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Migliori smartphone cinesi

di Giuseppe Testa
migliori smartphone cinesi

Tra gli smartphone più venduti quest’anno spiccano molti smartphone provenienti dalla Cina, patria di dispositivi con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Finita l’era dei “cinesoni” con scarse performance e dalla rottura facile, i nuovi smartphone cinesi sono pronti per conquistare il grande pubblico non solo per il prezzo basso ma anche per caratteristiche tecniche di prim’ordine. […]

Migliori smartphone cinesi

HoloLens, Nadella difende l’accordo con l’esercito

di Filippo Vendrame

Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha difeso il contratto multimilionario della società con il Pentagono per offrire i visori HoloLens ai soldati. La scorsa settimana dozzine di dipendenti della società avevano criticato pubblicamente questo contratto e avevano chiesto alla loro compagnia di porre fine ai legami con l’esercito americano. Più nello specifico, venerdì, un gruppo di circa 50 dipendenti Microsoft aveva pubblicato una lettera in cui chiedeva alla compagnia di stracciare il contratto da quasi 480 milioni di dollari per fornire fino a 100.000 dispositivi HoloLens alle forze armate statunitensi.

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[Computex 2019] Dell perfeziona ancora la gamma di portatili XPS

di Alexandre Milli

Al Computex 2019, Dell ha annunciato aggiornamenti alla linea di PC portatili XPS, già quasi perfetta, migliorandola ulteriormente. Dell XPS migliorati XPS 13 2-in-1 è equipaggiato da nuovi processori Intel Core i3, i5 e i7 di decima generazione che garantiscono più del doppio delle prestazioni rispetto alla versione precedente grazie al Dynamic Power Mode. Il […]

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Huawei/Honor: tutti gli smartphone che riceveranno Android Q

di Alessandro Signori

Nonostante il ban imposto dal governo statunitense, l’azienda cinese è costantemente a lavoro per portare la prossima versione del robottino verde su più dispositivi possibile e, in queste ore, ha pubblicato una lista di smartphone che riceveranno l’aggiornamento. (...)
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Google Pixel 4XL si mostra in alcune interessanti colorazioni

di Federico Gambarelli

Recentemente sono apparsi in rete dei render che mostrano Google Pixel 4 e Pixel 4XL in alcune colorazioni davvero particolari.

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© federicogambarelli for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Dell XPS 15 2019 disponibile in Italia: prezzi e configurazioni

di Canna
Dell XPS 15 (7590), da oggi sarà possibile acquistare anche Italia il nuovo notebook di Dell in numerose configurazioni e con prezzi a partire da 1399 euro.  Il nuovo XPS 2019 mantiene le linee delle precedenti generazioni, con cornici particolarmente […]

Le vendite dei PC crescono anche nel 2019

di Alexandre Milli

Dopo un 2018 abbastanza positivo, anche il 2019 sembra promettere bene per le vendite dei PC che a metà anno tornano a crescere. Vendite di PC in crescita nel Q2 2019 Nel secondo trimestre dell’anno le vendite di PC desktop e portatili ammontano a circa 65 milioni di unità a livello globale. La crescita rispetto […]

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I bagagli sul tetto dell’auto: quali sono le regole da ricordare?

di Redazione

Tempo di vacanze estive, di spostamenti in auto per raggiungere le località delle attese vacanze con tutto ciò che può rendere più divertente e confortevole il soggiorno.  E’ tempo anche di rammentare le più elementari regole sulla sicurezza stradale, per consentire a tutti un viaggio sicuro e senza imprevisti, soprattutto per quanto concerne il carico di bagagli sul tetto. Per grande che sia l’auto che abbiamo acquistato -infatti – non è mai un autobus o un TIR, e quindi dobbiamo fare i conti con lo spazio a nostra disposizione per evitare la goliardica situazione da non imitare nell’immagine di copertina. Spesso però sulle nostre strade e autostrade, capita di imbattersi in autoveicoli che trasportano sul tettuccio oggetti improponibili: il materasso, mobili di vario genere, ed anche canotti o gommoni, per essere già pronti a tuffarsi in mare, appena giunti nelle località di vacanza. Ma, quali e quanti bagagli possiamo portarci appresso? E sul tettuccio del veicolo cosa possiamo caricare? Vediamo quali sono le regole da rispettare se decidiamo di sfruttare sia il bagagliaio sia il tetto.

TRASPORTO BAGAGLI. COSA DICE LA LEGGE?

A tale proposito dobbiamo fare i conti con quanto stabilisce il codice della strada, ai fini di consentir una circolazione dei veicoli fluida e sicura sulle strade, ma anche con limiti strutturali del nostro veicolo, che non può essere caricato ad oltranza. Innanzitutto, la regola generale stabilita dall’art.164 del codice della strada prescrive che “il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.

LE DIMENSIONI MASSIME AMMISSIBILI

Ogni veicolo ha una sagoma limite, stabilita per legge, e, quindi, compreso il suo carico deve avere:

a) larghezza massima non eccedente 2,55 m, con esclusione degli specchietti retrovisori

b) altezza massima non eccedente 4 m;

c) lunghezza totale, compresi gli organi di traino, non eccedente 12 m.

Si precisa, innanzitutto, che il carico massimo del veicolo è stabilito in sede di omologazione, mentre il peso massimo ammissibile sul tetto (equipaggiato con apposite barre, portapacchi o box) è semplicemente consigliato dal produttore del veicolo, ed è indicato sul manuale d’uso e manutenzione. Il carico trasportato non deve superare i suddetti limiti di sagoma. Il carico trasportato, inoltre, non può assolutamente mai sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo: può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso purché nei limiti di sagoma suddetti. Inoltre, sempre nei limiti di sagoma, possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori della sagoma del veicolo, purché la sporgenza da ciascuna parte non superi centimetri 30 di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori: la sporgenza va misurata orizzontalmente, quindi, una volta posizionato il carico, verificare che non vi sia una sporgenza parallelamente all’asse stradale superiore a quella consentita. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili, collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo.

UTILIZZO DI BOX  E SEGNALE DI SPORGENZA

Per essere tranquilli di circolare in sicurezza, si consiglia di utilizzare i cosiddetti box da auto (scopri quali sono i più affidabili del Test box da tetto auto), ormai molto frequenti sulle nostre strade. Di regola sono adattabili a tutti i modelli di autoveicoli e a tutte le barre portapacchi: sono molto capienti, hanno portate molto elevate, da 70 kg di peso fino ad arrivare anche a 100 kg, su monovolume e SUV. Non lasciatevi illudere dalle indicazioni del box poiché la capacità massima  va sommata al peso del box vuoto e a quello delle barre su cui è montato. La somma deve essere inferiore a quella consigliata sul manuale d’uso dell’auto. Per il trasporto doi cose stivate nel box non è richiesta alcuna segnalazione. Solo se il carico sporge oltre la sagoma propria del veicolo, il codice della strada prevede che debbano essere adottate tutte le cautele idonee ad evitare pericoli. La sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o due speciali pannelli quadrangolari a strisce oblique bianche e rosse, rivestiti di materiale retroriflettente. Vanno posti alle estremità della sporgenza in modo da risultare costantemente perpendicolari all’asse del veicolo. I pannelli  devono avere una superficie minima di 2500 cm², rivestita con materiale retroriflettente a strisce alternate bianche e rosse disposte a 45°. Il pannello deve essere visibile sia di giorno che di notte.  Sulla superficie del pannello deve essere applicata pellicola rifrangente di classe 2, sia per le strisce bianche che per quelle rosse.

E SE MI FERMANO PER UN CONTROLLO?

Gli agenti verificheranno che il carico, anche quello sul tettuccio del veicolo, sia sistemato in modo da evitare la caduta e non sia un pericolo. Per evitare qualsivoglia contestazione, si consiglia, come già detto, di utilizzare gli appositi box, che sono omologati proprio per essere installati sul tetto. Nel caso in cui il carico non sia ben sistemato il veicolo non può proseguire il viaggio. Il conducente è obbligato a sistemare correttamente il carico. In tale situazione si incorre anche in una sanzione di  85 euro, e nel ritiro immediato della carta di circolazione e della patente di guida. Oltre all’obbligo di portare il veicolo in luogo idoneo per la sistemazione. I documenti verranno restituiti solo dopo che gli agenti avranno verificato che il carico sia correttamente sistemato. Importante è anche il rispetto della massa limite complessiva a pieno carico del veicolo. Si trova scritta sulla carta di circolazione, alla lettera F). Indica la massa del veicolo stesso in ordine di marcia e da quella del suo carico e non può essere superata.

L’AUTO ALLA PESA PUBBLICA O PRIVATA

Il controllo da parte delle forze dell’ordine può avvenire scortando l’auto alla pesa pubblica o convenzionata più vicina, e pesandola. Può trattarsi di una pesa pubblica, se presente sul territorio di competenza della Polizia stradale, oppure di una pesa privata, all’interno di una azienda. Dopo il controllo, l’apparecchiatura rilascia uno scontrino che indica il peso complessivo e che viene confrontato con la massa complessiva indicata sul libretto. Il superamento di tale peso determina l’applicazione di una sanzione e l’obbligo di rientrare nel peso consentito, scaricando gli oggetti in più. E’ ovvio che il carico sul tetto (in box o su un portapacchi aperto) influenza esclusivamente la massa complessiva del veicolo, se si supera il peso indicato nel solo manuale d’uso del veicolo, non si applica nessuna sanzione ma guidare l’auto diventerà molto difficile (vedi il test di sbandata con auto sovraccarica). Pertanto, gli oggetti che pesano di più andrebbe riposto nel bagagliaio, per terra o sotto i sedili anteriori. Mai sulla panca posteriore o sulla cappelliera. Quindi, è sempre meglio controllare prima di partire che gli oggetti nel bagagliaio, nell’abitacolo o sul tetto, siano ben fermi e non troppo pesanti. Vacanze sì, ma sempre e comunque in sicurezza, per noi e per gli altri.

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App anti-distrazioni al volante: solo il 20% dei conducenti le usa

di Donato D'Ambrosi

La distrazione al volante è la prima causa di incidenti stradali, e lo smartphone è tra i fattori scatenanti di un fenomeno in crescita. Negli anni sono state sviluppate funzioni e app dedicate per limitare la connettività quando il conducente è alla guida. Una soluzione molto apprezzata dagli utenti, ma poco usata in auto, almeno secondo un’indagine dell’IIHS. L’Insurance Institute for Highway Safety ha infatti scoperto che solo 1 proprietario su 5 di smartphone si impegna ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare distrazioni alla guida.

UNA FUNZIONE UTILE PER 3 SU 4

L’IIHS ha condotto un sondaggio telefonico su un campione di 800 intervistati dai 18 anni in su, tutti frequenti utilizzatori di smarthpone. Almeno la metà degli intervistati utilizza un iPhone in grado di silenziare automaticamente le telefonate durante la guida. Mentre l’altra metà ha dichiarato di usare uno smartphone Android o un iPhone antecedente alla versione 6. La maggior parte delle persone (3 su 4) ha riconosciuto che la possibilità di non distrarsi alla guida con il blocco automatico delle telefonate è molto utile, ma poi solo 1 su 5 attiva la funzione anti-distrazione al volante intenzionalmente.

NOT DISTURB DALL’IPHONE 6 E iOS11

Prima di addentrarci nei risultati dell’indagine dell’IIHS facciamo chiarezza sulla funzione anti-distrazione dei più recenti iPhone. Lo stesso vale per i più moderni Android o comunque per la possibilità di connettere il cellulare con il kit vivavoce integrato o il sistema d’infotainment dell’auto. Per quanto riguarda Apple, dall’iPhone 6 in poi e comunque dal rilascio dell’aggiornamento iOS11, gli iPhone possono limitare le distrazioni del conducente durante la guida. Tutto risolto? Proprio no, poiché chiaramente, quando si scarica l’aggiornamento l’utente ha la facoltà di accettare l’attivazione automatico del blocco quando è alla guida o “non ora”. Spuntando “non ora” dovrà poi abilitare manualmente la funzione ogni volta che sale in auto. 1 intervistato su 4 ha dichiarato di non aver attivato il blocco automatico delle chiamate perché “preoccupati di perdere importanti notifiche o perché non consapevoli che l’app fosse in modalità manuale”.

QUANTI LA USANO SU SMARTPHONE MENO RECENTI

Il 19% dei conducenti con smartphone Androidi o iPhone più vecchi che hanno un blocco di sicurezza si riduce della metà di quelli che lo usano davvero in auto. Solo circa la metà di questo gruppo lo attiva per tutto il tempo di guida o per la maggior parte del tragitto. “Anche se i proprietari di smartphone non si affrettano a utilizzare le app di blocco, sembrano aperti ai promemoria che li invitano a farlo.” Afferma Ian Reagan, coautore dello studio e ricercatore presso l’IIHS. “Le richieste periodiche di Apple potrebbero aumentare l’uso della modalità automatica ‘Not disturb’ durante la guida e contribuire a frenare almeno una delle cause di distrazione del conducente.”

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Semafori con T-Red pericolosi? +17% di incidenti negli USA

di Donato D'Ambrosi

I semafori sono l’alternativa alle rotatorie per regolamentare il traffico negli incroci più complessi e pericolosi. L’effetto della luce rossa sulla sicurezza stradale è stato determinante negli ultimi 20 anni, ma la percezione della sua utilità è messa a rischio dall’uso che se ne fa. Il numero di incidenti è in aumento negli USA e si è ridotto il numero di Stati che lo utilizza negli incroci più pericolosi. Ecco perché le 4 principali organizzazioni per la sicurezza stradale hanno redatto le linee guida affinché le luci semaforiche siano realmente utili.

L’INDAGINE SULL’INCIDENTALITA’ CON E SENZA TELECAMERE

AAA, Advocates for Highway and Auto Safety, Institute Insurance for Highway Safety e National Safety Council hanno redatto le indicazioni per le Amministrazioni locali sul corretto uso del semaforo. Sembrerebbe un paradosso e invece ci si è accorti che dal 2012 al 2016 il numero di vittime (800) legate a incidenti con il rosso del semaforo è cresciuto del +17%. Lo studio ha confrontato l’andamento dei tassi di incidenti annuali in 14 città che hanno terminato i programmi di Photored nel periodo 2010-2014 con i tassi di incidenti in 29 città regionali che hanno continuato ad usare le telecamere. Il tasso fatale di incidenti con la luce rossa era più alto del 30 percento nelle città che spegnevano le telecamere di quanto non sarebbe stato se le telecamere fossero rimaste accese. Il tasso di tutti gli incidenti mortali agli incroci segnalati era superiore del 16%.

PERCHE’ SI RINUNCIA AD USARE LE TELECAMERE SEMAFORICHE

A luglio 2018, si contavano 421 comunità con programmi attivi di telecamere semaforiche, in calo rispetto ai 533 del 2012. Sebbene i nuovi programmi di telecamere siano in crescita, il numero totale di programmi di telecamere è diminuito perché sono stati interrotti quelli già avviati. In pratica si tratta di una riduzione netta degli incroci controllati. I motivi dello spegnimento delle telecamere riguardano fondamentalmente difficoltà a sostenere finanziariamente il programma e l’opposizione della comunità.

LE TELECAMERE CHE MIGLIORANO LA SICUREZZA FUNZIONANO MEGLIO

Attraversare un incrocio con la luce rossa del semaforo è uno dei fattori più comuni negli incidenti urbaniPiù della metà delle persone uccise negli USA con la luce rossa del semaforo sono pedoni, ciclisti e persone in altri veicoli coinvolti. Piuttosto che spegnere i semafori, secondo le quattro associazioni per la sicurezza stradale, i programmi incentrati sulla trasparenza funzionano meglio. Vengono esortate le autorità a una migliore fase di pianificazione dei progetti semaforici, istituire un sistema solido per la raccolta e il monitoraggio dei dati. Penalizzare solo i casi di palese violazione della luce rossa, accrescerebbe la fiducia dei cittadini nel sistema.

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Strisce 3D per parcheggi disabili: il test nelle concessionarie USA

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si soffre di una disabilità motoria o sia accudisce una persona che ne è affetta, anche le piccole routine quotidiane diventano difficili. A complicare le cose il comportamento sciocco e prepotente di quanti parcheggiano la propria auto negli spazi riservati ai disabili anche se non sono in possesso dei permessi necessari. Quello della sosta selvaggia è un problema non solo europeo ma che tocca anche gli Usa. BraunAbility, azienda americana attiva nelle soluzioni di mobilità per disabili, ha lanciato un progetto pilota che sfrutta la segnaletica orizzontale in 3D. I posti riservati ai soggetti a mobilità limitata saranno evidenziati con l’uso di una particolare grafica che permetterà di evitare abusi. La sperimentazione parte negli Usa in 19 aree di sosta private ma non è esclusa, in caso di un impatto positivo, l’applicazione sulle strade pubbliche. Vediamo da vicino tutti i dettagli di questa soluzione smart.

POSTI LIBERI

BraunAbility è una azienda americana impegnata ad aumentare la mobilità di quanti, per ragioni di età o malattia, si trovano costretti sulla sedia a rotelle. Visto il dilagare del fenomeno della sosta selvaggia la società ha sviluppato una segnaletica orizzontale in 3D. Il progetto partirà nei posti auto di molte aziende che vendono prodotti per la mobilità. L’iniziativa arriva in occasione del 29° anniversario dell’American with Disabilities Act (ADA), una legge federale che dal 1990 mira a facilitare l’inserimento sociale dei disabili. L’obiettivo dei parcheggi accessibili con grafica in 3D è quello di evitare ostruzioni alle rampe di accesso ai veicoli che trasportano persone costrette in sedia a rotelle. La sosta selvaggia è un problema serio negli Stati Uniti. Recenti sondaggi condotti oltre oceano confermano che il 74% del campione ha assistito ad abusi nei parcheggi per disabili. Le strisce 3D rientrano nel programma “Drive for Inclusion” di BraunAbility.

IL PROGETTO

Drive for Inclusion è un’iniziativa unica nel suo genere che vuole raccogliere e unire le voci delle persone unite della disabilità. Insomma la mobilità è il primo passo per una piena inclusione sociale. Il primo parcheggio con segnaletica in 3D è stato inaugurato lo scorso 1° maggio ma l’interesse per l’idea cresce di giorno in giorno. Staci Kroon, Ceo di BraunAbility: “L’anniversario dell’ADA è un momento importante per riflettere su come offrire mobilità alla comunità delle persone disabili. Attraverso Drive for Inclusion, stiamo creando una community per ascoltare tutte le voci”. Le nuove strisce 3D per i posti auto sono anche un modo per riportare l’attenzione su di un tema spesso ritenuto di secondo piano. Rispettare i posteggi riservati ai disabili diventa quindi un modo per avvicinare le comunità a quanti si sentono spesso soli e in balia della propria malattia.

OLTRE LA DISABILITA’

Le persone affette da disabilità motoria costituiscono la minoranza più grande al mondo. Secondo le Nazioni Unite, i problemi di deambulazione colpiscono un adulto su otto negli Stati Uniti. Eppure le anche cose che dovrebbero essere semplici, come trovare un parcheggio, diventano una sfida. Del resto un sondaggio recentemente svolto da BraunAbility ha confermato che per l’84% dei votanti è importante mettere in campo azioni volte a prevenire l’occupazione abusiva dei posti auto accessibili. Conclude Staci Kroon, Ceo di BraunAbility: “Le persone con problemi di mobilità meritano di vivere in una società inclusiva, eppure oggi più di 1 persona su 3 mostra un pregiudizio inconscio nei confronti dei disabili”. A preoccupare è soprattutto il fatto che questo dato: “È superiore ai numeri registrati dal pregiudizio nei confronti delle differenze di genere e di razza.”

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Guida autonoma e responsabilità del conducente nella Convenzione di Vienna

di Donato D'Ambrosi

Le norme sulla guida autonoma sono al palo per l’incertezza sulle responsabilità in caso di incidente: chi dovrà assumersi la colpa? Il conducente, il proprietario, il costruttore del veicolo o chi ha prodotto i sistemi che controllano l’auto in modalità autonoma? Da tanto si attende che l’Europa autorizzi la commercializzazione delle auto con sistemi di guida autonoma superiori al livello 2. Ma in realtà per quanto si possa pensare che le auto avranno sempre più autonomia, la Convenzione di Vienna ha di recente precisato con alcune integrazioni la funzione insurrogabile del “conducente”.

LO STATO DELL’ARTE TECNICO SUPERA QUELLO LEGALE

Le auto saranno anche in grado di guidare da sole, ma l’eventualità che possano essere coinvolte in incidenti non è trascurabile. E in caso di incidente ancora non è chiaro con quali modalità bisognerà procedere alla definizione delle responsabilità. Lo ha spiegato Simone Balduino, professore e docente di Diritto dei Trasporti. Quel che è certo è che il ruolo del conducente potrebbe essere molto diverso dal passeggero libero di fare quello che gli pare su un’auto a guida autonoma. Al contrario sarà “ostaggio” della tecnologia, almeno per gli Stati che hanno aderito alla Convenzione di Vienna del 1968, che disciplina la circolazione stradale nella maggior parte dei Paesi nel mondo.

LA RESPONSABILITA’ DEL CONDUCENTE NEI TEST

Secondo l’articolo 8 della Convenzione di Vienna, un veicolo (o complesso di veicoli) in movimento deve avere sempre un conducente. E già questo primo paragrafo lascia ben pochi dubbi sulla possibilità che di qui a qualche anno potremo leggere davvero un libro stando seduti al volante. Anche perché già solo restando nell’ambito normativo legato alla sperimentazione in Italia, l’art. 10 del Decreto 28 febbraio 2018 del MIT lascia poca interpretazione. “Il supervisore deve essere in grado di commutare tempestivamente tra operatività del veicolo in modo automatico e operatività dello stesso in modo manuale e viceversa. Il supervisore ha la responsabilità del veicolo in entrambe le modalità operative”. Disposizioni che correlano in qualche modo la responsabilità della conduzione dell’auto alla capacità (e tempestività) nel passare dalla guida automatica a quella manuale. Va bene che si tratta di sperimentazioni con personale addestrato. Ma altrettanto importante sarà la formazione di “conducenti” sempre più abituati a non aprire neppure il manuale d’uso dell’auto che comprano.

TEMPESTIVITA’ E RESPONSABILITA’ DEL CONDUCENTE

Sulla tempestività del conducente il Parlamento europeo ci va più diretto, infatti il professor Balduino spiega che: “Su questo punto, la Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017, recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica, con grande lungimiranza, sottolineava <che il tempo di reazione del conducente svolge un ruolo fondamentale qualora egli debba inaspettatamente assumere il controllo del veicolo e invita pertanto le parti interessate a fornire dati realistici per la definizione delle questioni relative alla sicurezza e alla responsabilità>. I tempi di reazione del conducente diventano, perciò, fattore primario di analisi, ai fini della individuazione del soggetto cui imputare la manovra: il conducente o il veicolo”.

L’UOMO PROTAGONISTA DELLA GUIDA A META’

La Convenzione di Vienna chiarisce inoltre all’art.8 che “Ogni conducente deve avere costantemente il controllo del proprio veicolo”, par. 5, e “Il conducente di un veicolo deve astenersi da qualsiasi attività diversa dalla guida.”, par. 6. La novità però sta nel paragrafo 5bis. introdotto nel 2014 riguardo ai sistemi che influiscono sulla guida dei veicoli. “I sistemi di bordo che influiscono sulla guida del veicolo […] sono considerati conformi al paragrafo 5 del presente articolo e al primo paragrafo dell’articolo 13 se possono essere neutralizzati o disattivati dal conducente.” Tutto ciò si uniforma a quanto previsto dall’art. 13 “Ogni conducente di veicolo deve, in ogni circostanza, restare padrone del proprio veicolo […] in modo da essere costantemente in grado di effettuare tutte le manovre che gli competono.” “Tutti Paesi aderenti alla Convenzione di Vienna hanno l’obbligo di adeguare la legislazione nazionale ai nuovi principi,” spiega il professor Balduino. “Senza gli invocati adeguamenti legislativi, per questi veicoli di nuova generazione, con conducenti “parziali”, attori non protagonisti, ma obbligati, in ogni circostanza, <<a restare padroni del proprio veicolo>>, è necessario chiedersi, nel caso di incidente, come si procederà nell’indagine sui profili di colpa.

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Obbligo soccorso animali: la guida su cosa fare e chi chiamare

di Redazione

Obbligo soccorso animali

Da quando esiste l'obbligo di soccorrere gli animali feriti sono rimaste irrisolte diverse incongruenze. Ecco la nostra mini-guida con le risposte della LAV e l'ANMVI

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Croazia: multe più severe per eccesso di velocità, alcol e altre infrazioni

di Antonio Elia Migliozzi

La Croazia adotta il pugno duro contro le infrazioni del Codice della strada. Il Parlamento croato ha licenziato degli emendamenti che introducono novità importanti sul fronte della sicurezza. In arrivo norme più severe per chi viene sorpreso ubriaco al volante o supera i limiti di velocità. Nuove sanzioni pecuniarie con importi da 2.000 a 2.700 euro per 8 reati di particolare gravità. Giro di vite sull’eccesso di velocità ma anche sull’attraversamento di un incrocio a semaforo rosso. La stretta colpisce anche coloro che si rifiuteranno di essere sottoposti a test per verificare l’uso di alcool o droghe. Queste novità legislative arrivano dopo un 2018 molto preoccupante sul fronte della sicurezza sulle strade della Croazia. Nei primi 8 mesi dello scorso anno ben 217 persone hanno perso la vita a causa di incidenti stradali. Diamo uno sguardo ai nuovi provvedimenti appena entrati in vigore.

NUOVE NORME

Il Parlamento croato ha approvato alcuni emendamenti alla legge che regola la sicurezza stradale. In arrivo sanzioni elevate per alcune infrazioni stradali molto diffuse. Obiettivo delle modifiche, approvate ad inizio mese, gli 8 reati più gravi. Questi subiranno una multa da 2000 a 2700 euro che sostituiranno quelle ad oggi vigenti che vanno da 675 a 1350 euro. Le multe si applicano a reati quali la guida contromano sulle autostrade, il superamento del limite di velocità di oltre 50 km/h il passaggio a semaforo rosso. A queste fattispecie si aggiungono il rifiuto di sottoporsi a test dell’alcool o della droga o la guida sotto l’effetto delle medesime sostanze. Saranno puniti con la stessa fermezza quanti verranno sorpresi al volante sprovvisti di patente di guida o con la patente sospesa o revocata. Nel caso si commetta la stessa infrazione entro tre anni, ci sarà la sospensione della patente per almeno sei mesi.

TREND PREOCCUPANTE

Oltre alle sanzioni pecuniarie la Croazia prevede inoltre la confisca temporanea del veicolo ai soggetti recidivi. La svolta normativa arriva dopo che gli indicatori statistici riguardanti gli incidenti stradali sono schizzati alle stelle nel corso degli ultimi anni. Basti pensare che nei primi otto mesi del 2018 ben 217 persone sono morte in Croazia a causa di sinistri. Per fare un confronto si tratta dello stesso numero registrato in tutto il 2017. Alla luce di questa situazione preoccupante le autorità croate intendono invertire questa tendenza negativa prevenendo gli incidenti stradali e le loro conseguenze. Già dalla fine del 2018 la polizia ha intrapreso in tutto il paese una intensa attività di controllo soprattutto nei fine settimana. Tra il 21 e il 24 settembre 2018, sono state sanzione 4.856 infrazioni per uso di alcol e droghe, e violazione dei limiti di velocità.

CONTROLLI A TAPPETO

Droghe, alcool e alta velocità restano un mix di fattori letale. Nel 2018 in Unione europea, 251.000 persone sono morte in incidenti stradali. Dai numeri si coglie un timido calo dell’1% rispetto al 2017, mentre rispetto al 2010 il numero di vittime è diminuito del 21%. Anche in Croazia le multe nuove e più severe combinate con programmi di sensibilizzazione destinati ai conducenti stanno dando frutti. Nel 2010, 99 persone per milione sono morte a causa di incidenti stradali in Croazia. Facendo un confronto con il 2018 il rapporto è sceso a 77, ovvero il 26% in meno. La maggior parte di questi decessi è rappresentato da giovani conducenti, in particolare uomini. Certo molto resta da fare perché i numeri della Croazia rimangono elevati, la media Ue relativa al 2018 parla di 49 decessi per milione di abitanti. Le strade croate sono pertanto tra le più pericolose dell’intera Unione europea.

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Ecco come sarà il branding ufficiale di Intel Project Athena sui laptop

di Filippo Molinini

Intel ha annunciato il branding ufficiale per Project Athena sui futuri laptop e ultrabook con Windows 10. Intel Project Athena: branding e primi prodotti I nuovi laptop e ultrabook verificati tramite il programma di innovazione di Intel, nome in codice “Project Athena“, avranno uno speciale branding. In particolare, troveremo uno sticker con il logo di […]

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Le piste ciclabili sono più sicure ma aumentano il rischio di incidente

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa sempre più persone scelgono di spostarsi in bicicletta, ma i pericoli sono dietro l’angolo. Uno studio dell’Istituto per la sicurezza stradale IIHS afferma che le piste ciclabili separate dalla carreggiata mediante barriere fisiche fanno sentire i ciclisti più sicuri e incoraggiano a pedalare. Eppure l’IIHS afferma che le piste ciclabili protette aumentano i rischi per la sicurezza dei ciclisti. Elementi come i passi carrabili e gli incroci incrementano le probabilità di un incidente o di una caduta. Ecco allora che anche le piste ciclabili protette, cioè quelle separate dal traffico veicolare tramite barriere fisiche come marciapiedi o verde pubblico, presentano serie criticità. Questa tipologia di piste ciclabili è relativamente nuova negli Stati Uniti ma sta rapidamente crescendo nel numero. Vediamo allora come uno studio in materia di piste ciclabili aiuta a capire pregi e difetti delle varie tipologie ad oggi esistenti.

BICICLETTE IN AUMENTO

Il ciclismo è sempre più popolare. Molte città americane lo incoraggiano come una alternativa green all’uso dell’auto. Allo stesso tempo crescono le incognite sulla sicurezza. Sebbene i ciclisti siano coinvolti in circa il 2% degli incidenti stradali negli Usa, i decessi sono aumentati del 25% a a partire dal 2010. Nel 2017 ben 777 ciclisti sono morti in incidenti con veicoli a motore. Un nuovo studio dell’IIHS insieme con la George Washington University, la Oregon Health and Science University e la New York University ci aiuta a capire i pericoli del ciclismo in città. I ricercatori hanno esaminato i rischi associati ai diversi tipi di infrastrutture ciclabili ad oggi esistenti. La ricerca ha coinvolto i ciclisti ricoverati presso i pronto soccorso dei distretti di Columbia, New York City, Portland e Oregon. Le loro testimonianze sono state confrontate con le caratteristiche del luogo in cui si è verificato l’incidente o la caduta.

PISTE CICLABILI A CONFRONTO

Dai numeri dello studio si capisce che le piste ciclabili delimitate dalla segnaletica orizzontale sono meno sicure di quelle protette. Queste ultime sono costruite su ponti o comunque sollevate dalla carreggiata. Al contrario, il rischio di incidenti o cadute è maggiore sulle piste ciclabili protette ma a livello con la strada e a doppio senso di marcia. Si tratta di una tipologia che è anche più pericolosa rispetto al transito su di una strada principale. In conclusione, secondo l’IIHS, i rischi maggiori si riscontrano sulle ciclabili protette a “livello strada”. Va detto che gli autori dello studio precisano che questo dato potrebbe essere dovuto al fatto le infrastrutture esaminate si trovavano su strade meno sicure di altre. Sicuramente i ricercatori confermano che le piste ciclabili, di qualunque tipo, che intersecano binari del tram o ostacoli temporanei, come veicoli parcheggiati in doppia fila, sono molto pericolose.

POSSIBILI SOLUZIONI

Interessante notare come la maggior parte degli incidenti mortali tra i ciclisti che percorrono le piste ciclabili protette si verifichino agli incroci o in prossimità di vicoli o vialetti privati. In queste circostanze i veicoli a motore tendono, per fortuna, a scontrarsi con le bici a velocità limitata. Questo dettaglio permette, in molti casi, di evitare conseguenze irreversibili agli sfortunati ciclisti che finiscono travolti. Ad ogni modo non è chiaro perché le piste ciclabili protette siano più pericolose rispetto a quelle convenzionali cioè delimitate dalla segnaletica orizzontale. Per capirne di più è lecito aspettarsi supplementi di studio nei prossimi anni. Gli autori della ricerca consigliano alle città di posizionare le piste ciclabili in punti che presentano meno incroci stradali ma anche di impedire l’accesso ai pedoni. La raccomandazione è anche quella di evitare la vicinanza a strade trafficate come anche la presenza di tratti in pendenza.

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Investimento sulle strisce: per la Cassazione il pedone ha sempre ragione

di Raffaele Dambra

Investimento sulle strisce

In caso di investimento sulle strisce il pedone ha sempre ragione, anche se ha attraversato la strada in maniera imprudente. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con una recente sentenza, precisando che in questi casi la responsabilità cade sempre sul conducente dell’auto. Questo perché, in prossimità delle strisce pedonali, l’automobilista è tenuto a prevedere la condotta del pedone, anche se avventata, ponendo eventualmente in essere tutte le manovre di emergenza necessarie a evitare l’impatto.

AUTO IN PROSSIMITÀ DELLE STRISCE: COSA PREVEDE IL CODICE

L’articolo 141 del Codice della Strada dispone (comma 1) che “è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che […] sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose e ogni altra causa di disordine per la circolazione”. Inoltre (comma 2) il conducente “deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. Ma soprattutto (comma 4) “deve ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi […] in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza”.

INVESTIMENTO SULLE STRISCE: IL CASO GIUDICATO DALLA CASSAZIONE

Basandosi su questi principi la Cassazione si è pronunciata sul caso di un uomo condannato per omicidio colposo dopo aver investito una donna sulle strisce a Roma. Dopo la condanna in appello l’uomo si era rivolto alla Suprema Corte lamentando che la vittima aveva attraversato sulle strisce pedonali di notte, in una zona scarsamente illuminata e a un incrocio segnalato da un semaforo a luce gialla lampeggiante. Giustificando quindi l’investimento sulle strisce con il fatto di non aver visto la donna a causa dell’oscurità, pur procedendo a una velocità rispettosa dei limiti.

INVESTIMENTO SULLE STRISCE: PERCHÉ IL PEDONE HA SEMPRE RAGIONE

La Cassazione ha però rigettato il ricorso di questo conducente ravvisando una condotta di guida caratterizzata da negligenza, imprudenza e imperizia, perché pur viaggiando a una velocità consentita avrebbe dovuto moderare ulteriormente l’andatura, vista l’ora notturna e le scarse condizioni di visibilità. Chi guida, ha sancito più volte la giurisprudenza, deve infatti aver la possibilità di porre in atto tutte le manovre di emergenza necessarie a evitare un urto o uno scontro, anche in caso di un comportamento imprudente altrui. Pensiamo per esempio a un pedone che cambia direzione sulle strisce, oppure che attraversa la strada con imprudenza avviandosi sull’asfalto solo in prossimità dell’attraversamento pedonale, o di notte o in un’area a scarsa illuminazione. Sono tutte situazioni che un automobilista deve prevedere e prevenire. L’unica eccezione riguarda invece un eventuale comportamento del pedone assolutamente imprevedibile: solo in questo caso si può valutare la sua corresponsabilità.

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5 consigli per andare a scuola a piedi o in bus, anche per i genitori

di Donato D'Ambrosi

Tra pochi giorni riprenderanno le lezioni per il nuovo anno scolastico e molti studenti con lo zaino in spalla sono pronti a muoversi in autonomia a bordo di scuolabus o a piedi. Ma siamo sicuri che oltre a cartella, penne, quaderni e tutto ciò che serve per iniziare l’anno scolastico non dimentichiamo nulla? Stiamo parlando chiaramente dei consigli che ogni giorno le mamme premurose ripetono ad oltranza ai figli che vanno a scuola. Ma quali sono le regole più importanti da ricordare quando si va a scuola in autobus?

1LE STRISCE PEDONALI E IL CONTATTO VISIVO

Il rispetto delle regole stradali è il presupposto fondamentale da ricordare ai bambini che vanno a scuola ogni giorno. Prima di tutto attraversare sempre sulle strisce pedonali dopo aver guardato più volte a destra e sinistra se sopraggiungono altri veicoli. Se è presente un semaforo pedonale, i ragazzi andrebbero abituati ad usarlo e ad attendere il verde: in questo l’esempio dei genitori è cruciale. E’ fondamentale che i pedoni abbiano sempre il contatto visivo con altri conducenti: se chi è in auto ti sta guardando vuol dire che si è accorto di te e che puoi attraversare. Ne abbiamo parlato anche in questa video-inchiesta a Salerno.

2LA PAURA DI PERDERE IL BUS

Per evitare di perdere l’autobus è bene far abituare i ragazzi a raggiungere la fermata abituale almeno 5 minuti prima dell’orario previsto. Si eviteranno situazioni di pericolo in cui temendo di perdere il bus per la scuola, si possa prestare poca attenzione quando si attraversa o in generale alle altre auto.

3COME COMPORTARSI SULLO SCUOLABUS

Aspettando lo scuolabus, il treno a qualsiasi altro mezzo siano distanti dal bordo del marciapiede e dalla zona di arrivo del bus. Solo quando l’autobus sarà fermo e il conducente lo segnalerà si potrà salire a bordo. E’ consigliabile prendere posto, togliendo la cartella dalle spalle e allacciare la cintura di sicurezza sull’autobus (accertatevi che sul bus vostro figlio sia adeguatamente assistito da un’assistente del guidatore o dal conducente stesso). Una volta a bordo è preferibile tenere il volto rivolto in avanti poiché una frenata improvvisa o peggio un incidente potrebbero creare torcicollo o lesioni più serie.

4SCENDERE DAL BUS E ATTRAVERSARE, DAVANTI O DIETRO?

Prima di alzarsi dal posto, per evitare cadute bisogna attendere che il bus sia fermo e abbia aperto le porte in un punto sicuro e al riparo da scooter. E se tuo figlio ti chiede “meglio attraversare davanti o dietro lo scuolabus?” hai il consiglio giusto? Tra le regole da ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è anche questo. Mai attraversare davanti, appena scesi dal bus. Meglio attendere sul marciapiede che riparta per avere anche la visuale libera delle auto in transito, o al massimo dalla parte posteriore e a una certa distanza, sempre sulle strisce pedonali.

5SE NON C’E’ IL MARCIAPIEDE

Tutto qui? Non proprio, perché i ragazzi sono abili osservatori con la propensione ad emulare il comportamento dei genitori. Ecco perché tra i consigli da dare e ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è quello di camminare a piedi nel modo più sicuro in strada. Se sono presenti dei marciapiedi vanno sempre utilizzati. In caso non fossero disponibili è consigliabile camminare procedendo nel senso contrario al flusso delle auto (se a doppio senso) e senza occupare la carreggiata. Questo è importante soprattutto perché le fibbie dello zaino potrebbero agganciarsi a un veicolo in transito.

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Sorpasso a moto e bici: responsabilità del conducente di un’auto

di Raffaele Dambra

Sorpasso a moto e bici

Il guidatore di un’auto che effettua il sorpasso a moto e bici deve farlo con estrema cautela per non compromettere la sicurezza del veicolo meno stabile. Sembrerebbe un’osservazione scontata ma non lo è per niente, visti i numerosi incidenti, anche gravi, che spesso vedono protagonisti autovetture e veicoli a due ruote, con questi ultimi spesso vittime di sorpassi azzardati. Del resto lo stesso Codice della Strada ricorda nell’articolo 148 che il conducente che sorpassa un veicolo o altro utente della strada deve superarlo tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale, senza creare pericolo o intralcio.

SORPASSO A MOTO E BICI: QUALI RESPONSABILITÀ?

Della particolare cautela in caso di sorpasso a scooter, moto e bici e della necessità di una distanza laterale di sicurezza sufficientemente ampia, se n’è occupata di recente la Corte di Cassazione, sentenziando sul ricorso di un uomo condannato per l’omicidio colposo di una povera motociclista. L’uomo, alla guida di un autocarro, era stato ritenuto responsabile del sinistro perché in fase di sorpasso, pur non urtando il mezzo su cui viaggiava la donna, ne aveva provocato la caduta e le gravissime conseguenze. In particolare aveva provato a superare la moto in corrispondenza di un’intersezione e senza rispettare una sufficiente distanza laterale, manovre entrambe vietate dal Codice.

IL CONDUCENTE DI UN’AUTO CHE SORPASSA MOTO E BICI DEVE MANTENERE UNA DISTANZA ADEGUATA

Il ricorso in Cassazione del conducente dell’autocarro verteva proprio sul fatto che durante il sorpasso non c’era stato alcun contatto tra il suo mezzo e la moto della donna, e che quindi non avesse nessuna responsabilità sulla caduta. Ma la Suprema Corte gli ha dato corto, confermando le precedenti sentenze a sfavore, con delle motivazione molto chiare. Come si legge infatti sul portale giuridico studiocataldi.it, gli Ermellini hanno ribadito che nel sorpassare velocipedi e motocicli, che hanno un equilibrio particolarmente instabile, “il conducente deve lasciare una distanza laterale di sicurezza che tenga conto delle oscillazioni e deviazioni che le accidentalità della strada o altre cause possano rendere più o meno ampie nel veicolo sorpassato […] E deve rinunciare al sorpasso se prevede che la manovra comporti motivo di pericolo per gli altri utenti della strada, attendendo che le condizioni di marcia lo consentano”.

SORPASSO AZZARDATO: IL CONDUCENTE È RESPONSABILE ANCHE SENZA COLLISIONE

Non si deve infatti dimenticare che tra un mezzo più pesante come un’autovettura o un autocarro e uno più leggero come un veicolo a due ruote, è sicuramente il primo a dover prestare maggiore cautela. Anche perché, per provocare la caduta di un motociclo o di una bicicletta, non è neppure indispensabile che ci sia collisione tra i due veicoli: in caso di sorpasso troppo ravvicinato, può bastare lo spostamento d’aria a far perdere al conducente della moto o della bici il controllo del mezzo. Proprio com’è avvenuto nella fatale circostanza discussa in Cassazione. Quindi, in conclusione, fate molta attenzione quando alla guida di un’auto vi apprestate a superare una moto o una bici. L’ideale sarebbe lasciare una distanza laterale minima molto corposa (c’è la proposta di fissarla a un metro e mezzo per le bici) e stare attenti ai 10 errori da non fare durante un sorpasso.

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