Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Ieri — 18 Settembre 2019RSS feeds

Tesla “V10”: ecco le novità del nuovo aggiornamento

di Valentina Acri
Le auto Tesla sono sempre più lontane dalle auto semplici e ordinarie, in particolare per le caratteristiche di infotainment che offrono: l’ultimo aggiornamento software V10, ormai quasi in fase di rilascio, porterà l’introduzione di diverse funzionalità soprattutto in ambito dell’intrattenimento. Alcuni utenti, grazie al programma Early access, hanno già la possibilità di provare in anteprima […]
Meno recentiRSS feeds

Tesla Model S: record a Laguna Seca con il nuovo powertrain

di Valentina Acri
Tesla Model S ha stabilito un nuovo record a Laguna Seca. É quanto ha dichiarato Elon Musk tramite un tweet nelle scorse ore: Model S risulta dunque la berlina elettrica a quattro porte più veloce di sempre. Tempo di sfide e di record da conquistare se pensiamo che la scorsa settimana lo stesso Musk lanciò una […]

Tesla va da sola mentre il guidatore dorme: il video bufala sull’Autopilot

di Redazione

Attenti al video bufala sulla Tesla Model X. Si vedono guidatore e passeggero che dormono mentre l’auto va da sola: se non sono assopiti, sono almeno incoscienti. Comunque, hanno gli occhi chiusi e la macchina viaggia in automatico. Stando al filmato, la Tesla Model X ha in funzione il sistema di guida che assiste il conducente: l’Autopilot. Come ha evidenziato Paolo Attivissimo sul blog Il disinformatico, si tratta di una fake news, parlando del guidatore che dorme con l’Autopilot.

AUTOPILOT: NON VA IN AUTOMATICO AL 100%

Anzitutto, l’Autopilot è un sistema di guida assistita: aiuta il guidatore, non lo sostituisce. Con l’Autopilot la vettura non va da sé del tutto, non si tratta di macchina a guida autonoma di livello 5, ma di un livello intermedio di automazione. È vero che il nome trae in inganno: Autopilot. Ma questo è un problema di marketing, di nome che doveva attrarre e affascinare i clienti. Le istruzioni della Casa californiana, di proprietà del pirotecnico Elon Musk, sono chiare: l’Autopilot aiuta e non sostituisce al 100% l’uomo al volante. Che era e resta responsabile di quello che fa l’auto, degli eventuali incidenti, delle lesioni agli altri utenti della strada e ai passeggeri in caso di sinistro o uscita di carreggiata. Il conducente non può certo dormire con l’Autopilot Tesla: in caso di incidente, paga le conseguenze dal punto di vista civile, assicurativo, penale.

AUTOPILOT COL GUIDATORE CHE DORME

L’Autopilot ogni tanto richiede la presenza del guidatore, che si deve far sentire: l’uomo deve dimostrare alla macchina di esserci, che è sveglio, attivo, pronto a reagire in caso di pericolo. Obiettivo sicurezza: l’Autopilot Tesla aiuta a prevenire gli incidenti e a guidare nel comfort. Per farlo, l’essere umano deve tenere gli occhi aperti, con le mani che possono intervenire sul volante, e con le gambe che possono agire sui pedali. Se l’Autopilot fa viaggiare in tranquillità, magari senza traffico, il guidatore non interviene; se il robot non riconosce ostacoli di qualsiasi natura o non legge bene la strada o la segnaletica, allora il conducente interviene.

LA SVEGLIA AL GUIDATORE

Cosa succede se il guidatore dorme con l’Autopilot Tesla? Trascorsi 40 secondi, il sistema attiva un allarme video: lo schermo si illumina. Se l’uomo non reagisce, dopo 50 secondi dallo svenimento arriva un allarme sonoro intervallato da silenzio. Nessun segno di vita del guidatore? Dopo 70 secondi dalla “scomparsa” dell’essere umano in auto, l’allarme sonoro si fa continuo. Il conducente deve reagire: deve far sentire la propria presenza sul volante. Con una presa di una certa consistenza sul volante stesso. Una resistenza del braccio del guidatore rispetto a quello che l’Autopilot farebbe se il conducente dormisse. In assenza di segnali di vita dell’uomo, secondo l’Autopilot il guidatore sta dormendo o è svenuto o è morto per un infarto, o comunque non è in condizioni di guidare: risultato, la vettura rallenta da sé, si accosta, si ferma. Con livelli di sicurezza quanto più possibile elevati, anche grazie al fatto che la Tesla attiva gli indicatori di direzione (comunemente note come frecce). Ovviamente, è tutto migliorabile: in fatto di guida del tutto autonoma o semiautonoma, i margini di sviluppo tecnologici sono ancora notevoli. Ma quel video che getta ombre sinistre sulla Tesla è una bufala. Anche pericolosa: il guidatore che simula di essersi addormentato è un idiota che mette in pericolo la sicurezza stradale, col rischio di emulazione da parte di altri utenti poco sensibili al tema dei sinistri mortali.

The post Tesla va da sola mentre il guidatore dorme: il video bufala sull’Autopilot appeared first on SicurAUTO.it.

Daimler inizia i test del camion a guida autonoma su strada pubblica

di Giuseppe
camion-guida-autonoma

I camion a guida autonoma percorreranno le strade della Virginia: a bordo un conducente in carne ed ossa sarà sempre pronto ad intervenire in caso di problemi

L'articolo Daimler inizia i test del camion a guida autonoma su strada pubblica proviene da TuttoTech.net.

Tesla: Musk sfida Porsche Taycan con Model S al Nürburgring

di Valentina Acri
Elon Musk, CEO di Tesla, ha deciso di lanciare la sfida alla Porsche Taycan sul circuito di Nürburgring. Sono trascorsi solamente pochi giorni da quando Porsche ha svelato la sua prima vettura 100% elettrica, nelle due versioni Taycan Turbo e Taycan Turbo S, ma le provocazioni tra le due aziende non mancano. Model S on […]

Autopilot Tesla: perché non è ancora sicuro secondo le autorità

di Donato D'Ambrosi

Sull’Autopilot Tesla si potrà dire qualsiasi cosa perché tanto chi compra una Tesla non si chiederà mai quanto è davvero sicuro? D’altronde ognuno può avere la propria opinione, ma se di mezzo c’è la sicurezza di guida, le autorità non possono chiudere gli occhi davanti ai frequenti incidenti. L’ultimo in ordine di eventi è l’incidente della Tesla Model S che in Florida ha tamponato un camion dei pompieri. E’ su questo ultimo caso che si è espresso l’NTSB (National Transportation Safety Board) con un’indagine che chiarisce le responsabilità indirette del sistema Autopilot.

L’NTSB INDAGA SULLO STRANO INCIDENTE DELLA TESLA

L’Autopilot (venduto in versione Beta) è sicuramente tra i più evoluti sul mercato ma nel test Euro NCAP della Tesla Model S è venuto fuori che il rischio di fidarsi troppo è alto. La stessa Tesla ricorda ai clienti che “Le attuali funzioni Autopilot richiedono la supervisione attiva del conducente e non consentono la guida autonoma del veicolo”. Il sistema è stato nel tempo aggiornato, “congelato”, vietato in alcuni Paesi e indagato da diverse autorità per la sicurezza. L’incidente avvenuto in Florida nel 2018 è stato raccontato anche dallo stesso “conducente”, se così si può definire. E la sua versione ha fin da subito acceso qualche perplessità.

COSA NON HA FUNZIONATO NELL’AUTOPILOT

Il conducente Robin Geoulla a bordo della Tesla Model S ha dichiarato di non aver visto il camion dei pompieri fermo. Il motivo, pare fosse distratto da caffè, ciambella e radio. Ora al di là del fatto che mangiare al volante è una delle cose più pericolose che si possa fare in auto, dalle indagini dell’NTSB è venuto fuori che l’Autopilot c’entra eccome in questo incidente. Intanto bisogna dire che i motivi per cui l’Autopilot installato sulla Model S dell’incidente aveva una release senza gli ultimi aggiornamenti. I motivi per cui l’Autopilot non è sicuro non sono legati al suo funzionamento, ma alla sua interazione con il conducente. Dal rapporto delle autorità USA infatti l’Autopilot è “assolto” perché circa 0,5 secondi prima dell’impatto si è accorto del camion fermo sulla corsia e ha lanciato un allarme al conducente.

IL PROBLEMA NON E’ LA GUIDA AUTONOMA MA LA DISTRAZIONE AUTOMATICA

Il problema è che alla velocità di 30 mph (48 km/h) il conducente non avrebbe avuto tempo per capire e pensare a cosa fare. E’ questo il motivo per cui fino ad oggi i sistemi di guida semiautonoma e autonoma di livello 3 non sono diffusi. La latenza del guidatore, che abbassa la sua soglia di attenzione nelle fasi di guida pilotata, è un fattore critico quando all’improvviso deve riprendere i comandi. E così è stato anche sulla Tesla Model S di Geoulla: l’Autopilot è risultato attivo negli ultimi 14 minuti di guida e il conducente non ha neppure sfiorato il volante nei 3 minuti e 41 secondi precedenti all’incidente. Intanto Tesla assicura di aver modificato il software per rendere più stringenti i controlli sull’attenzione del conducente.

The post Autopilot Tesla: perché non è ancora sicuro secondo le autorità appeared first on SicurAUTO.it.

Tesla Powerwall in Africa: aiuto alle telecomunicazioni

di Emanuela Acri
Ormai è risaputo che Tesla è una delle azienda che da sempre ha un occhio di riguardo per la salvaguardia dell’ambiente. La produzione di auto elettriche è solo una dei progetti in cui è impegnata quotidianamente l’azienda fondata nel 2003 in California. Infatti, uno degli impegni presi da Tesla riguarda, ad esempio, la produzione e […]

Tesla non pagherà l’imposta sulle vendite dei veicoli in Cina

di Valentina Acri
Tesla ha ottenuto da parte del governo cinese un’esenzione dall’imposta sulle vendite dei suoi veicoli. La Cina ha quindi inserito i veicoli Tesla, tra cui Model S, Model X e Model 3, all’elenco di veicoli elettrici che beneficiano di esenzioni dall’imposta sulle vendite di veicoli del 10%. Ricordiamo che fin ora i veicoli inclusi nella […]

Tesla abbraccia il “cruelty free” per gli interni di model 3

di Federico Proverbio
Tesla, con post su Twitter, ha annunciato che rinuncerà all’utilizzo di pelle animale per la produzione degli interni di model 3. La decisione è una conseguenza dell’annuncio fatto da Musk tempo addietro, nel quale si comunicava la conversione di tutti gli allestimenti base di model X e S da “pelle naturale” ad un materiale sintetico […]

Tesla Model 3: nuova produzione a Shanghai

di Valentina Acri
Giungono una serie di immagini della produzione di Tesla Model 3 nella nuova Gigafactory di Shanghai: le foto giungono direttamente dal social “Weibo”, mostrando chiaramente che il produttore ha deciso di intraprendere una strada alternativa muovendo i primi passi verso una “nuova” produzione di Model 3 in Cina. Proprio durante la scorsa settimana la Gigafactory […]

Tesla lancia la sua polizza negli USA: fino al 30% più economica

di Federico Proverbio
La più celebre produttrice statunitense di veicoli elettrici ha annunciato che, a partire dalla California, lancerà il proprio programma di assicurazione per autoveicoli. La scelta dello stato dipende probabilmente dal largo numero di vendite, ma non è da escludere che il piano di protezione non possa essere allargato ai rimanenti. L’introduzione di una polizza non è […]

Assicurazione auto Tesla: perché arriva e quali vantaggi offre

di Donato D'Ambrosi

Quanto si risparmia con l’assicurazione di una Tesla? Evidentemente non quanto si sperava all’inizio se Elon Musk ha annunciato l’offerta di un’assicurazione dedicata ai clienti Tesla. I vantaggi di avere una Tesla capace di evitare gli incidenti avrebbero dovuto includere anche forti sconti sull’assicurazione RCA ma così non è stato. Solo dopo 7 anni dal lancio della Model S ci si è resi conto quanto si paga realmente di assicurazione su una Tesla con le compagnie tradizionali che vedono nell’auto nuovi fattori di rischio. L’assicurazione auto Tesla sarà diversa da quelle tradizionali – promette Musk. Ecco quali vantaggi (e rischi) comporta per i clienti.

LA TECNOLOGIA TESLA COSTA TROPPO PER LE ASSICURAZIONI

Se Musk ha capito che è arrivato il momento di lanciare un’assicurazione dedicata è perché alle Compagnie di assicurazione non basta che la Tesla Model 3 è l’elettrica più sicura nei crash test. Un’indagine dell’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha infatti evidenziato che Tesla Model S e Tesla Model X sono tra le auto più costose da riparare. Troppi sensori, tecnologie all’avanguardia e ricambi specifici sono i rischi principali che alzano il costo dell’assicurazione di una Tesla. La strategia quindi di pescare clienti enfatizzando solo l’aspetto della sicurezza è stato come uno specchietto per le allodole secondo l’NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) che di recente ha avvertito Tesla di cessare l’attività promozionale perché potenzialmente fuorviante.

L’ASSICURAZIONE TESLA, PRIMA IN CALIFORNIA

Tesla però ha dalla sua la possibilità di delineare un rischio su misura per ogni cliente che saprà quanto paga di assicurazione sulla sua Tesla in base al suo stile di guida. Ad oggi assicurare una Tesla ha portato in media un risparmio dal 3 al 5% in meno rispetto a un’auto equivalente. Ma la tecnologia che per molte compagnie è un fattore di rischio è alla base della richiesta avanzata alla State National Insurance Company. Il programma di Tesla è sfruttare i dati provenienti dalle auto per delineare un costo assicurazione della Tesla più equo. A spanne lo sconto assicurazione Tesla dovrebbe essere di circa il 20-30% con “un’assicurazione totale”, di cui però non si conoscono ancora i dettagli

LO SCONTO DELL’ASSICURAZIONE SOLO CON AUTOPILOT?

Quando le auto funzionano in modalità di guida autonoma il rischio di incidente e l’entità dei risarcimenti si riduce” avrebbe dichiarato la SNIC. Questo quindi lascia intendere che le auto equipaggiate con Autopilot avranno un costo di assicurazione diverso di quelle con Autopilot disabilitato. Ma bisogna considerare anche quanto Tesla abbia necessità di raggiungere una redditività sostenibile. E il settore assicurativo potrebbe rivelarsi un boomerang nel caso di risarcimenti insostenibili dall’azienda a meno di coinvolgere direttamente un’impresa di assicurazione ad hoc. Ma è legale che Tesla controlla i clienti mentre guidano? Visto che il caso Mercedes esploso in UK ha creato un precedente con le auto in leasing, Tesla ha chiarito che nessun dato del GPS o delle videocamere sarà utilizzato per definire il costo dell’assicurazione Tesla.

The post Assicurazione auto Tesla: perché arriva e quali vantaggi offre appeared first on SicurAUTO.it.

4 motivi del perché Daimler e BMW possono eclissare Tesla in Europa

di Donato D'Ambrosi

Tesla è in testa alla classifica delle auto elettriche più vendute in Europa: la Tesla Model 3 è l’auto con la crescita più importante nei primi 6 mesi del 2019 (dati Jato per l’Europa). Ci sono tanti motivi che spingono all’acquisto di una Tesla, primo tra tutti è l’effetto “wow” di chi ci sale almeno una volta e la prova su strada. D’accordo, ma quanto durerà l’effetto Tesla? Ecco i 4 motivi principali per cui tra qualche anno Tesla potrebbe guardare le spalle di altri Costruttori come Daimler e BMW.

PERCHE’ COMPREREMO UNA TESLA O FORSE NO

Se provate a chiedere a un proprietario di una Tesla “perché hai comprato una Tesla?” Probabilmente vi risponderà “Perché fa cose che altre auto non fanno”. Allora si può dedurre che la tecnologia innovativa di Tesla fa scattare la scintilla. Forse però non tutti sanno che Daimler (da anni sta lavorando alla guida autonoma di livello 4) e BMW (vende auto elettriche più o meno da quando la prima Model S ha esordito) hanno stretto un accordo. Entro il 2024 venderanno le prime auto a guida autonoma, intanto creeranno una piattaforma elettrica condivisibile e lanceranno i parcheggi automatizzati. Intanto per chi volesse la Mercedes EQC è già pronta a sfidare la Tesla Model X, che arranca negli ordini. E attenzione, poiché abbiamo volutamente escluso Volkswagen, meno attiva sulla guida autonoma di Daimler ma agguerrita sul fronte elettrico.

QUESTIONE DI COSTI

Sia chiaro, nessuno della redazione è a favore o contrario a Tesla, ma si tratta di mera convenienza economica. Finché Tesla continuerà a produrre le auto elettriche in California, una Tesla Model 3 che negli USA costa 39 mila dollari (senza contare gli incentivi), in Italia ne costa l’equivalente di almeno 15 mila in più. Ecco perché si vocifera da tempo che Musk voglia impiantare la sua Gigafactory europea proprio in Germania. Probabilmente ci riuscirà, ma intanto BMW produce già la i3 a Lipsia e Daimler ha in programma di estendere la produzione della Mercedes EQC dalla Germania, in USA, Francia e Cina.

CAMBIA IL MODO DI COMPRARE L’AUTO, MA L’ASSISTENZA?

Va bene, chi si apre all’acquisto di una Tesla ha un’immaginazione spiccata e magari gli basta anche visitare il sito web. Ma c’è anche chi si approccia alla vecchia maniera e vuole toccare con mano. Per l’esattezza in Italia, ad oggi, ci sono 5 store Tesla: 2 su Milano, 1 Roma, 1 Padova e 1 Bologna. E’ vero che magari si può scendere a qualche compromesso, ma non bisogna sottolineare il valore di una rete capillare di vendita e assistenza. Basta buttare giù uno specchio retrovisore e accorgersi che il fermo auto in attesa del ricambio non è una cosa molto piacevole.

L’IDENTITA’ DEL BRAND E’ UNA LEVA FORTE

Abbiamo detto all’inizio che le quattro ipotesi per cui Daimler e BMW potrebbero surclassare Tesla in Europa entro il 2024 non si basa sulle batterie. Chiaramente se si volesse una semplice auto elettrica si comprerebbe una Nissan Leaf, una Volkswagen e-Golf, una Hyundai Ioniq Electric o le altre elettriche più vendute della nostra analisi costi. No, la Tesla oggi si compra soprattutto perché, quando sarà legale, potrà guidarsi da sola. Non prendiamoci in giro, quando le auto potranno guidare da sole legalmente forse non avranno più le ruote e neppure i finestrini trasparenti. Ma fino ad allora nel settore delle auto premium (già di per se una nicchia) la fetta grossa è coperta da autonoleggi e società di leasing. Per lo più orientate a marche tedesche. Magari non sarà così e Tesla continuerà ad essere quel fenomeno dirompente che non si può ridurre banalmente a semplice Costruttore di auto.

The post 4 motivi del perché Daimler e BMW possono eclissare Tesla in Europa appeared first on SicurAUTO.it.

Volkswagen e FCA a caccia di Tesla?

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen sarebbe pronta ad acquistare una partecipazione societaria in Tesla. Alla vigilia del lancio della nuova gamma di vetture 100% elettriche ID, la rivelazione della rivista tedesca Manager Magazin suona quasi profetica. Secondo questa indiscrezione di stampa il Ceo di Volkswagen, Erbert Diess, avrebbe intrapreso contatti con la casa californiana per mettere le mani sull’immenso know-how nel campo della mobilità elettrica. Eppure lo scoop sembra durato poco visto che a mezzo di una nota ufficiale VW smentisce esplicitamente ogni indiscrezione bollandola come fantasiosa e non rispondente al vero. Sicuramente negli scorsi mesi Volkswagen aveva messo mano al capitolo alleanze stringendo un ampio accordo con Ford che, partito dai van, abbraccia anche le auto green. Vediamo perché per case automobilistiche del calibro di Volkswagen ed FCA gli accordi industriali sono determinanti.

GIOCO DI ALLEANZE

La rivista tedesca Manager Magazin sostiene che il Ceo di Volkswagen, Herbert Diess è interessato ad acquisire una quota di Tesla. “Diess entrerebbe subito in Tesla se potesse”, ha detto la rivista citando quale fonte diretta uno dei top manager di casa VW. Citando le fonti dell’azienda, la rivista ha riferito che Diess ritiene che Volkswagen potrebbe trarre profitto dalle competenze acquisite da Tesla nel campo delle batterie e dei software. Un ostacolo all’accordo sarebbe rappresentato dalla mancanza di intesa tra le famiglie che controllano il colosso tedesco, i Piech e i Porsche. Secondo la fonte dello scoop un banchiere vicino a VW avrebbe dichiarato che Diess vorrebbe lavorare con gli sviluppatori software che operano in Tesla ma finanziare l’operazione resterebbe un problema. Persone vicine a Volkswagen avrebbero valutato l’azienda americana circa 30 miliardi di dollari e per questo non sarebbe facile rintracciare una tale somma nel medio periodo.

LA SMENTITA

Peccato che il rumor sia durato poche ore con un portavoce di Volkswagen che ha definito senza fondamento la notizia. Nonostante la piccata smentita non è di certo sorprendente vedere una casa automobilistica come VW possa mostrare interesse per Tesla. La tecnologia del marchio pioniere della mobilità elettrica conta una serie di brevetti da primato soprattutto nel campo delle batterie. Del resto Volkswagen è in piena transizione con il suo portafoglio modelli che guarda all’elettrificazione in chiave ibrida ed elettrica. Lo scorso maggio sono stati aperti i preordini della ID.3 la prima auto a batteria di seconda generazione il cui solco sarà presto seguito da molti altri prodotti a zero emissioni. Insomma per ora niente Tesla con VW che ha scelto Ford. Oltre allo sviluppo congiunto di pick-up e furgoni destinati al mercato europeo, Volkswagen e Ford collaboreranno nel campo della mobilità elettrica, autonoma e connessa.

IN CASA FCA

Con il settore dell’auto che si apre a sfide complesse come la mobilità elettrica ed autonoma i brand dell’auto devono ripensare i loro modelli di business. Anche FCA è alla ricerca di un alleato con il quale condividere tecnologie e costi di sviluppo. Nei mesi scorsi si era parlato di Renault e la fusione da 33 miliardi di euro potrebbe non essere tramontata. Secondo il Sole 24 ore, per trovare la quadra, Renault potrebbe dimezzare la sua partecipazione in Nissan. Questo al fine di ottenere il sostegno della società giapponese ad entrare nel capitale del lingotto. Renault-FCA controllerebbero insieme marchi come Dacia, Jeep, Alfa Romeo, RAM, Chrysler, Maserati e Lancia. A questi si aggiungerebbero Nissan, Mitsubishi e Infiniti legate ai francesi di Renault da una serie di accordi di alleanza. La maxi fusione darebbe vita al più grande costruttore automobilistico del mondo con circa 15 milioni di auto vendute all’anno.

The post Volkswagen e FCA a caccia di Tesla? appeared first on SicurAUTO.it.

Nvidia, la trimestrale di Ferragosto supera le attese

di Manolo De Agostini
Nvidia ha pubblicato i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2020, che si è concluso il 28 giugno. La casa di Santa Clara ha chiuso con un fatturato di 2,58 miliardi di dollari, in calo del 17% rispetto a un anno fa, ma superiore alle stime degli analisti di Wall Street (2,55 miliardi). Il margine […]

Un chip RFID nell’avambraccio per accendere la macchina? C’è chi l’ha fatto…

di Lorenzo Spada
Tesla Model 3

Quando si acquista una Tesla Model 3, l’auto non viene fornita “chiavi in mano”. Questo semplicemente perché non sono presenti chiavi fisiche. Invece, l’auto viene fornita con una speciale keycard con chip RFID che permette di aprire le portiere avvicinandogliela. Sfruttando questa cosa, la biohacker e ingegnere software Amie DD ha estrapolato il chip per […]

L'articolo Un chip RFID nell’avambraccio per accendere la macchina? C’è chi l’ha fatto… proviene da TuttoTech.net.

Nvidia, gravi falle di sicurezza nei driver Windows: aggiornate per non correre rischi

di Marco Silvestri
Secondo quanto riportato da Techpoweup, Nvidia ha rilevato un totale di cinque vulnerabilità nei driver Windows delle schede grafiche Geforce, Quadro e Tesla. Questi elementi di rischio sono stati classificati come molto pericolosi e, in caso di installazione dei driver in questione su un OS Windows non aggiornato, potrebbero portare ad exploit quali code injection, DOS […]

Tesla rende gratuiti (di nuovo) i Supercharger per gli acquirenti di Model X e Model S

di Lorenzo Spada
Tesla Supercharger

Il rallentamento delle vendite dei modelli di auto elettriche più costosi (e quindi più profittevoli) di Tesla (Model X e Model S) ha costretto l’azienda a correre ai ripari, annunciando che i nuovi acquirenti avranno di nuovo accesso gratuito e illimitato ai Tesla Supercharger. BREAKING: All new Model S and Model X orders now come […]

L'articolo Tesla rende gratuiti (di nuovo) i Supercharger per gli acquirenti di Model X e Model S proviene da TuttoTech.net.

Tesla corre ai ripari per salvaguardare la vita dei nostri amici animali

di Giuseppe
Tesla Elon Musk Dog Mode

Tesla, l’azienda fondata da Elon Musk che produce auto elettriche innovative e dal costo molto contenuto, è entrata nel mirino dei social per una problematica che riguarda la Dog Mode, ovvero la nuova modalità introdotta ad inizio anno che consente di lasciare i nostri amici animali all’interno di un’auto Tesla in modo del tutto sicuro, […]

L'articolo Tesla corre ai ripari per salvaguardare la vita dei nostri amici animali proviene da TuttoTech.net.

L’auto elettrica Tesla P90D all’Autoshow Elaborare Day a Modena

di redazione

Il 22 settembre all’Autodromo di Modena, nel box dell’azienda siciliana MagicMotorSport sarà presente – in anteprima assoluta per l’Italia – la spettacolare Tesla P90D full electric, realizzata in Polonia dal titolare dell’Azienda multinazionale leader nelle preparazioni elettroniche, Jan Bogdan Skutkiewicz. La Tesla P90D full electric vanta ben 700 cavalli, sospensioni da pneumatiche a meccaniche, impianto freni Brembo maggiorato, cerchi OZ, pannellature esterne in carbonio, roll-bar, coppia 900 Nm, 0/100 in due secondi. Lauto elettrica americana sarà disponibile per gli hot-lap con il pubblico.

Il 22 settembre tutti all’Autodromo di Modena dove si svolgerà l’AutoShow di Elaborare! Oltre alla consueta attività di TrackDay in pista e alle numerose aziende del settore presenti, all’Autoshow di Elaborare si svolgeranno numerose iniziative per una full immersion totale nel mondo del motorsport. L’ingresso è gratuito per auto e visitatori!
www.elaborare.comwww.auto-show.it/

NON PRENDERE IMPEGNI VIENI A MODENA IL 22 SETTEMBRE!
TI ASPETTIAMO IN PISTA CON LA TUA AUTO PER UNA GIORNATA DI GRANDI EMOZIONI!

Autodromo di Modena
Autodrmo di Modena AUTOSHOW

L'articolo L’auto elettrica Tesla P90D all’Autoshow Elaborare Day a Modena proviene da ELABORARE.

❌