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Convertire il pc da fisico a virtuale con VMware Converter

di Alessandro Giorgis
I pc sono prodotti in costante evoluzione e sono anche macchine quindi può succedere che si guastino e spesso ci si trova nella condizione di dover cambiare il computer in favore di un modello più potente e versatile.
Purtroppo questo passaggio non è sempre indolore, sopratutto in ambito aziendale dove spesso sono presenti vecchi programmi non più aggiornati o non più aggiornabili.

In un post precedente abbiamo visto come sia semplice ed efficace creare una macchina virtuale usando VMware Player. Se non vogliamo prenderci la briga di creare una macchina da zero e reinstallare i vari programmi, possiamo convertire il nostro vecchio pc e farlo girare sul nuovo grazie a VMware Converter. Vediamo come fare.
Prima di procedere occorre fare una premessa: Il processo di conversione su piattaforma virtuale comporta un totale cambio dell'hardware associato al Sistema Operativo, pertanto a conversione avvenuta, Windows chiederà nuovamente di essere attivato. Tenete a portata di mano il Product Key del vostro pc che state per convertire.
Se non avete più l'etichetta o la confezione originale di Windows potete recuperare il codice usando il programma ProductKey di Nirsoft. Questo controllo va svolto PRIMA di iniziare la conversione.

Chiarito questo punto scarichiamo VMware Converter dal sito del produttore, basta fare una registrazione gratuita per accedere ai download. Una volta scaricato il pacchetto installiamolo sul pc da clonare. Alla richesta del tipo di installazione selezioniamo Local Installation e completiamo la procedura.


Ad installazione ultimata clicchiamo su Convert Machine. Nel nuovo menu ci verrà richiesti alcuni parametri. Selezionaimo This local machine e clicchiao su Next.



Nella schermata successiva dovremmo specificare la destinazione. Dato che il nostro obbiettivo è quello di creare una virtual machine con con VMware Player selezioniamo come destinazione VMware Workstation or other VMware virtual machine, come prodotto selezioniamo VMware Player 5.0.x.

Inseriamo gli ultimi dettagli, ovvero il nome che avrà la nostra macchina convertita e il percorso di destinazione. In questo caso abbiamo selezionato un disco esterno USB.


Clicchiamo su Next fino a raggiungere la pagina del riepilogo e clicchiamo su Finish per iniziare la conversione.


Una volta completata la conversione siamo pronti a spostare la nostra macchina virtuale sul nuovo pc. 

Consiglio, dopo possibile, di copiare i file della macchina virtuale sullo stesso disco fisso del pc, questo perché avviare il VMware Player lasciando i file della macchina virtuale sul disco USB rallenterebbe enormemente le prestazione del pc clonato. 
I file si trovano tutti nella cartella impostata in precedenza come Destinazione. Occorre copiare l'intera cartella e non il singolo file vmdk.


Installazione di VMware Player e avvio della macchina virtuale.
Scarichiamo VMware Player dal sito principale (come prima è necessario accedere al sito con le credenziali fornite nella registrazione precedente) e installiamolo con le opzioni di default. 

Apriamo il programma e clicchiamo su Open a Virtual Machine, dopodiché andiamo a selezionare il file .vmx.


Se non dobbiamo modificare altri parametri clicchiamo direttamente su Play Virtual Machine e attendiamo il caricamento del sistema.
Come accennato all'inizio della guida, Windows chiederà di essere attivato nuovamente. Clicchiamo su Si e procediamo. Ci verrà chiesto come vogliamo attivare Windows, se via internet, telefonicamente o se vogliamo disconnettere il pc. 


Clicchiamo su Si, attiva subito Windows via Internet e, successivamente, su No, attiva Windows senza effettuare la registrazione.
L'attivazione potrebbe non andrà a buon fine, in tal caso inseriamo il Product Key del nostro vecchio pc e clicchiamo su Riprova.


Se tutto è andato per il verso giusto il codice sarà accettato e potremmo avere accesso al Desktop.
Se il codice dovesse essere nuovamente rifiutato sarà necessario utilizzare l'attivazione telefonica con Microsoft, è sufficiente seguire le istruzioni del Metodo 2 contenute di questo link: Attivazione Telefonica dei prodotti Microsfot.

Come ultimo step sarà necessario installare i VMware Tools sulla macchina virtuale. Questi pacchetti permettono la corretta integrazione della macchina virtuale con la macchina fisica su cui è installato VMware Player.
Per installarli basta cliccare su Player - Manage - Install VMware Tools... e eseguire le istruzioni del programma scegliendo l'installazione Tipica.



Al termine dell'installazione eseguiamo il riavvio e saremo pronti per utilizzare il nostro vecchio pc nella sua nuova veste virtuale.
Questo articolo è di proprietà de Il Diario del Sistemista Non è consentito ripubblicarne, anche solo parzialmente, i contenuti senza l'attribuzione al suo autore. I contenuti sono protetti dalla licenza Creative Commons.

Outlook: Sbloccare l'accesso agli allegati potenzialmente pericolosi

di Alessandro Giorgis
Outlook, ormai giunto alla versione 2013, è certamente uno dei client di posta più diffusi. Potente e versatile ci permette di gestire in modo ottimale la posta elettronica, il calendario, la rubrica e molto altro ancora.

Per un fattore di protezione Outlook blocca automaticamente gli allegati che reputa dannosi. L'esempio più calzante è quello dei file eseguibili (riconoscibili dal formato exe).


Questi tipi di file vengono filtrati in quanto possono essere riconducibili a software malware o virus.
In molti casi, però, si tratta di programmi sicuri che vengono inviati da mittenti attendibili.
Se non volgiamo scomodare l'utente per farci rimandare il file con l'estensione modificata, o meglio ancora in formato compresso, possiamo impedire ad Outlook di bloccare gli allegati. Vediamo come.
Come sempre dobbiamo avvalerci del registro di sistema.
Da START - Esegui digitiamo regedit e premiamo il tasto Invio per avviare l'editor. Se avete Windows 8 vi basta digitare regedit nella schermata di Start.
Una volta nell'editor cerchiamo la stringa inerente alla nostra versione di Outlook:

Microsoft Office Outlook 2013HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\Security
Microsoft Office Outlook 2010HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\14.0\Outlook\Security
Microsoft Office Outlook 2007HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\12.0\Outlook\Security
Microsoft Office Outlook 2003HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\11.0\Outlook\Security
Microsoft Outlook 2002
HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\10.0\Outlook\Security
Microsoft Outlook 2000
HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\9.0\Outlook\Security

Trovata la stringa corrispondente clicchiamo su Modifica - Nuovo - Valore stringa e inseriamo Level1Remove come nome del nuovo valore. Facciamo doppio clic sulla stringa appena creata e inseriamo, come Dati valore, l'estensione che vogliamo sbloccare, in questa caso .exe



Confermiamo con Ok e chiudiamo l'editor del registro. Proviamo ora ad aprire il nostro Outlook e verifichiamo che gli allegati siano disponibili.


Se volete riabilitare il blocco è sufficiente cancellare la stringa Level1Remove dal registro. Se invece volete estendere lo sblocco ad altre estensioni basta aggiungerle separandole con il ; (Ad esempio: .exe: ,jpg; doc)
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Windows: Recuperare spazio sul disco fisso dalla cartella PatchCache

di Alessandro Giorgis
Con le nuove tecnologie i pc hanno sempre più risorse a disposizione e le problematiche di RAM e spazio disco sono una rarità.
Rari ma non spariti del tutto, recuperare spazio in alcuni frangenti può rilevarsi vitale.

Oltre ai soliti metodo di pulizia (rimozione dei file temporanei, disinstallare i software inutili, ecc..) è possibile pulire la cartella $PatchCache$. Vediamo di cosa si tratta.

La cartella $PatchCache$ è una cartella nascosta di sistema che contiene le informazione inerenti ai processi di update del sistema. Con il passare del tempo e degli aggiornamenti questa cartella può raggiungere dimensioni notevoli, sopratutto se si usano prodotti Microsoft come SQL Server.


Per poterla eliminare in tutta sicurezza apriamo un prompt dei comandi digitando cmd da START - Cerca programmi e file.

Una volta aperta la schermata digitiamo rmdir /q /s %WINDIR%\Installer\$PatchCache$ e confermiamo con Invio, dopodiché attendiamo che la procedura volga al termine.


Dopo questa semplice operazione la cartella $PatchCache$ verrà rimossa liberando dello spazio prezioso. Verrà ricreata automaticamente dal sistema con i prossimi aggiornamenti.

NB: Consiglio di utilizzare la procedura dopo aver concluso gli aggiornamenti e non tra un riavvio e l'altro del sistema.

Altre info utili:
In un precedente articolo avevo parlato della rimozione dei file di backup post installazione del Sp1 di Windows. Può essere usata questa procedura per liberare ulteriore spazio sull'hard disk.


Questo articolo è di proprietà de Il Diario del Sistemista Non è consentito ripubblicarne, anche solo parzialmente, i contenuti senza l'attribuzione al suo autore. I contenuti sono protetti dalla licenza Creative Commons.

Disabilitare la scandenza password di Office365 tramite Windows PowerShell

di Alessandro Giorgis
Una delle richieste più comuni che mi fanno i clienti è quella di disabilitare la scadenza password dagli account di Office365. Le nuove caselle di Microsoft hanno un periodo di  validità password molto basso, estendibile fino ad un massimo di 730 giorni.

Sebbene io stesso sia contrario alle password eterne esiste la possibilità di disabilitarne la scadenza tramite la PowerShell di Windows. Vediamo come.

Come prima cosa occorre preparare la propria postazione all'uso della PowerShell. Occorrono avere almeno Windows 7 e la versione predefinita del .Net Framework, dopodichè bisogna scaricare ed installare i seguenti software:
Assistente per l'accesso a Microsoft Online Services
Dato che il server di Office365 è in Cloud pccorre preparare il pc al collegamento con i servizi esterni di Microsoft. Occorre scaricare la versione corretta inerente al sistema operativo, a 32 o a 46 bit

Modulo di Azure AD
Questo modulo ci permettrà di avere la PowerShell con i comandi cmdlet già integrati. Anche i questo caso scegliamo la versione corretta, 32 o 64 bit.

Con i software aggiornati siamo pronti ad interagire con Office365. Apriamo dall'elenco dei programmi il Modulo di Windows Azure Active Directory per Windows PowerShell e digitiamo la seguente stringa:  
Connect-MsolService 

Ci verranno richieste le credenziali, inseriamo quelle dell'account amministratore di Office365.


Una volta convalidato l'accesso possiamo inserire i comandi per rimuovere la scadenza password. Possiamo agire sia per il singolo utente che per tutti gli utenti dell'organizzazione. 

Per singolo utente inseriamo la seguente stringa:
Set-MsolUser -UserPrincipalName -user id- -PasswordNeverExpires $true
dove -user id- è l'account utente a cui vogliamo disabilitare la scadenza password (ad esempio info@ildiariodelsistemista.com).

Possiamo verificare che il comando sia stato accettato correttametne con questa stringa:
Get-MSOLUser -UserPrincipalName -user id- | Select PasswordNeverExpires


Per tutti gli utenti dell'organizzazione occorre, invece, eseguire questa stringa:
Get-MSOLUser | Set-MsolUser -PasswordNeverExpires $true

mentre la verifica dell'effettiva riuscita si esegue digitando:
Get-MSOLUser | Select UserPrincipalName, PasswordNeverExpires


Se il valore di PasswordNeverExpires risulta settato su True significa che la modifica è avvenuta correttamente, digitiamo exit nella PowerShell per chiudere la finiestra e ultimare la procedura.
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CryptoLocker: Come difendersi dai virus Ransomware

di Alessandro Giorgis
Negli ultimi mesi si sta diffondendo una nuova e pericolosa minaccia. I virus Ransoware. Queste tipologie di infezioni sono mirate a criptare i dati presenti sul pc e tendono ad espandersi a tutte le share di rete raggiungibili dal pc infetto, per poi chiedere un vero e proprio riscatto per poter ripristinare i file allo stato originario.

I file si presentano con estensioni di vario tipo, ad esempio .ENCRYPTED opppure .ECC o altro ancora e senza la chiave di cifratura in possesso dei malfattori non è possibile recuperare i file. Attualmente le varianti sono molte, uno tra i più famosi è sicuramente il Cryptolocker, ma nel corso del tempo sono emerse nuove varianti, come il CTB Locker.

Le modalità di infezione, bene o male, sono sempre le stesse: una e-mail provenienti da famosi corrieri o da enti pubblici, contenenti una backboor o, come nei più recenti casi di infezione CryptoLocker, con link che rimandano a siti sicuri (La variante più recente si diffonde tramite una mail fasulla di SDA Express Courier). Attualmente quasi nessun antivirus riesce a fermare completamente la minaccia, quindi come possiamo difenderci? Scopriamolo insieme.

Attenzione alle mail da contatti sconosciuti:
Come ogni cosa anche qui vale la regola della cautela e del buon senso. Diffidate da e-mail provenienti da contatti sconosciuti o con evidenti errori grammaticali. soprattutto non aprite allegati se non siete certi della loro provenienza.

Backup, questo sconosciuto:
In ambiento aziendale il backup è una procedura abituale e consolidata. In commercio esistono molti software che svolgono questo compito ed esistono molti supporti: nastro, hard disk, nas di rete, cloud… l’obbiettivo finale è uno solo: avere sempre una copia dei propri dati.

In ambito privato purtroppo il backup non è un pratica così diffusa. Spesso gli utenti non comprendono il reale rischio di non avere una copia dei propri dati. Windows dispone di un suo software di backup integrato, dove potrete trovare la guida completa in questo articolo: Strumenti di Windows 7: Backup e Ripristino di Windows .

Anche nei nuovi S.O. di casa Microsoft Windows 8 e 8.1 è presente un software di backup, anche se è un po' più nascosto e poco funzionale. Si chiama Cronologia File e permettere di copiare determinati dati in modo continuativo su un disco esterno.


Purtroppo non è permesso scegliere altre cartelle da includere nel backup oltre a quelle dello user corrente, perciò è necessario affidarsi a software esterni.

Come è facilmente intuibile ci sono milioni di programmi di backup, sia gratuiti che a pagamento. A mio avviso la scelta deve ricadere su un software che sia in grado di eseguire le immagini del sistema.
In questo post userò il software Veeam Endpoint Backup, scaricabile gratuitamente da questo link.
Questa software offre molteplici funzionalità di backup e di restore.

Installazione e utilizzo di Veeam Endpoint Backup:
Giusto per informazione Veeam è una società informatica a capitale privato che sviluppa software per la gestione di backup, disaster recovery e virtualizzazione negli ambienti VMware e Hyper-V, noi lo usiamo molto nelle nostre strutture private cloud.

Per scaricare il software è necessario registrarsi, dopodiché accettiamo le condizioni di licenza, clicchiamo su Install, e attendiamo il completamento della procedura.


Ultimato il processo il software cercherà di eseguire il wizard per il backup, mettiamo la spunta su Skip this, i will configure backup later e clicchiamo su Next.
La finestra di dialogo successiva chiederà se vogliamo creare un disco di Recovery. Questo passaggio è importante in quanto verrà creata un'immagine DVD per poter operare un ripristino anche in caso di crash totale del sistema. Lasciamo la spunta su Run Veeam Advanced Recovery creation wizard e clicchiamo su Finish.




Selezioniamo il file di destinazione (lettore DVD o ISO) e clicchiamo su Next. Nel caso si scelga di creare un'immagine ISO da masterizzare in un secondo momento selezionare un percorso per il salvataggio e clicchiamo nuovamente su Next. Attendiamo che il processo volga al termine e clicchiamo su Finish.




Siamo pronti per schedulare il backup. Avviamo Veeeam Endpoint dalla tray icon bar e scegliamo la tipologia del nostro backup.
Veeam permette di scegliere tre modalità, come si nota nello Screenshot


Scegliere il backup dell'intero computer è sicuramente il massimo della sicurezza, poiché il sistema creerà un'immagine fedele di tutto il contenuto del nostro hard disk, compresi i files del S.O.
Scegliamo il backup che più ci interessa e clicchiamo su Next.

Scegliamo la destinazione del backup, anche qui sono proposte tre scelte:


In realtà, in un ambiente privato, le scelte sono solo due, disco locale o cartella condivisa. Questo perché la terza opzione prevede una struttura aziendale di backup con il prodotto di punta Veeam Backup e Replication. Se abbiamo scelto di fare il backup dell'intero pc o di alcune partizioni è consigliabile selezionare Local drive.

Nella schermata successiva dovremo selezionare il disco su cui eseguire il backup con il relativo percorso e quanti restore points mantenere.


I restore points indicano semplicemente il numero di copie che si vogliono mantenere in linea dei dati. Naturalmente più punti di ripristino si mantengono più spazio sarà necessario per archiviare i file.
Veeam Endpoint esegui un backup completo ogni 7 giorni, mentre per i giorni intermedi usa la logica dei backup incrementali, perciò è consigliare scegliere sempre multipli di 7.

Come step finale settiamo la schedulazione del backup. Anche qui ci sono molteplici soluzioni.
Possiamo scegliere di eseguire il backup ad un orario prestabilito, quando il computer viene bloccato, quando viene disconnesso oppure quando viene collegata l'unità di backup.


Scegliamo l'opzione che più vicina alle nostre esigenze, clicchiamo su Create e confermiamo il tutto cliccando su Finish.
Ricordiamoci di rimuovere l'unità di backup una volta terminato il processo, altrimenti in caso di infezione anche quei dati rischieranno di essere criptati.

Ripristino dei file con Veeam Endpoint Backup:
Il ripristino dei file è semplice quanto eseguire il backup. Inseriamo l'unità di backup e, dalla tray icon bar, clicchiamo con il tasto destro sull'icona di Veeam e selezioniamo Restore - Individual files. Individuiamo il restore point da cui recuperare i dati clicchiamo su Next e confermiamo con Finish.


Dopo il caricamento verrà mostrato un comodo browser da cui è possibile selezionare i file. Possiamo scegliere se sovrascrivere il file, mantenere la versione precedente o copiarlo in un percorso diverso.


Ad operazione ultimata Veeam ci informerà se tutto è andato per il verso giusto.

Ripristino in caso di crash del sistema:
Se fosse necessario eseguire un ripristino totale dobbiamo far partire il pc con il disco di recovery creato in precedenza. Avviamo il pc e scegliamo come Boot l'unità DVD. Al termine del caricamento scegliamo Bare Metal Recovery.


Gli step successivi sono semplici. Scegliamo l'unità di backup e il restore point da ripristinare, dopodiché selezioniamo la modalità di ripristino.


Non ci resta che attendere il completamento per riavere il pc ripristinato.
Purtroppo in questo tipo di infezioni Ransoware i file criptati non sono più utilizzabili, perciò è bene eseguire i backup il più spesso possibile per evitare perdite di dati.




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Aggiornare manualmente a Windows 10

di Alessandro Giorgis
Windows 10 è liberamente scaricabile già dal 29 di luglio. Microsoft ha introdotto un efficiente metodo per permettere l'aggiornamento dei device Windows 7 e Windows 8.1 in modo gratuito.
Nei mesi scorsi,infatti, su quasi tutti i dispositivi è comparsa la notifica dell'imminente uscita del nuovo S.O. con la possibilità di prenotarlo in modo gratuito.


Se avete prenotato la vostra copia non dovete far altro che attendere, il vostro pc vi avviserà automaticamente non appena saranno scaricati i file necessari e potrete eseguire l'ugrade (per certi sistemi potrebbe non essere ancora disponibile).
Per i più impazienti Microsoft ha messo a disposizione il Media Creation Tool, che permette di aggiornare il sistema o creare un supporto per eseguire l'update successivamente. Vediamo come utilizzarlo.
Prima di iniziare è bene precisare che, sebbene Windows mantenga dati e software presenti sul pc, è bene eseguire un backup dei dati, non si sa mai. Potete seguire la seconda parte di questo post, dove viene utilizzato Veem Enpoint Backup.

Chiarito il discorso backup siamo pronti, perciò scarichiamo il Media Creation Tool dal sito ufficiale, avendo cura di scegliere la versione corretta per il proprio sistema operativo, a 32 o a 64bit.

Una vola scelto il file corretto lanciamo l'eseguibile e scegliamo tra le due opzioni disponibili: aggiornare subito il PC oppure creare un supporto di installazione.


ATTENZIONE: Prima di proseguire leggere attentamente.
Prima di scegliere a cuor leggero è bene fare un paio di considerazioni.
Dato che Windows 10 necessita di un Product Key per l'attivazione è importate sapere che questo codice viene generato solo nella fase di aggiornamento del sistema operativo. Infatti Windows 10 rileverà il codice originale del vecchio O.S (Win 7 o 8.1) e provvederà a gestire l'attivazione.
Se siete dei puristi (come me) e decidete di eseguire un'installazione pulita senza passare dall'aggiornamento sappiate che Windows 10 dovrà essere attivato come se fosse stato appena acquistato.
Possiamo quindi riassumere che la condizione necessaria per avere il nuovo S.O. in maniera gratuita è quella di aggiornare il sistema esistente. Più avanti vedremo come eseguire l'installazione pulita del sistema operativo post-upgrade. 

Fatta questa doverosa premessa scegliamo l'opzione Aggiorna il PC ora e, armati di santa pazienza, attendiamo che Media Creation Tool scarichi i GB necessari.


A processo completato il sistema ci informerà di essere pronto per l'upgrade, specificando che aggiornerà l'attuale versione di Windows (se avevate una Pro verrà aggiornata la stessa versione), e che manterrà i file personali e le App.


Se volete, potete anche decidere di modificare il processo scegliendo tra le opzioni:
  • Mantenere file personali e App
  • Mantenere solo i file personali
  • Non mantenere nulla (installazione pulita del sistema con upgrade di Licenza e spostamento dei file personali nella cartella C:\Windows.old



Dopo aver aver effettuato la scelta più consona alle vostre esigenze proseguiamo cliccando su Installa. Mettiamoci comodi e attendiamo fiduciosi.


Completato i processi confermiamo la nostra utenza, scegliamo le impostazioni iniziali e finalmente Windows 10 sarà pronto.


Avendo effettuato l'upgrade Windows risulterà correttamente attivato, possiamo verificarlo cliccando su START - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza e cliccando sul tab Attivazione.



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Ripristinare Windows 10 o tornare alla versione precedente di Windows

di Alessandro Giorgis
A partire da Windows 8 Microsoft ha introdotto un una funzione che permette di eseguire un ripristino del sistema operativo alle impostazioni di fabbrica direttamente dal S.O. stesso, senza usare il DVD al boot del sistema.
Questa opzione semplifica notevolmente il processo di formattazione del pc, anche per gli utenti meno esperti, inoltre permette di eseguire un'installazione pulita ogni volta che vogliamo.
Se invece non siete soddisfatti di Windows 10, Microsoft permette di tornare alla versione precedente del sistema (Win 7 o Windows 8.1, a seconda della vostra vecchia versione) entro un mese dalla data di upgrade. Vediamo come eseguire entrambe le procedure.

Ripristino alle impostazioni di Fabbrica
NB: Poiché questa procedura ripulisce il sistema è importante non eseguirla se si intende ripristinare la versione precedente di Windows. Per tornare alla versione precedente è essenziale disporre dei file preparati da Windows durante l'upgrade.
Se intendete ripristinare la vecchia versione di Windows passate al punto successivo dell'articolo.

Come accennato prima Windows 10 permette di fare un ripristino del sistema direttamente dal S.O.
Anche se il disco di boot non è richiesto è sempre meglio averne uno a portata di mano. Per crearlo possiamo usare il Media Creation Tool illustrato in questo post
Dobbiamo solo selezionare la voce  Crea un supporto di installazione per un altro PC per creare un file ISO oppure una pendrive USB, avendo cura di selezionare la giusta versione di Windows 10 in nostro possesso (Home o Pro).



Una volta creato il supporto di ripristino e dopo aver fatto il backup dei dati procediamo il ripristino. Andiamo su START - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza, clicchiamo su Ripristino e selezioniamo Per Iniziare. Windows ci chiederà delucidazioni su cosa fare, se mantenere i file oppure se rimuovere tutto.


Scegliamo Rimuovi tutto e proseguiamo. Se abbiamo più partizioni sul disco fisso Windows chiederà se vogliamo rimuovere i file da tutte le unità oppure se ripulire solo quella dove è presente Windows (tipicamente la C:)


Scegliamo di ripulire solo l'unità di sistema e proseguiamo. Windows a questo punto ci metterà di fronte ad una nuova scelta:
  • Rimuovere solo i file personali
  • Rimuovere i file pulire l'unità.
Questa scelta è legata al motivo della formattazione. Scegliendo la seconda opzione, infatti,  Windows provvederà ad eseguire un ciclo di scrittura sull'hard disk in modo da rendere molto più complesso l'eventuale recupero dei dati. Conviene usare questa opzione solo se si intende formattare con il fine di vendere o regalare il pc.
Scegliamo di rimuovere semplicemente i file e proseguiamo cliccando su Reimposta.


A questo punto dobbiamo solo pazientare che Windows completi la procedura di ripristino, avendo cura di rispondere alle domande poste dal sistema operativo.
Oltre alla classica scelta della lingua e accettazioni varie vi verrà chiesta la natura del pc. Se è di vostra proprietà e non un pc aziendale selezionate Appartiene a me e procedete associando un account Microsoft oppure creando un account locale (cliccando su ignora questo passaggio).


Completati i vari passaggi potremmo nuovamente utilizzare Windows 10. Grazie alla scelta di ripulire solo la partizione di sistema le altre le troveremo esattamente come le abbiamo lasciate prima del ripristino.


Anche la licenza rimarrà intatta e non sarà necessario attivare nuovamente Windows.

Tornare alla versione precedente di Windows
Windows 10 permette di riportare il sistema alla precedente versione di se stesso (Win 8.1 o Win 7) a patto che il procedimento venga effettuato entro 1 mese dalla data di upgrade.

Come prima cosa facciamo il solito backup dei dati, anche se non si dovrebbe perdere nulla (ma perché rischiare?) dopodiché andiamo su START - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza - Ripristino per troare la voce Torna a Windows 7 o Torna a Windows 8.1 (a seconda della nostra vecchia versione di partenza). Clicchiamo sul tasto Per iniziare.

Ovviamente Microsoft ci chiederà la motivazione per la quale vogliamo tornare indietro, selezioniamo il motivo che più ci aggrada e proseguiamo.


Windows ci informerà su quello che accadrà dopo il downgrade, ovvero la perdita di eventuali programmi installati o aggiornati in Windows 10 e il ripristino delle impostazioni di sistema. Inoltre dovremmo ricordarci l'eventuale password di accesso del vecchio sistema operativo, altrimenti non potremo accedere a Windows.

Fatte queste premesse proseguiamo e attendiamo che il pc completi le operazioni.



Se tutto è andato per il verso giusto Windows si riavvierà con la nostra vecchia versione. Anche questa volta non sarà necessario eseguire nessuna attivazione, inoltre potremmo nuovamente fare l'upgrade a Windows 10 tramite l'app di prenotazione o tramite il Media Creation Tool
Questo articolo è di proprietà de Il Diario del Sistemista Non è consentito ripubblicarne, anche solo parzialmente, i contenuti senza l'attribuzione al suo autore. I contenuti sono protetti dalla licenza Creative Commons.

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Windows: installare programmi essenziali con un click

di Jessica Lambiase

Una delle cose più seccanti di un Windows “pulito” è quella di doversi armare di santa pazienza e scaricare, uno per volta, i programmi essenziali utili per portare a termine il nostro lavoro giornaliero.

Quante volte vi sarà capitato di installare software come Steam e Google Earth ma di dimenticare, ad esempio, un “banale” lettore PDF o addirittura un riproduttore multimediale con funzionalità avanzate?

Ebbene, grazie a Ninite ciò non succederà più: questo pratico servizio online permette di installare programmi essenziali per Windows con pochissimi click, semplicemente selezionandoli da una lista ed installando un piccolissimo software!

Prima di continuare teniamo a precisare che Ninite è – almeno al momento della stesura dell’articolo – contrario a priori a toolbar, adware e “mezzucci” vari, dunque l’eseguibile che utilizzeremo in questa guida è da ritenersi – almeno al momento – assolutamente sicuro.

Installare programmi essenziali con un click grazie a Ninite

installare programmi essenziali

La prima cosa da fare è recarsi sul sito web del servizio contrassegnare con un segno di spunta i programmi che desideriamo scaricare ed installare sul nostro PC Windows.

LINK | Ninite (Home)

Trattandosi di software praticamente essenziali la scelta non è molto ampia ma copre tutto ciò di cui potremmo aver bisogno per un utilizzo generico del PC: da riproduttori come VLC e GOMPlayer ad applicazioni come Google Earth, passando per i browser principali e terminando a strumenti di sviluppo come Eclipse e l’intera JDK.

Una volta scelti i programmi, è sufficiente cliccare su Get Installer ed attendere il download (sarà automatico) di un file eseguibile sul nostro PC, che avrà il nome di parte del software scelto per l’installazione – ad esempio “Ninite Audacity Everything FileZilla KeePass 2 Installer.exe”.

ninite-2

Una volta terminato il download, dovremo semplicemente eseguire il file scaricato prima per dare inizio al download e all’installazione dei programmi scelti;  attendiamo pazientemente il completamento del processo, che sarà notificato graficamente grazie ad una comoda barra di progresso. Per visualizzare lo stato di ogni singolo software, basterà cliccare su “Show Detalis” all’interno della finestra di Ninite.

ninite-3

Al termine del procedimento i programmi saranno tutti installati sul nostro PC.

Ma le sorprese di Ninite non finiscono qui: conservando l’installer ed eseguendolo periodicamente, infatti, sarà possibile verificare se i programmi installati tramite esso sono aggiornati all’ultima versione; qualora siano disponibili aggiornamenti, sarà lo stesso Ninite che in maniera totalmente automatica e silenziosa si occuperà di scaricarli ed installarli per noi.

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L’unico accorgimento è quello di ricordare di eseguire periodicamente il programma o, in alternativa, di aggiungere un’operazione pianificata affinché questa operazione sia portata automaticamente a termine – bisognerà però impostare, per evitare di dover dare il consenso manuale, l’esecuzione con privilegi elevati.

L'articolo Windows: installare programmi essenziali con un click appare per la prima volta su ChimeraRevo - Il miglior volto della tecnologia.

Proiettare lo schermo di Windows 10 Mobile su PC tramite Wi-Fi

di Massimiliano Cristarella

Con Windows 10 Anniversary Update è stata introdotta la possibilità di proiettare lo schermo del proprio telefono tramite Wi-Fi anche su computer e tablet tramite l’app Connetti. Se quindi avete uno smartphone con Windows 10 Mobile (o Windows Phone 8.1) e un PC o tablet con Windows 10 con la funzionalità Miracast potete seguire questa guida per proiettare […]

Puoi leggere l'articolo Proiettare lo schermo di Windows 10 Mobile su PC tramite Wi-Fi in versione integrale su WindowsBlogItalia.
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Avviare Windows 8, 8.1 e 10 in modalità provvisoria

di Alessandro Giorgis

I S.O. Windows dispongono di una modalità diagnostica che permette di avviare il sistema con in set minimo di driver e impostazioni, sufficienti a garantire un avvio stabile. Questa configurazione è definita modalità provvisoria.

Nelle versioni precedenti di Windows era possibile accedere a questa modalità tramite la pressione del tasto F8 prima dell’avvio di Windows stesso.

In Windows 8, 8.1 e 10 il tasto F8 non è attivo di default ma è possibile abilitarlo, inoltre sono stati introdotti altri metodi per accedere alla modalità modalità provvisoria.

Modalità provvisoria quando Windows è funzionante
 

Il metodo principale prevede che il S.O. sia funzionante, o perlomeno che si riesca ad arrivare al login.

Clicchiamo sul tasto Arresta, dopodiché teniamo premuto il tasto SHIFT sulla tastiera e clicchiamo sulla voce Riavvia il sistema (Vale per tutte e tre le versioni di Windows: 8, 8.1 e 10).

Se il comando è andato a buon fine apparirà il menu di avvio avanzato:

Clicchiamo su Risoluzione dei problemi e successivamente su Opzioni avanzate.
Avremo a disposizione diverse scelte che includono:

  • Ripristino del sistema da punto di ripristino
  • Ripristino da immagine
  • Ripristino all’avvio
  • Prompt dei comandi
  • Impostazioni di avvio

La voce che ci interessa è Impostazioni di avvio, quindi clicchiamo sul relativo tab e confermiamo cliccando su Riavvia. Dopo qualche secondo avremo nuovamente la possibilità di accedere alla e varie modalità diagnostiche.

Lo stesso effetto si può ottenere navigando nel menu Impostazioni di Windows, possiamo raggiungerlo da questi percorsi:

  • Windows 8: Barra Laterale – Impostazioni – Modifica impostazioni PC – Generale – Avvio avanzato
  • Windows 8.1: Barra Laterale – Impostazioni – Modifica impostazioni PC – Aggiorna e ripristina – Ripristino – Avvio avanzato
  • Windows 10: Start – Impostazioni – Aggiornamento e sicurezza – Ripristino – Avvio avanzato

E se Windows non parte più? Occorre giocare d’anticipo, utilizzando due procedure:

Modalità provvisoria con il classico F8

Come abbiamo detto in precedenza Windows 8, 8.1 e 10 non dispongono del tasto F8 in maniera nativa, ma possiamo abilitarlo dal Promt dei comandi.

Dalla barra di ricerca del menu start digitiamo Prompt dei comandi, facciamo clic il tasto destro sul risultato della ricerca, selezioniamo la voce Esegui come Amministratore e digitiamo la seguente stringa: bcdedit /set {default} bootmenupolicy legacy 

Riavviamo il pc e utilizziamo il tasto F8 prima dell’avvio del sistemata. Il risultato sarà il seguente:

Nel caso in cui si voglia disabilitare il funzionamento del tasto F8 digitiamo, sempre dal Prompt dei comandi come amministratore, la stringa: bcdedit /set {default} bootmenupolicy standard

Creare un’unità di ripristino

Come sempre, la scelta più sicura e che andrebbe fatta come prima cosa quando si acquista un pc nuovo e la creazione di un’unità di ripristino

Tale unità, che può essere creta su USB oppure un DVD, permette di accedere alle impostazioni di avvio avanzate anche a Windows completamente compromesso.
Dalla barra di ricerca digitiamo Crea un’unità di ripristino e selezioniamo il relativo eseguibile, dopodiché inseriamo una chiavetta USB o un DVD e clicchiamo su Avanti.

Se il sistema mette il check su Copia la partizione di ripristino (Windows 8 e 8.1) o su Esegui il backup dei file di sistema (Windows 10) lasciateli abilitati.
Selezioniamo l’unità designata e clicchiamo su Avanti e infine su Crea.

Ad operazione ultimata sarà possibile rimuovere l’unità di supporto.

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Avviare Windows 8, 8.1 e 10 in modalità provvisoria

di Alessandro Giorgis
I S.O. Windows dispongono di una modalità diagnostica che permette di avviare il sistema con in set minimo di driver e impostazioni, sufficienti a garantire un avvio stabile. Questa configurazione è definita modalità provvisoria.

Nelle versioni precedenti di Windows era possibile accedere a questa modalità tramite la pressione del tasto F8 prima dell'avvio di Windows stesso.


In Windows 8, 8.1 e 10 il tasto F8 non è attivo di default ma è possibile abilitarlo, inoltre sono stati introdotti altri metodi per accedere alla modalità modalità provvisoria.

Modalità provvisoria quando Windows è funzionante
 

Il metodo principale prevede che il S.O. sia funzionante, o perlomeno che si riesca ad arrivare al login.

Clicchiamo sul tasto Arresta, dopodiché teniamo premuto il tasto SHIFT sulla tastiera e clicchiamo sulla voce Riavvia il sistema (Vale per tutte e tre le versioni di Windows: 8, 8.1 e 10).






Se il comando è andato a buon fine apparirà il menu di avvio avanzato:


Clicchiamo su Risoluzione dei problemi e successivamente su Opzioni avanzate.
Avremo a disposizione diverse scelte che includono:
  • Ripristino del sistema da punto di ripristino
  • Ripristino da immagine
  • Ripristino all'avvio
  • Prompt dei comandi
  • Impostazioni di avvio

La voce che ci interessa è Impostazioni di avvio, quindi clicchiamo sul relativo tab e confermiamo cliccando su Riavvia. Dopo qualche secondo avremo nuovamente la possibilità di accedere alla e varie modalità diagnostiche.


Lo stesso effetto si può ottenere navigando nel menu Impostazioni di Windows, possiamo raggiungerlo da questi percorsi:
  • Windows 8: Barra Laterale - Impostazioni - Modifica impostazioni PC - Generale - Avvio avanzato
  • Windows 8.1: Barra Laterale - Impostazioni - Modifica impostazioni PC - Aggiorna e ripristina - Ripristino - Avvio avanzato
  • Windows 10: Start - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza - Ripristino - Avvio avanzato
E se Windows non parte più? Occorre giocare d'anticipo, utilizzando due procedure:

Modalità provvisoria con il classico F8
Come abbiamo detto in precedenza Windows 8, 8.1 e 10 non dispongono del tasto F8 in maniera nativa, ma possiamo abilitarlo dal Promt dei comandi.

Dalla barra di ricerca del menu start digitiamo Prompt dei comandi, facciamo clic il tasto destro sul risultato della ricerca, selezioniamo la voce Esegui come Amministratore e digitiamo la seguente stringa: bcdedit /set {default} bootmenupolicy legacy 


Riavviamo il pc e utilizziamo il tasto F8 prima dell'avvio del sistemata. Il risultato sarà il seguente:


Nel caso in cui si voglia disabilitare il funzionamento del tasto F8 digitiamo, sempre dal Prompt dei comandi come amministratore, la stringa: bcdedit /set {default} bootmenupolicy standard

Creare un'unità di ripristino
Come sempre, la scelta più sicura e che andrebbe fatta come prima cosa quando si acquista un pc nuovo e la creazione di un'unità di ripristino

Tale unità, che può essere creta su USB oppure un DVD, permette di accedere alle impostazioni di avvio avanzate anche a Windows completamente compromesso.
Dalla barra di ricerca digitiamo Crea un'unità di ripristino e selezioniamo il relativo eseguibile, dopodiché inseriamo una chiavetta USB o un DVD e clicchiamo su Avanti.

Se il sistema mette il check su Copia la partizione di ripristino (Windows 8 e 8.1) o su Esegui il backup dei file di sistema (Windows 10) lasciateli abilitati.
Selezioniamo l'unità designata e clicchiamo su Avanti e infine su Crea.


Ad operazione ultimata sarà possibile rimuovere l'unità di supporto.
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