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Incidente con autocarro: le 10 maggiori città con più sinistri

di Donato D'Ambrosi

Il tasso di incidenti degli autocarri in Italia è al 5,7%, vuol dire che quasi 6 veicoli industriali su 100 sono coinvolti in un incidente stradale. Tra gli autocarri sono inclusi anche gli autotreni e gli autosnodati. E’ un report elaborato dal Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati sugli incidenti stradali in Italia nel 2018.

LE 10 CITTA’ CON PIU’ INCIDENTI DI AUTOCARRI

I dati sugli incidenti stradali degli autocarri in Italia sono resi noti dall’Istat e fanno riferimento sia agli incidenti a veicoli isolati sia agli incidenti tra più veicoli. La graduatoria delle dieci maggiori città italiane in base al tasso di incidentalità di autocarri vede al primo posto Bologna, città in cui l’8,1% dei veicoli coinvolti in un incidente stradale nel 2018 erano autocarri. A Bologna seguono Genova, con il 7,2%, e poi ancora Milano (5,9%), Torino (5,5%), Roma (4,8%), Firenze e Bari (3,7%), Palermo e Catania (2,7%) e Napoli (2,5%).

LE CAUSE DI INCIDENTI CON AUTOCARRI IN CITTA’

Gli autocarri sono una categoria di veicoli che si trova a circolare anche in città con evidenti difficoltà legate alle dimensioni, alle interazioni con gli altri utenti della strada e con infrastrutture che sono concepite per il traffico di veicoli molto più piccoli. Criticità che – secondo Continental – la tecnologia può mitigare assistendo gli autisti. Strade sempre più sicure sono infatti l’obiettivo di Vision Zero, la visione strategica del Gruppo Continental per i prossimi anni di zero vittime sulla strada.

LA TECNOLOGIA UTILE AD EVITARE INCIDENTI CON MEZZI PESANTI

Zero vittime, zero feriti e zero incidenti è l’ambizioso traguardo che il gruppo pone al centro della propria strategia di sviluppo di sistemi e prodotti in grado di assistere il conducente. Continental persegue questa mission producendo tutti i componenti indispensabili per rendere i veicoli intelligenti. Dai sistemi di controllo dinamici, sensori TPMS, sensoristica di bordo, sistemi di supporto alla guida, ecc. che, integrandosi tra loro, rendono i veicoli capaci di evitare incidenti.

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Lenovo approda nel Bel Paese: Milano anticipa tutti

di Alessandro Ricatti

Ieri, mercoledì 20 novembre, Lenovo ha annunciato che arriverà in quel di Milano nei primi mesi del prossimo anno. In particolare, l’azienda cinese ha dichiarato che il suo Flagship Store sarà situato all’angolo fra Corso Matteotti e Via S. Pietro all’Orto e si svilupperà su tre piani.

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General Motors fa causa ad FCA: Marchionne al centro delle accuse

di Donato D'Ambrosi

FCA accusata da General Motors di aver addolcito i rapporti con i sindacati USA e favorire la sua posizione nel rinnovo del contratto di lavoro. E’ l’accusa pesante che General Motors ha mosso nei confronti di Fiat – Chrysler. Al centro delle presunte tangenti ci sarebbe proprio l’ex AD Sergio Marchionne, scomparso nel 2018. Ecco come stanno le cose e l’effetto delle accuse di General Motors sull’avviata trattativa di fusione tra FCA e PSA.

IL PRESUNTO PIANO DOPO LA PROPOSTA DI FUSIONE RIFIUTATA

General Motors non ha risparmiato colpi, accusando FCA di aver pagato tangenti nell’ambito delle trattative tra l’UAW (United Auto Workers). La principale organizzazione sindacale americana dei metalmeccanici sta trattando nuove condizioni contrattuali proprio con Ford, GM ed FCA. La causa intentata da General Motors si fonderebbe su una serie di elementi maturati in seguito al rifiuto di General Motors a fondersi con FCA nel 2015. General Motors infatti sostiene che alcuni ex dirigenti FCA (dichiaratisi colpevoli in un’indagine UAW) avrebbero pagato tangenti ai sindacati per indebolire GM. L’accusa di Genral Motors non ha solo fatto il giuro del mondo, ma ha anche avuto un effetto in borsa (-3,9% a Piazza Affari).

GLI AIUTI A FCA DALL’UAW SECONDO GENERAL MOTORS

I vantaggi che FCA avrebbe ottenuto corrompendo funzionari dell’UAW sarebbero – secondo General Motors, una precisa strategia pilotata dall’ex AD Marchionne. L’UAW avrebbe infatti appoggiato FCA nell’adozione di contratti a tempo determinato e lavoratori di secondo livello, meno retribuiti rispetto a General Motors. Il supporto dell’UAW secondo le accuse avrebbe anche permesso a Fiat-Chrysler di risollevare le sorti dello stabilimento a Toledo dove si produce la Jeep Wrangler. Questi vantaggi concessi a FCA avrebbero creato dei costi del lavoro maggiorati di miliardi di dollari a General Motors.

COSA RISCHIA FCA NELLA CAUSA DI GENERAL MOTORS

Nonostante tutto però General Motors sarebbe intenzionata a restituire il maltolto solo ad FCA, escludendo dalla causa legale l’UAW. Dal canto suo FCA si è dichiarata estranea alle accuse ma soprattutto sorpresa dalle tempistiche di un’accusa così grave. “FCA è convinta che le accuse mosse da General Motors non siano altro che un tentativo senza basi di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società. (…) Ciò comprende il suo piano di fondersi con PSA, che per parte sua ha completato con successo il risanamento delle attività europee che ha recentemente acquistato dalla General Motors.”. Come riporta Auto Reuters, secondo la legge anticorruzione Federal Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, FCA rischia di dover pagare il triplo dei danni economici eventualmente accertati oltre a spese legali, interessi e altre sanzioni.

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Auto a noleggio con sorpresa: le 5 aziende che hanno “fregato” i clienti

di Redazione

Permuta auto usata

Noleggiare un’auto senza rischio di vedersi addebitare costi per danni non provocati è più difficile di quanto si possa immaginare con le società che ne fanno una precisa strategia commerciale. Il noleggio auto in aeroporto è il luogo più frequente dove si può incappare nell’errore del check-in e check-out “a occhi chiusi”. Negli ultimi anni infatti l’Autorità Garante ha multato varie società di noleggio per pratica commerciale aggressiva verso i clienti. Ci sono poi gli autonoleggi gratis a lungo termine che promettono un’auto gratis a patto di andare in giro con una pubblicità sulla carrozzeria. Sono i trucchi più frequenti con le auto a noleggio con sorpresa delle società multate dall’Antitrust.

LE SOCIETA’ DI AUTO NOLEGGIO PIU’ MULTATE DALL’ANTITRUST

Il noleggio auto in aeroporto richiede ancora più attenzione poiché la fretta non gioca mai a favore del cliente. E i clienti che prendono un’auto a noleggio senza acquistare una polizza aggiuntiva contro i danni sono quasi sempre i più penalizzati dalla vendita aggressiva di questi pacchetti. E’ ciò che viene fuori dalle indagini dell’Antitrust in seguito a segnalazioni di clienti che trovano dopo settimane addebiti sul conto per danni all’auto presa a noleggio. Le multa da 3,4 milioni di euro e 680 mila euro alla società di autonoleggio Goldcar sono l’esempio più recente di una pratica commerciale consolidata. Lo stesso hanno denunciato molti consumatori delle auto prese a noleggio con B-Rent, nel 2019 multata dall’Antitrust per 250 mila euro. In questo caso, senza o con polizza aggiuntiva, gli addebiti erano quasi sempre inferiori alla franchigia. Meno recente ma rilevante è l’addebito di danni non contestati ai clienti da Sicily by Car: multa da 500 mila euro del Garante.

 

I CONSIGLI PER NON FARSI FREGARE CON L’AUTO A NOLEGGIO

Come non farsi fregare dalle tecniche più diffuse per spillare soldi ai clienti con l’auto a noleggio? Prendere un’auto a noleggio da un operatore trasparente può magari costare qualche decina di euro in più, ma la convenienza va valutata a conti fatti. Evitare gli errori più frequenti con il noleggio auto di cui parliamo qui può aiutare ad evitare i rischi delle società di autonoleggio più furbe. Se il costo del noleggio vi sembra molto conveniente, provate a fare una ricerca sul web prima di prenotare. Il più delle volte il personale al desk proverà a convincervi a comprare l’assicurazione danni aggiuntiva. E come dimostrano la sanzione dell’Antitrust i clienti che non cedono si ritrovano costi per danni non provocati. Non è obbligatoria la polizza danni, ma prendetevi il tempo per controllare bene l’auto al check-in e check-out e fate annotare ogni irregolarità.

NOLEGGIO AUTO GRATIS: MULTA OSCAR RENT E DEXCAR  

Il noleggio auto furbo riguarda anche i contratti a noleggio a lungo termine: il sistema messo su da varie società prevede l’auto gratis con pubblicità. Nella maggior parte dei casi si tratta di sistemi piramidali, in altri invece, solo il rischio che la società non rispetti le condizioni del contratto. Oscar Rent ad esempio è stata sospesa per aver incassato i soldi dei contratti consegnando circa il 10% delle auto a noleggio con pubblicità. Più clienti porti e prima ottieni l’auto gratis, ma prima devi pagare, si tratta dello schema Ponzi o a “Piramide” di Dexcar sanzionato per 455 mila euro dall’Antitrust.

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Auto a noleggio Goldcar: 3,4 milioni di multa per i graffi fantasma

di Donato D'Ambrosi

Il noleggio auto Goldcar multato nuovamente dall’Autorità Garante per pratica commerciale scorretta reiterata. Come già successo in passato, l’Antitrust ha verificato che ai clienti senza polizza aggiuntiva è stato addebitato il costo per graffi e danni alle auto non provocati. A nulla sono valsi i nuovi impegni di Goldcar nella verifica delle auto alla consegna e al ritiro: è scattata la multa da 3,4 milioni di euro, tra le più “pesanti”. Ecco a cosa fare attenzione quando noleggiate un’auto senza polizza che copre i danni al veicolo.

LA POLIZZA DELLE AUTO A NOLEGGIO GOLDCAR

Le contestazioni sollevate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si basano su segnalazioni di clienti del noleggio auto Goldcar a Milano-Linate, Lamezia e Catania. E’ infatti presso gli aeroporti che la maggior parte dei clienti Goldcar si sarebbe imbattuta in un trattamento che per l’Antitrust segue una chiara strategia aziendale. Ai clienti che alla prenotazione dell’auto non acquistano la polizza aggiuntiva sul noleggio, vengono addebitate cifre variabili per danni che ritengono di non aver provocato. Una pratica che era giù finita sotto la lente dell’Antitrust, che si era limitata a una multa di 680 mila euro. Ma la pratica commerciale definita “aggressiva”, comune a vari operatori di auto a noleggio, è solo la punta dell’iceberg.

PICCOLI GRAFFI DIVENTANO PESANTI ADDEBITI DA GOLDCAR

Il mancato acquisto della polizza aggiuntiva è – tra le segnalazioni ricevute dall’Antitrust – sempre accompagnato da una modalità di check-in e check out atipica. I clienti hanno lamentato che spesso e volentieri la consegna dell’auto avveniva in assenza di personale (senza quindi poter contestare eventuali danni preesistenti). Nei casi in cui invece veniva fatto notare, gli addetti al check-out avrebbero classificato i danni come marginali, rassicurando il cliente. Ma al check-in, lo stesso piccolo graffio sarebbe diventato un danno da addebitare al cliente ignaro (non presente). E’ con questa reiterata pratica che secondo l’Antitrust Goldcar ha perseguito l’obiettivo di raggiungere precisi target aziendali. Il mancato controllo in contraddittorio (del personale in presenza del cliente) sia alla consegna che al ritiro delle auto a noleggio frega molti clienti frettolosi o impreparati. Goldcar ha comunicato all’Antitrust di aver implementato alcune misure già prima dell’avvio del presente procedimento e ne ha altre in programma.

IL CONTROLLO DELLE AUTO A NOLEGGIO PRIMA E DOPO

Riguardo al controllo delle auto a noleggio, in particolare, saranno implementate nuove procedure. Goldcar ha annunciato che una figura terza, prima di ciascun noleggio, preparerà il veicolo e provvederà ad una rilevazione dei danni. Una volta verificata l’auto dal soggetto terzo, la busta (contenente le chiavi) verrà riconsegnata al personale Goldcar che, prima di poter rendere disponibile l’auto, dovrà aggiornane lo stato sul sistema operativo aziendale. Al momento del check-out il cliente verrà informato dello stato dell’auto e riceverà il c.d. “check-out document”. Ma dovrà comunque controllare che non ci siano danni preesistenti e non già noti a Goldcar e in caso chiedere il “check-out document” aggiornato. Al chek-in il tutto avverrà al contrario, con un nuovo controllo dell’auto da parte del personale. Buoni propositi che nel complesso delle irregolarità emerse non hanno evitato la multa dell’Antitrust.

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Tutti i modelli Fiat prodotti in Polonia sino al 2019

di Donato D'Ambrosi

Lo stabilimento Fiat – Chrysler di Tychy (Polonia) ha una storia non recente con Fiat che ha accompagnato il debutto di decine di modelli Fiat, Lancia e Abarth. Tra le auto Fiat prodotte in Polonia, Fiat Panda e Fiat 500 sono sicuramente le più celebrate con cui FCA ha raggiunto il traguardo di 12 milioni di auto in quasi 50 anni. Non tutte le auto Fiat prodotte in Polonia sono state vendute in Italia, ma tra i 17 modelli di produzione polacca ci sono icone che hanno fatto la storia e il futuro di FCA.

LA FIAT PANDA DALLA POLONIA A POMIGLIANO

Prima di parlare dei modelli Fiat più venduti e assemblati in Polonia, forse non tutti sanno che lo stabilimento FCA a Tychy ha raggiunto diversi traguardi. Prima ancora della 12 milionesima auto, una Fiat 500 rossa, 3 giorni prima la 500 millesima Lancia Ypsilon ha lasciato lo stabilimento polacco. La Ypsilon sulla stessa piattaforma della Fiat Panda prodotta a Pomigliano continua a fare incetta di ordini (ad ottobre 2019, 4.849 immatricolazioni). Lo stabilimento Fiat di Tychy è solo uno dei 13 tra i più innovativi di FCA Poland. A Tychy FCA ha investito 2,5 miliardi di euro per ammodernare le linee di assemblaggio, con un nuovo sistema di saldatura robotizzata e un reparto per la verniciatura più eco-sostenibile ad acqua. Un rinnovamento iniziato fin dal 1992.

LA FIAT 126 DIVENTATA ICONA ANCHE IN POLONIA

La storia dei primi modelli Fiat assemblati in Polonia inizia con le linee di montaggio della FSM (Fabryka Samochodow Małolitrażowych) di Bielsko-Biała da dove uscirono i primi modelli della UST Syrena. Dagli archivi storici FCA risulta che nel 1973 il governo polacco acquistò la licenza da Fiat per produrre la Toddler, quella che in Italia fu la mitica Fiat 126 Personal. Solo nel 1975 fu costruito uno stabilimento più moderno a Tychy e la best seller italiana ebbe lo stesso effetto sulla società della Fiat 500 in Italia, ha motorizzato un Paese.

I modelli Fiat prodotti in Polonia sino al 2019

– Syrena – 344.099
– 126 – 3.318.674
– Fiat 127 – 380
– Cinquecento – 1.164.525
– Uno – 188.190
– Punto – 57.026
– Bravo/Brava – 22.964
– Marea – 2.846
– Ducato – 2.893
– IVECO – 2.732
– Seicento/600 – 1.328.973
– Palio Weekend – 34.138
– Siena – 50.151
– Panda – 2.154.854
– 500 – 2.302.362
– Lancia Ypsilon – 500.000

I MODELLI FIAT PRODOTTI IN POLONIA NEL 2019

Dagli stabilimenti polacchi di Tychy e Bielsko-Biała sono uscite oltre 3,1 milioni di Fiat 126 Personal, è infatti ad oggi il modello Fiat più prodotto in Polonia. Con gli anni 90, a partire dal 1991 e per i successivi 20 anni, la Fiat Cinquecento e la Fiat Seicento (poi Fiat 600) sono stati i modelli chiave della produzione Fiat in Polonia. Il 1992 fu un anno importante per la presenza di Fiat in Polonia, con la nascita di Fiat Auto Poland, il complesso di aziende che negli anni ha accompagnato modelli di successo e non, dalla Fiat Brava/Bravo alla Punto, dalla Marea alle Fiat 500 Abarth e Lancia Ypsilon di oggi.

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Mercato auto Europa: +9% con il diesel in ripresa

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto in Europa ad ottobre 2019 mette a segno il primo pareggio del 2019: quasi +9% di auto vendute con una crescita nei primi 5 Paesi di riferimento. Com’è accaduto anche in Italia, le auto vendute recuperano sulla stagnazione del 2018 provocata dal Wltp. E’ la dimostrazione che le nuove norme creano effetti a lungo termine da cui però anche la Germania sembra uscirne con una ripresa delle immatricolazioni di auto diesel.

L’EUROPA SI E’ SCROLLATA DALL’EFFETTO WLTP

Nell’area UE+Efta le immatricolazioni di auto nuove sono state 1.214.989 con una crescita complessiva dell’8,6%, secondo i dati anticipati dal Centro Studi Promotor. Crescono le vendite auto nuove in tutti i paesi tranne che a Cipro. Il risultato di ottobre è dovuto ancora all’entrata in vigore del nuovo standard di omologazione WLTP, che scatenò le immatricolazioni anticipate per sfuggire agli standard di omologazione più severi. Ovviamente ne hanno risentito le vendite dei mesi successivi: sui piazzali delle concessionarie c’erano poi già abbastanza auto a km 0 da smaltire, oltre a quelle cedute alle società di noleggio.

IL MERCATO AUTO IN UK TIENE I REMI IN BARCA

I 5 maggiori mercati d’Europa sono i più rappresentativi della salute economica del settore poiché coprono il 71,4% delle immatricolazioni. Germania, Spagna, Francia e Italia chiudono tutti in positivo, ad esclusione del Regno Unito, alle prese anche con la Brexit. La sola Germania mette a segno a ottobre una crescita del 12,7%, seguita dalla Francia (+8,7%), l’Italia (+6,7%) e la Spagna (+6,3%). Il Regno Unito paga un calo di vendite auto dall’inizio del 2019 di -2,9% e -6,7% ad ottobre 2019.

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA AD OTTOBRE 2019

Tra le marche di auto più vendute in Europa ad ottobre 2019 Seat e Skoda trainano il Gruppo Volkswagen che chiude con +30% di immatricolazioni. FCA recupera rispetto ad ottobre 2018 (+2,5%) ma fa i conti con un calo di immatricolazioni nel 2019 (-9,2%) e di quota mercato (al 6,1%). Renault e Toyota crescono del +12,7%, Ford attesta le vendite a +3,5%, mentre Hyundai, BMW e Daimler seguono il gruppo di testa al di sotto del +2%.

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Black Friday 2019: le offerte FCA durano fino al 2 dicembre

di Donato D'Ambrosi

E’ partito il conto alla rovescia del Black Friday 2019, tanto che FCA Bank ha annunciato in anteprima le offerte sul noleggio auto. Lo sconto per l’evento più atteso dell’anno vale il 25% su tutte le offerte di noleggio auto Leasys su Amazon. Ecco come e quando scatta il Black Friday 2019 di FCA Bank e il noleggio Leasys.

GLI SCONTI DEL BLACK FRIDAY A NOLEGGIO

Per il Black Friday 2019 FCA Bank ha programmato degli sconti che arrivano finao al 25% sulle offerte Leasysy su Amazon. La promozione FCA dura dal 29 novembre al 2 dicembre 2019, con eventi anche live presso alcuni store Amazon Xmas a Milano. Solo nei giorni della promozione Black Friday 2019, Leasys (operatore controllato da FCA Bank) applicherà uno sconto sull’iscrizione al primo abbonamento che permette di noleggiare l’auto. Il costo scende da 199 euro a 149 euro per Leasys CarCloud 500 e da 249 euro a 179 euro per Leasys CarCloud Renegade e Compass.

COME USARE I VOUCHER DEL BLACK FRIDAY FCA

L’abbonamento non ha vincoli temporali e il cliente può entrare  e uscire in ogni momento. Per usufruire del servizio è sufficiente pagare l’iscrizione una tantum su Amazon per il CarCloud 500 e per CarCloud Renegade e Compass. Dopodichè inserire il codice di iscrizione su www.carcloud.leasys.com e scegliere tra i 2 pacchetti attualmente disponibili (interscambiabili tra di loro) che comprendono 7 modelli diversi:

– Leasys CarCloud 500: a 249 euro al mese, che comprende i modelli 500, 500X, 500L, 500L Wagon, 500L Cross

– Leasys CarCloud Renegade e Compass: a 349 euro al mese, che comprende i modelli Jeep Renegade e Jeep Compass.

GLI SCONTI FCA DAL BLACK FRIDAY AL CYBER MONDAY 2019

Gli sconti sono riservati anche al noleggio settimanale e weekend, nei giorni che intercorrono tra il Black Friday e il Cyber Monday (2 dicembre 2019). Il costo per una settimana di utilizzo di una Renegade o di una Compass è di 109 euro anziché 149 euro. Per la formula weekend dal sabato alla domenica, 36 euro anziché 49 euro. Tutte le offerte short term includono: IVA 22%, Km illimitati, Copertura danni, Copertura furto, Tasse Aeroportuali. Nessun limite al numero di voucher utilizzabili a nome della stessa persona.

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Auto usate certificate: brumbrum apre la prima fabbrica della qualità

di Donato D'Ambrosi

Comprare un’auto usata espone spesso al rischio di doversi fidare dell’istinto e di ciò che garantisce il venditore. C’è la garanzia sull’auto usata per legge, è vero, ma il timore che prima o poi possa presentarsi qualche problema limita a 150 km la distanza media dei passaggi di proprietà in Italia (fonte ACI). Due equazioni che trovano soluzione nella factory brumbrum dove rinasce la qualità delle auto usate. Abbiamo visitato il luogo dove le auto usate certificate in vendita sull’e-commerce brumbrum devono superare severi test prima di essere rigenerate e trovare un nuovo proprietario. Ecco come viene rigenerata un’auto usata brumbrum.

VIAGGIO NELLA RIGENERAZIONE DELLE AUTO USATE

Quante volte vi siete chiesti quale fosse la vita precedente della vostra auto usata? Ce lo siamo chiesti anche noi camminando accanto a decine di auto in attesa di essere rimesse a nuovo dai tecnici brumbrum. Ecco, il nostro viaggio nella factory italiana delle auto usate inizia proprio così, scoprendo che solo le auto con un curriculum affidabile vengono selezionate ancora prima di passare sotto la lente dei tester. Siamo nello stabilimento all’avanguardia dove brumbrum ha unito tutte le competenze e i processi di rigenerazione delle auto usate che poi finiscono nella vetrina online. E subito ci salta all’occhio che si tratta di auto relativamente nuove, con al massimo qualche graffio da parcheggio o piccoli danni.

DA DOVE PROVENGO LE AUTO USATE BRUMBRUM

Tutte le nostre auto hanno standard qualitativi elevati, sono garantite e certificate.” spiega Francesco Banfi, CEO brumbrum, che ci ha accolti nella factory – “Non accettiamo compromessi quando si tratta di prendere tutte le precauzioni necessarie affinché l’auto possa soddisfare le nostre aspettative e quelle del futuro cliente”. Le auto brumbrum che arrivano nella nuova factory di Reggio Emilia (a due passi dalla stazione ferroviaria) provengono quasi totalmente da noleggi a lungo termine di Arval. Ma la parte più interessante di come viene rigenerata un’auto usata certificata deve ancora venire.

LA RIGENERAZIONE DELLE AUTO USATE STEP BY STEP

Provate ad immaginare cosa comporta garantire un’auto usata fino a 3 anni (questa la promessa brumbrum) o essere così sicuri della sua qualità da restituire i soldi al cliente se non è soddisfatto. Anzi, piuttosto che immaginarlo proviamo a raccontarvelo. La factory di brumbrum ha molto in comune con uno stabilimento in cui si assemblano le auto, solo che il processo avviene al contrario. All’arrivo delle auto usate già selezionate, si va alla fase di checkup con 200 controlli alla meccanica e alla carrozzeria e un test drive. Il check dura 50 minuti, quanto basta per capire da prove su speciali banchi (foto sopra) e con l’occhio esperto dei tecnici cosa bisogna ripristinare nell’auto e quali ricambi ordinare. Una chicca che non ci aspettavamo è che nonostante la giovane età, la carrozzeria viene analizzata con spessimetro e mappata per identificare le riparazioni necessarie.

“SULLE AUTO USATE BRUMBRUM NON NASCONDE I DIFETTI”

Da qui in poi l’auto riceve riparazioni meccaniche, alla carrozzeria, agli interni, va al reparto gomme, viene sanificata, lavata, ricontrollata e va al Photo Shooting. Qui capiamo ancora di più l’impegno dell’azienda nel voler instaurare con i clienti un rapporto basato sulla trasparenza oltre che sulla qualità. Può sembrare banale fare due foto, ma l’ultimo step è forse quello più impegnativo prima di mettere l’auto usata in vetrina sull’e-commerce. Al termine della rigenerazione, l’auto passa nelle mani di un addetto che fotografa i dettagli da evidenziare. Un lavoro minuzioso di circa 60 scatti per mostrare gli optional ma anche piccoli difetti segnalati dai reparti tecnici che non è stato possibile riparare. Questi difetti sono descritti nella scheda di ogni auto ed indicati con un triangolino rosso. “Lo facciamo quando riparare un piccolo danno sarebbe troppo costoso, ma riguarda esclusivamente difetti estetici. Nulla che abbia a che vedere con la meccanica o la sicurezza delle auto brumbrum” conclude Banfi.

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Città migliori al mondo per guidare: Torino la prima italiana

di Raffaele Dambra

Città migliori al mondo per guidare

Quali sono le città migliori al mondo per guidare l’auto? E quali le peggiori? Difficile stabilirlo con certezza, ma attraverso un’interessante ricerca basata su ben 15 fattori che determinano più di altri le condizioni di guida di una città, è stato possibile stilare una graduatoria dei 100 luoghi più (o meno) sicuri per mettersi al volante. Scoprendo che c’è una nazione nordamericana dove si guida decisamente meglio che altrove e che le città italiane sono purtroppo molto indietro rispetto alle posizioni top.

CITTÀ MIGLIORI PER GUIDARE: I PARAMETRI UTILIZZATI

L’Indice di Guida nelle Città del 2019 è stato confezionato da Mister Auto, un rivenditore online di ricambi per auto, individuando tre principali categorie che fanno di una città un buon luogo per guidare: infrastrutture, sicurezza e costi. A loro volta queste tre macrocategorie comprendono 15 diversi parametri i cui punteggi hanno rivelato quali sono le migliori e le peggiori città per guidare in tutto il mondo. Per esempio sono stati presi in considerazione il numero di automobili pro capite, la qualità delle strade e dei trasporti pubblici, i livelli di qualità dell’aria e di congestione del traffico, l’età media delle autovetture, il tasso di mortalità per incidenti, l’aggressività degli automobilisti al volante, nonché i costi del carburante, dei parcheggi e della tassa di circolazione.

CITTÀ MIGLIORI AL MONDO PER GUIDARE: LA CLASSIFICA TOP 100

La classifica delle città migliori al mondo per guidare vede quindi al primo posto la canadese Calgary, che eccelle soprattutto per il basso livello di traffico e di incidenti mortali e per la sua accessibilità economica. Il Canada piazza altre due città nelle prime sei posizioni (Ottawa al terzo e Vancouver al sesto), segnalandosi indiscutibilmente come la nazione ideale per gli automobilisti. Sul secondo gradino del podio c’è Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, mentre la top-ten è completata da Berna (4), El Paso-USA (5), Goteborg (7), Dusseldorf (8), Basilea (9) e Dortmund (10).

CITTÀ MIGLIORI PER GUIDARE IN ITALIA

E l’Italia come sta messa? Non benissimo. Per trovare la prima metropoli italiana nella classifica delle 100 città migliori per guidare nel mondo si deve scendere fino al 75° posto dove c’è Torino. Il capoluogo piemontese brilla per il basso livello di traffico, ma la qualità delle strade è soltanto media e i prezzi dei carburanti sono alti. Sotto Torino al 79° posto c’è Roma, all’81° Napoli (una tra le peggiori in assoluto per l’aggressività dei conducenti) e all’82° Milano. C’è però da dire che le nostre quattro rappresentanti si piazzano comunque meglio di città molto reclamizzate come Melbourne, Sydney, New York (solo 87^), San Pietroburgo e Mosca.

CITTÀ PEGGIORI AL MONDO PER GUIDARE

Le peggiori 5 città per guidare, quelle che chiudono la classifica top-100, sono Karachi (Pakistan), Lagos (Nigeria), Calcutta (India), Ulan Bator (Mongolia) e, ultima, Mumbai (India). In particolare Lagos è la peggiore per tasso di mortalità dovuta a incidenti stradali, Ulan Bator per l’aggressività, Mumbai per l’età media del parco auto, Sydney ha i parcheggi più costosi. Al contrario i guidatori di Manchester e Stoccolma sono i più prudenti e quelli di Osaka, Tokio e Singapore i più tranquilli. L’australiana Brisbane, insieme a Salvador e ancora Stoccolma, vanta invece la migliore qualità dell’aria.

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Le migliori Case che sanno vendere meglio le auto nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Mentre il mercato dell’e-commerce va a gonfie vele, vendere auto online è forse tra i lavori più difficili che possano esistere. Solo poche Case auto infatti riescono a trovare la soddisfazione del cliente ancora prima che arrivi in concessionaria. L’indagine USA di JD Power Sales Satisfaction Index 2019, ha infatti svelato cosa spinge i clienti ad acquistare in concessionaria. Quali sono i fattori più importanti nell’acquisto di un’auto e quali le Marche più abili nel procacciarsi clienti tramite il sito web e nelle concessionarie.

IL CONTATTO UMANO PESA MOLTO NELL’ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA

JD Power ha interpellato oltre 28 mila consumatori USA chiedendogli com’è stata l’esperienza con l’acquisto dell’auto nuova e perché, fin dalle prime ricerche sul sito web della Casa. Il risultato sorprendente dimostra che nel 90% l’acquisto dell’auto nuova si concretizza in concessionaria, con differenze tra le Marche premium e quelle di massa. Un fattore chiave nella soddisfazione dei clienti è proprio la completezza del sito web della Casa e dei configuratori. E’ qui che si accende la scintilla dei potenziali clienti, sebbene poi dall’ordine alla consegna, le Case acquistano punti in base alla completezza dei servizi offerti. La tecnologia utilizzata dai dipendenti, la consegna a casa e il contatto diretto via SMS sono i capisaldi di una potenziale vendita.

CHI VENDE MEGLIO AUTO PREMIUM

Tra le Case auto premium con il miglior punteggio c’è Porsche per la quarta volta consecutiva, seguita da Mercedes-Benz e Infiniti. L’Alfa Romeo sebbene al 7 posto non è poi così lontana per punteggio rispetto alla testa e appena sotto la media del livello di soddisfazione dei consumatori. I clienti che acquistano un’auto nuova gradiscono la consegna a casa o in ufficio. Tuttavia spesso questo penalizza il livello di gradimento del processo di consegna tra casa e concessionaria. In concessionaria infatti c’è la maggiore probabilità di ottenere spiegazioni chiare sui sistemi dell’auto (82%). Mentre quando l’auto viene consegnata all’esterno la percentuale scende al 69%. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza la classifica delle Case auto.

CHI VENDE MEGLIO AUTO DI MASSA

Tra i brand più bravi nel processo di vendita delle auto di massa, Buick (General Motors) è in testa, seguita da GMC e da Mini. A prescindere dalla dotazione dell’auto, è anche il livello tecnologico (tablet, schermi touch screen e device portatili, ecc.) degli addetti alle vendite ad assumere un peso rilevante. Più di un terzo degli acquirenti (36% del lusso e 39% del mercato di massa) indica che il proprio rivenditore non ha utilizzato alcun tipo di dispositivo tecnologico. Assistere il cliente durante l’acquisto con un dispositivo tecnologico vale in media più punti (54) degli altri fattori chiave considerati.

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Conversione patente estera conseguita prima dei 18 anni: ok dal MIT

di Raffaele Dambra

Conversione patente estera

La conversione di una patente estera prevede la sostituzione del documento di guida con uno italiano. La procedura è destinata ai conducenti che ottengono la residenza nel nostro Paese provenienti dall’UE, dagli altri paesi SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e dalle nazioni extra-UE che hanno sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia. Si tratta di disposizioni note già da tempo, la novità degli ultimi giorni riguarda invece una circolare del MIT che ha chiarito la problematica relativa alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: LA PROBLEMATICA

Il quesito che si stavano ponendo numerosi uffici della Motorizzazione Civile adibiti alla conversione della patente estera in Italia era infatti il seguente: un documento di guida, poniamo per esempio una patente B per condurre le automobili, conseguito in un Paese estero in età inferiore a quella richiesta dalle nostre leggi (come nel Regno Unito e in Irlanda, dove si può prendere la patente B già a 17 anni), si può convertire in una patente italiana, dove invece l’età minima parte dai 18 anni? In altri termini, un conducente regolarmente patentato a 17 anni perché la normativa del suo Paese lo permette, può ottenere l’equivalente documento di una nazione che al contrario ne richiede 18?

PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: È VALIDA IN ITALIA A CERTE CONDIZIONI

A questo interessante quesito ha risposto il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con la circolare 34454 del 7/11/2019, precisando che “non sussiste alcun impedimento alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana”, a prescindere dalla provenienza (UE, SEE ed extra-UE). Tuttavia è necessario che “alla data di presentazione della domanda, il richiedente abbia compiuto l’età minima richiesta in Italia per l’emissione della specifica categoria di patente da rilasciare e che, ovviamente, non esistano altri motivi ostativi”. In pratica un cittadino irlandese che ha conseguito la patente B nel suo Paese a 17 anni, una volta trasferitosi in Italia può tranquillamente sostituire il documento di guida con uno italiano ma solo dopo aver compiuto 18 anni, l’età minima prevista da noi.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA IN ITALIA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: ALTRE INDICAZIONI

La circolare del MIT ha stabilito inoltre che la data di ‘primo rilascio’ da riportare sul documento di guida italiano resta comunque quella del conseguimento del documento all’estero, anche se a suo tempo il conducente non aveva ancora compiuto l’età minima richiesta in Italia. E che la data di primo rilascio dev’essere ritrascritta sulla patente a ogni sostituzione o cambio. Il Ministero ha comunque puntualizzato che quanto stabilito con la nuova circolare non può automaticamente applicarsi ai casi palesemente incongruenti, ad esempio per richieste di conversione di patente B estera conseguita all’età di 14 o 15 anni. Nell’ipotesi, si dovranno effettuare specifici approfondimenti presso le competenti autorità.

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AGCOM: ‘Il 5G non è pericoloso, emissioni più basse rispetto ai 2G/3G/4G’

di Nico Petilli

Il 5G è tutt’ora motivo di forti perplessità e timori circa l’impatto delle emissioni elettromagnetiche sull’ambiente e sulla salute dei consumatori.

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Patente a 18 anni: i problemi più frequenti di chi inizia a guidare l’auto

di Donato D'Ambrosi

La patente a 18 anni è da sempre il trampolino verso l’indipendenza e tradizionalmente un percorso ad ostacoli con i problemi classici da neopatentati. L’ostacolo maggiore non è prendere la patente, ma tutto ciò che viene dopo, quando ci si mette al volante. Un’indagine italiana infatti rivela che il 71% dei candidati riesce a prendere la licenza di guida entro i 21 anni. A prescindere dall’età, tutti si ritrovano ad affrontare paure e difficoltà da neopatentati. Ecco quelle più diffuse per chi ha preso la patente da poco.

LA PATENTE AUTO SUBITO, MA PER SVAGO

Un’indagine di Autoscout24 ha sondato tra i giovani automobilisti qual è il loro rapporto con l’auto e la patente di guida. Per il 71% degli intervistati superare l’esame di guida non è un problema, l’8% rimanda per una questione di costi e il 6% invece è stato bocciato almeno una volta. Il motivo per cui si prende la patente è ben lontano da necessità di lavoro: una conquista personale (46%), servizi o commissioni (42%) e la possibilità di viaggiare (41%).

IL PARCHEGGIO SPAVENTA I NEOPATENTATI PIU’ DEGLI INCIDENTI

Oltre la metà dei giovani neopatentati intervistati (58%) si dichiara molto sicuro di sé. Una buona parte invece soffre di attacchi d’ansia o ha dovuto affrontare preoccupazioni al volante (30%). Al primo posto delle fobie più frequenti c’è la paura di non riuscire a parcheggiare (28%), poi il traffico (22%) e la paura di investire i pedoni e causare incidenti (19%).

LA PATENTE AUTO SUBITO NON DA’ ABBASTANZA SICUREZZA

Guidare da soli in auto disturba il 17% dei neopatentati, quasi quanto trasportare altri passeggeri e metterli in condizione di pericolo (15%) e guidare in autostrada (14%). Chi ha preso da poco la patente ha anche la paura di perdersi (8%) e di guidare in condizioni climatiche avverse (7%). Non riconoscere la segnaletica ed essere multati spaventa il 6% dei giovani, cosa abbastanza grave dopo aver superato l’esame teorico e pratico.  Per il 5% guidare di giorno sarebbe meglio, visto che le condizioni visive e di illuminazione possono influenzare la tranquillità nella guida.

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Motorola RAZR, hands on: ve lo mostriamo all’opera

di Nico Petilli

Motorola Razr, il nuovo smartphone pieghevole dell’azienda statunitense, sta letteralmente catturando l’attenzione del pubblico.

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Guida sotto la pioggia: 5 errori da non fare con l’allerta meteo

di Donato D'Ambrosi

Guidare l’auto sotto la pioggia comporta già di per sé molti rischi, farlo con l’allerta meteo in corso richiede ancora più attenzioni al volante.  La pioggia è la causa più frequente di strade allagate, esondazioni e circolazione in tilt in molte città. Fare a meno dell’auto e chiudersi in casa quando l’allerta meteo diventa di colore rosso sarebbe la cosa più sensata. Ma chi è costretto a guidare l’auto sotto un forte temporale cosa deve sapere? Ecco i 10 errori più comuni e i consigli da seguire alla guida dell’auto con allerta meteo.

1.VEDERE E FARSI VEDERE SOTTO LA PIOGGIA

Nei giorni di forti piogge diventa fondamentale assicurarsi che i tergicristalli e tutte le luci siano funzionanti, ancora di più se monta l’allerta meteo. Accendete tutte le luci (frecce di emergenza incluse) e fate il giro dell’auto prima di uscire dal garage per un check. Una pioggia di forte intensità è come un muro che limita il campo visivo del conducente e l’efficacia delle luci anteriori e posteriori. Accendere i fendinebbia in questi casi è prescritto dal Codice della Strada perché servono a farsi vedere dalle altre auto. Per aiutare il climatizzatore a disappannare i vetri vi consigliamo di pulirli all’interno con un detergente di quelli casalinghi. Anche gli accessori auto per l’inverno da tenere nel bagagliaio possono tornare utili. Restate informati sullo stato dell’allerta tramite le pagine ufficiali (anche facebook) delle autorità locali e e della protezione civile.

2.LA PIOGGIA NASCONDE LE BUCHE

Uno dei miti più diffusi quando si guida su una strada allagata è entrarci a forte velocità per non spegnere il motore. Non c’è cosa più sbagliata e pericolosa, primo perché se l’auto che viene di fronte fa lo stesso ci si becca l’onda di ritorno. Secondo perché tutto ciò che sta sotto il livello dell’acqua può fare danni ancora più grossi. Bastano pochi centimetri d’acqua per nascondere un ramo spezzato (rischio foratura) o peggio ancora una buca (danni maggiori al gruppo ruota). Se l’allerta meteo è in corso è consigliabile evitare di imbattersi in strade molto allagate, stare lontani dai sottopassaggi e transitare a bassa velocità sulle strade da guadare.

3.I PERICOLI DELL’ASFALTO CHE NON DRENA LA PIOGGIA

Su molte strade più recenti viene utilizzato un asfalto più drenante per limitare l’accumulo di acqua e ridurre il rischio di aquaplaning, ma non su tutte. A prescindere dal tipo di asfalto si possono ridurre i rischi di incidente riducendo la velocità (in autostrada a 110 km/h e sulle strade extraurbane principali a 90 km/h per legge). Se l’asfalto è drenante, appare opaco in superficie e grossolano nell’aspetto (foto sotto). Se l’asfalto non è drenante (aspetto lucido e “si illumina” al passaggio delle auto) e le gomme sono abbastanza vecchie, meglio fare manovre morbide e graduali.

4.CON LA STRADA BAGNATA LE GOMME DEVONO ESSERE A POSTO

Guidare l’auto durante l’allerta meteo per pioggia senza ricordare quando avete controllato le gomme è uno dei pericoli più frequenti. Spessore del battistrada e corretta pressione sono i fondamentali controlli da fare. In inverno infatti la pressione delle gomme scende più velocemente e un battistrada ridotto, richiede frenate dolci per non innescare l’aquaplaning. E’ vero che i controlli elettronici di sicurezza aiutano, ma perché correre il rischio?

5.IN CASO DI PANNE SU STRADA ALLAGATA

Trovarsi bloccati su una strada allagata è comunque un’eventualità che può capitare. Se il livello dell’acqua si avvicina ai fari e l’intensità della pioggia aumenta è forte la tentazione di scappare fuori dall’abitacolo. Piuttosto che uscire dall’auto, meglio restare al sicuro con il tetto sulla testa e chiamare i numeri di emergenza di Vigili del Fuoco, Carabinieri o Polizia. La calma e il sangue freddo vi serviranno per non fare scelte avventate andando incontro a rischi maggiori. Piuttosto aiutatevi con Google Maps per dare precise indicazioni su dove siete.

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Incidente stradale: l’uso del collare dopo il colpo di frusta

di Raffaele Dambra

Incidente stradale uso del collare

Quante volte, in seguito a un incidente stradale, i medici prescrivono l’uso del collare ortopedico? Succede molto spesso, ma in realtà non tutti conoscono la reale funzione e soprattutto l’utilità di questo dispositivo medico che viene spesso, e a ragione, associato al ‘colpo di frusta’, il trauma alle vertebre cervicali di lieve o media entità che può verificarsi in seguito a una collisione automobilistica (per esempio il classico tamponamento) oppure praticando sport che prevedono il contatto fisico. Proviamo quindi a capirne di più.

INCIDENTE STRADALE: CHE COS’È IL COLPO DI FRUSTA

Prima di soffermarci sull’uso del collare ortopedico o cervicale, riepiloghiamo brevemente che cos’è il colpo di frusta. Si tratta di una ‘distorsione del rachide cervicale’, un trauma causato da un movimento brusco e improvviso del collo che lo porta a ipertendersi o iperflettersi in modo innaturale. In pratica, in occasione di un tamponamento o comunque di un urto improvviso tra vetture, il capo resta prima schiacciato contro il poggiatesta mentre il resto del corpo viene spinto avanti; subito dopo invece (questione di pochi decimi di secondo) è la testa a essere richiamata in avanti molto più velocemente del resto del corpo. La conseguenza è uno stiramento dei tendini e dei legamenti del collo (nei casi più seri possono risultare coinvolti anche nervi e articolazioni) che comporta dolore e altri fastidi fisici, alcuni dei quali possono manifestarsi anche a distanza di ore se non di giorni dal trauma.

COLPO DI FRUSTA E RISARCIMENTI

Per questo, non prima di aver letto i nostri utilissimi 4 consigli per evitare il colpo di frusta in auto (prevenire è sempre meglio che curare), è opportuno recarsi immediatamente al pronto soccorso, o al massimo entro 24 ore, per effettuare tutti gli esami del caso ed escludere la presenza di lesioni serie. Tra l’altro la documentazione medica (certificati, radiografie, lastre, ecc.) è fondamentale per chiedere e ottenere l’eventuale risarcimento danni all’assicurazione, anche se negli ultimi anni le compagnie assicurative, favorite da una legislazione più favorevole, sono diventate molto prudenti quando devono risarcire un colpo di frusta. Ma questa, come si dice, è un’altra storia…

USO DEL COLLARE DOPO IL COLPO DI FRUSTA

Se gli accertamenti sanitari non hanno evidenziato lesioni gravi oltre al colpo di frusta, i medici sono soliti prescrivere l’uso del collare per un periodo da pochi giorni a due-tre settimane, in base all’entità del trauma. Ma, nello specifico, a cosa serve il collare ortopedico? Il dispositivo, che può essere rigido, semi-rigido o morbido, favorisce la riduzione dello stiramento e del dolore che ne deriva, riduce il carico sulle vertebre e le protegge da movimenti inconsulti e da altre sollecitazioni. Di solito (salvo diversa indicazione del medico) va indossato solo durante il giorno e tolto la notte, perché la sua utilità è circoscritta a quando si è in posizione eretta. Una volta terminata la fase acuta del dolore post-trauma (che di solito dura qualche giorno), l’uso del collare deve iniziare gradualmente a ridursi a poche ore durante il giorno. Fino a concludersi del tutto, ma sempre nei tempi prescritti.

ERRORI DA NON FARE QUANDO SI UTILIZZA IL COLLARE ORTOPEDICO

Due sono gli errori da non fare quando si usa il collare: portarlo più a lungo del dovuto, perché la prolungata immobilizzazione potrebbe pregiudicare la corretta attivazione della muscolatura cervicale, ritardando i tempi di guarigione; ma anche sospenderne l’uso all’improvviso, lasciando senza difesa i muscoli ancora debilitati. Ovviamente l’utilizzo del collare ortopedico non è l’unica cura per il colpo di frusta. Nella fase più acuta i medici impongono anche l’assunzione di farmaci miorilassanti e antinfiammatori, oltre al riposo. Successivamente prescrivono un percorso riabilitativo mediante esercizi di fisioterapia, da valutare caso per caso. Se non sorgono problemi e complicazioni, con terapia eseguita correttamente, un normale colpo di frusta si risolve in poche settimane lasciando ben poche conseguenze.

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Incidenti stradali 2018: le strade più pericolose d’Italia nel rapporto ACI

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali strade più pericolose d’Italia

Nel 2018 le strade più pericolose d’Italia, in cui si è verificata la maggior densità di incidenti stradali, sono risultate la penetrazione urbana della A24 Roma-Teramo (nel tratto GRA-Portonaccio), il raccordo autostradale di Reggio Calabria e la Tangenziale Nord di Milano nel tratto in provincia di Monza. È quanto emerso dal rapporto “Localizzazione degli incidenti stradali 2018” diffuso dall’ACI che ha analizzato i 37.228 sinistri avvenuti in Italia lo scorso anno, di cui 1.166 mortali, che hanno causato 1.344 morti e 59.853 feriti.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA 2018: LA MAGGIOR PARTE NEI CENTRI ABITATI

Secondo lo studio dell’Automobile Club d’Italia, 76 incidenti su 100 si sono verificati nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane principali e secondarie. In aumento, però, soltanto il numero delle vittime in autostrada (dato influenzato dalla tragedia del Ponte Morandi) e quello dei sinistri sulle strade extraurbane, tutto il resto è stabile o in diminuzione. Più in generale, prendendo come riferimento l’anno 2010, in otto anni gli incidenti stradali sono calati del 19,4% e i morti del 18,2%. Tuttavia, rispetto al 2017, gli incidenti sono pericolosamente risaliti del +1,5% e i decessi diminuiti soltanto di 1,6 punti percentuale.

LE STRADE PIÙ PERICOLOSE D’ITALIA 2018 SONO LE AUTOSTRADE URBANE

Nelle autostrade urbane avviene la maggiore densità di incidenti, soprattutto a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Ai primi cinque posti delle strade più pericolose d’Italia del 2018, non considerando i 16 incidenti a km sul raccordo dell’A4-Viale Certosa (Milano) a causa del dato poco significativo (solo 8 sinistri in un segmento di 0,5 km), troviamo infatti altrettante autostrade urbane: quelle già citate nel primo paragrafo più la Tangenziale Est di Milano e il Grande Raccordo Anulare di Roma. Per le strade extraurbane il triste primato spetta invece alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, nei tratti in provincia di Monza e di Milano, e alla SS 131 dir Carlo Felice presso Cagliari. L’immagine in basso contiene un elenco più esaustivo delle strade italiane più a rischio.

INCIDENTI IN ITALIA 2018: GLI UTENTI PIÙ VULNERABILI

Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili hanno inciso con una quota assai elevata sul numero dei decessi, anche se in diminuzione rispetto al 2017: nel 2018 il 31% delle vittime, quindi quasi una su tre, è un ciclista, un motociclista o un pedone. I veicoli a due ruote, biciclette comprese, sono rimasti coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. E non a caso l’indice di mortalità di moto e bici è risultato molto più elevato di quello dei veicoli con quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto ai soli 1,3 delle auto. Le strade più pericolose per le due ruote sono state individuate nella SS 1 Aurelia in Liguria, nel Grande Raccordo Anulare di Roma, nella SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli e nella SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona.

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Sareste in grado di ricordare tutte le applicazioni flop di Google?

di Nico Petilli

Google, nel corso degli anni, ha raggiunto importanti traguardi ma “vanta” al suo attivo altrettanti insuccessi che adesso andremo a riepilogare.

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