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Opel Corsa OPC test in pista Isam

di redazione

Opel Corsa OPC

Sulla pista dell'Isam la Opel Corsa OPC scatena tutti i suoi 231 CV di potenza e 340 Nm di coppia grazie a differenziale autobloccante, assetto e freni ad hoc, danzando come una star!(...) Quando mi sono messo a bordo pista per veder girare l'Opel Corsa OPC nelle mani di Giancarlo Mittiga, sono rimasto rapito dalla bellezza delle linee disegnate sull’asfalto, dalla facilità di manovra, da come il retrotreno schizza via mentre l’avantreno sembra incollato a terra. Non c’è niente da fare le macchine sono femmine fino all’ultimo bullone! Si fanno amare e odiare, ci tradiscono nel momento meno opportuno... forse per questo mi piacciono così tanto! Opel Corsa OPC Motore e trasmissione - Il generoso 4 cilindri Opel 1.6 16V turbo è stato rivisto per garantire un buon incremento di potenza, senza perdere fruibilità nell’uso quotidiano e un’affidabilità a prova di bomba. Ci sono diversi “mappatori” che spremono parecchi cavalli da questi propulsori: soluzione valida per chi si accontenta di tirare un paio di marce, ma quando si vuole sfruttare a fondo il motore senza rischi, bisogna lavorare in modo diverso. A questo proposito i pistoni di serie sono stati sostituiti con dei Wossner stampati, mentre per le bielle si è puntato su quelle in acciaio ad H rovesciata della PEC.  (...) Opel Corsa OPC Assetto e freni - Mittiga non è uno di quei preparatori che si sono fatti largo su facebook facendo proseliti con video di improbabili spari notturni (spesso fatti in discesa…). Giancarlo, e prima di lui suo padre Domenico, hanno maturato l'esperienza in pista, partecipando da protagonisti a numerosi Campionati per vetture derivate di serie e cogliendo anche importanti affermazioni. Da “pistaioli” come loro ci si aspetta sempre qualcosa in più a livello di messa a punto dell’assetto, anche su un'auto stradale come questa Corsa OPC. (...) Opel Corsa OPC Scheda tuning Opel Corsa OPC by Mittiga Tuning Motore Pistoni stampati Wossner 650 Euro Bielle in acciaio ad H rovesciata 450 Euro Wastegate Forge Motorsport 280 Euro Blow-off Forge Motorsport 160 Euro Filtro aria AEM 150 Euro Mappatura centralina 300 Euro Tubazione siliconica liquido raffreddamento 175 Euro Termostato modificato 50 Euro Intercooler frontale maggiorato by Mittiga Tuning con tubazioni siliconiche 900 Euro Scarico completo Milltek 1.750 Euro Assetto e freni Autobloccante Wavetrac 1.200 Euro Pinze freno Brembo 4 pompanti con supporti Mittiga Tuning 610 Euro Dischi anteriori composito 310 mm 800 Euro Pastiglie freni Ferodo Racing 217 Euro Tubi freni aeronautici 150 Euro Olio freni AP600 Racing 25 Euro KW Variante 1 coilover 1.150 Euro Costo totale intervento tuning oltre 9.000 Euro L'articolo completo con tutti i dettagli, i dati strumentali e la pagella della Opel Corsa OPC è su Elaborare 214. ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI

Cover Elaborare 214

     

Opel Speedster 2200 elaborata 390 CV con Flygas by Officina Romani

di redazione

La preparazione della sportiva Opel Speedster 2200 elaborata dal tuner Alessandro Romani ha visto l’impiego di un compressore centrifugo Flygas al fine di partecipare alle competizioni del Time Attack. L’Officina Adolfo Romani ha poi ricostruito il motore tramite bielle in acciaio e pistoni stampati per raggiungere una potenza massima di 390 CV in tutta affidabilità. Inoltre il tuner emiliano ha installato un intercooler aria/acqua e la centralina di gestione della inglese Emerald.

Opel Speedster 2200 elaborata

Assetto e impianto frenante dell’Opel Speedster 2200 modificata sono stati ottimizzati per sfruttare al meglio la potenza erogata dal poderoso 4 cilindri. Numerose parti della carrozzeria sono in fibra di carbonio, come i cofani e lo spoiler posteriore. Attualmente la vettura, utilizzabile sia su strada che in pista, è in vendita e visibile presso l’Officina Adolfo Romani di Sala Bolognese.
Officina Adolfo Romani: Tel. 051/7178002

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Come gestire la trazione integrale sulle auto Opel, ecco come fare con il sistema Twinster Torque Vectoring

di redazione

Il sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive è stato messo a punto da GKN per gestire al meglio la trazione integrale sulle auto Opel, ovvero la coppia motrice sui due assi e in modo individuale sulle ruote posteriori.

Opel attualmente ha solo due modelli di vetture che possono essere equipaggiate con la trazione integrale: oltre al SUV compatto Mokka X, c’è anche la Opel Insignia dotata di una particolare ed evoluta tecnologia impiegata per la gestione della trazione integrale. Il sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive consente di avere la trazione sulle quattro ruote “on demand”, solo quando se ne ha bisogno in particolari condizioni di bassa aderenza, garantendo così la riduzione dei consumi nella guida normale che avviene solitamente con le 2 ruote motrici anteriori.

il sistema Twinster Torque Vectoring

Il sistema Twinster Torque Vectoring

Attraverso un‘elettronica evoluta, il sistema Twinster Torque Vectoring gestisce costantemente non solo la ripartizione della coppia tra l’asse anteriore e quello posteriore, ma anche tra le due ruote posteriori, destra e sinistra, in base a diversi fattori come posizione della valvola a farfalla, angolo di sterzata e grip sulla superficie stradale in casodi neve, fango e ghiaccio, quando può registrarsi una differenza di velocità tra le ruote anteriori e posteriori. Non c’è il differenziale posteriore, ma due pacchi di frizioni che collegano o scollegano i due semiassi destro e sinistro per fornire maggiore coppia alla ruota posteriore più carica, solitamente quella esterna in una curva.

il sistema Twinster Torque Vectoring su auto Opel

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti del sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive è su Elaborare 247 ed on line su newsauto.it

Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive

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cover Elaborare Marzo n° 247 2019


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Opel Corsa 2019: ultimi test sul ghiaccio prima dell’arrivo

di Redazione

Opel si appresta a lanciare la sesta generazione della Corsa preparando la nuova auto a qualsiasi condizione. La Casa tedesca ha infatti rilasciato nuove informazioni riguardo ai collaudi, che stanno avvenendo tra la Germania e il Circolo Polare Artico. Dopo gli ultimi interventi di messa a punto, il modello sarà venduto a partire da quest’estate.

I TEST AL CIRCOLO POLARE

L’Opel Corsa 2019 sarà montata sulla piattaforma modulare Cmp condivisa col Gruppo PSA. Gli ingegneri del marchio quindi stanno effettuando diversi test per collaudare perfino il più piccolo dettaglio. Da gennaio infatti si stanno eseguendo prove non solo nei circuiti di Dudenhofen e Rüsselsheim. Ma sono andati anche ai confini del Circolo Polare Artico, a -30° C. Questi test estremi permettono di verificare l’affidabilità dei sistemi di controllo come il sistema antibloccaggio delle ruote (ABS), il controllo elettronico della stabilità (ESP) e il controllo della trazione sulle superfici e alle temperature più rigide. I test vengono infatti condotti su neve, ghiaccio, fango, e anche su superfici con aderenze diverse sui due lati della vettura.

ELETTRICA E CON FARI INTELLILUX

La sesta generazione della Opel Corsa riserva anche alcune sorprese rispetto al passato. Sarà infatti il primo modello della sua serie a essere prodotto con una versione 100% elettrica. Sarà basata sulla Peugeot e-208. Anche i fari saranno del tutto inediti per la gamma Corsa: per la prima volta la compatta disporrà della tecnologia IntelliLux per i gruppi ottici anteriori. I nuovi fari automatici a Led, già sperimentati da Opel su modelli di classe superiore, adatteranno la luminosità a seconda delle condizioni, considerando anche il traffico presente per evitare di abbagliare gli autisti che precedono o incrociano l’auto.

PESO PIUMA

Grazie alla nuova piattaforma PSA e a particolari accorgimenti per gli allestimenti, il peso della nuova Corsa scenderà sotto la tonnellata, arrivando a pesare in alcune versioni solo 980 kg, il 10% in meno rispetto alla versione precedente. “Nello sviluppo della prossima generazione di Corsa abbiamo cercato in particolare di aumentare l’efficienza della vettura. Il nuovo modello è considerevolmente più leggero del precedente e questo riduce i consumi e rende la vettura molto più divertente da guidare” ha dichiarato Thomas Wanke, Global Lead Development Engineer, Vehicle Performance, che aggiunge: “Il nostro obiettivo consiste nell’offrire ai clienti un telaio perfetto con un equilibrio ottimale tra sicurezza, comfort e divertimento“.

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L’ibrido debutta su Opel: la tecnologia di PSA su Grandland X Hybrid4

di Redazione

Dopo i recenti anni bui, Opel ha dato avvio a un deciso cambio di rotta grazie all’acquisto da parte del Gruppo PSA. La nuova proprietà, arrivata nel marzo 2017, ha risollevato le sorti della Casa di Russelsheim. La condivisione delle piattaforme tra i modelli dei vari marchi ha visto la nascita di nuove auto come Grandland X e Crossland X. Adesso grazie alle sopra citate sinergie, Opel debutta nel mondo dell’elettrificazione di ultima generazione. Lo fa con la Opel Grandland X Hybrid4, che adotta una tecnologia Plug-In Hybrid.

DUE MOTORI ELETTRICI

Il sistema Plug-in Hybrid regala prestazioni da urlo alla nuova Opel Grandland X Hybrid4. La propulsione viene fornita da un motore termico e due motori elettrici. Il primo è un quattro cilindri turbobenzina 1.6 litri a iniezione diretta da 200 CV. A supporto di questo, troviamo due unità supportate a batteria da 109 CV, una all’anteriore e una al posteriore. Quest’ultima garantisce la presenza della trazione integrale on demand. La potenza complessiva è di 300 CV. Si tratta dello stesso schema presente sulla Peuoget 3008 Hybrid4, declinato in una diversa variante di potenza.

50 KM IN ELETTRICO

La batteria agli ioni di litio da 13,2 kWh permette alla Grandland X Plug-in Hybrid di percorrere fino a 50 chilometri in modalità puramente elettrica secondo il ciclo di guida WLTP. Se a velocità basse entra in gioco la parte elettrica della propulsione, a velocità medio-alte il motore a combustione interna interviene garantendo prestazioni elevate. La ricarica della batteria può essere effettuata grazie al caricatore di bordo da 3,3 kWh posizionato sul lato opposto allo sportello del carburante. La batteria viene completamente ricaricata in circa 1 ora e 50 minuti con una wallbox da 7,4 kWh. Ce ne vorranno circa sette, invece, attaccandosi alla normale rete elettrica.

QUATTRO PROGRAMMI DI GUIDA

A disposizione dei clienti, la Grandland X ibrida offre quattro modalità di guida: elettrica, ibrida, trazione integrale e Sport. Grazie a questo sistema, l’automobilista può scegliere di adattare le caratteristiche dinamiche della vettura in base ai propri desideri e alle condizioni di guida specifiche. Scegliendo la modalità elettrica, l’auto tende ad utilizzare solo le due unità elettriche negli spostamenti. Con la modalità ibrida, invece, la vettura gestisce i motori alla ricerca della massima efficienza nei consumi. Con la funzione trazione integrale viene attivato manualmente l’asse posteriore elettrico per avere la massima trazione in tutti i tipi di strade.Mentre la modalità Sport fornisce al conducente la massima potenza dalla vettura.

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Maxi richiamo Opel in Europa: Adam e Corsa con problemi di emissioni

di Donato D'Ambrosi

Opel ha informato l’Unione Europea che i modelli Adam e Corsa potrebbero avere problemi di eccessive emissioni e consumi. Il richiamo si è reso necessario per 210 mila auto in tutta Europa per verificare il malfunzionamento del sistema di controllo dei gas di scarico. Sotto i riflettori finiscono le emissioni di Ossidi di azoto che stavolta non sono legate a malfunzionamenti o trucchi di un motore diesel.

RICHIAMO OPEL DI CONTROLLO SISTEMA DI SCARICO

Il R.A.P.E.X. (RAPid EXchange of information system) dell’Unione europea è il sistema di allerta sui prodotti pericolosi per la salute umana. Opel durante un controllo interno si sarebbe accorta che i modelli Opel Adam e Opel Corsa prodotti tra il 2018 e il 2019 presentavano anomalie di funzionamento. Il problema comunicato dal Costruttore si verificherebbe in particolare a certe velocità e dopo una percorrenza di alcune decine di migliaia di chilometri.

LE AUTO COINVOLTE

Il richiamo di Corsa e Adam riguarda in particolare i motori benzina 1.2 e 1.4 che in alcune situazioni di funzionamento emetterebbero più NOx allo scarico. Il difetto sarebbe riconducibile a un malfunzionamento della sonda lambda – come riporta lo Sportello dei Diritti di Giovanni D’Agata – che a velocità maggiori funziona male. Benché in Europa siano più malvisti i g/km di CO2 che gli NOx (pericolosi solo per gli USA – vedi lo scandalo dieselgate) se la sonda lambda funziona male diminuisce anche l’efficienza del motore. La sonda lambda, infatti, informa costantemente la centralina di controllo del motore sulla quantità di ossigeno presente nei gas di scarico. In questo modo può apportare continue modifiche sulla quantità di aria e benzina da introdurre nei cilindri per ottenere il rendimento migliore.

RICHIAMO DA NON SOTTOVALUTARE

Ecco perché se ricevete la raccomandata in cui Opel vi invita ad andare in officina sarebbe meglio non ignorarla anche perché non ha nulla a che vedere con quanto lamentato dai clienti dopo il richiamo Volkswagen. Se necessario, serve riprogrammare la centralina motore e consigliamo di farlo. In caso di successiva rottura del catalizzatore Opel potrebbe non riconoscere la riparazione in garanzia se è stato ignorato il richiamo.

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Peugeot compra Jaguar? I motivi di un matrimonio anglo-francese

di Valerio Boni

L’esperienza con Opel, tornata all’utile in un solo esercizio, dopo 20 anni di perdite, potrebbe essere riproposta con i marchi Jaguar e Land Rover. La cura di Carlos Tavares, il numero uno portoghese del Gruppo PSA è stata efficace. In pochi avrebbero scommesso su risultati simili, ma il miracolo è ormai consolidato. I francesi hanno quindi dimostrato di avere le idee chiare quando si tratta di lavorare su marchi generalisti, e ora vorrebbero alzare il tiro.

INTERESSE CONFERMATO
Nel corso di un’intervista alla rivista Autocar India, il presidente e CEO del Gruppo franco-tedesco ha infatti dichiarato di essere interessato a rilevare i marchi Jaguar e Land Rover. Senza che al momento siano stati presi contatti ufficiali con Tata, dal 2008 proprietaria dei due marchi. L’obiettivo sarebbe quello di entrare in modo più diretto nel segmento premium. Dove PSA è attualmente presente con il brand DS, in costante, ma lenta crescita.

UN PESO PER TATA MOTORS
Disporre di una gamma già pronta e affermata favorirebbe il raggiungimento degli obiettivi annunciati. Questi prevedono entro il 2021 un ulteriore sviluppo di Citroën, Ds, Opel e Peugeot, con un incremento di utili del 15%. Tata Motors non ha mai annunciato l’intenzione di cedere i due marchi inglesi, tuttavia un nuovo passaggio di mano potrebbe essere indotto dagli ultimi risultati finanziari. L’esercizio 2018 si è infatti chiuso con una perdita pesante: 3,54 miliardi di euro.

A CACCIA DI NUOVI CLIENTI
A pesare non è l’assenza di modelli, le gamme sono le migliori di sempre, ma si fanno sentire la contrazione delle richieste di quel genere di veicoli sul mercato cinese. Elemento al quale si aggiunge il calo, almeno momentaneo, di richieste di motorizzazioni diesel, che si fa sentire soprattutto all’interno dei listini Land Rover. L’acquisizione è allettante non solo per il fatto che PSA potrebbe consolidare la sue reputazione di azienda in grado di risollevare aziende in crisi. Di fatto allargherebbe l’acquisizione di nuovi clienti entrando in segmenti presidiati dai tedeschi, dove fino a oggi Citroën e Peugeot non hanno mai ottenuto i risultati sperati. Una scorciatoia che potrebbe rendere più agevole la crescita di DS.

SENZA FRETTA
L’interesse per il Gruppo JLR è una delle opzioni di Tavares, ma non è l’unica. La notizia è confermata, ma PSA non ha alcuna fretta di concludere nuove acquisizioni. Queste arriveranno solo nel caso in cui non rappresentino una distrazione per l’alleanza. Ciò significa che potrebbero essere prese in considerazioni anche altre opportunità, qualora presentassero un potenziale in linea con gli obiettivi dei francesi. Qualora si concludesse l’affare, per Land Rover si tratterebbe di un ennesimo cambio di proprietà, dopo quelli che già l’hanno vista entrare nelle orbite di Ford, BMW e Honda, prima di trovare un decennio di tranquillità e sviluppo sotto la gestione indiana di Tata Motors.

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Opel Corsa 2020: la nuova generazione debutta in elettrico

di Redazione

Opel ha presentato la sesta generazione della Corsa. L’auto si basa sulla piattaforma CMP del Gruppo PSA: condivide pianale e motori con la Peugeot 208. Il costruttore tedesco, cavalcando la tendenza attuale di privilegiare l’elettrico, ha mostrato per prima la versione a zero emissioni della vettura, mentre le più tradizionali benzina e Diesel arriveranno nelle prossime settimane. L’elettrica sarà anche la prima Opel Corsa ad arrivare sul mercato.

ELETTRICA DA 330 KM

La Corsa con motore elettrico, denominata Corsa-e, è dotata di una batteria da 50 kWh in grado di essere ricaricata fino all’80% in mezzora attraverso le colonnine più veloci. La vettura ha tre modalità di guida (Normal, Eco, Sport). Sono selezionabili dall’utente, che può scegliere se privilegiare economia e autonomia oppure le prestazioni. L’auto promette di percorrere fino a 330 km con una sola ricarica, stando al ciclo WLTP. Interessante il dato di accelerazione: quando si sceglie la modalità di guida più sportiva, lo scatto da 0 a 50 km/h avviene in 2,8 secondi, mentre per arrivare a 100 km/h da fermo occorrono 8,1 secondi. Merito di un motore elettrico con una potenza di 100 kW-136 CV e una coppia di 260 Nm. Da segnalare che il livello di carica della batteria può essere monitorato da remoto tramite l’app myOpel. Il costruttore prevede una garanzia di otto anni per la batteria.

UNA CORSA PIÙ SPAZIOSA

La sesta generazione della Corsa varia nelle dimensioni. Più lunga di 4 cm, arriva a 4,06 metri. L’auto, però, è anche più bassa di 4,8 cm. La diminuzione dell’altezza non è a discapito dell’abitabilità. Grazie anche alla posizione più bassa dei sedili. La nuova Opel Corsa ha una linea leggermente più bassa e filante della precedente, e sottolinea in modo credibile un’indole sportiveggiante. Rispetto alla precedente Corsa la nuova presenta un volume superiore anche a livello di bagagliaio. L’adozione della piattaforma CMP, infine, ha consentito una sensibile diminuzione della massa. Circa 100 kg, di cui 40 kg ottenuti soltanto attraverso la nuova scocca.

ELETTRONICA E FARI ALL’AVANGUARDIA

Opel ha curato molto l’elettronica a bordo della Opel Corsa. All’interno spicca il cruscotto digitale e lo schermo touch a centro plancia, da 7 oppure 10 pollici. Il sistema multimediale è basato sul servizio Opel Connect, in grado di fornire aggiornamenti sul traffico, di collegarsi col soccorso stradale e di effettuare chiamate d’emergenza. Le dotazioni di sicurezza e di assistenza alla guida sono numerose. L’auto ha cruise control adattivo, assistenza al parcheggio, sorveglianza dell’angolo cieco e Flank guard a protezione della fiancata. Del tutto inediti per una vettura della categoria i fari a Led denominati Intellilux LED matrix. Questo tipo di faro presenta otto diodi per gruppo ottico con un sistema per l’adattamento automatico del fascio luminoso. Opel ha migliorato anche il sistema per il riconoscimento della segnaletica stradale, adesso capace di leggere i cartelli luminosi a Led.

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Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata con preparazione Pole Position Garage

di redazione

La Opel Manta GTE 1976 è un’auto storica elaborata con preparazione Pole Position Garage e una potenza di 158 CV a 6.200 g/m. Si tratta di una vera talebana dei traversi della vittoriosa famiglia rally delle Opel a trazione posteriore. La caratteristica di tutti i modelli della Opel dei fortunati anni ’70 del ‘900 era un’estrema facilità di guida che spingeva ogni pilota ad esibirsi in “numeri” di alta acrobazia con controsterzi da manuale.

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

Questa Opel Manta 1.9 GTE del 1976 è una vettura elaborata che ai tempi disputò vari rally e che ora, restaurata da Pole Position Garage, è utilizzata prevalentemente nelle gare regolarità sport e a media. La Opel Manta GTE 1976 nasce con un motore di cilindrata 1.897 cc, ma il regolamento del Gruppo A permette di incrementare la cilindrata per portarla fino al limite massimo ammesso per la classe di appartenenza, cioè 2 litri. Con un’accurata operazione di rialesaggio e l’adozione di pistoni stampati, il propulsore oggi dichiara una cilindrata ufficiale di 1.995 cc che assicura già di per sé un piccolo aumento delle prestazioni.

Opel Manta GTE 1976 auto storica modificata

Sulla Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata la frizione è del tipo in rame con parastrappi. Per ragioni regolamentari restano originali i freni a disco sulle 4 ruote, mentre il materiale di attrito sono pastiglie Ferodo 3000. Fermo restando il sistema di schema delle sospensioni, col McPherson anteriore e il ponte rigido posteriore con barra Panhard, gli ammortizzatori da corsa sono dei Corte e Cosso by Conrero con molle più dure. Un notevole lavoro è stato effettuato sui trapezi e sui bracci anteriori, costruiti artigianalmente in acciaio e dotati di rinforzi. Anche la scocca è stata tutta rivisitata, con il ripasso delle saldature e l’apporto di fazzoletti in lamiera nei punti di maggiore sollecitazione. Le ruote sono in lega nella misura 7JX13” e montano pneumatici Toyo di misura 195/50 R13.

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

Opel Manta GTE 1976 auto storica tuning

Su questa Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata a livello estetico, al di là della bella colorazione azzurra della carrozzeria, spicca la batteria di fari Hella nel cassonetto fissato sul frontale. Le luci rettangolari di serie sono sostituite da due coppie di fari circolari abbagliante-anabbagliante, alloggiati dietro a retine artigianali di protezione dai sassi. Una robusta piastra in avional fissata sotto la scocca protegge la meccanica da urti accidentali sul terreno.

Scheda tuning Opel Manta GTE 1976
Motore
Cilindrata aumentata a 1.995 cc
Pistoni stampati
Bielle lucidate
Albero motore bilanciato
Lavorazione testa e lucidatura condotti
Asse a camme racing
Molle valvola più dure
Volano alleggerito
Aspirazione modificata
Centralina iniezione rivista
Terminale di scarico libero
Trasmissione
Cambio ZF a 5 rapporti ravvicinati
Coppia conica corta (velocità 155 km/h)
Differenziale autobloccante al 75%
Sospensioni
Trapezi e bracci artigianali in acciaio rinforzati
Ammortizzatori Corte & Cosso by Conrero
Molle dure
Ruote in lega 7JX13” con pneumatici Toyo 195/50 R13
Pastiglie freno Ferodo 3000
Impianto elettrico
4 fari tondi negli alloggiamenti dei due fari rettangolari d’origine
4 fari profondità Hella con cassonetto in vetroresina
Interruttore staccabatteria
Griglie protezione antisasso
Abitacolo e scocca
Roll-bar a gabbia OMP
2 cinture Sabelt a 4 punti
2 sedili Sabelt racing
Portacaschi
Impianto estinzione a fluobrene
Estintore a polvere da 2,5 kg
Ripasso saldature
Rinforzi scocca
Piastra protezione motore in duralluminio

Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

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Opel Manta GTE 1976 auto storica elaborata

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Il poggiatesta attivo compie 20 anni: la soluzione Opel al colpo di frusta

di Donato D'Ambrosi

Il poggiatesta attivo è un’innovazione che risale al 1999; la risposta al crescente numero di infortuni per colpo di frusta da tamponamento. Una soluzione ancora lontana dall’evitare gli incidenti con i sistemi ADAS che ci sono oggi, ma un efficace cuscino mobile nella stragrande maggioranza degli incidenti tra 10 e 20 km/h. Ecco come è nato il poggiatesta attivo lanciato per la prima volta da Opel AG 20 anni fa.

IL DANNO NON LO FA LA VELOCITA’

Un sistema meccanico che ha sviluppato nel giro di 2 anni e ha tracciato la rotta per test di funzionamento che oggi sono all’ordine del giorno per gli enti indipendenti come Euro NCAP. “I danni alle vertebre cervicali causano spesso sofferenza per i malati e comportano cure molto costose” spiegava già nel 1999 Wolfram Hell, studioso degli incidenti stradali dell’Istituto per la Sicurezza degli Autoveicoli. Non è tanto la velocità con cui avviene il tamponamento quanto l’intensità e la rapidità con cui le articolazioni del collo si muovono.  Nonostante le differenze di velocità relativamente basse (10-20 km/h), lo scuotimento della testa abbinato allo spostamento della parte superiore del torace, crea conseguenze dolorose e persistenti. La causa è frequentemente legata a un’iperdilatazione del collo con interessamento delle bande vascolari, dei legamenti e dei nervi.

UNA LEVA CHE HA RIVOLUZIONATO LA SICUREZZA

Il dispositivo progettato da Opel era inserito nella parte superiore dello schienale anteriore, pesava appena 1 kg e non interferiva con l’airbag laterale o il comfort. Il funzionamento era semplice quanto geniale: si avvaleva di un dispositivo meccanico, attivato dalla pressione del torace in caso d’urto contro lo schienale del sedile. Il leveraggio inserito nello schienale spostava avanti e indietro il poggiatesta, riducendo così la sua distanza e quindi la forza che agisce sulle vertebre cervicali. “Se durante un incidente multiplo, i passeggeri sono sballottati molte volte avanti e indietro, i poggiatesta sono in grado di proteggere la testa da ogni impatto. In caso di incidente di notevole entità, i poggiatesta attivi potevano – a seconda dell’escursione compiuta – spostarsi in avanti anche di 20 mm e indietro per più di 60 mm.

LO SVILUPPO SU TUTTI I SEDILI OPEL

Lo sviluppo del poggiatesta attivo per tutti i modelli Opel richiese un lavoro lungo 2 anni in collaborazione con il costruttore di sedili Lear. Un’attività che portò all’affinamento dei test su slitta – la stessa usata per testare anche le cinture di sicurezza che vi abbiamo mostrato qui. “E’ stato progettato appositamente il manichino Hybrid-III al quale abbiamo chiesto di rischiare il collo per questo progetto” sono le parole di  Joachim Fürll progettista di sedili presso il Centro Internazionale di Ricerche Tecniche di Rüsselsheim. “A tale scopo lo abbiamo dotato di ulteriori sensori nelle vertebre cervicali e ne abbiamo modificato il collo perché avesse una maggiore mobilità”.

I TEST SU SLITTA CON I MANICHINI

In due anni di collaborazione, le prove su slitte svolsero un ruolo-chiave per la loro messa a punto. Il programma prevedeva configurazioni a velocità di 8, 16 e 22 km/h. Nel corso delle prove, il parametro per misurare l’accelerazione della testa rispetto al torace era il cosiddetto valore NIC (Neck Injury Criterion). In assenza di norme, uno spostamento di 5 cm (NIC50) era stato accettato dai tecnici come parametro statistico per i danni da colpo di frusta. Un valore 15 viene ritenuto accettabile. Il poggiatesta attivo Opel era ben al di sotto di tale soglia. Erano stati ottenuti mediamente miglioramenti del 60%.

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Nuova Opel Zafira, cambia segmento e diventa un MPV in 3 taglie

di Donato D'Ambrosi

Da monovolume a MPV (Multi-purpose vehicle) il salto è stato breve per la Nuova Opel Zafira che fin dalla prima versione è stata sviluppata sulla massima versatilità. Cambia forme, segmento e contenuti ora che Opel è parte della famiglia PSA e diventa un MPV. La nuova Opel Zafira è già ordinabile in 3 taglie S, M ed L e tra un paio di anni sarà anche elettrica. Ecco tutti i dettagli della Nuova Opel Zafira che scrive un nuovo capitolo dopo il “Flex-7”.

I SEDILI ORA SI SMONTANO

Era la fine degli anni ’90 quando la rivoluzionaria Opel Zafira presentava una soluzione denominata Flex-7. Fu un successo la possibilità di passare da 7 a 2 posti in pochi secondi per caricare oggetti ingombranti senza smontare i sedili. La nuova Opel Zafira riprende il concetto di versatilità declinato in versione MPV, dalle fattezze molto simili a un furgone ma con contenuti tecnologici premium. La nuova Zafira si fa in 3:  Small di 4.60 metri, Medium di 4.95 m e Large di 5,30 m ognuno con un massimo di nove posti.

LE 3 TAGLIE DELLA NUOVA ZAFIRA

Lo Zafira Life “Small” compete con furgoni compatti, ma offre molto più spazio con 9 posti e un raggio di sterzata di 11,3 m. Ha due porte scorrevoli controllate da sensori che si aprono elettricamente con il movimento del piede come per l’Astra Sports Tourer e Insignia Sports Tourer. La  Zafira “Medium” ha un passo più lungo di 35 cm (3,28 m), quindi più spazio per le gambe dei passeggeri posteriori. La Zafira Life “Large“, con una capacità del bagagliaio di circa 4.900 litri, è un concorrente dei furgoni ancora più grandi con il passo aumentato di altri 35 cm. Sono disponibili cinque, sei, sette o otto configurazioni di sedile in pelle. Lo schienale ribaltabile del sedile del passeggero anteriore consente il trasporto di oggetti fino a 3,50 m di lunghezza. I sedili posteriori removibili aumentano la capacità di carico totale fino a 3.600 litri.

A TUTTO ADAS

Una telecamera e un radar monitorano l’area di fronte al veicolo. Il sistema riconosce anche i pedoni che attraversano la strada e può avviare una manovra di frenata di emergenza a velocità fino a 30 km/h. Il cruise control intelligente regola la velocità a quella del veicolo che precede, decelera automaticamente e può ridurre la velocità a 20 km/h se necessario. L’avviso di corsia e l’avviso di sonnolenza avvisano i conducenti se hanno trascorso troppo tempo al volante e hanno bisogno di una pausa. I motori disponibili alla prenotazione sono i turbodiesel 1.5 litri da 75 kW/102 CV e 2.0 litri da 110 kW/150 CV con prezzi a partire da circa 35 mila euro. Opel fa sapere che sta già lavorando alla versione elettrica delle Nuova Zafira che arriverà nel 2021.

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Opel OnStar diventa OpelConnect: quanto costa e come funziona

di Donato D'Ambrosi

Il servizio OpelConnect è pronto al debutto al Salone di Francoforte 2019 per sostituire l’Opel OnStar che sarà dismesso dal 2020, in seguito all’acquisto di PSA. Ora il servizio già di serie su alcuni modelli affianca alla funzione di soccorso telematico anche quelle di connettività. Le auto che non ce l’hanno di serie potranno montarlo a pagamento (il costo dell’OpelConnect potrebbe variare tra i vari Paesi) ma tutte aprono a una serie interessanti di servizi e funzionalità per il confort e la sicurezza di guida. Ecco come funziona e cosa può fare il nuovo eCall OpelConnect.

QUANTO COSTA OPELCONNECT

Il costo dell’OpelConnect è gratuito per le nuove Opel Corsa-e e Grandland X Hybrid4 e tutti i modelli con sistemi di infotainment Multimedia Navi e Multimedia Navi Pro. Bisogna però sapere che il canone per la navigazione in tempo reale è incluso solo per i primi 36 mesi. Se l’auto non ha di serie il servizio OpelConnect, si può richiedere al costo di 300 euro (IVA inclusa, riferito alla Germania). Sarà disponibile sulla nuova Corsa, Crossland X, Grandland X, Combo Life, Combo Cargo, Zafira Life e Vivaro.

OPELCONNECT IN CASO DI INCIDENTE O GUASTO

Se gli airbag o i pretensionatori delle cinture di sicurezza si attivano in caso di incidente, l’OpelConnect effettuata una chiamata di emergenza al numero unico per le emergenze. Se nessun passeggero risponde, vengono inviati direttamente i dettagli dell’incidente ai soccorsi, inclusa l’ora dell’incidente, la posizione dell’auto e la direzione di marcia. Il conducente può anche effettuare manualmente una chiamata di emergenza con il pulsante rosso SOS nel soffitto. Una funzione che  – va ricordato – è obbligatoria per tutte le nuove auto dal 2018. Se espressamente richiesto dall’utente, tramite il servizio OpelConnect possono essere inviati anche dati sulla posizione e sulla diagnosi, l’ora di un guasto, le temperature dell’acqua e dell’olio e gli avvisi di manutenzione.

LE FUNZIONI AVANZATE DI OPELCONNECT

Il proprietario dell’auto può controllare con l’app MyOpel diversi parametri in ogni momento: chilometraggio, consumo medio di carburante, intervalli di manutenzione e ricarica batteria. Visto che la connettività è il punto di forza del servizio OpelConnect, la funzione Remote Services (dal 2020) permette di trovare l’auto attivando fari e clacson a distanza. SI possono anche sbloccare le porte o attivare il precondizionamento dell’auto per l’Opel Corsa-e e la Grandland X Hybrid4. Se l’auto è dotata di Keyless Open&Start con la chiave digitale, si può condividere più facilmente l’auto in famiglia senza il rischio di perdere le chiavi. Tramite lo smartphone, il proprietario dell’auto può consentire a un massimo di cinque persone di accedere all’auto ma la disponibilità per l’Ope Corsa è programmata dal 2020.

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Elaborare Novembre n° 254 2019

di redazione

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Test Drive – Porsche 911-991 GT3 RS 500 CV,  Opel Insignia 2.0 Turbo 4×4 263 CV | Adda, BMW 320d E46 190 CV | Officina Maizza, Fiat 126 Plus 175 CV | Cataldo Prototipi, Punto Sporting 105 CV|DCGarage

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Elaborare Novembre n° 254 2019

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Opel Insignia 2000 Turbo elaborata 263 CV con preparazione Vittorio Adda

di redazione

L’Opel Insignia 2000 Turbo elaborata da Vittorio Adda vanta 263 CV ed è frutto di tanto lavoro e abnegazione per diventare l’auto dei propri sogni! La base di partenza è una Insignia 2000 Turbo benzina prima serie, versione 250 CV a trazione integrale.

Opel Insignia 2000 Turbo elaborata

Sulla Opel Insignia 200 Turbo ai parafanghi della BMW M3 F30 si sono aggiunte le prese aria del cofano di una Jaguar, le prese aria posteriori laterali di derivazione 500 Abarth e la griglia anteriore della Buick Regal (versione americana della Insignia). Il tutto poi “condito” con interventi più convenzionali come il montaggio delle minigonne laterali Irmscher, l’eliminazione delle maniglie (apertura con telecomando) senza ricorrere a posticce toppe di resina, ma lavorando il metallo.

Non poteva mancare inoltre un fondo piatto appositamente costruito: ne avreste dubitato? I cerchi di questa incredibile vettura sono degli Axe da 20”, omologati con pneumatici 245/35 e 255/30 per anteriore e posteriore. Gli interni sono un autentico capolavoro, talmente ben realizzati da non sembrare frutto di una modifica.

Opel Insignia 2000 Turbo modificata

Oltre alla plancia cubicata, la Insignia monta sedili Recaro elettrici, il cielo rivestito di nero e la strumentazione aggiuntiva troviamo un impianto audio/video di qualità e tutta la strumentazione/accessoristica della Insignia 2015, perfettamente funzionante. L’assetto è di tipo pneumatico Airlift Performance, mentre i freni sono Brembo all’avantreno (dischi 375 mm con pinze 4 pompanti). Il motore non è stato stravolto. La preparazione, effettuata “da chiuso”, comprende il montaggio di un turbocompressore K04 con girante a 9 pale e trattamento ceramico, scarico in acciaio, terminale Magnaflow con valvola pneumatica, airbox e riprogrammazione della centralina elettronica.

Opel Insignia 2000 Turbo elaborata 263 CV con preparazione Vittorio Adda
Opel Insignia 2000 Turbo elaborata 263 CV con preparazione Vittorio Adda

Scheda tuning Opel Insignia 2000 Turbo
Griglia anteriore Buick Regal 
Parafanghi anteriori BMW M3 F30
Minigonne Irmscher 
Estrattore posteriore Ford Focus RS MK3
Prese aria cofano Jaguar
Prese aria paraurti posteriore laterali 500 Abarth
Eliminazione maniglie esterne, apertura con telecomando
Portellone, fanali, paraurti e sede fari Insigna modello Restyling
Proiettori posteriori oscurati e proiettori anteriori modificati con strip a led e fondo scuro con lente blu
Kit aerodinamico inferiore con paratie fondo piatto
Estetica totale 12.000 Euro

Cerchi Axe 20” con pneumatici 245/35 R20 anteriore e 255/30 R20 posteriore
Totale 2.400 Euro gomme e cerchi

Motore
Downpipe maggiorato, scarico 80 mm
Terminale di scarico Magnaflow con valvola cut/out pneumatica
Mappatura centralina
Airbox
Intercooler maggiorato
Turbocompressore k04 maggiorato con girante in avional a 9 pale e trattamento ceramico
Totale 4.000 Euro

Impianto frenante anteriore pinze 4 pompanti Brembo, dischi da 375 mm flottanti baffati e forati
Dischi posteriori baffati e forati con pastiglie sportive, tubi in treccia
Totale 1.900 Euro

Assetto ad aria Airlift Performance con gestione elettronica 5.200 Euro

Impianto audio con 4 amplificatori, due sub da 30 Machete, 4 casse a sportello Proaudio anteriori e due casse a sportello posteriori Proaudio, centralina gestione impianto Alpine con telecomando incastonato nel tunnel
Monitor DVD e TV sotto tetto
Elettronica (navigatore, HMI, contakm, volante e touchpad) Insigna 2015 restyling, perfettamente funzionante
Tutto impianto audio circa 6.000 Euro

Interni totalmente rivisitati, con plancia cubicata, sedili Recaro elettrici, rivestimento cielo nero e montanti anteriori con manometri Prosport. Cruscotto digitale.
4.000 Euro

Costo totale intervento tuning 27.900 Euro

Opel Insignia 2000 Turbo elaborata 263 CV con preparazione Vittorio Adda
Opel Insignia 2000 Turbo elaborata 263 CV con preparazione Vittorio Adda

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Opel Insignia 2000 Turbo elaborata 263 CV con preparazione Vittorio Adda
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