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Processori Intel: come verificarne lo stato di salute e le caratteristiche

15 Novembre 2019 ore 16:49
Non appena si inizia semplicemente a usare una CPU o una GPU si avvia un progressivo processo di degrado che accomuna tutti i semiconduttori. L'usura non può essere evitata anche se vi sono alcuni parametri che possono accelerarla: si pensi, nel caso dei processori e delle unità grafiche, tensioni e temperature di lavoro elevate.
Tutto si consuma con l'uso e il tempo: nel caso dei processori, però, è poco probabile che essi smettano improvvisamente di funzionare. Una CPU, per esempio, può usurarsi per anni con il normale funzionamento e continuare a funzionare in maniera quasi perfetta evidenziando, spesso, leggeri cali prestazionali o un contenuto aumento delle temperature di lavoro a causa del deterioramento della pasta termica usata per 'legare' il processore con il dissipatore. Ovviamente la scarsa manutenzione non aiuta certo a ridurre l'usura: sono tanti gli utenti che, purtroppo, si dimenticano di pulire periodicamente le ventole montate sui dissipatori con il risultato che il funzionamento di questi ultimi non è mai ottimale, aumenta il rumore, il calore non viene più smaltito correttamente e le temperature tendono a salire.

Le ventole di raffreddamento utilizzate nei PC più economici sono spesso realizzate in materiale plastico, montano un elemento in costante rotazione e, talvolta, non sono neppure di buona fattura.
Una ventola del PC sempre accesa o rumorosa è sintomo di un problema, che va risolto prima possibile per evitare che possano presentarsi problemi hardware oppure per scongiurare mal di testa durante l'attività lavorativa.

Salvo rari casi o situazioni particolari, è piuttosto normale che un processore funzioni per molti anni senza mostrare problemi che ne influenzano realmente le prestazioni, le temperature di funzionamento o la stabilità in generale.
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Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019: recuperare spazio dopo l'installazione

15 Novembre 2019 ore 15:37
Ogni feature update semestrale di Windows 10 sottrae un certo quantitativo di spazio aggiuntivo sull'hard disk o sull'unità SSD dove il sistema operativo è installato.
Questo avviene per mettere gli utenti nelle condizioni di disinstallare l'aggiornamento nel caso in cui qualcosa non dovesse andare per il verso giusto.
È in particolare la cartella \Windows.old che contiene i file necessari per avviare eventualmente il ripristino della precedente release di Windows 10 (basta scrivere Reimposta il PC nella casella di ricerca del pulsante Start e cliccare su Inizia in corrispondenza di Torna alla versione precedente di Windows 10).

Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019, come raccontato nell'articolo Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019 (versione 1909): guida alle novità, è una sorta di Service Pack che si installa in pochissimi minuti, ma solo per chi aggiorna da Windows 10 Aggiornamento di maggio 2019 (1903).
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Windows, riconoscere quando viene inserita una specifica chiavetta USB

15 Novembre 2019 ore 08:58
Abbiamo visto che Windows 10 include un'utile funzionalità chiamata Cronologia file che, tra le varie possibilità, permette di creare automaticamente una copia dei file indicati dall'utente non appena vengono collegati al PC una chiavetta USB o un supporto di memorizzazione esterno: Backup dei dati su USB: come farlo in modo sicuro e portarli sempre con sé.

Ma come fa Windows 10 a riconoscere una stessa chiavetta o un dispositivo di storage esterno? Come utilizzare il meccanismo di riconoscimento dei dispositivi USB per la memorizzazione dei dati nei propri script?

Provate a scrivere Visualizzatore eventi nella casella di ricerca di Windows.
Nella colonna di sinistra portarsi in corrispondenza della voce seguente: Registri applicazioni e servizi, Microsoft, Windows, DriverFrameworks-UserMode, Operativo.
Nel pannello a destra cliccare infine sulla voce Attiva registro.


A questo punto si provi a collegare al PC una chiavetta USB premendo quindi il tasto F5 per aggiornare la lista eventi visualizzata al centro della finestra.


Cliccare due volte, quindi, sul primo evento Informazioni della lista e accedere al contenuto della scheda Dettagli.
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Backup su qualunque dispositivo e sul cloud con Duplicati 2.0

14 Novembre 2019 ore 14:50
Correva l'anno 2014 quando su IlSoftware.it presentammo Duplicati, un promettente software opensource per creare backup dei dati su unità locali, unità di memorizzazione USB, NAS, server FTP e cloud. Quello stesso programma è in questi anni cresciuto molto e nonostante sia ancor oggi indicato come in beta, Duplicati 2.0 contiene tutto il necessario per gestire ogni tipo di backup salvando i dati su ogni genere di supporto di memorizzazione.

Duplicati 2.0 è gratuito, veloce da configurare e funziona su tutti i principali sistemi operativi: Windows, macOS e Linux. Si propone quindi come un'ottima soluzione cross-platform per creare copie di backup su qualunque piattaforma indipendentemente dai dispositivi di archiviazione utilizzati.
Grazie alla crittografia, gli archivi di backup creati con Duplicati risultano sempre protetti nei confronti dei tentativi di accesso non autorizzato (si possono usare AES-256 o GPG).

Rispetto alla prima versione di Duplicati che presentammo anni fa, quella nuova utilizza una moderna interfaccia web.
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Modem fibra: quando usarne uno alternativo e come sceglierlo

13 Novembre 2019 ore 15:51
A dispetto della battaglia che è stata condotta in materia di modem libero con riferimento alla possibilità, da parte di utenti privati e business, di scegliere liberamente il router da utilizzare con la connessione di rete attivata presso uno dei tanti operatori di telecomunicazioni italiani, sono ancora tanti - oggi - i provider che tendono a propinare i loro dispositivi ai clienti. Per invogliare gli utenti a sottoscrivere l'offerta, si dice che il modem router è incluso gratis nell'abbonamento quando in realtà, anche esaminando le condizioni dell'abbonamento, è facile scoprire qual è il canone mensile di noleggio o acquisto del dispositivo.

Con la delibera n. 348/18/CONS AGCOM ha stabilito che l'utente finale abbonato di qualunque operatore di telecomunicazioni ha la facoltà di scegliere e installare un modem router di proprietà anziché essere obbligato a usare il terminale propostogli.
All'attivazione di un abbonamento, quindi, è facoltà dell'utente decidere se usare un modem router già in suo possesso attivando un'offerta che non ne preveda la fornitura da parte del provider.
Prima di procedere con l'acquisto è ovviamente fondamentale verificare che il dispositivo in proprio possesso che s'intende utilizzare soddisfi i requisiti tecnici minimi richiesti dal gestore.

Ancora in questi giorni, a distanza di quasi un anno e mezzo dall'approvazione della delibera AGCOM, ci è capitato di vedere provider che, almeno online, non offrono la possibilità di attivare offerte di connettività che non prevedono la fornitura del modem.
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Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019: guida alle novità

13 Novembre 2019 ore 11:08
Potremmo chiamarlo Service Pack il pacchetto Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019 (versione 1909) che Microsoft ha appena rilasciato in versione finale: Download Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019 (versione 1909) disponibile.

Come preannunciato, infatti, questa volta non sono tante le novità introdotte sui sistemi Windows 10 con l'installazione del nuovo feature update. I tecnici Microsoft hanno piuttosto preferito ottimizzare e rendere più solide le funzionalità già presenti nel sistema operativo con un approccio 'vecchia scuola' che stavolta - stanti le problematiche emerse nei mesi scorsi - non può non essere accolto positivamente.

Aggiornamento Windows 10 di novembre 2019: stabile e affidabile

Sebbene il consiglio sia quello di attendere almeno qualche settimana prima di aggiornare i propri sistemi a Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019 (versione 1909), il feature update appena rilasciato si preannuncia stabile e affidabile.
Ricordiamo che non c'è una pressante esigenza di aggiornare perché ogni feature update viene supportato per 18 mesi dalla data di rilascio nel caso delle edizioni Home, Pro e Pro for Workstations.
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Come ospitare WordPress e ogni tipo di applicazione grazie alla flessibilità di Jelastic Cloud

12 Novembre 2019 ore 18:03
Quando si deve pubblicare un'applicazione online la continua disponibilità e le performance sono aspetti di fondamentale importanza dai quali non è possibile prescindere.
Per godere di prestazioni sempre ai massimi livelli, anche grazie alla scalabilità automatica in orizzontale e in verticale, è possibile utilizzare la piattaforma Jelastic Cloud di Aruba che abbiamo presentato nell'articolo Jelastic Cloud di Aruba: cosa permette di fare.



Rispetto alle soluzioni cloud di tipo tradizionale, Jelastic Cloud di Aruba consente di gestire qualunque tipo di servizio o applicazione senza dover perdere tempo nella configurazione della sottostante infrastruttura.
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Come esportare le note di Google Keep

12 Novembre 2019 ore 10:36
Google Keep è uno strumento semplicissimo da utilizzare che consente di memorizzare note testuali e vocali su qualunque dispositivo con la possibilità di sincronizzarle istantaneamente da un device all'altro.
Nell'ambito della nostra professione utilizziamo Google Keep ogni giorno e qualche tempo fa abbiamo dedicato al servizio e all'applicazione un intero articolo: Google Keep: per gestire promemoria e note, con OCR e riconoscimento vocale.

Tra i vantaggi di Google Keep, la possibilità di usare lo smartphone come un registratore vocale (memorizzazione di promemoria vocali) e di trasmettere i file audio al motore speech-to-text così da ottenere testo puro a partire dalle frasi pronunciate. Ottima anche la funzionalità che consente di ottenere testo modificabile (e copiabile su altre applicazioni) a partire dal contenuto di qualunque pagina cartacea acquisita attraverso la fotocamera digitale (riconoscimento ottico dei caratteri, OCR).

Può capitare però di avere l'esigenza di esportare tutte le note salvate nel corso del tempo su Google Keep, ad esempio per utilizzarne il contenuto in altre applicazioni.
Per procedere in tal senso si possono usare due strumenti: Takeout e il comando Copia in Documenti Google.

Google Takeout è il servizio del quale abbiamo parlato spesso in passato, il primo strumento al quale ricorrere allorquando si volessero salvare in locale dei dati personali che l'azienda di Mountain View conserva sui suoi server (ne avevamo parlato anche nell'articolo Copiare o spostare file da Google Drive a OneDrive o Dropbox).

Innanzi tutto, suggeriamo di effettuare il login al proprio account utente Google su un sistema desktop.
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L'utente potrebbe non disporre dell'autorizzazione necessaria per l'utilizzo della risorsa di rete: come risolvere

11 Novembre 2019 ore 13:08
Alcuni utenti di Windows ci hanno segnalato di non riuscire più ad accedere a risorse condivise in rete locale, soprattutto se non utilizzate da un po’ di tempo. Provando ad accedere a una cartella condivisa, l'unità non compare nella finestra Risorse di rete o in Questo PC e Windows mostra il messaggio d'errore 'L'utente potrebbe non disporre dell'autorizzazione necessaria per l'utilizzo della risorsa di rete' allorquando si provasse ad accedere digitando \\RISORSACONDIVISA (sostituendo, ovviamente, il nome della risorsa condivisa in rete locale).
Il 'bello' è che provando ad accedere da qualche altro sistema Windows, dalle macchine Linux o addirittura dai dispositivi mobili, la risorsa appare accessibile.
Lo stesso ottimo file manager per Android, Solid Explorer, permette di accedere alle cartelle condivise via SMB: File manager Android, quali i migliori del momento.

Nell'articolo Autorizzazioni cartelle condivise in Windows: come gestirle abbiamo visto come gestire i permessi di accesso alle cartelle condivise in Windows.
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Windows 10: impostazioni di avvio richiamabili dal menu contestuale

11 Novembre 2019 ore 11:08
Per impostazione predefinita, Windows 10 non permette l'utilizzo del tasto F8 in avvio per aprire il menu di boot che, tra le altre cose, consente di aprire la modalità provvisoria.
Nell'articolo Menu impostazioni di avvio Windows 10: cos'è e a cosa serve abbiamo visto come si possa accedere al menu e quali sono le funzionalità disponibili.

Questa volta spieghiamo com'è possibile aggiungere una nuova voce al menu contestuale di Windows (quello che appare cliccando con il tasto destro su un'area libera del desktop) che consenta di riavviare la macchina e richiedere l'apertura automatica del menu impostazioni di avvio.

Cliccando su questo link si può scaricare l'archivio BOOT_MENU.zip. Al suo interno si troveranno tre file: boot_menu.reg, boot_menu_maiusc.reg e boot_menu_disattivare.reg.

Facendo doppio clic su uno dei primi due (e confermando l'inserimento delle informazioni al registro di sistema), si aggiungerà al menu contestuale di Windows 10 la voce che permette di riavviare il sistema facendo comparire il menu impostazioni di avvio.
La differenza sta nel fatto che usando il primo file .REG, la nuova voce Riavviare il PC nel menu impostazioni di avvio apparirà sempre cliccando con il tasto destro in un'area libera del desktop di Windows.
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Scanner documenti cellulare: le migliori applicazioni

8 Novembre 2019 ore 11:39
Ormai tutti noi possediamo uno scanner portatile sempre pronto all'uso: si tratta della fotocamera dello smartphone che può essere utilizzata per acquisire documenti, anche multipagina, e creare automaticamente file PDF.
Speciali applicazioni permettono non soltanto di acquisire l'immagine dalla fotocamera del cellulare ma anche di ottimizzarla adeguandone l'orientamento, portandola ove necessario in scala di grigi o a due colori e soprattutto sottoponendola a riconoscimento ottico dei caratteri (OCR). In questo modo, il file PDF che si otterrà dalla scansione di documenti con la fotocamera digitale conterrà testi direttamente selezionabili, copiabili e incollabili altrove, ricercabili con la funzionalità Trova di Adobe Reader, Foxit Reader, con il visualizzatore di PDF del browser o qualunque altro programma similare.

Di seguito presentiamo quelle che secondo noi sono le migliori app che permettono di ottenere documenti PDF facilmente gestibili a partire dalle immagini acquisite con la fotocamera digitale dello smartphone.

Office Lens

Tra gli strumenti migliori che fungono da scanner documenti per il cellulare c'è sicuramente Microsoft Office Lens.
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Gateway predefinito: cos'è e come si imposta

7 Novembre 2019 ore 17:20
Nelle reti di telecomunicazioni il gateway predefinito è un router o un altro dispositivo con funzionalità di routing dei pacchetti dati che collega la LAN con la rete Internet. L'impostazione del gateway predefinito (default gateway in inglese) consente ai dispositivi collegati in rete locale si sapere verso quale sistema indirizzare le richieste di connessione verso host raggiungibile mediante indirizzi IP pubblici.
Il gateway predefinito è quindi una sorta di intermediario tra la rete locale e la rete Internet anche se molte realtà aziendali ne usano diversi per veicolare parte del traffico dati verso sistemi locali o remoti.

Quando si configura anche un normale router, tale dispositivo dispone di un server DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol), attivato per impostazione predefinita, che provvede a trasmettere a tutti i dispositivi client che ne fanno richiesta la corretta configurazione di rete. Indipendentemente dal fatto che un sistema si colleghi al router via cavo Ethernet o mediante connessione WiFi, tra le informazioni che vengono trasmesse via DHCP ci sono un indirizzo IP locale (tra quelli non assegnati in precedenza), la subnet mask, i server DNS da usare e, appunto, il gateway predefinito.

Della subnet mask abbiamo già parlato (Subnet mask, cos'è e a che cosa serve) spiegando che permette di stabilire l'intervallo di indirizzi utilizzati nell'ambito della rete locale così come abbiamo visto l'utilità dei server DNS (vedere DNS Google, ecco come funzionano e perché sono utili e Server DNS: come funziona e a cosa serve Nslookup).

Il gateway predefinito di solito corrisponde all'IP privato del router e può essere rilevato in Windows digitando il seguente comando:

ipconfig /all | findstr /c:'Gateway predefinito'


Nel caso in cui si utilizzassero più schede di rete, anche virtuali, si potrebbero leggere diverse voci Gateway predefinito.
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Codice binario, bit e byte: cosa c'è da sapere

7 Novembre 2019 ore 14:09
Tutti i linguaggi di programmazione che utilizziamo ogni giorno sono 'ad alto livello': significa che essi astraggono i dettagli del funzionamento di un elaboratore informatico e sono lontani dalle caratteristiche peculiari del 'linguaggio macchina'. Il Fortran fu il linguaggio che per primo, negli anni '50, permise di tradurre logiche più vicine al modo di pensare umano in quelle proprie del linguaggio macchina.

Il linguaggio macchina è basato su un alfabeto detto binario perché consente l'utilizzo di due soli simboli, generalmente indicati con 0 e 1. Tale linguaggio definisce poi le istruzioni elementari, codificate in forma numerica, che un elaboratore - o meglio, il processore - è capace di svolgere (si sente spesso parlare dei vari instruction set che una CPU può gestire, che possono essere più o meno ampi e focalizzati su determinate tipologie di operazioni).

Il codice binario è quindi utilizzato al livello più basso da tutti i sistemi informatici adoperati fino ad oggi perché sono previsti due soli stati (0 e 1, acceso/spento; le cose stanno radicalmente cambiando con l'avvento dei computer quantistici: Google ha conquistato la supremazia quantistica: cosa significa), perché la gestione di due soli numeri (0 e 1) è conveniente, semplice, efficace ed affidabile e perché tutte le operazioni e le attività che possono essere svolte usando il sistema decimale possono essere portate a termine anche con un sistema numerico binario.

Si prenda in considerazione il numero binario 00100000: partendo da destra si moltiplichi ciascuna cifra per le potenze del 2 in ordine crescente.
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Registro di sistema: un'utilità per recuperarne il contenuto

6 Novembre 2019 ore 14:13
Il registro di Windows resta ancora oggi uno degli strumenti contenenti preziose informazioni sulla configurazione e sul funzionamento del sistema operativo così come delle applicazioni installate.
Nell'articolo Regedit e registro di sistema: guida agli aspetti più utili abbiamo provato ad evidenziare quelle che sono le peculiarità più interessanti del registro di sistema riassumendone parimenti la sua struttura complessiva.

Nella configurazione predefinita, Windows 10 purtroppo non crea più un backup del contenuto del registro di sistema tanto che la cartella %systemroot%\system32\config\RegBack risulterà sempre vuota.
Nell'articolo Backup del registro di sistema con Windows 10: si può ancora attivarlo abbiamo visto come riattivare il backup del registro di sistema sulle macchine Windows 10 in modo da avere sempre una copia del suo contenuto accessibile in caso di problemi.

Abbiamo anche detto che di norma il contenuto della cartella %systemroot%\system32\config\ e delle sottocartelle non è accessibile.
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Monitor PC, TV HDMI e Windows 10: decidere dove aprire programmi e app

6 Novembre 2019 ore 11:04
Al giorno d'oggi, complice anche la dotazione hardware delle moderne schede video (vedere Scheda video, come sceglierla con una breve guida alle sue caratteristiche), sempre più utenti di Windows 10 decidono di collegare più monitor ai loro sistemi. Usare più monitor (si possono collegare anche TV dotate di ingresso HDMI) permette di essere maggiormente produttivi, usare desktop multipli (o un unico grande desktop di Windows così da estendere le dimensioni dello schermo) e spostare le applicazioni dall'uno all'altro.
Nell'articolo Collegare due monitor al PC: come fare? abbiamo descritto nel dettaglio la procedura da seguire (vedere anche Come proiettare lo schermo di Windows 10 su altri dispositivi).

In Windows 10 le applicazioni via a via aperte dovrebbero 'ricordare' il monitor sul quale sono state aperte l'ultima volta e, al successivo tentativo di esecuzione, apparire sullo schermo utilizzato in precedenza.
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Installare programmi in Windows: per l'utente corrente o per tutti gli account?

4 Novembre 2019 ore 16:49
L'installazione di un programma Windows è solitamente una procedura piuttosto rapida: basta avviare il programma di setup, fare clic su Avanti alcune volte, accettare - se richiesto - il contratto di licenza d'uso e attendere il completamento dell'operazione.
Si tratta comunque di un'attività che alcuni tendono a gestire un po’ sottogamba: spesso si fa clic sul pulsante Avanti senza analizzare attentamente ciò che la procedura d'installazione propone. Il risultato è che sul sistema vengono caricati anche componenti potenzialmente superflui e i browser web 'arricchiti' di estensioni inutili che spesso hanno come unico fine quello di raccogliere informazioni sulle preferenze e sugli interessi di ciascun utente.

Bene quindi effettuare sempre una scansione preventiva del file d'installazione con VirusTotal (VirusTotal: guida all'uso del servizio per controllare l'identità dei file), attivare la protezione anti-PUP di Windows Defender (Programmi inutili o dannosi: come attivare la protezione segreta di Windows 10) e scegliere sempre e comunque la modalità di installazione Personalizzata così da verificare con attenzione quali componenti software vengono caricati sul sistema.

Su questi aspetti ci siamo spesso soffermati in passato indicando anche come AdwCleaner rimanga sempre il programma migliore per riconoscere e rimuovere elementi software inutili, adware e addirittura veri e propri spyware: Disinstallare programmi inutili in Windows: alcuni suggerimenti.

Installare un programma per l'utente corrente o per tutti gli account configurati sulla macchina Windows

Un aspetto sul quale ci siamo poco soffermati è invece quello relativo al quesito che tantissime routine di installazione pongono: il programma installato deve essere reso disponibile solo per l'utente corrente o per tutti gli utenti configurati sulla macchina?

C'è un'importante differenza tra le due opzioni.
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SSD PCIe 4.0: quali le differenze rispetto ai precedenti modelli

4 Novembre 2019 ore 13:44
Le unità SSD da 500 GB più economiche costano ormai intorno ai 50 euro se si opta per la vecchia interfaccia SATA. Ne abbiamo parlato, di recente, nell'articolo SSD: le migliori unità a stato solido del momento.
Se si guarda il prezzo di un'unità a stato solido molto popolare come il Samsung 860 Evo da 1 TB, ci si accorgerà che essa costa oggi il 30-35% del prezzo originale praticato due anni fa.


Il grafico, che rappresenta l'andamento del prezzo su Amazon Italia dell'unità SSD Samsung presa come esempio, è stato generato con l'estensione Keepa: Sconti Amazon, come e dove trovarli.

Oggi arrivano sul mercato nuove unità SSD a prezzi competitivi.
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CPU-Z e GPU-Z: caratteristiche di processore e scheda video

31 Ottobre 2019 ore 17:30
Per conoscere la configurazione del dispositivo in uso, in Windows è sufficiente premere la combinazione di tasti Windows+R quindi digitare devmgmt.msc: qui, com'è noto, si troverà la lista dei componenti hardware che costituiscono la configurazione del PC in uso.
Premendo la combinazione di tasti Windows+Pausa si possono raccogliere informazioni di base sul processore e sulla dotazione di memoria RAM installata sulla macchina.

Per approfondire le indagini, però, si possono usare tool come SIV (Configurazione PC senza segreti con SIV) oppure gli ottimi CPU-Z e GPU-Z, entrambi a costo zero.
Delle due utilità abbiamo spesso parlato: la prima consente di scoprire tutte le informazioni sulle caratteristiche del processore (oltre che su memoria e scheda madre); la seconda si concentra invece sulle peculiarità della scheda grafica.

CPU-Z consente di indagare sull'identità del processore (compreso il suo 'nome in codice'), architettura, core, core, thread e memoria cache, tipo di memoria, latenze e SPD.
L'utilità può misurare in tempo reale la frequenza di lavoro per ogni core presente nonché la frequenza di clock globale del processore.
CPU-Z integra anche una pratica funzione di benchmarking che offre la possibilità di mettere alla prova le prestazioni del processore confrontandole con quelle proprie di altri modelli.
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Raspberry Pi 4 e riproduzione di video 4K: come fare

30 Ottobre 2019 ore 15:32
A giugno 2019, anche un po’ a sorpresa, è stata presentata la nuova versione dell'apprezzatissimo single-board computer Raspberry Pi 4.
Nell'articolo Raspberry Pi 4: presentazione dettagliata della nuova scheda ne abbiamo svelato i principali dettagli tecnici mentre questa volta vedremo come la scheda possa facilmente trasformarsi in un riproduttore multimediale o addirittura in un media center di primo livello grazie all'ottimo Kodi: Come funziona Kodi e come fare streaming video su Chromecast.

Con la Raspberry Pi 4, la fondazione è intervenuta per aggiungere le caratteristiche delle quali si sentiva la mancanza nelle precedenti versioni. Leggasi RAM più ampia, USB 3.0, Gigabit Ethernet e supporto 4K.

Se si volesse provare a realizzare da soli un lettore multimediale capace di gestire anche i contenuti 4K, compatibile con YouTube, Netflix e Amazon Prime Video, Raspberry Pi 4 diventa una scelta eccellente.
Già a pochi giorni dal rilascio di Raspberry Pi 4, infatti, fu subito distribuita la prima versione alfa del media center Kodi basato su LibreELEC.
LibreELEC è un sistema operativo basato su kernel Linux ridotto ai minimi termini in modo da essere leggero e veloce da installare.
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Rinominare più file con Microsoft PowerRename

30 Ottobre 2019 ore 09:47
A settembre 2019 Microsoft ha riportato alla luce lo storico progetto PowerToys, ben noto a coloro che hanno utilizzato Windows 95 o le precedenti versioni del sistema operativo. Nell'articolo Microsoft PowerToys per Windows 10: cosa sono e a cosa servono abbiamo visto che l'azienda di Redmond aveva per il momento rilasciato solamente due utilità gratuite; apprezzabile quella che consente di creare una sorta di griglia sul desktop per porvi automaticamente le finestre aperte e mostrarle usando un layout predefinito: Affiancare le finestre sul desktop di Windows e gestire lo spazio.

La terza utilità che si aggiunge alle prime che hanno debuttato nel pacchetto PowerToys e che è destinata agli utenti di Windows 10, si chiama PowerRename e consente agli utenti di rinominare più file contemporaneamente (batch).

Di software gratuiti che permettono di rinominare automaticamente file e cartelle ve ne sono davvero tanti sulla piazza.
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