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Pets 2 arriva in blu-ray e DVD con contenuti esclusivi

di Raffaele Giasi
Universal ha appena annunciato l’arrivo in edizione home video del divertente Pets 2 – Vita da animali, adorabile sequel del film campione di incassi, oggi disponibile nei formati Dvd (acquistabile qui), Blu-ray (acquistabile qui), 4k Ultra HD (acquistabile qui) e Digital HD. L’edizione 4K Ultra HD, per altro, sarà contenuta in una confezione doppia che […]

Incidente con cane randagio: si può avere un risarcimento?

di Raffaele Dambra

Incidente con cane randagio

È un’eventualità più comune di quanto si pensi visto l’alto numero di animali randagi che imperversa sulle strade italiane. In caso di incidente con un cane randagio che ha causato danni a persone e/cose, si può ottenere un qualsivoglia risarcimento? E da chi? Belle domande, tornate tra l’altro d’attualità dopo una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha fissato alcuni paletti per la richiesta di indennizzo complicando non poco la vita agli automobilisti.

INCIDENTE CON CANE RANDAGIO E LE ASSICURAZIONI

Da un punto di vista assicurativo ci sono poche possibilità di ottenere un risarcimento per un incidente provocato da un cane randagio. Il motivo è presto detto: la collisione con un cane randagio è un evento troppo imprevedibile; inoltre la diffusione del fenomeno del randagismo non incoraggia a confezionare polizze ad hoc, che risulterebbero poco convenienti per le compagnie assicurative. Anche le coperture esistenti risultano inefficaci. La garanzia kasko in effetti protegge pure dagli urti contro ostacoli mobili e fissi (e fino a prova contraria un cane è un ostacolo mobile), ma di solito gli impatti con gli animali sono esclusi. Ci sono poi alcune compagnie che propongono una garanzia accessoria che tutela in caso di collisione con animali selvatici (a volte è una semplice estensione della polizza eventi naturali), ma generalmente la definizione ‘animali selvatici’ non comprende i cani randagi.

INCIDENTE CON CANE RANDAGIO: RESPONSABILITÀ DI ASL E COMUNI

Quindi non c’è nessuna possibilità di ottenere un risarcimento per un sinistro con un cane randagio? Le cose non stanno proprio così. La legge quadro n. 281/1991 fa infatti piena luce su questo punto disponendo che “la responsabilità per i danni causati dai cani randagi spetta esclusivamente all’ente cui è attribuito dalle singole normative regionali il compito di prevenire i pericoli connessi al randagismo, e quindi il compito della cattura e della custodia dei cani vaganti o randagi”. La legge quadro, quindi, non indica direttamente l’ente competente in materia di randagismo. Ma in tutte le regioni è prassi comune affidarsi alle ASL, a cui spetta perciò l’onere di assumersi la responsabilità di catturare e custodire i cani randagi. A seconda del regolamento di ogni regione, la responsabilità può però estendersi in via solidale anche ai singoli comuni. Che, ricordiamolo, detengono il potere di controllo e di vigilanza sul territorio e hanno altresì l’obbligo di munirsi di canili e ristrutturare quelli già esistenti.

INCIDENTE CON CANI RANDAGI: COSA FARE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO

Individuato l’ente responsabile, che, come abbiamo visto, può essere l’ASL, il Comune dove si è verificato il sinistro o entrambi (dipende dalla normativa regionale), il proprietario dell’auto scontratasi con il cane randagio per ottenere il risarcimento deve presentare relativa richiesta all’ente o agli enti proposti allegando tutta la documentaristica necessaria. Che deve necessariamente comprendere la denuncia del fatto alle forze dell’ordine con la precisa descrizione dell’incidente; le foto della macchina incidentata e, se possibile, anche dell’animale coinvolto; eventuali certificati medici se ci sono stati dei danni fisici al conducente e/o ai trasportati; generalità dei testimoni (se ci sono); fatture dei costi sostenuti per la riparazione dell’auto e per le cure mediche; importo dell’indennizzo richiesto. Fino a non molto tempo fa l’ente chiamato in causa poteva appigliarsi a pochi pretesti per non pagare. Cercando di dimostrare per esempio l’assoluta accidentalità dell’evento, non ascrivibile alla responsabilità di nessuno ma dovuta a circostanze totalmente imprevedibili. Ma, come anticipavamo all’inizio, una recente pronuncia della Cassazione ha parzialmente cambiato le carte in tavola.

INCIDENTE CON ANIMALE RANDAGIO: PER IL RISARCIMENTO BISOGNA DIMOSTRARE UN COMPORTAMENTO COLPOSO

Con l’ordinanza 11591 del 2018, la Suprema Corte ha infatti precisato che per essere risarciti dei danni subiti a causa di un incidente con un cane randagio, non basta più individuare l’ente competente in materia di randagismo. Ma bisogna dimostrare una sua specifica colpa od omissione. La responsabilità dell’ente deve quindi dipendere da un suo comportamento colpevole e non da una responsabilità oggettiva. Ovviamente, giusto per complicare ulteriormente le cose, è l’automobilista danneggiato a doversi far carico di attestare il comportamento colposo della ASL o del Comune, o di ambedue. Provando per esempio che c’erano state specifiche segnalazioni della presenza abituale di uno o più cani randagi nel luogo dove poi si era verificata la collisione, e che nonostante ciò nessuno degli enti preposti si era adeguatamente attivato per risolvere la situazione.

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Incidenti con animali selvatici in Lombardia: come chiedere il rimborso

di Raffaele Dambra

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Non sono affatto infrequenti gli incidenti con animali selvatici in Lombardia, data la natura del territorio. Per questo già dal 1° gennaio 2017 e con scadenza 31 dicembre 2019 (in attesa di possibili proroghe), la Giunta Regionale prevede una copertura di tipo kasko per i cittadini che abbiano subito un danno a seguito di collisione con fauna selvatica su strade statali, regionali, provinciali e comunali lombarde (sono invece escluse le strade in concessione come le autostrade, le tangenziali protette e, più in generale, tutte le strade che prevedono un pedaggio).

INCIDENTI CON ANIMALI SELVATICI IN LOMBARDIA: DETTAGLI DELLA MISURA

Per fauna selvatica si intendono mammiferi e uccelli selvatici stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio lombardo, con esclusione dei cani randagi. Sono compresi nella definizione cervi, camosci, mufloni, daini, cinghiali, stambecchi, caprioli, orsi, volpi, tassi, lepri, nutrie, fagiani e altre specie simili. Con la richiesta di rimborso gli automobilisti danneggiati, o i loro legittimi eredi nel malaugurato caso in cui il sinistro abbia provocato il decesso di una o più persone, si impegnano a rinunciare a ogni azione civile e a ulteriori richieste di risarcimento danni nei confronti della Pubblica Amministrazione.

SINISTRI CON FAUNA SELVATICA IN LOMBARDIA: COME CHIEDERE IL RIMBORSO

La domanda per ottenere il rimborso in seguito a un incidente stradale dovuto all’impatto con animali selvatici in Lombardia, va presentata entro 30 giorni dalla data del sinistro mediante un apposito modulo scaricabile dal portale regionale. Tra i vari documenti da allegare alla domanda devono esserci l’attestazione di aver o non aver beneficiato di altri rimborsi assicurativi o privati; la dichiarazione di rinuncia all’azione civile e di risarcimento danni verso la P.A.; foto a colori con targa visibile che documentino il danno subito; eventuali testimonianze scritte; fattura o preventivo della riparazione del danno; copia della patente di guida del conducente, del libretto di circolazione e della polizza assicurativa del veicolo. La richiesta può essere trasmessa in Regione con raccomandata A/R , con posta elettronica certificata, oppure di persona presso gli sportelli dedicati.

INCIDENTI CON ANIMALI SELVATICI IN LOMBARDIA: COME SI OTTIENE IL RISARCIMENTO

Una volta ricevuto il modulo di denuncia e la documentazione prevista, la Regione Lombardia avvia la pratica trasmettendola alla compagnia convenzionata, tramite il broker assicurativo. Entro 120 giorni la compagnia è tenuta a dare riscontro al danneggiato in merito alla risarcibilità del danno e all’eventuale importo da risarcire. Se lo ritiene opportuno può incaricare un perito per visionare il veicolo. Il rimborso è pari al 75% del danno accertato al veicolo, oppure all’intero valore della vettura al momento dell’incidente in caso di danno totale o antieconomico. Ed è corrisposto fino al limite massimo di euro 5.500 euro per sinistro. L’indennizzo non comprende eventuali e ulteriori spese che non riguardano la riparazione dell’auto, quali per esempio traino, spese legali, fermo tecnico, beni e oggetti personali, casco protettivo, ecc. I cittadini danneggiati che non sono soddisfatti dell’entità del rimborso, possono ricorrere nelle modalità previste.

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Blacksad – Il Gioco di Ruolo, in italiano grazie a Raven Distribution

di Davide Vincenzi
È di queste ore l’annuncio ufficiale da parte di Raven Distribution della localizzazione in lingua italiana di Blacksad – Il Gioco di Ruolo, il GDR carta e penna realizzato dalla casa editrice spagnola Nosolorol nel 2015 basato sulla omonima serie di album a fumetti vincitrice del Will Eisner Comic Industry Awards. Blacksad è una serie a fumetti creata […]

Historia un rinascimento dark popolato da animali antropomorfi

di Mabelle Sasso
Prende il via la campagna crowdfunding su Kickstarter di Historia: Dark Fantasy Renaissance Setting for 5e. Historia sarà un’ambientazione originale italiana, che utilizzerà la Open Gaming Licence della quinta edizione di D&D e trasporterà i propri giocatori in un mondo abitato da animali antropomorfi, durante rinascimento dai toni cupi. Historia nasce dalla mente e dalla […]

Le 10 auto più comode e sicure per trasportare animali del 2019

di Redazione

Per il sesto anno di seguito, ecco la classifica delle 10 migliori auto per gli amanti dei cani stilata da Autotrader, valida per il 2019. Si tratta di giudizi soggettivi, dati dai redattori della testata, ma è pur sempre una guida che fa un po’ da bussola per chi ama gli animali. Esiste un’auto più adatta a trasportare gli animali? Quali sono i modelli più adatti alle esigenze di un cane in auto? Ecco le 10 auto più comode che hanno vinto il titolo “Cars for Dog Lovers of 2019”.

QUALI CRITERI

Quali caratteristiche deve avere un’auto per poter trasportare il nostro migliore amico? Per stilare la hit parade delle 10 auto più comode e sicure nel trasporto di animali nel 2019, gli elementi presi in considerazione sono il confort e la praticità delle vetture, sempre e solo per favorire il viaggio dei cani. È bene che la macchina per i quadrupedi abbia un portellone di facile accesso (con la bocca di carico agevole) e un’altezza di carico modesta: l’obiettivo è che il cane non debba compiere un balzo faticoso per entrare in auto da dietro. A proposito, se ti stai chiedendo quali sono i gadget più utili per gli animali in auto, ecco il test di 19 prodotti a confronto.

LA CLASSIFICA 2019 DELLE 10 AUTO PER CANI

Sarebbe opportuna, per il cane, un’apertura ampia e dalla forma regolare , nonché un portellone che protegga (se necessario) dalla pioggia e dal Sole durante il carico/scarico di Fido. Si deve anche pensare che spesso si tratta di operazioni effettuate sotto stress, in condizioni climatiche disagevoli. Ovviamente, le quattro ruote motrici sono oro per il viaggio confortevole sui sentieri impervi.

– BMW X2
– Buick Regal TourX
– Chrysler Pacifica
– Honda Fit
– Jeep Wrangler
– Mitsubishi Outlander PHEV
– Subaru Crosstrek
– Tesla Model 3
– Toyota RAV4
– Volvo V60 Cross Country

DENTRO, COM’È FATTA

Utile lo spazio interno, meglio se con climatizzazione separata rispetto a quella di guidatore e passeggeri (umani). Ok anche gli anelli di ancoraggio, ma possono davvero fare comodo accessori come le barriere divisorie e il tettuccio panoramico. Ideale un vano ripostiglio che consenta di avere sempre sgombra l’area a loro dedicata. È opportuno comunque rammentare che, pur possedendo un’altra auto qualsiasi al di fuori delle 10 premiate, è possibile organizzare per il nostro amico un viaggio… non da cani: basti leggere la guida al trasporto degli animali.

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Obbligo soccorso animali: la guida su cosa fare e chi chiamare

di Redazione

Dopo il nostro cliccatissimo articolo sul Decreto che tutela e impone il soccorso agli animali feriti, alcuni lettori hanno giustamente posto vari interrogativi sulle modalità d’intervento. Per tale motivo abbiamo deciso, come sempre, di rispondere alle curiosità degli nostri lettori andando direttamente alla fonte delle notizie, e coinvolgendo Gianluca Felicetti, presidente LAV, Lega antivivisezione, e l’ANMVI, Associazione nazionale medici veterinari italiani, che – molto disponibili e precisi – così hanno risposto alle nostre domande. Come si vedrà ancora alcuni aspetti sono poco chiari (a causa delle regole di legge), ma dal nostro articolo emergeranno delle importanti linee guida da seguire in caso d’incidente con qualsiasi animale.Una guida unica e preziosa, insomma, da condividere e da diffondere sul Web, che si amino gli animali o no.

Aggiornamento Leggi qui cosa è cambiato dopo sei anni dall’introduzione dell’obbligo di soccorso degli animali feriti!

La norma vale per qualsiasi animale?

LAV: Sì. Il nuovo articolo 189 del Decreto Legislativo 285 del 1992 specifica che ‘l’obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso è riferito agli animali d’affezione, da reddito o protetti’. In base alle leggi speciali ‘d’affezione’ sono cani e gatti, ‘da reddito’ sono gli animali tenuti a scopo di lucro e sostanzialmente animali d’allevamento, ‘protetti’ sono le specie di fauna omeoterma. Ma la volontà del Legislatore di circoscrivere l’area di applicazione della norma è caduta con l’utilizzazione del termine ‘protetti’ poiché tutti gli animali in base al titolo IX-bis del Codice penale sono protetti dai maltrattamenti e la mancata somministrazione di cure ad un animale è stato identificato da sentenze della Corte di Cassazione come un vero e proprio maltrattamento. Quindi, oltre che per dovere civico e buon senso, l’obbligo di fermarsi a chiamare aiuto valgono per tutti gli animali. Anche perché difficilmente nell’impatto si sarà capita l’esatta specie dell’animale e anche dopo essersi fermati – a meno di preparazioni zoologiche e giuridiche specifiche – per alcuni ambiti si potrà continuare a non essere certi della categoria d’appartenenza.

ANMVI: Sì, dal 2010 il Codice della strada è stato modificato (Art. 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120) disponendo per l’utente della strada, ‘in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti’, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.

Sono obbligato a fermarmi e chiamare soccorso o a fermarmi e portare l’animale da un veterinario?

LAV: L’obbligo è di fermarsi e chiamare soccorso ovvero un veterinario o una Forza di Polizia così come si fa per incidenti con umani. A prescindere dalla mole dell’animale, se non sono io stesso un veterinario, non devo muovere l’animale ma attendere i soccorsi. Potrò chiamare il Corpo Forestale dello Stato (1515), i Carabinieri (112), la Polizia di Stato (113), la Guardia di Finanza (117), le Polizie Municipali-Locali-Provinciali – Centralini Comuni e Province, i Servizi Veterinari Aziende USL, i Centri di recupero fauna selvatica e lo studio medico veterinario più vicino www.struttureveterinarie.it, anche con App da telefonino.

ANMVI: Sì, da gennaio di quest’anno è attiva la piattaforma www.struttureveterinarie.it, realizzata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI) in collaborazione con ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). Si tratta della georeferenziazione delle strutture veterinarie autorizzate, un servizio di pubblica utilità, gratuito e  scaricabile anche su smartphone, tablet e navigatori satellitari. Consente di rintracciare la struttura veterinaria più vicina: di ciascuna è presente una scheda dei servizi, la pronta reperibilità e naturalmente i recapiti.

Se l’animale è morto nell’impatto come mi devo comportare?

LAV: Come sopra ma chiamando esclusivamente una Forza di Polizia. Andrà certificata la morte da un medico veterinario e per i casi più delicati l’esame autoptico deve essere fatto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della provincia nella quale è avvenuto l’incidente.

ANMVI: In tal caso decadono le esigenze di soccorso; si dovranno informare le autorità competenti, polizia stradale e azienda sanitaria locale.

Le spese veterinarie sono a mio carico?

LAV: Saranno gli accertamenti sulle responsabilità dell’accaduto a certificare chi deve pagare i danni comprese le spese veterinarie.

ANMVI: Sì, non è prevista nessuna forma di partecipazione alla spesa da parte del Servizio Sanitario Nazionale, fatte salve le situazioni in cui la struttura veterinaria pubblica o privata disponga diversamente. L’onere è, in via generale, a carico del soccorritore (O meglio ‘utente della strada’), causa o coinvolto nell’incidente stradale.

Se si riesce a rintracciare il padrone dell’animale le spese procurate al mio mezzo e/o alla mia persona sono a suo carico?

LAV: Se la responsabilità dell’accaduto è del proprietario e/o del detentore dell’animale, le spese sono a loro carico ai sensi dell’articolo 2052 del Codice Civile. A prescindere se siano assicurati per danni diretti o indiretti causati dal loro animale.

ANMVI: Per i danni causati dall’animale- se di proprietà- l’automobilista danneggiato potrà rivalersi per omessa custodia dell’animale qualora ricorrano gli estremi. Si tratta però di una evenienza diversa dal campo di applicazione dall’articolo 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120 e diversa dal regolamento del ministero dei trasporti che ha disciplinato in questi giorni i mezzi di trasporto per il soccorso di animali in stato di necessità.

Esiste una norma che punisca i padroni che non custodiscono gli animali con la dovuta attenzione mettendo a rischio gli automobilisti/motociclisti?

LAV: Sì, l’articolo 672 del Codice penale, depenalizzato ma sempre valido, prevede una sanzione pecuniaria per l’omessa custodia.

ANMVI: Sia il proprietario che Comune e Asl possono essere chiamati a rispondere per omessa custodia di animali proprietari (nel primo caso) e di animali vaganti/randagi (nel secondo). Anche in questo caso siamo in una altro ambito normativo.

Il Decreto fa distinzione fra animali domestici (appartenenti a qualcuno) e animali selvatici liberi?

LAV: Tutti gli animali hanno un proprietario. Se non si tratta di una persona fisica, questo è il Sindaco – in base al Codice Civile – per gli animali domestici. E’ invece la Provincia, su delega della Regione, per gli animali selvatici.

ANMVI: No, il decreto regolamentare del Ministero dei Trasporti, ha come finalità il rispetto del benessere degli animali, ma anche di garantire l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale; pertanto viene disciplinato anche il trasporto di animali da recuperare ‘la cui presenza possa costituire un pericolo per la circolazione stradale’ (quindi non solo se feriti o incidentati).

Stabilisce chi deve pagare le spese di soccorso e di eventuali interventi chirurgici e fa distinzione in funzione del tipo e delle dimensioni dell’animale?

LAV: No. Ma la domanda ha già una risposta alla 4) e alla 5).

ANMVI: Né il Codice della strada né il Regolamento ministeriale contengono disposizioni di natura economica; le spese relative ai mezzi di soccorso e al loro utilizzo sono a carico dei titolari (pubblici o privati) dei mezzi stessi, mentre le spese per il recupero, il trasporto e le cure dell’animale sono a carico del soccorritore.

Un riccio di 20 cm schiacciato da un’auto è equiparabile ad un cinghiale, a un cervo, un capriolo investito di notte mentre attraversa una strada di campagna?

LAV: Si.

ANMVI: La norma non fa distinzioni di specie; scartato l’ambito di applicazione per la tutela dell’animale,  subentra quello del  recupero di animali ‘la cui presenza possa costituire un pericolo per la circolazione stradale’.

C’è un 118 veterinario?

LAV: Sì, attraverso la reperibilità anche notturna e festiva dei Servizi Veterinari delle Asl, in maniera diretta o attraverso convenzioni. La realtà varia da zona a zona e in alcune realtà come Verona, Rimini, Sanremo, ad esempio, sono in rete i diversi soggetti deputati al soccorso (Forze di Polizia, Servizio veterinario pubblico, ambulatori veterinari privati anche attraverso l’Ordine provinciale dei medici veterinari, Comune, Provincia) con l’aiuto anche delle associazioni di volontariato. In Veneto il numero 118 fornisce risposte mentre in altre Regioni no. Queste norma del Codice della Strada ha anche il merito di aver portato alla luce questa tematica, di interesse pubblico per gli aspetti sanitari, morali, di sicurezza e incolumità pubblica e, quindi, ci battiamo per la creazione di un ‘118 veterinario’ efficace in tutta Italia. Tutte le associazioni animaliste già svolgono questa attività di informazione e orientamento e senza alcun riconoscimento economico.

ANMVI: Numeri di emergenza possono essere istituiti a livello territoriale e alcune Regioni hanno affrontato la questione del servizio telefonico, ma non esiste un numero pubblico di emergenza nazionale come quello ipotizzato. Per questo FNOVI e ANMVI hanno realizzato www.struttureveterinarie.it , un servizio a costo zero per cittadini e Pubbliche amministrazioni che ci auguriamo possa essere adottato dalle forze dell’ordine e da tutti coloro che a vario titolo si confrontano con il Codice della strada.

Qual è la sanzione per chi non presta soccorso?

LAV: Da 80 a 318 euro per il Codice della strada. In più, possono essere accertate responsabilità sotto il profilo penale: il riferimento è l’articolo 544-ter del Codice penale.

ANMVI: L’obbligo di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso non riguarda solo l’automobilista, ma anche le persone coinvolte in un incidente con danno ad animali. Chiunque non ottempera all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 318.

Oggi se si chiama qualsiasi soccorso è sempre gratis per l’uomo, qui siamo di fronte all’obbligo di chiamare i soccorsi ma senza che si sappia chi deve pagare. Un po’ assurdo…

LAV: Se una persona che ha causato o è stata coinvolta in un incidente con danno a uno o più animali non si ferma e chiama soccorso rischia la sanzione che può essere più altra della spesa veterinaria. Per il merito si rimanda alla risposta sulla proprietà giuridica dell’animale. Per approfondimenti su veterinari contattare la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari www.fnovi.it che riunisce i veterinari pubblici e privati.

ANMVI: I medici veterinari hanno reso tramite www.struttureveterinarie.it un servizio di pronta rintracciabilità. La prestazione veterinaria d’urgenza o in emergenza è a pagamento, non essendo una prestazione rimborsata dal SSN. Il Legislatore nel riformare il Codice della strada non si è posto il problema dell’obbligo ‘oneroso’ (neanche per l’uomo tuttavia è propriamente gratis – il SSN è finanziato dai contribuenti italiani). In questo caso l’atteggiamento della norma va più nella direzione di ‘chi sbaglia paga’: o si pagano le conseguenze dell’incidente o la multa. È pleonastico evidenziare che l’ANMVI ha fatto notare le incongruenze fra buoni propositi della Legge e la  distrazione sugli oneri economici del suo assolvimento. Così come il fatto che si è lasciata una lacuna incolmata: disciplinando solo il trasporto, si è trascurato di considerare il medico veterinario che con proprio mezzo (quindi ad auto senza animale) raggiunga la sede dell’emergenza: è passibile di multa in caso di superamento del limite di velocità o di utilizzo di dispositivi acustici. Multe comminate per questo sono state quasi sempre annullate dal Giudice di pace, ma il Legislatore non ne ha tenuto conto.

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Carrozze trainate da animali: proposto il divieto di circolazione in città

di Raffaele Dambra

Carrozze trainate da animali divieto

Stop in città alle carrozze trainate da cavalli, quelle che a Roma chiamano “botticelle” e a Firenze “fiaccherai”. Tra gli ultimissimi emendamenti inseriti nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, ha trovato posto anche quello presentato dalle deputate Patrizia Prestipino del PD e Federica Zanella di Forza Italia, poi leggermente modificato dal M5S, che, appunto, vieta il servizio di piazza con animali. L’iter per l’approvazione definitiva è ancora lungo, e quindi almeno per quest’estate vedremo ancora, a Roma dintorni Colosseo e non solo, le botticelle che scarrozzano i turisti sotto il sole cocente mettendo a dura prova la resistenza dei cavalli. Ma dovrebbe essere l’ultima.

CARROZZE TRAINATE DA ANIMALI: IL DIVIETO NON RIGUARDA PARCHI E RISERVE NATURALI

Il divieto di utilizzo delle carrozze trainate da animali sarà limitato alle città ma consentito “nei parchi e nelle riserve naturali, oltre che in occasione di manifestazioni pubbliche di carattere religioso culturale, storico e di tradizione popolare, dietro rilascio di una licenza speciale da parte dei Comuni interessati per fini ludici, culturali e turistici. Anche le slitte potranno continuare a prestare servizio di piazza, nelle località e nei periodi di tempo in cui ne è consentito l’uso”. La versione votata e approvata in commissione trasporti alla Camera con l’avallo dei deputati del Movimento 5 stelle è quindi una soluzione intermedia tra quella dell’opposizione, che chiedeva una totale soppressione di botticelle e carrozze, e quella della Lega, nettamente contraria per timore di danneggiare il settore turistico.

BOTTICELLE PERICOLO PER LA CIRCOLAZIONE STRADALE

“La tutela del benessere animale è una delle nostre priorità”, ha affermato il consigliere M5S Giuliano Pacetti. “Non sarà più concesso ai vetturini di portare i cavalli allo stremo, soprattutto quando a causa delle temperature elevate l’asfalto diventa rovente. Senza dimenticare che costringere i cavalli a marciare sotto il sole per ore mette a rischio anche la sicurezza delle persone e la circolazione stradale”.

In commissione trasporti – dove si discute la riforma del codice della strada – è stato approvato l’emendamento mio e di…

Geplaatst door Patrizia Prestipino op Dinsdag 9 juli 2019

STOP ALLE CARROZZE TRAINATE DA CAVALLI: I TIMORI DEI VETTURINI

Soddisfazione anche da parte delle due promotrici (“È una vittoria nella pluridecennale battaglia contro il crudele sfruttamento dei cavalli in nome di tradizioni anacronistiche ed irrispettose dei diritti degli animali”, ha detto l’On. Zanella, mentre l’On, Prestipino ha ricordato che “il percorso parlamentare è ancora lungo, ma un punto fermo è stato messo a favore del benessere dei cavalli”). E pure dalle tante associazioni animaliste. Unici scontenti i conducenti delle carrozze che lamentano la soppressione di quella che per loro era un’effettiva occupazione e adesso guardano al futuro con comprensibile timore.

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Mezzi pubblici: cani, gatti e altri animali viaggiano gratis?

di Redazione

mezzi pubblici cani gatti

È fresca la notizia del Comune di Milano che con l’avvio dal 15 luglio 2019 delle nuove tariffe ATM consentirà agli animali d’affezione di viaggiare gratis su metro, bus e tram. Registrata la bella notizia, vediamo come funziona più a largo raggio il trasporto di cani, gatti e altri animali sui mezzi pubblici in Italia. E quali sono i requisiti da rispettare e le restrizioni da conoscere.

CANI, GATTI E ALTRI ANIMALI D’AFFEZIONE SUI MEZZI PUBBLICI URBANI

Per mezzi pubblici urbani intendiamo principalmente autobus di linea e, dove presenti, tram e linee della metropolitana. Diciamo subito che non c’è una normativa nazionale ma ogni città regolamenta come meglio crede. Detto per esempio della scelta ‘rivoluzionaria’ di Milano, a Roma gli animali domestici (in particolare cani di piccola e media taglia) sono ammessi sui mezzi pubblici dietro pagamento del biglietto singolo ordinario. Solo i cani guida viaggiano gratuitamente. Ovviamente sono previste alcune restrizioni (nella metro i cani possono viaggiare solo nel primo e nell’ultimo vagone del treno e massimo due cani per ciascun vagone). Gli altri piccoli animali come gatti e volatili viaggiano sui mezzi solo se alloggiati in trasportini o gabbie non superiori a 25x45x80 cm. Sui mezzi pubblici di Napoli è consentito invece il trasporto gratis di un cane per ogni passeggero, ma solo se viene tenuto in braccio. Normativa che di fatto esclude i cani di taglia medio-grande o grande.

CANI, GATTI E ALTRI ANIMALI D’AFFEZIONE SUI TRENI

Sui treni di Trenitalia i cani di piccola taglia, i gatti e gli altri animali domestici viaggiano gratuitamente in prima e seconda classe, su tutte le categorie di treno, purché custoditi in un trasportino che non superi le misure di 70x30x50 cm (massimo un trasportino per passeggero) e muniti di certificato di iscrizione all’anagrafe canina e libretto sanitario. Anche i cani più grandi sono ammessi sui treni, ma dietro pagamento di un biglietto al 50% della tariffa standard e con guinzaglio e museruola. Restrizioni: i cani di taglia grande sono esclusi dai livelli di servizio Executive, Premium, dalla Working Area, dall’area del silenzio e dai salottini dei Frecciarossa; dai treni regionali nell’orario 7-9 del mattino dal lunedì al venerdì, tranne i festivi; dai compartimenti delle carrozze letto, a meno che non vengano acquistati per intero. Nel mese di agosto, per scongiurare il triste fenomeno dell’abbandono dei cani in occasione delle vacanze, il biglietto del treno per i cani grossi costa soltanto 5 euro. Inutile precisare che i cani guida per le persone non vedenti viaggiano su tutti i treni senza dover pagare nulla.

CANI, GATTI E ALTRI ANIMALI D’AFFEZIONE SU AEREI ALITALIA

Si può viaggiare con cani, gatti e altri animali sugli aerei della compagnia di bandiera Alitalia? Certo che si può, basta rispettare lo specifico regolamento. Tenendo comunque presente che servizio di trasporto animali non è disponibile su tutti gli aeromobili e le dimensioni massime imbarcabili variano a seconda dell’aero utilizzato. Quindi è sempre meglio informarsi in anticipo. In ogni caso per volare con un animale domestico è necessario acquistare un supplemento al biglietto che varia a seconda del peso, del trasporto in cabina o in stiva e degli aeroporti di partenza e destinazione. Tranne alcune eccezioni il trasporto sugli aerei di cani, gatti & co. costa 40 euro sui voli nazionali, 75 euro sui voli per l’Europa e il nord Africa, 150 euro sui voli per il Canada e 200 euro sui voli per USA, Messico e resto del mondo. Sono inoltre richiesti documenti sanitari diversi a seconda che il volo sia nazionale, per un paese europeo o un paese extra-europeo. Per esempio per una tratta italiana sono sufficienti tessera sanitaria e microchip. Mentre per viaggiare in UE, i cani, i gatti e anche i furetti devono essere muniti di passaporto rilasciato da un veterinario che riporti le vaccinazioni (obbligatorio l’antirabbico) e lo stato di salute dell’animale, oltre a tatuaggio leggibile o sistema elettronico di identificazione. Inoltre gli animali di età inferiore ai 3 mesi non possono viaggiare in aereo. Il trasporto di cani guida o d’assistenza riconosciuti per passeggeri disabili è gratuito.

CANI, GATTI E ALTRI ANIMALI D’AFFEZIONE SU NAVI E TRAGHETTI

In Italia cani, gatti e altri animali da compagnia possono viaggiare su navi e traghetti, ma con particolari attenzioni. Per essere ammessi a bordo, è richiesto, oltre il pagamento di un biglietto ridotto (ogni compagnia marittima ha la sua tariffa), il rispetto delle normative igienico-sanitarie in vigore. In particolare, i cani devono essere muniti di libretto d’iscrizione all’anagrafe canina. E in generale tutti gli animali domestici devono avere la certificazione veterinaria di buono stato di salute. Solitamente gli animali di piccola taglia viaggiano in una gabbietta e possono sostare in cabina con i propri padroni, mentre quelli più grandi vengono sistemati in un’area riservata, dove è comunque possibile visitarli e accudirli (la cura e il mantenimento sono a carico dei proprietari). Importante: durante la traversata cani e gatti non vanno mai  lasciati nell’auto, perché nei garage dei traghetti si raggiungono spesso temperature elevatissime! Da ricordare, infine, che nelle operazioni di imbarco e sbarco è sempre necessario l’uso del guinzaglio e della museruola.

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Cani dimenticati in auto: cosa fare e chi avvisare per salvarli

di Redazione

Cani dimenticati in auto

Con l’arrivo della stagione più calda si ripresenta il problema dei cani dimenticati in auto, anche per poco tempo, che potrebbero subire conseguenze letali a causa delle temperature torride all’interno degli abitacoli. Non è un problema di poco conto perché basta sfogliare un attimo i giornali per leggere di numerosissimi casi di cani lasciati in auto e salvati in extremis solo grazie alla tempestiva segnalazione dei passanti. Ma non sempre queste situazioni finiscono bene. Riepiloghiamo quindi cosa fare e chi avvisare se si scoprono cani o altri animali dimenticati in una vettura sotto il sole cocente, ricordando che esiste l’obbligo di soccorrere gli animali.

COSA DICE LA LEGGE SUI CANI DIMENTICATI IN AUTO

Facciamo innanzitutto una premessa. Chi lascia un cane in un’automobile per troppo tempo, mettendone a rischio l’incolumità, non commette soltanto un’azione deplorevole ma infrange pure la legge. Secondo l’art. 727 del Codice Penale, infatti, “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

COSA SUCCEDE AI CANI DIMENTICATI IN AUTO

Molte persone non si rendono però conto del pericolo e credono che basti lasciare aperto uno spiffero di finestrino per assicurare il ricambio d’aria a un cane dimenticato a lungo in una vettura bollente. Ma non è così. D’estate una vettura parcheggiata al sole ci mette assai poco a diventare incandescente, sui 50° e anche di più. E un cane, che per natura sopporta il caldo assai meno dell’uomo (ovviamente alcune razze sono più sensibili di altre), quando raggiunge i 41° di temperatura corporea è già a serio rischio di colpo di calore. A 44° subentrano invece gravi danni alla circolazione che causano insufficienza renale, mancanza di ossigeno nel cervello ed emorragia interna. A quel punto la morte dell’animale è la conseguenza più probabile. E anche se si riuscisse a salvarlo in tempo, rimarrebbero altissime probabilità di danni cerebrali permanenti.

COSA FARE SE SI SCOPRE UN CANE DIMENTICATO IN UN’AUTO

Insomma, abbiamo cercato di spiegare per benino gli effetti nefasti di lasciare o dimenticare cani in auto. Vediamo adesso come comportarsi se si scopre un animale abbandonato all’interno di un veicolo al caldo. La prima cosa da fare è valutare la situazione, facendosi delle domande specifiche. Il cane sembra effettivamente in pericolo? Il caldo è davvero così asfissiante? L’auto è completamente al sole? I finestrini sono del tutto chiusi? Il cane dispone almeno di una vaschetta d’acqua? C’è un modo di rintracciare il proprietario (cercandolo magari nei negozi vicini) o di capire da quanto tempo l’auto sia ferma lì? (a questo proposito ripassiamo i 5 errori da NON fare quando si viaggia con animali in auto).

CANI DIMENTICATI IN AUTO: CHI AVVISARE

Solo dopo aver fatto queste valutazioni, se il padrone del cane non si è fatto ancora vivo e si ritiene che la situazione comporti dei rischi oggettivi per la bestiola, si deve agire allertando i Carabinieri (112) oppure la Polizia locale. Sconsigliamo di fare i ‘Rambo’ della situazione spaccando i finestrini dell’auto, non è quasi mai una buona idea. Molto meglio cercare di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e, se possibile, gettare acqua sulla vettura. Un’ulteriore possibilità consiste nel chiamare gli operatori dell’ENPA o di altre associazioni per la protezione degli animali, e nei casi più stremi un veterinario. E soprattutto coinvolgere altre persone nell’operazione di ‘salvataggio’ per avere dei testimoni di quanto accaduto. Potrebbero tornare utili.

COSA FARE SE IL CANE HA AVUTO UN COLPO DI CALORE

Qualora fosse necessario intervenire di persona, per riportare gradualmente a livelli normali la temperatura corporea di un cane che ha subito un grave colpo di calore, bisogna bagnargli la schiena e i lati del corpo con dei panni (va bene un comune asciugamano) pregni di acqua fredda ma non gelida, oppure di liquidi che evaporano facilmente come aceto o alcol. Questo perché l’evaporazione dell’acqua o dei liquidi sottrae calore al corpo. Meglio non usare il ghiaccio, dato che un raffreddamento troppo rapido potrebbe avere effetti nocivi e causare persino uno choc cardiocircolatorio. Ribadiamolo: proteggere i cani dal caldo torrido è un dovere di tutti.

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