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Oggi — 20 Giugno 2019Motori

Cani dimenticati in auto: cosa fare e chi avvisare per salvarli

di Redazione

Cani dimenticati in auto

Con l’arrivo della stagione più calda si ripresenta il problema dei cani dimenticati in auto, anche per poco tempo, che potrebbero subire conseguenze letali a causa delle temperature torride all’interno degli abitacoli. Non è un problema di poco conto perché basta sfogliare un attimo i giornali per leggere di numerosissimi casi di cani lasciati in auto e salvati in extremis solo grazie alla tempestiva segnalazione dei passanti. Ma non sempre queste situazioni finiscono bene. Riepiloghiamo quindi cosa fare e chi avvisare se si scoprono cani o altri animali dimenticati in una vettura sotto il sole cocente, ricordando che esiste l’obbligo di soccorrere gli animali.

COSA DICE LA LEGGE SUI CANI DIMENTICATI IN AUTO

Facciamo innanzitutto una premessa. Chi lascia un cane in un’automobile per troppo tempo, mettendone a rischio l’incolumità, non commette soltanto un’azione deplorevole ma infrange pure la legge. Secondo l’art. 727 del Codice Penale, infatti, “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

COSA SUCCEDE AI CANI DIMENTICATI IN AUTO

Molte persone non si rendono però conto del pericolo e credono che basti lasciare aperto uno spiffero di finestrino per assicurare il ricambio d’aria a un cane dimenticato a lungo in una vettura bollente. Ma non è così. D’estate una vettura parcheggiata al sole ci mette assai poco a diventare incandescente, sui 50° e anche di più. E un cane, che per natura sopporta il caldo assai meno dell’uomo (ovviamente alcune razze sono più sensibili di altre), quando raggiunge i 41° di temperatura corporea è già a serio rischio di colpo di calore. A 44° subentrano invece gravi danni alla circolazione che causano insufficienza renale, mancanza di ossigeno nel cervello ed emorragia interna. A quel punto la morte dell’animale è la conseguenza più probabile. E anche se si riuscisse a salvarlo in tempo, rimarrebbero altissime probabilità di danni cerebrali permanenti.

COSA FARE SE SI SCOPRE UN CANE DIMENTICATO IN UN’AUTO

Insomma, abbiamo cercato di spiegare per benino gli effetti nefasti di lasciare o dimenticare cani in auto. Vediamo adesso come comportarsi se si scopre un animale abbandonato all’interno di un veicolo al caldo. La prima cosa da fare è valutare la situazione, facendosi delle domande specifiche. Il cane sembra effettivamente in pericolo? Il caldo è davvero così asfissiante? L’auto è completamente al sole? I finestrini sono del tutto chiusi? Il cane dispone almeno di una vaschetta d’acqua? C’è un modo di rintracciare il proprietario (cercandolo magari nei negozi vicini) o di capire da quanto tempo l’auto sia ferma lì? (a questo proposito ripassiamo i 5 errori da NON fare quando si viaggia con animali in auto).

CANI DIMENTICATI IN AUTO: CHI AVVISARE

Solo dopo aver fatto queste valutazioni, se il padrone del cane non si è fatto ancora vivo e si ritiene che la situazione comporti dei rischi oggettivi per la bestiola, si deve agire allertando i Carabinieri (112) oppure la Polizia locale. Sconsigliamo di fare i ‘Rambo’ della situazione spaccando i finestrini dell’auto, non è quasi mai una buona idea. Molto meglio cercare di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e, se possibile, gettare acqua sulla vettura. Un’ulteriore possibilità consiste nel chiamare gli operatori dell’ENPA o di altre associazioni per la protezione degli animali, e nei casi più stremi un veterinario. E soprattutto coinvolgere altre persone nell’operazione di ‘salvataggio’ per avere dei testimoni di quanto accaduto. Potrebbero tornare utili.

COSA FARE SE IL CANE HA AVUTO UN COLPO DI CALORE

Qualora fosse necessario intervenire di persona, per riportare gradualmente a livelli normali la temperatura corporea di un cane che ha subito un grave colpo di calore, bisogna bagnargli la schiena e i lati del corpo con dei panni (va bene un comune asciugamano) pregni di acqua fredda ma non gelida, oppure di liquidi che evaporano facilmente come aceto o alcol. Questo perché l’evaporazione dell’acqua o dei liquidi sottrae calore al corpo. Meglio non usare il ghiaccio, dato che un raffreddamento troppo rapido potrebbe avere effetti nocivi e causare persino uno choc cardiocircolatorio. Ribadiamolo: proteggere i cani dal caldo torrido è un dovere di tutti.

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Corte UE: la “vignetta” per le autostrade tedesche è illegittima

di alVolante
Il motivo è che grava esclusivamente sui cittadini provenienti da altri stati membri dell’Unione.
  • 20 Giugno 2019 ore 11:46

Ferrari sarà presente al Festival of Speed di Goodwood

di Valerio Verdone

Dal 4 al 7 luglio nella manifestazione inglese ci sarà anche la Ferrari con 3 modelli d’eccezione che manderanno in estasi gli appassionati.

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KTM 790 Adventure Rally: versione in serie limitata

di Tommaso Giacomelli

KTM lancia la 790 Adventure Rally, una serie limitata a 500 esemplari destinata ad un uso estremo nel fuoristrada. Prezzo ancora sconosciuto.

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Dacia Duster Techroad presente al Parco del Valentino 2019

di Tommaso Giacomelli

Dacia Duster Techroad è una delle proposte del Brand del Gruppo Renault che viene mostrato al Parco del Valentino, giunto alla sua quinta edizione.

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Nissan, al Parco Valentino va in scena la sportività a zero emissioni

di Francesco Donnici

Svelata per la prima volta in Italia la vettura da competizione 100% elettrica Nissan Leaf NISMO RC.

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L’Irlanda premiata dall’ETSC per l’impegno nella sicurezza stradale

di Donato D'Ambrosi

L’Irlanda si aggiudica il premio Road Safety Performance Index, riconosciuto dall’ETSC (European Transport Safety Council) per l’impegno nel miglioramento della sicurezza stradale e la riduzione delle vittime stradali. Il premio è stato consegnato al Ministro irlandese per i trasporti, il turismo e lo sport per il risultato raggiunto dall’Irlanda dal 2010 ad oggi. Molti Paesi spesso esempio di efficienza come la Svezia e l’Olanda invece non hanno fatto meglio in fatto di sicurezza stradale.

30% DI VITTIME IN MENO IN IRLANDA

L’Irlanda è stato il secondo stato membro dell’Unione europea più sicuro nel 2018, per numero di morti stradali ogni milione di abitanti. L’ETSC ricorda che ha scalato 5 posizioni nella classifica dei paesi dell’UE dal 2010, fino al 7 °posto. Per avere qualche riferimento numerico bisogna sapere che dal 2010 l’Irlanda ha ridotto il numero di vittime stradali di oltre il 30%. L’ETSC fa notare come nello stesso periodo, i decessi sono aumentati in altri paesi relativamente sicuri, tra cui Svezia e Paesi Bassi.

LA TASK FORCE IRLANDESE PER LA SICUREZZA STRADALE

Il risultato dell’Irlanda è stata ottenuto anche grazie all’istituzione di una specifica agenzia governativa per la sicurezza stradale (Road Safety Authority – RSA). Questa agenzia ha implementato un piano strategico a lungo termine per migliorare la sicurezza stradale orientato principalmente a contrastare l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza. “Negli ultimi anni l’Irlanda ha compiuto grandi progressi nella sicurezza stradale, riconoscendo allo stesso tempo le aree in cui deve ancora fare di più, come il miglioramento della sicurezza del ciclismo. Ha spiegato Antonio Avenosodirettore esecutivo ETSC.

QUANTO MANCA ALL’OBIETTIVO 2020

L’ETSC riconosce come dimezzare le vittime stradali entro il 2020, come voleva il precedente impegno è fuori portata. Per raggiungerlo significherebbe ridurre nel 21% i morti sia nel 2019 che nel 2020In molti Stati membri, la sicurezza stradale è stata sproporzionata negli ultimi anni, con tagli ai servizi di polizia stradale e il mancato investimento in infrastrutture più sicure. “Se tutti i paesi europei potessero raggiungere lo stesso livello di sicurezza dell’Irlanda, potremmo ridurre del 40% le morti per incidenti stradali. Così com’è, molti paesi sono fermi e addirittura tornano indietro. Possiamo imparare molto dall’approccio dell’Irlanda – è un modello per l’Unione europea ” afferma Avenoso.

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Tesla: da luglio il nero si paga. Stessi colori per i prossimi 20 anni

di Donato D'Ambrosi

I colori preferiti dagli automobilisti non sono più quelli di una volta e visto che razionalizzare è il fattore comune a molti Costruttori di auto, anche Tesla ha annunciato cambiamenti importanti. Come suo solito fare, Elon Musk ha spiegato in un tweet lampo, qui sotto, che da luglio 2019 il colore nero costerà 1000 dollari e non sarà più quello base gratuito. In linea di massima i colori disponibili per le Tesla resteranno gli stessi ancora per molti anni. Ed è facile immaginare che far pagare la vernice di colore nero ha a che fare anche con la sempre maggiore compatibilità con i radar e i sensori dei sistemi ADAS.

L’ANNUNCIO DI MUSK SULLA VERNICE NERA DA 1000 $

Se fino ad oggi i colori scuri erano un must per le auto premium e quelle istituzionali, la tendenza del mercato va sempre più verso colori chiari, con il bianco in testa, e il grigio. Anche se non è ufficialmente chiaro il motivo della scelta Tesla di far pagare il colore nero 1000 dollari come per il grigio metallizzato a partire da luglio, si può ipotizzare che i nuovi colori siano più “radar-friendly”. Ma allora perché non dirlo chiaramente? Forse per non spaventare i clienti?

Starting next month, Tesla will charge $1000 for color black (same price as silver)

— Elon Musk (@elonmusk) June 19, 2019

COME CAMBIANO I COLORI DEI MODELLI TESLA

Quel che è certo è che da luglio il nero pastello non sarà più il colore di base gratuito: lo afferma sempre Elon Musk in risposta a un follower che chiedeva delucidazioni in merito. Quindi, salvo altre novità dell’ultimo minuto i colori standard delle Tesla sono fondamentalmente quelli della bandiera americana più qualche tono scuro: bianco pastello (gratis, di base), rosso, blu, grigio e nero metallizzati. E a chi ricorda a Musk che forse per Tesla è arrivato il momento di aggiornare la tavolozza dei colori, il CEO risponde che “Cambiare la tavolozza è l’inferno sul service, perché le auto durano per 20 anni. Ogni cambiamento di colore ha effetti a lungo termine, soprattutto per la Model 3.”

GLI EFFETTI DELLA VERNICE NERA SUGLI ADAS

Non sarebbe così improbabile il legame tra questa novità e l’introduzione di nuove vernici compatibili con i radar, poiché come abbiamo spiegato qui, saranno proprio i colori meno riflettenti e quelli scuri a sparire dai listini delle auto a guida autonoma. I maggiori fornitori di vernici stanno infatti lavorando con i Costruttori di auto allo sviluppo di rivestimenti che applicati su materiali che compensano il disturbo al funzionamento corretto dei Lidar. Sarà così anche per Tesla? Intanto se stavate pensando di comprare una Tesla nera farete bene ad affrettarvi per non pagare la vernice 1000 dollari in più.

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Vignetta autostradale Germania: per la Corte UE è illegittima

di Donato D'Ambrosi

La Corte di Giustizia europea ha definito discriminante l’atteggiamento della Germania nell’imporre il pagamento della vignetta autostradale solo agli stranieri. Un provvedimento che oltre a violare il principio della libera circolazione rischia di creare anche pericolose dinamiche commerciali. L’accesso al mercato tedesco per un operatore esterno risulta difatti limitato, così come i servizi ai quali si può accedere solo recandosi in Germania. Tutto questo, secondo la Corte UE con scarse evidenze sulla proporzionalità tra gli introiti della vignetta autostradale per gli utenti stranieri e i costi infrastrutturali.

PERCHÉ’ I TEDESCHI NON PAGANO LA VIGNETTA 

La sentenza della Corte di Giustizia UE n. C-591/17 si pronuncia nuovamente sul pagamento della vignetta autostradale in Germania solo per chi viene da fuori. I cittadini tedeschi infatti, dovrebbero pagarla allo stesso modo, ma sono esentati perché già pagano una tassa automobilistica simile al nostro bollo. La stranezza è che questa esenzione è esattamente pari all’importo del costo della vignetta in Germania (fino a 130 euro in base alla cilindrata e alle emissioni).

LA VIGNETTA E’ UNA BARRIERA ALL’INGRESSO

Inizialmente la Corte UE aveva temporeggiato davanti all’ipotesi di violazione del divieto di discriminazione in base alla nazionalità. Ma poi ha appurato che l’esenzione dal pagamento della vignetta autostradale come compensazione della tassa per le infrastrutture costituisce indirettamente più violazioni. Non solo quella per la libera circolazione a prescindere dalla nazionalità, ma costituisce anche una barriera all’ingresso del mercato tedesco.

I VEICOLI ESENTATI DAL PAGAMENTO DEL PEDAGGIO IN GERMANIA

Costi e servizi, come paventa la Corte UE con la sentenza sulla vignetta in Germania, potrebbe inevitabilmente influenzare anche i costi di beni e servizi. Bisogna anche precisare che esiste una tassazione diversa per gli autocarri tedeschi e stranieri superiori a 7,5 tonnellate attraverso sistema Toll Collect. Mentre molte categorie di veicoli sono esentate dal pagamento, tra cui Autobus, mezzi di soccorso, di emergenza, delle forze di polizia ma anche veicoli CNG e LNG (metano compresso e liquido) fino al 2020 e le auto elettriche (ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1 della legge sulla mobilità elettrica – EmoG).

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Alfa Romeo Tonale vince il Car Design Award 2019

di Donato D'Ambrosi

L’Alfa Romeo Tonale ha vinto il Car Design Award 2019, il premio per il Design assegnato al Parco Valentino sbaragliando molteplici altri modelli. Ecco le auto che fino all’ultimo hanno sperato di portare a cara il premio del design assegnato al primo SUV compatto ibrido plug-in dell’Alfa Romeo.

LE 3 CATEGORIE DEL CAR DESIGN AWARD

Si è svolta, in occasione della prima giornata del Parco Valentino 2019, la cerimonia di premiazione del “Car Design Award” organizzata da Auto&Design. Nato nel 1984, il prestigioso concorso internazionale è suddiviso in tre categorie – “Progetti di vetture di serie“, “Concept car” e “Miglior linguaggio di design di marchio” – e ha visto trionfare l’affascinante Alfa Romeo Tonale nella classifica “Concept car”.

LE CONCORRENTI DELL’ALFA ROMEO TONALE

Tra le candidate al premio, il gruppo FCA (se si esclude Ferrari) ha portato in finale oltre all’Alfa Romeo Tonale anche la Fiat 120, erede destinata a sostituire la Fiat Panda. Poi ci sono le Ferrari F8 Tributo, Land Rover Rr Evoque, Mazda 3, Peugeot 208, Polestar 2, Porsche 911, Renault Clio e Suzuki Jimmy. Nella categoria concept invece Aston Martin Vanquish Vision, Audi PB18 e-tron, Audi Q4 e-tron, Citroën Ami One, Mercedes-Benz Eq Silver Arrow, Peugeot E-Legend, Rivian R1S e Skoda Vision IV.

COSA PENSA FCA DELL’ALFA TONALE

Klaus Busse, Head of FCA Design EMEA, ha dichiarato:  “Siamo onorati di ricevere questo ambito premio assegnato al design di Tonale che, come ogni Alfa Romeo, nasce dal perfetto equilibrio tra heritage, velocità e bellezza. Infatti, racchiude in sé i canoni che caratterizzano lo stile italiano e il linguaggio unico di Alfa Romeo: senso delle proporzioni, semplicità e cura per la qualità delle superfici, per un design innovativo ma fedele a una tradizione universalmente apprezzata”.

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Volkswagen: i server delle auto connesse saranno a zero emissioni

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen lavora alla sua prossima gamma di auto elettriche ma allarga l’impegno a zero emissioni. L’azienda ha annunciato l’apertura di un nuovo data center in Norvegia che sarà alimentato al 100% con energia idroelettrica. Si tratta di una infrastruttura importante nell’ambito dei piani di espansione del gruppo che punta ad investire sempre di più sulle tecnologie di bordo. Lo sviluppo dei nuovi prodotti porta Volkswagen a dover gestire sempre più dati ed informazioni. Il nuovo data center permetterà al Gruppo Volkswagen di avere un maggiore potere computazionale per lo sviluppo digitalizzato dei prodotti a marchio VW e Audi. Ecco allora che nello sviluppo della sua capacità di calcolo Volkswagen guarda ai fattori economici ma anche all’ecologia. Il nuovo centro taglio di 5.800 tonnellate la CO2 emessa ogni anno. Vediamo i dettagli.

IL DATA CENTER

Volkswagen prosegue sulla strada tracciata dal suo data center in Islanda. L’azienda ha aperto un nuovo sito ad impatto neutrale sul clima a Rjukan, in Norvegia. La struttura è nata in soli sei mesi e sarà alimentata al 100% con energia idroelettrica. Questo permetterà un risparmio di oltre 5.800 tonnellate di CO2 all’anno rispetto ad un data center che utilizza corrente elettrica prodotta in modo tradizionale. Volkswagen e Audi utilizzeranno ben 2.750 kilowatt per alimentare i server impegnati in progetti ad alta intensità di calcolo. Mario Müller, responsabile dei Servizi IT in VW: C’è un crescente bisogno di potere computazionale all’interno dell’azienda, ne risulta che stiamo continuamente ampliando la nostra capacità.” Muller sottolinea inoltre che: “I fattori economici e la sostenibilità sono aspetti importanti per noi. Il nuovo data center in Norvegia soddisfa entrambi.”

INFRASTRUTURA IT

Volkswagen e Audi sono al lavoro per allargare gli orizzonti tecnologici della propria gamma. Ecco che il nuovo data center diventa importante nello sviluppo delle vetture, incluse le simulazioni dei crash test e i test in gallerie del vento virtuali. Si tratta di operazioni di calcolo che molto complesse e che richiedono una alta intensità energetica. Per questo motivo Volkswagen assegna queste operazioni a dei data center esterni alleggerendo il lavoro dell’infrastruttura IT interna. La scelta dei paesi del nord Europa non è casuale vista la buona disponibilità di energia conveniente ed ecologica e le condizioni climatiche favorevoli. Le basse temperature possono essere utilizzate per il raffreddamento efficiente delle strutture. Per Volkswagen si tratta del secondo data center neutrale in termini di CO2 dopo quello in Islanda. Il sito ha circa le stesse dimensioni di quello norvegese e risparmia più di 6.200 tonnellate di CO2 l’anno.

IMPORTANZA STRATEGICA

Oltre ai siti esterni Volkswagen usa dei data center interni ai propri stabilimenti dentro e fuori i confini della Germania. Si tratta di centri molto importanti al lavoro sulle fasi di produzione, logistica e vendita. Il Gruppo Volkswagen sfrutta numerose strategie per l’efficienza energetica. Tra queste c’è il free cooling indiretto, ovvero la regolazione della temperatura dell’acqua fredda e l’uso esclusivo di sistemi di risparmio dell’energia. Il nuovo data center in Norvegia si trova a 180 chilometri a ovest di Oslo ed è il risultato del lavoro con Green Mountain. Tor Kristian Gyland, CEO di Green Mountain, ha commentato. “Confidiamo nella nostra strategia: operare capacità di calcolo di alta qualità in modo flessibile, utilizzando solo energie rinnovabili“.

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Partire con l’auto elettrica: i consigli per vacanze senza imprevisti

di Antonio Elia Migliozzi

Arrivano le vacanze estive e per molti saranno le prime in compagnia di un’auto elettrica. Il Touring Club Svizzero (TCS) propone una guida su come evitare sorprese quando si parte al volante di un EV. Nel 2019 le vendite di auto elettriche sono in forte crescita (+130%), questo significa che nel mondo su 10 vetture vendute una è a batteria. Attenzione però all’ansia da ricarica. Il test del TCS conferma che in Italia è impossibile ricaricare la propria auto elettrica in autostrada. Questo significa che il viaggio deve essere organizzato nel dettaglio per individuare in anticipo le colonnine di ricarica subito fuori dai caselli autostradali. In generale le infrastrutture di ricarica si stanno diffondendo sia in Italia che in Francia ed è facile trovare una colonnina libera. Il numero delle auto elettriche è ancora esiguo ma le cose potrebbero cambiare presto.

VACANZE AL MARE

Considerata la crescita delle immatricolazioni delle auto elettriche, il Touring Club Svizzero (TCS) ha fatto un test specifico. Interessate dalla prova località di mare in Costa Azzurra e in Toscana. Nonostante il successo commerciale le auto elettriche continuano ad avere limitazioni oggettive. A causa dell’autonomia limitata e della rete di stazioni di ricarica non così estesa è importante organizzare i dettagli del viaggio prima di partire. I due viaggi prova del TCS dimostrano che è possibile percorrere lunghe tratte anche all’estero alla guida delle ultime auto elettrice. Per evitare di avere a che fare con tanti fornitori diversi e relative carte per la ricarica, il TCS ha scelto Nextcharge. L’azienda non gestisce delle proprie stazioni di ricarica ma ha concluso contratti di partenariato con vari fornitori e offre l’accesso ad una fitta rete di stazioni di ricarica.

PIANIFICARE IL VIAGGIO

Nel corso del suo test il TCS ha evidenziato l’impossibilità di ricaricare le auto elettriche sulle autostrade italiane. Nel pianificare l’itinerario in Toscana, vista l’assenza di colonnine di ricarica rapida nelle aree di servizio, è stata necessaria una dettagliata organizzazione. Bisogna infatti abbandonare l’autostrada e di conseguenza pagare il pedaggio per procedere alla ricarica. Diversa la situazione in Francia. Qui ci sono colonnine di ricarica rapida anche nelle aree di servizio delle autostrade.Vista l’assenza di partnership tra i fornitori svizzeri e quelli locali i tester hanno usato il servizio Chargemap. Questa azienda gestisce anche delle colonnine di ricarica proprie ma ha stretto accordi con altri fornitori. In questo caso serve una carta di ricarica che costa 20 euro (una tantum) e arriva a casa una settimana dopo l’ordine. Contrariamente al modello italiano, il pagamento avviene a posteriori attraverso fattura.

DETTAGLI IMPORTANTI

La prova del TCS conferma che la vacanza con un’auto elettrica è assolutamente possibile. Importante però pianificare il percorso prevedendo delle soste per la ricarica ogni 35/50 minuti, fermandosi per acquisti o visite. Le infrastrutture di ricarica, in Italia e in Francia, sono sempre più diffuse e, tenuto conto del numero ancora esiguo di auto elettriche, le colonnine sono quasi sempre libere. In futuro però le cose potrebbero cambiare ma si spera che cresca anche la rete di rifornimento. Secondo il TCS conviene seguire la regola del 20/80%. Ci si ferma quando l’autonomia dell’auto elettrica scende al 20%. Con questa carica si raggiunge anche la colonnina di ricarica rapida successiva nel caso in cui la prima non funzioni. Nell’auto elettrica il processo di ricarica dal 20% all’80% richiede infatti quasi lo stesso tempo che dall’80% al 100%. Ecco allora che si guadagna anche tempo ricaricando la batteria soltanto all’80%.

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Suzuki Katana Jindachi, Jimny Gan e Vitara Katana, protagoniste al Parco Valentino

di Francesco Donnici

Suzuki svela al Salone dell’Auto di Torino Parco Valentino tre succulente anteprime nazionali.

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Microlino: l’erede elettrica della storica Isetta è pronta al debutto

di Francesco Giorgi

Già raggiunte 15.000 ordinazioni per la microcar a zero emissioni dichiaratamente ispirata alla icona degli anni 50.

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DS: alla Paris Fashion Week con DS 7 Crossback

di Valerio Verdone

25 DS 7 Crossback del Brand francese accompagneranno giornalisti talenti ed influencer nella capitale della moda

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Nuova Peugeot 2008: l’inedita generazione è anche elettrica

di Francesco Donnici

La nuova generazione del SUV compatto si presenta completamente rivoluzionato e porta in dote una versione 100% elettrica.

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Toyota al Parco Valentino 2019

di Valerio Verdone

Il Marchio nipponico prenderà parte alla manifestazione con le nuove RAV4 Hybrid Corolla Hybrid e Supra

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Continental investe oltre 100 milioni di euro nell’impianto di Lousado

di Valerio Verdone

Con il potenziamento dell’impianto produrrà pneumatici radiali movimento terra e portuale con diametro superiore ai 24 pollici

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Ieri — 19 Giugno 2019Motori

Parco Valentino 2019: le foto della prima giornata

di alVolante
Al via il salone all'aperto al Parco del Valentino, in corso da oggi fino al 23 giugno, dalle 10.00 fino alle 24.00 con ingresso gratuito.
  • 19 Giugno 2019 ore 08:30

Free2Move: si espande il servizio di noleggio della PSA

di alVolante
Dopo noleggio a lungo termine e car sharing, arriva Free2Move Rent, il servizio di noleggio a breve termine.
  • 19 Giugno 2019 ore 07:02
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