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Oggi — 24 Aprile 2019SicurAUTO

Airbag difettosi ZF-TRW: l’indagine USA riguarda oltre 12 milioni di auto

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa scoppia un nuovo caso sicurezza nel campo degli airbag. I media riferiscono di indagini in corso su un presunto malfunzionamento che coinvolgerebbe 12,3 milioni di veicoli. L’Ente statale per la sicurezza NHTSA è al lavoro per verificare le unità di controllo degli airbag prodotti da ZF-TRW. Secondo gli inquirenti una interferenza elettrica potrebbe essere all’origine del guasto che impedisce ai dispositivi di gonfiarsi. Al problema sarebbero attribuibili 8 decessi. Coinvolti diversi costruttori auto; Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler. I modelli interessati sarebbero quelli prodotti dal 2010 al 2019. Vediamo tutti gli sviluppi sull’indagine più importante dallo scandalo degli airbag Takata.

I NUMERI DEL CASO

Le autorità degli Stati Uniti hanno avviato una nuova indagine su presunti airbag difettosi. Il caso riguarda 12,3 milioni di veicoli, i cui airbag potrebbero non gonfiarsi in caso di incidente. Il problema sarebbe responsabile di 8 morti avvenute negli scorsi anni. Da una prima verifica sono sono 6 le aziende automotive coinvolte. I veicoli prodotti da Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler tra il 2010 e il 2019 potrebbero presentare difetti. Nel mirino finiscono le unità di controllo degli airbag di bordo prodotte da ZF-TRW. Secondo i documenti dell’NHTSA delle interferenze elettriche all’interno dell’abitacolo potrebbero danneggiare il funzionamento del circuito di controllo. Dal canto suo ZF, colosso tedesco dei ricambi per auto, ha espresso piena collaborazione alle autorità americane. La multinazionale ha acquisito il controllo della TRW Automotive nel 2015.

IL BILANCIO

I media americani hanno subito richiamato lo scandalo degli airbag Takata che ha causato 24 morti e oltre 200 feriti nel mondo. In quel caso, però, gli airbag esplodevano scagliando pericolose schegge addosso ai passeggeri. Negli ultimi anni la sicurezza degli airbag ha destano parecchie preoccupazioni. la Negli Stati Uniti ci sono circa 70 milioni di airbag difettosi da richiamare che diventano ben 100 milioni in tutto il mondo. Tornando al caso ZF-TRW lo scorso 19 aprile, l’HTSA ha notificato all’azienda la sua valutazione preliminare sul caso. Finora, solo Hyundai e Kia e Fiat Chrysler hanno emesso richiami. Quattro morti potrebbero essere state causate dal problema su veicoli Hyundai e Kia mentre tre a bordo di vetture Fca. L’indagine dell’NHTSA è partita nel marzo 2017 proprio dagli incidenti che hanno coinvolto auto prodotte dalle coreane Hyundai e Kia.

LE INDAGINI

L’NHTSA sta verificando la sensibilità delle unità di controllo degli airbag ai segnali elettrici per capire cosa impedirebbe il gonfiaggio degli airbag. L’agenzia ha fatto sapere di procedere a tutto campo nell’individuazione dei fattori di rischio. L’anno scorso, Hyundai e Kia hanno richiamato quasi 1,1 milioni di veicoli a causa di questo problema e, circa un anno dopo, l’NHTSA ha aperto le sue indagini. I veicoli Kia interessati includono la compatta Forte, prodotta dal 2010 al 2013, e la berlina media Optima prodotta dal 2011 al 2013. Sempre negli Usa sono sotto osservazione anche la Optima Hybrid e la Sedona prodotte dal 2011 al 2012. Quanto a Hyundai i rischi riguardano la Sonata Hybrid negli esemplari tra il 2011 e il 2012 .

GLI SVILUPPI

Nel 2016, Fiat Chrysler ha richiamato circa 1,6 milioni di veicoli in tutto il mondo per problemi agli airbag. Tra i modelli a rischio la Chrysler Sebring del 2010, la Chrysler 200 dal 2011 al 2014, la Dodge Caliber dal 2010 al 2012, la Dodge Avenger dal 2010 al 2014. Interessati da rischi agli airbag anche i SUV Jeep Patriot e Compass prodotti dal 2010 al 2014. Le successive indagini svolte dall’NHTSA hanno accertato rischi anche per le Toyota Corolla a partire dal 2011. Va detto che ad oggi dalle indagini non risulta nessun caso di interferenza elettrica a bordo di veicoli Honda o Mitsubishi dotati di airbag ZF-TRW.

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Le auto connesse non potranno fare a meno di Amazon

di Antonio Elia Migliozzi

Ford annuncia un accordo con Amazon per l’auto connessa e autonoma. Il brand americano ha siglato una partnership a livello globale con Amazon Web Services per lavorare sulla connettività. In arrivo una nuova piattaforma basata su cloud che nei prossimi anni cambierà il volto delle auto del brand. La nuova interfaccia catapulterà l’auto nel mondo dell’Internet of Things permettendo una gestione rapida ed efficace anche nel caso delle flotte. Ford nel frattempo si potrà concentrare sullo sviluppo di una interfaccia utente semplice ed efficace. Dell’accordo con Amazon è parte anche Autonomic azienda controllata da Ford al lavoro sul Transportation Mobility Cloud (TMC). Vediamo i dettagli.

ACCORDO TECH

Ford Motor Company e la sua controllata Autonomic hanno siglato un accordo strategico con Amazon. Mentre in tutto il mondo si lavora alla messa su strada delle connected car di nuova generazione, Ford punta su Amazon Web Services (AWS). Il progetto è globale e di durata pluriennale. Si vuole ampliare la disponibilità di servizi di connettività cloud e servizi per lo sviluppo di applicazioni automotive. In questo modo Ford potenzierà il cloud TMC per farne la sua piattaforma ufficiale per l’auto connessa. Puntando sui servizi del portafoglio di Amazon il marchio americano scommette sull’Internet of Things (IoT), sul machine learning sugli ultimi sistemi di analisi e elaborazione dati. La collaborazione con Amazon apre le porte ad ulteriori servizi a disposizione degli operatori del trasporto pubblico, i gestori delle flotte e gli sviluppatori di software.

INVESTIMENTI IN CAMPO

Ad oggi il Transportation Mobility Cloud di Autonomic è al servizio del settore automotive e degli sviluppatori sulla strada dell’auto connessa. Autonomic, con il sostegno di Ford, ha già collegato in rete milioni di veicoli e fornisce connettività sicura ad un cloud dedicato. “Questa collaborazione amplierà significativamente le nostre opportunità di offrire le migliori esperienze ai clienti Ford”, ha dichiarato Marcy Klevorn, presidente di Ford Mobility. In casa Ford ci tengono ad aggiungere che il loro futuro cloud: “Sarà supportato da Amazon Web Services oltre che dal Transportation Mobility Cloud di Autonomic. Lavorando con AWS e Autonomic, Ford avrà accesso alla piattaforma di mobilità leader del settore.” Insomma se oggi si parla di auto connessa è facile immaginare che un simile accordo si potrà estendere al lavoro di Ford sulla guida autonoma.

LA PROSPETTIVA

La collaborazione tra Ford, Autonomic e Amazon vuole offrire servizi di mobilità innovativi e esperienze cliente differenziate in tutto il mondo. Autonomic conferma di voler costruire uno standard di connettività che ciascun brand dell’auto potrà personalizzare. Amazon Web Services è una tra le piattaforme cloud più adottate al mondo. Il sistema offre oltre 165 servizi per l’elaborazione, l’archiviazione, il networking e l’analisi dei dati. Amazon è sempre più attiva nel settore automotive sia sul fronte delle tecnologie su strada che su quello della progettazione industriale. L’Industrial Cloud fornito da Amazon a Volkswagen unirà i dati di circa 122 stabilimenti del gruppo grazie alla tecnologia cloud. In questo modo si ottimizzeranno i processi di produzione garantendo anche uno stretto contatto tra VW e le aziende fornitrici.

 

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La benzina supera 2 euro/l in autostrada, aumenti anche alle pompe bianche

di Donato D'Ambrosi

Il ponte del 25 aprile si sarà più caro del previsto per gli italiani in viaggio a causa degli aumenti del prezzo della benzina in autostrada oltre i 2 euro al litro. Un rialzo che nei giorni precedenti non ha escluso gli altri carburanti seppure in varia misura e le pompe bianche, dopo il sorpasso del gasolio nei mesi scorsi. Ecco dove il prezzo della benzina è schizzato alle stelle.

GLI AUMENTI IN AUTOSTRADA

Rimbalza in rete la notizia della benzina schizzata oltre 2 euro al litro sulle arterie stradali principali. Sulle autostrade A1 Milano-Napoli, presso alcune aree di servizio, Lucignano est (Arezzo), Arno ovest (Firenze), San Zenone est (Milano), ormai pensare di fare un pieno a una Fiat Punto in autostrada restando sotto la spesa di 100 euro è impossibile.

TUTTO PARTE DAGLI USA

A causare l’impennata dei prezzi del carburante alla pompa sarebbero state le ripercussioni d’oltreoceano dallo scontro tra USA e Iran con il coinvolgimento della Cina. Dopo l’annuncio delle sanzioni ai Paesi che avrebbero importato petrolio iraniano, si fanno roventi i rapporti anche con Cina, Giappone e altri Paesi – tra cui anche l’Italia che paga così il rialzo del prezzo del greggio.

IN AUTOSTRADA L’AUMENTO SI VEDE DI PIU’

In un solo colpo l’Italia così torna nel periodo pre e post Pasqua 2019 ai prezzi medi alla pompa di diversi mesi fa. Basta pensare che solo a gennaio 2019, le quotazioni dei carburanti medie, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, si fermavano a 1,49013 euro per la benzina e 1,43473 euro per il diesel. Bisogna comunque tenere conto anche che sulla rete autostradale il prezzo sono già rincarati rispetto alla rete extraurbana secondaria a causa delle commissioni che incassano i Gestori stradali. Autostrade o no, il costo della benzina e del gasolio è aumentato significativamente anche presso le pompe bianche o no-logo, dove il prezzo dei carburanti si discosta in media di 10 centesimi di euro rispetto alla media degli altri gestori.

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Optional auto 2019: Park Assist irrinunciabile per il 30% degli italiani

di Redazione

Sicurezza sì, ma iniziando dalle situazioni più ”pratiche” come il parcheggio. Questo l’orientamento che emerge a proposito delle preferenze degli italiani in materia di optional secondo le statistiche diffuse dal portale automotive DriveK.  Primo tra gli accessori più richiesti in fase di ordine troviamo ancora, come un anno fa, l’assistenza al parcheggio, voluta da quasi il 30% degli acquirenti. Al secondo posto il navigatore satellitare (25%), che soddisfa un altro bisogno, quello di non smarrire la strada o non perdere troppo tempo a cercarla. Infine, al terzo posto c’è l’antifurto, garanzia a cui oltre un italiano su 5 (21%) non vuol rinunciare.

ADAS SOTTOTONO

Alcuni sondaggi del 2015 e nel 2018 hanno confermato che gli incidenti sono la peggior paura degli italiani dopo i furti in casa. Eppure, i moderni sistemi sicurezza attiva che dovrebbero evitare più direttamente le collisioni (in parte già obbligatori), non sono proprio alle prime posizioni. Il Safety Pack, termine generico che il più delle volte include ADAS di ultima generazione come assistenti al mantenimento della corsia, lettori di segnaletica ecc…, sono al 13° posto con appena il 7% delle richieste.

PRIMA LA BRUTTA STAGIONE

Vero, le tecnologie più recenti sono optional ancora relativamente costosi soprattutto sulle auto di categoria inferiore e, viceversa, di serie su molti modelli di classe superiore. Ciò non toglie però che molto prima di questi, per l’esattezza al 7° posto, la graduatoria veda ancora il Winter Pack, ossia gli accessori per la brutta stagione come getti lavavetri e sedili riscaldati, lavafari ecc…. A questi va tuttora 15% delle preferenze.

CRUISE CONTROL, POCHE RICHIESTE

Stranamente alle ultime posizioni, quasi a pari merito con il Safety Pack, c’è il regolatore di velocità: la statistica non precisa se parliamo di quello attivo, con mantenimento della distanza di sicurezza (che a volta fa parte del Safety Pack stesso) o di quello di base con cui molti italiani ancora non hanno familiarizzato. Agli ultimi posti troviamo anche le fanalerie di sicurezza come fendinebbia e proiettori a Led.

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Yokohama Advan Neova AD08RS: 31 misure per la gomma sportiva in Europa

di Donato D'Ambrosi

Yokohama ha ufficializzato il lancio in Europa delle gomme sportive Advan Neova AD08RS, una novità ghiotta che per gli automobilisti fedeli al Costruttore di pneumatici giapponese. Con 31 misure a partire da 15 pollici infatti le Yokohama Advan Neova AD08RS concilia performance da tack day e sicurezza su strada.

 PIU’ EFFICIENTE PER L’EUROPA

 L’arrivo in Europa degli pneumatici sportivi stradali Yokohama Advan Neova AD08RS è stato annunciato in anteprima al Salone di Ginevra 2019. Ora Yokohama entra nel vivo del lancio che prevede entro l’estate 2019 il progressivo ampliamento della gamma di gomme estive. Le gomme Advan Neova AD08RS  – sostiene Yokohama – sono state specificamente riviste nelle tecnologie per rispondere meglio ai criteri di certificazione dell’etichetta energetica. I tecnici giapponesi sono partiti dai contenuti tecnologici delle Advan Neova AD08R.

BATTISTRADA MIGLIORATO

Anche se non si conoscono ancora le performance energetiche, possiamo dirvi che Yokohama ha confermato le soluzioni che ottimizzano l’aderenza e la resistenza al rotolamento. La R inserita nel nome contraddistingue l’impiego di microsilice. Una novità già vista sull’Advan Neova AD08R che evolve dalla mescola tradizionale MS2. La lunga durata promessa dalla mescola R si combina con il disegno del battistrada specifico. Yokohama definisce le scanalature arrotondate disposte in modo continuo per disperdere efficacemente l’acqua. La spalla monoblocco presente anche sull’ Advan Neova AD08RS contribuisce a rendere più rigida la struttura del battistrada.

LE GOMME SPORTIVE SONO LA CHIAVE DELLA STRATEGIA 

Le gomme Yokohama Advan Neova AD08RS saranno disponibili in 31 dimensioni, da 185/55R15 82V a 255/30R19 91W. La gamma da 15 a 19 pollici si completerà entro l’estate 2019.L’Advan Neova AD08RS è solo una delle novità della strategia Yokohama Rubber che si basa sempre più sullo sviluppo di pneumatici sportivi stradali. Non ci resta che raccontarvi di più con le nostre impressioni di guida in un prossimo test. Restate collegati.

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Tesla: già su strada il nuovo chip per la guida autonoma di livello 5

di Redazione

Sono almeno due anni che Elon Musk afferma che la vera guida autonoma sarà possibile solo quando sul mercato ci sarà un processore pensato appositamente per lo scopo. E non era un segreto che Tesla stessa stesse lavorando al progetto dal 2017. Oggi il numero 1 della Tesla annuncia che quel chip è realtà. Anzi, è già in strada.

SEI MILIARDI DI TRANSISTOR

Musk lo ha definito il miglior chip al mondo. Tecnicamente si tratta di un quadratino di silicone da 2,6 centimetri di lato che contiene sei miliardi di transistor. La Casa americana dichiara che il nuovo prodotto, sviluppato in oltre tre anni di lavoro e prodotto dalla Samsung, ha prestazioni ventuno volte superiori dei chip Nvidia utilizzati fino ad oggi e adottati anche da altre Case automobilistiche.

36 TRILIONI DI OPERAZIONI AL SECONDO

Con una potenza di calcolo così elevata, i nuovi processori per la guida autonoma di Tesla saranno in grado di analizzare ogni situazione molto più velocemente e, allo stesso tempo, saranno in grado di prendere la decisione corretta dopo aver confrontato una serie infinita di dati provenienti dalle telecamere e i sensori che sono già attualmente a bordo delle vetture della Casa californiana. Addirittura, riesce a compiere 36 trilioni di operazioni al secondo.

UN PROCESSORE A DUE CERVELLI

La nuova centralina per la guida autonoma di Tesla, addirittura, si compone di due di questi nuovi chip, che lavorano in maniera indipendente. Questo per due motivi. Prima di tutto perché il confronto dei dati raccolti da entrambi permetterebbe di verificare la correttezza dei processi di analisi, e poi perché in caso di malfunzionamento di uno dei due chip, l’altro sarebbe comunque in grado di gestire una guida autonoma di livello 5 senza rischi per i passeggeri.

GIÀ SULLE AUTO

Nella recente conferenza stampa in cui Musk ha annunciato le caratteristiche del nuovo chip, è stato svelato anche che questa nuova tecnologia è già presente sui modelli in produzione. In particolare, il nuovo chip è disponibile sulle Tesla Model S e Model X da un mese ormai, mentre da dieci giorni a questa parte lo si trova anche sulla Model 3. Su queste auto, grazie al nuovo chip, sarà possibile attivare una guida autonoma di livello 5 non appena la legislazione lo consentirà. Il nuovo sistema, che sostituisce l’attuale Autopilot, è stato definito Full Self Driving.

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Ieri — 23 Aprile 2019SicurAUTO

Consiglio acquisto auto ibride fino a 40.000 euro

di Redazione

Proseguono le guide di SicurAUTO.it dedicate all’acquisto di automobili a basso impatto ambientale: dopo le auto ibride fino a 30.000 euro e le vetture Gpl con budget di 12.000 euro, stavolta tocca alle auto ibride acquistabili con una disponibilità di circa 40.000 euro (il range è tra 35 e 45.000 euro). Il ventaglio di proposte è interessante e include suv, berline e hatchback, sia con sistemi plug-in che ricaricabili durante la marcia. Il livello tecnologico dei modelli presentati è molto alto. Guida aggiornata al 23 aprile 2019.

PERCHÉ SCEGLIERE L’IBRIDO

La tecnologia ibrida è sempre più alla portata di parecchi portafogli e offre vantaggi innegabili. A costi di esercizio relativamente bassi, rapportati alla categoria delle vetture, unisce prestazioni decisamente vivaci, consumi ridotti ed emissioni rispettose dell’ambiente. Va inoltre aggiunta la possibilità di marciare con la sola trazione elettrica nei centri urbani, nel massimo silenzio e in assenza di vibrazioni. Quando è richiesta potenza si sfruttano invece i propulsori termici, ai quali si aggiunge, in base alle modalità di funzionamento, la spinta di quelli elettrici.

LE AGEVOLAZIONI DI TIPO ECONOMICO E FISCALE

Possedere un’auto ibrida permette di godere di alcuni vantaggi di ordine fiscale ed economico. In molte regioni italiane sono previste agevolazioni sul pagamento del bollo auto, l’accesso a tariffe ridotte o addirittura gratuito alle zone a traffico limitato e perfino l’esenzione dal ticket per il parcheggio nelle aree delimitate dalle cosiddette strisce blu. Per quanto riguarda invece l’Ecobonus 2019 – 2021, il doppio limite della misura (emissioni sotto i 70 g/km e costo massimo di 61 mila euro) ha escluso quasi tutti i modelli full-hybrid. Possono invece godere dell’incentivo diverse auto ibride plug-in: 1.550 euro oppure 2.500 euro se si rottama contestualmente una vettura inquinante.

BMW SERIE 2 ACTIVE TOURER

Nel 2018 è uscita la nuova versione della BMW Serie 2 Active Tourer, la multispazio tedesca lunga 435 cm con 5 posti, 5 porte e un bagagliaio dalla capacità minima di 468 litri. Identificata dalla sigla 225xe, è disponibile anche in 6 versioni dotate di motore ibrido plug-in con prezzi che variano da 38.550 a 44.350 euro, tutti soggetti a Ecobonus. La top di gamma 225xe iPerformance Luxury ha un propulsore da 1499 cm3, 224 CV/165 kW e cambio automatico, viaggia fino a 202 km/h ed emette appena 52 g/km. È stata testata da Euro NCAP e le sono state assegnate 5 stelle (qui la scheda del crash test 2014 con i risultati completi e il video),

FORD MONDEO 4 PORTE

Arrivata sul mercato italiano nel 2019, la nuova Ford Mondeo 4 porte ha portato una ventata di freschezza nel segmento delle berline 3 volumi, mettendo sul tavolo due versioni ibride molto performanti. La 2.0 187cv Hybrid ecvT Auto Tit. Bus. da 36.050 euro e la 2.0 187cv Hybrid ecvT Auto Vignale da 44.350 euro. Proprio la top di gamma, lunga 486 cm, con 5 posti e un bagagliaio da 383 litri, dispone di un propulsore ibrido da 1999 cm3 di cilindrata e 187 CV/138 kW di potenza, raggiunge i 187 km/h, emette 113 g/km e consuma 4,8 l/100 km. Nel crash test di Euro NCAP del 2014 Ford Mondeo ha ottenuto 5/5 (qui la scheda completa con risultati e video)

FORD MONDEO WAGON

Per chi cerca maggiore spazio è uscita quest’anno pure la nuova Ford Mondeo Wagon, con bagagliaio ampliato fino a una capienza minima di 500 litri e massima di 1630 litri, con schienale reclinato. La carrozzeria è invece lunga 487 cm, quanto la berlina. Il motore ibrido della Mondeo Wagon è montato sulla versione 2.0 187cv Hybrid ecvT Auto Titanium Business, in vendita a 37.300 euro. Ottimi sia i dati delle emissioni (101 g/km) che del consumo combinato (4,4 l/100 km).

HONDA CR-V

Il nuovo modello del suv giapponese Honda CR-V è uscito in Italia nel 2018. Il pregio maggiore di questa vettura è sicuramente lo spazio, sfruttato davvero molto bene in relazione alle dimensioni esterne, sia nell’abitacolo che nel vano bagagli. Sono disponibili ben quattro versioni ibride del nuovo CR-V, con prezzi di listino compresi tra 36.750 e 41.500 euro. Top di gamma è il 2.0 Hev Lifestyle Navi eCVT AWD, con motore ibrido da 184 CV/135 kW, 180 km/h di velocità massima, 126 g/km di emissioni e 7,3 l/100 km di consumi. Nel 2019 Honda CR-V ha ottenuto il punteggio massimo di 5 stelle nel crash test Euro NCAP (qui la scheda del crash test con risultati e video)

HYUNDAI IONIQ

Risposta sudcoreana alle tante proposte a basse emissioni della concorrente nipponica Toyota, la berlina 2 volumi Hyundai Ioniq è offerta in versione ibrida, ibrida plug-in e persino elettrica. Lunga 447 cm e con bagagliaio da 550 litri, risponde perfettamente alle normali esigenze di spazio di una famiglia. In questa sede vi presentiamo l’ottima Ioniq 1.6 Plug-In Hybrid 6DCT Style, con propulsore da 141 CV/104 kW, 178 km/h di velocità massima e appena 26 g/km di emissioni di CO2, dato che consente alla Ioniq di rientrare nel range dell’Ecobonus 2019. Quindi il prezzo di listino di 37.650 euro si può abbassare di qualche migliaio di euro. Nel 2016 il crash test della Hyundai Ioniq ha dato l’eccellente risultato di 5 stelle su 5.

HYUNDAI TUCSON

Il suv Hyundai Tucson è stato rinnovato nel 2018 e offre adesso 448 cm di lunghezza, 5 porte, 5 comodi posti e un bagagliaio da 513 litri. Oltre allo spazio Hyundai ha pensato anche all’ambiente realizzando quattro versioni con propulsore ibrido, in vendita da 36.150 a 40.500 euro. Il modello ibrido più accattivante di tutti è senz’altro il 2.0 CRDi 48V 4wd A/T 185cv Exellence, che può volare fino a 201 km/h senza sparare nell’aria non più di 145 g/km di CO2. L’ultimo crash test della Hyundai Tucson, datato 2015, ha dato come risultato 5/5.

KIA NIRO PHEV

In vendita sul mercato italiano dal 2017, il moderno crossover Kia Niro Phev è tra le automobili più richieste del brand sudcoreano. Spaziosa con i suoi 435 cm di lunghezza, buon bagagliaio (si parte da 324 litri), è disponibile pure nella versione 1.6 PHEV GDI DCT con motore ibrido plug-in da 141 CV/104 kW. Dichiara 172 km/h di velocità massima, 5,2 l/100 km di consumi ed emissioni di CO2 che non superano 29 g/km (ok Ecobonus). Nel 2016 Euro NCAP ha testato Kia Niro assegnandole 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi e il video).

KIA OPTIMA PHEV

Altro giro, altra proposta made in South Korea: stavolta parliamo dell’innovativa berlina 3 volumi Kia Oprima Phev, la cui ultima versione risale al 2016. Con i suoi 485 cm di lunghezza non si può certo dire che non sia spaziosa, mentre il bagagliaio che parte da 307 litri è un po’ meno generoso. Scucendo 44.000 bigliettoni, rientrando quindi per un pelo nel nostro budget, si può acquistare la versione 2.0 GDi P-HEV Plug-in Hybrid auto da 205 CV/151 kW. Con appena 37 g/km l’Optima Phev rientra tra i modelli beneficiari dell’Ecobonus 2019 – 2021. Euro NCAP ha testato la sicurezza di Kia Optima con un crash test nel 2015: risultato 5/5.

KIA SPORTAGE

Uscita con una nuova versione nel 2018, il suv Kia Sportage è un’automobile tagliata su misura per le famiglie, con lo spazio a disposizione dei passeggeri decisamente aumentato (si viaggia molto comodi in quattro) e il bagagliaio da 480 litri più capiente. Ci sono due modelli con motore ibrido: il 2.0 CRDI Mild Hybrid Energy Auto 4WD che costa 36.000 euro e il 2.0 CRDI Mild Hybrid GT Line Auto 4WD in vendita invece a 38.500 euro. Montano entrambi un propulsore da 185 CV/136 kW con cambio automatico, consumano 5,7 l/100 km ed emettono 149 g/km di CO2. Il crash test di Kia Sportage by Euro NCAP ha ottenuto nel 2015 il risultato di 5 stelle.

LEXUS CT HYBRID

La nuova Lexus CT Hybrid è una grintosa ed elegante berlina 2 volumi dalle medie dimensioni (435 cm di lunghezza e con bagagliaio da 375 litri). Il pezzo forte della gamma è probabilmente la versione ibrida 200h F Sport, in vendita a 37.400 euro. Monta un propulsore da 1798 cm3 di cilindrata e 136 CV/100 KW di potenza, raggiunge i 180 km/h, consuma 4,4 litri ogni 100 km ed emette 101 g/km di CO2. Niente Ecobonus quindi, ma c’eravamo quasi… L’ultimo crash test della Lexus CT risale al 2011 con il punteggio massimo di 5/5 (qui la scheda completa con i dettagli e il video).

LEXUS IS HYBRID

La berlina sportiva del luxury brand giapponese è lunga 468 cm, ha 5 posti e 4 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 450 litri. La Lexus IS Hybrid è equipaggiata con un sistema ibrido composto da un 4 cilindri a ciclo Atkinson da 2.5 litri e 181 cavalli, abbinato ad un propulsore elettrico da 105 kW. La potenza complessiva è perciò di 223 cavalli, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,81 l/100 km con 109 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 41.300 euro per l’allestimento 300h Business e giunge ai 43.200 del 300h Executive. Nel 2013 Euro NCAP ha testato la IS 300h assegnandole le 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

LEXUS UX

Disponibile dal 2018 anche in Italia, Lexus UX è il nuovo suv compatto della casa giapponese. Lo spazio a bordo risulta forse un po’ penalizzato (lo stesso bagagliaio non supera i 320 litri), ma la qualità delle finiture è assolutamente all’altezza delle aspettative del marchio. Sono in vendita ben 5 versioni con motore ibrido: Hybrid Executive 2WD e Hybrid Business da 37.900 euro, Hybrid Executive 4WD da 39.900 euro, Hybrid Premuium 2WD da 40.900 euro e Hybrid Premium 4WD da 42.900 euro. Il top di gamma è dotato di 1987 cm3 e 184 CV e raggiunge 177 km/h. I valori dichiarati di consumi ed emissioni sono rispettivamente a 4,5 l/100 km e 103 g/km.

MERCEDES CLASSE C

Con il recente restyling la berlina 3 volumi Mercedes Classe C (468 cm, 5 posti e 5 porte) ha ricevuto un corposo aggiornamento a livello estetico e non solo. Adesso, infatti, dispone pure di una versione ibrida, la C200 Executive Auto EQ-Boost, che costa non pochissimo (43.482 euro) ma offre davvero tanto. Per esempio un propulsore da 1497 cm3 di cilindrata e 184 CV/135 kW di potenza, che potrebbe toccare in teoria la velocità massima di 239 km/h, e che dichiara di consumare appena 6,0 litri/100 km con emissioni non superiori a 136 g/km di CO2. Nel 2011 il crash test della Mercedes Classe C a cura di Euro NCAP è andato alla grande: 5/5 (qui scheda completa e video del crash test).

MERCEDES CLASSE C STATION WAGON

La nuova Classe C ha pure il modello Station Wagon per chi necessita di (tanto) spazio supplementare. Il bagagliaio, infatti, parte da 490 litri, incluso il doppiofondo, ma reclinando lo schienale supera abbondantemente la capacità di 1.510 litri. Il motore della versione ibrida C200 Executive Auto EQ-Boost ha 1.497 cm3 di cilindrata e 184 CV/135 kW di potenza che consentono alla vetture di toccare 235 km/h. Il consumo combinato è di 6,2 l/100 km, le emissioni di CO2 sono 142 g/km.

MINI COUNTRYMAN

Si tratta della seconda generazione del crossover Mini Countryman, che ha mantenuto la stessa impronta della prima aumentando però le dimensioni fino ad attestarsi sui 429 cm (da 410). C’è quindi più spazio nell’abitacolo, mentre il bagagliaio può contenere fino a 450 litri. La meccanica è la stessa della berlina. In questa guida però ci stiamo occupando esclusivamente di modelli ibridi e la Countryman ne offre ben tre: Cooper S E ALL4 automatica da 39.300 euro, Cooper S E ALL4 Hype automatica da 42.900 euro, Cooper S E ALL4 Business automatica da 44.100 euro. Prendendo in esame proprio quest’ultimo, scopriamo che monta un propulsore ibrido plug-in da 224 CV/165 kW e 1.499 cm3, con emissioni ferme a 55 g/km (scatta l’Ecobonus). Euro NCAP ha testato Mini Countryman nel 2017 assegnandogli le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

TOYOTA PRIUS PLUG-IN HYBRID

Nella nostra guida con i consigli per l’acquisto di auto ibride con budget sui 40.000 euro non poteva mancare la Toyota Prius Plug-In Hybrid, uno dei modelli ibridi più venduti in Italia. Lunga 465 cm, quanto la Prius+ a 7 posti e più di 11 rispetto alle altre versioni della berlina 2 volumi, la Plug-In accoglie comodamente quattro persone e vanta un bagagliaio da 360 litri di capienza. Il motore da 1.798 cm3 e 122 CV/90 kW può spingere la vettura fino a 162 km/h. Le emissioni i fermano a 28 g/km. Prezzo di listino 41.800 euro, da limare con l’Ecobonus. Il più recente crash test Euro NCAP della Toyota Prius è del 2016 e ha dato come risultato 5 stelle su 5.

TOYOTA PRIUS+

La Toyota Prius+ è lunga 464 cm, ha 7 posti e 5 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 200 litri. È disponibile negli allestimenti 1.8 H ECVT Active, Lounge e Style, che montano tutti un sistema ibrido composto da un propulsore termico da 1.8 litri e 99 cavalli abbinato a un motore elettrico da 100 kW. La potenza del sistema Hybrid Sinergy Drive è pari a 136 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9 l/100 km con 112 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 33.000 euro. Euro NCAP ha testato il modello di riferimento nel 2016 assegnandogli le 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

TOYOTA RAV4

Con la nuova generazione uscita da noi nel 2018 la gamma del suv Toyota Rav4 è diventata totalmente ibrida. Lo spazio è più o meno il medesimo della generazione precedente (lunghezza 460 cm, altezza 168, appena un paio di centimetri in più), mentre il bagagliaio ha guadagnato una trentina di litri per un totale di oltre 550. Sono disponibili 5 versioni, con prezzi che variano da 37.050 a 43.450 euro. Se prendiamo in esame la 2.5 HV 222v E-CVT Lounge 4WD, scopriamo che raggiunge i 180 km/h, consuma 4,6 l/100 km ed emette 105 g/km di CO2. Nel 2013 il crash test di Toyota Rav4 effettuato da Euro NCAP è andato molto bene: 5 stelle.

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I fari a LED adattivi fanno l’86% di luce in più ma negli USA sono illegali

di Antonio Elia Migliozzi

I fari LED non sono soltanto un vezzo estetico. La nuova tecnologia di illuminazione offre vantaggi concreti in termini di visibilità e quindi di sicurezza su strada. Eppure negli Stati Uniti i fari LED adattivi non sono ammessi sulle auto di serie. L’istituto di ricerca AAA, con il suo ultimo studio sul tema, lancia un chiaro appello alle autorità Usa. Le luci adattive offrono il 12,5% di luminosità in più rispetto a quelle ammesse sulle strade americane. Questo dato è ancora più rilavante se confrontato con un’altro. I fari adattivi offrono un campo visivo maggiore dell’86% evitando di abbagliare i veicoli che viaggiano nello stesso senso di marcia o in quello opposto. Vediamo perché, oltre all’AAA, anche Toyota, VW e BMW hanno presentato petizioni al governo Usa e all’NHTSA per cambiare le norme.

VANTAGGI LED

In diversi mercati globali, Europa compresa, le case automobilistiche offrono fari a LED matrix. Si tratta di una tecnologia che non è più riservata alle ammiraglie ma raggiunge anche il segmento medio. Questi proiettori indirizzano la luce verso sezioni specifiche della strada per evitare di disturbare le altre auto. Nei fatti è come se si potesse viaggiare con gli abbaglianti sempre inseriti. Secondo i test effettuati dall’istituto americano AAA, queste luci offrono una maggiore illuminazione e un abbagliamento ridotto rispetto a quelle ammesse negli Usa. Durante i suoi test su strada i fari LED adattivi hanno fornito il 12,5% di luce in più in modalità abbagliante rispetto a quelli omologati. Nella modalità anabbagliante, le luci ammesse negli Stati Uniti sono migliori solo dell’1,9%. Le luci adattive illuminano l’86% di superficie in più davanti all’auto in viaggio. I fari adattivi causano anche un abbagliamento ridotto rispetto alle lampade ammesse in america.

LA BATTAGLI NEGLI USA

Nonostante i notevoli progressi tecnologici i fari LED adattivi sono vietati negli Usa. Questo perché il Federal Motor Vehicle Safety Standards non consente di attivare contemporaneamente i fari abbaglianti e gli abbaglianti. Si tratta di una operazione necessaria per il funzionamento delle luci adattive. Negli Usa sono in vigore test statici per i proiettori con limiti di luminosità specifici. Poiché le luci adattive oscurano solo porzioni limitate di strada, la luminosità complessiva risulta troppo alta. Eppure considerando i benefici delle luci adattive, non sorprende che l’AAA ritenga che il governo americano debba al più presto omologarle. L’AAA non è l’unica a chiedere a gran voce che gli standard in materia di illuminazione vengano aggiornati. Molti costruttori si sono schierati a favore dei fari LED adattivi. Toyota, VW e BMW hanno presentato petizioni al governo in questa direzione. Pare che l’NHTSA stia lavorando ad una possibile proposta di riforma.

LA PROPOSTA

Dal canto suo l’AAA ha fatto sapere di sostenere ogni iniziativa dell’NHTSA che permetterà l’utilizzo dei fari LED adattivi. L’istituto propone di cambiare i test di omologazione inserendo prove su strada dinamiche. L’AAA vuole anche di elevare il limite stabilito per le emissione del fascio luminoso. L’idea è alzare il tetto americano dalle attuali 150.000 candele a 430.000. I fari adattivi dovranno iniziare a regolare la portata del fascio luminoso a 400 metri di distanza dal veicolo che precede o viaggia in direzione contraria. L’organizzazione osserva che la maggiore potenza luminosa ammessa in Europa è un fattore che contribuisce alla migliore illuminazione dei fanali. Importante sapere che anche l’aftermarket offre soluzioni per migliorare l’intensità del fascio luminoso a bordo della propria vettura anche se sprovvista di fari LED, come mostra il video qui sotto.

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Guida autonoma: faremo il doppio dei viaggi in auto secondo uno studio

di Antonio Elia Migliozzi

La guida autonoma porterà vantaggi concreti. Secondo una ricerca svolta dall’Università del Michigan i veicoli driveless porteranno un notevole risparmio di tempo e denaro. Secondo lo studio il tempo libero in auto rappresenta il primo motivo per cui i clienti potrebbero scegliere questa tecnologia. La fiducia nei confronti della guida autonoma porterà le famiglie a spostarsi di più con questi veicoli. Dai numeri si parla di un aumento medio del tempo in viaggio tra il 2 e il 47% che andrebbe a compensare i risparmi energetici. Vediamo perché l’auto driveless, complici i minori costi per gli spostamenti, rischia di produrre un effetto boomerang.

VANTAGGI AUTONOMI

Come sappiamo che le auto a guida autonoma promettono di migliorare la vita su strada. Rendere le strade più sicure è solo uno dei vantaggi potenziali di queste tecnologie. Secondo molti ci sarà più tempo per rilassarsi ma anche una riduzione dell’inquinamento. Eppure un recente studio dimostra che i benefici delle auto driveless potrebbero non essere così grandi come pensiamo. Secondo i ricercatori dell’Università del Michigan la guida autonoma porterà su strada mezzi più efficienti e comodi al punto da produrre effetti collaterali. Lo studio pubblicato sulla rivista Applied Energy, sottolinea che la fiducia nei confronti della tecnologia porterà gli uomini ad un maggior desiderio di mobilità. Samuel Stolper e i suoi colleghi hanno esaminato i dati sul comportamento di viaggio evidenziando un “effetto rimbalzo”.

PIANIFICAZIONE DEL VIAGGIO

Il viaggio a guida autonoma potrebbe aumentare l’esigenza di mobilità. In futuro non ci si dovrà preoccupare di prestare attenzione alla strada mi si potrà trascorrere il tempo in auto a leggere, guardare film o lavorare. Quello pubblicato dall’Università del Michigan è il primo studio al mondo a mettere a confronto efficienza energetica e risparmi in termini di tempo. Un risparmio di tempo percepito del 38% o superiore potrebbe essere sufficiente per incoraggiare le persone a scegliere un’auto a guida autonoma. Ecco allora che per questi veicoli, prosegue la ricerca, devono essere fissati obiettivi di efficienza energetica molto più elevati rispetto alle auto standard. Nei fatti se la guida autonoma renderà i tragitti in auto più economici e più divertenti si viaggerà di più. Per questo motivo anche nel futuro le nostre città potrebbero continuare a soffrire a causa del traffico.

IL TEMPO E’ DENARO

Secondo i ricercatori le famiglie trascorreranno tra il 2 e il 47% di tempo in più nelle loro auto. Insomma non saremo impegnati alla guida ma passeremo comunque molto tempo per strada. Algoritmi, software e sensori ci porteranno da A a B ma è importante anche conoscere l’impatto che questo nuovo tipo di veicolo avrà sulla società e sull’ambiente. I ricercatori sottolineano i vantaggi della guida autonoma in fatto di “sicurezza, efficienza energetica e utilizzo del tempo”. Nei fatti ci sarà un aumento netto del consumo di energia complessivo e un potenziale maggiore inquinamento. La guida autonoma produrrebbe un effetto boomerang con un aumento netto del consumo di energia e potenzialmente anche dei prezzi. Insomma mentre prosegue la corsa mondiale all’auto driveless ci si inizia ad interrogare anche sui possibili aspetti negativi di questa rivoluzione.

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Nuova Nissan Micra 2019: per l’Italia arriva la versione GPL

di Redazione

La gamma della nuova Nissan Micra si è allargata in questo inizio d’anno con due novità interessanti. Si tratta della versione N-Sport, che con i suoi 117 CV si piazza al top della gamma, e dell’interessante variante IG-T a GPL. Quest’ultima, realizzata appositamente per il mercato italiano, proprio da noi troverà ampi consensi per la capacità di coniugare benefici fiscali a ridotti costi d’esercizio.

LA SECONDA VITA DEL TRE CILINDRI

La Nissan Micra GPL è spinta dal tre cilindri con cilindrata di 0,9 litri. Il motore, abbinato di serie al cambio manuale a sei marce, è l’unico in gamma a non appartenere alla nuova famiglia di propulsori 1.0 a benzina che spingono le altre versioni dell’utilitaria nipponica ma in questo secondo impiego dimostra prestazioni adeguate al tipo di auto, con una coppia di 140 Nm e un accelerazione sullo 0-100 di 12”.

GPL FIRMATO BRC

La versione a GPL della Nissan Micra monta un impianto a gas realizzato da BRC e messo a punto in collaborazione con la filiale italiana di Nissan. Fornito come primo equipaggiamento, ha un serbatoio con una capienza effettiva di 33,6 litri. Alloggiato nel bagagliaio, al posto della ruota di scorta, non ruba spazio al vano posteriore. Con questa riserva sommata a quella del serbatoio della benzina, la Nissan Micra IG-T vanta quasi 1.000 km di autonomia.

TRE ALLESTIMENTI

La Nissan Micra GPL è disponibile in tre livelli di allestimento. La versione Start ha un prezzo d’attacco di 16.450 euro e include nel prezzo vetri elettrici anteriori, sedile di guida regolabile in altezza, climatizzatore manuale, assistenza alla partenza in salita, accensione automatica dei fari, limitatore di velocità e radio Bluetooth. Gli altri livelli sono Plus, a 17.550 euro, o Max, a 18.800 euro. Il primo offre, tra le altre cose, il sistema infotainment con touchscreen da 7” e compatibilità Apple CarPlay e Android Auto. Con il secondo arrivano invece cerchi in lega da 16” e retrocamera di manovra con sensori di parcheggio.

PACCHETTO SICUREZZA

Per quanto riguarda la dotazione di sicurezza, sulla Nissan Micra è disponibile un Safety Pack: comprende frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni, abbaglianti automatici, lettura segnaletica verticale e allerta superamento involontario delle linee di carreggiata.

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Semaforo rosso: multa con T-Red valida anche senza omologazione

di Redazione

Semaforo rosso multa T-Red

In caso di passaggio con semaforo rosso, la multa con il T-Red è valida anche se l’omologazione dell’apparecchio non è indicata. Lo ha ribadito di recente la Corte di Cassazione, spegnendo sul nascere le speranze di un automobilista veneto. Costui, infatti, aveva fatto ricorso al Giudice di Pace nella speranza di vedersi annullare una sanzione di 153,90 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente per aver ignorato un rosso a un incrocio.

LA PRECISAZIONE DEGLI “ERMELLINI”

Tra le motivazioni del ricorso l’automobilista aveva inserito proprio la mancata indicazione dell’omologazione del T-Red. Ma la Cassazione ha chiarito che il verbale dell’infrazione è valido anche senza quel riferimento. I giudici della Suprema Corte hanno spiegato infatti che gli apparecchi T-Red non sono soggetti all’obbligo di taratura in quanto non costituiscono strumenti di misurazione della velocità, contrariamente agli autovelox. Di conseguenza non è necessario che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso. E soprattutto che tale controllo sia specificato nel verbale d’accertamento dell’infrazione.

SE IL T-RED INDIVIDUA L’INFRAZIONE, LA MULTA RIMANE

Ricapitolando,“se il rosso viene ignorato dall’automobilista e la violazione viene testimoniata dalla telecamera presente sull’impianto semaforico, la validità della multa non può essere messa in discussione”. Può esserci eccezione solo in caso di malfunzionamento dell’apparecchio o di suo difetto di costruzione o installazione. Queste circostanze, però, devono risultare nel caso concreto, sulla base di evidenze debitamente provate e allegate da chi presenta ricorso. La nuova pronuncia della Cassazione è stata riportata dall’Ansa, che ha citato il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it.

I PRECEDENTI DEL 2016

Ricordiamo che nel 2016 la Corte di Cassazione aveva già precisato che la multa per passaggio con il semaforo rosso segnalata da un T-Red (o Photored) è valida anche in assenza della contestazione immediata da parte delle Forze dell’ordine, essendo sufficiente la fotografia scattata dal dispositivo elettronico di accertamento. Sempre tre anni fa la Suprema Corte era intervenuta pure per confermare un altro aspetto. Ovvero che la validità delle sanzioni non può essere inficiata dalla mancata segnalazione dell’apparecchio T-Red. Questo perché le norme che impongono di segnalare la presenza degli autovelox non possono essere estese ai dispositivi che ‘vigilano’ sui semafori. Quindi chi ha ricevuto una multa per passaggio con il semaforo rosso accertata con T-Red deve cercare altri vizi formali o procedurali su cui fondare l’eventuale ricorso.

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Kia HabaNiro: EV a guida autonoma vicina alla produzione in serie

di Redazione

In futuro l’auto elettrica sarà comune e diffusa. Normale, quindi, che se ne vedranno di ogni foggia e dimensione. Al Salone di New York Kia ha presentato una concept innovativa. Si chiama Kia HabaNiro ed è una crossover con lunghezza di 4,43 metri. L’auto, che inizialmente doveva rappresentare una sorta di laboratorio per la mobilità del futuro, grazie ai numerosi consensi raccolti, potrebbe presto declinarsi in un modello di serie. Almeno, così potrebbe essere, stando alle dichiarazioni dei vertici della Casa.

MASSIMA VERSATILITÀ

La Kia HabaNiro è stata disegnata dal centro stile californiano della Casa coreana e a livello di stile introduce numerosi elementi di novità. Ha frontale aggressivo, con vistose protezioni inferiori e un paraurti che si allunga fino alla fiancata. L’auto è stata pensata per avere una spiccata dinamica di guida. Ma ha altezza da terra generosa, per permetterle di affrontare tratti sterrati in totale tranquillità. Molto particolare l’apertura delle porte a libro, che però, essendo incernierate anche nella parte alta, ruotano verso l’alto per dare massimo accesso ai quattro posti dell’abitacolo.

ABITACOLO DAL FUTURO

La Kia HabaNiro accoglie in un ambiente moderno e minimalista. Non ha neanche strumentazione, sostituita da un enorme head-up display che si estende per tutta la larghezza del parabrezza. L’unico schermo presente è quello annegato all’interno del volante. Tra gli elementi più caratteristici, il sistema di aerazione, che sostituisce le tradizionali bocchette dell’aria con un sistema chiamato Perimeter Ventilation System che genera un flusso d’aria diffuso. C’è anche un sofisticato sistema di illuminazione interna che cambia colore intensità in base alle esigenze degli occupanti.

FA 480 KM CON “UN PIENO”

A livello di powertrain, la Kia HabaNiro presenta uno schema elettrico a trazione integrale alimentato a batterie agli ioni di litio che promettono un’autonomia di 480 km. La concept coreana, oltre allo schema meccanico a zero emissioni, adotta un sistema di guida autonoma di livello 5, stando all’attuale classificazione SAE, il più avanzato. Il volante e la strumentazione, infatti, possono spostarsi per aumentare la libertà di movimento degli occupanti, che possono trasformarsi in semplici passeggeri.

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Guida autonoma: il test del Pilot Assist su Volvo V60

di Donato D'Ambrosi

La guida semi autonoma e quella assistita sono due tecnologie per certi versi sovrapponibili e su molti modelli di auto fraintese dai conducenti. Euro NCAP ha per questo messo alla prova le reali capacità dei sistemi di assistenza in tipiche situazioni di traffico reale o di emergenza. Nel video qui sotto, ad esempio, la Volvo V60 con Pilot Assist si distanzia un po’ dalle attese. Tanto da “scivolare” su prove superate con più disinvoltura da sistemi di guida semi autonoma di modelli meno premium e costosi.

IMPOSSIBILE CONFONDERLO

Dopo aver testato Ford Focus, DS7 Crossback, BMW Serie 5, Hyundai Nexo, Mercedes Classe C, Nissan Leaf e Toyota Corolla è la volta del sistema Pilot Assist su Volvo V60. Un sistema che secondo Eur NCAP non espone gli utilizzatori al rischio di confonderlo per un pilota automatico. Durante il suo funzionamento il City Safety interviene in maniera abbastanza variabile, come si vede nel video sotto. Il guidatore è costantemente richiamato a mettere le mani sul volante, come prevede la legge. Se non lo fa il sistema Pilot Assist si disattiva ma non porta l’auto in una situazione di arresto controllato. Tuttavia i tecnici hanno verificato che basta sfiorare il volante per far credere al sistema di aver ripreso il controllo dello sterzo.

A VELOCITA’ AUTOSTRADALI E’ MEGLIO NON DISTRARSI

L’esito delle prove di guida semi autonoma ha messo alla luce performance in bianco e nero per il Pilot Assist della Volvo V60. Nelle prove di frenata di emergenza con ostacolo fermo, altre auto hanno dimostrato di essere più autonome della Volvo V60. Se l’ACC (Adaptive Cruise Control) è impostato a 50 km/h, il City Safety riconosce un’auto ferma davanti e frena evitando l’impatto. Se la velocità aumenta a 80 e 130 km/h, solo l’intervento del guidatore può evitare una collisione. La Volvo V60 si limita in entrambi i casi a un tentativo per ridurre le conseguenze di un possibile incidente.

NEL TRAFFICO L’ASSISTENZA E’ LIMITATA

Simili criticità emergono nelle prove di guida semi autonoma con un ostacolo in movimento davanti alla Volvo V60. Quando l’ACC è impostato a 100 km/h e davanti si presenta un’auto in lento movimento (20 km/h), il City Safety interviene correttamente. Diverso è il caso in cui, come avviene spesso nel traffico lento e veloce, un’auto davanti cambia corsia all’improvviso. Euro NCAP ha replicato queste situazioni nei test Cut-in (l’auto davanti si immette nella corsia) e Cut-out (l’auto davanti si sposta scoprendo un ostacolo fermo). Il sistema Pilot Assist della Volvo V60 in test non riesce a fare altro che lanciare un “warning” al conducente che deve intervenire per prendere in mano la situazione.

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Meno recentiSicurAUTO

Daimler: il taglio di 6 miliardi e il futuro senza Nissan-Renault

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz costretta ad una massiccia ristrutturazione. Secondo i media il colosso dell’auto tedesco si prepara ad una stretta alle voci di spesa. Allo studio tagli per circa 6 miliardi di euro dopo dopo il calo dei profitti dovuto ai dazi e alle spese per gli investimenti in elettrificazione e guida autonoma. Anche la divisione Daimler Trucks sarebbe interessata dalle misure di austerity che puntano a recuperare 2 miliardi di euro. Il nuovo Ceo Ola Kaellenius si prepara anche a misure straordinarie nei confronti dei dipendenti, con i più informati che parlano di 10.000 posti a rischio. Entro la fine dell’anno Mercedes-Benz dovrebbe anche annunciare l’addio alla alleanza commerciale con il gruppo Renault-Nissan. Tutti i dettagli.

AUSTERITY IN VISTA

Daimler sta cercando di recuperare circa 6 miliardi di euro all’interno del suo bilancio. Entro il 2021 l’azienda starebbe lavorando ad un programma di austerity per risparmiare sui costi e aumentare i guadagni. Come precisano da Manager Magazine l’azienda non ha commentano l’indiscrezione ma è molto probabile che queste decisioni sarrano annunciate a maggio. Per quella data entrerà in carica il nuovo Ceo di Daimler Ola Kaellenius al posto dell’attuale Dieter Zetsche. Lo scorso febbraio Daimler aveva affermato che avrebbe messo in campo tagli ai costi dopo che il profitto operativo era calato del 22% a fine 2018. A pesare la guerra commerciale con gli Usa di Trump e soprattutto l’aumento dei costi per lo sviluppo delle auto elettriche. Daimler prevede inoltre di azzerare le sue emissioni entro il 2040. Si tratta di un obiettivo difficile e costoso perché coinvolge la catena di produzione e tutti i fornitori.

CAMBIARE ROTTA

Altre grane per Mercedes-Benz arrivano dagli Usa. Circa 30.000 auto prodotte nello stabilimento di Tuscaloosa hanno problemi di elettronica che stanno richiedendo tempo e soldi. Secondo alcune stime il ritardo nella produzione a Tuscaloosa ha creato nei bilanci un buco da circa 2 miliardi di euro. Questo potrebbe comprimere i guadagni del primo trimestre del 2019 pesando fino a 500 milioni di euro. Si tratta di cifre non certe perché Daimler dovrebbe rilasciare il prossimo 26 aprile i dati ufficiali relativi al primo trimestre. Si parla anche di tagli in arrivo sul fronte dipendenti. Daimler sarebbe pronta a ridurre il suo organico di 10.000 unità. In questo caso possiamo pensare ad una operazione simile a quelle che hanno in programma altri brand. Con le auto elettriche che richiedono meno forza lavoro le case spingono su pensionamenti e uscite volontarie.

ALTRE MISURE

Per intervenire sulle spese correnti il nuovo Ceo Kaellenius metterà anche mano al capitolo alleanze. E’ probabile che non rinnoverà i progetti in piedi con l’alleanza Renaul-Nissan. Attualmente ci sono molti punti che rimangono poco chiari ma è probabile che Daimler non continuerà ad investire nei progetti comuni. Attualmente tra i prodotti più significativi nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra le aziende troviamo il pick-up Mercedes-Benz X-Class derivato dalla Nissan Navara. C’è anche la piccola Smart For Four che è prodotta nella stessa linea che assembla la citycar Renault Twingo. A ben guardare è di pochi giorni fa la notizia secondo cui Mercedes-Benz starebbe per spostare la produzione della Smart in Cina.

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Automobilisti italiani: il 79,5% afferma di rispettare le regole

di Redazione

Automobilisti italiani

Secondo un recente rapporto della Cgia di Mestre il numero di multe per infrazioni stradali è aumentato del +81% in dieci anni, eppure la stragrande maggioranza (il 79,5%) degli automobilisti italiani si autodefinisce coscienziosa e rispettosa delle regole del Codice della Strada. Che dire, forse qualcuno mente e abbiamo il sospetto che non sia la Cgia…

GLI ITALIANI E LA SICUREZZA STRADALE

L’auto-assoluzione degli automobilisti di casa nostra è emersa nel primo ‘Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale’, realizzato dall’omonima azienda di pneumatici con Euromedia Research. L’indagine ha posto varie domande a un campione di intervistati per tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza, con lo scopo ultimo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri alla guida. Soprattutto in un contesto in cui, dati Ocse alla mano, il 93% degli incidenti stradali continua a derivare dal comportamento dei conducenti.

L’AUTO È SICURA PER I CONDUCENTI MA NON PER I PEDONI

Ma vediamo i risultati. Innanzitutto l’automobile si è confermata di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2%), facendo però emergere un dato contraddittorio. Se l’auto è ancora percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), nel contempo buona parte degli intervistati (68%) ha bollato il veicolo a quattro ruote come il più pericoloso in assoluto per la paura di essere investiti. La cosa in realtà non ci sorprende. Nella malaugurata ipotesi di un contatto ravvicinato tra un’auto e un pedone, corre decisamente più rischi quest’ultimo e non viceversa…

GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI SI AUTO-ASSOLVONO

La parte più interessante del sondaggio è però risultata un’altra. Quella in cui, come anticipavamo all’inizio, il 79,5% degli italiani ha risposto di non percepirsi affatto come un pericolo per la sicurezza stradale. Definendosi, udite udite, “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” e, con percentuale salita all’87,4%, “assolutamente sicuro delle proprie capacità al volante di un mezzo di trasporto”. Solo un 8,7% di onesti temerari ha dichiarato di rispettare le regole soltanto in presenza di un controllo.

LA SICUREZZA SULLE STRADE DIPENDE SOPRATTUTTO DAI GUIDATORI

Gli automobilisti italiani sono stati poi chiamati a dare soluzioni per avere maggiore sicurezza sulle strade. Il 34,9% ha risposto che bisogna contare in primis sul senso di responsabilità dei guidatori. Una percentuale più bassa, il 16,7%, ha optato invece per una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più massiccia sulle strade. Mentre un buon 15,5% ha chiamato direttamente in causa le aziende che producono automobili e pneumatici, chiedendo di dar vita a nuovi sistemi di sicurezza tecnologici. Richiesti soprattutto dispositivi di frenata più efficaci e sensori di rilevazione della stanchezza.

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Controllo pneumatici: la giusta pressione fa risparmiare 83 euro l’anno

di Redazione

Secondo i dati che emergono dallo studio di Federpneus, associazione nazionale dei rivenditori specializzati di pneumatici, il controllo della pressione delle gomme aiuterebbe gli automobilisti a risparmiare  in media circa 83 euro all’anno. Non solo risparmio in termini di soldi, attenzione, ma anche più sicurezza e cura dell’ambiente con le emissioni di CO2 che diminuirebbero di circa 120 kg. Vediamo in dettaglio.

GOMMA GIÙ, CONSUMI SU

Partiamo proprio dalla relazione tra pressione delle gomme e i consumi. Una pressione troppo bassa dei pneumatici comporta una maggior resistenza al rotolamento. Quest’ultima aumenterebbe il consumo di carburante di circa il 4%. Calcolando una percorrenza media annuale di 15.000 km con un consumo medio di 12 km/l, i litri consumati in un anno sono 1.250. A questi andrebbero aggiunti i circa 50 litri dovuti ad un gonfiaggio troppo basso dei pneumatici. Al costo medio attuale del carburante si stima così un aumento di spese di circa 83 euro all’anno.

PIÙ INQUINAMENTO E PIÙ USURA

Non solo risparmio di soldi ma anche una diminuzione notevole delle emissioni di CO2 e intervalli di cambio aumentati. Infatti considerando una produzione di circa 2,4 kg di CO2 prodotta da un litro di benzina e i 50 litri in più si arriverebbe a 120 kg di anidride carbonica prodotti in un anno. Inoltre, la durata dei pneumatici diminuirebbe di circa il 45%. Ciò implica una diminuzione nell’intervallo di sostituzione dei pneumatici con un rilevante effetto economico per l’automobilista.

CONTROLLO PERIODICO

Quali sono i principali modi per evitare lo spreco di soldi? Secondo Paola Colombo, responsabile prodotto auto e LCV Michelin, il principale accorgimento è il controllo della pressione dei pneumatici. Quest’ultimo deve avvenire almeno una volta al mese e prima dei lunghi viaggi, rigorosamente a freddo. Inoltre, far controllare gli pneumatici fa aumentare la sicurezza nella circolazione su strada degli automobilisti. Il consiglio è di far compiere queste verifiche a rivenditori specializzati che, grazie alle loro conoscenze tecniche e attrezzature aggiornate, possono garantire una messa in strada sicura della gomma.

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Baidu al Salone di Shanghai: tutte le auto autonome del Google cinese

di Antonio Elia Migliozzi

Il Salone dell’auto di Shanghai è l’occasione per stringere i rapporti con la Cina. Ford annuncia gli sviluppi della partnership con il colosso tecnologico Baidu. Allo studio l’applicazione della piattaforma Apollo per l’auto connessa basata sull’intelligenza artificiale. Ford ha firmato nel giugno del 2018 un accordo strategico con Baidu per migliorare la tecnologia a bordo delle sue auto. Ford e Baidu sono al lavoro per mettere in campo soluzioni digitali. Il nuovo sistema di infotainment SYNC + è il primo risultato dell’alleanza. Basato su DuerOS per Apollo è in grado di fornire servizi smart di navigazione e intrattenimento. Sono davvero tanti i brand, cinesi e non, che lavorano con Baidu. Vediamo i dettagli.

CINA AL CENTRO

Baidu, colosso cinese del settore tech, è sempre più impegnato nel campo automotive. In occasione del Salone dell’auto di Shanghai l’azienda è sotto i riflettori per le sue ultime soluzioni dedicate ai veicoli interconnessi e smart. DuerOS per Apollo è l’ultima versione del sistema operativo basato sulla piattaforma AI di Baidu. La nuova interfaccia sarà già scelta da diverse case automobilistiche internazionali, sale a bordo del nuovo SUV Ford Escape. Si tratta dell’equivalente internazionale della Kuga europea presentata all’inizio del mese ad Amsterdam. “L’intelligenza artificiale sta trasformando l’industria automobilistica. Lavorando con i nostri partner, Baidu sta costruendo un nuovo framework per le soluzioni di veicoli connessi. DuerOS per Apollo porterà alle persone un’esperienza di guida nuova e migliorata”, ha affermato Zhenyu Li, vicepresidente e direttore generale dell’unità Intelligent Driving di Baidu.

IL SISTEMA APOLLO

Il sistema operativo DuerOS per Apollo è alla base dell’infotainment SYNC + di Ford. A partire dal giugno del 2018 la cinese Baidu e Ford hanno scelto di collaborare allo sviluppo di soluzioni per le auto connesse. Il nuovo SYNC + è previsto solo a bordo dei modelli Ford destinati alla clientela cinese ma non si esclude il debutto in altri mercati asiatici. La nuova interfaccia propone servizi connessi per navigazione e intrattenimento. Baidu è anche a lavoro sul programma Apollo Enterprise. Si tratta di una suite che parte dagli ADAS e promette di arrivare alla guida autonoma. In occasione di del Salone dell’auto di Shanghai 2019 l’azienda ha ribadito gli impegni di sviluppo con WM Motor. L’obiettivo è quello di mettere su strada, entro il 2021, una flotta di veicoli autonomi di livello 3. Baidu prevede anche di lanciare un servizio di taxi driveless basato sulla sua tecnologia V2X.

POTENZA BAIDU

Sono davvero tanti i marchi dell’auto interessati alle tecnologie automotive di Baidu. Il nuovo Haval H6 di Great Wall, uno dei SUV più venduti in Cina, è equipaggiato con DuerOS per Apollo. Il sistema svolge funzioni di base tra cui assistente vocale, navigazione, intrattenimento multimediale, ma sfrutta la rete anche per i pagamenti online. Su Haval H6, Baidu offre oltre 50 servizi connessi compresi quelli di e-commerce. L’intelligenza artificiale di Baidu è anche a bordo della Chery Exeed e permette ai passeggeri di effettuare pagamenti in auto e accedendo tramite il riconoscimento facciale. Anche le coreane Hyundai e Kia hanno presentato a Shanghai diversi nuovi modelli con la tecnologia Apollo. Nello specifico parliamo della Hyundai Santa Fe e delle Kia KX3 e KX5.

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Hyundai Venue: ecco la crossover compatta globale

di Redazione

Al Salone di New York è stata presentata la Hyundai Venue, di cui avevamo parlato in anteprima. Si tratta di una crossover di dimensioni contenute sviluppata e concepita per essere commercializzata in tutto il mondo. Prima di tutto negli Stati Uniti, dove sarà acquistabile entro la fine dell’anno. Particolare la scelta di iniziare la vendita dagli States, mercato tradizionalmente non molto attratto dalle vetture compatte, ma la Hyundai Venue sarà venduta sui principali mercati. Inclusa la Cina, dove è stata presentata pochi giorni fa con il nome di ix25 al Salone di Shanghai.

UNA CROSSOVER COMPATTA, MA SPAZIOSA

La Hyundai Venue è una vettura dalle dimensioni contenute. Lunga 4,04 metri, larga 1,77 e alta 1,56, è destinata ad essere la versione d’ingresso della gamma crossover del costruttore coreano. La vettura è caratterizzata da una linea di impatto, con un disegno marcato e grintoso a cui contribuiscono i fari anteriori su due livelli, i passaruota ben evidenziati con cerchi fino a 17 pollici, il portellone spigoloso e il montante posteriore inclinato in avanti. Dal punto di vista stilistico disponibile, come optional, del tetto con colorazione a contrasto. La Hyundai Venue ha un’altezza piuttosto importante in rapporto alla lunghezza. Questo aiuta a ottenere un abitacolo arioso e spazioso, anche grazie al passo generoso. Tutto questo consente una certa comodità anche agli occupanti dei sedili posteriori. Importante anche la capacità del bagagliaio, con 530 litri dichiarati.

UNA SOLA MOTORIZZAZIONE

Hyundai al momento presenta la vettura con una sola motorizzazione. Si tratta di un 4 cilindri a benzina di 1,6 litri di cilindrata con turbocompressore. Non ne è stata ancora comunicata la potenza, ma si sa il consumo, di 7,1 litri per 100 km. La trazione è solo anteriore. Sono previsti ausili elettronici, selezionabili con un comando posto vicino alla leva del cambio, per agevolare la trazione e la mobilità su fondi a scarsa aderenza. Le trasmissioni sono due: cambio manuale a 6 marce oppure automatico a variazione continua CVT.

HA L’ASSISTENTE DI AMAZON

La dotazione tecnologica della Hyundai Venue, sia per l’intrattenimento sia per la sicurezza, è completa. In linea con le Hyundai di ultima generazione. La consolle centrale è dominata dallo schermo da 8 pollici posto a sbalzo. Il sistema di infotainment è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Previsti anche i sistemi di assistenza vocale Google e Amazon Alexa tramite il sistema Blue Link che permette di accedere a molte funzioni con il semplice comando vocale. A livello di Adas, la Hyundai Venue ha la frenata d’emergenza anche in fase di retromarcia, il mantenimento della carreggiata e il monitoraggio degli angoli ciechi degli specchietti. La Hyundai Venue è equipaggiata inoltre con un sistema in grado di monitorare l’attenzione del guidatore.

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Previsioni traffico Pasqua 2019 e ponte 25 aprile: i giorni da bollino rosso

di Redazione

Previsioni traffico Pasqua 2019

Secondo le stime 14 milioni di vacanzieri stanno per mettersi in viaggio sulle strade e autostrade italiane. Riteniamo quindi che sia un’ottima idea informarsi a dovere sulle previsioni di traffico per Pasqua 2019, il ponte del 25 aprile e, giacché ci siamo, anche per quello del 1° maggio. In modo da organizzare una partenza intelligente e non trascorrere buona parte dei giorni di festa incolonnati sull’asfalto (qui i nostri consigli per guidare in sicurezza).

TRAFFICO ELEVATO GIÀ DAL 19 APRILE

Per quanto riguarda la prima fase dell’esodo di Pasqua 2019, Autostrade per l’Italia prevede picchi di traffico elevati nella fascia oraria pomeridiana di venerdì 19 aprile e nella prima parte di sabato 20 aprile. In queste due giornate le partenze coinvolgeranno specialmente le tratte dell’area ligure, lombarda, emiliana e toscana, la dorsale appenninica, tirrenica e adriatica, le arterie che si snodano dalla Capitale e le vie che collegano al litorale amalfitano. Inutile ricordare che tra le mete preferite per le festività di Pasqua, del 25 aprile e del Primo maggio 2019 ci sono anche le città d’arte, i borghi antichi e le località collinari. Perciò occhio al traffico se stare per recarvi in questi luoghi. E attenti a non commettere questi 10 errori al casello autostradale.

IL TRAFFICO DI PASQUA E PASQUETTA 2019

Le previsioni del traffico di Pasqua 2019 si aspettano, proprio per domenica 21 aprile, brevi spostamenti del mattino specialmente sui tracciati autostradali a ridosso delle aree metropolitane, oppure in direzione delle vicine località di villeggiatura, soprattutto al sud. Il lunedì di Pasquetta, 22 aprile, oltre che dal canonico tempo incerto sarà caratterizzato da traffico intenso a ridosso delle principali città e dei borghi limitrofi. E naturalmente verso la campagna, i laghi e il mare. Il picco è stimato tra le ore 15 e le 21, con i primi rientri.

PREVISIONE PER I PONTI DEL 25 APRILE E DEL 1° MAGGIO

Archiviate Pasqua e Pasquetta il traffico caratterizzerà la circolazione su strade e autostrade italiane per le successive due settimane. È previsto infatti un incremento della circolazione tra martedì 23 e sabato 27 aprile e tra il pomeriggio di martedì 30 aprile e la mattina di mercoledì 1° maggio. Brevi spostamenti sono attesi anche venerdì 3 e sabato 4 maggio, mentre la maggiore ondata di rientri avverrà domenica 28 aprile e domenica 5 maggio.

STOP AI MEZZI PESANTI NEI GIORNI PIÙ CRITICI

Per agevolare la viabilità saranno rimossi i cantieri di lavoro lungo le direttrici autostradali in cui è previsto un aumento dei flussi di traffico, ad eccezione di quelli inamovibili. Gli spostamenti di Pasqua, del 25 aprile e del Primo maggio 2019 saranno inoltre favoriti dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti con peso superiore a 7,5 tonnellate nei giorni e negli orari più caldi. Precisamente:

venerdì 19 aprile dalle 14:00 alle 22:00;
sabato 20 aprile dalle 09:00 alle 16:00;
domenica 21 aprile e lunedì 22 dalle 09:00 alle 22:00;
giovedì 25 e domenica 28 aprile dalle 09:00 alle 22:00;
mercoledì 1 e domenica 5 maggio dalle 09:00 alle 22:00.

Ricordiamo infine che per controllare il traffico in tempo reale sono disponibili numerosissime app (per esempio VAI di Anas) e altri servizi gratuiti come Google Maps. Inoltre si può chiamare il call center di Autostrade al numero 840.04.21.21, sempre attivo 24 ore su 24. E visto che ci siamo, facciamo un utile ripasso sulle 10 cose da NON fare in autostrada.

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Nissan produrrà il 15% di auto in meno: l’effetto Ghosn e le azioni in calo

di Redazione

Non sembra essere un bel momento, per Nissan. La Casa nipponica, dopo l’uscita di scena del numero uno Carlos Ghosn, taglierà la produzione del 15% per quest’anno fiscale, che per le aziende giapponesi va da marzo 2019 a marzo 2020. L’operazione, annunciata dal Nikkei, il più importante giornale finanziario del Giappone, rappresenta la più significativa riduzione a livello produttivo dell’ultimo decennio per la Casa. E arriva proprio in un momento in cui cerca di riguadagnare quote di mercato su mercati strategici, come quello statunitense, in cui è in sofferenza.

LE AZIONI TENGONO IL VALORE

Rispetto allo scorso anno, le azioni Nissan quotate alla borsa di Tokyo hanno subito un consistente calo, perdendo oltre il 15%. Da gennaio 2019, però, il titolo tiene e, anzi, mostra deboli segni di ripresa. Pari andamento hanno registrato anche a Wall Street. Proprio quando lo shock dell’arresto di Ghosn, che a fine gennaio si è dimesso da tutte le cariche, arriva questa nuova doccia fredda.

4,6 MILIONI DI AUTO IN UN ANNO

A quanto riportato dal Nikkei, che è il più importante quotidiano economico giapponese, Nissan avrebbe comunicato ai propri fornitori che per l’anno fiscale appena iniziato avrebbe previsto di produrre soltanto 4,6 milioni di auto. Questa mossa, se confermata, avrebbe due conseguenze negative. Potrebbe indebolire l’alleanza con Renault e limerebbe ulteriormente i guadagni che, secondo le previsioni, dovrebbero attestarsi intorno ai 3,58 miliardi di euro: il 22% in meno. Si tratterebbe del peggior risultato economico dal 2013.

IN ATTESA DI CONFERME

Al momento da parte di Nissan non arrivano dichiarazioni ufficiali. Unico commento alle dichiarazioni del Nikkei è arrivato via mail. Nella comunicazione la Casa si è limitata a chiarire che le notizie riportate dal quotidiano finanziario non si basano su annunci o informazioni diramati da Nissan. Ma altri chiarimenti al riguardo non sono stati resi noti. Di certo, per il nuovo consiglio dell’Alleanza, che sarà nominato a breve da Jean-Dominique Senard, Presidente di Renault, Hiroto Saikawa, nuovo CEO di Nissan, Thierry Bolloré, CEO di Renault e Osamu Masuko, CEO di Mitsubishi Motors, ci sarà molto da lavorare. La strada per superare l’era Ghosn, che per quanto sia stato criticato in tempi recenti anche per gli enormi compensi ha fatto crescere la Casa con continuità, non sarà in discesa.

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