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Meno recentiGoogle Italia Blog

Arriva in Italia Google per il non profit

di Claudio
Sono diverse decine di migliaia le istituzioni non profit attive in Italia, riflesso di un settore che sta diventando sempre più rilevante per lo sviluppo sociale, oltre che economico, del nostro Paese. Anche per loro, il web è diventato una piattaforma essenziale di visibilità e di relazione con volontari e sostenitori.

Per questo siamo felici di annunciare l’arrivo in Italia di Google per il non profit. In collaborazione con TechSoup Italia (programma internazionale di donazione di tecnologia per il terzo settore) a partire da oggi le organizzazioni non profit italiane, in possesso dei requisiti di idoneità, potranno avere accesso gratuito ad una suite di strumenti e tecnologie di Google.

Come? Dopo essersi registrate su Google per il non profit e completata la verifica dei requisiti di idoneità attraverso Techsoup Italia, le associazioni potranno beneficiare gratuitamente di:

  • Google Ad Grants, grazie ai quali è possibile creare campagne di comunicazione online con Google AdWords, fino ad un valore pari a 10,000 dollari di disponibilità mensile, e promuovere cosi il sito della propria organizzazione e acquisire nuovi sostenitori; 
  • Google Apps per il non profit, la suite di strumenti di produttività e collaborazione - che include Gmail, Google Drive, Google Calendar - per ridurre gli investimenti necessari in tecnologia avvalendosi dell’infrastruttura di Google; 
  • YouTube per il non profit, per creare campagne capaci di catturare l’attenzione di donatori e sostenitori;
Molte organizzazioni nel mondo stanno già utilizzando con successo questo programma per reclutare nuovi volontari, raccogliere fondi e dare visibilità al proprio lavoro. Tra queste, ad esempio l’Unicef, attraverso Google Ad Grants, ha potuto aumentare del 100% il traffico verso il proprio sito web e il verso il negozio online, aprendo le porte a opportunità di raccolta fondi online che altrimenti sarebbe stato impossibile ottenere.

Anche in Italia diverse associazioni stanno già sperimentando questi strumenti:

"La tecnologia Google ha rappresentato un grande passo in avanti nella gestione delle attività della nostra organizzazione. Tre le caratteristiche che apprezziamo particolarmente: efficienza, semplicità e intuitività. - afferma Fabiana Amelini, Responsabile Relazioni Esterne del Moige - Movimento Italiano Genitori onlus. - La possibilità di condividere documenti e lavorare simultaneamente agevola i processi interni e di collaborazione esterna, accorciando le distanze e ottimizzando tempi e risorse."

"In Save the Children crediamo da sempre nelle potenzialità dei canali digitali e fin dall'inizio delle nostre attività in Italia, quando eravamo ancora una piccola organizzazione con risorse e budget davvero limitati, abbiamo testato nuovi canali online di raccolta fondi e comunicazione. In questo senso - secondo Lorenzo Catapano Head of Digital Media, Save the Children - la possibilità di utilizzare in prima persona e con costi quasi nulli i servizi messi a disposizione da Google, come nel caso del programma Grants, ci ha permesso progressivamente di aumentare i nostri investimenti nel fundraising online e nella formazione digital dello staff. Negli ultimi anni, la raccolta fondi generata a partire da questi canali è cresciuta notevolmente e ad oggi i prodotti messi a disposizione da Google ci permettono di offrire modalità di supporto all'organizzazione semplici e immediate, di analizzare facilmente il ROI delle nostre campagne online e di comunicare in maniera sempre più diretta e coinvolgente con i nostri sostenitori."

“Lavorare con i prodotti di Google ci ha permesso di ottimizzare i processi all'interno della nostra associazione. Quando una onlus diventa più grande e strutturata, infatti, è come una piccola azienda, ha bisogno necessariamente di una piattaforma di collaborazione. In questo caso la suite Google Apps ci ha permesso di lavorare meglio, collaborando sia al nostro interno che con i nostri referenti esterni.” A sostenerlo è Christian Pezzin, di Informatici senza Frontiere, che aggiunge: “Il programma Google Grants è un’altra fonte importante di visibilità, perchè che ci permette di creare campagne ad hoc in base ai vari eventi, alle nostre iniziative, ed anche per la raccolta fondi del 5x1000. Infine, il programma YouTube for non-profit e Google Earth Outreach sono e saranno fondamentali per migliorare la comunicazione video, sempre più importante in realtà come la nostra, e per fare progetti di integrazione dove il dato geografico è rilevante. Sicuramente è una suite completa, facile da usare e disponibile a tutti, che aumenta il senso di appartenenza alla nostra onlus, aiutandoci a raggiungere sempre di più la nostra missione quotidiana di volontari nella lotta al digital divide.”

"Telefono Azzurro, da 27 anni a disposizione di bambini e adolescenti 24 ore al giorno e 365 giorni l'anno, utilizza gli strumenti messi a disposizione da Google for non-profit per raggiungere chi ha bisogno di un aiuto concreto e cerca sul web una risposta, diffondere la propria mission e reclutare nuovi volontari rispondendo all'interesse di tanti giovani mossi dal desiderio di mettersi al servizio - dichiara Daniele Domenico Vasapollo, CRM & Fundraising Specialist di Telefono Azzurro. Una modalità nuova per chi ogni giorno cerca risposte innovative a sfide che evolvono velocemente insieme alle nuove tecnologie e che vuole essere presente in tutti quei luoghi, reali o virtuali, in cui i più piccoli e più indifesi possono trovarsi in situazioni di pericolo".

Con il lancio di Google per il non profit in Italia, ci auguriamo che molte altre organizzazioni non profit riescano a crescere attraverso i nostri strumenti. Per saperne di più, visitate Google per il non profit e la sezione dedicata alle domande frequenti sul sito di Techsoup Italia.

Scritto da: Google Italy blog team

Salite sul palco con il Google Cultural Institute

di Claudio
Ci vogliono anni di pratica per una pirouette perfetta. Mesi di prove per realizzare un crescendo. Innumerevoli lavori sartoriali, prove con le luci e con macchine teatrali per preparare la scena. Nei luoghi sacri delle arti dello spettacolo - come Carnegie Hall, Berliner Philharmoniker, l’Opera di Parigi o in Italia il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro di San Carlo, il Teatro della Pergola ed il Museo del Violino - artisti, sarti, musicisti, e personale del teatro lavorano in sintonia per creare il momento perfetto sul palco.

Da oggi potete unirvi a loro. Il Google Cultural Institute insieme ad oltre 60 istituzioni che rappresentano il meglio delle arti dello spettacolo nel mondo, vi invita alla nuova mostra virtuale che vi permette di apprezzare le performance di alcuni dei più grandi artisti al mondo - sul palco, dietro le quinte e con una visione a 360 di ciò che accade tutto intorno. Dalla danza alla recitazione, dalla musica all’opera - tutto in un unico luogo.

 

Nel nuovo spazio dedicato alle Arti dello Spettacolo avrete un punto di vista migliore rispetto a qualsiasi posto in sala. Performance registrate con camere a 360 gradi vi consentiranno di vedere il pubblico dallo stesso punto di vista dell’artista sul palco, o guardare in basso nella buca d’orchestra. All’Opera di Parigi, sarete nel mezzo di uno dei più grandi palcoscenici d’Europa, circondati da ballerini che eseguono i passi del coreografo Benjamin Millepied. Seduti tra i fiati e gli strumenti a corda a Carnegie Hall, potrete guardare il maestro Nézet-Séguin mentre dirige. Non vi preoccupate se non siete ben vestiti mentre fate un giro tra i Berliner Philharmoniker - unitevi a loro nelle prove della Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Simon Rattle, scoprirete che neppure gli orchestrali sono in abito da sera.



C’è davvero tanto da scoprire in questi luoghi al di là delle performance. Nuove immagini Street View vi daranno accesso al dietro le quinte di dozzine di luoghi dell’arte. Ad esempio nel Teatro dell’Opera di Roma potrete vivere in modalità realtà virtuale la messa in scena e il dietro le quinte della performance “Ascesa e caduta della città di Mahagonny" guidati dalla sapiente narrazione del direttore artistico Alessio Vlad. Continuate ora il vostro viaggio. Potrete sfogliare oltre un centinaio di storie interattive per conoscere gli spettacoli, le stelle e il mondo dietro le quinte. Ingrandite l'immagine Gigapixel di un costume teatrale cinese per vedere i punti unici di seta e i fili metallici. E se siete abbastanza fortunati da avere in programma una visita di persona in uno di questi luoghi, fate un tour dei diversi spazi con Google Street View - e controllate dove sarete seduti, o com’è la vista dalla balconata.

Il Google Cultural Institute è stato fondato nel 2011 per rendere accessibili i tesori della cultura mondiale a chiunque avesse una connessione ad Internet. Siamo partiti con collaborazioni con un una manciata di musei e oggi abbiamo unito le forse con oltre 900 istituzioni che includono archivi storici, opere d'arte e tour virtuali di oltre 200 siti del patrimonio mondiale. Ora facciamo un passo in più per includere anche il mondo delle arti dello spettacolo, che potrete visitare direttamente sul vostro smartphone, tablet o desktop su g.co/performingarts o sul sito del Google Cultural Institute e guardare tutti i video a 360 gradi su YouTube.

Si alzi il sipario e lasciamo che le Arti dello Spettacolo siano protagoniste!

Scritto da: Luisella Mazza, Head of Country operations, Google Cultural Institute

Google Science Fair 2016: la scienza per un mondo migliore

di Claudio
Nota: Prende il via oggi l’edizione 2016 di Google Science Fair. Anche quest’anno Google insieme a LEGO Education, National Geographic, Scientific American e Virgin Galactic, invita tutti i giovani esploratori e innovatori a proporre le proprie idee per migliorare il mondo attraverso la scienza. Maggiori informazioni sulla competizione, su come partecipare, sui premi e non solo, sono disponibili sul sito e su Google+ e Twitter


Olivia, la vincitrice del Primo Premio nel 2015, condivide con noi la sua esperienza nell'ambito di Google Science Fair. 



Mi ricordo il giorno in cui ho sentito parlare per la prima volta di Google Science Fair, l'anno scorso. Ero seduta a lezione, nell'ora di scienze, e il professore ci ha chiesto: "Cosa proverete a creare?". Mi piaceva molto quello che Google Science Fair ci invitava e ci sfidava a fare. Avevamo la possibilità di usare la scienza per fare la differenza nel mondo reale. Sono sempre stata curiosa e interessata alla scienza, e sapevo di voler lavorare a un progetto, ma non sapevo da dove cominciare.

Ho chiesto un consiglio al mio insegnante per scegliere l'argomento di ricerca. Mi ha incoraggiata a scegliere qualcosa che mi interessasse davvero, o che mi facesse arrabbiare, e mi ha suggerito di guardare il mondo intorno a me per trovare l'ispirazione. Ed è quello che ho fatto. In quel periodo, i media parlavano moltissimo del virus dell'ebola: era una situazione tragica, e volevo aiutare a trovare la soluzione. Avevo trovato il mio progetto.

Il virus si stava diffondendo in fretta, così ho deciso che volevo trovare un modo per diagnosticarlo al più presto, in modo da poter iniziare a curare i malati il prima possibile. Ho letto online che la seta ha ottime proprietà conservanti e stabilizzanti, e mi sono chiesta se avrei potuto usarla per trasportare gli anticorpi usati per testare il virus. Dopo molti tentativi andati a vuoto (e dopo aver aperto un'infinità di bozzoli), finalmente sono riuscita a creare un test diagnostico che riuscisse a identificare il virus in meno di 30 minuti. Era portatile, economico e non veniva intaccato dalla temperatura. Ero emozionatissima all'idea che la mia ricerca potesse aiutare a salvare delle vite, e l'aver vinto il Gran Premio pochi mesi dopo è stata la ciliegina sulla torta.

Oggi ha inizio Google Science Fair 2016, e voglio condividere coi voi alcuni suggerimenti sulla base della mia esperienza. Prima di tutto, come mi ha suggerito il mio insegnante, guardate il mondo intorno a voi per farvi venire delle idee. Se avete bisogno di aiuto, provate a usare il Generatore di idee per trovare qualcosa che vi interessi o vi ispiri. In secondo luogo, trovate un mentore che condivida il vostro interesse. Ci sono molte idee utili sul sito di GSF per fare il primo passo. Infine, non scoraggiatevi: spesso quello che inizialmente sembra un fallimento ha molte sorprese in serbo.

Consiglio a tutti i giovani come me di approfittare di questa opportunità per trovare un modo di migliorare il mondo intorno a loro. Tutti noi, indipendentemente dalla nostra età o dalla nostra storia, possiamo fare la differenza. Siamo fortunati, perché siamo giovani e non abbiamo paura di gettarci a capofitto nelle cose che secondo gli adulti non funzioneranno. Molti altri finalisti delle precedenti edizioni di Google Science Fair, come me, hanno messo in discussione il mondo in torno a loro e si sono messi alla prova per creare qualcosa di migliore.



La scienza non è solo una materia di studio, è un modo per migliorare le cose. Per questo spero che quest'anno vi unirete al confronto e parteciperete a Google Science Fair.
Il mondo non vede l'ora di scoprire cosa inventerete!


Scritto da: Olivia Hallisey, vincitrice del Primo Premio di Google Science Fair nel 2015

Occhio ai dettagli: fate zoom tra 1000 opere d'arte in alta risoluzione con Art Camera

di Claudio
Nell'arte i dettagli significano molto: si può apprezzare davvero la genialità di artisti come Monet o Van Gogh solo guardando le loro opere così da vicino da poterle toccare. Allontanandosi e ammirando l'insieme delle pennellate, ci si chiede cosa renda i dipinti così unici. Migliaia di utenti sulla piattaforma del Cultural Institute esplorano centimetro per centimetro le nostre immagini ad altissima risoluzione, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo come una firma nascosta o i singoli tocchi di colore che creano l'effetto di acque mosse e luccicanti.



Creare immagini digitali ad altissima risoluzione comporta però delle sfide tecniche significative. Un'immagine creata con la tecnologia dei "gigapixel" contiene infatti un miliardo di pixel. Pensate a un'immagine ad alta qualità scattata con una fotocamera professionale e moltiplicatela per cento. Servono tempo, costose attrezzature e non ci sono molte persone al mondo in grado di occuparsene. Durante i primi cinque anni del Google Cultural Institute, siamo riusciti a condividere circa 200 immagini create con la tecnologia dei gigapixel. Oggi, per la prima volta, siamo in grado di condividere oltre mille immagini ad altissima risoluzione di opere create da artisti tra cui Pissarro, Signac, Rembrandt, Van Gogh, Monet e molti altri, dai nostri musei partner da ogni parte del mondo.

Tutto questo oggi è possibile grazie ad Art Camera, una fotocamera sviluppata dal Google Cultural Institute, per generare immagini di dipinti con la più alta risoluzione possibile. La fotocamera è dotata di laser per guidare la messa a fuoco, sonar che (come fanno i pipistrelli) usa suoni ad alta frequenza per misurare la distanza dell'opera d'arte, e accelerometro per rilevare le vibrazioni che renderebbero mossa l'immagine. Un sistema robotico di precisione manovra la fotocamera spostandola da un dettaglio all'altro e scattando centinaia di immagini ravvicinate ad alta risoluzione del dipinto. A quel punto, il nostro software raccoglie tutti gli scatti e, come in un puzzle, li unisce in un'unica immagine.




Questa innovazione permette di digitalizzare le opere d'arte con la tecnologia dei gigapixel a un ritmo senza precedenti. Ora i musei avranno gli strumenti necessari per conservare opere d'arte di altissimo valore con una tecnologia d'avanguardia per la creazione di immagini, e le persone di tutto il mondo potranno esplorare l'arte immergendosi in una quantità di dettagli mai vista.

Non solo, in vista della Giornata Internazionale dei Musei apriamo le porte a oltre 25 nuove istituzioni culturali di tutto il mondo, ben 6 in Italia, che da oggi debuttano online sul Google Cultural Institute. Tra questi: 
  • Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino che offre ai visitatori di tutto il mondo l’opportunità approfondire la conoscenza della storia della mobilità e del design automobilistico attraverso alcune delle opere più significative conservate nel Museo. 
  • Magmart Festival con 100x100=900 permette di rivivere il ‘900 attraverso il racconto di 100 videoartisti. 
  • Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza offre invece una panoramica di alcune delle più importanti sezioni della più grande raccolta di ceramica al mondo: dall’Estremo Oriente alle culture Precolombiane, dal Vicino Oriente antico, alle Ceramiche dell’Islam, per passare ad una collezione dedicata alle Ceramiche Italiane dal medioevo all’età moderna e al Novecento italiano. 
  • Il Museion - Museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano - mette a disposizione degli utenti di tutto il mondo una selezione delle opere più rappresentative dei diversi nuclei di ricerca all’interno delle raccolte di Museion, tra cui il rapporto immagine e testo, i linguaggi della scultura, la rilettura critica del presente, la prospettiva di artisti da paesi extra europei.

O ancora visitate direttamente il Ravenna festival, dove una città intera diventa palcoscenico, ed il più longevo dei festival trentini - Pergine Spettacolo aperto.

Vi aspettiamo su su google.com/culturalinstitute!

Scritto da: Luisella Mazza, Head of Country Operations, Google Cultural Institute

Un tuffo in Magna Grecia: la Valle dei Templi si apre ai visitatori anche online

di Claudio
L’eredità senza tempo della Valle dei Templi sbarca online sul Google Cultural Institute e su Google Street View, anche in modalità VR/realtà virtuale. Che abbiate in programma un viaggio in Sicilia o vogliate semplicemente conoscere le meraviglie dell’antica città di Akragas da casa vostra, a partire da oggi potrete iniziare a scoprire i 1300 ettari del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento direttamente dal vostro smartphone o computer visitando g.co/valledeitempli 



Attraverso 11 mostre digitali, disponibili in italiano e in inglese, con oltre 1.000 immagini disponibili sulla piattaforma del Google Cultural Institute potrete rivivere la magia della Magna Grecia, camminare lungo la via sacra accanto al maestoso Tempio della Concordia, e ammirarne la sua grandiosità anche di notte.

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Non solo, grazie alle mostre digitali presenti sul Google Cultural Institute potrete saperne di più delle tradizioni sportive dell’antica colonia di Agrigento, godere del suo paesaggio culturale e passeggiare tra le campagne di mandorli, aranci e fiori che incorniciano l’intera area evocando il ricordo di un tempo lontano.

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Fate un viaggio tra le divinità protettrici della terra, le più venerate in Sicilia secondo la testimonianza di Cicerone. Ammirate poi i Templi Dorici, simbolo dello splendore di Akragas nel V secolo a.C. durante la tirannia di Terone e sotto il governo democratico. Godetevi infine un piccolo viaggio nel tempo scoprendo il volto paleocristiano della città, risalente alla fine del IV ed al V secolo d.C.



Il vostro viaggio non è ancora finito: grazie a Google Cardboard, un semplice visore per realtà virtuale, e all’app del Cultural Institute per iOS ed Android, vi troverete immersi tra le rovine dei templi di Akragas, assaporando appieno le sue bellezze e i panorami più suggestivi dei templi dorici della Valle, patrimonio dell’UNESCO dal 1997.

Un viaggio nel tempo e nello spazio in uno dei siti più indimenticabili della storia dell’umanità: da oggi alla portata di tutti, con un semplice click.

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Scritto da: Luisella Mazza, Head of Country Operations, Google Cultural Institute https://lh6.googleusercontent.com/WY2A6oT8raWguMx-0McCbjWRqLAVMxihSKjQ4z05N_Pd7xyMc1CrBNrqIzxUkvrLoaDq-y1-KZZbYUpSNxj1xtq-zuNqzilLV0ksDCrOTYi_evzOIH5EXGrNZHQT1xWSzTorK-DB Luisella MazzaHead of Country OperationsGoogle Cultural Institute

L’etichetta Fact Check da oggi disponibile in tutti i paesi nella ricerca Google e in Google News

di Claudio
Google è stata creata con l’obiettivo di aiutare gli utenti a trovare informazioni utili, offrendo visibilità ai contenuti che gli editori creano.

Tuttavia, con migliaia di nuovi articoli pubblicati online ogni minuto di ogni giorno, la quantità di contenuti con cui si confrontano gli utenti può risultare eccessiva. E purtroppo, non tutti questi contenuti sono aderenti ai fatti o veri, rendendo così difficile per i lettori distinguere i fatti da ciò che è falso. Ecco perché ad ottobre, insieme ai nostri partner di Jigsaw, abbiamo annunciato che in alcuni Paesi avremmo iniziato a consentire agli editori di mostrare l’etichetta "Fact Check" in Google News. Questa etichetta consente di identificare in modo più immediato gli articoli di verifica dei fatti.

Dopo aver valutato i riscontri ricevuti da parte degli utenti e degli editori, abbiamo deciso di rendere disponibile l’etichetta Fact Check in Google News ovunque e di estenderla al motore di ricerca, a livello globale e in tutte le lingue. Per la prima volta, quando viene effettuata una ricerca su Google che restituisce un risultato che contiene la verifica dei fatti di uno o più affermazioni pubbliche, questa informazione verrà chiaramente visualizzata nella pagina dei risultati di ricerca. Lo snippet mostrerà informazioni sulla dichiarazione verificata, da chi è stata fatta e se una fonte ha verificato quella particolare dichiarazione.



Queste informazioni non saranno disponibili per qualsiasi risultato e potrebbero esserci pagine di risultati di ricerca in cui diverse fonti hanno verificato la stessa affermazione raggiungendo però conclusioni diverse. Queste verifiche dei fatti naturalmente non sono effettuate da Google e potremmo anche non essere d'accordo con i risultati, proprio come diversi articoli di fact checking potrebbero essere in disaccordo tra loro, tuttavia riteniamo che sia utile per le persone capire il grado di consenso attorno a un argomento e avere informazioni chiare su quali fonti concordano. Rendendo queste attività di fact checking più visibili nei risultati di ricerca, riteniamo che gli utenti possano esaminarle e valutarle con maggiore facilità per formarsi così opinioni e pareri informati.

Per poter usufruire di questa etichetta, gli editori devono utilizzare il markup ClaimReview di Schema.org sulle pagine nelle quali effettuano il fact checking di dichiarazioni pubbliche (informazioni maggiori qui) o usare il widget Share the Facts sviluppato dal Duke University Reporters Lab e Jigsaw. Solo gli editori che sono algoritmicamente determinati come fonte autorevole di informazioni si qualificheranno per essere inclusi. Infine, i contenuti dovranno rispettare le norme generali che si applicano a tutti i tag di dati strutturati e ai criteri di Google News Publisher per il fact checking. Se un editore o un articolo di fact checking non raggiunge questi standard o non rispetta tali norme, potremo, a nostra discrezione, ignorare il markup.



Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'aiuto di altre organizzazioni e senza il sostegno della comunità di fact checking, che è cresciuta fino a includere più di 115 organizzazioni. Se volete saperne di più visitate il nostro Centro assistenza per gli utenti.

Scritto da: Justin Kosslyn (Product Manager, Jigsaw) e Cong Yu (Research Scientist, Google Research) Justin Kosslyn, Cong YuProduct Manager, Research ScientistJigsaw, Google Research

Un aggiornamento sui miglioramenti della qualità della Ricerca

di Andrea Cristallini


La ricerca su web può essere sempre migliorata; lo sapevamo quando ho cominciato a lavorare al motore di ricerca nel 1999 ed è ancora vero oggi. Allora, Internet stava crescendo con incredibile rapidità, era necessario dare un senso a quella esplosione di informazioni, organizzarle e presentarle in modo tale che le persone potessero trovare quello che stavano cercando direttamente nella pagina dei risultati di ricerca. Il lavoro al tempo era attorno a PageRank, l’algoritmo fondamentale usato per misurare l’importanza delle pagine web per poterle ordinare nei risultati. Oltre a cercare di organizzare le informazioni, i nostri algoritmi hanno sempre dovuto lottare con individui o sistemi che cercavano di “imbrogliare” i nostri sistemi per apparire più in alto nei risultati di ricerca, utilizzando produttori di contenuto (content farms) di bassa qualità, testo nascosto e altre pratiche ingannevoli. Abbiamo combattuto questi problemi, e altri nel corso degli anni, apportando regolarmente modifiche ai nostri algoritmi e introducendo altre funzioni che impediscono di imbrogliare il sistema.

Oggi, in un mondo in cui vengono pubblicate online decine di migliaia di pagine ogni minuto, ci sono nuovi metodi con cui le persone cercano di imbrogliare il sistema. Quello più visibile è il fenomeno delle “fake news”, per cui del contenuto presente sul web ha contribuito a diffondere informazioni palesemente ingannevoli, di scarsa qualità, offensive o completamente false. Sebbene questo problema sia diverso da quelli affrontati in passato, il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: offrire alle persone accesso a informazioni rilevanti provenienti dalle fonti più affidabili a disposizione. E benché non sempre riusciamo del tutto nel nostro intento, stiamo facendo buoni progressi nell’affrontare il problema. Tuttavia, per ottenere cambiamenti che abbiano un impatto a lungo termine, sono necessari cambiamenti più strutturali alla Ricerca.

Proprio con un obiettivo di lungo termine in mente, oggi stiamo compiendo un altro passo per continuare a far emergere più contenuto di alta qualità dal web, il che include miglioramenti al search ranking (il sistema di posizionamento nel motore di ricerca), modi più semplici perché le persone possano fornirci feedback diretti e ancora più trasparenza su come funziona la Ricerca.


Posizionamento nel motore di ricerca

I nostri algoritmi aiutano ad identificare fonti affidabili tra i miliardi e miliardi di pagine del nostro indice. Tuttavia, è risultato evidente che un piccolo insieme di ricerche (circa lo 0,25% del traffico giornaliero) ha restituito risultati con contenuti offensivi o chiaramente ingannevoli, che non sono quello che le persone cercano. Per contribuire ad evitare la diffusione di simili contenuti per questo tipo di ricerche, abbiamo migliorato i nostri metodi di valutazione e fatto aggiornamenti all’algoritmo per far emergere più contenuti autorevoli.


  • Nuove Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca: quello che porta a cambiamenti alla Ricerca è un processo che coinvolge diverse sperimentazioni. Come parte di questo processo, ci sono valutatori - persone reali che valutano la qualità dei risultati di ricerca di Google -  che ci forniscono un riscontro sui nostri esperimenti. Queste valutazioni non determinano il posizionamento di singole pagine, ma vengono utilizzate per raccogliere dati sulla qualità dei nostri risultati e identificare aree che richiedono miglioramenti. Lo scorso mese, abbiamo aggiornato le nostre Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca (Search Quality Rater Guidelines) con esempi più dettagliati di pagine di scarsa qualità in modo che i valutatori le segnalino appropriatamente; gli aggiornamenti includono informazioni ingannevoli, risultati inaspettatamente offensivi, bufale e teorie cospiratorie non dimostrate. Queste linee guida cominceranno ad aiutare i nostri algoritmi a far retrocedere simili contenuti di scarsa qualità e ad introdurre ulteriori miglioramenti nel tempo.
  • Cambiamenti nel posizionamento: combiniamo centinaia di segnali per determinare quali risultati mostrare per una determinata ricerca, da quanto è recente il contenuto al numero di volte in cui il termine di ricerca compare nella pagina. Abbiamo modificato i segnali per aiutare a far emergere più pagine più autorevoli e far retrocedere contenuti di scarsa qualità, cosicché problemi come quello dei risultati che negano l’Olocausto che abbiamo visto a Dicembre abbiano meno probabilità di presentarsi.

Strumenti di feedback diretto

Quando visitate Google, velocizziamo la vostra esperienza con funzionalità come il Completamento automatico, che aiuta a prevedere i termini di ricerca che potreste digitare per offrirvi in modo più rapido le informazioni di cui avete bisogno, e i Featured Snippets, che mostrano una selezione delle informazioni rilevanti rispetto alla vostra ricerca in alto nella pagina dei risultati. Il contenuto che compare in queste funzionalità è generato algoritmicamente e riflette quello che le persone cercano e il contenuto che è disponibile sul web. Il che può a volte portare a risultati che sono inattesi, non accurati o offensivi. A partire da oggi, facciamo in modo che sia molto più semplice per le persone segnalarci direttamente il contenuto che appare sia nelle predizioni del Completamento automatico sia in Featured Snippets. Questi nuovi meccanismi di feedback includono categorie chiaramente identificate in modo che possiate informarci direttamente se trovate contenuto sensibile o inutile. Intendiamo usare questi feedback per migliorare i nostri algoritmi.      


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Nuovo link per il feedback sul Completamento automatico


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Link aggiornato per il feedback su Featured Snippets


Maggiore trasparenza sui nostri prodotti
Nel corso degli ultimi mesi ci sono state poste domande difficili sul perché nel Completamento automatico comparissero previsioni di ricerca scioccanti o offensive. Su questa base, abbiamo valutato come migliorare le nostre policy sul contenuto e le abbiamo aggiornate di conseguenza. Ora pubblichiamo queste policy nella nostra Guida, in modo che chiunque possa approfondire il Completamento automatico e il nostro approccio alle rimozioni.
Per chi è interessato ad approfondire ulteriormente, abbiamo recentemente aggiornato il sito How Search Works per offrire più informazioni sulla tecnologia che sta dietro alla Ricerca. Il sito contiene una descrizione di come il sistema di posizionamento di Google sceglie tra miliardi di pagine per fornirvi i risultati di una ricerca e include anche una descrizione del processo di test da parte degli utenti.
Su Google vengono fatte migliaia di miliardi di ricerche ogni anno. In effetti, il 15% delle ricerche che vediamo ogni giorno sono nuove, il che significa che c’è sempre più lavoro che dobbiamo fare per fornire alle persone le risposte migliori alle loro domande prendendole da una ampia varietà di fonti legittime. Sebbene i nostri risultati di ricerca non saranno mai perfetti, siamo sempre impegnati a conservare la vostra fiducia e ad assicurare che i nostri prodotti continuino ad essere utili per tutti.


Post content Scritto da: Ben Gomes, VP of Engineering, Google Search

Un viaggio nel tempo con Touring Club Italiano e Google Arts&Culture

di Claudio
Inventate nel 1865 in Germania, le cartoline, dette anche Intero Postale, comparvero in ​Italia per la prima volta nel 1874. Fu solo qualche anno dopo però, con il lancio delle cartoline commerciali illustrate​, che queste prime forme di comunicazione visuale diventarono più popolari​ e per semplicità e praticità soppiantarono le lettere, diven​tando il metodo più semplice per inviare un pensiero ad amici e parenti.

Oggi,​ insieme al Touring Club Italiano e in collaborazione con Musicart, portiamo online un archivio fatto di migliaia di questi ricordi: 5 mila cartoline storiche digitalizzate grazie alle tecnologie, messe a disposizione dal team di Google Arts&Culture, debuttano oggi su artsandculture.google.com. Un archivio che si rende oggi disponibile a tutti e che un domani potrà trovare ulteriore valorizzazione attraverso originali mostre.



Dai monumenti iconici, come il Colosseo, il Duomo di Milano, le rovine della Valle dei Templi, Paestum e Ostia Antica, al mare e al Teatro antico di Taormina, potrete riscoprire come i turisti di tutto il mondo hanno visto e condiviso le destinazioni culturali del mondo prima ancora che fosse inventata la condivisione digitale.

Il Colosseo, Roma

Milano, Roma, Torino, Napoli, Palermo, Firenze, Venezia, le loro stazioni e incroci sono quasi irriconoscibili senza il brulicare di persone o di mezzi di oggi.
Guardate come gli skyline e i grattacieli che popolano le nostre città si sono trasformati nel corso degli anni, insieme ai luoghi di vacanza o le mete fuori porta che conosciamo per le nostre gite domenicali.

Torre Galfa, Milano

La collezione di cartoline copre un arco di tempo che va dal primo decennio del ‘900 ai primi anni ‘70, quando la Rivista Mensile del Touring Club Italiano invitò gli associati a inviare cartoline dai loro viaggi. Un discorso a parte merita il Fondo Santarelli. Frutto di una donazione di Mirella Santarelli, socia TCI e collezionista, che alla sua morte ha donato diverse migliaia di cartoline al Touring Club.



Stiamo inoltre rendendo inoltre disponibile una nuova funzionalità per fruire al massimo di questa collezione. Cliccando sulla tab "Sfoglia" nella sezione "Qui Vicino" della app Google Arts & Culture (per iOS o Android), potrete avere accesso alle cartoline che raffigurano monumenti e siti che vi circondano, consentendovi di fare un viaggio indietro nel tempo e scoprire come le città sono cambiate nel tempo.

Scritto da: Google Italy, Blog Team

Dove si trova il vostro "Art Selfie"?

di Claudio
A gennaio scorso, il mondo intero si è appassionato ancor di più di dipinti e di arte. Conduttori di programmi televisivi serali, giocatori di football e persino ammazzavampiri hanno contribuito a scattare una piccola parte dei 78 milioni di Art Selfie realizzati con l’app Google Arts & Culture. Tutto ciò è stato reso possibile grazie a un esperimento che permette di trovare il vostro "sosia" tra decine di migliaia di opere d'arte provenienti dalle collezioni dei nostri musei partner di tutto il mondo.

Per rendere l'arte ancora più accessibile a tutti, da oggi rendiamo disponibile Art Selfie a livello globale. Grazie alla collaborazione con le nostre istituzioni partner, abbiamo più che raddoppiato il numero di opere disponibili, in modo che possiate essere abbinati a decine di migliaia di ritratti – a volte con risultati sorprendenti come l'esempio di una donna a St Louis (negli Stati Uniti) il cui selfie è stato abbinato a un ritratto della sua bisnonna, Emma. Fate un tentativo e - chissà - potreste scoprire di assomigliare al ritratto dell'Imperatore Gojong o a quello di Frida Kahlo.

Art Selfie crea abbinamenti partendo da opere d'arte di tutto il mondo 

Art Selfie si basa su una tecnologia di visione artificiale basata sul machine learning. Quando fate un selfie, la vostra foto viene confrontata con i volti delle opere che i nostri musei partner ci hanno fornito. Dopo pochi attimi, vedrete i risultati insieme a una percentuale che stima la somiglianza visiva di ogni abbinamento con il vostro viso. Il vostro selfie diventa una porta per entrare nel mondo dell’arte: toccate il vostro sosia per scoprire più informazioni su di lui o su un artista di cui forse non avete mai sentito parlare.

Insieme ai nostri musei partner, sperimentiamo costantemente nuovi modi in cui le persone possono scoprire e interagire con l'arte. A proposito, tenete d'occhio Art Selfie come opzione in Google Lens su Android la prossima volta che utilizzate Lens con le opere d’arte.

Non vediamo l'ora di scoprire come le persone di tutto il mondo useranno Art Selfie per saperne di più di arte e di cultura. Crediamo che vi divertirete molto con questa funzione, come accaduto a questa coppia che è stata abbinata a un’altra coppia di marito e moglie, ad un Walking Dead o a questo appassionato di arte, che ha ammirato il suo sosia direttamente nel museo.
Entrate direttamente nell'arte: scattate e condividete il vostro #ArtSelfie tramite l'app Google Arts & Culture per iOS o Android (g.co/ArtSelfie).

Scritto da: Michelle Luo, Product Manager, Google Arts&Culture

È arrivato Google Pay

di Claudio
Che dobbiate fare i vostri acquisti quotidiani o abbiate in programma una serata fuori, il vostro telefono Android è tutto ciò che vi serve quando uscite di casa, grazie a Google Pay. A partire da oggi, Google Pay è disponibile in Italia per aiutarvi a pagare in modo semplice e sicuro con il telefono.

Come funziona Google Pay?
Usare Google Pay è semplice. È sufficiente aggiungere all'app Google Pay una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa ) emessa da una qualsiasi delle banche e istituti di credito supportati - tra cui Banca Mediolanum, Boon, HYPE , Nexi, N26, Revolut, Widiba e nei prossimi mesi Iccrea Banca e Poste Italiane - per trasformare il vostro smartphone Android in un portafogli. Gli utenti possono attivare il servizio anche direttamente nella app di mobile banking della propria banca.

Nei negozi basterà attivare il telefono, avvicinarlo al terminale di pagamento contactless e il gioco è fatto! Dopo il pagamento, riceverete sul telefono le informazioni sulle transazioni recenti.

Per chi ha uno smartwatch Wear OS sarà possibile visualizzare Google Pay nel launcher se il dispositivo supporta il servizio. Una volta impostata la carta sullo smartwatch, per pagare è sufficiente avvicinare il polso al terminale di pagamento.



Cercate nei negozi il logo di Google Pay o il simbolo che indica i pagamenti contactless/NFC. E’ possibile pagare con Google Pay ovunque siano accettati i pagamenti contactless, tra cui ,a titolo di esempio: Autogrill,​ ​Bennet,​ ​Esselunga,​ ​H&M​, Leroy Merlin​, Lidl,​ ​McDonald's,​ ​Profumerie Douglas e la rete Metropolitana ATM a Milano.


Ovunque sia esposto il logo di Google Pay o il simbolo dei pagamenti contactless è possibile pagare in modalità contactless con il vostro smartphone Android 

Esperienza online con Google Pay
Google Pay vi permetterà anche di pagare rapidamente quando fate acquisti nelle vostre app preferite o sui siti web. Non c'è bisogno di inserire ogni volta i dati di pagamento o l'indirizzo o creare un account: è sufficiente cercare Google Pay in app come Asos, Booking.com, Deliveroo, Flixbus, Ryanair, Vueling e molte altre nei prossimi mesi tra cui IBS, MyTaxi, Musement e TIM .


Sicurezza integrata 
Google Pay non condivide il numero della carta di credito con i rivenditori quando si effettuano pagamenti nei negozi. Le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale dinamico, in questo modo il numero della vostra carta resta sempre al sicuro. Se subite il furto del telefono o lo smarrite, potete usare la funzione Trova il tuo telefono per bloccarlo immediatamente ovunque vi troviate, metterlo al sicuro con una nuova password o eliminare tutte le vostre informazioni personali.



Per iniziare, scaricate Google Pay dal Play Store. Google Pay è disponibile su tutti i dispositivi Android con Lollipop 5.0 o versioni successive. Buono shopping!

Scritto da: Stephen Ratcliffe, Product Manager, Google Pay

Milano per Art Lover: le opere più iconiche della città come non le avete mai viste

di Claudio
Avete mai passeggiato sulle merlate del Castello Sforzesco o sulla passerella di 250 metri sopra la Galleria Vittorio Emanuele? Avete mai camminato tra i Sette Palazzi Celesti, l’opera site-specific di Anselm Kiefer all’Hangar Bicocca? Conoscete davvero i dettagli dei dipinti di maestri come Boccioni, Modigliani, Klee o Kandinskij al Museo del Novecento, o quelli dei volti femminili ritratti nella collezione della Galleria d’Arte Moderna? Sapevate che a Milano l’arte si nasconde anche tra i volumi e le pareti affrescate della Biblioteca Sormani, così come nelle collezioni conservate alla Biblioteca Ambrosiana?



Dall’arte all’architettura, dalla storia alle culture del mondo, Milano è talmente ricca di tesori che alcune di queste esperienze non sono ancora state spuntate dalla lista di destinazioni imperdibili sia dei turisti sia dei milanesi.

Google Arts & Culture insieme a 15 tra le più conosciute istituzioni della città (Galleria Civica d’Arte Moderna, Castello Sforzesco, Casa Museo Boschi Di Stefano, Biblioteca Sormani, MUDEC - Museo delle Culture, Museo di Storia Naturale, Museo del Novecento, Hangar Bicocca, Biblioteca Ambrosiana, Associazione Viafarini - Fabbrica del Vapore, Quadrilatero della Bellezza - Gruppo MilanoCard, That’s Contemporary, Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico, Casa Museo Poldi Pezzoli, Rainlab) e con il patrocinio del Comune di Milano, porta online sulla piattaforma più di 2700 immagini delle loro collezioni e spazi, contribuendo a posizionare Milano sulla mappa digitale della cultura. Tra queste, più di 300 opere sono esplorabili nei minimi dettagli, grazie alla ripresa con Art Camera, una fotocamera sviluppata dal Google Cultural Institute, per generare immagini di dipinti con la più alta risoluzione possibile.


Digitalizzazione del dipinto "La signora Virginia" di U. Boccioni con Art Camera

Ammirate i capelli dorati della Dea Pagana di Segantini alla Galleria d’Arte Moderna, i dettagli dei dodici arazzi di Trivulzio, creati dal Bramantino e rappresentanti i mesi, conservati al Castello Sforzesco; gli intrecci dei tessuti della cultura Kana conservati al Museo delle Culture; la flora e la fauna delle pareti della Sala del Grechetto alla Biblioteca Sormani.


Dettaglio della Dea Pagana o Dea dell'Amore di G. Segantini alla Galleria d’Arte Moderna

La vitalità artistica di Milano emerge anche e soprattutto grazie alle istituzioni che promuovono e conservano il contemporaneo. Dall’Hangar Bicocca, che porta online tutte le sue grandi retrospettive, a Lucio Fontana, “Ambienti/Environments”, da Carsten Holler, “Doubt”, a realtà più piccole e contenute come That’s contemporary e Viafarini. La prima, aggregatore di istituzioni, gallerie, spazi non profit e indipendenti, con lo scopo di aumentare l’interesse collettivo nei confronti dello scenario contemporaneo; la seconda, archivio che dal 1971 promuove e conserva la ricerca artistica italiana.

Ma a Milano l’arte si trova anche nei luoghi più inaspettati, tanto sui muri della città, documentate dalle collezioni di Rain Lab, quanto tra i volumi della Biblioteca Sormani, che raccontano le storie di Stendhal a Milano e quelle di mezzo secolo di caricatura milanese, così come nelle collezioni conservate alla Biblioteca Ambrosiana, tra i Codici di Leonardo da Vinci e i dipinti fiamminghi. Il viaggio tra le gemme nascoste della città non può considerarsi concluso senza una passeggiata virtuale a Casa Boschi-Di Stefano, tra i capolavori della Casa Museo Poldi Pezzoli, o sfogliando l’archivio fotografico di Cà Granda, che racconta la Milano del passato.

Il viaggio, disponibile online al link g.co/milanoartlover, continua anche nella cornice di Palazzo Giureconsulti, con la mostra interattiva Milano città d’Arte, dal 2 al 7 ottobre, dalle 9 alle 18 con ingresso gratuito.

Scritto da: Valeria Gasparotti, Programme Manager Google Arts&Culture

Quattro motivi (e due colori) per amare il nuovo Chromecast

di emanuela locci
Abbiamo lanciato il primo dispositivo Chromecast nel 2013 per consentirvi di trasmettere facilmente i vostri contenuti preferiti direttamente dal telefono alla TV. Dall'introduzione di Chromecast, la famiglia di prodotti Made by Google ha continuato a crescere offrendo la migliore combinazione di hardware, software e Intelligenza Artificiale.
A cinque anni dal lancio del dispositivo, arriva anche in Italia il nuovo Chromecast.


Ecco quattro motivi per cui siamo molto felici di dargli il benvenuto:
  • Un design nuovo, compatto ed elegante. Grazie a un nuovo design e ai due colori disponibili (bianco e grigio antracite), Chromecast si adatta perfettamente all'arredamento di casa e al resto della famiglia Made by Google. 
  • Stesse dimensioni, ma ancora più efficienza. Grazie a un miglioramento del 15% della velocità dell'hardware, il nostro nuovo Chromecast supporta la trasmissione in streaming senza interruzioni a 1080p e 60 frame al secondo, che assicura immagini più realistiche. Quando guarderete una partita, vi sembrerà di essere a bordo campo... 
  • Controlla la TV con la voce. Chromecast e Google Home funzionano perfettamente insieme. Dite cosa volete guardare dai servizi compatibili, come YouTube e Netflix e controllate la TV tramite comandi vocali. Provate a dire "Ok Google, fammi vedere Cobra Kai da YouTube" oppure "Ok Google, fammi vedere Lost in Space da Netflix" (è necessario un abbonamento Netflix). 
  • Trasforma la tua TV in una cornice digitale. Se non state trasmettendo contenuti in streaming, potete personalizzare la TV con i vostri album di Google Foto: basta poco e i momenti che più vi stanno a cuore vi verranno mostrati automaticamente sullo schermo di casa. 
In Italia il nuovo dispositivo Chromecast è disponibile sul Google Store e presso tutti i rivenditori autorizzati a partire da oggi. E costa soltanto 39 euro: un modo economico per modernizzare la TV di casa o il regalo di Natale perfetto per gli appassionati di streaming.

Scritto da: Jess Bonner, Product Manager, Chromecast

Rendiamo più semplice per gli utenti avere il controllo sui propri dati direttamente dai prodotti Google

di Claudio
Da sempre ci impegniamo per rendere più semplice per le persone comprendere ed avere il controllo sui propri dati così da prendere le decisioni più giuste in tema di privacy. Quest'anno abbiamo lanciato una nuova esperienza dell'Account Google, che mette la privacy e la sicurezza al primo posto. Abbiamo anche aggiornato le nostre Norme sulla privacy con dei video e un linguaggio più chiaro, per descrivere meglio le informazioni che raccogliamo, perché le raccogliamo e come è possibile controllarle.

A partire da oggi rendiamo più semplice per tutti prendere decisioni sui propri dati direttamente all'interno dei prodotti Google che usate tutti i giorni, a partire dal motore di ricerca. Senza mai lasciare il motore di ricerca, ora potrete esaminare ed eliminare le vostre attività recenti, accedere rapidamente ai controlli sulla privacy più importanti nell'Account Google e scoprire di più su come il motore di ricerca usa i vostri dati.



Controllate i vostri dati direttamente dai prodotti Google che usate tutti i giorni
Quando usate i prodotti Google, generate dati sulle vostre attività. Per il motore di ricerca, questi dati includono le parole che cercate, i link con cui interagite e altre informazioni come la vostra posizione quando effettuate la ricerca.

Fino ad oggi, se volevate esaminare o gestire questi dati durante una ricerca su Google, il modo migliore era visitare il vostro Account Google. Ora metteremo questi controlli a vostra disposizione direttamente nel motore di ricerca, dove potrete esaminare o eliminare le vostre attività e tornare rapidamente a cercare.

Vi forniremo anche accesso rapido ai controlli per la privacy nell'Account Google che sono più rilevanti durante le ricerche. Per esempio, dato che a volte vedete degli annunci mentre cercate, vi daremo accesso alle vostre Impostazioni annunci al fine di controllare facilmente le informazioni che usiamo per mostrarveli. Inoltre, potrete accedere alla Gestione attività per decidere quali informazioni Google salverà nel vostro account e userà per rendere il motore di ricerca e gli altri servizi Google più veloci, più intelligenti e più utili.



Se volete sapere di più su quali dati vengono generati mentre usate i servizi Google e su come vengono usati per migliorare la vostra esperienza, potete guardare questo breve video:




Questo miglioramento viene lanciato oggi sul motore di ricerca di Google su desktop e dispositivi mobili, e nell'app Google per iOS e Android nelle prossime settimane. L'anno prossimo verrà esteso anche a Maps, e in seguito a molti altri prodotti Google. Avere accesso ai controlli sulla privacy più importanti e utili direttamente dai prodotti Google che usate tutti i giorni è solo uno dei modi con cui ci impegniamo costantemente a creare soluzioni per la privacy adatte a tutti.

Scritto da: Eric Miraglia, Director of Product Management, Privacy and Data Protection Office

Una galleria d’arte in tasca: esplorate tutte le opere di Vermeer in realtà aumentata

di Claudio
Più di 28 anni fa, due ladri d'arte travestiti da agenti di polizia entrarono nell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e rubarono diverse opere d'arte, tra cui un dipinto di Vermeer: uno dei soli 36 attribuiti all'artista. Con un valore stimato di oltre 200 milioni di dollari, "Concerto a tre” rimane uno dei pezzi mancanti di valore maggiore nell'elenco di opere d'arte rubate dell'FBI. Dal momento che i capolavori di Vermeer sono sparsi in 18 collezioni in sette paesi e che alcuni di questi sono troppo delicati per poter viaggiare, le persone non hanno mai avuto l'opportunità di vedere tutte le opere di questo pittore in un unico posto.

Tuttavia ora grazie alla collaborazione con il museo Mauritshuis nei Paesi Bassi e con altre istituzioni culturali, potete sperimentare tutte le opere conosciute di Vermeer in un unico posto per la prima volta attraverso Pocket Gallery: una nuovissima funzionalità dell'app Google Arts & Culture. Pocket Gallery utilizza la realtà aumentata, è sufficiente estrarre il telefono ed entrare in uno spazio espositivo virtuale per vedere tutte le opere del pittore, a cura di esperti della Mauritshuis. Tutti i suoi 36 dipinti, tra cui il capolavoro mancante e il famoso "Ragazza con l’orecchino di perla", sono a grandezza naturale e perfettamente illuminati. Avvicinandovi, vedrete ogni dipinto con dettagli stupendi e potrete imparare di più su ogni pezzo.


Abbiamo inviato Art Camera, la nostra fotocamera ad altissima risoluzione, realizzata appositamente per le opere d'arte, in diverse gallerie in tutto il mondo, per creare immagini con la più alta risoluzione mai realizzata di nove capolavori di Vermeer. In questo modo, potrete fare zoom ed immergervi in "tour di pittura" di tutte le 36 opere di Vermeer e godervi gli insight guidati di opere d'arte come Fanciulla con flauto.

Oltre ai dipinti di Vermeer, potrete esplorare diverse storie di esperti che mettono in luce l'arte, l'eredità o la vita misteriosa di Vermeer. Per esempio, potrete ascoltare Tracy Chevalier, autrice del bestseller "Ragazza con l’orecchino di perla".

Oggi, riferimenti a Vermeer sono presenti nella cultura pop di tutto il mondo. Justin Richburg, che ha recentemente creato i character design per il video musicale di Childish Gambino "Feels like Summer" - ha concepito un'opera d'arte originale che unisce tempo e culture: "Icons" reinventa Vermeer nel 21° secolo e mostra come i soggetti dei suoi dipinti siano diventati icone essi stessi.



Potete scoprire e apprezzare il lavoro di Vermeer in una varietà di formati diversi: che si tratti di un libro interattivo da colorare su Instagram o di una serie originale con i creator di YouTube. Per vedere i dipinti di Vermeer esposti dove sono attualmente, potete anche guardare le fotografie di Street View nelle gallerie di tutto il mondo per navigare nelle sale della Frick Collection (New York) e del Rijksmuseum (Amsterdam). Visitate g.co/meetvermeer, partecipate alla conversazione con #MeetVermeer o scaricate l'app su iOS o Android per provare Pocket Gallery.

Scritto da: Lucy Schwartz, Program Manager, Google Arts & Culture
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