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Smart: futuro cinese?

di Redazione

Era nell’aria già da qualche tempo: dopo le prime indiscrezioni lanciate dal quotidiano tedesco Handelsblatt, che aveva anticipato le probabili scelte del gruppo Daimler riguardo al marchio Smart con vendita o chiusura dell’attività entro la fine dell’anno, il Financial Times riporta la notizia del probabile accordo con la cinese Geely. Quest’ultima, già proprietaria di Volvo, Lotus e maggior azionista del gruppo Daimler del quale detiene il 9,7%, è in trattativa per l’acquisto del 50% delle quote del marchio Smart. Operazione che potrebbe essere annunciata prima del Salone dell’automobile di Shangai (18-25 aprile).

TROPPI TREND NEGATIVI

Pur essendo il prodotto di più larga diffusione dell’universo Daimler, Il marchio Smart, fondato nel 1996, non è mai riuscito a contribuire in maniera netta in termini di vendite e profitti. Anzi, considerando le stime effettuate da molti analisti del settore auto, in circa due decadi non è mai riuscito a generare utili, portando addirittura perdite di circa 500-700 milioni di euro all’anno. Anche le vendite stanno seguendo un trend negativo. Se si considera il mercato U.S., ad esempio, si è passati da circa 24.622 unità vendute nel 2008 (primo anno di commercializzazione nel continente americano) alle sole 1.276 del 2018. Nel mercato europeo, le vendite si sono attestate a 97.346 unità l’anno scorso, che incidono però solo per il 5% nelle vendite della casa della Stella.

CAMBIO AI VERTICI

L’imminente cambiamento in testa al gruppo Daimler sicuramente può giocare a favore della scelta di cedere metà delle quote Smart. Dopo 13 anni Dieter Zetsche, che aveva sempre puntato e sostenuto Smart, nel settore delle micro/city-car, si appresta a lasciare il posto di amministratore delegato a Ola Kallenius, più scettico sul progetto Smart e con un orientamento ancora più deciso verso l’elettrificazione. I piani per il futuro di Smart sono in parte già definiti visto che il passaggio definitivo all’elettrico è già in essere e sarà concretizzato entro la fine di quest’anno quando dall’attuale gamma spariranno del tutto le versioni con motore endotermico. La cosa avrebbe buon gioco sul mercato cinese, già oggi primo per un numero di veicoli alla spina circolanti.

SMART FOREASE+, UNO SGUARDO AL FUTURO PROSSIMO

La storia del brand proseguirà dunque in modalità elettrica e per fare da preambolo alla prossima generazione, Smart ha presentato al Salone di Ginevra appena concluso la Forease+. Nessuna rivoluzione né stilistica né tecnica, unica differenza con la precedente concept Forease, presentata al Salone di Parigi 2018 per festeggiare i 20 anni del marchio, è la presenza del tetto. La capote di tela è infatti pensata per essere rimossa velocemente e sottolinea lo stile semplice e compatto della city car-elettrica, in cui non sono previsti né i finestrini né il lunotto posteriore.

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Renault-Nissan, fusione e poi caccia a FCA?

di Redazione

L’alleanza tra Renault e Nissan che dura ormai da circa 20 anni e che di recente ha accolto anche Mitsubishi, potrebbe trasformarsi in una vera e propria fusione. Secondo un’indiscrezione comparsa sul Financial Times, la Casa francese starebbe rivalutando l’ipotesi, precedentemente accantonata, di una fusione completa con Nissan da realizzare con l’obiettivo di diventare il primo polo automobilistico al mondo anche tramite altre acquisizioni.

I RAPPORTI INTERNI

L’accordo originario risale al 1999. In un periodo di crisi finanziaria per Nissan Motor, il colosso francese ne aveva acquistato una parte mettendo a capo della neonata alleanza Carlos Ghosn, con l’obiettivo di riorganizzare la struttura dell’azienda e creare sinergie e progetti condivisi dalle due aziende. Con il recente ingresso di Mitsubishi Motors nell’alleanza, il gruppo franco-giapponese è riuscito a raggiungere una posizione di vertice nel mercato mondiale dell’auto, raggiungendo nel primo semestre 2017 il primato per volumi produttivi davanti a colossi del calibro di Volkswagen e Toyota.

LE NUOVE STRATEGIE DI RENAULT

Dopo l’arresto di Carlos Ghosn, avvenuto a Tokyo lo scorso novembre a seguito delle accuse per reati fiscali, l’atteggiamento di Renault sembra essere cambiato. L’arrivo del nuovo amministratore delegato Jean-Dominique Senard  e il nuovo comitato esecutivo sembrano aver migliorato ancora i rapporti fra le due Case al punto che la fusione, prima sempre esclusa, ora potrebbe diventare finalmente realtà. Renault punta forte in quella direzione e sta cercando di riattivare la trattativa per arrivare a definire l’operazione entro 12 mesi. Sarebbe soltanto l’inizio perché una volta conclusa la trattativa con la Casa giapponese pare ci sia in programma di tentare di instaurarne almeno un’altra per l’acquisizione di un ulteriore produttore automobilistico in modo da aumentare il proprio business e consolidare l’egemonia.

FCA NEL MIRINO? 

Sempre secondo quanto riportato dal Financial Times, il nome caldo sarebbe quello del gruppo FCA, guidato da John Elkann. E’ risaputo che la Casa italo-americana, da qualche anno a questa parte, si sia mossa alla ricerca di nuovi partner per crescere e rafforzare la propria importanza sul mercato, instaurando dialoghi con vari gruppi tra cui PSA, anche se per ora senza esito. Per questo motivo non è da escludere che i primi originali contatti intercorsi tra Ghosn e i vertici di FCA possano essere ripresi portando ad una possibile nuova alleanza o addirittura all’acquisizione del gruppo italo-americano. A rigore, non sarebbe da escludersi nemmeno l’ipotesi di un maggiore coinvolgimento con il Gruppo Daimler, con il quale è in atto da una decina di anni un’intensa collaborazione tecnica.

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Noleggio a lungo termine: sempre più privati rinunciano all’auto di proprietà

di Antonio Elia Migliozzi

Il mercato auto vive cambiamenti importanti. Ne è prova l’aumento delle auto noleggiate a lungo termine. Il concetto di proprietà scompare di fronte ai vantaggi offerti dal noleggio. Secondo i numeri diffusi dall’ANIASA, l’Associazione di Confindustria che rappresenta il settore mobilità, gli italiani hanno firmato 40.000 contratti di noleggio. Il trend promette di consolidarsi. Entro la fine dell’anno quando ci si aspetta di raggiungere quota 50.000. Interessante il fatto che il noleggio auto a lungo termine rappresenta una soluzione economica anche per i privati. In questo caso, con una percorrenza annua entro i 25.000km, il noleggio è una valida alternativa che si affianca alle altre soluzioni come il carsharing. Insomma a parità di modello i vantaggi per tutti possono raggiungere il 15%. Vediamo come.

 

NUMERI IMPORTANTI

In Italia cresce ancora il numero di automobilisti che sceglie il noleggio. Rinunciare all’acquisto dell’auto significa avvicinarsi a nuove forme di mobilità. L’auto condivisa affascina nelle sue varie forme che vanno dal car sharing al noleggio a breve, passando per quello a medio e lungo termine. Secondo l’ANIASA, l’Associazione di Confindustria che rappresenta il settore mobilità, ad oggi sono circa 40.000 gli italiani che hanno preferito il noleggio a lungo termine all’acquisto. Con un costo fisso e predeterminato il noleggio rappresenta un’alternativa anche vantaggiosa. Per questo motivo si prevede di raggiungere quota 50.000 contratti entro l’anno. In questo contesto emergono nuovi trend come il noleggio a lungo termine a clienti privati, cioè coloro che non hanno partita IVA (Leggi auto a noleggio e multe quello che bisogna sapere).

 

VANTAGGI ECONOMICI

Il noleggio a lungo termine convince per efficacia e convenienza. Nel dettaglio gli automobilisti, anche senza partita IVA, che percorrono ogni anno tra i 10 e i 25.000 km possono avere vantaggi interessanti. In ogni caso, precisano sempre dall’ANIASA, nel caso di percorrenze inferiori è conveniente valutare anche altre soluzioni di mobilità. In città il carsharing è una buona alternativa, così come il noleggio a breve termine per gli spostamenti del fine settimana. Massimiliano Archiapatti, Presidente di ANIASA, ha commentato: “A parità di modello e di percorrenza, stimiamo una convenienza media del 15% rispetto alla proprietà, senza contare altri vantaggi, come non immobilizzare l’intero capitale per l’acquisto”. Evidente il riferimento a tutti i costi che circondano l’auto. Ad esempio bollo, assicurazione, manutenzione, eventuali multe o incidenti. Inoltre il noleggio auto evita di ritrovarsi in mano l’auto usata spesso difficile da rivedere (Leggi tutto sui temi del RicambistiDay 2019).

MODALITA’ OPERATIVE

Visitando i siti dei diversi operatori del settore è possibile ottenere un preventivo su una vettura in pochi minuti. Conti alla mano per una citycar si possono spendere circa 240 euro al mese, IVA inclusa, mentre per una monovolume siamo intorno ai 300. Attenzione comunque all’anticipo richiesto, e occhio alla percorrenza media e alla durata dei contratti. Di solito quelli proposti vanno da 36 a 48 mesi. Serve attenzione anche per tutte le clausole previste oltre che per i costi dei servizi opzionali. Secondo uno studio effettuato da ANIASA e Bain&Company il cliente-tipo del noleggio a lungo termine tra i privati è uomo (52%). In media più giovane, informato e benestante rispetto a quanti scelgono l’auto di proprietà. Si tratta di un utente “green”, pronto anche all’auto elettrica. Si noleggia principalmente per motivi di lavoro o per sostituire la seconda auto in famiglia.

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Seat: sei nuove elettriche entro tre anni

di Redazione

In risposta alle sfide lanciate nel settore delle auto elettriche, Seat ha lanciato la nuova strategia industriale. La porterà a includere, da qui al 2021, ben sei modelli di auto elettriche o ibride. La Casa spagnola in questo modo punta a continuare la scia di ottimi risultati di vendite e ricavi ottenuti negli scorsi anni.

SEMPRE PIÙ EXPORT E RICERCA

Partiamo proprio dai conti. I risultati 2018 della Seat sono stati i migliori di sempre: l’utile netto ha toccato i 294 milioni di euro, segnando un +4,3% rispetto al 2017, mentre il fatturato segna un +4,6% (pari a 9,991 miliardi di euro). La Casa del gruppo Volkswagen nel corso dell’ultimo anno è stata anche il marchio con la crescita più rapida in Europa, con 517.000 auto vendute (+10,5% rispetto al 2017). Il piano industriale dell’azienda mira a investire ancora di più nella ricerca e nelle esportazioni, che nel 2018 hanno raggiunto l’80% della produzione totale: la spesa per Ricerca e Sviluppo ammontava lo scorso anno a 656 milioni, +41,1% in confronto al 2017, mentre nel campo dell’export la casa iberica vuole consolidare l’azienda a livello globale, puntando soprattutto su Nord Africa, America Latina e, dal 2021, sulla Cina.

SEI ELETTRICHE ENTRO IL 2021

Per non arrestare questa catena di successi, il marchio spagnolo scommette proprio sull’elettrico (come dimostrato anche dalla concept Minimò presentata al Salone di Ginevra). La Mii e la el-Born avranno una loro versione 100% elettrica: saranno le prime vetture senza motore a combustione della storia della Seat. Quattro invece i modelli che saranno disponibili in versione ibrida plug-in: due classiche compatte Seat, la Leon e la Cupra Leon, un SUV, la Tarraco, e infine la Cupra Formentor, il nuovo crossover presentato al Salone dell’Automobile di Ginevra. A quanto si apprende dalle dichiarazioni del gruppo, le nuove versioni elettriche e ibride dei sei modelli saranno integrate nelle scuderie del marchio entro il 2021.

UNA MEB IN MINIATURA

Ma l’impegno Seat verso l’elettrificazione si spinge oltre. La Casa di Toledo sta sviluppando una nuova piattaforma in collaborazione con Volkswagen. Si tratta di una versione ridotta della Meb (Modular Electric Drive). Permetterà di realizzare auto elettriche sotto i 4 metri di lunghezza. Questa scelta deriva dalla volontà del marchio di produrre auto sotto i 20.000 euro. Si inseriranno quindi in un mercato aperto anche al grande pubblico. Per farlo il gruppo ha assunto più di 300 ingegneri specializzati, che lavoreranno al progetto in Spagna. I primi risultati si vedranno probabilmente tra tre o quattro anni.

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Jaguar Land Rover: il sistema HVAC per distruggere i batteri

di Redazione

Dopo che Tesla aveva annunciato la presenza sulla Model X di un filtro HEPA (High Efficiency Particulate Arrestance), in grado di proteggere i passeggeri delle proprie auto contro le armi chimiche, il gruppo Jaguar Land Rover lancerà nei prossimi modelli l’innovativa tecnologia a raggi ultravioletti UV-C che permetterà di prevenire e fermare la diffusione di influenze e raffreddori, distruggendo il dna dei batteri fino a renderli innocui.

IL SISTEMA HVAC

Il sistema HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) con tecnologia UV-C sarà disponibile su diversi modelli, inclusi quelli full-electric, come la Jaguar I-Pace e il Range Rover Sport. Il sistema di ionizzazione dell’aria nell’abitacolo , utilizzando una corrente ad alta tensione, è in grado di creare mille miliardi di particelle cariche negativamente (ioni) ricoperte da molecole d’acqua. Queste particelle sono in grado di disattivare gli agenti patogeni, formando delle particelle più grandi che vengono rimosse dall’aria quando rientrano nel filtro. Questa tecnica funziona anche nella rimozione di allergeni e molecole odore.

IL LANCIO NON È IMMINENTE

Jaguar Land Rover non ha ancora comunicato quanto sia vicina a completare questo sistema di condizionamento d’aria con UV-C integrato e la presenza sui modelli futuri potrebbe richiedere ancora un po’ di tempo. Detto questo, la sterilizzazione dell’aria è allo studio di molte Case automobilistiche, che cercano di prendersi cura e coccolare i propri clienti in tutto e per tutto.

VANTAGGI PER LA SALUTE

Considerando che gli automobilisti spendono in media circa 300 ore alla guida nel corso di un anno e che i livelli di inquinamento sono sempre più elevati, questa innovazione può assicurare una miglior permanenza all’interno del veicolo, garantendo un miglior stato di salute per i propri passeggeri e riducendo la possibilità di diffusione di influenze e raffreddori.

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Amazon e Volkswagen: uniti per la gestione delle fabbriche

di Redazione

L’avvicinamento dei colossi tecnologici al settore dell’automotive ha già assunto molteplici forme. Da oggi anche Amazon e Volkswagen iniziano una stretta collaborazione. L’accordo globale pluriennale stipulato tra La Casa di Wolfsburg e Amazon Web Services contribuirà alla nascita del Volkswagen Industrial Cloud. Si tratta di un progetto importante, che saprà rivalutare l’efficienza dei processi di produzione e porterà ad un’ottimizzazione di quest’ultimi, garantendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla Casa tedesca.

L’UNIONE FA LA FORZA

L’Industrial Cloud unirà i dati di circa 122 stabilimenti del gruppo tedesco, ma non solo. In futuro, anche le aziende partner e i fornitori potrebbero essere integrati nel Cloud, creando una piattaforma aperta, utilizzabile da tutti. Verrà così rafforzata la coesione del gruppo Volkswagen, che migliorerà non solo l’efficienza nella produzione dei veicoli ma anche quella nella logistica, contribuendo alla formazione di una realtà leader non solo nel settore automotive, ma nell’industria di produzione in senso lato. Facilmente modulabile e visibile da tutti i partner, l’Industrial Cloud favorirà anche la flessibilità nella produzione e il giusto sistema nei controlli di gestione.

IL FUTURO PASSA DAL DIGITALE

La digitalizzazione della produzione porterà vantaggi enormi. La raccolta di dati, infatti, vanta un’importanza fondamentale nell’industria odierna. Grazie all’Industrial Cloud, il gruppo Volkswagen riuscirà a collezionare tutta la documentazione sui macchinari, sulle strumentazioni e sui sistemi, come il controllo e la pianificazione di produzione e logistica, riuscendo così a standardizzare tutti i processi in tutti i siti produttivi.

LA FINE DEL 2019 COME PUNTO DI PARTENZA

Il progetto sarà seguito da circa 220 specialisti distribuiti nei vari centri IT Volkswagen. Lavoreranno alla messa a punto e allo sviluppo per l’integrazione del Volkswagen Industrial Cloud. I sistemi di logistica come la movimentazione delle merci all’interno e all’esterno della fabbrica, il servizio di localizzazione per i camion e i servizi per l’analisi dell’efficienza dei sistemi agli stabilimenti dovrebbero essere operativi, secondo Volkswagen, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

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Ciclisti e sicurezza su strada: ecco tutti i consigli salvavita

di Antonio Elia Migliozzi

Con la primavera torna la voglia di salire in bici. Ecco allora l’importanza di ricordare alcune regole di sicurezza. Il Touring Club Svizzero (TCS) traccia un quadro della situazione e sottolinea come le cattive abitudini in bici costino caro. Ogni anno, in Svizzera, si verificano oltre 3000 incidenti in bici con morti e feriti. Eppure basterebbero poche attenzioni a cambiare le cose. Allarmante, ad esempio, il fatto che solo il 50% dei ciclisti usa il casco. La sicurezza in bicicletta dipende da molti fattori; tipo di mezzo, indumenti protettivi e visibilità fanno davvero la differenza. Anche le auto possono fare qualcosa. La sicurezza dei ciclisti è un aspetto sempre più importante nello sviluppo delle nuove vetture. Sistemi come il controllo adattivo della velocità (ACC) e l’assistente alla frenata d’emergenza (AEB) riconoscono le bici ed evitano incidenti.

 

CATTIVE ABITUDINI

Arriva il sole e si torna bici ma non tutti i ciclisti circolano in modo sicuro. Ecco allora che il Touring Club Svizzero (TCS) propone consigli utili per viaggiare in sicurezza. Non tutti i ciclisti prestano attenzione alla propria incolumità. Ogni anno, in Svizzera, si verificano oltre 3000 incidenti in bici con tanto di morti e feriti. Un presupposto importante è che la bici soddisfi i requisiti tecnici e sia mantenuta in ottime condizioni. Nonostante non siano soggette a un collaudo obbligatorio periodico, è bene controllare da soli lo stato generale. Pezzi come cerchi, pneumatici, freni e l’illuminazione vanno esaminati periodicamente. Quanto alle luci la legge è chiara. Obbligo di montare un impianto d’illuminazione anteriore di colore bianco e posteriore di color rosso, catarifrangenti sui cerchi e su entrambi i lati dei pedali. Le statistiche sono eloquenti. All’imbrunire e di notte il rischio di incidenti per i ciclisti è tre volte superiore che di giorno. Addirittura di notte con pioggia, neve o in controluce, il rischio si moltiplica per dieci. Ecco allora che l’illuminazione è fondamentale tra le regole di sicurezza in bicicletta (Leggi novità normative in arrivo per le bici).

BUONE PRATICHE

Quanto alla visibilità abbiamo detto che le luci anteriori e posteriori sono obbligatorie. Si possono adottare anche luci supplementari, ma non devono abbagliare gli altri utenti della strada. Sono ammesse anche le frecce. Come sottolinea il TCS, le frecce da un lato vengono effettivamente rilevate prima dagli altri utenti della strada, dall’altro fanno valutare peggio la velocità e la distanza dal ciclista. Il TCS raccomanda di indossare sempre il casco sia sulle bici convenzionali che sulle e-bike. Nella scelta i caschi più costosi non sono necessariamente migliori di quelli a buon mercato. Importante che si adattino bene alla testa e siano comodi. Le cinghie davanti e dietro le orecchie e sotto il mento devono essere sempre ben tese. I caschi vecchi o danneggiati da cadute andrebbero sostituiti, anche quando i danni non sono ben visibili (Leggi la lista delle Regioni con più piste ciclabili). I caschi con illuminazione integrata sono permessi e assicurano una visibilità maggiore ma non possono sostituire l’illuminazione della bici. E’ anche in commercio l’Hövding 2.0 un vero e proprio Airbag da bici. Simile a un collare in caso di caduta protegge anche il collo e la nuca, oltre alla testa. L’Hövding non è però adatto per ciclomotori e biciclette elettriche da oltre 25km/h.

VISIBILITA’

Elemento importante è anche l’abbigliamento, i ciclisti vestiti di scuro sono riconoscibili a una distanza di 25 metri. Al contrario quelli con vestiti chiari o colori fluorescenti a 40 m. Chi indossa elementi riflettenti è visibile da 140 metri di distanza. La protezione dei ciclisti è un aspetto importante anche nello sviluppo delle nuove vetture. Sistemi come il controllo adattivo della velocità (ACC) e l’assistente alla frenata d’emergenza (AEB) riconoscono anche le bici. I radar frontali dei veicoli scansionano la strada davanti all’auto e evitano incidenti.

RACCOMANDAZIONI CONCLUSIVE

Siccome la tecnologia a volte non basta ecco alcune raccomandazioni conclusive del TCS. I ciclisti devono sempre usare le piste ciclabili e le corsie ciclabili se disponibili. Al tramonto, di notte e in galleria, la bici deve accendere un luce bianca anteriore e una rossa posteriore. Illuminazioni supplementari sono consentite se non abbagliano gli altri utenti della strada. Necessario indossare sempre il casco anche sulle e-bike. Importante ricordare che gli indumenti riflettenti sono visibili già a 140 metri di distanza.

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Manutenzione stradale: +10% rispetto al 2017

di Redazione

Nel 2018 la manutenzione stradale ed il conseguente uso di asfalto (conglomerato bituminoso) hanno fatto registrare una positiva inversione di tendenza rispetto agli ultimi 12 anni di continuo calo: la produzione di asfalto, infatti, ha superato la soglia dei 26 milioni di tonnellate compiendo un balzo in avanti del 10,2% rispetto al 2017. Sfortunatamente siamo ancora lontani dai valori del pre-crisi, quando, nel 2006, sulle nostre strade venivano impiegate 44 milioni di tonnellate, ma è un significativo passo in avanti verso quota 30 milioni, ritenuta oggi soglia minima per garantire una buona manutenzione stradale in tutta la Penisola.

MANUTENZIONE STRADALE SBLOCCATA GRAZIE AD ANAS

I dati e trend emergono dall’ultima analisi trimestrale effettuata dall’Associazione SITEB – Strade Italiane E Bitume. Nel 2018 la produzione di asfalto, in stallo negli ultimi 4 anni intorno ai 22-23 milioni di tonnellate, si è improvvisamente sbloccata, raggiungendo e superando le 26 milioni di tonnellate. Secondo l’Associazione sui dati hanno inciso gli importanti investimenti dell’ANAS, per troppo tempo solo annunciati, e l’avvio tardivo di cantieri previsti nei mesi successivi all’entrata in vigore del Codice Appalti e poi rinviati fino allo scorso anno.
Non tutta la rete stradale nazionale ha però beneficiato della ripresa: le arterie provinciali e comunali restano ancora in una situazione di stallo e alle prese con riforme incompiute, casse vuote e senza fondi nemmeno per l’ordinaria manutenzione.

L’ASFALTO RICICLATO ABBATTE I COSTI

Il settore stradale si conferma oggi protagonista dell’economia circolare: complice i bilanci sempre più in rosso delle Amministrazioni, l’aumento del costo del bitume e non ultimo gli obiettivi riciclo fissati a livello europeo, è cresciuto negli ultimi mesi il ricorso all’impiego del fresato d’asfalto (materiale ottenuto dalla rimozione del manto stradale durante gli interventi di manutenzione) che consente di sostituire, con medesime prestazioni, percentuali crescenti di bitume vergine. Il materiale riciclato ha raggiunto quota 20% del totale conglomerato prodotto ogni anno.

NON SI PUO’ CANTARE VITTORIA

Il dato positivo registrato nel 2018 non deve far cessare l’allarme sulla manutenzione stradale. Anni di mancata cura hanno seriamente compromesso il nostro patrimonio; il degrado è entrato negli strati profondi delle pavimentazioni e ora sono necessari interventi di rifacimento strutturale molto costosi. Se ci assestassimo su una produzione di asfalto intorno ai 30 milioni di tonnellate non basterebbero 15 anni per rimettere in sicurezza tutte le strade. Secondo uno studio promosso dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, ai ritmi attuali di manutenzione saranno necessari 30 anni per rifare completamente almeno una volta i 600.000 km della rete stradale italiana.

LA POLITICA HA UN RUOLO FONDAMENTALE

Su questi primi segnali di ripresa è chiamato a incidere in modo concreto il Governo, che sin dal suo insediamento ha posto attenzione all’emergenza sicurezza sulle nostre strade. “Per far ripartire economia e lavoro, occorre tornare investire in infrastrutture”. evidenzia il Presidente SITEB – Michele Turrini, “Si stima che per ogni miliardo di euro investito in questo campo, si generino 15 mila nuovi posti di lavoro e circa un punto di Pil. I primi dati positivi registrati lo scorso anno, dopo un lungo tunnel, lasciano ben sperare, ma vanno consolidati con una visione lungimirante sulle opere pubbliche. Abbiamo grandi aspettative verso il Decreto “sblocca-cantieri” che il Governo sta varando, da cui ci attendiamo una decisa revisione del Codice Appalti che snellisca le procedure”.

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I 10 Pesce d’Aprile più divertenti dell’automotive

di Redazione

È un po’ come per gli spot che vanno in onda durante il Super Bowl. Ogni anno si attende il giorno del match per vedere i commercial che le Case realizzano appositamente per quell’occasione. Lo stesso accade per il primo aprile. Il giorno in cui, per tradizione, è lecito fare scherzi. Nessuno perde la ghiotta occasione e così, durante la giornata, le caselle di posta si riempiono di comunicati stampa all’insegna dell’ironia. Ecco i 10 Pesce d’Aprile più divertenti dell’automotive per questo 2019.

MG DIPINGE CON LE GOMME ARCOBALENO

Partiamo da MG. La Casa inglese ha annunciato di aver realizzato degli speciali pneumatici che grazie ad un rivestimento di vernice solubile possono colorare la strada lasciando una scia di colore che scompare poco dopo il passaggio dell’auto. La Casa annuncia anche di essere in grado di cambiare il colore della vernice grazie ad un innovativo servizio di cambio gomme. Inoltre, per rassicurare eventuali “acquirenti” i vertici MG ci tengono a sottolineare che le nuove gomme hanno brillantemente superato i test e sono sicure al 100%.

LA SKODA PROIETTA L’AGENDA

È un Pesce d’Aprile, ma la tecnologia ProjectaPal che Skoda ha annunciato oggi di aver sviluppato potrebbe essere meno bislacca di quel che sembra. La Casa ceca, infatti, ha dichiarato di aver realizzato un dispositivo in grado di proiettare per terra delle immagini o delle scritte luminose quando si apre la portiera. In questo modo, il proprietario dell’auto può ricordarsi gli impegni giornalieri. Fa ridere il fatto che nell’immagine allegata al comunicato si legga, in inglese “Martin, è giovedì, non dimenticare di portare fuori la spazzatura”.

LAND ROVER TI RICARICA OVUNQUE

È recente la commercializzazione di vetture elettrificate da parte di Land Rover. Ma la Casa inglese, da sempre simbolo di guida in fuoristrada e libertà di movimento, sembra voler garantire la massima autonomia ai propri clienti anche nel caso questi acquistino una vettura elettrica. Così, la Casa, ha annunciato di aver installato una colonnina di ricarica rapida sull’isola di Skye, che si trova davanti alle coste della Scozia. La colonnina è stata piazzata su un promontorio, a 15 miglia di distanza dalla strada asfaltata più vicina.

AUDI PUNTA SULL’ALIMENTAZIONE A… MIELE

La corsa verso l’elettrificazione e la mobilità sostenibile, a quanto pare, ha spinto Audi a realizzare un modello davvero innovativo. Si tratta della b-tron, una vettura che è in grado di muoversi grazie all’uso di miele come combustibile. Il responsabile del progetto, si legge nel comunicato, ha dichiarato che i problemi, soprattutto nelle prime fasi di sperimentazione, non sono mancate. Principalmente perché l’auto, una volta in moto, attirava grossi sciami di api.

BMW SI RICARICA CON LA VERNICE LUNARE

Il Pesce d’Aprile di BMW ha come oggetto un’affascinante versione speciale della i8. La sportiva elettrica della Casa, infatti, grazie ad una tecnologia innovativa, si presenta in un colore grigio ottenuto con una speciale vernice dotata di particelle lunari. Grazie proprio a queste particelle, avrebbe speciali doti fotovoltaiche che le permetterebbero di ricaricare le batterie alla luce… lunare. Un bel risparmio, almeno nelle notti di luna piena.

ASTON MARTIN VA OLTRE IL SUV

Ormai tutti i costruttori puntano ad avere un SUV in gamma. A resistere sono in pochi: Ferrari e Aston Martin, ad esempio. Ma per questo primo aprile la Casa britannica ha mostrato una concept che va addirittura oltre il concetto di auto a baricentro alto. Con la Project Sparta, infatti, si affaccia direttamente nella categoria dei “monster truck” con ruote enormi e assetto estremo. L’auto, si legge, sarebbe spinta da un V12 da 1.100 CV e dovrebbe prendere parte ad una nuova serie sportiva di endurance realizzata dalla FIA.

LA HONDA CR-V PERDE IL TETTO

Gli esempi di SUV che sono stati proposti anche in versione cabriolet non mancano. Si ricordano, ad esempio, la Nissan Murano o la Range Rover Evoque. Honda, per questo primo aprile, annuncia un’operazione analoga sulla CR-V, che diventa Roadster. La Casa nipponica ci tiene a specificare che la Honda CR-V Roadster è stata realizzata esclusivamente per i posti dal clima caldo e non certo per l’Inghilterra, la cui estate dura due giorni, generalmente a maggio. Da dire che per quanto con photoshop si sarebbero potuti fare miracoli, Honda, per la CR-V Roadster, ha in effetti preso una vettura reale e l’ha tagliata davvero.

LA TOYOTA YARIS CON IL CASSONE

Parlando di carrozzerie modificate bisogna citare anche il Pesce d’Aprile di Toyota, che ha mostrato un curioso esemplare di Yaris Pick-up. L’auto sarebbe dotata anche di trazione integrale e di assetto rialzato, con un’altezza da terra di 19 centimetri. Manca invece il navigatore satellitare perché, a detta della Casa, chiunque sia abbastanza intelligente da acquistare una Toyota Yaris Adventure sa esattamente dove vuole andare.

UNA CASA SU RUOTE

Dall’Australia arriva un’altra bizzarra creazione che, guarda caso, viene annunciata proprio il giorno del primo aprile. Si tratta della Holden Commodore in versione Hatch Hutch. Il costruttore, sul proprio canale Facebook, annuncia di aver realizzato una vettura che può trasformarsi una vera e propria casa. Ma nella foto allegata mostra in realtà una semplice tenda di tela applicata nella parte posteriore con il bagagliaio aperto. Non proprio quello che si dice per un’abitazione con tutti i comfort.

LA PANDA PER LE HAWAII

Chiudiamo la carrellata sui Pesce d’Aprile più divertenti citando la regina del mercato italiano: la Fiat Panda. Che si presenta in una versione Hawaii Edition che, guardandola, non si può certo dire accattivante. Paraurti in plastica nera, carrozzeria gialla e portiera rossa. Ma sottopelle, stando a quanto divulgato, sarebbe spinta dal piccolo 899 bicilindrico in una versione ipervitaminizzata da 380 CV. Dentro, i comfort non mancano: ci sarebbe anche un’autoradio, a cassette naturalmente.

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Nissan apre il primo City Hub a Parigi e punta alle vendite auto online

di Antonio Elia Migliozzi

Nissan ripensa la concessionaria e presenta il suo nuovo modello di store. Il brand giapponese lancia a Parigi una idea nuova di dealer. La scelta dell’auto nuova arriva in un vivace centro commerciale. L’idea è superare il concetto di vendita tradizionale arrivando alla concessionaria 2.0. In questo modo il brand mira a stringere un legame ancora più forte con il cliente al quale viene proposta un’esperienza di acquisto su misura. Secondo uno studio il 50% degli acquisti inizia online e il 60% dei consumatori ha deciso il marchio, il modello e il prezzo prima di entrare in concessionaria. Ecco allora che Nissan sceglie di cambiare rotta e, perché no, in un certo senso segue la strada tracciata dalla Tesla di Musk. Vediamo i dettagli.

CONCESSIONARIA 2.0

Nissan ha presentato il suo primo City Hub. Si tratta di un nuovo approccio che propone la convergenza di e-commerce e concept store. L’automotive viaggia sempre più su internet come dimostra la piattaforma Amazon B2B per i ricambi.  La concessionaria si trova all’interno di un centro commerciale per intercettare un pubblico più ampio e nuovo. “Nissan City Hub metterà le persone al centro della nostra visione per il retail di domani, mentre stanno andando in giro per i loro normali acquisti”, ha dichiarato Leon Dorssers, vice presidente di Nissan e responsabile per le vendite e il retail. “La presentazione segna un nuovo passo avanti nella nostra strategia commerciale globale, utilizzando l’e-commerce e nuove tecnologie di mobilità per migliorare l’esperienza del cliente sia online che offline.”

RIPENSARE IL DEALER

La concessionaria 2.0 pensata da Nissan si basa sui risultati di uno studio. Secondo una ricerca Bain & Company del 2017, il 50% degli acquisti di auto inizia online e il 60% dei consumatori ha deciso il marchio, il modello e il prezzo prima di entrare in una concessionaria. Lo sviluppo della futura strategia di distribuzione al dettaglio Nissan è ancorato a un nuovo modello integrato senza soluzione di continuità. Questo unisce i punti di forza dei concessionari con le nuove opportunità create dal digitale. Il Nissan City Hub sarà anche l’occasione per i consumatori di avvicinarsi alla mobilità elettrificata. Nissan ha recentemente presentato e-Power la sua idea di ibrido a benzina. Oltre a scoprire la gamma EV del brand potranno conoscere xStorage Home, una soluzione innovativa di stoccaggio dell’energia. Questa utilizza batterie Nissan EV, nuove e usate, per alimentare la prima rete di ricarica rapida per veicoli elettrici in Francia.

ESPERIENZA SU MISURA

Il City Hub reinventa la catena di distribuzione e mira a fornire al cliente un’esperienza leader nel settore. Un nuovo ecosistema basato sulle tecnologie, che offrono al consumatore il pieno controllo e supporto nel corso del processo di acquisto. Il progetto è stato possibile grazie alla concessionaria Altaïr che vede nell’idea del marchio giapponese la naturale evoluzione del dealer. Nissan City Hub è uno spazio digitale e connesso di 88 m2 che ospita le vetture di prova nel garage del centro commerciale. I clienti possono decidere se ricevere la nuova auto presso l’Hub, in un’altra concessionaria del Gruppo Altaïr, o anche a casa. Il City Hub sarà un pilastro della futura strategia di vendita al dettaglio di Nissan. Pronta l’espansione in altre grandi città di tutto il mondo a partire da Berlino, Tokyo e Shanghai.

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Consiglio acquisto berlina: budget fino a 18.000 euro

di Redazione

Dopo aver sviscerato il mercato delle piccole cittadine, con le guide dei segmenti A e B, relative ai budget da 10.000, 13.000 e 16.000 euro, passiamo ora al segmento C, dove è presente praticamente ogni costruttore europeo. Prosegue così il servizio che SicurAUTO.it vuole offrire a voi lettori, aiutandovi a scegliere l’auto che meglio si adatta alle vostre esigenze e il vostro budget, ovviamente senza mai dimenticare la sicurezza. Le guide sono strutturate per fascia di prezzo e si basano su un budget di rifmerimento, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Questa prima guida del segmento C la dedichiamo ai consigli per l’acquisto di una berlina compatta fino a 4,5 metri di lunghezza con un budget intorno ai 18.000 euro. Guida aggiornata il 2 aprile 2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione, magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche. Se tergiversano, cambiate concessionario. Vuol dire che il venditore non ha nemmeno la minima idea di come si vende un’auto, se già si dimostra poco disponibile prima dell’acquisto figuriamoci quando tornerete per reclamare qualche problema. Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco le berline con un budget intorno ai 18.000 euro disponibili sul mercato, in rigoroso ordine alfabetico.

FIAT TIPO 4P

È lunga 4,53 metri, ha 5 posti e 4 o 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 520 dm3. Testata nel 2016 da Euro NCAP ha ottenuto 3 stelle; ha 6 airbag di serie e l’ESC+HillHolder. Nella versione base 1.4 Easy è spinta da un 4 cilindri con 95 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,7 L/100 km con 133 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 14.800 euro. La nuova Fiat Tipo è una delle prime vetture figlie della filosofia FCA Value for Money, l’auto si colloca come listino tra le low cost ma offre una dotazione di serie decisamente completa e attuale, oltre a una buona qualità costruttiva. Il modello è declinato, oltre che in versione berlina 4 porte, anche in variante hatchback e Station Wagon.

FORD FOCUS

È lunga 4,37 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 363 dm3. Testata nel 2018 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle; ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.0 EcoBoost Plus è spinta da un 3 cilindri Turbo con 100 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,6 L/100 km con 105 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 21.000 euro, ma con gli sconti scende abbondantemente anche sotto i 15.000. La gamma benzina ha come fiore all’occhiello i nuovi tre cilindri EcoBoost da un litro di cilindrata, da 100 e 125 CV, la 1.5 EcoBoost da 150 CV oltre alle super collaudate versione EcoBlue, sia da 1.5 che da 2 litri.

HYUNDAI I30

È lunga 4,34 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 395 dm3. E’ tutta nuova a partire dal nome, che perde l’apostrofo rispetto al precedente modello. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle; ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.4 è spinta da un 4 cilindri con 100 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,6 L/100 km con 129 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 19.400 euro. La Hyundai i30 attuale ha debuttato come restyling lo scorso anno ed è l’auto che ha definitivamente colmato il gap tra il marchio coreano e la concorrenza europea. Offre cinque anni di garanzia di serie, seppur con alcune limitazioni e in Italia è disponibile anche con carrozzeria station wagon; c’è anche una versione 3 porte ma da noi non viene importata. I motori benzina sono 1.4 aspirato e Turbo da 140 CV, mentre i motori diesel hanno la cilindrata 1.6 con potenza da 115 e 136 CV.

KIA CEED

È lunga 4,31 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 395 dm3. Il modello precedente è stato testato nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle; ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.4 MPi è spinta da un 4 cilindri con 100 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 6,1 L/100 km con 143 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 19.750 euro. La Kia C’eed è parente stretta della Hyundai i30, con cui condivide l’intera meccanica e anche i motori. Rispetto alla cugina offre due anni in più di garanzia, per un totale di sette, ma occhio alle limitazioni. È disponibile anche con carrozzeria station wagon e anche come coupé . I motori sono i medesimi della i30, con il cambio automatico che è disponibile sulle versioni più performanti.

RENAULT MÉGANE 5P

 

È lunga 4,35 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 384 dm3. Testata nel 2015 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (88%, 87%, 71%, 71%). Nella versione base è spinta da un 1.3 TCe 4 cilindri turbo benzina da 115 cv, con un consumo dichiarato di 5,4 l/100 km e 124 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 20.750 euro. Un design decisamente rinnovato rispetto alla generazione precedente, più sportivo e filante e disponibile in diverse carrozzerie (Sporter e Grand Coupè). Disponibili svariate motorizzazioni benzina e diesel con un ampio ventaglio di scelte riguardo potenze e prestazioni. Occhio a scegliere quelle più recenti e pulite.

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Mercato auto Italia: -9,6% a marzo 2019

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto a marzo 2019, dopo la partenza in difesa di inizio anno, mette a segno un ribasso del 9,6% delle immatricolazioni. Un calo di vendite che gli esperti collegano alla falsa partenza degli ecoincentivi sulle auto ecologiche. Ma secondo i dati elaborati da ANFIA e pubblicati dal Ministero, sono le auto a metano e quelle diesel ad avere la peggio nelle vendite. In totale comunque il mercato auto in Italia ha raggiunto 193.662 immatricolazioni.

L’EFFETTO MANCATO DEGLI INCENTIVI SULLE ELETTRICHE

A marzo 2019, il mercato auto Italia può contare solo sui buoni numeri dei SUV compatti (+16%) e dei crossover (+7%), segmenti che crescono da mesi. Mentre il segmento delle berline arretra del -27%. Secondo Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA “Incide  su  questo  risultato  anche  il  perdurante  calo  dell’indice  del  clima  di  fiducia  dei  consumatori, stanti anche le previsioni negative sull’andamento dell’economia italiana”. In questo contesto socio-politico, i consumatori guardano con più fiducia alle auto a benzina che quelle diesel. Non è certo una novità, quanto invece il tonfo del -26% del diesel sul mercato auto. Le vendite di auto a benzina invece crescono del 10% rispetto allo stesso mese del 2018.

IL METANO CONTINUA A PERDERE QUOTE

Osservando il mercato auto per alimentazione, le vendite di auto GPL, ibride elettriche e benzina sono in ascesa rispetto invece a diesel e metano. Non si può certo guardare alla quota di mercato per le auto elettriche (0,3%) ma la crescita delle immatricolazioni è del +44% a marzo 2019. Le auto ibride tradizionali (+33%) crescono più delle auto ibride plug-in (+19%), nonostante il bonus maggiore per le ibride più ecologiche. Guarda qui quali sono le auto con lo sconto dell’eco-bonus. Le auto diesel diminuiscono di quasi 30 mila immatricolazioni a marzo 2019, assieme alle vetture a metano che si ridimensionano ancora una volta a marzo del -36%. Una piccola crescita delle quote di mercato auto invece interessa le vetture GPL (+2%).

LA CLASSIFICA DELLE AUTO ITALIANE

Tra le auto più vendute sul mercato Italia, la Fiat Panda è stabilmente in testa alla classifica della top10. Precede la Lancia Ypsilon (che è anche la più venduta tra le utilitarie, non essendoci più la Punto in listino). Auto già molto diffuse nel mercato dell’usato dove sempre più clienti scelgono di acquistare l’auto online e avvalersi dei servizi di spedizione specializzati, tipo il servizio di trasporto auto offerto da Macingo.com. Il terzo gradino del podio va alla Fiat 500X, il SUV piccolo più venduto in Italia a marzo, che recupera 5 posizioni. Più giù c’è la Fiat 500 (7^), la Jeep Compass (9^) e la Fiat 500L che chiude la classifica con il titolo di monovolume più venduto. Complessivamente le marche nazionali portano a casa 48550 immatricolazioni (-19,1%) rispetto a marzo 2018. Tra i Brand più positivi ci sono Lancia/Chrysler (+15,5%), Ferrari (+37%) e Lamborghini (+71,4%).

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Federmotorizzazione: prima dell’elettrico la priorità è il rinnovo del parco circolante

di Redazione

Il settore dell’automotive sta vivendo un periodo di grande cambiamento con l’avvento della mobilità elettrica ed elettrificata. Proprio questo è stato il principale argomento dell’incontro sugli Stati Generali della Mobilità avvenuto nella sede milanese di Confcommercio. Durante l’evento, diversi esperti del settore automobilistico e alcuni politici sono intervenuti esprimendo idee e confrontandosi allo scopo di fornire soluzioni e risposte concrete sul tema della mobilità come bene primario per la comunità.

L’ELETTRICO DA SOLO NON BASTA

Innovazione e sviluppo sono alla base della tecnologia. L’elettrificazione nel settore automotive sta facendo dei passi significativi ma fino ad adesso il mercato, almeno in Italia, non risulta essere abbastanza maturo. L’offerta tende a superare ampiamente la domanda e il prezzo di queste vetture rimane decisamente alto. L’Ecobonus, è stato pensato per spingere all’acquisto di macchine ibride/elettriche dove spesso si può risparmiare sui costi dell’assicurazione. Questo, prevede incentivi di 6.000 euro con rottamazione e 2.500 euro senza rottamazione in base al valore delle emissioni di CO2 del veicolo. Secondo alcuni relatori però, questo non aiuterà molto il mercato e il parco circolante. Per raggiungere determinati valori di emissioni, infatti, dovrà rinnovarsi attraverso l’aggiornamento degli attuali motori termici.

IL RINNOVAMENTO DEL PARCO CIRCOLANTE

Entro il 2030 gli obiettivi fissati in tema di riduzione delle emissioni di CO2 verranno raggiunti. Questo però solo intervenendo sul rinnovamento del parco circolante italiano. Sostituire i modelli più vecchi a favore di veicoli Euro 6, ma anche Euro 5, aiuterà questo processo. Anche i veicoli diesel potrebbero aiutare a raggiungere questi obiettivi se implementati con le nuove tecnologie. Secondo il professor Sergio Savaresi del Politecnico di Milano circa il 70-80% dei veicoli circolanti nel prossimo decennio resterà legato ai motori termici.

IL FUTURO DOVRÀ CONTARE SUL PASSATO

Secondo Simonpaolo Buongiardino, promotore dell’evento e presidente di Federmotorizzazione e Assomobilità, il futuro vedrà la convivenza di un parco circolante costituito da motori termici ed elettrici. Soluzioni che devono coesistere al fine di migliorare la qualità di circolazione di merci e persone ma anche della vita. La volontà di creare una “cabina di regia” nazionale serve a garantire una giusta valutazione delle visioni strategiche future che possono avere importantissime ripercussioni, non solo sull’economia ma anche sull’ambiente.

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Consiglio acquisto auto elettrica: budget fino a 25.000 euro

di Redazione

L’auto elettrica in Europa e segnatamente in Italia rappresenta ancora una nicchia molto risicata, ma con l’ecobonus 2019-2021 è bene sapere quali auto elettriche si possono acquistare senza spendere troppo. Che il futuro della mobilità sarà elettrico è praticamente una certezza anche se la diffusione delle auto a batteria viaggia ancora a rilento. I numeri di vendita comunque parlano chiaro: le immatricolazioni di auto elettriche sono in crescita. Eccovi allora la guida all’acquisto SicurAUTO.it con le auto elettriche oggi offerte sul mercato italiano con un budget di circa 25.000 euro. Guida aggiornata al 3 aprile 2019.

I PARAMETRI DA VALUTARE

Nella scelta di una automobile a trazione elettrica valgono in parte le valutazioni che solitamente si fanno per le auto tradizionali; a differenza di queste ultime bisogna tenere conto soprattutto dell’autonomia offerta dalla vettura, dalle modalità e dai tempi di ricarica delle batterie. Questi parametri devono essere attentamente valutati e rapportati alle proprie abitudini ed esigenze. Vista la rarefazione dei punti di ricarica nel nostro Paese è opportuno tenere a mente che è praticamente necessario possedere un box con una presa di corrente o, se si custodisce la vettura presso un garage o una rimessa, bisogna verificare che in questo vi sia la possibilità di poter ricaricare le batterie quando si parcheggia l’auto. Riguardo la reale autonomia di una auto elettrica, questa dipende dallo stile di guida del conducente, dall’utilizzo del climatizzatore e dalle condizioni del traffico, quindi nel caso di guida sportiva e con il clima acceso l’autonomia può ridursi sensibilmente.

BATTERIE: ACQUISTATE O A NOLEGGIO

Una delle componenti più costose di un’auto elettrica è il pacco di batterie che ne alimenta il motore e i servizi di bordo. Da tempo relativamente recente alcune case costruttrici, al fine di incentivare vendita e diffusione delle auto a zero emissioni, propongono la formula del noleggio delle batterie. Noleggiando gli accumulatori il prezzo d’acquisto della vettura si abbassa sensibilmente, avvicinandosi a quello di un modello a motore endotermico e si risparmia anche sulla manutenzione. Bisognerà pagare un canone di noleggio, il cui prezzo solitamente varia in base al chilometraggio stimato annuo della vettura e alla durata del contratto stesso di locazione. Ecco le auto con un budget intorno ai 25.000 euro in ordine alfabetico, con potenza batteria e autonomia accanto al nome.

CITROEN C-ZERO – Batteria 14,5 kWh (fino a 150 km)

La Citroen C-Zero è lunga 347 cm, ha 5 porte e 4 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 166 dm3. È stata testata da Euro NCAP nel 2011 ottenendo le 4 Stelle. Ha di serie 6 airbag e l’ESP. È equipaggiata con un motore elettrico da 49 kW e raggiunge i 130 km/h di velocità massima, il tempo medio di ricarica è di 7 ore. L’autonomia dichiarata dalla casa è di 150 chilometri. Il prezzo di listino parte da 30.891 euro, ma con sconti e bonus rientra facilmente nel budget di 25 mila euro. Il gruppo PSA in partnership con Mitsubishi commercializza sia la C-Zero sia la Peugeot iON (la casa nipponica offre a listino la gemella iMiev). La batteria con la quale è equipaggiata la Citroen C-Zero ha una capacità di 14,5 kWh ed è garantita dalla Casa per 8 anni o 100.000 chilometri. La ricarica può essere effettuata preso la comune rete elettrica a 220 V (tempi da 6 a 11 ore in base all’amperaggio) o collegandola a una colonnina da 125 ampere in 30 minuti si ricarica l’80% delle batterie.

CITROEN E-MEHARI – Batteria 30 kWh (fino a 200 km)

La Citroen e-Mehari è lunga 381 cm, ha 2 porte e quattro posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 200 dm3. E’ stata sottoposta ai crash test nel 2017 da Euro NCAP prendendo 3 stelle e di serie offre l’ESP e il controllo della trazione. È equipaggiata con un motore elettrico da 50 kW, raggiunge i 110 km/h di velocità massima, il tempo medio di ricarica della batteria da 30 kWh è di 8 ore. L’autonomia dichiarata dalla Casa è di 200 chilometri. Il prezzo di listino parte da 27.300 euro. Citroen ha voluto far rivivere il mito della Mehari, la sbarazzina vettura realizzata sulla base della 2CV e con la carrozzeria in materiale plastico. Ispirata alla storica spiaggina, ancora in servizio in molte località balneari, è stata realizzata la E-Mehari, anch’essa con carrozzeria in ABS e un abitacolo spartano e “lavabile”. L’unico accessorio disponibile è il climatizzatore (a 1.500 euro), dalla vettura possono essere asportati gli elementi del tetto, il lunotto e i finestrini (riponibili all’interno di un vano dedicato) per viaggiare en-plen air.

PEUGEOT iOn – Batteria 14,5 kWh (fino a 150 km)

La Peugeot iOn è lunga 348 cm ha 5 porte, 4 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 168 dm3. È stata testata da Euro NCAP nel 2011 ottenendo 4 Stelle, ha di serie 6 airbag e l’ESC. È equipaggiata con un motore elettrico da 49 kW raggiunge una velocità massima di 130 km/h, il tempo medio di ricarica è di 6 ore. L’autonomia dichiarata dalla Casa è di 150 chilometri. Il prezzo di listino parte da 28.301 euro. La iON è “gemella” della Citroen C-Zero e della Mitsubishi iMiev (che costa circa 2 mila euro in più), Peugeot propone alcune soluzioni per predisporre al meglio il punto di ricarica in casa propria o in luoghi aperti al pubblico. Di serie sulla francese il sistema Peugeot Connect SOS, grazie al quale viene inviata una richiesta automatica di soccorso in caso di incidente. La ricarica della batteria da 14,5 kWh può effettuarsi tramite la rete domestica (6 ore per la ricarica completa) o tramite stazione di ricarica rapida (15 minuti per il 50%, 30 minuti per l’80%).

RENAULT ZOE – Batteria 41 kWh (fino a 240 km)

La Renault Zoe si colloca nel segmento delle utilitarie, è lunga 408 cm, ha 5 porte e 5 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 168 dm3. È stata testata da Euro NCAP nel 2013 ottenendo 5 Stelle (Qui la scheda del crash test con i risultati completi e il video), ha di serie 6 airbag e l’ESC. È equipaggiata con un motore elettrico da 65 kW e raggiunge una velocità massima di 135 km/h, il tempo medio di ricarica della batteria da 41 kWh con 240 km di autonomia  è di 6-9 ore (con Wall Box). Il prezzo di listino parte da 26.100 euro se la batteria è a noleggio (canone mensile di 69 euro) oppure sale oltre 33 mila se si acquista anche la batteria. La Zoe è uno dei modelli della gamma Z.E. (Zero Emission) di Renault, la si può considerare come l’alter ego elettrica della Clio. La Casa francese suggerisce di ricaricare la Zoe tramite il Wall Box (opzionale e da fare installare a un tecnico elettricista) o tramite colonnine di rifornimento; la ricarica collegandosi alla rete domestica è da ritenersi occasionale o per emergenze (il cavo per la 220 V è opzionale).

SMART EQ fortwo e forfour – Batteria 17,6 kWh (fino a 150 km)

La Smart EQ fortwo che abbiamo provato in anteprima è l’utilitaria più recente attualmente acquistabile con il minore investimento. Il prezzo di listino parte da 24.197 euro con un ampio margine di sconto grazie all’ecobonus. La gamma Smart EQ è declinata anche nelle varianti EQ fortwo cabrio (da 27.547 euro) e EQ forfour (da 24.747 euro). In sostanza cambia poco, se non nella maggiore lunghezza e abitabilità della 4 porte e 4 posti. La Smart EQ fortwo è lunga 269 cm, 80 centimenti in meno della forfour che l’hanno eletta citycar per eccellenza. Alla sua seconda generazione elettrica, aggiunge anche le zero emisioni con un motore elettrico da 60 kW e una batteria da 17,6 kW che garantisce un’autonomia fino a 150 km, indistintamente se a 2 o 4 posti. La possibilità di personalizzazione della Smart EQ è sconfinata ma con una ricca dotazione di serie fin dalla versione entry level. La sicurezza della Smart EQ è stata valutata da Euro NCAP nello stesso crah test della Smart fortwo tradizionale.

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Mercato auto usate: marzo in calo con -3% dei passaggi di proprietà

di Donato D'Ambrosi

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Marzo 2019 non è un buon mese per il mercato auto usate: come per le vendite di auto nuove, c’è stato 1 giorno lavorativo in meno rispetto al 2018. Dopo 12 mesi di trend positivo, anche la vendita di auto usate risente del contesto socio-politico in cui versa l’Italia. I numeri dei passaggi di proprietà vengono dal bollettino ACI. Dal report statistico “Auto-Trend”, dell’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, viene fuori che il mercato auto usate conta a marzo solo 271.240 volture.

8500 PASSAGGI DI PROPRIETA’ IN MENO

Rispetto allo stesso mese del 2018, a marzo 2019, il mercato auto usate fa i conti con una contrazione del -3%. Numericamente significa che sono stati registrati esattamente 8500 passaggi di proprietà auto in meno, al netto delle minivolture dei professionisti. Direzione opposta invece riguarda  – per confronto – il mercato delle moto usate che con la primavera mostra fibrillazione positiva. A marzo 209 la crescita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente è del +23%. Il rapporto tra auto nuove e usate a marzo è di 100 immatricolazioni ogni 150 passaggi.

LA BENZINA VA PIU’ FORTE CON LE AUTO NUOVE

Se isoliamo i numeri del mercato auto usate per alimentazione, ci accorgiamo che il trend segue la direzione opposta a quello che succede sul nuovo. Mentre le auto nuove a benzina crescono (a marzo 2019 +8,8%), quelle diesel perdono il 24,2% rispetto al mese di marzo 2018. Il mercato auto usate invece vede in perdita sia auto a benzina che diesel, ma quelle a gasolio sono sempre le preferite dei consumatori. Un dato particolarmente importante ci mostra come anche i rivenditori di auto usate stanno guardando in modo diverso le auto benzina. Rispetto a marzo 2018, a marzo 2019 le minivolture di auto benzina sono scese del -6%, a fronte di una crescita del +1,2% delle auto diesel.

RADIAZIONI ED ECOBONUS 2019

Il dato che Auto Trend mostra sulle rottamazioni in base alla Classe antinquinamento rivela inoltre quanto stiano funzionando gli eco bonus sull’acquisto di auto elettriche. Come prevede la bozza del decreto ministeriale, infatti, ha diritto a uno sconto sul prezzo di listino chi rottama un’auto più inquinante da Euro 1 fino a Euro 4. Se guardiamo i dati delle radiazioni del mese di marzo ci accorgiamo che è stata registrata addirittura una contrazione rispetto al mese di febbraio 2019. Le radiazioni di veicoli inclusi nell’ecobonus da Euro 1 a Euro 3 sono diminuite tra febbraio e marzo 2019. Mentre sono in aumentate solo quelle delle Euro 4 (+1,2%) e l’aggregato Euro 5-6 (+1%) che però sono escluse dall’ecobonus.

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FCA ed ENI insieme per la benzina meno inquinante “A20”

di Redazione

Nella corsa alla mobilità sostenibile, le Case lavora sotto molteplici aspetti. Uno di questi riguarda anche la produzione di carburanti meno inquinanti, che sono stati recentemente riorganizzati sotto nuove sigle per rendere riconoscibili anche quelli di origine bio. Audi, tempo fa, presentò una benzina realizzata internamente. Si chiama e-benzin, è più pulita della benzina tradizionale e, a differenza di quella che conosciamo noi, non derivata dal petrolio. Ci sono anche altri esempi, come quello del progetto Chrysalis, che permette di produrre benzina dai rifiuti. Oggi è la volta della “A20”, studiata da FCA ed ENI.

BASSO CONTENUTO DI CARBONIO

Tutto nasce nel novembre del 2017, quando FCA ed ENI firmano un patto proprio per la ricerca di un carburante in grado di garantire prestazioni equivalenti alla benzina ma dal minor impatto ambientale. La formula della “A20”, questo il nome del prodotto annunciato oggi, si compone del 15% di metanolo e del 5% di bioetanolo, abbassando sensibilmente il contenuto di carbonio.

POTERE ANTIDETONANTE INVARIATO

La “A20”, inoltre, riesce a mantenere lo stesso numero di ottani della benzina verde tradizionale. Il che significa che, a livello di combustione, garantisce prestazioni equivalenti pur contando su una sostanziosa percentuale proveniente da fonti rinnovabili. In termini di emissioni inquinanti, la benzina “A20” garantisce una riduzione di produzione di CO2 fino al 3%, calcolata sulla nuova procedura di omologazione WLTP.

UNA SPERIMENTAZIONE AVANZATA

Il carburante “A20” è stato già utilizzato sul campo. Ha infatti alimentato per più di un anno la flotta milanese di Fiat 500 della compagnia di noleggio Enjoy di Eni. In totale, 9.000 noleggi sono stati serviti con la nuova “A20” e 50.000 km sono stati percorsi senza inconveniente alcuno. Il carburante “A20” è compatibile con circa il 60% delle vetture a benzina circolanti nel nostro Paese. In particolare circa tutte quelle prodotte dal 2001.

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Consiglio acquisto auto ibride fino a 30.000 euro

di Redazione

Le guide all’acquisto di SicurAUTO.it proseguono con una categoria di autovetture quanto mai attuale e interessante. Parliamo di automobili ibride, caratterizzate da un propulsore misto termico-elettrico, che richiede una diversa manutenzione. Pionieri moderni di questa tecnologia a basso impatto ambientale sono i giapponesi di Toyota e la casa offre ad oggi una completa gamma di modelli ibridi. Abbiamo selezionato in questa guida all’acquisto tutte le automobili ibride tradizionali (non plug-in) acquistabili con un budget fino a 30.000 euro. Sono incluse ovviamente anche le auto che con lo sconto ecobonus rientrano nel budget. Guida aggiornata al 4 aprile 2019.

PERCHE SCEGLIERE L’IBRIDO La tecnologia ibrida si è rapidamente evoluta e offre standard di affidabilità analoghi a quelli delle automobili a propulsione tradizionale. I vantaggi derivanti dall’uso di un sistema ibrido sono l’economia d’esercizio, grazie a consumi ridotti ed emissioni inquinanti più bassi. Nell’uso cittadino si apprezzano le moderne modalità di funzionamento dei propulsori che possono combinarsi tra propulsione solo elettrica, tradizionale e mista.

VANTAGGI ECONOMICI DELL’IBRIDO Scegliere un’automobile a propulsione ibrida comporta una serie di vantaggi di ordine economico e fiscale. In alcune Regioni e Comuni italiane l’uso di questa tipologia di vettura viene incentivata con sgravi sul Bollo Auto, accesso gratuito o ridotto alle ZTL e parcheggio gratuito nelle cosiddette Strisce Blu. È quindi opportuno verificare quali agevolazioni sono previste sul territorio di appartenenza.

LA SCELTA DEL MODELLO GIUSTO Nella scelta dell’auto ibrida da acquistare, oltre al budget è opportuno valutare il modello in base alle proprie esigenze e abitudini di guida. Le vetture ibride non patiscono limitazioni nell’autonomia come quelle a trazione esclusivamente elettrica. Quindi possono essere impiegate per trasferimenti autostradali più lunghi. L’offerta di modelli è piuttosto ampia e spazia da utilitarie a berline premium, passando per interessanti proposte del segmento C. Ecco tutte le auto ibride per chi è in cerca di consigli sull’acquisto e ha un budget a disposizione di 30 mila euro.

HYUNDAI IONIQ HYBRID

La Hyundai Ioniq è una berlina due volumi con 3 personalità eco: c’è ibrida, ibrida plug-in e totalmente elettrica. Con il budget di 30 mila euro a disposizione, si potrebbero comprare le prime due. La Ioniq ibrida tradizionale (parte da 26 mila euro, da scontare con ecobonus) e la Ioniq  Ibrida Plug-in (parte da circa 31 mila euro già scontata). La sicurezza della Hyundai Ioniq è stata messa alla prova nel crash test Euro NCAP ottenendo 5 stelle. La versione entry level della Hyundai Ioniq 1.6 Hybrid 6DCT Classic è dotata di un motopropulsore che complessivamente genera 141 cv (105+43,5).

KIA NIRO HYBRID

La Kia Niro è arrivata sul mercato nel 2016 ed è a oggi uno dei pochi SUV ibridi con un prezzo che parte da 25.500 euro. Per sapere le nostre impressioni approfondite  guarda il video della nostra prova su strada della Kia Niro. In sostanza il powertrain ibrido è lo stesso della Ioniq con l’accoppiata dei motori termico (105 cv) ed elettrico (43,5) che sviluppano insieme 141cv. Insieme permettono di contenere i consumi (ufficiali) nel misto a 3,4l/100 km. L’allestimento di base è piuttosto ricco e si paga a parte solo la frenata automatica di emergenza (1000 euro). Sono soldi ben spesi poichè con il Safety pack la Kia Niro ha agguantato le 5 stelle Euro NCAP nel crash test del 2016 .

LEXUS CT HYBRID

La proposta del luxury brand Toyota è lunga 435 cm, ha 5 porte e 5 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 275 dm3. Euro NCAP ha testato nel 2011  la CT200h assegnandole le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video), ha di serie 7 airbag e i controlli di stabilità e trazione. È equipaggiata con un 4 cilindri da 1.8 litri e da un motore elettrico da 60 kW, la potenza del sistema ibrido è di 100 cavalli; il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 3,6 L/100 km con 82 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 32.100 euro e al momento non sono previste promozioni.

SUZUKI BALENO HYBRID

La Suzuki Baleno è assieme a Ignis e Swift una delle auto ibride più economiche del mercato. Non a caso punta più ai contenuti che a finiture e dotazioni. Il prezzo parte da 17.600 euro ma bisogna mettere in conto che la versiuone B-Easy di accesso ha praticamente solo il clima e l’ABS di serie. Il 1.2 ibrido abbinato al piccolo motore elettrico sviluppa complessivamente 90 cavalli e consuma 4,3 l/100 km nel misto.  Nel crash test Euro NCAP la Suzuki Baleno ha ottenuto appena 3 stelle in linea col posizionamento dell’auto sul mercato.

SUZUKI IGNIS HYBRID

Anche la Suzuki Ignis ha un ottimo rapporto prezzo- prestazioni, è disponibile anche solo benzina, ma in questa guida ci interessa parlare dell’ibrida. Ha un design molto personale che rievoca stilemi iconici del passato ma sotto la carrozzeria ha tanta tecnologia. E’ accessoriata molto meglio della Baleno fin dalla versione di accesso, ma il Safety Pack si paga sempre a parte e senza la sicurezza vale appena 3 stelle. La Suzuki Ignis infatti ottiene 5 stelle nel crash test Euro NCAP solo con una dotazione optional inclusa. Il prezzo della Ignis 1.2 ibrida parte da 16.950 euro con lo stesso powertrain della Baleno e la trazione solo davanti. C’è anche a trazione integrale ma il prezzo sale oltre i 18 mila euro.

SUZUKI SWIFT HYBRID

La Suzuki Swift ha un’impostazione di guida totalmente diversa rispetto a Baleno e Ignis, pur condividendo la componentistica ibrida. Infatti il prezzo parte da 17.990 euro per la 1.2 Hybrid Top a trazione anteriore e sale a 16.150 euro per la versione 4×4. COn il motore 1.2 Hybrid (lo stesso deglialtri modelli di questa guida) il consumao ufficiale è 4,1 l/100 km. Anche in questo caso bisogna pagare a parte sistemi di assistenza alla guida, come il cruise control adattivo e la frenata di emergenza. Anche con il Safety Pack la Suzuki Swift si ferma a 4 stelle nel crash test Euro NCAP.

TOYOTA C-HR HYBRID

La Toyota C-HR Hybrid è il crossover ibrido di Toyota che dal 2016 ha dato alla gamma ibrida una connotazione sportiva e muscolosa. Il design infatti non ha nulla a che vedere con le linee della più sobria Prius. Bisogna prestare attenzione alle dimensioni, poichè i suoi 436 cm di lunghezza potrebbero non riservare lo spazio adatto a una famiglia con bambini. Il bagagliaio è 377 litri e con un’altezza di appena 155 cm non è l’ideale per i passeggeri più alti. Quanto alle prestazioni, il 1.8 a ciclo Atkinson, come sulla Prius, sviluppa 122 cv (di cui 72 quelli “elettrici”) e 3,8 l/100 km nel misto. Il prezzo parte da 29.000 euro, con margine di sconto. La sicurezza della Toyota C-HR è a 5 stelle, come ha dimostrato nel crash test EUro NCAP del 2017.

TOYOTA PRIUS HYBRID

La Toyota Prius ha reso popolare l’ibrido, nella nuova versione è lunga 454 cm, ha 5 porte e 5 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 501 dm3. E’ stata appena testata da Euro NCAP ed ha ottenuto le 5 Stelle, ha di serie 7 airbag e i controlli di stabilità e trazione. E’ equipaggiata con un 4 cilindri da 1,8 litri (Ciclo Atkinson) e con un motore elettrico da 53 kW, la potenza del sistema ibrido è di 122 cavalli; il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 3,4 L/100 km con 78 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 30.950 euro e al momento è in corso una promozione che lo ribassa a 29.450 euro.

TOYOTA RAV4 HYBRID

L’inossidabile Toyota RAV4 Hybrid in variante green è lungo 461 cm, ha 5 porte e 5 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 579 dm3. E’ stata testata da Euro NCAP nel 2013 ed ha ottenuto le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video), ha di serie 7 airbag e i controlli di stabilità e trazione. La versione base Active 2WD è equipaggiata con un 4 cilindri da 2.5 litri (Ciclo Atkinson) abbinato ad un motore elettrico da 105 kW, la potenza del sistema ibrido è di 197 cavalli; il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4.9 L/100 km con   115 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 33.580 euro ma scontabili fino anche a 29.950.

TOYOTA NUOVA COROLLA HYBRID

La nuova Toyota Corolla sostituisce in Europa l’Auris e debutta nel 2019 con la piattaforna TNGA (Toyota New Global Architecture) che sarà utilizzata per tutti i prossimi modelli. Inutile dire che il powertrain Full-Hybrid si basa sul 1.8 abbinato al sistema elettrico per un totale di 122 cavalli come C-HR e Prius. Il consumo combinato ufficiale è di appena 3,3l/100 km, vale a dire oltre 30 km con 1 litro di benzina. In alternativa c’è anche il motore 2.0L Hybrid Dynamic Force. Il prezzo di listino parte da 27.300 euro, con ampio margine di sconto.

TOYOTA YARIS HYBRID

La Toyota Yaris è lunga 395 cm, ha 5 porte e 5 posti e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 286 dm3. Nel crash test Euro NCAP del 2017 guadagna 5 Stelle meritate. La versione base Cool è equipaggiata con un 4 cilindri da 1.5 litri abbinato ad un motore elettrico da 45 kW, la potenza del sistema ibrido è di 100 cavalli; il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 3,7 L/100 km con 84 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 19.750 euro. La Yaris ibrida non è una plug-in, le batterie del sistema ibrido vengono ricaricate da un generatore incorporato nell’unità termica, la quale, per tutte le vetture ibride Toyota, è un motore a ciclo Atkinson.

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Mercato italiano: il prezzo delle auto nuove sale del 3,4%, quello dell’usato scende del 6,3%

di Redazione

L’edizione 2019 di Autopromotec, manifestazione dedicata a ricambi, aftermarket e pneumatici, sta per aprire i battenti. In attesa dell’apertura dei cancelli, il prossimo 22 maggio, l’Osservatorio dell’omonimo ente organizzatore ha pubblicato un’indagine mercato italiano dell’auto (a marzo in forte flessione) e, in particolare, sull’andamento dei prezzi di vendita. Stando ai dati pubblicati dall’Istat, tra il 2015 e il 2018 si è rilevata una duplice tendenza. Se da una parte il prezzo delle vetture nuove è salito in media del 3,4%, infatti, quello del auto usate è diminuito del 6,3%.

TUTTA COLPA DEL DIESEL

Concentrandosi sui dati relativi alle auto di seconda mano, sembra che la demonizzazione del Diesel sia la principale causa della contrazione del mercato italiano, che sta comunque cambiando sotto molteplici aspetti. La paura di acquistare un’auto a gasolio rischiando di incappare in blocchi o limitazioni del traffico, infatti, ha spinto molti automobilisti a ritardare l’acquisto di una nuova vettura. Lo stesso non si può dire per le auto nuove, che hanno risentito meno di questa tendenza. Anzi, l’hanno superata con il passaggio a sempre più modelli alimentati a benzina.

RINCARA ANCHE PER LA MANUTENZIONE

Esattamente come accaduto per il settore delle vetture nuove, anche il comparto dell’assistenza e della manutenzione ha mostrato rincari. Per quanto riguarda gli interventi di riparazione di auto private, infatti, nel quadriennio 2015-2018, i prezzi sono cresciuti in media del 4%.

I RICAMBI TENGONO IL VALORE

Discorso a parte, invece, va fatto per lubrificanti, ricambi e pneumatici. In questo caso l’aumento dei prezzi è stato molto più contenuto e più in linea con l’inflazione italiana. Nello specifico, dal 2015 al 2018, i lubrificanti si sono attestati su un incremento medio dei 1,7%. Lo stesso valore hanno fatto riscontrare i prezzi dei pneumatici, mentre i pezzi di ricambio e gli accessori, sono aumentati dell’1,6%.

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Hyundai avvia la sperimentazione di un nuovo Virtual Cockpit

di Redazione

In questi ultimi anni la tecnologia all’interno delle automobili sta aumentando a dismisura. Le nuove esigenze legate ad un mercato sempre più focalizzato sulla riduzione dei consumi e sulla sincronia tra uomo e macchina durante la guida hanno portato Hyundai a sviluppare un innovativo virtual cockpit, presentato su un prototipo della i30 (del cui modello di serie abbiamo già parlato in passato).

LA SICUREZZA SFRUTTA LA TECNOLOGIA 3D

La strumentazione digitale aiuta i conducenti delle automobili a tenere sotto controllo i sistemi multimediali e di infotainment. La presenza di questi display, che è sempre più comune anche nei segmenti più bassi del mercato, è però anche sinonimo di distrazione alla guida. Considerando innovazione e sicurezza come priorità assolute, Hyundai propone sul mercato un’evoluzione del virtual cockpit classico. Sul volante del prototipo della i30 prendono posto due schermi touch con feedback aptico. Questo è in grado di cambiare la loro funzione a seconda della situazione in cui si trova l’automobilista.

SCHERMI INTUITIVI E PERSONALIZZABILI

Al fine di garantire sicurezza e interattività veloce ed efficace, Hyundai ha iniziato a sviluppare questo progetto a partire da 2015. Il volante è dotato di due schermi touch multi-strato (Mld). L’effetto tridimensionale, che riesce a mettere in evidenza i dati e le informazioni principali, è ottenuto grazie alla sovrapposizione dei due schermi a 6 mm l’uno dall’altro. Questi display riescono ad offrire la massima efficacia nell’utilizzo, essendo completamente personalizzabili. L’automobilista potrà così impostare i vari collegamenti rapidi nelle posizioni desiderate.

L’IMPATTO POSITIVO DEI TEST

Il prototipo della Hyundai i30 progettato dalla Casa coreana per comprendere quali sono i reali vantaggi in termini di sicurezza è stato analizzato dall’Würzburg Institute for Traffic Science (Wivw). I test hanno dimostrato che il livello di distrazione degli automobilisti a bordo del prototipo, dotato dell’innovativo virtual cockpit, è nel range dei valori consigliati dagli enti Aam e Nhtsa (rispettivamente Alliance of Automobile Manufacturers e National Highway Traffic Safety Administration). Niente è ancora chiaro sul futuro di questa tecnologia. È plausibile però, dati i risultati ottenuti che Hyundai utilizzerà questo nuovo sistema nella progettazione dei prossimi modelli.

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Arval apre il primo Store per il noleggio ai privati

di Redazione

Il rapporto degli italiani con l’auto sta cambiando: prima vista come un bene, oggi tra costi, oneri e “invecchiamento precoce” genera sempre più problemi di circolazione. Tutti argomenti a favore del noleggio, che inizia a prendere piede anche presso la clientela privata. Spingendo le società specializzate ad affiancare al classico “Rent a car” servizi a lungo termine anche per non-professionisti. Tra questi Arval, società francese controllata dal gruppo bancario BNP Paribas, che dopo aver introdotto la formula “all inclusive” per privati ha inaugurato, con i partner della società di distribuzione Intergea, il primo store dedicato a questa crescente tipologia di clienti.

AUTO NUOVA IN 48 ORE

L’Arval Store nasce a Torino, in Corso Rosselli 236. Per Arval Italia è il primo esperimento di un progetto che mira a diffondere questo tipo approccio al servizio anche in altre città. Il centro ha una superficie complessiva di 1.200 mq. All’interno è possibile valutare con l’aiuto dei consulenti le offerte in base alle proprie necessità, vedere dal vivo alcune delle vetture in promozione e pronta consegna e sottoscrivere il contratto. Una volta approvato, la consegna della vettura (con scelta di oltre 50 modelli selezionati tra quelli più richiesti sul mercato) è garantita entro 48 ore. A meno di richieste e ordini particolari “fuori catalogo”. Inoltre, si può far valutare il proprio usato e all’occorrenza, cederlo come anticipo sul costo del contratto.

ZERO PENSIERI

La caratteristica di base dell’offerta sta proprio nel sollevare il cliente da ogni pensiero. Il contratto ha una durata minima di 36 mesi e include nel canone fisso (con o senza anticipo) 100.000 km, bolli e interventi di manutenzione ordinaria e non, assistenza e soccorso stradale, assicurazione. Questa è di tipo mini-Kasko, con RCA, infortunio conducente, limitazione di responsabilità per incendio, furto e danni ulteriori con penalità. La copertura è valida per tutti i membri della famiglia. Come opzioni è possibile aggiungere il cambio gomme estive-invernali e la vettura sostitutiva. L’apertura dello Store si accompagna ad un rinnovato sito con una sezione specifica (www.arval.it/noleggio-lungo-termine-privati) per valutare le offerte in modo preliminare.

PIÙ SICUREZZA

I vantaggi del noleggio sono molteplici, iniziando dal valore aggiunto del “tutto incluso” che si traduce anche in una maggiore sicurezza. “Un fenomeno preoccupante è quello che vede sempre più italiani rinunciare ad assicurare l’auto” ha sottolineato il Direttore Generale di Arval Italia Grégoire Chové. “Quelle a noleggio sono sempre nuove, efficienti e assicurate”. Alberto di Tanno, AD di Intergea, ha inoltre ricordato che il noleggio mette al riparo anche da incertezze e problemi di circolazione come la “guerra ai Diesel”. Circostanze che rendono sempre più difficile la scelta dell’acquisto di un’auto nuova.

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