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Ieri — 10 Dicembre 2018Telefonino.net

Apple Store saccheggiato dai rivoltosi in Francia

di Carla Stea

apple store bordeaux

Sabato notte i rivoltosi che in questo periodo protestano in Francia – famosi come “gilet gialli” – hanno preso d’assalto l’Apple Store Sainte-Catherine di Bordeaux saccheggiandolo di tutto quello che fosse possibile prendere.

Apple Store di Bordeaux: l’assalto

Sabato notte i “gilet giallI” hanno distrutto le vetrate dell’Apple Store di Bordeaux allo scopo di entrare nel negozio e saccheggiarlo. Dopo averlo allagato e danneggiato i rivoltosi hanno preso diversi prodotti in esposizione, strappandoli dai sistemi di protezione per portarli via. Nel bottino c’era di tutto: Macbook, iPhone, iPad ed altri dispositivi presenti nello store.

Il conto dei danni è abbastanza elevato, ci vorranno giorni prima che la struttura sia ripristinata. Qualche giorno fa, anche l’Apple Store appena inaugurato sugli Champs-Élysées a Parigi è stato oggetto di atti vandalici ad opera delle masse in protesta. Per questo motivo, i negozi Apple parigini sono stati chiusi preventivamente per alcuni periodi.

Il colosso di Cupertino non si è ancora espresso sull’accaduto, che in teoria avrebbe un significato ben più profondo della mera volontà di derubare uno store di prodotti di alta tecnologia. Intanto, sono state prese le prime misure cautelative per evitare nuovi assalti al negozio Apple di Bordeaux: diversi pannelli di compensato sono stati piazzati a sostituzione dei vetri delle finestre ormai distrutte.

📹🇫🇷#France : La vue intérieure du pillage de l'Apple store de #Bordeaux .#8Decembre #samedi8decembre pic.twitter.com/luJMU9pwKW

— -₽ – 🅣 – 🅐 – (@PorteTonAme) December 8, 2018

Nelle scorse ore, sui social network sono trapelate molti contenuti video inerenti all’accaduto che mostrano cos’è successo addirittura all’interno dell’Apple Store. L’assalto sembra essersi consumato in pochi minuti. Intanto, ci sarebbero già tre sospettati, uno minorenne e due maggiorenni. Gli ultimi sono stati interrogati in queste ore dal tribunale di Bordeaux e sono accusati di furto ed atti vandalici ai danni della struttura. Tuttavia, si tratta probabilmente dei responsabili principali, delle menti dell’azione estrema compiuta sabato sera. Infatti, il numero di rivoltosi che ha assaltato l’Apple Store francese sembra essere decisamente più alto. In tutto, potrebbero esserci 15 persone coinvolte.

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iPhone vietati in Cina a causa di due brevetti

di Giacomo Dotta

Apple in Cina

Tutti gli iPhone, dal 6S al modello X, non potranno più essere importati in Cina: a seguito della guerra legale sui brevetti che Cupertino sta combattendo con Qualcomm, infatti, Apple si è vista negare dal tribunale popolare di Fuzhou la possibilità di far passare la Grande Muraglia ai propri prodotti, esclusi così da un mercato appetibile e ricco quale quello orientale.

Apple, ora la Cina è lontana

La sentenza precisa come il divieto sia solo in entrata e non in uscita: ciò significa che ad Apple non saranno precluse le strade della Cina quando si tratterà di inviare progetti e materie prime per l’assemblaggio dei device, mentre discorso differente varrà per i device assemblati – da Foxconn e simili – che tenteranno di cercare in Cina la via del mercato. In fase di giudizio, infatti, Qualcomm ha avuto la meglio vedendosi riconosciuti due brevetti che possono essere utilizzati nella battaglia contro Apple per forzare il gruppo ad un accordo. La prima immediata conseguenza è proprio ai danni di Cupertino, che ora non potrà più vendere in Cina i proprio iPhone 6S, 6S Plus, 7, 7Plus, 8, 8Plus e X. Nella sentenza non si fa al momento menzione degli ultimi iPhone XS e XR, ma non è da escludersi che la causa legale possa vivere ulteriori estensioni.

I due brevetti in discussione sono relativi l’uno alla gestione delle app sullo smartphone e l’altro alla gestione delle fotografie da parte degli utenti: l’oggetto dei brevetti (precedentemente validati dall’ufficio brevetti cinese) sembra essere tuttavia soltanto una questione di contorno, poiché in ballo v’è in realtà una grossa fetta del mercato mobile degli anni a venire. I brevetti in questo caso hanno più che altro valore strumentale. In borsa per Apple è pertanto nuovamente una giornata in toni cupi: -2% in apertura al Nasdaq, con quotazioni passate dagli oltre 215 dollari circa di ottobre agli attuali 165 (bruciando così tutti i guadagni del 2018 nel giro di poche settimane).

Se Huawei ha seri problemi negli Stati Uniti, Apple li avrà ora in Cina: la guerra fredda commerciale tra i due colossi si combatte su più campi di battaglia e questi colpi incrociati non sono a questo punto da escludersi ulteriormente anche per il prossimo futuro. Inoltre lo stato di salute del mercato smartphone è ad un punto di svolta: secondo gli analisti sta per aprirsi una fase contraddittoria nella quale alcuni grandi gruppi rischiano di veder messo in discussione il proprio impero in favore di nuovi brand che (cavalcando la trasformazione degli smartphone in tradizionali commodity), andranno ad erodere quote di mercato. Apple, sebbene ben posizionata per affrontare il periodo, si trova a dover gestire sfide estremamente complesse, tra le quali quest’ultima di tipo legale con Qualcomm.

Per quest’ultima la borsa reagisce ovviamente con tono uguale e contrario: +3% in apertura, festeggiando una vittoria legale che potrebbe aprire nuovi orizzonti nei rapporti tra i due gruppi.

La nostra relazione con i clienti è per noi un elemento prioritario, e preferiamo rivolgerci raramente ai tribunali, ma siamo anche profondamente convinti della necessità di proteggere i diritti relativi alla proprietà intellettuale. Apple continua a beneficiare della nostra proprietà intellettuale e allo stesso tempo si rifiuta di indennizzarci. Queste decisioni giudiziarie sono un’ulteriore conferma della forza del vasto portafoglio di brevetti di Qualcomm.

Don Rosenberg, executive vice president and general counsel, Qualcomm Incorporated

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Samsung Galaxy A8S è ufficiale, ma solo in Cina

di Carla Stea

samsung galaxy a8s

Samsung Galaxy A8S è stato presentato ufficialmente in Cina. Lo smartphone è il primo ad avere un display bucato, denominato Infinity-O, per mostrare la fotocamera integrata al di sotto dello schermo.

Galaxy A8S, il mid range all’avanguardia

Il device è un altro esempio della nuova strategia di Samsung: implementare sui terminali medio di gamma feature innovative, spesso ancora prima che arrivino sui flagship. Dopo Galaxy A7 e Galaxy A9, è il turno di Galaxy A8S. Lo smartphone è stato lungamente atteso proprio per la sua peculiarità, ormai confermata fra taser ufficiali e leak dell’ultimo secondo: la presenza del display Infinity-O.

samsung galaxy a8s

Infatti, sul frontale c’è un pannello da 6,4″ con risoluzione Full HD+ e rapporto d’aspetto 19,5:9. Nessun notch: come anticipato, la fotocamera anteriore da 24MP è posizionata sotto lo schermo ed è mostrata tramite il foro che contraddistingue i pannelli Infinity-O. Il comparto fotografico principale invece è triplo, come su Galaxy A7, e prevede tre sensori da 24+5+10MP.

samsung galaxy a8s

Il resto della scheda tecnica è da ottimo medio di gamma. A bordo c’è il processore Qualcomm Snadragon 710, supportato da 6GB oppure 8GB di memoria RAM e 128GB di storage interno. La batteria è da 3400 mAh. Il sistema operativo out-of-the-box sarà Android Oreo 8.1 sotto interfaccia utente One UI.

Il design di Galaxy A8S è abbastanza premium, come anticipato dai render comparsi su TENAA qualche giorno fa. Il corpo è in vetro, sul frontale e sul posteriore, con profili laterali in metallo. Il back panel è occupato dalla tripla fotocamera e dal lettore d’impronte digitali. Purtroppo è assente il jack audio da 3,5 millimetri, l’ingresso USB di tipo C sarà la porta principale per gestire il device.

Per il momento, Samsung Galaxy A8S è stato ufficializzato esclusivamente per il mercato cinese. Tuttavia, crediamo sia possibile che il colosso sud coreano abbia intenzione di portare il device anche in altri paesi. Il primo smartphone di questo tipo ormai è ufficiale, il prossimo sarà Huawei Nova 4, la cui presentazione è prevista per il 17 dicembre.

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Samsung Galaxy S10+: l’immagine del prototipo

di Carla Stea

samsung galaxy s10 prototipo

Samsung Galaxy S10+ è comparso in una presunta foto reale di un prototipo. L’immagine sarebbe trapelata da una fabbrica all’interno della quale ci sarebbero le unità in fase di test.

Samsung Galaxy S10+, il prototipo

I prototipi dei device possono essere indicativi di come saranno le unità finali, ma non sono assolutamente la copia precisa delle stesse. Basta osservare quello che potrebbe essere il prototipo di Samsung Galaxy S10+ per avere subito un esempio concreto. La foto è comparsa su Slashleaks, contenitore virtuale di leak, e comprende solo il frontale del device. L’immagine trapelata, ammesso che sia reale, mostra un terminale decisamente grezzo, che assomiglia però a come dovrebbe essere il prossimo flagship di Samsung.

samsung galaxy s10 prototipo

Nonostante gli angoli spigolosi, il frontale mostra in alto a destra i fori del display che dovrebbero essere dedicati alle camere anteriori del device. Una peculiarità che dovrebbe essere presente solo sulla versione Plus della linea di top di gamma che sarà ufficializzata il prossimo anno. Sul display si vede una schermata dedicata proprio ai diversi test che si eseguono per verificare che l’hardware sia stato integrato correttamente. Inutile sottolineare che è molto presto per parlare di software definitivi, è tempo di prove tecniche adesso.

In basso a sinistra si legge “Beyond 2“, che dovrebbe essere proprio il nome in codice di Samsung Galaxy S10+. Chiaramente, questo non conferisce attendibilità assoluta al leak, potrebbe anzi essere il dettaglio più semplice da falsificare. Per quanto l’immagine possa sembrare reale, non ci sarebbe nulla di cui sorprendersi se in questo periodo iniziassero a trapelare leak non veritieri. Del resto, qualche mese fa è successo proprio con un altro top di gamma Samsung all’epoca non ancora ufficiale: Galaxy Note 9.

Ormai manca poco al lancio dei nuovi device: l’intera gamma dovrebbe essere ufficializzata a febbraio del prossimo anno, durante il MWC, mentre qualche mese dopo dovrebbe arrivare l’esclusiva edizione abilitata alla connettività 5G.

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Honor View 20: fotocamera a schermo e Link Turbo

di Massimiliano Spinapolice

Honor

Honor View 20, sarà il primo smartphone della casa cinese con una fotocamera a schermo. Ci sarà infatti un ritaglio di 4,5 mm sulla parte frontale per dar spazio alla fotocamera e lo schermo si chiamerà All-View Display HONOR, “realizzato grazie ad un complesso stack tecnologico a 18 strati che incorpora con cura la fotocamera anteriore nell’area di visualizzazione dello schermo, estendendo l’area di visualizzazione fino a quasi il 100%.

Il device non è ancora stato lanciato al grande pubblico, ma fin da ora è pronto a far parlare di sé. Si tratta del primo smartphone con fotocamera da 48 Megapixel, con sensore Sony IMX586. Sotto questo aspetto, il sensore Sony ha l’array di colori Quad Bayer, in grado di raggruppare i pixel 2×2 adiacenti dello stesso colore. Ci potrebbe poi essere la possibilità di scattare foto a basso rumore da 12 MP in condizioni di scarsa luminosità. Una fotocamera davvero molto interessante su cui Honor ha puntato molto, in controtendenza con quanto fatto dai produttori rivali, che hanno invece optato per doppie o triple fotocamere.

Honor View 20: alcune specifiche tecniche

Non si sa tutto sul nuovo dispositivo del produttore cinese, ma sono trapelate altre informazioni che potrebbero aiutarci a capire meglio sul tipo di prodotto di cui stiamo parlando. Il processore montato dal nuovo View 20 sarà Kirin 980 con dual NPU, in grado di supportare HDR con intelligenza artificiale a 48 Megapixel.

Un’altra grande novità che farà felici soprattutto coloro che utilizzano molto le reti pubbliche è il cosiddetto Link Turbo: si tratta di una tecnologia che permette di sfruttare in contemporanea sia la connessione WiFi, sia la connessione 4G. In questo modo si può ottenere una navigazione di gran lunga migliore, sia quando si usano delle reti pubbliche poco efficienti, sia in zone in cui la connessione domestica non è molto performante. La commistione delle due connessioni avverrà per intercessione di algoritmi di intelligenza artificiale che in ogni istante valuteranno l’opportunità di utilizzare una reet o l’altra, sulla base delle performance e della copertura. Utilizzando questa feature occorrerà giocoforza fare attenzione al consumo di dati, visto l’utilizzo della rete 4G e la potenzialmente ingannevole presenza di una connessione Wifi parallela (le due entità sono in realtà complementari, ma il bilanciamento sarà a carico degli algoritmi di IA del dispositivo).

Come trendsetter, HONOR continua a spingere i limiti dell’innovazione e dell’artigianalità del prodotto, ci sforziamo di fornire continuamente innovazioni tecnologiche al mondo e fornire esperienze eccezionali per i nostri utenti.

Jimmy Xiong, General Manager Honor Product

Honor View 20 sarà annunciato il 26 dicembre in Cina, in attesa del lancio globale che avverrà a Parigi il prossimo 22 gennaio.

 

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Vodafone Special 10GB: 10 Giga a 5 euro

di Elena Tocci

Vodafone

Vodafone Special 10GB è la nuova offerta dell’operatore e da breve disponibile per alcuni clienti. La promozione ha un costo pari a 5 euro al mese e prevede un paniere che potrebbe fare gola a molti, soprattutto per il prezzo: minuti illimitati, 1000 SMS e 10 Giga in LTE.

Non tutti i clienti potranno beneficiare della promozione, ma solo chi verrà contattato direttamente dall’operatore: i rumors dicono che Vodafone Special 10GB partirà da un costo minimo di 5 euro al mese, e verrà proposto con prezzi differenti a utenti selezionati dal gruppo.

L’intenzione dell’offerta è chiaramente quella di fidelizzare i clienti, evitando di farli traslocare verso gli operatori virtuali che in questo momento stanno proponendo piani tariffari da vertigine. Gli aumenti degli ultimi mesi hanno fatto storcere il muso a molti e Vodafone ha bisogno di rimettere fieno in cascina, soprattutto in vista delle offerte che i vari Tim, Wind-Tre, Iliad, ho. mobile (quest’ultima è comunque emissione della stessa Vodafone) e altri stanno facendo bollire in pentola in vista di Natale 2018.

Alcuni clienti selezionati potranno ricevere accanto alla Vodafone Special 10GB anche Vodafone Pass Chat, la promozione che consente di avere Giga illimitati su molte chat, tra le quali Whatsapp, Facebook Messenger, Skype, Telegram, Viber, Hangout, Message+ e iMessage.

L’offerta include Rete Sicura, per proteggere la tua navigazione, gratis per i primi 2 mesi. Poi a 1 euro al mese. Include inoltre Smart Passport +, che ti dà fino a 60 minuti (30 in entrata e 30 in uscita), 60 SMS e 500 Mega a 3 o 6 euro al giorno nei Paesi extra UE, USA e Canada, solo in caso di utilizzo. Per maggiori informazioni vai su voda.it/estero. Nel resto del mondo hai 30 minuti (15 in entrata e 15 in uscita), 30 SMS e 30 Mega a 6 euro al giorno, solo in caso di utilizzo. Se termini i tuoi Giga hai 1GB di riserva per continuare a navigare a 2 euro ogni 200 Mega fino al rinnovo dell’offerta. Se termini il Giga di riserva internet si blocca. Puoi continuare a navigare aggiungendo Giga su voda.it/piugiga o sull’app My Vodafone.

L’offerta va tenuta debitamente in considerazione, soprattutto se il costo fosse confermato a 5 euro al mese in fase di formulazione della proposta ai clienti selezionati. I 10 Giga a disposizione non sono ancora paragonabili ai numeri proposti da altri operatori virtuali, ma alla luce delle proprie reali necessità meritano sicuramente una valutazione.

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Xiaomi Mi A1: iniziato l’update ad Android Pie

di Carla Stea

xiaomi mi a1

Xiaomi Mi A1 ha iniziato a ricevere l’aggiornamento ad Android Pie. Il rollout è già partito, come promesso dall’azienda cinese.

Xiaomi Mi A1 si aggiorna ad Android Pie

Lo smartphone è stato il primo device di Xiaomi a far parte del progetto Android One. Infatti, a bordo non c’è la classica interfaccia utente MIUI che contraddistingue i terminali dell’azienda. Mi A1 è equipaggiato con una versione totalmente stock di Android, che permette anche agli utenti che prediligono un’esperienza Android pura di poter utilizzare uno smartphone Xiaomi.

Oltre alle novità previste dal nuovo sistema operativo, l’update all’ultima versione dell’OS del robottino verde porta con sé le patch di sicurezza di dicembre, ancora non presenti sulla maggior parte degli smartphone Android, ed abilita anche la radio FM. Quest’ultima funzionalità era riservata, almeno fino ad oggi, al modello gemello con a bordo l’interfaccia utente MIUI, ovvero Xiaomi Mi 5X.

Per il momento, il rollout è partito in Asia, ma è molto probabile che sarà solo questione di giorni prima il rilascio di Android Pie per Xiaomi Mi A1 raggiunga il resto dei paesi nei quali è stato commercializzato. Pertanto, vi consigliamo di controllare periodicamente se l’aggiornamento ha raggiunto il vostro terminale, accedendo alla sezione dedicata agli update tramite OTA presente all’interno delle impostazioni software.

I vantaggi di Android One

Xiaomi Mi A1 è un esempio importante di quali siano i benefici di acquistare uno smartphone parte del programma Android One. Infatti, il terminale è stato presentato ormai più di un anno fa. Tuttavia, nonostante sia stato lanciato nel 2017, ha ricevuto l’aggiornamento all’ultima versione del celeberrimo sistema operativo di Google soltanto poche settimane dopo il suo rilascio per Xiaomi Mi A2, ultimo modello della gamma di device Android One del colosso cinese.

Gli smartphone compresi all’interno del programma vengono infatti aggiornati costantemente e più a lungo rispetto a terminali con interfaccia utente personalizzata. Inoltre, il rilascio delle ultime patch di sicurezza è più rapido. I terminali Android One, di qualsiasi produttore, hanno tutti a bordo una versione di Android completamente stock. Questo potrebbe essere inteso come un vantaggio oppure un compromesso al quale scendere per avere a disposizione aggiornamenti puntuali e maggiori livelli di sicurezza.

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Meno recentiTelefonino.net

Huawei Mate 20 Pro: cosa c’è nel nuovo update

di Carla Stea

huawei mate 20 pro

Huawei Mate 20 Pro è uno smartphone del quale il colosso cinese può andare fiero. Un concentrato di tecnologia capace di gestire bene, quasi sempre, le feature che lo caratterizzano. Tuttavia, la perfezione non esiste. Per questo, l’azienda ha rilasciato un nuovo aggiornamento che sistemerà alcuni bug e migliorerà l’esperienza utente globale.

Mate 20 Pro: 500MB di update

L’aggiornamento è già in rollout in Italia da qualche giorno e si focalizza principalmente sul miglioramento del riconoscimento facciale 3D e dello sblocco tramite lettore d’impronte digitali posizionato sotto il display. Inoltre ci sono diverse ottimizzazioni dedicate al comparto fotografico ed una serie di bug fix minori, necessari per rendere l’esperienza utente più stabile di quanto già non lo sia. Fortunatamente, l’update porta su Mate 20 Pro anche le patch di sicurezza di novembre.

Se siete possessori del flagship, e non avete ancora provveduto, vi consigliamo di procedere quanto prima ad eseguire l’aggiornamento software. Per farlo, è sufficiente aprire le impostazioni dello smartphone e andare nella sezione dedicata. Il peso dell’update è di 550MB. Pertanto, è consigliabile eseguirlo solo sotto copertura di rete Wi-Fi.

Mate 20 Pro è pronto a sfidare il 2019

Normalmente, i nuovi device della gamma Mate arrivano verso la fine dell’anno. Huawei Mate 20 e Mate 20 Pro dovranno quindi sfidare un 2019 che si preannuncia ricco di novità in tema di smartphone. Certamente, Huawei non resterà a guardare e presenterà le sue novità come il primo smartphone con buco al display o il primo device pieghevole.

Tuttavia, considerando la scheda tecnica e le performance di cui è capace, siamo abbastanza sicuri che il top attuale dell’azienda – ovvero Mate 20 Pro – riuscirà a fronteggiare la quasi totali dei nuovi smartphone che saranno ufficializzati il prossimo anno. Nella sua progettazione Huawei è decisamente stata avveniristica, dotandolo di tecnologie che il prossimo anno saranno la novità per gli smartphone di altri produttori.

Ad esempio, il sistema 3D di riconoscimento facciale avanzato ed il lettore d’impronte digitali sotto il display. Due feature ancora rare da trovare su uno smartphone in modo separato, figurarsi insieme. A questo basta aggiungere Kirin 980, processore molto potente con doppia unità di elaborazione dati dedicata all’AI, ed un comparto fotografico di ottimo livello. La ricetta dello smartphone che guarda al futuro è completa.

 

 

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Samsung Galaxy A8S: TENAA ne conferma il design

di Carla Stea

samsung galaxy a8s

Il 10 dicembre Samsung Galaxy A8S sarà svelato ufficialmente e – a meno di presentazioni dell’ultimo secondo – si tratterà del primo smartphone con display bucato. Il device è comparso sul sito Web dell’ente certificatore cinese TENAA accompagnato da quattro immagini che permettono di carpirne il design.

Galaxy A8S: Infnity-O e design premium

Lo smartphone amplierà la già nutrita gamma “A” del colosso sud coreano. Una linea di device che da qualche settimana annovera al suo interno due terminali molto interessanti come Galaxy A7 e Galaxy A9. A questi sta per aggiungersi Galaxy A8S, con suo Infinity-O display, ovvero uno schermo con un foro che consentirà di mostrare la fotocamera nascosta sotto.

samsung galaxy a8s

Nonostante i numerosi leak, solo adesso – grazie alle immagini apparse su TENAA – è possibile avere un’idea completa del device a livello estetico. Osservando i render, il back panel sembra essere in vetro con una colorazione gradiente. In alto a sinistra compare un comparto fotografico, che si direbbe costituito da tre sensori posizionati in verticale con sotto il flash LED. Al centro del pannello posterioe c’è il lettore d’impronte digitali, che era improbabile fosse piazzato sotto il display, considerando che si tratterà di un medio di gamma.

samsung galaxy a8s

Le cornici laterali sembrano essere in metallo, con tasti e slot per la SIM posizionati in modo classico. Continuando ad osservare i laterali è possibile scorgere nuovamente il comparto fotografico, che sembra essere abbastanza sporgente. Tuttavia, c’è da considerare che si tratta di render. È assolutamente possibile che sia (poco) spesso esattamente come su Galaxy A7, con il quale condivide il numero di sensori fotografici.

samsung galaxy a8s

Il frontale è più complesso da interpretare. Tipicamente, le immagini di TENAA mostrano i display spenti: il modo peggiore per osservare uno schermo che occupa quasi totalmente la parte anteriore. Tuttavia, con un po’ di sforzo è possibile intravedere – in alto a sinistra – il foro dello schermo tipico dei display Infinity-O. Dunque, gli ultimi pochi dubbi a riguardo sembrano essere fugati: Samsung Galaxy A8S sarà proprio il primo smartphone con questa peculiarità ad essere ufficializzato. Subito dopo seguirà Huawei, il 17 dicembre, con il suo Nova 4.

 

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OnePlus 6T McLaren Edition: ecco i render stampa

di Carla Stea

oneplus 6t mclaren edition

OnePlus 6T McLaren Edition sarà presentato il prossimo 11 dicembre. Nuovi probabili render, destinati alla stampa, hanno permesso di avere un’idea globale di come sarà personalizzato lo smartphone che punta tutto sulla velocità.

OnePlus 6T McLaren Edition: bello e potente

L’attuale flagship dell’azienda cinese rientra già fra gli smartphone più potenti disponibili sul mercato. La personalizzazione realizzata in collaborazione con McLaren permetterà al terminale di salire un gradino in più non solo sotto il punto di vista hardware, ma anche estetico.

oneplus 6t mclaren edition

Il design della McLaren Edtion riprende le linee estetiche generali di OnePlus 6T, ma ne personalizza i dettagli, conferendogli una personalità inconfondibile. I bordi del posteriore sono arancioni, mentre in basso al centro sembra esserci il logo di McLaren in grigio. Difficile intuire i materiali del back panel: dalla trama mostrata nelle immagini potrebbe essere in vetro oppure materiale gommato. Il resto del terminale rimane fedele esteticamente al modello originale di OnePlus 6T.

EXCLUSIVE LEAK! Here is your first look at the Official Renders of the OnePlus 6T McLaren Edition Speed Orange variant with 10GB+256GB Storage and super fast new 'Warp Charge' which will provide you a day's power in 20 minutes! Do you like the phone?#SaluteToSpeed#WarpCharge pic.twitter.com/8JdoNb6SWG

— Ishan Agarwal (@IshanAgarwal24) December 7, 2018

Sotto il punto di vista dell’hardware, è ormai molto probabile che l’edizione speciale avrà a bordo 10GB di memoria RAM. Inoltre, stando ai render pubblicati su Twitter dal leaker  @IshanAgarwal24, sembra che ci sarà anche un nuovo sistema di ricarica rapida in grado di consentire un’intera giornata di utilizzo con soli 20 minuti di ricarica. Una feature che forse ci sarebbe piaciuto trovare già su OnePlus 6T standard, ma meglio tardi che mai.

Il resto delle specifiche, già di alto livello, dovrebbe rimanere identico. Tuttavia, non è da escludere l’ipotesi secondo la quale potrebbe esserci qualche personalizzazione software, che richiami McLaren, nel tema di OxygenOS. Si tratta pur sempre di una special edition.

Ormai manca pochissimo al lancio ufficiale del flagship, che celebrerà anche il quinto anniversario di attività di OnePlus. L’annuncio è previsto per l’11 dicembre durante un evento che si chiamerà “Salute To Speed” e si terrà al McLaren Technology Center, situato nel Regno Unito.

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Google Play Store: nuova truffa coinvolge 22 app

di Carla Stea

malware playstore

Ben 22 applicazioni presenti sul Google Play Store sono state rimosse dopo aver scoperto che erano il fulcro di una truffa ai danni degli utenti che le hanno scaricate e degli inserzionisti che hanno investito negli annunci in-app. La scoperta è avvenuta solo dopo che le applicazioni sono state scaricate circa 2 milioni di volte.

Un truffa studiata nei minimi dettagli

Solo qualche giorno fa è stata scoperta una truffa molto simile, che però è ancora tutta da chiarire considerando che alcune delle parti accusate hanno replicato, confermando di essere estranee ai fatti. Praticamente nello stesso momento, Big G ha dovuto porre velocemente rimedio ad una situazione non dissimile, ma con in ballo un numero di applicazioni decisamente superiore, rimosse il 25 novembre dal market ufficiale.

I dati presenti nel report di Sophos – azienda leader nel campo della sicurezza informatica – riportano i nomi di ben 22 applicazioni contenti un malware denominato “Andr/Clickr-ad” ed un numero di download che si aggira intorno ai 2 milioni. Lo scopo della truffa era quello di generare falsi click su annunci pubblicitari, massimizzando i profitti generati dagli stessi. Tutto è stato studiato alla perfezione ed in modo – a tratti – malevolmente geniale.

malware playstore

Le applicazioni installate, di varia natura, erano costantemente in contatto con un server in grado di controllarne l’attività. Le comunicazioni avvenivano fra lo smartphone della vittima ed un dominio identificato come mobbt.com. Le app scaricavano costantemente pacchetti di informazioni che creavano le condizioni perfette per far si che l’utente cliccasse, in modo del tutto inconsapevole, costantemente su annunci pubblicitari. Per evitare che la vittima potesse interrompere l’attività, evidentemente molto redditizia, sono state adottate due misure:

  • forzare la riapertura delle applicazioni anche quando il processo veniva interrotto;
  • rendere i banner sui quali l’utente cliccava invisibili: le misure erano di zero pixel in altezza e larghezza.

Non solo, tanto per rendere più felici gli inserzionisti, i responsabili della truffa modificavano tramite codice la provenienza dei click cambiando modello di smartphone e sistema operativo. Così, in pochi istanti, un click proveniente da un device Android diventava di un iPhone. Per evitare che sorgesse qualsiasi sospetto, copie precise di molte delle app malevoli erano presenti anche sull’Apple App Store. In questo modo, i truffatori potrebbero anche aver avuto accesso a premi da parte degli investitori: le inserzioni pubblicitarie mostrate ad utenti iOS sono le più costose.

Sparkle FlashLight

Sparkle FlashLight

La lista completa delle applicazioni rimosse dal Google Play Store è la seguente:

  • Sparkle FlashLight
  • Snake Attack
  • Math Solver
  • ShapeSorter
  • Tak A Trip
  • Magnifeye
  • Join Up
  • Zombie Killer
  • Space Rocket
  • Neon Pong
  • Just Flashlight
  • Table Soccer
  • Cliff Diver
  • Box Stack
  • Jelly Slice
  • AK Blackjack
  • Color Tiles
  • Animal Match
  • Roulette Mania
  • HexaFall
  • HexaBlocks
  • PairZap

Le gravi conseguenze

Come anticipato, a patire i danni dell’enorme truffa sono stati sia gli utenti che gli inserzionisti. I primi sono andati incontro ad un enorme vulnerabilità: si trattava a tutti gli effetti di una backdoor controllata da malintenzionati, che potenzialmente hanno potuto prelevare dati sensibili o installare altri contenuti pericolosi. Inoltre, le comunicazioni con il server avvenivano ogni 80 secondi, comportando così un consumo energetico e di traffico dati assolutamente non trascurabile.

Dal punto di vista degli inserzionisti il danno è chiaramente di natura economica: sono stati pagati gli ottimi risultati di compagne promozionali assolutamente false. Migliaia di click, provenienti addirittura da Android ed iOS, che in realtà non erano generati da utenti consapevoli. Gli annunci pubblicitari non venivano nemmeno mostrati.

Google cura, ma non previene (a sufficienza)

Si usa dire che “prevenire è meglio che curare”. Un proverbio che calza perfettamente con il tema della sicurezza informatica. In un sistema ideale, il controllo costante permette di avere a disposizione gli strumenti giusti per prevenire attacchi da parte di malware come quelli che – fin troppo spesso – vedono protagonista il market ufficiale di applicazioni per Android.

Google non riesce evidentemente a gestire correttamente la situazione a monte: non c’è sufficiente controllo quando le applicazioni vengono pubblicate sul Play Store. Probabilmente gli sviluppatori agiscono con troppa autonomia e poca supervisione da parte del colosso di Mountain View.

Tendenzialmente, attacchi di questo genere vengono fronteggiati correndo ai ripari dopo che sono stati scoperti, ovvero quando ormai hanno colpito per chissà quanto tempo. Per quanto riparare i danni sia importante, ancor più fondamentale è prevenirli. Sono passati 10 anni da quando il primo smartphone Android è stato svelato al mondo. Da allora sono stati fatti passi da gigante nello sviluppo dell’OS del robottino verde, eppure il Google Play Store continua ad essere – contemporaneamente – il posto più sicuro e quello più pericoloso da dove scaricare applicazioni.

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Galaxy S10+: Snapdragon 855 batte Exynos 9820

di Cristiano Ghidotti

Qualcomm Snapdragon 855

Nemmeno il tempo di presentare ufficialmente il nuovo SoC di Qualcomm destinato ai top di gamma della prossima stagione che Snapdragon 855 è già stato sottoposto al primo benchmark. Lo ha fatto un membro del team AnTuTu, mettendo alla prova un prototipo del Samsung Galaxy S10+ equipaggiato con l’unità.

Samsung Galaxy S10+: il benchmark AnTuTu

Il risultato è quello visibile nel grafico di seguito. Nel dettaglio, la versione del Galaxy S10+ con Snapdragon 855 è rappresentata dalla riga azzurra. Quella basata su Exynos 9820, già protagonista la scorsa settimana di un altro test, corrisponde invece a quella arancio. La prima raggiunge un punteggio complessivo pari a 343.051, mentre la seconda si ferma a 325.068. Un gap tutt’altro che trascurabile.

Ciò significa che una variante del prossimo flagship di casa Samsung sarà più veloce e potente rispetto all’altra? Con tutta probabilità no: il gruppo sudcoreano ha sempre trovato il modo di rendere pressoché indistinguibili le perfomance, adottando appositi accorgimenti, così da non penalizzare nessuno dei mercati a cui è destinato il device.

Samsung Galaxy S10+: il benchmark di AnTuTu

Gli altri SoC presi in esame dal grafico di AnTuTu sono lo Snapdragon 845 di Qualcomm che abbiamo trovato quest’anno a bordo dei top di gamma (in giallo) e il Kirin 980 prodotto da Huawei presentato a luglio, che in alcuni test condotti nei mesi scorsi si era rivelato meno potente rispetto all’A12 Bionic di Apple.

Tornando a parlare dello Snapdragon 855, il lavoro svolto da Qualcomm non si è concentrato solo ed esclusivamente sulla forza bruta, ma anche sul supporto ai network mobile di prossima generazione e sulla piena compatibilità con le applicazioni riconducibili all’ambito dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda il 5G, va precisato che il system-on-a-chip integra il modem X24 in grado di connettersi alle reti LTE, ma i produttori potranno (opzionalmente) scegliere di dotare i loro dispositivi anche dell’unità X50 pronta per la nuova era della connettività.

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Vivo NEX 2: doppio display mostrato in un video

di Carla Stea

vivo nex 2

Vivo NEX 2 sarà uno smartphone con doppio display, ormai non ci sono più dubbi grazie alle conferme ufficiali dell’azienda. L’ultimo interessante leak sul device è un video che mostra come sia semplice passare da uno schermo all’altro utilizzando le gesture.

Vivo NEX 2: fra second screen e Lunar Ring

Intorno al flagship c’è ormai un hype elevatissimo che l’azienda sta sfruttando rilasciando qualche teaser ufficiale qua e là ed organizzando misteriosi video unboxing. Vivo NEX 2 abbandonerà definitivamente il sistema pop-up per mostrare e nascondere la camera anteriore e lo farà in favore del secondo display posizionato sul posteriore. Fino ad oggi non è stato possibile vederne il reale funzionamento, ma l’ultimo video leak consente di avere un piccolo assaggio.

Nei 10 secondi di video viene infatti mostrato come passare dallo schermo principale a quello secondario semplicemente con uno swipe verso sinistra. Da un display in pratica totalmente borderless ad alta risoluzione si passa molto rapidamente ad uno più piccolo e meno bello – ma comunque a colori e con buona risoluzione – posizionato sotto il comparto fotografico.

Sebbene il secondo pannello di Vivo NEX 2 nasca principalmente come mirino digitale per realizzare autoscatti con le fotocamere principali, è molto probabile che sarà anche in grado di assolvere ad altri compiti. Si spera che l’interfaccia utente del flagship sia pensata ed ottimizzata per offrire il massimo dell’utilità al display secondario.

Le altre peculiarità del misterioso smartphone prevedono la presenza di un triplo sensore fotografico principale circondato dal misterioso Lunar Ring. Quest’ultimo è costituito da una piccola striscia di LED RGB di forma circolare che funzionerà probabilmente come sistema di notifica, ma avrà anche qualche altra chicca. Il lettore d’impronte digitali sarà chiaramente posizionato sotto il display principale: del resto non ci sarebbe altro spazio utile dove alloggiarlo.

Vivo ha garantito che il device avrà a bordo 6 tecnologie innovative denominate Black Technologies. Alcune saranno dedicate al comparto fotografico mentre altre si focalizzeranno su diverse feature del device. Ad esempio la modalità “Glove” per il gaming potrebbe lasciar pensare ad una forma di raffreddamento del terminale pensata per il gioco. Si tratta di un’ipotesi molto azzardata, lo ammettiamo. Si basa sul fatto che “glove” in inglese significa “guanto”.  Vivo ha veramente pensato al benessere dei gamer freddolosi oppure il nome lascia intendere che il flagship sarà talmente freddo da necessitare l’utilizzo di guanti per interagirvi?

Forse abbiamo solo troppa fantasia, sarà l’ufficialità dell’11 dicembre a sciogliere ogni dubbio.

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Vodafone Happy Friday: 5€ di carburante in omaggio

di Carla Stea

vodafone happy friday

Venerdì 7 dicembre Vodafone Happy Friday premia i suoi iscritti con un regalo molto interessante: un buono da 5€ di carburante in omaggio. Ecco quali sono le condizioni per poterlo ottenere.

5€ di carburante gratis con Vodafone

Il premio del 7 dicembre, scelto dal gestore rosso per i suoi clienti iscritti al programma Vodafone Happy, prevede la possibilità di utilizzare un buono da 5€ per rifornirsi di carburante. La promozione nasce dalla collaborazione dell’operatore con ENI, infatti ci sono alcune condizioni per aderire all’iniziativa ad usufruire dell’omaggio.

Il bonus di carburante gratuito può essere utilizzato facendo un rifornimento minimo di 30€ attraverso l’applicazione Eni Station +. Si tratta di un’app messa a disposizione da ENI, che permette di pagare direttamente con lo smartphone i rifornimenti di carburante ed anche le soste nei parcheggi del circuito MyCicero, quando possibile.

Dunque, per poter accedere al proprio buono bisognerà innanzitutto richiederlo attraverso l’app MyVodafone, come previsto per qualsiasi premio del programma Vodafone Happy, ed essere utilizzatori di Eni Station +. C’è tempo fino alle 23.59 di stasera per accedere al bonus.

Vodafone Happy: la fidelizzazione che funziona

Non c’è dubbio a riguardo: il programma Vodafone Happy è attualmente il miglior sistema per fidelizzare i clienti messo in atto da gestori di telefonia mobile. La sua struttura prevede due punti fondamentali. Il primo è una raccolta punti, sulla base delle ricariche effettuate, che consente di richiedere premi ogni volta che viene raggiunta la soglia prevista. Il secondo consente di accedere ad un regalo diverso ogni venerdì. Naturalmente, l’iscrizione e l’utilizzo del programma sono completamente gratuiti.

Gli omaggi settimanali spaziano da promozioni direttamente utilizzabili sul proprio smartphone, come traffico dati in omaggio, a buoni sconto di diversa natura. Un venerdì è possibile acquistare un libro a prezzo ridotto mentre il successivo – per esempio – si può fare shopping su qualche store online accedendo ad una particolare scontistica.

Certo, oltre alla fidelizzazione Vodafone ha anche altri importanti ritorni con il programma Happy. Infatti, i premi messi a disposizione sono spesso probabilmente frutto di partnership pubblicitarie con altre aziende. Ad esempio, nel caso del carburante omaggio si tratta di ENI. A loro volta, le realtà che collaborano con il gestore rosso possono contare su un ritorno pubblicitario importante, perché alla base c’è potenzialmente tutta l’utenza dell’operatore di telefonia mobile. Un modo di fare pubblicità che piace perché non è invasivo per il privato, che può beneficiare di particolari promozioni ogni settimana.

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Google Play Store: stop al supporto su Android 4

di Carla Stea

android ice cream sandwich

Google Play Store, il celeberrimo store ufficiale di applicazioni per il sistema operativo Android, smetterà di funzionare su tutti i device con a bordo la versione 4 (e relativi update minori) del sistema operativo nota anche come Ice Cream Sandwich. Una scelta logica, considerando che siamo ormai ad Android 9.

Il Play Store dice addio ad Android ICS

Ufficializzata nell’ormai lontano 2011, l’edizione dell’OS del robottino verde rappresentata da un gelato non sarà più abilitata a ricevere gli aggiornamenti del Google Play Store. La notizia è stata rilasciata direttamente da Big G sul suo blog dedicato agli sviluppatori Android. Il motivo sarebbe legato ai dati: l’installazione della versione ICS è ormai presente su meno dell’1% dei dispositivi. Dunque, è evidentemente quasi scomparsa del tutto proprio perché molto vecchia.

L’ultima versione dei Servizi Google per Android 4 è la 14.7.99 ed a questa non seguiranno ulteriori update. In soldoni, sarà presto impossibile utilizzare il market per scaricare applicazioni ed aggiornarle in via ufficiale. Tuttavia, ci sono ancora molti dispositivi che montano fork (ovvero versioni modificate) di Android basate su vecchie edizioni dell’OS. Si tratta spesso di personalizzazioni non autorizzate, che dal principio utilizzano escamotage – come market alternativi – per poter scaricare ed installare app.

Chiaramente, queste versioni non saranno toccate dallo stop ufficiale al supporto del Google Play Store e potranno continuare ad essere utilizziate. Tuttavia, dovranno fare i conti con la dura realtà: se non sarà Big G a mettere fine alla loro vita, lo saranno gli update delle applicazioni, sempre più pesanti e complessi da gestire per un OS molto vecchio, che probabilmente è montato su un hardware poco potente.

Anche i software muoiono

La fine del supporto ad un sistema operativo è parte del ciclo di vita di un software. Lo scopo non è quello di spingere l’utente a cambiare spesso device per avere sempre l’ultima versione disponibile di qualsiasi sistema, altrimenti Google non avrebbe aspettato certo 7 anni per mandare in pensione Android Ice Cream Sandwich. Semplicemente, lo sviluppo corre velocemente nel tempo ed è in grado di concepire applicazioni sempre più performanti, che necessitano di adeguate risorse di sistema per funzionare correttamente. Forzarne l’installazione su configurazioni non più compatibili restituirebbe un’esperienza d’uso pessima a danno dell’utente. Lo sanno bene gli sviluppatori di WhatsApp, che periodicamente interrompono la distribuzione su vecchi sistemi operativi.

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Tre Play 30: 30GB e minuti illimitati a 4,99€

di Carla Stea

tre offerte

Come tutti i gestori di telefonia mobile, periodicamente anche Tre lancia campagne promozionali per recuperare ex clienti che hanno cambiato operatore. Attualmente, e fino al 12 dicembre, la compagnia offre la possibilità ad alcuni utenti selezionati di approfittare di due interessanti piani tariffari.

Tre Play 30 Plus ed Unlimited: i dettagli

I due pacchetti tutto incluso sono simili a quelli proposti in questi giorni da Wind con lo scopo di riconquistare clienti. Tre Play 30 Plus offre la possibilità di avere a disposizione 30GB di traffico dati in 4G e minuti illimitati – per telefonare verso tutti i numeri di rete fissa e mobile nazionali – al costo di 4,99€ ogni mese. La versione Unlimited della promozione garantisce le stesse condizioni, ma al costo di 6,99€.

Come anticipato, si tratta di offerte winback, ovvero pensate esclusivamente per recuperare clienti persi. Inoltre, l’accesso alle promozioni è possibile solo dopo aver ricevuto un SMS dal gestore di telefonia mobile, che invita a rientrare in Tre approfittando di una o dell’altra promozione. Il corpo del messaggio inoltrato in questi giorni è il seguente:

“Un’offerta incredibile solo per te! 4,99E al mese per 30 GIGA e MINUTI ILLIMITATI. Scopri la nuova PLAY30 Plus! Corri nei 3Store fino al 12/12 per passare a 3.“

Chiaramente, il testo è identico anche per Play 30 Unlimited, cambia di fatto solo il nome della promozione ed il prezzo finale. Il costo di attivazione di una o dell’altra offerta è di 5€ al quale bisognerà aggiungere quello per acquistare una nuova SIM sulla quale avverrà la portabilità effettiva.

Inoltre è bene ricordare che il gestore Tre non offre il servizio di navigazione in 4G gratuitamente. Normalmente il suo costo è di 1€ al mese, tuttavia con Play 30 Plus oppure Unlimited sarà incluso nella quota mensile fino al 3o giugno 2019. Oltre questa data i clienti pagheranno 1€ in più per continuare a navigare ad alta velocità.

Non è possibile decidere autonomamente di attivare una o l’altra promozione: è il gestore telefonico a scegliere a quali ex clienti rivolgere le proprie offerte di winback, quale pacchetto promuovere e – soprattutto – a che prezzo.

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Sony Xperia XZ4 Compact: i render non convincono

di Carla Stea

sony xperia

Sony Xperia XZ4 potrebbe essere fra i primi device a montare il neonato processore Qualcomm Snapdragon 855. Un device sul quale l’azienda potrebbe puntare molto per riconquistare il mercato degli smartphone e che arriverà, come da tradizione, anche in formato Compact. Tuttavia, i primi render trapelati della versione più piccola non convincono.

Sony Xperia XZ4 Compact: ci sono troppi bordi

Dopo un top di gamma che ha mostrato i muscoli, come Xperia XZ3, ci si aspetta che il prossimo flagship dell’azienda possa fare ancora meglio. Non solo sotto il punto di vista delle performance, ma anche in termini di design. Infatti, il modello di punta attuale si adatta alla moda del momento (pur senza cedere al notch) grazie a linee estetiche generali più morbide. Persino i bordi superiori ed inferiori, comunque presenti, non sono così insopportabili. Quanto al futuro flagship, le foto trapelate – che però riguardano la variante Compact del device – non rispecchiano lo smartphone che ci si aspetterebbe.

SONY XPERIA XZ4

Sony Xperia XZ4 – leak

Sony Xperia XZ4 Compact, o almeno quello comparso nei primi render, sembra un ritorno al passato. Un design nuovamente molto spigoloso con bordi superiori ed inferiori particolarmente marcati. A giudicare dallo spessore, che però potrebbe essere solo un effetto della foto poiché ci si aspetta che sia un terminale discretamente sottile, sembrerebbe assomigliare più ad un Xperia Z5 Compact che ad uno XZ2 Compact, ultimo modello di questa gamma.

Sony Xperia XZ3

Sony Xperia XZ3

Osservando i render è possibile estrapolare alcune possibili specifiche. Per cominciare, lo speaker audio dovrebbe essere stereo: questo giustificherebbe i bordi generosi. Inoltre, dovrebbero essere presenti una porta USB di tipo C ed un ingresso audio di tipo jack da 3,5 millimetri. Il tasto di accensione e spegnimento laterale suggerisce infine che il lettore d’impronte digitali sarà posizionato proprio sul pulsante: d’altronde è parecchio improbabile che possa essere alloggiato al di sotto del display.

Sony Xperia XZ2 Compact

Sony Xperia XZ2 Compact

Non ci sono ancora specifiche tecniche note in merito al terminale. Tuttavia, la linea Compact di Sony è caratterizzata da smartphone top di gamma con display di dimensioni contenute (intorno ai 5″). Dunque, è molto probabile che a bordo di Sony Xperia XZ4 Compact ci sarà il processore Qualcomm Snapdragon 855, come su suo fratello maggiore.

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WhatsApp, i sistemi operativi non più supportati

di Giacomo Dotta

WhatsApp

Forse è meglio fare chiarezza, perché tra velocità, clickbaiting e altre dinamiche distorsive si rischia di vedere novità su WhatsApp laddove di novità non ce ne sono. Il tema del giorno è il supporto dell’app su vecchi terminali e vecchi sistemi operativi, cosa che ha occupato decine di testate italiane online mentre altrove (è sufficiente una breve ricerca su Google News USA per verificarlo) il tema è del tutto assente. Dinamica non certo nuova e chi cerca notizie online ogni giorno ha già capito da tempo i motivi di queste improvvise bolle di attenzione attorno a WhatsApp.

Alla luce di tutto ciò val però la pena fare il punto sul tema partendo dalle notizie ufficiali disponibili. Facendo così il punto sui sistemi operativi per cui il gruppo ha in previsione una dismissione del supporto ufficiale.

Sistemi operativi non supportati da WhatsApp

La filosofia di WhatsApp è quella di rendere la propria app disponibile a quante più persone possibili, affinché tutti possano essere parte di questa grande community. Tuttavia questo orizzonte termina laddove emerge un ragionamento pragmatico sulla possibilità di supportare anche device ormai vetusti, il cui stesso sistema operativo non è più supportato e dove l’app vivrebbe soltanto di compromessi rispetto agli avanzamenti che nel frattempo il resto della community sperimenta.

Per questo motivo a cadenze ricorrenti il gruppo annuncia quali sistemi operativi non saranno più supportati nei mesi successivi, affinché l’utenza possa avere ben chiaro quali siano i device sui quali è possibile fruire dell’app. Una cosa va sottolineata immediatamente: il supporto è ben più lungo della longevità media dei device, il che implica problemi di supporto per un numero di utenti mediamente piccolo e con un impatto di bassa rilevanza sul totale della community.

I sistemi operativi che non trovano più supporto sono tutti elencati in un unico post pubblicato originariamente da WhatsApp il 26 febbraio 2016 ed in seguito aggiornato per l’ultima volta lo scorso 13 giugno 2018. Questi gli SO abbandonati anno per anno:

2016

Questi i sistemi operativi non più supportati già a partire dal 2016:

  • BlackBerry OS e BlackBerry 10
  • Nokia S40
  • Nokia Symbian S60
  • Android 2.1 e Android 2.2
  • Windows Phone 7
  • iPhone 3GS/iOS 6

2017

Questi i sistemi operativi non più supportati già a partire dal 2017:

  • Nokia Symbian S60, dopo il 30 giugno 2017
  • BlackBerry OS e BlackBerry 10, dopo il 31 dicembre 2017
  • Windows Phone 8.0 e versioni precedenti, dopo il 31 dicembre 2017

2018

L’unico sistema operativo al quale verrà rimosso il supporto dopo il 31 dicembre 2018 sarà Nokia S40. Il sistema operativo è in uso sui dispositivi elencati all’interno dell’apposita pagina di dettaglio messa a disposizione dai tecnici WhatsApp e secondo i dati StatCounter non impatta per più dello 0.17% della popolazione mobile a livello globale.

2020

Mentre non sono al momento previsti abbandoni nel 2019, fin da ora è preventivata la fine del supporto a partire dal 1 febbraio 2020 dei seguenti sistemi operativi:

  • Android 2.3.7 (Gingerbread) e versioni precedenti
  • iOS 7 e versioni precedenti

Secondo gli ultimi dati disponibili, a fine 2018 gli Android “Gingerbread” in circolazione non superano lo 0,2% (dati ufficiali Android Developer), il che lascia supporre come alla scadenza di inizio 2020 la diffusione sarà ulteriormente abbattuta verso una quota del tutto trascurabile. La situazione non è dissimile per il mondo iOS visto che le versioni precedenti ad iOS 11 occupano ad oggi il 7% degli utenti (dati ufficiali Apple Developer) e la frazione della versione 7 non può che essere pertanto oltremodo marginale.

Dal momento che non svilupperemo più attivamente su queste piattaforme“, spiega WhatsApp, “alcune funzionalità potrebbero smettere di funzionare in qualsiasi momento“. Non sarà quindi in ogni caso questione di un blackout immediato, insomma, ma di una progressiva dismissione che porterà a malfunzionamenti sull’app ed all’impossibilità di fruire dei canali di comunicazione dell’instant messenger più utilizzato al mondo.

Ogni eventuale ulteriore novità sarà presumibilmente pubblicata da WhatsApp su una delle pagine di FAQ già utilizzate fin qui per aggiornare gli utenti sui sistemi operativi dismessi. Ma una cosa è certa: se non si trascina un device ben oltre il proprio ciclo di vita tradizionale, con il supporto di WhatsApp con ogni probabilità non ci sarà alcun problema.

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OnePlus 6T McLaren Edition spunta su Amazon India

di Carla Stea

oneplus 6t mclaren

 OnePlus 6T McLaren Edition è comparso su Amazon India. Certo, si tratta solo di un banner promozionale, ma permette di avere un’idea più chiara di cosa verrà ufficializzato il prossimo 11 dicembre.

Un OnePlus 6T firmato McLaren

Ormai non è una novità: sono sempre di più i produttori di smartphone che decidono di collaborare con case automobilistiche per lanciare edizioni speciali dei propri device. OPPO e Huawei ne sono un esempio. Adesso però è il turno di OnePlus, che ha stretto una partnership con McLaren per la realizzazione di un misterioso smartphone per festeggiare il suo quinto anniversario di attività.

Molto probabilmente, sebbene la compagnia non abbia rilasciato dettagli ufficiali, sarà OnePlus 6T –  l’ultimo flagship dell’azienda – ad arrivare in un’edizione speciale firmata da McLaren. A supporto dell’ipotesi c’è un banner pubblicitario comparso su Amazon India, che mostra per metà un terminale molto simile al flagship. L’immagine non offre altri dettagli, ma conferma l’arrivo imminente della special edition. Infatti, l’ufficialità è prevista per l’11 dicembre durante un evento dal nome “Salute To Speed”  che si terrà al McLaren Technology Center, nel Regno Unito.

La scelta della casa automobilistica, che si occupa principalmente di auto da corsa, è evidentemente dettata dalla volontà di sottolineare quanto potenti e veloci siano gli smartphone del colosso cinese. Effettivamente, allo stato attuale OnePlus 6T è classificabile come uno fra i top di gamma più potenti che ci siano in commercio. I recenti leak trapelati descrivono un device che avrà a bordo addirittura 10GB di memoria RAM, ma probabilmente non sarà l’unico dettaglio che caratterizzerà il misterioso frutto della collaborazione fra le due aziende.

Vien da chiedersi anche quanto sarà personalizzato il design del terminale: OnePlus potrebbe limitarsi a serigrafare da qualche parte un omaggio a McLaren oppure modificare radicalmente alcuni dettagli estetici come il back panel. Ormai mancano pochi giorni e poi sarà possibile sciogliere tutti i dubbi sullo smartphone ed anche sul suo prezzo di vendita, dettaglio non trascurabile.

 

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iOS 12.1.1 in rollout per iPhone e iPad: le novità

di Carla Stea

ios 12.1.1

Nelle ultime ore Apple ha rilasciato l’aggiornamento ad iOS 12.1.1 per iPhone, iPad ed iPod Touch. Molte le novità e parecchi anche i bug risolti. Il changelog completo riporta in dettaglio cosa cambia con il nuovo update.

iPhone ed iPad si aggiornano ad iOS 12.1.1

Per quello che riguarda le novità, ce ne sono di diverso tipo dedicate a tutti i modelli aggiornabili, mentre altre sono specifiche per iPhone XS, XS Max ed XR oppure iPad o iPod Touch. In particolare, l’elenco delle nuove feature include:

  • Cambio fra camera anteriore e posteriore semplificato (nuovamente) durante le chiamate con FaceTime;
  • Ripristinata la possibilità di scattare Live Photo durante una chiamata con FaceTime;
  • Possibilità di nascondere la sidebar nell’app News su iPad quando è in modalità panoramica;
  • Implementazione dell’ RTT (Real Time Text) nelle chiamate in Wi-Fi con iPad ed iPod Touch;
  • Maggiore stabilità delle funzioni di dettato e VoiceOver;
  • Utilizzo dell’Haptic Engine per controllare l’anteprima delle notifiche su iPhone XR;
  • Supporto dual SIM tramite l’utilizzo di eSIM su iPhone XR, XS ed XS Max.

Come anticipato, ci sono anche diversi bug fix, che puntano ad eliminare problemi pregressi del software e migliorare l’esperienza d’uso globale. Ecco l’elenco dei problemi risolti con iOS 12.1.1:

  • Eliminato il problema che rendeva il Face ID temporaneamente inutilizzabile;
  • Sistemato un bug che rendeva impossibile per alcuni utenti scaricare i messaggi della casella vocale;
  • Risolto il malfunzionamento che impediva l’utilizzo della scrittura predittiva nell’app Messaggi utilizzando la tastiera in Giapponese o Cinese;
  • Corretto il funzionamento dell’upload in iCloud delle note vocali;
  • Risolto il bug che impediva all’orologio di aggiornarsi automaticamente in base al fuso orario locale;

Insomma un update decisamente corposo, che è già disponibile al download su tutti i terminali abilitati a riceverlo. Per scaricarlo ed installarlo è sufficiente aprire le impostazioni del proprio device e recarsi nella scheda dedicata agli update software. L’ideale sarebbe procedere all’aggiornamento il prima possibile: è buona norma che il proprio dispositivo goda sempre dell’ultima versione software disponibile.

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