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TIM Ricarica Automatica raddoppia il bonus per le nuove attivazioni

di Pietro Paolucci — 24 Gennaio 2020 ore 18:46

Una promozione valida ancora per poche ore consente a chi attiva per la prima volta TIM Ricairca Automatica di ricevere un bonus per il traffico dati. Ecco come approfittarne, i dettagli e come funziona questa nuova offerta di TIM.

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Autovelox mobili: qual è la distanza minima tra segnale e postazione?

di Raffaele Dambra — 24 Gennaio 2020 ore 16:29

Multa con Autovelox annullabile

In presenza di autovelox mobili qual è la distanza minima tra il cartello di segnalazione del limite di velocità e il dispositivo di rilevazione? A questa domanda ha recentemente risposto la Corte di Cassazione con la sentenza n. 32104/2019, intervenendo sulla vicenda di un automobilista multato per aver circolato oltre i limiti consentiti. In particolare la Suprema Corte ha ricordato che autovelox fissi e mobili prevedono una distanza minima diversa tra segnale e dispositivo, e che bisogna tenerne conto quando si accertano eventuali infrazioni.

AUTOVELOX E DISTANZA MINIMA TRA SEGNALE E DISPOSITIVO MOBILE, IL CASO IN QUESTIONE

Il caso preso in esame dalla Cassazione, riportato da Altalex, ha riguardato un uomo multato per eccesso di velocità per aver circolato a 88 km/h su una strada con limite di 70 km/h (velocità rilevata con autovelox mobile). Dopo la notifica della multa il presunto trasgressore ha fatto ricorso al Giudice di Pace, lamentando che lo strumento di rilevazione della velocità si trovava a una distanza minima inferiore a quella prevista per legge, ovvero 1 km, dal segnale che impone il limite. Il GdP gli ha dato torto ma in sede di appello il tribunale ha accolto la sua tesi, annullando la sanzione amministrativa. La vicenda è finita quindi in Cassazione, i cui giudici hanno dovuto stabilire se la distanza di 1 km dal cartello di segnalazione debba essere osservata solo in caso di dispositivi fissi, o anche per quelli mobili presidiati dagli agenti accertatori.

AUTOVELOX: LA DISTANZA DI 1 KM TRA SEGNALE STRADALE E DISPOSITIVI È SOLO PER QUELLI FISSI

Ebbene, la Corte di Cassazione ha ‘sposato’ la prima ipotesi, spiegando che la norma che prevede la distanza di almeno 1 km dal segnale che impone il limite di velocità (art. 25 comma 2 legge 120/2010) si riferisce solo ed esclusivamente agli apparecchi di controllo remoto. Questo perché per gli autovelox fissi la legge considera congrua distanza di 1 km tra il segnale e la postazione di rilevamento per avvisare gli automobilisti del mutamento del limite di velocità. Viceversa in caso di accertamento eseguito con modalità ‘mobile’ mediante apparecchi elettronici presidiati in loco dalla pattuglia della polizia stradale tale distanza non è più giustificata, dato che la postazione dell’autovelox mobile con tanto di agenti al seguito rappresenta un elemento per effetto del quale un conducente è messo nelle condizioni di avvistarla con maggiore anticipo.

AUTOVELOX MOBILI: LA DISTANZA TRA SEGNALE E POSTAZIONE VA VALUTATA CASO PER CASO

Di conseguenza, non essendoci una norma precisa che regola l’esatta distanza tra il segnale del limite di velocità e la postazione mobile, per la Cassazione (rifacendosi anche a precedenti sentenze come la 25769/2013 e la 20327/2018) tale distanza deve essere soltanto ‘adeguata allo stato dei luoghi’. Allo stesso tempo si ricorda che gli autovelox mobili devono essere segnalati con cartelli posizionati ad almeno 400 metri dal punto in cui è collocato l’apparecchio di rilevamento della velocità. Alla luce di ciò la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del tribunale d’appello ma non ha ripristinato la multa al conducente sanzionato, rinviando la questione al giudice di merito che, come suggeritogli dalla Suprema Corte, dovrà esprimersi dopo aver valutato l’adeguatezza della distanza tra il cartello di segnalazione e la postazione mobile, con riferimento allo stato dei luoghi.

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Acquisto auto nuova: come dovrebbe essere in una concessionaria auto

di Donato D'Ambrosi — 24 Gennaio 2020 ore 14:07

Quante volte siete andati in concessionaria per decidere l’acquisto dell’auto nuova e siete usciti insoddisfatti ancora più confusi? Secondo un’indagine USA l’esperienza di comprare l’auto in una concessionaria non dipende più dal prezzo. La maggior parte dei clienti intervistati immagina meno venditori e più esperienze immersive per toccare con mano le tecnologie che stanno per acquistare.

ACQUISTO AUTO NUOVA, A 2 SU 3 NON BASTA GUARDARE

L’indagine sulla soddisfazione dei consumatori che acquistano un’auto nuova in concessionaria è stata realizzata da Cox Automotive e dimostra che avere le auto ferme in vetrina non piace ai clienti. Solo 1 consumatore su 3 si è dichiarato soddisfatto del modello attuale di concessionaria auto. Il 70% delle persone su un campione di 2 mila intervistati preferisce scoprire quali sono i punti di forza della marca piuttosto che entrare in uno showroom tradizionale. Il 63% infatti cambierebbe anche Marca di auto a patto di poter ottenere più tecnologia e servizi.

COME E’ CAMBIATO L’APPROCCIO ALL’ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA

La prova su strada, determinante in molti casi, è solo una delle condizioni che spinge a comprare l’auto nuova. Dall’indagine emerge che la parte delle trattative e burocratica è quella meno interessante per oltre la metà delle persone. L’86% dei consumatori desidera completare almeno una fase dell’acquisto online, mentre il 60% vorrebbe utilizzare più tempo per conoscere meglio l’auto nuova da comprare anziché discutere seduto a una scrivania. Significa – secondo gli analisti – che gli acquirenti vogliono dare sempre meno risalto agli aspetti scomodi dell’acquisto. Il 60% infatti avrebbe più favorevolmente richiesto aiuto a un esperto capace di mostrare e spiegare particolari dell’auto piuttosto che a un venditore.

ACQUISTO AUTO NUOVA, SOLO DOPO AVERLA PROVATA A LUNGO

Tra le persone intervistate il 17% aveva già acquistato un’auto nuova e quasi la metà (con meno di 40 anni) avrebbe più favorevolmente cambiato auto e anche Marca in uno showroom coinvolgente e interattivo. “E’ un’idea sbagliata che le persone non vogliono più andare in concessionaria per l’acquisto dell’auto nuova” spiega CA nella ricerca. L’approccio invece che sembra più gradito è quello dei Brand Experience Centers, sulla falsa riga degli Apple Store, per intenderci. Luoghi dove l’acquisto dell’auto nuova non è necessariamente il fine della visita, almeno non prima di aver provato e sperimentato l’auto per un giorno intero.

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Pneumatici auto: i 5 Paesi dove si vendono più gomme in Europa

di Donato D'Ambrosi — 24 Gennaio 2020 ore 10:32

La classifica dei Paesi dove si vendono più pneumatici auto vede in testa la Germania, che ha superato l’Italia anche in altri settori. I dati ufficiali sui Paesi dove si vendono più gomme vengono dall’associazione europea di Produttori di pneumatici che ha diffuso il bilancio delle vendite in Europa nel 2019.Ecco quali gomme si vendono di più in Italia e i Paesi d’Europa dove il mercato delle gomme è più forte per alcune tipologie di veicoli.

PNEUMATICI AUTO IN EUROPA: 4 SU 10 SONO GOMME INVERNALI

Il bilancio sulle vendite di pneumatici auto in Europa nel 2019 non è esaltante, secondo i dati Dell’ETRMA (l’associazione europea di produttori di pneumatici). Nel 2019 infatti il numero di gomme di ricambio vendute in Europa è diminuito in tutti i settori: tra gli pneumatici auto destinati al primo equipaggiamento, al ricambio, sia tra le gomme invernali che le gomme estive. Nel 2019 sono state vendute quasi 219 milioni di gomme nuove di ricambio, per auto, SUV e veicoli leggeri. Tra le gomme vendute in Europa il 58% sono estive, mentre la restante quota sono pneumatici invernali e gomme quattro stagioni.

I 5 PAESI PIU’ FORTI NELLA VENDITA DI PNEUMATICI AUTO IN EUROPA

Tra i Paesi che nel 2019 hanno venduto più pneumatici auto di ricambio, la Germania è di gran lunga il mercato principale, con circa 20 milioni di pneumatici più della Francia. L’Italia è al terzo posto tra i Paesi d’Europa per vendite di gomme auto (supera appena 20 milioni di pneumatici auto venduti, in calo rispetto al 2018). Poi ci sono il Regno Unito e la Spagna. L’Italia fino al 2017 in testa alla classifica dei Paesi per vendite di pneumatici moto, nel 2019 si conferma al secondo posto dopo la Germania (entrambe a circa 2 milioni di gomme vendute). Il mercato delle gomme per moto e scooter è curiosamente l’unico settore che nel 2019 ha fatto registrare un incremento delle vendite di pneumatici del +2%. Clicca sulle immagini sotto per vederle a tutta larghezza.

OLTRE GLI PNEUMATICI AUTO, LE IMPORTAZIONI IN EUROPA DA COREA E CINA

La Turchia è il Paese principale per vendita di pneumatici Truck (circa 1,7 milioni di gomme), seguita da Germania, Italia, Regno Unito e Francia. Le vendite di gomme per autocarro e autobus sono quelle che maggiormente hanno subito il dumping dalla Cina. Un fenomeno che l’UE ha cercato di contrastare con i dazi sulle importazioni di pneumatici, lasciando però spazio ad altri Paesi. “Le importazioni dalla Cina sono state almeno in parte sostituite da importazioni da altri paesi, ha spiegato Fazilet Cinaralp, Segretario Generale ETRMA,  in particolare il Sud-est asiatico (+170% nel 2019) e Corea del Sud (+ 117% nel 2018 e + 7% nel 2019)”.

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Strade e autostrade Anas: 3.500 ponti senza manutenzione

di Raffaele Dambra — 23 Gennaio 2020 ore 13:14

Strade e autostrade Anas

Come se non bastasse la già critica situazione di molti viadotti autostradali gestiti da Autostrade per l’Italia e da altre società concessionarie private, un’inchiesta del Corriere della Sera a firma Milena Gabanelli e Andrea Pasqualetto getta qualche ombra sul grado di sicurezza di migliaia di ponti che attraversano le strade e autostrade italiane gestite da Anas. I quali risulterebbero privi di controlli e manutenzione da chissà quanti anni. In particolare ce ne sono oltre 700 (precisamente 763, dato di gennaio 2020) a cui manca addirittura un proprietario che provveda all’ordinaria manutenzione e sono soltanto controllati ‘a vista’ dai cantonieri. E 3.572 (su un totale di 4.991 ponti da ‘attenzionare’) che, nonostante abbiano una proprietà certa, nel 2019 hanno ugualmente ‘saltato’ le ispezioni obbligatorie per legge. E quindi non è dato sapere in che condizioni siano.

STRADE E AUTOSTRADE ANAS: NEL 2019 CONTROLLI SOLO SUL 28% DEI PONTI PIÙ CRITICI

Proprio così: a leggere i dati riguardanti i controlli a viadotti e cavalcavia registrati fino a dicembre 2019, quelli sulle infrastrutture principali e più critiche si sono fermati a neppure un terzo del dovuto (1.419 su 4.991, il 28%), mentre le verifiche sulla pavimentazione sono risultate addirittura azzerate. Significa che ad oggi Anas potrebbe non conoscere le condizioni in cui si trova il 72% delle sue strutture più delicate. E questo nonostante l’obbligo per legge di effettuare ispezioni annuali sotto la supervisione di ingegneri qualificati. Da notare inoltre come il dato sia peggiorato dal 2018, quando erano stati stati ispezionati il 58% dei ponti. Insomma, sempre peggio.


Grafico Corriere.it (cliccare sull’immagine per visualizzarla più grande)


MANUTENZIONE PONTI ANAS: IN ALCUNE REGIONI NESSUNA ISPEZIONE SU CENTINAIA PREVISTE PER LEGGE

Ci sono regioni in cui non si è mossa proprio foglia. E non è neppure questione di nord o sud perché le criticità sono state riscontrate un po’ dappertutto. In Piemonte e Friuli Venezia Giulia, per esempio, sono state fatte zero (ripetiamo: zero) verifiche su, rispettivamente, 205 e 64 previste. Numeri simili sulle autostrade siciliane (zero su 348) e sulla Salerno – Reggio Calabria (7 su 574), gestite entrambe da Anas. Nelle Marche 1 ispezione su 271 messe in programma, in Puglia 73 su 264, nel totale della Sicilia 13 su 496. Viceversa in Liguria l’Anas ha passato al setaccio 201 ponti quando avrebbe dovuto ispezionarne solo 18. Forse una naturale conseguenza del crollo del Ponte Morandi di Genova che ha scoperchiato la drammatica situazione di molte infrastrutture della regione.

Grafico Corriere.it (cliccare sull’immagine per visualizzarla più grande)


STRADE E AUTOSTRADE ANAS: MANCATA MANUTENZIONE NON PER MANCANZA DI FONDI

Ma perché tutte queste omissioni sui controlli e la manutenzione dei ponti su strade e autostrade Anas? Per il Corriere non sarebbe una questione di (pochi) fondi. Leggiamo infatti che l’Anas dispone di risorse importanti. “Il contratto di programma stipulato con il Ministero delle Infrastrutture aveva stanziato per il quinquennio 2016-2020 23,4 miliardi, aumentati lo scorso anno a 29,9, più della metà per la manutenzione programmata, l’adeguamento e la messa in sicurezza di ponti, gallerie e pavimentazione. […] In più, per il biennio 2019-2020, ben 2,7 miliardi sono stati destinati alla manutenzione straordinaria, d cui però sono stati spesi meno di 200 milioni”. I problemi quindi risiedono altrove e nell’indagine condotta da Gabanelli e Pasqualetto si avanzano pure delle ipotesi inquietanti (fenomeni corruttivi, spese gonfiate, lavori di manutenzione fatturati a prezzo pieno ma eseguiti solo parzialmente per spartirsi il residuo)…

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Jeep ibride Plug-in 4Xe: 4 motivi sul perché comprarla in prevendita

di Donato D'Ambrosi — 23 Gennaio 2020 ore 11:14

Fiat-Chrysler lo aveva annunciato: il 2020 sarà l’anno in cui le auto ibride ed elettriche FCA arriveranno sul mercato ed è arrivato il momento di scoprire da vicino le Jeep ibride Plug-in 4Xe. E visto che “l’effetto Tesla” funziona, perché non mettere in prevendita le Jeep Renegade e Compass ibride Plug-in? Detto, fatto. FCA ha diffuso caratteristiche e prezzi delle Jeep ibride Plug-in 4Xe per l’Italia: ecco come sono fatte le versioni speciali First Edition e i contenuti extra per chi le acquista in prevendita.

1.LE JEEP IBRIDE PLUG-IN IN SERIE LIMITATA

Comprare una delle prime Jeep ibride Plug-in (Renegade o Compass) prenotandola online o aspettare il lancio ufficiale dal primo semestre 2020? Come funziona l’eco bonus sulle auto ibride prenotando una Jeep ibrida Plug-in in anticipo? Fino al 9 marzo 2020 è possibile prenotare una Jeep Renegade ibrida Plug-in o una Jeep Compass versando un deposito (rimborsabile se cambiate idea) di 500 euro. Il motivo che rende vantaggioso l’acquisto anticipato è che le due auto sono prenotabili nella versione First Edition, una serie limitata con dotazione di connettività e sicurezza al top. Dopo aver prenotato l’auto online si potrà prenotare l’ecobonus sono finalizzando l’acquisto direttamente in concessionaria.

2.LE JEEP IBRIDE PLUG-IN PER LA GARANZIA EXTRA

Comprare una Jeep ibrida Plug-in in prevendita nella versione First Edition permette di avere 5 anni di garanzia totale sull’auto (3 in più rispetto a quella standard). Sulla batteria al litio ricaricabile da 11 kWh invece la garanzia sarà di 8 anni, come per tutte le auto elettriche della nostra indagine sui costi di manutenzione. Nel pacchetto First Edition è inclusa anche la WallBox Hybrid con potenza di ricarica di 3kW, per ricaricare in 3,5 ore o 1 ora e 40 minuti se portata a 7,4 kW senza cambiare hardware.

3.LE JEEP IBRIDE PLUG-IN PER LE PRESTAZIONI

Le Jeep Renage e Compass ibride Plug-in in prevendita si potranno scegliere solo tra 5 colori della carrozzeria, ma la configurazione ibrida è nell’allestimento più performante. Il motore turbo benzina FireFly 1.3 sulle ruote anteriori e il motore elettrico sulle ruote posteriori forniscono una potenza totale di 240 cavalli. La velocità in modalità elettrica (fino a 50 km di autonomia con la sola batteria) è di 130 km/h, mentre nella versione Hybrid è limitata a 200 km/h. Se pensate siano troppi, potrete orientarvi sulle versioni meno briose tra alcuni mesi. Nella modalità di guida combinata i consumi ufficiali della Jeep Renegade ibrida Plug-in scendono fino a 50 km/l  e 46 g/km di CO2 (ciclo NEDC). Quindi rientra nella fascia di emissioni da 21 a 70 g/km di CO2 con uno sconto di 1500 euro o 2500 euro di Ecobonus, senza o con la rottamazione di un’auto da Euro 1 a Euro 4. Dal 2022 invece le auto ibride saranno scaglionate diversamente e potrebbero cambiare anche le regole sull’ecobonus.

4.LE JEEP IBRIDE PLUG-IN PER LA DOTAZIONE DI SERIE

Acquistare in prevendita una Jeep ibrida First Edition comporta un investimento non da poco (40.900 Euro per Renegade e 45.900 Euro per Compass). Per questo FCA ha incluso nella versione in serie limitata First Edition una serie di contenuti hi-tech per il comfort e la sicurezza di guida. La Jeep Renegade 4Xe avrà di serie i fari full led (bi-xeno invece la Compass 4Xe). Su entrambe le auto si potrà gestire e controllare la ricarica della batteria tramite il sistema UConnect NAV da 8,4 pollici o dallo smartphone. Tra i sistemi di sicurezza e le dotazioni saranno di serie il Blind Spot, Park Assist, Retrocamera, i cavo Mode 3 per la ricarica pubblica e il Keyless go.

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Le 10 auto usate più vendute in Italia nel 2019

di Donato D'Ambrosi — 23 Gennaio 2020 ore 08:44

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Le 10 auto usate più vendute nel 2019, vedono gran parte dei modelli del Gruppo FCA e a marchio Fiat in testa anche con una percorrenza media che sfida le auto tedesche. Tra queste però alcuni modelli di auto usate cambieranno totalmente nei prossimi mesi e questo potrebbe rendere le auto usate ancora più appetibili. Se sei alla ricerca di un’auto usata molto diffusa, ecco la classifica delle 10 auto usate più vendute nel 2019.

LA FIAT 500 SCALZA LA FIAT PANDA TRA LE AUTO USATE PIÙ VENDUTE

La classifica delle 10 auto usate più vendute nel 2019 è stata realizzata da un noto motore di ricerca di annunci online che vede a sorpresa la Fiat 500. Rispetto alla classifica delle 10 auto nuove più vendute nel 2019 infatti, la Fiat Panda perde il posto d’onore. Per sapere quale auto usata gli italiani hanno comprato di più, sono stati analizzati gli annunci online attraverso la piattaforma. Tra le 10 auto usate più vendute in Italia nel 2019 sono solo due i modelli che non fanno parte del Gruppo FCA. Sorprende più di tutti la resilienza della Lancia Ypsilon, ormai prossima al pensionamento.

LA TOP5 DELLE AUTO USATE PIU’ VENDUTE E’ TUTTA ITALIANA

Tra le prime 5 posizione delle 10 auto usate più vendute nel 2019 si può scoprire come le Fiat relativamente recenti siano la scelta più frequente. Dopo Fiat 500 (2014), Fiat Panda (2016) e Fiat 500X (2018), la Lancia Ypsilon si piazza quarta tra le scelte più frequenti degli italiani. E non è per niente banale, se si pensa che nella classifica delle auto usate più vendute, si tratta della Lancia Ypsilon del 2007 con in media oltre 120 mila km. Il quintetto di testa si chiude con la Fiat Tipo usata, una scelta facile per chi cerca un’auto usata per la famiglia senza spendere troppo (in media 13.800 euro del 2017). Clicca sull’immagine sotto per vederla a tutta larghezza.

LA FIAT PUNTO RESISTE TRA LE 10 AUTO USATE PIÙ VENDUTE IN ITALIA

Nelle altre 5 posizioni delle 10 auto usate più vendute del 2019, sorprende la presenza dell’intramontabile Fiat Punto. Sebbene al 10 posto tra i modelli di auto usate più venduti, la Fiat Punto è anche la più economica sul mercato online (in media 3.200 euro per un modello del 2008 con circa 140 mila km). Prima della Fiat Punto gli italiani che preferiscono le straniere si orientano sulla Renault Clio, in sesta posizione. Oppure qualche posizione più giù sulla Volkswagen Golf VII (2017). L’auto in media più costosa tra le 10 auto usate più vendute nel 2019 è la Jeep Renegade (prossima a diventare ibrida Plug-in) con quasi 22 mila euro necessari per comprare un modello del 2019 con circa 11 mila km.

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Ferrari Dino 208 GT4 auto sportiva storica elaborata

di redazione — 22 Gennaio 2020 ore 17:50

Questa Ferrari Dino 208 GT4 del 1975 è un’auto sportiva storica elaborata con una potenza di 300 CV. La Dino GT4, la prima Ferrari by Bertone, non venne apprezzata subito dal mercato, divenendo una sorta di brutto anatroccolo. Questa si è trasformata in un cigno, perché oltre al restauro totale le è stato trapiantato un motore più potente, conferendole un handling più adeguato.

Ferrari Dino 208 GT4 tuning estetica

La silhouette della Dino GT4 è propria degli anni ’70, tipicamente Bertone, con i fari anteriori a scomparsa, il muso affilato come la Stratos, le linee spigolose frutto della matita di Marcello Gandini (che all’epoca lasciò i suoi tratti inconfondibili su numerose auto, in particolare Lamborghini, o prototipi tipo la A112 Runabout). La Dino è una vettura a quattro posti con motore centrale posteriore, la prima della sua specie a Maranello. L’esemplare in prova presenta la carrozzeria riverniciata nel 2007 dal precedente proprietario e i loghi col Cavallino applicati sulle fiancate. Inoltre i pneumatici di serie da 14” sono stati sostituiti con altri maggiorati, dei Toyo Proxes 205/50 R15 all’anteriore e 225/50 R15 al posteriore montati su cerchi Nori scomponibili, con canale rispettivamente da 7,5 e 8,5.

Ferrari Dino 208 GT4 auto sportiva storica elaborata - posteriore
Ferrari Dino 208 GT4 auto sportiva storica elaborata – posteriore

Ferrari Dino 208 GT4 tuning motore

Questa Dino 208 GT4 ha ricevuto un bel upgrade di potenza arrivando a circa 300 CV dai 170 CV iniziali, grazie all’adozione di una unità motrice più fresca che è stata anche elaborata: si tratta, come detto, di un 3.000 Quattrovalvole proveniente da una 308 GTB. La preparazione ha riguardato diversi organi del motore. Le canne dei cilindri non sono più al Nikasil (materiale delicato), ma sostituite con otto canne in ghisa realizzate su misura.

L’albero motore è bilanciato e il volano alleggerito così come la puleggia servizi. Le teste, rifatte con valvole e molle nuove, hanno subìto una modifica per l’utilizzo della benzina senza piombo. Sulle testate si vedono i tubi in rame che servono a migliorare lo scambio termico dell’acqua calda del propulsore. Hanno la sezione maggiorata rispetto agli originali, in quanto questi motori soffrono di surriscaldamento.

Scheda tecnica tuning Ferrari Dino 208 GT4

  • Riverniciatura completa rosso originale
  • Sostituzione motore e cambio prov. 308 GTB
  • Canne dei cilindri in ghisa fatte su misura
  • Albero motore bilanciato
  • Volano e puleggia servizi alleggeriti
  • Teste rifatte
  • Valvole e molle nuove
  • Tubi in rame a sezione maggiorata per acqua calda del motore – Due elettroventole aggiuntive sul radiatore
  • Scarico artigianale
  • Nuovi moduli di accensione
  • Pneumatici Toyo Proxes
  • Cerchi in lega Nori scomponibili
  • Sostituzione scatola sterzo
  • Sostituzione boccole, testine, silentblock ecc.
  • Ammortizzatori Koni ritarati
  • Impianto frenante nuovo
  • Tubi freno aeronautici
  • Costo totale intervento tuning 30.000 Euro
Ferrari Dino 208 GT4 auto sportiva storica elaborata - motore
Ferrari Dino 208 GT4 auto sportiva storica elaborata – motore

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Ferrari Dino 208 GT4 - Elaborare 256
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Car sharing Roma: da maggio 2020 servizio esteso alle periferie

di Raffaele Dambra — 22 Gennaio 2020 ore 12:38

Car sharing Roma

Con la delibera 306/2019 la Giunta Capitolina ha esteso alle periferie, fino a raggiungere Ostia, il servizio di car sharing a Roma, oggi limitato alle zone centrali e semi centrali (1, 2 e 3). Le nuove linee guida per la mobilità condivisa saranno in vigore dal 1° maggio 2020, sino ad allora rimarranno valide le attuali norme. In cambio del potenziamento del servizio gli operatori di car sharing della Capitale otterranno sconti sul canone che versano nelle casse del Comune di Roma: più si spingeranno lontano dalle aree del centro e meno pagheranno.

CAR SHARING ROMA: LE ATTUALI REGOLE E LE NOVITÀ 2020

Attualmente, infatti, gli operatori versano al Campidoglio 1.200 euro l’anno per ciascun veicolo, tariffa che comprende l’accesso libero nella ZTL e la sosta gratuita sulle strisce blu. Il canone scende a 480 euro annui se prevede solo il parcheggio libero negli stalli a pagamento. Ma dal prossimo 1° maggio, con l’estensione del servizio alle zone più periferiche, le tariffe caleranno progressivamente in base all’area di operatività. Per esempio nella zona 4, quella del GRA (Grande Raccordo Anulare), sul prezzo pieno di 1.200 euro ci saranno sconti da 90 a 540 euro a seconda della superficie dell’area, che va da 4 a 24 kmq. E per le società di car sharing che decideranno di coprire anche la zona 5 (area extra GRA) e la zona 6 (area di Ostia) di Roma, nella migliore delle ipotesi il canone potrà addirittura azzerarsi.

CAR SHARING A ROMA: FLOTTA DA CAMBIARE OGNI 4 ANNI

Per accedere alle tariffe agevolate gli operatori di car sharing a Roma, oltre ad ampliare la copertura del servizio, dovranno garantire dei servizi minimi. I più importanti sono: prevedere il noleggio in condivisione 24 ore su 24, con disponibilità di un call center per le necessità dei clienti; cambiare i veicoli ogni 4 anni, oppure al raggiungimento di 100 mila km di percorrenza, con modelli nuovi e dal minimo impatto ambientale; garantire, a partire dal 2021, una flotta composta da almeno 600 vetture o 200 se si tratta di soli veicoli elettrici. Il Comune di Roma si impegnerà invece a realizzare nuovi stalli dedicati ai veicoli in sharing e una serie di isole ambientali nei punti più strategici della città (ad esempio presso le stazioni ferrovie e della metro o al capolinea dei mezzi pubblici), dotate anche di colonnine di ricarica.

ROMA: SHARING IN PERIFERIA ANCHE PER GLI SCOOTER

Nella delibera che ha introdotto le suddette novità si specifica che le nuove linee guida saranno valide dal 1° maggio 2020 non solo per gli operatori di car sharing ma anche, ove compatibili, per quelli di scooter sharing. A Roma il servizio di noleggio auto in condivisione è attualmente offerto da Enjoy, Share Now (la nuova società nata dall’unione di Car2go e Drive Now, qui le tariffe), Sharengo e Car Sharing Roma, quest’ultimo gestito direttamente dal Comune. Per gli scooter abbiamo invece Zig Zag, eCooltra e Cityscoot.

Cliccando sul tasto Scarica PDF si può visualizzare l’intera delibera 306/2019 di Roma Capitale con tutte le specifiche delle nuove linee guida sul car sharing da maggio 2020.

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Eco Bonus Auto Ibride: il Ministero valuta nuove regole dal 2022

di Donato D'Ambrosi — 22 Gennaio 2020 ore 12:30

L’Eco Bonus Auto Ibride dal 2022 avrà nuovi criteri di assegnazione degli incentivi auto in base alle emissioni di CO2. Almeno secondo quanto abbiamo scoperto da fonti ufficiali del Ministero dei Trasporti. Il tutto per ora è nelle mani del Ministero dello Sviluppo Economico per l’approvazione delle nuove regole sugli incentivi ed eco bonus auto ibride. Ecco come cambieranno gli scaglioni in base ai quali si differenziano le auto ibride dal 2022.

ECO BONUS AUTO IBRIDE, DAL 2022 CAMBIANO LE REGOLE

Sotto la denominazione di auto ibride oggi finiscono un po’ tutte le auto con un motore a combustione (ICE) abbinato a qualsiasi sistema elettrificato di recupero dell’energia. Fatta eccezione per le auto ibride Plug-in (quelle che si comportano da auto elettriche “pure” per un po’ di km) gli attuali Eco Bonus fino al 2021 si fermano alle auto che emettono fino a 70 g/km di CO2. In pratica alle auto elettriche e alle ibride Plug-in. Un blocco che evidentemente taglia fuori dagli incentivi la famiglia media italiana (nel 2019, il 50% ha speso meno di 20 mila euro) interessata ad acquistare una nuova auto ibrida tradizionale.

ECO BONUS AUTO IBRIDE, NUOVI SCAGLIONI DAL 2022

In base a quanto abbiamo appreso, dal 2022 l’Eco Bonus Auto Ibride terrà in considerazione anche delle auto ibride meno efficienti, dividendole in gruppi. Ci si aspetta infatti che proprio dal lancio delle utilitarie micro ibride come la Fiat Panda e Fiat 500 Hybrid, la nicchia delle auto ibride rosicchierà quote alle auto a benzina, ormai più vendute delle diesel. In questa ottica diventerà rilevante ripartire gli incentivi e i bonus sulle auto ibride in base a una scala che distingue i veicoli ibridi a basse emissioni da 60 a oltre 95 g/km di CO2. L’anticipazione ai nuovi criteri sugli Eco Bonus Auto Ibride viene ripresa anche da un comunicato ufficiale PSA. Ecco le future classi previste per le auto ibride dal 2022 e, sotto, perché saranno decisive nella scelta dell’auto nuova.

ESENZIONI ED ECO BONUS AUTO IBRIDE DAL 2022

Oltre a scoprire che dal 2022 cambieranno le regole sugli Eco Bonus Auto Ibride però è venuto fuori anche che il Ministero dei Trasporti non ha emanato alcuna circolare a riguardo. Quindi le informazioni che circolano in rete riguardo a una “circolare n.37409 del 3/12/2019”, ad oggi fanno riferimento in realtà a una bozza riservata sulla base di cui poi il MISE dovrà esprimersi riguardo agli incentivi auto ibride dal 2022. Questa nuova suddivisione in scaglioni però altre anche ad un’altra ipotesi, come riporta Maurizio Caprino de Il Sole 24 Ore, cioè anche nuovi blocchi o un giro di vite alle esenzioni. “i micro e i mild sembrano destinati a diffondersi abbastanza nei prossimi anni. – spiega Caprino – Se diventeranno un fenomeno di massa, però, faranno tornare ad aumentare il traffico ed è possibile che i Comuni diventino più selettivi, escludendoli dai benefici attuali.”

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Pneumatici fuori uso rivenduti illegalmente in Italia: 40 mila ogni anno

di Raffaele Dambra — 21 Gennaio 2020 ore 17:18

Pneumatici fuori uso rivenduti illegalmente

La piaga dei pneumatici fuori uso rivenduti illegalmente nel nostro Paese è stata descritta molto bene durante la presentazione del rapporto “I Flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia”, presso la sede del ministero dell’Ambiente a Roma. Nel corso dell’incontro è stata anche illustrata l’attività svolta negli ultimi due anni e mezzo dall’Osservatorio CambioPulito, nato nel 2016 dalla collaborazione di Legambiente, Ecopneus, EcoTyre e Greentire con le associazioni di categoria Confartigianato-Imprese, CNA, Assogomma, Airp e Federpneus, proprio per contrastare le pratiche illegali del settore degli pneumatici e PFU.

PNEUMATICI FUORI USO RIVENDUTI ILLEGALMENTE: QUANTI DANNI…

L’Osservatorio ha stimato che ci siano addirittura tra 30 e 40 mila tonnellate di pneumatici immessi ogni anno illegalmente nel mercato nazionale. Con conseguente mancato versamento del contributo ambientale per raccolta e riciclo di circa 12 milioni di euro, un’evasione dell’Iva stimabile in circa 80 milioni e un’esposizione al rischio di abbandono nell’ambiente di gomme fuori uso derivanti da attività illegali. E nonostante questo il sistema della raccolta e del recupero dei PFU continua a rappresentare per l’Italia un caso di eccellenza nella gestione dei rifiuti e nel percorso del Paese verso l’economia circolare, assicurando ogni anno il recupero di oltre 380 mila tonnellate di pneumatici fuori uso raccolti presso gommisti, autofficine e stazioni di servizio. Tra l’altro l’Italia è al secondo posto in Europa nella vendita ed export di gomme usate.

PFU ILLEGALI: UNA PIATTAFORMA PER SEGNALARE PRESUNTE SOCIETÀ DISONESTE

Dal giugno 2017 al 15 dicembre 2019 l’Osservatorio, anche tramite la piattaforma di whistleblowing CambioPulito, riservata agli operatori del settore e gestita da Legambiente, ha registrato 361 denunce di illeciti, che hanno riguardato 301 società. In particolare i Carabinieri per la tutela dell’ambiente hanno ricevuto segnalazioni su 136 aziende, l’Autorità garante del mercato e della concorrenza ne ha ricevute 14 su altrettanti siti web sospetti e il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli 24 nella sola Campania. L’80% delle segnalazioni ha riguardato presunte violazioni delle regole di commercio, della libera concorrenza e del mercato del lavoro e grazie a esse è stato possibile mettere a fuoco anche la dinamica della recrudescenza di furti di pneumatici nuovi per l’immissione nel mercato nero. Tra le regioni più interessate dalle segnalazioni la Campania (77), seguita da Lombardia (51), Puglia (25) e Abruzzo (22).

PNEUMATICI FUORI SUO ILLEGALI: LE PROPOSTE PER DEBELLARE IL FENOMENO

Alla luce di tutto questo è emersa dunque la necessità di agire concretamente per far sì che tutti i quantitativi di PFU siano ricondotti alla legalità e all’ottimo sistema nazionale di gestione, garantendo il recupero di tutti i PFU generati e soprattutto tutelare gli operatori corretti. A questo proposito la filiera ha presentato al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, presente all’incontro, una serie di proposte finalizzate a una più efficace azione di contrasto dei fenomeni illegali. Tra le azioni auspicate: l’istituzione del Registro dei produttori e degli importatori di pneumatici e l’aggiornamento almeno semestrale della Banca Informativa Pneumatici BIP; l’istituzione di un Ufficio di controllo dei soggetti autorizzati alla raccolta di PFU (consorzi e individuali); la costituzione di una task force tra Forze dell’ordine e Agenzia delle Dogane, per contrastare i fenomeni di vendita in nero di pneumatici e i traffici e gli smaltimenti illegali.

LA RISPOSTA DEL MINISTRO COSTA: È PRONTO UN DECRETO

Il ministro ha ascoltato le proposte con estremo interesse, annunciando che il dm sulla raccolta e la gestione dei pneumatici fuori uso, adesso all’esame del ministero della Giustizia, è in dirittura d’arrivo. E che entro fine febbraio dovrebbe essere pronto per la firma. “Il nostro intento”, ha spiegato il ministro Costa, “è provare ad assecondare con il nuovo decreto ministeriale le legittime esigenze della filiera. Sperimentandolo sul territorio e verificando se così funziona o se occorre modificarlo. Bisogna fare in modo che il sistema normativo sia elastico”.

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Le 10 auto usate più cercate in Italia nel 2019

di Donato D'Ambrosi — 21 Gennaio 2020 ore 09:54

Le 10 auto usate più cercate dagli italiani nel 2019, non sono proprio le auto più desiderate. Comprare un’auto usata è spesso una necessità, più che un ripiego all’auto nuova. Se nel 2018 la Volkswagen Golf era il modello più cercato sul web, il patriottismo fa strada alla Fiat Panda. Ecco quali sono le auto usate online che gli italiani hanno cercato di più tra gli annunci nel 2019.

LE PAROLE PIU’ CERCATE TRA LE AUTO USATE ONLINE

Ad eleggere la Fiat Panda in testa ai modelli più cercati tra le auto usate online è Subito Motori, che ha identificato le 10 auto usate più cercate tra 300 milioni di ricerche per parola chiave del 2019. Tra le ricerche maggiori che fanno gli italiani online in fatto di motori, le parole “4×4”, “GPL” e “microcar” sono quelle più frequenti. Il metano, per anni consolazione degli automobilisti al caro carburante e ai blocchi al traffico, scende di posizioni (9^ su 10) appena prima di “tuning”.

LE 10 AUTO USATE PIÙ CERCATE

Tra le 10 auto usate più cercate online nel 2019, la Volkswagen Golf ha ceduto il primo posto alla Fiat Panda, che passa in testa. Che si tratti di auto usate o nuove, i modelli Fiat sono persistentemente tra le scelte maggiori. La Fiat 500 infatti scala due posizioni tra le auto usate e va al terzo posto, scalzando la Fiat Punto che finisce in sesta posizione. Resta immutata la preferenza tra gli italiani nel 2019 per Smart, Volkswagen Polo e Golf e Alfa Romeo Giulietta. Mentre aumentano le ricerche sulla Mercede Classe A (10^) e Audi A3 (5^).

BRAND E TIPOLOGIE DI AUTO USATE, LE PREFERITE DAGLI ITALIANI

Tra i brand preferiti dagli italiani per le auto usate sono sempre le marche tedesche, con BMW, Mercedes e Audi in testa. Crescono le preferenze per Jeep, Porsche e Abarth, mentre Fiat perde una posizione nella valutazione complessiva. La classifica delle auto usate più cercate nel 2019 per carrozzeria è più variegata:  Fiat Panda (utilitarie), Audi A4 (Station wagon), Land Rover Defender (fuoristrada), Mercedes AMG C (sportive),  Volkswagen Tiguan (SUV) e Audi TT (spider).

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Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV con preparazione

di redazione — 20 Gennaio 2020 ore 17:46

Questa Volkswagen Scirocco 2.0 TDI con 297 CV è stata elaborata con preparazione di AM Service Autotecnica & LB Engineering.

VW Scirocco 2.0 TDI tuning estetica

Nel 2017 il colore impiegato dal proprietario per questa Scirocco era il Blu satin opaco per la carrozzeria e il nero lucido per il tetto realizzati con pellicole 3M, ma dal 2018 ha deciso di tornare al bianco originale lasciando soltanto il tetto nero. In compenso sono arrivati la mascherina R e tutti gli aggiornamenti del modello restyling 2015 che riguardano i fari ridisegnati e i nuovi paraurti della Scirocco R più aggressivi, soprattutto quello posteriore con sfoghi per l’aria.

L’ultimo perfezionamento, successivo alla prova, ha interessato l’avantreno con l’installazione di un generoso splitter Maxton Design di color nero lucido, mentre il retrotreno è impreziosito dall’estrattore Maxton Design.

Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV - posteriore
Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV – posteriore

VW Scirocco 2.0 TDI tuning motore

Si è deciso di far sviluppare il propulsore della Scirocco e per raggiungere a motore chiuso circa 300 CV si è lavorato sul turbocompressore, gli iniettori maggiorati, la pompa alta pressione, l’intercooler e il giro tubi di quest’ultimo realizzato con la stessa tecnica effettuata su Black Comet. Inoltre l’aspirazione diretta ha un condotto da 76 mm in acciaio con filtro a cono BMC.

L’intercooler originale è stato sostituito con uno maggiorato della Orra Racing posto dietro il paraurti; il turbo invece è un Garrett GTB2265VK di derivazione Audi, fornito da AVD Turbo, e gli iniettori maggiorati sono di derivazione Golf 7 GTD con map sensor Bosch da 4 bar.

Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV - motore
Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV – motore

VW Sciricco 2.0 TDI tuning assetto

A livello di sospensioni, si è andati sul sicuro montando un set di ammortizzatori a ghiera Bilstein B8 per ridurre l’altezza dal suolo e migliorare l’handling. L’impianto frenante anteriore inizialmente prevedeva soltanto dischi forati, ma è stato maggiorato in seguito alla nostra prova tramite l’utilizzo di componenti provenienti da una Porsche Cayenne con pinza a 6 pompanti, dischi da 350 mm e tubi in treccia aeronautici anteriori e posteriori. I cerchi in lega Oxigin Attraction nero lucido sono nella misura 8Jx18″, con pneumatici Bridgestone Potenza S001 235/40 R18.

Scheda tecnica tuning VW Scirocco 2.0 TDI

  • MOTORE
  • Turbo Garrett GTB2265VK derivazione Audi, fornito da AVD Turbo 1.600€
  • Iniettori maggiorati Golf 7 GTD 800€
  • Pompa alta pressione Bosch modificata stage 3 900€
  • Map sensor 4 bar Bosch 60€
  • Intercooler maggiorato 14 lt Orra Racing 450€
  • Scarico in acciaio da 63 mm by Vitty Exhaust System 1.000€
  • Aspirazione diretta, condotto da 76 mm con filtro a doppio cono BMC, giro tubi intercooler condotto maggiorato e accorciato, il tutto realizzato da Antonino Palmeri Automotori Service e Tony Sanna Autotecnica. Costo lavoro totale 750€
  • Mappa a cura dell’Ing. Luigi Bombaci (L.B. Engineering, Catania) e Matteo Liani 500€
  • TRASMISSIONE
  • Gruppo frizione rinforzato LUKpro DMF con modifica disco e spingidisco realizzata da Alessandro Scazzosi 660€
  • ASSETTO
  • Molle H&R -3 cm 250€
  • Cerchi in lega Oxigin Attraction 8jx18” 700€
  • Pneumatici Bridgestone Potenza S001 235/40 R18 550€
  • Modifiche successive alla prova
  • Ammortizzatori Bilstein B8 800€
  • Impianto frenante ant. maggiorato Porsche Cayenne 350 mm 1.000€
  • Tubi in treccia aeronautici ant. e post. 130€
  • INTERNI
  • Sedili rivestiti in pelle by Beautycar Trapani 2.000€
  • Volante rivestito in pelle by Beautycar Trapani 150€
  • Manometro turbo Depo Racing 60€
  • Manometro EGT Depo Racing 100€
  • Autoradio 2 Din da 9” 300€
  • ESTETICA
  • Kit aerodinamico Scirocco R restyling comprensivo di fari 1.800€
  • Modifiche successive alla prova:
  • Lama anteriore Maxton Design 200€
  • Estrattore posteriore Maxton Design 150€

Costo totale intervento tuning: oltre 12.000 Euro

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Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV su Elaborare 256
Volkswagen Scirocco 2.0 TDI elaborata 297 CV su Elaborare 256

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Abarth 500 elaborata 261 CV con preparazione

di redazione — 19 Gennaio 2020 ore 09:00

L’Abarth 500 è stata elaborata con 261 CV grazie alla preparazione tuning del tuner Autech con una vocazione molto pistaiola!

La preparazione di Autech sulla 500 dello Scorpione che, aveva già il turbo Garrett, i pistoni, l’aspirazione, l’impianto frenante maggiorato e tutto ciò che un malato di motori può immaginare, ha rimodulato il tutto!

Abarth 500 tuning motore

Si è deciso così di rimapparla per cercare di abbassare e ingentilire l’azione del turbo, in precedenza sonnacchioso fino ai 4.500 g/m ed esplosivo subito dopo. Si è scesi quindi a 260 CV non solo guadagnando affidabilità, ma migliorando notevolmente la linearità d’erogazione con il turbo che ora si sveglia parecchie centinaia di giri prima.

Abarth 500 elaborata 261 CV - posteriore
Abarth 500 elaborata 261 CV – posteriore

Il proprietario, sempre con il contributo di Autech, ha persino aggiunto il Launch Control, attivabile semplicemente accelerando con la frizione abbassata e lasciando che l’elettronica non porti il motore a superare i 4.800 g/m.

Scheda tecnica tuning Abarth 500 by Autech

  • Pistoni stampati CPS da 72.4 mm
  • Bielle originali lavorate e trattate con impallinatura
  • Volano monomassa in alluminio e frizione Protoxide rinforzata +30%
  • Valvole aspirazione e scarico in acciaio maggiorate
  • Lavorazione condotti della testata
  • Turbocompressore Garrett GT2554R su cuscinetti
  • Wastegate Garrett GT28 modificata
  • Intercooler artigianale in alluminio da 8 litri
  • Iniettori maggiorati Bosch Competition Serie Blu 400cc/min
  • Aspirazione diretta con presa d’aria frontale e filtro conico BMC
  • Impianto di scarico artigianale da 63 mm in acciaio inox
  • Catalizzatore metallico 200 CPSI Brain
  • Terminale di scarico Supersprint in acciaio inox con uscita doppia da 100 mm
  • Kit freni anteriori Brembo GT (Punto Essesse) con pinze 4 pistoncini e dischi forati da 305 mm
  • Dischi posteriori Tarox forati da 305 mm
  • Tubi freno in treccia metallica Goodridge
  • Pastiglie freno sportive Ferodo
  • Assetto coilover V-Maxx con altezze regolabili
  • Distanziali da 16 mm sui due assi
  • Colonnette ruote Sparco
  • Cerchi Abarth Essesse
  • Pneumatici Michelin Pilot Exalto 205/40 ZR17
  • Griglia frontale metallica Abarth Assetto Corse
  • Guschi specchietti laterali
  • Termometro digitale a display temperatura gas di scarico Road Italia
  • Misurazione pressione digitale Tru Boost AEM con gestore della pressione di sovralimentazione del turbo
  • Differenziale autobloccante
  • Coppa olio maggiorata
  • Sottoscocca sportivo
  • Mappatura centralina con Launch Control by Autech
  • Costo totale intervento tuning circa 14.000 Euro
Abarth 500 elaborata 261 CV - motore
Abarth 500 elaborata 261 CV – motore

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Abarth 500 elaborata 261 CV - Elaborare 256
Abarth 500 elaborata 261 CV – Elaborare 256

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Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV con preparazione

di redazione — 18 Gennaio 2020 ore 08:00

La Mini Cooper S JCW è stata elaborata con 267 CV grazie alla preparazione tuning del tuner Speedlab.

Questo gioiello inglese uscito dall’officina viterbese è una macchina piacevolissima da guidare, curata nei dettagli ed elaborata con passione e competenza, dotata di quel pizzico di rabbia che avrebbe dovuto avere da originale.

Anche se non è cattiva e veloce in pista come le precedenti versioni R53 e R56, con un buon soft tuning la F56 JCW può diventare divertente e capace di prestazioni molto elevate. Le manca il differenziale autobloccante…

Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV - posteriore
Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV – posteriore

Mini Cooper S JCW tuning

La preparazione di questa vettura curata dai tecnici della Speedlab di Viterbo, è un soft tuning semplice ma efficace. L’impianto di scarico originale è stato totalmente sostituito con uno in acciaio inossidabile dal diametro di 70 mm, con downpipe senza catalizzatore GP Garage, centrale e terminale John Cooper Works versione aftermarket.

L’intercooler di serie frontale ha lasciato il posto ad uno di maggiori dimensioni interamente in alluminio della Airtech, più efficiente e in grado di resistere a pressioni di sovralimentazione più elevate.

Scheda tecnica tuning Mini Cooper S JCW by Speedlab

  • Intercooler maggiorato Airtech 480 Euro
  • Impianto di scarico skat GPgarage 380 Euro
  • Centrale e terminale di scarico 70 mm John Cooper Works con valvola 1.880 Euro
  • Filtro aria Mishimoto 420 Euro
  • Riprogrammazione centralina 600 Euro
Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV - motore
Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV – motore

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Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV - Elaborare 256
Mini Cooper S JCW elaborata 267 CV – Elaborare 256

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Subaru Impreza WRX elaborata 317 CV con preparazione

di redazione — 17 Gennaio 2020 ore 14:09

Questa Subaru Impreza WRX è stata elaborata con 317 CV grazie alla preparazione tuning del tuner GMC Racing.

Subaru Impreza WRX tuning carrozzeria

Non sono poi così vistose le modifiche estetiche della Subaru Impreza WRX del 1998, se escludiamo il paraurti anteriore della versione VTR Limited Rally 22B del 1999 con apertura per l’aspirazione e l’enorme presa d’aria al centro del cofano motore, l’altro aspetto che si nota forse meno è la verniciatura delle minigonne e degli specchi nel classico azzurro metallizzato originale del modello.

Spiccano anche le ruote in lega Fondmetal Evo Corse da 17” con canale da 7,5”, che allargano quanto basta la carreggiata, equipaggiate con i non meglio identificati pneumatici Orion made in Serbia nella misura 215/40 R17.

Subaru Impreza WRX - posteriore
Subaru Impreza WRX – posteriore

Subaru Impreza WRX tuning motore

Il cuore della preparazione dell’Impreza WRX è tutto nel propulsore: il 4 cilindri boxer sovralimentato di 2.000 cc, oggetto di una rivisitazione completa da parte di GMC Racing. Innanzitutto la cilindrata è elevata a 2.122 cc modificando sia l’alesaggio (92,5 mm) che la corsa (79 mm), realizzando un albero motore speciale dal pieno e utilizzando bielle ad H rovesciata con bronzine trimetalliche ACL e pistoni stampati con canne in ghisa L.A.Sleave.

La lavorazione delle testate consiste nella lucidatura e raccordatura dei condotti, nell’adozione di valvole Supertech maggiorate di 1 mm e nell’utilizzo di guarnizioni forzate, serrando teste, banco e bielle con bulloni speciali ARP. L’alimentazione è a due bancate in parallelo, con collettori della Impreza STI e turbina TD04 maggiorata anch’essa della STI, presa d’aria dell’aspirazione nel paraurti e filtro a pannello in carbonio. La pompa elettrica della benzina è una Aeromotive 340, mentre la pompa dell’olio è una Spec-C.

Subaru Impreza WRX - motore
Subaru Impreza WRX – motore

Scheda tecnica tuning Subaru Impreza WRX

  • Estetica
  • Presa d’aria dinamica in vetroresina sul cofano
  • Paraurti anteriore del modello Rally Limited 22B con prese d’aria aspirazione
  • Verniciatura minigonne in tinta
  • Interni
  • Volante a calice con personalizzazione nome
  • Motore
  • Incremento cilindrata a 2.122 cc (alesaggio 92,5 mm e corsa 79 mm)
  • Albero motore ricavato dal pieno
  • Bielle ad H rovesciata
  • Bronzine trimetalliche ACL
  • Pistoni stampati
  • Canne L.A.Sleave in ghisa
  • Assi a camme riprofilati
  • Valvole aspirazione e scarico Supertech + 1 mm
  • Molle valvola Supertech
  • Lavorazione testate (lucidatura e raccordatura condotti)
  • Bulloni teste e banco ARP
  • Alimentazione con 2 bancate in parallelo
  • Aspirazione con filtro a pannello in carbonio
  • Pompa benzina Aeromotive 340 lt
  • Turbo TD04 maggiorato di derivazione Impreza STI
  • Intercoler Impreza STI con raffreddamento esterno ad acqua e serbatoio da 56 litri nel baule
  • Pompa olio Spec-C
  • Collettori di scarico GMC Racing con wastegate esterna 38 MVS
  • Scarico in acciaio da 63,5 mm con 1 terminale silenziato
  • Elettronica modificata con regolazione centralina e controllo parametri attraverso FC Commander sul cruscotto
  • Trasmissione
  • Volano di derivazione Impreza STI
  • Frizione monodisco in acciaio con spingidisco rinforzato
  • Cambio a 6 marce della STI
  • Trazione integrale permanente con differenziale autobloccante STi
  • Assetto
  • Retrotreno multilink di derivazione Impreza STI
  • Ammortizzatori ST regolabili
  • Molle e barre della STI
  • Barra duomi GMC in titanio a 3 punti di ancoraggio
  • Barra duomi posteriore GMC in titanio a 2 punti di ancoraggio
  • Freni
  • Dischi anteriori Brembo d. 320 mm con pinze a 4 pompanti
  • Dischi posteriori Impreza STi
  • Ruote
  • Cerchi in lega Fondmetal Evo Corse 7,5Jx17”
  • Pneumatici 215/40 R17

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Subaru Impreza WRX - Elaborare 256
Subaru Impreza WRX – Elaborare 256

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Audi A1 “1of1” elaborata 400 CV con preparazione Abt

di redazione — 14 Gennaio 2020 ore 14:59

Questa top car Audi A1 “1of1” è stata elaborata con 400 CV con preparazione tuning del tuner tedesco Abt, un pezzo unico che mostra un look decisamente aggressivo e deriva dal segmento B di lusso by Audi.

Audi A1 "1of1" elaborata 400 CV con preparazione Abt

Audi A1 “1of1” tuning carrozzeria

Il corpo vettura da cui deriva la A1 “1of1” è quello dell’ultima Sportback dotata di 5 porte sulla quale Daniel Abt ha eseguito notevoli interventi. Il più vistoso è sicuramente il montaggio di nuovi parafanghi widebody flottanti, che estendono quelli anteriori di 60 mm e quelli posteriori di 110 mm, totali. La preparazione estetica prosegue con un nuovo splitter frontale provvisto di canard d’angolo aggiuntivi, inedito cofano motore finestrato, minigonne laterali a lama, diffusore posteriore ridisegnato, alettone sopralunotto regolabile, nonché specchietti e altri dettagli modificati.

Audi A1 "1of1" elaborata 400 CV con preparazione Abt - interni
Audi A1 “1of1” elaborata 400 CV con preparazione Abt – interni

Audi A1 “1of1” tuning motore

Anche per quanto riguarda il settore meccanico, la trasformazione della A1 Sportback di fabbrica nell’esemplare unico “1of1” di queste pagine è stata cospicua ad iniziare dal gruppo motopropulsore. L’auto infatti è stata oggetto di uno swap motoristico da brivido, che ha visto rimpiazzare il 2 litri TFSI da 200 CV montato all’origine con l’unità da esso derivata installata sulla corsaiola Audi TT Cup e ulteriormente potenziata da Abt fino a ben 400 CV.

Audi A1 "1of1" elaborata 400 CV con preparazione Abt posteriore
Audi A1 “1of1” elaborata 400 CV con preparazione Abt posteriore

Scheda tecnica tuning Audi A1 “1of1” by Abt

  • Stesse caratteristiche dell’Audi A1 SPB 40 TSFI S-Tronic con le seguenti modifiche:
  • Motore: sostituzione con unità elaborata Abt-Audi TT Cup, modifica centralina elettronica, intercooler e radiatore acqua maggiorati, impianto di scarico racing con terminali tondi in carbonio da 114 mm. Potenza max 400 CV (294 kW), coppia max N.D.
  • Ruote: Abt 19” forgiate; pneumatici Michelin Pilot Sport Cup2, ant./post. 265/30 R19
  • Corpo vettura: Esterno – AeroKit widebody in carbonio, wrapping completo in pellicola vinilica rossa e nera con disegni geometrici. Abitacolo – Eliminazione porte e divano posteriori, rimozione pannelli superflui, sedili racing con cinture a 5 punti, rivestimenti interni in Alcantara e pelle neri con cuciture e ricami rossi, rollcage di sicurezza nero, volante Audi A8 con funzione overboost
  • Sospensioni: assetto coilover regolabile H&R
  • Freni: a disco autoventilanti e forati sulle 4 ruote (ant. 370 mm, post. N.D.), pinze ant. a 6 pistoni, post. a 4 pistoni
  • Dimensioni e pesi: lungh. 4,10 m, largh. 1,85 m, alt. variabile (min. 1,35 max 1,40 m), peso N.D.
  • Prestazioni: N.D.
  • Prezzo: N.D.

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Audi A1 "1of1" elaborata 400 CV con preparazione Abt
Audi A1 “1of1” elaborata 400 CV con preparazione Abt

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Cover Elaborare n. 256 Gennaio 2020
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Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 elaborata 350 CV con preparazione

di redazione — 11 Dicembre 2019 ore 17:21

Questa Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 è stata elaborata con 350 CV con preparazione del tuner romano Leone Motorsport. Anche se elaborata con un semplice soft tuning, la Giulia Veloce sfodera prestazioni degne di nota, un vettura da usare tutti i giorni ma che, al momento opportuno, è in grado di stupire!

Questa Giulia Veloce Ti Q4 Non è un’auto leggera, ma nonostante ciò la Giulia Veloce Q4 stacca dei tempi spettacolari. Lo 0-100 in 5 secondi è eccezionale, così come i 13,2 secondi nei 400 metri. I cavalli ci sono, sono tanti e perfettamente distribuiti. Chissà cosa potrebbe fare questo motore magari con turbo maggiorato: i 400 CV sarebbero una pura formalità!

Motore Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 elaborata 350 CV con preparazione Leone Motorsport
Motore Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 elaborata 350 CV con preparazione Leone Motorsport

Alfa Romeo Giulia Veloce tuning motore

Quelli della FCA hanno commesso un enorme errore nel non “raccontare” niente del propulsore 2000 GME Multiair 2 della Giulia. Se lo avessero fatto, i soliti “sapientoni” avrebbero avuto terreno meno facile a denigrare questa meravigliosa unità raccontando menzogne.

Il preparatore dichiara una potenza di oltre 350 CV, che saremmo stati curiosi di verificare al nostro banco prova frenato per capire realmente le potenzialità del motore e vedere l’andamento della curva.

Alfa Romeo Giulia Veloce tuning assetto

Completano la rivisitazione della Giulia Veloce Q4 i dischi freno anteriori compositi (campana in ergal e pista in ghisa) maggiorati da 350 mm, abbinati alle pinze di serie (essendo radiali, è stato sufficiente adottare un distanziale piano). I dischi posteriori invece sono da 320 mm, ma con profilo a margherita.

L’assetto, controllato dal sistema DNA, è rimasto di serie. Della Giulia una cosa non convince fino in fondo: il cruscotto. Avrebbero dovuto osare di più, replicando la posizione degli strumenti aggiuntivi.

Scheda tecnica tuning Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 by Leone Motorsport (prezzi)

  • Motore
  • Kit filtro aria ad aspirazione diretta Eurocompulsion V2
  • Riprogrammazione centralina elettronica
  • Impianto di scarico completo con dekat Ragazzon con linea maggiorata da 76 mm .
  • Impianto frenante
  • Dischi anteriori compositi 350 mm
  • Dischi posteriori 320 mm a margherita

Costo totale intervento tuning 3.850 Euro

Motore Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 elaborata 350 CV con preparazione Leone Motorsport
Motore Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 elaborata 350 CV con preparazione Leone Motorsport

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Alfa Romeo Giulia Veloce Ti Q4 elaborata 350 CV con preparazione Leone Motorsport
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Frizioni maggiorate, kit antislittamento by Ricambi tuning

di redazione — 10 Dicembre 2019 ore 17:02

Ricambi Tuning propone le frizioni maggiorate HP3, azienda che, in un’officina altamente specializzata, produce dei kit frizioni maggiorate per moltissimi modelli di auto, eliminandone gli slittamenti. Il prodotto si monta sul volano originale: è ordinabile in diverse versioni con disco organico, kevlar, bimateriale sinterizzato e carichi progressivi con rinforzo dal 20% fino al 40%. Il kit include il complessivo maggiorato, il disco frizione rinforzato e, dove previsto, il cuscinetto reggispinta. Prodotto e testato singolarmente, non in serie, il kit HP3 by Ricambi Tuning è in vendita in esclusiva sul sito web www.ricambituning.it.
Ricambi Tuning – Tel. 011/19700301 – www.ricambituning.it

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IONITY, dal 31 gennaio al via il nuovo piano tariffario

di Valentina Acri — 20 Gennaio 2020 ore 16:15
IONITY ha annunciato ufficialmente l’arrivo di un nuovo piano tariffario per le sue stazioni di ricarica. A partire dal 31 gennaio la tariffa della rete di ricariche veloci avrà un costo pari a 0,79 euro al kWh. Nata da una joint venture tra Mercedes Benz, BMW, Ford e Volkswagen Group con l’obiettivo di costruire un […]
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