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Nuova pinza Brembo

di redazione

Brembo pinza B-M8

La nuova pinza Brembo B-M8, già presentata allo scorso Sema Show di Los Angeles, è una monoblocco a 8 pistoni con quattro pastiglie, che può essere utilizzata con dischi di dimensioni estreme, fino a 420 mm x 40 mm. Questo nuovo componente è specificamente pensato per gli impianti frenanti anteriori delle berline di grandi dimensioni ed elevate prestazioni. Essendo tra le pinze più grandi mai realizzate da Brembo, con misure di 40,13x14x18,03 cm, per la sua progettazione ha richiesto oltre mille ore di lavoro, compresi i collaudi sui veicoli e lo sviluppo della tecnologia di forgiatura. La B-M8 è certificata per coppie frenanti fino a 5.700 Nm. Brembo è distribuito in Italia da Motorquality.

Smart elaborazione impianto audio

di redazione

Smart elaboraudio

Installare non uno, ma due impianti audio a bordo di una minuscola Smart sembra un’elaborazione impossibile, ma ill centro Audio Car Caserta l’ha realizzata. Anzi, a ben guardare gli impianti sono addirittura tre. La realizzazione sulla Smart ha qualcosa di prodigioso, nel senso che supera l’ordine naturale delle cose. Il senso comune ci dice che non è possibile installare due sistemi audio completi, con tanto di processore digitale e subwoofer da 300 millimetri, nel microscopico abitacolo di una Smart. Tuttavia l’Audio Car Caserta, rinomato centro di installazione della Campania, lo ha fatto. Si tratta di due impianti distinti, che condividono soltanto la sorgente di segnale, un sintolettore/navigatore Alpine INE-W977BT, e il processore Audison bit One. (...) Smart elaboraudioSmart elaboraudio Qualità del suono e SPL - L’impianto SQL è costruito attorno a un Hertz HDP 5, versatile amplificatore a cinque canali in classe D capace di erogare 4 x 70 + 1 x 380 watt RMS su 4 Ohm. Dotato di crossover elettronico con filtri a 12/24 dB, l’HDP 5 pilota due diffusori coassiali Audison AVX 6,5 e un subwoofer da 300 millimetri Audison AV 12; i coassiali sono collocati in un elegante alloggiamento in vetroresina ricavato nel cruscotto, mentre il sub è montato nella zona poggiapiedi del passeggero, in quello che in origine era il vano alloggio della batteria. Più vigoroso l’impianto SPL, che vede schierati tre amplificatori Hertz HCP 1D e un HCP 4, per una potenza complessiva di oltre 1.400 watt RMS su 4 Ohm.  (...) Smart elaboraudioSmart elaboraudio Superare non significa forzare - Per il cablaggio sono stati utilizzati cavi Audison Connection, apprezzati per la struttura Multiple Wire Winding che garantisce il miglior trasferimento dei segnali e delle correnti. La batteria originale della Smart ha lasciato il posto a due AGM da 100 ampère, collocate in un vano ricavato sotto il sedile sinistro. Questi due (o tre, se volete) impianti non sono una mostruosità nel senso latino del termine, un qualcosa da esibire al solo scopo di stupire. Ma sono una sorta di annuncio per mostrare le vette cui l’installazione, che è a suo modo una forma d’arte, può arrivare. Info: Audio Car Caserta Tel. 0823/353549 - www.audiocarcaserta.net L'articolo completo con tutti i dettagli dell'elaborazione, lo schema dell''impianto e i dati tecnici sull'impianto della Smart è su Elaborare 214. ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI

Cover Elaborare 214

 

Tecnica pinze freno

di redazione

Tecnica pinze freno

Le pinze freno hanno subìto una profonda evoluzione tecnica in questi ultimi anni per i materiali impiegati, il loro funzionamento e l'ancoraggio. Alcune possono essere paragonate ad autentiche sculture, pur essendo “soltanto” dei semplici concentrati di tecnologia. Le pinze freno, in questi ultimi anni, sono state oggetto di una profonda evoluzione tecnologica. Le auto sono sempre più pesanti, per vezzo o necessità, le prestazioni sempre più elevate e, di conseguenza, il lavoro svolto dagli impianti frenanti è sempre più duro. Immaginate lo sforzo necessario per fermare una supercar da 18 quintali lanciata a 300 km/h in discesa! (...) Evoluzione delle pinze freno: da flottante a fissa - La classica pinza freno automobilistica è di tipo flottante, dotata di un sistema di scorrimento laterale che le permette di muoversi assialmente rispetto al disco. La parte fissa è quella su cui è posizionato il pistoncino, mentre quella mobile generalmente ha solo l’incasso di supporto della pastiglia. (...) Tecnica pinze freno Le pinze fisse: non sono tutte uguali - Le pinze freno fisse, che oggi rappresentano la soluzione migliore in termini di efficienza complessiva dell’impianto frenante, possono essere di vario tipo. Principalmente sono a due blocchi oppure monoblocco. Partiamo dal presupposto che la rigidezza della pinza permette di garantire la trasmissione di una maggiore forza frenante al disco. È evidente che una monoblocco sia più rigida di una costituita da due elementi accoppiati tramite apposite viti. Come al solito, però, la qualità si paga… e una pinza monoblocco costa molto più di una a due pezzi. (...) Tecnica pinze freno Per un rigido ancoraggio - Le pinze freno si distinguono anche per il tipo di ancoraggio, che può essere di tipo assiale (parallelo all’asse del disco freno) o radiale (perpendicolare all’asse del disco). Quest'ultimo rappresenta la migliore soluzione come rapporto tra leggerezza e rigidezza del sistema, oltre a garantire la migliore resistenza al momento torcente che si genera quando le pastiglie “mordono” il disco. Una pinza rigida consente di trasmettere, come già evidenziato, la maggiore forza frenante possibile attraverso le pastiglie freno. (...) Dulcis in fundo: i pistoncini - Siamo arrivati al fulcro di tutto il ragionamento, ovvero quello che riguarda i pistoncini, con il gettonato teorema: più sono, meglio è! Diciamo che in parte è vero, ma bisogna tenere conto anche del resto del sistema. In sostanza, maggiore è il diametro del pistoncino, più elevata è la forza frenante trasmessa alle pastiglie. Al contempo, però, servirà una più elevata quantità d’olio per muoverlo, aumentando la corsa del pedale. La tendenza attuale, sulle auto ad alte prestazioni, è di abbinare ai dischi flottanti pinze a 4 o 6 pistoncini contrapposti, per poter lavorare con una pista più stretta, più leggera e in grado di smaltire più facilmente il calore. (...) Tecnica pinze freno L'articolo completo con tutti i dettagli, le immagini e gli approfondimenti sulla tecnica delle pinze freno è su Elaborare 215. ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI Cover Elaborare 215

Pinze freno Alcon

di redazione

Le pinze freno Advantage di Alcon costituiscono il nucleo della gamma e sono progettate per adattarsi alla maggior parte delle applicazioni, per ruote da 13” a 18”. Questa serie è rivolta ai piloti dei track day e dei Campionati nazionali. La linea Motorsport, invece, è destinata ai professionisti del settore sportivo e alle squadre che competono a livello mondiale. Rappresenta l'apice dell'esperienza tecnica dell'Alcon e ha portato ad un incredibile numero di vittorie in tutte le discipline. L'Azienda lavora con gli ingegneri dei team per fornire la soluzione perfetta per le loro esigenze individuali e, ove ciò non può essere fatto con la base di prodotti esistente, può sviluppare nuovi disegni. Alcon è stata fondata nel 1983 dall’ingegnere e pilota John Moore al fine di creare freni per le Audi Sport Quattro da rally Gruppo B; attualmente l'Azienda offre soluzioni di frenatura per tutte le tipologie del settore Automotive.

Pastiglie freno PFC Brakes by Andreani Group

di redazione

Le esclusive pastiglie freno Carbon Metallic realizzate dall’Azienda statunitense PFC Brakes specializzata nella produzione di impianti frenanti ad alta tecnologia e prestazioni, hanno conquistato più vittorie e titoli di qualsiasi altra marca.
Forte di una filosofia “senza compromessi”, PFC Brakes fissa i suoi standard con componenti freno innovative con l’obiettivo di mantenersi ai vertici del mercato in termini di prestazioni e durata. Il segreto delle Carbon Metallic, disponibili in un’ampia variante di mescole sviluppate per ottimizzare le performance in pista, nei rally e track day, consiste nella loro struttura molecolare, nell’interazione della matrice fisica e nel loro esclusivo processo di lavorazione. Il tutto si traduce in un pedale più modulabile, nella totale assenza di vibrazioni, in una maggiore prevedibilità e in una migliore guidabilità e controllo della vettura.
PFC è anche pinze freno, dischi freno e olio freno ad altissime prestazioni, oltre ad una vasta linea di prodotti dedicati alle auto stradali e ai track day. I propdtti distrubuiti in Italia dall’azienda Andreani Group ed acquistabili anche on line sul sito www.andreanigroup.com
Info: Tel. 0721/20921

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Pastiglie freno Pagid by Motorquality

di redazione

Per impianti frenanti più performanti Motorquality propone le pastiglie freno Pagid, che da sempre è all’avanguardia nello sviluppo di pastiglie estremamente prestazionali.
La Casa di Essen attraverso la ricerca, il know-how e il ritorno derivante dalle competizioni offre una gamma completa di mescole adatte a tutte le esigenze: Rs42, Rsl, Rst, Rsc…
Sul sito on line Motorquality www.mqauto.it è possibile scegliere una serie di compound in grado di soddisfare sia le necessità degli appassionati sia quelle dei piloti.
Coefficiente d’attrito elevato, ottima resistenza all’usura e la quasi totale assenza di fading, consentono di sfruttare appieno le prestazioni in frenata del veicolo.
Info: Tel. 02/249511

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Come scegliere l’assetto migliore su Golf GTI, ecco il test con ammortizzatori Koni Sport

di redazione

Come scegliere l’assetto migliore su Golf GTI? Il test con ammortizzatori Koni Sport ha riscontrato, sia in modo strumentale che su strada, un notevole miglioramento prestazionale!

Come scegliere l’assetto migliore

In Italia siamo sempre alla disperata ricerca di cavalli da infilare sotto al cofano, trascurando completamente il comparto sospensioni e ancor più l’impianto frenante. Questo è un errore madornale perché possiamo avere tutta la potenza che vogliamo, ma se non viene scaricata a terra e gestita come si deve, non potremmo disputare nemmeno una gara di accelerazione sul dritto, per non parlare della paga che prenderemmo nei Time Attack o anche in un semplice track day. Il test con ammortizzatori Koni è la prova che ci voleva!

Come scegliere l’assetto migliore su Golf GTI

Per il test con ammortizzatori Koni abbiamo scelto una delle auto più vendute in Europa, la VW Golf VI del 2010; ovviamente non poteva che essere una GTI equipaggiata con il nobile 2.0 TSI da 211 CV. Per ridurre al minimo le variabili in gioco abbiamo scelto di sostituire solo gli ammortizzatori, lasciando gli elementi elastici di serie, optando per un kit completo “Koni Sport”, Marchio distribuito dalla Motorquality e montato dalle sapienti mani dell’Officina “Simoncini” di Pomezia (RM).

Come scegliere l'assetto migliore su Golf GTI, ecco il test con ammortizzatori Koni Sport

Come scegliere l’assetto migliore su Golf GTI – Gli ammortizzatori Koni Sport

Sostanzialmente i “Koni Sport” non sono per l’utente che cerca le prestazioni estreme in pista, ma per la fetta di clienti che predilige un utilizzo stradale della vettura, solo con un pizzico di sportività in più e quindi devono essere un mix ottimale tra performance e comfort. Questi ammortizzatori, progettati per auto che hanno già di serie un’impostazione sportiva, permettono di effettuare uno step in termini prestazionali, garantendo un upgrade sia a livello di controllo sia di stabilità; inoltre, aspetto che non va sottovalutato, assicurano un netto miglioramento della frenata.

Come scegliere l'assetto migliore su Golf GTI, ecco il test con ammortizzatori Koni Sport

Come scegliere l’assetto migliore su Golf GTI – Gli ammortizzatori Koni Sport, la prova su strada

Finita l’operazione è arrivato il momento del test auto. Il sostegno garantito alla VW Golf GTI è decisamente più massiccio e la tenuta di strada ne ha beneficiato in modo evidente. È chiaramente più dura nella risposta in presenza di buche profonde, mentre la sospensione riesce a copiare meglio le irregolarità dell’asfalto, garantendo quindi una buona impronta della gomma a terra. Sebbene sia stato scelto un settaggio non eccessivamente rigido fra quelli disponibili, i Koni Sport necessitano di un tempo più lungo per stabilizzarsi dopo una profonda sconnessione dell’asfalto.

L’articolo completo con tutti i dettagli sul test degli ammortizzatori Koni Sport è su Elaborare 242.

Come scegliere l'assetto migliore su Golf GTI, ecco il test con ammortizzatori Koni Sport

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Cover Elaborare 242 Ottobre 2018

 

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VW GOLF R elaborata con preparazione BRS Motorsport

di redazione

Questa VW Golf R elaborata tira fuori la vera anima della R: è più dinamica, più agile, più potente, ma senza esagerare. Preparata dal tuner BRS Motorsport vanta ora 399 CV e una coppia di 552 Nm. Questa poi non è solo la storia di una VW Golf R modificata, ma anche di un uomo giovane e della sua passione per la guida. resa più divertente e cattiva di quella standard, grazie ad un intervento di tuning mirato che ha comunque cambiato non di poco l’handling e il conseguente godimento di guida della “R”.

VW Golf R elaborata

L’upgrade della VW Golf R elaborata parte da una voglia di qualcosa in più anche in termini di coppia e cavalli. La soluzione adottata con la BRS Motorsport è stata quella di installare un kit Revo Stage 2 e di modificare l’aspirazione sempre Revo. Tutto questo ha spostato l’ago del 2 litri TSI dai 310 CV stock ai quasi 400 CV attuali, con 551 Nm di coppia, contro i 400 Nm di base.

VW Golf R modificata

Qualche ritocco sulla VW Golf R modificata è stato effettuato anche all’impianto frenante a sei pistoncini con disco flottante da 380 mm, mentre l’assetto sfrutta barre antirollio maggiorate e nuove molle H&R. Anche scarico ed esterni sono stati elaborati, con un impianto di scarico a centrale libero, senza catalizzatore e con un terminale silenziato dal diametro di 76 mm.

VW Golf R tuning

Sulla VW Golf R un tocco di tuning è stato dato anche all’estetica, con wrapping nero lucido per il tetto e oscuramento dei fari e dello stesso lunotto. I cerchi originali hanno lasciato il posto ai Revo da 19” bronze che, dobbiamo ammetterlo, rendono la Golf R molto più accattivante rispetto a quelli di serie un po’ smorti.

Scheda tuning VW Golf R by BRS Motorsport
Upgrade software motore Revo Stage2 Perf B 100 Ron 915€
Kit aspirazione Revo Carbon Series completo 1.050€
Kit cerchi Revo RV019 Matte Bronze 1.585€
Impianto frenante 6 pot Revo-Alcon 380 mm flottante 3.150€
Upgrade software DSG TVS Engineering Stage2+ 850€
Intercooler Airtec MQB Black Core 720€
Kit tubi siliconici intercooler TBF Performance 190€
Kit barre antirollio H&R 490€
Kit molle H&R 315€
Blow off DV+ 210€
Paddle color titanio Racing Line Performance
Kit candele NGK Iridium 79€
Kit puleggia servizi alleggerita BRS Motorsport 195€
Coppa olio maggiorata Wortec 475€
Olio Motul 300v 5W40 140€
Impianto di scarico completo composto da: downpipe 90 mm scatalizzato / centrale libero 76 mm / terminale silenziato 76 mm con 4 finali 100 neri in locazione standard BRS Motorsport 2.900€
Wrapping del tetto in nero lucido, oscuramento fari e vetri completo a cura di The Garage Milano 850€

Costo totale intervento tuning 14.100 Euro

Cerca la VW Golf usata su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della VW Golf R elaborata dal tuner BRS Motorsport è su Elaborare 245.

Cover elaborare 245 magazine gennaio 2019


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Audi TTS elaborata 472 CV con preparazione Abbasciano

di redazione

L’Audi TTS elaborata dal tuner romano Abbasciano, da un anno dealer Revo, ha visto l’impiego di componentistica e software della prestigiosa Casa inglese. Il cuore dell’elaborazione dell’Audi TTS preparata da Abbasciano è un turbocompressore ETR 38, abbinato a manicotti specifici in silicone, ad un intercooler maggiorato, alle pompe benzina bassa e alta pressione, tutto di provenienza Revo così come il software della centralina.

Audi TT RS elaborata 472 CV con preparazione Abbasciano - componenti Revo

Audi TT RS modificata

Sull’Audi TTS modificata la linea di scarico è composta da un downpipe Milltek oltre al centrale e terminale realizzati artigianalmente dal preparatore romano. In questa configurazione si sono ottenuti 472 CV e una coppia massima di 60,3 kgm. Completano il tuning dell’Audi TTS l’impianto frenante maggiorato Brembo e l’assetto Bilstein Clubsport.

Info: Abbasciano Tel. 06/78344624


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Come gestire l’impianto frenante dell’auto e le sue temperature

di redazione

Conoscere e gestire l’impianto frenante dell’auto e le sue temperature permette di avere sempre il massimo delle prestazioni, sia su strada che in pista. E’ quindi utile sapere che il “range termico di funzionamento” riguarda gli impianti frenanti di tutte le auto, che siano stradali, sportive o da competizione.

Esso indica chiaramente l’intervallo di temperature in cui l’abbinamento pastiglia x + disco y offre la resa ottimale; quindi sotto la temperatura minima o sopra quella massima, il rendimento ha un calo, che può essere più o meno repentino a seconda dei casi.

E’ opportuno conoscere questi fattori per sapere non solo quali pastiglie freno scegliere per la vettura, ma anche quando e come migliorare la circolazione d’aria per ottenere un abbassamento delle temperature di esercizio dei freni qualora siano troppo alte.

La scelta delle pastiglie freno

Ogni costruttore di pastiglie freno, spesso in base al colore della piastra di metallo su cui è riportato il materiale frenante, indica il tipo di utilizzo per cui è raccomandata una determinata tipologia. Ad esempio, il giallo può rappresentare la mescola sportiva per uso stradale/track day, mentre il rosso quella per le competizioni.

Non esiste una regola secondo la quale un determinato colore rappresenti uno standard generalizzato, come tale impiegato universalmente: sia chiaro!

Soluzioni per il calore

La prima raccomandazione per un impianto frenante al top è quella di non entrare mai in pista senza aver montato tubi aeronautici su tutte e 4 le ruote e impiegato un fluido idraulico idoneo a questo tipo di utilizzo e, soprattutto, con le pastiglie oltre la metà dell’usura. I tubi in gomma cedono di schianto al salire delle temperature e vi potreste trovare senza il pedale del freno di punto in bianco.

Lo stesso dicasi per un fluido inadatto o vecchio. Una pastiglia usurata, infatti, ha meno materiale d’attrito che la isola dal disco rovente e dunque trasmette più facilmente il calore all’olio, con conseguenze estremamente pericolose.

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti degli impianti frenanti e le loro temperature è su Elaborare 254.

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Cover Elaborare Novembre n° 254 2019

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