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L’eCall privato supera la sperimentazione in Italia

di Donato D'Ambrosi

L’eCall privato supera la sperimentazione e diventa operativo in Italia: facciamo chiarezza su come funziona l’eCall in Europa e sul futuro eCall aftermarket

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4 consigli per rendere connessa e smart un’auto in aftermarket

di Donato D'Ambrosi

Si parla tanto di auto connesse, quelle che preoccupano i Costruttori più delle auto elettriche. Ma l’accezione del termine “connessa” si presta anche alle funzionalità smart che rendono un’auto capace di comunicare con dispositivi e accessori aftermarket. Finché è il Costruttore dell’auto a garantire che l’auto connessa a un server blindato sia sicura allora dormiamo sonni tranquilli. Ma cosa succede se si installano in auto dispositivi e accessori che comunicano in rete o con device per l’accesso a informazioni che riguardano l’auto? Una ricerca ha voluto approfondire questo aspetto della cybersecurity aftermarket e ha identificato le regole base da seguire per evitare rischi di cyber attack.

L’INDAGINE SUI DISPOSITIVI CONNESSI AFTERMARKET

I ricercatori di Kaspersky si sono proposti di scoprire se i report sulla sicurezza dei dispositivi IoT (Internet of Things) incidono in qualche modo sui produttori di dispositivi smart per l’automotive. Hanno selezionato in modo casuale diversi dispositivi che hanno analizzato. Sono stati testati uno strumento di diagnostica OBD dongle simile a questo che abbiamo provato, un sistema TPMS per gli pneumatici, uno smart alarm, un localizzatore GPS e una dashcam controllata tramite app. I dispositivi testati si sono dimostrati sicuri ma non senza qualche criticità.

I PUNTI DEBOLI DEI SISTEMI SMART IN AUTO

Sono state riscontrate possibilità di accedere da remoto ai dati relativi alla dinamica di guida, manipolare i segnali provenienti dal TPMS o aprire le portiere dell’auto. Secondo i ricercatori però non porterebbero a vantaggi evidenti e immediati per i criminali informatici. Ecco come difendersi quando si rende smart e connessa un’auto non nuova con dispositivi aftermarket.

I CONSIGLI PER PROTEGGERSI DAGLI ATTACCHI

 

1.Nel momento in cui si decide di rendere più smart una parte della propria auto è bene considerare i rischi legati alla sicurezza. Se il dispositivo ha qualcosa a che fare con la telemetria dell’auto o ha accesso al suo “cervello” forse vale la pena pensarci bene prima di implementarlo.

2.Prima di acquistare un dispositivo cercare sul web notizie su eventuali vulnerabilità. È probabile che il dispositivo sia già stato esaminato dai ricercatori e questo consentirebbe di scoprire se sono state riscontrate criticità o se sono state rilasciate delle patch.

3.Non sempre è una buona idea comprare i prodotti più recenti rilasciati sul mercato. Oltre ai bug standard che spesso si trovano nei nuovi prodotti, i dispositivi nuovi potrebbero avere problemi di sicurezza che non sono stati ancora scoperti dai ricercatori. Con questa premessa, la scelta migliore è quella di acquistare prodotti che hanno già diversi aggiornamenti software.

4.Tenere sempre in considerazione la sicurezza legata alla “dimensione mobile” del dispositivo, specialmente se si possiede un dispositivo Android. Le app sono spesso d’aiuto e semplificano la vita, ma se uno smartphone è infettato da un malware, può avere conseguenze anche sul funzionamento e l’uso dell’auto.

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