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Coronavirus: verso sospensione RCA fino a luglio?

di Raffaele Dambra

Coronavirus sospensione RCA

Emergenza Coronavirus: verso sospensione RCA fino a luglio 2020? Un emendamento del M5S punta a inserire la misura nel Decreto Cura-Italia

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Assicurazioni auto online: il Coronavirus fa crollare i prezzi sino a -23%

di Donato D'Ambrosi

L’emergenza Coronavirus fa crollare i prezzi dell’assicurazione auto: a marzo cresce il numero di preventivi auto online e calano quelli moto

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RC auto: il rinnovo si può posticipare sino a 30 giorni per il Coronavirus

di Raffaele Dambra

RC auto periodo di tolleranza

Nel Decreto Cura-Italia novità anche nel campo della RC auto: il rinnovo si potrà posticipare di 30 giorni. Ma si allungano i tempi per il risarcimento

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Assicurazioni online: +25% dei preventivi per effetto Coronavirus

di Donato D'Ambrosi

Restare chiusi in casa e limitare gli spostamenti ha effetti anche sulle assicurazioni online: a febbraio +25% dei preventivi associati all’effetto Coronavirus

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RC auto familiare anche per i neopatentati: il MISE chiarisce

di Raffaele Dambra

Quali veicoli devono essere assicurati

La RC auto familiare si applica anche ai neopatentati e agli assicurati che hanno un attestato di rischio inferiore a 5 anni, lo ha chiarito il MISE

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Gli errori da non fare al volante per allungare la vita dell’auto

di Redazione

Alcuni sembrano banali, ma importanti per la sicurezza di guida e la vita dell'auto auto: ecco gli errori da non fare al volante

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10 canzoni in auto che influenzano la guida

di Redazione

Un'indagine inglese svela 10 canzoni in auto che possono influenzare l'aggressività o la pazienza del guidatore agendo sul battito cardiaco

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RC auto familiare: malus per i danni oltre 5.000 euro

di Raffaele Dambra

Auto senza assicurazione cosa si rischia

Alla fine la RC auto familiare è davvero partita il 16 febbraio 2020 tra l’esultanza dei promotori della legge e delle associazioni dei consumatori e la delusione delle compagnie assicurative, che ‘minacciano’ un aumento generale delle tariffe tale da annullare tutti i vantaggi del provvedimento. Questo però lo scopriremo solo quando la norma entrerà a pieno regime, intanto un emendamento al decreto Milleproroghe a firma del deputato dem Claudio Mancini ha leggermente cambiato le carte in tavola, inserendo una sorta di ‘super malus’ per i beneficiari della polizza familiare in caso di incidente con colpa con danni a carico dell’assicurazione superiori a 5.000 euro.

RC AUTO FAMILIARE: COME FUNZIONA

Prima di spiegare nel dettaglio cosa prevede il nuovo super malus (che non è ancora definitivo perché dev’essere prima approvato dall’aula della Camera insieme all’intero Milleproroghe), riepiloghiamo le novità introdotte con la RC auto familiare:
– rispetto alle agevolazioni già previste dal Decreto Bersani, tutti i componenti di un medesimo nucleo familiare possono adesso usufruire della miglior classe di merito tra quelle presenti in famiglia anche in caso di semplice rinnovo della polizza (e non solo alla prima stipula) e pure tra diverse tipologie di veicoli. Per esempio chi assicura una moto può avvalersi della stessa classe di merito di un’auto e viceversa. L’unico requisito richiesto per accedere al beneficio consiste nel non aver commesso sinistri con colpa (paritaria, effettiva e assoluta) negli ultimi cinque anni, come da attestato di rischio.

IL MALUS DELLA RC AUTO FAMILIARE

Tralasciando quelli che saranno gli effetti reali della RC auto familiare (si risparmierà veramente? E in quale misura? Le assicurazioni spalmeranno i mancati incassi sulle tariffe degli altri assicurati? È davvero una buona idea scardinare il sistema bonus/malus?), negli ultimi giorni è intervenuta una modifica che, se confermata (manca, come detto, l’ultimo passaggio parlamentare), renderà un po’ meno conveniente la nuova norma. O quanto meno più rischiosa. L’emendamento Mancini prevede infatti che se il beneficiario della polizza familiare con veicolo di diverso tipo causa un sinistro con danni superiori a 5.000 euro, al successivo rinnovo della Rc auto perde fino a 5 classi di merito. Un declassamento decisamente superiore rispetto al malus normale, che comporta invece la perdita di 2 sole classi di merito. Si tratta indubbiamente di un correttivo per incentivare uno stile di guida molto prudente, vedremo se funzionerà.

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RC auto familiare: nuovo slittamento e si valutano delle modifiche

di Raffaele Dambra

Assicurazione auto con scatola nera

Contrordine compagni: il 16 febbraio 2020 non partirà la tanto attesa RC auto familiare, ‘vittima’ di un nuovo rinvio (c’era già stato uno slittamento dal 1° gennaio) voluto stavolta da tutte le forze politiche, governo e opposizione, compreso il Movimento 5 Stelle di cui fa parte il firmatario dell’emendamento al Dl Fiscale che aveva introdotto la nuova misura, l’on. Andrea Caso. Del resto sono cose che succedono quando si realizza una norma, magari anche valida nelle intenzioni, senza però valutarne i tempi tecnici di attuazione e soprattutto le conseguenze a cascata sull’intero comparto assicurativo. Col serio rischio di produrre un effetto contrario all’obiettivo reale, che era e resta quello di far risparmiare le famiglie.

RC AUTO FAMILIARE: COME FUNZIONA

Breve riassunto delle puntate precedenti. La RC auto familiare estende i benefici della Legge Bersani, permettendo di usufruire della classe di merito più vantaggiosa tra quelle disponibili all’interno di un nucleo familiare, non solo per assicurare un veicolo appena acquistato ma anche nel caso di rinnovo di una polizza già esistente. E pure tra diverse tipologie di veicoli (per esempio un’auto e una moto). A condizione però di non aver provocato alcun incidente con colpa negli ultimi 5 anni. Per esempio in una famiglia con uno o entrambi i genitori in 1^ classe di merito, i figli ancora conviventi possono assicurare il proprio veicolo, ex novo o al rinnovo della polizza, anch’essi in 1^ classe, a prescindere dal fatto di essere neopatentati o che il veicolo in questione sia un’altra auto o un motorino. Basta solo non aver causato incidenti nell’ultimo quinquennio.

LE CONTRADDIZIONI DELLA RC AUTO FAMILIARE

All’annuncio della nuova Rc auto familiare i firmatari del provvedimento avevano gridato tutta la loro soddisfazione, stimando per le famiglie un risparmio fra il 30 e il 40% sulle polizze RC auto e moto. Le compagnie assicurative avevano invece giudicato molto negativamente la misura, prevedendo conseguenze distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo, a danno ovviamente della maggior parte dei clienti. Sta di fatto che dopo l’approvazione definitiva del Dl Fiscale la RC auto familiare sarebbe dovuta entrare in vigore lo scorso 1° gennaio, termine spostato poi col Milleproroghe al 16 febbraio per permettere alle compagnie di organizzarsi. Ora però sembra che siano le stesse forze politiche a chiedere un ulteriore rinvio di qualche mese per risolvere alcune contraddizioni che di fatto rischiano di rendere inutile, se non dannosa, l’intera riforma. Questo mentre milioni di potenziali beneficiari neanche sanno come funziona la Rc auto familiare

RC AUTO FAMILIARE: I MOTIVI DEL NUOVO RINVIO

L’idea del nuovo rinvio è spuntata fuori nelle ultime ore in commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera, che sta esaminando il testo del decreto Milleproroghe in vista della conversione in legge. E, come abbiamo anticipato, la proposta è giunta bipartisan. Forza Italia e Italia Viva, sempre a braccetto, hanno richiesto uno slittamento della RC auto familiare al 16 aprile, il Partito Democratico al 16 giugno e il Movimento 5 Stelle addirittura al 30 giugno. Vanno infatti sistemati aspetti tecnici non secondari per rendere davvero applicabile un provvedimento che, di fatto, mette a serio rischio l’intero meccanismo bonus-malus. Bisogna per esempio riprogrammare la banca dati degli attestati di rischio gestita dall’ANIA. E manca ancora il regolamento di attuazione della norma che l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, ha messo in pubblica consultazione sul suo sito soltanto lo scorso 27 gennaio.

RC AUTO FAMILIARE: I POSSIBILI RISCHI

Inoltre vanno prese tutte le possibile cautele affinché, quando la RC auto familiare sarà finalmente in vigore, ci sia davvero un’effettiva riduzione dei costi. Come sottolinea giustamente Il Sole 24 Ore, sussistono infatti ben due grossi rischi. In primis le compagnie assicurative potrebbero rifarsi dei mancati incassi (vista la ‘transumanza’ di migliaia e migliaia di assicurati dalle classi di merito più alte e costose a quelle più basse ed economiche) rivalendosi sulle categorie meno avvantaggiate dalla riforma, ovvero i single o i possessori di un solo veicolo, con aumenti stimati fino al 30%. Oppure optare per una più democratica condivisione degli ammanchi, spalmando i rincari su ogni assicurato. Il che porterebbe incrementi molto limitati per tutti (2 o 3%), compresi però… coloro che dovrebbero in teoria beneficiare della RC familiare! Insomma, qualcosa va sicuramente rivisto. Prendendosi tutto il tempo necessario.

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RC auto familiare: parte il 16 febbraio ma 5,5 milioni di famiglie non lo sanno

di Raffaele Dambra

Conto alla rovescia per l’avvio della RC auto familiare, che parte ufficialmente il 16 febbraio 2020 dopo il breve rinvio deciso dal Governo per dare il tempo alle compagnie assicurative di organizzarsi. Introdotta con l’ultimo Decreto fiscale su spinta soprattutto del M5S, la RC auto familiare estende i vantaggi della Legge Bersani consentendo di beneficiare della classe di merito più bassa e favorevole fra tutti i veicoli appartenenti al medesimo nucleo familiare, anche in caso di semplice rinnovo di contratti RC auto già stipulati e pure tra diverse tipologie (per esempio un’auto e una moto). Purché in assenza di sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi 5 anni, come da attestato di rischio. Per i promotori questa norma comporterà un risparmio fino a 1.000 euro all’anno per famiglia.

RC AUTO FAMILIARE: ITALIANI POCO INFORMATI?

Insomma il quadro è abbastanza chiaro, così come sono chiare le perplessità delle compagnie di assicurazione, secondo cui questa novità non porterà invece alcun vero risparmio, favorendo invece un generale aumento dei prezzi oltre a minare nelle sue fondamenta l’equo criterio meritocratico del bonus/malus. Vedremo chi avrà ragione (ci vorrà almeno un anno, se non di più, per valutare l’effettiva portata della nuova misura), intanto a poco più di una settimana dall’entrata in vigore della RC auto familiare gli italiani non sembrano troppo informati o interessati alla novità, almeno a leggere i risultati di un’indagine dell’istituto mUp Research, in collaborazione con Norstat, per Facile.it.

COME FUNZIONA LA RC AUTO FAMILIARE? 5,5 MILIONI DI FAMIGLIE NON SANNO

Il 14,1% degli intervistati (scelti da un campione di persone dotate di assicurazione auto e quindi potenzialmente interessate al provvedimento), per circa 5,5 milioni di individui, ha dichiarato infatti di non aver neppure capito come funzioni la RC familiare. E il 46,9% ha affermato di non poter aderire al nuovo sistema assicurativo, essendo sprovvisti dei necessari requisiti (o perché i componenti della famiglia sono già tutti in 1^ classe di merito, o perché nel nucleo familiare c’è un solo veicolo, oppure perché nei 5 anni precedenti un componente ha causato un sinistro con colpa). Emerge però un dato interessante: il 5,6% delle famiglie intervistate ha dichiarato che, alla luce del possibile calo del costo dell’assicurazione, ha intenzione di acquistare un veicolo a due o quattro ruote da aggiungere al parco mezzi familiare.

RC AUTO FAMILIARE: QUANTE FAMIGLIE POTENZIALMENTE INTERESSATE?

Alla fine dei conti, quindi, i cambiamenti portati dalla RC auto familiare riguarderanno una percentuale comunque alta ma non maggioritaria degli assicurati italiani. In particolare il 18% delle famiglie che hanno un parco mezzi composto da almeno un’auto e una moto, ne potranno approfittare per assicurare il mezzo a due ruote, o viceversa, utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle maturate da chiunque nel nucleo familiare. E il 15,5% assicureranno con la classe di merito più vantaggiosa i veicoli già di proprietà del nucleo familiare.

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Brexit: assicurazione e documenti per guidare e viaggiare in UK dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Autoscuole sciopero

Con la Brexit non sono solo sparite le bandiere dell’Unione europea dai palazzi del potere nel Regno Unito, si apre una nuova fase in cui viaggiare in Inghilterra e guidare in UK sarà diverso. Ecco come cambierà e quali documenti saranno necessari nel Regno Unito per viaggiatori e automobilisti con patente europea.

LA PATENTE PER GUIDARE L’AUTO IN UK DOPO LA BREXIT

Gli inglesi aspettavano questo momento da un pezzo, la Brexit però richiederà una fase di transizione in cui i grandi cambiamenti seguiranno agli accordi che il Regno Unito stringerà con i vari Paesi. Chi si trova a guidare l’auto in Inghilterra dal 1 febbraio 2020 quali documenti deve avere con se? Rispetto ai documenti necessari per guidare l’auto all’estero cambia poco e niente. Chiunque sia in possesso di una patente europea potrà guidare nel Regno Unito senza la necessità di avere una licenza di guida internazionale. Come ricorda Facile.it, solo dal 2021 potranno essere introdotte delle restrizioni frammentate in base ai rapporti con la Gran Bretagna.

L’ASSICURAZIONE AUTO OBBLIGATORIA IN UK DOPO LA BREXIT

Cosa cambia per l’assicurazione auto se si guida nel territorio inglese? E’ forse la domanda che la maggior parte degli automobilisti si farà. Dopo la Brexit, è sufficiente che l’auto sia coperta da RC auto obbligatoria e poterlo dimostrare in caso di controlli. E’ fondamentale portare con se la Carta Verde (o Carta Internazionale di assicurazione). E’ quel documento che accompagna il Contratto di assicurazione in cui sono riportati i dati dell’auto, del contraente e il periodo di validità. La Carta Verde riporta anche i Paesi in cui è valida la copertura assicurativa ed eventuali esclusioni.

DOCUMENTI E ASSICURAZIONE SANITARIA, COSA CAMBIA CON LA BREXIT

E se invece viaggio come passeggero in auto o con altro mezzo nel Regno Unito è necessario il passaporto dopo la Brexit? Secondo le autorità britanniche non ci saranno variazioni sui documenti necessari per entrare in UK entro il 2020. Chi possiede una carta di identità in corso di validità (sia cartacea che in formato tessera elettronica) o un passaporto. La sola carta d’identità potrebbe non essere più valida dal 2021, ma per ora non è ancora stata presa in esame questa eventualità dal governo inglese. Con la Brexit, diventerà argomento di trattative anche l’assistenza sanitaria per i viaggiatori che si spostano all’interno degli Stati dell’Unione Europea, di cui chiaramente il Regno Unito non fa più parte. Almeno per il 2020, i cittadini italiani in viaggio in Gran Bretagna che dovessero necessitare di cure mediche possono esibire la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).

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Quanto costa mantenere l’auto: i costi auto per regione 2019

di Donato D'Ambrosi

I costi auto fissi sono la spesa maggiore per mantenere un’auto in Italia che nel 2019 sono aumentati di circa il 6%. Vale a dire che in media ogni automobilista ha speso 99 euro in più per mantenere la sua auto. Il report dei costi auto per regione conferma l’assicurazione e il carburante tra i costi auto più pesanti. La Campania in questo è la regione più costosa dove mantenere un’auto, mentre il Molise è in testa con i costi auto più bassi nel 2019.

LE VOCI DI COSTO AUTO PIU’ INFLUENTI IN ITALIA

L’altalena dei costi auto in Italia nel 2019 vede nuovamente la Campania il luogo dove mantenere un’auto richiede oltre 2 mila euro ogni anno. L’indagine condotta da un noto comparatore di preventivi online ha pesato il costo di assicurazione, carburante, il bollo e la revisione auto (biennale). Se si considerano singolarmente le voci di conto auto più influenti, nel 2019 il carburante pesa di più sulla spesa degli italiani (oltre 891 euro/anno). Al secondo posto c’è l’assicurazione RCA obbligatoria, che ha un costo medio di 573 euro /anno. Al terzo posto invece ci sono bollo e revisione auto, che complice anche il superbollo, si limita in media a 149 euro/anno.

DOVE MANTENERE L’AUTO COSTA MENO NEL 2019  

Il cumulo della spesa annuale per mantenere un’auto richiede almeno 1600 euro, necessari a coprire tutti i costi fissi e variabili. Dall’indagine emerge però che la spesa auto è aumentata rispetto al 2018 in quasi tutte le regioni tranne che in Molise, Umbria, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige. Pure essendo la regione più cara, in Campania i costi auto sono diminuiti del 2% (da 2155 a 2112 euro). La Campania è l’unica regione dove il costo dell’assicurazione supera mille euro ed è anche il costo maggiore del carburante.

LE REGIONI CON I COSTI AUTO IN AUMENTO

Tra le regioni dove invece i costi auto sono aumentati tra il 2018 e il 2019, il Friuli Venezia Giulia è in testa (+35% e spesa media di oltre 1500 euro). Aumenti massicci anche al sud, dove in Puglia si è passati da una spesa di 1500 euro ad oltre 1800 euro, smentendo così il mito che le regioni meridionali sono quelle più care. L’assicurazione infatti è aumentata anche in Valle d’Aosta e costa quasi quanto in Friuli (414 euro/anno). Clicca sull’immagine in alto per vedere in dettaglio e a tutta larghezza i costi auto 2019.

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L’auto protegge dai fulmini di un temporale?

di Raffaele Dambra

L'auto protegge dai fulmini

A causa dei cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale l’Italia è diventato un paese ‘quasi’ tropicale. Nel quale, soprattutto d’estate, sono frequenti improvvisi e violentissimi temporali, simili a piogge monsoniche, che dal punto di vista mediatico fanno più notizia con la definizione di ‘bombe d’acqua’. A questo proposito ci siamo chiesti quale sia il miglior comportamento da adottare se si viene sorpresi da un forte temporale durante un tragitto in automobile. E soprattutto se l’auto protegge dai fulmini.

COSA FARE IN CASO DI TEMPORALE QUANDO SI GUIDA

Se durante un viaggio in auto, specialmente fuori da un centro urbano, scoppia un forte temporale, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Un acquazzone, anche se particolarmente intenso, non è mica l’armageddon, per cui non serve farsi prendere dal panico. Detto questo, bisogna concentrarsi principalmente su due aspetti: la visibilità e il controllo del veicolo. Dato che in caso di tanta pioggia la prima cosa che viene meno è proprio la visibilità, è doveroso segnalare meglio la propria presenza agli altri automobilisti azionando, oltre alle luci di posizione (gli abbaglianti solo se necessario), le quattro frecce. Contestualmente si deve procedere con estrema prudenza per scongiurare il rischio di aquaplaning, e valutare se non sia il caso di fermarsi. Ovviamente la macchina va eventualmente arrestata in un posto adatto. Per cui non a bordo strada, a meno che non ci sia un’apposita area per la sosta; ma nemmeno sotto ponti o gallerie, che allagandosi potrebbero trasformarsi in una trappola mortale. L’ideale sarebbe trovare uno spazio con una tettoia (una stazione di rifornimento), distante però da tutto ciò che possa cadere e provocare danni.

L’AUTO PROTEGGE DAI FULMINI?

Le difficoltà di trovarsi in una vettura durante un temporale potrebbero acuirsi se alla pioggia abbondante si aggiungessero lampi e fulmini, evento per nulla improbabile in caso di temporale. Ma un’auto protegge dai fulmini? La risposta sorprendente è che in effetti la carrozzeria di un’automobile funge da ottimo isolante contro le scariche elettriche, sostituendosi alla protezione della cosiddetta Gabbia di Faraday. Scoperta nel 1836 dal fisico inglese Michael Faraday, indica un sistema costituito da un contenitore in materiale elettricamente conduttore o cavo conduttore, come è appunto il metallo, in grado di isolare l’ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico presente al suo esterno, per quanto intenso possa essere. Di conseguenza se un fulmine centra in pieno la carrozzeria di un’automobile, essendo quest’ultima composta principalmente di metallo, le scariche si concentrano sulla superficie esterna senza esercitare nessun effetto all’interno dell’abitacolo.

QUANDO L’AUTO NON PROTEGGE DAI FULMINI

Quindi sì, tutto sommato l’interno di un’auto è un luogo abbastanza sicuro contro le scariche elettriche. Tra l’altro per evitare la penetrazione di un fulmine non è necessario che il rivestimento metallico sia continuo. E infatti la carrozzeria di un’auto non lo è. Però bisogna comunque prendere delle precauzioni. Per esempio nell’abitacolo, durante un temporale, è meglio non toccare le parti metalliche visibili come le maniglie delle portiere. Perché potrebbero mettere in contatto con la superficie esterna della vettura che non è affatto immune dai fulmini. Inoltre non tutte le vetture sono sicure allo stesso modo: una berlina protegge decisamente meglio di una cabrio con tettuccio in tela. Occhio infine agli pneumatici. Essendo composti da materiale isolante, se vengono colpiti da un fulmine la corrente prodotta, passando dalla passaruota al battistrada, può rilasciare calore in grosse quantità, con l’elevato rischio di danneggiarli.

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Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

È di poche ore fa la notizia di un finto pedone investito a Verona. Il trucco consiste nell’attraversare la strada, urtare di proposito il fianco dell’auto, stramazzare al suolo. Di solito, l’automobilista nel mirino è un utente debole: una signora anziana, un vecchietto dalla guida incerta, una donna con bambini. Soggetti che si possono spaventare più facilmente. Il finto pedone investito racconta la propria versione all’automobilista: non ti sei accorto di me, mi hai toccato, son caduto. La “prova” sarebbe il rumore che il guidatore ha sentito: la manata che il finto pedone ha rifilato.

FINTO INVESTIMENTO: LA TRUFFA DEL PEDONE

Il finto pedone, ossia la finta vittima, può contrattare con l’automobilista, che è la vera vittima ma passa per il colpevole unico. Dalla trattativa, il finto pedone ottiene subito denaro: una cinquantina di euro per chiudere immediatamente la questione. Il guidatore teme una causa in tribunale o il peggioramento di due classi di merito della Rc auto con un aumento fortissimo al rinnovo. O teme conseguenze di profilo penale, come il reato di omicidio e lesioni stradali. E quindi cede, dando il denaro che ha in tasca nel portafogli.

PEDONE FARLOCCO: DIFENDERSI DALLA FRODE IN 5 MODI

L’automobilista che viene accusato da un pedone di un investimento, può difendersi. Anche perché non sa se il pedone dica il vero o il falso

– Tornare immediatamente sul posto del presunto investimento. L’obiettivo è evitare l’accusa di omissione di soccorso: il guidatore non è un pirata della strada.
– Con lo smartphone, chiamare le forze dell’ordine. Se si è in città, sono i Vigili.
– Controllare se in zona ci sono telecamere o testimoni: servono occhi elettronici o occhi veri per capire come sono andate le cose.
– Subito, contattare un legale. Può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, o patrocinatore stragiudiziale che vi aiuti fuori dai tribunali. Da chiamare immediatamente, e non a causa in corso. Col legale, valutate la parcella.
– Allertare il proprio assicuratore. Che vi dovrebbe aiutare.

COME VA A FINIRE LA TRUFFA DEL FINTO PEDONE

Con l’aiuto delle Forze dell’ordine, verrà ricostruito l’accaduto. Con testimoni o telecamere, tanto meglio. Grazie a un legale, chi è dalla parte della ragione dovrebbe spuntarla. Nella peggiore delle ipotesi, se il guidatore perde, l’assicurazione paga i danni al pedone. E il cliente viene penalizzato di due classi di merito, con un rincaro fortissimo. Nella migliore delle ipotesi, l’automobilista vince: emerge la truffa. A questo punto, può fare causa al truffatore: si entra nel penale. Se i giudici lo condannano, il finto pedone dovrà indennizzare l’automobilista. Qui possono nascere altri problemi: se il truffatore non ha reddito, non lavora, difficilmente il guidatore otterrà un rimborso. In generale, attenzione: si tratta di frodi che rischiano di essere sempre più numerose sulle nostre strade. Con la crisi economica sempre più profonda, molti disoccupati si trasformano in finti pedoni o finti tamponati per ottenere un risarcimento immediato da parte del guidatore. O per riscuotere denaro tramite indennizzo assicurativo.

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Assicurazione auto: quanto aumenta in caso di incidente?

di Redazione

Nell’assicurazione Rc auto, se causi un incidente, puoi subire un aumento stangata di 462 euro. Pertanto, se l’anno prima pagavi 1.000 euro di Rca, l’anno dopo pagherai 1.462 euro. È il risultato di una recente ricerca, che evidenzia il meccanismo del bonus malus. Cominciamo dal malus: se provochi un sinistro, hai un aumento fortissimo di polizza, con un peggioramento di due classi di merito in un colpo solo. Se invece non causi incidenti, hai un bonus. Occhio: non significa affatto che la Rca scenderà l’anno dopo. La compagnia è pur sempre libera di applicare aumenti. Vuole solo dire che non ci sarà un rincaro notevole. Un sistema che da sempre avvantaggia le compagnie, in un regime di libero mercato: possono praticare i prezzi che vogliono.

I NUMERI DELL’INDAGINE SU INCIDENTI E RINCARI RCA

Per ottenere i dati, Facile.it ha analizzato un campione di 14.000 preventivi raccolti nel primo trimestre del 2019. C’è quasi parità di profilo: classe di merito, età, auto. Ma con una differenza pesantissima: la Provincia di residenza. Chi vive in zone dove gli incidenti e le frodi Rca sono pochi, subirà un rincaro forte; chi vive in zone dove i sinistri e le truffe sono parecchie, subirà un aumento notevolissimo. Comunque sia, nessuno si salva. Per esempio, a Salerno per un automobilista in prima classe di merito (molto prudente) responsabile di un incidente, la media del miglior prezzo disponibile una volta scivolato in terza classe aumenta del 98,6%: sono 462 euro in più. A Firenze (la virtuosa, con il rincaro meno forte) l’aumento medio è del 18,8%: 69 euro in più.

AUMENTI AL SUD DOPO UN SINISTRO: DISASTRO

Tremenda la batosta per chi vive al Sud. Non solo Salerno. A Napoli, il passaggio dalla prima alla terza classe di merito comporta un rincaro del 76,1%, con un aggravio “monstre” di 442 euro. A Prato (altissima la frequenza di incidenti causati da cinesi residenti), aumento medio del 75,8%: 454 euro in più. Situazione infernale anche a Caserta: rincaro medio del 70,3% (corrispondente a 419 euro). A Palermo, l’aumento medio è pari al 63,6%: maggiorazione di 241 euro.

RCA: ALTRE PROVINCE SFORTUNATE

La sesta posizione delle Province peggiori è occupata da Pistoia: qui, in media, gli automobilisti devono fare i conti con un aumento del 62,3%, ossia 244 euro in più. Seguono le province di Pavia e Pisa, dove l’aumento medio è pari, rispettivamente, a 60,2% e 58,4%. Al nono posto Frosinone: aumento medio del 56,6%, pari a 173 euro. Decima di questa triste top ten è Ancona dove, a seguito di un incidente con colpa, il rincaro è del 51,5%, vale a dire 167 euro in più. Il fatto è che gli automobilisti virtuosi pagano per gli incidenti e le frodi di pochi: lo prevede il meccanismo Rca con bonus malus. Fra i vari tentativi per risparmiare, c’è la Rca con scatola nera: più si è prudenti, meno la Rca è costosa al rinnovo. In alternativa, se conviene, si paga il danno direttamente, senza far scattare il malus: l’assicuratore consiglierà il cliente sull’eventuale opportunità di una simile operazione.

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Telepass: l’assicurazione RC auto si attiva direttamente dall’app

di Raffaele Dambra

Telepass assicurazione RC auto

Nuovo servizio per i circa 6,5 milioni di clienti Telepass: l’assicurazione RC auto che si attiva direttamente dall’app dell’apparecchio. Gli utenti che utilizzano il sistema di telepedaggio autostradale possono infatti rinnovare la polizza in scadenza acquistandola con addebito sul conto Telepass, dopo aver attentamente esaminato il preventivo. Il servizio è offerto in collaborazione con Prima Assicurazioni.

COME FUNZIONA L’ASSICURAZIONE RC AUTO DI TELEPASS

Per stipulare il contratto RC Auto presente nel bouquet di servizi Telepass sono necessari pochi passaggi. Come detto il preventivo si calcola direttamente dall’app, inserendo semplicemente la targa del veicolo, la data di nascita e, facoltativamente, la o le garanzie accessorie più opportune. Una volta visualizzato il totale e completato l’acquisto l’importo della polizza viene scalato a fine mese dal conto di Telepass. Le coperture aggiuntive sottoscrivibili insieme alla responsabilità civile obbligatoria sono infortuni al conducente, furto e incendio, tutela legale, cristalli, kasko collisione, rinuncia alla rivalsa e bonus protetto. Quest’ultima protegge l’aumento del premio RCA per eventuali futuri rinnovi, ed è valida in caso di un solo sinistro con colpa o concorsuale.

RC AUTO DI TELEPASS, QUALI VANTAGGI?

Quali sono i vantaggi della RC auto di Telepass? Sicuramente la semplicità e l’immediatezza di poter gestire l’obbligo assicurativo sui veicoli prontamente tramite app, digitando solo qualche tasto dello smartphone. Niente agenzie, niente intermediari, niente scocciature. E poi, almeno inizialmente, la possibilità di usufruire di sconti piuttosto interessanti sul premio annuale. Per accompagnare i clienti verso questa nuovo servizio, Prima ha previsto infatti un’offerta dedicata con sconti fino ad oltre il 20% a seconda delle tipologie di contratto e di utente. E anche Telepass offre per chi si assicura entro il 31 dicembre 2019 una riduzione del 5% riservata ai clienti Telepass Family e Telepass con Viacard con attivo il servizio Premium; e una del 10% per i clienti Telepass Family e Telepass con Viacard con attivo il servizio Premium WoW.

COSE DA SAPERE SU TELEPASS RC AUTO

Il servizio RC Auto al momento non è disponibile per veicoli intestati a P. Iva o codice fiscale aziendale. Inoltre per ciascun contratto Telepass Family o Telepass con Viacard è possibile acquistare una sola polizza al mese. Per quanto riguarda infine i costi dell’assicurazione, ovviamente gli sconti elencati nel precedente paragrafo rientrano nella logica dell’offerta-lancio per promuovere un prodotto nuovo. Oggi, quindi, le tariffe potrebbero risultare particolarmente allettanti, ma domani chissà. Si tenga conto (anche) di questo prima di procedere all’acquisto.

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Incidenti con animali selvatici in Lombardia: come chiedere il rimborso

di Raffaele Dambra

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Non sono affatto infrequenti gli incidenti con animali selvatici in Lombardia, data la natura del territorio. Per questo già dal 1° gennaio 2017 e con scadenza 31 dicembre 2019 (in attesa di possibili proroghe), la Giunta Regionale prevede una copertura di tipo kasko per i cittadini che abbiano subito un danno a seguito di collisione con fauna selvatica su strade statali, regionali, provinciali e comunali lombarde (sono invece escluse le strade in concessione come le autostrade, le tangenziali protette e, più in generale, tutte le strade che prevedono un pedaggio).

INCIDENTI CON ANIMALI SELVATICI IN LOMBARDIA: DETTAGLI DELLA MISURA

Per fauna selvatica si intendono mammiferi e uccelli selvatici stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio lombardo, con esclusione dei cani randagi. Sono compresi nella definizione cervi, camosci, mufloni, daini, cinghiali, stambecchi, caprioli, orsi, volpi, tassi, lepri, nutrie, fagiani e altre specie simili. Con la richiesta di rimborso gli automobilisti danneggiati, o i loro legittimi eredi nel malaugurato caso in cui il sinistro abbia provocato il decesso di una o più persone, si impegnano a rinunciare a ogni azione civile e a ulteriori richieste di risarcimento danni nei confronti della Pubblica Amministrazione.

SINISTRI CON FAUNA SELVATICA IN LOMBARDIA: COME CHIEDERE IL RIMBORSO

La domanda per ottenere il rimborso in seguito a un incidente stradale dovuto all’impatto con animali selvatici in Lombardia, va presentata entro 30 giorni dalla data del sinistro mediante un apposito modulo scaricabile dal portale regionale. Tra i vari documenti da allegare alla domanda devono esserci l’attestazione di aver o non aver beneficiato di altri rimborsi assicurativi o privati; la dichiarazione di rinuncia all’azione civile e di risarcimento danni verso la P.A.; foto a colori con targa visibile che documentino il danno subito; eventuali testimonianze scritte; fattura o preventivo della riparazione del danno; copia della patente di guida del conducente, del libretto di circolazione e della polizza assicurativa del veicolo. La richiesta può essere trasmessa in Regione con raccomandata A/R , con posta elettronica certificata, oppure di persona presso gli sportelli dedicati.

INCIDENTI CON ANIMALI SELVATICI IN LOMBARDIA: COME SI OTTIENE IL RISARCIMENTO

Una volta ricevuto il modulo di denuncia e la documentazione prevista, la Regione Lombardia avvia la pratica trasmettendola alla compagnia convenzionata, tramite il broker assicurativo. Entro 120 giorni la compagnia è tenuta a dare riscontro al danneggiato in merito alla risarcibilità del danno e all’eventuale importo da risarcire. Se lo ritiene opportuno può incaricare un perito per visionare il veicolo. Il rimborso è pari al 75% del danno accertato al veicolo, oppure all’intero valore della vettura al momento dell’incidente in caso di danno totale o antieconomico. Ed è corrisposto fino al limite massimo di euro 5.500 euro per sinistro. L’indennizzo non comprende eventuali e ulteriori spese che non riguardano la riparazione dell’auto, quali per esempio traino, spese legali, fermo tecnico, beni e oggetti personali, casco protettivo, ecc. I cittadini danneggiati che non sono soddisfatti dell’entità del rimborso, possono ricorrere nelle modalità previste.

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Costo assicurazione giù: il 50% paga meno di 362 euro nel Q2 2019

di Redazione

Costo assicurazione Rc auto obbligatoria: stando ai dati ufficiali, è in discesa. Lo dice l’Ivass, ossia l’Istituto che vigila sulle assicurazioni. Un ente imparziale: né le compagnie né un’associazione dei consumatori in guerra contro le assicurazioni. Il 50% degli assicurati paga meno di 362 euro, nel secondo trimestre 2019, cioè da inizio aprile a tutto giugno. In media, la Rca è di 405 euro.

COSTO RC AUTO IN DISCESA

Su base annua, il trend della Rca è sempre in discesa: -1,5%. Voi che leggete questi numeri probabilmente reagirete in due modi: o siete d’accordo con le statistiche Ivass che parlano di costi dell’assicurazione auto giù, oppure le ritenere fuori dalla realtà, perché pagate molto più della media nonostante non abbiate causato incidenti nel recente passato. Il fatto è che l’Ivass parla di medie, tanto che specifica come  il 90% degli assicurati sborsi meno di 628 euro e solo il 10% degli automobilisti meno di 226 euro.

RCA: DIPENDE DALLA ZONA

A influire sul prezzo è anche la zona di residenza. Più alte le probabilità che in quell’area si verifichino incidenti e frodi Rca, più cara la polizza. E viceversa. Pertanto, in Province come Caserta, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, le tariffe sono tuttora costose come il fuoco, anche per il guidatore prudente che non ha mai causato incidenti in vita sua. Invece ad Aosta e Bolzano le Rca sono più abbordabili (seppure non così basse).

RCA CON SCATOLA NERA PER ABBASSARE IL COSTO

Fra le numerose soluzioni per risparmiare c’è la Rca con scatola nera. Il guidatore accetta di far montare la black box: in cambio, la compagnia propone uno sconto rispetto alla Rca normale. La riduzione è grosso modo fra il 10% e il 15%. Comunque, la Rca con scatola nera non è un obbligo per le imprese. Né tantomeno lo sconto da associare a quella garanzia. In regime di libero mercato, le società assicuratrici praticano gli sconti che credono, selezionando anche gli automobilisti. Non è un caso che la popolarità delle polizze telematiche sia maggiore al Sud con valori superiori al 40% a Reggio Calabria, Crotone, e Napoli. A Caserta, dove c’è il record per il costo dell’assicurazione auto, è boom assoluto di scatole nere: ogni 100 polizze nuove, 63 sono con black box. La legge che impone la Rca con scatola nera c’è ormai da anni, ma perché diventi effettiva si attende un decreto attuativo. Di cui non si vede neppure l’ombra: la burocrazia ministeriale italiana ha colpito ancora.

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RC auto in Italia: ad agosto 2019 premi scesi del -3,78% in un anno

di Raffaele Dambra

RC auto in Italia agosto 2019

Il mese di agosto 2019 ha fatto registrare un calo del premio medio delle tariffe RC auto in Italia, calcolato in 560,67 euro. Una cifra inferiore sia ai 563,09 del mese precedente che, soprattutto, ai 582,71 euro di agosto 2018. Ciò significa che in un anno il premio è sceso del -3,78%, una performance rilevante che tra l’altro segna un’inversione di tendenza dopo il progressivo aumento verificatosi tra marzo e luglio, che aveva portato il costo annuo dell’assicurazione auto da 542,09 a 563,08 euro.

RC AUTO IN ITALIA: AD AGOSTO 2019 750 DI DIFFERENZA TRA CASERTA E AOSTA

L’indagine sui premi RC auto in Italia di agosto 2019, basata sui dati forniti dall’Osservatorio di Facile.it, ha confermato ovviamente le notevoli differenze di prezzo tra le singole province, a dimostrazione che siamo ancora ben lontani dal ridurre il gap. I residenti nella provincia di Caserta hanno pagato il mese scorso un premio medio di 1.091,96 euro (+94,76% sulla media nazionale), quelli di Aosta appena 339,11 (-39,52%). Un divario di oltre 750 euro per acquistare il medesimo prodotto nella stessa nazione, non c’è bisogno di aggiungere altro. Ma senza considerare necessariamente i poli estremi, risulta sbalorditiva anche la difformità tra i 911,22 euro della provincia di Foggia e i 497,70 di quella di Lecce, che sono entrambe in Puglia! Basta insomma spostarsi nell’identica regione per pagare 400 euro in più o in meno…

TARIFFE RC AUTO: IL PROBLEMA DELLA DISEGUAGLIANZA TERRITORIALE

Quello delle forti disparità nelle tariffe tra una zona e l’altra d’Italia (e non è neanche, o almeno non lo è sempre, una questione di nord e sud, visto che per esempio si paga tantissimo anche a Prato) è un problema che si trascina da tempo e che non ha ancora trovato una soluzione definitiva, nonostante le promesse. Soluzione che, intendiamoci, non consiste in un prezzo della RC auto uguale per tutti (non sarebbe possibile e probabilmente neanche giusto), ma in un sistema che preveda tariffe omogenee per gli automobilisti virtuosi, a prescindere dalla provincia di residenza. Negli ultimi anni qualcosa si è già mosso in tal senso, ma si può fare decisamente di più. Aspettando con (im)pazienza che gli sconti per chi fa installare la scatola nera sull’auto diventino davvero obbligatori (da due anni c’è una legge ma mancano ancora i decreti attuativi).

RC AUTO IN ITALIA: MOLTO BENE LA GARANZIA ASSISTENZA STRADALE

Tornando all’indagine sui prezzi RC auto di agosto 2019, fra le coperture accessorie la più scelta è risultata la garanzia assistenza stradale, richiesta dal 45,81% degli utenti. Per quanto riguarda invece la distribuzione delle classi di merito nel nostro Paese, in base alle informazioni raccolte il 59,03% degli automobilisti assicurati è in 1^ classe, il 5,05% in 2^ e il 5,16% in 3^. Il 12,19% è invece in 14^ classe (quella che spetta ai neopatentati) o ancora più su.

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Polizze RC auto: la firma digitale è riconosciuta?

di Raffaele Dambra

Polizze RC auto firma digitale

Giorni addietro vi abbiamo annunciato l’imminente riconoscimento della firma elettronica avanzata per il disbrigo delle pratiche auto presso gli uffici dell’ACI della motorizzazione. Un passo necessario per velocizzare le procedure e migliorare gli standard di sicurezza, dato che la FEI, a differenza della firma autografa, è difficilmente contraffabile. Passo che le assicurazioni avevano compiuto già da qualche anno, dato che la firma digitale è riconosciuta sulle polizze RC auto fin dal 2015.

LA FIRMA DIGITALE NELLE POLIZZE RC AUTO

Quattro anni fa, infatti, con il Regolamento n. 8 del 3/3/2015, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha dato il via alla ‘rivoluzione digitale’ del settore assicurativo in Italia. Invitando le compagnie a privilegiare l’email ai documenti cartacei, a consentire il pagamento elettronico e a favorire la sottoscrizione a distanza dei contratti mediante l’utilizzo della firma elettronica. Dopo qualche mese di rodaggio tutte le compagnie si sono adeguate e oggi, effettivamente, si possono stipulare polizze assicurative senza recarsi fisicamente in agenzia (chi preferisce può comunque utilizzare il vecchio metodo). L’art. 5 capo II del citato Regolamento dell’IVASS ha tra le altre cose specificato che i documenti informatici sono sottoscrivibili con firma elettronica avanzata; con firma elettronica qualificata; o con firma digitale, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia. Esclusa invece la firma elettronica semplice.

DIFFERENZA TRA FIRMA ELETTRONICA AVANZATA, FIRMA ELETTRONICA QUALIFICATA E FIRMA DIGITALE

La differenza tra le tre differenti firme adottate è la seguente:
– con firma elettronica avanzata (FEA) si definisce l’insieme di dati in forma elettronica allegati oppure connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce, in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati;
– con firma elettronica qualificata (FEQ) si definisce la firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati. La FEQ è basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma;
– infine la firma digitale è un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una pubblica e una privata, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.

POLIZZE RC AUTO: LA FIRMA DIGITALE È IL FUTURO

Appare evidente che l’IVASS, nella transizione verso l’era digitale, abbia comunque voluto assicurare la massima protezione del contraente adottando soltanto firme elettroniche ultra sicure. Questo pur sapendo che le forme avanzate di sottoscrizione digitale (come la FEA e la FEQ) sono ancora nella disponibilità di pochi e non della massa dei consumatori, ma confidando allo stesso tempo che nel volgere di pochi anni (massimo un decennio) la digitalizzazione del comparto assicurativo sarà completa.

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