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Ieri — 19 Giugno 2019IlSoftware.it

Velocità connessione insoddisfacente: come viene usata la banda

Quando uno o più dispositivi collegati alla rete locale stessero effettuando trasferimenti dati imponenti e non si fosse impostata alcuna regola QoS (Quality of Service) sul router, l'intera rete locale potrebbe diventare inesorabilmente lenta e, in particolare, potrebbero risentirne negativamente tutte le attività di download e upload effettuate da qualunque postazione collegata sia via WiFi che via cavo Ethernet.

La velocità della connessione Internet, si sa, può essere influenzata da molteplici fattori: la limitata disponibilità di banda può essere dovuta a una temporanea congestione sulla rete del provider prescelto, sulla rete esterna al provider Internet, a una ridotta portante agganciata dal router xDSL o a una rete LAN a sua volta congestionata.

Nell'articolo Speed test, verificare la velocità della connessione in modo rapido abbiamo visto come eseguire il test di velocità sulla connessione in uso.

Sbloccare iPhone: cosa significa se un'azienda privata può farlo con qualunque modello

Correva il mese di febbraio 2016 quando l'attuale CEO di Apple, Tim Cook, lanciò la sfida: 'nessun iPhone potrà più essere sbloccato'. Se non dal legittimo proprietario, ovviamente (vedere Sbloccare iPhone non sarà più possibile: la sfida di Cook).

Le dichiarazioni di Cook arrivarono dopo il clamore ingeneratosi dopo la notizia dello sblocco di un iPhone appartenuto a un attentatore. A inizio 2018 Cellebrite, azienda israeliana spesso coinvolta in attività di intelligence dalle autorità governative e dalle forze di polizia di mezzo mondo, aveva dichiarato di essere in grado di sbloccare iPhone di qualunque modello: Cellebrite dichiara di essere in grado di sbloccare qualunque iPhone.

In questi giorni i portavoce di Cellebrite hanno fatto presente che l'azienda sarebbe in grado di sbloccare anche gli iPhone di più recente fattura, compresi quelli che utilizzano la versione più recente di iOS (release 12.3).
Nella pagina che illustra il suo Universal Forensic Extraction Device (UFED) Physical Analyzer, Cellebrite osserva che il sistema messo a punto è in grado di bypassare le misure di blocco ed effettuare un'estrazione completa dei file su qualunque dispositivo iOS e sulla maggior parte dei dispositivi Android di fascia alta.

Lo scorso anno un'altra azienda - GrayShift - aveva presentato uno strumento in grado di sbloccare gli iPhone basati su iOS 11: Cos'è GrayKey, lo strumento per violare gli iPhone e come Apple ne bloccherà l'utilizzo.
Dopo che le agenzie governative e i servizi di intelligence USA siglarono un accordo con GrayShift, Apple spiegò le misure messe in campo per bloccare sul nascere attacchi basati sullo sfruttamento della porta USB.
Meno recentiIlSoftware.it

Manuale di sopravvivenza per passare da Windows 7 a Windows 10

Come abbiamo più volte ricordato, il 14 gennaio 2020 Microsoft rilascerà gli ultimi aggiornamenti correttivi (leggasi patch di sicurezza) per le varie edizioni di Windows 7.
Nell'articolo Windows 7, fine del supporto a inizio 2020: cosa fare abbiamo illustrato non solo i vari approcci per aggiornare a Windows 10 (vale la pena ricordare che è di fatto possibile farlo gratuitamente: Windows 10 gratis si può, ecco come fare) ma abbiamo detto anche in quali casi è possibile continuare a usare Windows 7 in sicurezza, nonostante la fine del supporto Microsoft.

Ad oggi sono ancora tantissimi gli utenti che ancora utilizzano Windows 7: secondo le più recenti statistiche condivise da Netmarketshare (maggio 2019) il sistema operativo rilasciato pubblicamente a ottobre 2009 è il secondo più adoperato in assoluto con il 35,4% delle quote di mercato.
Al primo posto c'è Windows 10 con il 45,7% mentre in terza posizione, staccatissimo, Windows 8.1 con meno del 4%.
I sistemi macOS nel loro complesso vengono accreditati del 9,3% della 'torta' mentre Windows, in totale, si posiziona all'88,3%.

Aggiornare Windows 7 a Windows 10: un breve manuale di sopravvivenza

Chi decidesse di passare da Windows 7 a Windows 10 si troverà dinanzi un sistema operativo molto cambiato.

Google Moduli, come funziona lo strumento per gestire iscrizioni, sondaggi e test

Tra i componenti della suite cloud per l'ufficio messa a disposizione dalla società di Mountain View, probabilmente Google Moduli (Google Forms in inglese) è quella meno conosciuta.
Si tratta di un'utile soluzione per gestire in tempo reale iscrizioni a eventi e corsi, sondaggi, test, creare quiz e molto altro ancora.

Il vantaggio di Google Moduli è che l'utente può creare liberamente il proprio form impostando le varie domande, le risposte da visualizzare all'utente in caso di scelta multipla, definire logiche particolari (nel caso in cui, ad esempio, dovessero essere esposti determinati quesiti solo a fronte della scelta di talune risposte).
La logica condizionale di Google Moduli funziona con le scelte multiple o con gli elenchi a discesa.

Il vantaggio di Google Moduli è che senza installare nulla su un server o comunque all'interno del proprio sito web, è possibile effettuare raccolte di dati condividendo semplicemente l'URL della pagina.
Una volta raccolti i contributi degli utenti, i dati memorizzati da Google Moduli possono essere aperti ed elaborati aprendoli con un qualunque foglio elettronico oppure copiandoli in un foglio di lavoro di Fogli Google: Fogli Google: guida alle principali funzionalità.

Portandosi nella home page di Google Moduli si può iniziare a lavorare con un form completamente vuoto oppure optare per uno dei template proposti.


In fase di impostazione del form, con un clic si può scegliere la tipologia di risposta che l'utente dovrà fornire selezionando tra tanti layout diversi (ve ne sono alcuni di complessi come la griglia a scelta multipla o la griglia con caselle di controllo…).


Scegliendo tra i diversi tipi di domande si potrà creare in pochi minuti la pagina per la raccolta dei dati.

Selezionando una domanda già presente quindi facendo clic sull'icona '+' a destra, Google Moduli aggiungerà un nuovo quesito immediatamente sotto.

Huawei e Honor: cosa succederà agli smartphone che si possiedono e a quelli che si acquisteranno

Il braccio di ferro tra l'amministrazione Trump e la cinese Huawei è ormai noto. Quanto meno azzardata è stata la decisione del governo statunitense di mettere al bando alcune imprese cinesi vietando loro di fare affari e stringere accordi con le aziende statunitensi. Questa la news che pubblicammo a metà maggio scorso Huawei messa al bando negli Stati Uniti: pugno duro contro alcune società cinesi.

Dopo l'incredibile presa di posizione delle Autorità d'Oltreoceano, si sono susseguiti una ridda di commenti e valutazioni con alcune delle 'parti in causa' - come Google - che hanno provato a 'mediare' cercando di spingere almeno su un parziale dietrofront.

Ciò che per il momento gli Stati Uniti hanno ottenuto è un inasprimento, anche a livello commerciale, dei rapporti con la Cina e con aziende come Huawei che ormai da decenni forniscono strumenti essenziali per il networking, adesso ancora più cruciali in ottica 5G.

Limitandosi ai soli settori consumer e prosumer, Huawei ha più volte dichiarato di essere ben organizzata per fronteggiare una decisione statunitense che viene considerata assolutamente ingiustificata (eventuali connivenze con il governo cinese o addirittura attività di spionaggio non sono mai state provate).

PowerPoint: come ridurre le dimensioni delle presentazioni

Le presentazioni PowerPoint sono spesso, com'è noto, ricchissime di immagini ed elementi grafici. Non sorprende quindi che il documento risultante si riveli particolarmente pesante, e ciò indipendentemente dal fatto che si utilizzi Microsoft Office oppure, ad esempio, LibreOffice.

Gestire file di dimensioni importanti non è mai consigliabile: sono pesanti da inviare per email o attraverso altri canali di comunicazione e in memoria, una volta aperta la presentazione, questa occuperà ancora più spazio riducendo significativamente le prestazioni del dispositivo.

Le immagini che si utilizzano nelle presentazioni sono di solito le prime responsabili di file eccessivamente pesanti: nell'articolo Documento Word troppo pesante: ridurre dimensione immagini ci siamo riferiti a Word ma le raccomandazioni sono sostanzialmente applicabili anche nel caso di Microsoft PowerPoint e LibreOffice Impress.

Aggiungiamo comunque una serie di consigli e puntualizzazioni che possono risultare utili per creare una presentazione.

Creare o modificare presentazioni PowerPoint contenendo le dimensioni del file

Microsoft ha presentato il formato PPTX per le nuove presentazioni PowerPoint già nel 2007 ma ancor oggi non è affatto infrequente imbattersi in file salvati e trasmessi nel vecchio formato PPT.

1) Usare il formato PPTX per le presentazioni prodotte con Microsoft Office

Nell'articolo DOCX, come aprire e convertire i documenti si è parlato della differenza tra i formati DOC e DOCX: le stesse considerazioni valgono per PPT e PPTX.

2) Convertire i vecchi documenti PPT in PPTX

Il formato PPTX si basa sulle specifiche Office Open XML (OOXML) che Microsoft ha a suo tempo condiviso e che permettono di ottenere file maggiormente interoperabili e molto più leggeri.
I file OOXML (quindi anche i PPTX) utilizzano una 'sintassi' moderna e conservano solo le informazioni effettivamente necessarie per la memorizzazione dei dati senza inutili 'appesantimenti'.

Clona telefono: le strategie per copiare i dati da un dispositivo all'altro

Quando si cambia smartphone si pone sempre il problema del trasferimento dei dati tra i due telefoni. Fortunatamente, Google ha reso molto più semplice la configurazione automatica di un nuovo smartphone. I dispositivi Android possono infatti utilizzare il servizio Google Drive per trasferire i dati dal vecchio al nuovo smartphone.
In alternativa, ci sono applicazioni specializzate che si occupano del lavoro e i principali produttori di smartphone hanno, loro stessi, rilasciato soluzioni per il trasferimento dati tra due dispositivi (anche da Apple iOS ad Android).
Proviamo a riassumere, di seguito, le principali strumenti per clonare un telefono e trasferire i propri dati tra due smartphone.

Clonare i dati sul nuovo telefono Android con Google Drive

Google offre una pratica soluzione per creare un backup dei dati memorizzati sul vecchio dispositivo e trasferirli sul nuovo telefono.


Per procedere in tal senso, basta portarsi nelle impostazioni di Android, toccare la voce Google, scegliere Backup quindi attivare l'opzione Backup su Google Drive.


La procedura consente di trasferire app e relativi dati, cronologia delle chiamate, elenco dei contatti, impostazioni del dispositivo (comprese le password delle reti Wi Fi e le autorizzazioni), foto e video, SMS.


Tutti i dati dell'utente vengono prima caricati su Google Drive, all'interno dell'account utente specificato, e contemporaneamente crittografati.

Eliminare contatti Gmail dalla rubrica Android

Quando si configura un account Google su un qualunque dispositivo Android, accedendo alla rubrica dei contatti è cosa frequentissima ritrovarsi in elenco decine se non centinaia di indirizzi email spesso senza nomi e numeri di telefono.

Si tratta di contatti Gmail, di persone alle quali si è inviato almeno un messaggio dal proprio account di posta e che Google ha automaticamente inserito nella rubrica. Ma com'è possibile eliminare i contatti Gmail dalla rubrica Android e come evitare, se si utilizza molto l'account Gmail, che contatti indesiderati possano apparire automaticamente?

Come rimuovere gli indirizzi email sconosciuti dalla rubrica di Android

Iniziamo subito col dire che la rubrica di Android fa capo alla stessa rubrica utilizzata per la gestione dei contatti Gmail.
Tale rubrica è accessibile, anche dai sistemi desktop, previo login al medesimo account Google, cliccando qui.

Ecco quindi la procedura per eliminare i contatti Gmail dalla rubrica Android:
1) Accedere a questa pagina previo login.
2) Scorrere la pagina e portarsi in corrispondenza di Crea contatti per il completamento automatico.

Registro di sistema: come monitorare le modifiche in tempo reale

Gran parte delle impostazioni di Windows vengono conservate nel registro di sistema, un componente di base del sistema operativo Microsoft che è stato introdotto addirittura i tempi di Windows 3.x (si parla del 1989-1990) e il cui utilizzo resta ancora ai giorni nostri.

L'editor del registro di sistema è lo strumento che rende semplici gli interventi sulle chiavi e sui valori. Nell'articolo Regedit e registro di sistema: guida agli aspetti più utili abbiamo visto come aprire il registro di sistema e analizzato la sua struttura.

Per modificare il registro o meglio aggiungere, eliminare e cambiare i valori in esso contenuto (alterando così, anche in maniera profonda) il comportamento di Windows è possibile agire manualmente ricorrendo all'utilità Regedit, usare reg da prompt dei comandi aperto con i diritti di amministratore oppure PowerShell.

Come imporre l'utilizzo di una sola applicazione all'avvio di Windows 10

Non è una prerogativa di Windows 10: la funzionalità Accesso assegnato esisteva anche in Windows 8.1. Vediamo comunque a cosa serve e come configurarla nel più recente sistema operativo Microsoft.

Iniziamo col dire che in alcuni contesti potrebbe essere utile bloccare l'accesso a Windows 10 facendo in modo che un utente possa avviare, tramite un apposito account, una sola applicazione preconfigurata. La funzionalità Accesso assegnato fa proprio questo e consente agli utenti di caricare e utilizzare un unico programma.

Per procedere in tal senso, è sufficiente seguire alcuni semplici passaggi. È bene però non gettarsi subito 'a pesce' sulla configurazione di un chiosco multimediale, possibile dalla schermata Gestisci il tuo account in quanto come applicazione sulla quale bloccare l'utente non se ne potrà scegliere una liberamente ma dovrà essere scelta dall'elenco di quelle UWP (Microsoft Store).

1) Avviare Windows 10 da un account amministratore e installare il programma che deve essere utilizzato anche dall'account sul quale si è in procinto di impostare la restrizione.
Durante l'installazione, nel caso in cui fosse esplicitamente richiesto, selezionare l'opzione che permette di rendere disponibile il programma per tutti gli utenti presenti sul sistema.

2) Digitare Gestisci il tuo account nella casella di ricerca di Windows 10 quindi scegliere Famiglia e altri utenti dalla colonna di sinistra.


3) Cliccare su Accesso assegnato immediatamente sotto la voce Configura chiosco multimediale.


4) Premere il pulsante Inizia quindi specificare il nome da assegnare al nuovo account limitato.


5) Nella schermata seguente, Windows 10 chiederà quale applicazione dovrà essere utilizzabile dall'utente.

Aggiornamento Windows 10: tutte le modalità disponibili

Nel corso di anni, da quando Windows 10 è stato lanciato a luglio 2015, abbiamo dedicato centinaia di articoli al più recente sistema operativo Microsoft.
In questo articolo ci proponiamo di riassumere le principali strategie e metodologie per aggiornare il sistema a Windows 10 o installare una release maggiormente 'allo stato dell'arte'.

Ricordiamo che a distanza di 6 mesi circa Microsoft rilascia una nuova versione di Windows 10: si tratta di feature update ossia aggiornamenti che non correggono problemi di sicurezza ma, piuttosto, aggiungono nuove funzionalità od ottimizzano il funzionamento della piattaforma.

1) Aggiornare gratuitamente da Windows 7 e Windows 8.1

A gennaio 2020 Microsoft ritirerà il supporto ufficiale per Windows 7: uscendo dal periodo chiamato extended support, il fortunato sistema operativo non riceverà più alcun aggiornamento di sicurezza, in nessuna delle sue edizioni: Windows 7, fine del supporto a inizio 2020: cosa fare.
Ad oggi Microsoft permette ancora - seppur in via ufficiosa - di effettuare l'aggiornamento a Windows 10 gratuito.

La procedura da seguire è illustrata nell'articolo Windows 10 gratis si può, ecco come fare e prevede l'utilizzo dei software gratuiti Assistente aggiornamento Windows 10 oppure Media Creation Tool entrambi scaricabili da questa pagina Microsoft.

Creare sito web per i dispositivi mobili con l'intelligenza artificiale

Realizzare siti che siano visivamente accattivanti, usabili e, allo stesso tempo, 'puliti' in termini di codice non è un gioco da ragazzi. Alcuni provider mettono a disposizione servizi per la creazione di siti Internet: si tratta di piattaforme che solitamente presentano semplici procedure per allestire pagine web non troppo complicate per struttura e contenuti.

In alcuni casi vengono offerte procedure automatizzate per l'installazione di Wordpress e per approntare siti di e-commerce consentendo all'utente di scegliere uno dei template proposti.

Chi ama sporcarsi le mani con il codice eviterà puntualmente tali proposte ma, spesso, si scontrerà con la realizzazione dell'interfaccia grafica, del menu di navigazione, dei collegamenti tra le varie pagine che compongono il sito web.
Anche il programmatore professionista di solito non è mai anche un grafico e ha anche una minore 'sensibilità estetica'.

Ci piace quindi segnalarvi un servizio online, al momento in versione beta, che permette di creare un sito web per i dispositivi mobili partendo da una bozza cartacea.

Uizard trasforma le idee su carta in siti web navigabili dai dispositivi mobili

Si chiamano wireframe i modelli iniziali di rappresentazione della varie pagine che compongono un sito web.
Si tratta della prima rappresentazione visuale del sito con cui viene abbozzata la struttura di massima del sito web, la disposizione degli elementi sulle pagine e l'architettura complessiva del progetto.

Il video che ripubblichiamo di seguito vale più di mille parole e mostra concretamente ciò che Uizard è in grado di fare.


Perché Uizard? Il nome unisce l'acronimo UI ovvero user interface o interfaccia grafica con wizard per fare riferimento alla procedura automatizzata per creare il layout delle pagine web.

Per usare Uizard, basta realizzare uno schema cartaceo della pagina che si vuole ottenere quindi visitare questa pagina dal proprio dispositivo mobile per scattare una foto al wireframe.

Il wireframe può essere disegnato su un foglio di carta oppure su una lavagna: una volta effettuato l'upload della foto su Uizard, penserà il servizio ad elaborare l'immagine e a crearne una versione strutturata, immediatamente modificabile.


Come si vede, con un wireframe come quello di sinistra, Uizard è in grado di generare una pagina modificabile come quella riportata sulla destra.


Varie pagine possono essere acquisite sotto forma di wireframe ed elaborate a formare un progetto web, anche piuttosto articolato.
L'intelligenza artificiale di Uizard si comporta bene ma è bene attenersi a semplici regole per ottenere i migliori risultati.

Windows 10, WiFi non dispone di una configurazione IP valida: come risolvere

Alcuni utenti hanno segnalato la comparsa dell'errore WiFi non dispone di una configurazione IP valida in Windows 10. Il problema può essere dovuto a diverse cause ma è possibile seguire una serie di suggerimenti per superarlo: proviamo a riassumerli di seguito.

1) Reimpostare Winsock e l'interfaccia di rete

Digitare cmd nella casella di ricerca di Windows 10 quindi premere CTRL+MAIUSC+INVIO.
Alla comparsa del prompt dei comandi digitare:

netsh winsock reset
netsh int ip reset

Suggeriamo quindi di impartire i seguenti comandi:

ipconfig /release
ipconfig /flushdns
ipconfig /renew
Dopo la scomparsa dell'errore WiFi non dispone di una configurazione IP valida, suggeriamo di premere la combinazione di tasti Windows+R quindi scrivere ncpa.cpl e premere Invio.

Windows Defender: ecco la protezione antimanomissione

Windows Defender è migliorato molto rispetto alle precedenti versioni, sia in termini di abilità nel riconoscimento e nella neutralizzazione delle minacce, sia per le funzionalità di protezione che integra. La soluzione per la sicurezza del sistema integrata nel sistema in Windows 10 è divenuta particolarmente abile nel rilevare e bloccare tempestivamente i malware nei quali ci si può imbattere oggi. L'unico problema rispetto alle principali soluzioni commerciali risiede in qualche 'falso positivo' in più.

Seguendo le indicazioni pubblicate nell'articolo Programmi inutili o dannosi: come attivare la protezione segreta di Windows 10, è possibile fare in modo che Windows Defender riconosca i componenti superflui spesso presenti in molti pacchetti d'installazione scaricati dalla rete Internet.

Oltre ormai a essere un tutt'uno con il firewall di sistema, Windows Defender integra anche la nuova funzionalità Application Guard che consente di eseguire i browser web in un ambiente isolato quindi del tutto svincolato dal resto del sistema operativo: vedere Application Guard in Windows 10, cos'è e come funziona e Windows Defender Application Guard isola le pagine web anche in Chrome e Firefox.

Windows Defender offre anche un antiransomware piuttosto basico ma comunque efficace per proteggere il contenuto delle cartelle all'interno delle quali si è soliti memorizzare file importanti.

Per accedere alla configurazione di Windows Defender basta digitare Sicurezza di Windows nella casella di ricerca del sistema operativo.
Già con le impostazioni di default Windows Defender garantisce una protezione in tempo reale difendendo il sistema da virus e malware (oltre che dai PUA - Potentially Unwanted Programs - come visto in precedenza).

Al primo avvio, Windows Defender potrebbe mostrare - su alcuni sistemi - una schermata simile a quella riprodotta in figura:


Un punto esclamativo giallo viene mostrato in corrispondenza del riquadro Protezione account nel caso in cui si utilizzasse un account locale anziché un account Microsoft per accedere al sistema operativo.

Windows 10: la rete WiFi non è sicura

Dopo aver installato Windows 10 Aggiornamento di maggio 2019 (versione 1903) o comunque dopo aver applicato tale feature update, è possibile che nell'angolo in basso a destra dello schermo appaia una notifica mai vista in precedenza 'Nomedellarete non è sicura' (dove 'Nomedellarete' è l'SSID della WiFi alla quale ci si è collegati).

La comparsa del messaggio deriva dal fatto che la connessione WiFi scelta è protetta con un algoritmo obsoleto: WEP (Wired Equivalent Privacy) è l'algoritmo più vecchio e più insicuro in assoluto, presentato dalla Wi-Fi Alliance addirittura nel 1999, ben prima di Windows XP. WPA-TKIP (Wi-Fi Protected Access Temporal Key Integrity Protocol) è stato approvato nel 2002. Entrambi, però, utilizzano a loro volta l'algoritmo di cifratura stream RC4, violabile con estrema facilità.
Analizzando il flusso dei dati trasferiti con RC4, è stata rilevata una certa periodicità nei primi 256 byte nonché una forte correlazione tra la chiave e il keystream.

Vedere com'era un sito od una pagina tempo fa

La cache del motore di ricerca consente di vedere com'era un sito o una pagina web qualche ora o, al massimo, qualche giorno prima.
Effettuando una qualunque ricerca su Google, per esempio, e cliccando sulla freccia di colore verde posta a destra dell'URL di ciascuna pagina proposta fra i risultati dell'interrogazione, apparirà un menu composto di due voci: Cache e Simili.
Con un clic su Cache, è possibile accedere alla versione della pagina conservata nella cache di Google. Il motore di ricerca consente di vedere com'era la pagina selezionata nel momento in cui il suo contenuto è stato analizzato per l'ultima volta dal crawler, il software usato dai motori di ricerca che, con un approccio metodico e automatizzato, esamina quanto riportato in ciascuna pagina web seguendo poi i vari link in essa presenti.

Vedere com

Cliccando su Cache, nella parte superiore della schermata, si potrà subito verificare a quando si riferisce il contenuto recuperato dalla cache del motore di ricerca.
L'utilizzo della funzionalità Cache del motore di ricerca è utile anche per aprire un sito web anche quando questo risultasse irraggiungibile.
In altre parole, se si avesse l'esigenza di leggere il contenuto di una pagina web ma questa, diversamente, non venisse aperta, si potrà attingere alla cache di Google.

A volte la freccia di colore verde può non apparire a destra dell'URL, ad esempio quando Google non avesse ancora inserito tutti i contenuti nel suo indice.

La cache del motore di ricerca è disponibile anche su Microsoft Bing: il meccanismo è identico a quello proposto da Google con la differenza che in questo caso bisognerà cliccare sul link Memorizzati nella cache.

L'utilizzo della cache del motore di ricerca può per esempio aiutare, in caso di contestazioni, a dimostrare di aver pubblicato per primi un articolo o, viceversa, per attestare che un contenuto - in una certa forma - era pubblicato su un certo sito web.

Ma per vedere com'era un sito web tempo prima? Quando il crawler di qualsiasi motore di ricerca ripassa sulla stessa pagina web, le copie precedenti vengono automaticamente sostituite e ad oggi non v'è possibilità di risalirvi.

Come si presentava una pagina web tempi addietro

Tra gli strumenti più utili ed efficaci v'è sicuramente The Wayback Machine, una sorta di 'macchina del tempo' in grado di mostrare come sono cambiati i siti web nel corso degli anni.

L'archivio della Wayback Machine è molto ricco e permette di verificare com'era una pagina web nelle date indicate.
Non è possibile, tuttavia, specificare qualunque data: la 'macchina del tempo' conserva nella sua cache solamente un ridotto numero di pagine, spesso acquisite a intervalli irregolari.
Più un sito web è famoso e trafficato, tuttavia, maggiori saranno le probabilità di trovare molte pagine nella cache della Wayback Machine.


Una volta indicato l'URL del sito da verificare (senza http o https), nella parte superiore della schermata si troveranno il numero delle 'catture' della stessa pagina effettuate nel corso del tempo ('captures').


Agendo sulla barra orizzontale, si potrà 'viaggiare nel tempo' e scoprire come si presentava una pagina in una data ben precisa.

Mostrare l'anteprima delle schede aperte in Google Chrome

C'è un trucco per Google Chrome che certamente farà felici coloro che sono soliti tenere contemporaneamente aperte molte schede del browser.
Noi spesso ci troviamo addirittura con 35-40 schede aperte: alcune devono essere sempre aperte per monitorare contenuti importanti, altre sono utilizzate per effettuare ricerche e raccogliere materiale utile a fini editoriali.

Nel nostro caso abbiamo trasformato certe applicazioni web come WhatsApp Web, Telegram, Google Messaggi e così via in app avviabili direttamente dalla barra delle applicazioni di Windows, sprovviste di qualunque menu ed elemento dell'interfaccia del browser.
La procedura da seguire è illustrata nell'articolo Come aggiungere Gmail sul desktop ma può essere adoperata per qualunque applicazione web: non soltanto per Gmail, quindi, ma anche per le app citate in precedenza, per l'app che si usa per la Fatturazione Elettronica, per Google Keep e così via.
Un trucchetto che sicuramente aiuta a rendere meno affollata la parte superiore di Chrome, con tutte le schede dei siti aperti allineate in orizzontale.

Mostrare le informazioni sulle schede aperte in Chrome e un'anteprima del loro contenuto

Come accennavamo in apertura, usando una configurazione 'nascosta' di Google Chrome, è possibile districarsi tra le tante schede simultaneamente aperte nel browser visualizzandone anteprima e informazioni aggiuntive.

Il risultato ottenibile è molto simile a quello riprodotto in figura: spostando il puntatore del mouse su una qualunque scheda aperta, senza fare clic si potrà ottenere nome del sito aperto e un'anteprima del contenuto.


L'approccio è utile in molteplici situazioni: si pensi di aver aperto in tante schede diverse molteplici pagine di Amazon.

Ottimizzare e velocizzare Windows 10: come farlo automaticamente

A installazione avvenuta Windows 10 difficilmente viene incontro alle esigenze di tutti gli utenti: come abbiamo visto in altri articoli, il sistema operativo installa automaticamente applicazioni superflue (anche sull'edizione Pro) ed evidenzia comportamenti che a molti non vanno per nulla a genio.

Per ottimizzare Windows 10 e renderlo più veloce è possibile utilizzare alcune impostazioni accessibili attraverso l'interfaccia grafica del sistema operativo, effettuare alcune modifiche nel registro di sistema o comunque da riga di comando.
Per alcuni utenti si tratta di operazioni che possono risultare davvero tediose e spesso anche complicate.

La buona notizia è che PowerShell permette di effettuare tutte le operazioni in automatico senza doversi scontrare con la creazione di chiavi e valori nel registro di sistema (Regedit e registro di sistema: guida agli aspetti più utili) e senza dover far ricorso al comando reg.

Usando come base il fantastico script disponibile su GitHub a questo indirizzo, peraltro continuamente aggiornato dal suo autore, abbiamo provveduto ad adattarlo e ad aggiungere qualche nuova funzionalità così da personalizzare Windows 10 e adattarlo alle proprie necessità.

Anziché lasciare eseguire allo script tutte le modifiche previste di default dall'autore, abbiamo fatto in modo che l'utente possa riflettere sull'opportunità o meno di applicare ciascuna variazione.

Nella configurazione che abbiamo approntato noi, lo script per ottimizzare e velocizzare Windows 10 offrirà le seguenti opportunità:


1) Assegnare un nome al dispositivo.

HTTPS, come ottenere un certificato digitale gratuito

Google e gli altri colossi del web hanno da tempo avviato una campagna per esortare tutti i gestori di siti web a passare a HTTPS nel più breve tempo possibile. Chrome, ad esempio, già da tempo riporta l'indicazione Non sicuro a sinistra della barra degli indirizzi nel caso in cui venga aperta una qualunque pagina web.
Firefox mostra la frase Connessione non sicura solo nel momento in cui si facesse clic sulla 'i' posta sempre a sinistra della barra degli URL.

Nell'articolo Passare da HTTP a HTTPS: l'importanza del certificato SSL abbiamo messo in evidenza l'importanza di migrare a HTTPS e di usare un certificato digitale perfettamente valido e universalmente riconosciuto.

Stabilendo una connessione HTTPS le informazioni scambiate tra browser e server web (e viceversa) non possono essere né lette né modificate da parte di terzi (vengono scongiurati i cosiddetti attacchi man-in-the-middle, MITM).
Rispetto al protocollo HTTP, HTTPS segnala al browser di usare il livello di cifratura aggiuntivo SSL/TLS per proteggere le comunicazioni da client a server e viceversa.

Sito non si apre in Chrome: cosa fare

Può capitare, come con altri browser web, di non riuscire ad aprire un sito utilizzando Google Chrome. La prima verifica da fare consiste nel controllare se il sito d'interesse sia irraggiungibile per tutti o solo dalla propria connessione.
Allo scopo è possibile ricorrere al servizio Down For Everyone Or Just Me: inserendo l'URL della pagina da controllare, si otterrà un responso che indica se il sito risulta raggiungibile o meno.


Suggeriamo quindi di applicare i suggerimenti riportati nell'articolo Come capire se un sito è down e, in particolare, aprire il prompt dei comandi (scrivere cmd nella casella di ricerca di Windows 10) digitando ping seguito dal nome del sito web da controllare.

Nel caso in cui il server che ospita il sito web oggetto di esame rispondesse alle richieste ping si otterranno quattro righe con la dizione Risposta da: significa che il sito è perfettamente raggiungibile e che il problema è limitato a Chrome.

Diversamente, se si ottenessero quattro richieste scadute è possibile che il sito sia down oppure che il firewall utilizzato dal server di destinazione blocchi le richieste ping.
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