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Ieri — 23 Agosto 2019Motori

Tariffe taxi da e per gli aeroporti: quanto si paga in Italia

di Raffaele Dambra

Tariffe taxi da e per gli aeroporti

Quali sono le tariffe di una corsa in taxi da o per gli aeroporti italiani, per lo meno quelli più importanti? Cerchiamo di scoprirlo a beneficio dei nostri lettori che viaggiano spesso in aereo e sono soliti raggiungere gli scali aeroportuali a bordo delle autovetture che effettuano il servizio di trasporto passeggeri a pagamento. La ricerca è circoscritta ai taxi pubblici.

TARIFFE TAXI AEROPORTI MILANO

Gli aeroporti presenti nella zona di Milano sono tre: Linate, quello più vicino al centro cittadino, Malpensa (Varese) e Orio al Serio (Bergamo). Generalmente le tariffe sono fisse, a parte il tragitto dall’aeroporto di Linate a Milano città che segue il normale tariffario urbano e varia a seconda del tempo di percorrenza. Ecco le tariffe fisse all-inclusive:

– Linate – Fiera di Rho e viceversa: 55 euro;
– Linate – Malpensa e viceversa: 110 euro;
– Malpensa – Milano città e viceversa: 95 euro;
– Malpensa – Fiera di Rho e viceversa: 80 euro;
– da Malpensa a Varese città e viceversa: 70 euro.
– Orio al Serio – Milano città e viceversa: 120 euro.

TARIFFE TAXI AEROPORTI ROMA

A Roma gli aeroporti sono due, Fiumicino e Ciampino, e le relative tariffe dei taxi, comprensive di ogni costo, sono quasi tutte predeterminate. Ecco quelle attualmente in vigore:

– Fiumicino – Roma centro (all’interno delle Mura Aureliane) e viceversa: 48 euro;
– Fiumicino – Castello della Magliana / Parco dei Medici e viceversa: 30 euro;
– da Fiumicino a Nuova Fiera di Roma e viceversa: 25 euro;
– Fiumicino – Ciampino e viceversa: 50 euro;
– Fiumicino – Stazione Tiburtina e viceversa: 55 euro;
– da Fiumicino a Stazione Ostiense e viceversa: 45 euro;
– Fiumicino – Porto di Civitavecchia e viceversa: 120 euro;
– Ciampino – Roma centro (all’interno delle Mura Aureliane) e viceversa: 30 euro;
– Ciampino – Stazione Ostiense e viceversa: 30 euro;
– da Ciampino a Stazione Tiburtina e viceversa: 35 euro;

In tutti gli altri casi le corse in taxi dall’aeroporto di Fiumicino all’interno del Grande Raccordo Anulare, e viceversa, non possono mai superare l’importo di 70 euro. Il tragitto dall’aeroporto a Fiumicino città è soggetto a tariffazione secondo tassametro.

TARIFFE TAXI AEROPORTO TORINO

Il tempo di percorrenza con il taxi a Torino dall’aeroporto di Caselle al centro città del capoluogo piemontese è di circa 30 minuti, con un costo approssimativo di 30 euro.

TARIFFE TAXI AEROPORTO NAPOLI

All’aeroporto Capodichino di Napoli sono in vigore tariffe predeterminate su percorsi prestabiliti, sia urbani che extraurbani, comprensive di ogni supplemento extra.

– Capodichino – Napoli città: da 18 a 27 euro a seconda della destinazione;
– Capodichino – Solfatara di Pozzuoli e viceversa: 50 euro;
– da Capodichino a Cuma e viceversa: 70 euro;
– Capodichino – Ercolano e viceversa: 90 euro;
– Capodichino – Pompei e viceversa: 100 euro;
– da Capodichino a Vesuvio e viceversa: 100 euro;
– Capodichino – Caserta e viceversa: 110 euro;
– Capodichino – Sorrento e viceversa: 110 euro;
– da Capodichino a Positano e viceversa: 130 euro;
– Capodichino – Amalfi e viceversa: 140 euro;
– Capodichino – Ravello e viceversa: 145 euro.

TARIFFE TAXI AEROPORTO PALERMO

Il servizio taxi da e per l’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo prevede tre tariffe prestabilite:

– da Aeroporto a Viale Michelangelo / Viale Lazio e viceversa: 35 euro;
– Aeroporto – Corso Calatafimi / Corso Vittorio Emanuele e viceversa: 40 euro;
– Aeroporto – Stazione Centrale / Brancaccio e viceversa: 45 euro.

Similmente la Cooperativa Radio Taxi Trinacria e la Cooperativa Autoradio offrono il servizio di taxi sharing, con tariffa di 8 euro a persona applicata solo al raggiungimento di un minimo di quattro passeggeri.

TARIFFE TAXI AEROPORTO VENEZIA

Il servizio taxi presso l’Aeroporto Marco Polo di Venezia prevede corse in auto o in vaporetto. Le prime sono fornite dalla Cooperativa Artigiana Radiotaxi con le seguenti tariffe predeterminate:

– da Aeroporto a Piazzale Roma (stazione ferroviaria) e viceversa: 40 euro
– Aeroporto – Terminal Crociere e viceversa: 45 euro;
– Aeroporto – Mestre centro e viceversa: 35 euro.

Le corse via mare con collegamenti per Venezia e le principali isole (Murano, Burano, Lido) sono fornite invece dalla società Alilaguna. Sono disponibili tre linee (blu, arancio, rossa) che toccano tutti i punti strategici della città lagunare. Ecco le tariffe:

– Aeroporto – Lido di Venezia / Terminal Crociere e viceversa: 15 euro (27 euro A/R);
– Aeroporto – Murano e viceversa: 8 euro (15 euro A/R).

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Formula 1: ecco come saranno le monoposto del 2021

di alVolante
Test in galleria del vento per le nuove auto, che dovrebbero facilitare i sorpassi e rendere i Gp più avvincenti.
  • 23 Agosto 2019 ore 10:05

Tutor autostrade 2019: mappa dispositivi da riattivare o già attivi

di Raffaele Dambra

Tutor autostrade 2019

La settimana scorsa Autostrade per l’Italia ha comunicato di aver avviato la procedura di riattivazione dei tutor in autostrada dopo la sentenza favorevole della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto del tutto infondati i motivi per cui la Corte di Appello aveva ritenuto, ad aprile 2018, che il sistema di controllo della velocità media (SICVe) violasse un brevetto della società CRAFT Srl. In realtà la vicenda è tutt’altro che chiusa, visto che la sentenza della Cassazione prevede altresì il rinvio della stessa alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, per verificare una volta per tutte se ci sia stata effettivamente contraffazione del brevetto. In attesa di ciò la società Autostrade si sta portando avanti nel lavoro riaccendendo gradualmente i tutor, nonostante la lettera di diffida di CRAFT che chiede di attendere la pronuncia definitiva. Secondo noi ne vedremo ancora delle belle, ma intanto scopriamo la mappa dei tutor sulle autostrade nel 2019 con i dispositivi SICVe da riattivare e quelli già attivi con l’altro sistema SICVe-PM.

TUTOR AUTOSTRADE: DIFFERENZA TRA SISTEMA SICVe E SICVe-PM

In effetti, nonostante la sentenza contraria del 2018 che l’ha costretta a spegnere i tutor, Autostrade per l’Italia ha ripreso dopo pochi mesi a ‘monitorare’ i tratti autostradali (anche se in misura minore) utilizzando un altro sistema denominato SICVe-PM. Ma che differenze ci sono tra un dispositivo e l’altro?

– Il sistema originario SICVe, oggetto del lungo contenzioso con l’azienda toscana CRAFT, rileva la velocità dei veicoli in un determinato tratto, calcolata da un elaboratore centrale in base ai dati trasmessi da due postazioni, collocate a diversi km di distanza l’una dall’altra. In corrispondenza di ogni postazione dentro l’asfalto sono installati dei sensori, chiamati spire induttive, che riconoscono il passaggio di un veicolo inviando un segnale di attivazione alle telecamere poste sotto il grande pannello luminoso. Le telecamere registrano la targa di tutti i veicoli in transito e il momento esatto del loro passaggio, inviando questi dati all’elaboratore centrale. Dopo un certo numero di km (da 10 a 25) c’è un altro sistema analogo, che esegue la stessa rilevazione. Basandosi sul confronto tra la velocità rilevata all’ingresso e all’uscita da ciascuna postazione, l’elaboratore centrale calcola la velocità media di ogni veicolo e, se risulta superiore ai limiti stabiliti per quel tratto, invia i dati alla centrale operativa della Polstrada che provvede a emettere la contravvenzione.

– Il sistema SICVe-PM (Plate Matching) svolge le stesse funzioni del modello precedente, ovvero rilevare la velocità media in un determinato tratto autostradale, riuscendo tuttavia a garantire una scansione più dettagliata e un’efficienza maggiore nel rilevamento e nella velocità della trasmissione dei dati. Infatti prima ci si affidava soltanto alla lettura automatica del numero di targa, mentre ora alla registrazione dell’intera immagine del veicolo, che consente quindi di identificarlo senza (quasi) possibilità di errore. I nuovi tutor SICVe-PM permettono di rilevare anche dettagli come la pubblicità sul retro dei veicoli, gli adesivi delle aziende e la forma delle luci posteriori, tutti elementi che concorrono alla corretta individuazione del veicolo.

TUTOR AUTOSTRADE 2019: DOVE SONO ATTIVI I TUTOR SICVe-PM

Attualmente (l’ultimo aggiornamento sul sito della Polstrada è dello scorso 17 luglio) sono controllati con il nuovo SICVe-PM (entrato progressivamente in funzione dal mese di luglio del 2018) 46 tratti di autostrada per complessivi 420 km circa. I tratti in questione sono i seguenti:

– A1 direzione Nord
SAN VITTORE – CASSINO;
CASSINO – PONTECORVO;
COLLEFERRO – VALMONTONE;
ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 – PONZANO ROMANO;
PONZANO ROMANO – MAGLIANO SABINA;
MAGLIANO SABINA – ORTE;
FIRENZUOLA – BADIA;
REGGIO EMILIA – CAMPEGINE;
CAMPEGINE – PARMA.

– A1 direzione Sud
MODENA SUD DIR. NORD – MODENA NORD DIR. NORD;
BADIA – FIRENZUOLA;
ALL. A1 PER ROMA SUD – COLLEFFERRO;
SAN VITTORE – CAIANELLO;
MODENA SUD DIR. SUD – ALL. A14 A1 N DIR. SUD.

– A4 direzione Ovest
DALMINE DIR. OVEST – CAPRIATE DIR. OVEST;
CAPRIATE DIR. OVEST – CAVENAGO DIR. OVEST.

– A5 direzione Francia
TRAFORO MONTEBIANCO SUD – TRAFORO MONTEBIANCO NORD.

– A5 direzione Italia
TRAFORO MONTEBIANCO NORD – TRAFORO MONTEBIANCO SUD.

– A7 direzione Nord
BUSALLA – RONCO SCRIVIA;
RONCO SCRIVIA – ISOLA DEL CANTONE.

– A8 direzione Nord
CASTELLANZA DIR. NORD – BUSTO ARSIZIO DIR. NORD.

– A10 direzione Ovest
CELLE LIGURE – ALBISOLA DIR. OVEST.

– A10 direzione Est
ALBISOLA – CELLE LIGURE DIR. EST.

– A13 direzione Nord
BOLOGNA INTERPORTO – ALTEDO;
ALTEDO – FERRARA SUD.

– A13 direzione Sud
FERRARA NORD – FERRARA SUD DIR. SUD;
FERRARA SUD DIR. SUD – ALTEDO DIR. SUD.

– A14 direzione Nord
FORLÌ – FAENZA;
FAENZA – ALL. RAVENNA SUD;
BARI NORD DIR. NORD – BITONTO DIR. NORD;
VALLE DEL RUBICONE – CESENA.

– A14 direzione Sud
FAENZA – FORLÌ;
CASTEL SAN PIETRO DIR. SUD – IMOLA DIR. SUD;
CESENA – VALLE DEL RUBICONE;
VALLE DEL RUBICONE – RIMINI.

– A16 direzione Ovest
MONTEFORTE – BAIANO.

– A16 direzione Est
MONTEFORTE – AVELLINO OVEST.

– A26 direzione Nord
MASONE – BROGLIO.

– A26 direzione Sud
MASONE – MASSIMORISSO.

– A30 direzione Nord
SARNO – PALMA CAMPANIA.

– A30 direzione Sud
ALLACCIAMENTO A1 PER A30 – NOLA;
SARNO – NOCERA PAGANI-

– A56 direzione Ovest
CAMALDOLI DIR. OVEST – VOMERO DIR. OVEST;
FUORIGROTTA DIR. OVEST – AGNANO DIR. OVEST.

– A56 direzione Est
AGNANO DIR. EST – FUORIGROTTA DIR. EST;
ARENELLA DIR. EST – CAPODIMONTE DIR. EST.

TUTOR AUTOSTRADE 2019: DOVE SARANNO RIATTIVATI I TUTOR SICVe

Dunque, dopo la sentenza favorevole del 14 agosto 2019 da parte della Cassazione (e in attesa di ulteriori sviluppi), Autostrade per l’Italia ha comunicato che l’originario sistema Tutor SICVe, il quale copriva ben 2500 km di autostrada, verrà riacceso in tempi brevi. Non è dato sapere con precisione quali tratte saranno riattivate per prime, vi consigliamo quindi di procedere entro i limiti di velocità ogni qualvolta vedete l’avviso. Secondo il quotidiano Il Messaggero, però,  i vecchi tutor che torneranno a funzionare entro fine mese (in concomitanza con l’ultimo contro-esodo estivo) sono questi, poi, alla spicciolata toccherà a tutti gli altri:

– autostrada A1 Milano-Napoli, in particolare tra Reggio Emilia e Bologna (una postazione) e tra Roma e Napoli (quattro);
– nel tratto della A13 tra Bologna e Rovigo (tre postazioni);
– A14 tra Bologna e Castel San Pietro (tre postazioni) e tra Foggia e Bari (quattro postazioni);
– lungo l’A4 tra Milano e Bergamo (quattro postazioni);
– A7 tra Genova e Serravalle (due postazioni(;
– A26 tra Masone e Alessandria (quattro postazioni);
– sull’A8 Milano-Varese (una postazione);
– A30 che collega Caserta a Salerno (una postazione).

Invece nell’immagine in basso c’è la mappa completa dei tutor SICVe.

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Auto elettriche e SUV: perché il costo dell’assicurazione è più alto

di Antonio Elia Migliozzi

Le auto elettriche ed i SUV sono chiamati a rappresentare un trend emergente nelle vendite auto. Se da parte loro i SUV sono già in vetta alle classifiche, le elettriche arrancano ma per gli analisti siamo vicini ad una svolta. Una compagnia assicurativa ha svolto una ricerca per capire come queste tipologie di veicoli sono chiamati ad influenzare la sicurezza sulle nostre strade. Dai numeri si capisce che le elettriche e i SUV avrebbero il 40% di probabilità in più di provocare incidenti rispetto alle altre auto. Questo probabilmente perché i loro conducenti si stanno ancora abituando ad un nuovo stile di guida. Nel caso delle elettriche la loro rapida accelerazione potrebbe mettere nei guai gli automobilisti chiamati a gestire una coppia praticamente istantanea. Vediamo come cambiano le assicurazioni con l’arrivo di crossover e auto green.

RISCHI A CONFRONTO

I numeri raccolti dalla compagnia di assicurazioni AXA aiutano a tracciare un quadro della sicurezza su strada. Nei fatti i tassi complessivi di incidenti che riguardano i veicoli elettrici sono pressoché identici a quelli delle auto alimentate a motore a combustione. Secondo i dati provenienti dalle richieste di risarcimento in Svizzera i veicoli compatti alimentati a batteria presentano tassi di incidentalità inferiori a tutti gli altri. Va detto che le cose cambiano, ed in peggio, se si volge lo sguardo al segmento delle auto elettriche di lusso e dei SUV. In entrambi i casi il numero dei sinistri cresce del 40% con possibili conseguenze a cascata per tutti gli automobilisti. Va detto che i ricercatori escluso per ora rincari delle polizze delle auto elettriche perché è ancora dubbio il fatto che presentino una maggiore pericolosità. Serviranno quindi ulteriori verifiche per capirne di più.

STILE DI GUIDA

Le auto elettriche accelerano molto più rapidamente delle altre, il che significa che i conducenti possono facilmente ritrovarsi ad andare più veloci del previsto. Dal sondaggio di AXA la metà degli automobilisti che guidano un EV ha dichiarato di aver dovuto adeguare la propria guida alle nuove caratteristiche di accelerazione e frenata. Mentre per i motori a combustione interna, anche con una potenza elevata, sono necessari diversi secondi per raggiungere la massima accelerazione le elettriche tagliano i tempi offrendo tutta la coppia subito. Le vendite di auto elettriche sono in aumento grazie all’espansione dell’infrastruttura di ricarica e alla riduzione dei prezzi di acquisto. A guardare bene se lo scorso anno i veicoli a batteria rappresentavano meno dell’1% delle auto su strada in Svizzera e Germania, oggi sono l’1,8% delle vendite in Svizzera. In Svizzera oggi si arriva al 6,6% del mercato se  si considerano nel calcolo anche i motori ibridi.

QUESTIONE DI ABITUDINE

Le auto a batteria sono soggette agli stessi crash test e hanno le stesse caratteristiche di sicurezza attiva e passiva che abbiamo sino ad oggi imparato a conoscere. Bisogna però ricordare che quando si ha a che fare con un incidente che coinvolge una elettrica servono attenzioni particolari. Preoccupa che molti, anche tra i soccorritori, non sappiano come intervenire. Importante assicurarsi che il motore elettrico sia spento. Questa operazione potrebbe essere complessa perché, a differenza di un motore a combustione interna, il motore elettrico non fa rumore. Va detto che nel caso di gravi incidenti, le powetrain elettriche che gestiscono la corrente ad alta tensione si spengono automaticamente. Eppure le batterie danneggiate possono prendere fuoco fino a 48 ore dopo un incidente, rendendo più difficile gestire le conseguenze di un sinistro. AXA ha comunque smentito gli studi americani secondo cui le elettriche causerebbero più incidenti con pedoni o ciclisti.

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Fiat: quali modelli nel prossimo futuro?

di alVolante
Dopo la 500 elettrica nel 2020, nel 2021 dovrebbe essere la volta della nuova Panda e poi della 500 Giardiniera. Previste anche le eredi di 500X e Tipo.
  • 23 Agosto 2019 ore 15:25

La Opel Corsa elettrica per i rally

di alVolante
Questa versione della Corsa-e, gareggerà nel campionato monomarca Adac Opel e-Rally Cup.
  • 23 Agosto 2019 ore 12:44

Porsche Taycan: svelati gli interni

di alVolante
La Porsche diffonde le prime foto della plancia della berlina elettrica Taycan, ricca di tecnologia ma ispirata al passato.
  • 23 Agosto 2019 ore 11:54

Targa auto scolorita: i costi e l’obbligo di cambiarla dopo 10 anni negli USA

di Donato D'Ambrosi

Se la tua auto, come tante, ha superato la soglia dei 10 anni, con ogni probabilità ha anche la targa scolorita con i numeri che non si leggono bene. Cosa bisogna fare se la targa è illeggibile? Beh, sicuramente non si può ritoccare a mano con un pennarello come è prassi comune. Se la targa della tua auto è deteriorata e non si legge, il Codice della Strada, impone la sostituzione della targa per deterioramento. La realtà dei fatti è che in pochi sono disposti a sostenere un costo per cambiare le targhe auto scolorite e deteriorate. A New York hanno escogitato un modo più efficace per obbligare gli automobilisti a cambiare le targhe più vecchie e scolorite.

L’OBBLIGO DI CAMBIARE LA TARGA DOPO 10 ANNI DAL 2020

Cambiare una targa illeggibile è obbligatorio e se si incappa nei controlli della Polizia si rischia anche il fermo amministrativo. Se la targa della tua auto si è deteriorata e vuoi sapere come cambiarla e quanto costa ne parliamo qui. Come avrai visto però cambiare le targhe auto deteriorate ha un costo molto maggiore rispetto alla trovata americana. Nello Stato di New York infatti è possibile personalizzare anche le targhe scegliendo tra diverse grafiche disponibili. Visto che in pochi cambiano le targhe quando diventano illeggibili, a New York hanno offerto la possibilità ai residenti di votare la nuova grafica. La scelta della nuova grafica introdurrà dalla primavera 2020 anche l’obbligo di cambiare le targhe che hanno oltre 10 anni, al costo di 25 dollari l’una.

QUANTO COSTA CAMBIARE LA TARGA PERSONALIZZATA

L’idea chiaramente ha diviso l’opinione pubblica, tra chi sostiene che la municipalità abbia bisogno di fare cassa e chi invece sostiene l’iniziativa. A pesare di più sul costo per cambiare una targa scolorita sarà la possibilità di personalizzarla per la seconda volta. In pratica se si vuole conservare il numero già registrato e rinnovare solo la targa bisognerà aggiungere 20 dollari al costo di base. Questo balzello non va giù a chi ha speso già dei soldi per registrare la targa auto personalizzata che deve rinnovare. E di targhe, come in Europa, ne devono essere applicate due, una davanti e una dietro, diversamente da come accade in altri pochi Stati USA (solo dietro).

LA GARANZIA DI 5 ANNI SULLE TARGHE SCOLORITE

Te lo stai chiedendo sicuramente: perché solo le targhe delle auto recenti si rovinano molto prima? Basta guardare molti veicoli anche d’epoca o degli anni 80-90 per scorgere targhe con piccole crepe, ma non totalmente illeggibili come quelle moderne. Sicuramente molto dipende dall’azione abrasiva e dai saponi aggressivi degli autolavaggi rapidi e automatici, sempre più diffusi nelle città. Ma può dipendere anche dalla qualità dei materiali utilizzati nella produzione delle targhe. Non a caso proprio l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel 2002 (circ. MIT Prot. MOT6/ 1098/60G1) hanno dovuto sostituire gratis le targhe auto con evidenti difetti e deterioramento prematuro. A tal proposito dovete ricordare che le targhe dell’auto sono coperte da garanzia contro il deterioramento per 5 anni. Se la targa si scolorisce entro 5 anni dall’immatricolazione la sostituzione attraverso la Motorizzazione sarà gratuita, dopo sarà a carico del consumatore.

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Mercato mezzi pesanti a +35%: vendite in aumento a giugno 2019

di Donato D'Ambrosi

Il mercato di veicoli industriali, mezzi pesanti e commerciali oltre 3,5t continua anche a giugno 2019 a rafforzarsi. Le immatricolazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono aumentate del 34,9%. Un andamento energico che non si può non confrontare con lo stallo delle vendite di auto nuove nel 2019. Ma occhio, se le vendite di veicoli pesanti nuovi sono andate bene nella prima metà dell’anno, l’UNRAE (L’associazione dei Rappresentati Autoveicoli Esteri) prevede un’inversione di tendenza. Questo creerà ulteriori margini per il mercato dell’usato dei veicoli industriali che cresce sempre di più sulle piattaforme online.

+35% LE VENDITE DEI VEICOLI INDUSTRIALI OLTRE 3,5 T

Il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE ha elaborato una stima del mercato dei veicoli industriali oltre le 3,5 t sui dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel mese di giugno 2019 il mercato fibrilla con +34,9% sullo stesso mese del 2018. Le immatricolazioni salgono a 3.270 unità rispetto alle 2.424 di giugno 2018. Il dato consolidato per il primo semestre del 2019 si conferma con una crescita di +0,8% (14.085 unità rispetto alle 13.969 dello stesso periodo 2018).

I MEZZI PESANTI OLTRE 16T CRESCONO DI PIU’ A GIUGNO

Nel comparto dei veicoli pesanti con massa totale superiore a 16 t l’incremento di giugno 2019 rispetto al 2018 è stato del +42,7% (2.700 verso 1.892 unità). Anche nel comparto oltre 16t la stima del primo semestre torna in positivo con +0,8% (11.514 immatricolazioni rispetto alle 11.424). Per quanto positivo nel primo semestre “il risultato consolidato annuale per il 2019 sarà comunque negativo, realisticamente intorno al -5% rispetto al 2018” ha commentato Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE.

L’OBBLIGO DEL CRONOTACHIGRAFO HA DROGATO LE VENDITE

Il motivo di queste previsioni nefaste risiede nell’effetto dell’obbligo del cronotachigrafo digitale. “Lo abbiamo detto nella convinzione che alcune scadenze normative, quale l’entrata in vigore – dal 15 giugno 2019 – dell’obbligo del cronotachigrafo intelligente sul nuovo immatricolato, avrebbe condotto ad un anticipo di ordini”. Continua Fenoglio. “Dobbiamo segnalare come il settore dell’autotrasporto continui a rivelare un formidabile potenziale di occupazione, di fronte alla carenza di addetti, stimabile in 15.000 autisti e 5.000 meccanici specializzati nei prossimi anni.

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Anziani al volante: 5 errori più frequenti che causano incidenti

di Donato D'Ambrosi

Gli anziani possono guidare un’auto? Fino a che età una persona può guidare in sicurezza senza commettere errori e causare incidenti? A queste domande è difficile dare una risposta univoca, tant’è che più passano gli anni e più si avvicinano gli intervalli per il rinnovo della patente. Perché dopo i 70 anni bisogna rinnovare la patente ogni 3 anni e per gli over80 il termine scatta ogni 2 anni? Un’indagine dell’IIHS ha trovato una correlazione tra l’età avanzata dei conducenti e le cause più frequenti di incidenti stradali.

LE PATOLOGIE CHE AUMENTANO IL RISCHIO DI INCIDENTE

I riflessi rallentano, i sensi si indeboliscono e l’assunzione di particolari medicine non facilita la vita agli anziani al volante. Secondo l’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) in un sondaggio su 2500 intervistati, da 65 anni in poi decresce la capacità di guida per varie cause. Il diabete, l’artrite, una ridotta capacità visiva o impedimenti alla mobilità influenzano l’autonomia nei lunghi viaggi. Ma tra gli over65 più sinceri, l’età influenza anche la sicurezza di guidare di notte o sulla neve. Nel 2017, il 59% delle persone uccise in incidenti coinvolgono conducenti di età pari o superiore a 70 anni o passeggeri più anziani (13 %). Ma quali sono gli errori più frequenti degli anziani al volante e le situazioni di guida più rischiose legate alla ridotta capacità di condurre un veicolo?

DISTANZE E PRECEDENZE LE CAUSE PRINCIPALI

Gli incroci e i sorpassi sono statisticamente le situazioni di guida più rischiose per gli anziani al volante. Secondo l’IIHS, nel 2017 il 40% degli incidenti con più veicoli agli incroci coinvolgeva conducenti da 80 anni in su. Il doppio rispetto alla fascia d’età tra 16 e 59 anni. La mancata precedenza sembra l’errore più frequente commesso dagli anziani secondo i rapporti sugli incidenti. Ma non è solo questione di rispetto delle regole, quanto anche di difficoltà a percepire correttamente le distanze. Secondo uno studio nazionale, negli USA i conducenti over70 hanno più probabilità degli over50 di valutare erroneamente distanze e velocità delle altre auto.

LE DOTAZIONI DI SICUREZZA CHE AIUTANO GLI ANZIANI AL VOLANTE

Poi ci cono le menomazioni funzionali che limitano la mobilità degli arti inferiori o superiori. In questi casi gli impedimenti influiscono sulla probabilità di provocare incidenti nelle le situazioni di guida stressanti. Guidare a una certa età nel traffico per molto tempo, o svoltare a sinistra, fare un sorpasso o cambiare corsia, risultano azioni meno immediate per un anziano al volante. Ma oltre ad autoregolamentarsi, come possono proteggersi in auto gli anziani al volante? Le cinture di sicurezza con pretensionatore in caso di incidente sono molto più sicure rispetto a quelle classiche con arrotolatore. Secondo l’IIHS gli airbag laterali testa-torace riducono del 45% gli infortuni agli occupanti anteriori over70 negli impatti laterali (30% per i passeggeri da 13 a 49 anni). Un’auto dotata di ADAS e ausili alle manovre è una considerazione da non sottovalutare, a prescindere dall’età, mettendo magari da parte l’orgoglio e guardando di più alla sicurezza di guida.

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Bentley Bentayga: l’edizione restyling in fase di sviluppo

di Francesco Giorgi

Una serie di spy photo ritrae una edizione “facelift” del SUV di Crewe, che rivela un appeal più vicino alle rinnovate Continental GT e Flying Spur.

L'articolo Bentley Bentayga: l’edizione restyling in fase di sviluppo proviene da Motori.it.

Jeep Wrangler 2.2 Multijet Rubicon 4WD automatica: la prova su strada e in fuoristrada

di Valerio Verdone

La Jeep Wrangler è stata sottoposta ad un profondo rinnovamento per essere più godibile anche nella guida su strada ma rimane inarrestabile in off-road.

L'articolo Jeep Wrangler 2.2 Multijet Rubicon 4WD automatica: la prova su strada e in fuoristrada proviene da Motori.it.

Auto ibride: cosa indicano le sigle P0, P1, P2, P3 e P4?

di Nicodemo Angì

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Le auto ibride possono avere molte sigle, P0, P1, P2, P3, P4, ecc. e pensiamo quindi che sia interessante descriverle per sapere cosa si sta per comprare/noleggiare. Questa varietà deriva dalla posizione del motore elettrico nel powertrain ibrido, una scelta dettata da diverse considerazioni. Le sigle P0, P1, P2, P3, P4 identificano in qualche maniera la “distanza” fra il motore elettrico e le ruote, che decresce andando da P0 a P4. Sappiamo che le automobili ibride uniscono motori a scoppio e macchine elettriche, unità complementari in virtù di “caratteri” molto diversi. I motori a combustione hanno infatti meno coppia ai bassissimi regimi mentre quelli elettrici, leggeri e compatti, erogano molta coppia anche a zero giri e creano il loro “carburante” in rilascio/frenata. Il loro lato negativo è che hanno bisogno di pesanti e costose batterie. Occorre inoltre porre attenzione nel caso si debba trainare un’auto elettrica o ibrida in panne.

P0 e P1: IL MOTORE ELETTRICO INCONTRA QUELLO TERMICO

Abbiamo anticipato che i motori elettrici sono poco ingombranti e questo permette una certa libertà di scelta sul “dove” inserirli nelle auto ibride. Le unità più piccole possono essere montate al posto dell’alternatore e quindi collegate al motore con una cinghia in una configurazione identificata con la sigla P0. Si tratta di Belt-driven Starter Generator (BSG) che agiscono anche come motorino d‘avviamento e generatore. La loro potenza arriva a circa 15 kW e danno un contributo tangibile con modifiche limitate ai powertrain esistenti. Inserendo il motore/generatore all’uscita del motore abbiamo la configurazione P1, che vede la macchina elettrica girare alla stessa velocità dell’albero motore e richiede qualche modifica in più. Anche in questo caso la potenza non è molto alta ma c’è il vantaggio di un rendimento che, vista l’assenza della cinghia di azionamento, può superare il 90%.

LA VERSATILITA’ DELLA CONFIGURAZIONE P2

Cosa accade spostando il motore elettrico fra il motore e la trasmissione? Il passaggio dalla sigla P1 a quella P2, che implica una frizione che disconnette il motore termico, apre molte possibilità alle auto ibride. Si possono aggiornare trasmissioni già esistenti, ad esempio sostituendo al convertitore di coppia il gruppo motore elettrico – frizione. In pratica il motore elettrico è collegato all’entrata della trasmissione e eroga energia al posto di quello termico. La frizione permette di avviare il motore a scoppio, partire da fermo e viaggiare in modalità elettrica senza però trascinarlo. Il sistema con la sigla P2 permette inoltre all’auto ibrida di “veleggiare” con il solo motore elettrico e motore termico spento. La configurazione P2 è versatile: la Porsche Panamera usa una trasmissione ZF che incorpora un motore elettrico da ben 100 kW di picco.

P3 E P4 CONTRO GLI ATTRITI 

Questo cambio è ottimizzato per le auto sportive e permette di mantenere i bassi consumi permessi dai diesel, che sono stati abbandonati da PorscheLa configurazione P3 sposta il motore “a valle” del cambio. In questo modo si minimizzano le perdite, dato che il motore elettrico trascina soltanto la parte finale della trasmissione. Questa soluzione è però un po’ costosa perché costringe a riprogettare buona parte della trasmissione. Le auto ibride con la sigla P4  hanno un motore elettrico che agisce esclusivamente sull’asse non collegato al motore termico: questa soluzione è usata per esempio da PSA. In questo modo si può avere una trazione integrale senza collegamento meccanico con il motore termico. Anche il modo elettrico puro è facilmente ottenibile, basta scollegare la trasmissione “principale” e muoversi usando soltanto l’assale collegato al motore elettrico.

SIGLA P5: IL MOTORE NELLE RUOTE

Ricordiamo poi che lo schema meccanico con la sigla P4 massimizza il recupero dell’energia perché gli organi trascinati sono al minimo e quindi anche le perdite meccaniche fino al motore elettrico. Una curiosità: per le auto ibride (e quelle elettrice) esiste la sigla P5 che indica i motori nelle ruote, una soluzione che azzera la “distanza” e nella quale la Cina ha investito molto. Questa sigla, a differenza di quelle P0, P1, P2, P3 e P4, ha un’applicazione ancora limitata nelle auto di serie.

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Volkswagen ID.Crozz: nuove foto spia

di Francesco Giorgi

Prosegue la fase di messa a punto del crossover elettrico VW atteso dopo la imminente ID.3. Verrà svelato al Salone di Francoforte? Staremo a vedere.

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Al prossimo Salone di Francoforte sarà svelata una concept elettrica ispirata alle auto del passato.
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Nissan Juke: ultime fasi di test prima del lancio

di Tommaso Giacomelli

Nissan Juke di seconda generazione è impegnata nell'ultima fase di test in Inghilterra prima del suo lancio ufficiale sul mercato a partire da settembre.

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Volkswagen e FCA a caccia di Tesla?

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen sarebbe pronta ad acquistare una partecipazione societaria in Tesla. Alla vigilia del lancio della nuova gamma di vetture 100% elettriche ID, la rivelazione della rivista tedesca Manager Magazin suona quasi profetica. Secondo questa indiscrezione di stampa il Ceo di Volkswagen, Erbert Diess, avrebbe intrapreso contatti con la casa californiana per mettere le mani sull’immenso know-how nel campo della mobilità elettrica. Eppure lo scoop sembra durato poco visto che a mezzo di una nota ufficiale VW smentisce esplicitamente ogni indiscrezione bollandola come fantasiosa e non rispondente al vero. Sicuramente negli scorsi mesi Volkswagen aveva messo mano al capitolo alleanze stringendo un ampio accordo con Ford che, partito dai van, abbraccia anche le auto green. Vediamo perché per case automobilistiche del calibro di Volkswagen ed FCA gli accordi industriali sono determinanti.

GIOCO DI ALLEANZE

La rivista tedesca Manager Magazin sostiene che il Ceo di Volkswagen, Herbert Diess è interessato ad acquisire una quota di Tesla. “Diess entrerebbe subito in Tesla se potesse”, ha detto la rivista citando quale fonte diretta uno dei top manager di casa VW. Citando le fonti dell’azienda, la rivista ha riferito che Diess ritiene che Volkswagen potrebbe trarre profitto dalle competenze acquisite da Tesla nel campo delle batterie e dei software. Un ostacolo all’accordo sarebbe rappresentato dalla mancanza di intesa tra le famiglie che controllano il colosso tedesco, i Piech e i Porsche. Secondo la fonte dello scoop un banchiere vicino a VW avrebbe dichiarato che Diess vorrebbe lavorare con gli sviluppatori software che operano in Tesla ma finanziare l’operazione resterebbe un problema. Persone vicine a Volkswagen avrebbero valutato l’azienda americana circa 30 miliardi di dollari e per questo non sarebbe facile rintracciare una tale somma nel medio periodo.

LA SMENTITA

Peccato che il rumor sia durato poche ore con un portavoce di Volkswagen che ha definito senza fondamento la notizia. Nonostante la piccata smentita non è di certo sorprendente vedere una casa automobilistica come VW possa mostrare interesse per Tesla. La tecnologia del marchio pioniere della mobilità elettrica conta una serie di brevetti da primato soprattutto nel campo delle batterie. Del resto Volkswagen è in piena transizione con il suo portafoglio modelli che guarda all’elettrificazione in chiave ibrida ed elettrica. Lo scorso maggio sono stati aperti i preordini della ID.3 la prima auto a batteria di seconda generazione il cui solco sarà presto seguito da molti altri prodotti a zero emissioni. Insomma per ora niente Tesla con VW che ha scelto Ford. Oltre allo sviluppo congiunto di pick-up e furgoni destinati al mercato europeo, Volkswagen e Ford collaboreranno nel campo della mobilità elettrica, autonoma e connessa.

IN CASA FCA

Con il settore dell’auto che si apre a sfide complesse come la mobilità elettrica ed autonoma i brand dell’auto devono ripensare i loro modelli di business. Anche FCA è alla ricerca di un alleato con il quale condividere tecnologie e costi di sviluppo. Nei mesi scorsi si era parlato di Renault e la fusione da 33 miliardi di euro potrebbe non essere tramontata. Secondo il Sole 24 ore, per trovare la quadra, Renault potrebbe dimezzare la sua partecipazione in Nissan. Questo al fine di ottenere il sostegno della società giapponese ad entrare nel capitale del lingotto. Renault-FCA controllerebbero insieme marchi come Dacia, Jeep, Alfa Romeo, RAM, Chrysler, Maserati e Lancia. A questi si aggiungerebbero Nissan, Mitsubishi e Infiniti legate ai francesi di Renault da una serie di accordi di alleanza. La maxi fusione darebbe vita al più grande costruttore automobilistico del mondo con circa 15 milioni di auto vendute all’anno.

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Salone di Francoforte 2019: novità, anteprime, indiscrezioni

di Francesco Giorgi

Facciamo l’appello dei “presenti” (chi ci sarà) e degli “assenti” (chi passa la mano) con una carrellata sui modelli attesi all'IAA.

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