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Ridimensionare immagini da Esplora file in Windows

Windows non integra uno strumento, strettamente legato con l'interfaccia del sistema operativo (leggasi Esplora file), che permetta di ridimensionare immagini in blocco. Esistono comunque dei trucchetti per farlo senza installare programmi aggiuntivi: Ridimensionare foto, strumenti pronti per l'uso in Windows.

I nuovi Microsoft PowerToys, scaricabili da qui (prelevare il file con estensione .msi quindi farvi doppio clic) permettono di aggiungere un nuovo comando nel menu contestuale di Windows (quello che appare premendo il tasto destro del mouse dopo aver selezionato un insieme di file) per ridimensionare le immagini.

Togliendo il segno di spunta dalla casella Automatically start PowerToys at logon, si eviterà che i componenti aggiuntivi di Microsoft vengano automaticamente avviati a ogni ingresso nel sistema operativo.


L'icona dei PowerToys apparirà nell'area della traybar, per impostazione predefinita in basso a destra.

Videoconferenze e riunioni online con la soluzione opensource Jitsi Meet

Sono molteplici le soluzioni che permettono di organizzare meeting online, utilissime per scopi professionali al fine di continuare a collaborare da casa od ovunque ci si trovi.
Sono però poche quelle che mettono a disposizione degli utenti una piattaforma che codifica end-to-end le informazioni testuali scambiate tra i partecipanti e i flussi audio-video.

Uno strumento meno conosciuto è sicuramente Jitsi Meet che però per completezza e versatilità non ha nulla da invidiare ai prodotti più famosi.
Tra i suoi innegabili vantaggi il fatto di essere non soltanto una soluzione gratuita ma anche opensource: il codice sorgente di Jitsi Meet è pubblicato su GitHub. Tutti possono quindi verificarne il funzionamento e, addirittura, creare il proprio server Jitsi Meet, anche sul cloud. In questo modo si potrà allestire il proprio server sicuro per le videoconferenze, certi di poter effettuare riunioni online senza ritardi grazie alla possibilità di sfruttare tutta la banda disponibile.

Un altro vantaggio di Jitsi Meet è che esso non richiede alcun tipo di registrazione, può essere usato da browser web e installato sotto forma di app sui dispositivi mobili Android e iOS.

Dopo la scoperta che una piattaforma come Zoom, diversamente da quanto dichiarato non utilizza la crittografia end-to-end (vedere Zoom, le videochiamate non sono cifrate end-to-end), anche gli sviluppatori del progetto Tor hanno recentemente pubblicato un endorsement per Jitsi Meet sotto forma di tweet.

If you want an alternative to Zoom: try Jitsi Meet.

SSD, come trasferire il sistema operativo sulle unità Samsung, WD, SanDisk e Seagate

Migrare da un hard disk tradizionale a una nuovissima unità SSD non è sempre un'operazione semplicissima, specie se l'unità di origine contiene importanti quantativi di dati.
Nell'articolo Spostare sistema operativo su SSD abbiamo visto, passo dopo passo, come fare partendo dai preparativi (verificare che lo spazio complessivamente occupato da sistema operativo e dai dati non sia inferiore alla capienza massima della nuova unità SSD) per poi cimentarsi con il trasferimento dei dati vero e proprio ed il controllo del corretto allineamento. Nell'articolo si è presentato l'uso di EaseUS Todo Backup ma avremmo potuto utilizzare alternative come Acronis TrueImage, AOMEI Backupper, Macrium Reflect o Paragon MigrateOS.

Produttori come Samsung, Western Digital, SanDisk e Seagate mettono comunque a disposizione le loro utilità gratuite per trasferire il sistema operativo da un'unità di memorizzazione all'altra.

Nel caso di Samsung Data Migration scaricabile cliccando su Samsung Data Migration for Consumer quindi su Data Migration Software, l'azienda sudcoreana si è affidata a una soluzione per la clonazione dei dati sviluppata da Clonix.


Lo strumento Samsung per la copia dei dati da un'unità all'altra può essere installato su qualsiasi PC: l'importante è che l'unità di destinazione sia a marchio Samsung altrimenti non sarà possibile usare Data Migration.

La clonazione dei dati in sé è relativamente semplice: nel primo passaggio è sufficiente selezionare l'unità di destinazione mentre l'unità di origine (quella da cui i dati vengono trasferiti) è selezionata automaticamente dal software.
L'unità di origine è quella in cui risulta installato Windows: non è quindi possibile effettuare clonazione di unità non contenenti il sistema operativo Microsoft e, ad esempio, soltanto dei dati.


La situazione ovviamente può complicarsi nei casi in cui la quantità di dati memorizzata nel supporto di origine sia maggiore dello spazio disponibile sull'unità SSD di destinazione.
In queste situazioni Data Migration invita l'utente a intervenire specificando quali tipi di file debbono essere trasferiti e quali invece esclusi.
Come filtri si può agire sull'impostazione della tipologia dei file o sulle loro dimensioni.

Desktop remoto con Windows 10 Pro o successivi e VPN

Quando ci si trova a lavorare a distanza e si ha la necessità di collegarsi a sistemi Windows collegati con la propria rete aziendale o dell'ufficio, si può avere l'esigenza di assumerne il controllo da remoto, come se si fosse seduti dinanzi al loro schermo.
Windows 10 Pro, Enterprise ed Education o comunque le stesse edizioni dei precedenti sistemi operativi Microsoft integrano il necessario per configurare e avviare sessioni di desktop remoto. Il login a distanza avverrà semplicemente configurando Desktop remoto e usando le credenziali associate a un account amministratore configurato sulla macchina.

La funzionalità Desktop remoto di Windows è attivabile nelle edizioni Pro e successive del sistema operativo semplicemente premendo la combinazione di tasti Windows+R, digitando sysdm.cpl ,5 quindi selezionando l'opzione Consenti connessioni remote al computer e spuntando la casella Consenti connessioni solo dai computer che eseguono Desktop remoto con Autenticazione a livello di rete.


In Windows 10, premendo Windows+I, cliccando sull'icona Sistema quindi su Desktop remoto, dopo aver attivato le caselle viste in precedenza, l''interruttore' Abilita Desktop remoto risulterà automaticamente 'acceso'.


Attraverso la stessa finestra si potranno impostare alcune regolazioni avanzate.

Premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando cmd e, infine, netstat -na | findstr :3389 si noteranno alcune connessioni su 'listening'.

Telegram, domande e risposte sul funzionamento dell'app di messaggistica

Nell'ultimo periodo Telegram sta ampliando la sua base di utenti. L'ideatore dell'applicazione per la messaggistica istantanea rivale di WhatsApp ha da sempre criticato le scelte in materia di sicurezza e privacy fatte dalla controllata di Facebook: vedere WhatsApp non potrà mai essere un'app sicura: parola dell'ideatore di Telegram e WhatsApp non è sicuro: Pavel Durov accusa di nuovo l'app di Facebook.

Durov ha ricordato, ad esempio, che diversamente da quanto sta facendo WhatsApp (che addirittura usa offuscare il codice dell'applicazione), il codice sorgente di Telegram è continuamente reso pubblico e può essere consultato da parte di tutti. Come spiegato nell'articolo Telegram permette di creare versioni riproducibili partendo dal codice sorgente, c'è la possibilità di controllare che le versioni compilate di Telegram distribuite attraverso i vari canali siano identiche a quelle generabili a partire dal codice sorgente.

Da Telegram si è sempre fatto presente che l'azienda è categorica nel mantenere privati i messaggi degli utenti e i contenuti scambiati all'interno del network.
Telegram utilizza la crittografia client-server per gestire le normali conversazioni tra gli utenti: ciò significa che il contenuto dei messaggi risulta sempre crittografato e protetto nel tratto tra dispositivo client e server.

Accendere un PC a distanza: cosa cambia con Windows 10

Quando si spegne un PC di norma non è possibile accenderlo a distanza. Si tratta però dell'impostazione predefinita perché, com'è noto, anche Windows può riaccendere un PC per provvedere automaticamente all'installazione degli aggiornamenti più recenti attraverso Windows Update. Anche nella modalità di ibernazione, la circuiteria della scheda madre è comunque alimentata tramite pin +5VSB (standby power). Ne abbiamo parlato nell'articolo PC si accende da solo, come risolvere.

Per accendere un computer a distanza attraverso la rete, è possibile inviare un magic packet ricorrendo allo standard Ethernet Wake on LAN (WOL).
Oggi esistono infatti molteplici smart plug ovvero prese elettriche intelligenti alle quali il router assegna un indirizzo IP locale e che possono essere amministrate da remoto.

Aggiornamento Windows 10: come capire cosa non ha funzionato

Microsoft rilascia un nuovo feature update a cadenza semestrale: si tratta di aggiornamenti che generalmente introducono in Windows 10 nuove funzionalità. Nell'ottica di Windows-as-a-Service, gli aggiornamenti semestrali permettono a Windows 10 di evolvere e 'cambiare pelle' con il passare del tempo: il sistema operativo non è più, come accadeva in passato, un oggetto che resta sostanzialmente invariato ma un elemento capace di evolvere, di diventare più moderno, di venire incontro alle richieste degli utenti.

Purtroppo in passato si sono verificati diversi incidenti dopo l'installazione degli aggiornamenti di Windows 10: per questo Microsoft ha ritenuto opportuno rivedere le politiche di test e distribuzione degli stessi.
Come abbiamo evidenziato nel nostro articolo Nuove versioni di Windows 10 (RTM) a giugno e dicembre: Microsoft cambia programma, Microsoft ha recentemente deciso di anticipare la distribuzione delle versioni Release To Manufacter (RTM) così da lasciare più tempo alle aziende partner per verificare la perfetta compatibilità del proprio codice ed eventualmente adattare i rispettivi driver.
Ed è cambiato anche l'approccio per la gestione dei driver con i produttori di hardware che potranno scegliere quando distribuire gli aggiornamenti via Windows Update: Cambia la gestione dei driver in Windows 10: 8 giorni di test su un numero ridotto di sistemi.

Certo è, inoltre, che Microsoft sta preferendo rilasciare aggiornamenti meno corposi e invasivi in autunno (tra ottobre e novembre di ogni anno) per introdurre la maggior parte delle nuove funzionalità con i feature update per Windows 10 di primavera (tra aprile e maggio).
Nell'articolo Windows Update: come gestire gli aggiornamenti abbiamo presentato alcuni suggerimenti per gestire al meglio gli aggiornamenti semestrali per Windows 10, i feature update appunto.

Nell'articolo Aggiornamento Windows 10: qualche consiglio per non avere problemi abbiamo condiviso alcune indicazioni per ridurre al minimo i rischi di un aggiornamento che non va a buon fine.

Come capire cosa non ha funzionato durante un aggiornamento di Windows 10

Può capitare che la barra di avanzamento che informa sullo stato della procedura di applicazione del feature update rimanga bloccata per ore sullo stesso valore percentuale.

Video editor Android, come creare sequenze con transizioni ed effetti

Fino a qualche tempo fa era da molti considerata un'eresia. Eppure oggi, sfruttando l'interfaccia multitouch dei dispositivi mobili, si possono creare composizioni di qualità con la possibilità di aggiungere effetti, transizioni, gestire più tracce audio e video, voice-over, aggiungere testi, elementi sovrapposti e molto altro.

KineMaster è un eccellente video editor per Android, semplice da usare, che riesce a superare - per numero di funzionalità incluse - anche tanti programmi per creare video di tipo professionale.

L'applicazione è completamente gratuita e permette di esportare i video in formato 2160p anche nella release free. L'unica limitazione consiste nell'aggiunta di un 'timbro' o watermark nell'angolo superiore destro del video che reca la frase 'Made with KineMaster'.

Windows 10, sostituire i programmi di sistema con altre applicazioni

Windows 10 integra, com'è noto, una serie di utilità di sistema che di default non possono essere né rimosse né sostituite.
C'è però un espediente che permette di eseguire un'applicazione di propria scelta al posto di quelle installate in Windows 10: la funzionalità Image File Execution Options (IFEO) permette a uno sviluppatore di effettuare il debugging di un processo in esecuzione. Con una semplice modifica a livello di registro di sistema, tuttavia, è possibile sfruttare la stessa funzionalità per eseguire un programma Windows al posto di un altro.

Nell'articolo Password dimenticata Windows 10: esclusivo, come accedere al sistema abbiamo visto che è possibile usare IFEO per far sì che premendo cinque volte il tasto MAIUSC alla comparsa della schermata di logon di Windows, non venga aperta la finestra Tasti permanenti (utile per chi è diversamente abile) bensì il prompt dei comandi.


Da qualche tempo a questa parte Windows Defender impedisce l'utilizzo della funzionalità IFEO del registro di sistema per sostituire applicazioni di sistema quali DisplaySwitch.exe, osk.exe, Magnify.exe, Narrator.exe, utilman.exe (vedere Windows Defender blocca i tentativi di hijacking dei processi in esecuzione).
In realtà, sui sistemi non protetti con Microsoft BitLocker, usando un supporto di boot è possibile superare anche questa limitazione disattivando temporaneamente Windows Defender (ne abbiamo parlato nell'articolo citato in apertura).

Nulla vieta, però, di usare la funzionalità IFEO per sostituire un programma a un altro in Windows 10.

Un esempio: sostituire il Blocco Note di Windows 10 con Notepad++ o Notepad2

Si supponga di voler sostituire il Blocco Note di Windows 10 con un altro editor di testo: una volta effettuata la modifica, digitando Blocco Note nella casella di ricerca del menu Start o premendo Windows+R quindi scrivendo notepad (seguito eventualmente dal percorso del file da aprire), Windows aprirà - per esempio - Notepad++ o Notepad2.

Office 365, come provare la suite per l'ufficio per 90 giorni

Nata come evoluzione della tradizionale suite per l'ufficio, Office 365 anziché essere un prodotto è 'un servizio' acquistabile e utilizzabile per un periodo di tempo ben determinato.
Diversamente rispetto alle licenze della versione di Office tradizionale, che di norma permettono l'installazione su un unico dispositivo, Office 365 può essere adoperato su più sistemi, anche in simultanea seppure con alcune restrizioni.

L'abbonamento a Office 365 può essere interrotto quando si crede ma per tutto il periodo durante il quale lo si manterrà attivo, si avrà diritto ad accedere alle ultime versioni di Office e quindi - ad esempio - passare gratuitamente da Office 2016 a Office 2019 (cosa che non è possibile fare con l'approccio classico).

Acquistando una licenza di pacchetti come Office 2019, infatti, l'utente paga tutto il costo iniziale della licenza che è appunto legata all'installazione su un singolo PC o, nel caso delle licenze a volume per le imprese, su un certo numero di dispositivi.

Come organizzare una videoconferenza con Microsoft Teams

La piattaforma per la comunicazione e la collaborazione unificata Microsoft Teams è stata messa a disposizione gratuitamente di professionisti e aziende per tutta la durata dell'emergenza Coronavirus. Come spiegato nell'articolo Coronavirus: Microsoft Teams in versione avanzata e Google Meet gratis, è vero che chiunque fino a ieri poteva già iscriversi a Microsoft Teams e usare gratis tutta una serie di strumenti per la comunicazione a distanza, la produttività e la collaborazione da remoto ma da poco la società di Redmond ha rimosso un'importante limitazione ovvero quella sul numero dei partecipanti a una videoconferenza.
Chi usa Microsoft Teams Free può adesso organizzare meeting online con un numero massimo di 10.000 partecipanti superando le precedenti limitazioni.

Certo, nella versione free di Teams manca la possibilità di fruire della programmazione delle riunioni, della condivisione del calendario, della registrazione delle sessioni video, degli strumenti avanzati per l'amministrazione degli utenti durante le chiamate (con i diritti per la gestione delle operazioni che possono o non possono essere svolte).

Anche con Microsoft Teams Free è comunque possibile, ad esempio, invitare più persone a una riunione online, avviare una videoconferenza immediata, disattivare e attivare microfono e videocamera durante le chiamate, usare una chat a supporto (anche per scambiarsi contenuti e file importanti), condividere lo schermo in maniera tale da mostrare ciò che si sta facendo oppure una presentazione in formato PowerPoint o, ancora, una lavagna digitale (Microsoft Whiteboard).

Come avviare una videoconferenza con Microsoft Teams

Ci sono più modi per iniziare una videoconferenza con Teams invitando più partecipanti, anche con il profilo free.
Come primo passo è essenziale creare un nuovo team come spiegato nell'articolo Microsoft Teams: come funziona e come si utilizza per lo smart working.
Cliccando su '...' a destra del nome del team quindi selezionando Gestisci il team, si potranno verificare i soggetti che sono proprietari e membri del team di lavoro appena creato.

Permessi Windows per l'accesso alle cartelle all'interno di un dominio Active Directory

Ogni amministratore di sistema sa bene che è piuttosto complesso tenere traccia dei permessi assegnati alle varie risorse condivise.
Si pensi a una complessa struttura di gruppo nidificata in Microsoft Active Directory costruita nel corso di anni: stabilire esattamente e in modo rapido 'chi ha accesso a cosa' è complicato ed è un'attività che richiede tempo.
FolderSecurityViewer semplifica l'operazione e può essere usato non soltanto 'una tantum' ma anche per tenere traccia delle modifiche sui permessi di accesso alle risorse condivise nel corso del tempo.
Anche in ottica GDPR, per un professionista e un'azienda è fondamentale sapere nel dettaglio quali soggetti possono accedere a quali informazioni.

Un'applicazione come FolderSecurityViewer, scaricabile da questa pagina è in grado di analizzare i diritti di accesso alle directory e annotarli all'interno di un report complessivo.

Il rapporto sulle autorizzazioni legge le autorizzazioni esistenti applicate alle varie cartelle presenti sul sistema e indica i diritti assegnati a singoli utenti e gruppi.

Portabilità transfrontaliera: cosa significa e perché i provider combattono le VPN

Le VPN (Virtual Private Network) sono ampiamente utilizzate in ambito business per collegarsi da remoto, in totale sicurezza, alla rete locale dell'azienda e accedere alle risorse condivise oppure per mettere in comunicazione filiali diverse di una medesima impresa. Ne abbiamo spesso parlato nelle pagine de IlSoftware.it e abbiamo spiegato come installare e configurare server VPN sicuri.

Le VPN sono utilizzabili per collegarsi a distanza alla rete locale dell'azienda o a quella di casa, per accedere a documenti e file personali ma anche per navigare sul web usando l'IP pubblico assegnato al router dell'ufficio o della propria abitazione facendo altresì in modo che tutti i dati in transito vengano automaticamente crittografati (utile quando ci si appoggiasse a reti WiFi altrui, pubbliche o addirittura aperte).

Come abbiamo visto nell'articolo Come, quando e perché utilizzare una connessione VPN, non è un segreto che una VPN possa aiutare a superare le limitazioni geografiche imposte da provider che offrono contenuti video in streaming.
Tanti sono i servizi VPN gestiti da provider che permettono di superare le limitazioni geografiche: dopo aver installato l'app del servizio VPN e scelto un Paese diverso dall'Italia, ci si presenterà a qualunque server remoto con un indirizzo IP pubblico diverso dal proprio e addirittura ricollegabile - ad esempio - a un'altra nazione europea, nordamericana o asiatica.

ExpressVPN, uno dei tanti provider VPN, (vedere qui, qui e qui) dichiara in modo palese le sue abilità.

Sui dispositivi mobili è possibile configurare anche il cosiddetto split tunneling ove previsto del provider VPN: in questo modo solo il traffico generato da alcune applicazioni verrà fatto transitare attraverso la VPN mentre tutto il resto utilizzerà il normale routing del proprio provider italiano (funzionalità utile per esempio per fare streaming su una chiavetta HDMI Google Chromecast collegata in rete locale).
Come abbiamo visto nell'articolo Configurare un client VPN sul router e superare il problema DNS leak, alcuni router integrano di default un client VPN per far passare tutte le richieste - quando necessario - attraverso la rete del provider VPN.

Alcuni utenti hanno utilizzato le VPN non soltanto per accedere dall'estero a contenuti visibili sulle principali piattaforme di streaming con un abbonamento italiano ma anche per accedere a video in streaming riservati agli abbonati di altri Paesi.
Proprio usando la Modalità di navigazione in incognito (in modo da evitare il caricamento di cookie già presenti sui propri dispositivi; vedere Navigazione in incognito, quando utilizzarla?) e un provider VPN è di fatto possibile superare le limitazioni geografiche.

Dopo aver attivato la VPN, infatti, basta collegarsi ad esempio con questa pagina: non si dovrà più leggere il proprio indirizzo IP reale ma quello usato per uscire dalla VPN.

Installare Windows 10 a partire da un supporto personalizzato

Se foste interessati a creare un supporto d'installazione di Windows 10 personalizzato, con tutte le funzionalità e i programmi che servono è possibile percorrere diverse strade.
Nei precedenti articoli Installare Windows 10 velocemente con una ISO personalizzata e Installare Windows 10 con tutti i programmi che servono abbiamo visto come si possa predisporre un'installazione unattended di Windows (che cioè non chiede nulla all'utente) e richiedere addirittura, al primo login, il download e l'installazione dei programmi che si utilizzano ricorrendo a Chocolatey.

Ma se si volesse installare Windows 10 da un supporto personalizzato?
Il formato WIM (Windows Imaging Format) di Microsoft è utilizzato per distribuire agli utenti vere e proprie immagini dei supporti d'installazione del sistema operativo.
Nella cartella \sources di qualunque supporto d'installazione si trova infatti il file install.wim: esso contiene tutti i componenti necessari per installare Windows.
Come fare per personalizzare il contenuto del file install.wim?

La procedura non è immediata ma servendosi di una macchina virtuale Hyper-V, con un po’ di impegno è possibile raggiungere l'obiettivo.

Per cominciare suggeriamo di utilizzare un sistema Windows 10 nelle edizioni Pro, Enterprise o Education.

Firewall, a cosa serve e quando può essere utile

Un computer che si affaccia in rete connesso a valle di un router è già di per sé sufficientemente protetto dai tentativi di attacco che fanno leva sulla presenza di particolari porte aperte. Come più volte ricordato, infatti, tenere aperte (e raggiungibili dall'esterno) una o più porte non è di per sé un problema. Può diventarlo, invece, quando - sulle porte lasciate aperte - è in ascolto e, quindi, pronto per rispondere, un componente server.
Ad esempio, aprire la porta 80 in ingresso su una macchina collegata in rete locale non è fonte di minaccia. Di norma, infatti, il router non inoltrerà il traffico in arrivo su tale porta verso il client connesso in rete locale.
Perché il server web installato sul computer locale possa rispondere alle richieste provenienti dall'esterno, si dovrà aprire una porta in ingresso sul router ed effettuare l'inoltro dei dati (e quindi della richieste di connessione provenienti da remoto) verso il sistema locale. A tal proposito, suggeriamo la lettura dell'articolo Aprire porte sul router e chiuderle quando non più necessario).

Può diventare rischioso eseguire un server web non aggiornato (contenente vulnerabilità di sicurezza) su un sistema connesso alla rete locale esponendo poi le porte in ingresso sull'IP pubblico e accettando le connessioni da remoto.

Esecuzione di script PowerShell disabilitata: come risolvere

Per impostazione predefinita, sebbene Windows PowerShell sia preinstallato in Windows 10, gli script non vengono automaticamente eseguiti. Il sistema operativo Microsoft utilizza la policy di default Restricted che inibisce il caricamento di qualunque script PowerShell sulla macchina in uso. Si tratta di una misura di sicurezza per scongiurare l'utilizzo di oggetti che potrebbero rappresentare un problema per gli utenti finali, soprattutto se provenienti da fonti inaffidabili.

Windows consente di eseguire singoli comandi PowerShell dalla sua finestra, come abbiamo visto in più occasioni (ad esempio PowerShell per esempi: cosa si può fare), mentre appunto gli script vengono puntualmente bloccati.

Provando ad eseguire un qualunque script dalla finestra di PowerShell si otterrà il messaggio d'errore 'L'esecuzione di script è disabilitata nel sistema in uso'.


Un trucchetto che usiamo spesso per 'dribblare' temporaneamente la policy di esecuzione di Windows senza modificarla consiste nell'usare la sintassi seguente da una finestra del prompt dei comandi (cmd):

powershell -noprofile -executionpolicy bypass -file '.\nomescript.ps1'

Al posto di .\nomescript.ps1 si può indicare il percorso completo dello script PowerShell da avviare.

Ricorrendo all'Utilità di pianificazione si può anche programmare l'esecuzione di uno script.

Come stampare via Internet: quali le migliori alternative

Stampare a distanza può essere utile a molti. A coloro che desiderano richiamare l'attenzione di un collega o di un collaboratore su un documento importante senza che debba neppure aprire il contenuto della casella di posta elettronica; a coloro che svolgono attività strettamente legate al cartaceo; a chi ha la necessità di inviare documenti importanti a persone - soprattutto in emergenza Coronavirus - che non hanno la possibilità o le competenze per usare computer e dispositivi mobili.

La soluzione temporanea: Google Cloud Print

Di Google Cloud Print abbiamo parlato spesso in passato: si tratta di un servizio che permette ai possessori di stampanti compatibili di stampare via Internet.
Per usare Cloud Print, è indispensabile che il solo router sia collegato alla rete Internet, alimentato e che la connessione funzioni correttamente.
Cloud Print va tuttavia ormai considerata come una soluzione temporanea perché Google ne ha già annunciato il ritiro definitivo (salvo cambiamenti di programma) a partire dal 1° gennaio 2021: Google Cloud Print: il servizio per stampare a distanza è sul viale del tramonto.

Per usare Cloud Print, è innanzi tutto necessario verificare che la propria stampante sia compatibile: si può consultare questo elenco.

Inviare indirizzo IP di un sistema remoto via email con PowerShell

Delle potenzialità di PowerShell abbiamo ampiamente parlato nell'articolo PowerShell per esempi: cosa si può fare e in altri approfondimenti.
Si supponga di avere a che fare con uno o più sistemi Windows remoti dei quali sia necessario, periodicamente, conoscere l'indirizzo IP pubblico.
Se l'indirizzo IP fosse assegnato in modo statico dall'operatore di telecomunicazioni, esso non cambierà nel tempo. Se però fosse attributo in modo dinamico, con ogni probabilità risulterà diverso a ogni connessione: Il mio IP: come trovarlo e a che cosa serve.

I servizi DDNS (Dynamic DNS) consentono di associare a un indirizzo mnemonico (che non cambia nel tempo) l'IP dinamico che di volta in volta il provider Internet associa al router:

- DynDNS DDNS gratuito: guida alla configurazione e all'utilizzo di No-IP
- DDNS: cos'è, come funziona e come utilizzarlo

Ma se si volesse trasmettere via email, magari si base programmatica, l'indirizzo IP associato a un sistema insieme eventualmente con altre informazioni?

Come inviare un'e-mail con PowerShell inserendovi anche l'indirizzo IP pubblico

Con poche righe, PowerShell permette di comporre e inviare un messaggio di posta elettronica.

Dopo aver creato un file di testo con estensione .ps1, si provi ad esempio a incollarvi quanto segue:

$IP = (Invoke-WebRequest ifconfig.me/ip).Content.Trim()
$EmailFrom = 'EMAIL_MITTENTE'
$EmailTo = 'EMAIL_DESTINATARIO'
$Subject = 'Indirizzo IP'
$Body = 'Indirizzo IP attuale: $IP'
$SMTPServer = 'smtp.gmail.com'
$SMTPClient = New-Object Net.Mail.SmtpClient($SmtpServer, 587)
$SMTPClient.EnableSsl = $true
$SMTPClient.Credentials = New-Object System.Net.NetworkCredential('nomeaccount@gmail.com', 'PASSWORD_GMAIL');
$SMTPClient.Send($EmailFrom, $EmailTo, $Subject, $Body)

Nell'esempio viene composta un'email contenente l'indirizzo IP pubblico associato al router che viene estratto usando il servizio ifconfig.me.

Trasferimento file da Android: come fare con SMB e FTP

Per trasferire file da Android a un PC Windows il modo più veloce in assoluto consiste nell'usare il cavo USB in dotazione collegandolo da un lato a dispositivo mobile e dall'altro a una porta USB disponibile sul computer.
Sul dispositivo Android bisognerà accedere quindi all'area delle notifiche, selezionare Dispositivo in carica tramite USB (o similare) e infine scegliere la voce Trasferimento di file o MTP, come spiegato nell'articolo Android e connessione al PC via USB: cosa c'è da sapere.


Solo in questo modo il contenuto del dispositivo risulterà accessibile dalla finestra Questo PC di Windows, da Esplora file () così come da qualunque altra applicazione in uso.
Cliccando sul nome del dispositivo mobile quindi su Memoria condivisa interna, si potrà leggere e scrivere all'interno della memoria del dispositivo mobile collegato via USB.


Utilizzare il protocollo SMB e il servizio Samba

Samba è un software libero capace di creare condivisioni su server Unix/Linux in modo tale che appaiano, agli utenti di Windows, come normali cartelle accessibili attraverso la rete locale.
Il software Samba consente anche di accedere alle cartelle condivise in Windows da qualunque sistema basato su kernel Linux.
È un'implementazione opensource dei protocolli di rete progettati da Microsoft per i sistemi ed è proprio grazie a Samba che è possibile scambiare, senza difficoltà, file e cartelle tra macchine Linux e Windows (e viceversa).

La denominazione Samba trae origine dall'inserimento di due vocali nel nome del protocollo SMB ('Server Message Block'), utilizzato da Microsoft principalmente per condividere file, stampanti, porte ed altri tipi di comunicazioni tra i diversi nodi di una rete.
La prima versione di SMB (SMBv1) è stata accantonata da Microsoft perché troppo fragile ed esposta a vulnerabilità di sicurezza: Microsoft ricorda agli utenti di Exchange di disattivare SMBv1.

Amministrare PC in rete locale con PowerShell via HTTPS

Nell'articolo Gestire PC in rete locale con PowerShell abbiamo visto che per un amministratore di sistema diventa semplicissimo collegarsi agli altri PC in rete locale e gestirli comodamente dalla propria macchina.
In quell'articolo abbiamo visto come abilitare e utilizzare il servizio Gestione remota Windows (WS-Management) integrato nel sistema operativo con i dati che tra server e client (e viceversa) fluivano però in chiaro, senza l'applicazione di alcun algoritmo crittografico.

Partendo da quanto già appreso, questa volta vediamo come amministrare i PC in rete locale sempre usando PowerShell ma attivando la cifratura dei pacchetti in transito con il protocollo HTTPS.

I passaggi che permettono di collegarsi ai PC della LAN via HTTPS sono addirittura ancora più semplici rispetto a quelli descritti nell'articolo citato in apertura.

Come gestire i computer in rete locale con PowerShell e il protocollo HTTPS: configurazione del sistema server

Ancora una volta, per semplicità chiamiamo 'server' il sistema che deve essere amministrato a distanza attraverso la rete locale.

Su questo sistema bisognerà innanzi tutto aprire una finestra di Windows PowerShell con i diritti di amministratore (Windows+X) e digitare quanto segue:

$Cert=New-SelfSignedCertificate -CertStoreLocation Cert:\LocalMachine\My -DnsName $env:computername

Verrà così creato un certificato digitale firmato in proprio che sarà sfruttato in seguito per confermare l''identità' della macchina server.
Bisognerà quindi provvedere ad esportare la chiave pubblica associata a tale certificato.
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