle imprese estere, ma nel comparto vita, è adducibile l’incremento del +6,16% per reclami formulati nei confronti di Cardif Vie (cresciuti del 31% , +263 reclami9.

LE IMPRESE CON PIU’ RECLAMI RCA

I reclami assicurativi nel ramo RC auto sono ancora la più grande fetta del totale, anche se mediamente in diminuzione del -8%, come mostra la tabella. Non mancano le imprese sia italiane sia estere che hanno ricevuto un numero di reclami in aumento. Tra le estere, l’impresa Great Lakes che opera in Italia con il marchio Prima.it ha ricevuto + 204% di reclami rispetto al 2017 (equivalenti a 194 reclami in più). Tra le italiane, tra gli incrementi più importanti in percentuale ed in valore assoluto si rilevano AXA Assicurazioni (+22,4% con + 443 reclami), ITAS Mutua (+61,3%, +303 reclami), DARAG (+195%, +133 reclami), Cattolica (+15%, +227 reclami) ed Amissima (+27%, +223 reclami).

L’ESITO DEI RECLAMI PER RC AUTO

L’esito dei reclami non evidenzia grosse novità rispetto allo scorso anno secondo l’IVASS: i reclami accolti sono stati in totale il 26,5% del totale, quelli transatti il 9,7%, quelli respinti il 52,6%. Il restante 11,2% risultava in fase istruttoria alla fine del semestre. Ecco cosa significano i valori riportati in tabella qui sopra relativa ai soli reclami per RC auto.

– Accolto: l’impresa risolve il reclamo in modo positivo per il reclamante, accogliendone integralmente le ragioni;

Transatto: l’impresa risolve il reclamo con un esito favorevole per il reclamante ma non alle medesime condizioni richieste;

Respinto: l’impresa risolve il reclamo in modo negativo per il reclamante, respingendone le richieste;

In istruttoria: reclami ancora in istruttoria alla fine del semestre.

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