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Oggi — 23 Gennaio 2019RSS feeds

GeForce RTX, diverse 2060 e 2070 senza USB-C per VirtualLink

di Manolo De Agostini

Non tutte le schede GeForce RTX dei partner sono dotate di connettore USB C nella parte posteriore per garantire la compatibilità con lo standard VirtualLink pensato per i visori di realtà virtuale futuri.

Sostenuto da Nvidia, AMD, Oculus, Valve e Microsoft, il nuovo standard VirtualLink usa una USB C per far passare alimentazione, video e dati verso il visore VR su un unico cavo e connettore. L’obiettivo principale è rendere la gestione dei cavi più semplice. Finora Nvidia ha adottato l’USB C per VirtualLink su tutte le Founders Edition di GeForce RTX, ma a quanto pare non tutti i partner stanno facendo altrettanto.

Diverse RTX 2060 mancano di tale connettore nella parte posteriore, a vantaggio di più HDMI/DisplayPort. La RTX 2060 Ventus 6G OC di MSI ad esempio ha tre DisplayPort e una HDMI (ma anche le altre serie di MSI non hanno l’USB C), la ROG Strix RTX 2060 di Asus ha due DisplayPort e due HDMI, la Gigabyte RTX 2060 Gaming OC 6G ha tre DisplayPort e una HDMI e potremmo andare avanti.

La scelta dei produttori però non è limitata all’ultima nata della famiglia Turing, ma interessa anche la RTX 2070, con la Asus RTX 2070 Turbo EVO presentata nelle scorse ore priva di USB C nella parte posteriore. Se però si guarda anche l’offerta di MSI, ad esempio, sono diverse le RTX 2070 senza tale connettore.

Insomma, la vostra intenzione è quella di acquistare una scheda video compatibile con VirtualLink in vista dei futuri visori VR non date per scontato – sulla base delle Founders Edition – che tutte le RTX sul mercato abbiano il connettore giusto. Controllate. Per ora non ci sono RTX 2080 Ti / 2080 senza USB C da quanto abbiamo visto, ma così non si può dire per la RTX 2060 e la RTX 2070. Le schede RTX prive di USB C possono ovviamente essere usate tranquillamente con i visori attuali, in quanto dotate della potenza necessaria e una HDMI. È poi necessario che il computer abbia un numero di porte USB adeguato (4 nel caso dell’Oculus Rift, tre 3.0 e una 2.0).

Le porte posteriori sulla Asus RTX 2070 Turbo EVO

Si tratta con tutta probabilità di una scelta per contenere i costi di produzione, attuata su alcune serie di fascia più bassa nell’offerta dei vari produttori. In un certo senso segnala anche il fatto che dopo il battage mediatico iniziale legato al debutto dei primi visori, il fenomeno VR abbia subito una battuta d’arresto, scendendo tra le priorità delle aziende tecnologiche. Ciò però non significa che la VR è morta, ma solo che probabilmente si aspettano sviluppi tecnologici affinché trovi maggiore apprezzamento da parte dei consumatori.

Fallout 76: Bethesda conferma che il gioco non diventerà free to play

di Nicola Armondi

Recentemente, come vi avevamo riportato, un rumor aveva fatto pensare che Bethesda fosse in procinto di trasformare Fallout 76 in un gioco free to play. L’ipotesi era sorta in seguito alla constatazione che EB Games, una catena di negozi di videogame australiana, aveva rimosso dai propri scaffali le copie standard del gioco Bethesda.

Pare però che non ci fosse nulla di vero. Tramite Twitter, infatti, un utente ha affermato che avrebbe rivoluto indietro i propri soldi, nel caso nel quale il titolo fosse diventato free to play. 500 atomi, scrive, non sarebbero sufficienti a farsi perdonare: il riferimento è al “risarcimento” dato da Bethesda, inizialmente, per le borse di nylon incluse nella collector edition.

There is no truth to this rumor.

— Bethesda (@bethesda) January 22, 2019

Come possiamo vedere, però, Bethesda replica con molta semplicità che non c’è alcuna verità nel suddetto rumor. A questo si somma un intervento della pagina Twitter di EB Games Australia il quale afferma che l’informazione sul mancato supporto della catena a Fallout 76 è errato.

Hi Andrew,

This information is categorically incorrect. EB Games will continue to support Fallout 76 both brand new and preowned, and it remains an active product through both our stores and website. Customers can now pick up the EB Exclusive Tricentennial Edition for $79.95.

— EB Games Australia (@EBGamesAus) January 22, 2019

L’ipotesi di un passaggio a un modello f2p è quindi da escludere. Voi cosa ne pensate? Credete che Bethesda a un certo punto sarà “costretta” a compiere questa scelta, oppure credete che sarà in grado di risolvere ogni problema e trasformare Fallout 76 in un videogame amato da tutti i giocatori?

Fallout 76 non diventerà free to play: potete comprare la vostra copia con tranquillità.

Ieri — 22 Gennaio 2019RSS feeds

Nokia 7 Plus e Nokia 6.1 ricevono le patch di sicurezza di gennaio 2019

di Vincenzo

Nokia 7 Plus e Nokia 6.1 stanno ricevendo dei nuovi aggiornamenti software comprensivi delle patch di sicurezza di gennaio 2019. 

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Fallout 76: un rumor fa pensare che diventerà free to play

di Nicola Armondi

Tramite uno YouTuber (TheQuartering), veniamo a conoscenza di un nuovo rumor legato a Fallout 76. Secondo quanto riportato, EB Games Australia ha rimosso dai propri negozi tutte le copie retail di Fallout 76. Più precisamente, è stata eliminata la versione base, mentre quelle speciali sono ancora disponibili. Inoltre, anche Amazon sembra avere a disposizione un numero di pezzi inferiore rispetto al solito.

A partire da questo fatto, lo YouTuber specula che Bethesda sia pronta a trasformare il proprio gioco in un free to play. Ovviamente, sarebbe una mossa utile per attirare nuovi giocatori e mantenere vivo il titolo, mentre la compagnia cerca di riparare agli errori compiuti. Non è infatti un segreto che il pubblico non abbia apprezzato molte delle scelte della casa madre di The Elder Scrolls.

Sottolineiamo che queste non sono informazioni ufficiali, ma unicamente un’analisi dello YouTuber in questione. Bethesda non ha rilasciato dichiarazioni in merito. La compagnia sta continuando a supportare l’opera, proponendo aggiornamenti e correzioni in modo regolare e cercando di aprirsi verso il proprio pubblico, ad esempio tramite patch notes più esplicite e con commenti scritti direttamente dal team di sviluppo.

Diteci, voi cosa pensate? Credete che si tratti della scelta migliore, sul lungo termine? Ovviamente Bethesda dovrebbe trovare un modo adeguato per ricompensare chiunque abbia acquistato il gioco. Quale pensate sarebbe il migliore regalo per un giocatore di Fallout 76?

Per ora Fallout 76 è ancora acquistabile da Amazon Italia: se le informazioni fossero vere, però, potrebbe essere l’ultima occasione per accaparrarsi una versione fisica nuova!

Redmi Note 7 soppravvive anche ai test più improbabili, come cestino e skateboard

di Irven Zanolla

Ancora una volta Redmi Note 7 dimostra la propria elevata resistenza sopravvivendo senza danni a due situazioni non proprio ortodosse.

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Come aggiornare a Windows 10 gratis e legalmente anche nel 2019

di WindowsBlogItalia

Microsoft ha permesso di aggiornare gratuitamente a Windows 10 fino al 16 gennaio 2018; in realtà anche nel 2019 è ancora possibile aggiornare Windows 7 e Windows 8 a Windows 10 in modo gratuito e legale. Come aggiornare il PC Windows 7/8/8.1 a Windows 10 gratis Manca solo un anno al termine ultimo del supporto ufficiale […]

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Redmi Note 7, Redmi Note 7 Pro e Redmi Go pronti a sbarcare sul mercato indiano

di Irven Zanolla

Redmi sarebbe intenzionata a lanciare tre smartphone sul mercato indiano, e probabilmente anche sui mercati globali, entro la fine del primo trimestre.

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Motorola Moto G7 Power avvistato in Brasile con un display da 6,2 pollici e una batteria da 5.000 mAh

di Roberto F.

Motorola non ha ancora annunciato la settima generazione della gamma Moto G ma ciò dovrebbe avvenire presto, così come conferma l’apparizione in Rete […]

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Chipset X570 per CPU Ryzen 3000, AMD sta curando direttamente lo sviluppo?

di Manolo De Agostini

Nelle scorse settimane AMD ha annunciato che i processori Ryzen di terza generazione arriveranno a metà anno, senza entrare nello specifico per garantirsi maggiore margine di manovra sulle tempistiche. D’altronde gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo (ma facciamo le corna!). Il sentore è comunque che vedremo il debutto della nuova generazione di CPU a 7 nanometri al Computex di Taipei di giugno.

Benché la nuova generazione di processori sia retrocompatibile con le piattaforme giunte sinora sul mercato, siamo certi che la casa di Sunnyvale presenterà una nuova gamma di chipset in grado di permettere ai nuovi Ryzen di esprimersi al meglio. Come accennato nella notizia in cui vi abbiamo informato sul possibile supporto PCIe 4.0 anche sulle “vecchie schede madre”, sembra che la nuova serie di chipset 500 non sarà progettata da ASMedia.

La stessa voce di corridoio è stata raccolta anche da Gamer Nexus, secondo cui “AMD progetterà il chip da sé piuttosto che rivolgersi ad ASMedia per assistenza. AMD sta migrando parte dell’I/O di EPYC su X570, facendo aggiornamenti per le CPU Ryzen 3000″.

Un’altra “conferma” di quanto scritto in precedenza riguarda i consumi, con l’X570 che richiederebbe circa 15 watt anziché i 6-8 watt dell’X470 in virtù del maggior throughput e del PCIe 4.0. Non dovrebbe comunque esserci alcun problema per quanto concerne la dissipazione dal calore, il chipset funzionerà tranquillamente anche ad aria, anche se i produttori di motherboard adotteranno heatsink a fini estetici – come sempre.

Uno dei tanti temi ancora “oscuri” è proprio il citato supporto al PCIe 4.0. Secondo Gamer Nexus mentre è scontato il supporto da parte della CPU per pilotare almeno le GPU, non è chiaro se anche i nuovi chipset supporteranno lo standard. “Alcune delle nostre fonti affermano che il PCH sarà probabilmente in grado di fornire solo il PCIe 3.0 agli slot”, si legge.

Una delle cose da capire in futuro è se la piattaforma potrà assicurare il PCIe 4.0 anche agli SSD, che dovrebbero beneficiarne decisamente di più delle GPU. Come scritto nelle scorse settimane, i produttori di controller per gli SSD stanno mettendo a punto proprio soluzioni PCIe 4.0 che dovrebbero arrivare sul mercato entro l’anno. AMD a ogni modo starebbe ancora finalizzando il chipset X570, quindi per il momento ogni discorso lascia il tempo che trova.

Per quanto riguarda l’offerta, dopo l’X570 dovrebbe arrivare un B550 per piattaforme più economiche, ma ciò avverrà probabilmente dopo circa 3 mesi, probabilmente a settembre se l’X570 debutterà nello stesso momento dei Ryzen 3000.

Gli auricolari wireless Louis Vuitton pronti a debuttare sul mercato, costeranno 700 dollari

di Christian Mazza

Louis Vuitton è pronta a lanciare i primi auricolari wireless a suo nome, si chiameranno Horizon Louis Vuitton e costeranno circa 700 dollari. A dirla tutta, però, gli auricolari scelti per questa nuova partnership non sono una novità sul mercato delle cuffie wireless: l’iconico marchio di moda francese ‘vestirà’ infatti le Master e Dynamic MW 07, prodotto commercializzato lo scorso anno ad un prezzo che già in occasione del lancio fu ritenuto piuttosto alto: 299 dollari.

Master e Dynamic stava cercando un partner che gli permettesse di distinguersi dalla miriade di auricolari wireless presenti sul mercato. L’occasione, in questo caso, gli è stata fornita dalla celebre casa d’alta moda Luois Vuitton. Gli auricolari presentati dall’azienda newyorkese, tralasciando il marchio della nuova partnership, sembrano essere praticamente identici ai ‘vecchi’ MW 07, fatta eccezione per un nuovo case con funzione di ricarica a forma circolare raffigurante le iniziali LV.

Louis Vuitton proporrà, con ogni probabilità, tre varianti di colorazione: un modello nero, uno rosso e uno con colorazione nera di base e con loghi blu e arancioni. Tutti e tre i modelli esporranno in bella vista l’iconico marchio ed il motivo che da sempre accompagna le produzioni della casa francese. Tutte le indicazioni, prezzo compreso, lasciano presupporre che la fornitura sarà limitata.

Le AirPods, auricolari wireless targati Apple, sono disponibili all’acquisto attraverso Amazon. Le trovate a questo link.

Trapelati i render stampa e i prezzi dei quattro Moto G7: partiranno da 149 euro

di Giovanni Pardo

Sono emersi i render stampa ufficiali di Motorola Moto G7, G7 Play, G7 Power, G7 Plus: partirannno da 149 euro e saranno accomunati da notch e grande bordo inferiore motorola-style.

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Redmi Note 7 pronto a debuttare nella versione 4+128 GB, mentre incidenti ritardano le consegne

di Irven Zanolla

Mentre le consegne di Redmi Note 7 subiscono un piccolo ritardo per un incidente di produzione, Redmi sembra pronta a lanciare una quarta variante dello smartphone.

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LG Watch W7 arriva in Europa insieme a V40 ThinQ, ma i prezzi non sono per tutti

di Paolo Giorgetti

LG Watch W7 arriva in Europa insieme a LG V40 ThinQ: i dispositivi saranno disponibili all'acquisto verso fine mese a prezzi non molto popolari. Scopriamo tutti i dettagli.

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LG G7 ThinQ: riceve Android 9 Pie stabile in Corea

di Stefano Volponi

LG G7 ThinQ sta ricevendo proprio in queste ore un nuovo aggiornamento che introduce l’ultima versione del sistema operativo Android 9 Pie. Al momento l’update è stato rilasciato solo per gli utenti della Corea del Sud.

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Ace Combat 7: Skies Unknown Recensione, Il ritorno dell’Asso

di Michelangelo De Cesare

In un gennaio che guarda avanti aspettando titoli del calibro di Resident Evil 2 Remake e Kingdom Hearts III, dopo anni di attesa torna anche la saga Ace Combat con Skies Unknown, l’ambizioso capitolo della rinascita del brand Bandai Namco, arrivato alla sua settima iterazione canonica. Sviluppato da Project Aces per Ps4, Xbox One e PC sotto la supervisione di Kazutoki Kono, storico Director della serie, Skies Unknown mette sul piatto dei contenuti una corposa campagna single player accompagnata da una modalità multigiocatore e, in esclusiva PS VR, da una sezione extra in realtà virtuale.

Dopo averlo provato in anteprima lo scorso dicembre, è arrivato ora il momento di esprimere un giudizio definitivo sul ritorno di questo storico franchise e della sua componente VR nella sua edizione Ps4. Sgombrate la pista, siamo pronti a decollare con la recensione di Ace Combat 7: Skies Unknown.

Un conflitto inevitabile

La storia di Ace Combat 7 prende le mosse dall’improvvisa guerra per la supremazia fra le forze della Federazione Oseana e del Regno di Erusa e ci porta a vestire i panni di Trigger, pilota da combattimento di una squadriglia delle forze oseane.
Capro espiatorio di una missione andata male, il nostro alter ego viene esautorato dal suo battaglione e confinato nei ranghi di un’unità penitenziaria clandestina, composta da reietti senza futuro obbligati a compiere missioni ad alto rischio.

Seguendo la vicenda e le gesta di Trigger ci troviamo così a vivere in prima persone le fasi più salienti di un conflitto che affonda le sue radici nella fanta-politica dell’intreccio, contrapponendo temi come la gestione delle risorse e la sovranità nazionale attraverso una narrazione di tipo introspettivo, dove le voci delle due fazioni vengono rappresentate principalmente da personaggi agli antipodi uno rispetto all’altro, proprio come i loro Paesi.
Affidandosi ai lucidi ragionamenti del Dott. Schoroeder, scienziato impegnato nello sviluppo della tecnologia che muove i droni da battaglia dell’Erusa, e ai pensieri della giovane oseana Avril, una ragazza ricca di talento cresciuta con il sogno di diventare un pilota, la storia di Ace Combat 7 riparte diversi anni dopo gli eventi vissuti nel quinto capitolo, affrontandone le conseguenze.
I fan di lungo corso apprezzeranno più facilmente la sceneggiatura del titolo mentre, con altrettanta facilità, chi si affaccerà alla saga partendo questo nuovo episodio potrebbe perdere interesse verso il racconto prima che questo entri nel vivo, a causa di una narrazione indiretta lenta nel decollare nelle prime fasi della campagna.

Quest’ultima si articola in una ventina di missioni legate allo sviluppo della guerra in atto, fra le quali figurano incursioni d’assalto per indebolire i fronti nemici infliggendo un minimo prestabilito di danni entro un tempo limite, operazioni di scorta di aerei VIP e sortite sotto i radar della fazione avversaria; ciascuna di esse non tradisce l’anima arcade della serie Ace Combat, mantenendo un’impostazione di gioco accessibile e ben scalabile attraverso la selezione della difficoltà di gioco e delle impostazioni di controllo degli aeromobili e della telecamera. Quest’opzione permette infatti un settaggio dedicato ai piloti esperti per gestire manualmente il rollio dell’aereo per manovre precise ed efficaci, oltre che appaganti, e di utilizzare la telecamera in prima persona da dentro il cockpit dell’aeromobile.

Dal punto di vista del gameplay il nuovo Ace Combat si mostra solido e divertente, mantenendo una forte linearità con le origini della serie e integrandola con le possibilità tecnologiche dell’attuale generazione.

La costruzione dettagliata e verosimile degli scenari di gioco aggiunge spessore alla formula di partenza, grazie a layout delle mappe più stratificate, dove la percezione di tridimensionalità dei diversi livelli conferisce spessore e unicità a ognuna di esse. In particolare, l’introduzione di variabili metereologiche come le nuvole, la nebbia e le correnti ascensionali diventano elementi concreti da considera sul piano di gioco: volare attraverso le nuvole, renderizzate attraverso la raffinata tecnologia trueSKY, consente di far perdere le proprie tracce ai caccia nemici durante i duelli aerei ma limita notevolmente la visibilità e porta la carlinga del nostro aero a congelarsi; al tempo stesso il volare in condizioni di nebbia e scarsa visibilità rende estremamente difficoltoso effettuare manovre radenti il suolo o fra picchi montuosi, per esempio.

A tratteggiare con maggior definizione il valore di queste novità ci pensano poi l’incalzante colonna sonora curata da Keiki Kobayashi, storico compositore della serie, e l’ottima veste grafica con cui si presenta il titolo, che pur non inducendo a gridare al miracolo riesce a colpire per pulizia e cura nel suo design, soprattutto nelle ambientazioni più dense e verticali; nella nostra prova su Ps4 PRO abbiamo apprezzato in particolare la pregevole realizzazione dei modelli poligonali degli aerei e della resa delle nuvole, degli effetti meteorologici e delle esplosioni, vedendo polarizzata la nostra attenzione verso di essi e facendo passare in secondo piano gli elementi meno rifiniti dello scenario.

Insieme alla dinamicità delle variabili meteo si tratta di ingredienti che impreziosiscono con efficacia le meccaniche di gioco, che dal loro mancano di vera innovazione: come da tradizione, una volta accesi i propulsori gran parte delle sessioni di gioco ruotano attorno ai duelli con i mezzi aerei e terrestri avversari, il cui buon esito dipende in larga misura dalla padronanza con il sistema di controllo e da un saggio uso degli armamenti. L’intelligenza artificiale che muove le forze avversarie e alleate non brilla e non sorprende in nessuna delle due fazioni, mettendo in mostra movimenti nemici di facile interpretazione e azioni di supporto poco incisive nelle meccaniche di gioco da parte dei piloti amici. Proprio per questa ragione, sfruttare la mitragliatrice per centellinare l’uso dei missili e avere l’accortezza di sfruttare i pochi flare in dotazione come ultimo salvagente non è sufficiente a garantire sempre la vittoria: per ottimizzare le possibilità di successo il primo passo da compiere parte dalla strategia con cui interpretare il contesto di ogni missioni, scegliendo di volta in volta quale aereo pilotare e quali equipaggiamenti applicarvi.

L’albero degli aerei

Il completamento di ciascuna missione consente di accumulare crediti da spendere nel cosiddetto Albero Degli Aerei. Questi non è altro che un sistema di progressione e sviluppo per gli aerei e loro componenti che asseconda gusti e stili di gioco di ogni giocatore: come in un diagramma l’Albero degli Aerei ci consente di acquistare nuovi jet, potenziamenti e armi speciali seguendo differenti fili conduttori in modo progressivo partendo da un punto iniziale comune. Ogni casella sbloccata garantisce l’accesso all’acquisto di quella successiva, mettendo in fila mezzi e oggetti sempre più potenti ed efficienti.

Gli avanzatissimi caccia che propone il titolo sviluppato da Project Aces si dividono infatti fra mezzi d’attacco, di supporto e multiruolo, e ognuno di essi può contare su una varietà di armi speciali specifica che alterna varietà di missili e bombe versatili ad altri adatti unicamente per gli scontri aria-aria o aria-terra. In base alle informazioni ottenute durante i briefing di missione è quindi opportuno studiare quale tipologia di aereo si adatta di più agli obbiettivi da conseguire e quale arma speciale equipaggiare (può essere selezionata un’unica arma speciale da usare durante la stessa missione).

Oltre ciò è possibile migliorare le caratteristiche dell’aereo installando le componenti acquistate nell’Albero degli Aerei attraverso otto Parti. Ognuna di esse occupa un determinato numero di slot nelle categorie fusoliera, armi e varie e, in base all’aero oggetto della modifica, può sussistere un limite di slot occupali per tre categorie; prestare attenzione alla scelta del mezzo con cui volare, a quale arma speciale equipaggiare e quali upgrade adottare diventa così fondamentale nell’economia di gioco, enfatizzando con decisione il peso delle nostre scelte quando acquistiamo nuovi oggetti nell’Albero degli Aerei.

Dentro il cockpit

La vera chicca e novità del titolo Bandai Namco è tuttavia un’altra, ed è esclusiva degli utenti PS VR: con una mini campagna composta da tre missioni esclusive in cui impersonare Mobius-1, personaggio di culto nella serie Ace Combat, una modalità volo libero, una modalità hangar in cui osservare in prima persona modelli dei caccia e un’altra in cui assistere a uno show aereo a 360°, Ace Combat 7 in VR realizza il sogno dei moltissimi appassionati della serie di entrare a bordo di un caccia bombardiere e viverne le emozioni in volo. Indossando il visore per la realtà virtuale di Ps4, Skies Unknown mette a disposizione i contenuti extra appena citati in modalità VR curata e formalmente irreprensibile, in cui la dettagliata costruzione del cockpit di volo sia sul fronte visivo e, soprattutto, su quello delle proporzioni, riesce a regalare grandissima immersione. Muovere la testa all’interno dell’abitacolo per guardarsi attorno, osservare le informazione dell’HUD direttamente nel quadro comandi e sfruttare il movimento dello sguardo per agganciare i bersagli nemici restituisce un feeling di gioco avvincente e funzionale al gameplay.

Anche il comparto tecnico funziona a dovere in realtà virtuale, mettendo in mostra anche qui un impianto grafico apprezzabile e discretamente rifinito, nonostante qualche compromesso in termini di dettaglio degli scenari rispetto alla controparte tradizionale.
A tarpare letteralmente le ali dell’entusiasmo è il sorgere di chinetosi e fastidi durante il gioco in VR: a differenza di titoli più statici e nonostante la presenza a schermo di un numero decisamente minore di elementi rispetto alla modalità tradizionale, la natura dinamica e repentina degli spostamenti che si effettuano giocando può indurre sensazioni sgradevoli, senza la possibilità di modificare il sistema di comandi – impostato di default su esperto – per cercare un sistema di movimento meno reattivo o semplicemente più gestibile; è bene sottolineare, comunque, che si tratti di sensazioni estremamente soggettive, la cui presentazione e impatto varia da individuo a individuo e che, a dispetto di esse, la modalità VR di Ace Combat 7 si pone come un interessante assaggio di quello che può riservarci il futuro del brand, mettendo in mostra un notevole potenziale su puntare.

Squadriglia multiplayer

Oltre alla modalità single player e alla modalità in realtà virtuale aggiuntiva per gli utenti Playstation VR appena vista, Ace Combat 7 mette sul piatto dei contenuti anche una modalità multigiocatore competitiva, con tanto di sistema di progressione e oggetti dedicati da sbloccare nell’Albero degli Aerei. Che si tratti di Deathmatch a squadre o di una partita Battle Royale in stile tutti contro tutti, il fondamentale su cui si basa l’esperienza di gioco resta il duello aereo: nelle 6 mappe ispirate dalle location viste nella campagna principale da 2 a 8 giocatori posso misurarsi in sfide divertenti e stimolanti, dove il fattore umano si dimostra un valore aggiunto maggiormente imprevedibile rispetto a quanto mostrato dall’IA, imponendosi come fattore di rilievo nella dinamicità di ogni ingaggio; la varietà di loadout e personalizzazioni possibili in single player viene largamente condivisa con il multiplayer di Ace Combat, permettendo inoltre di costruire diversi preset con cui prendere il volo. Pur mancando di una propria personalità e di contenuti caratteristici, l’offerta multigiocatore di Skies Unknown si dimostra comunque un’aggiunta gradita e ben innestata nel pacchetto, offrendo ulteriore sostanza alla già buona base contenutistica del titolo.

Il presunto Motorola Moto G7 Play appare su Geekbench con una CPU Snapdragon 625

di Roberto F.

Nel database del popolare test benchmark Geekbench ha fatto la propria apparizione quello che potrebbe essere il Motorola Moto G7 Play

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LG rilascia Android 9 Pie per G7 in Corea e pubblica una roadmap degli aggiornamenti

di Paolo Giorgetti

LG pubblica in Corea una roadmap un po' più completa riguardante gli aggiornamenti ad Android 9 Pie per alcuni suoi smartphone Android. Proprio in queste ore è partito il rollout della major release per LG G7 ThinQ.

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