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Una Giornata con LG G8x DOPPIO DISPLAY a Palermo

di Andrea Galeazzi
Devo dire che l’ingegnerizzazione ed il software del doppio display di G8x mi sono piaciuti. Finalmente due display uguali (non come nel V50) e finalmente un display esterno per vedere, anche a telefono chiuso, le chiamate e le notifiche. Ho […]

Il 4G di Tiscali Mobile sta arrivando, intanto nei primi test già convince

di Vincenzo

È tutto pronto per il 4G di Tiscali Mobile: a breve verrà reso disponibile per tutti i clienti, nel frattempo le prime prove hanno dato riscontri ottimi.

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Carte virtuali Revolut: come utilizzarle

di Roberto Cocciolo
Una delle opzioni che rende Revolut più funzionale rispetto ai diretti concorrenti, è la possibilità di creare delle carte virtuali di vario tipo. Oggi vedremo proprio in che modo generarle e utilizzarle in base alle leggi di più...

FAI VALERE I TUOI DIRITTI ! (Backstage) PLAY

di Canna
Ok, ho fatto la doccia con un costume a paperelle e occhialini rosa… ma era per una buona causa! Tra Black Friday e Natale, le occasioni per fare acquisti in questo periodo dell’anno non mancano e sempre di più questo […]

Evergreen icon pack offre migliaia di icone minimali dai colori pastello

di Gerardo Orlandin

Evergreen è un'applicazione che permette di personalizzare i dispositivi mobili con un pacchetto di icone dai colori pastello e dal design minimalista. L'icon pack include oltre 3.300 icone HD con risoluzione 192x192 pixel che comprendono anche quelle per il calendario dinamico, inoltre sono presenti 24 sfondi che si adattano perfettamente allo stile delle icone.

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Nova Dark Icon Pack include oltre un migliaio di icone dallo stile moderno a tema dark

di Gerardo Orlandin

Nova Dark Icon Pack è un'applicazione che permette di personalizzare smartphone e tablet con un pacchetto di icone circolari su uno sfondo scuro dalla forma quadrata con gli angoli arrotondati. L'icon pack include oltre 1.100 icone vettoriali che comprendono anche quelle per il calendario dinamico, inoltre è possibile trovare icone alternative e 11 modelli Kustom.

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Ecco le Maglie e Felpe Ufficiali di ChimeraRevo!

di Manuel Baldassarre
Nato un po’ tutto per gioco, nel corso degli anni ChimeraRevo si è evoluto fino a diventare un punto di riferimento nel settore della tecnologia. Tra le tante novità e sorprese in serbo per voi leggi di più...

IRBA, l’Italia rischia la procedura d’infrazione UE

di Raffaele Dambra

IRBA procedura d'infrazione

Futuro incerto per l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione, conosciuta con la sigla IRBA. L’Italia rischia infatti l’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea, che reputa l’imposta non conforme alle norme comunitarie in materia di tassazione sui carburanti. Adesso il governo italiano, di concerto con le amministrazioni regionali, ha due mesi tempo (con decorrenza 27/11/2019) per inviare le sue motivate ragioni alla Commissione europea, oppure per abolire direttamente l’IRBA. In caso contrario il nostro Paese finirà di fronte alla Corte di Giustizia UE per aver violato il diritto comunitario.

CHE COS’È L’IRBA – IMPOSTA REGIONALE SULLA BENZINA PER AUTOTRAZIONE

Entrata in vigore il 1° gennaio 2012, l’IRBA si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nelle varie regioni italiane, compresi quelli destinati a uso privato. L’imposta è dovuta dal concessionario o dal titolare dell’autorizzazione dell’impianto di distribuzione del carburante. O, per delega, dalla società petrolifera che risulti unica fornitrice del suddetto impianto. L’IRBA corrisponde a 0,0258 euro per litro di benzina, e i ricavi vengono riscossi direttamente della regioni (esattamente come il bollo auto).

IRBA: CHE COSA CONTESTA L’UNIONE EUROPEA

Ciò che contesta l’Unione Europea all’Italia, minacciando l’apertura di una procedura d’infrazione, è di aver riscosso, a livello regionale, un’imposta sulla benzina per autotrazione (appunto l’IRBA) in aggiunta all’accisa già percepita secondo quanto previsto della legislazione dell’UE. In base infatti alla direttiva europea 2008/118/CE, i 28 Stati membri possono sì prelevare altre imposte indirette sui prodotti sottoposti ad accisa. Ma solo se vengono rispettate due condizioni: 1) l’imposta deve essere riscossa per fini specifici; 2) l’imposta deve essere conforme alla normativa comunitaria in materia di accise o di imposta sul valore aggiunto. Condizioni che, secondo la Commissione europea, nel caso dell’IRBA non sono state soddisfatte.

IRBA: RISCHIO PROCEDURA D’INFRAZIONE

L’Unione Europea aveva iniziato a chiedere chiarimenti sull’IRBA già nel 2018, ma adesso è passata dalle parole dai fatti inviando all’Italia una sorta di ultimatum. Entro due mesi o si adegua alla normativa comunitaria in materia di accise sui carburanti (disponibile in versione integrale e in italiano cliccando sul tasto rosso in basso Scarica PDF), o cancella del tutto l’IRBA, o rischia di vedersela con la Corte di Giustizia europea e con una più che probabile procedura d’infrazione. Che può condurre a pesanti sanzioni pecuniarie.

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Econocom Group nomina Emiliano Veronesi Direttore Generale

di Antonino Caffo
Econocom Italia ha annunciato la nomina di Emiliano Veronesi in qualità di Direttore Generale del Gruppo Econocom in Italia. Veronesi, 46 anni, è arrivato in Econocom per rafforzare il posizionamento dell’azienda sul mercato Italiano. Grazie alla sua esperienza in ambito General Management e Finance e alla sua conoscenza del mercato, con oltre 20 anni trascorsi […]

Raven Distribution annuncia la localizzazione della serie Mint

di Mabelle Sasso
Raven Distribution ha annunciato una “fresca” novità nel panorama dei giochi in scatola portatili: si tratta della localizzazione italiana dei giochi della serie Mint. Editi da Five24 Labs, i giochi della serie Mint ricordano in tutto e per tutto degli astucci di mentine in metallo, al loro interno saranno contenuti i componenti necessari per giocare […]

I giovani 18-24 fanno più incidenti da soli: l’indagine 2019 in Germania

di Donato D'Ambrosi

I giovani tra 18 e 24 anni al volante sono sempre meno esperti, lo rivela un’indagine dell’Automobile Club Tedesco che ha analizzato le cause di incidenti con una sola auto in Germania. Nonostante la percentuale di mortalità giovanile sia diminuita del 28%, il 30% dei giovani esce fuori strada o fa un incidente solitario più degli anziani (19%). Ecco dove e perché si sono verificati più incidenti in Germania che hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso ADAC.

INCIDENTI FREQUENTI ANCHE CON UNA SOLA AUTO TRA I GIOVANI

Dal 2008 in Germania è possibile guidare un’auto da 17 anni purché ci sia una persona esperta accanto. Una misura che ha ridotto il numero di incidenti mortali di circa -18% negli ultimi 10 anni. Tuttavia l’inesperienza continua ad avere un’influenza importante sul numero di incidenti con una sola auto con al volante un giovane tra 18 e 24 anni. La velocità non adatta o eccessiva è la causa principale degli incidenti con al volante giovani guidatori. 1 indicente su 10 avviene in fase di sorpasso per un’errata valutazione delle condizioni del traffico. Mentre molti altri quando la velocità non è adatta alle condizioni dell’asfalto scivoloso o della curvatura della strada. In totale l’ADAC ha soccorso 702 conducenti tra 18 e 24 anni e 2083 conducenti di età maggiore.

LE CAUSE PRINCIPALI DEGLI INCIDENTI TRA GIOVANI 18-24 ENNI

L’alcol e la distrazione sono cause influenti sui giovani come sui guidatori più esperti. Chiaramente il report dell’ADAC è legato agli interventi in cui è stato richiesto l’elisoccorso. Questi rapporti quindi si riferiscono ad incidenti avvenuti per l’80% dei casi nelle aree extraurbane, mentre in area urbana intervengono altre unità di soccorso più adatte al contesto. Nella foto qui sotto si può capire, anche se in tedesco, che l’abbandono della corsia (46,5%) e la velocità inadatta (29,6%) siano maggiori tra 18 e 24 anni rispetto alla media degli altri guidatori. A seguire poi ci sono malore, alcol e sorpasso.

1 AUTO SU 2 IN MANO AI GIOVANI E’ POCO SICURA

Quello che emerge dal rapporto dell’ADAC è che le auto guidate da giovani conducenti hanno mediamente 1 anno in più di quelle possedute da conducenti più adulti. Non è certo una novità che ai neopatentati venga affidata la seconda auto di famiglia più vecchia o se ne compri una un po’ malmessa per fare pratica. L’ADAC dice che quasi la metà (il 46%) delle auto dei giovani coinvolti in un incidente aveva 11 anni o più (rispetto alla media del 37% di tutti i guidatori). Un aspetto da non sottovalutare quando la scarsa protezione di auto che a malapena avevano qualche airbag si combina con l’inesperienza dei conducenti giovani. Eco perché vi consigliamo sempre, a prescindere dall’età del conducente, di verificare quanto è sicura nei crash test l’auto che state per acquistare.

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Come registrare video Time-Lapse con iPhone

di Emmanuel Caronna
Quante volte vi è capitato di rimanere stupiti di fronte ad uno strano video, magari girato da un amico, in cui minuti o anche ore di registrazione sono racchiusi in pochi secondi? Non stupitevi poi leggi di più...

Auto Euro 6D più sicure: solo il 10% acquistate nelle regioni a basso reddito

di Donato D'Ambrosi

Ci siamo quasi abituati all’idea che il parco circolante in Italia abbia in media oltre 10 anni e che parlare di auto elettriche e ibride sembra fantascienza. Il motivo si può spigare nella ridotta capacità di acquisto e nel fatto che in Italia il 35% delle auto è ante Euro 4. Lo spiega l’Automobile Club d’Italia presentando i dati dello studio sul parco auto circolante al 2030 condotto con CNR e ENEA e CNR-Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti. Entro il 2030 l’82% delle auto continuerà ad avere un motore a benzina o a gasolio e forse riusciremo per un pelo a rientrare nell’obiettivo Europa 2030 sulla CO2.

L’AUTO ELETTRICA ANCORA LONTANA PER MOLTI ITALIANI

Entro il 2030 l’Italia riuscirà a sfiorare per un pelo l’obiettivo 2030, cioè ridurre a 49 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, le emissioni di “gas serra”. Ma lo scenario attuale del parco circolante impone degli interrogativi sulla strategia di decarbonizzazione dell’Italia. E’ pur vero che fino al 2021 saranno attivi gli incentivi sull’ecobonus per auto ibride plug-in ed elettriche, ma sono sussidi fuori dalla portata della massa di automobilisti più significativa. Secondo l’ACI serve una pianificazione eco-razionale della mobilità: investimenti per l’eliminazione o la sostituzione con usato recente dei quasi 14 milioni di auto ante Euro 4 (il 35% del parco circolante).

6 AUTOBUS DIESEL SU 10 SONO EURO 3

Secondo lo studio, Il settore automobilistico, contribuirà per 54,5 Mt di CO2 eq, superando l’obiettivo Europa solo dell’11 per cento. Lo svecchiamento dei mezzi pubblici è un’altra area da rivalutare, sostituendo gli autobus Diesel Euro 3 (il 60%), con modelli elettrici alimentati da energie rinnovabili. Secondo lo studio ogni sostituzione riduce le conseguenze ambientali pari a 24.055 euro l’anno.

INCENTIVI AUTO PULITE PER POCHI

Secondo lo studio ACI-CNR-ENEA senza incentivi all’acquisto, nel 2030, le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le ibride il 10%, le elettriche (BEV e PHEV) quasi il 9%. Una situazione però che rischia di gravare sull’economia delle famiglie meno abbienti. Basta pensare che lo sconto di un’auto elettrica con l’ecobonus equivale a 16 mila euro, l’equivalente della spesa media per un’auto usata, ma investendo una cifra più alta per un’auto ibrida plug-in. Non tutti possono fare questo passo, infatti delle auto Euro 6D Temp più efficienti e sicure, solo il 10% viene immatricolato nelle regioni a basso reddito. “Un’ulteriore auspicabile accelerazione di questo percorso potrà arrivare dal sostegno a rottamare le vecchie auto da Euro 0 a 3, le più inquinanti, con auto più sicure e avanzate” ha dichiarato il presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani.

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Recensione Alienware Area-51m

di Valerio Porcu
Un portatile da gioco fuori dal mondo

Ninjalitics: Super offerta Black Friday sul miglior strumento analisi di Instagram!

di Manuel Baldassarre
Ninjalitics è un progetto tutto italiano che mette al centro della sua attenzione Instagram, molto di più che un semplice luogo dove postare una foto o fare un storia. Instagram è al giorno d’oggi una leggi di più...

Gommista sequestrato per Mafia: copiava anche le chiavi dei clienti

di Redazione

Garanzia auto usate Codice del Consumo

L’attività di un gommista siciliano è stata posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanzaai malcapitati clienti, spesso venivano copiate le chiavi dell’auto. I finanzieri hanno scoperto il giro d’affari a supporto della criminalità organizzata del gommista cui ignari clienti affidavano le auto per cambiare pneumatici o riparazioni. Ecco come agiva il gommista sequestrato e a cosa fare attenzione quando affidate la vostra auto a un’officina che non conoscete.

LASCIARE LE CHIAVI IN OFFICINA, PERCHE’ E’ UN RISCHIO

Secondo quanto riporta la Guardia di Finanza, ai clienti che lasciavano l’auto presso l’officina di G.M. venivano duplicate le chiavi e ne veniva annotato anche l’indirizzo di casa. I dettagli dell’attività criminale parallela a quella del gommista sono riconducibili ad accordi con famiglie mafiose. Dalle risultanze delle indagini pare che l’attività di rivendita e riparazione era stata finanziata da personaggi di spicco della malavita cui G.M. era rimasto in buoni rapporti. Nell’imponente operazione sono stati impegnati oltre 50 finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo che ha portato al sequestro di beni per oltre 17 milioni di euro.

IL GOMMISTA SENZA CONCORRENZA

L’attività di gommista serviva alla criminalità come supporto per gli incontri tra esponenti presso i locali dell’officina, nonché ad agevolare l’approvvigionamento di auto da rubare. Secondo le indagini, G.M. avrebbe anche ottenuto in cambio l’esenzione dal pagamento del pizzo e l’eliminazione della concorrenza commerciale vicina. In un caso, una testa di capretto è stata recapitata presso la nuova officina di un concorrente che alla fine ha deciso di chiudere l’attività.

I PROVENITI DELLA DOPPIA ATTIVITA’

Il Tribunale di Palermo ha definito G.M. – pur incensurato – un soggetto socialmente pericoloso, in quanto “appartenente” (anche se non partecipe) al sodalizio mafioso, in considerazione dei fattivi contributi forniti nel tempo. È stato quindi eseguito il sequestro dei beni di seguito elencati, che da oggi saranno affidati ad un amministratore giudiziario affinché li gestisca nell’interesse della collettività:

– 2 imprese e relativi compendi aziendali ubicati a Palermo, operanti nel settore della vendita e riparazione di pneumatici, con 5 punti vendita dislocati in diversi quartieri cittadini;
– l’80% delle quote societarie di un Consorzio sito a Palermo, operante nel settore della revisione dei veicoli;
– 25 immobili (appartamenti e magazzini);
– 44 rapporti bancari, 10 polizze vita e 2 cassette di sicurezza;
– 11 fra autoveicoli e motoveicoli.

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Tariffe Uber e Lyft in aumento: Chicago approva la tassa sul traffico dal 2020

di Donato D'Ambrosi

I servizi di car pooling o ride hailing, le corse a pagamento di Uber e Lyft, stanno per incassare una nuova batosta a Chicago. Additate di essere fonte di congestione del traffico, il Comune ha approvato una tassa sulle corse singole, agevolando però chi prenota una corsa condivisa con più persone. A svelare la strategia di crescita delle società è stato l’obbligo di comunicare le tariffe applicate in città.

UBER E LYFT: LA TASSA PER ENTRARE IN CENTRO

Il piano del sindaco di Chicago, Lori Lightfoot, mira a ridurre il traffico stradale portando nelle casse del comune 40 milioni di dollari l’anno. Una nuova tassa che va a colpire duramente sui servizi di trasporto passeggeri con conducente, quindi Uber e Lyft. Scatteranno parallelamente sgravi per incentivare la condivisione della corsa, mentre sui viaggi singoli e le prenotazioni feriali si dovrà pagare un supplemento ulteriore dal 1 gennaio 2020. Per entrare nel centro città durante i giorni feriali potrebbe essere applicata una tariffa extra di 1,75 dollari.

PERCHE’ UBER E’ PENALIZZATA DI PIU’ A CHICAGO

Il consiglio comunale di Chicago ha approvato martedì una proposta di aumentate le tasse per i servizi di prenotazione delle corse passeggeri via App. A sostenere l’iniziativa è il sindaco di Chicago che ha acceso un dibattito di fuoco soprattutto con Uber che a Chicago copre il 72% dei servizi. Secondo Lightfoot, Uber avrebbe penalizzato i passeggeri a più basso reddito con l’aumento delle tariffe di car pooling. L’evidenza sarebbe scaturita dai dati che gli operatori di trasporto passeggeri sono obbligati a comunicare all’Amministrazione. Uber avrebbe aumentato le tariffe delle corse condivise lasciando però inalterate quelle prenotate da un solo passeggero.

DOPO LONDRA, UBER A RISCHIO ANCHE NEGLI USA

La replica di Uber sull’aumento delle tariffe spiega che “il costo maggiorato deriva da una diminuzione delle prenotazioni condivise in alcune zone della città”, mentre Lyft e Vai non avrebbero replicato ufficialmente agli aumenti annunciati. Prima di Chicago Londra aveva già rimesso Uber Technologies all’angolo, revocando la licenza. E così anche le altre società di carpooling si trovano sempre più impegnate a gestire criticità politiche, di sicurezza e privacy dei passeggeri.

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Fortnite: uno YouTuber crea un videogioco usando la Modalità Creativa

di Gianluca Saitto
La modalità creativa è stata una delle aggiunte più interessanti all’interno di Fortnite. Grazie a questa modalità Epic è riuscita a creare un’intera comunità di appassionati che propongono a loro volta prospettive diverse con cui approcciare uno dei giochi più giocati degli ultimi anni. Le mappe e le modalità che vanno per la maggiore sono […]

La VR su Xbox continua non essere una priorità per Microsoft …anche con Scarlett

di Alexandre Milli

Microsoft ha appena ribadito che la realtà virtuale su Xbox One non è una priorità, anche per Scarlett. VR non sarà una priorità di Scarlett Phil Spencer torna sull’argomento VR e ribadisce il messaggio già veicolato nel 2017, che il gioco il realtà virtuale non costituisce una priorità per Xbox, tanto meno per la futura […]

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