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Energizer Power Max P18K Pop: lo smartphone con batteria da 18.000 mAh | MWC 2019

di Andrea Genovese

Energizer presenta in occasione del Mobile World Congress di Barcellona un nuovo smartphone con batteria “gigante” da ben 18.000 mAh. Il dispositivo garantisce un’autonomia di 7 giorni e fino a 50 giorni di autonomia in standby. Scopriamolo nel dettaglio.(...)
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© andreagenovese for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Samsung, ufficiale la nuova gamma di QLED TV 2019

di Vittorio Pipia
Samsung ha ufficializzato la nuova gamma di televisori QLED per il 2019 al Samsung European Forum in Portogallo. Parola d’ordine 8K, con il modello Q950R 8K che sarà disponibile con diagonali da 65 fino a 98 pollici, oltre al rinnovo del parco modelli con risoluzione 4K, che arriveranno con dimensioni comprese tra 43 e 82 […]

Samsung, ecco il nuovo chip per avere TV 8K con cornici ridotte all’osso

di Marco Pedrani

Samsung ha annunciato un nuovo chip prodotto internamente grazie al quale sarà possibile creare televisori con pannelli 8K e cornici ridotte al minimo.

Il tutto è possibile dall’interfaccia Samsung USI-T 2.0 presente all’interno del DDI (display driver IC) 8K, che permette di raggiungere una velocità di trasmissione di 4 Gbps (il doppio rispetto alla vecchia USI-T 1.0). Una tale velocità è la chiave per avere TV 8K Ultra HD con cornici il più sottili possibile.

Se vi state chiedendo perché un nuovo chip permetta di ridurre le dimensioni delle cornici, la risposta è semplice. Grazie all’elevata velocità, il nuovo DDI permette di trasmettere immagini in 8K nativo al pannello senza bisogno di ulteriori componenti. Questi “ulteriori componenti” sono solitamente posizionati proprio nelle cornici, e rimuoverli significa poterle ridurre significativamente.

“Per ottenere immagini a risoluzione 8K reale, è essenziale che i DDI moderni supportino una velocità di trasferimento intra-pannello di 4 Gbps”, ha affermato Ben K. Hur, senior vice president of System LSI marketing. “Il DDI 8K di Samsung (S6CT93P) con USI-T 2.0 sarà in grado di trasmettere immagini incredibili a schermi di alta qualità, portando l’esperienza visiva sulle TV più grandi ad un nuovo livello”.

La nuova interfaccia supporta anche una funzionalità di equalizzatore intelligente (EQ) che usa canali a due vie tra il controller del timing (TCON) e i singoli DDI. Piuttosto che programmare ogni singolo DDI manualmente, questo equalizzatore è in grado di programmare simultaneamente tutti i DDI presenti in un pannello, riducendo così la possibilità di errori e la quantità di risorse necessaria per produrre il pannello stesso.

Samsung ha annunciato che i primi sample di DDI 8K sono già disponibili, così come le licenze per l’interfaccia USI-T 2.0.

TV 8K con sorpresa: secondo Sony, è meglio tenerli a distanza

di Giancarlo Calzetta

Per molti di noi, piazzare il televisore in casa è quasi una scelta obbligata. Abbiamo un divano, una parete libera e… facciamo di necessità virtù. Chi può permettersi di scegliere, invece, ha davanti a sé una vagonata di variabili da tenere presenti tra le quali spiccano la distanza dello spettatore dal televisore, la diagonale dello schermo e la sua risoluzione. In particolare, la risoluzione dello schermo ha iniziato a diventare un fattore importante con il quale confrontarsi dall’avvento dell’HD, dato che stravolgeva i parametri in un campo dove la tecnologia era immobile da decenni in termini di risoluzione dello schermo.

Ovviamente i produttori di televisori hanno uno stuolo di ingegneri che studiano ogni aspetto della resa dei propri prodotti, per ottimizzarne la resa e ottenere un vantaggio competitivo sui concorrenti. Così, si sono succeduti innumerevoli studi su quale sia la distanza giusta tra spettatore e schermo per ottenere il miglior effetto realistico e immersivo.

Sui televisori 4K, questa misura corrisponde a una volta e mezza la diagonale del televisore. In questo modo, i pixel sono abbastanza piccoli da non esser notati come “scalettatura” nelle immagini, ma sono ancora abbastanza grandi da migliorare la definizione percepita rispetto a schermi Full HD.

All’ultimo CES, però, abbiamo visto come tutti i produttori stiano preparando la loro linea di televisori 8K e questo ci costringerebbe a rivedere la formula appena citata. Dal momento che la risoluzione degli 8K è 4 volte quelli degli schermi 4K, la distanza a cui piazzare il televisore dovrebbe essere dimezzata.  “Invece” – ci ha svelato Toshiyuki Ohura – “non è così. Quando i pixel diventano così piccoli, entrano in gioco altri fattori che contribuiscono maggiormente a dare una sensazione di realismo dell’immagine”.

Secondo le prove che hanno effettuato su un gran numero di persone, la distanza ottimale a cui piazzare un televisore 8K dal suo spettatore è ancora di 1,5 volte la misura della diagonale. Esattamente come nei 4K. “Avvicinare lo spettatore oltre questa soglia” – continua Ohura – “contribuisce a peggiorare man mano la percezione di realismo, nonostante il fatto che l’occhio umano dovrebbe, invece e in teoria, apprezzare l’aumento di dettaglio. Restando, invece, alla distanza di 1,5 volte la diagonale, la percezione di realismo migliora lo stesso rispetto a un 4K pur senza sfruttare, teoricamente, a pieno la nuova risoluzione”.

Probabilmente, la maggior parte di questa sensazione di perdita di realismo ha a che fare con il campo visivo. Avvicinarsi troppo a un televisore vuol dire non essere più in grado di goderne comodamente di tutta l’immagine ed essere costretti a muovere gli occhio o addirittura la testa più di quanto siamo abituati a fare.

Hisense, Panasonic e Samsung insieme per promuovere le TV 8K

di Alessandro Crea
Il produttore di pannelli AU Optronics e alcuni dei più grandi colossi dell’elettronica hanno dato vita al consorzio 8KA (8K Association) durante il CES di Las Vegas, nell’intento di promuovere nel senso più ampio del termine lo sviluppo e la diffusione delle TV 8K e dei relativi contenuti. Oltre ad AUO, del consorzio fanno già […]

Sony serie Master, arriva l’8K HDR da 98 pollici e nuovi TV 4K OLED

di Vittorio Pipia

Sony ha ufficialmente presentato i nuovi TV ZG9 e AG9, rispettivamente un 8K LCD e un 4K OLED, al CES di Las Vegas, facenti parti della serie Master, ovvero la linea di televisori top di gamma dell’azienda, in grado di restituire un elevatissimo livello di dettaglio e accuratezza dei colori.

Sony ZG9 8K HDR

Partiamo dal più interessante TV ZG9 extra large, che arriverà con diagonali di 98 e 85 pollici e con risoluzione 8K HDR.  L’azienda giapponese si unisce così agli altri produttori di TV che già a IFA 2018 avevano presentato i loro TV 8K, tra cui Samsung, LG e Sharp.

Il nuovo ZG9 ha quattro volte il numero di pixel, arrivando così a ben 33 milioni di pixel, gestiti dal processore d’immagine X1 Ultimate, lo stesso presente anche sul nuovo AG9 OLED e sui precedenti TV serie Master ZF9 e AF9. Tale cpu, consente al sistema 8K X-Reality PRO di ottimizzare i contenuti a risoluzione inferiore, effettuandone un preciso upscaling senza perdita di dettaglio.

A permettere ciò, la lunga esperienza di Sony nel mercato di videocamere e monitor professionali. Per rendere giustizia a tale risoluzione, sono inoltre state sviluppate tecnologie apposite come il Backlight Master Drive con FullArray local dimming, che consiste nella presenza di LED ultra-densi e controllati in maniera indipendente per garantire un elevato livello di contrasto con luminosità elevata e neri profondi, e X-tended Dynamic Range PRO 8K, che consente invece di gestire l’energia in modo intelligente in modo da poterla sfruttare nelle zone in cui è necessaria maggiore illuminazione.

Il sistema audio è un’evoluzione di quanto abbiamo visto nella nostra recensione dell’AF8 e si basa sulla tecnologia Acoustic Surface Audio. Una tecnologia tale però non può essere adottata su un televisore LCD, in quanto gli strati del pannello sono più spessi e non consentirebbero una resa ideale. Per questo Sony ha sviluppato il sistema Acoustic Multi-Audio, dotando il televisore di ben quattro diffusori nella parte anteriore, posizionati in modo da offrire una spazialità senza precedenti. Tale sistema darà l’impressione che l’audio provenga direttamente dal display. ZG9 è poi dotato della modalità che permette di usare il sistema audio integrato come uno speaker centrale in un sistema surround preesistente. Non manca poi la compatibilità con il Dolby Atmos, che arriverà con un futuro aggiornamento software.

TV OLED Premium AG9

Il nuovo OLED AG9 sarà invece disponibile con diagonale di 77, 65 e 55 pollici e adotta un design minimale e sottile. Come tutti gli OLED, l’angolo di visione e la precisione del contrasto, insieme a una riproduzione dei neri perfetta, contribuiscono a rendere le immagini pienamente immersive e vivide. Anche in questo caso troviamo il processore d’immagine X1 Ultimate, che lavora insieme al Pixel Contrast Booster per perfezionare al massimo i contorni e i dettagli nelle scene con elevata luminosità.

Presente la tecnologia Acoustic Surface Audio+, ormai più che matura e che restituisce una resa sonora di ottima qualità, permettendo di rinunciare facilmente all’acquisto di un sistema audio dedicato a una soundbar e al contempo minimizzando al minimo ingombri e cornici.

Entrambi i nuovi TV di Sony saranno inoltre compatibili con Apple AirPlay 2 e HomeKit, oltre che con i dispositivi Google Home e Amazon Echo, grazie ai quali gli utenti potranno gestire i televisori e riprodurre i contenuti desiderati con l’utilizzo della voce.

Sony non ha diffuso informazioni relativamente a disponibilità e prezzi dei nuovi televisori Master Series.

Se state cercando un TV Oled senza spendere un’esagerazione, l’LG B8 è tra le soluzioni più economiche. La versione da 55 pollici è disponibile su Amazon a 1425 euro tramite questo link

L'articolo Sony serie Master, arriva l’8K HDR da 98 pollici e nuovi TV 4K OLED proviene da Tom's Hardware.

Samsung The Wall, il televisore a MicroLED da 219 pollici

di Valerio Porcu

Samsung ha mostrato al CES 2019 il nuovo The  Wall MicroLED TV, un televisore di nuova concezione, che può arrivare alla gargantuesca dimensione di 219 pollici – ma ce n’è una molto più facile da installare in una casa normale, con una diagonale di soli 75″. Si tratta di un’evoluzione del prodotto Samsung The Wall, nome che l’azienda ha deciso di mantenere per la versione da 219 pollici. Quella più piccola invece si chiamerà The Window.

Entrambi i modelli riprendono la tecnologia MicroLED mostrata da Samsung a gennaio 2018. Una soluzione tecnica che mostra neri profondi quasi quanto quelli ottenuti con i pannelli OLED, così come un contrasto molto alto. I milioni di microscopici LED emettono luce propria e non richiedono retroilluminazione, il che ha permesso a Samsung di mantenere lo spessore molto contenuto. Rispetto agli OLED, i microLED dovrebbero offrire una maggiore longevità.

“The Window” è un televisore con risoluzione 4K, mentre The Wall va addirittura oltre, anche se Samsung non è stata specifica a riguardo. L’azienda quindi ha deciso di non accodarsi, almeno con questi modelli, al nuovo carrozzone della risoluzione 8K.

Samsung The Wall

Più che la risoluzione o le (notevoli) dimensioni, a rendere questi televisori interessanti è la loro composizione modulare. Ogni televisore è composto infatti da moduli indipendenti, delle specie di “piastrelle” che vanno a comporre il pannello finale. Il che lascia sperare che un giorno ci sarà una maggiore varietà di scelta; magari potremo prendere un televisore da 40 pollici, e poi “ingrandirlo” a 90 pollici in caso di trasloco (dopo aver vinto la lotteria, s’intende). È inoltre possibile comporre forme diverse rispetto al classico rettangolo.

Samsung The Wall

Il dettaglio rilevante è che le giunzioni tra un pannello e l’altro risultano invisibili a occhio nudo, e non compromettono dunque la qualità dell’immagine, a meno di avvicinarsi molto al televisore stesso.

Bellissimi, ma quanto costeranno? Samsung non ha detto nulla a riguardo, ma non è il caso di sperare in prezzi popolari. Probabilmente saremo nell’ordine delle decine di migliaia di euro per The Window, e oltre i centomila per The Wall. Chi è curioso, in ogni caso, può prenotare il proprio The Wall tramite la pagina dedicata.

Pochi possono permettersi un televisore da 98″ come questo, ma ognuno di noi può tentare di scrivere la recensione più spassosa.

L'articolo Samsung The Wall, il televisore a MicroLED da 219 pollici proviene da Tom's Hardware.

LG, debutta al CES 2019 la nuova gamma TV con processori Alpha 9 Gen 2 e AI THINQ

di Vittorio Pipia

LG presenterà al CES 2019 la nuova gamma di TV per il 2019, caratterizzata dalla presenza del nuovo processore Alpha 9 di seconda generazione e dall’intelligenza artificiale AI THINQ, in grado di interfacciarsi con molti servizi – fra cui  Google Home e Amazon Alexa, arrivata ufficialmente l’ottobre scorso.

I prodotti rimangono i classici W9, E9 e C9 per quanto riguarda la serie OLED, con l’introduzione del primo 8K OLED dell’azienda, lo Z9, disponibile con una diagonale di 88 pollici. Quest’ultimo integra una più alta capacità di elaborazione per restituire un’immagine ricca di dettagli, vivida e con un’avanzata tecnologia di upscaling per contenuti a risoluzione minore.

Il nuovo processore Alpha 9 è in grado di riconoscere il tipo di immagine visualizzata, in modo da applicare le corrette impostazioni per la migliore visualizzazione possibile, andando così a regolare le curve di tonalità tenendo in considerazione anche la luminosità ambientale. Ciò è possibile grazie all’integrazione di un sensore di luce che misura il livello di luce, modificando in maniera automatica luminosità, contrasto e saturazione. Anche la gestione dell’HDR e del Dolby Vision traggono vantaggi dal nuovo processore.

Per quanto riguarda il comparto audio LG ha lavorato sul suo algoritmo, in grado di generare un suono surround 5.1 a partire da due canali. La nuova intelligenza artificiale permette ai nuovi televisori di riconoscere il contenuto riprodotto, andando ad agire sull’equalizzazione per enfatizzare le voci in una scena parlata, o i suoni in una di azione. Anche in questo caso è presente la compatibilità con Dolby Atmos, per un’esperienza audio ancora più immersiva.

Tra le grandi novità è presente non solo l’assistente vocale di Google, come già successo con i TV del 2018, ma si aggiunge quest’anno anche Alexa, grazie alla partnership siglata tra Amazon con AI THINQ. Gli utenti potranno così avere una più ampia scelta e dunque maggiore flessibilità d’uso in base alle proprie esigenze.

Tramite il televisore si potranno così ottenere informazioni in merito al meteo, al traffico o gestire altri dispositivi connessi presenti nelle nostre case, come termostati, lampadine ed elettrodomestici di vario tipo.

Il processore Alpha 9 Gen 2 sarà presente anche nel nuovo 75 pollici 8K LCD, con sigla SM99, che arriverà sul mercato durante la prima metà del 2019 con il nome NanoCell TV, in modo da sottolineare in maniera maggiore le diverse tecnologie implementate, tra cui la NanoCell, per una migliore gestione dei colori, NanoAccuracy, che gestisce in maniera ottimale gli angoli di visione, e NanoBezel, che ha permesso di ridurre al minimo l’ingombro causato dalle cornici.

Anche per la serie di TV LCD sarà presente l’intelligenza artificiale AI THINQ. Tra le altre novità, verrà finalmente adottata la nuova porta HDMI 2.1, su tutta la gamma OLED e sui TV NanoCell con AI THINQ, con il supporto ai 120 frame al secondo, che avvantaggerà la visione di contenuti sportivi, azione e gaming.

LG non ha ancora comunicato disponibilità e prezzi effettivi della nuova gamma, ma ne sapremo sicuramente di più subito dopo al CES 2019.

Se state cercando un buon TV OLED a un prezzo contenuto, questo LG B8 da 55 pollici, è proposto su amazon  con il 39% di sconto, a 1399,00 euro, tramite questo link.

L'articolo LG, debutta al CES 2019 la nuova gamma TV con processori Alpha 9 Gen 2 e AI THINQ proviene da Tom's Hardware.

Recensione Sony KD65 AF8, TV OLED con video e sound al top

di Vittorio Pipia

Sony AF8 è un televisore con pannello OLED presentato a inizio 2018, disponibile con diagonali di 55 e 65 pollici con un listino di 2499 euro. In questa fascia di prezzo, e considerando la normale svalutazione avvenuta nel corso dei mesi, si tratta di una valida opzione.

Dotato di risoluzione 4k HDR, compatibilità con Dolby Vision e di un innovativo sistema audio che sfrutta l’intero pannello per diffondere il suono, ci ha convinto, anche se l’interfaccia Android TV in abbinamento con il processore MediaTek rende talvolta l’esperienza d’uso non all’altezza della qualità generale.

Materiali e design

Sony non ha sconvolto il design già visto sul precedente A1, che abbiamo recensito in questo articolo, ma lo ha migliorato, diminuendo ulteriormente gli ingombri e cambiando la disposizione delle porte. Adesso sono più semplici da raggiungere e hanno un sistema di gestione cavi funzionale e pratico. Il montaggio è semplice e tutto il necessario è incluso nella confezione, tra cui le viti per installare il supporto. Data la particolare sottigliezza, consigliamo però di agire con l’aiuto di un’altra persona, perché si rischia di fare danni.

Lo stand è molto particolare rispetto ad altre soluzioni già viste. Si tratta infatti di un supporto che comincia dalla parte posteriore e arriva fino al piano di appoggio. Un approccio che si apprezza dal punto di vista estetico, in quanto enfatizza il design del televisore e minimizza gli ingombri, ma che dal punto di vista pratico porta a qualche compromesso. Infatti, riducendo l’altezza al minimo, limita il posizionamento di un’eventuale soundbar nella parte anteriore, in quanto andrebbe a coprire una piccola porzione di schermo. Altra caratteristica peculiare è la lieve inclinazione data dal supporto. Una volta montato, il pannello avrà infatti una lieve inclinazione, ben percepibile ma che non dà fastidio e garantisce comunque una buona esperienza di utilizzo grazie all’eccellente angolo di visione dei pannelli OLED.

La costruzione è ottima e ricorda per molti aspetti quella dell’A1, con cui condivide buona parte dell’elettronica, ma in questo caso il frame perimetrale in metallo ha i bordi leggermente più morbidi e arrotondati: soluzione che migliora la percezione estetica.

Nonostante sia praticamente tutto schermo e non ci siano veri tratti distintivi, si tratta comunque di un dispositivo ben realizzato, che in salotto fa bella mostra di sé e si adatta senza problemi ad appartamenti classici e moderni.

Le dimensioni si attestano a 122,6 x 71,2 x 5,5 cm per il modello da 55 pollici, oggetto della nostra prova, mentre il modello da 65 pollici raggiunge i 144,7 x 83,6 x 5,5 cm, entrambi non considerando il supporto, che aggiunge circa 20 centimetri allo spessore.

Connettività e audio

Sempre nella parte posteriore sono presenti quattro porte HDMI 2.2 anche se solamente due di esse supportano il pieno flusso dati di 18Gbps, dunque il 4K a 10-bit: ciò significa che se vorrete usufruire del Dolby Vision e della massima qualità sarete obbligati a usare le porte HDMI-2 e HDMI-3, mentre avrete qualche compromesso e una lieve perdita di qualità usando le altre. Oltre alle HDMI ci sono anche tre porte USB, di cui una utilizzabile per registrare trasmissioni su un hard disk esterno, le uscite cuffie, un input audio, l’ingresso per il cavo ottico, un ingresso ethernet e uno slot per eventuali card. Presente anche l’attacco VESA per il montaggio su un supporto a muro, cosa che consigliamo vivamente perché si avvantaggia dell’estrema sottigliezza del televisore.

Sono inoltre presenti il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac e il Bluetooth 4.1, oltre all’ingresso per il satellite e al digitale terrestre.

Per quanto riguarda l’impianto audio Sony ha impiegato nell’AF8 la tecnologia Acoustic Surface, che si basa su quattro attuatori posti dietro al pannello che sfruttano lo stesso per la diffusione audio. Il pannello vibra letteralmente, ma tale vibrazione è percepibile solamente appoggiando la mano mentre non si nota a livello visivo, neanche a volumi sostenuti. Il sistema è composto da 5 altoparlanti da 10 Watt ciascuno e la qualità è molto buona, così come anche il volume. Durante l’ascolto musicale, con la modalità audio “Standard” si ottiene un buon bilanciamento, mentre durante la visione di film consigliamo di usare la modalità “Dialogo”, che riesce a enfatizzare le frequenze alte e medie e quindi a meglio enfatizzare le voci dei vari personaggi.

Si tratta di un impianto audio soddisfacente, che nella maggior parte dei casi non rende necessario l’acquisto di un sistema audio dedicato. Il tutto è merito delle tecnologie impiegate per l’elaborazione del segnale audio, tra cui segnaliamo la ClearAudio+ e il Digital Sound Enhancement Engine oltre che all’S-Force Front Surround che permette di avere un effetto surround dal buon rendimento con un’immersione di buon livello.

Android TV e funzionalità

Come tutti i televisori di Sony, anche l’AF8 ha come sistema operativo Android TV in versione 7.0. L’interfaccia è esattamente identica a quanto visto nella nostra recensione del modello XF90, sempre di Sony, così come sono rimasti invariati i pregi ma soprattutto i difetti. Chi è già abituato o comunque usa uno smartphone Android, ritroverà una certa familiarità nella gestione di tutte le funzioni e opzioni.

La Home di Android TV si caratterizza per la presenza di tile piuttosto grandi, che forniscono un rapido accesso alle applicazioni più recenti, al sempreverde Browser internet, Netflix, Youtube, Spotify, Timvision, Infinity e tante altre. Per poter archiviare dati e app, all’interno è presente una memoria di 8GB, di cui poco più di 5 disponibili per l’utente.

La pagina delle impostazioni permette poi di gestire tutti i parametri disponibili, dalla qualità delle immagini e del suono, arrivando fino ai settaggi riguardanti connettività e altre funzioni.  Non manca ovviamente la compatibilità con l’assistente vocale di Google, possibile premendo l’apposito pulsante e interagendo con il microfono posizionato sul telecomando. L’assistente Google torna molto utile, in quanto permette di controllare vocalmente buona parte delle funzioni della TV, come il lancio di applicazioni e tanto altro, permettendo quindi, per un uso basilare, di evitare l’acquisto di una tastiera wireless dedicata alla TV.

Purtroppo, Android TV risulta ancora poco ottimizzato e l’esperienza finale non è delle migliori. Abbiamo notato una particolare lentezza nella trasmissione dei comandi, soprattutto durante la navigazione dei menù delle impostazioni. Android TV dunque, seppur intuitivo e nella maggior parte dei casi facile da utilizzare e con grande compatibilità con applicazioni di terze parti, ma risulta ancora legnoso nell’uso quotidiano. Tale mancanza software viene però compensata dall’integrazione con Chromecast, inclusa nel TV e che consente un’immediata interazione dallo smartphone e con lo streaming di contenuti multimediali.

Qualità immagine

Il pannello OLED dell’AF8 con risoluzione 4k (3840 x 2160 pixel) e compatibile con HDR e HLG, restituisce una qualità visiva fantastica. Tra i vari profili immagini, come successo anche nel modello LCD XF90, è la “Cinema Pro” che restituisce colori molto fedeli alla realtà, con un margine d’errore minimo, rendendo la visione di filmati e immagini molto piacevole. Il profilo “Sport” risulta invece quello meno preciso, al pari del profilo “Brillante”, in quanto tendono non solo ad aumentare in maniera eccessiva saturazione e contrasto, ma creano vari artefatti sull’immagine che riducono la qualità generale.

Il supporto all’HDR copre l’HDR10, l’HLG e il Dolby Vision, con quest’ultimo che funziona con tutti i contenuti dell’applicazione Netflix compatibili con l’HDR e che riesce sempre a garantire una qualità finale dell’immagine migliore, con un dettaglio maggiore sia nelle zone maggiormente illuminate che in quelle più in ombra.

Rispetto all’A1 le differenze sono praticamente indistinguibili, con il pannello OLED che riesce in ogni circostanza a regalare un’esperienza e un’immersione uniche, grazie all’elevato contrasto tipico degli OLED e con dei neri assoluti ma che riescono a mantenere i dettagli anche nelle zone in penombra e più scure, aspetto questo ulteriormente migliorato nella serie AF9, che abbiamo avuto modo di tastare a IFA 2018.

Il processore 4K HDR X1 Extreme si comporta benissimo con l’elaborazione delle immagini native in 4K, gestendo in maniera ottima l’HDR grazie alla gestione object-based, che riconosce i soggetti riprodotti andando a regolare i parametri per ogni singola zona, oltre che il Motion-Blur con la tecnologia brevettata di Sony Motionflow XR. Siamo rimasti sorpresi anche per quanto riguarda l’upscaling di contenuti in FullHD. Un occhio attento riconoscerà comunque che non si tratta di un’immagine in 4K nativa, ma dobbiamo dire che l’immagine risulta sempre ben definita e piacevole, soprattutto se vista da una certa distanza.

In definitiva si tratta di un pannello OLED che garantisce un’ottima esperienza con qualsiasi contenuto, pienamente personalizzabile grazie alle tecnologie applicate. Abbiamo solamente notato dei tempi di risposta leggermente più alti rispetto ad altre alternative LCD, cosa che in alcuni casi potrebbe inficiare l’esperienza gaming con le più recenti console.

Telecomando

Il telecomando è lo stesso fornito in dotazione con altri modelli di Sony. Per poterlo usare sono necessarie due batterie di tipo AAA, incluse nella confezione di vendita. È suddiviso in tre zone: tastierino numerico, pulsanti menù e controllo della riproduzione. I pulsanti non hanno un rilievo particolarmente alto e, non essendo dotato di retroilluminazione, al buio diventa particolarmente difficile trovare il comando desiderato.

All’interno della scocca si trova anche il microfono, necessario per poter usare i comandi vocali integrati nel televisore, che rispondono bene e riconoscono la nostra voce in ogni occasione.

Verdetto

Sony AF8 si è rivelato essere un ottimo televisore e con un prezzo che si aggira online sui 2300 euro, è uno dei migliori OLED in circolazione, per qualità dei colori, funzioni e upscaling dell’immagine, oltre ad avere un comparto audio davvero di buon livello che permette di rinunciare all’acquisto di un sistema dedicato (soundbar o altoparlanti), risparmiando così diverse centinaia di euro.

Bello da vedere e poco ingombrante, l’unico limite è rappresentato dal sistema operativo Android in versione 7.0, che limita l’esperienza d’uso con frequenti rallentamenti e una certa difficoltà a recepire gli input del telecomando.
Altro fattore da considerare è il recente arrivo sul mercato del modello AF9, anch’esso disponibile con diagonale di 55 e 65 pollici, che costa circa 400 euro in più ma che offre una qualità dell’immagine e fedeltà dei colori ancora maggiore.

Se vuoi provare l’esperienza OLED e Ambilight, con dei LED che cambiano colore in maniera dinamica a seconda di ciò che viene visualizzato, il Philips 65OLED673, potrebbe essere l’alternativa giusta.

L'articolo Recensione Sony KD65 AF8, TV OLED con video e sound al top proviene da Tom's Hardware.

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