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Subaru Impreza GT AWD elaborazione Ema Motorsport

di Domenico Sofia

Una Subaru Impreza GT AWD “quasi” racing e molto molto cattiva! E’ infatti una di quelle auto, semplici e grintose, che con poca elettronica e senza ESP conservano il DNA dei gloriosi motori a benzina da rally. Marce lunghe, sterzo tosto, meccanica ignorante e una storia da raccontare! Il proprietario parte avvantaggiato: Ema Motorsport ha in listino tutto quello che serve alla sua Suby.

Scheda tuning Subaru Impreza GT AWD
Meccanica
Assetto D2 Racing Motorsport con doppia regolazione idraulica (est. e compr.), serbatoio separato e top mount (camber e caster) 3D     3.386,50
Cerchi Tecnomagnesio TM Light 7,5jx17”     780,00
Pneumatici Toyo R888 215/45 ZR17     850,00
Barra antirollio UltraRacing da 23 mm maggiorata anteriore     330,00
Barra antirollio UltraRacing da 23 mm maggiorata posteriore     330,00
Rinforzi scocca (7) Ultra Racing
2 fender (dietro i parafanghi montati in verticale, partono dalla cerniera porta e arrivano sui duomi anteriori)     158,00
2 barre a “L” al posteriore (dal sottoporta passeggero al differenziale centrale)     141,00
1 una barra sulla culatta del differenziale posteriore     83,50
1 barra duomi posteriore     158,50
1 barra trasversale a centro vettura (da un arrotolatore cintura all’altro)     123,60
Differenziale posteriore a lamelle 2 vie OS-Giken     1. 620,00
Pastiglie freno D2 mescola Racing anteriori     403,00
Tubazioni freno in treccia metallica by D2 Racing al posteriore     80,00
Varie
Sedili Sabelt Racing (Cad)     325,00
Cinture a 6 punti di attacco da 3″ D2 Racing omologate FIA (Cad)     364,00
Volante OMP a mezzo calice     160,00
Short shifter artigianale     50,00
Pomello cambio Skunk2 per Honda     110,00
Raffreddamento intercooler a getto d’acqua artigianale     25,00
Totale dello step 2 in Euro IVA compresa    9.478,1

Acquisto vettura e modifiche dello step 1
Acquisto auto usata (compreso passaggio di proprietà)     5.150,00
Impianto frenante D2 da 304 mm con pinze a6 pompanti     1.211,00
Dischi freno posteriori forati e baffati E-Performance     100,00
Scarico completo acciaio inox HKS     800,00
Barra duomi anteriore Ultra Racing     140,00
Rinforzi sottotelaio anteriore (2 pezzi) Ultra Racing     357,60
Kit rinforzo sottotelaio centrale (2 pezzi) Ultra Racing     140,40
Barra rinforzo trasversale sottotelaio posteriore Ultra Racing     111,6
Totale acquisto vettura ed elaborazione in Euro IVA compresa     17.488,70

L’articolo completo e i segreti della elaborazione della Subaru Impreza GT AWD Ema Motorsport è su Elaborare n.176 di Ottobre 2012.

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Cover Elaborare 176

 

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Subaru Impreza WRX 300 CV Tuning Monza

di Paolo Turco

Provata all’Autodromo di Monza, questa Subaru Impreza WRX vanta un’elaborazione con tuning estetico semplice ma dettagliato e un’elaborazione meccanica che regala ben 80 CV al motore, oltre ad una frizione rinforzata e ad un impianto frenante maggiorato D2.

Subaru Impreza WRX

IMPREZA WRX ESTETICA SOBRIAFOTO QUI Leo e Stefano della L&S Pro Race hanno voluto impreziosire i dettagli della loro Subaru Impreza  WRX. L’occhio cade inevitabilmente sul cofano in carbonio, vera “chicca” della preparazione e verniciato solo con il trasparente per valorizzare la trama del pregiato pezzo, dotato oltretutto di una generosa presa d’aria e di un paio di griglie che contribuiscono al raffreddamento del vano motore. L’abbinamento del grigio con il nero è la cromia predominante sull’auto, sapientemente intervallata da inserti fucsia che s’inseriscono piacevolmente nel contesto, creando un contrasto che però non risulta fastidioso. Originale l’idea di verniciare anche le pinze freno di questo colore sgargiante, con l’unico inconveniente di avere l’impianto evidentemente sporco dopo un paio di frenate decise. Azzeccata anche la scritta “JOY Machine” sullo spoiler anteriore, dalla quale abbiamo preso spunto per il titolo dell’articolo. In effetti quest’auto è veramente divertente e l’aggettivo le calza a pennello.

IMPREZA WRX ELABORAZIONE MECCANICA – Molti degli elementi che compongono la modifica meccanica sono stati espressamente realizzati dalla L&S Pro Race ed evidenziano esperienza e competenza in materia. Una preparazione a tutto campo dove, sebbene il comparto pistoni, bielle, cilindri e testa non abbia subito interventi, non ci si è affatto risparmiati per il resto. E’ nuova e più performante la turbina che opera su cuscinetti, gli iniettori sono maggiorati così come la pompa benzina e il flusso del carburante è gestito da un regolatore pressione dedicato. Tra i tanti elementi “home made” troviamo la modifica del corpo farfallato, l’intercooler frontale in sostituzione del posizionamento originale sopra il motore, l’aspirazione filtro con debimetro interno e l’impianto di scarico completo da 63 mm con relativi collettori.

IMPREZA WRX PRESTAZIONI MASSIME – La prova al banco rileva una potenza massima di 300,44 CV a 6.339 giri/min e una coppia di 36,12 Kgm a 4.366 g/m, e disegna curve molto lineari nonché corpose a conferma del buon lavoro di messa a punto. Il cambio è rimasto invariato ma per reggere al meglio l’incremento di potenza superiore agli 80 CV rispetto alla versione di serie, è stato necessario equipaggiare il motore anche con una frizione rinforzata.

IMPREZA WRX INTERNI – L’abitacolo della Subaru Impreza non ha subito stravolgimenti, ma è stato arricchito di elementi funzionali alle prestazioni e alla guida sportiva. Con i diversi manometri aggiuntivi si può monitorare al meglio il funzionamento del motore, mentre le cinture a tre punti d’attacco, il volante a calice sportivo e la leva cambio corta sono elementi che agevolano notevolmente la guida in pista. Non avrebbero guastato dei sedili ancor più avvolgenti, ma bisogna dire che quelli di serie offrono un contenimento discreto.

IMPREZA WRX ASSETTO e FRENI SPORTIVI – Anche per l’assetto sono presenti elementi L&S per quanto riguarda le barre stabilizzatrici, mentre l’assetto con ghiere e taratura regolabili proviene dalla Tondo Suspension. I freni originali sono stati rivisitati con un impianto completo D2 potente e performante anche nelle staccate più intense tipiche dell‘Autodromo di Monza.

IMPREZA WRX COME VA IN PISTA A MONZA – Un’Impreza sul velocissimo circuito di Monza è sprecata? Se la preparazione meccanica permette di arrivare a 300 CV, anche i lunghi rettilinei della pista brianzola possono essere digeriti senza problemi. Il lavoro sviluppato dalla L&S è veramente valido e fin dai primi allunghi si apprezza la linearità e lo spunto. Il boxer longitudinale da 2.000 cc fa della elasticità il suo punto di forza e ciò permette di avere un buon spunto anche nelle riprese dalle marce più alte. L’intervento del turbo non risulta in alcun modo invasivo, e questa caratteristica consente di accelerare senza il timore che arrivi la “botta” di potenza in un momento inopportuno, come potrebbe essere l’apertura del gas in uscita di curva. Il cambio è ben spaziato e sui lunghi rettilinei si inseriscono tutti i rapporti.  Subaru Impreza WRX

COME VA IN PISTA – Per portare al limite una Subaru Impreza bisogna prima capirne il comportamento. Gli inserimenti più decisi non sono caratterizzati da una precisione eccezionale come, ad esempio, quella della Lancer Evo. Lo sterzo non è troppo reattivo e l’auto sembra compiere uno strano ondeggiamento con relativo scivolamento. Ciò deriva da un assetto sbagliato? Niente affatto! Nelle diverse prove effettuate con le Impreza, queste dinamiche si sono sempre manifestate; in primo luogo potrebbero sembrare dei difetti ma in realtà tali reazioni sono ampliamente gestibili, anzi per certi aspetti esaltano ulteriormente la guida. Una volta prese le misure si può osare con decisione consapevoli che la Subaru, grazie a queste reazioni, consente sempre un margine di manovra che trasmette sicurezza. Quindi, dopo aver capito il comportamento, la WRX offre un feeling di guida eccezionale. Potenti e modulabili ci hanno permesso di duellare anche con sportive di razza e più di una volta abbiamo recuperato in staccata su una Ferrari 430, prima che sparisse di nuovo all’orizzonte degli interminabili rettilinei dell’Autodromo di Monza.

CHI HA ELABORATO L’IMPREZA: OFFICINA L & S PRO RACE
L’Officina L&S ProRace nasce nel settembre 2008 dalla collaborazione fra Leo Conficconi e Stefano Ferrini. La passione e l’esperienza dello staff di certo non mancano e le competenze tecniche e professionali sono messe a completa disposizione della clientela. Le attività principali dell’officina spaziano dalla costruzione d’impianti di scarico alle saldature di vari materiali, dalla realizzazione di intercooler maggiorati ai collettori di scarico, fino ai turbo maggiorati e agli assetti dedicati. Un vero reparto corse dove però anche i normali tagliandi sono all’ordine del giorno.
 OFFICINA L & S PRO RACE – Cotignola (RA) – Tel. 054541009
Foto preparazione completa Subaru WRX qui FOTO QUI 
Subaru Impreza WRX

Scheda tuning motore Subaru Impreza WRX
Turbina T25 su cuscinetti by Turbocharger World € 950.00
Rails iniettori maggiorati € 250.00
Regolatore pressione benzina by Turbocharger World € 80.00
Intercooler frontale by L&S Pro Race € 350.00
Tubazioni intercooler in alluminio by L&S Pro Race € 350.00
Tubazioni siliconiche blu € 190.00
Pop-off Bonalume € 163.00
Modifica corpo farfallato by L&S Pro Race € 200.00
Aspirazione con filtro BMC più porta debimetro interno by L&S Pro Race € 340.00
Frizione rinforzata by Turbocharger World € 400.00
Pompa benzina maggiorata € 280.00
Collettori scarico inox by L&S Pro Race € 600.00
Scarico completo inox diametro 63 by L&S Pro Race € 650.00

TUNING ASSETTO E FRENI SUBARU IMPREZA
Assetto con ghiere regolabile più taratura by Tondo Suspension € 1.300,00
Barra duomi ant. e post. by L&S Pro Race € 200.00
Impianto frenante maggiorato D2 Racing ND
Tubi freni aeronautici € 110.00

TUNING INTERNI SUBARU IMPREZA
Cinture 3 punti OMP € 150.00
Estintore brandeggiabile € 40.00
Manometri pressione turbo e olio, temperatura olio e gas di scarico € 350.00
Temperatura aria ingresso motore € 220.00
Air full metal by Turbocarger World € 200.00
Volante super leggero OMP € 260.00
Leva marce escursione ridotta € 90.00

TUNING ESTERNO CARROZZERIA SUBARU IMPREZA
Cerchi OZ Superleggera 16” € 850.00
Pneumatici Bridgestone 206/50 R16 € 700.00
Vetri oscurati € 240.00
Paraurti anteriore modificato by L&S Pro Race € 500.00
Cofano in vero carbonio € 580.00
Verniciatura pinze € 90.00

 

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Kit volumetrico Evo Racing Shop

di Domenico Sofia

Lo Staff di Evo Racing Shop importa e propone per il mercato italiano un kit volumetrico Sprintex 300 HP Bolt ON per sovralimentare i motori della Subaru BRZ e della Toyota GT86. Questo kit volumetrico è completo di tutto l’occorrente per effettuare un corretto montaggio, anche di intercooler, installabile in 6 ore!
Con l’installazione di questo kit non è obbligatorio l’apertura del motore per il rifacimento degli internals. La Sprintex è un’azienda australiana impegnata da sempre nella progettazione e realizzazione di impianti volumetrici e a richiesta fornisce anche il kit Sprintex 450 HP, sempre per Toyota GT86 e Subaru BRZ, ma in questo caso  è indispensabile l’apertura del motore per la sostituzione degli internal (bielle, pistoni e bronzine).
Il prezzo di questo kit volumetrico per la Toyota GT86 e Subaru BRZ è di € 5.880 IVA inclusa.

kit-volumetico-evo-racing-shop

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Subaru BRZ STI Performance Concept 300 CV

di Domenico Sofia

La Subaru BRZ STI Performance Concept, presentata al Salone di New York, segna il rilancio sportivo della Casa nipponica con look e prestazioni ammirevoli Motivo della decisione è che il piglio fortemente dinamico del marchio delle Pleiadi si è andato gradualmente appannando da quando nel 2008 la mitica Impreza ha abbandonato il World Rally Championship. (..) Difatti, è probabile che i 200 CV erogati dal 2.0 boxer aspirato dell’esordio cresceranno a circa 300 CV grazie a un turbocompressore, mentre praticamente definitivi appaiono il look decisamente più sportivo e i componenti meccanici come freni, assetto e ruote adeguati alle aumentate performance.

Subaru-BRZ-STI-Performance-Concept

Meccanica – Abbiamo detto che la Subaru BRZ STI Performance Concept è solo ispirata alla versione GT300 ed è vero, poiché quest’ultima è un’autentica racing-car, mentre la prima è unicamente una versione elaborata della coupé nipponica. (…continua su ELABORARE n°208 giugno 2015)

Subaru-BRZ-STI-Performance-Concept

I numeri della Subaru BRZ STI Performance Concept
2015 – Anno di presentazione
300 – CV potenza max
450 – Nm coppia max
1 – Turbo IHI single-scroll
4 – Ruote forgiate by BBS
19 – Diametro ruote in pollici
4 –  Gruppi molle/ammortizzatori by Öhlins
4 – Pneumatici Dunlop SP Sport Maxx
4 –  Gruppi freni/pinze by Brembo
1 – Aerokit wide-body
2 – Sedili anteriori by Recaro
1 – Digital-screen telemetria

Scheda tuning Subaru BRZ STI Performance Concept
Stesse caratteristiche della Subaru BRZ con le seguenti modifiche:
Motore: turbocompressore IHI single-scroll, intercooler, impianto di scarico sportivo, upgrade centralina elettronica, modalità di erogazione “Intelligent” e “Sport” (manettino sul volante), potenza 300 CV (220 kW), coppia max 45,8 kgm (450 Nm)
Ruote: forgiate in alluminio, STI by BBS 8,5J x 19” (ant./post.), pneumatici Dunlop SP Sport Maxx 225/35 ZR19 (ant./post.)
Corpo vettura esterno: kit aerodinamico con parafanghi widebody; interno: sedili STI by Recaro, schermo digitale telemetria
Sospensioni: assetto sportivo STI by Öhlins
Freni: STI by Brembo, dischi autoventilanti e forati sulle 4 ruote, pinze ant. fisse a 4 pistoni, post. fisse a 2 pistoni
Prestazioni: N.D.

L’articolo completo sulla Subaru BRZ STI Performance Concept è su Elaborare 206  in edicola a Giugno.

Subaru-BRZ-STi-Performance-300-CV

 

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Toyota e Subaru elaborazione 250 CV

di redazione

Con il Kit Edelbrock Supercharger E-Force la Toyota GT86  e Subaru BRZ arrivano a 250 CV! Molti proprietari di Subaru BRZ e Toyota GT86 vorrebbero infatti avere più cavalli dal 2 litri aspirato per sfruttare al meglio il potenziale della loro vettura. L’americana Edelbrock, autentica leggenda a “stelle e strisce” nel mondo del tuning e del racing, propone un kit con compressore volumetrico chimato Edelbrock Supercharger E-Force in grado di innalzare la potenza massima a 250 CV, con una curva di coppia particolarmente generosa sin dai bassi regimi. Il kit è del tipo Plug & Play e si monta a motore chiuso, ovvero con bielle e pistoni originali.

Info: www.edelbrock.com

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Subaru WRX STi preparazione rally 439 CV

di redazione

La Subaru WRX STi del tuner Soretti ha una potenza di 439 CV e una coppia di 474 Nm ed è stata preparata sognando i rally mondiali, con turbina maggiorata e look da regina dei rally, con kit estetico giusto, proposto dalla Prodrive, il notissimo preparatore e team inglese che allestiva le “Subby” da corsa. Questa Subaru è quindi più da strada che da pista, bella e nostalgica di quel periodo, gli inizi degli anni 2000.

Scheda tuning Subaru Impreza WRX STi
Motore
Revisione completa STI EJ2
Bielle ad H rovesciata
Pistoni originali STI EJ20
Valvole nuove originali Subaru
Assi a camme profilo Preparazioni Soretti
Centralina Mectronik MTE2 con doppia mappa per benzina 95 e 100
Scarico completo artigianale da 76 mm Preparazioni Soretti da 76
Collettori Tomei Unequal
Turbina GT30 con wastegate esterna
Iniettori 800 cc
Rail Iniettori Preparazioni Soretti
Frizione Bidisco
Assetto Tein regolabile +modifica cuscinetti ruote anteriori
Cerchi XXR 527
Kit estetico Prodrive Wrc
Fascione paraurti
Cornici fari
Cover anteriori
Specchietti
Presa d’aria sul tetto
Alettone posteriore
Passaruota allargati
Diffusore
Interni
Sedili Sparco
Volante due razze
Freno a mano idraulico
Finiture carbon look
Strumentazione racing

Subaru-Motore

L’articolo completo con tutti i segreti, i dati strumentali e la prova in pista della Subaru WRX STi by Soretti è su Elaborare 224.

Subaru WRX

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Elaborare Novembre n° 243 2018

di redazione

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Test Drive con Mitsubishi Lancer EVO VIII 442 CV by De Mitri, Abarth 500 “Speedy” 424 CV e Abarth 595 Competizione 262 CV by Gemelli Motors, Subaru Impreza STi 366 CV by Ganazzin, Ford Escort RS Cosworth 364 CV by Al.Pe.2 Motors e Alfa Romeo 156 2.0 TS 265 CV by Risi Engineering e tanto altro che trovi nel sommario completo con tutti i contenuti di Elaborare 243 Novembre 2018 CLICCA QUI

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In Germania apre il primo parcheggio autonomo di livello SAE4

di Donato D'Ambrosi

Il parcheggio autonomo senza conducente è stato fino ad oggi solo una realtà dei test, ma oggi arriva l’approvazione per rendere operativo il primo parcheggio autonomo di livello SAE4. La classificazione è la stessa delle auto a guida autonoma in cui l’intervento dell’uomo è marginale. L’ok dal Ministero dei Trasporti e dalle autorità amministrative tedesche permetterà l’apertura del parcheggio autonomo a Stoccarda. Ecco come funziona e a cosa assisterà chi va al Museo storico Mercedes-Benz.

LA PRIMA AUTORIZZAZIONE A STOCCARDA

Parcheggiare e riprendere l’auto, soprattutto nelle mega strutture come quelle aeroportuali sarà più veloce e comodo. Il parcheggio autonomo di livello SAE4 funziona tramite un’app dedicata mentre il resto del lavoro lo fa l’auto a guida autonoma connessa alla struttura.  L’esclusività dell’evento, spiega Daimler, è che ad oggi non esiste un processo di approvazione ufficiale per le funzioni di guida autonoma senza conducente. Per questo, l’autorità̀ amministrativa regionale di Stoccarda e il Ministero dei trasporti statale del Baden-Württemberg, hanno supervisionato il progetto fin dall’inizio, insieme agli esperti dell’ente di certificazione tedesco TÜV Rheinland. Quello delle norme è infatti una delle criticità della guida autonoma svelate da Continental.

COME FUNZIONA IL PARCHEGGIO AUTONOMO

Alla base dell’approvazione ci sono severi criteri di rilevazione dei pedoni e delle altre auto da parte del veicolo a guida autonoma. Si è deciso in pratica come e cosa deve fare in modo sicuro quando l’auto incontra un ostacolo, partendo dallo standard 3134 emesso di recente dalla SAE (Society of Automotive Engineers). I guidatori possono lasciare l’auto all’ingresso del parcheggio e attraverso lo smartphone chiedergli di parcheggiarsi da sola. Il veicolo si muoverà autonomamente dal punto in cui è stato lasciato fino allo spazio che gli viene assegnato dal garage. Al ritorno il proprietario richiama l’auto tramite l’App, che torna autonomamente nel punto in cui era stata lasciata.

4 ANNI DI TEST DEL PARCHEGGIO AUTONOMO

Daimler ha iniziato a sviluppare il sistema di parcheggio completamente autonomo nel 2015 e, nell’estate del 2017, ha iniziato il progetto pilota presso il garage del Museo Mercedes- Benz di Stoccarda. L’Automated valet parking in condizioni reali con e senza conducenti al volante è stato presentato al pubblico per la prima volta in quell’occasione. All’anteprima mondiale è seguita un’intensa fase di test e avviamento e poi la possibilità per i visitatori di provarlo. Dal 2018 i visitatori del museo hanno potuto sperimentare in prima persona il servizio di parcheggio, accompagnati da personale di sicurezza e condividere la loro esperienza. Nel progetto pilota del parcheggio autonomo Daimler impiega anche la tecnologia luminosa che parla ai pedoni. La luce turchese indica se un veicolo è in modalità̀ “guida autonoma” e informa tutti gli utenti della strada che il veicolo non ha conducente a bordo.

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Lyft rende la guida autonoma Open Source ai programmatori

di Antonio Elia Migliozzi

Lyft sceglie di condividere migliaia di dati raccolti nel corso dei suoi test sulla guida autonoma. Mappe 3D e annotazioni fatte sul campo diventeranno open source per stimolare il lavoro degli esperti attivi nel settore. Varcare la frontiera dell’open source permette alle aziende di fare progressi in settori che richiedono importanti investimenti in ricerca e sviluppo. Lyft, come ha già fatto Waymo, pensa che spogliarsi di informazioni importanti non la renderà vulnerabile alla concorrenza ma la farà crescere meglio e più in fretta. L’azienda ha anche messo in palio un ricco premio per gli sviluppatori interessati a costruire modelli di apprendimento automatico basato sui big data. In occasione della conferenza internazionale NeurIPS in programma a dicembre, Lyft offrirà un premio di 25.000 dollari al miglior sistema di machine learning. L’auto a guida autonoma passa dai big data, vediamo perché la sfida, oltre alla loro elaborazione, è anche quella di aprire alla condivisione open source.

SVILUPPO SMART

Lyft rompe gli indugi per dare una svolta alle ricerche in corso nel campo della guida autonoma. L’azienda ha rilasciato un corposo set di dati raccolti dalla sua flotta driveless in fase di test. Secondo Lyft si tratta del più grande slot di dati desecretati e condivisi della storia. I documenti sono disponibili per il download gratuito nel formato nuScenes sviluppato da Aptiv. “I veicoli autonomi dovrebbero ridefinire in modo drastico il futuro dei trasporti. Una volta realizzata, questa tecnologia prometterà di ottenere una miriade di vantaggi sociali, ambientali ed economici “, affermano da Lyft. La diffusione del set di dati da parte di Lyft arriva dopo che i rivali di Waymo a giugno avevano preso l’iniziativa alla conferenza IEEE svoltasi a Long Beach, in California. In quel caso si trattava di informazioni provenienti dai sensori multimodali raffiguranti circa 3.000 scene di guida per un totale di 16,7 ore di video.

I DATI

Lyft ha condiviso oltre 55.000 frame 3D con annotazioni dei suoi tecnici riguardanti i test svolti in mezzo al traffico cittadino. Tra le informazioni troviamo anche quelle raccolte dalle 7 telecamere e 3 sensori lidar che compongono i suoi hardware. Ci sono anche tracciati di guida e una mappa in HD che include migliaia di informazioni su elementi sensibili come linee di corsia, strisce pedonali, segnali di stop, zone di parcheggio e dossi. Tutti questi dati sono stati raccolti da una flotta a guida autonoma che ha operato all’interno di un’area geografica delimitata. Le iniziative di Lyft per sollecitare al comunità di ricerca globale non si fermano qui. L’azienda ha annunciato una sfida ingegneristica riservata agli sviluppatori attivi nel machine learning. Ecco allora che Lyft offrirà un premio da 25.000 dollari ai migliori progetti di apprendimento automatico che saranno svelati alla conferenza NeurIPS in programma a dicembre a Barcellona.

LAVORO DI SQUADRA

Per sviluppare l’auto a guida autonoma firmata Lyft c’è al lavoro un team composto da oltre 300 ingegneri e ricercatori che lavorano senza sosta. Dalla sua fondazione nel luglio 2017, il gruppo ha sviluppato nuove mappe 3D, metodi per la valutazione dell’efficienza energetica nei veicoli e tecniche per tracciare il movimento dei mezzi. Nel marzo 2018, dovo aver completato le verifiche in laboratorio, Lyft ha iniziato a testare la sua tecnologia senza conducente sulle strade pubbliche. Dal mese di maggio 2019 Lyft collabora con Waymo. I clienti della sua app di ridesharing attivi nell’area di Phoenix in Arizona, possono prenotare una corsa a bordo di un van della flotta autonoma Waymo. Gli sforzi di Lyft non si fermano qui e l’azienda lavora anche con la startup Aptiv per testare la guida autonoma sulle strade di Las Vegas.

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Autostop legale o illegale? Cosa dice la legge italiana

di Raffaele Dambra

Autostop legale o illegale

Domanda a bruciapelo: fare l’autostop è legale o illegale? Probabilmente sono pochi coloro che saprebbero rispondere senza alcun tentennamento. Anche perché la stessa normativa italiana non è sufficientemente chiara e lascia spazio a qualche dubbio interpretativo, per lo meno su alcuni aspetti. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza a beneficio sia di chi chiede passaggi in auto che di chi li concede.

AUTOSTOP ILLEGALE IN ITALIA: SU QUALI STRADE?

Diciamo subito che l’autostop è illegale in Italia soltanto in autostrada e sulle strade extraurbane principali. In particolare il comma 7 capo B dell’art. 175 del Codice della Strada dispone che “sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale è vietato richiedere o concedere passaggi”. Chiunque viola la disposizione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. La norma sembrerebbe lasciare pochi dubbi se non fosse che lo stesso CdS non provvede a stabilire con esattezza cosa debba intendersi per ‘pertinenza autostradale’. E se quindi nel divieto di autostop vadano compresi anche il casello, la rotatoria in uscita e altri elementi non espressamente citati, e per questo solitamente tollerati. Il consiglio, quindi, per chi deve cercare un passaggio in autostop per un viaggio in autostrada e non vuole incorrere in sanzioni, è quello di posizionarsi appena fuori dal casello. Dove tra l’altro le vetture rallentano in attesa di superare il varco.

AUTOSTOP LEGALE: DOVE È PERMESSO IN ITALIA?

Naturalmente se per la legge italiana l’autostop è vietato solo in autostrada, per esclusione si deduce che sia lecito chiedere (e dare) passaggi su qualsiasi altro tipo di strada, fino a prova contraria. E, un po’ sorpresa, pare che l’autostop sia legale anche sulle tangenziali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10462/1991, ha precisato infatti che le tangenziali non possono essere equiparate alle autostrade in riferimento al divieto di transito perdonale. E dunque sono da considerarsi strade normali su cui è consentito fare autostop.

AUTOSTOP SÌ, MA SENZA INTRALCIARE LA CIRCOLAZIONE

Inutile comunque ricordare che su qualunque strada vige sempre la regola non scritta del ‘buon senso’. E quindi un autostoppista, anche sulle arterie dov’è lecito chiedere passaggi, non deve mai col suo comportamento mettere a rischio la sicurezza stradale o intralciare la circolazione. Posizionandosi per esempio al centro della carreggiata oppure in prossimità di una curva, di un dosso o di un altro punto stradale con visibilità ridotta. A parte che difficilmente troverebbe il passaggio che desidera, mettendo pure a rischio la sua di sicurezza, potrebbe pure incorrere in una sanzione per violazione dell’art. 190 del Codice della Strada che regola le norme di condotta dei pedoni.

AUTOSTOP ALL’ESTERO

Arrivati fin qui abbiamo più o meno capito come funziona l’autostop in Italia. Ma all’estero, invece? In teoria le norme possono variare da Paese a Paese, in pratica l’autostop è regolato quasi sempre alla stessa maniera: tollerato sulle strade urbane ed extraurbane secondarie, vietato in autostrada e sulle arterie extraurbane principali. Ma ci sono eccezioni: in Romania, per esempio, l’autostop è illegale dappertutto. Stessa cosa in alcuni stati degli USA come Idaho, Nevada e Utah. Il miglior consiglio è quindi quello di informarsi bene, prima della partenza, sulle leggi vigenti nel Paese che si sta per visitare.

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Toyota: le auto connesse prevedono la manutenzione stradale negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota presenta gli sviluppi delle sue auto connesse. Le vetture in strada comunicheranno i dati raccolti da videocamere e sensori alle autorità locali che potranno fare interventi mirati di manutenzione. Grazie alle informazioni dalla strada sarà possibile agire in modo preciso e tempestivo per ripristinare le condizioni di sicurezza del manto stradale. Per Toyota questa nuova tecnologia permetterà anche alle piccole amministrazioni territori di far quadrare i bilanci tenendo sempre al centro la sicurezza degli utenti della strada. Il risultato sarà presto tangibile nei termini di un minor numero di incidenti e conseguenti benefici sui tempi di percorrenza. Questo tipo di sistemi sfrutta i vantaggi delle connessioni dati ultraveloci che aumentano il numero dei dati scambiabili tagliando i tempi necessari all’operazione. Diamo uno sguardo ai dettagli dei piani Toyota per l’auto connessa.

SICUREZZA E MANUTENZIONE

Toyota Mobility Foundation ha deciso di lavorare insieme con la città di Akaiwa, la prefettura di Okayama e la Okayama University ad una conferenza sulle auto connesse. Si tratterà di una occasione importante per discutere sui vantaggi di queste tecnologie che avranno risvolti positivi anche sulla manutenzione delle strade. Attualmente le amministrazioni locali di tutto il mondo individuano i tratti che necessitano della manutenzione stradale sulla base delle osservazioni raccolte nel pattugliamento del territorio. Eppure il buono stato delle strade è determinante per la sicurezza prevenendo gli incidenti e garantendo via di fuga efficaci in caso di calamità naturali. Di recente alcune di queste hanno causato danni alle infrastrutture in Giappone mettendo a dura prova i limitati budget locali. Le tecnologie Toyota legate all’auto connessa aiuteranno il governo dei territori ad accedere a dati ed immagini raccolte dalle videocamere dei veicoli per avere informazioni sulle condizioni delle arterie di collegamento.

OCCHIO AL TERRITORIO

La presenza di risorse finanziarie limitate, unita alle calamità naturali, impedisce alla maggior parte dei decisori di tutto il mondo di prestare la dovuta attenzione alla manutenzione delle infrastrutture. Come detto queste limitazioni finanziarie stanno per essere superate grazie alla tecnologia. In occasione della conferenza di Akaiwa City, Toyota presenterà sviluppo di un nuovo ecosistema sostenibile e a basso costo per la manutenzione delle strade. La svolta sarà possibile grazie alla combinazione e allo scambio dei dati provenienti delle auto connesse con quelli ottenuti dalle videocamere degli stessi. In questo modo si ridurrano i tempi di individuazione e, conseguentemente, di risoluzione dei problemi delle infrastrutture stradali. Attualmente, sono identificabili solo i dissesti del fondo stradale ma presto dovrebbero essere riconoscibili anche ulteriori problemi come alberi caduti e segnali stradali danneggiati. Insomma non uno ma molti occhi vigili a controllo della sicurezza del territorio.

GLI SVILUPPI

Secondo Toyota questi dispositivi tech porteranno vantaggi, oltre che alla sicurezza del traffico, anche ai tempi di percorrenza riducendo la congestioni. Raccogliere immagini dalle videocamere installate sui veicoli sarà solo il primo passo. Per Toyota sarà presto possibile collezionare anche i dati provenienti dalle infrastrutture esistenti come ponti, impianti idraulici e fognature. La Toyota Mobility Foundation opera dal 2014 per sostenere lo sviluppo di una società più mobile e connessa. La Fondazione mira a supportare sistemi di mobilità che coniughino lo sguardo a tecnologia, sicurezza e ambiente. In questa direzione lavora con università, Governi, organizzazioni senza scopo di lucro per affrontare problemi e sfide in tutto il mondo. Ecco allora che si guarda all’auto connessa ed autonoma ma anche al trasporto urbano e alle nuove forme di mobilità personale.

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Camion più puliti delle auto? Il 70% dei camionisti lo fa ogni settimana

di Donato D'Ambrosi

I camionisti fanno una vita tra casa e lavoro quasi sempre a bordo dei tir, occasionalmente usati anche per riposare nelle soste obbligatorie. La pulizia quindi diventa fondamentale per mantenere salubri le condizioni della cabina e degli interni. Un’abitudine che per la maggior parte degli autisti ricorre almeno una volta la settimana. Dall’indagine sulla pulizia dei camion sembra emergere che i conducenti professionisti (almeno il 70%) siano molto attenti alla cura del mezzo. Ecco le abitudini dei camionisti alle prese con la pulizia e il lavaggio di interni ed esterni dei tir.

7 SU 10 CAMION NELLA MEDIA

Tra le ore di guida e quelle passate in attesa di caricare o scaricare il camion o durante le soste brevi è comprensibile che l’abitacolo tenda a sporcarsi. L’analisi di DKV mostra che la community dei camionisti è particolarmente attenta alla pulizia interna – ed esterna – del proprio mezzo. Il 70% dei camionisti intervistati lo definisce “presentabile” e “pulito” e il 18,2% che si spinge a definirlo addirittura “scintillante”. Solo il 14,3% pensa che sarebbe possibile (e opportuno) fare di più e meglio.

QUANTE VOLTE VIENE LAVATO IL CAMION

Circa il 70% dei camionisti, pulisce e cura gli interni del camion almeno una volta a settimana per mantenere l’abitacolo sempre pulito (57%). Il 20% si impegna a pulirlo almeno una volta al mese e solo il 9% dichiara di non prendere in mano i prodotti per la pulizia finché la situazione non diventa insostenibile. La cura degli interni diventa fondamentale soprattutto per prevenire gli attacchi di allergia al volante. Anche gli esterni sono solitamente mantenuti molto bene: quasi il 75% dei camionisti lava il camion una volta al mese. La prevalenza (anche se di poco) lo fa ancora a mano durante il weekend (48%) rispetto al 43% che preferisce utilizzare i lavaggi automatici. Ecco i 10 errori da non fare con il lavaggio auto fai da te.

PIU’ CURA PER IL CAMION AZIENDALE

Andando più a fondo nell’analisi emerge che i camionisti che guidano un camion non di proprietà tendono ad avere una miglior cura degli interni. Il 78% che dichiara un camion pulito e presentabile (VS il 60% dei padroncini) e soprattutto solo il 3% dei camionisti non proprietari attende che la situazione in cabina diventi insostenibile per passare alla pulizia, contro l’11,8% dei padroncini.

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Porsche in testa alla classifica USA delle auto preferite nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Con la qualità delle auto nuove vendute negli USA non si scherza e lo dimostra il report annuale di JD Power che nell’ultimo bollettino ha eletto Hyundai-Kia per il minor numero di difetti. La nuova classifica sul miglior design interno ed esterno però assegna un punteggio più alto a Porsche. Come emerge dal rapporto di JD Power però il punteggio varia per segmento di auto. Secondo i consumatori la qualità percepita dai consumatori USA dei modelli di massa si è avvicinata molto a i brand di lusso. Ecco le Marche e i modelli con il punteggio più alto nella soddisfazione dei clienti per prestazioni, progettazione e contenuti.

I BRAND AUTO CON IL PUNTEGGIO MIGLIORE

Lo studio JD Power 2019 Automotive Performance, Execution and Layout esamina le valutazioni complessive sulle auto acquistate e possedute per almeno 90 giorni. L’indagine punta a dare una valutazione globale dei modelli e delle marche che va oltre i difetti di cui JD Power tiene conto nel Quality Index. L’indagine considera 90 caratteristiche dell’auto tra esterni, interni, guida, abitabilità, performance, efficienza, sicurezza e connettività. Tra tutte le auto, Porsche è il brand che ha ottenuto il punteggio più alto (891), mentre l’Audi A7 è il modello più gradito. Qui sotto la classifica completa, cliccala per visualizzarla a tutta larghezza.

LE MARCHE MIGLIORI PER SEGMENTO

In generale le auto di più grandi dimensioni ottengono punteggi migliori rispetto ai veicoli più piccoli e meno costosi. La classifica di un marchio, quindi, è una funzione dei tipi di veicoli che il produttore produce e quanto bene esegue su quei veicoli. Nel segmento delle auto di lusso Porsche (891) anticipa BMW e Genesis in parità con 868 punti, seguite da Audi (867) e Volvo (863). Tra i segmenti di massa invece Ram è il brand con più alto punteggio (851) in salita di 26 punti, poi Dodge (848) MINI (835), Volkswagen (829) e Ford (828). Come Ram anche Dodge (+24); Jaguar (+16); Land Rover (+15); Audi (+14); e Jeep (+14) sono in miglioramento rispetto al 2018.

I MODELLI DI AUTO PREFERITI NEGLI USA

Considerando invece i singoli modelli per segmento, JD Power ha raccolto maggiori consensi per Toyota Yaris nel segmento “small car”. Tra le auto medie ricevono il punteggio più alto la Honda Accord, Nissan Altima e Toyota Camry. La BMW Serie 2 seguita dalla Mercedes CLA sono le meglio posizionate nel segmento “Small Premium”. La Dodge Challenger è la migliore tra le auto sportive medie. La Kia Forte è la preferita tra le auto compatte. La Nissan Maxima è in testa tra le “Large”, Mini Cooper tra le sportive compatte e Mercedes Classe C tra le Premium compatte.

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Viaggi in auto condivisi: le alternative a BlaBlaCar

di Raffaele Dambra

Viaggi in auto condivisi

Con 75 milioni di utenti in oltre 20 Paesi diversi, BlaBlaCar è senza dubbio la più grande piattaforma al mondo di car pooling su lunghe distanze. Ed è molto diffusa anche in Italia (2,5 milioni di iscritti nel 2017, ora saranno decisamente aumentati), soprattutto tra i giovani. Forse però non tutti sanno che sono disponibili altre applicazioni per i viaggi in auto condivisi: meno famose della start-up francese ma non per questo meno affidabili. Scopriamone qualcuna.

VIAGGI IN AUTO CONDIVISI: CAR POOLING DELL’AUTOSTRADA DEI LAGHI

Ideato da Autostrade per l’Italia, questa iniziativa di car pooling interessa l’Autostrada dei Laghi (A8-A9) a beneficio delle persone che percorrono il tragitto da Como e Varese verso Milano e viceversa. Su entrambe le arterie sono state allestite corsie ad hoc per il passaggio ai caselli delle auto in car pooling iscritte alla piattaforma, alle quali è stato riservato un interessante sconto sul pedaggio: 50 centesimi di euro a tratta anziché 1,70, con una riduzione del 70,5%. La riduzione è applicata nei giorni feriali e nelle ore di punta (6:30-9:30 e 17:30-20:00), limitatamente alle auto condivise con almeno quattro persone a bordo. Per cercare o inserire passaggi bisogna andare sul sito autostradecarpooling.it.

VIAGGI IN AUTO CONDIVISI: CAR POOLING ROMA

Car Pooling Roma è un servizio della Provincia di Roma e Autostrade per l’Italia per la condivisione di viaggi in auto non solo nella Capitale ma un po’ in tutto il Lazio. Basta registrarsi per poter consultare la bacheca dei passaggi disponibili o per pubblicare l’offerta di un passaggio. Indirizzo: roma.autostradecarpooling.it

JOJOB: CAR POOLING PER LAVORATORI

Jojob è una piattaforma che promuove la condivisione di auto private tra due o più persone nel tragitto casa-lavoro e lavoro-casa. È possibile selezionare gli utenti più affini al proprio tragitto, che lavorano nella propria azienda o presso aziende limitrofe e viaggiano agli stessi orari, e aggiungerli tra i preferiti per poi eventualmente viaggiare insieme. Jojob è uno strumento non vincolante, che si può utilizzare tutti i giorni o anche solo una volta in caso di necessità. Il servizio è disponibile sul sito jojob.it o tramite app per dispositivi Android, iOs e Windows Phone. Simile a Jojob è BePooler.com.

PASSAGGI IN AUTO CON ROAD SHARING

RoadSharing.com è un servizio di car pooling internazionale con base anche in Italia. Funziona più o meno come tutti gli altri siti di questo genere e tra le altre cose ha una sezione dedicata agli eventi (concerti, fiere, festival, mostre, ecc.) per i quali si desidera condividere le spese di viaggio.

HAPPYWAYS: CAR POOLING PER EVENTI

E a proposito di eventi, HappyWays si definisce il primo portale di car pooling interamente dedicato proprio alle grandi manifestazioni sportive, musicali, ecc. Basta iscriversi, selezionare un evento d’interesse tra quelli proposti sul sito e proporre un passaggio mettendo a disposizione i posti liberi dell’auto, specificando se il passaggio c’è anche al ritorno. Chi cerca invece il passaggio può farlo invece direttamente nella pagina dell’evento scegliendo un posto disponibile. Il sito è happyways.it.

YOUTRIP: VIAGGI IN AUTO CONDIVISI GRATIS (O QUASI)

YouTrip è una piattaforma di car pooling molto particolare perché, secondo la policy del servizio, gli utenti che condividono l’auto con altre persone possono chiedere un contributo spese sia in denaro che in altre forme. Per esempio piatti tipici del luogo, oggetti tradizionali o soltanto il piacere di viaggiare insieme. “Perché un oggetto inutilizzato”, si legge sul sito youtrip.it, “abbandonato da anni dentro un cassetto piuttosto che in garage, può avere un valore molto più importante di quanto spesso si creda”. Insomma, il baratto applicato al car pooling.

VIAGGI IN AUTO CONDIVISI: VIAVAI – AUTOSTOP ORGANIZZATO

Come si può intuire dal titolo si tratta di una piattaforma che mette in contatto persone alla ricerca di un passaggio per varie destinazioni in Italia e in Europa. I viaggi sono resi più sicuri dall’obbligo di inviare, in fase di iscrizione, una copia di un documento d’identità e del codice fiscale. L’iscrizione al servizio ha un costo di 11,90 euro. L’indirizzo del sito è viavai.com/autostop.

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Guida autonoma: slittano i piani di General Motors per motivi di sicurezza

di Antonio Elia Migliozzi

General Motors decide di continuare lo sviluppo della sua guida autonoma prima di lanciare il servizio aperto al pubblico. La divisione Cruise che si occupa del lavoro sull’auto driveless sceglie di prendere tempo perché non può permettersi errori. In una lunga nota il Ceo di Cruise Dan Ammann motiva la sua scelta di posticipare il servizio di robotaxi la cui partenza era prevista entro i prossimi mesi. GM è sotto pressione perché i rivali di Waymo e Lyft hanno già messo in circolazione, sulle strade di Phoenix in Arizona, la prima flotta di van senza conducente. Cruise ha raccolto finanziamenti per oltre 7 miliardi di dollari ed è comprensibile una simile attenzione e attesa di natura non soltanto mediatica. Dall’azienda precisano che stanno lavorando per tenere testa alla valutazione da ben 19 miliardi di $. Vediamo tutti i dettagli sull’annuncio a sorpresa.

GM PRENDE TEMPO

La guida autonoma di General Motors dovrà aspettare. La divisione Cruise ha fatto sapere che i taxi autonomi attesi entro la fine di quest’anno non saranno pronti prima del 2020. Automotive News a giugno aveva riferito che Cruise stava affrontando ostacoli normativi e tecnici nel raggiungere l’obiettivo di lanciare la sua flotta di taxi driveless. L’azienda non sarà quindi in grado di concludere le operazioni di validazione sul fronte entro l’anno. A dare l’annuncio lo stesso amministratore delegato Dan Ammann in un’intervista e in un post sul blog di Cruise. GM aveva parlato della del 2019 come obiettivo di sviluppo un anno e mezzo fa quando Ammann era presidente della casa automobilistica. Insomma potranno ancora “cambiare il mondo” come avevano detto all’epoca ma avranno bisogno di più tempo. Cruise però non è l’unica azienda al lavoro sulla guida autonoma e, a questo punto, rischia di perdere terreno sull’agguerrita concorrenza.

COMPETIZIONE SERRATA

Waymo, controllata dal colosso tech Google, ha avviato da quest’anno un test della sua tecnologia autonoma coinvolgendo circa 400 famiglie alla periferia di Phoenix. Ma nella corsa a questa nuova frontiera della mobilità Cruise non è la sola ad aver incontrato problemi. I rivali di Uber, dopo l’uccisione di un pedone sulle strade dell’Arizona a marzo 2018, ha da poco ripreso i test su strada. Il Ceo di Cruise ci tiene però a rassicurare il mercato. L’obiettivo è ora quello di lanciare le loro auto a guida autonoma nell’area di San Francisco a partire dall’anno prossimo. Per farcela, Cruise sta lavorando duramente in città per costruire la sua infrastruttura di ricarica per auto elettriche. Sappiamo che la tecnologia di GM Cruise arriverà sulla Chevrolet Bolt elettrica. In futuro ci sarà un nuovo modello dedicato a cui gli ingegneri di GM, Cruise e Honda collaborano per unire tecnologia elettrica e autonoma.

MEGLIO ASPETTARE

Il Ceo di Cruise Ammann ha chiarito che l’attenzione alla sicurezza è davvero molto alta e la tecnologia di Cruise non può deludere le attese del pubblico. Quando si lavora all’implementazione su larga scala di sistemi tanto nuovi la fretta può portare al disastro. Chiarisce infatti Ammann. “Con una posta in gioco così alta, rilasceremo la nostra flotta solo quando potremo dimostrare che avremo un impatto positivo sulla sicurezza delle nostre strade.” GM Cruise ha raccolto finanziamenti per 7,25 miliardi di dollari con gli analisti che parlano di una valutazione in costante ascesa e che avrebbe raggiunto i 19 miliardi. Anche Vision Fund e Honda hanno investito nell’azienda e si aspettano molto dai suoi circa 1.500 dipendenti. Cruise garantisce di lavorare per fare le cose in grande e che la stazione di ricarica rapida di San Francisco sarà la più grande degli Stati Uniti.

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Prezzi auto nuove in aumento: +3% nel primo semestre 2019

di Donato D'Ambrosi

Il prezzo delle auto nuove aumenta anche nel primo semestre 2019, un trend non nuovo considerando l’adeguamento tecnologico continuo dei veicoli. Tra sistemi antinquinamento (ora anche le auto benzina montano il filtro antiparticolato) e i sistemi che assistono alla frenata di emergenza sempre più diffusi il prezzo di un’auto media è aumentato del +2,8%. Un aumento simile si era già avuto nel 2018 ma con entità più contenuta.

AUTO NUOVE PIU’ RICCHE E COSTOSE

Spesso sono optional “banali” come il climatizzatore ad avere prezzi folli rispetto al costo dell’auto nuova. Altre volte gli aumenti riguardano tutta la gamma per l’adeguamento dei listini alla dotazione di base. E’ quanto emerge dal bollettino dell’Osservatorio Autopromotec che afferma “Il generale aumento dei prezzi delle autovetture di nuova produzione (+2,8%) è dovuto alla tendenza delle case automobilistiche ad offrire contenuti e software sempre più sofisticati a bordo delle auto. Una diretta conseguenza delle stringenti norme anti-inquinamento stabilite dall’Unione Europea e da richieste di sicurezza e comfort sempre maggiori da parte degli automobilisti.

PREZZI AUTO USATE IN CALO, MA IL DIESEL RESISTE

Al contrario invece le auto usate subiscono un abbassamento delle quotazioni (-3,2%) legato presumibilmente alla spinta elettrificata sui listini del nuovo. In sostanza – secondo l’Osservatorio Autopromotec – chi deve acquistare un’auto usata viene influenzato dalla campagna di demonizzazione del diesel. I numeri anche se in rimescolamento, danno ancora le auto diesel usate come la scelta maggiore di chi deve comprare un’auto di seconda mano.

CRESCONO ANCHE I PREZZI DEI SERVIZI

Nello stesso periodo, assieme al prezzo medio delle auto nuove cresce anche l’indice generale dei prezzi al consumo (+0,9%). Nei primi sei  mesi  del  2019 i prezzi hanno fatto registrare un  incremento  medio  dell’1,5%  rispetto  allo  stesso periodo dell’anno scorso. Nel dettaglio, la voce dell’assistenza auto che ha fatto registrare il maggiore  incremento  dei  prezzi  è  stata  quella  relativa  alla  manutenzione  e  riparazione (+1,7%). In misura più contenuta sono aumentati i prezzi dei ricambi e accessori (+0,6%) e i prezzi dei lubrificanti (+0,6%). L’unico comparto dell’assistenza che presenta un calo dei prezzi, peraltro lievissimo, è quello degli pneumatici (-0,1%).

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Assicurare l’auto all’ufficio postale: sarà possibile in tempi brevi

di Raffaele Dambra

Assicurare l'auto all'ufficio postale

Presto sarà possibile assicurare l’auto direttamente all’ufficio postale, tra l’invio di un pacco e il pagamento di un bollettino. È questa l’ultima novità a cui sta lavorando Poste Italiane, così come previsto dal business plan al 2022 che prevede la crescita nel settore danni. Attualmente l’azienda fornisce già prodotti assicurativi per la protezione di persone (infortuni, viaggi, salute), animali, finanziamenti e imprese.

RC AUTO DI POSTE ITALIANE ENTRO LA FINE DELL’ANNO

Poste Italiane conta di entrare nel mercato della RC auto entro la fine dell’anno, così come ha riferito l’amministratore delegato Matteo Del Fante in un’intervista rilasciata a Repubblica. “Allo stesso modo di ciò che abbiamo fatto per i prodotti finanziari”, ha spiegato il manager, “Proporremo ai nostri clienti le polizze assicurazione auto di varie compagnie, comprese di sicuro le maggiori italiane”. Poste Italiane, quindi, non opererà in prima persona e non avrà i suoi periti e i suoi liquidatori, ma farà da semplice intermediario.

ASSICURARE L’AUTO IN 12.000 UFFICI POSTALI

Si tratta comunque di un progetto molto interessante, la cui vera forza consiste nella vastità delle proporzioni. Poste Italiane conta infatti oltre 12.000 uffici postali disseminati in ogni parte d’Italia, anche nei paesini più sperduti. E dunque ci saranno 12.000 nuovi sportelli in cui si potrà assicurare l’auto. E se è vero che molti consumatori preferiscono ormai affidarsi esclusivamente al web, è anche vero che il contatto diretto e personale con un agente o un intermediario assicurativo riesce ancora a trasmettere una maggiore fiducia. Soprattutto visto il proliferare di siti truffa che provano a turlupinare i clienti con offerte che in realtà non esistono.

POSTE ITALIANE E L’ASSICURAZIONE AUTO

Secondo le prime indiscrezioni, per lo sbarco sul mercato assicurativo della RC auto Poste Italiane avrebbe già costituito la società Poste Insurance Broker, avviata con un capitale sociale di 600 mila euro e guidata dall’amministratore unico Loris Marzini, ex dirigente in Allianz, Genialloyd e Winterthur. Si dice anche che la neonata società aprirà una fase sperimentale, durante la quale si rivolgerà esclusivamente ai propri dipendenti, prima di iniziare ufficialmente il business. Quindi, riassumendo: Poste Italiane svolgerà l’esercizio della attività di consulenza, distribuzione e intermediazione assicurativa e riassicurativa presso i suoi 12.000 sportelli con prodotti di altri operatori del comparto assicurazione auto. L’obiettivo è raggiungere una clientela (i frequentatori abituali di uffici postali, immaginiamo un target non giovanissimo) altrimenti difficile da intercettare sia per gli operatori tradizionali che per quelli online.

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USA: l’accordo segreto di 4 Costruttori sui limiti di emissioni dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Negli USA i Costruttori di auto sono al centro della lotta di potere tra EPA, CARB e Governo sui futuri limiti di efficienza ed emissioni al 2026. Un’indecisione che crea scompiglio in un periodo meno favorevole per l’industria automobilistica. Così come anticipato dal Washington Post, Ford, Honda, Volkswagen e BMW hanno aperto una trattativa “privata” con il CARB. I 4 Costruttori hanno così accettando di abbassare il consumo medio in una trattativa privata, esortando anche a un’unica legislazione.

TRUM, L’EPA E I LIMITI VOLUTI DA OBAMA

La posizione di Trump fin dal suo insediamento nei confronti delle auto elettriche non è mai stata così chiara e netta. E se da un lato aveva a cuore la stabilità dell’industria americana, dall’altro non ha perso tempo per fare tabula rasa, dove ha potuto, dei provvedimenti dell’amministrazione precedente. Tra questi, l’autorità dell’EPA (Environmental Protection Agency) che impone le regole nazionali sulle emissioni. Con il supporto dell’ex presidente Obama infatti l’EPA aveva stabilito che entro il 2026 le auto nuove avrebbero dovuto consumare il 5% in meno ogni anno dal 2020 al 2026 rispetto agli standard attuali.

IL CARB E LA GIURISDIZIONE CALIFORNIANA

E qui entra in gioco il CARB (California Air Resources Board) che svolge attività di contrasto all’inquinamento atmosferico. Pertanto ha allo stesso modo la facoltà di legiferare i limiti sulle emissioni e l’efficienza dei veicoli. Poi è una scelta dei singoli Stati federali se rispettare i limiti dell’EPA o del CARB. E in questo tira e molla di indecisioni normative, a farne maggiormente le spese sono proprio i Costruttori auto che hanno scelto di rinunciare alla promessa di Trump di limiti più blandi di quelli dell’EPA. Secondo Trump la corsa all’efficienza e agli incentivi sulle auto elettriche metterebbe a rischio la capacità di acquistare auto per gli americani. Dall’altro creerebbe anche elevati rischi per i Costruttori.

L’ACCORDO FORD, HONDA, VOLKSWAGEN E BMW

Per quanto le intenzioni di Trump fossero condivisibili tra i Costruttori di auto, progettare un’auto richiede anni di lavoro. Per cui è fondamentale conoscere le “regole del gioco” in anticipo. E’ per questo motivo che Ford, Honda, Volkswagen e BMW hanno stabilito di voler omologare negli USA le auto secondo gli standard del CARB. Rispetto a quanto previsto dall’EPA (-4,7% di riduzioni dal 2020 al 2026) è più di quanto ci si aspetta dal pugno di ferro di Trump ma limita a -3,7% la riduzione del consumo medio. Significa che le auto Ford, Honda, Volkswagen e BMW dovranno consumare non più di 3,8 litri di benzina entro il 2026 per percorre circa 80 km (4,7l/100 km).

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Autopilot sotto indagine: le associazioni dei Consumatori contro Tesla

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa è guerra al Tesla Autopilot. Center for Auto Safety e Consumer Watchdog, due importanti associazioni dei consumatori, chiedono l’intervento della Federal Trade Commission e del Department of Motor Vehicles. Motivo del contendere la poca chiarezza sulle capacità e sui limiti della tecnologia Autopilot. Alla luce dei nuovi incidenti, spiegano le associazioni, è importante avviare una indagine sulla sicurezza della piattaforma Tesla che induce gli automobilisti in errore. Il problema starebbe nel fatto che il nome usato dal brand e le esternazioni del Ceo Elon Musk portano a credere che le auto siano a guida 100% autonoma. Le associazioni dei consumatori citano anche un recente studio dell’IIHS secondo il quale il 48% degli automobilisti si fida a tal punto di tecnologie come il Tesla Autopilot da staccare le mani dal volante. Vediamo allora tutti i dettagli su quella che si prospetta come una lunga battaglia legale.

LE ACCUSE

Consumer Watchdog e il Center for Auto Safety hanno chiesto l’intervento congiunto della Federal Trade Commission e del Department of Motor Vehicles per indagare sulle tecnologie Tesla. In particolare le informazioni fornite dal marchio circa la sua tecnologia Autopilot sarebbero pericolosamente fuorvianti e ingannevoli. Le associazioni dei consumatori avevano chiesto agli stessi organi, già un anno fa, una indagine in merito ma le autorità non si sono mosse. Nel frattempo un’altra persona è morta e altre sono rimaste ferite in incidenti che coinvolgerebbero l’Autopilot. Il Center for Auto Safety e Consumer Watchdog ritengono che Tesla violi la legge federale attribuendo alle sue auto in modo illegale caratteristiche che non hanno. Ecco che i consumatori sarebbero indotti a credere che i loro veicoli siano capaci provvisti di sistemi a guida 100% autonoma. Adam Scow, avvocato di Watchdog: “Tesla ha commercializzato irresponsabilmente la sua tecnologia come un potenziamento della sicurezza.”

POCA CHIAREZZA

A queste dichiarazioni fa eco Jason Levine, del Center for Automotive Safety: “Se la Federal Trade Commission e gli Stati non fermano queste rappresentazioni illegali, le conseguenze andranno a ricadere sulle loro spalle”. Secondo le associazioni dei consumatori l’uso del nome Autopilot continua a creare confusione tra gli automobilisti. Nel sostenere la loro azione legale viene citato un recente studio dell’IIHS. L’Istituto americano ha esaminato quanta consapevolezza ci sia tra i consumatori circa i sistemi avanzati di assistenza alla guida incluso l’Autopilot di Tesla. Secondo l’IIHS il suo nome Autopilot è associato dagli automobilisti all’idea erronea che durante il suo funzionamento il veicolo possa prendere da solo decisioni corrette sulla guida. In particolare, il 48% degli intervistati riteneva che fosse sicuro staccare le mani dal volante quando si utilizza il dispositivo di casa Tesla. Un dato molto superiore rispetto al 33% di fiducia incassato dagli ADAS delle altre case auto.

AZIONE LEGALE

A creare confusione attorno alle potenzialità del Tesla Autopilot ci sarebbero anche i media che descrivono questo pacchetto di sistemi di sicurezza attiva come “guida autonoma”. Consumer Watchdog e il Center for Automotive Safety puntano il dito contro lo stesso Elon Musk accusato di aver ingannato i consumatori. Per le associazioni c’è un filo rosso che lega tutti gli incidenti mortali avvenuti a bordo delle Tesla. In tutti i casi ci sarebbe stata una eccessiva dipendenza dai dispositivi di assistenza alla guida. La richiesta alle autorità Usa è quella di avviare indagini formali sulle pratiche illegali e ingannevoli di Tesla. L’obiettivo è quello che i consumatori abbiano informazioni accurate e comprendano i limiti dell’Autopilot utilizzando il loro veicolo in modo sicuro. Insomma una posizione netta che mira a prevenire ulteriori tragedie sulle strade americane.

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Toyota e-CVT: la nuova trasmissione ibrida sarà prodotta in Polonia

di Donato D'Ambrosi

Le immatricolazioni di veicoli ibridi in Europa hanno superato il 52% nel primo semestre 2019, per questo motivo Toyota continua a localizzare la produzione nella regione EMEA. La produzione della tecnologia ibrida e-CVT riceve un importante investimento da 70 milioni di euro riservato allo stabilimento TMMP  a Walbrzych (Polonia). Toyota Motor Manufacturing Poland definisce i piani di sviluppo produttivo per le auto ibride in Polonia per un totale di 1,2 miliardi di euro. Ecco dove sono e saranno prodotti i powertrain per le auto ibride Toyota.

COSA E DOVE PRODUCE TOYOTA IN POLONIA

TMMP gestisce due stabilimenti produttivi in Polonia. Oltre alla produzione di e-CVT per auto ibride con il motore da 1,8 litri, lo stabilimento di Wałbrzych produce motori a benzina da 1 litro, trasmissioni manuali e semiautomatiche. La capacità produttiva annuale di TMMP a Walbrzych è di 175.000 e-CVT per propulsori ibridi, 285.000 motori e 633.000 trasmissioni. Lo stabilimento di Jelcz-Laskowice invece produce motori a benzina da 1,5 litri. La produzione polacca di fornisce altri impianti di assemblaggio di automobili Toyota gestiti da Toyota Motor Europe in Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Francia, Turchia e Russia. I powertrain assemblati da TMMP vengono spediti anche al di fuori dell’Europa, negli impianti in Sudafrica e in Giappone.

PIANI TOYOTA DI INVESTIMENTO IN POLONIA

Toyota non ha nascosto i piani di sviluppo delle auto 100% elettriche tuttavia ha sempre creduto nella tecnologia ibrida e continuerà a farlo. Secondo i dati Toyota (studi dell’Università di Roma e dall’Università della Tecnologia di Cracovia) le auto ibride permettono di percorrere in città almeno il 50% della strada in modalità a emissioni zero o ridotte. L’e-CVT è la normale evoluzione dei sistemi per HEV (Hybrid Electric Vehicle), ottenuta con l’interazione intelligente con un motore a benzina e i due motori elettrici di bordo. Ecco dove Toyota assembla già motori ibridi e quali sono invece i piani di ampliamento industriale per l’elettrificazione in Polonia.

– Powertrain 1.8 e-CVT a Walbrzych da Novembre 2018
– Motore 2.0L a Jelcz-Laskowice da Settembre 2019
– Motore da 1,5 litri a Jelcz-Laskowice dalla Primavera 2020
– Trasmissione e-CVT a Wałbrzych dal 2021

L’ECONOMIA CHE FUNZIONA IN POLONIA

I nostri stabilimenti polacchi stanno diventando sempre più un centro di produzione chiave per componenti di propulsori elettrificati per propulsori elettrici ibridi a basse emissioni in Europa. Ha spiegato Eiji Takeichi, presidente di TMMP. Oggi segna un passo importante nella pianificazione a lungo termine verso la continua elettrificazione della Polonia e dell’intera industria automobilistica europea.” Fa eco la dichiarazione del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki (nella foto sopra): “l’economia è un po’ come un’auto. Se non hai una buona guida, se non hai buoni rapporti, l’economia non gira come dovrebbe. Qui a Wałbrzych viene realizzato un nuovo investimento nell’industria a basse emissioni e nella mobilità all’avanguardia. Questi investimenti, insieme a quelli per i prossimi anni, rappresentano un’enorme opportunità di sviluppo per l’intera economia.”

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