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Microsoft al lavoro sull’emulazione di app a 64-Bit per Windows on ARM?

di Filippo Molinini

Sebbene il messaggio iniziale fosse diverso, Microsoft sembrerebbe ora al lavoro per portare l’emulazione delle app a 64-Bit su Windows on ARM. Microsoft cambia idea, in arrivo l’emulazione di app 64-Bit su WoA? Soltanto qualche mese fa Qualcomm stessa ci ha tenuto a specificare che l’emulazione dei programmi a 64-Bit non sarebbe mai arrivata su […]

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Mario Kart 8: Nintendo non ha lavorato da sola al progetto

di Andrea Bercaru
Sicuramente in questa generazione di console, Nintendo ha saputo sorprenderci in maniera non indifferente. Dopo un fallimento abbastanza marcato dovuto ad Wii U, la casa nipponica si è fatta perdonare con quel piccolo gioiello conosciuto come Nintendo Switch. In questi ultimi anni, svariate case di sviluppo hanno contribuito ad ampliare il parco titoli della console, […]

Dispositivi antiabbandono e omologazione: come stanno le cose?

di Donato D'Ambrosi

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

L’allarme seggiolini auto è obbligatorio dal 7 novembre, quindi per il timore di prendere una multa è partita la corsa all’acquisto di un dispositivo antiabbandono. Una partenza non priva di intoppi visto che i produttori di allarmi per seggiolini lavorano a pieno regime per poter rispondere alle richieste dei consumatori. Al punto che almeno il rischio di multe fino al 1 marzo 2020 sarà scongiurato da un emendamento che dovrà comunque essere approvato. Ma in tutto questo caos non si è ancora capito se montando un allarme antiabbandono universale si perde l’omologazione del seggiolino? Sembrerebbe di si secondo Altroconsumo. Abbiamo contatto i principali produttori di seggiolini e di dispositivi antiabbandono in commercio per fare chiarezza sull’omologazione del seggiolino e la compatibilità con i sistemi antiabbandono universali. E’ sufficiente la sola Certificazione di conformità? Ecco come stanno le cose.

I DISPOSITIVI ANTIABBANDONO MODIFICANO I SEGGIOLINI?

I genitori più informati sull’obbligo dell’allarme seggiolini si sono precipitati ad acquistare un dispositivo per essere in regola con la legge. Ma basta fare qualche ricerca sul web per accorgersi che per molti prodotti non c’è disponibilità a causa dell’elevata domanda. Inoltre la produzione ha dovuto adeguarsi alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal Ministero (vedi allegato in “Scarica PDF”). Una situazione che restringe la scelta dei dispositivi antiabbadnono per seggiolini. A lanciare l’allarme sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino montando un dispositivo antiabbandono non a norma è Altroconsumo. Secondo l’associazione dei consumatori circolano poche informazioni e non precise che potrebbero costringere gli automobilisti a un acquisto frettoloso. Un rischio che il Ministero dei Trasporti ha congelato rinviando le multe al 1 marzo 2020. Ma chi oggi acquista un dispositivo antiabbandono certificato quali rischi corre? In caso d’incidente l’allarme seggiolino può essere pericoloso per il bambino? Ecco cosa hanno risposto i principali produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono universali che abbiamo interpellato.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI A RISCHIO? IL PARERE DI REMMY SRL

Se monto un dispositivo antiabbandono su un seggiolino omologato, perdo l’omologazione? E’ la domanda che si farebbe qualsiasi genitore. Ma Michele Servalli, ideatore del dispositivo Remmy stempera i timori. “Oltre alla certificazione di Conformità, Remmy è stato sottoposto a test e validato anche dal CSI, il laboratorio dove sono stati effettuati i crash test con i seggiolini più diffusi”, spiega il CEO di Remmy SRL. Altroconsumo dal canto suo sostiene che “non è possibile provare con un crash test (facoltativi e con costi esorbitanti per le aziende, ndr) la compatibilità assoluta con tutti i seggiolini”. Motivo per cui sarebbe  consigliabile rivolgersi preferibilmente ai produttori di seggiolini in grado di garantire la perfetta compatibilità con gli allarmi della stessa marca.

I CRASH TEST FACOLTATIVI CON DISPOSITIVI ANTIABBANDONO

La stessa domanda l’abbiamo fatta all’azienda Digicom che dal 2017 commercializza l’allarme antiabbandono Tippy Smart Pad. Un sistema che viene fornito anche ad alcuni dei principali produttori di seggiolini omologati. Riguardo ai crash test effettuati nuovamente presso il laboratorio CSI, la Digicom SRL ci spiega che: “Tippy è stato sottoposto a crash test su circa 20 seggiolini del Gruppo 0-1-2 (fino ai 4 anni di età imposti dal DM, ndr)”. “I test sono stati ripetuti finché l’esito delle prove ha dimostrato che con o senza dispositivo la curva dinamica (che misura le sollecitazioni in caso di impatto) era al di sotto di quanto prevedono le norme ECE R44 ed ECE R129”. Una quantità di prove sufficiente, secondo l’azienda, da poter garantire la sicurezza del dispositivo abbinato ai seggiolini più diffusi in commercio.

L’INCERTEZZA SULLA COMPATIBILITA’ DEI SEGGIOLINI PIU’ VECCHI

D’altro canto la stessa azienda ammette che “sarebbe impossibile testare i circa 3 milioni di seggiolini diversi in commercio”. Tuttavia chiedere che un dispositivo di allarme sia compatibile con tutti i seggiolini in circolazione è forse una condizione estrema. “E’ improbabile che le aziende produttrici di seggiolini che vendono anche dispositivi antiabbandono, li abbiano testati su prodotti della stessa azienda in commercio 15 anni fa e ormai non più in vendita”. Spiega il reparto tecnico della Digicom “questi prodotti sono in circolazione non avendo una scadenza, ma sarebbe impensabile sottoporre a test anche dei seggiolini così vecchi”. Bisogna considerare infatti che i crashtest effettuati sui dispositivi antiabbandono universali non sono imposti (come invece lo sono per le aziende sui nuovi seggiolini) e i costi sono a carico dei produttori.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI CON ALLARME: COSA DICONO I PRODUTTORI

Ci sono molti produttori di seggiolini che commercializzano dispositivi antiabbandono ad uso esclusivo come il  tappetino Inglesina Ally PadChicco, invece, garantisce la compatibilità con tutti i seggiolini in commercio del dispositivo Chicco Bebécare EasyTech “oggetto di valutazione anche da parte del laboratorio CSI, che ha certificato il prodotto sulla conformità”. Ma sui suoi seggiolini Chicco sconsiglia di usare dispositivi di altre marche se non approvati, perché “i seggiolini in quanto omologati non possono subire modifiche non preventivamente approvate dall’ente che ha omologato il prodotto”Cybex, ad esempio commercializza alcuni seggiolini con allarme SensorSafe integrato e a breve sarà disponibile un kit retrofit per i seggiolini che ne sono sprovvisti. Se però si volesse montare un dispositivo universale diverso su un seggiolino Cybex, Sandro Pietrogrande, Country Manager Cybex Italia ci ha spiegato che è presto per stabilire se si perde l’omologazione. “Il tempo (di entrata in vigore dell’obbligo, ndr) è risultato insufficiente ad effettuare test e controlli adeguati su dispositivi esterni abbinati ai nostri seggiolini” dice Pietrogrande.

SEGGIOLINI CON ALLARME ANTIABBANDONO PERICOLOSI? RISPONDE ALTROCONSUMO

Sembrerebbe infatti che i produttori di dispositivi antiabbandono che abbiamo interpellato non abbiano tralasciato la sicurezza dei dispositivi in caso di incidente. Abbiamo quindi chiesto ulteriori chiarimenti ad Altroconsumo sulla sua posizione, giungendo a una conclusione più rassicurante per i genitori che hanno già fatto l’acquisto.“Dalla discussione che Altroconsumo ha avuto con diversi laboratori che certificano seggiolini e prodotti, siamo convinti che i prodotti “indipendenti” non alterino la protezione offerta dal seggiolino”, ha chiarito Altroconsumo. Tuttavia il decreto lascia insoluti alcuni dubbi sull’interpretabilità dell’uso del Bluetooth e la validità delle norme ECE R44 ed ECE R129. Secondo le norme di omologazione dei seggiolini infatti non dovrebbero esserci cuscini ausiliari ad alterarne le caratteristiche. Una osservazione che sicuramente richiederà un ulteriore chiarimento del Ministero dei Trasporti.

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L’allarme seggiolini slitta al 1 marzo 2020: cosa fare in caso di multa

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

L’obbligo dell’allarme seggiolini bimbi è tecnicamente in vigore non senza punti in sospeso da chiarire su incentivi, controlli e le multe. Proprio per questo il Governo è al lavoro su un emendamento che farebbe slittare al 1 marzo 2020 l’allarme antiabbandono obbligatorio e le multe per chi non ha un dispositivo conforme in auto. Intanto però, come già abbiamo spiegato l’obbligo è sulla carta partito e finché non sarà approvato l’emendamento alla Manovra 2020, le multe sono tutt’altro che esorcizzate. Ecco cosa succederà con lo stop e cosa fare in caso di multa anticipata per l’obbligo dell’allarme antiabbandono.

I PUNTI DA CHIARIRE SULL’ALLARME SEGGIOLINI OBBLIGATORIO

I punti che dovrà chiarire l’emendamento alla legge finanziaria sono molti, ma finché non sarà approvata tutto resta com’è sull’obbligo dell’allarme seggiolino. Il motivo semplice è che non si sa ancora in che forma l’emendamento congelerà le multe e farà chiarezza sui nodi legati a incentivi e controlli. Da un lato gli incentivi di 30 euro sono stati varati ma non si sa con quali modalità di erogazione perché manca un decreto attuativo. Dall’altro l’obbligo è diventato vigente (ancora prima degli incentivi) ma né gli automobilisti né i produttori sono pronti a questa partenza anticipata. E’ bastato qualche giorno e l’insurrezione delle associazioni dei consumatori per mettere un freno all’exploit del Ministero dell’Interno sull’obbligo dell’allarme antiabbandono. Intanto leggi qui come stanno realmente le cose sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino se si monta un dispositivo antiabbandono universale.

DA QUANDO E’ VALIDA LA MULTA PER L’ALLARME ANTIABBANDONO

Bisogna fare bene attenzione a non lasciarsi illudere dagli annunci dell’ultima ora: nonostante l’emendamento in arrivo le multe sull’allarme seggiolino bimbi sono per ora valide. A chi si chiede da quando partono le multe se non si ha l’allarme seggiolino in auto? Il MIT risponde: “Dal 7 novembre.” E poi precisa “Il governo sta lavorando per posticipare al primo marzo 2020 l’avvio delle multe per i non provvisti del dispositivo”. Perché finché non ci sarà una legge che annulla il precedente provvedimento, gli accertatori devono attenersi a quanto è in vigore. E qui si apre un’altra voragine normativa che speriamo l’emendamento potrà chiarire: quella dei controlli su strada. Con la circolare del Ministero dell’Interno si dava formalmente avvio ai controlli e alle multe sull’obbligo del seggiolino con allarme antiabbandono.

I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO E IL RICORSO IN CASO DI MULTA

Ma con ogni probabilità gli stessi organi di polizia demandati ai controlli si troveranno a dover far finta di nulla. In primis perché gli allarmi seggiolino auto non devono essere omologati, ma conformi alla legge. Questo significa che l’agente non dovrà limitarsi a verificare la presenza di una marcatura di omologazione, come ad esempio avviene per il seggiolino stesso o il casco da moto. A un posto di controllo, gli agenti dovranno controllare che il dispositivo funzioni secondo le specifiche tecnico-costruttive che il Produttore dichiara di rispettare, se non si accontentano del Certificato di Conformità (un pezzo di carta). Questo groviglio però lascia arbitrarietà nei controlli e il rischio di multa finché non sarà approvato l’emendamento che fa slittare l’obbligo dell’allarme seggiolino. Ecco perché in caso di multa per allarme seggiolini antiabbandono, è probabile che il ricorso al Giudice di pace sarà accettato, almeno finché non sarà tutto più chiaro, presumibilmente entro la fine dell’anno.

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Allarme seggiolini obbligatorio dal 7 novembre: cosa rischia chi viene multato

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi è obbligatorio da oggi 7 novembre 2019 con la circolare del Ministero dell’Interno 300/A/9434/19/109/12/3/4/1 del 6 novembre (allegato in “Scarica PDF” sotto). Ora a farne le spese potrebbero essere gli automobilisti poco informati che rischiano grosso, anche in caso di incidente. Ma anche i produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono, che con il decreto attuativo di ottobre 2019 avrebbero avuto tempo per adeguarsi. Ecco cosa rischia chi viene sorpreso in auto senza allarme seggiolino obbligatorio, la multa e le conseguenze possibili in caso di incidente.

Aggiornamento del 11 novembre 2019: l’obbligo dell’allarme slitta al 1 marzo 2020, ma il rischio multe fino a fine anno resta.

L’INTRECCIO DI NORME SULL’ALLARME SEGGIOLINO OBBLIGATORIO

La circolare del Ministero dell’Interno del 6 novembre 2019 accelera l’operatività dell’obbligo allarme seggiolino. Dal 7 novembre 2019 comporterà una multa e taglio punti patente a chi non ce l’ha. Un provvedimento che si aggomitola a un iter tortuoso che ha portato al via i controlli sull’allarme antiabbandono in anticipo. L’obbligo dell’allarme seggiolino infatti fu proclamato dalla legge 117/2018, lasciando però che un decreto attuativo stabilisse quali caratteristiche e specifiche dovesse avere il dispositivo. Decreto attuativo che avrebbe reso operativo l’obbligo entro l’1 luglio 2019 o comunque 120 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, come prevedeva la 117/2018. Questo per permettere ai produttori di adeguarsi alle specifiche e agli automobilisti di informarsi sul nuovo obbligo. Il decreto attuativo è arrivato ben oltre il 1 luglio 2018 e da qui è scaturita l’interpretabilità dei provvedimenti successivi.

LA CIRCOLARE CHE FA PARTIRE I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO

La circolare del Ministero (clicca su “Scarica PDF” in basso) non tiene però conto dei 120 giorni previsti dalla 117/2018 e dice in sostanza che dal 7 novembre 2019 diventa operativo l’obbligo e le relative sanzioni. “[..] dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all’art.172 del CdS, introdotte dalla legge 1 ottobre 2018, n.117”. E specifica anche che l’allarme seggiolino bimbi “deve essere utilizzato su veicoli di categoria M1, N1, N2, N3 immatricolati in Italia o all’estero, condotti da residenti in Italia per il trasporto di bimbi fino a 4 anni”. Un obbligo che era atteso dagli automobilisti ma con una previsione al 2020. Invece ora, visto che gli allarmi antiabbandono non devono essere omologati, spetta all’automobilista accertarsi che il sistema usato è conforme alle caratteristiche tecnico-costruttive nell’allegato A del decreto ministeriale (vedi allegato in Scarica PDF sotto). Per evitare contestazioni durante i controlli quindi è bene chiedere al venditore il Certificato di conformità del Produttore.

OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINO: MULTE E RISCHI PER GLI AUTOMOBILISTI

Con l’obbligo dell’allarme bimbi in auto dal 7 novembre , gli automobilisti sorpresi  senza un dispositivo conforme  rischiano 81 euro di multa e 5 punti patente in meno. Inoltre se la stessa infrazione viene commessa più volte in 2 anni scatta anche la sospensione patente per 15 giorni. Ma questo è solo l’aspetto meno preoccupante, se non si monta un allarme bimbi obbligatorio. In caso d’incidente con lesioni – come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore – l’assicurazione potrebbe rivalersi sul conducente se dai rilievi della Polizia emerge che il seggiolino non aveva l’allarme obbligatorio. Un cavillo cui si aggrapperebbero le Compagnie pur non avendo niente a che vedere con l’efficacia di un seggiolino omologato, ben montato e allacciato ma sprovvisto di allarme bimbi obbligatorio.

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[video] App Win32 ancora il punto debole di WoA, prestazioni dimezzate rispetto a quelle native

di Alexandre Milli

Le prime review di Surface Pro X hanno confermato il problema di prestazioni di Windows on ARM quando si tratta di eseguire programmi. Win32 Vs. ARM64 Nonostante i buoni risultati ottenuti nei primi benchmark di Snapdragon 8cx, e le buone premesse di SQ1 tanto da poter essere paragonati a un processore Core i5, il nuovo […]

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Huawei, ARM ha deciso: la collaborazione può continuare!

di Lucia Massaro
La società britannica ARM continuerà a fornire le proprie tecnologie a Huawei. I legali dell’azienda progettista di processori ha stabilito che le tecnologie vendute al colosso di Shenzhen sono da considerarsi di origine britannica. Di conseguenza, i rapporti commerciali possono essere stabiliti senza che questi rappresentino una violazione dei divieti statunitensi. Per capire a fondo […]

Niente paura: Huawei potrà continuare a utilizzare i design di ARM

di Giovanni Pardo

Huawei può tirare un momentaneo respiro di sollievo: il supporto di ARM e la licenza per usare Armv8-A e la sua successiva architettura sono garantiti, ma cosa succederà in seguito?

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Seggiolini anti abbandono: caratteristiche definitive, obbligo da marzo 2020

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Abbiamo finalmente le caratteristiche definitive dei seggiolini anti abbandono che saranno obbligatori per trasportare in auto bambini al di sotto dei 4 anni di età. Al termine di un lungo e tortuoso iter parlamentare e burocratico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 23 ottobre 2019 è apparso il decreto n. 122 del MIT con il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di ‘dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni’. Come da prassi, il regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U., quindi il 7 novembre 2019. Ma per permettere alle aziende produttrici e ai consumatori di adeguarsi alle nuove norme, l’obbligo di dotarsi dei seggiolini antiabbandono scatterà dopo ulteriori 120 giorni, e cioè il 6 marzo 2020.

CHE COSA SONO I SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Il decreto attuativo che definisce le caratteristiche funzionali dei seggiolini anti abbandono è composto da 7 articoli e 2 allegati. Lo potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso in fondo all’articolo Scarica PDF. I primi due articoli specificano cosa sono i dispositivi antiabbandono e il loro ambito di applicazione. In particolare l’art. 1 comma 1 lettera b del decreto qualifica il congegno come un “dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo”. Nelle categorie di veicoli di cui sopra rientrano le autovetture fino a nove posti a sedere e i veicoli commerciali.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO CONSENTITI

Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali dei seggiolini anti abbandono sono invece esposte negli articoli 3 e 4 del decreto e nei due allegati A e B. Per esempio l’art. 3 spiega che il dispositivo antiabbandono può essere di tre tipi:
– 1) integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (ovvero i seggiolini auto, senza ovviamente alterarne le caratteristiche di omologazione);
– 2) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
– 3) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CARATTERISTICHE DEFINITIVE

Più specificatamente, come illustrato nell’allegato A, il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, e deve dare un segnale di conferma nel momento dell’avvenuta attivazione. Ma soprattutto, qualora si presenti la necessità di dare un segnale di allarme, il congegno deve essere sempre in grado di attirare in modo tempestivo l’attenzione del conducente, attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè attraverso il tatto), percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Inoltre, non meno importante, i seggiolini antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate. Così da avvisare urgentemente altre persone se, per un motivo qualsiasi, il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

ALTRE COSE DA SAPERE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Per il resto, gli articoli 5, 6 e 7 definiscono rispettivamente gli obblighi per le aziende fabbricanti (cui spetta naturalmente accertarsi che i prodotti immessi sul mercato rispettino fedelmente i requisiti contenuti nel decreto), la vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi, e infine il riconoscimento dei dispositivi prodotti negli altri stati dell’UE. A questo proposito si presumono conformi alle disposizioni valide per l’Italia i seggiolini antiabbandono legalmente commercializzati negli altri Paesi membri, in Turchia, oppure originari e legalmente commercializzati in uno stato appartenente all’EFTA. Chiudiamo ricordando che sarà messo a disposizione un bonus presumibilmente di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi, con modalità d’accesso ancora in via di definizione. Chi, dal 6 marzo 2020, non rispetterà l’obbligo di montare il congegno pagherà una multa da 80 euro a 323 euro più la decurtazione di 5 punti dalla patente (sanzioni aggravate in caso di recidiva).

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Farming Simulator 2019: Platinum Edition, la mia fattoria per un cavallo!

di Lorenzo Quadrini
Dopo la bellissima esperienza della versione standard (che ho raccontato qui), sono tornato su Farming Simulator 2019, in occasione dell’uscita della Platinum Edition. Segnalo che i possessori di Premium Edition o Season Pass riceveranno gratis questa prima corposa espansione. Nonostante sia stato combattuto nella scelta, ho infine deciso per un articolo meramente esplicativo delle nuove features […]

ARM lancia la nuova GPU Mali-G57 con prestazioni da top di gamma a basso prezzo

di Giovanni Pardo

ARM ha annunciato la nuova e prestante GPU Mali-G57 e contemporaneamente si è lanciata nel mondo della NPU con le nuove Ethos-N57 ed Ethos-N37.

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Huawei, Harmony OS: per l’alternativa ad Android “ci vorranno ancora anni”

di Saverio Alloggio
Joy Tan, il vicepresidente agli affari pubblici di Huawei, ha recentemente dichiarato che i lavori per Harmony OS potrebbero richiedere ancora alcuni anni. Questo sistema operativo proprietario, è stato progettato ben prima del ban promosso dal governo Trump, che ha costretto la società a non includere Google Play Store in Mate 30 Pro. Dal 19 […]

Dispositivi anti abbandono, solo 30 euro di bonus: è polemica

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

Al termine di un lunghissimo iter non privo di intoppi, la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono è diventata finalmente realtà e sarà pienamente operativa a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Coloro che trasportano in auto bambini di età inferiore a 4 anni dovranno dunque dotarsi di un congegno che segnala la presenza a bordo di un bebè, anche a motore spento, così da scongiurare nuovi drammatici casi di bimbi ‘dimenticati’ in auto (l’ultimo a Catania meno di un mese fa) e morti a causa del caldo soffocante sprigionatosi nella vettura. Ovviamente questo dispositivo ha un costo, che graverà inevitabilmente sulle tasche delle famiglie che hanno uno o più bambini piccoli. Per questo la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, nell’annunciare il varo della norma, aveva assicurato che nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 si sarebbe trovato il modo di inserire un bonus per alleggerire la spesa necessaria all’acquisto dei sistemi anti abbandono. Cosa che in effetti è stata fatta. Ma l’importo del bonus, invero piuttosto esiguo, ha deluso le aspettative di molti.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME RICHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

In attesa di comprendere le modalità di erogazione del bonus, che saranno disciplinate da un nuovo provvedimento atteso nelle prossime settimane, vediamo quali sono le caratteristiche principali del contributo di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono. Il governo ha stanziato 16,1 milioni di euro per il biennio 2019-2020 (15,1 milioni per il 2019 e 1 milione per il 2020) e il bonus si potrà richiedere per ciascun allarme acquistato. Quindi, in teoria, le famiglie che hanno più di un figlio sotto i 4 anni potranno accedere a più contributi. Il provvedimento con le modalità attuative dovrà chiarire sia come sarà elargito il bonus (sconto sul prezzo di listino o detrazione fiscale?); e soprattutto a chi sarà elargito. Facendo un rapido calcolo sembra infatti che i fondi stanziati non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste. Per cui è probabile che saranno stilati criteri di precedenza in base per esempio al reddito oppure al numero di bambini presenti nella medesima famiglia. Lo scopriremo presto.

“30 EURO DI BONUS PER I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO? È UN’ELEMOSINA”

Il bonus di appena 30 euro per i dispositivi anti abbandono obbligatori rappresenta una vera e propria elemosina di cui potranno beneficiare solo pochi fortunati”, ha dichiarato intanto il Codacons criticando aspramente la misura del governo. “Con soli 16,1 milioni di euro stanziati potranno accedere al contributo circa 540 mila persone. Quando in Italia, secondo i dati Istat, risiedono circa 1.860.000 bambini di età fino a 4 anni. Significa che il bonus andrà a meno di un bambino su tre. Mentre tutte le altre famiglie saranno escluse e dovranno pagare di tasca propria e integralmente il seggiolino anti abbandono obbligatorio”. Forti perplessità anche da parte di Altroconsumo (“Come verranno gestite le richieste? Si rischia di premiare solo i più veloci perché la copertura non è sufficiente per tutti i bimbi”). E dall’Asaps, associazione sostenitori e amici della Polstrada: “Pur essendo d’accordo con il provvedimento, riteniamo che l’importo del bonus sia piuttosto limitato rispetto ai costi del dispositivo anti abbandono (da 50 a 100 euro circa, a seconda del modello). E si poteva prevedere anche una riduzione dell’Iva”.

QUANDO SARANNO OBBLIGATORI I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

L’obbligo reale di dotarsi dei dispositivi anti abbandono (ovvero il giorno in cui inizieranno a fioccare le multe da 81 a 326 euro per gli inadempienti, più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della stessa in caso di recidiva entro due anni) partirà presumibilmente nei primi mesi del 2020. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 117/2018, che dovrebbe avvenire a brevissimo, la norma sarà effettiva dopo i canonici 15 giorni di ‘vacatio legis’. Ma quasi certamente ne saranno necessari altri 60 o forse 90 per permettere a produttori e consumatori di adeguarsi. In tal caso sarà emanata una speciale circolare della Polizia, già preannunciata dalla ministra De Micheli. Quindi, facendo due conti, l’obbligo dovrebbe scattare a febbraio 2020 o giù di lì. Contestualmente saranno stabiliti i criteri per chiedere e ottenere il bonus di 30 euro.

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Huawei conferma che Android è importante, ma punta su altro

di Giovanni Mattei

Il CEO di Huawei afferma che l'azienda è concentrata allo sviluppo di HarmonyOS ma continuerà a supportare anche Android

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Udite, udite: la serie Huawei P40 potrebbe avere due OS in dual boot

di Pietro Paolucci

Convivenza possibile fra Android e HarmonyOS: Huawei P40 potrebbe ospitarli entrambi secondo quanto trapelato; ma al momento non c'è ancora nulla di ufficiale.

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Techly, nuovo armadietto professionale per la ricarica

di Vittorio Pipia
Techly è sempre un passo avanti quando si tratta di comodità d’uso, di efficienza nelle operazioni quotidiane e di soluzioni per piccole, medie e grandi aziende. La linea di prodotti che aiuta i lavoratori a svolgere in modo migliore tante attività quotidiane è davvero vasta e completa, pronta a soddisfare ogni diversa esigenza. Tra le […]

Allarme seggiolini bimbi: il 70% degli italiani favorevole all’obbligo

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi obbligatorio divide i genitori, tra chi è pro e contro la nuova norma che entrerà in vigore dal 2020. Ci sono genitori convinti che dimenticare un bambino in auto sia un evento impossibile e chi trova giusto fare qualsiasi cosa per migliorare la sicurezza dei bambini in auto. E infatti un sondaggio di ConTe.it ha rilevato che quando ci sono bambini a bordo il comportamento del guidatore sarebbe più prudente. Ecco cosa pensano gli italiani dell’allarme seggiolini bimbi obbligatorio e quanto si lasciano alle distrazioni del cellulare al volante con i bambini in auto.

GLI ITALIANI E L’OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINI

Chi è d’accordo ad acquistare e usare obbligatoriamente un allarme seggiolino per non rischiare di dimenticare bambini in auto? Secondo il rapporto dell’indagine il 69% degli italiani è favorevole all’allarme antiabbandono, un dato importante rispetto al 78% di quelli che affermano di conoscere la nuova legge. La maggior parte del campione di 1000 residenti nelle Province di Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino d’accordo con l’obbligo dell’allarme sono donne. Il 75% secondo l’indagine si concentra al Centro-Sud, paradossalmente però le zone in cui secondo le statistiche l’uso del seggiolino è meno diffuso.

COSA FANNO I GENITORI CON I BAMBINI IN AUTO

Quando c’è un bambino in auto non si fanno distinzioni: da nord a sud in media tutti affermano di essere più prudenti. Il 42% degli intervistati fa più attenzione al codice della strada, il 38% dichiara di ridurre la velocità ma solo il 24% allaccia sempre le cinture. Quando si passa alle distrazioni al volante si tocca un tasto caldo, anzi rovente. Solo il 10% degli intervistati confessa di evitare le distrazioni del cellulare al volante quando ci sono bambini in auto. Stime che se analizzate in modo oggettivo trasudano anche una confusione generalizzata. Rispettare il codice della strada ed essere prudenti non equivale forse anche ad allacciare sempre e comunque le cinture di sicurezza e usare i seggiolini (art. 172 CdS)? E vogliamo parlare del vizio di buttare l’occhio al display o chattare con lo smartphone in preda all’“astinenza da social” (art. 173 CdS)?

SI ALL’ALLARME SEGGIOLINI, MA LA SICUREZZA NON E’ PRIORITARIA

I bambini in auto dettano legge nella scelta dell’auto nuova: secondo l’indagine gli intervistati scelgono un modello in base alle esigenze della famiglia. Il 75% degli intervistati ammette che la scelta dell’auto è influenzata dalla presenza di figli. Il 47% dei genitori (soprattutto maschi) sceglie con un bagagliaio più spazioso; il 46% con interni più ampi e almeno 5 sedute (in prevalenza le donne). Il dato più preoccupante è che solo il 24% sceglie auto con più dispositivi avanzati di sicurezza o gli ADAS, come la frenata d’emergenza, il controllo di velocità o i rilevatori di stanchezza del conducente. Tra le città che si sono dichiarate più attente al fattore sicurezza di un’auto ci sono Bologna (34%), seguita da Roma (32%) e Torino (27%).

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