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Mercato auto a +6,7%: i modelli più venduti a ottobre 2019 in Italia

di Donato D'Ambrosi

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Il mercato auto in Italia si risolleva con quasi 157 mila immatricolazioni e +6,7% di volumi rispetto all’ottobre negativo del 2018. Sono i dati pubblicati da Anfia che raccontano una contrazione continua del diesel ma una crescita nelle vendite di auto a benzina, ibride elettriche, GPL e a metano. Tra le auto più vendute in Italia ad ottobre 2019 i SUV piccoli svettano, assieme ai modelli di auto sportive. Ecco tra le 10 auto più vendute ad ottobre 2019.

AUTO DIESEL, BENZINA, GPL, METANO ED ELETTRIFICATE

Le auto diesel vendute ad ottobre in Italia perdono il -13,5%, scendendo a quota 35,5%. Al contrario, le auto a benzina sono aumentate del +17% e rappresentano il 46% del mercato. Le autovetture ad alimentazione alternativa, questo mese, raggiungono una quota del +18,4%, confermando il trend degli ultimi mesi. Le auto GPL crescono sia a ottobre, +2%, sia nei 10 mesi 2019 (+9%) come per le autovetture a metano, quadruplicate nel mese, ma in calo del -9% nel cumulato. Le autovetture ibride tradizionali salgono al +43% come le auto elettriche (+62%) e le ibride Plug-in (+48%). Risultati agevolati anche dagli ecoincentivi sull’acquisto di auto elettriche in Italia.

AUTO SPORTIVE E SUV I MODELLI PREFERITI IN ITALIA

In calo del 6% le immatricolazioni delle citycar (motivo che ha spinto Fiat a programmare un futuro senza Panda e 500). Diminuiscono del 3% anche le utilitarie, di cui il modello più venduto è Lancia Ypsilon. Le autovetture medie crescono del 4%, meno però dei SUV. I SUV di tutte le dimensioni (il 15% delle immatricolazioni è del Gruppo FCA) conquistano il 42% del mercato, soprattutto grazie alla buona performance dei SUV piccoli (+30% – il più venduto Fiat 500X). La variazione è lievemente positiva anche per le immatricolazioni di monovolume (il più venduto è Fiat 500L), che, a ottobre, segna +0,5%. Le auto sportive, crescono più di tutte, +69% rispetto allo stesso mese del 2018.

LE 10 AUTO PIU’ VENDUTE AD OTTOBRE 2019

Tra i numeri delle auto più vendute in Italia ad ottobre 2019, le immatricolazioni a marchio Fiat non passano inosservate, nonostante la testa dei 10 modelli più venduti sia del Gruppo FCA. In testa alla classifica c’è immancabilmente la Fiat Panda che dall’estremo opposto vede la Fiat 500, in ultima posizione. Numeri su cui Fiat – Chrysler sta programmando gli obiettivi in Europa al fianco di PSA. Ad ottobre 2019 hanno venduto più auto Fiat (oltre 21 mila), Volkswagen (16.980) e Ford (quasi 11 mila) al di sopra delle 10 mila unità; clicca sull’immagine qui sopra per vederla a tutta larghezza. Qui sotto invece ecco i 10 modelli più venduti in Italia ad ottobre 2019.

– FIAT PANDA 10.752
– LANCIA YPSILON 4.846
– FIAT 500X 3.448
– VOLKSWAGEN T-CROSS 3.353
– CITROEN C3 3.296
– VOLKSWAGEN T-ROC 3.294
– RENAULT CAPTUR 3.072
– DACIA DUSTER 3.070
– FORD FIESTA 3.023
– FIAT 500 2.983

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Il mercato auto si risveglia: +13%, ma diesel sempre più giù

di Donato D'Ambrosi

Tra le 10 auto più vendute a settembre in Italia, non si stravolgono le posizioni, ma il numero di immatricolazioni manifesta una crescita del 13,4%. Uno stato di salute che secondo Federauto (Federazione dei concessionari auto) può illudere sul reale andamento del mercato auto. Quel che è certo è che le vendite di auto a settembre sono guidate dai veicoli a benzina, con una quota importante di auto a GPL. Ecco come sta realmente il mercato auto in Italia dopo l’estate.

PERCHE’ IL MERCATO AUTO NON VA COME SEMBRA

Una crescita del mercato a +13,4% farebbe pensare a una positiva ripresa del settore auto, invece bisogna ricordare che il trend è rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Settembre 2018, infatti – come ricorda Federauto – è stato un periodo di magra in cui i Concessionari hanno pagato la corsa alle immatricolazioni di agosto. Ad agosto 2018, infatti, per evitare l’effetto dell’omologazione WLTP dal  1 settembre 2018, molti concessionari hanno anticipato le immatricolazioni. Chiaramente poi il settembre seguente è stato abbastanza sfavorevole. Da qui nasce una crescita così pronunciata che però vede ancora ingiustificatamente le auto diesel inesorabilmente in calo. Nonostante siano più pulite di molte benzina autorizzate a circolare.

LE AUTO PIU’ VENDUTE A SETTEMBRE PER ALIMENTAZIONE

Per un’idea più chiara delle auto più vendute in Italia a settembre bisogna dare uno sguardo ai numeri per alimentazione. Dai dati ANFIA (Associazione filiera industria auto), le vendite di auto a benzina crescono del 30% e rappresentando il 45% del mercato a settembre. Di contro il numero di auto a gasolio immatricolate è sceso del -13%, tornando a volumi bassi del 2001 (36,4%). Fanno meglio invece le auto a GPL (+50% con l’8% in quota mercato), Metano (2,5% quota di mercato), ibride (+37%) ed elettriche (+147%). Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza le vendite per Marca.

I 10 MODELLI PIU’ VENDUTI A SETTEMBRE 2019

Delle 142.136 auto immatricolate a settembre 2019, il 60,4% è stato acquistato da privati e il 18,1% agli autonoleggi. Le concessionarie invece si sono intestate il 16,5% delle vendite delle auto a km 0. Ecco quali sono le 10 auto più vedute a settembre 2019.

1.FIAT PANDA (9.129)
2.LANCIA YPSILON (4.156)
3.VOLKSWAGEN T-CROSS (3.559)
4.JEEP RENEGADE (3.276)
5.FIAT 500X (3.203)
6.FIAT 500 (3.100)
7.CITROEN C3 (2.976)
8.VOLKSWAGEN T-ROC (2.790)
9.FORD ECOSPORT (2.522)
10.FORD FIESTA (2.478)

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Samsung Galaxy Fold non arriverà mai in Italia

di Niccolò Proietti Savina

Il ritorno di Galaxy Fold è stato annunciato quest’oggi durante IFA 2019, ma Samsung ha confermato ufficialmente che il device non arriverà mai in Italia.

(...)
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© niccoloproietti for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Incidenti stradali 2018: – 1,6% di morti ma crescono in autostrada

di Donato D'Ambrosi

I dati degli incidenti stradali in Italia per l’anno 2018 diffusi da ACI raccontano una riduzione di incidenti e vittime promettente. Ma anche un aumento delle morti in autostrada e tra giovani e anziani. Un trend che tra il 2018 e il 2019 ha invertito il segno: secondo i dati anticipati dalla Polizia infatti le vittime sono in aumento del +7%. Anche se si tratta di dati parziali, quelli del 2019, mostrano chiaramente come il bilancio delle vittime e degli incidenti stradali in Italia sia fortemente fluttuante e mutevole. Vediamo nel 2018 cosa è cambiato per età delle vittime, utenti della strada e luogo dove avvengono gli incidenti.

CHI E’ STATO COINVOLTO DI PIU’ NEGLI INCIDENTI NEL 2018

Secondo il rapporto ACI-ISTAT, nel 2018 il 50% delle vittime stradali sono ancora gli utenti deboli, tra cui soprattutto gli anziani tra 70 e 74 anni (+22% rispetto al 2017. Più a rischio sulle strade però anche i giovani tra 15 e 24 anni (413 morti: 12,4% del totale). Gli uomini che hanno perso la vita in incidenti stradali sono tra 40-44 (200 morti), 20-24 (197) e 55-59anni (194). Le donne invece maggiormente coinvolte sono tra 70 e 84 anni (179). Nel 2018 sono state registrate 9 vittime in meno tra 0 e 14 anni (34 rispetto ai 43 del 2018). Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti nel 2018, è maggiore il numero di vittime tra i 40 e i 49 anni (21%), tra i giovani da 20 a 29 anni (19%) e gli anziani (8% con età 70 anni e più).

DOVE SONO AVVENUTI PIU’ INCIDENTI

Nel 2018 è diminuito il numero di incidenti in città (126.701; -2,9%) e sulle autostrade (9.372; -0,2%), mentre è aumentato sulle strade extraurbane (36.271; +3,4%). In città e in autostrada sono diminuiti anche i feriti (169.573 e 15.440 rispetto a 174.612 e 15.844 del 2017, pari a -2,9 e -2,5%). Ma il trend è inverso se si considerano i morti registrati: sono cresciuti (+10,5%) sulle autostrade (incluse le vittime di Genova del crollo del Ponte Morandi) e sono diminuite nei centri abitati (-4,4%) e sulle strade extraurbane (-1,2%).

LE CAUSE MAGGIORI DEGLI INCIDENTI IN CITTA’, AUTOSTRADE ED EXTRAURBANE

Cambiano i numeri rispetto agli anni passati ma non le cause che provocano incidenti e vittime in Italia. Anche nel 2018, le prime tre cause di incidente sono la distrazione, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e l’eccesso di velocità. Tra le altre cause più rilevanti sono numericamente maggiori la mancata distanza di sicurezza (20.443, 9,2%) e le manovre irregolari (15.192, 6,9%). Meno numerose ma non meno determinanti sono scorrettezze verso il pedone (7.243, 3,3%) o del pedone (7.021, 3,2%), buche o ostacoli accidentali (6.753, 3,1%). In città le prime cause di incidente sono il mancato rispetto della precedenza o semafori (17%) e la guida distratta (14,9%). Sulle strade extraurbane invece nel 2018 la guida distratta o indecisa (20,1%), la velocità troppo elevata (14%) e la mancata distanza di sicurezza (13,8%) sono state le cause più rilevanti di incidenti stradali registrati.

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Le 10 auto elettriche più cercate dagli italiani sul web nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Tra i carburanti preferiti dagli italiani, il diesel è di gran lunga in vantaggio rispetto a benzina e carburanti alternativi, ma da gennaio 2019 è esplosa la ricerca delle auto elettriche online. Lo rivela un’indagine sulle ricerche degli utenti online in fatto di carburanti che stila anche la classifica delle 10 auto elettriche più cercate su internet. Sarà sorprendente scoprire come l’auto più venduta non è quella più desiderata e che quelle più esclusive ma meno alla portata di tutti accendono più interesse.

A GENNAIO 2019 90 MILA RICERCHE ELETTRICHE

Il numero di ricerche medie mensili di auto elettriche e ibride online è molto inferiore rispetto ai carburanti più diffusi. Lo rivela l’indagine SEMrush che pone il diesel e biodiesel in testa ai carburanti più cercati dagli italiani (ma anche in Spagna, Francia, Giappone e Svezia) con un criterio basato su 11 chiavi di ricerca. Il fatto che a gennaio 2019 ci sia stato un picco di 90 mila ricerche sulle auto elettriche è un segnale che l’approccio degli utenti verso la mobilità alternativa sta cambiando. E’ anche per questo che abbiamo realizzato la prima indagine in Italia sui costi reali di manutenzione delle 10 auto elettriche e ibride più vendute in Europa.

LE 10 AUTO ELETTRICHE PIU’ CERCATE DAGLI ITALIANI

Nonostante i numeri di vendite siano ancora marginali e iniqui rispetto alle quote di benzina e diesel, gli italiani sono sempre più interessati alle auto elettriche e ibride. Complice forse anche il bonus di incentivi statali fino al 2021, ecco quali sono le 10 auto elettriche più cercate dagli italiani:

1.Hyundai Kona EV
2.Tesla Model 3
3.BMW i8
4.Tesla Model S
5.BMW i3
6.Tesla Model X
7.Renault ZOE
8.Nissan Leaf
9.Hyundai Ioniq EV
10.Tesla Roadster

IL DIESEL PERDE VENDITE SOLO SUL NUOVO

Non è una novità se le ricerche online sulle auto diesel hanno tenuto banco negli ultimi anni, con una media di quasi 50 mila clic al mese negli ultimi 3 anni. Le auto a benzina, nonostante stiano ribaltando le quote delle immatricolazioni di auto rispetto alle diesel, sono solo al terzo posto. Con una media di poco superiore a 11 mila ricerche al mese, negli ultimi 3 anni, la parola benzina è anche quella più diffusa e universale. E’ infatti del +81,7% la crescita dei volumi di ricerca negli ultimi 3 anni. Il picco massimo di ricerche relative ai carburanti fossili è attribuibile al periodo di ottobre 2018, quando l’Europa ha imposto le nuove etichette carburanti.

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L’auto più cercata sul web è italiana: 6 su 10 hanno gli ADAS

di Antonio Elia Migliozzi

Il mercato dell’auto in Italia non gode di buona salute. A pesare sugli acquisti di auto c’è la grande incertezza che circola tra gli automobilisti frastornati da ecobonus e ecotassa ed incerti sul futuro dei motori tradizionali. Una ricerca conferma la crescente attenzione degli italiani per SUV e crossover ma anche il desiderio di fare scelte sempre più green. Su internet le ricerche di auto ibride rappresentano il 9,2% del totale mentre quelle di auto elettriche il 7,8%. Attenzione anche alla sicurezza con l’incremento delle configurazioni che riguardano le vetture fornite di sistemi di assistenza attiva alla guida. Eppure quando si tratta di mettere mano al portafoglio i consumatori si confermano decisamente prudenti mettendo da parte l’interesse per i SUV, l’ambiente e anche la sicurezza. Ecco allora confermato il successo della Fiat Panda che tiene saldamente il comando delle classifiche di configurazione e vendita. Vediamo tutti i dettagli di questa interessante ricerca.

MERCATO INCERTO

Il primo semestre del 2019 conferma una grande incertezza per quanto riguarda il mercato dell’auto in Italia. Il calo delle vendite si lega a molti fattori che vanno dalla confusione su ecotassa ed ecobonus fino al blocco dei diesel. DriveK conferma con un’indagine la grande concretezza degli italiani alle prese con la scelta dell’auto nuova. Quando si tratta di cercare la prossima automobile i consumatori puntano a vetture che conoscono bene e, per la prima volta negli ultimi tre anni, l’auto più cercata è anche quella più venduta. Regina indiscussa delle classifiche è la Fiat Panda che conquista sia la classifica delle auto più immatricolate che quella delle più ricercate e configurate sul web. La citycar batte anche i SUV, che nelle rilevazioni precedenti rappresentavano il sogno degli italiani. La ricerca ha preso a riferimento un campione di circa 100.000 ricerche organiche effettuate dagli italiani nel primo semestre 2019.

OCCHIO AI PREZZI

Nei fatti emerge una doppia classifica, dominata per metà dalle utilitarie e per metà dai SUV. L’attenzione al portafoglio è il fattore decisivo quando si cerca l’auto nuova, spazio alla concretezza già nelle prime fasi di selezione. Scorrendo la classifica delle ricerche dopo Fiat Panda troviamo Dacia Duster e Citroën C3. Anche in questi casi il prezzo di listino e i volumi sono contenuti. Quarto posto per il primo SUV della classifica la Hyundai Tucson, che precede l’intramontabile Lancia Ypsilon e la Dacia Sandero. La top ten delle auto più richieste si chiude quindi con una serie di veicoli di segmento superiore: Jeep Renegade, Peugeot 3008, Jeep Compass, l’auto più costosa tra quelle in classifica, e Hyundai Kona. Novità anche sul fronte delle alimentazioni con gli automobilisti italiani che sono sempre più interessati alle vetture green. Il 52% delle ricerche riguarda i motori benzina con il diesel scende al 26%.

VORREI MA NON POSSO

Crescono le ricerche riguardo alle auto ibride, al 9,2% del totale, e quelle delle elettriche al 7,8%. Eppure nello stesso periodo le immatricolazioni di auto ibride rappresentavano il 5,3% e quelle di auto elettriche solo lo 0,50% del totale. Insomma gli italiani vorrebbero un’auto “pulita” ma non la posso acquistare. Fiat si conferma il brand più ricercato e configurato al 13% seguono Dacia al 9% e Hyundai 8%. Commenta Tommaso Carboni di MotorK, società che controlla DriveK: “Il fatto che sempre più italiani ricorrano al web per scegliere e configurare la propria auto nuova ci permette di avere un quadro chiaro di come si stiano orientando i loro gusti e le esigenze. L’attenzione al budget è tale da convincere molti utenti a scendere a compromessi con altre caratteristiche, prima fra tutte la sicurezza. 4 delle 10 auto più configurate sul web, infatti, sono sprovviste di sistemi avanzati di sicurezza alla guida“.

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Le 10 auto a km 0 più vendute nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si pensa all’auto nuova in tanti non scartano l’ipotesi km 0. Si tratta delle tante vetture praticamente nuove che affollano i piazzali delle concessionarie e con le quali si possono fare veri e propri affari. Un portale online ha stilato la classifica delle 10 auto a km 0 vendute più velocemente nel corso degli ultimi 60 giorni. La ricerca premia la Dacia Duster che si afferma con il suo mix di prezzo conveniente e formato crossover. Secondo posto per la Jeep Compass che, nonostante il prezzo medio da vero SUV premium, convince gli italiani. Chiude il podio la Renault Clio complice l’attesa per l’arrivo nelle concessionarie della nuova generazione. A scorrere la lista dei 10 modelli in classifica stupisce l’assenza di vetture a marchio Fiat da sempre sostenitrice della strategia del km 0. Diamo uno sguardo dettagliato ai numeri.

OCCASIONI A KM 0

In un mercato sempre più in affanno come quello italiano capita che un’auto su tre venga immatricolata negli ultimi tre giorni del mese. A fare volume ci pensano le auto “km 0” che sono immatricolate a nome delle varie concessionarie per poi essere rivendute con ai clienti con forti sconti. Si tratta infatti di vetture ufficialmente usate perché chi le compra di fatto è il secondo proprietario. Questa politica consente di liberare i piazzali delle fabbriche, alleggerendo il processo produttivo e, soprattutto, dona respiro ai bilanci mensili dei marchi portando un segno positivo. Va detto però che il valore di questo usato molto giovane è molto basso perché la concorrenza tra le km 0 è davvero serrata. Il portale online Autouncle.it ci offre la classifica delle auto km 0 del 2018 vendute in meno giorni.

SUV E CROSSOVER

Quello delle vetture a km 0 è un mercato principalmente italiano visto che nelle altre nazioni il fenomeno è molto raro se non del tutto assente. Eppure è facile fare degli affari. Scorrendo la classifica i tempi medi di vendita di una km 0 vanno dai 50 giorni della prima ai circa 80 dell’ultima. Nella “top 10” c’è solo un’auto appartenente al gruppo FCA ed è strano visto che è stata proprio Fiat la prima casa ad aprire a questo mercato in Italia. Nei fatti emerge una certa omogeneità tra i segmenti delle vetture presenti in classifica: si va dal SUV, all’utilitaria passando per la berlina. Primo posto per la Dacia Duster, il crossover del gruppo Renault conferma la formula vincente dell’ottimo rapporto qualità prezzo. Secondo posto per il SUV Jeep Compass la cui seconda serie è stata presentata nel 2017, ed costruito sul pianale della Renegade.

IL PREZZO CONTA

Chiude il podio la Renault Clio che, presentata nel 1990 come erede della R5, ha portato nel segmento B tecnologie di fascia superiore. Quarto posto per la VW Tiguan che piace nonostante il prezzo medio elevato. Dopo quasi 10 anni di carriera la Tiguan si affianca alla T-Cross, Tuareg e T-Roc, quinta a metà classifica. Sesto e settimo posto rispettivamente per le due francesi Renault Megane e Citroën C3. Si piazza ottava la Jeep Renegade, che conferma il suo successo dopo che lo scorso mese è riuscita a soffiare alla Lancia Ypsilon il secondo posto tra le auto nuove più vendute in Italia. Non a caso è la prima auto in classifica per esemplari venduti. Nono posto per l’Alfa Romeo Stelvio, primo SUV del biscione che paga il prezzo medio più alto rispetto alle altre auto di questa top 10. Ultima, a conferma che il prezzo basso non è tutto, la più economica tra tutte ovvero la citycar VW up!.

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Incidente con testimone: il 55% di chi assiste si rifiuta di testimoniare

di Donato D'Ambrosi

In caso di incidente stradale il più delle volte è la testimonianza di chi ha assistito al fatto a chiarire una dinamica poco precisa. Il problema però è che in Italia oltre la metà dei testimoni si defila, ufficialmente non per omertà ma per varie ragioni. A dirlo è un’indagine italiana sulla propensione degli italiani a dare la propria testimonianza dopo aver assistito a un incidente stradale.

PERCHE’ MOLTI NON TESTIMONIANO

Secondo un’intervista commissionata da Facile.it l’equivalente di 24 milioni di italiani si rifiutano di collaborare con le autorità quando assistono a un incidente. Si tratta del 55,7% che dopo aver assistito a un sinistro fanno il possibile per sottrarsi dall’onere morale (e legale) di dire la verità. Guardando però il report del sondaggio nel dettaglio, i numeri cambiano quando si tratta di feriti o pedoni. Secondo l’analisi, il 42% degli intervistati ha evitato di testimoniare perché riteneva inutile o non necessario lasciare i propri riferimenti. Più di 1 su cinque afferma che nessuno glielo ha chiesto. Molti altri invece perché c’erano già altri testimoni (13,1%) o perché erano già intervenute le autorità (6%). C’è poi chi dice di non aver visto abbastanza (10,7%), non potersi fermarsi (5,5%) o non voler correre rischi o avere fastidi dopo (3,2%).

I TESTIMONI DEI PEDONI NON SI FANNO INDIETRO

Tra quelli che invece hanno risposto positivamente alla disponibilità di testimoniare dopo un incidente, in testa alle motivazioni c’è il senso civico (36,3%). Il 7% lo fa invece perché gli è stato esplicitamente richiesto mentre solo l’1% degli intervistati è convinto sia un obbligo del codice della strada. Se nell’incidente ci sono solo danni alle auto, il 63,7% dichiara di allontanarsi senza lasciare i dati. Se invece sono rimaste coinvolte anche persone, il 39,9% se ne va senza dare il proprio contributo alla ricostruzione della dinamica. Per fortuna la tendenza a farsi i fatti propri diminuisce quando vengono coinvolti in incidenti pedoni o ciclisti: il 67,4% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di essersi fermato per dare una mano. Di fronte a un incidente con uno scooter, una bici o una moto invece scende al 50% il popolo di testimoni che restano là e danno i propri riferimenti.

GLI ANZIANI E LE DONNE TESTIMONIANO MENO

Dall’indagine è emerso che gli uomini sono la componente maggiormente coinvolta nelle testimonianze: il 58% delle donne se ne è andato senza dare i propri dati contro il 53,3% del campione maschile. Tra i 60 e i 74 anni rientrano gli italiani che collaborano meno spesso con le autorità: il 39,2% degli intervistati lascia i propri contatti. Nell’indagine è emerso anche un dato importante, sebbene derivante da dichiarazioni degli intervistati. Il 62,5% dei testimoni disponibili a raccontare l’accaduto non siano poi mai stati contattati dalle autorità o da chi era coinvolto nell’incidente.

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Furti auto a noleggio in crescita: +36% con una media di 4 al giorno

di Antonio Elia Migliozzi

Crescono i furti ai danni dei veicoli a noleggio. Nel 2018 sono stati rubati quasi 1.600 mezzi a noleggio con una media preoccupanti di oltre 4 al giorno. Primato negativo per Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia dove si concentra il 90% dei reati. Danni importanti agli operatori del settore per oltre 10 milioni di euro, e rischi concreti per la futura operatività. Si tratta di cifre preoccupanti con l’Italia maglia nera in Europa e un vistoso +36% dei furti rispetto al 2018. Questo scenario si aggiunge allo scetticismo che circola nel settore del noleggio con le previsioni negative riguardo al futuro del turismo in Italia. Con le presenze straniere in calo il noleggio a breve termine si prepara ad affrontare un periodo complesso. Vediamo tutti i numeri sui furti delle vetture a noleggio diffusi dall’ANIASA.

NOLEGGIO E FURTI

Nel solo 2018 i furti di veicoli noleggiati a breve termine hanno raggiunto quota 1.600. Un trend preoccupante ed in crescita con oltre 4 veicoli al giorno. Notevole il danno d’immagine ed economico per gli operatori del settore già alle prese con uno scenario complesso. Il bottino dei furti supera i 10 milioni di euro. Maglia nera per 5 regioni a maggiore rischio; Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia. Si tratta di regioni strategiche per l’offerta turistica italiana ma i grandi operatori nazionali e non del noleggio a breve termine stanno ripensando la loro presenza. I furti mettono seriamente a rischio l’operatività del comparto nonostante le società di autonoleggio, negli ultimi anni, siano corse ai ripari. Le aziende hanno scelto di proteggere la propria flotta con dispositivi telematici GPS per continuare a garantire la mobilità ad aziende e turisti.

TREND IN CRESCITA

Negli ultimi 6 anni i recuperi dei veicoli rubati sono passati dal 18% al 49%. Insomma un bilancio negativo quello tracciato dall’analisi elaborata da ANIASA, l’Associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Dopo quattro anni di costante diminuzione nel 2018 i furti hanno ripreso a colpire le società di autonoleggio. Il furto del veicolo ha due conseguenze. Intanto la perdita economica pari al valore del bene sottratto, ma anche il mancato ricavo dovuto all’impossibilità di noleggiare il mezzo. A questo si aggiungono le pratiche amministrative e burocratiche del caso. Succede spesso che i turisti in vacanza vengano anche sottratti i bagagli lasciati nell’auto con tutti i disagi del caso. Nel 2018 gli operatori di noleggio hanno registrato 1.594 furti di veicoli contro i 1.173 del 2017 (+36%).

ITALIA MAGLIA NERA

I furti del 2018 si portano dietro un danno economico da 10,2 milioni di euro contro i 7,8 del 2017, per un incremento del 32% in soli 12 mesi. Per le aziende si tratta di una vera piaga ma la buona notizia arriva dalla decisa crescita del tasso di recupero dei veicoli rubati. Come detto c’è stato un aumento e si è passati dal 46% del 2017 al 49% del 2018 contro la media nazionale del 43%. Numeri positivi se pensiamo che solo 6 anni fa il tasso di recupero era fermo al 18%. Oggi gran parte dei recuperi avviene nelle 48 ore successive al furto, trascorse le quali le possibilità di rientrare in possesso del bene si riducono “al lumicino”. Giuseppe Benincasa, Segretario Generale di ANIASA, ha commentato i dai affermando che sono: “In controtendenza rispetto al trend generale dei furti a livello nazionale, da anni in costante calo”.

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Partire con l’auto elettrica: i consigli per vacanze senza imprevisti

di Antonio Elia Migliozzi

Arrivano le vacanze estive e per molti saranno le prime in compagnia di un’auto elettrica. Il Touring Club Svizzero (TCS) propone una guida su come evitare sorprese quando si parte al volante di un EV. Nel 2019 le vendite di auto elettriche sono in forte crescita (+130%), questo significa che nel mondo su 10 vetture vendute una è a batteria. Attenzione però all’ansia da ricarica. Il test del TCS conferma che in Italia è impossibile ricaricare la propria auto elettrica in autostrada. Questo significa che il viaggio deve essere organizzato nel dettaglio per individuare in anticipo le colonnine di ricarica subito fuori dai caselli autostradali. In generale le infrastrutture di ricarica si stanno diffondendo sia in Italia che in Francia ed è facile trovare una colonnina libera. Il numero delle auto elettriche è ancora esiguo ma le cose potrebbero cambiare presto.

VACANZE AL MARE

Considerata la crescita delle immatricolazioni delle auto elettriche, il Touring Club Svizzero (TCS) ha fatto un test specifico. Interessate dalla prova località di mare in Costa Azzurra e in Toscana. Nonostante il successo commerciale le auto elettriche continuano ad avere limitazioni oggettive. A causa dell’autonomia limitata e della rete di stazioni di ricarica non così estesa è importante organizzare i dettagli del viaggio prima di partire. I due viaggi prova del TCS dimostrano che è possibile percorrere lunghe tratte anche all’estero alla guida delle ultime auto elettrice. Per evitare di avere a che fare con tanti fornitori diversi e relative carte per la ricarica, il TCS ha scelto Nextcharge. L’azienda non gestisce delle proprie stazioni di ricarica ma ha concluso contratti di partenariato con vari fornitori e offre l’accesso ad una fitta rete di stazioni di ricarica.

PIANIFICARE IL VIAGGIO

Nel corso del suo test il TCS ha evidenziato l’impossibilità di ricaricare le auto elettriche sulle autostrade italiane. Nel pianificare l’itinerario in Toscana, vista l’assenza di colonnine di ricarica rapida nelle aree di servizio, è stata necessaria una dettagliata organizzazione. Bisogna infatti abbandonare l’autostrada e di conseguenza pagare il pedaggio per procedere alla ricarica. Diversa la situazione in Francia. Qui ci sono colonnine di ricarica rapida anche nelle aree di servizio delle autostrade.Vista l’assenza di partnership tra i fornitori svizzeri e quelli locali i tester hanno usato il servizio Chargemap. Questa azienda gestisce anche delle colonnine di ricarica proprie ma ha stretto accordi con altri fornitori. In questo caso serve una carta di ricarica che costa 20 euro (una tantum) e arriva a casa una settimana dopo l’ordine. Contrariamente al modello italiano, il pagamento avviene a posteriori attraverso fattura.

DETTAGLI IMPORTANTI

La prova del TCS conferma che la vacanza con un’auto elettrica è assolutamente possibile. Importante però pianificare il percorso prevedendo delle soste per la ricarica ogni 35/50 minuti, fermandosi per acquisti o visite. Le infrastrutture di ricarica, in Italia e in Francia, sono sempre più diffuse e, tenuto conto del numero ancora esiguo di auto elettriche, le colonnine sono quasi sempre libere. In futuro però le cose potrebbero cambiare ma si spera che cresca anche la rete di rifornimento. Secondo il TCS conviene seguire la regola del 20/80%. Ci si ferma quando l’autonomia dell’auto elettrica scende al 20%. Con questa carica si raggiunge anche la colonnina di ricarica rapida successiva nel caso in cui la prima non funzioni. Nell’auto elettrica il processo di ricarica dal 20% all’80% richiede infatti quasi lo stesso tempo che dall’80% al 100%. Ecco allora che si guadagna anche tempo ricaricando la batteria soltanto all’80%.

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Estate 2019: il 57% degli italiani farà le vacanze in auto

di Donato D'Ambrosi

Gli italiani sono tra gli automobilisti più oppressi dal traffico eppure non rinunciano all’auto per passarci le vacanze. È quanto emerge da un sondaggio sull’estate 2019 tra gli italiani che partiranno per le vacanze: il 57,3% degli italiani userà l’auto per andare in vacanza. Ecco le mete più gettonate in programma o desiderate gli italiani per l’estate 2019.

PARTENZA INTELLIGENTE MA SENZA STRESS

Gli italiani non vogliono slegarsi dalle tradizioni, anche se il campione intervistato da un noto portale di compravendita auto non sembra così rappresentativo. Tra i 500 automobilisti che hanno parlato delle vacanze 2019, il 57% viaggerà in auto e per il 59% la partenza intelligente resta una valida strategia. Partire presto quindi ma non prima dell’alba e poi solo il 53,3% la utilizzerà per più giorni consecutivi. Tra quelli che hanno già programmato online la vacanza, il 17,8% lo ha fatto per noleggiare un’auto. Gli italiani che hanno già deciso dove andare, propende in oltre il 60% dei casi per il mare e dalle location preferite si capisce perché.

IN VIAGGIO NON DIVIDONO IL VOLANTE

Solo il 27% degli intervistati vorrebbe il cambio alla guida, contro il 62,4% che preferisce restare al volante per tutto il viaggio. Un’abitudine che non aiuta sicuramente ad affrontare il viaggio in relax e al massimo della sicurezza se non si fanno frequenti soste e la meta è lontana. A tal proposito il sondaggio rivela che il 21,8% del campione programma una sosta ogni due ore (bravi!), il 25,9% ogni tre e solo il 22% valuta di non fermarsi mai. Attenzione poiché uno studio rivela che guidare stanchi equivale a mettersi al volante ubriachi.

QUANTO SPENDEREBBERO E DOVE

Il 34% degli intervistati percorrerà meno di 500 Km e i costi per benzina, gas o diesel saranno compresi tra i 50 e i 150 euro per almeno il 39,1%. Il 31,3% passerà le vacanze in Hotel o in un B&B e il 26% spenderà tra i 500 e i 1000 euro per tutte le vacanze estive 2019. Il 65,8% è a favore della vacanza on the road; tra le mete più desiderate la Route66 negli USA (un intramontabile desiderio per il 27,4%), la Costiera Amalfitana in Campania (13,6%) e le Colline Senesi (12,6%). Ecco le 10 cose da non dimenticare per una vacanza senza imprevisti.

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Auto usate in calo: -2,3% con 266 mila passaggi

di Antonio Elia Migliozzi

Maggio negativo per il mercato delle auto usate. I numeri raccolti dall’Aci fotografano la situazione difficile del comparto auto che chiude il mese con un -2,3% rispetto al 2018. Sorprendono le auto diesel che perdono terreno nel nuovo ma si confermano forti tra le usate con un +1,4%. Insomma le incertezze che gravano sulle immatricolazioni non risparmiano le auto usate. I consumatori decidono di prendere tempo per valutare le loro prossime scelte. Una situazione che l’Aci fotografa anche rispetto ai passaggi di proprietà tra le moto che perdono, solo a maggio, il 15,3%. Male anche le radiazioni -0,9% per le autovetture e -3,4% per i motocicli. Diamo uno sguardo nel dettaglio ai numeri del rapporto Aci.

USATO AL PALO

La stagnazione del mercato dell’auto diventa sempre più preoccupante. Segnali molto negativi anche dal settore dell’usato. A maggio 2019, dopo mesi di crescita quasi ininterrotta, i passaggi di proprietà delle auto calano del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2018. Il dato è netto, cioè depurato dalle minivolture i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale. Numeri ancor più negativi in termini di media giornaliera (-6,8%), considerato anche che il mese di maggio ha avuto una giornata lavorativa in più. Secondo l’Aci per ogni 100 vetture nuove, a maggio ne sono state vendute 131 usate e 154 nei primi cinque mesi dell’anno. Sorprende la crescita dei passaggi di proprietà delle vetture diesel, con un aumento mensile dell’1,4%. Incremento di quasi due punti della loro quota sul totale che passa dal 49,5% di del 2018 al 51,4% di maggio 2019.

MALE ANCHE LE MOTO

I dati dell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, dell’Automobile Club d’Italia mettono a fuoco altri interessanti dettagli presi dal PRA. A maggio la tendenza a cedere vetture diesel usate è confermata dall’aumento delle minivolture di auto a gasolio (+1,4%). Calano invece i minipassaggi di quelle a benzina (-8,1%). Nonostante l’arrivo della bella stagione l’Aci conferma il decremento per i passaggi di proprietà delle moto. Queste, sempre al netto delle minivolture, hanno chiuso il mese di maggio con una variazione negativa del 15,3% rispetto al 2018. Molto negativa la variazione giornaliera che mette a segno un -19,1%. In generale nei primi cinque mesi dell’anno si è registrata una crescita del 2,2 % per le quattro ruote e dell’1,4% per tutti i veicoli. Le due ruote archiviano nel complesso un calo dello 0,2%.

NUMERI A CONFRONTO

Segno meno nel mese di maggio anche per le radiazioni. Queste ultime hanno registrato una variazione mensile negativa dello 0,9% per le autovetture con un -5,4% nella media giornaliera. L’Aci conferma che non va meglio per le moto in calo del 3,4% e -7,8% nella media giornaliera. Il tasso unitario di sostituzione nel settore auto a maggio è stato pari a 0,68. Questo significa che ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 68. Nei primi cinque mesi dell’anno il tasso di sostituzione si è attestato allo 0,77. Nel periodo gennaio-maggio 2019 le radiazioni hanno archiviato crescite dell’1,5% per le autovetture e dello 0,5% per tutti i veicoli. Dati positivi che contrastano con la decisa flessione sul fronte dei motocicli -10,4%. Insomma i dati Aci non smentiscono il trend negativo del mercato auto che, quanto alle auto nuove, ha perso a maggio l’1,2%.

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Tutte le novità di Windows 10 May 2019 Update per PC e tablet

di Biagio Catalano

È iniziato il rilascio del settimo grande aggiornamento per Windows 10, installabile da tutti tramite Windows Update. Il pacchetto cumulativo, che arriva con il nome di May 2019 Update (nome in codice 19H1), porta diverse migliorie, correzioni di bug, ma soprattutto nuove funzioni, che si aggiungono a quelle introdotte da Windows 10 November Update, Anniversary […]

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Sony Xperia 1: su Amazon Italia dal 5 giugno a 972€ [già disponibile in prenotazione]

di Alessandro Signori

Il top di gamma della casa giapponese, visto ormai tre mesi fa al Mobile World Congress, è finalmente disponibile in prenotazione, in Italia, tramite Amazon, il quale rivela anche data di uscita e prezzo.(...)
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Xiaomi festeggia un anno in Italia con l’apertura di 3 nuovi store

di Alessandro Signori

L’azienda cinese, ad un anno esatto dall’apertura del primo store italiano, annuncia un mese ricco di eventi per la community del nostro paese con l’apertura di 3 nuovi negozi ufficiali. (...)
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Gli italiani e la privacy, report di Symantec

di Luca Colantuoni

Sempre più spesso vengono scooperti attacchi informatici contro determinati target, principalmente aziende e istituzioni, ma anche i privati cittadini possono cadere in trappola dopo aver aperto un allegato alle email o utilizzato un’app troppo ficcanaso. Nel Norton LifeLock Cyber Safety Insights Report 2018, pubblicato da Norton LifeLock (società di Symantec), sono evidenziate le principali minacce per la sicurezza e i risultati di un sondaggio sulla privacy che ha coinvolto circa 1.000 italiani.

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3 Italia, novità di rete fissa e mobile di aprile

di Filippo Vendrame

Con l’arrivo del mese di aprile, 3 Italia, brand di Wind Tre, mette mano al suo listino proponendo alcune novità sia in ambito mobile che di rete fissa. Innanzitutto, le nuove SIM costeranno 10 euro senza credito residuo incluso. Play Power offrirà chiamate illimitate, SMS illimitati e 30 GB di traffico dati al costo di 11,99 euro al mese con addebito su credito residuo.

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L’app di WindowsBlogItalia ora disponibile anche per Windows 98

di Pasquale Pignataro "Pasqui industry"

Come ben sapete, il nostro sito è affiancato da diverse applicazioni che coprono una vasta gamma di dispositivi e sistemi operativi, così da permettervi di portare le nostre notizie sempre con voi, qualunque dispositivo voi abbiate, che sia Windows, Android, iOS, Teletext o Commodore 64. Oggi vi annunciamo la disponibilità della nostra app ufficiale su […]

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Xiaomi Black Shark 2 in Italia dal 1 aprile

di Luca Colantuoni

Gli utenti italiani possono finalmente ordinare il nuovo Black Shark 2. Lo smartphone dedicato ai mobile gamers, annunciato dieci giorni fa in Cina, verrà spedito a partire dal 1 aprile. È possibile scegliere tra due versioni con 8 e 12 GB di RAM. I primi 100 utenti riceveranno in regalo il Black Shark 2 Pro Kit.

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Huawei P30 e P30 Pro, l’offerta di 3 Italia

di Filippo Vendrame

Huawei P30 e Huawei P30 Pro sono stati annunciati ieri dall’azienda cinese e trattasi di due smartphone Android premium che provano a riscrivere l’esperienza fotografica dei dispositivi mobile grazie alla collaborazione con Leica. L’operatore 3 Italia, brand di Wind Tre, ha già inserito questi smartphone all’interno dei suoi listini per consentire ai suoi clienti di poterli acquistare in forma agevolata senza dover dare immediatamente fondo alla propria carta di credito.

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