Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Download di software e videogiochi digitali senza spedizione da Amazon

di WindowsBlogItalia

Amazon Italia ha inaugurato un nuovo servizio che permette di scaricare software e videogiochi immediatamente dopo l’acquisto, senza dover attendere la spedizione. Software e giochi digitali su Amazon Su Amazon Italia trovate le due nuove sezioni Software Downloads e Game Downloads, dedicate e software e videogiochi digitali. Questi ultimi sono disponibili in formato digitale, in […]

Puoi leggere l'articolo Download di software e videogiochi digitali senza spedizione da Amazon in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Guida autonoma: il test del Co-Pilot360 su Ford Focus

di Donato D'Ambrosi

Continua la rassegna di test Euro NCAP sui sistemi di assistenza alla guida o di guida semi autonoma, dopo aver visto in azione la DS 7 Crossback, l’Audi A6 e la BMW Serie 5. Questa volta nel video che vi proponiamo qui sotto viene messo alla prova il Co-Pilot360 che equipaggia la Ford Focus. Un sistema che secondo Euro NCAP non illude il conducente di poterlo sostituire totalmente e sembra dare il meglio (e meglio di altre auto) soprattutto nelle situazioni di guida longitudinale. Va peggio invece quando un’auto taglia la strada alla Focus e si immette all’improvviso sulla carreggiata monitorata dal sistema Co-Pilot360 Ford.

ASSITENTE ALLA GUIDA NON INVADENTE

Nelle valutazioni del sistema Co-Pilot360 della Ford Focus, Eur NCAP evidenzia subito il rischio nullo che il guidatore possa sopravvalutare le funzionalità di guida autonoma del sistema. Sia il manuale che le indicazioni sul quadro della Focus pongono sempre il conducente al centro del controllo dell’auto. Ma non per questo il sistema resta dormiente quando il guidatore si distrae troppo. Alla richiesta di tenere le mani sul volante, serve una impercettibile sterzata per non illudere il sistema sfiorando solamente la corona. E se il guidatore ignora la richiesta del Co-Pilot360, l’auto viene gradualmente arrestata portandola in una condizione di sicurezza.

A 130 KM/h ALLERTA SOLO IL CONDUCENTE

Nei test di guida a velocità autostradali il Co-Pilot dà il meglio di se. Sebbene – come ricorda Euro NCAP – non funzionando tramite GPS, al sistema basta una chiara segnaletica orizzontale per funzionare al meglio anche su strade extraurbane. Come si vede nel video qui sopra, quando il Co-Pilot360 della Ford intercetta davanti un’auto ferma, attiva la frenata di emergenza sia da 50 km/h sia da 80 km/h. Lo stesso però non avviene se l’Adaptive Cruise Control è impostato a 130 km/h. In questo caso il guidatore riceve solo un “warning” ed è invitato a prendere il controllo dell’auto per evitare l’impatto.

FRENA CON OSTACOLI FERMI E MOBILI

Quando davanti alla Ford Focus si para all’improvviso un’auto lenta ma in movimento a 20 km/h, il Co-Pilot360 attiva la frenata di emergenza anche se l’ACC è settato a 100 km/h. Quando la differenza di velocità sale a 70 km/h (60 per l’auto lenta e 130 km/h per la Focus) il Co-Pilot360 chiede al guidatore di mettere le mani sul volante e attiva la frenata di emergenza. Anche quando la differenza di velocità è di 5 km/h (50 contro 55) il comportamento è buono, immaginando un contesto meno autostradale.

VEDE MENO GLI OSTACOLI TRASVERSALI

Va peggio invece nelle situazioni di traffico cittadino o intenso, dove è più facile che le auto possano all’improvviso cambiare corsia. Sono le situazioni che Euro NCAP riproduce con i test Cut-in e Cut-out. Con il test Cut-out, un’auto lepre precede la Ford Focus e si sposta all’improvviso rivelando un ostacolo fermo: in questo caso il Co-Pilot360 riesce da 70 km/h a fermare quasi completamente l’auto. Mentre se all’improvviso un’auto cambia corsia e si mette di traverso davanti all’auto (Cut-in) il Co-Pilot360 della Focus non riesce a fare nulla. Nonostante la velocità relativa delle due auto (10 km/h contro i 50 km/h) solo l’intervento del conducente riesce ad evitare l’impatto.

L'articolo Guida autonoma: il test del Co-Pilot360 su Ford Focus proviene da SicurAUTO.it.

Tesla: ecco la Model Y, il SUV da 7 posti a meno di 40 mila dollari

di Redazione

Tesla sì, Tesla no: la Casa automobilistica di Elon Musk non lascia indifferenti. Anzi, divide in grandi sostenitori e altrettanto grandi detrattori. Lasciamo da parte gli schieramenti, e lasciamo da parte anche le contrastanti considerazioni sull’effettiva situazione finanziaria e le elucubrazioni grado di attendibilità delle dichiarazioni del visionario Musk. Concentriamoci sui fatti. Dopo la Model 3, continua l’espansione commerciale di Tesla con un secondo modello dal costo più accessibile. È un SUV da circa 4,5 metri di lunghezza e si chiama Model Y, annunciato in anteprima pochi giorni fa, e sarà in vendita a partire dal 2020. È stato lanciato ieri nel Design Studio californiano di Palo Alto dallo stesso Musk, che ha definito la Model Y la nuova punta di diamante di Tesla, visto che nelle previsioni questo solo modello dovrebbe superare i volumi di vendita fatti registrare complessivamente da Model S, X e 3.

QUATTRO POWERTRAIN DISPONIBILI

Tesla non si è accontentata di presentare un unico modello di Model Y. L’auto sarà offerta in quattro diverse versioni: Standard Range, Long Range, Dual Motor AWD e Performance. Non usciranno tutti insieme: il loro debutto sarà scaglionato. La prima versione che verrà messa in vendita sarà la Long Range, attesa per l’autunno 2020, che partirà da un prezzo di listino di circa 47.000 dollari (più caro sarà il listino in Italia, i cui dettagli ancora non sono disponibili). Sarà accompagnata sul mercato dalla Dual Motor AWD, con due motori elettrici e trazione integrale (per un prezzo base di 51.000 dollari) e della Performance (60.000 dollari). Bisognerà aspettare la primavera del 2021 per l’allestimento più economico, la Standard Range, che partirà da un prezzo di listino negli Usa pari a 49.000 dollari.

L’AUTONOMIA VARIA TRA 370 E 480 KM

Scendendo nel dettaglio, i quattro modelli si differenziano soprattutto su quello delle prestazioni, che di poco differiscono da quelle della berlina Model 3. La Model Y Standard Range, a trazione posteriore e con un’autonomia dichiarata di 370 km, promette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 5”9 e una velocità massima di 193 km/h. La Long Range, sempre con due ruote motrici, promette prestazioni migliori: 0-100 km/h in 5,5 secondi, velocità di punta a 209 km/h e 483 km di autonomia. Gli apici si raggiungono però con le ultime due versioni, entrambe a trazione integrale: la Model Y Dual Motor AWD toccherà i 217 km/h, autonomia di 450 km, 0-100 km/h in 4,8 secondi; la Performance, che già nel nome dichiara la propria indole. Sarà la più rapida, con una velocità massima di 240 km/h, 0-100 km/h in poco più di 3,5 secondi e un’autonomia identica a quella della Dual Motor AWD.

IMPARENTATA CON LA MODEL 3

La Model Y mostra la parentela con la Model 3 anche nell’aspetto. Variano le proporzioni (la Y è più lunga e più alta) ma restano tutti gli stilemi che caratterizzano la produzione Tesla recente. Dentro la Model Y presenta un abitacolo praticamente identico a quello già visto sulla berlina compatta. Salendo a bordo si nota subito il touchscreen da 15″ al centro della plancia, con il quale si governa la vettura in ogni sua funzione. Internamente, la differenza principale dalla Model 3 è rappresentata dalla possibilità di installare la terza fila di sedili. La diversa forma del tetto, infatti, garantisce la possibilità di offrire una configurazione a sette posti. Anche lo stile degli esterni ricalca fondamentalmente quello del precedente modello.

L'articolo Tesla: ecco la Model Y, il SUV da 7 posti a meno di 40 mila dollari proviene da SicurAUTO.it.

Mercato auto Europa: -1% con 1,15 milioni di immatricolazioni a febbraio

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto Europa fa i conti con le immatricolazioni in diminuzione anche a febbraio 2019. Secondo il report ANFIA su dati ACEA (l’associazione europea dei Costruttori), tra i maggiori Paesi in cui si vendono più auto, quelle diesel continuano a diminuire in Italia (-21%) e Spagna (-29%). Una diminuzione significativa rispetto alla media europea (-13%) e al trend inverso della Germania, dove invece la vendita di auto diesel è cresciuta del +3% rispetto a febbraio 2018. Ecco il quadro generale del mercato Europa visto attraverso le immatricolazioni auto dei 5 maggiori mercati di Spagna, Italia, Francia, Regno Unito e Germania.

LA SPAGNA PERDE L’8,8% DI IMMATRICOLAZIONI

Rispetto a quanto succede in Italia – leggi qui le immatricolazioni di febbraio, nel mercato auto Europa la Spagna registra il minor calo di vendite di tutti i principali mercati: -8,8% di immatricolazioni. Solo 100.701 immatricolazioni auto che sono per la maggiore auto a benzina (60%). Sebbene con una quota del 10%, le auto ibride (elettriche e a gas) ed elettriche registrano un picco di crescita importante: +128% le auto elettriche; +24,5%  le ibride plug-in; +89% le ibride a gas; +31% le ibride elettriche-benzina.

LA FRANCIA MANTIENE IL 34% DI DIESEL

In Francia c’è un’inversione di tendenza a febbraio 2019 rispetto al mese dell’anno scorso: il mercato riguadagna il +2,1% di immatricolazioni, con un totale di 172.438 auto vendute. In Francia le vendite di auto diesel calano del -11%, fermandosi al 34% delle immatricolazioni. Di conseguenza le auto a benzina vendute si fermano al 58% in volume ma guadagnano il 5% rispetto allo scorso anno. Le auto ad alimentazione alternativa sono solo il 6,7% delle quote totali ma meglio che nel Regno Unito. Le auto elettriche sono aumentate del +46%, le auto ibride tradizionali del +1%, mentre le ibride Plug-in del +7%.

GERMANIA, BOOM DI AUTO A GPL

In Germania il mercato dell’auto si riprende più di tutti a febbraio 2019: le auto immatricolate sono aumentate del +2,7%. A un ripresa delle vendite di auto diesel (+3%) corrisponde un calo delle vendite di auto a benzina del -2,5%. Ma il vero boom riguarda le vendite di auto a GPL (+95% rispetto al 2018) rispetto a un calo del 68% di auto a metano. Anche in Germania, le vendite di auto elettriche aumentano del +82%, le ibride +83%, mentre calano le ibride Plug-in del -14%.

NEL REGNO UNITO IL 65% DI IMMATRICOLAZIONI A BENZINA

Anche il mercato inglese si riprende timidamente il +1,4% di immatricolazioni con un totale di 81.969 auto nel mercato auto Europa. Anche nel Regno Unito le auto diesel scendono sotto la quota di vendite del 30% a fronte di un recupero delle auto a benzina che costituiscono il 65% di vendite a febbraio. Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano ancora quote molto basse (2,6% del totale), ma le vendite sono in ascesa per le elettriche (+106%), per le ibride (+33%), per le ibride Plug-in (+15%).

IL BILANCIO DEI COSTRUTTORI IN EUROPA

Tra i principali Gruppi automobilistici di Costruttori, sono pochi quelli che registrano un segno positivo nel cumulativo delle immatricolazioni tra i vari brand rispetto al mese di febbraio 2018. PSA Group cresce del +1% trainato da Citroen. Renault Group deve il +0,3% ai numeri positivi di Lada. Daimler fa +5,6% dalla media di Mercedes (+4,6%) e Smart (+9,1%). Poi ci sono Volvo Car Corp. (+7,6%) e Mitsubishi (+29,1%). Guarda tutti i dati nel pdf scaricabile qui sotto.

L'articolo Mercato auto Europa: -1% con 1,15 milioni di immatricolazioni a febbraio proviene da SicurAUTO.it.

Huawei P SMART+ 2019 ufficiale con tripla fotocamera

di Francesco Ciannamea


La società cinese annuncia l’arrivo sul mercato di Huawei P Smart+ 2019 con tripla fotocamera dotata di AI e display FullView con notch a goccia. Scopritelo nel nostro articolo.

(...)
Continua a leggere Huawei P SMART+ 2019 ufficiale con tripla fotocamera su Androidiani.Com

© francescociannamea for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

Tags del post: , , ,

Dacia presenta la versione speciale Techroad con nuovo 1.3 TCe

di Redazione

Il successo del marchio Dacia è sotto gli occhi di tutti. Il brand romeno, da quando è stato lanciato in Italia da Renault, che ne detiene la proprietà, è costantemente cresciuto e ha raggiunto oggi il 3% della quota del mercato italiano. Trainata soprattutto dalla Duster e dalla Sandero, la Casa di Pitesti ha conquistato consensi grazie a modelli razionali e concreti, che si sono da sempre distinti per un ottimo rapporto tra i contenuti offerti e il prezzo di vendita. Oggi Dacia compie un passo in avanti notevole e presenta l’inedita versione Techroad che viene resa disponibile su tutti i modelli in commercio, dalla Duster alla Sandero Stepway passando per Logan MCV, Lodgy e Dokker. Si caratterizza per un look ricercato e per la ricca dotazione di serie.

UN TOCCO DI SPORTIVITÀ NON GUASTA

Esteticamente le versioni Techroad si riconoscono per la carrozzeria in Rosso Fusion o, in alternativa, in Grigio Magnete. Alla verniciatura aggiungono calotte dei retrovisori nere con inserti rossi, cerchi in lega con finitura diamantata – da 16” su Sandero, Lodgy, Logan e Dokker, da 17” su Duster – e, solo sulla Duster e sulla Sandero Stepway, di una decal con scritta Techroad sulla fiancata. Salendo a bordo, le Dacia Techroad presentano rivestimenti specifici per i sedili e inserti in Rosso Vulcano.

UNA DOTAZIONE AL TOP

A livello di dotazione, le versioni Techroad si piazzano al top dell’offerta Dacia e offrono, di serie, una buona quantità di dispositivi. Si va dalla Keyless Entry al sistema di infotainment Media Nav Evolution con touchscreen da 7” con compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, di sensori di parcheggio e telecamera posteriore. A richiesta si può scegliere anche il climatizzatore automatico al posto di quello manuale.

ANCHE PER DACIA È L’ORA DEL 1.3 TCE

Con l’arrivo della serie speciale Techroad, Dacia introduce a listino anche i motori di ultima generazione frutto della collaborazione dell’Alleanza (Nissan-Renault-Mitsubishi) con Daimler. Si tratta del 1.3 TCe, un quattro cilindri turbo-benzina dotato di filtro anti particolato. Sulla Duster è disponibile nelle varianti di potenza da 130 o 150 CV, mentre su Lodgy e Dokker solo nella versione da 130 CV.

A BENZINA, DIESEL E ANCHE GPL

I modelli della serie speciale Techroad sono disponibili con motori benzina, Diesel e anche Gpl. In generale, rispetto alle altre versioni a listino dotate di pari accessori, offrono un vantaggio per il cliente di circa 300 euro. La Sandero Stepway Techroad ha un prezzo di partenza di 12.450 euro; la Duster Techroad parte da 16.350 euro; la Logan MCV Techroad parte da 14.000 euro; la Lodgy Techroad parte da 14.300 euro; la Dokker Techroad parte da 13.900 euro. In concomitanza con la presentazione delle Dacia Techroad, la Casa ha anche introdotto una nuova formula di finanziamento a 60 mesi che permette di entrare in possesso di una vettura Dacia a partire da 3 euro al giorno di spesa (è il caso della Sandero).

L'articolo Dacia presenta la versione speciale Techroad con nuovo 1.3 TCe proviene da SicurAUTO.it.

Redmi Note 7 è di plastica, quella resistente

di Francesco Ciannamea

Il solito canale YouTube JerryRigEverything ha stressato a fondo il Redmi Note 7.Come sarà andata? Scopritelo nel nostro articolo.

(...)
Continua a leggere Redmi Note 7 è di plastica, quella resistente su Androidiani.Com

© francescociannamea for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

Tags del post: , , , , ,

Rischio di incendio per la batteria dei portatili, HP annuncia la sostituzione gratuita

di Filippo Molinini

HP ha annunciato un programma di ritiro e sostituzione di sicurezza volontaria di alcuni tipi di batterie di notebook e workstation portatili. Le batterie potrebbero surriscaldarsi, presentando un rischio di incendio e ustioni per i clienti. AGGIORNAMENTO | HP ha esteso il programma di sostituzione delle batterie, lanciato a gennaio 2018, anche al 2019 per […]

Puoi leggere l'articolo Rischio di incendio per la batteria dei portatili, HP annuncia la sostituzione gratuita in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Emissioni auto: i sensori per il parcheggio riducono traffico e smog?

di Antonio Elia Migliozzi

Bosch procede il lavoro di sviluppo sul fronte della mobilità urbana. Per aumentare la sicurezza in città il brand lancia una soluzione smart per agevolare la vita dei conducenti di auto elettriche. Il nuovo strumento permette di controllare dal proprio smartphone quali sono gli stalli di ricarica liberi e consente, allo stesso tempo, di effettuare il pagamento del pieno green direttamente dall’interno dell’auto. Si tratta soltanto di una delle funzioni del nuovo Parking Lot Sensor che promette anche di ridurre del 35% i tempi di ricerca di un nuovo posto auto libero. Insomma mentre cresce la capillarità dei dispositivi di sicurezza a bordo delle auto, anche compatte, gli ausili “infrastrutturali” promettono di coprire l’ultimo miglio per la sicurezza globale.

TECNOLOGIA GREEN

Mediamente un guidatore impiega circa 20 minuti per cercare parcheggio. Ciò, oltre allo stress di rito, comporta anche un conseguente rallentamento del traffico. Del resto capita anche che gli automobilisti alla guida di veicoli elettrici abbiano difficoltà a ricaricare l’auto perché gli stalli sono spesso occupati dalle altre auto. Il nuovo Parking Lot Sensor (PLS) di Bosch potrebbe rivelarsi fondamentale per risolvere questi ed altri problemi. Il sensore, infatti, è in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’app dedicata, il tempo necessario per raggiungerlo. Quanto alle auto elettriche in futuro sarà possibile effettuare il pagamento del pieno green direttamente dallo smartphone. La soluzione Bosch è “retrofit” e può essere facilmente installata non solo nei parcheggi, ma anche sulle colonnine di ricarica elettrica per segnalarne la disponibilità.

CITTA’ SMART

Conti alla mano grazie al Parking Lot Sensor, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si ridurrà del 35%. Si tratta di un beneficio interessante per la qualità dell’aria viste le conseguenti minori emissioni di CO2. Vantaggi anche per i taxi, i veicoli commerciali, gli autobus e tutti i veicoli impegnati in soste brevi (Leggi Bosch sperimenta il diesel pulito). Le città diventano smart grazie all’incontro virtuoso tra hardware, software e sensori che si combinano per offrire una connettività intelligente tra veicoli, edifici e dispositivi. Le soluzioni e i servizi offerti da Bosch vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di costruire le città del futuro aumentando la qualità della vita dei cittadini. Insomma mentre le auto diventano sempre più sicure tocca alle infrastrutture coprire l’ultimo miglio verso la sicurezza totale.

RETE DI SICUREZZA

Secondo una recente ricerca condotta da Bosch il 55% delle nuove auto di piccola e media taglia immatricolate in Germania sono dotate di serie di almeno un sistema di assistenza alla guida. Si tratta di un risultato storico perché sulle auto premium sono presenti solo nel 25% dei casi. Nel complesso il 45% delle nuove auto immatricolate hanno almeno un sistema di parcheggio assistito di serie. Se solo nel 2016 la frenata automatica di emergenza equipaggiava il 38% delle auto nuove, nel 2017 l’AEB è di serie sul 54% dei modelli venduti. Ecco allora che se non esiste il rischio zero i sistemi di sicurezza, attiva e passiva, di bordo e le infrastrutture urbane possono davvero fare la differenza. L’ecosistema urbano sicuro prende sempre più forma (Leggi cresce la diffusione dei sistemi di sicurezza anche tra le auto piccole).

L'articolo Emissioni auto: i sensori per il parcheggio riducono traffico e smog? proviene da SicurAUTO.it.

Toyota investe 15 milioni nei software per l’aggiornamento delle auto

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota sceglie di puntare dritto verso l’auto connessa. Il colosso giapponese mette le mani su Airbiquity e scommette ben 15 milioni di euro sul progetto. Allo studio c’è la nuova piattaforma telematica chiamata a guidare i progressi delle case automobilistiche nel settore della mobilità 2.0. La struttura cloud messa a punto da Airbiquity assicurerà a Toyota un ruolo di capofila nel settore. Secondo importanti analisti il mercato della tecnologia avanzata dei sistemi di assistenza alla guida potrebbe raggiungere la cifra record di 35 miliardi di dollari entro il 2021. Vediamo perché in Toyota ci hanno visto lungo.

AUTO CONNESSA

Nel lontano 1997 nasceva il colosso tech Airbiquity. Da allora molte cose sono cambiate ed il settore automotive si trova alle prese con sfide sempre nuove, Dalla sua costituzione l’azienda con sede a Seattle non ha fatto altro che attirare l’attenzione degli investitori compresa quella di Toyota. Airbiquity ha annunciato che il brand giapponese ha messo sul piatto un’offerta da ben 15 milioni di dollari. Nell’operazione è coinvolta anche Denso Corporation un produttore di componenti automotive già parzialmente di proprietà di Toyota. Dal canto suo Airbiquity ha sviluppato la tecnologia telematica automobilistica per oltre due decenni. Attualmente al centro delle sue operazioni si trova il sistema Choreo, una una piattaforma connessa basata su cloud, e OTAmatic, software che consente alle case automobilistiche di aggiornare continuamente la tecnologia del software in-car comodamente da remoto.

STRATEGIA DIGITALE

Con un team di sole 70 persone Airbiquity supporta oltre 8 milioni di veicoli costruiti da diverse case automobilistiche e circolanti in più di 60 paesi nel mondo. Ad oggi i finanziamenti raccolti dal progetto ammontano ad oltre 80 milioni di dollari. “Siamo lieti di ricevere investimenti da tre delle aziende di maggior successo nel settore automobilistico”, ha detto in una dichiarazione Kamyar Moinzadeh, CEO di Airbiquity, il quale ha aggiunto: “Questo è un momento entusiasmante per la nostra azienda e non vediamo l’ora di lavorare con i nostri nuovi partner strategici per ottimizzare e sfruttare OTAmatic per la prossima generazione di veicoli connessi”. Insomma gli investimenti nel campo dell’auto a guida autonoma e delle tecnologie correlata potrebbero contribuire a rafforzare la presenza commerciale di Airbiquity (Leggi tutti i dettagli sulla Toyota Corolla 2019).

LA PROSPETTIVA

Dal canto suo Toyota si trova ad investire, come tutti i costruttori, crescenti risorse nei veicoli autonomi e connessi. Secondo uno studio svolto da McKinsey, il mercato della tecnologia nel campo dei sistemi di assistenza alla guida potrebbe raggiungere la cifra record di 35 miliardi di dollari entro il 2021 (Leggi le novità Toyota al Salone di Ginevra 2019). Il software software OTA promette di essere ideale per la gestione delle flotte e dei programmi di infotainment. Il sistema OTAmatic è al centro degli interessi dei principali produttori e fornitori automobilistici perché promette di semplificare la relazione tra casa madre e vettura una volta che questa lascia il sito di produzione.

L'articolo Toyota investe 15 milioni nei software per l’aggiornamento delle auto proviene da SicurAUTO.it.

FCA, 900 mila auto sono oltre i limiti EPA. Il richiamo negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si parla di emissioni ai costruttori di auto si drizzano i capelli. Questa volta tocca ad Fca che si trova costretta a richiamare circa 900.000 auto per colpa di un superamento dei limiti previsti dalla normativa Usa sulle vetture benzina. Il colosso dell’auto ci ha tenuto a precisare che non è stata elevata, dalle autorità americane, alcuna multa a suo carico ma che si prenderà cura dei modelli coinvolti. Da canto suo l’Autorità ambientale americana EPA ha fatto sapere che procede nelle indagini perché convinta che la lista di modelli non conformi non sia ancora completa. Fca si trova di nuovo nell’occhio del ciclone dopo che lo scorso gennaio era emersa una problematica simile su alcuni modelli diesel. Vediamo i dettagli delle indagini.

EMISSIONI BENZINA

Fiat Chrysler Automobiles ha fatto sapere che procederà al richiamo di ben 862.520 veicoli a benzina negli Stati Uniti. Si tratta di auto che non soddisfano gli standard in materia di emissioni previsti dalla normativa vigente negli Stati Uniti. Il richiamo è stato motivato dagli esiti negativi delle indagini sulle emissioni svolte dall’EPA (Environmental Protection Agency). L’Agenzia americana per la tutela ambientale EPA, ha comunque affermato che continuerà a indagare su altri veicoli prodotti da Fiat Chrysler perché questi sono potenzialmente non conformi alla normativa vigente. Insomma una bella grana per Fca che già fa i conti con i numeri impressionati di questa campagna di richiamo il cui bilancio, come anticipato dalle autorità Usa, potrebbe anche aggravarsi aprendo la strada a richiami futuri (Leggi le novità FCA al Salone di Ginevra 2019).

I MODELLI

Al momento il richiamo include diversi modelli a marchio Fca; si parte dai Dodge Journey prodotti dal 2011 al 2016, si passa alle Chrysler 200 e Dodge Avenger datati 2011 e si prosegue con i Dodge Caliber prodotti dal 2011 al 2012. Richiamo anche per Jeep i SUV Compass e Patriot usciti dalle linee di produzione tra il 2011 ed il 2016. Fiat Chrysler ha voluto precisare che il richiamo disposto dall’EPA non ha implicazioni in termini di sicurezza e non sono state emesse a suo carico multe per la violazione. Pare che il problema sia stato scoperto dalla stessa Fca durante test di routine sulle emissioni. Il problema è stato poi segnalato dal brand all’agenzia. Da Fca si è fatto sapere che sono stati contattati, già a partire dal mese scorso, i proprietari dei mezzi interessati per informarli delle riparazioni necessarie, che saranno effettuate gratuitamente (Leggi le novità Jeep al Salone di Ginevra 2019). L’EPA ha dato merito ad Fca di aver tenuto una condotta cristallina sul caso.

IL PIANO

Nel frattempo i proprietari delle auto coinvolte potranno continuare a guidare i loro veicoli. Del resto il gran numero di mezzi coinvolti impone l’acquisto di componenti di ricambio sufficienti; nel dettaglio si parla del convertitore catalitico del veicolo. Perciò questo richiamo verrà implementato in più fasi durante tutto il 2019. Insomma una nuova grana per Fca che a gennaio ha patteggiato negli Usa una multa da 800 milioni di dollari. In quel caso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e lo Stato della California avevano imputato ad Fca l’uso di software illegali per falsare le emissioni dei diesel Ram e Jeep.

L'articolo FCA, 900 mila auto sono oltre i limiti EPA. Il richiamo negli USA proviene da SicurAUTO.it.

Huawei Matebook 13 in vendita in Italia a partire da 999€

di Alexandre Milli

Annunciato lo scorso gennaio, il nuovo Huawei Matebook 13 è da oggi disponibile all’acquisto in Italia a partire da 999 €. Trovate il link per comprarlo in fondo all’articolo. Huawei Matebook 13 da 999€ Huawei, azienda leader nel settore della tecnologia, annuncia l’arrivo in Italia di Huawei Matebook 13. L’ultimo notebook – presentato a Barcellona lo scorso […]

Puoi leggere l'articolo Huawei Matebook 13 in vendita in Italia a partire da 999€ in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Capote in tela: tecnologia e sicurezza dietro un tetto in tessuto

di Redazione

Si fa presto a dire spider. Prima, in effetti, su una cabriolet si aggiungeva una semplicissima copertura in tessuto impermeabile e, in caso di pioggia, il riparo era servito. Oggi le cose sono completamente diverse. Anche su un’auto che nasce per essere guidata aperta, la capote in tela deve soddisfare numerosi requisiti di comfort, isolamento acustico, sicurezza, aerodinamica, durata e, non ultimo, design.

TUTTI I PROBLEMI DELLA MANCANZA DI UN TETTO

Bella, la macchina aperta. Ma per i progettisti una spider presenta sempre una serie di problemi in più da risolvere. Prima di tutto, una spider ha minor rigidità torsionale. Perché la scocca non si chiude nella parte alta e tende a flettersi. Per ovviare a questo problema, che compromette in maniera rilevante handling e piacere di guida, si tende a inserire rinforzi strutturali nella zona dietro ai sedili. Ma questo comporta un aumento del peso. E il peso, si sa, è nemico delle prestazioni.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL TETTO RIGIDO

In un passato recente, proprio per ovviare almeno in parte alla questione della rigidità torsionale, le Case hanno proposto una serie di cabrio con tetto rigido a scomparsa. Dalla Mercedes SLK in avanti, sono stati parecchi i modelli con questa tecnologia. Chiudendo in maniera più indeformabile la struttura della vettura tra parabrezza e montanti posteriori, il tetto rigido garantisce una maggiore resistenza alla torsione. A questo, con la capote rigida si aggiunge un maggior comfort acustico, perché si riducono turbolenze e fruscii e si aumenta l’insonorizzazione. Allo stesso tempo, però, si aumentano gli ingombri al posteriore quando si vuole viaggiare aperti.

IL RITORNO DELLA TELA

Le ultime tendenze, spinte forse anche da logiche di marketing, hanno visto un ritorno delle capote in tela. Che intanto, in questi anni, hanno compiuto numerosi progressi. Quelli più evidenti riguardano il materiale con cui sono realizzate. Ultimamente si vedono capote multistrato che sovrappongono vari tessuti e vari materiali per unire in un solo elemento diverse qualità. Lo strato esterno, ad esempio, tende ad essere più robusto e rigido, in modo da garantire una forma più regolare a tutto vantaggio della penetrazione aerodinamica e della riduzione dei fruscii. Al di sotto di questo, scendendo verso l’abitacolo, si trovano invece tessuti fonoassorbenti che lavorano sull’attenuazione del rumore grazie all’adozione di strutture “a spugna”. Questa combinazione permette di viaggiare a capote chiusa con valori di comfort acustico molto vicini a quelli di una versione “chiusa” dello stesso modello.

UNA SICUREZZA CON IL BOTTO

La presenza della tela sopra la testa degli occupanti impone poi numerosi accorgimenti per non compromettere la sicurezza dell’auto, soprattutto in caso di ribaltamento. Le due soluzioni più diffuse riguardano il rinforzo dei montanti anteriori, quelli ai lati del parabrezza, e la presenza di roll bar posteriori. I primi sono semplicemente più resistenti e non flettono neanche se, a contatto con il terreno, sono schiacciati dal peso della stessa auto. I secondi, che sono spesso affogati all’interno del corpo vettura, fuoriescono grazie all’esplosione di piccole cariche pirotecniche nel momento in cui i sensori dedicati rilevano un sollevamento e un inizio di rotazione della vettura. Così gli occupanti hanno una protezione integrale che permette loro di non entrare a contatto con il terreno. Per valutare quanto questi rinforzi sono realmente efficaci, l’ADAC svolge dei crash test dedicati alle cabrio nelle prove di cappottamento.

L’INNOVATIVA CAPOTE DELLA NUOVA 911

Tra le capote più innovative sul mercato, c’è quella della recentissima Porsche 911 Cabrio, che in un certo senso può essere definita una copertura ibrida. Il tetto della 911 Cabrio è a tutti gli effetti in tela, ma sotto il tessuto presenta quattro sezioni rigide in magnesio che, quando la capote è chiusa, si dispongono una attaccata all’altra. Questa struttura permette all’auto di combinare la bellezza retrò della tela con una sagoma del tetto molto simile a quella di una copertura rigida e quasi indeformabile. Con tutti i vantaggi in termini di aerodinamica (la curva del tetto è molto simile a quella della coupé, con cui la Cabrio condivide anche il Cx di 0,29). Questa tecnica ha permesso di dotare la nuova 911 anche di un lunotto rigido in vetro, a tutto vantaggio della visibilità posteriore, e, allo stesso tempo, di ridurre gli ingombri della capote, che una volta ripiegata è alta 23 centimetri e lunga 55 (grazie anche al fatto che il tessuto non è fissato ai pannelli sottostanti).

IL ROLL BAR SALVA GLI OCCUPANTI E IRRIGIDISCE LA SCOCCA

Al di sotto della capote della nuova 911 Cabrio, che grazie al peso contenuto può essere ripiegata a scomparsa all’interno dell’apposito vano in soli 12”, anche in movimento, a velocità inferiori ai 50 km/h, l’auto presenta due roll bar a molla che vengono liberati da una piccola carica esplosiva quando si avverte il rischio di ribaltamento. Se al momento dell’estrusione degli stessi la capote è chiusa, delle punte metalliche in tungsteno si allungano verso il lunotto per evitare che questo contrasti la fuoriuscita delle protezioni. Intelligentemente, questi roll bar sono studiati in modo da incrementare la rigidità torsionale della scocca quando normalmente alloggiati all’interno del corpo vettura.

L'articolo Capote in tela: tecnologia e sicurezza dietro un tetto in tessuto proviene da SicurAUTO.it.

Nokian presenta le WR Snowproof: le gomme invernali in arrivo nel 2019

di Donato D'Ambrosi

La primavera è ormai alle porte, ma Nokian anticipa i tempi presentando le nuove gomme invernali WR Snowproof per il prossimo inverno. Avranno prestazioni equilibrate per adattarsi alle mutevoli condizioni dell’asfalto freddo: le anticipazioni di Nokian sugli pneumatici invernali WR Snowproof, rivelano 55 misure diverse disponibili dall’autunno 2019. Premesse in linea con le recenti Nokian Powerproof e Wetproof che abbiamo provato qui.

L’INDAGINE NOKIAN IN EUROPA

Gli pneumatici Nokian WR Snowproof sono fatti secondo le preferenze dei consumatori europei – dice Nokian – e offrono un’aderenza ottimale in condizioni di guida variegate: dalle velocità cittadine a quelle autostradali. Secondo un sondaggio commissionato dal Costruttore di pneumatici, il 60% degli automobilisti del Centro Europa ritiene che le gomme invernali siano lo strumento di sicurezza più importante in inverno. Quasi il 70% degli intervistati ritiene che l’aderenza e la maneggevolezza delle gomme sia fondamentale. Mentre la sicurezza è tra i primi 3 fattori rilevanti nelle condizioni di guida più impegnative.

EQUILIBRIO DI PRESTAZIONI DALLA PIOGGIA ALLA NEVE

Sicurezza aderenza delle nuove Nokian WR Snowproof si basano sul pilastro Alpine Sense Grip e sulla mescola Alpine Grip. Battistrada e mescola si combinano in modo da rendere lo pneumatico euiqlibrato in situazioni di guida mutevoli, maneggevole nei repentini cambi di traiettoria e con una bassa resistenza al rotolamento, scopri in questo video perché è importante. “Il nostro concept Alpine Sense Grip permette allo pneumatico invernale di adattarsi alle variazioni del meteo, – spiega MarkoRantonen, Product Development Manager di Nokian Tyres – garantendo il grip tanto necessario per le situazioni più estreme di guida anche prima che i sistemi di sicurezza elettronica si attivino”.

50 NUOVE MISURE DA 14 A 20 POLLICI

Con gli pneumatici Nokian WR Snowproof, la gamma attuale di 150 misure di pneumatici invernali si allargherà con ulteriori 50 misure a partire dall’autunno 2019. Le gomme WR Snowproof infatti affiancheranno le Nokian WR D4 e Nokian WR A4, nelle dimensioni da 14 a 20 pollici declinate nei codici di velocità Q (160 km/h), T (190 km/h), H (210 km/h), V (240 km/h) e W (270 km/h).

L'articolo Nokian presenta le WR Snowproof: le gomme invernali in arrivo nel 2019 proviene da SicurAUTO.it.

Infiniti dà addio all’Europa: le auto che produrrà fino al 2020

di Redazione

Infiniti, il marchio premium di Nissan, ha deciso di ritirarsi dal mercato europeo entro il 2020. Scelta difficile per una Casa che nel 2008 è entrata in Europa con l’intenzione di farsi strada tra i marchi più blasonati come: Bmw, Audi e Mercedes. Il piano di riorganizzazione, annunciato in questi giorni dalla Casa giapponese, però, non lascia dubbi sul futuro del brand: Infiniti investirà la maggior parte delle proprie risorse in Cina e negli Stati Uniti, due mercati in cui le vendite non hanno subito rallentamenti. Secondo la Jato Dynamics, società che fornisce analisi e ricerche di mercato nel settore automotive, le vendite di Infiniti sui mercati del Vecchio Continente sono invece dimezzate dal 2017 e il 2018, passando da 12.408 a 6.246 unità.

UNA GAMMA ARTICOLATA

Eppure l’attuale offerta, che resterà a listino fino al momento dell’addio, è varia. Va dalle stradali Q30, Q50, Q60 e Q70, rispettivamente una compatta, una media, una coupé e un’ammiraglia, ai SUV QX30 e QX70, il primo con una lunghezza di 4,43 metri, il secondo di 4,87. A queste si aggiungerà presto anche la nuova “media” a baricentro rialzato: la QX50, attesa nel corso dell’anno. Ma in un mercato sempre più affollato, la Casa ha fatto difficoltà a trovare il giusto spazio, schiacciata anche da nuovi player di prestigio che hanno altrettanto ampliato i modelli in vendita. Viene da pensare ad esempio a Porsche o Jaguar, che hanno spinto forte tra i SUV.

NUOVI MODELLI PER USA E CINA

Il piano di riorganizzazione di Infiniti inizierà a metà di quest’anno, quando nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, verrà interrotta la produzione delle due compatte: Infiniti Q30 e QX30. A questo, nel 2020, si aggiungerà lo stop nell’importazione in Europa della berlina media Q50, della coupé Q60, della berlina grande Q70 e del SUV QX70. Infiniti userà questi due anni, 2019 e 2020, per distaccarsi completamente dal mercato europeo e per riorganizzare le forze per una strategia mirata sul mercato americano, con nuovi SUV attesi per il 2021, e sul mercato cinese, con cinque nuovi modelli nei prossimi cinque anni. Infiniti cambierà anche strategia a livello di alimentazioni, stoppando la vendita entro il 2021 del diesel e spostando l’attenzione sull’elettrificazione, come dimostra il prototipo QX Inspiration.

IL FUTURO SARÀ ELETTRICO

Al Salone di Detroit di inizio 2019, Infiniti ha presentato la concept QX Inspiration, SUV elettrico e futuristico che anticipa il pensiero e lo stile dei prossimi modelli della Casa giapponese. Progettato su una nuova piattaforma completamente dedicata ai nuovi modelli elettrificati, la QX Inspiration è spinta da due motori elettrici posizionati uno per asse. Cambia anche il design, che grazie all’assenza del motore termico permette di diminuire gli sbalzi e accorciare il cofano. Anche negli interni troviamo un’impronta futuristica, con gli schermi del sistema multimediale che si posizionano lungo tutta la plancia centrale e con il volante, a metà tra la cloche di un aereo e il volante di una F1. A questo si aggiungono materiali di pregio e diversi colori di illuminazione interna ispirati alla primavera giapponese. La QX Inspiration potrebbe sbarcare sul mercato USA tra il 2021 e il 2022.

L'articolo Infiniti dà addio all’Europa: le auto che produrrà fino al 2020 proviene da SicurAUTO.it.

Huawei Matebook 13 disponibile in Italia dal 14 marzo

di Francesco Ciannamea

L’azienda cinese annuncia l’arrivo in Italia di Huawei Matebook 13 disponibile a partire dal 14 marzo. L’ultimo notebook presentato a Barcellona lo scorso mese, in occasione del Mobile World Congress 2019.

Continua a leggere Huawei Matebook 13 disponibile in Italia dal 14 marzo su Smartiani.com

Auto e Cybersecurity: 5 minacce che si stanno diffondendo in Europa

di Donato D'Ambrosi

Le auto connesse si stanno diffondendo sempre di più anche in Europa ma il vantaggio della connettività nell’uso e nella manutenzione espone il fianco ai rischi della Cybersecurity. Se ne sente parlare spesso in giro, ma poi chi c’è dietro questi attacchi informatici è complicato saperlo. Negli ultimi anni però anche in Europa si sono moltiplicate le minacce e gli attacchi soprattutto nel settore automotive. Secondo il rapporto di una delle maggiori società esperte in Sicurezza informatica, le minacce alla Cybersecurity dell’automotive provengono per lo più da Cina, Corea del Nord e Vietnam. Vediamo nel dettaglio di quali minacce si tratta e cosa sperano di ottenere gli hacker attaccando i sistemi informatici dei Costruttori auto.

CONCORRENZA SLEALE

E’ il motivo principale per cui spesso avvengono attacchi “State Sponsored” come li definisce FireEye, cioè attacchi mirati a sottrarre informazioni sensibili nel settore industriale. Il motivo – come spiega l’azienda – è dettato dalla necessità di concorrere in maniera aggressiva su un mercato che richiede soluzioni tecnologiche sempre nuove. Cina, Corea del Nord e gruppi riconducibili al Vietnam sarebbero i maggiori attori di spionaggio industriale con l’obiettivo di rubare dati sulle attività di ricerca delle aziende, e dettagli sullo sviluppo di tecnologie e sulla proprietà intellettuale da convertire in un vantaggio economico.

VEICOLI AUTONOMI AD USO MILITARE

Spesso si pensa che le forze armate degli Stati abbiano risorse smisurate per lo sviluppo di applicazioni non ad uso civile da destinare alla difesa o all’attacco. E’ vero, e per questo motivo i Costruttori che svolgono test di guida autonoma sono sorvegliati speciali. Se questo non basta si passa al cyber spionaggio contro l’industria automotive per carpire gli sviluppi raggiunti dal settore. In altri ambiti non si può escludere che gli attacchi siano anche finalizzati ad appropriarsi di tecnologie fondamentali per le auto connesse, la guida autonoma e l’intelligenza artificiale.

STABILIMENTI PRODUTTIVI CONGELATI

Quando si parla di attacchi all’industria auto si è portati a pensare agli hacker che entrano nelle auto senza forzare le porte, e invece sembrerebbe che anche gli stabilimenti produttivi siano punti sensibili. “Sono state prese di mira anche le imprese più piccole,che fanno parte della catena di approvvigionamento dei grandi produttori,  – spiega FireEye – in quanto sono spesso percepite dagli attaccanti come un bersaglio più facile”. L’attacco informatico in questo caso avrebbe lo scopo di rubare dati critici o compromettere l’attività produttiva.

AUTO CONNESSE PIU’ COLPITE

E con le auto connesse arriviamo ad una delle minacce informatiche più preoccupanti e conosciute anche dai consumatori. Il rischio che un hacker prenda il controllo dell’auto a distanza, infatti, potrebbe non avere il solo scopo di sottrarre l’auto per rubarla, ma anche per provocare danni. In pratica usare un’auto come un’arma mentre il conducente è a bordo. Ecco perché sono nati i Proof-Of-Concept, cioè strumenti in grado di verificare ed evidenziare le falle nei sistemi Keyless – l’apertura senza chiavi – di cui molte auto sono dotate.

LA GUIDA AUTONOMA ANCORA COMPLESSA Possono sembrare simili alle auto connesse, ma in realtà gli attacchi informatici alle auto a guida autonoma, comportano un rischio ancora basso secondo gli esperti di Cybersecurity. Il motivo principale è che l’attività industriale attorno alle auto driverless è ancora debole e limitata alla ricerca. Ma non per questo da sottovalutare: ad oggi infatti le minacce sarebbero riuscite ad invalidare sistemi di riconoscimento della segnaletica stradale e altri sensori. Ma è prevista un’intensificazione degli attacchi proporzionale al lancio sul mercato delle prime auto a guida autonoma. Il motivo è semplice e segue gli stessi criteri dello spionaggio industriale.

COMPUTER E SMARTPHONE A RISCHIO

L’attacco più frequente e che ha colpito già una miriade di aziende negli ultimi mesi è il l’attacco ransomware – un malware che inibisce gli accessi all’utente sul dispositivo infettato. Lo scopo in questo caso è chiedere un riscatto monetario per poter riprendere possesso del sistema. E non pensate che smartphone e pc personali siano i soli colpiti, poiché l’attacco più epidemico recente  – noto come ransomwareWannaCry – avvenuto nell’estate 2017 ha messo ko tutti i sistemi basati su sistema operativo Windows. Immaginate solo per un istante di essere a bordo di un’auto che non ha neppure volante e pedali. Come vi sentireste?

L'articolo Auto e Cybersecurity: 5 minacce che si stanno diffondendo in Europa proviene da SicurAUTO.it.

Huawei Nova 4e Ufficiale: Kirin 710, tripla fotocamera e batteria da 3.340 mAh

di Andrea Genovese

Huawei Nova 4e è stato ufficialmente presentato durante un evento tenutosi in Cina, introducendo un nuovo smartphone di fascia media nel mercato asiatico.

(...)
Continua a leggere Huawei Nova 4e Ufficiale: Kirin 710, tripla fotocamera e batteria da 3.340 mAh su Androidiani.Com

© andreagenovese for Androidiani.com, 2019. | Permalink |
Qui trovi la classifica del miglior smartphone android
Tags del post: ,

❌