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Honda richiama 1 milione di auto: 13 milioni gli airbag difettosi nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

Continuano gli strascichi del caso airbag Takata. Il costruttore giapponese Honda ha annunciato che procederà al richiamo immediato di ben 1,1 milioni di vetture per la sostituzione degli airbag difettosi. Honda ed Acura si trovano ancora alle prese con i richiami legati ad airbag malfunzionanti che potrebbero esplodere al momento dell’attivazione. Il richiamo segue l’evoluzione delle indagini svolte che ha evidenziato irregolarità nel sito di produzione gestito dalla ormai fallita Takata in Messico. Solo nel 2018 le principali case automobilistiche hanno dovuto procedere alla sostituzione di ben 7,2 milioni di dispositivi di gonfiaggio degli airbag. Vediamo tutti i dettagli sul caso.

AIRBAG AL CENTRO

Honda ha fatto sapere che procederà alla sostituzione di circa 1,1 milioni di airbag difettosi. Coinvolti nel maxi richiamo i veicoli a marchio Honda e Acura immatricolati negli Stati Uniti. Il problema sarebbe stato rintracciato nei dispositivi realizzati da Takata e localizzati sul lato del guidatore. Il costruttore automobilistico giapponese ha fatto sapere che sarebbe stato accertato il difetto nei rilievi legati ad un incidente nel quale si è registrata la rottura dell’airbag in fase di impatto. I veicoli coinvolti nel richiamo erano già stati precedentemente richiamati per la sostituzione degli stessi airbag Takata (PSDI-5D) (Leggi tutto sulla nuova Honda CR-V ibrida). Le sostituzioni gratuite sarebbero già state avviate negli Stati Uniti con pezzi di ricambio provenienti da altri fornitori del brand.

I PRECENDENTI

Honda è venuta a conoscenza del problema a seguito di un incidente che ha coinvolto un suo monovolume Odyssey. In questo caso l’airbag frontale è esploso in fase di apertura e ha ferito al braccio il guidatore. Successivamente un’indagine svolta sul caso ha mostrato che i problemi erano da ricondurre ad un lotto di produzione dello stabilimento Takata in Messico. Il fornitore avrebbe introdotto una quantità eccessiva di umidità all’interno del sistema di gonfiaggio durante la fase di assemblaggio. Il numero totale di meccanismi di gonfiaggio richiamati è ora di circa 21 milioni, di cui circa 12,9 milioni si trovano a bordo di veicoli Honda e Acura. Come detto sono stati oggetto di richiamo auto che avevano già ricevuto la sostituzione gratuita degli airbag frontali difettosi sempre prodotti da Takata.

FORNITORI NEL MIRINO

Negli Stati Uniti i brand automotive hanno già sostituito oltre 7,2 milioni di sistemi di gonfiaggio per air bag a marchio Takata nel solo 2018. Insomma il tema sicurezza spinge i brand a muoversi per tempo per evitare indagini a proprio carico da parte delle competenti autorità di sicurezza. Parallelamente l’Agenzia governativa per la sicurezza dei trasporti USA (NHTSA) ha stimato che circa 8 milioni di auto prodotte negli USA, tra cui Hyundai, General Motors e FCA potrebbero avere problemi agli airbag. Pare che il produttore ARC, proprio come Takata, utilizzi il nitrato di ammonio e questo potrebbe causare l’esplosione degli airbag (Leggi airbag difettosi Arc come Takata?).

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Mega multa ad Autoliv e TRW: 368 milioni per i prezzi di airbag e cinture

di Donato D'Ambrosi

L’Antitrust europeo ha raggiunto un verdetto sull’indagine avviata qualche mese fa che riguardava i prezzi degli airbag e delle cinture di sicurezza venduti alle Case costruttrici di auto. Il provvedimento del Garante ha individuato il coinvolgimento diretto di Autoliv, TRW e Takata, che hanno accettato di pagare una multa e chiudere la faccenda. L’episodio mette però apre uno squarcio sulla legittimità del mercato di sistemi che dovrebbero garantire la sicurezza di milioni di persone.

LA MULTA A TRW E AUTOLIV Come riporta il New York Times, i tre Costruttori di airbag e cinture di sicurezza hanno patteggiato un’ammenda equivalente a 368 milioni di euro, dopo aver ammesso la loro colpevolezza. Ma solo Autoliv e TRW saranno destinatari del provvedimento, essendo Takata fallita proprio a causa dello scandalo globale degli airbag difettosi. L’azienda giapponese è ormai nelle mani di KSS (Key Safety Systems), colosso statunitense nella produzione di sistemi di ritenuta e di sicurezza per auto.

BMW E VOLKSWAGEN TRA I PIU’ COLPITI L’Antitrust europeo avrebbe accertato l’intesa delle tre aziende nel fissare i prezzi di airbag e cinture di sicurezza, contravvenendo alle regole sulla concorrenza. Tra i Costruttori maggiormente penalizzati dal cartello sui ricambi ci sarebbero le Case Volkswagen e BMW, essendo committenti di volanti, airbag e cinture di sicurezza.

13 MILIONI DI PERSONE PENALIZZATE DAI CARTELLI “(I cartelli, ndr)Danneggiano i consumatori europei e incidono negativamente sulla competitività del settore automobilistico europeo, che impiega circa 13 milioni di persone” dichiara Margrethe Vestager, commissario per la concorrenza. L’invito della Commissione che controlla la concorrenza nell’UE a qualsiasi persona o azienda interessata dalle azioni dei due cartelli è di costituirsi e chiedere un risarcimento in tribunale.

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Hyundai realizza il primo airbag in grado di proteggere dagli impatti multipli

di Alessandro Crea

Ultimamente Hyundai è in un periodo di forte innovazione. Dopo aver presentato in rapida sequenza il navigatore GPS olografico a realtà aumentata, un veicolo innovativo dotato di “zampe” robotiche e il concept AVPS, che combina guida autonoma e ricarica wireless ecco arrivare il primo airbag al mondo in grado di proteggere i passeggeri in caso di incidente con impatto secondario.

Come dimostrano i dati dell’NHTSA, l’agenzia statunitense per la sicurezza stradale, gli incidenti che prevedono un secondo impatto dopo il primo costituiscono ben il 30% di quelli totali e questa tipologia è proprio la più pericolosa.

Se infatti il primo impatto non è stato sufficiente a innescare l’apertura dell’airbag, quest’ultimo non interverrà nemmeno nell’impatto successivo, ad esempio contro un palo o un albero se si esce fuoristrada, ma anche contro altri veicoli nel caso di scenari di incidenti urbani.

La soluzione messa a punto da Hyundai invece, se il primo impatto non è stato sufficiente a innescare l’airbag, è in grado di rilevare l’inusuale posizione dei passeggeri all’interno dell’abitacolo, utilizzando i dati per ricalcolare l’intensità dell’impatto necessario alla sua successiva attivazione.

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