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Oggi — 24 Aprile 2019Motori

La Volkswagen ID.3 costerà meno di 30mila euro

di alVolante
Secondo alcune indiscrezioni, la versione base di quella che potrebbe chiamarsi Volkswagen ID.3 avrà un prezzo molto competitivo.
  • 24 Aprile 2019 ore 17:40

Nissan: lascia Daniele Schillaci

di alVolante
Il manager italiano, responsabile di vendite e marketing a livello globale, è solo l’ultimo di una serie di dirigenti che lasciano la casa giapponese.
  • 24 Aprile 2019 ore 11:30

Airbag difettosi ZF-TRW: l’indagine USA riguarda oltre 12 milioni di auto

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa scoppia un nuovo caso sicurezza nel campo degli airbag. I media riferiscono di indagini in corso su un presunto malfunzionamento che coinvolgerebbe 12,3 milioni di veicoli. L’Ente statale per la sicurezza NHTSA è al lavoro per verificare le unità di controllo degli airbag prodotti da ZF-TRW. Secondo gli inquirenti una interferenza elettrica potrebbe essere all’origine del guasto che impedisce ai dispositivi di gonfiarsi. Al problema sarebbero attribuibili 8 decessi. Coinvolti diversi costruttori auto; Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler. I modelli interessati sarebbero quelli prodotti dal 2010 al 2019. Vediamo tutti gli sviluppi sull’indagine più importante dallo scandalo degli airbag Takata.

I NUMERI DEL CASO

Le autorità degli Stati Uniti hanno avviato una nuova indagine su presunti airbag difettosi. Il caso riguarda 12,3 milioni di veicoli, i cui airbag potrebbero non gonfiarsi in caso di incidente. Il problema sarebbe responsabile di 8 morti avvenute negli scorsi anni. Da una prima verifica sono sono 6 le aziende automotive coinvolte. I veicoli prodotti da Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler tra il 2010 e il 2019 potrebbero presentare difetti. Nel mirino finiscono le unità di controllo degli airbag di bordo prodotte da ZF-TRW. Secondo i documenti dell’NHTSA delle interferenze elettriche all’interno dell’abitacolo potrebbero danneggiare il funzionamento del circuito di controllo. Dal canto suo ZF, colosso tedesco dei ricambi per auto, ha espresso piena collaborazione alle autorità americane. La multinazionale ha acquisito il controllo della TRW Automotive nel 2015.

IL BILANCIO

I media americani hanno subito richiamato lo scandalo degli airbag Takata che ha causato 24 morti e oltre 200 feriti nel mondo. In quel caso, però, gli airbag esplodevano scagliando pericolose schegge addosso ai passeggeri. Negli ultimi anni la sicurezza degli airbag ha destano parecchie preoccupazioni. la Negli Stati Uniti ci sono circa 70 milioni di airbag difettosi da richiamare che diventano ben 100 milioni in tutto il mondo. Tornando al caso ZF-TRW lo scorso 19 aprile, l’HTSA ha notificato all’azienda la sua valutazione preliminare sul caso. Finora, solo Hyundai e Kia e Fiat Chrysler hanno emesso richiami. Quattro morti potrebbero essere state causate dal problema su veicoli Hyundai e Kia mentre tre a bordo di vetture Fca. L’indagine dell’NHTSA è partita nel marzo 2017 proprio dagli incidenti che hanno coinvolto auto prodotte dalle coreane Hyundai e Kia.

LE INDAGINI

L’NHTSA sta verificando la sensibilità delle unità di controllo degli airbag ai segnali elettrici per capire cosa impedirebbe il gonfiaggio degli airbag. L’agenzia ha fatto sapere di procedere a tutto campo nell’individuazione dei fattori di rischio. L’anno scorso, Hyundai e Kia hanno richiamato quasi 1,1 milioni di veicoli a causa di questo problema e, circa un anno dopo, l’NHTSA ha aperto le sue indagini. I veicoli Kia interessati includono la compatta Forte, prodotta dal 2010 al 2013, e la berlina media Optima prodotta dal 2011 al 2013. Sempre negli Usa sono sotto osservazione anche la Optima Hybrid e la Sedona prodotte dal 2011 al 2012. Quanto a Hyundai i rischi riguardano la Sonata Hybrid negli esemplari tra il 2011 e il 2012 .

GLI SVILUPPI

Nel 2016, Fiat Chrysler ha richiamato circa 1,6 milioni di veicoli in tutto il mondo per problemi agli airbag. Tra i modelli a rischio la Chrysler Sebring del 2010, la Chrysler 200 dal 2011 al 2014, la Dodge Caliber dal 2010 al 2012, la Dodge Avenger dal 2010 al 2014. Interessati da rischi agli airbag anche i SUV Jeep Patriot e Compass prodotti dal 2010 al 2014. Le successive indagini svolte dall’NHTSA hanno accertato rischi anche per le Toyota Corolla a partire dal 2011. Va detto che ad oggi dalle indagini non risulta nessun caso di interferenza elettrica a bordo di veicoli Honda o Mitsubishi dotati di airbag ZF-TRW.

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Ford: un accordo con Amazon per le auto connesse

di Valerio Verdone

Le vetture del futuro potranno dialogare tra loro con i pedoni e con le infrastrutture rimanendo sempre connesse.

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Formula 1 2019: Gp dell'Azerbaijan, orari diretta Tv

di alVolante
Formula 1 2019, gli orari della diretta Tv su Sky del Gp della Azerbaijan, quarta gara del Mondiale.
  • 24 Aprile 2019 ore 17:31

Benzina e gasolio: i prezzi continuano a salire

di alVolante
In autostrada si superano i 2 euro al litro in un’ascesa costante da gennaio 2019. Pesa anche la situazione politica estera.
  • 24 Aprile 2019 ore 13:03

Gruppo Hyundai: le prestazioni dell’elettrica le controlli con l’app

di alVolante
La app per smartphone del gruppo Hyundai Kia consentirà di personalizzare le prestazioni della propria auto elettrica.
  • 24 Aprile 2019 ore 08:46

Le auto connesse non potranno fare a meno di Amazon

di Antonio Elia Migliozzi

Ford annuncia un accordo con Amazon per l’auto connessa e autonoma. Il brand americano ha siglato una partnership a livello globale con Amazon Web Services per lavorare sulla connettività. In arrivo una nuova piattaforma basata su cloud che nei prossimi anni cambierà il volto delle auto del brand. La nuova interfaccia catapulterà l’auto nel mondo dell’Internet of Things permettendo una gestione rapida ed efficace anche nel caso delle flotte. Ford nel frattempo si potrà concentrare sullo sviluppo di una interfaccia utente semplice ed efficace. Dell’accordo con Amazon è parte anche Autonomic azienda controllata da Ford al lavoro sul Transportation Mobility Cloud (TMC). Vediamo i dettagli.

ACCORDO TECH

Ford Motor Company e la sua controllata Autonomic hanno siglato un accordo strategico con Amazon. Mentre in tutto il mondo si lavora alla messa su strada delle connected car di nuova generazione, Ford punta su Amazon Web Services (AWS). Il progetto è globale e di durata pluriennale. Si vuole ampliare la disponibilità di servizi di connettività cloud e servizi per lo sviluppo di applicazioni automotive. In questo modo Ford potenzierà il cloud TMC per farne la sua piattaforma ufficiale per l’auto connessa. Puntando sui servizi del portafoglio di Amazon il marchio americano scommette sull’Internet of Things (IoT), sul machine learning sugli ultimi sistemi di analisi e elaborazione dati. La collaborazione con Amazon apre le porte ad ulteriori servizi a disposizione degli operatori del trasporto pubblico, i gestori delle flotte e gli sviluppatori di software.

INVESTIMENTI IN CAMPO

Ad oggi il Transportation Mobility Cloud di Autonomic è al servizio del settore automotive e degli sviluppatori sulla strada dell’auto connessa. Autonomic, con il sostegno di Ford, ha già collegato in rete milioni di veicoli e fornisce connettività sicura ad un cloud dedicato. “Questa collaborazione amplierà significativamente le nostre opportunità di offrire le migliori esperienze ai clienti Ford”, ha dichiarato Marcy Klevorn, presidente di Ford Mobility. In casa Ford ci tengono ad aggiungere che il loro futuro cloud: “Sarà supportato da Amazon Web Services oltre che dal Transportation Mobility Cloud di Autonomic. Lavorando con AWS e Autonomic, Ford avrà accesso alla piattaforma di mobilità leader del settore.” Insomma se oggi si parla di auto connessa è facile immaginare che un simile accordo si potrà estendere al lavoro di Ford sulla guida autonoma.

LA PROSPETTIVA

La collaborazione tra Ford, Autonomic e Amazon vuole offrire servizi di mobilità innovativi e esperienze cliente differenziate in tutto il mondo. Autonomic conferma di voler costruire uno standard di connettività che ciascun brand dell’auto potrà personalizzare. Amazon Web Services è una tra le piattaforme cloud più adottate al mondo. Il sistema offre oltre 165 servizi per l’elaborazione, l’archiviazione, il networking e l’analisi dei dati. Amazon è sempre più attiva nel settore automotive sia sul fronte delle tecnologie su strada che su quello della progettazione industriale. L’Industrial Cloud fornito da Amazon a Volkswagen unirà i dati di circa 122 stabilimenti del gruppo grazie alla tecnologia cloud. In questo modo si ottimizzeranno i processi di produzione garantendo anche uno stretto contatto tra VW e le aziende fornitrici.

 

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Benzina: il prezzo raggiunge i 2 euro al litro

di Francesco Giorgi

La “verde” ha superato i 2 euro al litro in alcune aree di servizio autostradali. Sotto i riflettori le tensioni in Libria e le sanzioni USA all’Iran, che hanno provocato rialzi alle quotazioni del greggio.

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Aston Martin DBS Superleggera Volante: novità en plain air

di Francesco Giorgi

La supercoupé di Gaydon ora ha una “sorella”: è la declinazione Cabrio, che ne mantiene inalterati l’engineering aerodinamico ed i valori di potenza e prestazioni.

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WRC: Hyundai è pronta per il Rally d’Argentina

di Valerio Verdone

Il team della Casa coreana vuole la vittoria per ribadire la vetta nella classifica piloti e in quella costruttori.

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Chevrolet Corvette C2 auto storica americana elaborata da Buffalo Garage

di redazione

La Chevrolet Corvette C2, auto storica elaborata dal tuner campano Buffalo Garage, è un’autentica muscle car americana del 1967 con il motoreV8 e 300 CV di potenza. La elaborazione di questa Chevrolet Corvette C2 è magnifica, con una livrea che mette in bella mostra la bandiera degli Stati Uniti, ma soprattutto borbotta con una tonalità gutturale che sembra bruciare le anime dell’inferno piuttosto che la benzina.

L’idea del proprietario era di dedicare un tributo alle vetture da Autocross, il che spiega non solo il numero 67 sulla fiancata della Chevrolet Corvette C2, ma anche i cerchi a cinque razze da 15” con canale da 7 e pneumatici Toyo con tanto di striscia bianca. Poi gli interventi si sono concentrati sulle sospensioni per renderla più guidabile, in seguito sul servosterzo e sull’irrigidimento del telaio.

Chevrolet Corvette C2 auto storica americana elaborata da Buffalo Garage

Scheda tuning Chevrolet Corvette C2 1967
Motore
Sostituzione collettore aspirazione originale con collettore Edelbrock
Carburatore Holley
Modifica allo spinterogeno per eliminare le puntine con kit Petronix più bobina Petronix
Cavi candela maggiorati e candele AcDelco
Scarico laterale

Assetto, freni e sospensioni
Ammortizzatori Bilstein
Sospensioni completamente rifatte e bushing in poliuretano Aggiunta servofreno
Conversione pinze freno con kit o-ring
Shifter kit Hurst per cambiate più precise
Sterzo Grant

Tutta la componentistica utilizzata è stata reperita presso Buffalo Garage
Costo totale intervento tuning circa 7.500 Euro

Chevrolet Corvette C2 auto storica americana elaborata da Buffalo Garage
Chevrolet Corvette C2 auto storica americana elaborata da Buffalo Garage

Cerca la Chevrolet Corvette usata su newsauto.it

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Chevrolet Corvette C2 auto storica americana elaborata da Buffalo Garage

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Renault: ecco come sarà la nuova Kangoo

di alVolante
La casa francese “rinfresca” i commerciali Master e Trafic, aggiorna il pick-up Alaskan e dà un’anticipazione della nuova Kangoo del 2020.
  • 24 Aprile 2019 ore 12:13

La benzina supera 2 euro/l in autostrada, aumenti anche alle pompe bianche

di Donato D'Ambrosi

Il ponte del 25 aprile si sarà più caro del previsto per gli italiani in viaggio a causa degli aumenti del prezzo della benzina in autostrada oltre i 2 euro al litro. Un rialzo che nei giorni precedenti non ha escluso gli altri carburanti seppure in varia misura e le pompe bianche, dopo il sorpasso del gasolio nei mesi scorsi. Ecco dove il prezzo della benzina è schizzato alle stelle.

GLI AUMENTI IN AUTOSTRADA

Rimbalza in rete la notizia della benzina schizzata oltre 2 euro al litro sulle arterie stradali principali. Sulle autostrade A1 Milano-Napoli, presso alcune aree di servizio, Lucignano est (Arezzo), Arno ovest (Firenze), San Zenone est (Milano), ormai pensare di fare un pieno a una Fiat Punto in autostrada restando sotto la spesa di 100 euro è impossibile.

TUTTO PARTE DAGLI USA

A causare l’impennata dei prezzi del carburante alla pompa sarebbero state le ripercussioni d’oltreoceano dallo scontro tra USA e Iran con il coinvolgimento della Cina. Dopo l’annuncio delle sanzioni ai Paesi che avrebbero importato petrolio iraniano, si fanno roventi i rapporti anche con Cina, Giappone e altri Paesi – tra cui anche l’Italia che paga così il rialzo del prezzo del greggio.

IN AUTOSTRADA L’AUMENTO SI VEDE DI PIU’

In un solo colpo l’Italia così torna nel periodo pre e post Pasqua 2019 ai prezzi medi alla pompa di diversi mesi fa. Basta pensare che solo a gennaio 2019, le quotazioni dei carburanti medie, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, si fermavano a 1,49013 euro per la benzina e 1,43473 euro per il diesel. Bisogna comunque tenere conto anche che sulla rete autostradale il prezzo sono già rincarati rispetto alla rete extraurbana secondaria a causa delle commissioni che incassano i Gestori stradali. Autostrade o no, il costo della benzina e del gasolio è aumentato significativamente anche presso le pompe bianche o no-logo, dove il prezzo dei carburanti si discosta in media di 10 centesimi di euro rispetto alla media degli altri gestori.

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F1: Wolff parla del momento Mercedes

di Valerio Verdone

Il team principal della Stella a Tre Punte svela il segreto dello straordinario avvio di stagione della sua squadra che ha ottenuto 3 doppiette.

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Ferrari Premium: quando la manutenzione è a regola d’arte

di Valerio Verdone

Si ampliano i servizi di assistenza post-vendita che consentono di ricevere l’Attestato Ferrari Premium per 13 modelli della Casa di Maranello.

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Passaggio di proprietà auto: costo, calcolo, documenti

di Francesco Giorgi

Una guida per conoscere in dettaglio le modalità in caso di acquisto o di vendita di un veicolo fra privati.

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Optional auto 2019: Park Assist irrinunciabile per il 30% degli italiani

di Redazione

Sicurezza sì, ma iniziando dalle situazioni più ”pratiche” come il parcheggio. Questo l’orientamento che emerge a proposito delle preferenze degli italiani in materia di optional secondo le statistiche diffuse dal portale automotive DriveK.  Primo tra gli accessori più richiesti in fase di ordine troviamo ancora, come un anno fa, l’assistenza al parcheggio, voluta da quasi il 30% degli acquirenti. Al secondo posto il navigatore satellitare (25%), che soddisfa un altro bisogno, quello di non smarrire la strada o non perdere troppo tempo a cercarla. Infine, al terzo posto c’è l’antifurto, garanzia a cui oltre un italiano su 5 (21%) non vuol rinunciare.

ADAS SOTTOTONO

Alcuni sondaggi del 2015 e nel 2018 hanno confermato che gli incidenti sono la peggior paura degli italiani dopo i furti in casa. Eppure, i moderni sistemi sicurezza attiva che dovrebbero evitare più direttamente le collisioni (in parte già obbligatori), non sono proprio alle prime posizioni. Il Safety Pack, termine generico che il più delle volte include ADAS di ultima generazione come assistenti al mantenimento della corsia, lettori di segnaletica ecc…, sono al 13° posto con appena il 7% delle richieste.

PRIMA LA BRUTTA STAGIONE

Vero, le tecnologie più recenti sono optional ancora relativamente costosi soprattutto sulle auto di categoria inferiore e, viceversa, di serie su molti modelli di classe superiore. Ciò non toglie però che molto prima di questi, per l’esattezza al 7° posto, la graduatoria veda ancora il Winter Pack, ossia gli accessori per la brutta stagione come getti lavavetri e sedili riscaldati, lavafari ecc…. A questi va tuttora 15% delle preferenze.

CRUISE CONTROL, POCHE RICHIESTE

Stranamente alle ultime posizioni, quasi a pari merito con il Safety Pack, c’è il regolatore di velocità: la statistica non precisa se parliamo di quello attivo, con mantenimento della distanza di sicurezza (che a volta fa parte del Safety Pack stesso) o di quello di base con cui molti italiani ancora non hanno familiarizzato. Agli ultimi posti troviamo anche le fanalerie di sicurezza come fendinebbia e proiettori a Led.

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La Tesla si prepara al servizio di taxi senza guidatore

di alVolante
A partire dal 2020 la Tesla avrà Robotaxi, il servizio di ride-sharing in perfetto stile Uber.
  • 24 Aprile 2019 ore 11:12

Si viaggia comodi, navigatore a parte

di alVolante
La Nissan Micra a Gpl è confortevole e riprende fluidamente. Alti e bassi nell’abitacolo, ben equipaggiato ma con il sistema multimediale che risponde in ritardo.
  • 24 Aprile 2019 ore 13:20
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