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Honda con CiNet per le reti neurali e l’intelligenza artificiale

di Antonio Elia Migliozzi

Honda annuncia una nuova partnership con il Centro per le reti informatiche e neurali (CiNet). Allo studio una serie di nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per migliorare il confronto tra driver ed auto. L’idea di Honda è quella di dotare la sua prossima gamma di una tecnologia hardware e software di assoluto spessore. Per superare le differenze tra uomo e auto Honda guarda alle neuroscienze. Per questo la collaborazione avviata con CiNet vuole anche capire che tipo di connessione si può creare tra una autovettura ed un robot. Se molti di voi conoscono il robot Honda Asimo ecco allora la conferma che quel tipo di studio sarà sempre più vicino all’auto del futuro. Approfondiamo l’accordo.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Honda presenta una nuova partnership importante per la sua sussidiaria specializzata nei settori ricerca e sviluppo. Il brand giapponese ha annunciato che a partire da questo mese lavorerà insieme al Centro per le reti informatiche e neurali. Si tratta di un Istituto in prima linea a livello internazionale nella ricerca neuroscientifica sugli esseri umani. L’idea di Honda è quella di approfondire i rapporti tra la mobilità e la robotica. CiNet lavora da molti anni sul funzionamento del cervello umano e ha avviato studi anche sull’intelligenza artificiale. Le sue attività ruotano attorno all’Institute of Information and Communications Technology (NICT). Honda vuole creare prodotti e tecnologie migliori guidata dall’idea che “lo scopo della tecnologia è quello di aiutare le persone”. Lo sviluppo della guida autonoma e il passaggio alla mobilità condivisa sono principali sfide per Honda.

UNITA’ DI RICERCA

Alla luce dei cambiamenti della mobilità lo studio degli esseri umani è diventato più importante che mai. Del resto a partire dal 1 aprile 2019, Honda ha fondato l’Innovative Research Excellence. Si tratta di una divisione che sarà responsabile del lavoro a soluzioni nuove per la mobilità e la vita quotidiana delle persone. Questa nuova organizzazione di ricerca avrà un ruolo centrale in Honda proprio perché lavorerà con CiNet sulle relazioni tra gli umani, la mobilità e la robotica. Per essere più chiari, in collaborazione con CiNet, Honda cercherà di capire qualcosa di più sulle neuroscienze. Queste serviranno a sapere come un guidatore possa diventare un tutt’uno con il veicolo su cui viaggia. In questo modo si potrà determinare l’interfaccia ottimale per il collegamento uomo-macchina. Honda e CiNet cercheranno di stabilire degli standard per lo sviluppo di tecnologie di mobilità e robotica più sicure e confortevoli.

LO SVILUPPO

Honda è soprattutto preoccupata dalla sfiducia con la quale spesso l’uomo si avvicina alle macchine. Il ragionamento del brand giapponese è che per arrivare ad un rapporto di fiducia con la tecnologia serva capire i ragionamenti umani. Il CiNet lavora da anni proprio in questo campo. Operativo ad Osaka, in Giappone, appartiene sia all’Istituto Nazionale di Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni che all’Università di Osaka. Honda vuole quindi creare un ponte tra hardware, software e uomo. L’intelligenza artificiale sempre più diffusa nel settore auto potrebbe essere la soluzione migliore. Insomma un lavoro complesso che potrebbe aprire le porte ad una robotica con la quale l’uomo si confronterà sia a casa che in auto. Non è un caso se la relazione cervello-macchina, la misurazione delle funzioni del cervello e la robotica sono tutte legate.

L'articolo Honda con CiNet per le reti neurali e l’intelligenza artificiale proviene da SicurAUTO.it.

Ford, robot e auto a guida autonoma per la consegna pacchi del futuro

di Alessandro Crea
In un futuro più o meno prossimo le consegne di merci di qualsiasi tipo, da quelle del supermercato locale a quelle dei grandi store online, potrebbero essere effettuate da auto a guida autonoma e da robot bipedi pieghevoli, alloggiati nel retro del furgone, che si incaricherebbero dell’ultima fase di trasporto, la consegna del pacco a […]

Facebook al lavoro sulle IA di domani. Farà concorrenza a Google e Apple?

di Alessandro Crea
Facebook aveva già manifestato interesse per il settore dell’intelligenza artificiale e della robotica nel recente passato, ma solo oggi ha condiviso le prime informazioni sui tre progetti che sta portando avanti. Tutti sono accomunati anzitutto da un’applicazione diretta alla robotica e dalla volontà di trovare soluzioni che consentano un apprendimento più rapido. Il primo progetto […]

Ford: i primi robot in azione aiutano gli operai in carne ed ossa

di Antonio Elia Migliozzi

Ford arruola un nuovo robot per la sua catena di montaggio. Questa volta non si tratta di un pesante robot per i reparti saldatura o verniciatura ma di un veicolo a guida autonoma. Si chiama Survival ed in fase di test da oltre un anno presso le linee di produzione dello stabilimento Ford di Valencia, in Spagna. Il nome deriva dalla sua capacità di adattarsi all’ambiente circostante con grande sicurezza ed affidabilità. Al robot a guida autonoma spetta il compito di trasportare i componenti di ricambio agli addetti impegnati al lavoro. Il mezzo riesce ad evitare oggetti ed ostacoli e fermarsi quando è necessario. Sviluppato dagli ingegneri Ford è il primo del suo genere. Il piccolo robot è iperattivo ed è in grado di svolgere l’equivalente di 40 ore di lavoro al giorno consentendo ai dipendenti di dedicarsi a mansioni più complesse.

AMICO ROBOT

Mancano ancora alcuni anni all’arrivo su strada delle auto a guida autonoma “per tutti”. Tocca allora ad un piccolo robot ricordarci quanti progressi stia facendo la tecnologia. Si chiama Survival e lo hanno sviluppato interamente degli ingegneri Ford. E’ il primo mezzo del suo genere sviluppato per essere al servizio degli stabilimenti europei dell’azienda. Il nome deriva dalla sua solidità e affidabilità. “L’abbiamo programmato per conoscere l’intero impianto, quindi, insieme ai sensori, non ha bisogno di interventi esterni per muoversi” ha confermato Eduardo García Magraner, Manufacturing Manager, presso lo stabilimento Ford di Valencia. In questo sito è in corso, da oltre un anno, la sperimentazione del robot. Il robot a guida autonoma trasporta i componenti all’interno dello stabilimento riuscendo a evitare oggetti ed ostacoli. In questi casi può modificare il suo itinerario ostacoli e fermarsi quando è necessario.

UN RUOLO CHIAVE

Magraner ricorda anche che: “Quando abbiamo iniziato, gli operatori pensavano di trovarsi in una specie di film di fantascienza, si fermavano e ne seguivano il passaggio. Ora vanno avanti con il loro lavoro sapendo che il robot è abbastanza intelligente per aggirarli.” La fornitura di parti di ricambio e materiali per la saldatura presso le diverse stazioni all’interno dell’impianto è un elemento cruciale. A Valencia Ford ha stabilito la produzione del SUV Kuga, della berlina Mondeo e della monovolume S-MAX. L’approvvigionamento della componenti è una attività semplice ma che richiede tempo ai dipendenti. Il robot dei lavoratori ma può far risparmiare loro fino a 40 ore di lavoro al giorno. Grazie al suo contributo gli operatori possono utilizzare il proprio tempo dedicandosi ad attività più complesse. Il robot è dotato di 17 cassetti per contenere materiali di diverso peso e dimensioni.

UNA PATTUGLIA INTERA

Per evitare problemi, l’apertura e la chiusura dei cassetti del robot è automatizzata, il che significa che gli operatori di ciascuna area hanno solo accesso ai materiali a loro assegnati. Survivor è in prova da quasi un anno e ha portato a termine ogni consegna senza errori. Per questo motivo Ford è sempre più intenzionata a farne un valido alleato operativo anche in altri stabilimenti. Il robot Survival è uno dei numerosi androidi impiegati nelle strutture europee di Ford. Tra questi ci sono i Robutt e i co-bots del sito di Colonia in Germania. Il robot Ford a guida autonoma utilizza la tecnologia Lidar (Light Detection and Ranging) per visualizzare l’ambiente circostante. Si tratta di una strumentazione tecnologica utilizzata anche a bordo delle vetture a guida autonoma impegnate su strada.

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Alexa ha bisogno di un corpo per capire il mondo

di Filippo Vendrame

Alexa, l’assistente vocale di Amazon, ha bisogno di un vero e proprio corpo robotico per comprendere meglio il mondo. Di questa affermazione ne è convinto Rohit Prasad, membro della divisione Alexa. Secondo Prasad, l’assistente sarebbe molto più intelligente se avesse un corpo robotico e delle telecamere per muoversi nel mondo reale. Posizione molto curiosa che è stata espressa durante la conferenza EmTech Digital AI del MIT Technology Review a San Francisco.

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OpenAI lancia un nuovo progetto AI etico

di Antonino Caffo

OpenAI ha annunciato oggi la creazione di OpenAI LP, una società creata per far progredire l’intelligenza artificiale verso un sistema sicuro.

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Mini Cheetah, il robot che fa i salti mortali

di Marco Locatelli

Il robot Cheetah originale del MIT è balzato agli onori della cronaca per la sua importante agilità, ma i ricercatori stanno mettendo a punto una nuova macchina che sarà capace di farlo impallidire.

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Magic, il robot che valuta e riordina le carte

di Marco Locatelli

Chi si è dilettato con il gioco di carte collezionabili per definizione, Magic: The Gathering, sa benissimo quanto alcuni appassionati possano spendere per potersi accaparrare certi pezzi particolarmente rari. Ma valutare una carta di Magic non è facile, per questo motivo è stato realizzato un robot capace di valutarle e persino metterle in ordine.

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La mano robotica “morbida” che impara con l’IA

di Candido Romano

Sono anni ormai che diversi laboratori di ricerca, anche in Italia, lavorano alla mano robotica, che cerca di imitare in tutti i modi quella umana. Tra questi c’è anche Festo, un’azienda che ha sviluppato una mano robot flessibile che utilizza l’intelligenza artificiale per capire e imparare come manipolare gli oggetti.

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Huawei rimanda al mittente le accuse di frode

di Antonino Caffo

Huawei ha dichiarato, ancora una volta, di non essere responsabile di diverse accuse di frode e furto di segreti industriali, durante un’udienza in tribunale a Seattle. La società ha risposto a un totale di 10 capi, mossi nei confronti di Huawei Device Co e Huawei Device USA.

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FedEx SameDay Bot, robot autonomo per le consegne

di Candido Romano

FedEx ha svelato il suo prototipo di robot per le consegne. Prende il nome di SameDay Bot e promette consegne in un giorno. L’azienda si allinea quindi a un trend che sta portando molte altre a creare dei piccoli robot autonomi per le consegne, tra cui c’è il gigante Amazon. Si tratta chiaramente ancora di un prototipo, che andrà sperimentato dall’estate 2019 in alcune zone degli Stati Uniti, tra cui Memphis.

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Digit, il robot umanoide che consegna i pacchi

di Candido Romano

C’è un nuovo robot nel club, dopo l’inquietante Atlas di Boston Dynamics: si chiama Digit ed è prodotto da Agility Robotics, il loro primo robot umanoide e bipede ad avere quattro arti. Può usarli per mantenere l’equilibrio, spingere porte e sollevare fino a 18 chilogrammi. Il tutto in un design futuristico decisamente più elegante rispetto ad altri robot umanoidi.

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Sphero RVR: robot compatibile con Raspberry Pi

di Francesco Ciannamea

Sphero, azienda di giocattoli con sede in Colorado, ha avuto successo creando robot di forma sferica, controllabili da smartphone. Per il suo prossimo lancio sta seguendo una strategia diversa per la vendita al dettaglio: una campagna Kickstarter.

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© francescociannamea for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Good Ship IKEA, la barchetta che ripulisce i fiumi

di Matteo Tontini

Si chiama Good Ship IKEA ed è, sostanzialmente, una barca telecomandata che elimina i rifiuti dall’acqua: si tratta dell’ultimo sforzo dell’azienda svedese per contribuire al benessere ambientale e alla battaglia contro l’inquinamento.

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L’artista robot che disegna ritratti

di Candido Romano

Un robot dalle sembianze umane e dotato di intelligenza artificiale il prossimo maggio disegnerà ritratti all’Università di Oxford. Alcuni ricercatori alla britannica Engineered Arts stanno attualmente lavorando con una galleria d’arte inglese per creare il primo vero artista robot, con concrete abilità nel disegno.

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Ecovacs Robotics presenta Deebot Pro930

di Antonino Caffo

La critica di tutti i robot aspirapolvere che sono in commercio è fondamentalmente la stessa: per tappezzeria, angoli, soffitti e altre aree difficili da raggiungere è ancora necessario un modello “normale”. Ecovacs tenta di invertire la rotta degli esemplari autonomi moderni con il Deebot PRO930, dotato di molteplici punti di interesse.

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iRobot presenta Roomba i7+

di Antonino Caffo

Roomba i7+, la più recente ammiraglia di iRobot sta per arrivare in Italia. L’aspirapolvere è ancora rotonda, ha ancora il pulsante CLEAN sulla parte superiore del case e continua ad avere un unico obiettivo: pulire casa.

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Dal MIT il robot che gioca a Jenga

di Marco Locatelli

Che si tratti di impilare gli scaffali al supermercato o di pulire casa i robot stanno entrando in modo sempre più significativo nella vita di tutti i giorni. Di recente gli ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno sviluppato un robot capace di svolgere un ruolo apparentemente inutile, ma che dimostra le grandi capacità cognitive di queste macchine: giocare a Jenga.

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iRobot svela Terra, la falciatrice connessa

di Antonino Caffo

L’anticipazione sarà in Germania, poi anche nel resto d’Europa, Italia compresa. iRobot ha presentato il tagliaerba Terra, uno dei primi esemplari del genere dedicati alla massa.

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Dall’Italia la pianta-robot che si arrampica

di Marco Locatelli

Arriva dall’Italia il primo robot in grado di simulare il comportamento di una pianta rampicante e avvolgendosi di fatto attorno ad un supporto.

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