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Nissan produrrà il 15% di auto in meno: l’effetto Ghosn e le azioni in calo

di Redazione

Non sembra essere un bel momento, per Nissan. La Casa nipponica, dopo l’uscita di scena del numero uno Carlos Ghosn, taglierà la produzione del 15% per quest’anno fiscale, che per le aziende giapponesi va da marzo 2019 a marzo 2020. L’operazione, annunciata dal Nikkei, il più importante giornale finanziario del Giappone, rappresenta la più significativa riduzione a livello produttivo dell’ultimo decennio per la Casa. E arriva proprio in un momento in cui cerca di riguadagnare quote di mercato su mercati strategici, come quello statunitense, in cui è in sofferenza.

LE AZIONI TENGONO IL VALORE

Rispetto allo scorso anno, le azioni Nissan quotate alla borsa di Tokyo hanno subito un consistente calo, perdendo oltre il 15%. Da gennaio 2019, però, il titolo tiene e, anzi, mostra deboli segni di ripresa. Pari andamento hanno registrato anche a Wall Street. Proprio quando lo shock dell’arresto di Ghosn, che a fine gennaio si è dimesso da tutte le cariche, arriva questa nuova doccia fredda.

4,6 MILIONI DI AUTO IN UN ANNO

A quanto riportato dal Nikkei, che è il più importante quotidiano economico giapponese, Nissan avrebbe comunicato ai propri fornitori che per l’anno fiscale appena iniziato avrebbe previsto di produrre soltanto 4,6 milioni di auto. Questa mossa, se confermata, avrebbe due conseguenze negative. Potrebbe indebolire l’alleanza con Renault e limerebbe ulteriormente i guadagni che, secondo le previsioni, dovrebbero attestarsi intorno ai 3,58 miliardi di euro: il 22% in meno. Si tratterebbe del peggior risultato economico dal 2013.

IN ATTESA DI CONFERME

Al momento da parte di Nissan non arrivano dichiarazioni ufficiali. Unico commento alle dichiarazioni del Nikkei è arrivato via mail. Nella comunicazione la Casa si è limitata a chiarire che le notizie riportate dal quotidiano finanziario non si basano su annunci o informazioni diramati da Nissan. Ma altri chiarimenti al riguardo non sono stati resi noti. Di certo, per il nuovo consiglio dell’Alleanza, che sarà nominato a breve da Jean-Dominique Senard, Presidente di Renault, Hiroto Saikawa, nuovo CEO di Nissan, Thierry Bolloré, CEO di Renault e Osamu Masuko, CEO di Mitsubishi Motors, ci sarà molto da lavorare. La strada per superare l’era Ghosn, che per quanto sia stato criticato in tempi recenti anche per gli enormi compensi ha fatto crescere la Casa con continuità, non sarà in discesa.

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Automobilisti italiani: il 79,5% afferma di rispettare le regole

di Redazione

Automobilisti italiani

Secondo un recente rapporto della Cgia di Mestre il numero di multe per infrazioni stradali è aumentato del +81% in dieci anni, eppure la stragrande maggioranza (il 79,5%) degli automobilisti italiani si autodefinisce coscienziosa e rispettosa delle regole del Codice della Strada. Che dire, forse qualcuno mente e abbiamo il sospetto che non sia la Cgia…

GLI ITALIANI E LA SICUREZZA STRADALE

L’auto-assoluzione degli automobilisti di casa nostra è emersa nel primo ‘Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale’, realizzato dall’omonima azienda di pneumatici con Euromedia Research. L’indagine ha posto varie domande a un campione di intervistati per tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza, con lo scopo ultimo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri alla guida. Soprattutto in un contesto in cui, dati Ocse alla mano, il 93% degli incidenti stradali continua a derivare dal comportamento dei conducenti.

L’AUTO È SICURA PER I CONDUCENTI MA NON PER I PEDONI

Ma vediamo i risultati. Innanzitutto l’automobile si è confermata di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2%), facendo però emergere un dato contraddittorio. Se l’auto è ancora percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), nel contempo buona parte degli intervistati (68%) ha bollato il veicolo a quattro ruote come il più pericoloso in assoluto per la paura di essere investiti. La cosa in realtà non ci sorprende. Nella malaugurata ipotesi di un contatto ravvicinato tra un’auto e un pedone, corre decisamente più rischi quest’ultimo e non viceversa…

GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI SI AUTO-ASSOLVONO

La parte più interessante del sondaggio è però risultata un’altra. Quella in cui, come anticipavamo all’inizio, il 79,5% degli italiani ha risposto di non percepirsi affatto come un pericolo per la sicurezza stradale. Definendosi, udite udite, “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” e, con percentuale salita all’87,4%, “assolutamente sicuro delle proprie capacità al volante di un mezzo di trasporto”. Solo un 8,7% di onesti temerari ha dichiarato di rispettare le regole soltanto in presenza di un controllo.

LA SICUREZZA SULLE STRADE DIPENDE SOPRATTUTTO DAI GUIDATORI

Gli automobilisti italiani sono stati poi chiamati a dare soluzioni per avere maggiore sicurezza sulle strade. Il 34,9% ha risposto che bisogna contare in primis sul senso di responsabilità dei guidatori. Una percentuale più bassa, il 16,7%, ha optato invece per una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più massiccia sulle strade. Mentre un buon 15,5% ha chiamato direttamente in causa le aziende che producono automobili e pneumatici, chiedendo di dar vita a nuovi sistemi di sicurezza tecnologici. Richiesti soprattutto dispositivi di frenata più efficaci e sensori di rilevazione della stanchezza.

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Yokohama Advan Neova AD08RS: 31 misure per la gomma sportiva in Europa

di Donato D'Ambrosi

Yokohama ha ufficializzato il lancio in Europa delle gomme sportive Advan Neova AD08RS, una novità ghiotta che per gli automobilisti fedeli al Costruttore di pneumatici giapponese. Con 31 misure a partire da 15 pollici infatti le Yokohama Advan Neova AD08RS concilia performance da tack day e sicurezza su strada.

 PIU’ EFFICIENTE PER L’EUROPA

 L’arrivo in Europa degli pneumatici sportivi stradali Yokohama Advan Neova AD08RS è stato annunciato in anteprima al Salone di Ginevra 2019. Ora Yokohama entra nel vivo del lancio che prevede entro l’estate 2019 il progressivo ampliamento della gamma di gomme estive. Le gomme Advan Neova AD08RS  – sostiene Yokohama – sono state specificamente riviste nelle tecnologie per rispondere meglio ai criteri di certificazione dell’etichetta energetica. I tecnici giapponesi sono partiti dai contenuti tecnologici delle Advan Neova AD08R.

BATTISTRADA MIGLIORATO

Anche se non si conoscono ancora le performance energetiche, possiamo dirvi che Yokohama ha confermato le soluzioni che ottimizzano l’aderenza e la resistenza al rotolamento. La R inserita nel nome contraddistingue l’impiego di microsilice. Una novità già vista sull’Advan Neova AD08R che evolve dalla mescola tradizionale MS2. La lunga durata promessa dalla mescola R si combina con il disegno del battistrada specifico. Yokohama definisce le scanalature arrotondate disposte in modo continuo per disperdere efficacemente l’acqua. La spalla monoblocco presente anche sull’ Advan Neova AD08RS contribuisce a rendere più rigida la struttura del battistrada.

LE GOMME SPORTIVE SONO LA CHIAVE DELLA STRATEGIA 

Le gomme Yokohama Advan Neova AD08RS saranno disponibili in 31 dimensioni, da 185/55R15 82V a 255/30R19 91W. La gamma da 15 a 19 pollici si completerà entro l’estate 2019.L’Advan Neova AD08RS è solo una delle novità della strategia Yokohama Rubber che si basa sempre più sullo sviluppo di pneumatici sportivi stradali. Non ci resta che raccontarvi di più con le nostre impressioni di guida in un prossimo test. Restate collegati.

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Dieselgate: anche Ford nel mirino delle autorità americane

di Redazione

C’è un nuovo indagato nel caso Dieselgate, lo scandalo sulle emissioni esploso negli Usa nel 2015. Si tratta di Ford, contro la quale un anno fa è stata presentata negli Stati Uniti una class-action. La Casa è stata accusata di aver manipolato i dati delle emissioni dei suoi veicoli. La giustizia americana sta ora indagando per far luce sull’accaduto. Lo fa in seguito a un avviso della stessa Casa statunitense alla Sec, la commissione di vigilanza dei mercati.

NON HA USATO SOFTWARE COME VW

Nel 2018 la class-action dello studio Hagens Bergman accusava Ford di aver installato un software modificato. Era in grado di falsificare i dati sulle emissioni sui propri veicoli in fase di test. In questo modo avrebbe ingannato le autorità americane e i clienti. Le indagini del Dipartimento di Giustizia americano partono da un’indagine interna avviata dalla stessa Ford a febbraio. La Casa dell’Ovale Blu sta quindi collaborando con la giustizia volontariamente. Lo testimonia il recente deposito di atti presso la Sec. L’azienda ha contattato autonomamente in febbraio sia l’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale, sia la Carb, il dipartimento delle risorse aeree della California. A quel punto sono iniziate le indagini.

PROBLEMI CON I MODELLI DI ANALISI

L’azione del Dipartimento di Giustizia segue quella autonoma di Ford. Già a settembre l’azienda si era accorta di errori nel funzionamento dei modelli di analisi usati nei processi di adeguamento alle normative. I problemi erano stati denunciati da alcuni dipendenti. Quindi il marchio aveva assunto una società esterna per far luce sulla questione. L’indagine interna si è concentrata principalmente sulle specifiche del carico su strada dei veicoli. Quest’ultimo viene stabilito da modelli matematici che vengono confrontati con i dati reali delle prove su strada. Il carico su strada definisce la resistenza specifica dei veicoli durante i test dinamometrici svolti per ottenere le certificazioni. Quindi, un errore nel modello di analisi dello stesso potrebbe avere pesanti conseguenze sui risultati.

CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI

Il vicepresidente Ford Kim Pittel, delegato alla sostenibilità, all’ambiente e alla sicurezza, ha commentato così la notizia. “Ora il nostro obiettivo è portare a termine le nostre indagini e collaborare con gli enti governativi e regolatori”. Dunque, la Casa statunitense non si sbilancia su quelle che potrebbero essere le conseguenze di queste nuove indagini. Ha dichiarato solamente di non poter garantire che non ci saranno effetti negativi rilevanti. Al momento, però, non ha specificato quali saranno e se verranno applicate delle sanzioni.

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Assicurazione auto: la qualità della casa influenza il costo con Street View

di Antonio Elia Migliozzi

Usare Google Maps per prevedere gli incidenti. È questa in sintesi l’idea di due ricercatori che hanno svolto un test pilota. Al centro un campione di 20.000 soggetti assicurati in Polonia tra il 2012 e il 2015. Secondo la ricerca le immagini scattate da Google alle case sarebbero una grande risorsa. Come un grande fratello l’intelligenza artificiale elabora centinaia di migliaia di dati in pochi istanti. Nasce così un modello predittivo capace di sapere quanto un driver è pericoloso al volante. Informazioni come età, classe sociale ed etnia hanno definito meglio il background dei soggetti campione. Vediamo come funziona il modello è perché molti temono una violazione della privacy.

QUESTIONE DI SICUREZZA

Gli incidenti stradali sono una delle principali cause di morte al mondo. Kinga Kita-Wojciechowska, dell’Università di Varsavia e Łukasz Kidziński dell’Università di Standford si sono messi al lavoro. Lo studio sottolinea l’importanza delle analisi del rischio ai fini assicurativi. Valutare la pericolosità dei driver è fondamentale. Sia per la stima dei costi sanitari, assicurativi ma anche infrastrutturali. La ricerca sfrutta l’intelligenza artificiale per elaborare i dati raccolti da Google Map. Il famoso sistema di mappatura ha in archivio centinaia di immagini non soltanto satellitari. Street View, infatti, ci permette ad esempio di vedere l’aspetto effettivo del luogo nel quale ci stiamo recando. I ricercatori sono sicuri che attraverso le immagini esterne delle case si possano prevedere gli incidenti. Sotto la lente di ingrandimento ben 20.000 indirizzi appartenenti a clienti di diverse compagnie assicurative.

RISCHIO CALCOLATO

Google Street View è già al centro di molte ricerche. Queste vanno dal controllo della criminalità alla pianificazione urbanistica per evitare il traffico. Ora le foto di Google permetteranno alle assicurazioni di prevedere l’affidabilità dei clienti. Insomma entrare nelle vite degli automobilisti per evitare alle assicurazioni rischi troppo grandi. Il tutto è possibile grazie alla AI e al Deep Learning. Ad oggi gli assicuratori raccolgono dati storici. Sono importanti le precedenti polizze e lo storico degli eventuali incidenti. In tutto il mondo sono considerati alcuni parametri standard. Età del conducente, le caratteristiche della sua auto, i precedenti incidenti e il luogo di residenza. Sappiamo che anche in Italia le polizze stipulate in alcune zone ritenute “a rischio” costano care.

OCCHIO DIGITALE

Gli assicuratori raccolgono informazioni sul cliente ma senza certezze. La ricerca contesta l’attenzione ai codici postali. E’ evidente come nella zona coperta dallo stesso cap vivono famiglie con un diverso tenore di vita. Va detto che lo studio incontra il tema della tutela della privacy. Applicazioni come Google Street View e Microsoft Bing Streetside raccolgono informazioni personali. Il tutto avviene quasi sempre senza il consenso degli interessati. Dati come età, condizione sociale, tipo e densità abitativa del quartiere sono stati ricavati da Google. Insomma un nuovo metodo nelle scienze sociali che corre in aiuto delle assicurazioni e forse anche degli assicurati.

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Consigli pneumatici estivi: meglio stretti o larghi?

di Redazione

Arriva il sole e torna la necessità di passare dalle gomme invernali alle gomme estive dal 15 aprile, benchè non è un obbligo se si mantiene lo stesso codice di velocità del libretto. E’ abitudine tra gli automobilisti dell’Europa Centrale avere due treni di ruote diversi di misure diverse. Mentre altri usano lo stesso cerchio per passare dalle gomme estive a quelle invernali e viceversa. Qual è tra le due la soluzione ottimale? Cosa bisogna sapere nella scelta tra pneumatici estivi più stretti o più larghi? Ecco cosa ne pensa Nokian, con alcuni consigli sulla scelta della larghezza del battistrada delle gomme estive.

ESTIVE E INVERNALI SULLO STESSO CERCHIO

Gli automobilisti che fanno il cambio gomme estive e invernali utilizzando lo stesso cerchio hanno meno possibilità di scelta rispetto al doppio treno di ruote. La scelta della larghezza del battistrada che influenza anche la dimensione del cerchio va fatta trovando un compromesso che vada bene tutto l’anno. Come abbiamo visto in questa comparativa, le gomme invernali più strette sono avvantaggiate in particolare sulla neve, ma meno nelle altre prove. Nel cambio con le gomme estive invece, una larghezza maggiore offre un’impronta a terra che va a beneficio degli spazi di frenata, ma a un costo maggiore. La scelta ottimale quindi è orientarsi su una misura intermedia, tra quelle sul libretto che permette di passare dalle gomme invernali a quelle estive e viceversa con il compromesso migliore. Se invece si hanno a disposizione due treni di ruote, che includono quindi anche cerchi di misura diversa, l’orientamento verso pneumatici estivi più larghi è quasi scontato.

STRETTE O LARGHE CON IL DOPPIO TRENO DI RUOTE

Gli pneumatici più grandi con un battistrada più largo, hanno una maggiore impronta a terra, e questo mette in gioco forze che influenzano i costi di gestione e il confort. Si può sintetizzare dicendo che in media le gomme estive più larghe offrono maggiore aderenza e spazi di frenata minori. Ma tende ad aumentare anche il consumo di carburante e la rumorosità sull’etichetta energetica misurata all’esterno (che non è la rumorosità percepita dal guidatore). Anche il confort delle gomme più larghe e ribassate è inferiore rispetto a quelle più strette. “Il volume d’aria di uno pneumatico inciderà particolarmente sul comfort di guida. Più grande è il diametro del cerchio, meno aria entrerà nello pneumatico. – spiega Nokian – Gli pneumatici dal profilo alto con molto spazio per l’aria sono più comodi rispetto a quelli larghi e dal profilo basso.” Il video qui sotto spiega come orientarsi nella scelta tra gomme estive, invernali e All Season.

OCCHIO AI CODICI

Per conoscere meglio l’indice di velocità legato all’obbligo di pasare alle gomme estive e distinguere le gomme strette e larghe facciamo un esempio pratico. Se la gomma estiva riporta sulla spalla la marcatura 205/55 R16 94V XL possiamo capire che:

1) 205 è la larghezza dello pneumatico in millimetri, alla corretta pressione di gonfiaggio.
2) 55 è il profilo dello pneumatico, cioè il rapporto tra l’altezza e la larghezza dello stesso.
3) R indica la struttura degli pneumatici radiali.
4) 16 è il diametro del cerchio in pollici.
5) 94 indica il carico massimo sostenuto sulla singola gomma, in questo caso è equivalente a 670 kg alla pressione di esercizio.
6) V è l’indice di velocità. In questo caso indica che la gomma è omologata oltre i 240km/h.
7) XL, in base al Produttore, indica può trasportare un carico maggiore rispetto ad uno corrispondente.

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Test pneumatici All Season SUV: Vredestein primo nelle prove di Auto Bild

di Donato D'Ambrosi

Dal 15 aprile molti automobilisti sono impegnati a cambiare le gomme invernali con quelle estive, ma non chi ha montato le gomme All Season. La rivista tedesca Auto Bild Allrad ha messo a confronto 7 modelli di pneumatici All Season per SUV di dimensione 235/55 R19. Il risultato del test sfata il mito delle gomme quattro stagioni valide tutto l’anno solo sulla carta, confermando la tendenza di alcune gomme a preferire l’estate all’inverno. Ecco i risultati per marca e modello del test gomme All Season SUV con i commenti di Auto Bild Allrad.

VREDESTEIN QUATRAC 5

La gomma della comparativa All Season per SUV di grandi dimensioni è la Vredestein Quatrac 5 essendo, secondo i collaudatori, la più equilibrata in tutte le prove con la dimensione testata. In tutte le valutazioni ha ottenuto il migliore punteggio, nello spazio di frenata (su asciutto estivi e invernale, bagnato e neve), controllo dello sterzo, resistenza al rotolamento e prezzo. Il prezzo invece penalizza la valutazione del parimerito Michelin CrossClimate SUV.

MICHELIN CROSSCLIMATE SUV

Le gomme quattro stagioni francesi non nascondo le loro performance a tutto tondo di uno pneumatico estivo con certificazione invernale, come le definisce Michelin nell’interessante video qui sotto. Secondo i collaudatori di Auto Bild le Michelin CrossClimate SUV si allineano alle Vredestein del test pur avendo un battistrada tendenzialmente estivo. Ma scendono di un gradino per via del prezzo maggiore a parità di dimensione. Bisogna anche ricordare che Michelin è stata la prima azienda ad eliminare i listini pubblicando online i prezzi consigliati al pubblico. Per cui il consumatore può orientarsi meglio sul prezzo d’acquisto applicato dall’installatore.

CONTINENTAL ALLSEASONCONTACT

Le gomme Continental All SeasonContact mancano l’en plein per qualche incertezza su asciutto. Nel test di Auto Bild sono state valutate globalmente con “buono” ma hanno dimostrato una migliore performance in condizioni invernali. La tendenza sottosterzante delle gomme le ha penalizzate rispetto ai primi pneumatici classificati.

GOODYEAR VECTOR 4SEASON SUV GEN-2

Le Goodyear Vector 4Seasons SUV Gen-2 sono risultate migliori nella frenata su neve e asfalto bagnato, rumorosità e consumo di carburante. Le lacune sulla tendenza al sottosterzo e l’appoggio laterale non ottimale sulla neve sono state penalizzanti per le quattro stagioni Goodyear che ricevono la valutazione “buone”.

NOKIAN WEATHERPROOF SUV

Le gomme All Season Nokian Weatherproof SUV del test si classificano al quinto posto poichè più performanti in inverno, contro l’aquaplaning e nella rumorosità di rotolamento. Pagano però una frenata più lunga degli altri pneumatici su asfalto bagnato e asciutto e una tendenza sottosterzante che comporta il voto “discreto”.

FALKEN EURO ALLSEASON AS210

Le Falken EuroAll Season AS210 sono al penultimo posto della comparativa pneumatici All Season SUV a causa di diverse lacune. Il voto “discreto” è per lo più dovuto a un’elevata resistenza all’aquaplaning; il video qui sotto spiega come funziona l’aderenza delle gomme. Risultati deludenti invece nella frenata su bagnato, confort, valutazione del sottosterzo e nel controllo del volante.

GRIPMAX STATUS ALLCLIMATE

I punti di forza degli pneumatici AllSeason Gripmax Status Allclimate sono il prezzo basso e una bassa resistenza al rotolamento, non abbastanza però da evitare il voto “non consigliato”. Secondo i tecnici di AutoBild Allrad le Gripmax hanno mostrato limiti nella direzionalità e maneggevolezza e prestazioni di aderenza non ottimali su asfalto bagnato e innevato.

Se vuoi conoscere le valutazioni su gomme All Season di altri modelli non perderti il Test pneumatici All Season 2019 dal 16 e 17 pollici.

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FCA, dal 2019 i primi servizi on demand per auto connesse

di Antonio Elia Migliozzi

Fca vuole rinnovare il suo sistema di infotainment. In questa direzione il brand ha scelto di avviare una collaborazione con Google e Harman. L’idea è portare a bordo ella nuova gamma un ecosistema digitale connesso in rete che metta le vetture al passo dei più moderni smartphone. Sotto alcuni punti di vista la scelta di Fca non è casuale. Il marchio ha fornito una imponente flotta di Chrysler Pacifica per i test a guida autonoma della controllata di Google Wyamo. Tra la fine del 2019 ed il 2022 vedremo su strada la nuova interfaccia utente che utilizzerà la tecnologia cloud di Harman e le potenzialità di rete offerte dalla più recente tecnologia 5G. Diamo uno sguardo ai dettagli.

POTENZA GOOGLE

Negli ultimi anni Fiat Chrysler ha continuato a concentrarsi sul potenziamento della sua gamma prodotto mentre gli altri brand hanno lavorato su elettrificazione e connettività. A partire dai prossimi mesi, però, le cose cambieranno. La piattaforma Uconnect è pronta ad un upgrade radicale per adattarsi al futuro della mobilità. Nei giorni scorsi Fca ha annunciato lavorerà con Harman e Google per sviluppare i suoi nuovi servizi legati all’auto connessa. In arrivo un “ecosistema” digitale che verrà lanciato nella seconda metà del 2019 ed entro il 2022 farà parte di tutti i nuovi veicoli FCA a livello globale. Ruolo importante per la piattaforma cloud Harman Ignite che fungerà da base per i servizi offerti da Fca ai clienti. Il sistema partirà dalla connettività 4G tenendo presente l’imminente “evoluzione verso il 5G“. Il è evidente che il ruolo del settore tech in campo automotive non è più marginale.

INFOTAINMENT TUTTO NUOVO

Il nuovo sistema di infotainment connesso di Fca coprirà tutti i servizi su cui lavorano già molte case automotive. Si potrà trovare l’area di servizio più vicina o la colonnina di ricarica libera ma ci sarà anche la manutenzione predittiva e gli aggiornamenti via internet. Quanto alla mobilità elettrica Fca vuole colmare il ritardo rispetto ai rivali e la nuova piattaforma Google permetterà di accelerare il lavoro. Il sistema dovrebbe anche essere in grado di supportare la comunicazione tra veicolo e infrastruttura V2X. La prossima versione dell’infotainment Uconnect sfutterà Android aumentando la relazione tra auto e smartphone. Fiat-Chrysler intende promuovere anche modelli alternativi di mobilità. Arrivano allora a bordo assicurazioni basate sull’utilizzo del mezzo, noleggio a lungo e breve termine e car sharing peer-to-peer.

LA PROSPETTIVA

Se la partnership tra Fca e Google potrebbe evocare quella tra Volvo e “big G” ci sono alcune differenze. Anche Volvo utilizzerà il sistema operativo Android OS sul prossimo crossover elettrificato Polestar 2. Eppure mentre Volvo avrà accesso a Google Maps, all’assistente vocale di Google e ad altre app e servizi, il prossimo sistema di FCA non avrà nessuno di questi elementi aggiuntivi. “Selezionando leader del settore come Google, stiamo facendo un uso efficiente e responsabile del capitale per fornire soluzioni tecnologiche avanzate ai nostri clienti” ha commentato Harald Wester di Fca. Insomma non è chiaro quale sarà il primo modello del brand dotato del nuovo sistema Uconnect ma qualcuno parla della nuova Fiat 500. In particolare si pensa alla prossima gamma di veicoli elettrificati che Fca ha in programma di lanciare a partire dal 2020.

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Michelin “Check&Go”: controlli gratuiti sulla salute dei pneumatici in 17 città italiane

di Redazione

Non è la prima volta che Michelin da avvio a iniziative di questo tipo. L’azienda francese è periodicamente protagonista di iniziative che promuovano un corretto uso dell’auto, sia in ottica di un aumento della sicurezza, sia di migliorare l’efficienza delle auto per ridurre consumi ed emissioni inquinanti. Oggi è la volta del progetto Check&Go, che vuole porre l’attenzione sullo stato di salute dei pneumatici, per informare gli automobilisti dell’importanza di controlli periodici proprio sulle gomme e sul loro stato di usura.

IL CONTROLLO VIA LASER

Con il progetto Check&Go, Michelin, grazie all’installazione di strutture dedicate, potrà verificare in pochissimi secondi lo stato di salute del battistrada di ogni singolo pneumatico. Lo farà grazie all’utilizzo di un’innovativa tecnologia laser. Effettuata l’analisi, comunicherà all’istante il risultato del test agli automobilisti coinvolti. Dopo questo primo riscontro, Michelin invierà un resoconto dettagliato via email, nel quale saranno contenuti anche consigli, raccomandazioni e suggerimenti in base ai dati raccolti.

17 CITTÀ, 23 GIORNATE

Con il progetto Check&Go, Michelin darà il via ad un vero e proprio tour per le città della penisola. Le aree per i test saranno allestite infatti presso i centri commerciali o gli outlet di 17 città italiane, dove per 23 giorni complessivi gli automobilisti potranno far controllare i pneumatici delle proprie vetture. La prima città toccata da Check&Go sarà Milano, dove l’iniziativa prenderà il via il prossimo 11 maggio. Poi sarà la volta di Brescia, Cuneo, Torino, Parma, Padova, Udine, Vicenza, Ravenna, Bologna, Livorno, Grosseto, Firenze, Perugia, Ascoli, Roma, Napoli.

UNA QUESTIONE DI SICUREZZA

Emanuele Quattrin, Digital & Consumer Experience Manager di Michelin, ci ha tenuto ha spiegare l’importanza del progetto. “Un’erronea convinzione diffusa tra gli automobilisti e molti addetti ai lavori mette in relazione la profondità del battistrada con la sicurezza. Inducendo a sostituire i pneumatici quando sono ancora lontani dal limite legale di usura. Ciò ha un impatto negativo sulle tasche degli automobilisti. Che devono affrontare la spesa del cambio gomme con maggiore frequenza. Ma anche sull’ambiente, a causa del maggiore utilizzo, e successivo smaltimento, delle gomme”.

NON CONTA SOLO L’USURA

“Con Check&Go vogliamo sfruttare l’opportunità offerta dagli strumenti digitali – continua Quattrin – Consente di promuovere la cultura della sicurezza stradale. Molti non sanno che, con l’usura, alcune caratteristiche del pneumatico migliorano. Infatti, su asciutto, più vicini si è al limite legale, ovvero 1,6 mm, più aumenta la sicurezza e migliora il consumo di carburante. La frenata su asfalto bagnato è invece la principale prestazione che con l’aumentare dell’usura tende a deteriorarsi. Tuttavia, non tutti i pneumatici sono uguali. E l’evoluzione delle loro prestazioni è differente da un prodotto all’altro. In questo contesto, l’impegno di Michelin è chiaro. Sviluppare pneumatici che siano sicuri e performanti fino al limite legale di usura”.

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Pneumatici sgonfi per il 52% delle auto: è allarme sicurezza

di Redazione

Pneumatici sgonfi

L’estate è quasi alle porte e presto milioni di italiani si metteranno in viaggio per raggiungere i luoghi di vacanza. E questa, paradossalmente, non è una buona notizia per la sicurezza stradale, visto che più della metà delle autovetture circola con pneumatici sgonfi, mettendo a serio rischio la propria incolumità e quella degli altri.

SU 100.000 VEICOLI IL 52% NON HA GOMME A NORMA

Il preoccupante dato è stato diffuso da Assogomma e Polstrada durante la conferenza stampa di presentazione della sedicesima edizione di Vacanze Sicure, la campagna di sensibilizzazione degli automobilisti sulla sicurezza tramite il controllo delle gomme. La Polizia Stradale ha rivelato che nel corso dei controlli effettuati negli ultimi anni sullo stato dei pneumatici di circa 100.000 veicoli, il 52% sono risultati non a norma in quanto sottogonfiati. Ciò può provocare, oltre a un comportamento alterato della vettura, anche un cedimento strutturale dovuto al surriscaldamento, soprattutto con le temperature più calde (a questo proposito ricordiamo che da aprile a novembre vanno rimontati i pneumatici estivi).

PNEUMATICI SGONFI SONO UN RISCHIO PER LA SICUREZZA STRADALE

“Mettersi alla guida con pneumatici inadeguati espone gli automobilisti un elevato rischio di incidente stradale”. Sono le parole di Giovanni Busacca, direttore del servizio Polizia Stradale. “Un comportamento del genere”, ha proseguito, “costituisce un gesto di irresponsabilità che si ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione”. Inoltre, aggiungiamo noi, i pneumatici sgonfi incidono negativamente sul consumo di carburante.

IRREGOLARE ANCHE IL 22% DEI GOMMISTI

Bisognerebbe quindi controllare più spesso lo stato dell’arte degli pneumatici, recandosi periodicamente dal gommista. Il problema è che anche un buon numero di officine nasconde qualche peccatuccio. Nei mesi scorsi, infatti, il 22% dei gommisti è risultato fuori norma in seguito a verifiche compiute dalle squadre di polizia giudiziaria. Più dettagliatamente, su 749 controlli effettuati in tutta Italia le forze dell’ordine hanno elevato 280 sanzioni con 35 denunce e 63 sequestri. Non a caso Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, ha consigliato per il check up delle gomme di rivolgersi a “gommisti professionisti che svolgono la loro attività alla luce del sole nel rispetto pieno di tutte le norme di legge, ivi comprese quelle fiscali e ambientali”.

QUAL È LA GIUSTA PRESSIONE DELLE GOMME?

A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: qual è la giusta pressione dell’aria negli pneumatici? In realtà non c’è una risposta univoca, perché dipende dal tipo di vettura e dal volume di carico dell’auto. Di solito la pressione delle gomme ideale di ciascun veicolo è specificata nella documentazione fornita dalla casa costruttrice. E spesso si trova anche su un’etichetta all’interno della portiera dell’auto. Le auto più moderne sono inoltre dotate del TPMS, un sistema elettronico di monitoraggio della pressione degli pneumatici, obbligatorio per legge su tutte le nuove autovetture.

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Android Auto: dall’estate un’interfaccia più chiara e sicura

di Redazione

Google ha annunciato nuovi dettagli sulla versione di Android Auto che uscirà nella prossima estate. La nuova release dell’interfaccia garantirà livelli di sicurezza e di accessibilità più avanzati. Segue quella annunciata al Ces a gennaio 2018. Il nuovo design del sistema permetterà un maggior numero di informazioni disponibili senza dover interagire continuamente con lo schermo durante la guida.

SI ADATTA MEGLIO AI TOUCHSCREEN

L’attuale versione di Android Auto è caratterizzata da icone lungo la parte inferiore dello schermo. Con l’aggiornamento, queste saranno rimosse e sostituite con un pulsante Home sulla sinistra, i comandi vocali e di notifica sulla destra e la nuova barra espandibile nel mezzo. La nuova piattaforma si adatterà meglio alle diverse dimensioni degli schermi e le app di navigazione e musica standard si apriranno automaticamente.

UNA BARRA DI COMANDI SEMPRE VISIBILE

Fino ad oggi, Android Auto richiedeva agli utenti di switchare continuamente tra le varie applicazioni, dalla musica alla navigazione. Con la nuova versione del sistema, l’interfaccia visualizzerà una barra nella parte inferiore che si espande con i controlli per interagire tra le varie applicazioni. Ad esempio, se l’automobilista sta navigando su Waze, app con cui Google collabora da tempo, o su Google Maps, il sistema presenterà una barra con i controlli relativa all’applicazione Spotify nella parte bassa dello schermo e viceversa.

L’ACCESSIBILITÀ MIGLIORA

Il sistema più intelligente permetterà quindi agli utenti una più facile navigazione con comandi facilmente accessibili e intuitivi. Premendo il tasto Home nella parte sinistra, verrà visualizzata dagli utenti una griglia contenente tutte le applicazioni. Come dichiara Google in una nota: “La nuova interfaccia è progettata per aiutarti a viaggiare più velocemente, per mostrare più informazioni utili a colpo d’occhio e per semplificare le attività comuni durante la guida”.

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Golf 8: ecco come sarà la generazione 2020

di Redazione

A pochi giorni dall’assemblea degli azionisti di Volkswagen trapelano le prime indiscrezioni sulle motorizzazioni e sugli interni della nuova Golf. L’ottava generazione dell’icona del mercato europeo è attesa per il 2020. Si adatta alle esigenze degli automobilisti di oggi offrendo un più avanzato sistema di infotainment e l’introduzione di un impianto elettrificato mild-hybrid a 48 Volt. Vediamo come funziona oggi che la Casa ha reso noti i primi bozzetti su aspetto esterno e abitacolo.

UN IBRIDO PER TRE MOTORI

La presentazione della nuova elettrica di Volkswagen ID.3 ha segnato l’uscita di scena del modello e-Golf, che era prodotta negli stabilimenti di Dresda. La Casa tedesca ha deciso così di introdurre il nuovo sistema di elettrificazione mild-hybrid da 48V, che sarà disponibile con i propulsori a 3 cilindri 1.0 TSI e i 4 cilindri 1.5 TSI e 1.5 TDI. Tutti abbinati al cambio automatico DSG a doppia frizione. Questa soluzione elettrificata, già utilizzata da altre Case automobilistiche garantisce un minor costo di produzione rispetto le versioni plug-in hybrid e permette, comunque, di ottimizzare i consumi portando ad un risparmio di circa 0,4 l/100 km.

AVRÀ ANCHE LA MODALITÀ VELEGGIO

Il motore elettrico presente nei sistemi mild-hybrid è di piccole dimensioni. Collegato al motore termico da una semplice cinghia, sostituisce l’alternatore e agisce come starter nell’avviamento, come boost nelle partenze e garantisce un picco di potenza nelle fasi di accelerazione supportando il motore a combustione interna. Inoltre, in fase di decelerazione si trasforma in generatore di energia, convertendo il 40% dell’energia della frenata in energia elettrica che serve per caricare la batteria da 48V. Con la modalità sailing, inoltre, la vettura può viaggiare spegnendo il motore termico quando l’automobilista rilascia l’acceleratore per risparmiare carburante per poi riaccenderlo ad una nuova pressione dell’acceleratore.

ABITACOLO A TUTTO SCHERMO

Dai primi bozzetti e da alcune foto spia si può notare come l’aggiornamento degli interni della nuova Volkswagen Golf 8. Riguarda soprattutto il livello di tecnologia utilizzata nel quadro strumenti e nel display dell’infotainment. I due schermi saranno uniti in un unico elemento che occuperà quasi metà cruscotto. Per ora la Casa ha mostrato anche il volante multifunzione a 3 razze e il tunnel centrale. Ospiterà come sempre la cloche del cambio automatico e alcuni tasti fisici come il freno a mano ad azionamento elettronico.

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Android Auto sotto inchiesta: l’Antitrust indaga sul blocco alle colonnine

di Donato D'Ambrosi

.ndroid Auto è sempre più diffuso nelle nuove auto, ma dall’indagine avviata dall’Antitrust non sembra poi così aperto verso le auto elettriche. Il procedimento annunciato dall’Autorità Garante verso Alphabet e Google riguarda una presunta azione di concorrenza sleale nei confronti dell’App di Enel X.

POSIZIONE PREDOMINANTE DI GOOGLE

Google avrebbe negato ad Enel X l’integrazione dell’app sulla piattaforma Android Auto, impedendo così la consultazione della mappa delle colonnine elettriche. Una condotta che per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha tutte le forme di un blocco. Secondo l’Antitrust infatti si potrebbe concretizzare la violazione dell’articolo 102 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) per Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l..

LA MAPPA DELLE COLONNINE E LA RICARICA AUTO RESTANO FUORI

Nei confronti delle 3 società riconosciute tutte sotto l’egida “Google” l’Antitrust ha condotto delle ispezioni con il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Dalle indagini è emerso – come spiega l’Antitrust – che Google avrebbe bloccato l’integrazione di Enel X Recharge. Enel X Recharge è un’App sviluppata da Enel per dare informazioni e servizi agli automobilisti sulla ricarica delle batterie delle auto elettriche.

LA LOTTA DI POTERE È UFFICIALMEMTE INIZIATA

Si tratta del primo caso ufficiale di blocco all’entrata dopo quello recente di FCA sulle centraline – se sarà confermato dall’istruttoria dell’Antitrust – che riguarda le auto elettriche e connesse. Ancora prima che i servizi su Cloud siano il vero grande business delle Case auto e Aziende dell’IoT si accendono i fuochi di una guerra sull’accesso e il presidio ai dati telematici. Per ora Android Auto permette di utilizzare in sicurezza le app presenti sui device Android attraverso il sistema infotainment dell’auto. Un grosso passo avanti che limita i rischi di distrarsi al volante. Ma come vedremo prossimamente dal report di un’indagine dedicata alle auto elettrificate e connesse, il caso Google rischia di essere solo la punta dell’iceberg che emergerà a breve. Restate collegati.

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Crescono i gommisti in Italia: +8% in 10 anni

di Antonio Elia Migliozzi

Cresce il numero dei gommisti attivi in Italia. Secondo il rapporto redatto da Federpneus tra il 2009 e il 2018 sale a 6.734 unità la presenza sul territorio. L’espansione del settore deriva dalla crescita del parco circolante alla quale il settore dei gommisti ha dato risposta. Anche l’obbligatorietà delle gomme invernali, prevista per legge su alcuni tratti stradali e autostradali, ha favorito la crescita della rete di assistenza. A leggere i dati emerge che negli ultimi dieci anni la crescita del numero dei gommisti ha interessato gran parte d’Italia. In dieci anni il trend di espansione su base nazionale è stato dell’8%. Eppure ci sono delle differenze significative tra regioni del nostro paese. In particolare la crescita dei gommisti ha superato la media nazionale nelle Isole, con l’11,5%, e al Nord (+9,5%). Vediamo nel dettaglio.

TREND IN CRESCITA

Dal 2009 al 2018 c’è stata una notevole crescita dei gommisti attivi. Il numero delle aziende operative nel mercato italiano degli pneumatici è salito da 6.238 a 6.734 unità. In dieci anni, secondo i dati Cerved, la crescita complessiva è stata dell’8%. Numeri che confermano l’importanza dei gommisti che costituiscono una certezza nel variegato panorama dell’aftermarket automobilistico nazionale. L’elaborazione di Federpneus, l’Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici, aiuta ad interpretare meglio i numeri. Secondo Federpneus vi sono diversi motivi alla base della crescita di questa area di business. In primo luogo bisogna dire che le aziende attive nel settore pneumatici stanno potenziando anno dopo anno la loro organizzazione di assistenza agli automobilisti. Questo perché i gommisti intendono far fronte alle esigenze del parco circolante italiano che è ai primi posti in Europa e nel mondo per densità.

TRASFORMAZIONI TECH

La crescita dei gommisti in Italia si accompagna anche all’aumento della tecnologia applicata al mondo dell’automobile. Gli stessi pneumatici sono sempre più spesso dotati di sensori intelligenti per garantire elevati standard di sicurezza. Secondo Federpneus a pesare sull’espansione della rete dei gommisti in Italia è stata anche l’introduzione della legge n.120/2010 sull’obbligo degli pneumatici invernali. Come sappiamo in determinati periodi dell’anno e in determinate zone, è necessario munirsi di gomme adatte ad affrontare gelo e neve sia in città che fuori. Com’era facilmente prevedibile tale obbligo che visto un incremento della domanda a vantaggio degli istallatori. I gommisti attivi si sono concentrati principalmente in alcune aree d’Italia. In particolare, la crescita è stata maggiore della media nazionale nelle Isole, dove ha toccato l’11,5%, e nel Nord del paese (+9,5%).

NEL DETTAGLIO

Aumentano i gommisti, anche se con un tasso di crescita leggermente inferiore alla media nazionale, anche al Sud (+7,4%), mentre al Centro l’aumento è stato contenuto (+2,9%). Guardando al dettaglio delle regioni Federpneus ci dice che la Liguria la regione dove, tra 2009 e 2018, c’è stato il maggior tasso di crescita (+26,3%). Segue la Campania (+24,5%) e il Molise (+19%). Gommisti in difficoltà in quattro regioni caratterizzate dal segno meno. In particolare le Marche (-2,2%), la Puglia (-13,8%), il Trentino Alto Adige (-16,4%) e la Valle d’Aosta (-27,3%). Quanto alla Lombardia questa si conferma, anche nel 2018, la regione in cui è presente il maggior numero di gommisti attivi, ben 793. Seguono, nell’ordine, la Sicilia con 767 gommisti, la Campania con 661, il Lazio con 635 e l’Emilia Romagna con 576. In totale, queste cinque regioni ospitano quasi la metà di tutte le aziende attive in Italia.

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Google Assistant: come funziona la nuova modalità guida

di Redazione

Google Assistant modalità guida

Molti automobilisti che già utilizzano Android Auto avranno presto a disposizione un’intrigante alternativa: la modalità guida di Google Assistant, l’assistente virtuale dell’azienda di Mountain View che permette di interagire tramite la propria voce con i servizi offerti da Google su smartphone e tablet. L’annuncio è stato dato al recente Google I/O 2019, l’evento annuale in cui vengono presentate le ultime novità di Big G.

LA MODALITÀ GUIDA DI GOOGLE ASSISTANT ARRIVERÀ IN ESTATE

La modalità guida di Google Assistant sarà rilasciata quest’estate, probabilmente prima in inglese e poi anche in altre lingue tra cui l’italiano. La nuova funzione farà parte di un restyling più massiccio dell’assistente digitale, i cui maggiori beneficiari saranno proprio i guidatori. Vediamo in che modo. L’interfaccia della modalità guida, piuttosto semplice e intuitiva, mostrerà in alto a destra un’iconcina raffigurante le condizioni meteo e, più al centro, un avviso testuale sullo stato del traffico. Appena sotto, tre pulsanti relativi alle principali sezioni: Navigazione, Effettua una chiamata e Play. Google ha postato su YouTube un’anteprima della nuova interfaccia grafica, potete scoprirla nel seguente video.

CARATTERISTICHE DELLA MODALITÀ GUIDA DI GOOGLE ASSISTANT

Aprendo la sezione Navigazione, ovviamente con comando vocale per non cadere in… distrazione, si potrà interagire con Google Maps per ricevere in pochi istanti tutte le informazioni possibili sulla destinazione da raggiungere e non solo; Effettua Una Chiamata, com’è facilmente intuibile, consentirà non solo di effettuare o ricevere chiamate ma anche di leggere o inviare messaggi senza togliere mai le mani dal volante; con Play, infine, si gestiranno facilmente i contenuti multimediali per ascoltare la musica alla guida dell’auto. Sotto i pulsanti delle tre sezioni appariranno poi una serie di suggerimenti basati sulla routine e sugli appuntamenti presenti in calendario.

GOOGLE ASSISTANT O ANDROID AUTO?

Solo quando la modalità guida di Google Assistant sarà pienamente operativa capiremo se potrà realmente ambire a diventare una valida alternativa ad Android Auto. Il fatto che l’assistente di Google sia già installato di default sui nuovi device gioca sicuramente a suo favore (Android Auto si deve invece scaricare e occupa molto spazio sul dispositivo). Tuttavia tanti automobilisti si sono già abituati ad Android Auto e potrebbero essere poco propensi a cambiare, senza contare che quest’applicazione è ormai integrata su numerosissimi modelli di automobili. Insomma, si prevede una bella lotta.

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Toyota Aygo Connect: ora si paga a chilometro

di Redazione

La gamma della Toyota Aygo si aggiorna. Lo fa sia introducendo sulla versione Connect due nuovi allestimenti speciali e, soprattutto, una serie di interessanti novità sotto altri punti di vista. Ci si riferisce, in particolare, alla formula Pay Per Drive Connected. Permette di variare la formula di finanziamento in base all’effettivo uso della vettura. Ma andiamo con ordine.

LE NUOVE SPECIAL EDITION

Per prima cosa, la Toyota Aygo Connect introduce a listino le due versioni x-cite e x-wave. La prima si riconosce per la livrea bicolore con carrozzeria arancione e tetto nero. A questo aggiunge fendinebbia anteriori di serie, dei vetri posteriori oscurati e dei cerchi in lega da 15” con disegno specifico e finitura Glossy Black. La seconda, invece, che nasce sul già presente allestimento x-play, ha tetto in tela apribile di colore nero, fendinebbia, vetro posteriori oscurati e cerchi in lega da 15”, neri anch’essi.

SEMPRE CONNESSA ALLO SMARTPHONE

La Toyota Aygo Connect, però, si caratterizza principalmente per l’introduzione di un modulo di trasmissione dati, chiamato DCM (Data Communication Module) in grado di registrare alcuni dati di utilizzo della vettura. Grazie alla presenza di questo accessorio, attraverso la app MyT scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, il proprietario della vettura sarà in grado di visualizzare costantemente la posizione dove si è parcheggiato, pianificare un itinerario o verificare lo stato della propria auto attraverso la visualizzazione di vari indicatori.

FINANZIAMENTO SU MISURA

Con la nuova Toyota Aygo Connect, inoltre, si può accedere a una interessante formula di finanziamento. Come già accade su altri modelli della Casa nipponica, Rav4 e Corolla per la precisione, si può scegliere tra cinque diversi chilometraggi annui per definire la rata più consona alle proprie esigenze. Il piano di finanziamento è però totalmente flessibile e può essere adattato in ongi momento al sopraggiungere di esigenze differenti. Sulla Toyota Connect la rata d’accesso è di 100 euro al mese, per la versione x-play dotata di Smartphone Integration.

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Volkswagen eGolf vs Volkswagen Golf: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? E’ vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Volkswagen eGolf a confronto con la Volkswagen Golf 1.5 TSI a benzina. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Volkswagen eGolf e Golf raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali.  Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

I ricambi da sostituire

La differenza nella manutenzione tra la eGolf elettrica e la Golf 1.5 TSI a benzina si vede già nel delta costo del primo tagliando a 2 anni: 115 euro in più per la manutenzione del motore endotermico. Nonostante le ore di manodopera simili, i costi di manutenzione in 6 anni lievitano fino a quasi il triplo per la Golf benzina. Oltre al tradizionale cambio di olio motore e filtri, la sostituzione delle candele sulla Golf benzina fa diventare il 3^ tagliando dei 4 anni il più caro (315 euro). Mentre la eGolf si accontenta a intervalli di 1 anno della sostituzione di filtro antipolline o liquido freni.

Quante ore in officina

La Volkswagen eGolf e la Volkswagen Golf passano quasi lo stesso tempo in officina per la manutenzione ordinaria in 6 anni (12h la EV – 13h la ICE). Ciononostante però la eGolf è meno onerosa dell’equivalente a benzina ed è anche l’elettrica dell’indagine con il costo medio annuale più basso (circa 74 euro). Dalla Golf elettrica ci si aspettano exploit in fattura: i tagliandi standard costano 85 euro (quelli dispari) e 95 euro (i pari). La Golf 1.5 TSI a benzina invece presenta un conto più caro al tagliando del 4^ anno (315 euro) per la sostituzione delle candeleLeggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Volkswagen e-Golf (EV)
– Ore MDP totali: 12 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 445 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 74 euro
– Frequenza tagliando: 1^ a 2 anni, poi annuale
– Intervallo km tagliando: 1^ a 30 mila km poi ogni 15 mila km

Volkswagen Golf 1.5 TSI 130cv (ICE)
– Ore MDP totali: 13 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 1180 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 197 euro
– Frequenza tagliando: 1^ a 2 anni, poi annuale
– Intervallo km tagliando: 1^ a 30 mila km poi ogni 15 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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Radio DAB, l’obbligo italiano sulle auto in fine serie fa sprecare soldi

di Donato D'Ambrosi

Dal 2020 tutte le auto nuove avranno di serie la radio digitale DAB, lo prevede una direttiva europea che l’Italia ha voluto recepire in modo meno blando di come ci ha abituati. Non solo le auto, ma anche i veicoli commerciali nuovi potrebbero avere di serie la radio digitale DAB. Un obbligo che unanimemente vede in disaccordo le associazioni dei Concessionari italiani e dei Costruttori italiani ed esteri. Vediamo perché.

L’EMENDAMENTO SUGLI AUTOCARRI CON IL DAB+

L’Italia nel recepire la Direttiva EU 2018/1972 che regolamenta la transizione al DAB a livello europeo rischia di mettere a rischio ancora una volta il settore auto – secondo le Associazioni di categoria. Con il decreto Sblocca cantieri in discussione infatti si starebbe lavorando a una bozza che estenderebbe l’obbligo della radio digitale DAB non solo alle auto ma anche a tutti i veicoli N. Il condizionale è dovuto a un’indiscrezione che ANFIA – UNRAE – FEDERAUTO denunciano auspicando che non vada in porto. La direttiva EU infatti prevede che solo le auto nuove vendute a partire dal 2020 siano in grado di ricevere frequenze in Digital Audio Broadcasting.

L’ITALIA PIU’ ZELANTE CHE MAI

Mentre ANFIA, UNRAE e Federauto si oppongono all’interpretazione italiana di coinvolgere con un emendamento anche i veicoli omologati come N, praticamente gli autocarri. Il motivo è dovuto già alla mancanza di una deroga per le auto in fine serie, quelle che sono già uscite dalle fabbriche o sono in attesa di essere vendute. Per queste infatti dovrà essere previsto un adeguamento. “L’eventuale approvazione dell’emendamento e la mancata approvazione della deroga per le vetture di fine serie rischiano di dare un ennesimo colpo a questo settore che è stanco di essere definito strategico, e rimanere sempre inascoltato e tartassato da nuove imposte, obblighi e vincoli regolamentari.”

OCCHIO AI VENDITORI FURBI

Bisogna infatti ricordare che, come spiegato qui, il DAB+ non impedirà la ricezione delle frequenze FM sui vecchi sistemi. Agli automobilisti sarà concesso di aggiornare l’autoradio con un piccolo decoder o cambiare totalmente l’apparato con uno DAB+. Mentre i rivenditori e le concessionarie dovranno in qualche modo aggiornare le auto che non anticipavano il DAB+ come hanno fatto altri Costruttori. Questo, al di là dei costi di adeguamento, si prevede porterà a una svalutazione, sebbene marginale delle auto in stock o aprirà a un margine di trattativa cliente-venditore. Sempre che qualche venditore furbo non proverà ad alzare i prezzi di vendita per scaricare il costo del DAB+ sui consumatori.

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FCA ritira la proposta a Renault: ecco perché

di Donato D'Ambrosi

FCA fa un passo indietro e si ritira ufficialmente dal tavolo delle trattative sulla fusione con Renault. Una decisione lampo che ha sorpreso sia il suo partner sia il Governo francese (detiene il 15% di Renault) che in queste ultime ore ha fatto la voce grossa. E a poche ore dall’annuncio del ritiro di FCA, sembrerebbe che proprio il pressing delle autorità francesi abbia raffreddato l’interesse del colosso italo-americano sull’alleanza con Renault.

Aggiornamento del 6 giugno 2019 con le dichiarazioni Renault.

L’ANNUNCIO DI FCA A RENAULT

Sembrava tutto deciso – anche se in via ufficiosa – per la fusione tra Renault ed FCA dopo i tavoli di trattative in cui i funzionari governativi francesi hanno imposto la loro linea. Ma dopo due riunioni senza una decisione e un terzo partner (Nissan) che reclamava rassicurazioni, la responsabilità del ripensamento di FCA si annuvola sugli indugi del Governo. Lo si legge nella nota ufficiale di FCA NV che ringraziando il board management Renault-Nissan-Mitsubishi, spiega pubblicamente: “FCA rimane fermamente convinta della convincente e razionale trasformazione di una proposta che è stato ampiamente apprezzato da quando è stato presentato, la struttura e le condizioni di ciò erano attentamente bilanciato per offrire sostanziali benefici a tutte le parti. Tuttavia è diventato chiaro che attualmente non esistono le condizioni politiche in Francia per procedere in tal modo con successo.”

LA REPLICA DI RENAULT

“Il Gruppo Renault esprime il suo rammarico per non poter approfondire la proposta di FCA (Fiat Chrysler Automobiles). Siamo grati a Nissan per l’approccio costruttivo adottato e desideriamo ringraziare FCA per gli sforzi compiuti nonché i membri del Consiglio di Amministrazione di Renault per la fiducia. Riteniamo che questa proposta sia opportuna, per il grande valore industriale e l’attrattiva finanziaria che comporta, creando un leader mondiale del settore automobilistico con sede in Europa. Questa offerta sottolinea altresì l’attrattiva che esercitano Renault e l’Alleanza”

I PALETTI DEL GOVERNO SULL’ALLEANZA

Difficile pensare che si tratti di un bluff per dare una sterzata alla rotta sulle trattative quindi, e un po’ c’era da aspettarselo considerando i paletti del Governo francese sulla fusione tra FCA e Renault. Il maggiore azionista del Costruttore francese ha infatti imposto che la sede operativa del futuro terzo gruppo più grande al mondo fosse in Francia (Parigi) oltre a occupazione e fabbriche. Inoltre il Gruppo nato dal valore di 35 miliardi di euro avrebbe avuto un Amministratore delegato in quota Renault e un membro del consiglio di amministrazione in quota Governo. Tuttavia secondo le dichiarazioni di un funzionario che ha scelto l’anonimato, è stata la lentezza a prendere una decisione in più sedute a raffreddare FCA.

I DUBBI DI NISSAN

Ufficialmente Renault non ha chiuso la porta ma i continui rinvii di una decisione per tranquillizzare anche Nissan probabilmente non hanno disteso le trattative. Nissan infatti, pur non essendo stata coinvolta nella fusione, è un partner Renault di lungo corso. E in quanto tale non ha nascosto attraverso sindacati e funzionari perplessità sulla distribuzione di costi e la condivisione delle tecnologie. Motivo che avrebbe portato il consiglio di amministrazione riunito due volte in poche ore ad un nulla di fatto e con il Ministro delle finanze francese diretto in oriente per discutere con i funzionari giapponesi. Due riunioni senza giungere a una decisione hanno spinto FCA ad alzarsi dal tavolo delle trattative, probabilmente proprio come avrebbe fatto Sergio Marchionne, da sempre sostenitore di grandi fusioni industriali. Ma questo ripensamento dimostra anche i Governi non dovrebbero dettare (e imporre) in modo diretto gli accordi finanziari ma partecipare alle trattative giocando un ruolo esterno.

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Produttori pneumatici: la classifica dei TOP20 nel 2018

di Donato D'Ambrosi

La classifica dei maggiori produttori di pneumatici del 2019 vede in testa ancora una volta Bridgestone nella Top20 pubblicata da PneusNews. La classifica stabilita in base ai fatturati 2018 dei vari Costruttori di gomme resta pressoché invariata nelle prime 5 posizioni. Le carte rispetto al 2017 si mescolano a partire dalla posizione 6, occupata di soppiatto da Hankook che scalza Pirelli, scesa di due posizioni (era 5^) dal 2016. Leggi qui le parentele tra le principali marche di pneumatici.

PIRELLI PERDE UN’ALTRA POSIZIONE

La classifica di produttori mondiali di pneumatici del 2018 rimescola le posizioni a intervalli, con Bridgestone, Michelin,  Goodyear e Continental in vetta senza variazioni. Lo scambio di posizioni avviene solo dalla 6^ posizione in poi, dove Pirelli viene spodestata da Hankook. Il costruttore di pneumatici italiano , secondo quanto riporta PneuNews ha perso 160 miliardi di euro in fatturato e il posto in classifica. Una retrocessione che già nel 2015 si era verificata in favore di Sumitomo (Falken) ora in 5^ posizione, in seguito alla separazione di Prometeon dal resto del Gruppo.

ZC RUBBER CONQUISTA LA VETTA IN CINA

L’aumento delle vendite tiene chiaramente conto anche delle conversioni dalla valuta del Paese dei diversi Costruttori in euro. Così per Michelin e Continental l’aumento delle vendite rispetto al 2017 è stato meno significativo. Mentre Goodyear ha messo a segno un incremento equivalente a 700 milioni di euro nel 2017. Nella prima metà della classifica dei produttori di pneumatici Yokohama resta stabile all’8^ posto, mentre al 9^ dove ZC Rubber (Cina) risale dalla 12^ posizione del 2017.

APOLLO PRIMO PRODUTTORE INDIANO

La seconda metà della classifica ritrova nuovamente in posizioni stabili Giti Tire, Toyo Tires Cooper Tire & Rubber dalla 11^ alla 13^ posizione. Si fanno strada i due Costruttori di gomme dell’India Apollo ed MRF Tyres che anticipano Kumho (in 16 ^) scalzata dalla 14^ posizione. Apollo infatti risale dalla 16^ posizione fino alla 14^ e anticipa la società connazionale in 15^ posizione.  La top20 dei maggiori produttori di pneumatici, consultabile a tutta larghezza cliccando sull’immagine, si chiude con le posizioni invariate di Linglong, Sailun, Double Coin e Nokian.

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