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Ieri — 13 Ottobre 2019RSS feeds

Google Maps aggiunge una guida vocale per i non vedenti

di Alessandro Matthia Celli

Ogni volta che partite per un posto sconosciuto o per una destinazione lontana, è molto probabile che il vostro Cicerone sia stato Google Maps.

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Waymo conferma: in arrivo le auto senza conducente

di Simone Lelli
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L’auto protegge dai fulmini di un temporale?

di Raffaele Dambra

L'auto protegge dai fulmini

A causa dei cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale l’Italia è diventato un paese ‘quasi’ tropicale. Nel quale, soprattutto d’estate, sono frequenti improvvisi e violentissimi temporali, simili a piogge monsoniche, che dal punto di vista mediatico fanno più notizia con la definizione di ‘bombe d’acqua’. A questo proposito ci siamo chiesti quale sia il miglior comportamento da adottare se si viene sorpresi da un forte temporale durante un tragitto in automobile. E soprattutto se l’auto protegge dai fulmini.

COSA FARE IN CASO DI TEMPORALE QUANDO SI GUIDA

Se durante un viaggio in auto, specialmente fuori da un centro urbano, scoppia un forte temporale, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Un acquazzone, anche se particolarmente intenso, non è mica l’armageddon, per cui non serve farsi prendere dal panico. Detto questo, bisogna concentrarsi principalmente su due aspetti: la visibilità e il controllo del veicolo. Dato che in caso di tanta pioggia la prima cosa che viene meno è proprio la visibilità, è doveroso segnalare meglio la propria presenza agli altri automobilisti azionando, oltre alle luci di posizione (gli abbaglianti solo se necessario), le quattro frecce. Contestualmente si deve procedere con estrema prudenza per scongiurare il rischio di aquaplaning, e valutare se non sia il caso di fermarsi. Ovviamente la macchina va eventualmente arrestata in un posto adatto. Per cui non a bordo strada, a meno che non ci sia un’apposita area per la sosta; ma nemmeno sotto ponti o gallerie, che allagandosi potrebbero trasformarsi in una trappola mortale. L’ideale sarebbe trovare uno spazio con una tettoia (una stazione di rifornimento), distante però da tutto ciò che possa cadere e provocare danni.

L’AUTO PROTEGGE DAI FULMINI?

Le difficoltà di trovarsi in una vettura durante un temporale potrebbero acuirsi se alla pioggia abbondante si aggiungessero lampi e fulmini, evento per nulla improbabile in caso di temporale. Ma un’auto protegge dai fulmini? La risposta sorprendente è che in effetti la carrozzeria di un’automobile funge da ottimo isolante contro le scariche elettriche, sostituendosi alla protezione della cosiddetta Gabbia di Faraday. Scoperta nel 1836 dal fisico inglese Michael Faraday, indica un sistema costituito da un contenitore in materiale elettricamente conduttore o cavo conduttore, come è appunto il metallo, in grado di isolare l’ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico presente al suo esterno, per quanto intenso possa essere. Di conseguenza se un fulmine centra in pieno la carrozzeria di un’automobile, essendo quest’ultima composta principalmente di metallo, le scariche si concentrano sulla superficie esterna senza esercitare nessun effetto all’interno dell’abitacolo.

QUANDO L’AUTO NON PROTEGGE DAI FULMINI

Quindi sì, tutto sommato l’interno di un’auto è un luogo abbastanza sicuro contro le scariche elettriche. Tra l’altro per evitare la penetrazione di un fulmine non è necessario che il rivestimento metallico sia continuo. E infatti la carrozzeria di un’auto non lo è. Però bisogna comunque prendere delle precauzioni. Per esempio nell’abitacolo, durante un temporale, è meglio non toccare le parti metalliche visibili come le maniglie delle portiere. Perché potrebbero mettere in contatto con la superficie esterna della vettura che non è affatto immune dai fulmini. Inoltre non tutte le vetture sono sicure allo stesso modo: una berlina protegge decisamente meglio di una cabrio con tettuccio in tela. Occhio infine agli pneumatici. Essendo composti da materiale isolante, se vengono colpiti da un fulmine la corrente prodotta, passando dalla passaruota al battistrada, può rilasciare calore in grosse quantità, con l’elevato rischio di danneggiarli.

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Auto intelligenti: perché il 70% le preferisce al guidatore umano

di Redazione

Le vetture a guida autonoma ispirano fiducia, non fanno paura: è quanto emerge da una ricerca di Ansys, leader mondiale nel campo dei software di simulazione ingegneristica, con sede a Pittsburgh (Pennsylvania, USA). Si tratta di un’indagine sulle auto intelligenti: il 70% le preferisce al guidatore umano. La maggior parte degli intervistati pensa che le auto intelligenti siano meglio degli esseri umani alla guida o che supereranno le capacità umane entro 10 anni.

AUTO A GUIDA AUTONOMA: MEGLIO DELL’UOMO

Ansys ha commissionato la ricerca ad Atomik Research, che ha intervistato 22.041 adulti in 15 mercati: Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Italia, Spagna, Benelux, Svezia, Giappone, Cina e India. Il Global Autonomous Vehicles Report rivela come stiano cambiando le percezioni dei consumatori nei confronti dei veicoli autonomi. In fatto di auto intelligenti, non solo il 70% le preferisce al guidatore umano, ma quasi tutti gli intervistati non avrebbero problemi a utilizzare una self driving car a un certo punto della propria vita.

PER I GIOVANI, VETTURA A GUIDA AUTONOMA OK

L’87% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni e l’88% di quelli tra i 25 e i 34 anni si sentono a proprio agio all’idea di usare vetture autonome nel corso della loro vita. Invece, il 43% degli intervistati over 65 dice che mai salirebbe su un’auto a guida autonoma. Pertanto, più il consumatore è giovane, più è orientato verso le nuove tecnologie delle macchine; quelli più su con l’età hanno maggiori timori, e sono più legati alle vetture tradizionali. Di qui la media: il 70% preferisce i veicoli senza conducente al guidatore umano. Il timore di chi non si fida? Che la tecnologia si guasti d’improvviso, con un incidente come conseguenza. Il 97% dei cinesi si dichiara disposto a utilizzare nel corso della loro vita un’auto a guida autonoma. Viceversa, solo il 57% dei britannici si sentirebbe tranquillo viaggiando su una macchina che non ha un uomo alla guida.

AUTO INTELLIGENTI: FIDUCIA NELLE CASE

Il 24% degli intervistati crede che i produttori di auto di lusso (Audi, BMW, Mercedes, Porsche, Tesla, che è un po’ la regina del settore) offriranno l’esperienza di guida autonoma più sicura, seguiti dalle aziende tecnologiche che potrebbero un giorno offrire auto autonome (20%): Google, Uber, Dyson (che, oltre agli elettrodomestici, fa anche motori elettrici per le auto). E in ultimo dai brand automotive non di lusso (16%). Ma ci si arriverà mai? Secondo Sam Abuelsamid, principal research analyst di Navigant Research, hardware e software necessari per trasformare la guida autonoma in una realtà concreta hanno raggiunto un livello sufficiente di maturità soltanto negli ultimi dieci anni. È necessario, dice, convincere i consumatori che gli algoritmi siano in grado di guidare in modo più affidabile degli uomini. Questo richiederà un enorme lavoro di simulazione da affiancare alle centinaia di milioni di chilometri di test su strada. Per ora, il 70% delle persone preferisce l’auto a guida autonoma rispetto alla persona, ma la percentuale è destinata a salire.

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5 reazioni che potreste avere con un’auto a guida autonoma

di Donato D'Ambrosi

La sola idea di salire su un’auto a guida autonoma può generare emozioni o paure nascoste, un po’ come quella di volare. Le reazioni dei 5 maggiori profili di conducenti alle prese con la guida autonoma sono venute fuori da un’indagine Audi su 21 mila persone. La ricerca ha coinvolto 10 Stati per capire quali sarebbero le reazioni più diffuse delle persone quando si confrontano con un’auto a guida autonoma.

L’INDAGINE AUDI SULLA GUIDA AUTONOMA

L’indagine sulle reazioni alla guida autonoma condotta in Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti hanno dimostrato che l’opinione delle persone cambia continuamente. L’82% degli intervistati si è dichiarato interessato, il 53% che vorrebbe provarla, ma solo l’8% ha saputo dare una spiegazione su cos’è guida autonoma. Sembra però chiaro un po’ a tutti che la guida autonoma dovrebbe apportare dei vantaggi al di là delle reazioni di cui parleremo più avanti. La mobilità è in testa ai cambiamenti che favorirà la guida autonoma, anche se per T&E più auto creeranno anche più traffico in città. Solo a seguire sono ritenute importanti convenienza, sicurezza, sostenibilità, lusso e piacere di guida. Tra i 5 profili tipo individuati dall’indagine Audi, le reazioni con la guida autonoma trovano riscontro con età, istruzione e Paese di provenienza.

1.REAZIONE SOSPETTOSA ALLA GUIDA AUTONOMA

Il conducente sospettoso, dall’indagine sulla guida autonoma, non è interessato alla tecnologia in generale. Il motivo – secondo il report – è dovuto all’approccio critico verso qualcosa di sconosciuto. E’ molto frequente in Germania (26%), Stati Uniti (23%) e Francia (21%), ma in media si riscontra nel 14% del totale degli intervistati.

2.REAZIONE CURIOSA MA INSICURA

Il conducente riluttante ma curioso è un comportamento di chi dimostra ancora riserve per la guida autonoma ma ne è affascinato. Si può immaginare a bordo di un’auto a guida autonoma a patto che possa controllarne la guida come e quando vuole. Il 24% degli intervistati ha mostrato questa reazione, più frequente in Giappone (31%), Francia (30%) e Regno Unito (28%).

3.CONDUCENTE INTERESSATO MA CON GARANZIE

Il copilota di ampie vedute, è curioso e vuole poter tenere il controllo dell’auto come nel caso 2. Si differenzia però da una reazione meno timorosa verso la guida autonoma. Non nega il desiderio di poterne possedere una a patto che la tecnologia sia stata già ben collaudata anche su strade pubbliche. La pensano così il 30% degli intervistati: Sud Corea (37%), Giappone (35%), Italia (33%), Spagna (32%).

4.LA REAZIONE DI CHI SI LASCIA INFLUENZARE

Il conducente che si lascia influenzare dal trend del mercato e dalle tendenze in generale è lanciato verso la guida autonoma senza incertezze. Tendenzialmente ne fanno una questione di immagine anche se mostrano interesse verso i sistemi dell’auto di cui però non sembrano sapere abbastanza. In media il “trend setter” si ritrova nel 16% degli intervistati, di più in Sud Corea (28%) e Stati Uniti (22%).

5.COME REAGISCONO I PIU’ GIOVANI ALLA GUIDA AUTONOMA

L’esperto di tecnologia è un profilo di guidatore che non teme l’auto a guida autonoma: è consapevole che è solo questione di tempo prima di poter salire su un’auto a guida autonoma. La reazione positiva è controbilanciata solo dall’incertezza delle norme. Secondo l’indagine chi salirebbe tranquillamente su un’auto a guida autonoma come passeggero è chi va più spesso in bici o sui mezzi pubblici ed è sensibile ai temi sul clima. SI tratta del 16% in media degli intervistati, che si concentrano prevalentemente in Cina (46%).

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Con la guida autonoma 40% in più di CO2 e traffico tutto il giorno?

di Donato D'Ambrosi

Le auto a guida autonoma risolveranno, forse, un bel po’ di problemi nelle grandi città, ma quelli derivanti da traffico ed emissioni rischiano anche di essere amplificati. Lo rivela uno studio di Transport&Environment che smonta in parte i benefici delle auto a guida autonoma. Si è quasi certi che senza un conducente in carne ed ossa capace di distrarsi diminuiranno gli incidenti. Un po’ meno però che le auto driverless ridurranno la CO2 e il traffico in centro. Vediamo perché secondo T&E l’ora di punta rischia di diventare il giorno di punta con le auto a guida autonoma in città.

MENO CONDUCENTI EQUIVALE A PIU’ TRAFFICO

Siamo d’accordo sul fatto che le auto a guida autonoma di livello SAE 4 e 5 sono lontane dalla realtà stradale. Perché sostanzialmente è questo di cui parla lo studio di Transport&Environment sugli effetti della guida autonoma su traffico e CO2 da trasporti. Il fattore chiave che influenzerà il traffico in città dipenderà dalla convenienza di prendere l’auto rispetto ad altri mezzi. Le auto a guida autonoma e connesse, elettriche o con motori tradizionali, non saranno più un bene necessario.

AUMENTERANNO LE AUTO MA CI SARA’ MENO SPAZIO IN CENTRO

Molti neppure potranno permettersi un’auto robot che guida da sola: si prenoterà una corsa come per il car sharing, ma senza guidare. Con un numero tendenzialmente in aumento delle auto a guida autonoma condivise, il traffico resterà lo stesso, forse con meno ingorghi. Il traffico nelle città europee passerà – secondo T&E – dal 50% al 150% entro il 2050 senza una regolamentazione specifica. Auto e obiettivi climatici vanno però in direzioni opposte se si pensa che la modellazione urbana in molti Paesi sta togliendo sempre più spazio alle auto.

IL PROBLEMA DELLA CO2 DA AUTO CON LA GUIDA AUTONOMA

Le stime di T&E dicono che riducendo del 60% nelle città europee l’attività dei veicoli si potrebbe conseguire una riduzione delle emissioni da auto del 32% entro il 2050. Bisogna ricordare che le emissioni da autotrasporto sono solo una piccola parte rispetto a fonti più inquinanti. Per non vanificare il conseguimento degli obiettivi climatici in Europa secondo T&E le auto a guida autonoma dovrebbero entrare in città solo se elettriche o ibride. “Automazione, elettrificazione e condivisione sono tre rivoluzioni che possono trasformare il modo in cui ci muoviamo. Ha dichiarato Yoann Le Petit, esperto di mobilità di T&E – Ma se questa sarà una buona cosa per l’ambiente o per la vivibilità delle nostre città dipende interamente dalle scelte che i governi fanno.”

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Huawei lavora al futuro delle auto smart, tra reti mesh e connessioni 5G

di Giuseppe
Huawei lavora al futuro delle auto smart, tra reti mesh e connessioni 5G

L'azienda collabora con multinazionali Americane ed Europee per migliorare la circolazione e la sicurezza delle città di domani

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Smartphone | I migliori del 2019

di Tom's Hardware
Aggiornata a settembre 2019 Il 2019 è ormai entrato nel suo ultimo quarto. Nelle ultime settimane sono arrivati sul mercato diversi nuovi smartphone, senza dimenticare il Keynote del 10 settembre, durante il quale Apple ha svelato i nuovi iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max. Alcune fasce rimangono comunque monopolizzate da Xiaomi, […]

5 rischi quotidiani in strada che la guida autonoma (forse) cancellerà

di Donato D'Ambrosi

Quanto sono sicure le auto a guida autonoma? Oggi non si fa che parlare della sicurezza degli occupanti delle auto a guida autonoma e come la tecnologia driverless possa proteggere i pedoni. Degli effetti sugli altri utenti della strada che le auto a guida autonoma possono avere è un terreno quasi ancora inesplorato. Quanto saranno sicure le strade con le auto a guida autonoma? Ecco i 5 fattori di rischio maggiori che si affrontano ogni giorno e i pericoli che forse con la guida autonoma non dovremo affrontare tornando a casa dal lavoro.

IL RISCHIO DI UN CONDUCENTE POCO SICURO CON LA GUIDA AUTONOMA

In molti Paesi la tolleranza sull’alcol è zero per chi vuole guidare, ma questo limite non ferma chi alza il gomito e decide di mettersi al volante. Segno a favore per la sicurezza di guida se l’auto potrà riportare a casa il proprietario dopo una festa o una cena. Oggi l’alternativa a guidare è chiamare un taxi. Ma sono molti i casi in cui passeggeri di taxi o Uber (soprattutto a Londra) hanno denunciato di essere stati molestati o derubati proprio perché più indifesi o non in grado di difendersi.

IL RISCHIO DI PERDERE L’AUTOBUS O IL TRAM

Viaggiare sui mezzi pubblici quando sono deserti soprattutto di sera può dare modo a malintenzionati di approcciare altri passeggeri in modo molesto. Questo stesso rischio si corre anche mentre si aspetta l’autobus e se tarda ad arrivare la situazione non è certo migliore. Le auto a guida autonoma hanno già dimostrato nei parcheggi automatizzati di potersi muovere fino a raggiungere il proprietario. Manca la possibilità di farlo su strade pubbliche dove l’abitacolo, in qualsiasi fascia oraria o città può rappresentare un luogo sicuro.

IL RISCHIO DI INCIDENTI CON LE AUTO A GUIDA AUTONOMA

Meno conducenti umani dovrebbero abbassare notevolmente i rischi legati all’ordine pubblico e al lavoro della Polizia. Le auto a guida autonoma possono ridurre notevolmente gli incidenti, anche se su questo aspetto i pareri si dividono e c’è ancora tanto da dimostrare.

IL RISCHIO DI SBAGLIARE STRADA CON IL NAVIGATORE

Il rischio di sbagliare strada è ancora molto alto, tant’è che a causa del navigatore impallato si può prendere una multa o fare anche un incidente.  Con le auto a guida autonoma e le mappe ad alta definizione si prevede che i sistemi di bordo potranno interagire con l’ambiente esterno in modo attivo: l’auto a guida autonoma saprà se è nel posto giusto o meno.

IL RISCHIO DI RIMANERE SENZA AUTO, IN PANNE O RUBATA

I furti auto sono ancora una delle maggiori preoccupazioni di compra un’auto nuova. E’ probabile che quando le auto saranno a guida autonoma saranno acquistate da grandi flotte aziendali. Non correremo più quindi il rischio di restare a piedi se l’auto si guasta all’improvviso (al massimo ne arriverà una in sostituzione). E la criticità del furto sarà gestita telematicamente dal proprietario dell’auto: ci si immagina che premendo un tasto l’auto si potrà disabilitare.

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Tasso alcolemico sopra i limiti: c’è reato se l’auto è ferma?

di Raffaele Dambra

Tasso alcolemico

Tutti sanno che chi viene beccato alla guida di un veicolo con un tasso alcolemico sopra i limiti rischia una pena molto severa. Che, a seconda della gravità dell’evento, parte dalla semplice (ancorché salata) multa fino a contemplare persino l’arresto, passando per la sospensione o revoca della patente e la confisca dell’auto. Queste sanzioni si applicano ai conducenti che ‘guidano’ sotto l’effetto di alcol. Come dispone con assoluta chiarezza l’articolo 186 del Codice della Strada (“È vietato ‘guidare’ in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche”). Ovviamente sottintendiamo che il CdS si riferisca agli automobilisti fermati in stato di ebbrezza durante la marcia. Ma se invece il conducente con tasso alcolemico oltre i limiti fosse colto sul fatto a vettura ferma, per esempio parcheggiata a bordo strada, risulterebbe sanzionabile alla stessa maniera? Proviamo a fare chiarezza.

TASSO ALCOLEMICO OLTRE I LIMITI: LE SANZIONI PREVISTE

Partiamo dall’inizio facendo un rapido recap sulle sanzioni previste per chi guida dopo aver bevuto. Senza entrare troppo nei dettagli (per i quali vi rimandiamo all’art. 186 del CdS integrale), chiunque guida in stato di ebbrezza:
– è punito con una multa da 527 a 2.108 euro se il tasso alcolemico accertato è tra 0,5 e e 0,8 g/l; più la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
– se invece il livello di alcol è tra 0,8 e 1,5 g/l, la forbice dell’ammenda sale a 800/3.200 euro; più sospensione della patente da sei mesi a un anno e arresto fino a sei mesi;
– se il tasso alcolemico rilevato è addirittura superiore a 1,5 g/l, la multa va da 1.500 a 6.000 euro; più sospensione della patente da uno a due anni (ma in caso di recidiva nel biennio successivo scatta la revoca); più arresto da sei mesi a un anno e confisca del veicolo salvo che appartenga a persona estranea ai fatti.
Se il guidatore in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni sono raddoppiate. Pene più severe (come da articolo 186-bis del Codice della Strada) anche per i conducenti con meno di 21 anni, per i neo-patentati e per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose.

TASSO ALCOLEMICO SOPRA I LIMITI: SANZIONE ANCHE SE SI È FERMI?

Fatta questa necessaria premessa per ricordare a cosa va incontro chi guida sotto l’effetto di alcol, focalizziamoci sulla nostra domanda iniziale. Si può essere puniti per tasso alcolemico sopra i limiti se si staziona al posto di guida dell’auto ma a vettura ferma? A questo punto bisogna distinguere due diverse situazioni. La prima si verifica quando gli agenti di una pattuglia effettuano un controllo sul conducente di un veicolo fermo, ma che poco prima era stato visto procedere a un’andatura irregolare e pericolosa per la sicurezza stradale, oppure commettere qualche tipo di infrazione. Se dal successivo accertamento dovesse risultare che il conducente presenta un tasso alcolemico superiore al consentito, gli agenti possono imputargli la guida in stato di ebbrezza, riportando sul verbale di averlo visto circolare pochi istanti prima in evidente stato di alterazione. A quel punto diventerebbe dura, per il conducente, dimostrare il contrario.

SANZIONI PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA CON AUTO FERMA: LA GIURISPRUDENZA

La seconda situazione riguarda un aspetto più intricato. Ovvero che gli uomini della Polstrada sorprendano un automobilista palesemente ubriaco o quanto meno alticcio, al posto di guida di un’auto parcheggiata a bordo strada, senza però averlo visto circolare. In effetti questa persona potrebbe sostenere di essere salita a bordo della vettura ma di non aver neanche avvicinato le chiavi nel quadro. E quindi di non essere punibile per guida in stato di ebbrezza, pur avendo alzato notevolmente il gomito, per il sol fatto di non aver percorso neppure un metro. Tuttavia secondo i più recenti orientamenti della giurisprudenza, confermati da numerose sentenze della Cassazione, il solo trovarsi a bordo di un veicolo in posizione di guida assume rilevanza ai fini sanzionatori. E questo a prescindere che il veicolo stia effettivamente circolando, in quanto la fermata altro non è che una fase della circolazione. Con la conseguenza che essa non si sottrae alle regole generali previste dal Codice della Strada. Allo stesso tempo dev’essere comprovato che il conducente, in precedenza, abbia deliberatamente movimentato il mezzo in area pubblica o destinata al pubblico.

CONCLUSIONI

In definitiva, possiamo dire che è senz’altro sanzionabile il conducente con tasso alcolico sopra i limiti, sorpreso al posto di guida di un’auto ferma. Ma solo se si riesce a dimostrare che abbia verosimilmente guidato il mezzo prima di fermarsi. Perché l’hanno visto direttamente gli agenti della Stradale; o perché rinvenuto in una posizione di sosta che lasci supporre questa circostanza (come nella piazzola di sosta di un’autostrada: è ovvio che non possa esserci arrivato volando). Negli altri casi bisogna invece valutare usando il buon senso. Per esempio non è punibile, anzi è da apprezzare, un soggetto che esce da un locale (ristorante, discoteca, ecc.) visibilmente brillo e staziona al posto di guida del conducente per almeno un’ora, senza mettere in moto la vettura, in attesa che gli passi la sbornia.

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Libri scientifici per bambini | I migliori da leggere nel 2019

di Tom's Hardware
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di Valentina Acri
Audi ha presentato, in occasione del Salone di Francoforte, il nuovo AI:Trail : un concept decisamente futuristico e 100% elettrico, dedicato principalmente alla guida in off-road. Ben 4,15 metri di lunghezza e 2,15 metri di altezza per racchiudere un concept off-road progettato per regalare esperienze di guida uniche e a zero emissioni. L’obiettivo è probabilmente […]

Bici Elettrica o pedalata assistita: le migliori da comprare

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La bici elettrica – chiamata anche e-bike – sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa! Questi veicoli sono pratici, leggeri, di facile manutenzione e a basso costo: insomma, come detto dal New York leggi di più...

Ultrabook: i migliori da comprare

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