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10 errori da non fare con il noleggio auto

di Redazione

Quando ci si ritrova a dover viaggiare per motivi di lavoro o vacanza il noleggio auto si rivela tra le soluzioni migliori per una mobilità indipendente. I costi per l’affitto di una vettura sono molto più abbordabili rispetto al passato e il noleggio non è più una formula proibitiva. Rimane però una pratica da affrontare con consapevolezza e con adeguati accorgimenti; nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto, ci si può ritrovare a dover rimborsare somme ingenti o avere altri problemi (Leggi i consigli per il noleggio auto all’estero). Vediamo quindi quali sono gli errori da evitare quando si noleggia un’auto.

1.NOLEGGIO AUTO, I RISCHI SOTTOVALUTATI

Le grandi compagnie internazionali di noleggio sono note più o meno a tutti e verosimilmente offrono servizi di livello, mezzi efficienti e condizioni più o meno trasparenti. I piccoli noleggiatori, ad esempio quelli delle mete vacanziere, offrono spesso prezzi allettanti e metodi spicci. Il consiglio è sempre quello di richiedere le condizioni di noleggio e cosa è coperto dalle polizze assicurative, se non sono presenti né le une o le altre è meglio rivolgersi altrove.

2.LA PRENOTAZIONE ONLINE CON IL NOLEGGIO AUTO

Con il consolidato avvento di internet le prenotazioni di biglietti aerei, le prenotazioni di hotel e quelle delle auto a noleggio vengono sempre più spesso effettuate online. La tentazione di cliccare e acquistare d’istinto un’offerta allettante è forte. Non sempre però è la scelta giusta, viste le potenzialità del mezzo digitale è opportuno confrontare più proposte e valutarne i vantaggi e i punti deboli.

3.SCEGLIERE IL NOLEGGIO AUTO IN BASE AL COSTO

Le vetture di taglia piccola, citycar e utilitarie vengono proposte ovviamente a prezzi più bassi rispetto ai modelli dei segmenti superiori. Nella scelta del modello da noleggiare il budget è sicuramente determinante, ma bisogna valutare la vettura in base alle proprie esigenze, alla quantità di bagagli al seguito e al tipo di percorsi che si dovranno affrontare. Se ci si sposterà a lungo su strade statali o autostrade a pieno carico un’utilitaria potrebbe non essere l’auto ideale.

4.NOLEGGIARE UN’AUTO CON CARTA DI CREDITO

Per noleggiare un’automobile, sia online che al desk della compagnia, è indispensabile disporre di una carta di credito. Chi pensa di raggiungere una meta lontana e pensare di poter prendere a noleggio un’auto pagandola per contanti purtroppo rimarrà probabilmente appiedato. La carta di credito è necessaria affinché la compagnia possa bloccare, non prelevare, la cifra per il deposito cauzionale; l’importo verrà sbloccato una volta riconsegnata l’auto senza danni (Leggi Antitrust sanziona i noleggiatori per danni inesistenti).

5.ETA’ MINIMA PER IL NOLEGGIO AUTO

L’età minima per potere noleggiare un’automobile varia da compagnia a compagnia; alcune di esse non accettano clienti di età inferiore a 21 anni, altre pongono il limite a 19 e comunque con almeno 12 mesi di anzianità di patente. Chi ha meno di 25 anni potrebbe vedersi addebitare un supplemento sulla tariffa, quindi anche in questo caso è opportuno leggere le condizioni per il noleggio.

6.I KM DELL’AUTO DA NOLEGGIARE

Molte compagnie di noleggio propongono formule di noleggio a chilometraggio illimitato, ma alcune offerte, specie quelle a prezzi più contenuti, prevedono un limite di percorrenza durante il noleggio, il quale, una volta superato, fa scattare una tariffazione per l’eccedenza. Bisogna quindi essere certi di quale chilometraggio si dispone per evitare sorprese e salassi al portafoglio.

7.LA BENZINA RESIDUA NELL’AUTO A NOLEGGIO

Anche riguardo al carburante ogni compagnia pratica la propria politica; alcune di esse consegnano l’auto con pochi litri, sufficienti a raggiungere un distributore, ma non rimborsano nulla se alla riconsegna il serbatoio contiene più carburante rispetto a quando è stata consegnata l’automobile. Altre noleggiano la vettura con il pieno, in questo caso l’auto deve essere riconsegnata con il pieno e l’eventuale ammanco sarà addebitato alla fine del noleggio, in questi casi il prezzo al litro sarà notevolmente superiore rispetto alla pompa, quindi è meglio provvedere da sé.

8.NOLEGGIARE L’AUTO CON ACCESSORI EXTRA

Il carico di bagagli quando si viaggia con un’auto a nolo può essere ridotto approfittando degli accessori extra offerti dalle compagnie di noleggio. Ad esempio se si viaggia con bambini al seguito si possono richiedere i seggiolini ed evitare di portarli da casa, così come si può richiedere un navigatore gps o un portapacchi. Nel caso di vacanze sulla neve si possono richiedere i portasci opzionali, mentre per quanto riguarda le catene da neve o le gomme termiche (per le vetture noleggiate dove vige la relativa ordinanza) queste devono essere incluse nel primo prezzo, dando la possibilità a chi noleggia di potervi rinunciare.

9.L’ASSICURAZIONE AGGIUNTIVA NEL NOLEGGIO AUTO

Quando ci si mette alla guida di un’auto a noleggio ne siamo responsabili; le autovetture sono ovviamente assicurate per la responsabilità civile ma in molti casi è presente una franchigia a carico del conducente. Inoltre non è sempre inclusa l’assicurazione contro il furto e se inclusa potrebbe anch’essa prevedere una franchigia. Tra le opzioni delle compagnie sono proposte formule tutto incluso, le quali comprendono l’abbattimento delle franchigie o la polizza kasko. È inoltre buona norma, all’atto del ritiro della vettura, di verificare che tutto sia in ordine, che non siano presenti danni alla carrozzeria o agli interni. Qualora si riscontrasse qualcosa bisogna farlo presente al noleggiatore, meglio ancora farsi rilasciare una qualche dichiarazione scritta, per non rischiare di vederselo addebitato ingiustamente una volta riconsegnata l’auto.

10.LA RICONSEGNA DELL’AUTO A NOLEGGIO

La riconsegna dell’auto deve avvenire entro l’ultimo giorno del noleggio e solitamente è prevista una tolleranza di 30 minuti superata la quale scatterà l’addebito. È sempre consigliato restituire l’auto negli orari di apertura dell’ufficio, anche se molte compagnie contemplano la riconsegna nelle ore notturne è possibile che venga conteggiata la fine del noleggio alla riapertura degli uffici, con conseguente addebito della differenza. Per la riconsegna in luoghi diversi da quelli del ritiro può essere addebitato un supplemento. Consigliamo sempre di essere presenti alla riconsegna e soprattutto alla verifica finale da parte degli addetti della Compagnia per potere contestare subito l’eventuale addebito di danni pre-esistenti (Leggi Antitrust e noleggiatori d’auto, nuove norme sugli addebiti). Infine è buona norma conservare tutte le ricevute del noleggio qualora dovessero, in seguito, sorgere dei contenziosi.

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Affare Inwit: Vodafone e TIM offrono concessioni ai concorrenti per convincere l’UE

di Lucia Massaro
Vodafone e Telecom Italia (TIM) hanno avanzato una proposta per consentire agli operatoti concorrenti l’accesso indiscriminato ai siti in alcune città. Una mossa volta ad alleviare le preoccupazioni dell’Antitrust dell’Unione Europea in merito all’affare Inwit che prevede la fusione delle rispettive torri per la creazione della più grande azienda di torre mobile in Italia con […]

Tariffe a 28 giorni e rimborsi automatici: arriva il sì del Consiglio di Stato

di Lucia Massaro
Il Consiglio di Stato ha pubblicato una sentenza esprimendosi in favore dell’AGCOM e rigettando il ricorso fatto da Vodafone. L’Autorità aveva imposto il rimborso automatico di massa per tutti quegli utenti che avevano pagato una mensilità in più a causa delle tariffe a 28 giorni. Fino a questo momento, il rimborso è stato effettuato solo […]

Wind Tre, il TAR conferma la multa di 4,5 mln per pratiche commerciali scorrette

di Lucia Massaro
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha confermato la sanzione irrogata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei confronti di Wind Tre per pratiche commerciali scorrette. L’operatore aveva fatta ricorso per ottenere l’annullamento di 4.250.000 euro di multa, a cui si sono aggiunti altri 350 mila euro per inottemperanza. Il TAR si […]

Telepass con Iban estero: da marzo 2020 attivo online per tutti i Paesi UE

di Donato D'Ambrosi

Telepass cosa fare se la sbarra non si alza

Pagare il pedaggio autostradale e usare il Telepass con Iban estero è stata una deludente sorpresa per gli automobilisti che hanno provato a richiedere un Telepass con un conto corrente estero. Dopo l’istruttoria avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato però sono arrivate alcune novità già dal dicembre 2019. Ecco come e cosa cambierà per i clienti Telepass che hanno un conto in una banca dell’Unione europea.

DOMICILIAZIONE TELEPASS CON IBAN ESTERO, LE ANOMALIE RILEVATE

La società Telepass spa ha risolto una carenza obiettata dall’Antitrust nell’istruttoria avvia a settembre 2019. In pratica gli automobilisti titolari di un conto in una banca non italiana si vedevano impossibilitati ad attivare un Telepass. L’addebito automatico del pedaggio autostradale con Telepass non era possibile se il richiedente aveva un Iban estero collegato a un conto corrente presso un istituto di credito estero. Le indagini dell’Antitrust sono scattate dopo le segnalazioni ricevute a novembre 2018, sulle quali l’Autorità Garante ha ipotizzato la violazione dell’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 260/2012 e dell’articolo 5 del Regolamento (UE) n. 2018/302.

ADDEBITO PEDAGGIO CON TELEPASS SU CONTO ESTERO

Punto chiave dell’attività investigativa dell’Antitrust è il fatto che un operatore “non può, nell’ambito di mezzi di pagamento dallo stesso accettati, applicare condizioni diverse a un’operazione di pagamento per motivi connessi (…) all’ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all’interno dell’Unione”. Questo si considera valido secondo l’Antitrust “se l’operazione di pagamento è effettuata tramite una transazione elettronica mediante bonifico, addebito diretto o uno strumento di pagamento basato su carta avente lo stesso marchio di pagamento e appartenente alla stessa categoria (…)”.

RICHIESTA TELEPASS CON IBAN ESTERO ANCHE ONLINE

Le indagini dell’Antitrust hanno permesso di definire una serie di impegni da parte di Telepass spa che già dl 16 dicembre 2019 ha risolto le lacune sull’attivazione del Telepass con Iban estero presso i Punto Blu, dando prova di 26 contratti erogati. A partire dal 16 marzo 2020, saranno accolte le richieste di domiciliazione su IBAN estero già in occasione della sottoscrizione del contratto anche online. “Per il periodo che va dal 16 dicembre 2019 al 16 marzo 2020 è stata sviluppata una funzionalità dedicata ai canali digitali.  I clienti interessati possono sottoscrivere subito la domiciliazione del pagamento del pedaggio Telepass con Iban estero, recandosi in un Punto Blu” come riporta l’Antitrust assumendo gli impegni di  Telepass spa.

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Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb multate con 228 milioni di euro

di Lucia Massaro
L’Autorità Antitrust ha irrogato una sanzione a Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre per un totale di 228 milioni di euro accertando un’intesa anticoncorrenziale relativa al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile. È quanto comunicato poche ore fa dall’AGCM sul proprio sito. Le indagini dell’Autorità hanno accertato l’esistenza di un’intesa tra i quattro operatori […]

AGCM accusa Facebook di inottemperanza: rischia una multa fino a 5mln di euro

di Lucia Massaro
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti di Facebook per non aver attuato quanto prescritto nel provvedimento del 29 novembre 2018. Il riferimento è alla decisione presa dall’AGCM che aveva accertato la sussistenza di pratiche commerciali scorrette da parte del popolare social network che non forniva agli […]

Auto Nuova Gratis: le 4 imprese multate da cui tenersi alla larga

di Redazione

L’Auto Nuova Gratis o a costo zero è solo un miraggio, a confermarlo è l’Autorità Garante che ha multato Vantage Group, Pubblicamente, Golden Car ed Entity Holding Italia. Le multe per un totale di 1,6 milioni di euro alle 4 società distinte sono state comminate dopo una lunga serie di indagini. Al centro delle accuse di pratica commerciale scorretta ci sono le auto promesse agli associati a costo zero, ma quasi mai consegnate. Il Garante ha accertato che la solidità delle organizzazioni derivava in gran parte dalle quote che “i clienti” versavano per ottenere un’auto gratis o a costo zero e guadagnare compensi promessi dalle aziende.

AUTO NUOVA GRATIS E SENZA COSTI: COSA C’E’ DIETRO

L’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato ha accertato in 4 procedimenti istruttori diversi che le società raccoglievano fondi per alimentare un’organizzazione senza assolvere agli impegni contrattuali. In sostanza fumo negli occhi a chi ha aderito a “My Car No Cost”, “Spot & Go”, “Golden Car” e “AutoNuovaGratis” pensando di aver fatto l’affare del secolo. L’Antitrust ha contestato la pratica commerciale scorretta (artt. 20, 21 e 22 del Codice del Consumo) ai professionisti per aver diffuso informazioni ingannevoli sui siti web. Lo scopo delle 4 società era promuovere le offerte commerciali “a costo zero” e “auto gratis” in cambio dell’attività di carvertising, cioè guadagnare con una pubblicità sull’auto. Uno dei rischi più frequenti come noleggiare un’auto in aeroporto senza controllarla.

LE PROMESSE NON MANTENUTE SULLE AUTO A COSTO ZERO

Dai 300 ai 400 euro di compenso al mese avrebbero ricevuto i clienti sottoscrivendo un contratto con le rispettive società. Ma oltre alla paga mensile, la società avrebbe coperto anche la rata del finanziamento dell’auto o il canone del noleggio. Intanto solo poche auto, dopo la sottoscrizione del contratto sarebbero state consegnate ai rispettivi proprietari. Ma in secondo luogo, questo impegno contrattuale cela non poche criticità. Intanto perché la corresponsione del compenso è legata all’effettivo affitto dello spazio pubblicitario sull’auto. Poi perché se il cliente non riesce a coprire le rate dell’auto potrebbe anche perdere quanto versato per entrare nell’organizzazione.

L’AUTO GRATIS SE LA PAGAVANO GLI AFFILIATI TRA LORO

“L’effettiva redditività dell’attività pubblicitaria si basava in modo pressoché esclusivo sulla disponibilità delle fee d’ingresso corrisposte dagli aderenti.” Scrive l’Antitrust “Non era quindi in grado di onorare, se non per un limitato lasso di tempo, la promessa agli aderenti dei prospettati rimborsi rateali.” Tra le società delle offerte di auto gratis, Vantage Group è stata sanzionata dell’importo più alto (1,2 milioni di euro) per pratica commerciale aggressiva ( artt. 24 e 25 del Codice del Consumo). L’Antitrust ha accertato che chi aderiva all’offerta “My Car No Cost” si ritrovava ostacolato nell’esercizio dei propri diritti contrattuali, di fronte all’inadempienza contrattuale della società. A causa della gravità delle evidenze emerse, l’Antitrust ha multato Pubblicamente s.r.l. per 200.000 euro, Golden Car s.r.l.s. e Entity Holding Italia rispettivamente per 100.000 euro.

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Auto a noleggio con sorpresa: le 5 aziende che hanno “fregato” i clienti

di Redazione

Permuta auto usata

Noleggiare un’auto senza rischio di vedersi addebitare costi per danni non provocati è più difficile di quanto si possa immaginare con le società che ne fanno una precisa strategia commerciale. Il noleggio auto in aeroporto è il luogo più frequente dove si può incappare nell’errore del check-in e check-out “a occhi chiusi”. Negli ultimi anni infatti l’Autorità Garante ha multato varie società di noleggio per pratica commerciale aggressiva verso i clienti. Ci sono poi gli autonoleggi gratis a lungo termine che promettono un’auto gratis a patto di andare in giro con una pubblicità sulla carrozzeria. Sono i trucchi più frequenti con le auto a noleggio con sorpresa delle società multate dall’Antitrust.

LE SOCIETA’ DI AUTO NOLEGGIO PIU’ MULTATE DALL’ANTITRUST

Il noleggio auto in aeroporto richiede ancora più attenzione poiché la fretta non gioca mai a favore del cliente. E i clienti che prendono un’auto a noleggio senza acquistare una polizza aggiuntiva contro i danni sono quasi sempre i più penalizzati dalla vendita aggressiva di questi pacchetti. E’ ciò che viene fuori dalle indagini dell’Antitrust in seguito a segnalazioni di clienti che trovano dopo settimane addebiti sul conto per danni all’auto presa a noleggio. Le multa da 3,4 milioni di euro e 680 mila euro alla società di autonoleggio Goldcar sono l’esempio più recente di una pratica commerciale consolidata. Lo stesso hanno denunciato molti consumatori delle auto prese a noleggio con B-Rent, nel 2019 multata dall’Antitrust per 250 mila euro. In questo caso, senza o con polizza aggiuntiva, gli addebiti erano quasi sempre inferiori alla franchigia. Meno recente ma rilevante è l’addebito di danni non contestati ai clienti da Sicily by Car: multa da 500 mila euro del Garante.

 

I CONSIGLI PER NON FARSI FREGARE CON L’AUTO A NOLEGGIO

Come non farsi fregare dalle tecniche più diffuse per spillare soldi ai clienti con l’auto a noleggio? Prendere un’auto a noleggio da un operatore trasparente può magari costare qualche decina di euro in più, ma la convenienza va valutata a conti fatti. Evitare gli errori più frequenti con il noleggio auto di cui parliamo qui può aiutare ad evitare i rischi delle società di autonoleggio più furbe. Se il costo del noleggio vi sembra molto conveniente, provate a fare una ricerca sul web prima di prenotare. Il più delle volte il personale al desk proverà a convincervi a comprare l’assicurazione danni aggiuntiva. E come dimostrano la sanzione dell’Antitrust i clienti che non cedono si ritrovano costi per danni non provocati. Non è obbligatoria la polizza danni, ma prendetevi il tempo per controllare bene l’auto al check-in e check-out e fate annotare ogni irregolarità.

NOLEGGIO AUTO GRATIS: MULTA OSCAR RENT E DEXCAR  

Il noleggio auto furbo riguarda anche i contratti a noleggio a lungo termine: il sistema messo su da varie società prevede l’auto gratis con pubblicità. Nella maggior parte dei casi si tratta di sistemi piramidali, in altri invece, solo il rischio che la società non rispetti le condizioni del contratto. Oscar Rent ad esempio è stata sospesa per aver incassato i soldi dei contratti consegnando circa il 10% delle auto a noleggio con pubblicità. Più clienti porti e prima ottieni l’auto gratis, ma prima devi pagare, si tratta dello schema Ponzi o a “Piramide” di Dexcar sanzionato per 455 mila euro dall’Antitrust.

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Auto a noleggio Goldcar: 3,4 milioni di multa per i graffi fantasma

di Donato D'Ambrosi

Il noleggio auto Goldcar multato nuovamente dall’Autorità Garante per pratica commerciale scorretta reiterata. Come già successo in passato, l’Antitrust ha verificato che ai clienti senza polizza aggiuntiva è stato addebitato il costo per graffi e danni alle auto non provocati. A nulla sono valsi i nuovi impegni di Goldcar nella verifica delle auto alla consegna e al ritiro: è scattata la multa da 3,4 milioni di euro, tra le più “pesanti”. Ecco a cosa fare attenzione quando noleggiate un’auto senza polizza che copre i danni al veicolo.

LA POLIZZA DELLE AUTO A NOLEGGIO GOLDCAR

Le contestazioni sollevate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si basano su segnalazioni di clienti del noleggio auto Goldcar a Milano-Linate, Lamezia e Catania. E’ infatti presso gli aeroporti che la maggior parte dei clienti Goldcar si sarebbe imbattuta in un trattamento che per l’Antitrust segue una chiara strategia aziendale. Ai clienti che alla prenotazione dell’auto non acquistano la polizza aggiuntiva sul noleggio, vengono addebitate cifre variabili per danni che ritengono di non aver provocato. Una pratica che era giù finita sotto la lente dell’Antitrust, che si era limitata a una multa di 680 mila euro. Ma la pratica commerciale definita “aggressiva”, comune a vari operatori di auto a noleggio, è solo la punta dell’iceberg.

PICCOLI GRAFFI DIVENTANO PESANTI ADDEBITI DA GOLDCAR

Il mancato acquisto della polizza aggiuntiva è – tra le segnalazioni ricevute dall’Antitrust – sempre accompagnato da una modalità di check-in e check out atipica. I clienti hanno lamentato che spesso e volentieri la consegna dell’auto avveniva in assenza di personale (senza quindi poter contestare eventuali danni preesistenti). Nei casi in cui invece veniva fatto notare, gli addetti al check-out avrebbero classificato i danni come marginali, rassicurando il cliente. Ma al check-in, lo stesso piccolo graffio sarebbe diventato un danno da addebitare al cliente ignaro (non presente). E’ con questa reiterata pratica che secondo l’Antitrust Goldcar ha perseguito l’obiettivo di raggiungere precisi target aziendali. Il mancato controllo in contraddittorio (del personale in presenza del cliente) sia alla consegna che al ritiro delle auto a noleggio frega molti clienti frettolosi o impreparati. Goldcar ha comunicato all’Antitrust di aver implementato alcune misure già prima dell’avvio del presente procedimento e ne ha altre in programma.

IL CONTROLLO DELLE AUTO A NOLEGGIO PRIMA E DOPO

Riguardo al controllo delle auto a noleggio, in particolare, saranno implementate nuove procedure. Goldcar ha annunciato che una figura terza, prima di ciascun noleggio, preparerà il veicolo e provvederà ad una rilevazione dei danni. Una volta verificata l’auto dal soggetto terzo, la busta (contenente le chiavi) verrà riconsegnata al personale Goldcar che, prima di poter rendere disponibile l’auto, dovrà aggiornane lo stato sul sistema operativo aziendale. Al momento del check-out il cliente verrà informato dello stato dell’auto e riceverà il c.d. “check-out document”. Ma dovrà comunque controllare che non ci siano danni preesistenti e non già noti a Goldcar e in caso chiedere il “check-out document” aggiornato. Al chek-in il tutto avverrà al contrario, con un nuovo controllo dell’auto da parte del personale. Buoni propositi che nel complesso delle irregolarità emerse non hanno evitato la multa dell’Antitrust.

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Telepass rifiuta Iban estero: Antitrust indaga su violazione norme UE

di Donato D'Ambrosi

Telepass ricaricabile dove acquistarlo come funziona

Attivare il Telepass su un conto corrente estero è un desiderio non realizzabile per molti automobilisti che si sono rivolti all’Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ricevuto molte segnalazioni e avviato un’indagine con l’ipotesi di Iban Discrimination. Sembrerebbero però pochi i casi di utenti Telepass con difficoltà ad attivare il servizio dall’estero. Ecco la replica Telepass che spiega come normalmente avviene l’attivazione con Iban estero.

ATTIVAZIONE RID BANCARIO SU CONTI ESTERI

L’Autorità Garante ha avviato un procedimento nei riguardi di Telepass Spa per possibile violazione della disciplina di derivazione comunitaria dopo le segnalazioni di molti utenti che non riuscivano ad attivare il Telepass con un conto estero. La disciplina comunitaria – spiega l’Antitrust – vieta di impedire o applicare condizioni diverse ai consumatori che intendono pagare attraverso domiciliazione su conti correnti esteri. Dalle informazioni raccolte (segnalazioni, rilevazioni sul sito e informazioni fornite dallo stesso professionista), sembra che non sia possibile attivare il servizio Telepass se il consumatore intende pagare attraverso un conto corrente estero.

L’INDAGINE ANTITRUST SU TELEPASS SPA

L’Antitrust indaga sulla violazione delle norme di cui al D. lgs n. 135 del 18 agosto 2015 di attuazione del Regolamento UE 260/2012. Tale regolamento è volto a favorire un mercato integrato dei pagamenti elettronici in euro. L’avvio del procedimento è stato notificato nell’ambito delle ispezioni effettuate il 23 settembre 2019 dall’Autorità Garante con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. La risposta Telepass non si è fatta attendere e nega categoricamente l’accusa di Iban Discrimination. “In merito all’istruttoria avviata dall’Antitrust  – spiega la società – precisiamo di non aver mai adottato alcuna pratica di “Iban Discrimination”. Come comprova il fatto che diverse migliaia di nostri clienti risiedono e hanno conti correnti in Paesi europei al di fuori dell’Italia, e che Telepass rappresenta il principale sistema di tele-pedaggio attivo in 13 Paesi europei. Come tutte le piattaforme di pagamento, richiediamo l’identificazione dei nuovi clienti online, operazione che viene delegata agli istituti bancari presso i quali risiede il conto dove vengono addebitati i pedaggi.”

L’ATTIVAZIONE TELEPASS SU IBAN ESTERO SOLO SE SICURA

L’istruttoria dell’Antitrust riguarderebbe un numero limitato di clienti con conti su banche estere, circa una decina. “Non è stato possibile ottenere adeguate garanzie di riconoscimento“. “Tali pratiche di identificazione del titolare del contratto Telepass sono infatti necessarie per tutelare i consumatori, in Italia come all’estero, evitando che chiunque possa aprire contratti indicando in modo illecito Iban di terze persone.

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Noleggio B-Rent: multa da 250 mila euro per i danni addebitati ai clienti

di Donato D'Ambrosi

Non è la prima volta che l’Antitrust interviene su politiche commerciali discutibili ad opera di società di autonoleggio. Stavolta come spesso accade l’oggetto del provvedimento nei confronti di B-Rent è la proposta di garanzia accessorie e l’applicazione delle penali per i danni alle auto. L’Autorità Garante ha infatti scoperto che per quanto non aggressiva, la pratica di proporre franchigie ai clienti ha portato anche ad addebiti ingiustificati e superiori ai danni periziati.

LE GARANZIE ACCESSORIE SONO ACCORDI TRA AZIENDA E CLIENTE

Il provvedimento n.27837 dell’Antitrust verso B-Rent riguarda in sostanza una pratica frequente nell’attività di noleggio auto. Quando i clienti si accingevano a concludere il contratto di noleggio veniva proposta una serie di servizi accessori con franchigia per eventuali danni arrecati alle auto. Queste “polizze” in realtà non consisterebbero in coperture assicurative poiché l’Antitrust ha evidenziato che i veicoli hanno la sola RC auto. In caso di danni, come da contratto, al cliente sarebbe stato addebitato un importo proporzionale ai danni arrecati con la franchigia. Il vantaggio per i clienti? Acquistando una delle garanzie accessorie si sarebbe ridotto l’importo del deposito cauzionale bloccato sulla carta di credito. Pratiche apparentemente di routine per chi noleggia spesso auto da cliente. Ma l’Autorità Garante ha messo in luce più di qualche criticità sulla base delle quali ha irrogato la multa da 250 mila euro.

IL DEPOSITO CAUZIONALE E LA FRANCHIGIA B-RENT

Oltre a definire autonomamente una riduzione del deposito cauzionale (850 euro) a i clienti che acquistavano le “polizze aggiuntive”, molti di questi si sono ritrovati anche addebiti per danni non causati. Inoltre alcuni hanno riscontrato l’addebito per importi a titolo di rimborso di spese amministrative e per oneri ferroviari. Gli importi delle franchigie, proporzionali al valore delle auto, sono autonomamente definiti dalla società e quasi sempre di 750 euro. “Al momento del noleggio dell’autovettura il professionista chiede al cliente la carta di credito a garanzia dell’auto che gli è stata data in custodia. Da un lato, viene chiesta la sottoscrizione di un’autorizzazione ad un eventuale addebito successivo (c.d. delayed charge) dei danni nei limiti delle franchigie e, dall’altro, il professionista procede a bloccare una somma a titolo di deposito cauzionale.” Spiega l’Antitrust.

LE GARANZIE ACCESSORIE PER ABBASSARE IL RISCHIO

I servizi accessori prospettati ai clienti per la riduzione delle responsabilità alle sole franchigie hanno un costo giornaliero e si distinguono in:
-La “COMFORT COVER” a 19 euro per un giorno (24 euro dopo il 6 gennaio 2019), con prezzo a scalare per più giorni, con la quale si abbassava il deposito a 490 euro e la franchigia danni a 0.

-La FREE TO DRIVE” a 30 euro per un giorno (36 euro dopo il 6 gennaio 2019), con prezzo a scalare per l’acquisto per più giorni, con la quale si abbassava il deposito a 90 euro e la franchigia a 0.

L’anomalia, secondo l’Antitrust, è che “dalla documentazione acquisita agli atti non emerge che il professionista abbia prospettato ed utilizzato la riduzione del deposito cauzionale”.

I BONUS AI DIPENDENTI PIU’ PRODUTTIVI

Inoltre alcuni clienti hanno trovato addebiti ingiustificati a titolo di rimborso per danni riscontrati sulle autovetture noleggiate. In altri casi l’addebito riguarda l’intera franchigia anche per danni di valore inferiore, in altri per danni preesistenti e senza documentazione giustificativa. Questo meccanismo di “recupero crediti” era alimentato anche da incentivi aziendali, come sostiene l’Autorità Garante. “Per tutti gli operatori che effettuano attività di rientro sarà riconosciuta una commissione di € 8 per danno recuperato” sarebbero le indicazioni della società. La società precisa ai dipendenti che “in alcun modo non deve diventare motivo di gravi contestazioni per danni inesistenti“, evitando “episodi di frizione al banco dovuto ad atteggiamenti arroganti”. La lista dei clienti rimborsati totalmente o parzialmente e altre rilevanze emerse dalle indagini hanno confermato la contestazione di condotta scorretta con una multa irrogata di 250 mila euro. Attenzione quindi alle condizioni contrattuali, non abbiate fretta per evitare gli errori più frequenti con il noleggio auto.

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Auto Nuova Gratis con pubblicità: l’Antitrust mette in guardia da Entity

di Donato D'Ambrosi

La possibilità di acquistare un’auto nuova gratis è sempre più pubblicizzata da servizi spesso collegati a molte aziende. Ne abbiamo già parlato qui dei rischi legati alle auto gratis con pubblicità e stavolta l’Antitrsut ammonisce Entity Holding Italia che offre la stessa opportunità di avere un’auto nuova e fare soldi tramite “carvertising”. Oltre alla presunta scorrettezza commerciale su cui indaga l’Autorità Garante, c’è il rischio che chi aderisce ad Auto Nuova Gratis in realtà si paga da solo i compensi che poi percepisce.

L’INDAGINE ANTITRUST SU AUTO NUOVA GRATIS

Con il procedimento istruttorio PS11450 l’Antitrust contesta l’offerta commerciale “AutoNuova Gratis”, che “prospetta ai consumatori la possibilità di acquistare varie tipologie di veicoli “a costo zero”. Basta solo applicare sull’auto degli adesivi pubblicitari aderendo alla promozione con le regole e i costi di ingresso tutt’altro che zero. Gli affiliati, cosiddetti “driver” percepirebbero un rimborso mensile a titolo di remunerazione, per coprire integralmente la rata del finanziamento del veicolo e consentire anche un guadagno per il consumatore aderente. Almeno questo promette la promozione.

I RIMBORSI PROMESSI PER L’AUTO GRATIS CON PUBBLICITA’

La realtà dei fatti però è molto lontana dal costo zero pubblicizzato, stando a quanto l’Autorità Garante ha evidenziato nella fase di acquisizione degli elementi investigativi. L’offerta del professionista è molto convincente considerando che sul sito ufficiale si impegna a pagare un rimborso mensile per 84, 72, 60 oppure 48 mesi, il cui importo varia da 70 ad un massimo di 4.010 euro, in base al finanziamento. Il guadagno preventivato, da aggiungere al rimborso va da un minimo di 1.330 a un massimo di 53.000 euro. Abbastanza da convincere ad oggi almeno 190 driver affiliati. Tutti o quasi, vista l’assenza di lamentele, avrebbero ricevuto i compensi e i rimborsi promessi fino ad oggi. Ma non è tutto gratis quello che viene proposto, come evidenzia l’Antitrust. Intanto come vuole la regola comune alle promozioni di carvertising, vedi qui cosa dice la legge – è che l’affiliato pubblichi ogni settimana su Facebook almeno una foto dell’auto con le pubblicità.

QUANTO COSTA DAVVERO L’AUTO NUOVA GRATIS

Chi non rispetta questa condizione contrattuale fa decadere il diritto a percepire il rimborso. Infatti gli unici casi di inadempienza emersi sarebbero legati alla rescissione del contratto. Il consumatore però paga il prezzo di acquisto o noleggio del veicolo scelto. Inoltre deve pagare 190 euro per l’attivazione della pratica ANG e un “fondo di sicurezza” tra 2.000 e 105.000 euro. Ma come? Non era a costo zero? Vi chiederete. E infatti l’Antitrust sostiene che sia proprio questo fondo di garanzia a foraggiare l’azienda che poi rigira i compensi in base agli accordi. Entity offre ai clienti pubblicità a titolo gratuito, riporta l’Antitrust “in quanto consiste in un omaggio per i prodotti acquistati dagli stessi, quali la creazione di siti internet, volantini, banner pubblicitari, ecc.”. Occhi aperti quindi, poiché l’auto nuova gratis, quella a costo zero, non esiste.

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Multa Tar a Volkswagen: pagherà 5 milioni di euro per il dieselgate

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen condannata in Italia per lo scandalo dieselgate. Il Tar del Lazio chiude la vicenda giudiziaria sulla sanzione decisa dall’Antitrust. Il Tribunale amministrativo ha confermato la multa di 5 milioni di euro. Volkswagen si è opposta con tutti i mezzi alla multa impugnandola dopo la sua emissione nell’agosto del 2016. Resta in piedi la causa penale promossa dal Codacons contro il colosso tedesco presso il Tribunale di Verona. Da parte sua Volkswagen Italia ha sempre sostenuto la sua massima correttezza nei confronti dei clienti. I 5 milioni di euro si aggiungono agli oltre 30 miliardi tra sanzioni versate e non che Volkswagen è costretta a pagare per il diselgate. Diamo uno sguardo alle motivazioni della sentenza del Tar.


LA CONDANNA
Alla fine arriva anche in Italia una condanna per Volkswagen per lo scandalo dieselgate. L’azienda è finita a processo in tutto il mondo per aver installato, come lei stessa ha ammesso, un software illegale. Questo serviva per modificare le emissioni dei diesel. Vendute anche in Italia migliaia di auto TDI dotate del componente e per questo richiamate in officina. Il Tar del Lazio ha confermato la multa per frode decisa ad agosto 2016 dall’Antitrust. Respinto il ricorso della filiale italiana del costruttore tedesco che contestava la sua correttezza. La multa dell’Antitrust italiana era arrivata dopo le tante segnalazioni delle associazioni dei consumatori. Queste avevano avviato petizioni tra i tanti clienti italiani interessati. L’Antitrust stessa aveva svolto verifiche sull’indagine dell’Agenzia federale americana dell’ambiente EPA. Proprio quest’ultima ha aperto, nel 2015, il dieselgate Volkswagen.

LE MOTIVAZIONI
La sentenza del Tar del Lazio respinge la difesa di Volkswagen.  Nel dettaglio: “La stessa Vw aveva ammesso di aver commesso un grave errore compromettendo il rapporto di fiducia con i consumatori”. Fiducia nel marchio che è stata: “Dirimente ai fini della consumazione dell’illecito.” Insomma la sanzione economica resta quella fissata dall’Antitrust perché decisa “in modo proporzionato e conforme alle disposizioni legislative di riferimento.” Una sentenza in cui le associazioni dei consumatori speravano ma che non le accontenta. Da parte sua il Codacons precisa che: “Si tratta di una sanzione irrisoria lontana dalle pesanti punizioni inflitte alla casa automobilistica da paesi come Stati Uniti e Germania”. Cinque milioni di euro che comunque aumentano il conto per Volkswagen che, per il dieselgate, ha messo mano a 30 miliardi di euro.

COSA CI ASPETTA
Le associazioni confermano che la sentenza del Tar è solo la prima pietra. Il Codacons precisa che è in corso il processo penale presso il Tribunale di Verona che per verificare le responsabilità di Volkswagen. Si tratta di una inchiesta aperta con possibili risarcimenti in arrivo. Gli automobilisti interessati sono infatti parte civile nel processo. Le associazioni lamentano la poca durezza con cui si sono mosse le autorità italiane nei confronti di VW. Va detto che il Tribunale amministrativo avrebbe potuto accogliere la difesa degli avvocati di Volkswagen riducendo la multa. Soddisfatto a metà anche Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione nazionale dei consumatori. Dona chiede l’intervento del legislatore nazionale. La legge dovrebbe prevedere che le multe siano: Superiori all’illecito guadagno e commisurate al fatturato dell’azienda.”

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Auto usate con chilometri scalati: multa da 30 mila euro ad Auto SMA srl

di Redazione

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Le auto usate vendute con chilometri scalati sono sempre più oggetto di indagini e multe ai rivenditori scorretti. Stavolta finisce con una multa neppure troppo pesante ad Auto SMA srl, l’indagine condotta dall’Antitrust dopo le denunce alla Polizia dei clienti che avevano acquistato auto con la metà dei chilometri scalati.

I FATTI

La vicenda che vede il venditore multimarche Auto SMA srl al centro del provvedimento n. 27780 dell’Autorità Garante ha origine a giugno 2017 con le segnalazioni della Polizia Stradale. Le prove raccolte parlano di auto usate vendute anche con circa 80 mila chilometri in meno di quelli reali prima della vendita. L’ipotesi è di violazione degli articoli 20, comma 2, e 21, comma 1, lettera b) e d), del Codice del Consumo e per Auto SMA srl una condotta commerciale scorretta. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Auto SMA srl non ha verificato che il contachilometri installato sulle auto era manomesso e che i chilometri mostrati fossero reali. Le ipotesi dell’Antitrust sono diventate sempre più consistenti in assenza di alcuna argomentazione difensiva da parte dell’azienda. Mentre le indagini della Polizia Stradale hanno appurato che almeno 7 auto provenienti da autonoleggi o aziende vendute da Auto SMA srl avevano i chilometri scalati.

LE AUTO TAROCCATE SCOPERTE DALLA POLIZIA

Durante il procedimento istruttorio – come riporta l’Antitrust – la Polizia Stradale ha raccolto una serie di denunce, fatture e altra documentazione comprovante che le auto di seguito vendute tra dicembre 2016 e maggio 2017 erano state manomesse:

– “L’Alfa Romeo   Giulietta targata   EM198WD venduta   nel  gennaio  2017  al  prezzo  di  11.500  euro  aveva 76.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 101.806  km quando è passata dalla società Leasys  S.p.A. ad Auto SMA srl”.

– “Il Fiat  Fiorino targato   EM473BY venduto  nel  dicembre  2016  al  prezzo  di  6.500  euro  aveva 95.212  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 179.668  km quando è passata dalla società Leasys  S.p.A. ad Auto SMA srl”.

– “La Citroen  C3 targata DR446VX venduta   nel  gennaio  2017  al  prezzo  di  3.690  euro  aveva 85.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 157.000  km quando è passata dalla società Rosati Auto S.r.l. ad Auto SMA srl”.

– “La Fiat Panda targata EH754GG venduta nel  maggio 2017  al  prezzo  di  5.500  euro  aveva  80.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 158.000  km quando è passata dalla società ARVAL  SERVICE LEASE  ITALIA  S.p.A.  ad Auto SMA srl”.

– “La Mini Cooper targata EK423JN venduta   nel  dicembre 2016  al  prezzo  di  14.000  euro  aveva  92.500  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 143.141 km quando è stata data in permuta alla società Autocentri Balduina srl e venduta ad Auto SMA srl”.

– “La Citroen C1 targata DE209EC venduta   nel  dicembre 2016  al  prezzo  di  4.350  euro  aveva  68.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 124.530  km quando è passata dalla società  ECO  LIRI  S.p.A. ad Auto SMA srl”.

– “La Volkswagen Golf  targata ES305RJ venduta nel  marzo 2017  al  prezzo  di  14.500  euro  aveva 106.353  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 160.000  km quando è stata data in permuta alla società Autocentri Balduina srl e venduta ad Auto SMA srl”.

LA MULTA DI 30 MILA EURO AD AUTO SMA

Quello dei chilometri scalati è un fenomeno messo sempre più all’angolo sia dalle direttive europee (vedi il certificato di revisione), sia grazie a strumenti come Diogene  di cui abbiamo parlato qui che aiutano i rivenditori a tutelarsi a loro volta dalle auto con chilometri scalati prese in permuta. La condotta di Auto SMA srl però secondo l’Antitrust costituisce una  pratica  commerciale scorretta, in violazione dell’articolo 21, comma 1, lettere b) e d), del Codice del Consumo. Auto SMA “ha ingannato i consumatori aumentando il valore commerciale di tali autovetture, ottenendo conseguentemente ai loro danni un indebito vantaggio economico”. Inoltre ha generato “effetti pregiudizievoli per i consumatori acquirenti non solo al momento dell’acquisto degli autoveicoli quanto anche successivamente” visto che i clienti avrebbero potuto tenere conto di interventi di manutenzione necessari a un chilometraggio reale maggiore nel valutare l’acquisto. In ragione del fatturato dichiarato nel 2017 di 344.805 euro, l’Antitrust ha irrogato una multa di 30 mila euro ad Auto SMA srl. Occhio quindi alla prossima auto che comprate e per non farvi fregare dai chilometri scalati o danni occulti, consultate la guida all’acquisto dell’auto usata con la check list da scaricare.

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Antivirus Android, due terzi sono inutili

di Luca Colantuoni

Android è il sistema operativo mobile più diffuso al mondo, quindi è diventato uno dei bersagli preferiti dai malintenzionati. Gli utenti possono scegliere tra numerosi antivirus (gratuiti e non), ma sul Google Play Store sono disponibili molte app inutili. AV-Comparatives ha analizzato 250 soluzioni di sicurezza, scoprendo che circa due terzi di esse non servono a nulla.

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TIM, Wind Tre e Fastweb nel mirino dell’Antitrust

di Filippo Vendrame

TIM, Wind Tre e Fastweb sono finite nuovamente nel mirino dell’Antitrust. Come è possibile leggere all’interno dell’ultimo bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, agli citati provider sarebbero contestate alcune violazioni al Codice di Consumo per quanto concerne le loro offerte di connettività in fibra ottica. Più nello specifico, TIM, Wind Tre e Fastweb non avrebbe rispettato alcune precedenti delibere dell’Autorità.

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