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Consiglio acquisto utilitaria: budget fino a 13.000 euro

di Redazione — 26 Marzo 2019 ore 12:10

Dopo la prima guida all’acquisto dedicata alle auto piccole con un prezzo intorno ai 10.000 €,  proseguiamo in questo nuovo servizio che SicurAUTO.it vuole offrire a voi lettori, per aiutarvi a scegliere l’auto che si adatta meglio alle vostre esigenze e al vostro budget, ovviamente senza mai mettere in secondo piano la sicurezza. Le guide saranno strutturate per fascia di prezzo e si baseranno su un tetto massimo da non superare, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Questa seconda guida è dedicata ai consigli per l’acquisto di un’auto utilitaria entro i 4 metri di lunghezza con un budget intorno ai 13.000 euro. Guida aggiornata il 26 marzo 2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione e magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto, considerando anche il fatto che ormai le auto piccole con motore diesel sono sempre più limitate per via delle omologazioni. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) invece dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche. Se tergiversano, cambiate concessionario. Vuol dire che il venditore non ha nemmeno la minima idea di come si vende un’auto, se già si dimostra poco disponibile prima dell’acquisto figuriamoci quando tornerete per reclamare qualche problema. Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco il nostro giudizio su ogni utilitaria con un budget intorno ai 13.000 euro disponibile sul mercato, in rigoroso ordine alfabetico. Di alcuni dei modelli che rientrano nei 4 metri di lunghezza con un budget fino a 13 mila euro ne abbiamo parlato già nella precedente guida poichè nell versione base si possono acquistare anche con 10 mila euro. Si tratta delle Citroen C1, DR Zero, Fiat Panda, Ford KA+, Hyundai i10, Kia Picanto, Peugeot 108, Seat Mii, Skoda Citigo, Suzuki Celerio e Toyota Aygo che trovate già nella guida all’acquisto utilitaria fino a 10 mila euro.

CITROEN C3

È lunga 4,00 metri, ha 5 posti ed è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 300 dm3. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto quattro stelle con il punteggio di 88%, 83%, 59%, 58%; ha 4 airbag di serie, così come la frenata d’emergenza assistita. Nella versione base PureTech 68 Live Edition è spinta da un 3 cilindri con 68 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,7L/100 km con 108 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 12.800 euro con un buon margine di sconto.

FIAT 500

La Fiat 500 è lunga 3,55 metri, ha solo 4 posti e 3 porte e dispone di un bagagliaio da 185 dm3. Testata nel 2007 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (35,28,14), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ma con il vecchio protocollo, quindi con risultati da contestualizzare al periodo; ha 7 airbag di serie, così come l’ESC e Hill Hollerd. Nella versione base 1.2 Pop dispone di un 4 cilindri con 69 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 L/100 km con 119 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 14.350 euro “scontabili”. La Fiat 500 è rinata nel 2007 e da allora è immutata stilisticamente ma è stata aggiornata a fine 2015. L’offerta di motori è ricca e può soddisfare le esigenze più disparate. Il Cinquino ha attraversato l’Atlantico ed è molto apprezzata sul mercato USA, anche sei crash test IIHS non hanno ottenuto i pieni voti, scarso l’esito dello Small Overlap.

FORD FIESTA

È lunga 3,97 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 303 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (91%, 86%, 65%, 71%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.1 è spinta da un motore benzina con 85 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,2 L/100 km con 117 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 16.450 euro ma con gli sconti rientra tranquillamente nella soglia dei 13 mila euro di budget.

LANCIA YPSILON

È lunga 3,84 metri, ha 5 posti ed è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 245 dm3. E’ stata testata nel 2015 da Euro NCAP (qui la scheda del crash test con il video e i risultati completi), ottenendo appena 2 stelle (44%, 79%, 64%, 38%). Ha 4 airbag, ESC con Hill Holder di serie. La versione benzina è spinta dallo stesso 1.2 da 69 CV della Fiat 500: il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,2L/100 km con 119 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 15.100 euro che scendono sotto i 13 mila euro con gli sconti. La Ypsilon è rimasta l’ultima Lancia ad avere successo sul mercato e questo le consentirà, probabilmente, di sopravvivere all’oblio dello storico marchio piemontese. Condivide la piattaforma con la Fiat Panda.

NISSAN MICRA

La Nissan Micra è stata profondamente rivista nella versione 2016, con un design e proporzioni che la avvicinano molto più alla Nuova Leaf. E’ lunga appena 3.99 m ma ha un bagagliaio da 300 litri in linea con le dirette concorrenti. La dotazione di base della Micra è difficile da avere su altre city car: fin dalla Visia c’è di serie la frenata automatica di emergenza. C’è una sola versione 1.0L 3 cilindri da 71 cavalli accreditato di un consumo medio di 5,3 l/100 km e 121 g/km di CO2 con un prezzo di listino da 12.950 euro. Nel crash test Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle per la sicurezza.

OPEL CORSA

È lunga 4,02 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 285 dm3. Testata nel 2014 da Euro NCAP ha ottenuto quattro stelle (79%, 77%, 71%,56%)ma con il vecchio protocollo, quindi i risultati non sono confrontabili con gli attuali (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 4 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base è spinta da un 1.2 Ecotec da 70 CV euro 6, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1L/100 km con 120 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 12.950 euro. L’Opel Corsa è stata profondamente rinnovata nel 2014, mantenendo soltanto il pianale della vecchia versione, ereditando gli stilemi delle ultime produzioni del marchio.

PEUGEOT 208

È lunga 3,97 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 311 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (88%, 78%, 61%, 83%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.2 PureTech è spinta da 3 un cilindri con 68 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9  L/100 km con 113 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 16.130 euro che possono scendere anche fino a 10 mila euro, considerando che in autunno sarà in vendita la nuova 208 già svelata anche in versione elettrificata.

RENAULT CLIO

È lunga 4,06 metri, ha 5 posti ed è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 300 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenutocinque stelle (88%, 89%, 66%, 99%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 0.9 TechLife è spinta da un 3 cilindri con 75 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,0L/100 km con 113 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 13.900 euro. Può contare su un moderno motore 3 cilindri a benzina ma anche sul collaudatissimo 1.5 dCi (a prezzi inferiori del benzina se si approfitta di sconti). E’ disponibile anche con carrozzeria station wagon (Clio Sporter) e con doppia alimentazione benzina/GPL. Dalla Clio deriva anche la crossover Captur che sta riscuotendo molto successo.

RENAULT TWINGO

E’ la gemella della Smart forfour con cui condivide gran parte delle componenti incluso il motore. La Renault Twingo è un’utilitaria da sempre apprezzata soprattutto dalle donne per la sua linea giovane e il rapporto dimensioni-abitabilità che hanno contraddistinto la prima versione. Il listino parte da 11.450, ma con gli sconti si può scendere anche a meno di 10 mila euro. La versione entry level è equipaggaita con il 1000 cc 3 cilindri turbo benzina da 70 cv che condivide con la Smart. In alternatica c’è anche il motore 0.9 TechLife ma a un prezzo di listino più alto. E’ stata testata nel 2014 da Euro NCAP e ha incassato 4 stelle per la sicurezza.

SKODA FABIA

La Škoda Fabia è lunga 3,99 metri, ha 5 porte e 5 posti con un volume minimo del bagagliaio di 330 dm3. Testata nel 2014 da Euro NCAP ed ha ottenuto 5 stelle (81%, 81%, 69%, 69%). Nella versione base è equipaggiata con un 1.000 cc 3 cilindri turbo benzina da 60 cv, con un consumo medio dichiarato nel misto di 4,9 l/100 km e 110 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 14.550 euro con ampio margine di sconto. L’ultima versione è stata aggiornata nel 2018, con una linea particolare che dona personalità alla berlina della Casa ceca. Buona abitabilità e buona la tecnologia a bordo, che consente la connessione degli smartphone direttamente con il sistema di infotelematica. Di serie è disponibile il cambio manuale a 5 marce e come optional il cambio DSG  a 7 rapporti ma solo dalla 1.0 TSI 110 cv.

SMART FORTWO

È lunga 2,69 metri, ha 4 posti e 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 260 dm3 (maggiore della Forfour). Testata nel 2014 da Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle (78%, 77%, 65%, 56%). Nella versione di base è disponibile con un 1000 cc 3 cilindri turbo benzina da 70 cv, con un consumo dichiarato di 5 l/100 km e 114 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 13.490 euro. Non sono disponibili motori diesel, con un’ampia gamma di motorizzazioni benzina con cambio manuale o automatico. Disponibile anche elettrica, anticipando il percorso che porterà la piena elettrificazione del brand di city car tedesco, attesa per il 2020.

TOYOTA YARIS

È lunga 3,94 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 286 litri. Testata nel 2011 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (89%, 81%, 60%, 86%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.0 è spinta da un 3 cilindri con 72 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,6 L/100 km con 104 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 15.200 euro con buoni margini di sconto.

VOLKSWAGEN POLO

È lunga 4,05 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 351 dm3 nella versione aggiornata del 2017. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (90%, 86%, 41%, 71%); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.0 evo è spinta da 3 un cilindri con 65 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,8 L/100 km con 108 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 15.150 euro ma con gli sconti è possibili rientrare nel budget dei 13 mila euro. L’offerta di motori è ampia, con i turbo 3 e 4 cilindri, benzina, diesel e metano con cambio manuale o automatico.

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Superbike, Costa Rica, rissa fra due piloti in piena corsa: ecco il video

di Francesco Giorgi — 26 Marzo 2019 ore 12:38

Scena davvero d’altri tempi fra due motociclisti, che durante una prova del Campionato nazionale Superbike della Costa Rica si sino affrontati in un vero e proprio incontro di boxe già diventato virale.

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Ford Transit Custom si trasforma in una foresta incantata per Artrooms Fair Roma

di Francesco Donnici — 25 Marzo 2019 ore 16:00

Con alle spalle una storia lunga 60’ anni Transit rappresenta le radici dell’Ovale blu nell’ambito dei veicoli commerciali.

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Comandi vocali o gestuali? Nel prossimo futuro lavoreranno insieme

di Valerio Boni — 25 Marzo 2019 ore 13:05

Ci sono innovazioni tecnologiche che più di altre cambiano il modo di guidare e alzano il livello della sicurezza. I comandi vocali di prima generazione, introdotti a partire dagli anni Novanta non rientravano in questa classifica, a causa della complessità del loro utilizzo. Offrivano, è vero, la possibilità di effettuare una serie di regolazione di servizi senza togliere le mani dal volante, ma il loro funzionamento era piuttosto complesso e il livello di aiuto all’automobilista molto limitato. Le prime applicazioni prevedevano un comando per attivare il dispositivo, oltre a una serie di comandi ben codificati per ottenere le regolazioni desiderate, quindi l’esatto opposto della semplicità necessaria per ottenere la sicurezza desiderata. Così, invece di evitare le distrazioni, i comandi vocali le generavano. A modificarne le logiche di funzionamento è stato l’avvento degli smartphone, pronti a ricevere richieste di ogni genere semplicemente con un richiamo codificato che apre la strada alle varie funzioni. La rivoluzione introdotta è paragonabile a quella che ha portato al passaggio dai computer con sistema operativo DOS ai primi Mac con mouse e icone.

LINGUE E DIALETTI NON SONO PIU’ UN OSTACOLO

Mettersi oggi alla guida di un’auto dotata di comandi vocali e interconnessa con il telefono del proprietario del veicolo è un’esperienza che introduce in un mondo che solo pochi anni fa era quello classico dei film di fantascienza. Le voci metalliche del passato sono un ricordo lontano, hanno lasciato il posto ad assistenti virtuali che parlano più lingue, fino a 30, con la possibilità di scegliere tra oltre cinquanta tonalità di diverse voci femminili e maschili. Ma l’aspetto più interessante è rappresentato dal fatto che il sistema di riconoscimento vocale sia diventato più intelligente, in grado di comprendere frasi e modi di dire di vari Paesi, anche in presenza di forti accenti e inflessioni dialettali. In linea di massima è possibile utilizzare la voce invece di agire sui classici comandi in plancia per una serie di servizi, che vanno dalla ricezione o dalla composizione dei numeri di una chiamata alla lettura dei messaggi, fino alla gestione dell’agenda elettronica.

NON SOLO RADIO, MA ANCHE..

Tuttavia oltre a queste azioni, alle quali si aggiunge la gestione dello stereo e delle colonne sonore di un viaggio, si sommano regolazioni più strettamente legate alla guida, come la gestione del climatizzatore, dei tergicristalli o dei fari, la regolazione del sedile e, naturalmente, l’impostazione del navigatore. A quest’ultimo proposito bisogna precisare che l’inserimento di un indirizzo risulta decisamente più rapida e semplice rispetto alla classica digitazione attraverso i vari menu, soprattutto se si viaggia a bordo di un veicolo che non si conosce. Sui modelli con i sistemi operativi più evoluti è quindi sufficiente dire: «portami a vedere la Sirenetta a Copenhagen» per iniziare il viaggio senza la necessità di doversi preoccupare di impostare la nazione e senza conoscere l’indirizzo preciso.

I DUBBI SULLA SICUREZZA DEI COMANDI GESTUALI

A queste condizioni, quindi senza la complicazione di dover formulare un comando codificato, i dispositivi vocali rappresentano un tangibile aiuto alla guida, anche se non mancano studi che tendono a dimostrare l’esatto contrario. Un istituto texano ha infatti rilevato che i tempi di reazione, rilevati su 43 guidatori, risultano più lenti utilizzando i comandi vocali, rispetto alle stesse operazioni effettuate in modalità manuale. Se la voce è ormai un elemento consolidato di supporto alla guida, alcuni costruttori hanno avviato lo sviluppo di nuove tecnologie che possono rivelarsi alternative o complementari per la gestione dei vari servizi, non solo di infotainment. Il primo passo sono i comandi gestuali, una soluzione della quale si parla da circa una decina d’anni, che è già una realtà su alcuni modelli tedeschi, in particolare BMW.

COME FUNZIONANO I COMANDI GESTUALI?

Il sistema si basa su una telecamera 3D connessa a una serie di sensori, in grado di leggere i movimenti della mano, con un algoritmo in costante evoluzione in grado di leggere e interpretare i movimenti della mano davanti alla console centrale. Ai gesti più semplici, come la rotazione del dito per aumentare o abbassare il volume della radio o del GPS, o lo spostamento laterale per cambiare stazione radio oppure cambiare la schermata del menu, si possono aggiungere comandi più complessi, come il comando degli alzacristalli. Rispetto ai comandi vocali, adattati con il tempo alle varie esigenze di popoli con culture e abitudini differenti, quelli gestuali devono naturalmente fare i conti con movimenti involontari, che possono modificare le scelte e distrarre dalla guida. Un inconveniente che può risultare più frequente a bordo delle auto guidate da italiani, abituati a gesticolare mentre parlano. Ma l’autoapprendimento del sistema operativo ha anche l’obiettivo di insegnare al dispositivo come riconoscere i movimenti realmente rivolti alla modifica delle impostazioni.

VOCE E GESTI DA USARE INDIFFERENTEMENTE?

L’orientamento dei costruttori di auto si è diviso in questi anni sulle due tipologie di soluzione, con un naturale maggiore sviluppo di quelli vocali, grazie anche al fatto che i sistemi operativi di telefonia mobile si sono notevolmente evoluti in tempi molto brevi ampliando e semplificando il campo operativo. Un freno alla diffusione può essere rappresentato dal fatto che la gestualità impone comunque di togliere le mani dal volante durante la guida, anche se per un tempo inferiore e con spostamenti meno accentuati rispetto a quelli necessari per azionare pulsanti e manopole su plancia e cruscotto. La tendenza più recente va comunque nella direzione di un’integrazione tra le due tecnologie, alla ricerca di un quasi totale annullamento delle possibilità di distrazione.

COMANDI GESTUALI PIU’ SOFISTICATI

L’attuale gestione dei comandi gestuali rilevati nella zona della console centrale rappresenta infatti solo il primo passo di una tecnologia dalle potenzialità più ampie. All’ultimo Mobile World Congress di Barcellona BMW ha infatti mostrato quella che è la versione 2.0, con una telecamera a infrarossi in grado di rilevare movimenti di mani e dita in tutta l’area dell’abitacolo. In questo modo diventerà possibile combinare i comandi vocali con le più avanzate tecnologie del controllo gestuale e del riconoscimento facciale, in modo da assicurare una totale multi-modalità. In sostanza, l’obiettivo è quello di rendere del tutto naturale la guida, con la possibilità di utilizzare indifferentemente voce o gesti, in base a ciò che risulta più pratico e semplice in una determinata situazione, senza spostare troppo le mani dal volante ed evitando di raggiungere i comandi classici, ottenendo in questo modo una maggiore concentrazione durante la guida in ogni condizione.

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BMW Serie 1 Digital Edition, la versione hitech è acquistabile solo online

di Redazione — 25 Marzo 2019 ore 12:16

Dalle ore 20.00 del 27 marzo sarà disponibile, solo online, la nuova BMW Serie 1 Digital Edition. La Casa di Monaco riconosce in questo modo l’importanza degli acquisti sul web, anche nel campo delle autovetture: queste, al giorno d’oggi, vengono scelte e comprate in rete da un cliente su tre. Il tipo di vendita è del tutto inedito per BMW, che con questa iniziativa fa un ulteriore passo in avanti nell’era della rivoluzione digitale.

CENTO ESEMPLARI IN CENTO ORE

La principale novità della serie è proprio il processo d’acquisto: la vettura non è presente in nessuna concessionaria, ma è visionabile solo sulla piattaforma creata per l’occasione (che è già visitabile online), cosa mai vista in casa BMW. Il 27 marzo si apriranno quindi le vendite dei soli 100 esemplari acquistabili, grazie a un metodo del tutto nuovo. Con tre semplici passaggi si possono scegliere motorizzazione, trasmissione e colore: in base alle preferenze, il prezzo finale oscilla da 23.500 a 29.300 euro. Poi si passa al versamento di un acconto di 500 euro, che garantisce la prenotazione, e, a seguire, si deve scegliere un Dealer di riferimento presso cui finalizzare l’acquisto. Il cliente potrà infine definire con il consulente alle vendite la forma di pagamento preferita, che include la possibilità di un noleggio a lungo termine o di un finanziamento.

DUE BENZINA E DUE DIESEL

Come detto in precedenza, le scelte che si pongono al cliente sono tre. La prima riguarda il motore: quattro le motorizzazioni disponibili, 116d, 118d, 116i e 118i, le più vendute dalla casa automobilistica. La seconda è la trasmissione, che può essere manuale o automatica per ogni tipo di motore. Infine si deve scegliere uno dei tre colori disponibili: Alpin Weiss, Mineral Grey e Saphischwarz.

SICURA E CONNESSA

La Casa tedesca offre di serie i suoi equipaggiamenti più amati. Oltre ai dispositivi di ausilio alla guida di cui dispone il modello – avviso di pericolo di tamponamento, rilevamento pedoni con funzione di frenata city, mantenimento della corsia, monitoraggio dello stato di stanchezza del conducente, active cruise control, Speed Limit e Parking Assistant – la nuova BMW Serie 1 Digital Edition è dotata, anche nella sua versione più economica, di tutti i contenuti più richiesti negli anni dai consumatori. La vettura avrà fari a Led, navigatore satellitare, Apple CarPlay, cerchi in lega da 16”, sensori di parcheggio e di un sistema di ricarica wireless per i dispositivi che lo consentono. A queste ed altre funzioni ancora si aggiungono poi alcuni optional a richiesta per personalizzare la propria auto.

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Nissan: negli e-sport con FaZe Clan e OpTic Gaming

di Giuseppe Cutrone — 24 Marzo 2019 ore 09:36

Nissan entra nel mondo degli e-sport sponsorizzando le due squadre FaZe Clan e OpTic Gaming.

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Auto usate: gli italiani hanno speso 7 mila euro in più nel 2018

di Redazione — 22 Marzo 2019 ore 19:25

Non è una novità che in momenti di crisi molti automobilisti scelgano di rivolgersi al mercato delle auto usate piuttosto che impegnarsi nell’acquisto di un modello nuovo. Forse colpisce di più ora, con le restrizioni alla circolazione che toccano in modo sempre più massiccio anche auto relativamente recenti spingendo verso quelle più fresche ed “ecologiche”. Sta di fatto però che secondo i dati raccolti ed elaborati da Unrae, l’associazione dei rappresentanti delle case estere, tra il 2017 e il 2018 si è registrato un incremento dei passaggi di proprietà del 4,3%, che in volumi significa 5.567.570 trasferimenti contro 5.337.851.

TANTE KM0

Scendendo nello specifico, il dato 2018 va bilanciato tenendo conto della sovrabbondanza di km0 immessi sul mercato l’anno precedente. Nel 2017, infatti, il record di autoimmatricolazioni da parte dei dealer (più che raddoppiate rispetto all’anno precedente) aveva contribuito a portare il mercato a quasi 2 milioni di vetture, ma ingrassato le fila di auto destinate ad essere rivendute “di seconda mano” anche se di fatto nuove.

SPESA IN AUMENTO

Complessivamente, il mercato usato ha generato nel 2018 un giro d’affari di 21,6 miliardi di euro, oltre il 10% in più rispetto al 2017 quando il volume aveva toccato quota 19,6 miliardi. Tuttavia, in questo dato influisce non poco l’aumento dell’importo medio del passaggi di proprietà, che si attesta poco sopra i 7mila euro. Dunque, più scambi per vetture, si presume, più recenti o di livello superiore e dunque più costose, che hanno portato a un innalzamento del prezzo medio.

MENO TRATTATIVE PRIVATE

L’altro dato che emerge dalle statistiche è la diminuzione dei passaggi di proprietà da privato a privato che sono scesi da oltre il 46% al 44,6%, perdendo due punti e il primato di formula favorita. Questo è andato all’acquisto presso rivenditori e concessionarie, formula che è salita a poco meno del 47%, mentre la quota relativa all’acquisto di km0 è salita al 7,6%, con un incremento decisamente notevole di 1,5 punti.

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Consiglio acquisto crossover: budget fino a 15.000 euro

di Redazione — 22 Marzo 2019 ore 16:30

Proseguono le guide all’acquisto di SicurAUTO.it . Dopo aver analizzato il mercato delle piccole e quello delle berline compatte del segmento C e dei SUV è il momento di parlare dei Crossover, che si distinguono da questi ultimi per le dimensioni anche minori, per la disponibilità della trazione anteriore in luogo di quella integrale e per una maggiore vocazione urbana da tuttofare. Noi di SicurAUTO.it, con questa nuova guida, vogliamo aiutarvi a scegliere l’auto che si adatta di più alle vostre esigenze e al vostro budget, ovviamente senza mai dimenticare la sicurezza. Le guide sono strutturate per fascia di prezzo e si basano su un budget prestabilito, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Per ogni segmento abbiamo preso in considerazione i modelli più venduti del mercato. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Ecco i Crossover che si possono acquistare con un budget di circa 15.000 euro.

Guida aggiornata il 22 marzo 2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione, magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche.  Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco in breve i Crossover con un budget intorno ai 15.000 euro disponibili sul mercato, in ordine alfabetico.

CITROÊN C3 AIRCROSS

La Citroen C3 Aircross è un SUV compatto in vendita dal 2017 che ripropone le linee anticonvenzionali, ma più moderate lanciate dalla C4 Cactus. Ha un prezzo di listino che parte da 18.250 euro e con i suoi 415 cm di lunghezza si pone praticamente al vertice dei B-SUV adatti anche alla città. Bisogna sicuramente non farsi mancare nulla per superare il tetto dei 25 mila euro al quale non si arriva neppure con la versione top di gamma Shine. Per chi si accontenta di qualcosa in meno ci sono anche gli allestimenti Live e Feel. La gamma di motori è piuttosto ampia e mette di fronte alla scelta tra i benzina PureTech 82, PureTech 110 S&S Feel EAT6, PureTech 130 S&S e diesel BlueHDi 100 e BlueHDi 120. Guarda qui il crashtest Euro NCAP della C3 Aircross.

FIAT PANDA CITY CROSS

Deriva strettamente dalla Fiat Panda normale, con sospensioni rialzate e design incattivito, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Il progetto risente dell’età, nonostante gli aggiornamenti hitech del sistema d’infotainment, infatti Fiat ha già svelato forme eproporzioni della prossima Panda con il prototipo Fiat 120. A un prezzo di listino che parte da 14.890 euro la Fiat Panda City Cross si può scegliere solo con trazione anteriore (a differenza della 4×4) e solo con motore 1.2 benzina da 69 cavalli. Per sapere quanto è sicura guarda qui il video e la scheda del crash test.

FORD KA+ ACTIVE

Come non notare le differenze con la Ford KA+ e in effetti vale lo stesso discorso della Fiat Panda, solo che il progetto della KA+ è molto più recente e conta su dotazioni di serie più ricche. Il prezzo di listino e su per giù lo stesso – parte da 13.250 euro –  ma ha di serie, tra le varie,  il Cruise Control e i cerchi in lega già dall’allestimento base Active. I  motori disponibili sono 2 : il benzina 1.2 85cv S&S Active e il diesel 1.5 EcoBlue 95cv S&S Active. La FOrd Ka+ da cui deriva non ha ottenuto un risultato brillante nel crashtest Euro NCAP.

KIA STONIC

È lunga 4,14 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 332 dm3. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto 3 stelle (85%, 84%, 62%, 25%). 4 motorizzazioni disponibili, 3 benzina e un diesel. Entry level è il 4 cilindri da 84 cavalli 5,2 l/100 km e 118 g/km CO2, seguito da un altro 4 cilindri ma da 100 cv 5,5 l/100 km e 125 g/km CO2, e da un 3 cilindri da 120 cv, 5 l/100 km e 115 g/km CO2. L’unica motorizzazione diesel disponibile è un 4 cilindri da 110 cv 4,2 l/100 km e 198 g/km CO2. Il prezzo di listino parte da 16.750 euro. Con la Stonic si completa l’offerta SUV di KIA. La Stonic, il cui nome è una crasi tra i termini speed e tonic, si presenta con un design all’avanguardia, dove si coglie il family feeling della Casa coreana. L’abitacolo è confortevole, e si presenta ben curato nei minimi dettagli, sia per i materiali sia per l’intrattenimento a bordo. Scopri qui quanto è sicura nel crashtest Euro NCAP.

NISSAN JUKE

Fortemente ispirata all’iconico concept Gripz visto a Francoforte 2015. È lunga 4,13 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 354 dm3. Testata nel 2011 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.6 è spinta da un 4 cilindri con 108 CV, con un prezzo di listino che parte da 14.900 euro. Lo stesso motore benzina è disponibile anche nella variante bifuel GPL o in alternativa al motore 1.5 DCi a gasolio.

PEUGEOT 2008

Con il restyling presentato al Salone di Ginevra 2016 la Peugeot 2008 ha acquisito una connotazione più da Suv e il suo bagaglio tecnologico è stato arricchito con l’introduzione del Peugeot i-Cockpit. È lunga 4,16 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 350 dm3. Testata nel 2013 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.2 PureTech 82 Access è spinta da un 3 cilindri con 82 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9 L/100 km con 114 g/km di emissioni di CO2 e un prezzo di listino parte da 18.330 euro. In alternativa ci sono anche le versioni BlueHDi 100, BlueHDi 120, PureTech Turbo 110 e PureTech Turbo 130.

RENAULT CAPTUR

È lunga 4,12 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 350 dm3. Testata nel 2013 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 900 TCe è spinta da un 3 cilindri turbobenzina con 90 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 L/100 km con 113 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 18.950 euro. La Renault Captur deriva strettamente dall’ultima generazione di Clio, con la quale condivide anche la quasi totalità della meccanica, ed è imparentata con la Nissan Juke.

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Come vengono prodotte le auto, dall’ordine alla consegna

di Redazione — 22 Marzo 2019 ore 15:07

Ogni volta che un cliente pone la sua firma su un contratto di acquisto per un auto nuova, si mette in moto un meccanismo molto complesso che attraverso una serie di passaggi porta all’ordine, alla produzione e infine alla consegna del veicolo al nuovo proprietario. Tuttavia, osservando una macchina dietro la vetrina di una concessionaria, viene difficile immaginare la complessità di questo procedimento. Per capirlo, abbiamo preso ad esempio il processo produttivo dello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg, all’interno del quale grazie al sistema FIS, vengono prodotte 3.500 auto ogni giorno.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Acronimo di Fertigungs, Informations und Steuerungssystem, in italiano sistema di produzione, informazione e controllo, il FIS è il vero e proprio cervello dell’intero sistema di produzione di Wolfsburg. È situato al secondo piano dello stabilimento, all’ingresso 54 e si sviluppa su una superficie di 200 metri quadrati, all’interno della quale sono posizionati 16 schermi e 40 monitor. Da qui, quindici esperti per turno di lavoro supervisionano l’intero processo di produzione delle automobili.

VALUTAZIONE DEI MATERIALI

Non appena il cliente firma il contratto, in fabbrica viene avviato un processo di verifica preliminare per coordinare il successivo avvio della produzione. Vengono analizzati i vari componenti necessari per la costruzione del vicolo, considerando il loro posizionamento. Dal momento che molti materiali non sono presenti all’interno del sito di produzione, infatti, il sistema calcola il tempo richiesto da questi per raggiungere la fabbrica, in modo da stabilire la data di inizio produzione e quella di consegna al cliente.

PRENOTAZIONE DELLO SLOT DI PRODUZIONE

A questo punto viene generata la “sonata”. Si tratta di una sorta di “prenotazione” della linea di montaggio. Questa viene fatta tenendo in considerazione delle varie specifiche del veicolo, che in alcuni casi possono allungare il tempo di produzione. Ad esempio, per installare un tetto panoramico sono necessari 73 secondi. Tuttavia, la linea di montaggio lavora a intervalli di 60 secondi. Il sistema FIS, quindi deve inserire la produzione dell’auto con tetto panoramico tra auto prive di questo componente per poter compensare i secondi aggiuntivi necessari all’installazione. A questo punto viene creata la lista di componenti del veicolo da produrre, al quale viene assegnato un ID identificativo. Fatto quest’ultimo passaggio l’auto può cominciare ad essere prodotta, sempre sotto la supervisione del FIS, che monitora ogni eventuale “anomalia” che potrebbe interrompere il normale flusso di produzione, ponendovi subito rimedio. Come ad esempio il ritardo di un fornitore o un guasto ad un macchinario.

 

FUTURO AUTOMATIZZATO

Come dicevamo, ad oggi il FIS è gestito dall’uomo, ma secondo i piani di Volkswagen, in futuro sarà integrato da un sistema di intelligenza artificiale al quale sarà progressivamente lasciato il compito di controllare la produzione in maniera completamente autonoma. In questo modo potranno essere aggiunte funzioni specifiche a ciascun sito produttivo.

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Novità in arrivo nel Codice della Strada: la targa diventa portatile

di Antonio Elia Migliozzi — 21 Marzo 2019 ore 19:35

Nel pieno del dibattito parlamentare sulla mozione di sfiducia indirizzata al Ministro dei Trasporti  Danilo Toninelli arriva una novità. Lo stesso Ministro Toninelli annuncia che le targhe auto saranno portatili. Ecco allora che, così come avviene già con gli smartphone, si potrà cambiare dispositivo conservando un elemento distintivo. All’acquisto dell’auto nuova gli automobilisti potranno trasferire la targa del veicolo precedentemente immatricolato all’auto nuova. Nei fatti l’attuale Codice della Strada prevede già che le targhe siano “personali” ma, dal 2010, nessuno si è preoccupato di introdurre provvedimenti attuativi. Ecco che con la targa personale i driver italiani potranno risparmiare soldi sulla immatricolazione e tempo dovuto alle pratiche burocratiche. Scatta però l’allarme dei noleggiatori e dei gestori di flotte.

NOVITA’ IN VISTA

Durante il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata a suo carico dalle opposizioni il Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Danilo Toninelli ha dato una notizia importante. Il Ministro ha anticipato una grande novità per il comparto automobilistico. A breve sarà data attuazione alla normativa già presente nell’attuale Codice della Strada, per rendere la targa auto portatile. Ecco allora che grazie alla “portabilità” le targhe, diventeranno così personali e non saranno più legate al singolo veicolo. Il Ministro Toninelli ha informato così gli onorevoli: «la notizia di una importantissima misura che porterà a breve un risparmio in termini di tempo e denaro per tutti i cittadini: ossia la portabilità della targa quando si cambia auto. Si tratta di una di quelle innovazioni che avvicinano il mio ministero alla vita di tutti e di cui vado fiero» (Leggi l’Unione europea dichiara guerra ai furbi con targa estera).

I VANTAGGI

La soluzione di rendere la targa portatile è stata pensata per snellire la burocrazia italiana. In realtà non si tratta di una cosa rivoluzionaria, perché il Codice della Strada attualmente vigente già prevede qualcosa a riguardo. Nel dettaglio è statuito che le targhe sono considerate personali e che quindi possono essere impiegate dal singolo cittadino che ne è titolare. Ecco allora che appena si immatricola un veicolo si otterrà una targa che sarà personale per ben 15 anni. Alla scadenza il titolare dovrà richiedere il rinnovo della stessa per continuare ad impiegarla su di un proprio veicolo. Nel caso in cui si acquisti un veicolo usato l’acquirente sarà tenuto ad apporre la sua targa personale al mezzo. La targa precedentemente impiegata sarà trattenuta dal venditore. Qualora invece si venderà il proprio veicolo senza acquistarne un’altro la targa dovrà restituirla alla Motorizzazione (Leggi revisione auto senza targa come e quando è permessa). Vediamo cos’altro cambierà quando le targhe auto saranno portatili.

PROSPETTIVA ATTUATIVA

La nuova proceduta farebbe risparmiare al cittadino 41,78 euro offrendo anche meno burocrazia. Inoltre lo Stato potrà tutelarsi contro il gran numero di vetture, stabilmente presenti in Italia, ma provviste di targa estera. Insomma una nuova arma nella linea dura contro i furbetti che evadendo fisco e multe girano con targhe straniere in Italia, pur non essendo residenti nel nostro Paese. Eppure il fatto che le targhe auto saranno portatili comporta anche dei problemi. Si pensi ad esempio ai gestori delle flotte o alle società di leasing / noleggio che dal palco del “Ricambista Day”, organizzato a Verona dal Giornale del Meccanico, hanno fatto arrivare le loro preoccupazioni. Tutti questi soggetti, ha precisato l’ANIASIA,  controllando un numero importante di vetture (oltre 500.000), si troveranno costretti a gestire anche un numero importante di targhe auto.

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Toyota e Suzuki insieme per un futuro sostenibile

di Redazione — 21 Marzo 2019 ore 15:55

Toyota e Suzuki hanno concretizzato nelle scorse ore la collaborazione intavolata due anni fa, all’inizio del 2017, con l’obiettivo di trovare sinergie utili a ottimizzare sviluppo tecnologico e, soprattutto, produzione. Alla base c’è la condivisione di tecnologie, nello specifico motori e sistemi ibridi ma anche piattaforme, che consentano a ciascuna Casa di coprire meglio i mercati limitando i costi di sviluppo di nuovi modelli e la loro fabbricazione. Arrivando, come capita non di rado tra costruttori giapponesi, a scambiarsi alcune vetture da produrre con diversi marchi.

DA TOYOTA IL SISTEMA IBRIDO

Il primo punto dell’accordo riguarda la tecnologia ibrida, che Suzuki rende disponibile in forma soft con la sua gamma mild-hybrid. Toyota fornirà alla Casa di Hamamatsu il suo celebre ibrido HSD, unitamente alla piattaforma TNGA su cui ha sviluppato, ad esempio, le nuove Corolla e Rav4. Acquisizione preziosa per Suzuki, che solitamente si concentra sui segmenti delle utilitarie e delle city car e che potrà così competere in modo più ampio nelle categorie superiori realizzando due nuovi modelli per l’Europa.

DA SUZUKI I MOTORI BENZINA

In cambio, Suzuki fornirà a Toyota i suoi piccoli motori a benzina (presenti anche sulla nuova Vitara) di nuova generazione, anche questi destinati a “cittadine” e compatte, che la Casa delle Tre Ellissi produrrà autonomamente nel suo stabilimento in Polonia. Si tratta di due propulsori della famiglia Boosterjet a tre e quattro cilindri rispettivamente da 1 e 1,4 litri di cilindrata che spingono numerosi modelli dell’attuale gamma Suzuki.

NUOVI MODELLI PER INDIA E AFRICA

Il resto della collaborazione è focalizzato sulla condivisione di modelli. Suzuki metterà a disposizione Ertiga e Ciaz, una monovolume e una berlina compatte prodotte dalla sua controllata Maruti in India, realizzandone delle varianti marchiate Toyota da offrire sempre sul mercato indiano. I medesimi modelli, insieme a delle varianti di Baleno e Vitara Brezza, sempre marchiate Toyota e sempre costruite dalla Maruti, saranno esportate anche in Africa. Nel programma c’è anche una nuova monovolume compatta, sviluppata da Toyota ma da produrre ancora in India con entrambi i marchi. Dal 2022 la Vitara Brezza sarà inoltre costruita anche nello stabilimento Toyota Kirloskar Motor a Bangalore.

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Seat Tarraco, il SUV spagnolo protagonista nel deserto

di Francesco Donnici — 20 Marzo 2019 ore 14:31

Il nuovo SUV spagnolo regala un’emozionante dimostrazione delle sue doti da off-road tra le dune del suggestivo deserto marocchino.

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Volvo senza plastica: il progetto PlasticLess nelle concessionarie italiane

di Antonio Elia Migliozzi — 19 Marzo 2019 ore 18:18

Volvo decide di far proprio l’impegno nella lotta all’inquinamento da plastica. Il brand svedese si schiera contro l’inquinamento degli oceani e punta il dito contro la plastica. Ne deriva un’iniziativa congiunta Volvo – Lifegate che mira a sensibilizzare le amministrazioni locali circa l’importanza della salvaguardia degli ambienti marini. Il progetto prevede l’installazione del dispositivo Seabin chiamato a catturare plastiche e microplastiche lesive dell’ecosistema marino. L’impegno di Volvo, annunciato nel 2018, prevede anche l’eliminazione delle plastiche monouso da tutti i suoi uffici, dalle mense e dagli eventi realizzati dal brand a favore di alternative sostenibili e biodegradabili. Vediamo i dettagli.

CAMBIO DI ROTTA

I concessionari Volvo supporteranno l’installazione di nuovi dispositivi Seabin in alcuni dei principali porti italiani per contribuire alla salvaguardia del territorio italiano. Va detto che i dispositivi Seabin utilizzati nell’ambito del progetto LifeGate PlasticLess, sono estremamente efficaci nella raccolta dei rifiuti galleggianti. Grazie alla loro struttura sono posizionati nei porti, dove a causa dell’azione dei venti e delle correnti, convergono i rifiuti presenti in mare. Questo dispositivo è in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, ovvero oltre mezza tonnellata di rifiuti l’anno. Decisamente importante il fatto che sono recuperate anche le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm. Si tratta delle componenti più diffuse e pericolose perché, trovandosi nel sale marino e venendo ingerite dai pesci, entrano nella nostra catena alimentare (Leggi cosa sono e perché le microplastiche ci devono preoccupare).

SVOLTA GREEN

In casa Volvo la lotta all’inquinamento da plastica è un tema decisamente sentito. Come ha tenuto a precisare Chiara Angeli, Direttore Sales & Marketing Volvo Car Italia:“Il fatto che alcuni dei nostri concessionari più attivi e sensibili abbiano deciso di seguire e ampliare quanto iniziato da Volvo Car Italia lo scorso anno è un segnale assai forte e significativo della cultura di sostenibilità che permea l’intera organizzazione Volvo in ogni sua parte”. Insomma l’ecosistema industriale si schiera al fianco di quello ambientale. Volvo è fortemente impegnata a ridurre l’impatto ambientale sia dei suoi prodotti sia delle sue attività operative. Nel 2017 ha annunciato un vasto programma di elettrificazione per tutti i nuovi veicoli lanciati dopo il 2019. L’obiettivo, decisamente ambizioso, è quello di arrivare entro il 2025 a un fatturato globale costituito fino al 50% da vetture completamente elettriche. L’impegno nella lotta all’inquinamento da plastica non si ferma qui. Quanto alle attività operative, Volvo punta a una riduzione dell’impatto sull’ambiente entro il 2025. Nel gennaio dello scorso anno lo stabilimento svedese di Skövde, specializzato nella costruzione dei motori, è diventata la prima unità produttiva del Gruppo ad impatto zero sul clima (Leggi l’auto diventa ecologica e riciclabile).

IMPEGNO GLOBALE

Il sostegno al progetto LifeGate PlasticLess si inserisce in un impegno ad ampio raggio di Volvo. Nell’ambito dell’impegno nella lotta all’inquinamento da plastica, Volvo Cars ha annunciato nel 2018 due ambiziosi obiettivi senza plastica. Innanzitutto, entro l’anno in corso, Volvo provvederà all’eliminazione delle plastiche monouso in tutti i suoi uffici, nelle mense e negli eventi aziendali. Oltre 20 milioni di articoli in plastica monouso, come ad esempio bicchieri, contenitori per alimenti e posate, verranno dunque sostituiti con alternative realizzate in carta o legno. Secondo il brand parliamo di 140 tonnellate di articoli in plastica. Nel medio lungo termine Volvo ha annunciato che entro il 2025, il 25% delle plastiche utilizzate per la costruzione delle nuove auto proverrà da materiali riciclati.

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Auto nuova diesel: il 71% degli italiani indecisi sull’acquisto

di Antonio Elia Migliozzi — 18 Marzo 2019 ore 21:44

Il mercato dell’auto è alle prese con incertezze trasversali. Sempre più consumatori non sanno come orientarsi nella scelta dell’auto nuova. A pesare sul diesel i toni propagandistici con i quali si è criminalizzata questa motorizzazione. Insomma i temi sul banco sono tanti e l’edizione di quest’anno del Forum Automotive ha volto mettere a fuoco alcuni aspetti importanti. Presentati anche i numeri di un sondaggio che mettono nero su bianco la particolarità del momento; solo il 16% degli italiani dichiara di sentirsi completamente sicuro della propria scelta in relazione al livello di inquinamento prodotto dai motori diesel e benzina. A pesare anche i forti dubbi sul futuro valore di rivendita dell’auto appena messa in garage. Vediamo tutti i dettagli.

CARA AUTO NUOVA

Gli italiani sono alle prese con incertezze trasversali nella scelta dell’auto sono nuova. Emergono forti incertezze nel mercato complici le paventate limitazioni alla circolazione delle vetture a gasolio. Ecco allora che le possibilità di accesso a incentivi per l’acquisto di vetture elettriche grazie all’Ecobonus e le campagne di demonizzazione del diesel, alimentano un diffuso senso di disorientamento che rallenta il mercato. L’osservatorio OntheMove di Doxa ha messo nero su bianco i dati grazie ad un nuovo sondaggio; il 71% degli intervistati non si sente più sicuro ad acquistare un’auto a gasolio perché teme i blocchi imposti dai Comuni e il 68% ha timore che i brand dell’auto ne possano interrompere a breve la produzione. Insomma temi decisamente caldi sul banco dell’edizione di quest’anno del Forum Automotive (Leggi Ecobonus ed Ecotassa quanto costa l’assicurazione).

INCERTEZZA TRASVERSALE

Il mercato italiano, come del resto quello europeo, è alle prese con incertezze trasversali. Questo contesto accresce l’appeal per le auto con motorizzazione GPL, le elettriche e le ibride. Eppure per il diesel c’è qualche speranza perché, secondo il 69% degli interpellati, comprare un’auto diesel può ancora essere un’ottima scelta quanti macinano molti chilometri. Solo il 16% degli italiani dichiara di sentirsi completamente sicuro della propria scelta in relazione al livello di inquinamento prodotto dai motori diesel e benzina. Nel dettaglio, rispettivamente, il 19% e il 20% degli acquirenti hanno forti dubbi sul futuro valore di rivendita dell’auto appena immatricolata (Leggi i dati del mercato auto a febbraio 2019). L’incertezza sul prezzo, questa volta di acquisto, coinvolge anche le vetture con GPL, le elettriche e le ibride. Questo accade probabilmente perché il funzionamento dell’Ecobonus non è del tutto chiaro.

MEGLIO SE INFORMATI

Aumentano anche i dubbi sulla possibilità di “sopravvivenza” anche dei diesel di nuova generazione. Ciò nonostante il 13% di italiani intervistati è ancora fermamente convinto che continueranno a circolare per lungo tempo. In un contesto di incertezza trasversale come quello attuale, spopolano falsi miti e interpretazioni strampalate del futuro. Ecco allora che crescono i numeri dell’ibrido che per il 29% degli italiani è indicato come la scelta futura più probabile. Ecco allora che diventa cruciale il ruolo dell’informazione. Se il 52% dei consumatori dichiara esplicitamente di sentirsi “disorientato”, il 70% degli italiani sostiene di avere bisogno di più informazioni di quelle che possiede per scegliere l’auto giusta. Barbara Galli, BU Director di Doxa commenta “Ci troviamo di fronte a cittadini affamati di rassicurazioni, che si rivolgono a tutte le fonti possibili per raccogliere elementi su cui fondare le proprie decisioni. Decisioni con un impatto economico e psicologico di rilievo. L’analisi del search di Google mostra trend in forte crescita delle ricerche online relative a ibrido ed elettrico, con picchi in corrispondenza agli annunci di possibili dismissione del diesel”.

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Consiglio acquisto SUV: budget fino a 25.000 euro

di Redazione — 18 Marzo 2019 ore 19:40

Proseguono le guide all’acquisto di SicurAUTO.it . Dopo aver analizzato il mercato delle piccole e quello delle berline compatte del segmento C, ci siamo occupati dei crossover, cioè di quel tipo di auto che attualmente sta scalando più rapidamente di ogni altro le classifiche di vendita. Ora è il momento di parlare dei SUV, che si distinguono da questi ultimi per le dimensioni maggiori, per la disponibilità della trazione integrale e per una maggiore vocazione fuoristradistica o comunque per un aspetto meno automobilistico e più off-road. Noi di SicurAUTO.it, con questa nuova guida, vogliamo aiutarvi a scegliere l’auto che si adatta di più alle vostre esigenze e al vostro budget, ovviamente senza mai dimenticare la sicurezza. Le guide sono strutturate per fascia di prezzo e si basano su un budget prestabilito, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Per ogni segmento abbiamo preso in considerazione i modelli più venduti del mercato. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Ecco i SUV che si possono acquistare con un budget di circa 25.000 euro.
Guida aggiornata il 18 marzo 2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione, magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche.  Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco in breve i SUV con un budget intorno ai 25.000 euro disponibili sul mercato, in ordine alfabetico.

CITROEN C3 Aircross

La Citroen C3 Aircross è un SUV compatto in vendita dal 2017 che ripropone le linee anticonvenzionali, ma più moderate lanciate dalla C4 Cactus. Ha un prezzo di listino che parte da 18.250 euro e con i suoi 415 cm di lunghezza si pone praticamente al vertice dei B-SUV adatti anche alla città. Bisogna sicuramente non farsi mancare nulla per superare il tetto dei 25 mila euro al quale non si arriva neppure con la versione top di gamma Shine. Per chi si accontenta di qualcosa in meno ci sono anche gli allestimenti Live e Feel. La gamma di motori è piuttosto ampia e mette di fronte alla scelta tra i benzina PureTech 82, PureTech 110 S&S Feel EAT6, PureTech 130 S&S e diesel BlueHDi 100 e BlueHDi 120. Guarda qui il crashtest Euro NCAP della C3 Aircross.

DR EVO5

Il SUV low cost italo-cinese è proposto con carrozzeria 5 porte e una variegata gamma di versioni benzina e a gas. La DR 5EVO ha un prezzo di listino che parte da 14.900 euro; una cifra che permette di portare a casa un’auto da 4,4 metri con aspirazioni da fuoristrada. La gamma conta su un unico motore 1.6 benzina, declinato anche nelle versioni bifuel benzina-GPL e benzina-metano. Se oltre al risparmio puntate anche alla sicurezza, ecco come è andato il crashtest della DR 5EVO.

DR3

La DR3 è l’ultima novità del brand molisano basato su una piattaforma condivisa con il costruttore cionese Chery e lanciata nel 2018. Buona dotazione di serie (inclusa la retrocamera e il cruise control come per altri modelli) a partire da 15.000 euro per un crossover da 420 cm. La gamma si basa sui recenti 1.5 in versione aspirata a benzina (106 cavalli) e bifuel Gpl o Metano (98 cavalli) con prezzi fino a 17.500 euro.

DR4

La DR4 appare più tecnologica e contemporanea della DR5 e in effetti introduce molte dotazioni di livello superiore a un prezzo di partenza da 17.000 euro. L’allestimento base ha di serie i sedili in pelle riscaldati, la retrocamera e il cruise control, tutto in un’auto da 434 cm. La gamma della DR4 si articola su due allestimenti con motore 1.6 benzina e un allestimento bifuel benzina-GPL da 116 cavalli (8 in più della versione monofuel). Della DR4 non sono note le prestazioni di protezione poichè non è ancora stata testata da Euro NCAP.

DR6
La DR6 esalta ulteriormente i contenuti hitech rispetto alle auto più democratiche della gamma italo-cinese. Di serie infatti, oltre a una buona dotazione, ci sono anche Android Auto e l’accesso Keyless entry senza chiavi. Certo, si porta a casa un’auto dalle apparenze di un SUV (ha cambio manuale e trazione solo davanti) di 4,5 metri a patto di essere disposti a investire 20 mila euro. Anche i motori sono nuovi rispetto ai vecchi 1.6; la gamma conta 2 allestimenti con motore 1.5 turbo benzina da 152 cavalli, che nella variante Cross bifuel GPL si ferma a 140 cavalli.

DACIA DUSTER

La Dacia Duster è stata rinnovata totalmente sottopelle, anche se il frontale non mostra chiare modifiche come i fari posteriori. La nuova Duster in realtà offre più spazio per i passeggeri e ha un’inclinazione del parabrezza diversa pure restando sui 4,3 metri. Il prezzo di listino parte da 11.900 euro, ma c’è l’imbarazzoi della scelta tra gli allestimenti (4): si parte dalla versione Access e si arriva alla Prestige. Mentre i motori sono il 1.6 (anche GPL) e 1.3 TCe benzina e il 1.5 diesel DCi e BlueDCi. Ecco i risultati del crashtest della nuova Dacia Duster.

FORD KUGA

È lunga 4,52 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 456 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.5 EcoBoost è spinta da un 4 cilindri turbobenzina con 120 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 6,2 L/100 km con 143 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 25.850 euro.

HONDA HR-V

La nuova Honda HR-V è in listino dal 2018 con un prezzo che guarda in alto e parte da 22.500 euro. La dotazione di serie però è adeguata: ci sono tra le altre chicche, sedili riscaldati, cruise contro e frenata di emergenza automatica. Forse è un investimento importante per un’auto da 433 cm, ma che si ripaga con i contenuti e sicurezza. Un solo motore 1.5 benzina (130 cavalli) declinato in diversi allestimenti a seconda della dotazione autonoma di serie. Ecco i risultati del crash test Euro NCAP.

HYUNDAI TUCSON

È lunga 4,48 metri, ha 5 porte e 5 posti, con un volume minimo del bagagliaio di 513 dm3. Testata nel 2015 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (86%. 85%, 71%, 71%). Nella versione base è equipaggiata con un propulsore 1.6 turbo benzina 4 cilindri da 132 cavalli e un consumo dichiarato nel misto di 6,3 l/100 km e 147 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 22.750 euro. La Hyundai Tucson si fa ambasciatrice di un nuovo stile e cura nei dettagli per la Casa coreana. Non solo gli esterni, ma soprattutto gli interni hanno ricevuto particolare cura, risultando più spaziosi e tecnologici. Il sistema di infotainment è rappresentato da uno schermo da 8″ posizionato al centro della plancia.

JEEP RENEGADE

È lunga 4,23 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 351 dm3.Testata nel 2014 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle e il punteggio 87%, 85%, 65%,74% (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC + Hill Start Assistant e Hill Descent Control. La versione d’accesso è equipaggiata con il 1.0T3 FireFly benzina da 120 cavalli (ha sostituito il 1.6 benzina e-Torq da 110 cavalli). Il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,9 L/100 km con 134 g/km di emissioni di CO2. Con l’allestimento Sport è offerta a partire da 22.400 euro.

KIA SPORTAGE

È lunga 4,48 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 480 dm3. Testata nel 2015 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base Sportage 1.6 GDi è spinta da un 4 cilindri da 132 CV. Il prezzo di listino parte da 24.500 euro.

MAZDA CX-3

È lunga 4,27 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 350 dm3. Testata nel 2015 da Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 2.0 SkyActivG è spinta da un 4 cilindri benzina da 121 CV. Il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,6 L/100 km con 119 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 19.500 euro.

MITSUBISHI ASX

È lunga 4,36 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 419 dm3. È stata testata nel 2011 dall’Euro NCAP e ha ottenuto 5 stelle (86%, 78%, 60%, 71%). Un solo motore disponibile 1.6 benzina o bifuel a GPL da 117 cv. Il listino parte da 20.650 euro. Prodotta nel 2011, la versione attuale si riferisce all’ultimo restyling, arrivato nel 2016, con un nuovo frontale e una nuova griglia anteriore.

NISSAN QASHQAI

È lunga 4,38 metri, ha 5 posti e 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 430 dm3. Testata nel 2014 dall’Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (88%, 83%, 69%, 79%). Sono disponibili 4 motorizzazioni, 2 benzina e 2 diesel. I benzina partono da un 1.200 cc turbo 4 cilindri da 116 cavalli, con consumi dichiarati di 5,6 l/100 km e 129 g/km di CO2, e si completano con un 1.600 cc turbo 4 cilindri da 163 cv, 5,8 l/100 km e 134 g/km di CO2. Per i diesel abbiamo un 1.500 cc turbo da 110 cavalli, 3,8 l/100 km i consumi dichiarati nel misto con 99 g/km di emissioni di CO2, insieme a lui un 1.600 cc turbo 4 cilindri da 131 cv, 4,4 l/100 km e 115 g/km di CO2. Il listino parte da 21.250 euro. Questa è la terza generazione del celebre SUV di Nissan, che si presenta con un design tutto nuovo, e nuovi materiali per quanto riguarda gli interni. L’introduzione più interessante è comunque il ProPilot di Nissan, con sistemi di guida semi-autonoma.

PEUGEOT 3008 

È lunga 4,45 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 520 dm3. Testata nel 2016 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESP. Nella versione base PureTech Turbo 130 S&S Access è spinta da un 3 cilindri 1.2 da 131 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 L/100 km con 117 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 23.450 euro e attualmente non sono in corso promozioni sul modello.

SEAT ATECA 

È lunga 4,36 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 510 dm3. Testata nel 2015 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.0 TSI  EcoMotive Style è spinta da un 3 cilindri da 1.0 litro e 115 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,4 L/100 km con 122 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 28.670 euro mentre la versione più accessoriata FR costa a 35.470 euro.

SKODA KODIAQ

È lunga 4,70 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 835 dm3. EURO NCAP non ha ancora testato questo modello, il quale comunque ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.5 TSI è spinta da un motore turbo da 1.5 litri  e 150 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 6,5 L/100 km con 147 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 28.470 euro.

SSANGYONG XLV

La SsangYong Xlv è un grosso SUV meno nudo e crudo, impreziosito con rifiniture migliori. Con un’auto da 444cm si porta a casa un veicolo capace di caricare 720 litri nel bagagliaio. La dotazione è ricca (cruise control e frenata automatica) come il prezzo che parte da 21.800 euro. Diverse versioni e motori tutti 1.6 a benzina, bifuel GPL e diesel. Peccato non abbia però brillato nei crash test Euro NCAP.

SUZUKI NUOVA VITARA

In vendita dal 2018 in Italia, la nuova Suzuki Vitara ha prezzi che partono da 20.980 euro, ma a meno di ricercatezze si trova già tutto di serie fin dalla versione d’ingresso. Tre allestimenti e due motori creano un ventaglio di scelte che include il 1.0 Boosterjet a 2 e 4 ruote motrici e il 1.4 Boosterjet a trazione anteriore che non si può avere con trasmissione automatica. Nella versione precedente del 2015 ha fatto l’en plein nei crashtest Euro NCAP.

TOYOTA C-HR 

È lunga 4,36 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 377 dm3. Testata da EURO NCAP nel 2017 ha ottenuto le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base CVT Active è spinta da un 4 cilindri turbo da 1.2 litri  e 1166 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,9 L/100 km con 134 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 25.150 euro.

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Skoda testa l’app per ricevere le consegne in auto

di Redazione — 18 Marzo 2019 ore 18:08

L’evoluzione dell’auto non passa soltanto per lo sviluppo di nuovi motori e la ricerca di inedite soluzioni per la mobilità. Si lavora anche per studiare funzioni in grado di facilitare la vita di chi utilizza l’auto quotidianamente. Un esempio di tale impegno arriva da Skoda. La Casa ceca ha iniziato lo sviluppo di un sistema per trasformare la propria auto in un nuovo indirizzo per la consegna degli acquisti online.

SI PARTE IN REPUBBLICA CECA

Il progetto pilota è partito grazie alla collaborazione tra Skoda, appunto, e i siti cechi di e-commerce Alza.cz e Rohlik.cz. Segue l’esperimento già compiuto tempo fa da Volvo, che ha studiato per i suoi modelli una soluzione simile. Ma come funziona questo nuovo metodo di consegna? Attraverso un’apposita app, dopo aver acquistato un prodotto, il cliente deve spuntare la casella di “consegna in auto”.

L’AUTO DIVENTA INDIRIZZO DI CONSEGNA

A questo punto il corriere troverà la posizione del veicolo per mezzo del gps e non dovrà fare altro che raggiungerlo. Poi, sempre attraverso la app, al corriere verrà dato accesso al vano bagagli dell’auto per un periodo di tempo limitato. Dopo aver riposto il pacco all’interno del veicolo è lo stesso corriere a richiudere la macchina servendosi del programma sullo smartphone. A quel punto, al cliente viene notificata l’avvenuta consegna. Come detto, altre Case hanno messo a punto un servizio analogo, ma il tema dell’e-commerce legato alle auto, al Ces 2019, è stato affrontato anche in numerosi altri modi.

LABORATORIO DI IDEE

Il nuovo progetto pilota per le consegne in auto nasce dal lavoro di Skoda Auto DigiLab, che si occupa anche di intelligenza artificiale. Si tratta del centro di sviluppo di nuovi servizi del produttore di Mlada Boleslav. Il lavoro principale del “lab” è la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e per la mobilità del futuro, attraverso la partnership non soltanto con realtà esterne già affermate, ma anche con tante start-up legate principalmente al mondo del web.

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Alfa Romeo Romeo: furgone simbolo dell’Italia anni 60

di Francesco Giorgi — 18 Marzo 2019 ore 16:13

Non è un errore: il “Romeo” si contrapponeva alla leggiadra Giulietta, della quale ereditava l’unità motrice, nella gamma di proposte Alfa Romeo. Ha accompagnato il “boom” economico italiano.

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Skoda: l’auto diventa un punto di consegna per pacchi

di Giuseppe Cutrone — 18 Marzo 2019 ore 14:25

Skoda punta a far diventare l'auto un punto di consegna per i pacchi acquistati online.

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Guida autonoma: negli USA il 71% è preoccupato dagli incidenti

di Antonio Elia Migliozzi — 15 Marzo 2019 ore 20:40

Il settore automotive si apre alla rivoluzione tecnologica più importante della sua storia. La guida autonoma e connessa rappresenta una sfida per tutti i costruttori ma restano davvero tante incognite senza risposta. Ecco che uno studio mette in luce che il 71% degli automobilisti intervistati non ha alcun interesse a salire a bordo di un veicolo a guida autonoma e si dice spaventato. A pesare in negativo sono stati gli incidenti che hanno coinvolto acune vetture in fase di test; tristemente noto quello che ha visto un mezzo Uber investire ed uccidere un pedone negli Usa. Eppure, prosegue l’AAA, è tutta questione di fiducia perché il 68% dei driver che ha guidato con l’aiuto degli ultimi ADAS ha maggiore propensione a fidarsi di queste funzionalità rispetto ai conducenti che non le possiedono. Vediamo i dettagli.

QUESTIONE DI DIFFIDENZA

Il sondaggio svolto dall’istituto di ricerca AAA ha rilevato che il 71% delle persone ha paura di viaggiare a bordo di veicoli completamente autonomi. I dati indicano che il sentimento generale non è ancora tornato ai livelli precedenti agli incidenti che hanno coinvolto alcuni veicoli in fase di test; prima era “solo” il 63% a manifestare timori. Secondo lo studio la chiave per aiutare i consumatori a sentirsi maggiormente a proprio agio sui veicoli a guida completamente autonoma sarà il contatto vero con le auto autonome pronte per il commercio. Secondo Greg Brannon, direttore del dipartimento Automotive Engineering presso l’AAA “Avere l’opportunità di interagire con la tecnologia dei veicoli parzialmente o completamente automatizzata contribuirà a rimuovere alcuni dei dubbi che i consumatori hanno e ad aprire la porta per una maggiore accettazione” (Leggi Seat punta sul futuro 5G).

IL SONDAGGIO

L’esperienza sembra, infatti, giocare un ruolo chiave nell’impatto delle nuove tecnologie sul mercato. Oggi molte auto circolanti sono dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida, i cosiddetti ADAS, il cui funzionamento si lega a molte tecnologie che vederemo sui veicoli completamente autonomi. Il recente sondaggio AAA ha rivelato che un’interazione regolare con gli ultimi sistemi ADAS come l’assistenza al mantenimento di corsia, il cruise control adattivo, la frenata automatica di emergenza ed il parcheggio automatizzato migliorano significativamente il livello di fiducia del consumatore medio. In media, i conducenti che hanno una di queste quattro tecnologie sulla propria auto hanno circa il 68% di probabilità in più di fidarsi di queste funzionalità rispetto ai conducenti che non le possiedono. Dallo studio emerge che gli americani sono ricettivi all’idea della tecnologia dei veicoli automatici in applicazioni più limitate. Circa la metà, parliamo del 53%, si trova a proprio agio con le forme di trasporto a bassa velocità e a breve distanza, mentre “solo” il 44% vede i buon occhio mezzi completamente autonomi per la consegna di cibo o pacchi. Sul trasporto persone solamente uno su cinque è favorevole alla guida autonoma (Leggi big data una risorsa ancora inesplorata).

I TIMORI

“Nonostante le paure ancora alte, lo studio AAA mostra anche che gli americani sono disposti a compiere piccoli passi verso l’integrazione di questo tipo di tecnologia nelle loro vite, ha continuato Brannon, il quale si dice comunque certo che “L’esposizione pratica in ambienti più controllati e a basso rischio accoppiati a un’educazione più forte giocherà un ruolo chiave nell’attenuare i timori riguardo alle auto a guida autonoma”. Attualmente, più della metà degli americani (55%) pensa che entro il 2029, la maggior parte delle auto avrà la capacità di guidare da sola. Insomma questo sondaggio, condotto a gennaio 2019 su un campione di 1.008 soggetti dai 18 anni in su, ci restituisce uno spaccato vero dell’opinione pubblica in uno dei paesi maggiormente esposto nel settore. Sarà veramente questione di tempo e fiducia? Non resta che aspettare.

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Mercato auto Europa: -1% con 1,15 milioni di immatricolazioni a febbraio

di Donato D'Ambrosi — 15 Marzo 2019 ore 11:52

Il mercato auto Europa fa i conti con le immatricolazioni in diminuzione anche a febbraio 2019. Secondo il report ANFIA su dati ACEA (l’associazione europea dei Costruttori), tra i maggiori Paesi in cui si vendono più auto, quelle diesel continuano a diminuire in Italia (-21%) e Spagna (-29%). Una diminuzione significativa rispetto alla media europea (-13%) e al trend inverso della Germania, dove invece la vendita di auto diesel è cresciuta del +3% rispetto a febbraio 2018. Ecco il quadro generale del mercato Europa visto attraverso le immatricolazioni auto dei 5 maggiori mercati di Spagna, Italia, Francia, Regno Unito e Germania.

LA SPAGNA PERDE L’8,8% DI IMMATRICOLAZIONI

Rispetto a quanto succede in Italia – leggi qui le immatricolazioni di febbraio, nel mercato auto Europa la Spagna registra il minor calo di vendite di tutti i principali mercati: -8,8% di immatricolazioni. Solo 100.701 immatricolazioni auto che sono per la maggiore auto a benzina (60%). Sebbene con una quota del 10%, le auto ibride (elettriche e a gas) ed elettriche registrano un picco di crescita importante: +128% le auto elettriche; +24,5%  le ibride plug-in; +89% le ibride a gas; +31% le ibride elettriche-benzina.

LA FRANCIA MANTIENE IL 34% DI DIESEL

In Francia c’è un’inversione di tendenza a febbraio 2019 rispetto al mese dell’anno scorso: il mercato riguadagna il +2,1% di immatricolazioni, con un totale di 172.438 auto vendute. In Francia le vendite di auto diesel calano del -11%, fermandosi al 34% delle immatricolazioni. Di conseguenza le auto a benzina vendute si fermano al 58% in volume ma guadagnano il 5% rispetto allo scorso anno. Le auto ad alimentazione alternativa sono solo il 6,7% delle quote totali ma meglio che nel Regno Unito. Le auto elettriche sono aumentate del +46%, le auto ibride tradizionali del +1%, mentre le ibride Plug-in del +7%.

GERMANIA, BOOM DI AUTO A GPL

In Germania il mercato dell’auto si riprende più di tutti a febbraio 2019: le auto immatricolate sono aumentate del +2,7%. A un ripresa delle vendite di auto diesel (+3%) corrisponde un calo delle vendite di auto a benzina del -2,5%. Ma il vero boom riguarda le vendite di auto a GPL (+95% rispetto al 2018) rispetto a un calo del 68% di auto a metano. Anche in Germania, le vendite di auto elettriche aumentano del +82%, le ibride +83%, mentre calano le ibride Plug-in del -14%.

NEL REGNO UNITO IL 65% DI IMMATRICOLAZIONI A BENZINA

Anche il mercato inglese si riprende timidamente il +1,4% di immatricolazioni con un totale di 81.969 auto nel mercato auto Europa. Anche nel Regno Unito le auto diesel scendono sotto la quota di vendite del 30% a fronte di un recupero delle auto a benzina che costituiscono il 65% di vendite a febbraio. Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano ancora quote molto basse (2,6% del totale), ma le vendite sono in ascesa per le elettriche (+106%), per le ibride (+33%), per le ibride Plug-in (+15%).

IL BILANCIO DEI COSTRUTTORI IN EUROPA

Tra i principali Gruppi automobilistici di Costruttori, sono pochi quelli che registrano un segno positivo nel cumulativo delle immatricolazioni tra i vari brand rispetto al mese di febbraio 2018. PSA Group cresce del +1% trainato da Citroen. Renault Group deve il +0,3% ai numeri positivi di Lada. Daimler fa +5,6% dalla media di Mercedes (+4,6%) e Smart (+9,1%). Poi ci sono Volvo Car Corp. (+7,6%) e Mitsubishi (+29,1%). Guarda tutti i dati nel pdf scaricabile qui sotto.

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