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Crollo viadotto A6: i percorsi alternativi

di Raffaele Dambra

Crollo viadotto A6 percorsi alternativi

In seguito al crollo del viadotto A6 ‘Madonna del Monte’ poco dopo Savona in direzione Torino, la circolazione autostradale è stata ovviamente interrotta sia sulla tratta interessata dal sinistro (da Savona, bivio A6/A10, ad Altare) che sulla carreggiata opposta, in direzione sud, tra Millesimo e il medesimo bivio A6/A10. Quest’ultima, infatti, pur essendo stata solo sfiorata dalla frana che ha causato il crollo del viadotto, potrebbe aver subito comunque dei danni. E sarà dunque riaperta solo dopo averne constatato la perfetta staticità. Ne consegue che al momento il collegamento in autostrada tra il Ponente ligure e il Piemonte risulta interrotto con rischio isolamento per parecchi Comuni. Vediamo quindi se ci sono dei percorsi alternativi per ovviare al crollo del viadotto A6. Articolo aggiornato alle 23:00 del 24 novembre con le informazioni diramate da Viabilità Italia.

VIADOTTO A6 CROLLATO: COME RAGGIUNGERE LA VAL BORMIDA E IL PIEMONTE DA SAVONA E VICEVERSA?

Purtroppo anche gran parte delle strade provinciali della Val Bormida (ricordiamo che la A6 collega Savona a Torino, e viceversa, attraversando proprio la Val Bormida il cui centro più importante è Cairo Montenotte) sono chiuse a causa delle piogge torrenziali di questi ultimi giorni. Per cui riuscire ad attraversare la valle per raggiungere i due capoluoghi e i Comuni lungo il tracciato non è affatto semplice. Non a caso il governatore della Liguria Giovanni Toti, intervenuto in prefettura a Savona per fare il punto della situazione, ha dichiarato che, viste le numerose frane, la Val Bormida risulta accessibile solo con piccole strade locali di difficile raggiungibilità, raccomandando i cittadini di non mettersi in viaggio.

CROLLO VIADOTTO A6: PERCORSO ALTERNATIVO CON LA A26

Chi invece, nonostante il crollo del viadotto sulla A6, deve raggiungere necessariamente la Val Bormida e/o il Piemonte da Savona e viceversa può provare i seguenti percorsi alternativi, i primi due suggeriti dal portale locale ivg.it.
1) da Savona alla Val Bormida #1: tramite la A10 in direzione Genova giungere all’allacciamento con la A26 Genova-Gravellona Toce; prendere quest’ultima, uscire ad Alessandria sud e percorrere poi il tratto che da Acqui Terme scende verso il territorio valbormidese.
2) da Savona alla Val Bormida #2: da Albenga prendere la provinciale 453 per Pieve di Teco; proseguire fino ad Ormea; rientrare infine nel tratto di A6 all’altezza di Cuneo. Questo percorso è decisamente più lungo del  precedente.
3) da Savona/Ventimiglia a Torino e viceversa: percorrere la A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e immettersi sulla A21 Torino-Piacenza verso Torino. Percorso inverso da Torino in direzione Savona e Ventimiglia.
Vista però la tortuosità di tali alternative, se non ci sono grandi urgenze è meglio attendere il miglioramento del tempo (previsto già nelle prossime ore) e la riapertura di buona parte delle strade provinciali e statali.

PERCORSI ALTERNATIVI PER LE LUNGHE PERCORRENZE

Per coloro che sono in viaggio lungo la A10, da Imperia, diretti verso le regioni del Piemonte e della Lombardia: prendere la A26 Genova – Gravellona Toce a Genova a Voltri direzione Alessandria;

Per coloro che sono in viaggio lungo la A12 provenendo da La Spezia: prendere la A7 a Genova, o eventualmente la A26 a Genova Voltri e poi la A21 in direzione Torino;

E per coloro che da Torino sono diretti verso Savona: prendere la A21 in direzione Alessandria e poi la A26 in direzione Savona A10. Si segnala che l’uscita obbligatoria istituita sula A6 a Millesimo, non consente di arrivare a Savona attraverso la viabilità ordinaria a causa della chiusura della SP29;

Per chi proviene dalla dorsale tirrenica del centro-sud italia verso il Piemonte: prendere la A11 direzione Firenze, la A1 verso nord e successivamente la A21 verso Alessandria. Alternativamente si può prendere a La Spezia la A15 in direzione Parma, poi la A1 verso nord e successivamente la A21 sempre in direzione Alessandria. Percorso inverso (A21-A1-A11, ovvero A21-A1-A15-A12) per chi dal Piemonte deve raggiungere la dorsale tirrenica.

Per il traffico locale non si consiglia di percorrere le autostrade e di fruire, invece, della viabilità ordinaria, secondo le indicazioni delle Autorità locali. Si consiglia infine di evitare le aree limitrofe al crollo per non essere d’intralcio alle operazioni di soccorso.

ALTRA VIABILITÀ AUTOSTRADALE NELLA ZONA INTERESSATA DAL CROLLO

Sulla A10 si segnala la presenza di cantieri per il pieno ripristino della sede stradale interessata dagli smottamenti del 23 novembre. Tra gli interventi attualmente in corso da parte dei tecnici si segnala quello nel tratto compreso tra Varazze e Arenzano in direzione di Genova dove, a causa di due distinti smottamenti con detriti in carreggiata, si circola su una corsia in deviazione sulla opposta direzione per circa 8 km. Con previsione di ripristinare la circolazione su due delle tre corsie disponibili entro la giornata di lunedì 25 in cui si prevedono accodamenti.

Fino ad allora resteranno chiusi anche l’ingresso da Varazze per Genova, per cui si consiglia in alternativa l’entrata ad Arenzano; e l’uscita ad Arenzano provenendo da Savona con consiglio di uscire a Varazze e raggiungere Arenzano tramite la SS 1 Aurelia.

VIABILITÀ ORDINARIA NELLA ZONA INTERESSATA DAL CROLLO

La SS 1 Aurelia è chiusa in località Vado Ligure (GE) e in località Arenzano. È inoltre chiusa la SS 334 del Sassello in località Stella, il tutto a causa di frane. Anche la SP 29 è chiusa in località Montemoro (SV) dal km 147 al Km 149 causa frana.

NUMERI DA CHIAMARE PER INFORMARSI SU VIABILITÀ E POSSIBILI PERCORSI ALTERNATIVI

Call center viabilità Autostrada A6 Torino-Savona: tel. 011.97.13.182.
CCiSS – Viaggiare informati: tel. 1518
ANAS – Info viabilità: tel. 800.841.148.

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Viadotto su autostrada A6 Torino-Savona crolla per una frana

di Raffaele Dambra

Viadotto autostrada A6 Torino-Savona crolla

Tragedia sfiorata su un viadotto dell’autostrada A6 Torino-Savona crollato parzialmente a causa di una frana provocata dalle forti piogge. Il viadotto si trova nel tratto savonese dell’autostrada, in direzione Torino, all’altezza del km 122 in prossimità del comune di Altare, poco dopo l’innesto con la A10. Dalle prime ricostruzioni sembra che sia venuto giù un tratto di circa 30 metri. Sul posto stanno sono già intervenuti i vigili del fuoco per accertare l’eventuale coinvolgimento di veicoli e persone, ma per fortuna non si ha per il momento notizia di feriti o vittime. Ricordiamo che la società concessionaria della A6 Torino-Savona è l’Autostrada dei Fiori, controllata da SIAS del gruppo Gavio (N.B. foto in apertura di savonanews.it).

CROLLO VIADOTTO AUTOSTRADA A6 TORINO-SAVONA NEI PRESSI DI ALTARE

Per la seconda volta nel giro di un anno e tre mesi la Liguria è di nuovo suo malgrado protagonista di un evento drammatico che mette a nudo tutti i problemi infrastrutturali della regione. Ma a differenza della tragedia del Ponte Morandi a Genova, stavolta per lo meno non si devono contare dei morti (restiamo comunque in attesa di conferme ufficiali). Il crollo di una parte del viadotto sulla A6 in direzione Torino si è verificato precisamente nel tratto tra Savona e Altare, prima della galleria. Il cedimento ha interessato circa 30 metri di corsia ed è ben visibile a occhio nudo fin dalla collina della Madonna del Monte.

UNA FRANA RESPONSABILE DEL CROLLO DI UNA PARTE DEL VIADOTTO A SAVONA

Secondo una prima ricostruzione, come riferisce il quotidiano Repubblica, una frana si sarebbe staccata dal monte sovrastante l’autostrada e avrebbe travolto i piloni del viadotto, provocandone il crollo. Del resto negli ultimi giorni l’autostrada Savona-Torino e tutto il territorio circostante sono stati letteralmente flagellati da movimenti franosi legati alle forti piogge, che avevano già portato alla chiusura di alcuni punti della A6. Ovviamente dopo il crollo di parte del viadotto si è provveduto a interrompere la circolazione sia in direzione Torino nel tratto tra il bivio A6/A10 Savona e Altare; ma anche, a scopo precauzionale, sulla carreggiata opposta, in direzione Savona, tra Millesimo e il bivio A6/A10.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL CROLLO DEL VIADOTTO DELLA A6

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si è recato in Prefettura per ricevere tutte le informazioni sul crollo del viadotto della A6 a Savona, e ha postato pochi minuti dopo un video su Facebook con il punto della situazione. “Dai primi accertamenti“, ha confermato il governatore, “Sembra che il crollo sia stato causato da una grandissima frana che si è staccata dal monte che fiancheggia il viadotto, partendo molte centinaia di metri più in alto. La frana ha travolto i pilastri del viadotto portando via 30 metri di campata di una carreggiata e si è fermata sotto i piloni dell’altra“. Dopo un successivo sopralluogo Toti ha dichiarato che sono giunte segnalazioni di un’auto in transito al momento del cedimento. Ma non è detto che siano segnalazioni certe. Comunque si stanno effettuando tutte le verifiche del caso scavando sotto una coltre di oltre due metri di fango.

[IN AGGIORNAMENTO]

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Multa con Autovelox: annullabile se l’apparecchio è solo approvato ma non omologato

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

C’è una possibilità in più per chi prende una multa con l’autovelox. La sanzione può essere annullata se si appura che l’apparecchio è solo ‘approvato’ ma non ‘omologato’. Una differenza sottile ma a quanto pare essenziale che ha spinto un giudice di pace di Milano a cancellare l’infrazione comminata a un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato da un autovelox in via Fulvio Testi. Una strada urbana di scorrimento del capoluogo lombardo con limite a 50 km/h.

ECCESSO DI VELOCITÀ: CONFUSIONE TRA AUTOVELOX APPROVATI E OMOLOGATI

Il conducente ha fatto ricorso al giudice di pace per una serie di motivi. Tra cui, il più importante, l’assenza di omologazione da parte del MISE dell’autovelox in questione, modello T-Expeed V 2.0. Che invece ha ricevuto soltanto un’approvazione del MIT mediante due determine dirigenziali. Ricordiamo a questo proposito che l’articolo 142 comma 6 del Codice della Strada dispone che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. Quindi omologate, non semplicemente approvate. Tuttavia il Comune di Milano, controparte nel ricorso presentato dall’automobilista, ha ribattuto che i due termini ‘omologazione’ e ‘approvazione’ vengono spesso utilizzati dal legislatore quali sinonimi. Rivendicando quindi l’assoluta legittimità dell’autovelox posizionato in via Fulvio Testi.

MULTA CON AUTOVELOX: DIFFERENZA TRA OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE

Il giudice di pace ha però fatto presente che in realtà il legislatore solo apparentemente utilizza le due terminologie in maniera promiscua. Trattandosi invece di due procedure (omologazione e approvazione) completamente diverse e con differenti finalità. Per esempio il già citato art. 142 CdS quando cita come fonti di prova (per determinare la velocità di una vettura) le risultanze di “apparecchiature debitamente omologate”, si riferisce ad apparecchiature che devono presentare caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni come da regolamento del CdS stesso. In mancanza delle quali potrebbero essere comunque approvate, ma non utilizzate per la misurazione della velocità. Il legislatore, per i casi in cui è prevista l’omologazione, ha previsto infatti vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni. Distinguendo piuttosto chiaramente l’omologazione dalla semplice approvazione. Su queste basi il giudice ha quindi accolto il ricorso del conducente multato annullandogli la sanzione. Perché i risultati dell’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi, approvato ma non omologato, non possono essere utilizzati.

AUTOVELOX SOLO APPROVATI NON POSSONO EMETTERE SANZIONI

Del resto alle stesse conclusioni era già giunto il consulente tecnico investigativo Giorgio Marcon, che affianca spesso in qualità di perito di parte chi impugna le sanzioni irrogate sulla base di autovelox e altri dispositivi, secondo cui le apparecchiature solamente approvate non possono emettere sanzioni, non essendo risultanze da apparecchiatura debitamente omologata ai sensi dell’art. 142 comma 6 CdS. Siamo adesso curiosi, alla luce del precedente fornito dalla recente sentenza del giudice di pace (che si può leggere integralmente cliccando in basso sul tasto rosso Scarica PDF), se molti automobilisti multati dal medesimo dispositivo ne approfitteranno per presentare ricorso. Tra l’altro l’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi è uno dei più temuti di Milano. Con un’incredibile media di 1.200 verbali e 109.000 euro di incasso al giorno (dati 2018 del Comune di Milano).

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Black Friday 2019: 5 accessori auto utili da non perdere

di Donato D'Ambrosi

Il Black Friday 2019 è iniziato e molti automobilisti ne approfitteranno per farsi o fare un regalo in largo anticipo. Ecco alcuni consigli per riuscire a distinguere le finte offerte dalle vere occasioni del Black Friday. Cosa si può comprare durante la settimana del Black Friday 2019? Ecco 5 accessori auto per il confort, il fai da te e la sicurezza di viaggio più utili da non farsi mancare.

QUANTO DURA IL BLACK FRIDAY 2019

Il Black Friday è una tradizionale ricorrenza USA che si è diffusa nel mondo negli ultimi decenni. Ma perché si chiama Black Friday? Il Black Friday è il venerdì seguente il giorno del Ringraziamento negli USA. Per i negozi scandisce l’avvio del periodo si shopping sfrenato prenatalizio, per molti altri solo il traffico “nero” congestionato per la caccia ai regali. Il Black Friday 2019 in Italia va dal 22 al 29 novembre 2019, e anticipa il Cyber Monday. Il lunedì successivo alla settimana del Black Friday infatti si ripetono le offerte dedicate esclusivamente alle vendite online, quest’anno il Cyber Monday cadrà il 2 dicembre.

I CONSIGLI PER GLI ACQUISTI NEL BLACK FRIDAY

Come distinguo le offerte reali del Black Friday da quelle finte come i saldi stagionali? Una delle regole chiave è conoscere esattamente il valore del prodotto che volete acquistare. In questo modo saprete sempre se state pagando il giusto prezzo scontato a prescindere dal canale di vendita. Confrontate sempre più venditori poiché gli sconti sono sempre arbitrari: uno sconto basso potrebbe essere più conveniente se applicato allo stesso prodotto che parte da un prezzo inferiore. E’ per questo che Amazon ha maturato una certa credibilità e trasparenza: per ogni prodotto viene mostrato chiaramente il prezzo originale e scontato nel Black Friday. Cosa poso comprare durante il Black Friday? Qualunque cosa. Tradizionalmente durante le offerte del Black Friday si punta ad ottenere lo sconto maggiore, quindi ai prodotti che durante l’anno costano di più.

GLI ACCESSORI AUTO DA NON PERDERE CON IL BLACK FRIDAY 2019

Tra gli accessori auto più utili da non farsi scappare durante il Black Friday 2019 ci sono quelli per il fai da te, per la sicurezza dei passeggeri in viaggio e per le emergenze. I seggiolini auto per bimbi sono sicuramente un utile regalo per la sicurezza dei più piccoli, che durante il Black Friday si possono acquistare anche al 50% in meno. Accertatevi però che sia tra i seggiolini più sicuri dei test e che sia iSize. Due accessori utili soprattutto d’inverno che si possono acquistare o regalare con il Black Friday sono i caricabatterie auto e gli avviatori di emergenza per la batteria scarica. Per gli amanti del fai da te e i maniaci della pulizia un kit di chiavi assortite e un aspirapolvere  auto di buona qualità son l’acquisto ideale per approfittare degli sconti del Black Friday in modo intelligente.

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Uber inquina troppo: in arrivo a Londra i taxi elettrici entro il 2025

di Donato D'Ambrosi

Uber

I mezzi di trasporto alternativi all’auto di proprietà dovrebbero ridurre le emissioni di CO2, e invece non è quanto accade a Londra. Secondo un rapporto di Transport&Environment Uber è tra i principali fattori dell’aumento di emissioni di CO2 collegate al ride hailing. Al punto che Uber ha ammesso le responsabilità ambientali dei taxi neri, pianificando l’impiego di auto Uber totalmente elettriche.

LA META’ DEI TAXI A LONDRA E’ DI UBER

Ride hailing, ride sharing e ride pooling hanno nomi molto simili nell’era dei viaggi prenotabili via app è facile confondersi. Ma i 3 servizi hanno un effetto molto diverso sulle emissioni di CO2 delle auto impiegate dalle società di noleggio con conducente. Uber è la principale società del Regno Unito che ha eletto Londra capitale europea dei servizi NCC Uber. Tra il 2016 e il 2018 il numero di conducenti Uber a Londra è passato da 25.000 a 45.000, coprendo la metà delle licenze NCC rilasciate. Secondo il rapporto di T&E questa crescita ha reso Uber il principale fornitore di servizi di mobilità in Europa con oltre 3,6 milioni di utenti solo a Londra. Ma tutto questo ha un conto ambientale legato all’aumento del numero di corse effettuate.

UBER E LYFT AL POSTO DEI MEZZI PUBBLICI

L’indagine di T&E stima che le emissioni di CO2 prodotte a Londra e Parigi dai servizi di taxi Uber equivalgono alle emissioni di CO2 di oltre 250.000 auto di proprietà. Secondo l’indagine i servizi di ride hailing come Uber e Lyft sono diventati un’alternativa al trasporto pubblico (non sempre puntuale) piuttosto che all’auto di proprietà. Ecco perché in molti casi le stesse compagnie propongono sconti per la condivisione delle stessa corsa (ride sharing, più passeggeri, piuttosto che del ride hailing, un passeggero).

LE AUTO ELETTRICHE UBER COSTANO GIA’ DI PIU’ AI PASSEGGERI

Secondo quanto riportato da Forbes però Uber starebbe mitigando uno scontro con le associazioni ambientaliste. Una coalizione di attivisti in Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Paesi Bassi e Belgio ha lanciato la campagna “True Cost Of Uber“. Insieme spingeranno i Comuni delle città che ospitano i servizi di ride hailing ad utilizzare flotte sempre più pulite. E Uber non ha alzato un muro, ma ha annunciato il cambiamento entro il 20205, un cambiamento al costo di 15 pence in più ogni miglio a Londra (18 centesimi di euro). Questo aumento dovrebbe sostenere il passaggio dai veicoli a combustione ai veicoli elettrici usati da Uber, ma non è ancora chiaro come la pensano i driver che dovranno sostenere la spesa maggiore.

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AUTO RICONDIZIONATE convengono? Da BRUMBRUM

di Canna
Brumbrum è un e-commerce italiano di auto usate, a km 0 e noleggio a lungo termine. Consente l’acquisto, il finanziamento e il noleggio, interamente online, di automobili ricondizionate e certificate esposte nel dettaglio sul sito web. Nel loro sito si […]

Incidente con autocarro: le 10 maggiori città con più sinistri

di Donato D'Ambrosi

Il tasso di incidenti degli autocarri in Italia è al 5,7%, vuol dire che quasi 6 veicoli industriali su 100 sono coinvolti in un incidente stradale. Tra gli autocarri sono inclusi anche gli autotreni e gli autosnodati. E’ un report elaborato dal Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati sugli incidenti stradali in Italia nel 2018.

LE 10 CITTA’ CON PIU’ INCIDENTI DI AUTOCARRI

I dati sugli incidenti stradali degli autocarri in Italia sono resi noti dall’Istat e fanno riferimento sia agli incidenti a veicoli isolati sia agli incidenti tra più veicoli. La graduatoria delle dieci maggiori città italiane in base al tasso di incidentalità di autocarri vede al primo posto Bologna, città in cui l’8,1% dei veicoli coinvolti in un incidente stradale nel 2018 erano autocarri. A Bologna seguono Genova, con il 7,2%, e poi ancora Milano (5,9%), Torino (5,5%), Roma (4,8%), Firenze e Bari (3,7%), Palermo e Catania (2,7%) e Napoli (2,5%).

LE CAUSE DI INCIDENTI CON AUTOCARRI IN CITTA’

Gli autocarri sono una categoria di veicoli che si trova a circolare anche in città con evidenti difficoltà legate alle dimensioni, alle interazioni con gli altri utenti della strada e con infrastrutture che sono concepite per il traffico di veicoli molto più piccoli. Criticità che – secondo Continental – la tecnologia può mitigare assistendo gli autisti. Strade sempre più sicure sono infatti l’obiettivo di Vision Zero, la visione strategica del Gruppo Continental per i prossimi anni di zero vittime sulla strada.

LA TECNOLOGIA UTILE AD EVITARE INCIDENTI CON MEZZI PESANTI

Zero vittime, zero feriti e zero incidenti è l’ambizioso traguardo che il gruppo pone al centro della propria strategia di sviluppo di sistemi e prodotti in grado di assistere il conducente. Continental persegue questa mission producendo tutti i componenti indispensabili per rendere i veicoli intelligenti. Dai sistemi di controllo dinamici, sensori TPMS, sensoristica di bordo, sistemi di supporto alla guida, ecc. che, integrandosi tra loro, rendono i veicoli capaci di evitare incidenti.

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Auto connesse divise tra DSRC e C-V2X, a rischio la sicurezza delle comunicazioni

di Donato D'Ambrosi

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La dualità di tecnologia DSRC e C-V2X delle auto connesse rischia di fare a pezzi la banda che negli ultimi decenni era riservata al settore automotive. A volerlo è la FCC (Federal Communications Commission), l’ente governativo che ha proposto di condividere una parte della banda da 5,9 GHz ai dispositivi wireless. Un’idea che ha messo le aziende in allerta sul rischio di creare latenze in una comunicazione che invece fa affidamento sul rimbalzo tempestivo delle informazioni.

MENO BANDA ALLE AUTO CONNESSE

Secondo Ajit Pai, presidente della FCC, le Case automobilistiche hanno avuto abbastanza tempo per decidere di sfruttare uno spettro della banda rimasto inutilizzato. Nel 1999 la FCC ha infatti assegnato 75 MHz di ampiezza della banda a 5,9GHz per applicazioni e sistemi di trasporto intelligente. Alcuni Costruttori, la maggior parte di essi, hanno sviluppato sistemi di comunicazione basati su DSRC WLAN (Dedicated Short-Range Communications). Altri, nella stessa ampiezza della banda hanno sperimentato la comunicazione C-V2X 5G. L’FCC ha pensato di riservare specifici canali della banda da 75 MHz. I 45 MHz inferiori sarebbero riservati per trasmissioni senza licenza, come il wifi. Mentre 20 MHz superiori dello spettro sarebbero destinati alle comunicazioni C-V2X LTE, con la decisione sui restanti 10 MHz da assegnare a DSRC o C-V2X affidata al voto del prossimo 12 dicembre.

SICUREZZA DELLE RETI C-V2X E DSRC A RISCHIO

La diffusione delle auto connesse basate su DSRC ha coinvolto molte Case automobilisti (tra cui Toyota e General Motors). Tuttavia test recenti della 5GAA anche in Italia hanno mostrato che la comunicazione su standard C-V2X abbinata al 5G supera per affidabilità e velocità lo standard DSRC. Condividere la larghezza della banda con altre trasmissioni rappresenta un rischio per le aziende che temono l’affollamento dei canali riservati alle ITS. Un’apertura che il DOT (Dipartimento dei Trasporti USA) non vede di buon occhio.

PER IL DOT I 75 MHz NON SI TOCCANO

La FCC aveva già in passato proposto la condivisione della banda da 5,9 GHz, alla quale però il DOT si sarebbe opposto. “Sarebbero necessari ulteriori test per attuare un complesso regime di condivisione” ha spiegato Pai in una conferenza a Washington DC “significa che questo prezioso spettro rimarrebbe probabilmente inattivo per diversi anni.” Fonti vicine al Dipartimento dei Trasporti USA, dicono che il DOT sarebbe fermo sull’idea che i 75 MHz rappresentano una banda da destinare solo ed esclusivamente alla sicurezza dei trasporti. Il presupposto indispensabile se si guarda a un sistema futuro di trasporti a guida autonoma.

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Toyota RAV 4 Hybrid diventa Plug-in: debutto al Salone di Los Angeles 2019

di Donato D'Ambrosi

Toyota presenta la nuova Toyota RAV 4 Hybrid in versione Plug-in al Salone di Los Angeles 2019 recuperando il gap rispetto alle auto concorrenti più elettrificate. Dopo la Toyota Prius Plug-in, anche il SUV più venduto degli ultimi 20 anni potrà circolare a zero emissioni per circa 60 km. Ecco i primi dettagli in anteprima sulla Toyota RAV 4 Hybrid Plug-in che arriverà sul mercato nei prossimi mesi.

TOYOTA RAV 4 PLUG-IN, COS’HA IN COMUNE CON LA HYBRID

La nuova Toyota RAV4 Plug-in Hybrid si posiziona al top della gamma RAV4, il fiore all’occhiello dell’attuale gamma di veicoli ibridi-elettrici. Condivide con la Toyota RAV 4 Hybrid la piattaforma GA-K, il sistema di trazione integrale intelligente AWD-i e il motore benzina Hybrid Dynamic Force da 2,5 litri.

NUOVO MOTORE ELETTRICO E NUOVA BATTERIA SULLA RAV 4 PLUG-IN

Il nuovo propulsore mette a frutto il know how maturato con le due generazioni della Prius Plug-in Hybrid: la potenza del sistema è di 306 CV (225 kW), l’accelerazione 0-100 km/h in 6,2 secondi (dati provvisori). Nella versione Plug-in Hybrid, la Toyota RAV 4 è accreditata dei più bassi livelli di CO2 e i consumi della categoria. E’ quanto Toyota avrebbe rilevato nelle prove di pre-omologazione secondo lo standard WLTP con emissioni di CO2 inferiori ai 30 g/km.

L’AUTONOMIA DELLE NUOVA TOYOTA RAV 4 PLUG-IN HYBRID

L’aumento della potenza rispetto all’attuale Toyota RAV4 Hybrid è ottenuto grazie al nuovo motore elettrico. E’ nuova anche la batteria agli ioni di litio ad alta capacità affiancata da un convertitore boost all’unità di controllo del sistema ibrido. Oltre all’accelerazione migliore la Toyota RAV4 Hybrid avrà anche una maggiore autonomia in modalità esclusivamente elettrica, con consumi ed emissioni pari a zero. L’autonomia prevista (standard WLTP) è di oltre 60 km, maggiore – secondo Toyota –  rispetto ai SUV Plug-in Hybrid della concorrenza. La nuova Toyota RAV4 Hybrid Plug-in arriverà sul mercato nella seconda metà del 2020.

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Volkswagen ID.Space Vizzion: com’è il crossover elettrico in anteprima

di Donato D'Ambrosi

La Volkswagen ID.Space Vizzion è la nuova elettrica svelata in anteprima da Volkswagen che farà il suo debutto al Salone di Los Angeles 2019. Si allarga la famiglia ID che con il SUV gran turismo elettrico dopo il lancio ufficiale della Volkswagen ID.3. Una gamma tutta nuova rispetto alle attuali Volkswagen eUP! E Volkswagen eGolf, che produrla costerebbe addirittura più della ID.3. Ecco com’è realmente la ID.Space Vizzion nelle caratteristiche e le prestazioni ufficializzate da Volkswagen.

L’AUTONOMIA DELLA VOLKSWAGEN ID.SPACE VIZZION

Come tutti i membri della gamma elettrica ID anche la ID. SPACE VIZZION è equipaggiata con un sistema di trazione a zero emissioni. Avrà 5 porte e una batteria agli ioni di litio da 82 kWh (capacità netta 77 kWh) per alimentare un motore elettrico da 205 kW (279 CV) al posteriore. Alla versione standard si aggiungerà una versione con motore elettrico da 102 CV (75 kW) sull’asse anteriore. Le performance aerodinamiche (coefficiente cx 0,24) permettono alla ID. SPACE VIZZION di percorrere fino a 590 chilometri reali (ciclo WLTP), secondo Volkswagen.

GLI INTERNI DIGITALI DELLE VOLKSWAGEN ID

Il prototipo pre-serie è dotato di una plancia completamente digitalizzata: tutte le informazioni relative alla guida sono concentrate in un head-up display a realtà aumentata. Mentre tutte le funzioni online e quelle relative a informazioni, entertainment e comfort, sono raggruppate in un touchscreen da 15,6 pollici. Anche il classico pomello della leva del cambio non esiste più: i rapporti di marcia (D, B, R e N) e la posizione di parcheggio (P) vengono inseriti tramite una levetta sul piantone dello sterzo.

I 7 MODELLI DELLA GAMMA VOLKSWAGEN ID.

La ID. SPACE VIZZION condivide il nome con la ID.VIZZION, il prototipo di berlina presentato al Salone di Ginevra del 2018. Gli esterni e gli interni della ID. SPACE VIZZION nelle foto allegate rappresentano un’anticipazione concreta delle versioni di serie. Alla pari della Passat anche la Volkswagen ID.Space Vizzion avrà una versione wagon chiamata “Variant” che sarà presentata nel 2021. La ID. SPACE VIZZION si aggiunge ai SUV ID. ROOMZZ e ID. CROZZ, la monovolume ID. BUZZ, il Beach-Cruiser ID. BUGGY e il modello compatto ID.3 già in commercio. Restate collegati per scoprire altre interessanti curiosità in occasione del Salone di Los Angeles 2019.

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Batterie per auto 4 volte più capienti: cosa (forse) cambierà dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Le batterie per auto elettriche sono al centro si un equilibrio di costi, capacità e dimensioni. Un’equazione che Nikola Motor ha promesso di stravolgere nel 2020. Le anticipazioni sono tutte su una batteria rivoluzionaria al catodo libero, con maggiore autonomia, meno peso e anche più sicura di quelle agli ioni di litio. Ecco le anticipazioni sulla tecnologia che sarà presentata all’evento Nikola World 2020, ma a quanto pare già accessibile ai Costruttori auto.

LE AUTO ELETTRICHE E I LIMITI DI AUTONOMIA

Con ogni probabilità la tecnologia Nikola di celle a catodo indipendente sarà destinata ai mezzi pesanti, quelli che necessitano di maggiore densità energetica e autonomia. Secondo le prime dichiarazioni ufficiali da Nikola Motor, le nuove batterie hanno una densità di 1100 Wh per kg. Un rapporto di 1:4 rispetto alle batteria tradizionali agli ioni di litio che porterebbero l’autonomia delle auto elettriche da 300 a 600 miglia con una carica. “La cella Nikola è la prima batteria che rimuove il materiale legante e i collettori di corrente, consentendo un maggiore accumulo di energia all’interno della cella” dice un comunicato ufficiale.

LA BATTERIA NIKOLA E QUELLA AGLI IONI DI LITIO

Riducendo i materiali necessari alla produzione della batteria, Nikola Motor afferma che i costi industriali dovrebbero diminuire del 50% rispetto alle celle agli ioni di litio. Lo smaltimento delle batterie per auto elettriche sarà più eco-compatibile; un annuncio che se sarà confermato stravolgerà le dinamiche commerciali a livello mondiale. Meno peso (-40%), meno materiale e più ecologico rispetto alle batterie al litio per auto elettriche. La tecnologia rivoluzionaria propagandata da Nikola dovrebbe essere compatibile con l’infrastruttura attuale ma più resistente e sicura in caso di incidente.

IL DEBUTTO NEL 2020, INTANTO SI CERCANO ALLEATI  

La nuova batteria è in fase di pre-produzione, ma sarà rivelata solo in occasione del Nikola World 2020, evento che si terrà ad autunno del prossimo anno. “Questo è il più grande progresso che abbiamo visto nel mondo delle batterie“, ha dichiarato Trevor Milton, CEO di Nikola Motor Company. “Non stiamo parlando di piccoli miglioramenti; stiamo parlando di raddoppiare la capacità della batteria”. La tecnologia sarà condivisa con tutti i produttori OEM che decideranno di acquisire la proprietà intellettuale. In fondo Nikola Motor è ben lantana dalle dimensioni di Tesla, sebbene non sia nuova alla realizzazione di prototipi pesanti alimentati a idrogeno.

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Auto a noleggio con sorpresa: le 5 aziende che hanno “fregato” i clienti

di Redazione

Permuta auto usata

Noleggiare un’auto senza rischio di vedersi addebitare costi per danni non provocati è più difficile di quanto si possa immaginare con le società che ne fanno una precisa strategia commerciale. Il noleggio auto in aeroporto è il luogo più frequente dove si può incappare nell’errore del check-in e check-out “a occhi chiusi”. Negli ultimi anni infatti l’Autorità Garante ha multato varie società di noleggio per pratica commerciale aggressiva verso i clienti. Ci sono poi gli autonoleggi gratis a lungo termine che promettono un’auto gratis a patto di andare in giro con una pubblicità sulla carrozzeria. Sono i trucchi più frequenti con le auto a noleggio con sorpresa delle società multate dall’Antitrust.

LE SOCIETA’ DI AUTO NOLEGGIO PIU’ MULTATE DALL’ANTITRUST

Il noleggio auto in aeroporto richiede ancora più attenzione poiché la fretta non gioca mai a favore del cliente. E i clienti che prendono un’auto a noleggio senza acquistare una polizza aggiuntiva contro i danni sono quasi sempre i più penalizzati dalla vendita aggressiva di questi pacchetti. E’ ciò che viene fuori dalle indagini dell’Antitrust in seguito a segnalazioni di clienti che trovano dopo settimane addebiti sul conto per danni all’auto presa a noleggio. Le multa da 3,4 milioni di euro e 680 mila euro alla società di autonoleggio Goldcar sono l’esempio più recente di una pratica commerciale consolidata. Lo stesso hanno denunciato molti consumatori delle auto prese a noleggio con B-Rent, nel 2019 multata dall’Antitrust per 250 mila euro. In questo caso, senza o con polizza aggiuntiva, gli addebiti erano quasi sempre inferiori alla franchigia. Meno recente ma rilevante è l’addebito di danni non contestati ai clienti da Sicily by Car: multa da 500 mila euro del Garante.

 

I CONSIGLI PER NON FARSI FREGARE CON L’AUTO A NOLEGGIO

Come non farsi fregare dalle tecniche più diffuse per spillare soldi ai clienti con l’auto a noleggio? Prendere un’auto a noleggio da un operatore trasparente può magari costare qualche decina di euro in più, ma la convenienza va valutata a conti fatti. Evitare gli errori più frequenti con il noleggio auto di cui parliamo qui può aiutare ad evitare i rischi delle società di autonoleggio più furbe. Se il costo del noleggio vi sembra molto conveniente, provate a fare una ricerca sul web prima di prenotare. Il più delle volte il personale al desk proverà a convincervi a comprare l’assicurazione danni aggiuntiva. E come dimostrano la sanzione dell’Antitrust i clienti che non cedono si ritrovano costi per danni non provocati. Non è obbligatoria la polizza danni, ma prendetevi il tempo per controllare bene l’auto al check-in e check-out e fate annotare ogni irregolarità.

NOLEGGIO AUTO GRATIS: MULTA OSCAR RENT E DEXCAR  

Il noleggio auto furbo riguarda anche i contratti a noleggio a lungo termine: il sistema messo su da varie società prevede l’auto gratis con pubblicità. Nella maggior parte dei casi si tratta di sistemi piramidali, in altri invece, solo il rischio che la società non rispetti le condizioni del contratto. Oscar Rent ad esempio è stata sospesa per aver incassato i soldi dei contratti consegnando circa il 10% delle auto a noleggio con pubblicità. Più clienti porti e prima ottieni l’auto gratis, ma prima devi pagare, si tratta dello schema Ponzi o a “Piramide” di Dexcar sanzionato per 455 mila euro dall’Antitrust.

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Acquisto auto: un italiano su due sceglierà elettriche e ibride

di Raffaele Dambra

Acquisto auto

Italiani popolo di pigri e abitudinari? Sì ma forse le cose stanno cambiando. Per esempio nell’ambito della mobilità su quattro ruote un numero sorprendente alto di consumatori ha ammesso di essere pronto ad abbracciare l’elettrico o l’ibrido in caso di acquisto di un’auto nuova nei prossimi tre anni. Ma non solo. Oltre 6 su 10, quindi ben più della metà, sono molto interessati all’avvento della guida autonoma.

ACQUISTO AUTO: IL 47,4% PRONTO A PASSARE ALL’ELETTRICO O ALL’IBRIDO

Se n’è parlato recentemente a Milano al convegno “La mobilità del possibile” durante cui è stata presentata una ricerca condotta da EY su un campione di 1.500 automobilisti del nostro Paese. L’indagine ha confermato che l’auto resta la prima scelta di mobilità per il 70% degli italiani. Tuttavia circa la metà si è detta disponibile a cambiare mezzo di trasporto a fronte di una valida e più economica alternativa. Il 47,4%, infatti, ha dichiarato che se dovesse cambiare vettura nei prossimi tre anni sceglierebbe un modello elettrico o ibrido. Si tratta di un dato quasi insperato, se consideriamo che nel 2019 solo lo 0,5% ha acquistato un’auto elettrica e il 5,8% un’ibrida. Ma che può essere interpretato come una rinnovata sensibilità verso l’ambiente, nonché determinato dalle numerose misure restrittive varate dai Comuni.

GUIDA AUTONOMA: INTERESSA AL 63% DEGLI ITALIANI

Entrando più nello specifico della ricerca, l’elettrico pare riscontrare maggior successo nei centri urbani di medie dimensioni (11%). Mentre nelle grandi città prevale ancora la scelta dell’alimentazione a benzina. In tema di guida autonoma, come anticipavamo, il 63% si dice molto interessato a utilizzare assistenti alla guida che possano aumentare la sicurezza su strada. Anche se i conducenti italiani vedono ancora lontano il giorno in cui questa tecnologia sarà davvero al servizio di tutti.

MOBILITA SOSTENIBILE: UN MERCATO IN VERTIGINOSA CRESCITA

Lo studio ha evidenziato inoltre la crescita verso la ricerca e l’uso della mobilità smart, conosciuta da quasi 9 italiani su 10. Di questi il 22% ha usato almeno una volta un servizio di car sharing e il 17% ha provato una bicicletta in condivisone (era l’8% nel 2018). Solo il 10%, infine, ha approfittato con assiduità della sharing mobility (servizi come Bla Bla Car e simili), i cui vantaggi sono comunque noti dal 91% degli automobilisti. “La smart mobility è un fenomeno rilevante e strategico per lo sviluppo sostenibile dell’economia”, ha spiegato Donato Iacovone, ad di EY Italia, “Si stima infatti che questo mercato, contando solo l’Italia, abbia un valore superiore ai 200 miliardi di euro, e che nei prossimi 5 anni assorbirà circa 2,4 milioni di lavoratori”.

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L’auto cambia colore: gli interni digitali saranno il 60% più leggeri

di Donato D'Ambrosi

Jaguar Land Rover ha presentato la tecnologia LESA che combinata ai materiali eco-compatibili renderà le auto ancora più efficienti. Ma la vera novità è che non si sceglierà più un allestimento specifico, abbinato ai sedili perché l’auto cambia colore grazie alla tecnologia stampabile. Jaguar Land Rover ha implementato una tecnologia simile alle TV OLED per ridurre il peso e le dimensioni degli interni. Ecco come funziona il sistema JLR LESA e come gli interni auto cambiano colore.

GLI INTERNI AUTO DEL FUTURO SECONDO JAGUAR LAND ROVER

La sigle LESA sta per Lightweight Electronics in Simplified Architecture, cioè elettronica strutturale che integra anche le componenti di controllo. Cosa c’entra con le auto? Jaguar Land Rover promette di poter produrre display che fanno anche da pannelli della carrozzeria per mostrare le informazioni solo quando servono. I progettisti ringrazieranno e non poco, poiché potranno realizzare superfici molto semplificate e senza pulsanti (ormai già nascosti nei display). Il progetto LESA secondo Jaguar Land Rover si può includere nei sistemi di illuminazione ambientale personalizzabile, i comandi della plancia e volanti riscaldati in tessuto/pelle.

IL DISPLAY PIU’ SOTTILE E LEGGERO

Il circuito elettronico, normalmente collegato a una ECU tradizionale, viene stampato sulla superficie e vengono montati i componenti. Il circuito viene quindi fabbricato con l’elettronica stampata nella struttura. “LESA rappresenta il ​​futuro dell’elettronica dei veicoli” ha dichiarato  Ashutosh Tomar Technical Manager di JLR – “e ci consentirà di progettare e produrre abitacoli innovativi, riducendo al contempo peso e costi durante la produzione”.

COME SONO FATTI GLI INTERNI DIGITALI

Cablaggio, sensori e controllo sono contenuti tutti in materiali non metallici, eliminando la necessità di ulteriore spazio e peso per le centraline di comando dei display. Su un prototipo di pannello di controllo aereo, la tecnologia LESA ha ridotto il peso del 60% e lo spessore da 50 mm a 3,5 mm. La ricerca è stata insignita del premio per l’innovazione dell’Institution of Engineering and Technology (IET) con i giudici che lo hanno definito come “il futuro dell’elettronica nell’auto”.

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Auto a noleggio Goldcar: 3,4 milioni di multa per i graffi fantasma

di Donato D'Ambrosi

Il noleggio auto Goldcar multato nuovamente dall’Autorità Garante per pratica commerciale scorretta reiterata. Come già successo in passato, l’Antitrust ha verificato che ai clienti senza polizza aggiuntiva è stato addebitato il costo per graffi e danni alle auto non provocati. A nulla sono valsi i nuovi impegni di Goldcar nella verifica delle auto alla consegna e al ritiro: è scattata la multa da 3,4 milioni di euro, tra le più “pesanti”. Ecco a cosa fare attenzione quando noleggiate un’auto senza polizza che copre i danni al veicolo.

LA POLIZZA DELLE AUTO A NOLEGGIO GOLDCAR

Le contestazioni sollevate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si basano su segnalazioni di clienti del noleggio auto Goldcar a Milano-Linate, Lamezia e Catania. E’ infatti presso gli aeroporti che la maggior parte dei clienti Goldcar si sarebbe imbattuta in un trattamento che per l’Antitrust segue una chiara strategia aziendale. Ai clienti che alla prenotazione dell’auto non acquistano la polizza aggiuntiva sul noleggio, vengono addebitate cifre variabili per danni che ritengono di non aver provocato. Una pratica che era giù finita sotto la lente dell’Antitrust, che si era limitata a una multa di 680 mila euro. Ma la pratica commerciale definita “aggressiva”, comune a vari operatori di auto a noleggio, è solo la punta dell’iceberg.

PICCOLI GRAFFI DIVENTANO PESANTI ADDEBITI DA GOLDCAR

Il mancato acquisto della polizza aggiuntiva è – tra le segnalazioni ricevute dall’Antitrust – sempre accompagnato da una modalità di check-in e check out atipica. I clienti hanno lamentato che spesso e volentieri la consegna dell’auto avveniva in assenza di personale (senza quindi poter contestare eventuali danni preesistenti). Nei casi in cui invece veniva fatto notare, gli addetti al check-out avrebbero classificato i danni come marginali, rassicurando il cliente. Ma al check-in, lo stesso piccolo graffio sarebbe diventato un danno da addebitare al cliente ignaro (non presente). E’ con questa reiterata pratica che secondo l’Antitrust Goldcar ha perseguito l’obiettivo di raggiungere precisi target aziendali. Il mancato controllo in contraddittorio (del personale in presenza del cliente) sia alla consegna che al ritiro delle auto a noleggio frega molti clienti frettolosi o impreparati. Goldcar ha comunicato all’Antitrust di aver implementato alcune misure già prima dell’avvio del presente procedimento e ne ha altre in programma.

IL CONTROLLO DELLE AUTO A NOLEGGIO PRIMA E DOPO

Riguardo al controllo delle auto a noleggio, in particolare, saranno implementate nuove procedure. Goldcar ha annunciato che una figura terza, prima di ciascun noleggio, preparerà il veicolo e provvederà ad una rilevazione dei danni. Una volta verificata l’auto dal soggetto terzo, la busta (contenente le chiavi) verrà riconsegnata al personale Goldcar che, prima di poter rendere disponibile l’auto, dovrà aggiornane lo stato sul sistema operativo aziendale. Al momento del check-out il cliente verrà informato dello stato dell’auto e riceverà il c.d. “check-out document”. Ma dovrà comunque controllare che non ci siano danni preesistenti e non già noti a Goldcar e in caso chiedere il “check-out document” aggiornato. Al chek-in il tutto avverrà al contrario, con un nuovo controllo dell’auto da parte del personale. Buoni propositi che nel complesso delle irregolarità emerse non hanno evitato la multa dell’Antitrust.

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Tutti i modelli Fiat prodotti in Polonia sino al 2019

di Donato D'Ambrosi

Lo stabilimento Fiat – Chrysler di Tychy (Polonia) ha una storia non recente con Fiat che ha accompagnato il debutto di decine di modelli Fiat, Lancia e Abarth. Tra le auto Fiat prodotte in Polonia, Fiat Panda e Fiat 500 sono sicuramente le più celebrate con cui FCA ha raggiunto il traguardo di 12 milioni di auto in quasi 50 anni. Non tutte le auto Fiat prodotte in Polonia sono state vendute in Italia, ma tra i 17 modelli di produzione polacca ci sono icone che hanno fatto la storia e il futuro di FCA.

LA FIAT PANDA DALLA POLONIA A POMIGLIANO

Prima di parlare dei modelli Fiat più venduti e assemblati in Polonia, forse non tutti sanno che lo stabilimento FCA a Tychy ha raggiunto diversi traguardi. Prima ancora della 12 milionesima auto, una Fiat 500 rossa, 3 giorni prima la 500 millesima Lancia Ypsilon ha lasciato lo stabilimento polacco. La Ypsilon sulla stessa piattaforma della Fiat Panda prodotta a Pomigliano continua a fare incetta di ordini (ad ottobre 2019, 4.849 immatricolazioni). Lo stabilimento Fiat di Tychy è solo uno dei 13 tra i più innovativi di FCA Poland. A Tychy FCA ha investito 2,5 miliardi di euro per ammodernare le linee di assemblaggio, con un nuovo sistema di saldatura robotizzata e un reparto per la verniciatura più eco-sostenibile ad acqua. Un rinnovamento iniziato fin dal 1992.

LA FIAT 126 DIVENTATA ICONA ANCHE IN POLONIA

La storia dei primi modelli Fiat assemblati in Polonia inizia con le linee di montaggio della FSM (Fabryka Samochodow Małolitrażowych) di Bielsko-Biała da dove uscirono i primi modelli della UST Syrena. Dagli archivi storici FCA risulta che nel 1973 il governo polacco acquistò la licenza da Fiat per produrre la Toddler, quella che in Italia fu la mitica Fiat 126 Personal. Solo nel 1975 fu costruito uno stabilimento più moderno a Tychy e la best seller italiana ebbe lo stesso effetto sulla società della Fiat 500 in Italia, ha motorizzato un Paese.

I modelli Fiat prodotti in Polonia sino al 2019

– Syrena – 344.099
– 126 – 3.318.674
– Fiat 127 – 380
– Cinquecento – 1.164.525
– Uno – 188.190
– Punto – 57.026
– Bravo/Brava – 22.964
– Marea – 2.846
– Ducato – 2.893
– IVECO – 2.732
– Seicento/600 – 1.328.973
– Palio Weekend – 34.138
– Siena – 50.151
– Panda – 2.154.854
– 500 – 2.302.362
– Lancia Ypsilon – 500.000

I MODELLI FIAT PRODOTTI IN POLONIA NEL 2019

Dagli stabilimenti polacchi di Tychy e Bielsko-Biała sono uscite oltre 3,1 milioni di Fiat 126 Personal, è infatti ad oggi il modello Fiat più prodotto in Polonia. Con gli anni 90, a partire dal 1991 e per i successivi 20 anni, la Fiat Cinquecento e la Fiat Seicento (poi Fiat 600) sono stati i modelli chiave della produzione Fiat in Polonia. Il 1992 fu un anno importante per la presenza di Fiat in Polonia, con la nascita di Fiat Auto Poland, il complesso di aziende che negli anni ha accompagnato modelli di successo e non, dalla Fiat Brava/Bravo alla Punto, dalla Marea alle Fiat 500 Abarth e Lancia Ypsilon di oggi.

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Mercato auto Europa: +9% con il diesel in ripresa

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto in Europa ad ottobre 2019 mette a segno il primo pareggio del 2019: quasi +9% di auto vendute con una crescita nei primi 5 Paesi di riferimento. Com’è accaduto anche in Italia, le auto vendute recuperano sulla stagnazione del 2018 provocata dal Wltp. E’ la dimostrazione che le nuove norme creano effetti a lungo termine da cui però anche la Germania sembra uscirne con una ripresa delle immatricolazioni di auto diesel.

L’EUROPA SI E’ SCROLLATA DALL’EFFETTO WLTP

Nell’area UE+Efta le immatricolazioni di auto nuove sono state 1.214.989 con una crescita complessiva dell’8,6%, secondo i dati anticipati dal Centro Studi Promotor. Crescono le vendite auto nuove in tutti i paesi tranne che a Cipro. Il risultato di ottobre è dovuto ancora all’entrata in vigore del nuovo standard di omologazione WLTP, che scatenò le immatricolazioni anticipate per sfuggire agli standard di omologazione più severi. Ovviamente ne hanno risentito le vendite dei mesi successivi: sui piazzali delle concessionarie c’erano poi già abbastanza auto a km 0 da smaltire, oltre a quelle cedute alle società di noleggio.

IL MERCATO AUTO IN UK TIENE I REMI IN BARCA

I 5 maggiori mercati d’Europa sono i più rappresentativi della salute economica del settore poiché coprono il 71,4% delle immatricolazioni. Germania, Spagna, Francia e Italia chiudono tutti in positivo, ad esclusione del Regno Unito, alle prese anche con la Brexit. La sola Germania mette a segno a ottobre una crescita del 12,7%, seguita dalla Francia (+8,7%), l’Italia (+6,7%) e la Spagna (+6,3%). Il Regno Unito paga un calo di vendite auto dall’inizio del 2019 di -2,9% e -6,7% ad ottobre 2019.

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA AD OTTOBRE 2019

Tra le marche di auto più vendute in Europa ad ottobre 2019 Seat e Skoda trainano il Gruppo Volkswagen che chiude con +30% di immatricolazioni. FCA recupera rispetto ad ottobre 2018 (+2,5%) ma fa i conti con un calo di immatricolazioni nel 2019 (-9,2%) e di quota mercato (al 6,1%). Renault e Toyota crescono del +12,7%, Ford attesta le vendite a +3,5%, mentre Hyundai, BMW e Daimler seguono il gruppo di testa al di sotto del +2%.

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Black Friday 2019: le offerte FCA durano fino al 2 dicembre

di Donato D'Ambrosi

E’ partito il conto alla rovescia del Black Friday 2019, tanto che FCA Bank ha annunciato in anteprima le offerte sul noleggio auto. Lo sconto per l’evento più atteso dell’anno vale il 25% su tutte le offerte di noleggio auto Leasys su Amazon. Ecco come e quando scatta il Black Friday 2019 di FCA Bank e il noleggio Leasys.

GLI SCONTI DEL BLACK FRIDAY A NOLEGGIO

Per il Black Friday 2019 FCA Bank ha programmato degli sconti che arrivano finao al 25% sulle offerte Leasysy su Amazon. La promozione FCA dura dal 29 novembre al 2 dicembre 2019, con eventi anche live presso alcuni store Amazon Xmas a Milano. Solo nei giorni della promozione Black Friday 2019, Leasys (operatore controllato da FCA Bank) applicherà uno sconto sull’iscrizione al primo abbonamento che permette di noleggiare l’auto. Il costo scende da 199 euro a 149 euro per Leasys CarCloud 500 e da 249 euro a 179 euro per Leasys CarCloud Renegade e Compass.

COME USARE I VOUCHER DEL BLACK FRIDAY FCA

L’abbonamento non ha vincoli temporali e il cliente può entrare  e uscire in ogni momento. Per usufruire del servizio è sufficiente pagare l’iscrizione una tantum su Amazon per il CarCloud 500 e per CarCloud Renegade e Compass. Dopodichè inserire il codice di iscrizione su www.carcloud.leasys.com e scegliere tra i 2 pacchetti attualmente disponibili (interscambiabili tra di loro) che comprendono 7 modelli diversi:

– Leasys CarCloud 500: a 249 euro al mese, che comprende i modelli 500, 500X, 500L, 500L Wagon, 500L Cross

– Leasys CarCloud Renegade e Compass: a 349 euro al mese, che comprende i modelli Jeep Renegade e Jeep Compass.

GLI SCONTI FCA DAL BLACK FRIDAY AL CYBER MONDAY 2019

Gli sconti sono riservati anche al noleggio settimanale e weekend, nei giorni che intercorrono tra il Black Friday e il Cyber Monday (2 dicembre 2019). Il costo per una settimana di utilizzo di una Renegade o di una Compass è di 109 euro anziché 149 euro. Per la formula weekend dal sabato alla domenica, 36 euro anziché 49 euro. Tutte le offerte short term includono: IVA 22%, Km illimitati, Copertura danni, Copertura furto, Tasse Aeroportuali. Nessun limite al numero di voucher utilizzabili a nome della stessa persona.

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Auto usate certificate: brumbrum apre la prima fabbrica della qualità

di Donato D'Ambrosi

Comprare un’auto usata espone spesso al rischio di doversi fidare dell’istinto e di ciò che garantisce il venditore. C’è la garanzia sull’auto usata per legge, è vero, ma il timore che prima o poi possa presentarsi qualche problema limita a 150 km la distanza media dei passaggi di proprietà in Italia (fonte ACI). Due equazioni che trovano soluzione nella factory brumbrum dove rinasce la qualità delle auto usate. Abbiamo visitato il luogo dove le auto usate certificate in vendita sull’e-commerce brumbrum devono superare severi test prima di essere rigenerate e trovare un nuovo proprietario. Ecco come viene rigenerata un’auto usata brumbrum.

VIAGGIO NELLA RIGENERAZIONE DELLE AUTO USATE

Quante volte vi siete chiesti quale fosse la vita precedente della vostra auto usata? Ce lo siamo chiesti anche noi camminando accanto a decine di auto in attesa di essere rimesse a nuovo dai tecnici brumbrum. Ecco, il nostro viaggio nella factory italiana delle auto usate inizia proprio così, scoprendo che solo le auto con un curriculum affidabile vengono selezionate ancora prima di passare sotto la lente dei tester. Siamo nello stabilimento all’avanguardia dove brumbrum ha unito tutte le competenze e i processi di rigenerazione delle auto usate che poi finiscono nella vetrina online. E subito ci salta all’occhio che si tratta di auto relativamente nuove, con al massimo qualche graffio da parcheggio o piccoli danni.

DA DOVE PROVENGO LE AUTO USATE BRUMBRUM

Tutte le nostre auto hanno standard qualitativi elevati, sono garantite e certificate.” spiega Francesco Banfi, CEO brumbrum, che ci ha accolti nella factory – “Non accettiamo compromessi quando si tratta di prendere tutte le precauzioni necessarie affinché l’auto possa soddisfare le nostre aspettative e quelle del futuro cliente”. Le auto brumbrum che arrivano nella nuova factory di Reggio Emilia (a due passi dalla stazione ferroviaria) provengono quasi totalmente da noleggi a lungo termine di Arval. Ma la parte più interessante di come viene rigenerata un’auto usata certificata deve ancora venire.

LA RIGENERAZIONE DELLE AUTO USATE STEP BY STEP

Provate ad immaginare cosa comporta garantire un’auto usata fino a 3 anni (questa la promessa brumbrum) o essere così sicuri della sua qualità da restituire i soldi al cliente se non è soddisfatto. Anzi, piuttosto che immaginarlo proviamo a raccontarvelo. La factory di brumbrum ha molto in comune con uno stabilimento in cui si assemblano le auto, solo che il processo avviene al contrario. All’arrivo delle auto usate già selezionate, si va alla fase di checkup con 200 controlli alla meccanica e alla carrozzeria e un test drive. Il check dura 50 minuti, quanto basta per capire da prove su speciali banchi (foto sopra) e con l’occhio esperto dei tecnici cosa bisogna ripristinare nell’auto e quali ricambi ordinare. Una chicca che non ci aspettavamo è che nonostante la giovane età, la carrozzeria viene analizzata con spessimetro e mappata per identificare le riparazioni necessarie.

“SULLE AUTO USATE BRUMBRUM NON NASCONDE I DIFETTI”

Da qui in poi l’auto riceve riparazioni meccaniche, alla carrozzeria, agli interni, va al reparto gomme, viene sanificata, lavata, ricontrollata e va al Photo Shooting. Qui capiamo ancora di più l’impegno dell’azienda nel voler instaurare con i clienti un rapporto basato sulla trasparenza oltre che sulla qualità. Può sembrare banale fare due foto, ma l’ultimo step è forse quello più impegnativo prima di mettere l’auto usata in vetrina sull’e-commerce. Al termine della rigenerazione, l’auto passa nelle mani di un addetto che fotografa i dettagli da evidenziare. Un lavoro minuzioso di circa 60 scatti per mostrare gli optional ma anche piccoli difetti segnalati dai reparti tecnici che non è stato possibile riparare. Questi difetti sono descritti nella scheda di ogni auto ed indicati con un triangolino rosso. “Lo facciamo quando riparare un piccolo danno sarebbe troppo costoso, ma riguarda esclusivamente difetti estetici. Nulla che abbia a che vedere con la meccanica o la sicurezza delle auto brumbrum” conclude Banfi.

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Nuova etichetta energetica Pneumatici: cosa cambia dal 2021

di Donato D'Ambrosi

La nuova etichetta energetica mostrerà più informazioni sugli pneumatici: l’Europa ha trovato l’accordo sui nuovi standard che partono dal 2021

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