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Assicurare l’auto all’ufficio postale: sarà possibile in tempi brevi

di Raffaele Dambra

Assicurare l'auto all'ufficio postale

Presto sarà possibile assicurare l’auto direttamente all’ufficio postale, tra l’invio di un pacco e il pagamento di un bollettino. È questa l’ultima novità a cui sta lavorando Poste Italiane, così come previsto dal business plan al 2022 che prevede la crescita nel settore danni. Attualmente l’azienda fornisce già prodotti assicurativi per la protezione di persone (infortuni, viaggi, salute), animali, finanziamenti e imprese.

RC AUTO DI POSTE ITALIANE ENTRO LA FINE DELL’ANNO

Poste Italiane conta di entrare nel mercato della RC auto entro la fine dell’anno, così come ha riferito l’amministratore delegato Matteo Del Fante in un’intervista rilasciata a Repubblica. “Allo stesso modo di ciò che abbiamo fatto per i prodotti finanziari”, ha spiegato il manager, “Proporremo ai nostri clienti le polizze assicurazione auto di varie compagnie, comprese di sicuro le maggiori italiane”. Poste Italiane, quindi, non opererà in prima persona e non avrà i suoi periti e i suoi liquidatori, ma farà da semplice intermediario.

ASSICURARE L’AUTO IN 12.000 UFFICI POSTALI

Si tratta comunque di un progetto molto interessante, la cui vera forza consiste nella vastità delle proporzioni. Poste Italiane conta infatti oltre 12.000 uffici postali disseminati in ogni parte d’Italia, anche nei paesini più sperduti. E dunque ci saranno 12.000 nuovi sportelli in cui si potrà assicurare l’auto. E se è vero che molti consumatori preferiscono ormai affidarsi esclusivamente al web, è anche vero che il contatto diretto e personale con un agente o un intermediario assicurativo riesce ancora a trasmettere una maggiore fiducia. Soprattutto visto il proliferare di siti truffa che provano a turlupinare i clienti con offerte che in realtà non esistono.

POSTE ITALIANE E L’ASSICURAZIONE AUTO

Secondo le prime indiscrezioni, per lo sbarco sul mercato assicurativo della RC auto Poste Italiane avrebbe già costituito la società Poste Insurance Broker, avviata con un capitale sociale di 600 mila euro e guidata dall’amministratore unico Loris Marzini, ex dirigente in Allianz, Genialloyd e Winterthur. Si dice anche che la neonata società aprirà una fase sperimentale, durante la quale si rivolgerà esclusivamente ai propri dipendenti, prima di iniziare ufficialmente il business. Quindi, riassumendo: Poste Italiane svolgerà l’esercizio della attività di consulenza, distribuzione e intermediazione assicurativa e riassicurativa presso i suoi 12.000 sportelli con prodotti di altri operatori del comparto assicurazione auto. L’obiettivo è raggiungere una clientela (i frequentatori abituali di uffici postali, immaginiamo un target non giovanissimo) altrimenti difficile da intercettare sia per gli operatori tradizionali che per quelli online.

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Guida sotto effetto di stupefacenti: la polizia chiede più severità

di Raffaele Dambra

Guida sotto effetto di stupefacenti

I dati parziali del 2019 sul numero delle vittime di incidenti stradali in Italia non sono affatto buoni (+7% sul 2018) e in effetti non passa giorno senza la notizia di un nuovo terribile sinistro con molti morti, spesso giovani. Nel weekend del 14 luglio, per esempio, hanno perso la vita ben 12 ragazzi in sei differenti schianti. Ovviamente in casi del genere conta molto il fattore fatalità, contro cui si può fare poco o nulla. Ma allo stesso tempo non si può negare che tanti incidenti siano causati da imprudenza e incoscienza dei conducenti. Non a caso i vertici della polizia stradale continuano a invocare misure più severe per stroncare qualsiasi comportamento irresponsabile al volante di un’auto. Tra questi la guida sotto effetto di stupefacenti, che l’art. 187 del Codice della Strada regolamenta, a loro dire, in modo un po’ controverso.

GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI: PER SANZIONARE È NECESSARIO LO STATO DI ALTERAZIONE PSICO-FISICA

Il comma 1 dell’articolo in questione dispone infatti che “chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi a un anno”. Più, aggiungiamo noi, la sospensione della patente da uno a due anni. Il problema dell’art. 187, così come esposto sul sito di ASAPS, sta proprio nella specifica “in stato di alterazione psico-fisica” che, secondo la Polstrada, renderebbe molto più difficoltosa l’opera di prevenzione da parte degli agenti. Perché allo stato attuale, per fermare e sanzionare un conducente che sta guidando sotto effetto di stupefacenti, mettendo a rischio la sicurezza sua e di altre persone, bisogna per forza dimostrarne “lo stato di alterazione” andando alla ricerca di sintomi che spesso, tra stanchezza, alcol e sonnolenza, sono difficilmente riconoscibili e distinguibili.

STRAGI DEL SABATO SERA: L’IMPEGNO DELLA POLIZIA STRADALE

“Il Servizio Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza sta facendo comunque grandi sforzi per debellare la piaga della guida sotto effetto di stupefacenti”, leggiamo sul sito di ASAPS, “sottoponendo a controlli specifici gli automobilisti in transito sulle grosse arterie stradali, soprattutto il sabato notte. Durante i controlli gli agenti possono contare anche sul supporto di un personale medico a cui spetta l’accertamento di un eventuale stato psico-fisico alterato (per il quale ci vuole circa un’ora) che può portare al fermo o persino all’arresto del conducente. Solo che poi, quando si arriva davanti a un giudice, è difficilissimo provare con assoluta certezza che l’effetto della sostanza stupefacente fosse in atto al momento della guida (così come prevede il CdS, ndr). E quindi, molto spesso, il processo si conclude con un nulla di fatto”.

GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI: UNA MODIFICA AL CODICE PER AGEVOLARE L’OPERA DI PREVENZIONE

Per questo la Polstrada chiede, visto che sono in discussione numerose modifiche al Codice della Strada, di ritoccare anche l’art. 187 del codice eliminando la precisazione ‘in stato di alterazione psico-fisica’, in modo che la disposizione diventi la seguente: “Chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con ecc. ecc.”. Ovvero applicare la pena solo per il fatto di guidare dopo aver assunto stupefacenti, comprovabile da un’analisi di campione biologico con esito positivo (sulla falsariga dell’alcoltest), senza la necessità di dover provare pure lo stato psico-fisico alterato. Una misura molto severa ma forse inevitabile per ridurre le stragi di giovani sulle strade.

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Polizze RC auto false: quali misure a tutela del consumatore?

di Raffaele Dambra

Polizze RC auto false

Non passa settimana senza che l’IVASS segnali la presenza di siti internet irregolari che vendono polizze RC auto false. Dopo l’oscuramento da parte della Guardia di Finanza di ben 222 siti che spacciavano assicurazioni fasulle, l’Istituto di Vigilanza ne ha segnalati altri 33 lo scorso 17 luglio e ulteriori 16 il giorno successivo. E decine, o forse centinaia, di persone, attirate dall’offerta di tariffe molto vantaggiose, continuano a cadere nella trappola di questi siti truffa sottoscrivendo polizze auto che in realtà non esistono. Urge dunque che tutte le parti in causa predispongano nuove e più efficaci misure a tutela del consumatore.

POLIZZE RC AUTO FALSE: COSA FARE PER TUTELARE IL CONSUMATORE

È dello stesso parere Vincenzo Cirasola, presidente di ANAPA, Associazione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione, che ha proposto un tavolo di concertazione con l’IVASS per studiare nuova soluzioni. “Il lavoro di controllo e prevenzione da parte di IVASS e Forze dell’ordine è sicuramente valido, ma per prevenire e sconfiggere il fenomeno delle polizze RC auto false, che può costare carissimo alle ignare vittime, occorre un’opera di informazione ancora più incisiva”.

L’AFFIDABILITÀ DEGLI AGENTI ASSICURATIVI

Per esempio, secondo Cirasola, bisognerebbe far comprendere meglio ai consumatori l’utilità di poter contare sulla consulenza diretta delle agenzie e degli agenti assicurativi. Pur senza demonizzare il web, che resta uno strumento importante nell’evoluzione del sistema assicurazioni. “Gli agenti ‘in carne e ossa’ non potranno mai essere sostituiti da un click. La loro importanza non è soltanto tecnica e consulenziale, ma rappresentano una garanzia tangibile che quello che si sta acquistando è un prodotto serio e certificato, che garantisce la copertura dai danni’.

POLIZZE ASSICURATIVE ONLINE: SBAGLIATO DEMONIZZARLE

In altri termini ANAPA sconsiglia le polizze assicurative online, invitando a usare internet solo per raccogliere informazioni generiche, e di affidarsi invece alle più sicure agenzie. Certo, può sembrare un consiglio un po’ troppo di parte. Ma è anche vero che soltanto gli agenti assicurativi consentono di avere un contatto diretto e personale, diminuendo al massimo il rischio di incappare in siti web fantasma. Allo stesso tempo ricordiamo che esistono numerosissimi siti, portali e comparatori assolutamente affidabili, con cui si può stipulare qualsivoglia polizza in assoluta serenità. Basta saperli riconoscere.

POLIZZE AUTO FALSE: I CONSIGLI PER NON CASCARCI

“IVASS ha diffuso un documento che spiega come difendersi dalle truffe online”, ha precisato infatti Cirasola, “Innanzitutto diffidare dei siti web che richiamano nel nome quelli di compagnie assicurative famose. E poi controllare sul sito dell’Istituto gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia, il Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI), l’elenco degli intermediari dell’UE e l’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione, società non autorizzate e siti internet non conformi. Un altro modo per accorgersi subito della correttezza e della legalità di un sito che propone polizze auto è verificare il nome del destinatario e la modalità di pagamento, alzando bene le antenne se il beneficiario non risulta iscritto in uno degli elenchi contenenti le imprese ammesse a operare. Inoltre bisogna prestare attenzione se viene chiesto di effettuare il pagamento verso carte di credito ricaricabili o prepagate, perché si tratta di pagamenti irregolari.

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Paura di guidare la macchina: i trucchi per sconfiggerla

di Raffaele Dambra

Paura di guidare la macchina

Anche ai conducenti più esperti può capitare di aver paura di guidare la macchina. Magari non sempre (altrimenti sarebbero problemi seri) e solo in determinate occasioni o situazioni, ma la paura al volante è più frequente di quanto si pensi. Non a caso una recente indagine di una compagnia assicurativa ha rilevato che il 68% degli automobilisti ha provato almeno in un’occasione paura o ansia alla guida. Ma per fortuna esistono dei trucchi per sconfiggerla.

LE DONNE PARLANO PIÙ FACILMENTE DELLA PROPRIA PAURA DI GUIDARE

Ne ha parlato l’agenzia di stampa Askanews in un’intervista a Luca Andreoli, amministratore delegato del gruppo che gestisce la rete di autoscuole La Nuova Guida. “I nostri clienti si ‘confessano’ spesso con gli istruttori”, ha spiegato Andreoli, “rivelandogli quelle che sono le loro paure. A farlo sono più le donne che gli uomini, ma non credo sia una questione di genere. Ciò è dovuto al fatto che le donne parlano più facilmente della propria paura di guidare una macchina, e questa è una cosa assolutamente positiva perché identificare le paure è il primo passo per riuscire a superarle”.

LE PAURE ALLA GUIDA PIÙ DIFFUSE

Tra le paure più diffuse tra gli automobilisti ci sono la guida in autostrada, la guida nel traffico delle grandi città, la guida di notte e la guida con il maltempo. Ma anche la paura di guidare da soli e quella di attraversare ponti e gallerie. “In alcuni casi sono delle vere e proprie fobie”, ha precisato lo stesso Andreoli, “Come insegniamo a superarle? Esistono delle specifiche tecniche di guida e dei percorsi di guida certificata che sono stati resi obbligatori dal MIT. Per cui necessariamente le autoscuole devono certificare sia la guida notturna che la guida autostradale e anche la guida su strade extraurbane. E poi ci sono tanti piccoli accorgimenti per riuscire a superare la paura di guidare, un buon mix di tecnica e consigli utili”. Che ovviamente, aggiungiamo noi, servono a poco se la paura è legata a fobie, ansie e se subentrano attacchi di panico, tachicardia o sensazione di terrore. In casi del genere, infatti, è più opportuno affrontare la questione con uno specialista.

TRUCCHI PER SCONFIGGERE LA PURA DI GUIDARE

Tornando ai trucchetti per sconfiggere la paura di guidare la macchina, La Nuova Guida ha pubblicato un piccolo vademecum con varie soluzioni per mettere alla parte ogni tipo di apprensione al volante. Potete scaricarlo cliccando sul tasto rosso in basso Scarica PDF, vediamo intanto qualche anticipazione. Per la paura di guidare nel traffico, per esempio, si consiglia di utilizzare correttamente lo sguardo per orientarsi e anticipare quanto accade sulla strada, e di assumere la giusta postura per avere una visuale più ampia e gestire con una maggiore reattività il volante. Per la paura di guidare in autostrada, invece, in attesa di raggiungere gradualmente un certo grado di confidenza con la velocità, si può benissimo circolare a un’andatura ridotta mantenendo la corsia più a destra se non si è d’intralcio per nessuno. La paura di guidare di notte può essere sconfitta anche ascoltando musica rilassante (ma non troppo…), e la paura di guidare con il maltempo moderando la velocità e accendendo sempre i fari.

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Assicurazione auto a 18 anni: quanto costa a Milano, Roma e Napoli

di Donato D'Ambrosi

Quanto si paga di assicurazione a 18 anni con il Decreto Bersani? E’ una domanda che molti si fanno visto che il regalo più gettonato al compimento dei 18 anni e al conseguimento del diploma è l’auto acquistata da mamma e papà. Una scorciatoia ben nota da tempo per non partire dall’ultima classe è il Decreto Bersani, ma il costo dell’assicurazione varia molto in base alle città. Un’indagine rivela che nonostante i benefici fiscali a Napoli l’assicurazione costa a 18enne sempre più di Roma e Milano, con o senza il Decreto Bersani.

IL DECRETO BERSANI

Un’indagine di SOSTariffe.it rivela quanto nel 2019 a un neopatentato, che spesso è anche 18enne, assicurare l’auto per la prima volta con o senza decreto Bersani. Dall’indagine viene fuori che a prescindere dai benefici a influenzare notevolmente il costo dell’assicurazione è sempre la città. Bisogna però ricordare che il Decreto Bersani permette di sfruttare la stessa classe di merito di un familiare convivente, ma con il bonus-malus maturato non si trasferisce anche la tariffa. La tariffa e la classe di merito sono infatti distinte e il più delle volte quando si sfrutta il Decreto Bersani viene applicata la tariffa meno vantaggiosa equivalente a una specifica classe di merito. Che comunque dovrebbe essere più economica rispetto a una 14esima classe. Ma questo – secondo l’indagine – non succede a Napoli.

ASSICURAZIONE 18ENNE SENZA DECRETO BERSANI

Un 18enne che a Roma vuole assicurare per la prima volta un’auto deve fare bene i conti e cercare di sfruttare la classe di merito di un familiare. E’ qui infatti che la differenza maggiore pesa di più senza l’agevolazione: il costo medio parte da 956 euro e arriva anche a 3500 euro. Un costo più alto di Milano dove invece le tariffe medie partono da 653 euro e si fermano a 3150 euro, ma con un risparmio lievemente minore applicando Bersani. Se si confronta il costo medio massimo dell’assicurazione auto a Napoli per un 18enne (3527 euro) ci si rende conto che in fin dei conti non è poi così distante da Roma e Milano. Il discorso cambia se invece si mettono a confronto le tariffe medie minime (2200 euro).

ASSICURAZIONE 18ENNE CON DECRETO BERSANI

Usufruendo del Decreto Bersani l’assicurazione auto di un 18enne di Milano invece costa in media da 172 a 2647 euro in meno: il costo può variare da 481 a 1549 euro. A Roma le tariffe aumentano proporzionalmente ma con un risparmio medio stimato da 184 a 2748 euro. Assicurare a Roma un’auto con il Decreto Bersani, in base alla classe di merito può costare infatti da 752 a 1964 euro. A Napoli assicurare un’auto con il Decreto Bersani può costare quanto sottoscrivere il contratto a Milano senza agevolazione. Il prezzo medio più basso preventivato dall’indagine a Napoli è di 1532 euro, con un vantaggio che può variare da 669 a 1995 euro in base alla classe di merito e all’applicazione del Decreto Bersani.

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RC auto: dal 2020 un arbitro dell’IVASS per le liti assicurative

di Redazione

rc auto 2020 arbitro ivass

Sarà pienamente attivo dal 2020 (data da confermare, forse lievemente ottimistica) l’arbitro assicurativo per dirimere le controversie in materia di RC auto e altri rami. Il nuovo organismo, istituito presso l’IVASS recependo l’art. 15 della Direttiva UE 2016/97, si occuperà di contestazioni in merito alle prestazioni e ai servizi offerti in ambito assicurativo. Attenzione però: l’arbitro dell’IVASS non sostituirà il giudice ordinario, presso cui sarà sempre possibile rivolgersi, ma rappresenterà un sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale delle liti. Nelle intenzioni più snello, veloce ed economico.

ARBITRO ASSICURATIVO PER RIDURRE I RECLAMI IN AMBITO GIUDIZIARIO

Già presente sia in ambito bancario che finanziario, la figura dell’arbitro assicurativo è stata introdotta proprio per ridurre il numero dei contenziosi in sede ordinaria, ormai difficilmente gestibili (si parla di circa 245 mila cause pendenti a fine 2017, nel solo ramo Rc auto, e un tempo medio di risoluzione stimato in 8 anni). Le parti in causa, in genere clienti assicurati vs. compagnie o intermediari assicurativi, potranno partecipare alla nuova procedura davanti all’arbitro senza obbligo di assistenza legale e potranno depositare gli atti difensivi e la documentazione di supporto anche in via telematica. L’organismo arbitrale, i cui membri saranno nominati in maniera che ne risulti assicurata l’imparzialità, deciderà esclusivamente sulla base della documentazione presentata dalle parti.

IL COLLEGIO ARBITRALE SARÀ COMPOSTO DA CINQUE MEMBRI

Come detto, il ricorso all’arbitro assicurativo sarà alternativo rispetto al giudice ordinario. Di conseguenza non sarà possibile presentare ricorsi relativi a controversie già sottoposte all’autorità giudiziaria o per le quali sia ancora pendente un tentativo di mediazione. Il collegio arbitrale sarà presumibilmente composto da cinque membri in possesso di predefiniti requisiti di professionalità, onorabilità, esperienza. Inoltre l’arbitro assicurativo, come quello finanziario, non avrà un’articolazione territoriale.

ARBITRO ASSICURATIVO IVASS: SI ATTENDE IL DECRETO DEL MISE

Dopo l’inserimento dal 2018 nel Codice delle Assicurazioni Private con l’articolo 187-ter, che impone alle imprese assicurative e agli intermediari di aderire a “sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela relative alle prestazioni e ai servizi assicurativi derivanti da tutti i contratti di assicurazione senza alcuna esclusione”, per la piena attuazione dell’arbitro assicurativo si attende adesso il decreto del MISE, di concerto con il Ministero della Giustizia, e il conseguente regolamento IVASS che ne disciplinerà l’organizzazione e il funzionamento. Fino ad allora i reclami alla propria compagnia assicuratrice si faranno seguendo ancora l’attuale iter.

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Quali auto pagano meno di assicurazione? I fattori che fanno risparmiare

di Redazione

Quali auto pagano meno di assicurazione

Esistono davvero delle auto che pagano meno di assicurazione? Se intendiamo un modello specifico la risposta è ovviamente no. Ciò però non toglie che si possa risparmiare, e anche tanto, sul costo della RC auto optando per vetture in possesso di determinati requisiti. Ricordando sempre che sul prezzo dell’assicurazione auto incidono numerosi fattori che dipendono in gran parte dal curriculum alla guida del conducente e dalla zona in cui vive.

COME VIENE CALCOLATO IL PREMIO DELLA RC AUTO

Proprio per questo ci sembra opportuno riepilogare brevemente come viene calcolato il premio della RC auto. I fattori da prendere in considerazione sono essenzialmente tre e riguardano, appunto, il conducente, il veicolo da assicurare e le caratteristiche della polizza. Nel primo caso gli elementi che influiscono sul prezzo finale dell’assicurazione sono l’età dell’assicurato (per giovani e neopatentati le tariffe sono più alte), lo storico dei sinistri riportati sull’attestato di rischio (che determina la classe universale d’appartenenza) e la provincia di residenza. Per quanto riguarda invece le caratteristiche della polizza RC auto, i fattori che incidono sul premio riguardano soprattutto il numero di garanzie accessorie, l’eventuale presenza di massimali e franchigie e la formula di guida scelta (libera, esperta, esclusiva). Detto questo vediamo nei prossimi paragrafi gli elementi che determinano il costo della RC auto legati invece al veicolo da assicurare, per scoprire quali auto pagano meno di assicurazione.

AUTO CHE COSTANO MENO DI ASSICURAZIONE: IL FATTORE SICUREZZA

Come spiegavamo all’inizio, non ci sono modelli che costano meno di assicurazione ma vetture dalle determinate caratteristiche che, se presenti, diminuiscono il rischio di incidente, consentendo alle compagnie di attuare tariffe RC auto più vantaggiose. È indubbio per esempio che le auto dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della corsia, siano ritenute più sicure e quindi meno rischiose per le assicurazioni, con relativo abbattimento del premio. Già installati di serie su buona parte delle automobili nuove, gli ADAS diventeranno obbligatori nell’UE a partire dal 2022.

AUTO CHE PAGANO MENO DI ASSICURAZIONE: LA SCATOLA NERA

L’Italia è il Paese leader nell’Unione Europea a livello di diffusione della scatola nera auto. A fine 2018 oltre il 20% dei contratti RC auto prevedeva l’installazione del dispositivo elettronico con localizzatore Gps, che monitora la posizione e la velocità di una vettura in modo da stabilire l’esatta dinamica di un sinistro. Il motivo è presto detto: le compagnie assicurative propongono robusti sconti ai clienti che fanno installare la scatola nera. Insomma, si perde un po’ di privacy ma si risparmia sul costo annuale dell’assicurazione auto.

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PAGANO MENO DI RC AUTO

Ricapitolando. Pagano poco di assicurazione le auto con ADAS, con scatola nera e, un po’ a sorpresa, anche quelle con un tipo di alimentazione più ecologica. Sembra infatti, statistiche alla mano, che assicurare un’auto ibrida possa costare anche il 5-10% in meno rispetto alle vetture benzina o diesel. E un’auto elettrica addirittura il 20-30% in meno. Come mai? I motivi sarebbero essenzialmente tre. Caratteristiche socio-demografiche della clientela (chi acquista auto ibride ed elettriche è ritenuto un conducente maturo e consapevole, e rappresenta quindi un profilo poco rischioso); maggiore sicurezza (queste vetture sono considerate meno pericolose per l’assenza, o la minor presenza, di carburante); bassa autonomia di percorrenza che si traduce in minor rischio di incappare in sinistri stradali.

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Assicurazioni false online: chiusi altri 220 siti web irregolari

di Donato D'Ambrosi

Chiunque sarebbe tentato a cercare un’assicurazione più conveniente ed economica a un prezzo vantaggioso. In generale non è sbagliato a patto di seguire poche e semplici regole per non farsi fregare. E proprio questa necessità ha fertilizzato la proliferazione di siti web irregolari di finte Compagnie con nomi molto simili ai veri operatori. L’attività di sorveglianza dell’IVASS e l’intervento della Guardia di Finanza hanno portato alla chiusura dei portali e all’identificazione di 74 persone che operavano alle spalle di ignari clienti.

ASSICURAZIONI SCONTATE MA FALSE SU AUTO, CASA E BARCA

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni sia presso i domicili sia informatiche identificando i responsabili delle truffe online. Secondo quanto riporta l’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sono stati raggirati centinaia di utenti che hanno acquistato a loro insaputa false polizze assicurative a prezzi scontati. L’azzardo dei truffatori si è spinto anche oltre il ramo della Responsabilità Civile per autoveicoli. Convinti di sottoscrivere assicurazioni vantaggiose per le proprie autovetture, le proprie case o la barca, si sono in realtà ritrovati senza alcuna copertura assicurativa.

IL TRUCCO PER VENDERE POLIZZE FALSE ONLINE

L’IVASS spiega che il modus operandi, comune a gran parte dei portali individuati consisteva nell’associare la propria credibilità a quella delle imprese di Assicurazione. Per raggirare gli utenti a caccia di sconti sul web utilizzavano illegalmente i loghi delle più note compagnie di assicurazione operanti in Italia e l’indicazione di un numero RUI (Registro Unico degli Intermediari assicurativi) contraffatto, per rendere ancora più credibile la truffa ai clienti.

COME CONTROLLARE SE UN’IMPRESA E’ REGISTRATA

Le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Milano si sono concluse con l’individuazione di 222 siti Web che proponevano assicurazioni online, sebbene non ne avessero l’autorità come prevede il Codice delle assicurazioni private. Per 74 persone fisiche è scattata la denuncia di truffa aggravata ed esercizio abusivo dell’attività di intermediazione assicurativa. Occhio quindi quando vi avventurate sul web, è sempre meglio verificare se l’impresa italiana o estera è realmente abilitata ad operare in Italia direttamente sul sito dell’IVASS.

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Assicurazione RC auto più equa: nuova proposta di legge del M5S

di Redazione

Assicurazione RC auto più equa

Si torna a parlare, come periodicamente accade, di un’assicurazione RC auto più equa che limiti al massimo le disuguaglianze territoriali e premi gli automobilisti più virtuosi con tariffe più basse. Merito del deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, Andrea Caso, che ha depositato una proposta di legge alla Camera ‘per calibrare l’ingiusto mercato assicurativo oggi esistente’.

TARIFFE RC AUTO: IL PROBLEMA DELLE DIFFERENZE

Sappiamo tutti che le tariffe RC auto variano sensibilmente da regione a regione e spesso anche tra province della medesima regione, con differenze di centinaia di euro. I motivi li conosciamo bene: le assicurazioni considerano, non del tutto a torto, alcune zone più a rischio di altre, visto l’elevato numero di incidenti e di pratiche fraudolente. E sono perciò costrette ad alzare il premio assicurativo, a scapito però degli automobilisti onesti.

ASSICURAZIONE RC AUTO: SCONTI GIÀ PREVISTI MA LASCIATI ALLA DISCREZIONALITÀ DELLE COMPAGNIE

Tuttavia negli ultimi tempi l’adozione, facoltativa, della scatola nera auto e di altri dispositivi analoghi ha favorito un certo calo dei prezzi. Si tratta però di iniziative private messe in atto dalle singole compagnia assicurative, in mancanza di una vera e propria normativa nazionale che tarda ad arrivare, nonostante le promesse. Ed è in questo quadro che va quindi letta la proposta di legge dell’On. Caso, tesa a modificare l’articolo 132-ter del Codice delle Assicurazioni Private in materia di definizione degli sconti applicati all’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore.

#RcautoEqua.RCA. CHI NON HA COMMESSO INCIDENTI HA DIRITTO AL GIUSTO PREMIO ASSICURATIVO. VI SPIEGO LA PROPOSTA DI LEGGE…

Geplaatst door Andrea Caso op Woensdag 26 juni 2019

LA PROPOSTA PER UN’ASSICURAZIONE RC AUTO PIÙ EQUA

“La mia proposta di legge intende calibrare l’ingiusto mercato assicurativo oggi esistente che punisce gli automobilisti virtuosi, scoraggiando alcuni a comprare un’auto o nel fare passaggi assicurativi”, ha spiegato il deputato del M5S nel presentare la sua iniziativa. “In due articoli molto semplici cerco di portare equità in un settore che fa sanguinare le tasche ai cittadini. Spero adesso in un iter veloce affinché siano rimodulate le tariffe e premiati gli onesti”.

PREZZI RC AUTO PIÙ BASSI PER CHI NON CAUSA SINISTRI

Per il momento i dettagli della proposta non sono ancora stati resi noti, ma Andrea Caso ha anticipato che i conducenti delle province attualmente meno care, che pagano già una tariffa tutto sommato accettabile, possono stare tranquilli. “Le norme che intendo introdurre non causeranno alcun aumento dei premi assicurativi nelle provincie dove sono già bassi, ma garantiranno un costo d’assicurazione giusto in favore degli automobilisti che non causano sinistri e, dunque, non rappresentano un costo per le compagnie assicurative. Inoltre intendo far si che in caso si posseggano più veicoli, a tutti sia applicata ma classe di merito più bassa in assenza di sinistri (estendendo i benefici della Legge Bersani, ndr)”. Staremo a vedere.

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Mettiamoci in sicurezza: Street Control gratis contro le auto fuorilegge

di Antonio Elia Migliozzi

In Italia continua a viaggiare troppi veicoli senza assicurazione o revisione. I dati sono davvero preoccupanti perché si parla di circa 3 milioni di mezzi senza assicurazione che corrispondono al 6,3% dell’intero parco circolante. A lanciare l’allarme è l’ANIA, l’associazione che raggruppa le imprese attive nel settore delle assicurazioni. Per contrastare il fenomeno in estate verranno distribuiti gratuitamente alle polizie locali 10 Street Control Viasat che permettono la lettura delle targhe auto. Questa tecnologia è particolarmente precisa e affidabile e verifica il pagamento dell’assicurazione scannerizzando 100 targhe al secondo. Le immagini scattate dall’apparecchiatura sono confrontate con le banche dati ad oggi operative. Quello delle auto non assicurate è un problema molto serio perché in caso di incidente a rimetterci sono i soliti cittadini onesti. Vediamo i dettagli della campagna.

SENZA ASSICURAZIONE

Numeri alla mano sono circa 3 milioni i veicoli che viaggiano per l’Italia senza assicurazione. Si tratta di un esercito che corrisponde al 6,3% del parco auto nazionale con punte di oltre il 10% al sud. Addirittura le auto non revisionate sono almeno il 16% a cui si aggiungono quelle rubate, circa 147 mila l’anno. A lanciare l’allarme è l’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative. Per frenare le irregolarità parte la campagna “Mettiamoci in Sicurezza” che prevede un aiuto concreto per le polizie locali. Ci sarà la distribuzione gratuita di 10 kit di Street Control Viasat. Per due mesi gli uomini delle polizie locali dei Comuni che ne faranno richiesta avranno un nuovo alleato. Il sistema usa una telecamera ad alta sensibilità in grado di leggere fino a 100 targhe al secondo. Le immagini elaborate permettono di rilevare le irregolarità consultando le apposite banche dati.

CONTROLLO A TAPPETO

Grazie a Street Control si potranno individuare i veicoli sprovvisti di assicurazione o soggetti ad altre irregolarità e quindi pericolosi per i cittadini. Come sappiamo ci sono province maggiormente a rischio di incidenti stradali che possono coinvolgere veicoli senza copertura assicurativa o non revisionati. Ecco che la campagna “Mettiamoci in Sicurezza” si affianca ad eventi formativi e informativi gratuiti riservati agli operatori di Polizia Locale e agli Amministratori locali. La collaborazione istituzionale aumenta la sicurezza dei territori accrescendo anche la sicurezza percepita. In questa dinamica si inserisce il “Premio per la Prevenzione e l’Educazione alla Sicurezza Stradale” che verrà assegnato alle Amministrazioni Comunali e Comandi di Polizia. In questo modo si premierà l’impegno nella lotta alle auto non in regola con assicurazione e revisione a favore di una cultura della legalità.

I RISCHI

Inutile ribadire che i veicoli senza assicurazione o revisione contribuiscono al triste fenomeno della pirateria stradale. Chi causa un incidente spesso fugge per evitare di pagarne le conseguenze e anche qui i numeri sono preoccupanti. Le stime parlano di oltre 1.000 incidenti all’anno che hanno visto scappare il responsabile. Le auto irregolari sono autentiche mine vaganti che possono provocare seri danni ai cittadini onesti. A seguito di un incidente stradale con un mezzo “fantasma” è difficile ottenere un risarcimento. Questo si traduce in un costo sociale estremamente elevato. Va detto che la dotazione del fondo per il risarcimento delle vittime della strada pesa sulle tasche di tutti gli automobilisti onesti. La campagna “Mettiamoci in sicurezza” avrà una durata biennale e al termine verranno esposti risultati e trend, si spera positivi.

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RC auto: tariffe scese del 20% in cinque anni, l’annuncio dell’IVASS

di Redazione

Rc auto tariffe

In Italia si paga sempre tanto di RC auto ma le tariffe sono comunque scese di quasi il 20% in cinque anni, anche se non tutti sono d’accordo (ne parleremo alla fine). Trend positivo anche per quanto riguarda le differenze territoriali: dal 2013 al 2018 sembra essersi infatti ridotto il differenziale dei premi sul territorio tra la provincia più cara e quella più economica. Resta però il margine a favore dei maggiori competitor europei, dove l’assicurazione auto continua a costare decisamente meno.

RC AUTO, TARIFFE IN RIBASSO GRAZIE A NUOVE NORME E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

I numeri sono stati snocciolati dal nuovo presidente dell’IVASS, Fabio Panetta, nel corso della relazione annuale sull’attività svolta dall’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Soffermandosi in particolare sul mercato della RC auto in Italia, Panetta ha ricordato che le coperture della responsabilità civile auto rappresentano, vista la loro obbligatorietà, il settore a più diffuso impatto sui cittadini e un impegno costante per l’IVASS. “Le misure intraprese a livello normativo”, ha spiegato il neo presidente, “unitamente al diffuso utilizzo dell’innovazione tecnologica, hanno reso possibile un progressivo contenimento dei costi del sistema e il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, con effetti positivi sui prezzi per gli assicurati”.

TARIFFE RC AUTO IN ITALIA: DA 515 A 415 EURO IN 5 ANNI

Più dettagliatamente, secondo i dati IVASS il premio medio delle tariffe RC auto è diminuito del 19,5% in cinque anni, passando dai 515 euro di fine 2013 ai 415 euro di dicembre 2018. Come anticipavamo, si è ridotta anche la distanza dei prezzi tra la provincia a più alto costo (Napoli) e quella storicamente a costo più basso (Aosta): la differenza è scesa da 380 a 237 euro, un miglioramento che a nostro parere non è ancora sufficiente. Così come risulta inaccettabile il divario a livello internazionale: nel 2018 il premio medio netto in Italia è risultato di nuovo superiore a quello di Francia, Germania e Spagna, seppur con un‘evidente riduzione del gap, da 202 euro nel 2012 a 97 euro nel 2018.

RC AUTO: LA SCATOLA NERA FA DIMINUIRE LE TARIFFE MA FRENA LA CONCORRENZA

La scatola nera continua a piacere agli assicurati italiani. A fine 2018 era presente nel 22,2 % dei contratti, con valori significativamente più elevati nelle province più esposte al rischio di frode. Il suo utilizzo ha certamente contribuito alla riduzione dei prezzi delle polizze RC auto, tuttavia sta emergendo che i clienti con scatola nera sono meno propensi a cambiare compagnia. Conseguenza non troppo positiva, come ha ricordato lo stesso presidente Panetta: “È essenziale il completamento della disciplina sulla portabilità delle scatole nere per evitare che la loro diffusione porti con sé effetti indesiderati sul grado di concorrenza del mercato”.

PREZZI RC AUTO SCESI? LA FEDERCONSUMATORI NON È CONVINTA

Ma tutto questo diminuire di tariffe, forbici e differenze è davvero reale? È la domanda che si è posta Federconsumatori, secondo il cui Osservatorio, che da oltre 10 anni rileva annualmente i costi delle polizze RC auto nelle principali città italiane, dal 2013 al 2018 l’importo annuale sarebbe in realtà aumentato di 132,75 euro (+23,3%), con una differenza tra province del nord e province del sud del 53%. Insomma, la solita ‘guerra di cifre’ che vede vincere tutti tranne i cittadini.

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Piccoli incidenti: 1 automobilista su 6 scappa se non c’è il proprietario

di Donato D'Ambrosi

A chi non è mai capitato di tamponare un’auto parcheggiata abbastanza da fare un piccolo danno e poi guardarsi intorno? Il più delle volte ci si ferma a vedere il misfatto, molte altre per lasciare al proprietario i dati ed essere ricontattati. Ma secondo un’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it una schiera di 1,3 milioni di automobilisti scappa senza lasciare traccia. Gli uomini sono statisticamente 3 volte più portati a dileguarsi rispetto alle donne.

SOLO L’8,5% DELLE DONNE SCAPPA DOPO UN DANNO

Il malcostume – si legge nell’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione adulta con età compresa tra i 18 ed i 74 anni – sembra essere un comportamento prevalentemente maschile. A “scappare” cercando di farla franca sono soprattutto gli uomini (tra di loro lo ha fatto il 21,3%), mentre le donne si dimostrano notevolmente più oneste e, nel campione femminile, appena l’8,5% di chi ha fatto un danno se ne va senza lasciare al danneggiato i dati per essere ricontattata.

L’ETA’ RENDE GLI AUTOMOBILISTI PIU’ ONESTI

Considerando invece le fasce d’età, la maggior percentuale di “furbetti” (31%) si incontra in quella fra i 25 ed i 34 anni. Di contro, gli automobilisti più corretti sembrano essere coloro che hanno tra i 65 ed i 74 anni; fra loro si dà alla fuga solo l’8,8% degli intervistati che dichiarano di avere danneggiato un veicolo in assenza del proprietario.

AL SUD SI SCAPPA VIA FACILMENTE

A livello geografico, le aree dove si sono registrate le percentuali maggiori di automobilisti che, in questa situazione, hanno ingranato la prima e se ne sono andati via di corsa sono il Centro ed il Meridione. In Centro Italia hanno dichiarato di averlo fatto il 18,8% del campione; appena meno (18,5%) al Sud e nelle Isole.

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Incidenti stradali, risarcimenti più bassi: la pronuncia della Cassazione

di Redazione

Incidenti stradali risarcimenti più bassi

Una nuovissima pronuncia della Corte di Cassazione, precisamente la n. 16580/19 del 20 giugno 2019, farà poco felici gli automobilisti. Nella malaugurata ipotesi di restare vittime di incidenti stradali, i risarcimenti dell’assicurazione in caso di invalidità permanente saranno più bassi. Questo perché dall’ammontare dell’indennizzo si dovrà detrarre l’importo che il danneggiato percepirà dall’INPS a titolo di pensione di invalidità.

INCIDENTI STRADALI: DAI RISARCIMENTI DELL’ASSICURAZIONE SI DEVE DETRARRE LA QUOTA INPS

Ne ha parlato il portale giuridico laleggepertutti.it, spiegando che la sentenza della Cassazione conferma in realtà la linea adottata pochi mesi fa dalla stessa Corte a Sezioni Unite. E cioè che dal risarcimento dovuto dalla compagnia assicurativa alla vittima dell’incidente stradale bisogna detrarre quanto l’INPS ha liquidato e liquiderà per l’invalidità permanente (totale o parziale non fa differenza), ossia la pensione civile. Se così non fosse, ha motivato la Suprema Corte, il danneggiato ricaverebbe un doppio risarcimento, perfino superiore rispetto al danno, finendo addirittura per guadagnarci (ma i soldi, ci chiediamo noi, qualora fossero anche tanti possono compensare un’invalidità fisica permanente e totale? Bella domanda…).

INCIDENTI STRADALI: IL DANNEGGIATO NON PUÒ CHIEDERE UN INDENNIZZO ‘DOPPIO’

Inutile dire che saranno particolarmente contente le assicurazioni, che d’ora in poi potranno ridurre i risarcimenti da incidenti stradali gravi. In ogni caso la Corte di Cassazione non poteva decidere diversamente perché la logica applicazione del diritto prevede che al danneggiato spetti l’indennizzo soltanto del danno effettivamente subito. In altre parole la vittima del sinistro non può chiedere un risarcimento ‘doppio’ solo perché i soggetti preposti all’indennizzo sono per legge due, l’INPS e la compagnia assicurativa. Il danno resta comunque uno e il risarcimento deve essere perciò ‘spartito’ tra l’ente previdenziale e la compagnia. Quest’ultima può inoltre sempre rivalersi verso la terza parte, colui che ha causato il sinistro, chiedendogli la restituzione delle somme versate all’infortunato.

NON CUMULABILITÀ DEI RISARCIMENTI PER INCIDENTE STRADALE: IL PRECEDENTE

Come abbiamo già scritto, la pronuncia della Cassazione sugli incidenti stradali e risarcimenti in caso di invalidità permanente ha solo ribadito un principio già espresso tempo addietro dalle Sezioni Unite della medesima Corte, che avevano così risolto la questione delle conseguenze risarcitorie della strage di Ustica del 1980. I ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, spiega ancora laleggepertutti.it, dovranno infatti risarcire la compagnia aerea Itavia (poi fallita) con 265 milioni di euro per “omesso controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica”. Ma la compagnia aerea non potrà cumulare l’indennizzo già ricevuto dalla propria assicurazione per la perdita dell’aeromobile, e riscuoterà solo la differenza. Quindi l’indirizzo giuridico è chiaro: non può esserci cumulabilità tra risarcimento dell’assicurazione e indennizzo statale, “non essendovi spazio per una doppia liquidazione a fronte di un pregiudizio identico”.

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In Italia la prima auto si possiede a 22 anni e per il 66% è usata

di Donato D'Ambrosi

Il rapporto tra gli italiani e la loro prima auto di proprietà inizia a 22 anni, nonostante la crescente disponibilità del car sharing non lo renda una priorità. Infatti nella maggior parte dei casi possedere un’auto per i più giovani è un traguardo che si concretizza con il regalo dei genitori. Il sesso è ancora fortemente legato alla tradizione che vuole i maschi in vantaggio di qualche anno rispetto alle femmine. Ecco tutti i dati curiosi di un’indagine di Facile.it.

L’AUTO COME REGALO MA PRIMA AI MASCHI

I genitori sono gli iniziatori dei giovani al possesso di un’auto personale che per la maggior parte dei casi (65,8%) dei casi le nostre prime auto sono comprate usate. A farlo, secondo l’indagine, sono quasi sempre i genitori che la regalano al proprio figlio o figlia nel 41,7% dei casi. Questo dato scende nel Nord Est (36,9%) e sale sia al Sud (42,6%) sia al Nord Ovest (45,6%). Le donne ricevono l’auto in regalo in percentuale maggiore rispetto agli uomini (43,7% contro 39,7%).

AL SUD SI ASPETTA DI PIU’ PER L’AUTO

L’età alla quale si possiede la prima auto è in media poco meno di 22 anni ma cambia per sesso e area geografica di residenza. Gli uomini ottengono prima delle donne un’auto propria. Nel caso del campione femminile l’età media rilevata è di poco inferiore ai 23 anni, in quello maschile scende al di sotto dei 21. Se non sono i genitori a regalare l’auto, i primi ad acquistarla sono i residenti nel Nord Ovest e nel Centro Italia. In media, l’età è 21 anni e 6 mesi. Ultimi i patentati che vivono al Sud o nelle Isole che la comprano a 22 anni e 2 mesi.

ALL’ASSICURAZIONE CI PENSA PAPA’ LA META’ DELLE VOLTE

Una volta comprata l’auto, chi la mantiene? Secondo l’indagine nel 75,7% dei casi sono i proprietari giovani a pagare benzina, bollo, riparazioni e tutte le altre spese. Al Sud e nelle Isole, i giovani hanno più difficoltà a raggiungere una propria indipendenza economica, nel 50,1% dei casi infatti i genitori continuano a sostenere i costi di mantenimento dell’auto. Ma non sempre pagano tutto: l’assicurazione infatti è la voce più influente di cui si fanno carico i genitori 4 volte su 10; al Sud la percentuale sale al 45,7%. Mentre la spesa per il carburante è quella più indipendente: sale fino al 71,4% dei casi la quota dei giovani proprietari che paga da sé il conto alla pompa di benzina.

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Assicurazione auto: a maggio 2019 tariffe in calo del -6,08%

di Redazione

Maggio 2019 ancora un buon mese per le tariffe dell’assicurazione auto: il premio medio calcolato in Italia è stato di 546,86 euro, in calo sia rispetto a sei mesi fa (568,81 euro, -3,86%) che rispetto allo stesso mese del 2018 (582,28 euro, -6,08%). Dall’inizio dell’anno il premio è rimasto praticamente stabile, facendo segnare oscillazioni di pochi euro.

RC AUTO: DOVE SI PAGA DI PIÙ IN ITALIA

Secondo i dai forniti dall’Osservatorio di Facile.it, anche a maggio 2019 si sono registrate (e ci saremmo sorpresi del contrario) forti disparità nelle tariffe tra una regione e l’altra. E in qualche caso persino tra diverse province della stessa regione. Il premio RC auto più alto è stato pagato a Caserta, dove si è toccata la cifra record di 1.036,53 euro, quasi il doppio (+89,54%) della media nazionale. Numeri da far rabbrividire, a maggior ragione se pensiamo che la tariffa è comunque scesa del -10,32% nel giro di 12 mesi. I prezzi dell’assicurazione auto sono risultati altissimi quasi ovunque in Campania (a Napoli 979,42 euro); eppure in provincia di Benevento, che pure confina con quella casertana, gli automobilisti hanno pagato ‘solo’ 615,35 euro. A conferma che i costi possono variare di centinaia di euro anche a pochi km di distanza.

TARIFFE ASSICURAZIONE AUTO ALTE ANCHE IN TOSCANA

E non è neppure un problema circoscritto al solo Meridione. A Prato, Toscana, il premio medio RC auto di maggio 2019 è stato di 918,05 euro, uno dei più alti in Italia. Notevoli, in senso negativo, anche i 742,99 euro di Massa-Carrara e i 703,18 di Pistoia. Tornando al sud prezzi shock a Foggia (843,42 euro), Crotone (801,67), Vibo Valentia (725,93) e Barletta-Andria-Trani (672,17).

LE FRODI ASSICURATIVE FANNO AUMENTARE IL PREMIO

Ovviamente c’è poi il rovescio della medaglia rappresentato da quelle province virtuose in cui si pagano tariffe dell’assicurazione auto quasi ‘umane’. A questo proposito è inutile ricordare che le profonde discrepanze sui costi delle polizze sono dovute al diverso grado di sinistrosità di un territorio rispetto a un altro. E dall’alto numero di frodi assicurative che, diciamola tutta, coinvolgono spesso le stesse zone geografiche, danneggiando gli automobilisti onesti. A maggio 2019 le province con il premio più basso sono state Aosta (290,46 euro), Pordenone (361,88), Oristano (362,82), Belluno (372,93), Enna (379,54) e Sondrio (382,42). Tra le grandi città meglio Milano (439,22 euro) di Torino (538,41), Roma (548,18), Palermo (575,69) e Genova (585,44). Come detto, Napoli è fuori concorso. E tra Aosta e Caserta ballano 746,07 euro di differenza…

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RC auto: si può pagare con la card del Reddito di cittadinanza?

di Redazione

RC auto reddito di cittadinanza

A fine maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha stabilito, in via definitiva, quali acquisti si possono fare (e quali non si possono fare) con la card del Reddito di cittadinanza. In questo modo si è fatta finalmente chiarezza su alcuni aspetti poco chiari della misura. Per esempio nei giorni precedenti erano circolate notizie contraddittorie a proposito dell’eventuale inserimento, tra le spese ammissibili, di servizi finanziari e prodotti assicurativi come la RC auto. ‘Si può pagare l’assicurazione dell’auto con la card del Reddito di cittadinanza?’, avevano iniziato a chiedersi in molti? Il decreto del Ministero ha dissipato tutti i dubbi.

COSA SI PUÒ ACQUISTARE CON IL REDDITO DI CITTADINANZA

Come tanti già sanno, sulla tessera prepagata del RdC ogni mese viene accreditato l’importo che spetta a ciascun percettore del reddito. I soldi devono essere spesi tutti entro il mese successivo, mentre il tetto al prelievo di contante è pari a 100 euro mensili (che salgono fino a 210 euro con l’ampliarsi della famiglia). È possibile fare un bonifico al mese per pagare la rata dell’affitto o del mutuo. La card consente inoltre l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi ad eccezione di alcune specifiche categorie. Il decreto attuativo è servito appunto a specificare meglio le categorie vietate. Tra cui, per dirne una, non compaiono più elettrodomestici e prodotti elettronici, che sono quindi regolarmente acquistabili con i soldi del Reddito di cittadinanza, essendogli stata riconosciuta la natura di ‘beni essenziali’.

REDDITO DI CITTADINANZA: COSA NON SI PUÒ ACQUISTARE

Altre categorie merceologiche o di servizi hanno avuto invece minore fortuna e sono state escluse dalle spese consentite. In particolare il decreto attuativo ha stabilito che con la card del Reddito di cittadinanza non si possono fare acquisti che riguardano: gioco d’azzardo; superalcolici; acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto; servizi portuali; armi; materiale pornografico e beni e servizi per adulti; club privati; articoli di gioielleria e pellicceria; gallerie d’arte e affini. La card è inibita anche per l’utilizzo all’estero e per gli acquisti online o mediante servizi di direct-marketing.

REDDITO DI CITTADINANZA E ASSICURAZIONI

E la RC auto? Si può pagare o no con la card del Reddito di cittadinanza? Purtroppo se qualcuno si era illuso di poter pagare il premio dell’assicurazione RCA con i soldi del sussidio, alleggerendosi di una spesa importante, resterà deluso. Tra gli acquisti non ammessi rientrano infatti anche quelli relativi a servizi finanziari e creditizi; servizi di trasferimento di denaro; servizi assicurativi. Quindi niente RC auto con il RdC. Una decisione che ha fatto e sta facendo tuttora discutere, dato che l’assicurazione auto è un costo che grava obbligatoriamente su tante famiglie per le quali possedere una macchina non è un’alternativa ma una necessità. Speriamo che in futuro ci sia l’occasione di rivedere questa scelta.

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Reclami Assicurazione: -8% per l’RC Auto nel 2018

di Donato D'Ambrosi

I reclami dei contratti di assicurazione sono mediamente in calo in tutti i rami nel 2019. Lo rivela l’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che conta nel 2018 complessivamente 97.279 reclami ricevuti dalle imprese di assicurazione italiane ed estere operanti in Italia. Il calo maggiore dei reclami riguarda il ramo vita che in proporzione corrisponde anche a un numero nettamente minore di reclami rispetto a RC auto, Furto e Incendio e Altri rischi.

TREND DI DISCESA, MA I NUMERI SONO ANCORA ALTI

Nel 2018 il maggior numero di reclami è stato ricevuto dalle imprese di assicurazione sui rami RC auto. La responsabilità civile infatti ha portato più lamentele di tutti gli altri settori: 45.896 corrispondenti al 47% del totale. Poco meno invece è il totale dei reclami per i danni legati all’auto ma diversi dalla Responsabilità Civile: 35.561 (37% del totale). Sono solo il 16% (15.822) del totale invece i reclami per il rischio sulla vita. Tra i vari rami assicurativi solo i Danni auto (esclusa l’RCA) riporta un aumento medio del +2,5% nel cumulativo tra imprese estere e italiane.

CRESCONO I RECLAMI PER I RISCHI DIVERSI DELLE IMPRESE ESTERE

L’aumento più consistente (+1.035 reclami), interessa le imprese estere per i rami danni diversi dall’ RC auto. L’IVASS evidenzia come questo trend coinvolge in particolare gli operatori Cardif Assurance Risques Divers, AmTrust Underwriters DAC e Chubb International. Alle imprese estere, ma nel comparto vita, è adducibile l’incremento del +6,16% per reclami formulati nei confronti di Cardif Vie (cresciuti del 31% , +263 reclami9.

LE IMPRESE CON PIU’ RECLAMI RCA

I reclami assicurativi nel ramo RC auto sono ancora la più grande fetta del totale, anche se mediamente in diminuzione del -8%, come mostra la tabella. Non mancano le imprese sia italiane sia estere che hanno ricevuto un numero di reclami in aumento. Tra le estere, l’impresa Great Lakes che opera in Italia con il marchio Prima.it ha ricevuto + 204% di reclami rispetto al 2017 (equivalenti a 194 reclami in più). Tra le italiane, tra gli incrementi più importanti in percentuale ed in valore assoluto si rilevano AXA Assicurazioni (+22,4% con + 443 reclami), ITAS Mutua (+61,3%, +303 reclami), DARAG (+195%, +133 reclami), Cattolica (+15%, +227 reclami) ed Amissima (+27%, +223 reclami).

L’ESITO DEI RECLAMI PER RC AUTO

L’esito dei reclami non evidenzia grosse novità rispetto allo scorso anno secondo l’IVASS: i reclami accolti sono stati in totale il 26,5% del totale, quelli transatti il 9,7%, quelli respinti il 52,6%. Il restante 11,2% risultava in fase istruttoria alla fine del semestre. Ecco cosa significano i valori riportati in tabella qui sopra relativa ai soli reclami per RC auto.

– Accolto: l’impresa risolve il reclamo in modo positivo per il reclamante, accogliendone integralmente le ragioni;

Transatto: l’impresa risolve il reclamo con un esito favorevole per il reclamante ma non alle medesime condizioni richieste;

Respinto: l’impresa risolve il reclamo in modo negativo per il reclamante, respingendone le richieste;

In istruttoria: reclami ancora in istruttoria alla fine del semestre.

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Come eliminare residui di insetti dai vetri dell’auto, ecco come fare con il liquido Aktiv-E Lavavetro invernale by Fra-Ber

di redazione

Per eliminare residui di insetti dai vetri dell’auto in modo efficace il liquido per vaschette Aktiv-E Lavavetro invernale -30° by Fra-Ber è la soluzione ideale durante la stagione più fredda. Durante l’inverno e con il freddo, la piulizia dei vetri dell’auto è fondamentale per una guida sicura e senza problemi, Fra-Ber ha nel suo catalogo il liquido per vaschette Aktiv-E Lavavetro invernale -30°, un anticongelante concentrato ad azione detergente che assicura all’auto una pulizia perfetta per i tergicristalli.

Aktiv-e Lavavetro invernale -30 °C by Fra-Ber

Aktiv-e Lavavetro invernale -30 °C by Fra-Ber è una formulazione innovativa anticongelante con enzimi attivi pensata per le vaschette lavavetro di auto, camper e camion in grado di ammorbidire e disgregare i residui organici lasciati da insetti e moscerini permettendone una facile rimozione con i tergicristalli. La sua formula ne garantisce la sicurezza su tutte le parti dell’auto. Se erogato sui vetri prima del gelo, senza intervenire con i tergicristalli, previene la formazione del ghiaccio. Lavavetro invernale -30 °C, inoltre, non unge e non intacca le guarnizioni di plastica o gomma.

Aktiv-e Lavavetro invernale -30 °C by Fra-Ber – Modo d’uso

Versare nella vaschetta dell’impianto lava-parabrezza il contenuto di detergente Aktiv-E Lavavetro Invernale necessario in funzione della temperatura esterna seguendo la tabella “diluizione con acqua” riportata di seguito. Successivamente attivare i lava-parabrezza dell’auto ed erogare il prodotto liquido sul vetro in modo che venga distribuito omogeneamente.

Aktiv-e Lavavetro invernale -30 °C by Fra-Ber – Le confezioni

Aktiv-E Lavavetro Invernale è disponibile in due diversi formati (250 ml e 1000 ml) in vendita presso i concessionari FRA-BER ai seguenti prezzi: 250 ml No Gas Euro 4,80 (IVA compresa), 1000 ml No Gas Euro 7,80 (IVA compresa). I prodotti sono disponibili anche su Amazon

Info: Fra-ber Tel. 0363/905287 – info@fra-ber.it – www.fra-ber.it

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Come eliminare calcare e sporco dai vetri dell’auto, ecco come fare con il liquido lavavetri Deomagic by Fra-Ber

di redazione

Per eliminare calcare e sporco dall’auto in modo efficace il liquido lavavetri Deomagic by Fra-Ber è la soluzione ideale durante la stagione più fredda. Durante l’inverno e con il freddo, la sicurezza è importante e Fra-Ber ha nel suo catalogo il liquido lavavetri Deomagic -70 particolarmente efficace contro il calcare e qualsiasi tipo di sporco, il cui utilizzo si rivela davvero risolutivo perché Deomagic -70 by Fra-Ber ha la capacità di non ghiacciare.

Liquido lavavetri Deomagic by Fra-Ber

Deomagic -70 by Fra-Ber è lo speciale liquido per vaschette lavavetri dalla gradevole profumazione ideato da Fra-Ber per la pulizia dei cristalli durante qualsiasi stagione ma particolarmente adatto a quella invernale. Deomagic -70 by Fra-Ber contiene un additivo anticalcare e anticongelante, previene in modo ottimale la formazione del ghiaccio nell’impianto lavavetro e nel tergifari. Caratterizzato da un alto potere detergente, Deomagic -70 by Fra-Ber garantisce cristalli brillanti, visibilità chiara e guida in sicurezza anche in condizioni atmosferiche particolarmente difficili. Idoneo per particolari in policarbonato, non intacca guarnizioni e vernici.

Come eliminare calcare e sporco dai vetri dell'auto, ecco come fare con il liquido Deomagic by Fra-Ber

Liquido lavavetri Deomagic by Fra-Ber – Prodotto- Acqua – Protezione (Temperatura)

PURO  0% -70°C
50% 50% -30°C
25% 75% -13°C

Liquido lavavetri Deomagic by Fra-Ber – Le confezioni

Il liquido lavavetri Deomagic -70 è proposto da Fra-Ber nella confezione da 1000 ml (su Amazon e presso i propri concessionari) al prezzo di Euro 8,75 (IVA compresa), ma è anche disponibile la confezione da 250 ml.

Info: Fra-ber Tel. 0363/905287 – info@fra-ber.it – www.fra-ber.it

 

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Buon Safer Internet Day: ecco alcuni strumenti utili per la vostra sicurezza online

di Claudio
In Google, ci impegniamo a rendere Internet un posto migliore e sicuro per tutti. Da Google Play Protect - che verifica automaticamente le app per mantenere al sicuro i vostri dati e il vostro dispositivo - al machine learning che identifica contenuti dannosi su YouTube, fino agli strumenti per il controllo della propria privacy su Account Personale, vogliamo che vi sentiate al sicuro mentre utilizzate Google.

Mantenervi al sicuro, però, significa pensare anche al di là dei nostri prodotti. Ed e’ per questo, che abbiamo stretto diverse partnership, all’interno del settore, per condividere risorse e tecnologia, come nel caso di Navigazione Sicura che oggi protegge più di metà della popolazione online a livello mondiale da siti web pericolosi. Lavoriamo insieme ai nostri partner anche per stabilire standard di affidabilità, che gli editori possono utilizzare nei loro articoli, per aiutarvi a valutare la credibilità delle informazioni che trovate.

In occasione del Safer Internet Day - un’occasione per affrontare un tema rilevante come quello della sicurezza online - vogliamo ricordarvi nuovi strumenti che abbiamo lanciato negli ultimi mesi per offrirvi un livello di protezione ulteriore quando siete online. Non smetteremo mai di migliorare i nostri strumenti per garantire che le vostre informazioni rimangano al sicuro con noi.

Su misura per voi: il nuovo Controllo sicurezza
Di recente abbiamo lanciato una nuova versione del nostro Controllo Sicurezza, che ora fornisce indicazioni personalizzate per aiutarvi a migliorare la sicurezza del vostro account. Invece della stessa checklist per tutti, Controllo Sicurezza è ora una guida su misura per proteggere i vostri dati: insomma, il vostro consulente di sicurezza personale.



Il Controllo Sicurezza fornisce uno status chiaro della sicurezza e consigli personalizzati per rafforzare la sicurezza del vostro account

Quando visitate questo strumento, visualizzerete automaticamente lo status della vostra sicurezza: un'icona con un segno di spunta verde indica che va tutto bene, mentre un'icona con un punto esclamativo giallo o rosso significa che c'è almeno un problema da risolvere.

Il nuovo Controllo Sicurezza continuerà ad arricchirsi di nuovi contenuti, man mano che nascono nuove minacce. Potete contare su questo strumento per avere un consiglio aggiornato in tema di sicurezza, che potete utilizzare per proteggere il vostro account. Effettuate il nuovo Controllo Sicurezza su g.co/securitycheckup.

Il programma più sicuro, per chi ne ha più bisogno 
Vista la diffusione di Google, ci impegniamo a creare prodotti che soddisfino le esigenze di miliardi di persone. Ma quando si parla di sicurezza online, sappiamo che le esigenze variano da utente a utente.

Ecco perché, a ottobre, abbiamo introdotto il nostro Programma di Protezione Avanzata, che offre la massima sicurezza di Google. Chiunque puo’ usare i sistemi di Protezione Avanzata, è stato progettato per coloro che sono esposti a un elevato rischio di attacco e sono disposti a rinunciare a un po' di comodità per una maggiore protezione dei propri account personali in Google.

Ad esempio, in questa categoria potrebbero rientrare: membri dello staff di una campagna elettorale che si preparano per le imminenti elezioni, giornalisti che devono proteggere la riservatezza delle loro fonti, o persone in situazioni di pericolo che cercano sicurezza. A volte anche gli utenti più cauti e attenti alla sicurezza vengono attaccati tramite truffe di phishing, specialmente se si trattava di truffe mirate a uno specifico utente.

Una volta che iscritti a Protezione Avanzata, aggiorneremo continuamente la sicurezza del vostro account per affrontare le minacce emergenti: il che significa che Protezione Avanzata utilizzerà sempre le difese più efficaci a disposizione.

All’inizio, il programma si concentra su tre difese principali:

  • La difesa più efficace contro il phishing: la Protezione Avanzata richiede l'uso di token di sicurezza per accedere al vostro account. I token sono piccoli dispositivi USB o wireless, e  sono da tempo considerati la versione più sicura della verifica in due passaggi e la migliore protezione contro il phishing. Un utente malintenzionato che non ha il token di sicurezza viene automaticamente bloccato, anche se conosce la vostra password. 
  • Protezione dei dati più sensibili in caso li condividiate inavvertitamente: a volte, le persone acconsentono inavvertitamente alle applicazioni dannose di accedere ai propri dati Google. La Protezione Avanzata lo impedisce, limitando automaticamente l'accesso completo di app specifiche a Gmail e Drive. Per ora, saranno solo app di Google, ma ci aspettiamo di aumentarle in futuro.
  • Blocco degli accessi fraudolenti all’account: un altro modo comune con cui gli hacker tentano di accedere al vostro account è quello di mettersi nei vostri panni e fingere di essere stati bloccati. Con Protezione Avanzata, verranno implementati ulteriori passaggi per impedire che questo accada. Chiunque disponga di un account personale Google può iscriversi a Protezione Avanzata. E’ compatibile con Android e iOS ma è necessario che abbiate Chrome per iscrivervi al programma, perché supporta lo standard U2F per i token di sicurezza. Ci aspettiamo che anche altri browser lo supportino presto.

Per ora, Protezione Avanzata è disponibile solo per gli account consumer. Per avere lo stesso livello di protezione sugli account G Suite, gli amministratori di G Suite possono esaminare l'applicazione del token di sicurezza e sul whitelisting delle app OAuth.


Registratevi al programma di Protezione Avanzata su g.co/advancedprotection.

Scritto da: Stephan Micklitz, Director of Engineering Stephan MicklitzDirector of EngineeringGoogle
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